Politica / Sardegna

Ha ragione Berlinguer, la questione morale esiste: ma non per il Pd e i suoi elettori. Il caso Sardegna

L’immagine è tratta dal sito www.enricoberlinguer.it

Trent’anni fa moriva Enrico Berlinguer, il segretario del Pci che per primo osò parlare di “questione morale”. Oggi numerose pubblicazioni (la maggior parte con taglio agiografico) cercano goffamente di trovare una linea di continuità tra la sua esperienza umana e politica e quella di coloro che vorrebbero essere, o si dichiarano, suoi legittimi eredi, soprattutto all’interno del Partito Democratico. Il risultato è imbarazzante, visto che più si studia Berlinguer più si capisce che con l’Italia di Matteo Renzi il suo pensiero e la sua azione non hanno ormai alcuna relazione. Berlinguer sta all’Italia di oggi alla stessa guisa di grandi politici di un passato ancor più remoto come Giolitti, Crispi, De Gasperi.

Non si capisce dunque perché molti all’interno del Pd si ostinino a riproporre all’attenzione dell’opinione pubblica la figura di Berlinguer: forse per tacitare la loro cattiva coscienza, giacché essi sanno (avendolo conosciuto) quale fosse la grandezza del segretario del Pci, da loro tradita.

La questione morale, si diceva dunque all’inizio, ha contraddistinto da un certo momento in poi la politica di Berlinguer, fino addirittura a rappresentare il nucleo fondante del suo pensiero da tralasciare ai posteri. Non fosse per le parole sulla questione morale, di Berlinguer veramente non si sentirebbe più parlare. Però quelle sue frasi a trentatré anni di distanza sono ancora lì che ci sollecitano una riflessione.

Tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica.

Bastano queste poche righe a comprendere che a relegare nell’angolo della storia Enrico Berlinguer sono stati soprattutto gli elettori di quella parte politica che ancora oggi, con tanta fantasia e altrettanta approssimazione, chiamiamo “sinistra” e che in questi anni hanno premiato non solo ladri, corrotti e concussori, ma anche chi ha trasformato i partiti in bande di occupazione di ogni settore pubblico.

Se è vero che in Italia esiste una questione morale (e basta aprire ogni giorno i giornali per rendersene conto) è altrettanto vero che essa non riguarda né il Pd né i suoi elettori. Il primo continua infatti a candidare senza alcun problema suoi esponenti sotto inchiesta o rinviati a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione, e i secondi continuano serenamente a votarli. E per chi viene casualmente bocciato alle urne, c’è sempre un paracadute che si apre, un posto in una fondazione bancaria o una poltrona di sottogoverno. Nessuno viene lasciato per strada.

Questo dato di fatto emerge con estrema chiarezza in Sardegna. Dove un esponente del Pd (a giudizio in due distinti processi) è stato comunque nominato presidente del Consiglio regionale (ed ora appena può proferisce su Berlinguer commoventi parole); dove una esponente del Pd che si voleva candidare alla presidenza della Regione, costretta ad un passo indietro perché indagata per peculato, è stata premiata con una poltrona da sottosegretario; dove il segretario regionale del partito (anche lui indagato per peculato) ha continuato tranquillamente a fare il segretario regionale; dove un ex presidente della Regione, sotto processo per evasione fiscale e con un accordo già firmato per restituire allo Stato sette milioni di euro in 72 comode rate, è stato eletto a furor di popolo parlamentare europeo; fino all’ultimo caso di un ex consigliere regionale (anche lui sotto inchiesta per peculato) che si è candidato alla carica di sindaco della sua città, ed è stato eletto. Ha avuto ragione lui. I tempi sono cambiati. Berlinguer è morto trent’anni fa. E gli elettori del centrosinistra lo sanno bene.

Certo, sicuramente la questione morale di cui parlava il segretario del Pci esiste, ma non per il Pd e per i suoi elettori. Andrea Pubusa qualche giorno fa ha scritto bene: “Questione morale: ce n’è una in salsa Forza Italia e un’altra in versione Pd”. E la seconda è più ipocrita della prima.

Bisognerà prenderne atto se vogliamo capire dove stanno andando la politica e la società sarda e italiana.

 

 

14 Commenti

  1. Analisi impeccabile. Molto bella.
    Ormai si strumentalizzano pure le parole di Berlinguer, ora con il Senato (vedi le parole del Presidente della Giunta Regionale della Toscana) e poi salvano Azzollini. Gran peccato vedere che gli insegnamenti di Berlinguer fanno questa fine.

  2. Gianni Campus says:

    Ma perchè ve la prendete tanto con Maninchedda?
    A me piace: quando parla si capisce cosa dice, è vero, ma nessuno è perfetto…
    Purtroppo, ha anche un’altra grave pecca, che appare chiaramente, per contrasto: è un intellettuale.
    Che dire (a favore)?
    Che è “presentabile”?
    O forse sono meglio i compagnoni (e le compagnone) che la risacca rovescia settimanalmente sulle secche di Floris, Santoro, etc. etc.?
    Con osservanza
    GMC

    • vedi, caro Gianni, sia tu che io che Maninchedda, come tutte le persone che incontriamo al mare e che sanno nuotare, a pelle, siamo percepiti dagli altri sostanzialmente in tre modi differenti: ad alcuni siamo simpatici o giù di li e quindi pensano “meno male, sa nuotare!”; ad altri siamo antipatici o giù di li e quindi pensano “che stronzo, non annega!”; ad altri ancora siamo completamente indifferenti e non pensano niente.
      quando uno è “personaggio pubblico” l’ansia di gridargli in faccia il proprio sentimento viene soprattutto a quelli della seconda categoria, cioè a quelli che vorrebbero vederti annegare, così, solo per questioni di pelle.
      e anche se un politico non è il “classico” politico furoni, ambiguo, compromittente, mandroni, ma viceversa è “stranamente” coerente e si dà da fare, insomma “fa il suo dovere”, non potrà comunque aspettarsi che chini no du podi biri rinunci al vezzo di gridare il suo disprezzo….
      su questo blog se ne vedono tanti esempi…

  3. Sul tema vi segnalo questo interessante contributo di Pino Cabras:
    http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=104034

  4. anna uras says:

    Biolchini, ancora contro il PD e naturalmente contro francesca barracciu. Sto aspettando che tu scriva almeno una riga sull’avviso di garanzia a Luciano URAS e a tutto il gruppo della sinistra di allora. O per te quella non è questione morale??? Oppure siccome URAS “il puro” (quello che ha frequentato la Collina e dalla Collina lanciava gli anatemi contro la candidatura di barracciu) è stato compagno di merende di maninchedda per contrastare la Barracciu, non lo tocchi?!….

    • Si vede che non sei di Cagliari, che non ascolti Buongiorno Cagliari e che non sai quanto io sia molto amato da Sel da queste parti… Comunque di Sel e di Uras parlerò in uno dei miei prossimi post. Detto questo, rivendico la libertà di parlare di ciò che voglio quando voglio.

      • anna uras says:

        ok, allora attendo il tuo pezzo su Uras e Sel. ci mancherebbe altro che tu non fossi libero di scrivere ciò che vuoi. Solo che per onestà intellettuale e coerenza dovresti trattare tutti allo stesso modo. Tutto qui. Ti è sfuggita la mazzata che ha preso il Pm a proposito delle richieste su barracciu e che sono comparse oggi sull’unione sarda? l’hai massacrata per mesi, ora c’è un punto a suo favore ma emerge anche un accanimento tutto particolare su di lei… non ti sembra? prima che me lo dica tu, confesso: sono una sua strenua sostenitrice. Ho avuto occasione di conoscerla personalmente e di apprezzare il suo impegno in moltissime occasioni. posso dire che è una persona meravigliosa e un ottimo politico.

  5. Caro Vito,
    finalmente chiami “questione morale” ciò che è. Poi ricadi nel solito errore quando vai avanti a parlare delle varie ruberie. Però fa nulla. Magari col tempo…
    Un solo appunto. Che è poi il senso del mio commento.
    Cito: “…dove una esponente del Pd che si voleva candidare alla presidenza della Regione, costretta ad un passo indietro perché indagata per peculato,…”
    Barracciu non è stata “costretta” causa accusa di peculato. E proprio il caso di Soru lo dimostra. Soru che ha cacciato i soldi. Quindi aveva torto e ha effettivamente evaso. Si deciderà se in buona fede o meno. E non c’è alcuna prova che con Barracciu (“solo” indagata) il PD avrebbe perso. E non certo per il fatto che fosse indagata. Magari a causa di faide interne non risolte.
    Il punto è che con Barracciu avrebbero corso i sardisti e non Maninchedda. Quindi dalla parte di Maninchedda stava (e sta) bene far passare che “Barracciu dovesse fare un passo indietro perché indagata”.
    Visto che a te piace Maninchedda (de gustibus…) ci sta. Però non ci sta con la logica del discorso. E proprio perché Barracciu la trombata non l’ha presa per l’accusa di peculato ma per le faide interne. Cioè a causa di quella “questione morale” di Berlinguà (cit.) che citi testualmente tu: “Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica.”
    Traduco: va benissimo che tu faccia il tifo per Manichedda. È un tuo diritto. Però nell’analisi politica (se di questo si tratta e non di propaganda) dovresti portare maggiore attenzione. Parli di questione morale? Proprio Barracciu sarebbe stata un esempio eclatante di scelta attuata attraverso una faida interna (“interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica”).
    Ciao

    • Cosa c’entri Maninchedda con questo post non lo so, ma questo è un blog libero e, se usa un linguaggio rispettoso, ognuno può dire quello che vuole.

      • adriano says:

        ma i piddini non capiscono che fanno si supporter di una consorteria d’affari? cosa ci vuole ancora per comprendere che i gerarchi della loro squadra hanno l’unico interesse a governare i propri interessi economici e di potere?

      • Vito,
        ti domandi cosa c’entri Maninchedda?
        Te lo (ri)dico:
        1. Parli di questione morale
        2. Fai riferimento alla Barracciu
        3. Affermi che sia stata costretta a fare il passo indietro causa l’avviso di garanzia
        4. Ciò è una balla
        5. È stata trombata da una fazione avversa
        6. Se non l’avessero trombata, Maninchedda non avrebbe corso con lei (I sardisti sì)
        7. Chi sta con Maninchedda ha tutto l’interesse (ma anche il diritto) di dire che l’hanno trombata per l’avviso di garanzia
        8. E non perché appartenente ad una fazione che non piaceva (quella che ha poi scelto Maninchedda e non i sardisti)
        9. Visto che parli di questione morale, il caso di Barracciu è esemplare
        10. E lo è perché esempio di faida interna a un partito
        11. Quindi di decisione presa per appartenenza a clan (citazione da Berlinguà)
        12. Se tu non fossi schierato con Maninchedda non parleresti di Barracciu in questi termini
        13. (Schierato, non in malafede)
        14. Anche se hai diritto di farlo
        15. Come hai diritto di schierarti (anche con Maninchedda o con chi ti pare)
        Permettimi di dirti che secondo me hai capito benissimo fin dalla prima volta.
        E che la tua (non) risposta lo dimostra con molta chiarezza.
        Tra le due ipotesi, che tu sia schierato o che non capisca ciò che ti dicono, scelgo la prima.
        Ovvero: fai benissimo a parlare di questione morale. Ma poi parlane davvero. Fino in fondo. Maninchedda o no. Perché la presenza di Maninchedda in maggioranza è proprio risultato di quella questione morale che tanto ti sta a cuore (la guerra per clan e l’anteporre il proprio tornaconto, se anche legittimo, al fine politico della propria azione; ad esempio saltando da una parte all’altra; come per l’appunto il Nostro). E non confondere la “Storia Barracciu” con l’avviso di garanzia.
        Questione morale che probabilmente sta a cuore anche a molti altri. Ad esempio a me. Tanto che il PD non l’ho votato. Anche perché c’era Maninhcedda. Che con la questione morale fa a pugni. Non da oggi.
        Ciao

        • Punto, intanto grazie per avermi fatto capire come hai interpretato il mio post. Detto questo
          1 Ragioni non come se io sostenessi Maninchedda ma addirittura come se lo fossi. Ma io non sono Maninchedda
          2 Maninchedda non è me
          3 Il tuo ragionamento è logicamente scorretto in quanto attribuisci alla realtà delle caratteristiche, e al sottoscritto delle intenzioni, in maniera del tutto arbitraria. Spacci per realtà dei tuoi punti di vista e da essi fai discendere delle conseguenze che logiche non sono. Ma proprio per niente. E infatti
          4 Alle regionali ho votato Rossomori

        • punto g, quello che ho capito è che se a maninchedda fosse per caso arrivato un avviso di garanzia tu avresti avuto un orgasmo subitaneo, prolungato e ripetuto, per quanto ti è simpatico.

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