Politica / Sardegna

“Gay Pride ad Alghero, una carnevalata ideologica e faziosa! Famiglia aggredita! Eterosessuali discriminati!”. Un po’ di bromuro per l’on. Orrù (sardista)

Certi comunicati stampa meritano di essere diffusi integralmente perché ogni sintesi giornalistica ne snaturerebbe irrimediabilmente il vero contenuto. Ecco dunque cosa ha inviato alle redazioni alla ricerca probabilmente di una facile visibilità (che io assicuro immediatamente) il consigliere regionale sardista Marcello Orrù.
I toni sono quelli da grande crociata contro il pericolo omosessuale in Sardegna. Perché non sono le argomentazioni ma il linguaggio a stupirmi, tanto più se viene utilizzato da un esponente di un partito che è sempre stato conservatore sì ma mai bacchettone e sicuramente non bigotto (quello tra partito sardo e massoneria è, ad esempio, un rapporto storicamente consolidato). Un comunicato così me lo sarei aspettato, che ne so, da un consigliere dell’Udc o dall’Upc. Salvo poi ricordarmi che proprio un candidato dell’Upc, ad Alghero, un paio di settimane fa ha fatto una iniziativa elettorale con le drag queen!
Insomma, c’è una grande confusione sotto il cielo della politica sarda.
Comunque, il Gay Pride ad Alghero sarà il prossimo 28 giugno. A Cagliari fu una festa bellissima, molto colorata, divertente e per niente volgare. Onorevole Orrù, ci faccia un salto anche lei.
Ps: nessuno faccia vedere all’onorevole Orrù il simbolo del Mos, del Movimento Omosessuale Sardo!

***

GAY PRIDE AD ALGHERO SARA’ SOLITA PROVOCAZIONE.  FAMIGLIE E ISTITUZIONI VIGILINO SUL PERICOLO DELL’IDEOLOGIA GENDER NELLE SCUOLE SARDE. SOSTENERE ECONOMICAMENTE LE FAMIGLIE

L’appello rivolto qualche giorno fa da Sassari a Matteo Renzi dall’ex deputato Vladimiro Guadagno meglio noto ai più come Luxuria, nel corso della conferenza stampa di presentazione del Gay Pride di Alghero, è soltanto l’ultima di tante provocazioni e false accuse di omofobia lanciate dall’ex parlamentare contro chiunque esterni un’opinione differente rispetto al riconoscimento del matrimonio omosessuale e verso altre recriminazioni.

Non è affatto omofobo chi ha il coraggio di esprimere la propria opinione e di difendere la famiglia tradizionale da continui attacchi da parte di una serie di gruppi ed organizzazioni: stiamo assistendo ad una vera e propria aggressione all’istituzione della famiglia che non era mai stata cosi massiccia come oggi. Non credo di sbagliare se pronostico che il Gay Pride ad Alghero sarà la solita carnevalata che per tanti diverrà occasione per offendere platealmente il buongusto: ci saranno i soliti degradanti attacchi alla Chiesa, gli insulti e la messa in ridicolo dei simboli religiosi.

I veri discriminati anche stavolta saranno gli altri cittadini che puntualmente subiscono ironie e attacchi e penalizzati saranno anche tutti quegli omosessuali che vivono liberamente la loro sessualità senza inutili ostentazioni e controproducenti sceneggiate. Perché chi ha una posizione differente deve essere accusato di omofobia? Dove starebbe allora la liberta di pensiero e di opinione?

Ma l’aspetto più preoccupante è il manifesto ideologico – politico che questi gruppi propagano. Ecco perché è importante che i cittadini che la pensano diversamente abbiano il coraggio di schierarsi contro la legge cosidetta antiomofobia, una legge liberticida che processerebbe chiunque esterni una posizione contraria a quelle dei movimenti gay, contro il riconoscimento del matrimonio omosessuale e le proposte di adozione di figli da parte di coppie gay: è un documento politico che mira ad eliminare la famiglia tradizionale dal welfare del nostro Paese.

E non dimentichiamoci che dietro ad una manifestazione come il Gay Pride c’è anche quel pericolosa e inaccettabile tentativo di fare entrare nelle scuole la cosiddetta ideologia gender, spesso all’insaputa dei genitori e, spesso, anche grazie a progetti finanziati da qualche comune, anche in Sardegna. Ed è cosi che con la scusa di abbattere le discriminazioni e di promuovere l’uguaglianza dei sessi, si cerca di negarli e si introduce la nozione di arbitrarietà dei generi. In tante scuole sono state introdotte lezioni di educazione all’affettività dove si arriva ad affermare che ogni rappresentazione storica della differenza dei sessi è stata fondata su un pregiudizio e che il maschile e il femminile sono costruzioni sociali, storiche ed ideologiche da combattere.

Tutto ciò è inaccettabile oltre a rappresentare un serissimo pericolo per l’educazione delle nuove generazioni. Un pericolo che non va affatto sottovalutato e intorno al quale occorre immediatamente che le famiglie e le istituzioni vigilino e tengano gli occhi aperti. Chiederò formalmente alla Giunta Regionale che metta in campo ogni iniziativa utile ed opportuna per monitorare quanto sta accadendo nel mondo della scuola: è fondamentale che i genitori dei ragazzi siano informati e coinvolti nelle scelte riguardanti i programmi scolastici che verranno adottati nei rispettivi istituti.

Campagne come quella gender nelle scuole spesso arrivano da quelle stesse lobby europee che mirano a seppellire le radici cristiane e la Tradizione dell’Europa. Ecco perché avanzano con sempre maggior forza le politiche contro la famiglia e a favore di quel pensiero unico contro cui si è scagliato di recente Papa Francesco: si tratta di politiche pericolose che rappresentano un tentativo di fare appiattire i popoli europei su scelte radicali non condivise dai cittadini. Il riconoscimento dei matrimoni omosessuali, le stesse politiche sull’identità di genere, le nuove leggi contro l’omofobia sono solo alcuni importanti esempi di un progetto più vasto che mira a demolire la famiglia.

Fortunatamente non ovunque è cosi:alcuni giorni fa un paese dell’Unione Europea, la Slovacchia, ha votato l’introduzione nella propria Costituzione di una tutela del matrimonio definito come ”l’unione di una donna e di un uomo”, escludendo così la futura possibilità di un eventuale riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso.

È a quest’Europa che occorre guardare: ecco perché ritengo inaccettabile che si trovino le risorse per finanziare manifestazioni ideologiche e faziose come i vari Gay Pride che pullulano in tutta Italia  mentre allo stesso tempo non si trovano le risorse per finanziare l’estensione del bonus in busta paga alle famiglie numerose.

L’appello che voglio rivolgere al premier Renzi è quello di guardare alla famiglia come motore della società e in quanto tale come istituzione che merita maggiori tutele sociali  rispetto ad oggi : il governo dovrebbe avviare una nuova ed imponente politica familiare dove chi si sposa e ha figli venga premiato dallo Stato, anche economicamente. Occorre ribaltare quanto sta accadendo: vanno sostenute e non penalizzate le coppie che decidono di sposarsi formare una famiglia. 

Marcello Orrù
Consigliere regionale Partito sardo d’Azione 

 

L’umile tenutario e signora in occasione del Gay Pride a Cagliari, due anni fa

38 Commenti

  1. Andrea says:

    In mezzo a questa selva di buonismo permettetemi qualche piccola perfidia (e prendetela con un sorriso…) non tanto sulla sostanza ma sulla forma con la quale i vari movimenti omosessuali spesse volte comunicano; a volte mi ricordano il Partito Radicale degli anni ’80 e, mutatis mutandis, i contemporanei Grillini accomunati entrambi dall’affermare cose giuste nel modo sbagliato. Anzitutto con l’andar del tempo hanno praticamente costretto gli interlocutori che abbiano qualche osservazione da fare a giustificarsi in via preventiva con l’immancabile frase “..io non sono omofobo ..” avendo l’accusa di omofobia o di intolleranza caricata in canna (senza doppi sensi naturalmente…) e pronta a partire al primo sospetto per cui si vede il malcapitato affannarsi a cercare di spiegare senza speranza al sovraeccitato militante (il quale è spesso spalleggiato da altri compagni) che la sua era una semplice considerazione senza alcun intento discriminatorio; diciamoci la verità, parlano tanto e poi sono i primi a mal digerire le critiche e ad affibbiare il marchio di intollerante, in molti casi in maniera alquanto superficiale, a chi non la pensa come loro ben sapendo che è praticamente impossibile scrollarselo di dosso. Un esempio su tutti e sfido chiunque a smentirmi: l’anno scorso la ministra per le pari opportunità Michela Biancofiore osò improvvidamente non sapendo evidentemente a cosa andava incontro, criticare i movimenti in questione affermando più o meno che avevano modi piagnucolosi, che c’erano categorie molto più discriminate di loro e così via; roba da non credere! Impelagarsi in un pantano simile. Rischia meno uno del PD entra in una fabbrica. Più o meno nello stesso periodo Alfano, allora vicepresidente del consiglio nel governo Letta dà manforte a Berlusconi e ai suoi compagni di merende manifestando contro la Magistratura menandola ancora con la storiellina della persecuzione giudiziaria nei confronti del povero Silvio; com’è andata a finire la vicenda lo sappiamo tutti: la Biancofiore spostata ad altro incarico perchè ritenuta “inadatta” a gestire quel dicastero; e Alfano? Beh, mi dico, visto la fine che ha fatto la ministra linguacciuta come minimo verrà accusato di alto tradimento e cacciato con ignominia. Invece, niente! Impunito. Giusto un bonario pistolotto da parte di Letta. Dico, stiamo scherzando? Il vicepresidente del consiglio, una delle più alte cariche dello Stato delegittima apertamente la Magistratura, cioè l’Istituzione che esercita il potere Giudiziario per difendere un pluripregiudicato e se la cava con un semplice sculaccione? Due pesi e due misure. Evidentemente il governo ha ritenuto più grave che uno dei suoi ministri criticasse i movimenti omosessuali piuttosto che il vicepresidente del Consiglio attaccasse la Magistratura. E quell’altro, chi era? Barilla se non sbaglio, massacrato mediaticamente perché disse che negli spot del Mulino Bianco non ci sarebbe stato spazio per le famiglie omosessuali? Concludendo, cari amiche e cari amici condanno la discriminazione (quella vera però) e le violenze, sono d’accordo con voi che ci voglia una legislazione seria che regoli la materia, non concordo con voi su altri argomenti ma non per questo mi considero intollerante o omofobo per cui, oltre che portare avanti le vostre indubbie ragioni e manifestare legittimamente cercate anche di ascoltare chi non condivide le vostre scelte, non usate l’ omosessualità come un arma e pensate che chi, altrettanto legittimamente, non la pensa come voi non è necessariamente bigotto o intollerante; se ne gioveranno la comunicazione e la civile convivenza.

  2. su bixinu says:

    Esattamente un anno fa, a Bruxelles, in compagnia di mia moglie e di mia figlia, ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una sfilata chiassosissima e un po’ gaggetta. Proprio quando stavamo per abbandonare la manifestazione abbiamo capito che non si trattava del carnevale belga, ma del gay pride. E cosa facevi, te ne privavi? E così ci siamo fatti la sfilata, assistiti amorevolmente da persone che ci hanno “mantenuto aggratisi” a birra e coca cola. E’ una delle cose belle che ricordo di quel viaggio.
    P.S.: Vorrei rassicurare l’onorevole. Nessuno mi ha infilato la mano nella braghetta, così come nessuna ha attentato alla virtù di mia moglie e di mia figlia.
    P.P.S.: un consiglio per l’onorevole. Ci vada, al gay pride. Magari riesce a liberarsi. A riconoscersi…

  3. Pappingio says:

    il verace burricco sardo è schifato da queste cose! Molti son d’accordo con il consigliere Orrù. Il linguaggio e le argomentazioni sono un pò vintage/nostalgiche del tipo:
    deu non seu ommofobu però chi biu dusu chi si basanta mi enniri ganna mala…
    però soddisfano un elettorato che se ne frega dei diritti civili, giustificando tale indifferenza con: Ci sono problemi più importanti in Italia che occuparsi dei caghineri!

    • Neo Anderthal says:

      Può essere. Ma sarà poi vero che il verace burricco sardo si presta “all’esperienza di un certo genere” una volta sola? E se infine lo stesso burricco sardo ci trovasse gusto?
      La diseguaglianza e la disparità di trattamento e opportunità sono problemi importanti per tutti, compresi i veraci burricchi sardi.
      Sono sicuro che il Signor Pappingio ne converrà.

  4. Valeria O. says:

    Santa pazienza che minestrone Orrù…anche lui con l’ideologia di gender. Devo ancora capire che cosa intende chi usa questa espressione. Ho il forte dubbio che in realtà non intendano nulla. Come tutti gli slogan, viene ripetuto a pappagallo. Provo a fare un po’ di chiarezza, che non è mai troppa.
    Non esiste una ideologia di gender. Esistono i gender studies degli anni ’70-’80, che in italiano si chiamano da un bel pezzo studi di genere. Mi viene il dubbio che lo slogan venga dalla storpiatura di questa cosa qui. Che, come dice Alessandro, consta di biblioteche intere di studi su che cosa è innato e che cosa acquisito socialmente riguardo la costruzione dell’identità di genere. Studi sacrosanti, visto che studi di questo tipo, nell’ambito delle scienze umane, vengono fatti su qualsiasi aspetto del comportamento. Ah, poi negli anni ’90 è arrivata la Queer theory. Per la cronaca. 🙂 E, come per tutti gli studi sul comportamento umano, si dibatte, si continua a studiare: il contrario del significato di ideologia, insomma.
    Non mi capacito che, quando si parla di identità di genere, le reazioni siano al limite dell’isterismo. Ma di che cosa ha paura certa gente? Ho conosciuto una trans e sono restata cisgender. Ho conosciuto lesbiche e sono rimasta bisessuale. Nascono e sono sempre nati gay in paesini di 400 anime dove non arrivava alcuna ‘propaganda’.

    E soprattutto, non esistono “le idee degli omosessuali”. Sono accomunati da una sola cosa: l’attrazione per il proprio stesso sesso (esclusiva, o meno come nel caso della bisessualità).
    E’ di diritti umani che stiamo parlando, e per quello marciamo compatti. Con buona pace di Orrù. Il polverone lo alza gente come lui, non certo chi chiede di avere gli stessi diritti di tutti: se ci fossero già, non staremmo qui a parlarne.

    • “E, come per tutti gli studi sul comportamento umano, si dibatte, si continua a studiare: il contrario del significato di ideologia, insomma.”
      Appunto. È giusto discuterne, chiaramente, l’unico problema nasce quando teorie senza prove “pesanti” ed anzi con gravi problemi di argomentazione anche solo logica vengono portate e spacciate come verità scientifica (cosa che succede) per “partito preso”. Ci sono gli intolleranti, senza dubbio, ma il problema con un certo tipo di posizioni nasce spesso da questo.

      Comunque sì, di nuovo, Orrù ha mescolato cose che non c’entrano un accidente fra loro.

  5. Il linguaggio “splatter” funziona con chi lo vuole ascoltare, ma certamente un pò di bromuro non guasterebbe, è vero. È tipico di questi personaggi mischiare gli argomenti e fare casino (Gay Pride, diritti per tutti, educazione di genere ecc). E comunque,vorrei trovare un modo per fargli sapere che al Pride ci sono andata anche io, con figli 4enni! Love&peace.

  6. chiricheddu says:

    1° Marcello Orrù è stato eletto come indipendente nelle liste del Partito Sardo d’Azione;
    2° definire un partito indipendentista conservatore mi sembra un contro senso;

    • Neo Anderthal says:

      Partito Indipendentista?
      Dipende…

    • Indipendentista says:

      1° Trincas puru fiat indipendenti? E mancai Orrù siat indipendenti, poita arriceis in su partidu custa genia de genti?
      2° Unu partidu podit essi innovadori po is chistionis istitutzionalis (autonomia/federalismu) e allogadori po is chistionis curturalis, propiamenti cumenti su PSDAZ.
      3° Su PSDAZ no est indipendentista ma federalista, ddoi est scritu in su Statudu: s’indipendèntzia est sceti po si federai agoa de manera sana, intru de sogetus ogualis, cun oguali poderi.

  7. Andrea says:

    Caro Neo:, mi tolga una curiosità: è stato per caso allevato in una famiglia cattolica o ha per caso studiato in qualche istituto religioso? Tanta avversione verso la religione (o verso la politica dello Stato Vaticano?)non me la spiego altrimenti.

    • Neo Anderthal says:

      Le tolgo tutta la curiosità: non ho studiato in istituti religiosi, ho seguito un percorso consueto e comune a tantissimi. Pur essendo mio padre un non credente mi hanno battezzato e ho seguito la trafila fino alla prima comunione e poi, intuito qualche altro punto di vista, non mi sono cresimato e ho una mia famiglia non “sacramentata” da nessun rito religioso.
      Detto questo, dove vede o legge “tanta avversione verso la religione”?
      Per me ognuno è libero di avere e anche di celebrare come meglio crede le proprie convinzioni e di cercare le risposte che le proprie necessità spirituali dettano, né mi sfugge l’importanza del fatto religioso nella storia e nella società.
      Il problema è che una delle possibili letture di queste (o altre) convinzioni religiose, individuali o di gruppo, qualcuno trae conclusioni che non si applicano solo alla sfera della condotta personale o delle raccomandazioni ai credenti, ma pretendono di essere norma generale e “naturale”.
      Non è così. Le aggregazioni interpersonali a carattere stabile -o famiglie, se si preferisce- sono varie e multiformi, nel corso della storia come nella distribuzione geografica (vedi Malinowsky o Mead, con studi notissimi da molti decenni) e la famiglia nucleare padre/madre/figli non è il solo modello di convivenza possibile, non è quello adatto a tutti e a tutte, non è storicamente o culturalmente il solo, e ci sono anche altre forme di convivenza che attendono un quadro normativo che assicuri loro una qualche tutela.
      Di fatto, per le persone omosessuali ci sono meno diritti che per gli eterosessuali e il problema è questo, non altro.
      Quanto al “genere” o all’orientamento sessuale -ma è una questione molto ampia- l’omosessualità anche se è una espressione di minoranza è ed è stata sempre talmente “normale” da esistere e resistere anche quando agli “invertiti” si applicava il massimo stigma sociale, quando li si incolpava di provocare i terremoti, quando li si mandava al rogo.
      Stabilito infine che sino a che le relazioni sono svolte tra pari consenzienti queste sono una espressione della libertà di scelta individuale, non vedo cosa ci sia da eccepire sullo svolgimento di manifestazioni pienamente legittime che rivendicano per queste relazioni stabili la tutela necessaria a porre tutti i cittadini su un piano di eguaglianza.
      Non apprezzate l’allegria e anche la “sfacciataggine” deo Gay Pride?
      Non andateci, è semplicissimo.

      • Andrea says:

        L’ho dedotto dai numerosi post da lei scritti negli anni precedenti ma la prego di prendere la mia osservazione in senso ironico e leggero senza intenti polemici. Per il resto, sono sostanzialmente d’accordo. Non ho ancora capito peró se lei è contro il dogma Religioso o contro la politica del Vaticano.

        • Neo Anderthal says:

          Non so se le mie convinzioni siano di pubblico interesse, ma visto che pone la cortese domanda: per quanto mi riguarda non aderisco a nessuna visione dogmatica e/o religiosa, rispetto chi crede o sceglie di credere o aderire ai culti organizzati, osteggio chi vuole imporre o mantenere imposte, con forza di legge valida per tutti, opzioni di carattere religioso e di derivazione dogmatica.
          Basta?

        • Andrea says:

          Non esisterebbe risposta più esaudiente!

  8. Mo’ ce l’hanno con l’ideologia “gender”, cioè con biblioteche intere su come il genere si è costruito, si costruisce e ai casini relativi, fra cui l’onorevole Orrù.
    Il quale, per cercare di capirci qualcosa, invece che studiare si rivolge a un Bagnasco qualsiasi.

    • “biblioteche intere”
      Fantastico, allora saprà darmi una definizione di “genere”, immagino.

      • Zuseppe says:

        Si cheres sa deffinizzione de ”genere” castiadi wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Genere_(scienze_sociali).

        • Su puntu est custu. Sa definitzione de “genere” est sa matessi de sos betzos e sessistas “ruoli di genere”. Comente s’arribada dae inoghe a chistionare de “genderfluid” o roba gai, o pedire cosas comente su “Hen” postau dae Tuoay?
          Mascamente, proite?
          Non tenet sensu pro nudda, ca si amos a pònnere su fattu chi chie non sighit sos “gender roles” (isseberaos dae chie? Chie podet nàrrere comente un’òmine o una fèmina si depent cumportare?) est de s’àtera natura tando cada fèmina chi impreat una paia de jeans depiat èssere mutia òmine, ca sunt, secundu custu bambìmine, “cosa de òmine”.
          Su de si definire de unu gènere diferente dae su pròpriu o de non tènnere gènere pro nudda non tenet sensu perunu e mascamente no est iscientificamente avallau dae nudda, ca s’ùnica cosa chi depet definire si una pessone est òmine o fèmina est sa genetica, non su chi achet.
          Est una chistione de iscientificu o ascientificu, ma non petzi cussu.
          Inoghe pro nos ammustrare prus “abertos” semmus arriscande de torrare a infurtire binomios sessistas chi depiant èssere mortos dae meda.

          (custu arresonu non c’intrat belle nudda chin su Gay Pride de S’Alighera e pro nudda cun sos deretos de sos omosessuales, comunque. Orrù at ammesturau totu su chi li pariat. Vabbè, passèntzia)

  9. Ho una domanda. Chi si rifugia in un linguaggio inadeguato che fa fulcro sul familismo e sull’idea che nulla al di fuori della famiglia patriarcale sia giusto e anzi “leda” i presupposti morali di chi si sente presunto detentore di una morale (quella cattolica, obviusly), quanto contribuisce al progresso (civile e cul-turale) della società?

  10. Vittorio says:

    Come al solito su questo blog chi esprime opinioni differenti dal vostro pensare viene o deriso o insultato. NOn vedo lo scandalo nelle parole di Orru’ . possono essere non condivisibili, ma non mi sembrano ne’ offensive ne’ discriminatorie

    • Lo scandalo e’ il linguaggio, non le argomentazioni.

    • Karalis says:

      Aggiungo che sembra, negli ultimi tempi, che in Italia chi non condivide il pensiero e le idee degli omosessuali è un omofobo , paragonabile a chi pesta i gay o brucia i loro locali, vedi i commenti alle parole di Barilla l’anno scorso sulla loro pubblicità che non prevedeva famiglie omosessuali. E’ vero che ci sono ancora tanti ignoranti razzisti in giro, ma dire che i gay pride sono una carnevalata non mi pare offensivo, io lo penso e penso pure che la famiglia sia uomo, donna e bambini…con questo, posso essere definito un omofobo?

      • Ripeto, il problema non sono gli argomenti ma il linguaggio con il quale gli argomenti vengono trattati. Il linguaggio dell’on Orrù esprime intolleranza, il suo no.

    • @ Vittorio con molto rispetto, nel mio commento dissidente: io al gay pride c’ero e non sono gay e vorrei rassicurare l’onorevole Orrù che ai gay pride non si nomina la chiesa, neanche la si tocca, anzi come Biolchini ha fatto lo inviterei a partecipare. Secondariamente rivendicare diritti per chi non ha diritti in quale modo toglie diritti a chi già li ha? Onorevole prenda un bel biglietto low cost e vada a conoscere altre realtà, si chieda perché il mondo si muove in una certa direzione, e prenda il bimbo di una casa famiglia egli chieda cosa preferisce:una famiglia felice ( non mi interessa il genere) o gli assistenti sociali? Io vengo da una famiglia etero molto problematica:loro per me sono stati il migliore esempio di come sia meglio in certi casi non sposarsi, le assicuro non sono stati gli amici gay, ma proprio per nulla. Lo inviterei caldamente a partecipare prima di esprimere un’opinione infondata. È bene cominciare dalle scuole a insegnare ad evitare qualunque tipo di razzismo perché i bambini a differenza di tanti adulti hanno la mente aperta, sono i semi di un futuro speriamo migliore per tutti.

  11. Neo Anderthal says:

    È la solita pappardella clericale che si poteva abitualmente leggere su siti tradizionalisti ultracattolici come il compianto Pontifex.it, e che si legge e ascolta provenire da parte di tutti gli oscurantisti in servizio permanente effettivo.
    Trovo particolarmente irritante però l’accenno demagogico alle “spese” per la manifestazione, soldi pubblici da destinare certamente alle famiglie numerose…
    A parte il fatto che anche le persone che partecipano ai Gay Pride pagano le tasse e contribuiscono, mi risulta che di solito le spese per la manifestazione sono interamente a carico delle organizzazioni promotrici, forse eccettuate quelle -necessarie e perciò in buona misura dovute- relative ai servizi di pubblica sicurezza, che appunto è necessariamente in azione quando si svolgono manifestazioni ad alta partecipazione di qualunque genere, a tutela delle libertà di espressione.
    La stessa libertà altrimenti invocata dal Consigliere a tutela delle sue opinioni.
    Peggio ancora l’appello a famiglie e istituzioni contro la cosiddetta -da loro- ideologia gender.
    Il Consigliere si premura di dettare una specie di agenda: “è fondamentale che i genitori dei ragazzi siano informati e coinvolti nelle scelte riguardanti i programmi scolastici che verranno adottati nei rispettivi istituti”.
    Immagino in funzione di sentinella “anti-gender”.
    Si metta il cuore in pace, il Signor Consigliere, i programmi e le iniziative sono votati e discussi nei Collegi dei Docenti SENZA l’intervento dei genitori né di istituzioni estranee al Ministero dell’Istruzione, per il semplice fatto che esiste un testo, che pare sia legge fondamentale, che nella prima riga dell’articolo 33 dice qualcosa come:

    L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

    Ne consegue che, così come nessun “padre padrone” è mai stato autorizzato a censurare i programmi da lui ritenuti inutili all’avviamento del piccolo Gavino alla cura del gregge, nessun “genitore” in quanto tale ha facoltà o diritto di eccepire quanto stabilito dai vari Collegi dei Docenti, che se e quando decideranno di condurre gli alunni a qualche discussione sui temi in questione lo faranno senz’altro, di certo senza chiedere il permesso al Consigliere o ai Genitori così accortamente allertati contro il Pericolo Rosa.
    È davvero sconsolante che per certi elementi nulla basti mai: l’ora di religione in ogni classe di ogni scuola non è abbastanza? Un ora, o una sporadica conferenza una tantum, in cui i ragazzi potrebbero essere messi a confronto con opinioni diverse spaventa tanto?

    • Confermo quanto dice Neo Anderthal, il gay pride è totalmente autofinanziato come il family day. Sono finanziate dallo stato solo le manifestazioni riconosciute come importanti per qualche importante come le frecce tricolori, ma ce ne potevamo privare????

  12. Al di là dei commenti riguardanti le radici cristiane, Papa Francesco e sciocchezze affini, su alcune cose Orrù ha ragione. Non si tratta solo di diritti degli omosessuali, la comunità LGBT supporta appunto cose allucinanti e senza alcun senso, oltre che dannose, come l’arbitrarietà dei generi.
    http://www.slate.com/articles/double_x/doublex/2012/04/hen_sweden_s_new_gender_neutral_pronoun_causes_controversy_.html
    Da noi non devono arrivare certe stronzate. Se non si separano le due cose non si può sostenere il movimento.

    • Zuseppe says:

      Puitte su fattu de essere tottus uguales e cun pari dignidade non ti piaghede? Puitte devimmos esser divisos po forza in mascros e femminas? Sun faghinde bene in Svezia invece, chi sun sighinde a che ettare custos muros inutiles.

      • Non d’isco ite nde pessat issu, ma pro mene:
        “su fattu de essere tottus uguales e cun pari dignidade”
        est giustu, ma non bio comente fàghere finta de cuare sas diferentzias in suta de una manta de “politicamente currettu” diat èssere mègius de las atzettare. Òmines e feminas depent tènnere sempere sa matessi dignidade, sa divisione de sos pronomes est unu discansu comente sos nùmenes de sas pessones.

  13. Ci sono alcuni che sostengono anche che il principio per cui la terra è al centro dell’universo sia una costruzione culturale di matrice religiosa, segno del considerare l’uomo come troppo simile a Dio! Fermiamoli e vigiliamo affinché nelle scuole non vengano insegnati questi principi perversi che omologano l’uomo e la donna agli altri esseri viventi! Renzi difenda i principi sempiterni della fede cattolica come i santi Papi hanno fatto per secoli: sì alla terra al centro dell’universo!

  14. Indipendentista says:

    Bidu,
    ti ndi spantas ca naras “tanto più se viene utilizzato da un esponente di un partito che è sempre stato conservatore sì, ma mai bacchettone e sicuramente non bigotto” ma custu podiat balli in su tempus passau.
    In su PSDAZ, cumenti giai in totu is partidus de oi, no fait prus a agatai nisciuna curtura stabilèssia, su PSDAZ no est prus, cumenti dd’eus a nai in italianu, “portatore di una cultura specifica”. Su partidu annus fait (innantis de s’agiudu a Capellacci) dd’apu abitau, mancai mai pighendi tèssera, e dd’apu biu.
    De cumenti est bessiu unu comitau eletorali sceti, cumenti is Rossomori puru (atra cosa chi nau po sperièntzia), ddoi at logu po totus. Ddoi funt amesturaus federalistas, autonomistas e indipendentistas, giai totu is tesseraus mancu scint sa diferèntzia intru de custus fueddus (cumenti giai totu is giornalistas) e no ddoi podit essi logu po custu Marcello Orrù puru?
    Sa cosa comuncas fiat cumentzada giai in su 2008 cun Trincas segretàriu, cumenti s’agatat sinnalau innoi: http://www.altravoce.net/oldsite/2008/01/19/italianisti.html

  15. lucianocossi45@libero.it says:

    Oh Vitoooo!!! Con quella barba puoi anche partecipare a San Remo :-))

  16. su bixinu says:

    Mi spiace Vito. Solo dodici righe, poi non ho retto. Sprecare il mio tempo per leggere il prodotto del pensiero politico di questo signore no, non è proprio cosa. Non fa.
    Alla prossima.

    • Supresidenti says:

      dodici righe saltandone tre o quattro alla volta…

    • Aldo Borghesi says:

      Oltre al fatto che il signore in questione ha una lunghissima storia politica… dove di episodi del genere ce ne sono tanti tanti. Gli amici del MOS di Sassari ne potrebbero raccontare da scriverci su un volume.
      Il fatto che il Partito Sardo si sia caricato un clericale a 24 carati come lui, la dice lunga su cosa, da tempo, sia diventato il Partito Sardo, che in effetti in un passato pre-cambrico era pure un partito laico (e stendendo un velo pietosissimo su quanto credito, spazio, cariche assessoriali abbia ottenuto da parte del centrosinistra sassarese, in base al bronzeo principio secondo cui voti non olent e chi se ne frega del resto).
      Concordo sulla conclusione: non fa.

  17. Ospitone says:

    Cess…….come ” il Mago di Pirri”…. ehh, però un po meno potente. Gratias a Deus!!!

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