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“La Corsica, oggi”: lunedì 26 a Cagliari conferenza sull’isola sorella con Petru Mari e Petruluigi Alessandri, quelli di Mediterradio!

A volte anche le più appassionanti discussioni politiche finiscono in un binario morto e il passaggio dal tono parlamentare a quello da bar di periferia è segnato da una frase significativa, tipo “Sono tutti ladri!”, “Bisogna mandarli a casa!”, “Una volta era diverso…”, e cose così. In Sardegna abbiamo le nostre specificità (ci mancherebbe altro) e dunque talvolta il deragliamento del ragionamento avviene alla frase “Perché in Corsica è diverso!”. Qui la discussione si arresta perché che cosa avvenga realmente in Corsica in Sardegna non l’ho sa praticamente quasi nessuno!

Della Corsica in Sardegna abbiamo un’idea mitica e stereotipata, legata all’immagine di un movimento indipendentista che ha scelto la violenza per imporre le sue ragioni (ma è proprio così?), che opera in un’isola semispopolata (è vero?), e soprattutto che gode della migliore continuità possibile al mondo! I più grandi esperti della continuità territoriale còrsa si trovano in Sardegna, non c’è che dire.

Insomma, per noi sardi la Corsica è tanto vicina quanto sconosciuta. Ed è per questo, od amici, che il vostro umile tenutario vi invita lunedì 26 maggio a Cagliari all’incontro “La Corsica, oggi: lingua, informazione, società, istituzioni”, organizzato dal blog in collaborazione con l’associazione Sardegna Sostenibile e Sovrana, la Fondazione Sardinia e il sito Sardegna Soprattutto. Relatori saranno i giornalisti di Radio Corse Frequenza Mora Petru Mari e Petruluigi Alessandri, miei compagni di avventura nella trasmissione Rai “Mediterradio”. Si inizia alle ore 18 all’ExArt (l’ex liceo artistico) di piazzetta Dettori 9 (quartiere Marina). E insieme a me, ad intervistare gli ospiti, ci sarà anche Salvatore Cusimano, direttore della sede Rai della Sicilia, che da due stagioni arricchisce la trasmissione di un nuovo punto di vista “insulare”.

Sarà un’ottima occasione per capire esattamente cosa succede in Corsica e quali rapporti possono svilupparsi con la nostra isola. Radio Corse Frequenza Mora è l’emittente locale del servizio pubblico francese (Radio France) e produce ogni giorno la bellezza di 18 ore di programmazione dedicata alla Corsica. Petru Mari è una voce storica dell’emittente (e grazie a Mediterradio anche in Sardegna lo conoscono in tanti) e insieme al suo sguardo giornalistico (è responsabile dei progetti di cooperazione mediterranea di Rcfm) ci offrirà anche quello culturale, essendo membro del Consiglio della lingua corsa, un organismo creato dalla Collettività Territoriale (l’equivalente della nostra Regione). Petruluigi Alessandri unisce invece alla professione giornalistica la militanza nel sindacato dei giornalisti francesi, di cui è un esponente nazionale.

Allora lunedì vi aspetto. E se siete curiosi di sentire Mediterradio, l’appuntamento è ogni venerdì alle 12.30 sulle frequenze di Rai Sardegna e Rai Sicilia (Radio Uno) e di RCFM (e tutti l’archivio lo trovate sulla Sardegna Digital Library).

 La squadra dei conduttori di Mediterradio: da sinistra Vito Biolchini, Salvatore Cusimano e Petru Mari 

6 Commenti

  1. Obbiettivo Euroregione delle Isole Mediterraneo: tutto da approfondire.

    Euroregione Archimed: un entità inutile o uno strumento per investire nel Mediterraneo?

    di Franco Meloni, su Aladinews (www.aladinpensiero.it)
    Nel commento a due recenti iniziative su tematiche europee (precisamente:1. l’incontro con i giornalisti della Corsica, promosso da Vito Biolchini e altri e 2. il convegno dei Rossomori di analisi delle elezioni europee) abbiamo preso un impegno per l’approfondimento dell’argomento euroregioni, con preciso riferimento alla realizzazione di un’euroregione che raggruppi le isole europee del Mediterraneo. Ora, avevamo conoscenza dell’esistenza di un organismo di tal fatta, denominato Archimed, che però allo stato attuale non coinvolge tutte le regioni insulari del Mediterraneo ma solo parte di esse: per esempio ne è esclusa la Corsica, che è per dimensione la quarta isola del Mediterraneo e che a noi sardi interessa particolarmente. Se il sito web dell’euroregione è lo specchio di quanto e come essa funzioni, diciamo che l’impressione è deludente. L’euroregione Archimed risulta un soggetto sostanzialmente inoperoso che, probabilmente, oggi produce solo i costi della sua struttura organizzativa. Lo stesso sito dà conto delle cariche sociali: tra gli altri risultano presidente Ugo Cappellacci, in virtù della sua (precedente) qualifica di presidente della Regione, e, inoltre, Gabriella Massidda (fino a pochi giorni fa dirigente generale della presidenza della Giunta regionale), come componente del “comitato tecnico” di gestione. Tali incarichi (presumibilmente scaduti) sicuramente sono abbastanza recenti, ma degli stessi non era stato dato rilievo pubblicitario, se non la notizia in siti specializzati (esempio quello dell’OICS); nessuna traccia invece sul sito istituzionale della Regione Sarda (la parola Archimed digitata sulla funzione “ricerca” del sito web della Ras ci rimanda a 38 risultati, l’ultimo risalente al 16 settembre 2008). Quasi si trattasse di un fatto di trascurabile importanza o addiritura da tenere semi clandestino, considerato il clamore mediatico a cui ci aveva abituato Ugo Cappellacci per ogni sua iniziativa: grande, piccola o minuscola.
    Ma questa è storia passata. Oggi, come Sardegna, dobbiamo chiederci se sulle euroregioni dobbiamo investire. L’Unione Europea sostiene di sì (sia per la specificità euroregione, sia per la specificità della condizione di insularità), e rende credibile tale indicazione con la destinazione di apposite risorse nella programmazione 2014-2020. Un certo “appesantimento burocratico, con relativi costi” che comporta necessariamente il mantenimento della struttura organizzativa (anche se tutto va tenuto sotto controlli di efficienza/efficacia) sarebbe di gran lunga giustificato dai benefici di un’euroregione funzionante. Si pensi al riguardo alla possibilità di “corsie dedicate” per l’utilizzo di finanziamenti europei per attività progettuali di importanti dimensioni. Pensiamo poi all’euroregione come strumento di intervento nel Mediterraneo del Sud per le politiche di vicinato con i paesi del Nord d’Africa e non solo. Sono evidentemente questioni da approfondire, che devono far parte dell’agenda di molti, a partire dai soggetti istituzionali di vertice. Ci riferiamo al Consiglio regionale, al presidente e alla Giunta regionale e, per ultimi, ma non certo per importanza, ai neo eletti europarlamentari… Sono di tutta evidenza le ulteriori implicazioni rispetto ai comportamenti di altri soggetti, istituzionali e no. Tra i primi i Comuni e le Camere di Commercio, tra i secondi le imprese e le associazioni.
    Per quanto ci riguarda continueremo il nostro impegno culturale, pertanto riprenderemo presto l’argomento, approfondiremo, anche con l’aiuto di esperti, e vi terremo aggiornati.

  2. Pingback: Oggi Corsica Oggi | Aladin Pensiero

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  4. Giovunus Indipendentistas says:

    Ciao Vito, complimenti per l’iniziativa. Volevamo sapere se ci sarà la possibilità dal pubblico di formulare delle domande agli ospiti.

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