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No al parcheggio che distrugge le mura di Castello! Sabato a Cagliari manifestazione contro il progetto del sindaco Zedda!

Ecco dove esattamente l’amministrazione Zedda vorrebbe realizzare il nuovo parcheggio multipiano in via Santa Margherita: bucando queste mura. Sulla destra, la torre dell’Elefante

Ci sono battaglie che vanno combattute e basta, a prescindere da chi ti trovi di fronte come avversario. Per lunghi anni a Cagliari abbiamo dovuto fare i conti con le follie del centrodestra: ripascimento del Poetto, legnaia dell’Anfiteatro romano, per non dire di Tuvixeddu. Ora è il turno del centrosinistra guidato dal sindaco Massimo Zedda, e il progetto da contrastare è quello del parcheggio multipiano all’interno delle mura di Castello, in via Santa Margherita.

Sabato prossimo 8 marzo è in programma una manifestazione di protesta, organizzata da Italia Nostra e supportata da un gruppo di cittadini (di cui mi onoro di far parte) per cercare di bloccare la realizzazione dell’opera, il cui procedimento ha conosciuto un ulteriore passo avanti nelle settimane scorse, grazie ad una nuova delibera della giunta Zedda. L’appuntamento è per le 10.30 in piazza Yenne, poi ci sposteremo sul luogo del delitto. Questo è l’evento su Facebook.

Non è la prima volta che parlo di questi argomento: esattamente due anni fa scrissi “La Giunta Zedda pensa ad un parcheggio sotto le mura di Castello. Ma prima non sarebbe meglio capire quale futuro si vuole per il quartiere?”, e il 7 dicembre del 2012 tornai sul tema nel post “Benvenuti a Cagliari, città di parchi e parcheggi. Perché il cemento sotto le mura piace anche al centrosinistra!”. Ve li segnalo perché gli argomenti illustrati sono ancora validi.

I motivi che spingono l’associazione ambientalista e i cittadini a ribadire il loro no al progetto sono gli stessi che il centrosinistra (ora al governo della città) oppose nei primi anni 2000 al centrodestra che immaginò di costruire questo parcheggio multipiano scavando le mura di Castello: “Basta con i parcheggi in centro, non servono a nulla”, “Quella è un’area pregiata, peraltro a rischio idrogeologico”, “Le mura vanno rispettate”: e cose così.

A dire il vero, il centrosinistra (allora all’opposizione) riuscì perfino a bloccare tutto, contestando la realizzazione dei tapis roulant che avrebbero dovuto portare dal parcheggio al quartiere di Castello. Il progetto si arenò, dunque. Finché non è arrivato Massimo Zedda.

Con l’ipocrisia che contraddistingue spesso il centrosinistra che passa dall’opposizione al governo, la trasformazione ad area verde del parcheggio a raso immediatamente sotto le mura di Santa Croce è stata spacciata come elemento caratterizzante del progetto, che mantiene invece al centro la costruzione di un multipiano da trecento posti.

La verità invece è un’altra: non c’è nessuna concessione ambientalista in tutto ciò, perché ogni volta che si realizza un parcheggio interrato di grandi dimensioni è necessario eliminare posti auto ad esso più vicini per evitare che facciano concorrenza alla nuova struttura.

Per cui, seguendo questa logica e fatti i conti (e li ha fatti benissimo il Gruppo di Intervento Giuridico) il nuovo parcheggio multipiano in realtà non aumenterà il numero dei posti auto a disposizione degli abitanti del centro storico ma al contrario li diminuirà, comportando infatti la cancellazione di circa 400 parcheggi a pagamento tra via Cammino Nuovo, via San Giorgio e via Santa Margherita! Come si possa dire che la struttura sia necessaria per pedonalizzare Castello è dunque un mistero.

Ma c’è di più. Il nuovo parcheggio sarebbe il gemello di quello realizzato dal centrodestra oltre dieci anni fa sull’altro versante del colle, in viale Regina Elena (il cosiddetto “parcheggio dell’Unione Sarda”). Ebbene, come tutti i cagliaritani sanno benissimo, quel multipiano è praticamente sempre vuoto. Maria Paola Morittu di Italia Nostra mi dice: “Nel piano del traffico c’è scritto che degli oltre 500 posti auto a disposizione nella struttura, meno di cento vengono utilizzati quotidianamente”. Perché allora si costruisce un nuovo multipiano a ridosso di Castello se quello che già esiste (molto più grande) è praticamente sempre vuoto, clamorosamente sottoutilizzato?

Andiamo avanti. Perché opporsi al parcheggio di via Santa Margherita? Perché il comune di Cagliari non ha ancora adeguato il suo Piano Urbanistico al Ppr, né esiste al momento un piano particolareggiato del centro storico. Non sarebbe il caso di adottare questi importantissimi strumenti di pianificazione territoriale prima di immaginare la realizzazione di una infrastruttura così impattante? Oggi in Castello vivono appena 1500 persone e tutta la zona di Stampace nei pressi del famigerato parcheggio è oggetto di un profondo mutamento che diminuirà drasticamente la necessità di parcheggi. La clinica Macciotta ha già chiuso, l’Ospedale Civile è in fase di dismissione così come i due Palazzi delle Scienze, che saranno abbandonati nel giro di pochi anni.

In poco tempo i parcheggi esistenti potrebbero dunque essere assolutamente sufficienti alle esigenze di questa parte del centro storico, anche ipotizzando la conversione ad area verde della zona ora occupata dalle auto in via Cammino Nuovo.

Basta così? Ma neanche per idea. Senza contare il crollo di domanda di parcheggi che già si sta registrando adesso, che senso ha costruire una struttura del genere senza avere preso in considerazione possibili alternative? Proprio di fronte alle mura c’è l’enorme sterrato frutto delle demolizioni operate dal sindaco Delogu tra via Fara e via Santa Margherita. Quell’area resterà per sempre così? Perché non immaginare nell’ambito di una sua riqualificazione, anche la realizzazione di un certo numero di parcheggi? E perché non sondare l’ipotesi di un intervento nella Fossa di San Guglielmo?

Come forse avrete notato, non ho ancora tirato fuori elementi di natura più squisitamente storica, paesaggistica, archeologica, e per questo vi rimando all’articolo pubblicato su Sardegna Soprattutto “Cagliari dalle bianche mura”, a firma dell’archeologa Maria Antonietta Mongiu e dello storico dell’arte Franco Masala, entrambi profondi conoscitori della città.

Basterebbero questi argomenti per far togliere i grilli dalla testa ai nostri amministratori. Invece adesso questa amministrazione cagliaritana, assolutamente a corto di idee e di consenso, ha bisogno di far girare le betoniere per dare l’impressione di una vitalità che non ha. A parte il jolly pescato dal mazzo della candidatura a capitale europea della cultura, al momento la politica di Zedda coincide solo e solamente con il Piano triennale dei lavori pubblici. Ecco perché il sindaco vuole spendere 14 milioni di euro per un parcheggio pensato dal centrodestra, dannoso e assolutamente inutile.

Opporsi al multipiano di via Santa Margherita è invece un dovere civile, esattamente come lo è stato contestare (e contrastare) il ripascimento del Poetto, lo stravolgimento dell’anfiteatro romano e l’urbanizzazione ai margini della necropoli di Tuvixeddu. E perfino questo stesso parcheggio, quando però lo proponeva il centrodestra. Chi, passando dall’opposizione al governo, ora pensa di prenderci in giro travestendo un parcheggio da parco, sta evidentemente facendo male i suoi conti.

Sabato alla manifestazione sono invitati anche gli accaniti sostenitori di questa amministrazione, gli stessi che ebbero la faccia di contestare i contestatori a Terrapieno qualche mese fa quando l’assessore ai lavori pubblici Luisanna Marras aveva iniziato ad abbattere le piante della passeggiata per poi cambiare idea: vi aspettiamo. Magari ci spiegherete perché il sindaco Zedda è scomparso da tutte le classifiche di gradimento dei sindaci.

 

Una visione d’insieme dello straordinario sistema delle mura di Castello, sul versante occidentale del colle

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