Politica / Sardegna

La Cgil attacca al muro la Barracciu: “O spieghi come hai speso i soldi dei gruppi o non ti votiamo!”. Dài Francesca, che è facile!

Francesca Barracciu – Non mi ricordo a nome di chi parlavano Biolchini e Marotto…
Antony Muroni – A nome di un gruppo di intellettuali, società civile…
B – Ah, quelli che hanno sottoscritto insieme ad altre dieci persone, quindi dodici, un documento in cui si chiedeva di bloccare le primarie a cui hanno partecipato 52 mila persone…

“Quindi dodici”.

Intervistato lo scorso 3 ottobre dalla trasmissione di Videolina “Oltre la notizia”, l’umile tenutario aveva solo ricordato che l’arrivo di un avviso di garanzia per peculato alla vincitrice delle primarie cambiava di molto il quadro politico, e che anche il centrosinistra avrebbe dunque dovuto confrontarsi con la questione morale.

Chiamata a rispondere alle mie argomentazioni, l’onorevole Barracciu reagì in maniera sprezzante con il più classico “Biolchini e Marotto non mi rappresentano nessuno quindi non sono tenuta a rispondere alle loro domande”. D’altronde, cosa volete che siano dodici persone…

Vediamo se adesso l’onorevole Barracciu sfodererà la stessa ridicola arroganza con il segretario regionale della Cgil Michele Carrus che oggi, ad oltre un mese da quella mia dichiarazione, ha ribadito le stesse cose una intervista all’Unione Sarda dal titolo “Barracciu chiarisca subito”. Parole chiarissime rivolte a chi forse voleva far finta di non capire il senso dell’editoriale firmato dal segretario nell’ultimo numero della rivista della Cgil, in cui si legge.

“Vogliamo una nuova classe politica, onesta, responsabile e competente…L’accertamento delle responsabilità penali spetta alla magistratura ma è impensabile andare avanti come se niente fosse di fronte alla fortissima richiesta di cambiamento che arriva dai cittadini.
Alcuni fatti mostrano purtroppo che una parte rilevante della classe politica, senza voler generalizzare, ha del potere una visione del tutto personale, molto distante dai reali bisogni dei cittadini, piuttosto inetta quanto a competenze e capacità e persino, ormai, al di sotto di ogni sospetto quanto a rettitudine e sobrietà.
Noi pensiamo che sia ancora possibile affidare il governo della Regione a una classe dirigente onesta, responsabile e competente, scevra dalle ombre che si stanno addensando su diverse personalità che hanno ruolo e potere sulla vita quotidiana e sul futuro dei sardi”.

Il passaggio chiave è evidentemente quel “senza ombre” che dalle parti di via Emilia volevano far finta di non capire. E infatti oggi Carrus è stato ancora più chiaro:

Pensa che Francesca Barracciu debba fare un passo indietro?
“Dovrebbe sicuramente fare un passo avanti: cioè chiarire che i suoi comportamenti sono stati lineari e corretti, prima ancora dell’esito giudiziario. Se non si fa chiarezza subito, si crea un problema”.

E il problema è: non ti votiamo. Adesso finalmente scopriremo se Francesca Barracciu e tutto il gruppo dirigente del Pd sanno contare solo fino a dodici o se sono in grado anche di comprendere il peso di migliaia di tessere della Cgil mobilitate nella prossima campagna elettorale. Vediamo se anche al segretario regionale della Cgil la Barracciu e il Pd ripetono la favoletta che l’avviso di garanzia non significa nulla e che va tutto bene…

Gli elettori della sinistra non possono aspettare la magistratura; per cui la candidata ci spieghi molto semplicemente, e in fretta (perché alle elezioni mancano solo poco più di quattro mesi), come ha utilizzato i 33 mila euro dei fondi ai gruppi per i quali presto sarà chiamata dal magistrato. Se non ha commesso nulla di illegale non le sarà difficile farlo, basterà indicare per cosa li ha spesi, mica stiamo lì a controllare le fatture, quello lo farà eventualmente la procura. Ci basta saperlo così, per grandi linee.

Se la Barracciu ha volutamente ignorato le parole di una minoranza di dodici persone, vediamo se riserva lo stesso trattamento a chi rappresenta decine di migliaia di lavoratori, molti dei quali cassintegrati e precari, giustamente indignati da ciò che sta saltando fuori in questa inchiesta.

Parole sagge quelle di Carrus, a cui c’è poco da aggiungere. Anzi no.

Già che ci siamo, l’onorevole dichiari sul suo onore che in questi anni in cui ha ricoperto la carica di consigliere regionale ha effettivamente sempre abitato a Sorgono oppure a Cagliari, perché sarebbe sgradevole trovarla implicata anche in questa nuova inchiesta della procura che smaschererà quei ladri di polli che avevano dichiarato una residenza fittizia a 35 km da Cagliari solo per beccarsi un rimborso mensile da quasi mille euro.

Chiarisca la Barracciu, chiarisca: siamo pronti non solo ascoltarla ma sostenerla con tutte le nostre forze nel caso in cui le sue risposte dovessero essere convincenti. Il punto è: il segretario regionale della Cgil è sufficientemente autorevole o anche per lui varrà la risposta standard “Ho vinto le primarie e tutto il resto non conta”? (peraltro, se l’avviso di garanzia fosse stato recapitato prima delle primarie e non dopo, com’è avvenuto, non so quale sarebbe stato il risultato finale).

In ogni caso, forse la presa di posizione della Cgil riuscirà a smuovere il Pd sardo dalla sua nefasta immobilità che sta portando le forze progressiste verso il baratro. Forse.

Post scriptum
Nella rinata pagina facebook della candidata non è stata ancora inserita l’intervista a Carrus, gli altri articoli dei giornali locali in cui si parla della Barracciu invece ci sono. Ma adesso rimediano.

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