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No al Progetto Eleonora! Ecco le motivazioni del comitato che si oppone alle trivelle della Saras

Appena fuori il centro abitato, lungo la provinciale, imbocchiamo una strada laterale, svoltiamo a sinistra, costeggiamo una pista ciclabile e dopo qualche centinaio di metri siamo arrivati. Qui, in questo campo di mais, la Saras vorrebbe realizzare il suo famoso “pozzo esplorativo” per cercare il metano. In fondo, proprio dietro gli alberi, c’è la riserva naturale di S’Ena Arrubia.

L’intero territorio ha detto no al Progetto Eleonora. Non solo il comune di Arborea, ma anche le altre dieci amministrazioni della zona, tre Unioni dei Comuni, insieme alla Provincia di Oristano e alle forze sociali e produttive: tutti si oppongono all’ipotesi che la Saras cerchi il metano da queste parti. “È troppo rischioso per le nostre produzioni”, spiega Francesco Casula, direttore generale della 3A, la più grande impresa di produzione e trasformazione del latte vaccino in Sardegna e tra le più importanti in Italia. “Il nostro è un caso unico: prodotto, territorio e marchio coincidono. Se la Saras dovesse ottenere il via libera per la ricerca del metano tutto il territorio subirebbe una ricaduta di immagine negativa. Perché oltre al latte, Arborea è un centro importante per l’ortofrutta e la mitilicoltura. Inoltre temiamo per le falde acquifere, abbiamo paura delle emissioni, in questo territorio ci sono 200 allevamenti: tutto qui”.

Davide Rullo è uno dei fondatori del comitato (questo è il sito: www.noprogettoeleonora.net) che dall’ottobre del 2011 si oppone al progetto della Saras. “Avevamo scoperto le loro intenzioni quasi per caso, leggendo i giornali”, ricorda. “Sono stati anni durissimi, di grande impegno e mobilitazione. Perché non ci piace il Progetto Eleonora? Perché è pericoloso e le rassicurazioni della Saras in realtà non riescono a rassicurare nessuno. Il metano metterebbe a rischio l’economia del territorio”.

Infatti, perché ad Arborea? Perché la Saras vuole cercare il metano proprio qui? Se lo avesse fatto in un altro comune, sicuramente avrebbe avuto meno opposizione, forse anche tappeti rossi e rullo di tamburi. “Non so, forse non hanno valutato bene la specificità di questa comunità, forse sono stati superficiali”, spiega Rullo. “O forse no”, ipotizza Casula, “probabilmente volevano rompere il fronte laddove era ritenevano fosse più compatto. Se vincono qui, vincono dappertutto”.

Ad Arborea però per il momento la Saras non vince. Al Savi, il Servizio ambientale della Regione che dovrà dare un parere tecnico consultivo sulla fattibilità del Progetto Eleonora, sono arrivare seimila osservazioni come quella che trovate alla fine di questo post (insieme al link con tutti i documenti presentati dalla Saras per ottenere il permesso di cercare il metano). Da oggi la Saras avrà un mese di tempo per comunicare eventuali modifiche ed altri 45 per ufficializzarle. A quel punto si riaprirebbe il termine di 60 giorni per nuove eventuali osservazioni, poi altri 60 per ulteriori possibili prescrizioni, con possibili proroghe per altri 90 giorni. Morale della favola: la decisione tecnica finale potrebbe arrivare fra otto mesi, febbraio 2014, alla fine della legislatura regionale. È dunque ipotizzabile che a decidere le sorti del Progetto Eleonora sarà il presidente che i sardi sceglieranno alle prossime elezioni.

Ma il metano a voi della 3A non vi farebbe comodo? “Noi non siamo contro il metano, in linea di massima non siamo neanche contro questo progetto, di cui contestiamo principalmente la collocazione nel nostro territorio per i motivi che ho accennato prima: gas e latte non sono compatibili”, spiega il direttore generale Casula. “Ma il punto è che se anche il Progetto Eleonora dovesse avere il via libera, raggiungerebbe piena operatività tra otto, nove anni, peraltro senza alcuna garanzia sulla reale convenienza del prezzo praticato. Noi invece in appena sei mesi saremmo in grado di approvvigionarci con GNL (gas naturale liquido) e abbattere così costi di gestione ed emissioni. Ora stiamo aspettando le autorizzazioni, per noi sarebbe una svolta”.

Arborea ha 4000 abitanti e contende ai centri della Costa Smeralda la palma di comune più ricco della Sardegna. In ogni angolo del centro abitato spunta uno striscione con su scritto “No al Progetto Eleonora”. “Il pozzo esplorativo sarebbe il più pericoloso, lo sanno anche loro”, dice Davide Rullo. Ma voi del comitato li avete mai visti gli impianti come quelli che la Saras vorrebbe realizzare qui? “Come no? Ci siamo andati in Emilia. Impianti ben delimitati, con cartelli di pericolo grandi così, che affianco non ci fai certamente un parco giochi per i bambini”.

In effetti alla fine è solo una questione di scelte: ad Arborea latte o gas?

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Oggetto: osservazioni concernenti lo Studio di Impatto Ambientale presentato dalla Società Saras S.p.A. per la “Realizzazione di un pozzo esplorativo per ricerca di idrocarburi gassosi nel Permesso di Ricerca denominato “Eleonora”, nel territorio comunale di Arborea (OR)”, pubblicato in data 09/04/2013, e espressione di parere FERMAMENTE NEGATIVO alla realizzazione dello stesso.

Il sottoscritto ritiene doveroso portare all’attenzione del vostro ufficio le seguenti osservazioni in merito allo Studio di Impatto Ambientale in oggetto e richiede che l’ufficio da voi rappresentato esprima PARERE NEGATIVO al termine della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale:

–         Idrogeno solforato (Pag. 71 – Progetto Definitivo): il valore soglia proposto (2 ppm) è quasi 500 volte superiore al livello minimo di percezione dell’odore, ma viene calcolato in base ad una esposizione di sole 8 ore. Appare evidente l’impossibilità di considerare valida questa soglia vista la presenza di nuclei abitativi a soli 400 metri di distanza dal punto di trivellazione. Trattandosi di elemento inerente la salute umana con potenziali problematiche croniche, tale soglia andrebbe ricalcolata sulla base di un’esposizione per 24 ore e abbassata di un fattore almeno 100 cioè pari a 0.02 ppm. Sempre per quanto riguarda la problematica idrogeno solforato, il Proponente non specifica il tipo di sistema di rilevamento e il suo funzionamento.

–         Blow Out Preventer: il Proponente parla più volte nel Progetto Definitivo (pagine 81 e 93) e nella Relazione Tecnica (Parte III, pagine 33-35) di B.O.P. senza mai analizzare nel dettaglio le misure che intende adottare in caso di fuoriuscita inaspettata

–         Fluidi di perforazione: non sono elencate e descritte le molecole contenute all’interno dei fluidi di perforazione, per sapere ciò è assolutamente necessario elencare i CAS Number (Chemical Abstract System Number), che permetterebbero di attribuire ad ogni sostanza la propria Scheda di Sicurezza (Material Safety Data Sheet, MSDS), anche quest’ultima assente all’interno del S.I.A.

–         Analisi Costi Benefici: l’intero Allegato 2 del S.I.A. si fonda sul concetto che la perforazione del pozzo porterà (in un futuro non meglio definito e mai quantificato) alla presunta metanizzazione della Sardegna (anche se più volte il Proponente ha espressamente dichiarato che l’utilizzo della quantità di metano eventualmente estratta potrebbe portare benefici per soli 20 anni esclusivamente alla Provincia di Oristano, escludendo di fatto le zone della Sardegna in cui sono ubicate le industrie energivore). Ma la metanizzazione che il Proponente ipotizza avverrebbe in condizioni di totale monopolio, e pertanto il prezzo del gas prodotto sarebbe imposto arbitrariamente dal Proponente in sede di distribuzione. Pertanto, in assenza di ulteriore documentazione, i vantaggi economici di un metano così prodotto e commercializzato appaiono totalmente ipotetici ed affidati ESCLUSIVAMENTE al buonsenso del Proponente.

–         Analisi Costi Benefici (Pagina 30 – Allegato 2): il Proponente scrive “Di conseguenza, si è ritenuto che includere nella presente Analisi Costi e Benefici i costi generati dal verificarsi di incidenti non avrebbe alcuna utilità pratica per il decisore”. Riteniamo queste affermazioni di inaudita gravità sul piano tecnico, scientifico, morale ed eventualmente anche giudiziario. Il Proponente scarica interamente sul Decisore la responsabilità giuridica di avallare l’ipotesi che esiste (per stessa ammissione del Proponente) uno scenario di incidente grave, ma che la sua probabilità è talmente bassa da poterlo ignorare TOTALMENTE nell’intero S.I.A. Il Servizio SAVI non può in alcun modo avvallare questa ipotesi e dovrebbe bocciare l’intero S.I.A esclusivamente per questa dichiarazione. A prescindere da qualsiasi calcolo il Proponente consideri, la probabilità che un evento di portata grave o gravissima si verifichi non sarà mai pari a zero.

–         VOC: l’attenta lettura della letteratura scientifica moderna (si veda ad esempio Colborn T. et al. Natural Gas Operations from a Public Health Perspective, 2011, Human and Ecological Risk Assessment: an International Journal, vol. 17: 1039-1056) suggerisce come anche gli impianti di trivellazione convenzionale portino fatalmente all’emissione in atmosfera di composti organici volatili (VOC). I VOC sono esattamente gli stessi composti responsabili, ad esempio, del maggior tasso di mutazioni genetiche e quindi tumori nella zona della raffineria di Sarroch (Peluso M. et al. Malondialdehyde–deoxyguanosine and bulky DNA adducts in schoolchildren resident in the proximity of the Sarroch industrial estate on Sardinia Island, Italy, 2013, Mutagenesis, vol. 28: 315-321). Il Proponente non cita in alcuna parte del S.I.A. la necessità di monitoraggi ambientali per l’eventuale presenza di VOC.

–         Ubicazione pozzo esplorativo: in merito alla localizzazione del pozzo esplorativo e relativa area di cantiere, l’area indicata dalla società per l’ubicazione risulta compresa all’interno dell’IBA (Important Bird Area) 218 Sinis e Stagni di Oristano. Il confine Sud dell’IBA indicata, secondo quanto riportato dalla cartografia del Ministero dell’Ambiente, risulta essere la Strada Ventunesima Ovest in Comune di Arborea. L’area IBA 218 – Sinis e Stagni di Oristano risulta cartografata dal 2003 e a essa deve essere applicato l’art.4 della Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE successivamente sostituita dalla Direttiva 2009/147/CE, tenuto conto che le IBA risultano un fondamentale strumento tecnico per l’individuazione di quelle aree prioritarie alle quali si applicano gli obblighi di conservazione previsti dalla Direttiva stessa

In conseguenza di quanto sopra elencato, ai sensi dell’articolo 20 comma 3 e dell’articolo 24, comma 1,2,3,4 del Decreto Legislativo 152/2006, che consente a ogni cittadino italiano di presentare in forma scritta le proprie osservazioni sui progetti sottoposti a Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) e ai sensi della Convenzione di Aarhus, recepita anche dall’Italia, la quale afferma che le popolazioni hanno il diritto di esprimere la propria opinione su proposte ad alto impatto ambientale e che l’opinione dei cittadini deve essere vincolante, chiedo che il Servizio SAVI della Regione Sardegna esprima parere NEGATIVO in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale per la “Realizzazione di un pozzo esplorativo per ricerca di idrocarburi gassosi nel Permesso di Ricerca denominato “Eleonora”.

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Per chi fosse interessato, tutta la documentazione presentata dalla Saras alla Regione per poter realizzare il pozzo esplorativo ad Arborea è disponibile a questo link di Sardegna Ambiente.

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