Elezioni politiche 2013 / Politica

Senza controllo. Ecco perché anche Grillo diventerà un pericolo per la democrazia italiana (e pure per il M5S)

Ultimi giorni di campagna elettorale, la più brutta di sempre. Senza idee, senza slanci, con tanta paura di perdere da parte dei maggiori schieramenti e soprattutto inquinata da un tasso di populismo mai visto prima. Ci mancavano solo i finti rimborsi Imu del partito di Mauro Pili ed Emilio Floris (ma perché ci deve passare solo e sempre Berlusconi?) a rendere ridicolo ciò che già è drammatico: l’Italia arranca, ormai nessuno può fare progetti a lunga scadenza, ognuno si arrangia come può.

Arriviamo stremati alle urne: dovevamo votare un anno fa, lo facciamo solo ora dopo un’esperienza montiana a dir poco deludente. Il salvatore della patria si è mostrato un politico qualunque, sostenuto (nella migliore della tradizione del centro italiano) da una schiera di riciclati e di opportunisti da far paura.

La sinistra è sparita: una parte si è messa in silenzio sotto l’ala protettrice del Pd (di cui rischia di diventare una insignificante costola), un’altra ha cercato di abbozzare un programma alternativo, mischiando le carte e proponendo qualche volto nuovo, perlopiù politici di lungo corso o testimonial prestati alla politica e che nella politica ci resteranno a lungo e volentieri, purtroppo. Succede sempre così.

Il Pd ha cercato di salvare il salvabile, provando a mantenere un risultato di vantaggio frutto di una politica di opposizione portata avanti in questi anni, della scelta di fare le primarie e della capacità di non spaccarsi sul più bello. Basterà?

Poi c’è lui, c’è Grillo.

Godiamoceli questi momenti, gli ultimi giorni prima della fine del mondo. Da lunedì sera l’Italia sarà profondamente diversa. Il panorama politico sarà stravolto dall’esito delle urne e quasi non lo riconosceremo più. Bisogna prepararsi a questo choc, perché la battaglia delle idee (quella vera) inizierà subito dopo il voto.

Il cambiamento sarà repentino: ricordate il 1994 dopo la vittoria di Berlusconi? Per non vacillare davanti ai nuovi potenti bisognerà avere le idee chiare sul cosa farsi. Saldi propositi, perché da lunedì cambia tutto.

I miei amici sono divisi. C’è tra loro chi mi mette in guardia senza mezzi termini (“Grillo è come il fascismo”, e perfino “Grillo è come il nazismo”: una esagerazione, ma se detta da un amico di origine ebraica, allora le cose cambiano), e prefigura scenari da ascesa mussoliniana.

Riconosco che in un gioco di corsi e ricorsi della storia molti elementi sembrano esserci tutti, e la cosa mi inquieta. L’ostilità contro i mezzi di informazione (gravissima la mancata intervista su Sky), l’ossessiva semplificazione di qualunque dinamica economica e sociale, l’irrisione nei confronti degli avversari politici, l’evidente inadeguatezza della classe dirigente selezionata.

Ritorna perfino la placida volontà di tanti amici di votare con l’intento di distruggere senza costruire, come se poi ci si potesse affidare alla sorte per dare a questo paese un futuro. Di sicuro Grillo avrà ben più di 35 deputati lunedì sera. E, cosa ben più grave, non essendo in parlamento, non sarà soggetto a nessuna di quelle regole che la democrazia ha codificato per limitare il potere che deriva dl consenso.

Ecco perché Grillo mi spaventa più degli altri: non per quello che dice ma perché si sottrae platealmente alle regole della democrazia. Tira il sasso e nasconde la mano. Guiderà un partito con un centinaio di parlamentari senza avere formalmente nessun incarico (proprio come Berlusconi, leader carismatico di un partito che non ha mai celebrato un congresso, ma che almeno nelle istituzioni c’era in prima persona), e senza nemmeno essere costretto (ripeto) a rispettare le regole della democrazia parlamentare perché lui in parlamento ha deciso demagogicamente di non esserci.

Sia chiaro: io non ho paura del Movimento Cinque Stelle, che prenderà i voti democraticamente e che ha presentato un suo programma, non ho paura dell’esito del voto. Ho paura del leader della futura terza forza politica del paese che non ha voluto sedersi né alla Camera né al Senato, ma che poi poi di giostrerà i gruppi parlamentari con logiche populistiche che non avranno nulla a che fare con le dinamiche che governano la vita delle istituzioni.

La pericolosa anomalia di Grillo sta tutta qui: nel voler conquistare le istituzioni senza farne parte. Questo mi fa paura di Beppe Grillo: che non accetta che il suo potere sia limitato né dai giornali né dal parlamento né da nessuno. I suoi parlamentari e i suoi elettori capiranno presto la gravità di questa anomalia e dovranno da subito porvi rimedio se non vorranno vedere tradite le loro idee. Dovranno agire con decisione, perché da lunedì Grillo sarà uno degli uomini più potenti d’Italia.

No, non c’è da essere sereni. Il terremoto sta arrivando, vedremo cosa resterà e sulle macerie (le ennesime della nostra storia) ricostruiremo. Per questo non ha senso chiedersi se da lunedì l’Italia sarà migliore o peggiore. Sarà solo diversa (anche perché questo paese ci ha già insegnato che al peggio non c’è mai fine).

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