Politica / Sardegna

Province, cda, stipendi dei consiglieri regionali: dopo i referendum è caos totale. E chi ha lanciato il sasso, ora nasconde la mano

Tre giorni, tre giorni appena. Per capire che forse dietro ai referendum regionali non c’è alcun serio progetto riformatore ma soltanto una vampata retorica gestita maldestramente. Perché il “trionfale risultato anticasta”, lungi dall’avere ricadute immediatamente concrete, sta invece mettendo in crisi l’intero sistema istituzionale isolano.

Perché nessuno aveva immaginato che cosa dovesse succedere in caso di superamento del quorum. Perché nessuno aveva previsto come affrontare il terremoto derivante dall’abolizione delle quattro province, né aveva pensato come risolvere l’incredibile vuoto normativo che lascia ora i consiglieri regionali senza stipendio, né aveva capito che non tutti i cda degli enti regionali potevano essere aboliti. Tutto all’insegna dell’improvvisazione più imbarazzante che rischia di provocare una situazione di stallo e di ingestibilità. E dunque di aumentare la sfiducia della gente nella politica, in una spirale di retorica e di irresponsabilità.

L’obbligo politico di indicare una via d’uscita è tutta del Comitato promotore del referendum. Che però ben si guarda bene dal proporre una soluzione al pasticcio che ha provocato e ipocritamente fa finta di niente. Fantola, Segni, Parisi ora nascondono la mano dopo avere lanciato il sasso. Anche Soru dovrebbe dire qualcosa: è evidente che senza il suo apporto il quorum non sarebbe mai stato raggiunto.

Così come fa finta di niente il presidente Cappellacci. Ieri doveva presentarsi in Consiglio regionale, poi è stato tamponato ed è sparito. Io voglio credere nella buona fede del presidente, ma molti non sono disposti a farlo. E questo la dice lunga sul suo grado di credibilità.

Non a caso, non è più un mistero che il Consiglio qualcuno sta pensando di approfittare della situazione per liberarsi di questo esecutivo. Perché uscire da questo pasticcio non è semplice. E perché le convenienze e le cattive volontà sono sempre dietro l’angolo.

Insomma, cosa sarebbe accaduto in caso di vittoria dei sì qualcuno avrebbe dovuto spiegarlo ai sardi prima di andare alle urne. Invece non lo ha fatto, e noi ci siamo bevuti tutto.

Resta il fatto che nella società sarda c’è una forte voglia di cambiamento. Si tratta di capire chi sarà in grado di interpretarla in maniera sincera e poco retorica. Con Cappellacci, i Riformatori e i soriani in libera uscita mi sa che è andata male.

 

153 Commenti

  1. Anonimo says:

    VORREI SEGNALARE LA COMICITA’ DELLE DICHIARAZINI DI FEDELE SANCIU. E DERIU, !

  2. Stefano reloaded says:

    Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione non è per niente eccellente.
    http://www.sardegnaeliberta.it/?p=4325

  3. Anonimo says:

    speriamo non sia cosi. Per il bene di tutti. (parlo di coscienza) speriamo ce ne sia ancora un po. In questo mondo capitalista dove i soldi contano più della dignità umana. Per questo voglio sperare per un po di contare ancora qualcosa esprimendo il mio pensiero democratico semplicemente con il diritto di voto è voglio anche sperare che sia rispettato anzi lo pretendo. Giampiero.

  4. crispons says:

    personalmente ritengo che, sicuri di una scarsa affluenza, coloro che hanno proposto i quesiti del referendum abbiano cavalcato l’onda populista proponendo scelte di ovvio risultato, senza pensare però come realizzare ciò che proponevano: troppo semplice così! il risultato sarà quello di tutti i referendum da qui a 10 anni: un nulla di fatto.

  5. Al di là del merito dei singoli quesiti, credo che non debba essere compito del comitato promotore di nessun referendum proporre l’alternativa normativa successiva (mi riferisco ai referendum abrogativi). Altrimenti lo stesso metro di giudizio si sarebbe dovuto usare per i referendum sulla privatizzazione della gestione dell’acqua e sul nucleare e in generale per tutti i referendum abrogativi che appunto promuovono l’abrogazione di una legge o di parte di essa. In questo caso la colpa penso sia della Regione (Giunta e Consiglio) che non si è adoperata per prevedere normativamente cosa sarebbe successo in caso di raggiungimento del quorum.

  6. Anonimo says:

    il mio nome non vale un pensiero ma!! dico, ci sono state le elezioni? (SI) abbiamo vinto? (SI) ecc…allo stesso modo come le hanno istituite le devono cancellare con la stessa semplicità, questo a mio parere può accadere soltanto se il comitato organizzatore e veramente serio e continua nel suo lavoro. Poichè credo fermamente che tutti i se!! i ma!!! i però, i si poteva,i forse,restano solamente supposizioni quindi qualcosa che potrebbe o non potrebbe esistere. Spero tanto che questo comitato promotore non si crei adesso i dubbi di un perchè l’abbiamo fatto???????????? Giampiero 13/05/2012

  7. La segnalo come curiosità, per la serie “A volte tornano”.
    La provincia di Oristano non piace neppure a Lucio Abis (che a suo tempo l’ha inventata)!
    http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2012/05/11/news/questa-provincia-non-serve-piu-1.4495052

  8. Vincenzo A. says:

    Il referendum può dire “sì” o “no”. Il “come” resta compito delle istituzioni, ossia del consiglio regionale.Speriamo che si muovano e non tentino di affossare il risultato, per una volta che siamo riusciti ad esprimerci (anche se io ho votato diversi “no”; ma partecipando si legittima la vittoria della maggioranza, quale che sia; e nel referendum si partecipa anche con l’astensione, visto che influisce sul quorum).

  9. Concepibile la richiesta di abolizione di Province che per dimensione territoriale e demografica hanno da sempre avuto poco senso di esistere. Però mi chiedo come leggere il risultato dell’abolizione delle province storiche ove solo i 2/9 degli elettori si sono espessi a favore.
    Affermare che la gente voglia l’abolizione delle province storiche posto che chi intendeva votare no è stato a casa (a parte pochi sciagurati che forse non hanno capito come funziona il sistema del quorum) mi pare un po’ pretestuoso.

    • University says:

      Chi voleva votare no ed è stato a casa ha ben poco di cui lamentarsi. Poteva andare a votare il suo no e solamente allora avrebbe potuto dire qualcosa. Altrimenti bisogna leggersi, anche distrattamente, il significato delle parole referendum, quorum maggioranza e democrazia.

      • Non sono daccordo. Ragionando così cade completamente il significato di “quorum”.
        Rimanere a casa in un referendum è uno dei modi per esprimere il proprio “no”
        Questo è pacifico, cin caso contrario la legge non porrebbe limiti per la validità di un referendum.

      • E’ poi indubbio che un buon terzo di coloro che hanno votato per l’abolizione delle nuove province non lo hanno fatto per quelle storiche e questo è significativo.
        Se anche solo il 10% di questi non avesse preso la scheda invece di votare “no” il referendum consultivo non passava. La questione va ponderata con maggiore attenzione, a mio parere.

        • University says:

          Mi dispiace ma non sono d’accordo. I numeri non si devono interpretare, sono numeri e basta. Il risultato è chiarissimo ed è inutile continuare nella ricerca di un modo per ribaltarlo a proprio volere. Rimanere a casa non è un modo per esprimere il proprio parere negativo, è solo un modo per cercare di non far raggiungere il quorum. Siccome questa volta non ha funzionato allora bisogna appigliarsi ad interpretazioni improponibili sul presunto volere di chi non è andato a votare? Il referendum c’è stato, il quorum è stato raggiunto, la maggioranza di chi ha votato, per tutti i quesiti, è favorevole al cambiamento. Fine del discorso. Queste sono le regole ed a queste bisogna attenersi, tutto il resto è solo puro esercizio retorico.

    • University says:

      Scusami, ma tu che dati hai riguardo il quesito sull’abilizione delle provice “storiche”? Su base regionale risulta che il 65,98% dei votanti sia favorevole alla loro abolizione mentre solo il 34,01% è contrario. Dati ben lontani dal 2/9 che citi tu! A meno che non si tratti di un’interpretazione matematica piuttosto assurda!

      • Parlo del totale degli elettori: avendo partecipato al voto circa 1/3 degli elettori e di questi i 2/3 si è espresso per il “si” risulta che sul totale degli elettori (inteso come aventi diritto al voto) si sono espressi per il “si” 1/3 x 2/3 che matematica dice fa 2/9.
        viceversa i 7/9 degli aventi diritto non hanno votato “si” ed in particolare di questi 1/9 (sempre sul totale aventi diritto) hanno votato “no” e 6/9 non hanno partecipato al voto
        Ricapitolando 1/9 ha votato no, 2/9 si, 6/9 non hanno partecipato al voto. totale 9/9.

        • Neo Anderthal says:

          La matematica non è un’opinione, ma l’opinione può essere matematica. -forse-
          Non parliamo della statistica, che è un campo opinabilissimo.

        • University says:

          Scusa, ho capito ora il tuo calcolo. Peccato che i voti che contano veramente sono quelli di è andato a votare! Peggio per chi non ha votato, sperando che non si raggiungesse il quorum. Potranno indire un altro referendum per ripristinare tutto quanto verrà abolito, naturalmente avendo cura di cambiare nome: non più province, cda, indennità di carica, etc. ma qualcos’altro. La fantasia non mancherà di certo. Il quorum chissa!

  10. Secondo il mio modestissimo parere (non saprei quale altro aggettivo usare in relazione a un tema molto sfuggente e discrezionale), si sta facendo una certa confusione (questa si, certa) fra la questione politica del decentramento e della sussidiarietà e quella degli strumenti per conseguirla.
    Sono abbastanza convinto del fatto che – malgrado tutto – ancora oggi i cittadini gradiscano essere parte dei processi decisionali e perfino di quelli amministrativi; credo però che gli stessi cittadini non riconoscano in molti degli apparati, dei procedimentii e degli interpreti attuali qualcosa in grado di conseguire obiettivi condivisibili praticando metodi di condivisione.
    Per quanto riguarda le Privincie, dopo la creazione delle Regioni, nelle quali si è concentrato il massimo livello di dibattito politico regionale, e il focus della dialettica politica ed economica fra comunità locali e Stato, mi sembra facile affermare come – per il cittadino “normale” – risulti abbastanza difficile capire – e quindi enunciare facendone uso – i ruoli della Provincia rispetto alle proprie necessità.
    La Provincia sembra, infatti, un oggetto confrontabile – rispetto all’interesse suscitato – alle Olimpiadi, ai Mondiali di Calcio etc.: una cosa che sembra molto importante quando si fanno le elezioni, alle quali tutti (?) concorrono in modo trepidante, ma che si può facilmente archiviare in attesa della prossima edizione.
    Sotto il profilo funzionale, la maggior parte delle attività di istituto, comprese quelle di pianificazione, appaiono allegramente realizzabili da parte di uffici coordinati di Enti Locali, o da parte di uffici decentrati – magari presso gli stessi EELL – della Regione e dello Stato: è solo un problema di riorganizzazione (talvolta, di organizzazione).
    Sotto il profilo politico, mi sembra chiaro come la Provincia sia fuori scala rispetto a molti capoluoghi: se le grandi Città rendono traballante perfino l’immagine delle relative Regioni, spazzando via la percezione delle Provincie (qualcuno riesce a immaginare il ruolo politico della provincia di Roma, Milano, Napoli etc.?.), città come Cagliari, coniugate con l’Area Vasta, rendono francamente più interessante l’azione corale di più Comuni rispetto a quella opaca e autoreferenziale di una Provincia, proponendo invece il problema – secondo me ormai ineludibile – della organizzazione formale e funzionale di distretti specializzati percettibili e partecipabili dall’interno, quanto identificabili e fungibili per tutti i rapporti su scala internazionale.
    Credo quindi che sia oggi da fare un grande sforzo di ridisegno del modo di governarsi di un’intera regione, piuttosto che un’approfondita ricerca di dove collocare il materiale di scarto di apparati obsoleti; tutto questo però – ovviamente – senza dimenticare il principio di non demolire il forno senza sapere dove cuocere il pane.

  11. No. Troppi problemi, troppo caos. Questi referendum hanno creato una situazione troppo incasinata.
    Ho un idea. Lasciamo tutto così com’è. Inalterato. Province, CdA, indennità.
    Anzi facciamo altre province: Marmilla, Barigadu, Mandrolisai….

    Tra l’altro come mai tutti quelli che gridano “caos, caos” non hanno sollevato lo stesso problema quando le nuove province sono state create ?. Eppure anche in quel caso si è trattato di ridefinire i confini territoriali, di trasferire funzioni e personale. Eppure non ricordo che ci siano stati insormontabili problemi istituzionali.

    Anzi secondo me il percorso giuridico istituzionale è più facile adesso rispetto a quando le nuove province sono state create. Perchè in tutti questi anni lo Stato non le ha mai riconosciute. Infatti gli uffici periferici dello Stato che hanno distribuzione provinciale NON hanno mai preso sede nelle nuove province (Archivi di Stato, Uffici Scolatici Provinciali…..).

    • University says:

      E’ l’effetto del magna magna generale! Poi, visto che il mangime è quasi finito, allora si comincia a cercare i problemi dove non ci sono e, anzi, bisogna adoperarsi il più possibile per creali.

  12. ZunkBuster says:

    Promemoria su alcuni anticasta dal sulfureo sito “Liberi a sinistra”. Questo è per Soru:

    “In questi giorni si fa un gran parlare di casta, l’antipolitica e il populismo imperversano dovunque e la rete è forse il luogo dove principalmente si scatena la rabbia nei confronti di chi appartiene al palazzo. Privilegi, stipendi d’oro e sprechi caratterizzano le notizie che da mesi indondano i mass media e fanno parlare l’opinione pubblica italiana. Tutti si indignano, urlano contro gli onorevoli accusati delle peggiore nefandezze o contro i rappresentanti delle province, divenute, loro malgrado, l’emblema dello spreco italico.

    C’è però un caso di cui si parla poco. Un caso che fa venire il prurito persino al Partito Democratico e che molti elettori non vogliono vedere. Si parla della presunta maxi evasione fiscale di Renato Soru, imprenditore e consigliere regionale, finito sotto inchiesta della magistratura cagliaritana e della Guardia di Finanza. Il patron di Tiscali ribadisce la correttezza del suo operato anche se, forse messo alle strette dagli inquirenti che sono certi della illegittimità del suo comportamento, intende trovare un accordo con l’Agenzia delle Entrate che gli contesta un’evasione di alcuni milioni di euro.

    L’operazione contestata, secondo la Guardia di finanza, sarebbe questa: nel 2004 la società inglese Andalas (riconducibile allo stesso Soru) dispone un prestito per Tiscali da 27 milioni di euro. Tra il 2005 e il 2010, l’azienda di Sa Illetta avrebbe onorato parte del debito, interessi compresi. Un giro di denaro che però, sostengono gli inquirenti, sarebbe dovuto essere dichiarato al fisco. L’Agenzia delle entrate ha chiesto all’esponente del Pd di versare 8 milioni di euro.

    Se dovesse venir accertata questa evasione, e di questo ne sono certi gli inquirenti e la stessa Agenzia delle Entrate, per una somma così elevata, bisognerebbe avere il coraggio di dire che Soru ha commesso un fatto di una gravità inaudita che lo renderebbe impossibilitato a candidarsi alle prossime elezioni e incompatibile con il Partito Democratico che, preso atto della maxi evasione, dovrebbe espellerlo senza pensarci troppo. Perchè non ci si può indignare per un onorevole che prende 14 mila euro al mese in modo trasparente e far finta di niente davanti a un imprenditore che avrebbe evaso il fisco per milioni di euro.” (Filippo Secci)

    http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/11/soru-e-la-presunta-evasione-fiscale-se-e-cosi-va-espulso-dal-pd_1402

    Ma ce n’è anche per il camaleontico Cugusi, detto Klaus Kugurra ai tempi della Pantera universitaria:

    “Salire sul carro del vincitore è una caratteristica degli italiani. In politica spesso questa tendenza assume i connotati del trasformismo. I voltaggabbana, quelli che la mattina indossano una maglietta e la sera un’altra, sono i peggiori, perchè piegano le idee al proprio tornaconto personale. A Cagliari ce ne sono alcuni famosi.

    Per questo ieri nell’aprire i quotidiani sardi e vedere il consigliere comunale del Pd, Claudio Cugusi, festeggiare per la vittoria del referendum anticasta al fianco del comitato promotore, a qualcuno è venuta l’orticaria. Cugusi chi, quello che fino a qualche ora prima diceva che il quorum non sarebbe stato raggiunto?

    In molti, leggendo le cronche politiche, si sono fatti la stessa domanda: “Ma Cugusi era sostenitore del referendum?”. La risposta sempre la stessa: ” Ma quando mai, neppure i suoi amici e sodali politici sapevano nulla, tanto da dire pubblicamente che non sarebbero andati a votare”.

    Insomma, ieri a leggere i giornali tutti hanno pensato la stessa cosa: Cugusi è salito sul carro del vincitore per l’ennesima volta. Ci vuole proprio una faccia tosta (e lui bisogna dirlo ce l’ha). Ha persino parlato di elettroshock per la politica sarda. Proprio lui che alcuni mesi fa si è rifiutato di aderire al comitato promotore. Ci vuole coraggio.

    Dopo aver cambiato mille maglie e aver attraversato qualunque corrente nei democratici, adesso l’esponente del Pd cagliaritano ne indossa una nuova. Serve a rifarsi una verginità, ad attaccare quella casta con la quale è sovente a pranzo o a cena. La casta di quel Conisglio regionale nel quale lavora. A Cagliari si direbbe: cee…ta bregungia!” (Marco Zedda)

    http://www.liberiasinistra.it/art/2012/05/11/cugusi-pd-ora-fa-il-referendario-bello-salire-sul-carro-dei-vincenti_1399

    • Aramis says:

      Non fa una piega. Se rinviato a giudizio non va candidato. E innanzitutto bisogna domandarsi e domandargli se intenda candidarsi alle primarie anche nel caso non fosse rinviato a giudizio. Ecco, questo non se lo domanda nessuno. Però, previdenti, è un po’ di tempo che tutti sparano sul Soru. Gli stessi che al tempo di Saatchi giuravano con le prove in mano che sarebbe stato condannato in primo grado. Magari lo sarà in appello, se ci sarà. Per ora, assolto. Comunque, tornando all’articolo. Non fa una piega. Però mi domando: questo zelo liberi a sinistra perché non lo aveva con Milia? Perché non ne chiedeva le dimissioni e non invocava lo scandalo? Che la mancanza di zelo discendesse dal fatto che taluni collaboratori di Liberi a Sinistra al contempo fossero beneficiari di una plurima serie di incarichi dalla provincia, di cui si è letto qualche mese fa (invero, non si è letto troppo…)?. Chi qui fa il giornalista, potrebbe approfondire e dirci se è vero o no. Comunque non fa una piega. Zunk, come vedi, si può essere d’accordo e aggiungere qualche altro promemoria.

      • ZunkBuster says:

        Vabbeh non siamo scemi e sappiamo, solite faide. Schiavone minacciò Bellu di richiesta di danni in sede civile quando il morente Sardegna 24 pubblicò un paio di articoli al curaro a proposito dei rapporti tra lo stesso Schiavone e la presidenza Milia (e anche un altro in cui poneva all’indice l’esorbitanza degli uffici staff della Provincia di Cagliari). Un castosauro o castixeddosauro anche lui? Non so, forse si, forse no. Nessuno demonizza Soru, penso semplicemente che non sia il candidato ideale per la presidenza della Regione (anche se rischia di esserlo per mancanza di competitor credibili all’interno del PD, e sempre che SEL non piazzi qualche scherzetto anche alle primarie per la Regione, sempre che si facciano) e che non ci abbia fatto una bella figura a saltare all’ultimo minuto su un carro antipolitico abbastanza rozzo e pieno di riciclati e riciclandi come quello dei referendari. C’è da dire che Cugusi si è risentito a sua volta per l’articolaccio di “Liberi a sinistra” minacciando dal suo blog querele nei confronti di Schiavone, e che comunque non credo che alla fine, come insinuato da “Liberi a sinistra” cerchi di salire sul “carro dei vincitori” collocandosi fuori dal PD … casomai il suo mi sembra un riposizionamento interno al PD, ma devo dire che ne abbiamo pieni i coglioni di chi all’interno del PD continua imperterrito a cambiare fronte e posizioni ogni tre mesi … specie da quando, essendo decaduto dalla presidenza Casic, Emanuele Sanna stranamente non va più “di moda” in certi ambienti … e mi spiace per Soru, ma se pensa di assistere passivamente a questi rivolgimenti stando a guardare chi viene più o meno dalla sua parte a seconda del tornaconto, finisce per perdere anche quel “quid” in base al quale molti elettori e militanti, un tempo, riconoscevano la sua netta diversità rispetto ai cosiddetti castosauri.

        • Aramis says:

          Guarda, arriviamo ad avvicinarci. Pure io penso che Soru non sia il candidato migliore ora. Ma per motivi diversi probabilmente. Però, non mi dire che non ci sia un eccesso di guerra preventiva da diversi settori. Da ben prima dei referendum. Preventiva rispetto all’idea di un eventuale candidatura. E senza sapere se l’interessato sia interessato. Sul referendum, francamente, mi pare si stia sopravvalutando un messaggio su fb che non è detto sia stato così seguito (un giro tra i fans su fb per vedere). A me il Soru presidente è piaciuto, eppure non sono andato a votare. Però, se solo avessi immaginato una parte del casino, politico e non normativo, che sta scoppiando, sarei corso a farlo. Peraltro, ragionando dal suo punto di vista perché doveva sottrarsi dal dire cose che diceva anni fa? Allora, Uras fa professione di voto, dice che va a votare e dice per cosa e contro cosa. Correttissimo. Anche lui ringraziato dai Riformatori. Però nessuna critica a sinistra. Soru ha fatto la stessa cosa. Doveva forse rinnegare che pure lui in passato invocava il taglio dei Cda e delle province? Anzi, ha rafforzato le sue posizioni, non quelle di Cappellacci: signori – avrà pensato – stiamo andando a votare su cose che ho provato a fare (tralasciamo i risultati di Soru, non parliamo di questo ora), che questi non sono stati capaci nemmeno di provare e che ora chiedono a voi. E prima di dirlo ha preso le distanze dai salta-vettura. Il professor Pubusa, sicuramente non soriano, citato spesso in questo blog come assoluta autorità (stavolta no), oggi su SQ ci dice che non c’è nessun caos. E poi, cosa è ‘sta paura della sinistra per il caos? Oggi le rivoluzioni si fanno coi carabinieri? Sui cambi di fronte del pd il problema è che oggi il pd ha tanti fronti quanti sono gli iscritti. Per cui se faccio oggi una cosa ragionevole con tizio e domani un’altra ragionevole con caio è scattato il cambio di fronte. Ed è scattato per tutti e tre: me, tizio e caio. Pure i cosiddetti soriani non saranno tutti sullo stesso fronte. E Soru, lo sappiamo, è uno che i fronti altrui non li vede proprio. Un grosso limite, ma forse pure la sua forza, visto che, come mi pare ritenga anche tu, emerge più lui da zitto che i mille caballeros loquaci che cicciano finora. Primarie. Primarie. Primarie. Finiamola con la guerra preventiva. Sennò sembra terrore.

        • Aramis says:

          Copio 2 versioni diverse sui risultati di Tiscali nel primo trimestre. La prima, dell’Agi Sardegna, tutta sul negativo, la seconda di Repubblica sul positivo. Entrambe esagerate. Però quella dei sardi sui sardi è solo negativa, manco a dirlo. Eppure abbiamo la flotta sarda, Cellino, il vino migliore, la carne più buona, il formaggio senza confronti, i nuraghi, Atlantide, il Regno di Sardegna, la Guardia dei faraoni…..

          TISCALI: RICAVI PER 59,7 MLN IN PRIMO TRIMESTRE 2012
          (AGI) – Cagliari, 10 mag. – Il Consiglio di Amministrazione di Tiscali ha approvato i risultati al 31 marzo 2012. I ricavi del gruppo nel corso del primo trimestre 2012 si sono attestati a 59,7 milioni di euro, in calo rispetto ai 69 milioni di euro registrati nel corrispondente trimestre dell’esercizio 2011.
          Nel primo trimestre di quest’anno l’accesso a internet e la voce rappresentano circa l’83% del fatturato. Il risultato operativo lordo prima degli accantonamenti e’ pari a 17,4 milioni di euro contro i 18,5 milioni nel 2011 (-5,6%). Al 31 marzo 2012 il numero di clienti ADSL e’ pari a circa 479 mila unita’, rispetto ad un dato di clienti attivi al 31 marzo 2011 pari a circa 541 mila unita’. Il numero di clienti gia’ attivati e collegati tramite l’infrastruttura di rete Tiscali (unbundling) e’ pari a circa 337 mila unita’ (370 mila unita’ nel 2011).

          Repubblica – Finanza
          Tiscali, il primo utile della storia per il provider di Renato Soru.

          A più di dieci anni dalla quotazione in Borsa, il provider sardo fondato da Renato Soru, ha raggiunto il suo primo risultato positivo. Nel primo trimestre, è arrivato un utile netto di 300 mila euro. In passato, il dato era apparso in attivo ma solo grazie a proventi straordinariLo leggo dopo MILANO – Tiscali ha chiuso il primo trimestre 2012 con un utile netto di 300 mila euro. Si tratta del primo risultato netto positivo da gestione ordinaria nella storia del gruppo: in passato, infatti, Tiscali aveva già raggiunto l’utile, ma solo per effetto di poste straordinarie. I ricavi consolidati sono scesi del 13,5% a 59,7 milioni e il risultato operativo lordo si è attestato a 17,4 milioni (-5,6%). L’Ebit è positivo per 4,1 milioni, a fronte dei -2,3 milioni del primo trimestre 2011. Il free cash flow è positivo per 7,6 milioni. A fine marzo il numero di clienti adsl è sceso a 479mila unità dai 541mila di un anno prima, mentre il numero dei clienti mobile è salito del 53,8% a oltre 153mila unità. L’indebitamento del gruppo è di 195,8 milioni, in calo dai 200 milioni di fine 2011. “I risultati presentati – si legge nel comunicato – confermano lo sforzo compiuto dal management nella gestione operativa per mantenere performance soddisfacenti pur in un difficile contesto macroeconomico e in una situazione competitiva di mercato particolarmente sfidante”. Il debito, informa infine la società, contiene dei covenants che al 31 marzo sono rispettati.

        • Vedi Aramis, questa gente non sa che dire e questi sono i fatti! E mi meraviglio di te Zunk, che copi ed incolli il livore di liberi a sinistra (liberi di che cosa?) impegnati come sempre in una guerra preventiva nei confronti di Renato Soru. Come sempre due pesi e due misure! Il Pd non preoccuparti è sano, le radici sono sane è solo qualche fronda che va segata. Io spadaccino dell’antipolitica? Se permetti sono quello che tanto tempo fa coniò la frase “un buon partito deve saper governare il dissenso, altrimenti è destinato a far altro”. E mi presero alla lettera!!! Fecero proprio altro: occuparono cda, attaccarono il loro culo col bostik alle poltrone, occuparono militarmente il Casic (a proposito perchè non ne parliamo mai di questa porcheria???), si inventarono sottosegretari e portaborse, comitati d’affari e sacrestie del potere. Mettitelo in testa: Soru con il referendum è stato coerente con le sue idee e chi ha votato lo ha fatto ben sapendo quello che faceva, anche delle conseguenze che questo risultato avrebbe portato. Tutti contro Soru e nessuna parola invece nei confronti di Sel, del suo Segretario, di Lucianone e di molti suoi militanti. Sempre contro la casta, sempre contro ed il Pd, però nessuno ne ha sottolineato l’ambiguità. La verità è che anche loro sono allineati con la casta e si comportano esattamente come tutti gli altri. Il Pd avrà certamente le sue palle al piede da trascinarsi, ma non è certamente quello che molti si sforzano nel descrivere. Il risultato Nazionale l’ha dimostrato per l’ennesima volta anche se chissà perchè non se ne vuole parlare. Vogliamo fare Politisofia (altro neologismo da me creato non recentemente)??? E’ proprio dal CAOS che nasce la vita, e le IDEE miglori. Perchè allora questo assunto non dovrebbe valere oggi per la Politica??? Infine se continuante ancora contro Renato Soru, alla fine mi candido io, uomo Normale in una Politica Mediocre. Spadaccino sì, ma della Normalità però!
          Hasta la vista ad Hollande!

        • ZunkBuster says:

          O Zorro, tui puru però con tutto questo sorismo no mi dda contas giusta. Non eri lo stesso che difendeva a spada tratta Yuri Marcialis, che non direi sia esattamente un soriano? Comunque facciamo due conti: quanto risparmierà la Sardegna per mancate indennità a presidenti, assessori e consiglieri provinciali, e quanto pagherà invece per i mesi di caos amministrativo che inevitabilmente si creeranno dopo l’abolizione delle quattro province “nuove”, con riserva di qualcuno di abolire anche le vecchie? Sembra un caso che perfino Monti abbia ripiegato non sull’abolizione delle province (anche perché per eliminare quelle “nazionali” servirebbe un procedimento di revisione costituzionale) bensì su un deciso ridimensionamento degli organismi esecutivi ed elettivi e su una restituzione delle province alla loro funzione di coordinamento e programmazione di attività di rilievo sovracomunale, senza trasformarsi in tante piccole Regioni come invece è stato? Si poteva fare questo, senza procedere con l’accetta a creare un autentico marasma politico-amministrativo, e te credo che stavolta Pubusa dice che non ci sono problemi, quelli che trarranno maggior profitto dalla situazione sono gli avvocati amministrativisti o “pubblicisti”, oppure non abbiamo capito a quale e quanto contenzioso daranno luogo tutti sti casini, senza considerare l’incognita Monti che ormai impugna a Chiappellazzi anche i troddi? Fare repulisti della casta e della castixedda si può e si deve, ma colpire gli enti e le istituzioni anziché fare si che siano disincentivati dal lavorare nelle istituzioni i mestieranti e i carrieristi, e siano incentivati solo coloro che lo fanno davvero per il “bene comune” (magari senza indennità salvo rimborso spese, o con indennità simboliche) significa buttare via con l’acqua sporca il bambino. Credo che Soru abbia preso la posizione che ha preso per non finire anche lui impropriamente etichettato come “castosauro” dopo averli combattuti – e del resto bastava prendere atto della posizione di Chicco Porcu e fare l’esatto contrario, non si sbaglia mai – ma anche la sua è stata una presa di posizione grillesca, “di pancia” e senza le valutazioni che un uomo delle istituzioni dovrebbe fare. Vabbeh, l’antipolitica va di moda e in questo Soru è stato per certi versi un antesignano, ma attenzione, che quando l’antipolitica distrugge la politica a volte quel che rimane in piedi sono solo le dittature e le tecnocrazie.

        • Che ci trovi di strano nel difendere Yuri e sostenere Soru? Fanno parte entrambi del mio Partito! Non concepisco il Pd come una frotta di correnti, e ti dirò di più mi stanno già facendo incazzare abbastanza con questo continuo marrarsi i marroni, a cominciare da come li chiama qualcuno ex democristi. Poi per tornare al discorso su Yuri, nonostante non sia molto più vecchio di lui, ma cresciuto all’ombra delle botteghe oscure, mi viene naturale proteggere questi ragazzi. Per loro è giusto fare qualche passo indietro, farli crescere non all’ombra dei capibastone, darli fiducia sempre. Ci vuole generosità per militare in un partito, tanta generosità che comunque oggi non vedo. C’è stata una generazione di Politici che ha letteralmente bruciato quella dei quarantenni (la mia!). Nessuna responsabilità, poca attenzione e tanta ingordigia dalla vera casta, quella che ogni quavolta qualche giovane alza la testa, subito gli tarpano le ali. Riguardo a Renato, non capisco perchè qualcuno si ostini a dire che si candiderà alle primarie. Se lo farà, avrà tutto il mio sostegno. Se non si candiderà Soru, c’è l’altro candidato naturale del Pd: il suo Segretario Silvio Lai. Se poi ci sono altre candidature il Pd, proprio perchè si chiama Partito Democratico, non chiude in faccia la porta a nessuno. Questo impone la disciplina di Partito. Renato Soru non ha bisogno di difese, è troppo avanti!!!

        • Anonimo says:

          FORZA SORU SEMPRE !

        • Che “molti militanti” di SEL siano allineati con la casta è da escludere. Si tratta palesemente di parole usate da chi non sa di che parla.
          Le caste poi sono diverse, è una casta anche quella degli imprenditori evasori..

        • Anonimo says:

          Ah Sel è differente dagli altri??? Non è allineata con la Casta???? Siete tutti come Vendola predicatori del nulla e non vi conoscete neanche tra di voi!

        • Aramis says:

          Oggi intanto c’è stato lo strappo in Sel. Agenzia stampa:
          Un gruppo di iscritti a Sinistra ecologia liberta’ (Sel), fra i quali dirigenti provinciali e componenti delle assemblee regionale e nazionali, contestano una “conduzione del partito personalistica e poco trasparente”. I militanti, che si riconoscono nell’associazione politico-culturale “La Sinistra”, dopo una riunione a Tramatza, annunciano iniziative politiche “per costruire esperienze ed elaborazioni comuni alle altre forze della sinistra e del centrosinistra sardi e per affrontare i problemi derivanti dalla crisi economica e istituzionale che investe la Sardegna”. 
          “Da tempo denunciamo una preoccupante assenza di iniziativa politica che affronti responsabilmente i problemi dell’isola. Chiediamo, inascoltati, che gli organi dirigenti siano investiti delle scelte e delle posizioni assunte dai dirigenti regionali di Sel”, affermano Anna Anolfo, Antonio Attili, Annarella Casu, Pietro Maurandi, Giovanni Meloni, Bastianino Muresu, Marcello Murgia, Rosario Musmeci, Gabriella Orru’ e Natale Tedde. “Da tempo critichiamo atteggiamenti e iniziative disinvolte in polemica con altre forze della sinistra e del centrosinistra, senza una strategia visibile e con tentativi di dialogare con parti integranti della maggioranza di centrodestra”.  
          Il gruppo promotore e’ stato incaricato di organizzare e coordinare le attivita’ necessarie ai portare avanti il progetto annunciato

        • ZunkBuster says:

          Oddio, pure qui se il nuovo sono Attili e Maurandi … sembra che le si stia tentando proprio tutte per mandare Beppe Grillo a Palazzo Chigi …

        • Neo Anderthal says:

          Vendola predica il nulla? I pugliesi in maggioranza non la pensano così -pare-, e i risultati della amministrazione regionale pugliese sono lì a dimostrarlo.
          Quanto a SEL, a quanto mi consta è incasinata quanto e come ogni gruppo umano in cui esiste un minimo di dialettica, dai condomini alle bocciofile, dai gruppi scout ai partiti politici.
          L’alternativa sono i gruppi carismatici, in cui esiste un seguito per un predicatore o guru o padrone indiscutibile. Vendola ha un indubbio peso e un rilevante prestigio personale, ma non è né padrone né predicatore -sul Guru si può discutere 🙂 –

        • Gentile Aramis,
          mi spiace farglielo notare, ma lei è un vero e proprio ignorante: non ha citato la Scrittura NuraGGica e il nome di Yahwhé ripetuto tre volte prima che lo inventassero gli ebrei!
          Ma dove vive?
          Vergogna!
          Cordialmente,

        • Aramis says:

          Chiedo venia, si licet parva componere magnis.

        • Occhialonero says:

          Grazie Aramis per aver esposto con chiarezza due articoli che descrivono i punti di debolezza (AGI) e i punti di forza di Tiscali. Veramente l’articolo di Repubblica li mette in evidenza tutti e due. Dai dati descritti sembrerebbe che Tiscali abbia centrato gli obiettivi più importanti: utile netto positivo , riduzione dell’indebitamento, free cash flow positivo.. Per quanto riguarda i ricavi, sfido a trovare aziende che hanno ricavi in aumento. Ora sarebbe bene che questi dati venissero letti dall’anonimo e RSU che hanno scritto le lettere.. Perchè in un’azienda due + due fa quattro, non quasi quattro. Prima si studiano i bilanci, poi si scrive!

  13. Anonimo says:

    l’unico che non vuole lasciare il suo posto e il presidente della prov, olbia tempio e il signor SANCIU , un persona che si commenta da solo basta leggere le sue dichiarazioni del passato, ma la legge del contrapasso ha colpito anche lui.

  14. Reblogged this on Le Amministrazioni provinciali della Repubblica Italiana: un pezzo di Patria da salvare. and commented:
    Rispetto per l’indicazione uscita dalla urne, ma, forse, qualche grande e grave buco (nero) si è venuto a determinare.

  15. Anonimo says:

    Ma inzomma, itta boleis ? Non vi va bene neanche che ci siano stati i referendum e che i sardi (così come per il nucleare) abbiano votato compatti (?!) per abolire la casta o la ‘castetta’ ?
    Tranquilli, siate positivi, guardate avanti, si risolverà tutto per il meglio…. Come per i baretti del Poetto, prima le polemiche, poi tabula rasa, poi i murrungi, poi la ricostruzione un pò più ordinata.
    Su propriu con le Provincie. Prima le polemiche, gli avvertimenti, i proclami, poi il voto, poi le quattro nuove bogarasa a forasa, poi ancora le polemiche e infine le vecchie quattro più ordinate a riassorbire gli esuberi e a non farsi sgamare candu cesti de torrai a furai….

  16. Vi siete accorti che il sito dei soriani http://www.sardegnademocratica.it
    da un po di tempo è morto. L’ultimo articolo è del 19 aprile.
    Ci sarà un nesso con tutto questo casino ?

  17. ZunkBuster says:

    E con la città metropolitana come la mettiamo? Se si scorpora Cagliari e hinterland rimangono un bel po’ di abitanti, a naso quasi 300.000, della ex vecchia provincia di Cagliari. Che se ne fa? Posto che Medio Campidano e Sulcis li hanno aboliti gli elettori, o meglio circa il 30% degli elettori, i comuni che restano si spartiscono tra Oristano e Nuoro, col bel risultato che magari uno di Muravera per andare in Questura dovrà farsi una bella gita in Barbagia? Oppure … oppure …. dato che 200.000 abitanti è il minimo degli abitanti di regola stabilito dall’ordinamento delle autonomie locali per la creazione di una nuova provincia, rimarrà in piedi una provinciona residuale con capoluogo, per motivi di centralità geografica, a Sanluri, magari mandando il Consiglio provinciale a Iglesias o a Carbonia per dare un contentino anche all’ex Sulcis? Fulvio Tocco, presidente della disciolta provincia del Medio Campidano, ha già aperto il fuoco contro la Città Metropolitana … non è che questa è l’ipotesi di fondo a cui mirava Soru?

  18. Sperando che nessuno si offenda ma su 64 commenti non ho trovato una sola proposta costruttiva… per ora solo gossip e critiche, sterili, nei confronti sostanzialmente di tutti. Il blog di Grillo a confronto è certamente più “costruttivo”.
    Per quanti non lo sapessero oggi è 10 maggio e il referendum si è celebrato 5 giorni fa, quello che c’è ora è semplicemente un vuoto normativo da colmare, non mi pare che questo possa essere definito caos.
    In alternativa sfido chiunque ad andare tra la gente e dire che i referendum sono stati un grande errore perchè ora bisogna normare questioni per le quali sono venuti meno i presupposti legislativi.
    I promotori del referendum hanno semplicemente consentito al corpo elettorale di esprimersi su alcuni temi certamente importanti “sentiti dal popolo”, chi nega questo nega l’evidenza. Mi pare tuttavia che non si veda la trave, ma solo la pagliuzza che c’è dentro l’occhio.
    Del tenutario di questo blog ho, spesso, apprezzato la capacità di innescare il dibattito su questioni importanti per la Regione Sarda e soprattutto per Cagliari, ma non si può pretendere di essere sempre contro tutto e tutti perchè si rischia l’isolamento.
    Forse è arrivato il momento di innescare dibattiti costruttivi su proposte reali, concrete e serie.

    Tanti saluti a tutti

    • Vito Biolchini says:

      Gentile Fuffa, ma secondo lei in un blog si può trovare la soluzione ad un problema per la soluzione del quale il Consiglio regionale ha chiesto un parere a ben quattro costituzionalisti??
      Se legge i giornali di oggi capisce perché la parola “caos” non è stata usata a sproposito. Le faccio un esempio. Che fine fanno le vecchie province? “Facciamole rientrare nelle vecchie”, dice qualcuno. Ma c’è un problema: i relativi consigli e il presidente risulterebbero eletti solo da una parte dei territori. Ergo, il presidente Cappellacci sta pensando di commissariarle tutte! Capisce il casino? i quattro referendum abrogativi trasformano in abrogativo anche il quesito relativo alle province storiche, che in realtà era solo consultivo!
      Infine, ha ragione sul rischio di isolamento. Infatti solo isolato.
      A presto
      Vito

    • Sovjet says:

      Quindi la sua proposta costruttiva è quella di raccomandare proposte costruttive? Non mi pare di averne letto neppure nel suo di intervento, ma si è limitata a critiche sterile nei confronti di tutti i commenti che l’hanno preceduta.
      Suvvia, ci dia un esempio, che magari poi la seguiamo!

  19. muttly says:

    Governare e scrivere leggi è come fabbricare bulloni.
    Cosa se diventava davvero sindaco pitticcu su casinu di bulloni 😀

  20. Luisa S. says:

    Io resto perplessa dopo che ho visto Claudio Cugusi alla presidenza del movimento referendario… uno che è stato liberale, liberista, sardista e comunista rifondarolo, poi democrat e forse in futuro riformatore per trovare un partito che lo faccia sedere in consiglio regionale dove già lavora grazia ad un favoloso concorso….. se questi sono i rinnovatori voglio Emanuele Sanna, paolo Fadda e Antonello cabras a vita!!!!

  21. Anonimo says:

    Il comitato teferendario ha manovrato la pancia dell’elettorato per ottenere l’abolizione delle Province. Questo grande “laboratorio della politica”non solo a creato caos, ma cosa più grave ha dato manforte al centralismo imposto dal governo Monti.
    Nessuno si è chiesto quale fine potrà avere nel medio e lungo termine l’eliminazione delle province (nel programma grillino in accordo con Monti anche l’accorpamento dei Comuni )così
    come lo vuole

    • University says:

      L’abolizione delle province, di tutte, porterà soltanto bene. Sono solo un ulteriore centro di spreco di denari pubblici ed un parcheggio per politicanti trombati alle elezioni parlamentari. Devono andare a zappare la terra!

  22. Ma perchè chiamare giuristi esterni ? Per risolvere il caos basta chiamare Lucianone (“uno che ne sa”). Se ha finito di entrare e uscire dalla cabina elettorale per 10 volte.

  23. A. Mongili says:

    OK vi siete sbagliati a sostenere l’astensione in questo referendum (per ragioni togliattianamente tattiche, non di merito naturalmente). Però avete ragione sempre e comunque. Vecchia scuola comunista non si smentisce mai.

    • ZunkBuster says:

      Professor Mongili, se Soru le dice di saltare nel cerchio di fuoco, lei salta nel cerchio di fuoco vero?

      • Gentile Zunkbuster,
        quanto a lucidità Mongili non si smentisce (vecchio seguace del Sidol) però è un errore non tenere conto dell’inciampo sui referendum. Su questo sarebbe opportuno riflettere senza Sidol.
        Cordialmente,

      • University says:

        Certo che ci salta. E spera anche di bruciarsi così lo fanno martire della causa!

        • Alessandro Mongili says:

          Ho condiviso l’appello di Soru. Mi trovo spesso d’accordo con lui. D’altro canto, non tutti possono condividere le vostre baggianate.

        • University says:

          La cosa più importante è non condividere le Sue di baggianate!

        • ZunkBuster says:

          Si tranquillizzi, professore, tanto il suo Soru non sarà mai il candidato del centrosinistra per la presidenza della Regione. Se voi soriani sperate di riaccendere la vostra spenta fiaccola grazie a un ritorno all’antipolitica spicciola, è inutile che vi affannate, lo spazio è già ampiamente occupato da riciclati di destra e grillini vari.

        • Oh Zunk e cos’è qusto antisorismo? Mì che ti candidiamo Lucianone oppure Michele Piras! Se Renato non si candida mi candido io. Ti va bene?

        • Sovjet says:

          Beh, visti i risultati ottenuti nel confronti con Cappellacci (a proposito, Lucianone e Michele Piras l’hanno sostenuto lealmente, qualcuno degli amici tuoi un po’ meno…) non credo che tu riesca a fare peggio. Che poi, qualche peones che ti appoggia sicuramente ce lo avrai.

      • Aramis says:

        A Zunkbuster piace il nuovo. Tipo Paolo Fadda, Emanuele Sanna. Ah, quando murigava su Saatchi il buon Zunkbuster. Ah, che bei tempi.

        • ZunkBuster says:

          Invece il nuovo è Maria Antonietta Mongiu che bazzicava la commissione cultura del PCI cagliaritano già a fine anni ’80, oppure era Massimo Dadea, fin quando non ha fatto girare i santissimi all’uomo che non sbaglia mai a proposito di Sanluri 24. O Aramis, torrarindi ande Athos, Porthos e Dartagnan a fare queste argute battute, o se sono troppo impegnati a fare antipolitica in giro c’è sempre Zorro, anche lui spadaccino.

        • Aramis says:

          Zan-Zan!|

        • Zunk mi riveli il tuo segreto ?. Io vengo censurato ogni volta che la nomino la Mongiu (che a scanso di equivoci è sempre bella brava e giovane).

        • accasioneri says:

          mì che mi state rubando le battute, mi state!

          ps: a neo, ma non solo, i soriani piacciono solo quando alle primarie votano zedda vs cabras.

        • Neo Anderthal says:

          Ma i soriani sono automi che votano “a molla” o sono persone che ragionano in proprio?
          Nel caso in questione -contro le indicazioni di Soru in appoggio a Cabras, che puoi rintracciare facilmente- alle primarie per il candidato del centrosinistra al Comune di Cagliari molti “soriani” hanno votato l’unico candidato che poteva farcela, e non lo stagionato Santantiochese. E mi sembra giusto.
          Any problem?

        • accasioneri says:

          ti sei fatto una domanda e ti sei dato una risposta, mi pare.

        • Neo Anderthal says:

          C’è una seconda domanda: “qual è il problema?”
          E la risposta non la devo dare io, ma chi cita “i soriani” che evidentemente per lui esistono, ma votano altrimenti dalle indicazioni del Leader.
          La domanda ne implica altre, come per esempio: “ha ancora senso parlare di soriani, credere che un aggregato di voti di opinione raccolto in un dato momento -passato- sia un blocco unico e obbediente?”
          E anche per questa domanda una possibile risposta dovrebbero ipotizzarla “i soriani”, veri o presunti tali.

        • accasioneri says:

          oh neo, ses togu, mi praxisi meda, ma cust’otta seu siguru ca mancu tui e tottu ti ses cumprendiu.
          i soriani non esistono: esiste un progetto di sardegna più o meno condiviso, più o meno dibattuto, più o meno conosciuto, senza il quale la politica sarda sarebbe rimasta ancora proiettata nel medioevo (vittoria di zedda compresa), fatta salva naturalmente la restaurazione in atto dal febbraio 2009.
          anche grazie ad alcuni ambienti della sinistra parassitaria, mandrona, disconnotta e murigona.

    • Gianni Fresu says:

      Vito, sono completamente d’accordo con la tua analisi. Intervenire con questo pasticciaccio di referendum, anziché utilizzare gli strumenti previsti dal normale funzionamento del Consiglio regionale è l’ennesima conferma sulla pessima qualità di questa classe dirigente.
      Cosa direste se un concessionario di auto dopo averti venduto una Punto si facesse promotore di una petizione per togliere dalla circolazione tutte le FIAT? Ecco, questo è stato l’atteggiamento del centro destra e di parte del centro sinistra rispetto alle nuove province sarde.Le nuove province sarde vennero istituite dalla Giunta Pili. Lo stesso centro destra, nonostante fosse al governo e avesse in consiglio regionale una maggioranza tale da consentirgli di fare tutte le riforme che vuole, ha chiamato a raccolta i sardi (facendoci spendere sei milioni di euro) per abrogare quegli enti che qualche anno fa fortissimamente volle. Sbaglio o anche questa volta,come con l’ordine del giorno patacca sull’indipendenza della Sardegna, volevano distogliere l’opinione pubblica dai loro fallimenti a un anno dalle elezioni?
      Resto invece sconcertato dalle banali schematizzazioni del signor Mongili sulla presunta prevalenza di considerazioni tattiche rispetto al merito delle cose, che farebbe emergere un approccio “togliattiano” di vecchia scuola comunista. Signor Mongili, avrei parecchio da discutere su questa rappresentazione stereotipata del togliattismo e di quel che lei definisce sprezzantemente “vecchia scuola comunista”, ma al di là di questo giudizio storico, degno delle semplificazioni giornalistiche attualmente in voga, le faccio notare che è proprio il merito di questi referendum a essere sbagliato e quanto ha scritto Vito sopra lo dimostra pienamente.
      Signor Mongili ad avercene di politici e intellettuali togliattiani e di “vecchia scuola comunista”, sicuramente avremmo un quadro politico e culturale meno degradato di quello attuale.

    • senzasenso says:

      attendiamo con ansia le soluzioni che adotterete/adotteranno, convinti che bastassero questi referendum propagandistici per non essere travolti dal malcontento popolare, ora aspettiamo le proposte di legge da parte di coloro i quali il ref. l’hanno appoggiato (Soru compreso) .

  24. panterasarda says:

    ..e ora son ca… per i politicanti che furbescamente hanno promosso questi referendum inutili nella sostanza e rivoluzionari per cio’ che i cittadini hanno voluto esprimere anche andando a votare: BASTA CON LE GRANDI E PICCOLE CASTE POLITICHE, BASTA CON LO SPERPERO DEL DENARO PUBBLICO SENZA DOVERNE RENDERE CONTO A NESSUNO…BASTA CON I DINOSAURI DELLA POLITICA, come giustamente li considera certi politicanti il giornalista Giomaria Bellu di Sardegna24…Ora vediamo all’opera questi cosidetti riformatori se sapranno adeguarsi al volere degli elettori.RINUNCERANNO AI LORO STIPENDI DI CONSIGLIERI REGIONALI, SAPRANNO RENDERE RICCHEZZA ALLE PROVINCIE CHE VOGLIONO CANCELLARE?…O NON AVRANNO PER CASO L’IDEA DI GESTIRE CON LE LORO CLIENTELE IL DENARO PUBBLICO DELLA SANITA’ E ALTRO TOLTO CON FURBIZIA A VASTE ZONE DELLA SARDEGNA?…HANNO UNA BUONA RAGIONE, ORA, DI PASSARE DALLE PROMESSE AI FATTI. RINUNCERANNO A TUTTI I LORO PRIVILEGI E A VIVERE SPARTANAMENTE COME SONO COSTRETTI MIGLIAIA DI CITTADINI CHE VORREBBERO RAPPRESENTARE?…SAPRANNO VIVERE CON 2000 EURO AL MESE( ed e’ anche troppo) cifra irragiungibile per milioni famiglie oggi?…Vediamo cosa faranno ora, intanto che noi stiamo imparando a decidere delle nostre sorti con sempre piu’ responsabilita’ e fiducia in noi stessi e in chi la merita, e saremo pronti a cancellare le caste presenti, passate e future. OGGI NON HANNO VINTO I POLITICANTI FURBETTI , HA VINTO IL BUON SENSO DELLA GENTE STANCA DI UNA POLITICA DI SPRECHI E DI CASTE DI POTERE(grandi o piccole che siano) , HA VINTO LA GENTE ONESTA

    • Neo Anderthal says:

      Certo, tra gli elettori la gente onesta prevale, ma tra i promotori soprattutto c’è gente onestissima, soprattutto intellettualmente, di cristallina purezza.
      Come i riformatori, che non hanno mai appoggiato le controfigure di Mr. Bungax2, come quegli assoluti anticasta capitanati da un illustre Professore, figlio di un Presidente della Repubblica, che è stato in Parlamento, tra camera e senato, per metà della lunga vita, come le girandole voltagabbana aggregate a ogni passo…

  25. ZunkBuster says:

    Non intendevo doppi incarichi e doppia retribuzione, semplicemente il fatto che nel PD e, ti piaccia o no anche in SEL, non sono pochi ad avere incarichi di partito e a fare al contempo come mestiere retribuito l’assistenza ai gruppi consiliari o a qualche assessore. Non so se poi ci siano alcuni in aspettativa da altri impieghi per fare questo, ma se fare questo e’ proprio mestiere si tratta di castixedda pura, persone magari ottime ma che di sicuro non hanno alcun interesse alla riduzione dell’elefantiasi di enti e poltrone. Oppure prendiamo il pletorico staff della provincia, l’ente e’ in via di scioglimento causa condanna dell’ex presidente e forse anche la Quaquero dovra’ presto sloggiare, intanto resta affollata di tirapiedi dei partiti a cui non si e’ riusciti a trovare un posto in qualche giunta di bidda o addirittura in consiglio comunale. Non amo la demagogia ma sono più’ che mai in questi tempi di crisi dell’idea che la politica si fa per passione e servizio e non per usare i partiti come ufficio di collocamento. Sembra tanto assurdo? Poi sw tra un anno Beppe Grillo sara’ presidente del Consiglio, non diciamo che non ce la siamo cercata a lanternino, cosi’ come prima con Berlusconi …

    • ZunkBuster says:

      P.s. Era in replica a soviet, si era incartato il cellulare

    • Sovjet says:

      Caro Zunk, dipende cosa intendi per “non pochi”… In Sel mi pare ci sia giusto Francesco Agus, che è coordinatore provinciale e lavora in amministrazione con un incarico di nomina politica. Credo anche che se ci fosse qualche Francesco Agus in più in comune le cose di certo non sarebbero peggiori. Ma definirlo componente di una “castixedda” perdonami la franchezza, mi sembra una vera e propria cazzata: gli incarichi politici forse è meglio chi li ricoprano persone che di politica un pochino ne masticano. Francesco poi, chi lo conosce lo sa, è un piccolo mago dei numeri, quindi assomma competenza tecnica a competenza politica. L’altro potrebbe essere Matteo Massa, coordinatore del circolo Sergio Atzeni e componente dello staff del gruppo consiliare Sel al comune. Questa è la casta secondo te? Due persone, per altro molto brave, per altro ricoprenti ruoli di pertinenza politica, sono “non pochi”? Da iscritto e militante mi poccuperei se avessimo messo un gruppo di cazzoni e di sprovveduti a fornire assistenza ad una amministrazione inedita a Cagliari. Per quanto mi riguarda abbiamo invece schierato il meglio.
      Tutto il resto che dici ci può anche stare, non sono io che devo rispondere per la Quaquero, per Milia, ma per le cose di casa mia un po’ di precisione in più e un po’ meno di demagogia la pretendo. Almeno da chi, e tu sei certamente fra questi, sa leggere, scrivere e fare di conto ed è in grado di argomentare senza buttarla in politica.

      • ZunkBuster says:

        Io non ho fatto nomi per eleganza, anche perché non si tratta certo di attacco alle persone (tra l’altro ignoravo la posizione di Agus, me l’hai detto tu adesso) … visto che li hai fatti tu potrei citare quelli di casa mia (un po’ abusiva … mi riferisco al PD chiaramente) ma non era questa la logica. Comunque, so che siamo in fibrillazione sull’antipolitica, ma temo che abbia ancora frainteso quello che volevo dire. Che era, semplicemente, che non mi sembra sommamente opportuno che soggetti con dirette responsabilità politiche svolgano al contempo quale professione quella di assistenza ai gruppi. Di fatto sono posizioni che legano le mani, alle persone coinvolte e alle strutture di partito che dirigono; come purtroppo al sindaco di Cagliari, che non avendo un mestiere vero e proprio non è pienamente libero, nel caso gli facciano proprio girare le scatole o cerchino di condizionarlo con richieste inopportune (su assessorati o quant’altro, senza evocare la “Marcialis” sugli assessorati di Casteddu Online), di dire “mi son rotto le scatole e vi mando tutti a casa”, non avendo, come nessuno in democrazia, la certezza matematica di essere rieletto. Che per svolgere compiti, per quanto a libro paga delle amministrazioni, di natura politica, non ci piove che occorrano persone che di politica ne “caghino”, ma è proprio necessario che coincidano con quelle che ricoprono poi ruoli di direzione politica? O e proprio necessario che mantengano tali ruoli? Onestamente non ricordo simili commistioni nel vecchio PCI, purtroppo nel PD e in SEL ci sono. Per il resto si può gridare alla demagogia quanto si vuole, ma è finito per sempre il tempo in cui si poteva pensare di “vivere di politica” senza un mestiere a cui tornare nel caso in cui le cose si mettessero male. I cittadini non lo tollerano più. Oggi Beppe Grillo è dato al 15% … bisogna attendere che arrivi al 40% per prenderne consapevolezza? E allora dopo che avremo Grillo premier, te saluto tanti bei discorsi …

        • Sovjet says:

          Io i nomi li ho fatti perché non c’è nulla di disonorevole, anzi. Resta il fatto che sono e restano in due e quindi pochissimi (il “non” davanti a “pochi” potrebbe fare immaginare folle). Per fortuna Zunk io e te abbiamo la fortuna di avere un mestiere, a questa fortuna vuoi aggiungere anche quella di essere gli unici a poter ricoprire cariche? Purtroppo molti sono i giovani precari e non credo che tu intendessi escluderli dalla vita politica.
          Rispetto al PCI, altri tempi, meno precarietà di lavoro e organizzazione molto più potente, ricca e strutturata. Un punto di atterraggio te lo trovava sempre, alla bisogna. E qui sì che sarebbe poco elegante fare nomi…
          Qui il tema non è “vivere di politica” (che semmai alcuni di questi ragazzi vivono “per la politica” perché la facevano prima e comtinueranno a farla dopo gli incarichi), ma trovare persone adeguate. Mi pare che le persone individuate siano “adeguate”, che svolgano bene la loro funzione dentro l’amministrazione e anche dentro il partito. Con sacrificio personale, ricordo che il sindaco di Cagliari ha lasciato una poltrona molto più comoda e molto più lautamente retribuita, dimettendosi per altro prima di maturare pensione. Credo che coraggio ne abbia già mostrato. Non scambiamo la naturale attività di mediazione che deve avere il capo di in esecutivo (ne avesse avuta un pochino in più Renato Soru, oggi saremo ancora maggioranza in regione!) con timidezza, perché i fatti provano il contrario.

        • Molto Deluso says:

          Suvvia ..Michele Piras…Giorgio Cugusi consigliere regionale e comunale ..Simone Tanda…Marco Argiolu…Il sindaco è vero che si è dimesso…. ma in ogni caso serebbe decaduto da congliere Regionale prima di avere avuto diritto a pensione accettando la crica di sindico.,….

        • Sovjet says:

          Tu dici? A me non risulta che sarebbe decaduto prima. Ma se avesse voluto una vita meno movimentata non si sarebbe neppure candidato a sindaco, mettemdoci per altro molto del suo, per stare in Consiglio regionale. Attività certo non più semplice se ben fatta, ma meno esposta ad emergenze come può essere quella di sindaco del comune capoluogo di Sardegna. Giorgio Cugusi è stato eletto. Certo io farei altre scelte fossi in lui. Argiolu svolge un ruolo dove è necessario avere la piena fiducia del sindaco e lui ce l’ha. Simone Tanda è molto bravo e svolge egregiamente il lavoro che è chiamato a fare.
          Quindi porta pazienza, al prossimo giro votati Farris sindaco e così non sarai molto deluso, ma avrai esattamente quello che ti meriti!

        • Molto Deluso says:

          A proposito di decadenza qualche anno fa toccò a Vittorio Sgarbi dimettersi da consigliere Regionale in quanto già parlamentare generosità (non credo ) immunità parlamentare puo essere…pochi anni fa toccò a Giorgio Oppi eletto Deputatato ma già consigliere Regionale optò per per il secondo generosità…. non credo. Per quanto rigurda il Sindaco di Cagliari che ho votato e sostenuto ma senza fare il tifoso a prescindere critico come in questo caso…La Deliberazione della giunta n. 157 del 4 agosto 2011 è una “Proposta al consiglio comunale di regolamento per la realizzazione degli orti urbani nel territorio della città di Cagliari”. Alla Deliberazione è allegata una bozza di regolamento.poi ritirata.in aula dal Sindaco ma pronto ad applaudire come leggevo oggi sui giornali delle piste ciclbili che si stanno costruendo in via Dante e in via dei Convesi..

        • Sovjet says:

          Cioè?

        • Neo Anderthal says:

          Sovjet, evidentemente ti sfugge la restamenarda della spura degli orti urbani, come se piovesse Oppi dal piano di rinascita stegante, per la brisca della superzurcola del verde pubblico ciclabile e flebile in quanto andante per la crica di sinidico con l’interesse del Conigliere Comunale dell’impunità territoriale del comparto di via dei Convessi Concavi, che applaude.
          Cos’è che non comprendi? È chiarissimo.
          Io per esempio sono totalmente d’accordo con Molto Confuso.

        • Stefano reloaded says:

          Trattando di orti urbani in periodo di favette, il piano di rinascita “stegante” mi pare assolutamente congruo.

        • Sovjet says:

          Una precisazione: Michele Piras non lavora in nessun gruppo, riceve un rimborso per l’impegno (non irrilevante…) come coordinatore regionale e collabora con un’impresa del continente.
          Prima informarsi, è buona norma, così magari si rimane meno delusi…

        • Simone Tanda says:

          Caro ZunkBuster,
          in merito a quello che dici, “vivere di politica”, posso anche essere d’accordo, ma mi permetto di segnalarti alcune situazioni che si potrebbero creare nella condizione economica odierna, siccome non mi piace parlare degli altri, ti faccio il mio esempio: ho 29 anni, mi sono laureato in economia e finanza a 23 (con erasmus in Germania), ho due anni di esperienza lavorativa all’estero in UK, parlo inglese quasi da madrelingua e tedesco. Dopo l’esperienza inglese ho deciso di tornare in Sardegna, perche’ sai a volte a 25 anni scegli la famiglia e gli amici anziche’ la carriera e i soldi, capita, e ho lavorato per 3 anni in un call centre…con la tua esperienza? mi chiederai tu, be’ e’ la sola cosa che ho trovato, purtroppo ho un cognome anonimo e nessun accozzo, ma ho lavorato 8 ore al giorno al telefono senza lamentarmi. Faccio politica da quando ero alle superiori, e’ una delle mie passioni, ho sempre fatto campagna elettorale a Massimo Zedda da quando era consigliere comunale a quando e’ diventato sindaco…alla fine della scorsa estate mi e’ stato proposto di prendere la meta’ dello stipendio che prendevo al call centre per lavorare al gruppo consiliare in comune, ho accettato subito, capirai fare il lavoro che ti piace e’ un’occasione da non perdere..per cui quando vedo che mi si da della “castixedda” (a me come ad altri miei colleghi), molto onestamente la cosa mi fa alquanto incazzare. Noi non siamo dei privilegiati, siamo persone valide che lavorano per l’amministrazione, forse si dovrebbe prestare piu’ attenzione ad alcuni fatti quantomeno “strani” capitati negli anni precedenti, quando segretari di ex assessori arrivano primi ai concorsi banditi dallo stesso assessore (contratto a tempo indeterminato)…ops mi e’ scappato…
          Tutto questo per dirti che le professionalita’ ce le abbiamo, ma manca l’offerta di lavoro per poterle esprimere, se riesci a farmi entrare tu in banca o in tribunale volentieri 🙂
          a proposito ho fatto il concorso all’agenzie delle entrate e ho preso 25,1/30, si entra con 25,7…pensa l’incazzo…ovviamente avrei mollato subito il lavoro come segretario del gruppo per un lavoro a tempo indeterminato alla AdE…passione politica si, ma scemo no!
          Un caro saluto.
          Simone

        • ZunkBuster says:

          Se sei scappato da un call center hai fatto bene … troppi sono amministrati nei modi che sappiamo dai favolosi fratelli Liori o altri personaggi disinvolti, e del doman non c’è certezza. Chiedo scusa se sono sembrato insultante, e rinuncio comunque a esporre meglio il nodo del problema che non è questo, mi rendo conto che sono tanto contorto da fare supercazzole. Capita a tutti di avere il proprio quarto d’ora grillesco …

        • Simone Tanda says:

          Ci mancherebbe, ho affrontato solo un aspetto del problema che hai posto, volevo solo sottolineare che le “caste” sono altre e non i part-time che lavorano nei gruppi o negli assessorati con contratti in ogni caso (giustamente!) precari. Se questo era il tuo quarto d’ora grillesco lieto che sia finito! 🙂

  26. Boh, sono tre giorni che godo per il Quorum raggiunto! Ci stà il Quorum??? Mo so cazzi sua (Cappello Cappellaccio) e pure loro, onorevoli promotori! Vogliono andare a casa???? Ma subito e de pressi!!!!! Non tratteneteli, mi raccomando! Ai tempi del Pci, l’obiettivo massimo degli Onorevoli Consiglieri era quello di far cadere quanto prima la leggislatura. Oggi invece inciuci a non finire per prolungare il vitalizio e non staccare la spina. Ah bei tempi…Se si vuole con soluzioni ragionevoli (ma kalisi giuristasa!!!), ha ragione Renato, bastano 5 minuti per sistemare il “pasticcio”. Si, ma è la gente ad essere penalizzata, diranno. Ma perchè ora la gente con questa situazione di nepotismo, parentopoli, stipendiopoli, consultopoli, sta vivendo bene??? I consiglieri regionali non son micca preoccupati delle nuove provincie! In questi giorni son tutti in fibrillazione per i Cda dei vari Enti. Al Casic dicono cominciano a tremare le mura. E ci credo io, con tutti i posti che si son spartiti in questi mesi di crisi!!! E negli altri Enti??? Come rinunciare ai gettoni di presenza, alle indennità, ai rimborsi non sempre a piè di lista. Figli, nipoti, cugini, mogli, zii, suocere, nuore, sperano nel caos istituzionale, altrimenti devono tornar a zappar la terra. Tutto cambia affinchè nulla cambi? No se cadrà il governo regionale e Cappellacci se ne andrà a casa, godrò come un drago. In fisica si chiama Implosione e cioè un processo di esplosione controllata che parte dall’interno. Spero che anche tu Vito, Soviet, Neo, insomma tutti, siate in questo caso della Partita!

    P.s. Renato Soru (ma non avevo dubbi) è stato come sempre geniale. Questa polpetta avvelenata, torrada frida, in chiave referendaria mamma mia che effetto sta procurando! Ma veramente credete che i Sardi che hanno votato domenica siano tutti così ingenui???

  27. Nicola Marongiu says:

    La scissione tra il merito dei quesiti e l’operazione politica che li ha sorretti non è cosi facilmente scindibile.
    Che una forza politica di maggioranza, che governa, ricorra allo strumento referendario senza avere proposto norme di legge nella discussione in consiglio racconta di come si usa la tattica politica anche attraverso il merito, che può anche essere più o meno condivisibile ma che viene usato quale elemento di tornaconto per il proprio agire politico.
    Che il Presidente della Regione diventi il primo sostenitore dei quesiti, quando potrebbe anch’esso attraverso lo strumento della fiducia/sfiducia condizionare le forze politiche che lo sostengono è quanto meno singolare e anch’esso figlio della scissione tra l’esercizio della responsabilità e la ricerca di libertà nell’agire politico dove tutto giustifica tutto.
    Questi elementi, che sono leggibili in modo esplicito, allontanano dal merito e dicono forse che l’obiettivo dei proponenti non è l’auto-riforma della politica, e quindi di essi stessi, ma stare sull’onda pensando che da questa si possa scendere una volta arrivati a destinazione.
    Per essere chiaro penso che ci sia stata genuinità nel voto e strumentalità nell’agire del comitato proponente che è del tutto sovrapponibile ai soggetti che hanno gli strumenti per agire nelle sedi proprie.
    Anche il referendum lo è ma evitando di usare il corpo elettorale per i propri obiettivi e non per le motivazioni che hanno condotto al voto una parte consistente della società sarda in modo onesto e genuino.
    Di tutto questo è bene chiedere conto, è giusto e necessario che lo si faccia, perchè il ricorso alla volontà popolare (che non si può facilmente cancellare) lega più di quanto si pensi.
    Magari tra qualche mese chiedere pubblicamente conto, anche attraverso strumenti che investono la moltitudine dei cittadini, di come la volontà popolare si è tradotta in azione di legge non sarebbe poi male.
    E poi, me lo si conceda, c’è troppa semplificazione: ridurre i quesiti alle banalità di Catalano in Quelli della notte non aiuta.
    Perchè la complessità non la si può sempre ridurre e la semplicità non la si può scambiare per semplificazione alla ricerca del plebiscitarismo, magari utile a riformare autorevolezze politiche perdute, forse mai avute, in una stagione di governo regionale così brutta anche per essere dimenticata.
    Nicola Marongiu

  28. Vito Biolchini says:

    COMUNICATO STAMPA DELLA PRESIDENTE LOMBARDO
    Il Consiglio regionale non spenderà un solo euro per avvalersi del parere di insigni giuristi (che ringraziamo per la disponibilità e la sensibilità istituzionale dimostrata) per risolvere il caos giuridico che si è determinato a seguito dell’abolizione delle province di istituzione regionale e dell’abrogazione della deliberazione del Consiglio regionale che definisce gli ambiti territoriali di tutte le otto province. La campagna elettorale è finita – ha dichiarato la Presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo – il movimento referendario anziché fare proposte costruttive nel merito per contribuire a dare attuazione alla volontà popolare nei tempi stretti dallo stesso auspicati e per risolvere così il pasticcio istituzionale che si è creato, preferisce sollevare problemi inesistenti con illazioni del tutto gratuite e demagogiche.

    • ZunkBuster says:

      Resta il fatto, notato pertinentemente da qualcuno (non ricordo chi), che il Consiglio regionale ha a libro paga fior di funzionari, ben pagati e spesso molto competenti, e che non si capisce perché, retribuito o meno, il compito debba essere affidato a degli esterni per quanto autorevoli, tra l’altro scelti con una sorta di manuale Cencelli (Ballero e Ciarlo di sinistra, Contu di centrodestra, l’altro non so). Il Consiglio non ci fa una bella figura quanto a giustificare il suo costo, a prescindersi dalle indennità dei consiglieri, che per quanto mi riguarda potrebbero tranquillamente lavorare gratis fino alla scadenza elettorale per compensare le mostruose prebende incassate finora che non ne hanno voluto sapere di ridursi sensibilmente. Ma figurarsi, stretti tra la mancanza di voglia di lavorare “per la gloria” e il rischio che i sardi li rincorrano coi forconi se tentano nuovamente di autoattribuirsi indennità faraoniche, faranno sicuramente cadere la legislatura. Specie i tanti peones mestieranti della politica sempre pronti a votare no quando si tratta di ridurre privilegi.

  29. Gentile Biolchini (ma anche Sovjet ed altri),
    lasciando perdere il merito (però mi permetta di rimandarla all’articolo che scrisse prima del voto con le sue ragioni sui sì e i no) non potremmo pensare al significato dell’azione politica della sinistra (SEL e PD in testa) ed al fatto che sarebbe meglio riflettere sull’errore commesso?
    L’opposizione ai referendum è stata un’operazione politica sbagliata, inutile nasconderlo, e si è lasciata alla destra la possibilità di appropriarsi di tematiche che nei posti civili sono comuni a tutti (ma ci voleva tanto a capirlo? È accaduto per lunghi anni anche con il tema della sicurezza!).
    A questo punto, che senso avrebbe perseverare nell’errore? Perché accusare chi ha promosso i referendum di aver causato chissà quale sconquasso? In tutta evidenza, provvederanno ad emanare i decreti che riterranno opportuni (o a promulgare qualche leggina) e la vicenda si concluderà ancora più positivamente per loro (che per un sacco di gente verranno visti come i salvatori da chissà quale pericolo).
    Inoltre le argomentazioni che leggo sono davvero deboli, com’erano deboli le ragioni del no.
    C’è davvero bisogno di farsi del male a tutti i costi?
    Cordialmente,

    @Sovjet,
    non si stupisca se c’è chi mette SEL nel mazzo di coloro che avrebbero avuto chissà quali interessi a mantenere le province: trassarsi da Machiavelli è utile se si è Machiavelli. Se invece si è un cesto di pere si rischia solo di combinare guai.

    • Filippo says:

      Assolutamente d’accordo, a parte che mi è sembrato di vedere un atteggiamento molto diverso tra PD e SEL, non credi?

      • Gentile Filippo,
        sì, non ho detto il contrario, però entrambi si sono adoperati per farsi male e mi pare di capire che stiano insistendo. (Sarei anche dell’idea che il PD abbia fatto peggio… o meglio, dipende da come la si vuol vedere: si è fatto più male, insomma; provi a vedere cosa succede in Gallura, ad esempio).
        Cordialmente,

    • Sovjet says:

      Caro Ainis, lei dice che sarebbe stato opportuno per Sel (do il mio parere su Sel perché è il partito in cui milito) fiutare l’aria che tirava e cavalcare i referendum in senso “anticasta” per non lasciarne le tematiche al centrodestra. In verità Sel ha affrontato il tema delle Province in un forum pubblico tenutosi a Nuoro, ma quanto emerso da quella discussione poneva in rilievo la complessità dell’argomento. Di fatto il livello Nuts 3, quello che corrisponde alle nostre province, è un ambito terrioriale riconosciuto dall’UE, rispetto al quale la stessa Unione sta investendo in programmazione, i costi di tutte le province sarde solo simbolicamente influiscono sui costi generali (per intenderci, le false bonifiche fatte fare dalla cosiddetta cricca a La Maddalena coprirebbero i costi di 5 anni di vita delle 8 province) e non risulta che ad altri Paesi UE sia stata fatta richiesta di eliminare questo livello territoriale, per altro riconosciuto come articolazione territoriale dello Stato dalla nostra Costituzione.
      Il problema quindi non è l’agenda dei temi, ma lo strumento usato per affrontarli.
      Siamo abbastanza scafati, lei ancor più di me, per sapere che il popolo non sempre ci azzecca, tanto più quando agisce sulla base di impulsi un po’ demagogici e i vent’anni di Berlusconi insegnano quanto sia sensibile alla manipolazione.
      Sappiamo anche come si forma l’opinione pubblica, attraverso quali meccanismi, con quali strumenti.
      Sia ben chiaro, la democrazia non ha alternative, ma dire che il popolo ha sempre ragione a mio parere è una semplificazione che offende l’intelligenza, la mia di certo.
      Il popolo ha diritto che ciò che esprime sia realizzato, ma può sbagliare.
      Chi ha promosso il referendum ha causato sconquasso perché impreparato a gestirne l’esito (forse perché addirittura non credeva neppure di potere raggiungere il quorum) e per la formulazione dei questiti certo non ineccepibile.
      L’esito dei referendum è chiaro – io che sono uomo semplice, eviterei come fa il nostro presidente di regione di usare la frase “i sardi hanno detto…”, perché i sardi in gran maggioranza alle urne non ci sono andati ma questa è la cifra dell’uomo … – gli effetti giuridici si produrranno e adesso bisogna che ci sia una proposta di soluzione che migliori la situazione.
      Rispetto alla gestione del dopo, io personalmente ancora non ho sentito nulla, neppure da lei caro Ainis, che pure un’idea se la sarà fatta, aldilà della vaga speranza che si emanino decreti (le leggine non dovrebbero essere solo “volute”, ma anche produrre qualcosa di buono).
      Forse le argomentazioni del no erano deboli, ma io non ho letto le sue argomentazioni del sì (e sa che la leggo sempre con attenzione) e neppure come gestirebbe tutta una serie di funzioni, oggi in capo alle province, ma di rilevanza sovracomunale.
      Io non credo che problemi complessi possano essere risolti con soluzioni semplici, il referendum è una soluzione “alessandrina”, ma non sempre i colpi di spada sortiscono effetti positivi nel medio periodo, anche se in un modo o nell’altro sciolgono il nodo…
      Però mi piacerebbe sapere come la pensa lei, come avremmo dovuto impostare una operazione politica “giusta”, come uscire da questa situazione realizzando quanto i cittadini hanno espresso: la voglia di cambiamento, una amministrazione più attenta ai costi, agli sprechi e all’efficienza negli interventi.
      Poi, sia lei, sia io, sappiamo che i giochi si fanno da altre parti e che noi sardi siamo – aldilà della prosopopea di alcuni ammazzasette – ininfluenti, come la gran parte dei popoli in una fase storica caratterizzata da compressione graduale e costante della democrazia complessiva.
      Con stima

      • Gentile Sovjet,
        mi permetta una chiosa preliminare: che il popolo abbia sempre ragione è una gran bella verità, ci piaccia o meno. Secondo me, ne è convinto anche lei. Esiste poi il tema delle modalità di espressione popolare, ma il solo pensare che «come» far esprimere i cittadini sia un problema da affrontare e risolvere una volta per tutte è un errore grossolano (dubito che lei lo vorrebbe commettere). Altro gravissimo errore è quello di affermare come il «popolo» sbagli quando si esprime diversamente da come vorremmo, anche se si ha il sospetto che lo si sia «guidato» verso posizioni sbagliate (quelle che non ci piacciono).
        Nel caso specifico, avendo letto con attenzione il suo commento, ritrovo ancora il medesimo errore che ho segnalato in precedenza: il tentativo di «far politica» da posizioni ideologicamente corrette (mai avuto paura di usare i termini nel loro significato: a me le «ideologie» piacciono, altro che storie!) e tatticamente suicide. Suggerire un riordino delle competenze territoriali piuttosto che l’abolizione pura e semplice potrebbe anche essere ragionevole (io non sono d’accordo, tanto per puntualizzare) ma:
        1) Davvero le pare che dei carrozzoni inutili come le province dell’Ogliastra e del Medio Campidano (ma io dico anche le altre) possano sostenere queste argomentazioni?
        2) Che bisogno c’è di difendere le quattro nuove province (come ha fatto Piras – e Biolchini, visto che siamo a casa sua citiamolo) con l’argomentazione che «servono livelli politici intermedi» quando è evidente (e non è antipolitica!) che stiamo vivendo un momento storico in cui il mondo politico militante si è rivelato oggettivamente un enorme puttanaio?
        3) Che bisogno c’è di dare addosso ai Riformatori per gli esiti scontati del referendum? Davvero vuole imputare ai cittadini che hanno votato una dose così eccessiva di stupidità (tanto da non rendersi conto che abolire i carrozzoni significa ridistribuire le competenze)? Perché SEL (ma anche gli altri, sia chiaro) non hanno mai sollevato il problema degli ovvi casini legati alla ridistribuzione delle competenze prima del voto (faccio riferimento, ad esempio, a quanto scritto da Piras, ancora in rete)?

        Riguardo questo:
        «lei dice che sarebbe stato opportuno per Sel […] fiutare l’aria che tirava e cavalcare i referendum in senso “anticasta” per non lasciarne le tematiche al centrodestra.»
        No, assolutamente no. Io sostengo che il problema della «casta» esista, e sia un vero suicidio politico negarlo (altro che antipolitica) e lasciarlo alla destra! Non sono così scemo da pensare che si elimini con i referendum, certo, ma allo stesso tempo mi rendo conto che se lo strumento referendario viene attivato bisogna farci i conti, soprattutto quando si ha la percezione che lo si potrebbe perdere. C’è una gran bella differenza con quello che dice lei (guardi che è lo stesso problema che segnalo per il bizzarro endorsement di Piras nei confronti di Zuncheddu)!

        «Io non credo che problemi complessi possano essere risolti con soluzioni semplici, il referendum è una soluzione “alessandrina”, ma non sempre i colpi di spada sortiscono effetti positivi nel medio periodo, anche se in un modo o nell’altro sciolgono il nodo…
        Però mi piacerebbe sapere come la pensa»
        La penso come lei: non esistono soluzioni semplici (ma esistono soluzioni «semplesse») ma ciò non significa che ci sia sempre la possibilità di attivare quelle che vorremmo. Bisogna comunque fare i conti con la realtà storica nella quale si opera (ma davvero si fa dire una cosa del genere da me?). Continuando ad argomentare come fa ad esempio Nicola Marongiu (cui ho detto che con simili argomentazioni ci si comporta da Tafazzi, e Biolchini mi ha segato) ci ritroviamo con Grillo al sette per cento, tra l’altro condividendo con lui parte dei temi: ma le pare ragionevole?
        Cosa avrei fatto essendo dentro SEL? Avrei detto: «Questo non è certo il modo di risolvere i problemi, ma sempre meglio che non fare un fico: invito a votare sì, avvertendo che poi ci saranno i seguenti problemi…» e avrei enumerato quali (conoscendoli!) affermando che i Riformatori sono dei cazzoni e suggerendo il modo di risolverli ben prima di loro.
        Posso farle un esempio? In un recentissimo post, proprio Biolchini, parlando di spettacolo (o cultura, sui termini ci sarebbe da intendersi) ha suggerito a Zedda di lasciar perdere le leziosaggini e tagliare il nodo di Gordio senza tante storie perché il momento è critico. Bene, la situazione dei referendum è identica: c’è qualcosa di sbagliato nel metodo (come sarebbe sbagliato in linea di principio ciò che suggerisce Biolchini), ma non si può pretendere che i cittadini capiscano veramente la necessità di discutere la sopravvivenza delle province in attesa che si porti avanti qualcosa di alternativo e ragionevole, perché dopo decenni di parole (e basta!) è oggettivamente impossibile argomentare per convincerli: bisogna farsene una ragione. Si rende conto che i cittadini del Medio Campidano hanno votato per l’abolizione della loro provincia? E quelli di Cagliari per l’abolizione della Provincia di Cagliari? Sarà anche vero che le percentuali sono ciò che sono, ma negare lo strumento rappresentativo perché non ha sortito ciò che ci fa comodo è un doppio errore.
        Tanto per essere chiari, infine, le ridico che secondo me (quindi mia opinione personalissima) le province non esprimono un livello intermedio di gestione politica vicina al territorio: le province sono nate in un periodo in cui le comunicazioni erano ciò che erano così come l’integrazione territoriale era tutt’altra cosa rispetto al presente.
        Un’ultima cosa (davvero): ma ha letto le dichiarazioni bipartizan in Gallura? (http://exxworks.wordpress.com/2012/05/08/gallura-inserire-il-cervello/) Le pare che con una classe dirigente come questa possiamo davvero permetterci il lusso di argomentare dottamente?
        Cordialmente (e ricambiando la stima),

        • Sovjet says:

          Gentile Ainis,
          intanto la ringrazio per l’attenzione e il tempo che ha dedicato alla risposta, le assicuro che aldilà della differenza di opinioni è cosa che mi lusinga molto.
          Detto questo, veniamo a noi. Le concedo che il popolo abbia sempre ragione, la maggioranza talvolta. Il tempo, come si dice, è galantuomo, avremo modo di verificare se il verdetto refendario sarà da attribuire al popolo oppure alla maggioranza dei votanti.
          In ogni caso lungi da me la tentazione – hybris che mi porterebbe alla sicura disgrazia – di credere di essere in possesso della verità! Mettiamola così in può succedere che io abbia ragione e la maggioranza torto oppure che la maggioranza abbia ragione e torto io. Aggiungo pure che potrebbe capirmi la ventura di essere in maggioranza ed essere tuttavia in torto. Come, caro Ainis, potrebbe capitare a lei di essere in torto. Mettiamolo almeno nel novero delle possibilità.
          I carrozzoni inutili, saranno pure inutili, ma nascono di certo dalla distrazione con cui le province “madri” hanno trattato i territori periferici. Questo credo sia un aspetto che comunque deve essere risolto.
          Io non nego il referendum come strumento di democrazia diretta, però ammetterà che approfondire dieci referendum è impegno superiore alle possibilità dei più e che possa apparire singolare che chi dovrebbe trovare le soluzioni – e che per tale scopo ha ricevuto mandato popolare diretto – se ne faccia paladino. Un po’ costosetto come sondaggio di opinione! A meno che lei non creda che riformatori, presidenti di regione in carica ed ex, ex assessori riscopertisi cabarettisti e vecchi attrezzi vari non avessero davvero a cuore il sentimento del popolo.
          Sa bene che l’appunto sul taglio del nodo di Gordio non è pertinente : un conto è la scelta di un sovrintendente in tempi d’urgenza, altra cosa è affrontare temi conmplesso con la stessa disinvolta temerarietà. Ma capisco, per rimanere in casa di Alessandro, che lei possa reputare opportuno – in una situazione bloccata, di “politica puttanaio” – adottare un’altra delle strategie del condottiero macedone, quella di bruciare le navi alle spalle del proprio esercito: se si vuole tornare a casa si combatte e si vince, alternativa non c’è. Ecco se il proposito è questo, bruciare le navi per costringere al cambiamento, la cosa potrebbe essere interessante, come spesso succede quando c’è grande caos sotto il cielo. La Storia diede ragione ad Alessandro ed anche al Grande Timoniere, così mi auguro dia ragione a lei e che questa onda travolga anche chi incautamente si è azzardato a cavalcarla in modo strumentale e per ricostituzione dell’imene e che ci porti ad una situazione se non più felice, almeno più tollerabile.
          In ogni caso, i cittadini del Medio Campidano hanno votato per l’eliminazione della propria provincia, quelli di Cagliari e Sassari, perché qui si concentra la gran parte degli elettori, hanno votato per l’abolizione delle altre.
          Per quanto mi riguarda, non ho competenze specifiche per dire quale sia la formula migliore per garantire rappresentanza e partecipazione dei cittadini nella vita pubblica e per il progresso dei propri territori. Ma non mi innamoro certo delle province, si figuri che io riorganizzerei tutto in comuni hippy! Ma il punto ora è che il referendum c’è stato, il risultato è chiaro, la volontà popolare deve essere rispettata e attuata.
          Credo che questo debba essere l’impegno di chi, sia pur da diverse posizioni, fa politica (e lei Ainis ne fa di politica, ah se ne fa!)
          Con stima (col suo “Cordialmente” è impossibile chiudere senza una qualche formula, ma questa è sincera 🙂 )

        • Gentile Sovjet,
          «mi contengo» (come avrebbe detto una persona che di certo lei stima molto ed è scappata in Russia dall’amico Putin). Solo due parole (ho già espresso fin troppo ciò che penso e mi pare ridondante ribadirlo ulteriormente).

          «Il tempo, come si dice, è galantuomo, avremo modo di verificare se il verdetto refendario sarà da attribuire al popolo oppure alla maggioranza dei votanti.»
          Ecco, secondo me ha poco senso porsi il problema (questo per dirle come siamo lontani, lei ed io, nelle valutazioni).

          Quanto al fatto che le nuove province siano nate per poca attenzione verso i territori periferici, abbiamo due opinioni diverse e, in ogni caso, le ripeto che a mio avviso ha poco senso (in questo momento) porsi il problema, come in precedenza (ciò mi appare ben più rilevante del merito della cosa). Ho come l’idea che riflettiamo su due binari diversi, ecco tutto, per questo le parlavo di un errore di valutazione, cosa di cui rimango convinto.

          Infine, non mi attribuisca troppa protervia, prego: esprimo ciò che penso con decisione (forse) ma non ho mai preteso di avere la «verità» in tasca (soprattutto perché non sono un prete ma un rude tecnico). Forse sono affetto da pragmatismo compulsivo, oppure è colpa dell’imprinting delle letture giovanili.

          Di certo soffro di logorrea (ho scritto troppo!).
          Cordialmente,

        • Neo Anderthal says:

          Cess, o picciocus, adesso mi prendo 15 giorni di ferie e vi leggo -lo so, anche io, nel mio piccolo…-

        • Gentile Neo A.,

          ha ragione!

          Cordialmente

        • Sovjet says:

          Però alla fine su un punto siamo d’accordo: nessuno dei due pretende di avere la Verità!
          Al giorno d’oggi non è neppure poco… 🙂

  30. Vito Biolchini says:

    COMUNICATO STAMPA DELLA GIUNTA CAPPELLACCI
    La Giunta regionale, dopo i referendum sulle Province, si è prontamente attivata per predisporre una proposta di revisione della disciplina seguendo la chiara volontà dei Sardi e l’’ espressione popolare venuta dalle urne. La Presidenza della Regione con l’’Assessorato degli Enti Locali e con la collaborazione dell’’Assessorato degli Affari Generali hanno predisposto una prima bozza di documento per fare chiarezza sulle norme in seguito al risultato elettorale. Il testo che a breve verrà completato, sarà oggetto di discussione anche con le forze politiche per arrivare a un documento condiviso che possa superare le incertezze normative aperte dopo i risultati referendari.

    • Di Gomma says:

      Questo comunicato spazza via le incertezze post voto, rassicurando tutti i dubbiosi malfidati.

      • Di Legno says:

        Cappellacci ha fatto scrivere questo comunicato subito dopo aver compilato il CID per l’incidente.

  31. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    Comunque, da quanto si legge sulla Nuova Sardegna, possiamo stare tranquilli perché è stata trovata la soluzione per mettere a posto (con i soldi nostri) le c.azzate dei nuovelli populisti.
    Ci penseranno i “Costituzionalisti fatti a sistema e a consulenza” a cercare di porre rimedio alla pugnetta anche perché, da che mondo è mondo, nonostante l’impegno e la buona volontà, è scientificamente provato che con le pugnette non è mai nato né un bambino né una bambina.
    Pare che, per queste cose, serva necessariamente il contatto fisico e che ci siano maggiori probabilità di successo con l’utilizzo delle mail, del fax e della posta certificata.
    Che pugnettari (a sa sarda…. segasa a nastru…)!!!!!!

  32. riccardo says:

    ma secondo voi i riformatori (del nulla), caprellazzi etc… avranno un aumento di voti alle prossime elezioni? non avere un progetto serio post -referendum li farà sembrare ancora più inutili di quello che sono. le persone hanno votato per l’abrogazione delle province nuove perchè sono una cagata! la sinistra dovrebbe impegnarsi ad essere credibile….

  33. Antonello says:

    Resta il fatto che nella società sarda c’è una forte voglia di cambiamento e che non è interpretata da nessuna delle forze a voi care.
    Resta il fatto che se i Consiglieri Regionali restano momentaneamente senza indennità non gliene fotte un cazzo, ma proprio un cazzo, a nessuno.
    Resta il fatto che questo luogo di incontro di rivoluzionari oggi appare come il bar delle preoccupate suocere.

    • Neo Anderthal says:

      ma davvero proprio proprio?

    • University says:

      Ti dirò: se i consiglieri regionali restassero veramente senza indennità potrebbero comunque andera a lavorare in minera, oppure a tagliare l’erba lungo le cunette delle strade, visto che è il periodo, oppure, ancora, si potrebbero prostituire. Vedano un po loro cosa scegliere tra queste alternative!

  34. Radio Londra (nonostante Er Ciccio) says:

    E dire che bastava leggere i nomi dei proponenti per capire che eravamo davanti alla pugnetta del secolo.
    Possibile che la la gente, vedendosi proporre una treccani di quesiti non abbia fiutato l’inganno?
    Questi sono pericolosissimi perché, pur di apparire e mostrarsi “attivi”, sono disposti anche… a far dispetto alla moglie.
    Peccato però che per l’istituzione delle Province fossero, a suo tempo, tutti d’amore e d’accordo, cioè fino a far spendere i soldi pubblici per farle costituirle e dare la parvenza che funzionassero, poi… tutti verginelli e puri come Gesù Bambino.
    Ve lo ricordate Baldanzellu?
    Qualcuno, tra l’altro, riesce a spiegarmi quali sono gli Enti intermedi, visto che sono spariti Comprensori e Comunità Montane e di aree metropolitane non si sente neanche bisbigliare?
    Sarebbero per caso le Unioni dei Comuni?
    D’ora in poi tutto di nuovo a mamma Regione o ai Comuni a zeru euri?
    Ma non mi fazzanta arriri ca è proprio berusu chi… a buffai a su zilleri e a coddai a casinu!!!
    Non per altro ma perché il sottoscritto ritiene, ad esempio che gli Enti Intermedi siano importanti in un territorio come il nostro e abbiano una funzione (se strutturati nel territorio e non a umma umma e a gettone-gettone) ben specifica e certamente non di facciata.
    PS
    Naramiddi tui se una mancata elezione a Sindigu doveva portare a un casino simile…..

  35. communique says:

    In realtà, senza entrare nel merito di un referendum bufala, c’è da tenere presente anche un altro problema che non è di poco conto. Le province storiche verso cui “potrebbero” rientrare territori e servizi delle nuove, non hanno alcun loro rappresentate negli organi istituzionali. Quindi probabilmente occorrerà andare ad elezioni in tutte per far si che i territori tutti abbiano dei loro rappresentanti. Quindi vai altri quattrini da spendere.
    Invece di sedersi a studiare un riordino serio degli enti locali, che potessero persino prevedere il mantenimento delle nuove province, con maggiori compiti, soprattutto di ausilio e coordinamento dei comuni più piccoli, una sorta di unione dei comuni per comprenderci (non capisco cosa serva fare unioni dei comuni se quei compiti gli può fare la provincia), lasciamo che il populismo senza freni porti questo caos. vedremo nei prossimi giorni quando i nuovi enti non potranno più pagare imprese che hanno eseguito i lavori, utenze ecc.. Chi ne pagherà le conseguenze. Quante imprese saranno nei guai???

  36. Ignazio says:

    ERA UNA CONSEGUENZA LOGICA, prima di modificare o demolire qualsiasi cosa bisogna avere un progetto su quello che si deve fare dopo, questo non è stato fato da chi PROPONENTE siede sui banchi del Consiglio Regionale (percependo lauti stipendi) e per di più in maggioranza, quindi con il potrere di fare le riforme (le stesse che sono state proposte nei referendum). Il duddio nasce spontaneo, non è che il raggiungimento del quorum non era previsto dal movimento referendario? Ora devono dare risposte concrete a quanto veniva chiesto precedentemente ai PROPONENTI ma non hanno mai risposto. Non è che certi personaggi hanno cavalcato l’onda anti casta quando della casta sono parte integrante?

  37. Mattia says:

    Sembra che ora caschino tutti dalle nuvole, ma la colpa di questo caos non è solo dei proponenti che, per ora, hanno ottenuto ciò che volevano, salvo poi essere pronti a togliersi la maschera di rivoluzionari per tornare alla ordinaria faccia da inetti.
    Non ho sentito levarsi una sola voce per il No, non un solo manifesto per strada che spiegasse le potenziali conseguenze dei referendum. Nessuno che abbia detto: “lasciate stare i referendum, ci pensiamo noi, queste sono le nostre proposte sul tavolo”. No, nessuno, anche perché in questi anni di proposte serie se ne son viste poche, sia da parte della maggioranza che dell’opposizione.
    Erano tutti lì, in silenzio, ad aspettare che i referendum cadessero nell’oblio, confidando nel mancato raggiungimento del quorum. E adesso sono ancora tutti lì, in preda alla disperazione, prima di tutto per lo stipendio, poi per il casino che deriverà da questa situazione. Tutti, da una parte e dall’altra, avevano paura di passare per “pro-casta” e ancora una volta hanno evitato di esporsi.
    Troppo facile, adesso, prendersela come stanno facendo in tanti con i sardi pecoroni, colpevoli di aver esercitato un loro diritto costituzionale. I saccenti dell’ultim’ora, o chi aveva previsto cosa sarebbe potuto accadere, avrebbero fatto meglio a prendere la parola quando ancora erano in tempo per farlo. Adesso, benvenuti nel caos. Qualunque cosa ne derivi, dal suicidio di Cappellacci e alle elezioni anticipate, non sarà peggio di questo penoso teatrino a cui assistiamo da anni. Male che vada, visto il clima, sarà la volta buona che ci libereremo di un po’ di gerontocrati e pesi morti. Non tutti i mali vengono per nuocere.

  38. renato says:

    anche un bambino di terza elementare riuscirebbe a risolvere in poche ore il problema della vacatio…sù via non facciamola più grande di quella che è. Semplicemente siamo di fronte ad una maggioranza in consiglio regionale che è incapace di fare anche una leggina urgente. Ed allora la colpa di chi è ? Di chi è andato a votare al referendum?!

    • Vito Biolchini says:

      No, la colpa è di Cappellacci e dei Riformatori. Che il referendum lo hanno voluto. E che fanno parte di quella inutile maggioranza che ci governa. E che stanno privatizzando gli utili politici di questo risultato elettorale e, contemporaneamente, socializzando le perdite.

      • vittorio says:

        sembra quasi che le dispiaccia che il quorum sia stato raggiunto. Preferiva lo status quo? Mi sembra ovvio che chiunque avrebbe preferito se le scelte fossero venute direttamente dai politici (io mi sarei risparmiato anche un’ora di fila al seggio). Ma purtroppo gli asini non volano e quindi se si vuole cambiare qualcosa bisogna dare il la’.

        • devo dirti che mi dispiace aver raggiunto il quorum, perchè si vedeva lontano un miglio che si trattava di una grossa bufala mediatica. Aveva ragione l’UPS quando diceva che i referendum si dovevano bloccare in quanto avrebbero creato CAOS………è sempre brutto dire “te l’avevo detto!”.
          ma qualcuno deve ripensare ai propri errori.
          In altri paesi questa mancanza di capacità a gestire la politica avrebbe portato alle dimissioni di decine di politici…..ma siamo in Italia………..
          SApete quanto ha portato a casa il comitato referendario e quanto sono costati i referendum?…………

      • University says:

        Il referendum lo hanno voluto i sardi, tant’è vero che sono state raccolte le firme sufficienti! Bisogna farsene una ragione: il quorum è stato raggiunto e la maggioranza di chi ha espresso il voto si è pronunciata per un netto cambiamento! Ora si applichino i tanto agognati cambiamenti e la si smetta di frignare sul nulla!

  39. Ivan Caddeo says:

    “Non a caso, non è più un mistero che in Consiglio qualcuno sta pensando di approfittare della situazione per liberarsi di questo esecutivo. Perché uscire da questo pasticcio non è semplice. E perché le convenienze e le cattive volontà sono sempre dietro l’angolo.”

    Se il CRS viene sciolto prima che il secondo ramo del Parlamento approvi in seconda lettura (ottobre 2012 più o meno) la parte di riforma che riduce il numero dei consiglieri regionali sardi a 60(così come da proposta, anche se c’era un emendamento PD per portarli a 50), si andrà votare con la norma vigente. Quindi, andando bene, ancora 80 consiglieri…
    Ma è un effetto ovviamente non voluto…….

  40. Franco Marras says:

    Caro Vito, ho troppa stima della tua intelligenza per credere che non sapessi cosa sarebbe accaduto a seguito del raggiungimento del quorum dei referendum.
    Hai ragione a dire che i proponenti hanno l’onere della proposta, ma anche scavando nel sito del consiglio regionale non si trova nessun tipo di proposta di legge di nessun componente del comitato promotore ne tanto meno nessun disegno di legge proposto dalla giunta regionale sul tema del riordino del sistema degli enti locali in Sardegna. Ho sempre pensato che il referendum è l’extrema ratio a disposizione di chi, perchè minoranza nelle istituzioni, possa (consultando il popolo sovrano) arrivare a vedere riconosciute e leggittimate istanze che nei livelli istituzionali non avessero accoglimento. Sappiamo come sia andata nella recente vicenda: addiritura il Presidente della Giunta Regionale, cioè colui il quale ha avuto il massimo della investitura popolare con la elezione diretta, impegnato in prima persona al sostegno della richiesta di cambiamento che rappresenta il compito primario del rappresentante legale della Regione che dispone in conseguenza di questo di tutti gli strumenti per attuare il cambiamento che vuole siano i cittadini ad attivare. Nel merito delle questioni che poni devo dire che c’è da avere il massimo della preoccupazione per una situazione che cinque giorni dopo la pubblicazione sul Buras del risultato dei referendum renderà efficace la abrogazione dellle leggi istutive delle quattro province regionali cosí come viene cancellata la legge istitutiva dell’indennità dei consiglieri regionali, che per inciso è prevista dallo statuto e che quindi è resa obbligatoria e dovrà quindi essere ripristinata con apposità legge. A maggiore specifica la cancellazione dell’indennità dei consiglieri ha come conseguenza il blocco dei vitalizi degli ex consiglieri regionali per la gioia dei grillini e dei loro fans. Ma stando alla cancellazione delle province regionali mi pare che nessuno abbia in testa di quanto accadrà al personale a tempo indeterminato delle province. Questi il quinto giorno successivo dalla pubblicazione sul Buras saranno nella spiacevole situazione di essere dipendenti di nessuno in attesa della definizione della loro ricollacazione professionale e lavorativa. In questo tempo è facile prevedere che saranno senza retribuzione per un tempo che è difficile prevedere. Non credo che queste persone si possano definire casta che deve essere abbattuta e spazzata via come inutile e dannosa. Così come credo sia urgentissimo definire a che debbano essere attribuite le competenze delle provincie in materia di edilizia scolastica, di servizi per il lavoro, di coordinamento di servizi sociali, di cura delle strade, di autorizzazione al trasporto pubblico, di formazione professionale, di tutela ambientale, di pianificazione territoriale tutte competenze primarie delle provincie che nel caso di quelle cancellate qualcuno dovrà svolgere e che si possono trasformare in gravi disagi per i cittadini che hanno la ” colpa” di vivere in quei territori. Questo il quadro.
    Riuscirà questo consiglio regionale ad affrontare e risolvere queste urgenze?
    Non essendo stato capace di prevedere queste conseguenze, il dubbio è angosciante…….

  41. La forte domanda di cambiamento è, allo stato, purtroppo, egemonizzata dagli arruffa-popolo e dai demagoghi. Fantola dovrà cambiare logo e dicitura al suo partito, da riformatori a rivoluzionari (certo moderato… certo democratico… – per non spaventare nessuno) ma mi è sceso il latte alle ginocchia quando l’ho sentito. Ora l’allegra compagnia si cambia. Questo dicono: Sardegna si cambia. Sardegna Scalo. Parisi con l’asinello, Segni e il nuovo logo pronto e dicono che presidiano… la Sardegna ridotta a uno scalo ferroviario, ma proposte su come uscire dal pantano in cui hanno cacciato l’isola: zero. Anzi, sono contenti di averci preso per i fondelli. Cappellacci si è dato. Domani è un altro giorno.

  42. University says:

    Repulisti e basta e non smettere finché non si è risanato tutto da malaffare, corruzione, collusione, nepotismo, clentelismo, incapacità, leccaculismo, sputtanamento di soldi pubblici, etc.!

    • Neo Anderthal says:

      Come? Chi?

      • University says:

        Lo sappiamo bene tutti come si potrebbe fare! Bisogna vedere se si è pronti sul serio ad abbandonare il vecchio sistema, visto che, chi più chi meno, ha fatto comoto a tantissimi. Ma data la situazione in cui ci troviamo potrebbe darsi che sia arrivata la volta buona. Chissà?

        • Neo Anderthal says:

          Tu dici che lo sappiamo bene tutti. Io non sono Tutti. Io non lo so.
          Ma visto che tu hai lei dee chiarissime così, per sommi capi, potresti fare un piccolo sunto del genere:
          “il risanamento totale da malaffare, corruzione, collusione, nepotismo, clentelismo, incapacità, leccaculismo, sputtanamento di soldi pubblici, etc. presto bene – edizione per principianti-“?

        • University says:

          Hai ragione e ti chiedo scusa. Però, in effetti, con le sole parole non si va da nessuna parte. Come avrai notato i posti in politica sono occupati dalle stesse persone da almeno trent’anni; liberare questi posti da questo tipo di personaggi mi pare già un passo importante. Se noti, nei “programmi elettorali” dei suddetti si propongono sempre le solite cose, da sempre, tuttavia gli annosi problemi della Sardegna non sono mai stati risolti. Quindi mi domando: non sono stati risolti di proposito oppure chi governa non è capace di risolverli? Io propendo per la seconda ipotesi: quindi fuori questa gente e buona parte del risanamento totale è già fatta! Gente nuova con idee nuove potrebbe essere capace di risolvere gli antichi problemi con soluzioni innovative. Ma questa è solo la mia opinione! Tu, invece, cosa proponi?

  43. Detto che, con tutto rispetto per quella minoranza di Sardi che ha creduto di far bene votando dei referendum palesemente demagogici e antidemocratici (almeno i nomi dei soggetti del comitato promotore potevano far insospettire sulla bontà dell’iniziativa), detto che non si capiscono le posizioni di silvio lai(muto come sempre) o di soru addirittura favorevole all’iniziativa, suona strano sentire che il consiglio si blocca per vacanza di stipendi in un periodo dove c’é chi lavora mesi e mesi senza stipendio (da 1200 euro non da 12000).
    Insomma se il popolo italiano mostra di non avere ancora sviluppato gli anticorpi del populismo, neanche i signori onorevoli fanno molto per placare questa furia irrazionale e autolesionista.

    • University says:

      Scusa, ma se non ti piace il verdetto emerso da una libera consultazione, perché non emigri? In Cina, magari, li si che sono democratici e antipopulisti! Ma roba da chiodi!

  44. ZunkBuster says:

    Certo fainti arriri Pantofolas, e Prato, e Vargiu e compagnia cantante che giocherellano ancora a fare i riformatori de ita, per non parlare dell’uso strumentale che nel PD è stato fatto dei referendum per l’ennesimo tema di guerriglia interna. Ma resta da dire che senza una scossa a questi politici non gli muove il culo nessuno a fare riforme che riducano i loro privilegi, la casta e la castixedda, quest’ultima particolarmente popolata da esponenti di SEL, ma anche del PD con tanti magnifici doppi incarichi di dirigenti di partito e assistenti ai gruppi consiliari in Regione, nelle Province, nei Comuni … come chiedere ai tacchini di celebrare il Natale. Questi referendum erano per molti versi sgangherati, tanto è vero che, sebbene intendessi non andare a votare, poi ci sono andato annullando quasi tutte le schede … però poi l’alternativa qual’è, Beppe Grillo?

    • Sovjet says:

      Non so di altri, ma in Sel non mi pare esistano incarichi di partito retribuiti, forse l’unico è quello di coordinatore regionale e vorrei ben vedere. Quindi, castixedda suona bene, ma forse e meglio indirizzare il tiro perché di gente che tira a fare demagogia ce n’è abbastanza senza che ci si metta anche chi sa leggere e scrivere, o no Zunk?

  45. Claudio M. says:

    Bene, tutto bene e belle parole… Ma come diceva Mike, concludendo ??? Si deduce che era meglio lasciar le cose come erano? O sperare nelle sterili azioni della politica? Mah?! Intanto ora qualcuno dovrà agitarsi e mostrar che fare!!! No? Con quel che ci costano almeno saranno impegnati a far qualcosa! Ah ah ah

  46. Ha ragione da vendere Pierpaolo Vargiu. Ora che i referendum hanno espresso in maniera chiara la volontà popolare, le istituzioni non possono tirarsi indietro.
    Non sapevo che i Riformatori fossero usciti dalla maggioranza di governo in Regione.
    O Pierpaolo Vargiu, ma ri pozzu toccai?

  47. Ampsicora says:

    La via d’uscita per l’assetto istituzionale è abbastanza semplice: tornare alle situazione ante 2001 (che, vado a memori, dovfrebbe erssere l’anno d’istituzione delle nuove province).
    Sullo stipendio dei consiglieri….ma il quesito non era solo consultivo? Credo non esista un obbligo vincolante di legiferare immediatamente in tal senso, men che mai che vengano congelati gli stipendi.
    Se così fosse ci aspetterebbero anche primarie obbligatorie, scomparsa delle province cosidette storiche etc….
    O no?

    • Vito Biolchini says:

      Sugli stipendi il quesito era abrogativo.

      • vittorio says:

        come anche i primi 4.
        DEl vuoto nortmativo per l’indennità non mi preoccuperei troppo, troveranno il modo di recuperare. Speriamo che nello stabilire la nuova indennità abbiano un pò di pudore.

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