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Tuvixeddu: Deliperi molla due schiaffoni a Todde, La Nuova ancora contro Zedda e il centrosinistra alla Regione presenta una proposta di legge sul colle!

Giornata piena di novità sul fronte Tuvixeddu, altroché!

La prima: così come preannunciato, sul sito del manifesto sardo Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento Giuridico ha nettamente preso la distanze da Italia Nostra e dallo scrittore Giorgio Todde che qualche giorno fa aveva lanciato l’allarme cemento. Nel suo articolo dal titolo “Tuvixeddu, basta volerlo”, Deliperi scrive:

2Difficile cogliere quando, dove e come l’Amministrazione Zedda abbia dato il “via libera al cemento sul colle di Tuvixeddu”.

Chiaro, no? Secondo Deliperi, Zedda subisce

“…un assillo quotidiano da parte di mille parti che vorrebbero veder realizzate ora-subito-adesso le proprie istanze da parte del sindaco Zedda. Che di nome fa Massimo, non Mandrake e nemmeno Merlino. E nemmeno è uno studente atteso dal compito in classe che deciderà il suo primo quadrimestre”.

E la tanto contestata delibera, allora? Per Deliperi

“Con la deliberazione n. 1 dell’11 gennaio 2012 la Giunta comunale di Cagliari ha proposto al Consiglio l’adozione dei criteri a cui attenersi per la definizione del futuro dell’area d’interesse archeologico-ambientale di Tuvixeddu in sede di attuazione del P.P.R., alla luce della nota sentenza Cons. Stato 3 marzo 2011, n. 1366.

Niente di più, niente di meno. Una griglia per preparare il terreno al futuro accordo, tenuto conti di due punti fermi:

“In primo luogo, l’accordo di programma immobiliare (…) deleterio per i valori storico-culturali e ambientali del sito, è valido ed efficace, fin quando non verrà revisionato o reso nullo da decisioni amministrative o giurisdizionali o da esercizi della facoltà di recesso, salvo eventuali penali”.

Eppoi c’è la sentenza del Consiglio di Stato.

“La sentenza rappresenta un deciso riconoscimento del valore ambientale, archeologico e paesaggistico di Tuvixeddu e riporta l’area nell’alveo della tutela del Piano Paesaggistico regionale, con tutte le disposizioni di carattere generale e particolare. In buona sostanza – al di là di divergenze interpretative sempre possibili – il Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno ricordare che c’è “una zona di tutela integrale”, “una fascia di tutela condizionata” e una restante area da disciplinare mediante intesa fra Regione e Comune”.

Conclusione:

“Sicuramente oggi è radicalmente complicata la vita ai progetti edilizi nelle aree interessate, le esigenze della tutela sono state nettamente rafforzate, ma sarà fondamentale seguire attivamente le fasi di formazione della prevista “intesa” Regione-Comune indicata dal Consiglio di Stato”.

Avete capito? Per Deliperi per fermare la cementificazione del colle le sentenze e le battaglie nei tribunali non bastano, ci vuole un accordo! Ma adesso cosa può succedere?

“Rimangono necessari la revisione del piano urbanistico comunale nel senso indicato dal Consiglio di Stato e la revisione dell’accordo di programma.  A meno che non si voglia puntare sul recesso comunale dall’accordo di programma – sempre possibile – con tutte le conseguenze economiche del caso e la conseguente retrocessione delle aree ai Privati. Preferibile, comunque, eliminare ogni riferimento all’eventuale contrazione della fascia di rispetto, per evitare di offrire qualsiasi appiglio a chi di “rispetto” verso il bene culturale-ambientale ne ha sempre avuto poco. In buona sostanza, si tratta della mera “base di partenza” (per conto del Comune) per la definizione puntuale dell’area come individuata nel P.P.R. e indicata dal Consiglio di Stato”.  

Infine, una tiratina d’orecchie al sindaco:

“Ciò non toglie che un po’ di sana comunicazione istituzionale in favore dei cittadini non farebbe male, visto che si tratta di vicende complesse e scelte importanti per la Città”.

Deliperi ricorda anche che sul fronte meridionale della necropoli già si può intervenire. Da qui il titolo del suo intervento (“Tuvixeddu, basta volerlo”).

***

Che il cuore dell’intervento di Todde fosse un attacco all’amministrazione Zedda e non solo una critica per la gestione del caso Tuvixeddu lo avevamo detto da subito. Oggi La Nuova Sardegna sferra un duro attacco al sindaco. In un articolo dal titolo Attacchi a Zedda: «Non adegua il Puc al piano paesistico»”, il quotidiano sassarese accusa il sindaco di aver predicato in un modo in campagna elettorale e di aver razzolato in un altro in questi primi mesi alla guida del Comune.

A parte che sulla delibera La Nuova continua a prendere in considerazione solo e solamente l’interpretazione data di Italia Nostra, ciò che colpisce è l’accusa a Zedda di non voler adeguare il Puc al Ppr, in piena continuità dunque con i suoi predecessori di centrodestra. Peccato che in Consiglio comunale martedì scorso (due giorni fa!) il sindaco ha detto proprio il contrario, e la dichiarazione è stata riportata anche dai giornali! Martedì 14 in Consiglio comunale il sindaco Zedda ha ufficialmente comunicato che è iniziata la procedura per adeguare anche a Cagliari il Puc al Ppr! L’assessorato all’Urbanistica sta lavorando alla delibera. E allora perché La Nuova oggi non tiene conto di questa importante novità? La ignora volutamente o non ne era a conoscenza?

***

Infine, volevate la politica? Eccola! Poco prima delle 17, ci è giunto questo comunicato stampa:

Domani, venerdì 17 Febbraio, sarà illustrata la proposta di legge per l’Istituzione del Parco Paesaggistico – Archeologico di Tuvixeddu – Tuvumannu a Cagliari, firmata dai consiglieri regionali Luciano Uras, Giampaolo Diana, Adriano Salis, Antioco Porcu, Carlo Sechi. L’appuntamento è fissato per le 9.30 nella saletta stampa del Consiglio regionale.

Tutto il centrosinistra avanza il suo progetto sul futuro del colle. Qualcosa dunque si sta muovendo.

 

104 Commenti

  1. Ecco cosa dice la proposta di Legge regionale a proposito della delimitazione delle aree del Parco:

    a) zona I archeologica di tutela integrale La zona archeologica, costituita dall’area su cui insistono beni appartenenti al patrimonio archeologico,comprende necessariamente l’area ricompresa nel vincolo archeologico diretto ed indiretto vigente di cui al decreto del 1996. Tale area costituisce riserva integrale a tutela dei beni medesimi;

    b) zona II paesaggistica di tutela integrale La zona paesaggistica comprende sia le aree di valore prettamente paesaggistico che le aree di rispetto intorno alla zona I per garantire l’inserimento appropriato nell’ambiente delle emergenze archeologiche mantenendo i valori paesaggistici che le caratterizzano, nonché per garantire le finalità di cui all’articolo 2.

    c) zona III ambientale attrezzata di tutela condizionata. La zona ambientale attrezzata comprende tutte le aree residue del Parco e, a salvaguardia dei valori paesaggistici, è predisposta per un opportuno raccordo tra il Parco e le zone urbane circostanti.

    Ecco, invece, come, esattamente all’opposto, recita la Dilibera di Giunta del Comune di Cagliari, la quale delibera all’unanimità che:

    a) che la fascia di tutela integrale possa essere fatta corrispondere con la superficie del bene sottoposto a vincolo ministeriale;

    b) che il perimetro di cento metri della fascia di tutela condizionata possa essere ridotto, compatibilmente con il criterio della fruibilità del paesaggio dettata dai principi ispiratori del P.P.R., senza compromettere la tutela stessa del bene e che la disciplina delle tutele dovrà in ogni caso tener conto delle destinazioni urbanistiche individuate dal P.U.C.

    La Giunta Comunale sostiene che la fascia di tutela integrale consiste solo nell’area di vincolo ministeriale, ossia archeologico, ossia la sola necropoli e il catino, ossia i 23 ettari del già esistente vincolo di inedificabilità assoluta. E aggoinge che si può costruire a meno di cento metri da quell’area tenendo donto del PUC (che prevede di edificare a volontà).

    La proposta di Legge Regionale propone l’inedificabilità oltre che nella hià inedificabile area di 23 ettari anche nelle attualmente inedificate aree di Tuvixeddu e Tuvumannu.

    Sono chiaramente direzioni opposte e contrarie.
    Spero davvero che il Comune capisca che l’area di “vincolo ministeriale” sia solo archeologica.
    Me lo auguro di tutto cuore.
    Mi auguro pure che si capisca che 90 milioni di euro (destinati in gran parte a Coimpresa) costituiscano una follia e una presa in giro ( ad essere gentili ), sopratutto davanti al valore reale di quei terreni oggi inedificabili.

  2. Anche se la discussione si è spostata sul post nuovo, per non uscire fuori tema scrivo due righe in questo che mi sembra più appropriato per quello che devo dire…

    noto con profondo dispiacere che La Nuova Sardegna on line ignora totalmente “la notizia” su Tuvixeddu, ovvero la proposta di legge dei consiglieri del PD e non solo, ingora pure le dichiarazioni del sindaco di ieri (che in sostanza smentiscono le tesi della Nuova e che ha “rotto il silenzio” dicendo 10 parole semplici e chiare per tutti, senza fare polemiche)…
    A questo punto il sospetto di una linea anti-zedda in una parte della sinistra prende sempre più corpo, il motivo (da profano) non lo so…
    Idem l’Unità che assume un atteggiamente ancora più ambiguo, non solo non da notizia degli ultimi eventi (in parte ci può stare dato che è una testata nazionale, dall’altro però non si capirebbe il perchè, per lo stesso motivo, abbia sentito la necessità di dare la notizia falsa della cementificazione imminente) ma è stato addirittura cancellato l’articolo su Zedda cementificatore (provate a cercare tuvixeddu, l’articolo non si trova più)… perchè?
    paura di lasciare le prove di una bugia così palese? intando il danno di immagine per Zedda era stato già fatto…

    mi interrogo seriamente se ci sai o meno un disegno per screditare Zedda a livello locale
    e nazionale, perchè comunque (ripeto “da profano” della politica e del giornalismo, ma da semplice cittadino) quello che succede sui giornali è davvero ambiguo… si sceglie di dare risalto ad una notizia che per un buon 80% è falsa, e si sceglie di non dare la notizia vera…
    perchè?

    Saluti

    • ZunkBuster says:

      Guarda che ti sbagli, l’articolo c’è sempre sull’Unità:
      http://cittaecitta.comunita.unita.it/2012/02/12/cose-tuvixeddu/.

      • grazie per la segnalazione, il motore di ricerca interno del sito funziona male e mi sono fidato di quello 🙂

    • Vedere complotti dappertutto e non discutere del merito delle cose è una strada semplice, in pianura, non stanca, ma non porta lontano. Oltretutto la delibera del Comune, dalla quale è partita la discussione resta nell’albo pretorio e non viene portata in aula.
      Assillato dai complotti le sfugge che l’adeguamento del PUC al PPR avrebbe salvato i vuoti urbani e decine di altre situazioni.
      Personalmente spero che passi l’idea dei consiglieri regionali ma non con la cifra spaziale e inverosimile di 90 milioni di euro.
      Sarebbe l’ennesimo favore – fatto a spese nostre – ai costruttori che hanno un peso tanto notevole da produrre queste proposte che ritengo offensive per la città.

      • non ci saranno complotti, ma non ci sono neppure le notizie vere sulla Nuova Sardegna, hanno sollevato un polverone, mi aspetto che seguano con interesse la vicenda e non che non scremino discrezionalmente le notizie e le opinioni da publicare… dimenticando le altre…

        poi non entro nel merito della questione politica o legislativa perchè non ne ho le competenze e a leggere tutti i commenti di questo blog ho capito che è sul discorso “tivixeddu” potrei solo lasciare un contributo “da bar” che poco aiuta, quindi mi defilo dall’argomento e leggo con interesse i commenti delle persone che hanno competenze adeguate…
        parlo però da cittadino che è capace a leggere i giornali e che legge tante notize e si accorge che alcune vengono date (con una certa enfasi) e altre non vengono date…
        non lo so se ci sono complotti o cosa… so solo che non ci sono le notizie…

  3. Massimo says:

    Posso dire? Posso dire senza essere accusato di demagogia? E posso dire fuori dai denti? Beh, allora dico: a leggere buona parte degli interventi, il fiume di parole spese (da alcuni in particolare) intorno ad una questione che ha già un finale ben scritto (non da me e non da voi), viene quasi da riempire la valigia e scappare via. Via da questa città. Io resto convinto che alla fine non ci saranno nè vinti e nè vincitori. Il risultato di questa partita dipende esclusivamente dall’accordo che le parti in gioco, quelle che contano, Cualbu/Zedda in primis, decideranno di sottoscrivere. E questo per demerito di una certa politica che predica bene e razzola male, che si riempie la bocca di parole come “partecipazione” salvo poi non capire che certe questioni, di così ampia rilevanza, dovrebbero essere sottoposte alla valutazione dei cittadini con un referendum (anche solo per avere poi maggiore forza al tavolo delle trattative). Mi sbaglierò, ma è chiaro che il Tuvixeddu che verrà non sarà quello che sognano Todde/Lissia/Erbani, nè quello che auspica Deliperi o qualche altro maître à penser. Piaccia o meno ci sarà chi accuserà l’altro di essersi venduto al nemico, chi griderà di avere avuto ragione fin da quando non era neppure nato, chi ci scriverà sopra un libro, chi ci farà sopra un documentario, chi continuerà a pontificare e chi a presentare l’ennesimo ricorso al TAR. Intanto, cari miei, la vita scorre. Io sono molto più preoccupato per altre cose, che non per la vicenda Tuvixeddu, su cui peraltro, a mio modesto avviso, è già stato detto e scritto di tutto. Non dico che non si possa continuare su questo solco, non dico che non si debba continuare ad appuntarsi medagliete sul petto o a rinfacciare il prossimo le peggiori oscenità, dico solo che è tempo perso. Io sono diversamente preoccupato. Per ben altro. Per il continuo, costante furto di democrazia, giustizia, libertà e legalità che vedo sotto i miei occhi, quasi un fiume carsico che sta scavando una fossa davanti al futuro di tutti i cittadini. Se mi affaccio alla finestra ne colgo tutti i giorni i segni. E colgo anche l’assenza di una reazione da parte di una buona parte dei cittadini. Qualche giorno fa un collega mi diceva: “Il migliore ha la rogna, le piccole ruberie, gli abusi, la costante e cattiva amministrazione dei beni comuni, il nepostismo, gli sprechi, etc etc etc… ormai queste cose non fanno più notizia e muovono appena appena un cenno di stizza, non vale la pena”. Già, forse è anche per questo che si preferisce spendere tante parole e tanto tempo per una vicenda, quella di Tuvixeddu, in cui tutti, chi più e chi meno, ritengono di essere degli infallibili giuristi, dei coraggiosi ambientalisti e implaccabili giornalisti. Certo, ci mancherebbe, ognuno è libero di manifestarsi come meglio crede, però attenzione a non perdere la visione d’insieme e il contatto con la realtà quotidiana delle cose. Che a battersi per ottenere “l’arrosto” sarà pure una meritoria azione, ma se alla fine non si hanno nè posate e nè stomaco tutto diventa inutile. Almeno per chi vive oggi, nell’anno del Signore 2012.

    ps

    e comunque a Vito rimane il merito di difendere la propria intelligenza e capacità di lettura degli eventi

    • Gentile Massimo, la minaccia di fare i bagagli nauseato dalle discussioni e dal malaffare è comprensibile. Ma il suo minestrone è mal cucinato. Ci sono, per fortuna, persone che non agiscono in base ad un interesse d’affari o di visibilità (tra l’altro interessi che possono essere legittimi, salvo che l’affare non diventi malaffare e la smania di visibilità una nota e studiata malattia). Mi dispiacerebbe se lei partisse, sarebbe un altro caso di fuga di cervello e si sa che, di solito, se ne vanno i migliori. Non ci lasci soli.

  4. Leggo che una delle questioni più dibattute su questo blog, a proposito di Tuvixeddu e della strategia da adottare sul fronte politico, sia quello relativo alla possibile “reviviscenza” dei diritti risarcitori Sotgiu – Coimpresa rispetto espropri illegittimi delle aree di Via Castelli, Via Is Maglias, ecc..

    In particolare il Sig. Dettori (che è personalmente coinvolto nella vicenda in quanto apprendo essere uno degli eredi Sotgiu e che – comunque va detto – argomenta le sue tesi in modo garbato) sostiene:
    1) la transazione sul risarcimento per gli espropri di via castelli aveva quale condizione la COMPLETA attuazione dell’accordo di programma per il progetto edificatorio Tuvixeddu – Tuvumannu ed aveva previsto il pagamento di “soli” 43 miliardi di lire (su 63 circa “dovuti”) da parte del Comune);
    2) ergo, se l’accordo Tuvixeddu “cade” per qualsiasi motivo (annullamento, recesso, ecc.), decade anche l’accordo di Via Castelli ed il Comune sarà costretto a pagare la “differenza” di c.ca 23 miliardi di lire oltre a interessi e rivalutazione, spese, ecc. ecc.

    Non intendo in questa sede discutere sulla bontà della tesi “giuridica” del Dettori (riservandomi solo una considerazione conclusiva), ma essendo in possesso della documentazione del “caso” offro qualche elemento ai lettori del blog.

    Il primo che quanto firmato il 27/2/2001 per il risarcimento di via Castelli, ecc. si tratta di un vero e proprio contratto di transazione con le quali le parti, facendosi reciproche concessioni, hanno posto FINE a una lite e rinunciato a qualsiasi pretesa futura.

    Il secondo che, nelle premesse del contratto, a fronte di contrapposte valutazioni economiche, si raggiunse l’accordo su determinati (e, comunque rilevanti) importi “a saldo e stralcio di ogni loro avere e pretendere per tutti i titoli dedotti e/o deducibili”.

    Il terzo che le condizioni per la conclusione della transazione erano state così espresse:
    a) l’ approvazione da parte del Consiglio Comunale dell’accordo di programma del 15/9/2000 sul comparto “Tuvixeddu-Tuvumannu”;
    b) la garanzia da parte di Compresa rispetto a eventuali rivendicazioni di un terzo che aveva partecipato alla causa di risarcimento danni e non aveva sottoscritto la transazione.

    Il quarto è che in detto accordo le parti convenivano “di firmare il presente contratto essendosi VERIFICATE le condizioni previste agli art. 4 e 5 della proposta iniziale di transazione presentate dalle sig.re Sotgiu”.

    Il quinto è che letto e riletto il contratto di transazione e NULLA trovo relativamente ad una asserita condizione di validità della transazione per la totale realizzazione dell’accordo di programma Tuvixeddu – Tuvumannu.

    Ai lettori del blog le conclusioni, con una personale valutazione che, se è’ vero che, come ha ricordato qualcuno, al diritto si può applicare l’indimenticabile metafora di Vujadin Boskov (“è rigore quando arbitro fischia”), rimettere in discussione la questione dei risarcimenti di via Castelli, sarebbe un po’ come contestare l’esito delle finali … della Coppa Rimet.

    P.S. nella transazione Coimpresa, oltre all’accordo economico, c’è pure un ulteriore “chicca” in favore dell’impresa (che non sposta comunque i termini dell’accordo, sostanzialmente identici), ma evito di appesantire ulteriormente la descrizione dei fatti, semmai ne farò cenno in un successivo intervento.

    • ZunkBuster says:

      Gentile avvocato Dore, quindi, in sostanza, la condizione essenziale era la semplice approvazione dell’accordo di programma, prescindendosi da successive vicende patologiche, modificative o estintive? Se è così la situazione mi sembra chiara, chi ha sottoscritto l’Accordo un po’ di rischio diciamo d’impresa se l’è accollato, e posso tornare in pace con gli insegnamenti ricevuti da Maestri come il professor Troisi e il professor Luminoso.

      • giovanni dore says:

        Caro Zunk per me la sua deduzione è lapalissiana, ma in questa vicenda, agendo da politico (sebbene “giuridicamente informato”) e non da “giurista”, non mi permetto di dare giudizi massimalisti. Il compito per dipanare la questione è arduo comunque, però è bene avere chiare le premesse per evitare che nelle eventuali trattative si parta da cifre sparate “ad minchiam” (e qui cito un altro allenatore passato alla storia per i suoi aforismi)

    • ciao Giovanni, personalmente non sono preoccupato dalla sorte dei risarcimenti di Via Castelli quanto dei rischi per le aree già acquisite (e da acquisire) dal Comune di Cagliari in forza dell’accordo di programma del 2000.
      Ci sono elementi ulteriori in proposito?
      Penso che sia uno degli aspetti fondamentali.
      Stefano Deliperi

      • giovanni dore says:

        ciao Stefano, so bene che sei a conoscenza della storia, ma siccome proprio ieri ho sentito parlare della “reviviscenza” di quelle pretese risarcitorie da qualcuno che dovrebbe essere più informato di me (ovvimente non mi riferisco ad alcuno che ha responsabilità di governo), era bene chiarire i termini della questione.

        I “rischi” sulle aree già acquisite sono quelli noti: se “cade” l’accordo di programma, le aree del “parco” tornanono formalmente di proprietà Coimpresa, ma il loro valore – ai fini di una successiva espropriazione “obbligata” – è miserrimo (stante la totale inedificabilità risalente nel tempo) anche per le claudicanti casse comunali.

        Il reale problema rimane sulle aree oggetto di “vincolo Paesaggistico” (che sono di proprietà Coimpresa e Sotgiu), il cui valore – anche ai fini dell’auspicata espropriazione – dipenderà proprio dalla modulazione del medesimo in sede di adeguamento del PUC al PPR. Tanto più sarà estesa l’area di tutela integrale ai fini edificatori, quanto più gli oneri per le casse pubbliche (per la futura espropriazione) saranno “sostenibili”.

        • appunto, Giovanni. Ci sarà ancora da lavorare parecchio per “liberare” Tuvixeddu.
          Ognuno di noi dovrà fare fino in fondo la sua parte,
          E nessuno dirà grazie, come al solito. 😉

        • Neo Anderthal says:

          Almeno io mi porto avanti: Grazie, Dott. Deliperi.
          -tanto per iniziare-

  5. ZunkBuster says:

    Ragazzi, calmezza e freddezza come diceva Fisietto Pistis. Quello che scrive Biolchini può non essere condiviso, può essere frutto di errori da informazioni incomplete o inesatte (ma capita anche ai migliori giornalisti), ma restiamo al confronto sulle idee ed evitiamo di scivolare negli attacchi ad personam. Abbiamo giustamente deprecato alcuni dirigenti di SEL per i modi inurbani usati su questo blog, ora, anche se i toni sono formalmente più rispettosi, non commettiamo lo stesso errore. Però egregio Biolchini, mi spiace ma temo che sulla “Nuova” lei stia sbagliando, e glielo dice uno che avrebbe tanti ottimi motivi per detestare Mauro Lissia, di cui invece ho sempre apprezzato la professionalità e l’indipendenza al di la delle miserie personali. Già molte volte, in precedenza, chi pensava di trovare nella “Nuova” un comodo giornale fiancheggiatore è stato brutalmente deluso, e questo, come detto da Lissia stesso, l’ha provato anche Soru. Ci creda, non è Sardegna 24.

    • Ha ragione Zunkbuster: non proverò mai più a insegnare a babbo come fare i figli, né come si adegua il puc al ppr, né a dimostrare (prove alla mano) che sulla delibera in questione Deliperi e Todde dicono due cose diverse. Per il resto, anche con lei, ci vediamo in tribunale.

    • Matteo says:

      Non ho chiaro cosa si intenda per linguaggio inurbano. Immagino sia quello che cerchi di stimolare continuando a chiamare ripetutamente in causa i “dirigenti di SEL”. Nel caso non funzionasse puoi sempre provare a cercarci la mamma 🙂

      • ZunkBuster says:

        Che argomentazioni profonde signor Matteo. Stia tranquillo, il “su … de …” lo riservo agli automobilisti delinquenziali, e non credo lei sia quello che ieri sera mi ha fatto un sorpasso pirata da manuale a bordo di una Mercedes. Poi per il resto c’è chi sa sviluppare argomenti intelligenti e discutere equilibratamente anche nel mezzo di discussioni molto aspre (come il compagno Soviet), c’è chi oltre alla difesa de “is amighixeddus” al netto degli improperi e delle battute non sa andare. Va bene lo stesso, il mondo è bello perché non siamo tutti uguali.

        • Matteo says:

          Non hai spiegato quale sarebbe stato il linguaggio inurbano. Ti saluto..

  6. Vito non me ne vorrà, ma in realtà Stefano Deliperi non vuol dare “due schiaffoni” proprio a nessuno, vuol indicare semplicemente quella che, a suo misero parere, è una strada percorribile per salvaguardare Tuvixeddu, evitare nuovi assurdi contenziosi e realizzare un grande parco archeologico-ambientale esteso su tutto il Colle di Tuvixeddu. In tanti ci siamo battuti e ci battiamo per questi obiettivi con grande passione. Ma verità in tasca non mi pare ne abbia nessuno.

    Cercherò di rispondere sinteticamente ai vari commenti, a quelli con un briciolo di senso naturalmente 😉 :

    * Giovy et similia: vedo che la libidine giudiziaria ti attanaglia. Fosse per te ci ritroveremo nel 2075 ancora con un bel ricorso davanti al T.A.R. su Tuvixeddu. I nostri bis-nipoti ti ringrazieranno sentitamente 😉

    * ZunkBuster: sei torrenziale, ma mi pari contraddittorio, prima dici “Deliperi non è infallibile, e l’esame della questione Tuvixeddu, come ho già avuto modo di scrivere, è un dimenticabile temino in classe” poi affermi “L’impostazione di Deliperi è corretta”. Insomma, ti decidi? Sulla mia pretesa infallibilità (da voi inventata) ho già detto a tuo “cugino” I Masu: c’è un buco nei mercoledi di luna piena 😉
    Passando ad argomenti più seri, come ho detto, ho cercato semplicemente di indicare quella che – a mio misero parere – è una strada percorribile in una situazione complessa e non facile per salvaguardare Tuvixeddu, evitare nuovi assurdi contenziosi e realizzare un grande parco archeologico-ambientale esteso su tutto il Colle di Tuvixeddu. Riguardo alla vigenza dell’accordo di programma m’interessa soprattutto perché da esso è derivata l’acquisizione in mano pubblica di ettari ed ettari di area d’interesse archeologico. Che facciamo? Li restituiamo ai privati? Gli paghiamo indennizzi o risarcimenti danni (sempre soldi pubblici sono)? E come si acquisisce al patrimonio comunale la restante parte del Colle? Qual è la tua soluzione e quali sono le mirabolanti soluzioni scodellate da geni del diritto o geni della lampada? Finora non ne ho visto da alcuna parte;

    * Mauro Lissia: quando e dove ho detto “che si può rispettare un accordo di programma che prevede l’edificazione del colle”? Caro Mauro, come sai, ho detto in tante occasioni che l’accordo di programma è valido ed efficace, visto che non è stato annullato da nessuno (e m’interessa soprattutto perché da esso è derivata l’acquisizione di ettari ed ettari di area d’interesse archeologico), ma che va modificato alla luce del P.P.R. (e dalla sua necessaria specificazione con l’intesa Regione – Comune – Ministero beni e attività culturali) e dell’adeguamento del P.U.C. al P.P.R.
    E’ per questo che considero molto importante la sentenza del Consiglio di Stato n. 1366/2011, ma non risolutiva. Tornando alla metafora calcistica (visto che è piaciuta anche al prof. Pubusa), il Consiglio di Stato e il P.P.R. sono ottimi marcatori e mediani d’interdizione (cioè non fanno costruire Cualbu & Co.), ma non sono punte e non fanno gol. Possiamo arrivare a fare gol grazie all’accordo di programma una volta modificato da posizioni di forza per gli interessi pubblici nel senso determinato dal P.P.R., facendo nostra la partita (acquisire l’intero Colle per realizzarvi il parco). In quella sede ci saranno contropartite (es. indennizzi, permute, ecc.), ma Tuvixeddu avrà vinto. Speriamo;

    * Antonio Dettori: mi pare che in buona sostanza abbiate ragione da vendere. E allora che fanno? Vi portan via tutto sulla base della nota ed ottima sentenza del Consiglio di Stato? 😉

    * I Masu, alias Devisu@gmail.com, alias Marin, alias Musu Altieri (su Il Manifesto Sardo), alias tuasorellasachisei: spiace contraddirti, ma non ho confuso un bel niente. Leggi bene.
    Il Consiglio di Stato (sentenza n. 1366/2011 più volte citata) ha esplicitamente affermato: “Resta stabilito, quanto alla concreta ed autonoma disciplina di salvaguardia, che la regolamentazione definitiva dell’area è rinviata ad un’intesa tra Comune e Regione, fermo che ‘all’interno dell’area individuata è prevista una zona di tutela integrale, dove non è consentito alcun intervento di modificazione dello stato dei luoghi, e una fascia di tutela condizionata’ (art. 48, comma 2, delle NTA)”. In buona sostanza – al di là di divergenze interpretative sempre possibili – il Consiglio di Stato ha ritenuto opportuno ricordare che c’è “una zona di tutela integrale”, “una fascia di tutela condizionata” e una restante area da disciplinare mediante intesa fra Regione e Comune.
    L’Amministrazione Zedda – chiamata alla definizione puntuale dell’area tutelata dal P.P.R. (50 ettari, corrispondente al verbale di vincolo paesaggistico del 1997) – ha ritenuto di voler partire nella fase istruttoria dell’intesa Regione – Comune – Ministero dalla “zona di tutela integrale” corrispondente al vincolo archeologico (D.M. del 1996) + “fascia di tutela condizionata” dei mt. 100 modificabili se non in contrasto con le esigenze di tutela. Personalmente non avrei parlato di alcuna eventuale modificabilità. Ha fatto riferimento al P.U.C. e all’accordo di programma perché sono esistenti, piaccia o no. Pensavi di tutelare con vincolo di conservazione integrale Via Asiago e dintorni o Via Is Mirrionis? Per salvaguardare che cosa? Boh, magari chiedilo all’Addetto/a 😉

    * Addetto (o Addetta): mi ricordi Giovy e pure qualche altro/a, stai sereno/a, Cualbu non costruirà, continua pure la tua vita da mediano/a. Io e moltissimi cagliaritani vogliamo invece acquisire l’intero Colle al patrimonio pubblico e realizzarvi il parco archeologico-ambientale. In questo mi sento tutt’altro che “in splendida solitudine”, ma in una folla.
    Di grazia, tu come acquisiresti tutto il Colle e faresti il parco?

    * Gabriele Ainis: penso anch’io che si possa intraprendere finalmente la strada giusta per salvaguardare Tuvixeddu, acquisire completamente il Colle, realizzarvi un grande parco archeologico-ambientale con importanti ricadute culturali ed economico-sociali. Gente che sgomita per salire sul palcoscenico? Mah…
    Per lo “splendido isolamento” me ne faccio una ragione da sempre, non ho ambizioni da palcoscenico. Ma nel volere l’intero Colle in mano pubblica e la realizzazione del parco siamo una folla, per fortuna 😀

    Chiedo scusa per la lunghezza. Sono convinto che la “vivacità” del dibattito su Tuvixeddu sia il segnale più evidente del grande interesse per la salvaguardia e la corretta fruizione dell’area. Penso che sia il momento di chiudere positivamente la vicenda. Si può fare, a patto che si agisca secondo legge e correttezza.

    P.S. ma se siete così convinti di quello che dite, che vi costa metterci la faccia?

    • Addetto says:

      Cito dall’articolessa di Deliperi:
      “Riguardo alla vigenza dell’accordo di programma m’interessa soprattutto perché da esso è derivata l’acquisizione in mano pubblica di ettari ed ettari di area d’interesse archeologico. Che facciamo? Li restituiamo ai privati? Gli paghiamo indennizzi o risarcimenti danni (sempre soldi pubblici sono)?”
      In altre parole l’accordo di programma resta valido perché è un modo di acquisire gratuitamente il Parco? Non mi pare un buon motivo giuridico. E ancora meno se si riflette sul fatto che quel terreno, come spiega, non in splendida solitudine, Salzano – che è un grande divulgatore di temi complessi – può essere espropriato , naturalmente, pagato il giusto prezzo, ossia il prezzo di terreno non edificabile. Un indennizzo e non un risarcimento abgitato come uno spauracchio.
      Invece, ritenendo valido l’accordo (peraltro non ritenuto più operante dai giudici del CdS e neppure considerato un’intoccabile tavola delle leggi, ma un contratto dal quale si può recedere per giusta causa e sopravvenuto pubblico interesse) ci teniamo, è vero, il Parco, ma ci teniamo anche il costruito e le pretese, in questo caso giuste, del costruttore.
      Che dal 2000 siano intervenuti fatti nuovi – cosa negata a suo tempo e a torto da Deliperi nel suo sito – è oggi noto a tutti. Oltre al cambiamento della situazione giuridica, le mille e passa nuove sepolture scoperte sul colle e anche oltre (negate da Santoni) sono l’altro fatto nuovo, gentile Deliperi, che lei vuole ignorare. Così come vuole ignorare che non ttto il colle è esplorato visto che le sepolture si trovano solo se si cercano
      Personalmente non voglio tutelare i 120 ettari dell’attuale vincolo paesaggistico che ritengo troppo esteso. E neppure a me interessa rendere edificabile, per esempio, via Asiago.
      Vorrei semplicemente applicare la sentenza del CdS che permette di escludere dal vincolo aree urbane ampiamente costruite nell’ambito, all’interno di quei 120 ettari. Vorrei che la fascia di tutela (rilegga la delibera) non sia limitata all’area archeologica e al catino. Vorrei che la tutela (una tutela che preveda inedificabilità) fosse estesa a tutto il compendio Tuvixeddu e Tuvumannu nella parte non edificata alla quale lo stesso Cds ha riconsociuto un’unitarietà paesaggsitica degna di protezione.
      Queste riflessioni sono state ripetute sino alla nausea in questo blog.
      Tenterò di spiegarle meglio in altre sedi.
      Cordiali saluti.

      • che dal 2000 siano intervenuti “fatti nuovi” dove mai l’avrei negato? Ma non dica eresie! Tant’è che per seguire fino in fondo gli avvenimenti Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra sono costituiti parte civile nel procedimento penale in corso.
        L’accordo di programma è in piedi perchè nessuno l’ha mai annullato e non vi sono stati recessi da alcuna delle parti firmatarie: è vero o no?
        Il Consiglio di Stato è intervenuto più volte su Tuvixeddu, ad esempio annullando il vincolo paesaggistico posto dall’Amministrazione regionale Soru e confermando la vigenza del P.P.R., ma non ha mai annullato l’accordo di programma: è vero o no?
        E – se per ipotesi – l’accordo di programma non esistesse per qualsiasi motivo, Cualbu & Co. avrebbero diritto di riprendersi i terreni conferiti: è vero o no?
        Il P.U.C. di Cagliari va adeguato al P.P.R. integrato dall’intesa Regione – Comune – Ministero: è vero o no?
        L’esproprio delle aree di Tuvixeddu, con precisi atti formali, lo chiesero al Ministero per i beni e attività culturali, alla Regione e al Comune di Cagliari proprio le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra fin dai primi anni ’90 del secolo scorso. Le risposte sono state nel tempo costanti: ci piacerebbe, ma non abbiamo i soldi (compreso l’allora sindaco Delogu).
        Ora i soldi ci sono? Benissimo! Dove sono? Chi li stanzia?
        Qual’è la sua proposta concreta per acquisire l’intero Colle e realizzarvi il parco?
        Pensa davvero che basti ripetere alla nausea “applichiamo la sentenza del Consiglio di Stato” e amen perchè si realizzi il tutto? Se è così, perchè non è stato ancora fatto?
        La vicenda mi pare un po’ più complessa di quanto vorrebbe far credere.
        Buona serata.

    • mauro lissia says:

      infatti, caro stefano, quella riflessione sull’accordo di programma era mia e non tua. se tu hai capito così vuol dire che non sono stato chiaro e mi scuso. ma il tuo pensiero sulla questione lo conosco e lo rispetto, pur non condividendolo. 🙂

    • ZunkBuster says:

      Egregio Deliperi, mica ho mai affermato che lei spara cavolate assolute. Conosce la materia come pochi e questo sarebbe intellettualmente disonesto anche per il più spietato dei suoi detrattori. A mio modesto avviso, sulla questione dell’accordo di programma lei non la sta imbroccando, e si tratta di un aspetto fondamentale; la valutazione sul “temino in classe” nasce proprio dal fatto che da chi ha la sua storia di lotte ci si attendeva una maggiore capacità di analisi critica rispetto alle discutibili e ondivaghe indicazioni che provengono dall’amministrazione Zedda, mentre sostanzialmente la sua posizione mi sembra piuttosto “sdraiata” su quella dell’amministrazione che, ahinoi, al di fuori dei palazzi e dei consiglieri del Principe non sta convincendo granché. Comprendo l’esigenza di non mettere in difficoltà l’amministrazione, ma per quanto le sue posizioni siano documentate e informate non riescono a convincermi, e me ne rammarico perché ero convinto del contrario.
      Quanto a “metterci la faccia”, lo farò quando l’egregio Biolchini cambierà la policy al riguardo, per cui non devo spiegazioni a nessuno. E non essendo un politico (non faccio politica attiva, per la precisione, da quasi 25 anni) non ho neppure bisogno di mettermi ossessivamente in mostra come usa su Facebook e dintorni.

    • Antonio Dettori says:

      Credo proprio che avrebbero una bella doccia fredda 🙂

    • Replico a Deliperi/ ma lo sa che è un bel permalosone lei!
      allora le ripeto che fa confusione dopo numerosi inciampi- succede a tutti, stia sereno.
      Lei insiste ma aggiusta il tiro, è sulla strada ma ancora ne deve fare un pezzo;
      e scrive dei miseri cento metri modificabili al ribasso !!!! secondo Zedda:
      ” Personalmente non avrei parlato di alcuna eventuale modificabilità. Ha fatto riferimento al P.U.C. e all’accordo di programma perché sono esistenti, piaccia o no”.
      Eilà.
      Si metta in testa che il PUC vigente non vale un fico secco ovvero zero l’Accordo che viene incorporato nel PUC travolto da PPR ovvero dalla sentenza CdS, e invece la DdG fa riferimento al PUC vigente ovvero all’Accordo ( su questo siete d’accordo). Domanda: con questo quadro urbanistico di riferimento, Cualbu può andare avanti nel suo progetto? Insiste nel dire che l’Accordo non è stato annullato. Se Cualbu non può andare avanti – come non può – quella roba che dice lei non esiste, è aria fritta, e mi permetta: non serve richiamare PUC e Accordo se non li richiama neppure Cualbu. Infine: lei dice che si parte nella fase di adeguamento PUC PPR dal vincolo ministeriale miserrimo? o dal vincolo 97? Non si capisce: Zedda dice da quello miserrimo- mi pare. E i 100 mt possono diventare 30.
      Infine ho capito che sta montando la voglia di fare il parco lasciando fare un po’ di palazzi brutti a Cualbu. Cememto un po’ meno in cambio di parco un po’ meno.Accordo di programma2? Ma prima il nuovo PUC.
      Marin
      Io sono Musu ( Altieri di madre). Ho altri account e ind mail che uso. Se non sono noto come lei che ce posso fa’.

      • chi mi conosce sa bene che sono tutt’altro che permaloso. Alle sue domande non posso che risponderle di leggersi bene quello che ho già scritto.
        Buona serata.

        • Ummmm. Mi sa che lei non vuole dare una risposta perché non sa che dire a un ignorante come me. Repetita gioverebbero non solo a me. Lo so che si sta scocciando e che siamo una platea di rompi Faccia una eccezione. Risponda. Cosa può avere cualbu oggi? Una concessione per un nuovo palazzo ?

        • no, non mi sto scocciando. Trovo inutile a rispondere a uno che ha già una risposta. Cualbu & Co. possono avere molto o poco, dipende da che cosa faranno Regione, Comune, Ministero. Possono avere risarcimenti o indennizzi, legga quanto già scritto.
          Se poi lei s’è già fatto un’idea sua se la tenga stretta.

        • Oh ma allora non vuole rispondere. Perché capire ha capito. Chiedo. Se oggi cualbu presenta un progetto per avere la concessione edilizia, il comune può legittimamente rilasciarla? Con autorizzaz paesaggistica ?? Dipende?? Ma via. E’ lei che si tiene stretto l’errore come Zedda e qui gatta ci cova.

        • certo, l’hai capito finalmente: ci cova la gatta di tua sorella 😛
          Ci sei o ci fai? L’ho scritto chiaro e tondo: a mio parere, oggi Cualbu non può costruire, ma le restanti aree di Tuvixeddu non possono finire in mano pubblica e non si può realizzare il parco su tutto il Colle. Il resto leggitelo, che veramente hai annoiato.
          Stefano Deliperi

    • @Deliperi

      “Per lo “splendido isolamento” me ne faccio una ragione da sempre, non ho ambizioni da palcoscenico. Ma nel volere l’intero Colle in mano pubblica e la realizzazione del parco siamo una folla, per fortuna :D”

      Almeno su questo mi pare si sia tutti d’accordo. Per il resto, carnevale finirà e i travestimenti da Tafazzi andranno in soffitta (speriamo!).

      Cordialmente,

    • Stefano Deliperi. Gli ettari sono 120 ettari e non 50 . Un poco di attenzione. Non è poco. Il vincolo paesaggistico è di 150 ettaro. Presti attenzione. E se può, ma non può, scriva il contrario. Lei segue una strada che la svia.

      • “3. Con l’appello principale in epigrafe, proposto dalla Regione Sardegna, è stata chiesta la riforma della sentenza di primo grado limitatamente alla parte in cui ha accolto i motivi nn. 23, 24 e 25 (gli ultimi due contenuti nei primi motivi aggiunti) con i quali il Comune di Cagliari aveva dedotto il difetto d’istruttoria e di motivazione, oltre che l’illogicità delle previsioni del piano che avevano previsto, per il colle di Tuvixeddu-Tuvumannu, (per un’area di 50 ettari), dapprima, in sede di adozione del piano, che fosse classificata tra le “aree funerarie dal preistorico all’alto medioevo”, poi (in sede di approvazione) come rientrante tra le “aree caratterizzate da preesistenze con valenza storico culturale”, assoggettandola alla disciplina di cui all’art. 49 delle Norme Tecniche di Attuazione (di seguito: NTA) del piano stesso.” (sentenza Cons. Stato, Sez. VI, 3 marzo 2011, n. 1366, vds. http://lexambiente.it/beni-ambientali/49/7093-beni-ambientali-pianificazione-.html o http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%206/2008/200804394/Provvedimenti/201101366_11.XML).

        • ZunkBuster says:

          Ma quanti sono? Non ci sto capendo più niente, comunque l’importante è che sia rispettata integralmente la fascia di rispetto, punto critico della delibera 1/2012 – che peraltro stando alle ultime dichiarazioni del sindaco sembra appartenere al passato – di cui anche l’egregio Deliperi ha evidenziato l’esigenza di eliminazione.
          Non per fare il “crastulo”, ma ho notato che il cantiere dei due palazzi di via Maglias (completati i palazzi, apparentemente non ancora le opere di urbanizzazione) ultimamente sembra segnare il passo. Sarà anche la stagione, ma non è che in realtà, al di là delle dichiarazioni un po’ guerresche che escono sulla stampa, anche Cualbu sappia bene che questa fase di passaggio suggerisce cautela?

        • Stefano reloaded says:

          50 ettari sono solo quelli interessati dall’Accordo di Programma e ricadono all’interno della più vasta area di 120 ettari interessata dal vincolo. Il perimetro dell’area vincolata si puo leggere qui: http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_22_20060913131857.pdf

        • il decreto 9 agosto 2006 n. 2323 (poi modificato ed integrato con il decreto n. 2836 del 12 ottobre 2006) è stato revocato, previa deliberazione Giunta regionale n. 46/1 del 14 novembre 2006, per aprire la strada all’ampio vincolo paesaggistico posto dall’Amministrazione regionale Soru (deliberazione G.R. n. 31/12 del 22 agosto 2007) in seguito annullato (vds. http://www.lexambiente.com/beni-ambientali/169/4384-Beni%20Ambientali.%20Vincoli%20paesaggistici.html).

  7. Andrea says:

    Scusate quel documento che è stato linkato sul progetto di riqualificazione di Tuvixeddu, è quello che riguardava ciò che doveva essere realizzato da Cualbu. Quello secondo alcuni sarebbe ancora l’unico modo per “riqualificare” il colle di Tuvixeddu?….Cioè dopo anni di iniziative pubbliche, articoli, servizi televisivi, processi, sentenze del Tar e sentenze definitive del Consiglio di Stato che hanno cercato di dimostrare che Tuvixeddu per le sue caratteristiche storiche e ambientali, non doveva essere ulteriormente stravolto da nessun intervento di natura urbanistica, ora invece salta fuori di nuovo quel progetto . Secondo me i cagliaritani più che quel progetto dovrebbero studiare a fondo la storia di quel colle, dovrebbero tener presente sempre quale è il suo significato nei confronti non solo di Cagliari ma della storia e della cultura mediterranea, cercare di capirne il suo valore più profondo di luogo “sacro”. In quel senso andrebbe rivalutato, riportandolo alla dignità della sua natura storica e ambientale e non riducendolo a un parco “fighetto” con delle sovrastrutture che lo farebbero diventare uguale a tanti altri. Meno cose si realizzano su Tuvixeddu e più il valore della collina diventerà unico e importante. E’ facile che in questa vicenda il conformismo della gente e dei politici potrà prendere il sopravvento.

    • Addetto says:

      Grazie, Antonio Dettori. Personalmente sono a conoscenza da molti anni dei documenti che lei segnala molto opportunamente. Sottoporli alla conoscenza di tutti è un’ottima azione. Speriamo che qualcuno legga e studi.

      • Antonio Dettori says:

        Caro addetto, la questione “valore al mq” è una questione di cui si è e ancora oggi si occupa il nostro ingegnere ( Paolo Steri), ma, come in altri post ho citato, la cifra a cui si arrivò fu in larga misura dettata dai ricorsi e dal tempo trascorso a cui furono uniti interessi, more e spese legali.
        Quel che ho postato era uno dei tanti interventi che all’epoca furono resi pubblici dai politici, ma se si cerca a fondo in rete si può trovare anche altro di più tecnico (sempre che non sia stato rimosso

  8. Solo botte dure per il tenutario. Perché non avverte il senso del limite? Affronta le questioni con lo slancio del neofita e cammina senza bussola. Fiuta. Si butta dove gli sembra più facile colpire Soru e capitombola. Non studia neppure un po’ . Considera il giornalismo come azione polemica svolta con la foga dell’attore dilettante. La comparsa che improvvisa non è un bel vedere. Pure gli spettatori meno avveduti si mettono a fischiare.

    • Sì, in effetti sono sconvolto. Questa volta (lo posso dire?) ho proprio cagato fuori. Scusate, scusatemi tutti. Vi prego.

      • Addetto says:

        Prego, prego. Capita a tutti. Chi di noi può dire di non aver sempre centrato il vaso? Nessuno.
        Ricordo, vari anni fa, un componente della commissione cultura il quale, convinto che “All’ombra delle fanciulle in fiore” fosse un film porno, negò i fondi a una piccola associazione culturale.
        Si riscattò chiedendo scusa e spiegando che non è possibile sapere tutto, proprio tutto. E che a scuola era mancato proprio quando spiegavano Balzac.
        Poi il mandato, per fortuna, terminò.

        • Neo Anderthal says:

          @Addetto, ma Balzac?
          Dico, BALZAC?
          È accertato, a ogni piè sospinto, che davvero non si può sapere tutto.
          “All’ombra delle…” è il secondo volume della “Recherce”. Di chi? Rechercatevela da voi.

        • Addetto says:

          Era uno scherzo, caro Neo Anderthal. Uno scherzo. Sarebbe stata una storiella monca senza la faccenda di Balzac. Si chiama ignoranza doppia, spiegava sempre il Maestro.

        • Neo Anderthal says:

          Scherzo sottile, chissà in quanti hanno colto subito -anche se tra i lettori c’è anche parecchi grandi coglitori-.

          M’inchino al Maestro, allora.

        • Neo Anderthal says:

          -p.s.s.s. Addetto. “c’è/ci sono”: lo so, è voluto, sai com è, precisiamo in favore dei coglitori seriali-

    • Sovjet says:

      O Musu, il tenutario ha una sua opinione e la esprime, dopodiché mette a disposizione una piazza, molto frequentata, dove chiunque – anche chi ha poco o nulla da dire come te – può intervenire. E chi come me ha poche competenze tecniche, può cogliere l’occasione per provare a farsi un’idea attraverso un dibattito ricco e argomentato.
      Però deciditi o si parla di Tuvixeddu o del fatto che magari Biolchini ti ha rubato la fidanzata. Ma questo puoi postarlo direttamente nel tuo di blog e vedere se interessa!

      • Addetto says:

        Supremo Sovjet, i blog, purtroppo prendono spesso brutte pieghe e la brutta piega è spesso voluta e decisa dal tenutario, sopratutto se fa, come ho detto, il giornalismo sui giornalisti oppure, peggio ancora, non è informato sui fatti che tratta.

        • Giusto, concordo.

        • Sovjet says:

          Non mi pare sia esattamente così. Il “tenutario” di un blog non è tenuto ad essere oggettivo, dà la sua opinione. Opinione che può essere condivisa o meno. Poi si discute e si cerca di argomentare. Ciascuno con la propria competenza e il proprio modo di vedere le cose. E mi pare che questo accada in questo blog.
          Poi ci sono considerazioni apodittiche su chi esprime le opinioni e non sulle opinioni in sé, come sarebbe forse più giusto.
          Prendiamo questa frase di Musu:
          “Solo botte dure per il tenutario. Perché non avverte il senso del limite? Affronta le questioni con lo slancio del neofita e cammina senza bussola. Fiuta. Si butta dove gli sembra più facile colpire Soru e capitombola. ”
          Cosa c’entra con la discussione sul Tuvixeddu? Cosa vuol dire “slancio del neofita”, “senso del limite”, ecc. Intanto, uno sul proprio blog scrive quello che vuole, se uno non vuole leggere non legge, internet è spazio amplissimo.
          Fa “giornalismo sui giornalisti”? No, su un blog fa il “blogger”, propone notizie in modo assolutamente arbitrario secondo il suo personale ordine di priorità e invita a discuterne con i commenti. Se è bravo, le persone partecipano, se non è bravo, non se lo fila nessuno (ci sono anche blogger bravissimi che non hanno praticamente contatti!).
          Quando uno ci mette più animosità del giusto, cioè interviene sempre sull’uomo e mai sull’opinione, credo che sia solo un disturbatore o un “troll” come pare siano definiti su internet. Su un tema come questo poi, che già è complesso, dove si discute in punta di diritto, con veri e propri padreterni (o pretesi tali dalla sicurezza con cui affermano le proprie ragioni), uno che gironzola solo per fare il controcanto Vito – posso dirlo – a me prende solo ai coglioni!

        • Addetto says:

          Supremo Sovjet, chi affronta un tema deve, è tenuto a conoscerlo, giornalista o blogger che sia. Un blog non è il luogo dove ognuno spara le pallottole che preferisce. E anche il suo verboso appunto mi pare del tutto fuori luogo. Resti in tema e ricordi che anche al bar, sul pianerottolo, in piazza si parla di ciò che si sa oppure ci si apparta, in splendida solitudine, per costituirsi un’idea fondata.

  9. Addetto says:

    La splendida solitudine di Deliperi, solo davanti all’Infinito, lo ha portato, come qualcuno sottolinea, a dimenticare come il CdS abbia statuito che il il vincolo paesaggistico di 120 ettari (quello del ’97) è valido e sono dunque validi anche i contenuti di cui il PPR lo ha riempito: inedificabilità in tutti quei 120 ettari.
    120 ettari inedificabili salvo che, in sede di adeguamento del PUC al PPR, il Comune, la regione e il Mibac, non riducano l’area di inedificabilità (il cui perimetro è all’incirca delimitato da viale Sant’Avendrace, viale Merello, Via Is Mirrionis per proseguire dall’angolo dell’Ospedale de Is Mirrionis sino al ricongiungimento con viale Sant’Avendrace: lo si vede nell’allegato alla delibera).
    Quell’area è, come tutti sanno, iperedificata e molto vasta, tanto da far ritenere ragonevole ridurla nella sede idonea (l’adeguamento del PUC al PPR).
    In questa fase i pianificatori non possono però fare ciò che più gli aggrada.
    All’interno di quei 120 ettari c’è l’area che la delibera chiama di vincolo ministeriale ossia i 23 ettari di vinvolo archeologico diretto e indiretto.
    E’ chiaro che deve essere prevista intorno a quel giustamente definit0 “francobollo” l’area di vincolo paesaggistico (vincolo che deve conservare tra i suoi contenuti quello dell’inedificabilità) assai più vasta.
    Insomma il voncolo paesaggistico deve, ovviamente, considerare intangibili le aree di Tuvixeddu e Tuvumannu.

    Sulle modalità attraverso le quali definire i rapporti con Coimpresa e i Sotgiu (che ancora non ci hanno detto il valore al metro quadro dei terreni per i quali ricevettero 43 miliardi di lire dopo l’accordo transattivo con il Comune) abbiamo ampiamente discusso.
    E siamo riusciti anche a dire qualcosa di sensato nonostante il tentativo del tenutario del blog di portare la discussione in altre direzioni.
    Coimpresa, a oggi, non ha alcun permesso di costruire (si veda analiticamente la successione degli atti) e verosimilmente (poiché il CdS ha stabilito l’illegittimità degli atti rilasciati dopo l’entrata in vigore del PPR) non sono lecite neppure le due brutte palazzate di via Is Maglias.

    La vicenda continuerà e, chi deve, potrà ancora studiare, dare un’aggiustatina alla propria mira ed arrivare preparato agli appuntamenti.

    Buon lavoro

  10. Dopo che Deliperi è sceso dalla montagna con le tavole dei comandamenti ora sappiamo quale idea perderà al TAR per l’ennesima volta. D’altronde la sua posizione è già stata sconfitta in giudizio. Gentile Biolchini, desista.

  11. ZunkBuster says:

    Mi spiace, ma con tutte le riserve che si potranno sempre formulare sul suo operato, il salvatore di Tuvixeddu si chiamerà sempre Renato Soru. Almeno sul PPR non mi risulta che il centrosinistra si sia dedicato durante la sua legislatura di governo a polemiche e meline, è stata una decisione compatta (per quanto mal digerita da qualche mattonaro che tra cooperative rosse e studi legali alberga anche nel centrosinistra), e senza quel PPR di Soru oggi staremmo a discutere non di due orrendi palazzoni in via Maglias, ma non so di quanti orrendi palazzoni su tutta l’area. L’errore imperdonabile che sta commettendo l’amministrazione Zedda è quello di prestare troppa attenzione ai non sempre disinteressati moniti di certi giuristi ed esperti “di sinistra” che, agitando la spada di Damocle dei risarcimenti (che, per quanto riguarda la mancata possibilità di edificare sull’area protetta, dovrebbero più correttamente essere definiti per quel che sono, “indennizzi”, e non stiamo per favore a prenderci più per i fondelli su questo punto), cercano di nascondere che al tavolo delle trattative l’amministrazione, se deve comunque stare attenta alla questione risarcimenti (quelli “veri”; dovuti per i pasticci degli espropri illegittimi), va con qualche asso nella manica che non ha Cualbu, come invece si vuole far credere. La mia netta impressione è che il sindaco, l’assessore all’urbanistica e soprattutto l’assessore al bilancio siano atterriti dall’oneroso “precedente” di via dei Conversi che ha fatto giungere una peraltro attesa “bolletta” di 8 milioni di euro. Continuo a dire, però, che l’elettore non solo di sinistra che ha compreso e fatto proprio il messaggio elettorale di Zedda su Tuvixeddu sarebbe forse disposto a passare sopra il fatto che probabilmente il sindaco non potrà mantenere la promessa elettorale di ridurre l’elevatissima TARSU (che l’assessore al bilancio stia suscitando polemiche in città per l’iniziativa di “scorrovonare” tributi prima disapplicati o che si ritenevano non applicabili, vedi TOSAP a Pirri, rende l’idea di come in questa giunta le preoccupazioni ragioneristiche siano oggi preponderanti), ma non su un punto di principio come questo. Chi resta chiuso nei palazzi o al massimo si fa confortare da intellettuali d’area spesso e volentieri adusi ad essere i “Consiglieri del Principe” (magari con un Principe buono per tutte le stagioni) dovrebbe sentire in giro non tra gli ignoranti che ancora si fanno condizionare dalla squallida propaganda disinformativa dell’Unione Sarda, ma tra chi nessun caso Massimo Zedda non ne esce bene: chi l’ha votato sente di essere stato preso in giro, chi ha votato Fantola se la ride perché non si doveva votare il candidato delle 3M per poi trovarsi Zedda che fa quel che Fantola forse non avrebbe mai osato fare. Si ritiri subito quella delibera, senza sé e senza ma, e si ricominci a discutere su basi più serie. Vorremmo essere tutti come Sebastiano Dessì per il quale, beato lui, non esistono problemi: purtroppo non ci è concesso.

    • Gentile Zunkbuster,

      “Mi spiace, ma […] il salvatore di Tuvixeddu si chiamerà sempre Renato Soru.”

      Solo una precisazione. Non ho mai voluto dare un giudizio di merito sulla paternità della soluzione della “faccenda Tuvixeddu”. Sono convinto, invece, che a distanza di anni, la memoria collettiva dei cagliaritani indicherà Zedda.
      Sono, in tutta evidenza, due questioni del tutto differenti.

      Cordialmente,

      • ZunkBuster says:

        Gentile Ainis, il riferimento non è a lei ma a Broz che indica coloro che passeranno alla storia come i salvatori di Tuvixeddu in persona di Massimo Zedda e Paolo Frau. Voglio sperare che sia così, anche se al momento un sindaco che consente di proporre e di approvare con “voto unanime” una delibera tanto controindicata e un assessore che penosamente ricorre al “non si può non costruire” sui vuoti urbani (peraltro, non che quando era capogruppo dei DS qualcuno si sia accorto che ci fosse l’opposizione al Comune di Cagliari, poi va da sé, si litiga con qualche “castosauro” per dirla alla Mongili, si mette in giro la voce che si è vicini a SEL salvo essere smentiti dal primo dirigente del PD con cui parli, si arruola tra i propri collaboratori un ottimo giovane politico accreditato in area Soru e il gioco è fatto …) hanno davvero ancora parecchio da dimostrare sul campo.
        In ogni caso, anche la proposta di legge del CSX al Consiglio Regionale prevede, come notato da NeoAnderthal in commento al post relativo all’argomento, la sospensione di ogni attività amministrativa che incida sulle sorti del costituendo Parco fino a messa a regime della situazione. A questo punto, Zedda e la sua giunta hanno anche una più che coerente ragione politica per ritirare la delibera della discordia, semplicemente non hanno alternative.

    • Addetto says:

      Sì, tanto cemento tutto in uncolpo Fantola non avrebbe osato. Tuttavia speriamo in una resipiscenza dell’Amministrazione che abbiamo votato e che non per questo ha la delega di agire e fare quello che preferisce. Noi vogliamo la città che ci è stata promessa nei filmati elettorali.

    • Concordo va! Tre nomi: Renato Soru, Massimo Zedda e Paolo Frau.

    • Ah ma tu proprio ce l’hai col consigliere Dessì! Mi pare una cosa assurda.

      ZunkBuster, per lungo, lungo tempo siamo tutti stati consiglieri di un principe che non ascoltava..

      • ZunkBuster says:

        Meglio Soru che male accompagnati. Meglio non ascoltare, che ascoltare le persone sbagliate.

        • Meglio ben accompagnati.

        • ZunkBuster says:

          Purtroppo a volte di essere male accompagnati lo si scopre a posteriori. Ma non è, purtroppo, una colpa. Anche se crediamo di saperne una più del diavolo, può sempre esserci qualcuno che più del diavolo ne sa due.

        • Esatto 😉

  12. Stanchixeddu says:

    Si continua a fare di Tuvixeddu un caso condominiale di pettegolezzi che ormai dura da decenni. Chi vede le cose dal di fuori e non vive a contatto con l’humus cagliaritano se ne fotte altamente delle vostre beghe nominate prima cualbu soru ora todde zedda e potrei metterci altre decine di nomi che finiscono con la u o che hanno la doppia d per creare una bella canzone. Chi vede le cose dal di fuori vede esclusivamente la demenza di una città che ha lasciato distruggere un luogo come Tuvixeddu e continua ancora oggi a sentir parlare di “accordi” con palazzinari. Non so se vi rendete conto della situazione, senza offesa per nessuno.

  13. Come vede, quando si riportano di seconda e terza mano le notizie, non si va lontano. Il giornalismo, per fortuna, è altro. E presuppone, prma di ogni altra cosa, la conoscenza degli argomenti di cui si tratta.
    Saluti.

  14. Gentile Biolchini, ma come può venire meno al suo istinto giornalistico, così ispirato alla serenità e all’obiettività, la contraddizione di Zedda nei video segnalati dalla Nuova? dice una cosa e poi ne fa un’altra? Vuole attendere il disastro prima di pronunciassi. La teoria del complotto è divertente, ma non ha fondamento. Provi ad esprimersi a proposito delle virate di Zedda sui parcheggi e sul centro storico. Ha tirato lei in ballo il terribile attacco di Lissia che si limita a riportare gravi contraddizioni. Oggi il sindaco sostiene e favorisce il contrario di quello proclamato in periodo elettorale. A me sembra grave. A lei no. Padronissimo. Buon lavoro.
    E poi le ripeto che fare giornalismo commentando i giornali evitando la fatica di andarsi a cercare le notizie non è gran cosa.
    Buon lavoro. È solo questione di tempo.

  15. Gentile signor Crabarrubia, deve essere un esperto di diritto urbanistico, perché ha centrato il problema. Una volta rilasciato il permesso di costruire questo non può essere revocato se non in presenza di importanti motivi sopravvenuti. In caso contrario il comune è libero di revocare l’autorizzazione ma deve risarcire i danni subiti dal privato. Il suo ragionamento, però, non riguarda l’argomento che c’interessa perché Cualbu non ha nessun permesso di costruire. Se vuole ne discutiamo ma c’è assai poco da discutere. E semmai sarebbe interessante verificare la legittimità dei permessi di costruire inerenti i due brutti palazzi oggi visibili in Via Is Maglias.

  16. ZunkBuster says:

    Chiedo venia, nel precedente commento mi è scappata per omissione questa frase: “Con tutto che un sacco di improvvisati amministrativisti della domenica, che ogni tanto farebbero forse bene a studiare anche un po’ di diritto penale (il perché ve l’ha accennato la dottoressa Morittu e si legge tra le righe anche nell’articolo di Lissia) o forse a studiare del tutto o a lasciar perdere il diritto perché manifestamente non portati, anche Deliperi …”. Voleva essere: “Con tutto che un sacco di improvvisati amministrativisti della domenica, che ogni tanto farebbero forse bene a studiare anche un po’ di diritto penale (il perché ve l’ha accennato la dottoressa Morittu e si legge tra le righe anche nell’articolo di Lissia) o forse a studiare del tutto o a lasciar perdere il diritto perché manifestamente non portati, ne hanno sparate di tutti i colori al riguardo” e non riguarda Deliperi, che per quanto si possa dissentire non rientra certo nella risma di quegli improvvisati Soloni.

  17. ZunkBuster says:

    Egregio Biolchini, a seconda dei punti di vista il titolo potrebbe anche essere: “La Nuova molla due schiaffoni a Zedda, Deliperi ancora contro la Morittu”. Mi perdoni, passi per Todde, la Morittu e le sempiterne beghe tra ambientalisti (tra l’altro, forse non tutti ricordano che tale Copparoni, per ridare visibilità agli esangui Verdi, li portò a inscenare manifestazioni nelle case popolari, in un contesto in cui non si comprendeva bene se il bersaglio fosse Zedda o il passato), ma lei con tutta l’onestà intellettuale a cui può attingere veramente crede che “La Nuova” sia parte di chissà quale complotto? Soprattutto, veramente crede che Mauro Lissia possa essere strumentalizzato come un pupattolo da parte di chicchessia? E sicuramente non da Soru.
    Lei ha scelto di fare proprio il Verbo di Deliperi, e data l’autorevolezza meritata del personaggio ha scelto un cavallo di razza, ma come altri hanno già ricordato Deliperi non è infallibile, e l’esame della questione Tuvixeddu, come ho già avuto modo di scrivere, è un dimenticabile temino in classe. Con tutto che un sacco di improvvisati amministrativisti della domenica, che ogni tanto farebbero forse bene a studiare anche un po’ di diritto penale (il perché ve l’ha accennato la dottoressa Morittu e si legge tra le righe anche nell’articolo di Lissia) o forse a studiare del tutto o a lasciar perdere il diritto perché manifestamente non portati, anche Deliperi compie un’analisi sbrigativa sull’impatto sull’Accordo di Programma della sentenza del Consiglio di Stato. Tra chi la vede bianca (l’accordo non esiste più) e chi la vede nera (l’Accordo è pienamente valido) nessuno pensa alle sfumature, ad esempio al fatto che un accordo che è pur sempre (anche) funzionale a perseguire l’interesse pubblico, se prevede cemento su aree inedificabili, potrebbe anche essere interessato da nullità-inesistenza parziale. E se consideriamo che abbiamo soggetti il cui interesse è precipuamente ottenere finalmente il risarcimento di danni ingiusti (finalità pienamente lecita e che può sopravvivere anche alle vicende patologiche dell?Accordo) e soggetti il cui interesse è precipuamente costruire, ossia perseguire un preteso interesse legittimo che oggi non è più tale, c’è una bella differenza tra posizioni.
    Poi va da sé, se improvvisamente Deliperi ne sa più del professor Pubusa, più del professor Vincenzo Cerulli Irelli che si è occupato dei ricorsi dal lato ambientalista e che è una delle massime autorità italiane in materia di diritto amministrativo, beh allora mi arrendo: evidentemente sono stato sempre distratto nel seguire la materia, anche se si da il caso che “un pochetto” me ne sono occupato.
    Quanto alla proposta di legge del centrosinistra in Consiglio Regionale, staremo a vedere. Può anche darsi che Cappellacci, viste le solenni stroncature rimediate dal governo Monti sui recenti progetti di devastazione del territorio (piano golf e piano casa), dal momento che “mi fraga” che se si azzarda a toccare il PPR rischia una convocazione in tempo reale al cospetto del procuratore della Repubblica (e mi risulta che debba già qualche spiegazione al giudice circa la vicenda P3), potrebbe anche tentare di dare concretezza alla poco credibile veste ambientalista che ogni tanto ci fa credere di indossare. In ogni caso, soldi ce ne vogliono e parecchi, anche solo per sistemare il problema delle legittime richieste degli eredi Sotgiu (secondo me prioritarie rispetto a quelle di Cualbu), e chissà se coi tempi che corrono la Regione li ha. Sarebbe forse il caso di verificare l’eventuale concorso dello Stato e della Comunità Europea. O magari, modificare l’ordine dei fattori e verificare se lo stesso Cualbu sia disponibile a un qualche progetto misto di gestione dell’area in chiave ambientale, magari seguendo lo “schema Della Valle” invalso a Roma per il Colosseo? Vedremo.

    • Caro Zunkbuster, ma chi ha mai parlato di complotto? Ma quando mai? Ma non ci penso neanche! Ho semplicemente fatto notare che oggi la Nuova Sardegna continua ad accusare Zedda di non voler adeguare il Puc al Ppr, quando invece il sindaco martedì sera ha annunciato al Consiglio comunale di aver dato inizio alla procedura di adeguamento del Puc al Ppr!! L’articolo di oggi è semplicemente superato dagli eventi.
      Così come predo atto che per la Nuova l’unica lettura possibile della delibera contestata è quella di Italia Nostra.
      Allo stesso modo, io non sto con Deliperi e il motivo è molto semplice: io non ho le competenze giuridiche per valutare se ciò che dice Deliperi sia vero o no. Io dico un’altra cosa (e l’ho detta da subito, nella mia prima risposta a Todde): attenzione che l’interpretazione che Italia Nostra sta dando della politica di Zedda non è per niente condivisa da altre associazioni che, al pari di Italia Nostra, da anni si battono per Tuvixeddu. Nessun dogma da parte di nessuno dunque, so bene che Deliperi non è infallibile. E allora perché devo inchinarmi di fronte discutibili certezze di Todde? Perché?

      • ZunkBuster says:

        E’ giusto che sia così, caro Biolchini. A me istintivamente “piace” quel che scrive la dottoressa Morittu, ma non la “sposo” al 100% perché avendo studiacchiato un po’ di amministrativo, e grazie alla gentile caparbietà di Antonio Dettori nel puntualizzare qualcosa che forse sfuggiva, non tutto torna al 100%. L’impostazione di Deliperi è corretta, ma sul rapporto tra PPR, sentenza del Cds e Accordo di programma secondo me avrebbero un bel discutere anche gli stessi giudici amministrativi, senza poter trarre conclusioni rapidissime. Fortunatamente siamo tutti uomini liberi, anche se forse dopo queste intemerate Massimo Zedda non mi saluterà più così come Todde con lei. E dato che queste discettazioni di diritto amministrativo sono importanti ma rischiano di essere anche un bel po’ noiose, credo che forse dovremmo rimettere la politica al centro: Andreozzi e i gruppi del CS al consiglio regionale stanno iniziando a farlo; per il resto si continui a discutere senza apodittiche certezze, ma una cosa mi starebbe a cuore che Massimo Zedda avesse presente. Presentando quella delibera così com’è il rischio politico, prima ancora che giuridico, è elevatissimo.

      • mauro lissia says:

        O vito, prima di scrivere leggi. e leggi bene: la nuova sardegna ha scritto che l’amministrazione zedda è intervenuta con una delibera di giunta su tuvixeddu prima di fare quello che non ha fatto la giunta floris, adeguare il puc al ppr. finorail puc è stato adeguato al ppr? mi pare di no, tant’è che – così riferisci tu – la procedura viene avviata adesso. quindi perchè mi attribuisci un’omissione? quale sarebbe l’evento che rende superato il servizio di oggi? gli atti amministrativi si formalizzano con le promesse e con gli annunci? vabbé, archiviamo questa prima cazzata, capita a tutti di spararne. poi: italia nostra sostiene – in base all’articolo 49 del codice urbani – che senza questo passaggio obbligato – l’adeguamento del puc al ppr – ogni atto di pianificazione urbanistica è illegittimo. se vuoi te lo ripeto: senza questo passaggio ogni atto è illegittimo. così dice la norma, una norma nazionale quindi di rango superiore rispetto a qualsiasi legge regionale e a qualsiasi strumento di pianificazione regionale o comunale. Quindi è illegittima anche la delibera della giunta. Chiaro fin qui? Di più: la giunta fa riferimento al puc prima di averlo adeguato al ppr. Peccato che quel puc, in relazione a Tuvixeddu, conti quanto un tappo di gazzosa primera. Ci vedi qualche, come dire, disfunzione in tutto questo o ti fila liscio? E passiamo a Deliperi. il suo è un parere rispettabilissimo ed è anche il parere di una persona perbene, non della Nuova Sardegna che attacca Zedda per far piacere a Soru :-). Solo che se il parere di Deliperi venisse letto come si deve si scoprirebbe che differisce dagli altri, compresa Italia Nostra, solo su un punto: l’accordo di programma del 2000. Per lui è ancora valido e vigente. Benissimo, mettiamo che sia così, forse è così. Ma per favore, mi spieghi (o ti fai spiegare, una volta per tutte) com’è che si può rispettare un accordo di programma che prevede l’edificazione del colle se nel 2011 il consiglio di stato ha confermato il vincolo di 50 ettari imposto dalla regione col Ppr, bloccando quindi l’edificazione anche nell’area privata, quella di Coimpresa? Siccome qualcuno non capisce o fa finta, ribadisco il concetto: dal 2000 al 2008 sono state scoperte più di mille tombe che prima non erano censite (leggi o rileggi il consiglio di stato, l’avvocatura dello stato e le relazioni della sovrintendenza) quindi i termini di quel contratto dovrebbero essere almeno rivisti in base ai ritrovamenti. Ma mettiamo pure di non voler tener conto di questo: quali condizioni dovrebbe o potrebbe dettare o rivendicare un costruttore che si trova proprietario di un’area dove non può mettere su un solo mattone? Che non capisci una cippa di diritto amministrativo lo ammetti tu stesso e ti fa onore. Ma il problema è un altro: è che per discutere di questa vicenda bisogna capirne almeno un po’. E per questo ti racconto un aneddoto che conosco benino, visto che nel mio armadietto in redazione o qualcosa come duemila cartelle di atti amministrativi che riguardano Tuvixeddu, messi insieme in vent’anni di complotti. Durante l’amministrazione Soru i legali incaricati dalla Regione – e pagati profumatamente – hanno perso sistematicamente tutte le cause contro Coimpresa. Ricordi? Non ne azzeccavano una. Per dirla tutta pure gli avvocati del Gruppo di intervento giuridico hanno perso, ma non c’è nulla di male. Quando Soru se n’è andato a casa ed è arrivato Cappellacci, quei grandi luminari del diritto amministrativo si sono fatti da parte e il malloppone di Tuvixeddu, con una causa al consiglio di stato da affrontare, è passato a un giovane legale stipendiato dalla Regione. Talmente giovane da non poter patrocinare al Consiglio di Stato. Però poteva scrivere l’atto per Roma. E sai che ha fatto questo ragazzo? Ha elaborato una memoria talmente precisa che ha spazzato via in un colpo solo anni di cause perse, i giudici di Roma hanno accolto le sue tesi e il vincolo su Tuvixeddu imposto dal ppr, bocciato dal Tar, è diventato definitivo. Sai perché ti ho raccontato questo aneddoto? Per dimostrare che l’autorevolezza è una cosa, le parole sono un’altra cosa, i pareri un’altra ancora, la logica ancora un’altra. Ma nelle controversie amministrative ad altissimo livello, come quella che si è giocata su Tuvixeddu al Consiglio di Stato – o come in quella su Malfatano al Tar, vinta da Italia Nostra e non dai cazzeggi da blog – la sola cosa che conta è la fondatezza delle argomentazioni giuridiche. Proprio quelle che a te mancano drammaticamente, situazione che non ti dissuade dall’insistere su una partita persa. Detto questo saluto i frequentatori di questa vetrina leggermente egotica e torno a congiurare contro Zedda. D’altronde si sa, La Nuova Sardegna e chi ci lavora ha interessi fortissimi a Cagliari, direi che la sopravvivenza dell’azienda editoriale e nostra dipende dal volere dei soriani. O Vito, ma te lo ricordi chi ha pubblicato, primo giornale in Italia, l’elenco dei massoni cagliaritani? Ti ricordi i nomi, alcuni nomi? E l’inchiesta Saatchi: qual è stato il giornale che ha dato in anteprima la notizia che la Procura indagava sull’appalto? E l’inchiesta Talgo? E l’evasione fiscale di Soru? Ce l’hai presente il gruppo L’Espresso? Ma davvero vuoi insegnare a babbo come si fanno i figli? Ajo’ dai, stammi bene.

        • Metti questo titolo. “lissia ridicolizza biolchini”. Più giornalistico “Vito ko”. Fai tu.

        • Caro Mauro, mi piacerebbe tanto risponderti, ma che senso avrebbe? Dal piedistallo nel quale ti sei sistemato ti sarebbe impossibile sentire la mia voce, sei troppo in alto! Fammi un fischio quando scendi e ne parliamo.

        • mauro lissia says:

          E’ uno strano modo di ribaltare le cose: tu accusi me e il mio giornale di aver messo in atto una sorta di cartello insieme a repubblica e l’unità per attaccare zedda a vantaggio di soru, stravolgi il senso di un mio servizio, rilevi omissioni quando a omettere una lettura attenta del servizio in questione sei tu ma poi sono io che parlo dal piedistallo. Capisco che alzare il tiro tiene alto l’interesse sul tuo blog, è una normalissima tecnica di comunicazione, la ritengo legittima. Ma attribuire a un giornalista, in questo caso a me, interessi diversi da quello di informare su una vicenda di questa portata è pura e semplice diffamazione. In realtà sul piedistallo ti ci sei messo tu e non da oggi, visto che su questo blog ti occupi soprattutto di denigrare il lavoro dei colleghi e qualche volta fai pure bene a farlo. Se tu tiri in ballo La Nuova Sardegna a risponderti dovrebbe essere il mio direttore, che però non sa neppure che esisti. Ma quando metti me in mezzo a fantomatici guazzabugli politici e congiure editoriali cui sono estraneo da sempre, come sai perfettamente, allora ti rispondo io e anche per le rime. Perchè una cosa è la discussione su fatti e circostanze, dove ciascuno è libero e dove ogni opinione merita rispetto. Un’altra sono i sospetti sull’onestà professionale e intellettuale delle persone: qui non ti permetto di allargarti. E quando uso il verbo permettere ti prego di coglierne il significato letterale. Io amo la discussione e infatti ho chiesto e ottenuto ospitalità al tuo blog per discutere di un argomento che seguo da vent’anni, cercando di dare un normale e paritario contributo alla comprensione del problema, certamente complesso. Ma non mi sono azzardato a sparare illazioni sugli interessi che spingono te a occupartene nei termini in cui te ne occupi. Non l’ho fatto perchè sono certo della tua onestà intellettuale e della tua buona fede. In quanto a Massimo Zedda, che è una persona intelligente e al contrario di te saprà correggere una delibera sicuramente sbagliata, sono certo che ha piacere di poter contare su qualche giornale e su giornalisti in grado di controllarne anche nei dettagli giuridici e formali la sua attività di amministratore: le persone libere amano la stampa libera e accolgono le critiche, specie quelle supportate dai fatti, come stimolo a migliorarsi. E soprattutto, credo, non pesano la verità in base ai parametri della politica: io faccio il cronista, forse lo faccio male ma faccio solo questo. La politica e le appartenenze del momento le lascio volentieri tutte a te che ti sei eletto opinionista senza che nessuno te l’abbia chiesto e che spesso, non in questo caso, anche con intelligenza. Ora il fischio te l’ho fatto, caro Vito. Puoi scendere.

        • Caro Mauro al netto degli insulti, delle provocazioni e delle lezioncine di giornalismo che da qualche tempo mi impartisci, proverò a spiegarti ancora una volta il mio pensiero.
          Se esce lo stesso articolo in tre giornali diversi (una locale e due nazionali), io una domandina me la faccio. Non certo su di te e sul tuo giornale ma su chi è in grado di compiere una simile prodezza.
          Parliamo poi dell’articolo in questione. Su di un tema molto complesso, l’unico punto di vista ammesso è quello di una associazione ambientalista che, nel caso specifico della delibera incriminata, si ritrova dopo pochi giorni in splendida solitudine. Niente di male, per carità. Ma il granchio lo hai preso tu quando con fare paternalistico, commentando il mio primo post su Todde, scrivevi:
          “Prima di scriverne leggi bene gli atti e se non ci capisci nulla, fa come me: chiama qualcuno e chiedigli di spiegarteli”.” Giorgio Todde non è un giurista ma si informa bene, per questo non fa mai figuracce”. E poi, il capolavoro: “Stefano reloaded, che poi credo sia l’ottimo Deliperi – uno che ne sa davvero – ha chiarito alla perfezione come stanno le cose e stanno come ha scritto Todde. Impara (imparate) e porta a casa”.
          Stefano reloaded non è Deliperi, è un amico mio che conosco bene. E in ogni caso pochi giorni dopo Deliperi è intervenuto e ha preso clamorosamente le distanze dalle dichiarazioni di Todde! Per questo il tuo insolente “impara e porta a casa” che ti sei permesso di rivolgermi, te lo restituisco oggi con gli interessi.
          Io a differenza tua non impartisco lezioni di diritto: mi limito a constatare che due associazioni importanti come Italia Nostra e Gruppo di Intervento Giuridico, sulla delibera Zedda hanno due pareri opposti. Questa per me è la notizia, per evidentemente te no.
          Poi hai preso il granchio di Zedda che non vuole adeguare il Puc al ppr. Niente di male per carità, può capitare anche ai migliori di perdersi per strada la dichiarazione di un sindaco in consiglio comunale. Ma tu mi scrivi: “Gli atti amministrativi si formalizzano con le promesse e con gli annunci? Vabbé, archiviamo questa prima cazzata, capita a tutti di spararne”. Ho sparato una cazzata? Se dici che quella di Zedda è solo una promessa e che non vale nulla, allora dimostri anche di non conoscere quanto lungo e complesso sia il percorso di adeguamento del puc al ppr. Talmente lungo che se pure Zedda l’avesse iniziato il giorno dopo la sua elezione oggi non si sarebbe ancora concluso!
          Il resto sono sono provocazioni e un fastidio nemmeno tanto malcelato nei miei confronti. E poi, come ti permetti tu di dirmi che denigro i miei colleghi? Ma quando e dove l’ho mai fatto? Il direttore della Nuova non mi conosce? E quindi? Mi sono eletto a opinionista senza che nessuno me l’abbia chiesto? E a chi dovevo chiedere il permesso? A te? Al direttore della Nuova? Dimmelo, che in attesa della risposta smetto di scrivere in questo blog.
          Per il resto, amicizia e stima immutate.

        • mauro lissia says:

          siccome fai finta di non capire e continui a stravolgere la realtà – deliperi e italia nostra tesi opposte, proprio non ci capisci una basetta – le mie repliche finiscono qui. però la prossima volta che mi attribuisci camarille la tua posizione me la spieghi in tribunale. per il resto, amicizia e stima immutate.

        • Come vuoi, in vent’anni di giornalismo a me in tribunale hanno tentato di portarmici solo i Testa, padre e figlio. E gli è andata male. Quanto al resto, la tua frase “Deliperi e italia nostra tesi opposte, proprio non ci capisci una basetta” conclude degnamente il nostro confronto e la consegno ai nostri lettori per un opportuno commento. Stammi bene.

        • Gentile mauro lissia,

          nessuna intenzione di intervenire in un litigio altrui, tuttavia mi permetto una domanda: perché sprecare tante parole (la maggior parte delle quali fuori tema) per non rispondere all’osservazione di Biolchini?
          Il nostro ospite si è limitato a sottolineare come l’articolo de La Nuova sia superato, il che, giornalisticamente (lei non sarà un giovanotto, però neppure io, e qualche giornale in vita mia l’ho anche letto) è incontrovertibile.
          Allora i casi sono due: o lei ha un archivio enorme (magari incompleto) e non lo sa usare, oppure non l’ha voluto usare.
          Il resto sono parole, probabilmente troppe.
          Cordialmente

        • Stefano reloaded says:

          Premesso che sono d’accordo sull’interpretazione tecnica della vicenda, non capisco perché lei citi l’art 49 del Codice Urbani come quello che obbliga il Comune all’adeguamento del PUC al PPR (lo fa anche nell’articolo comparso sulla Nuova il 16 febbraio: http://www.ufficiostampacagliari.it/rassegnastampa.php?pagina=22644).
          L’art 49 disciplina l’apposizione di manifesti e cartelli pubblicitari.
          L’articolo che impone l’adeguamento dei PUC ai PPR è il 145/4°c del Codice: http://www.altalex.com/index.php?idnot=6931

  18. adbuster says:

    O frò: Deliperi, pinuprezìsu cummenti è, non permette ad adbuster di fare una traduzione, tantu è stèttiu secco e preciso.

    L’unica traduzione possibile potrebbe essere:

    – Se non sapete le cose, a studiarle bene prima di parlare.

    • ZunkBuster says:

      Ahi Chiagliari, Chiagliari. Tutti Presidenti del Chiagliari Calcio. Tutti Allenatori del Chiagliari Calcio. Tutti Sindighi. Tutti Assessori all’Urbanistica. E soprattutto tutti luminari di diritto amministrativo (magari anche quelli “bogati” da Pubusa o dalla Piras all’università, o quelli che sanno a malapena che le facoltà giuridico-economiche stanno in viale Fra Ignazio). Poi si finisce a inondare la pagina Facebook del Sindigo di messaggi sullo stadio e a discettare sull’intimo di Belen Rodriguez. In questa città non cambia mai veramente nulla.

    • Gentile adbuster,

      la traduco diversamente:

      “Ajò non trassatevi da Tafazzi per carnevale, po prexeri!”

      Cordialmente

  19. Non so se il blog lo consenta; faccio un copy/paste del mio commento al post di Deliperi.

    Gentile Deliperi,
    premessi l’apprezzamento per lo sforzo chiarificatore e la condivisione delle sue conclusioni, nutro qualche dubbio che il suo intervento possa contribuire al rasserenamento di una polemica innescata da altro che non il bene pubblico.
    Direi che la controversia sia da imputare alla consapevolezza che si è giunti in dirittura di arrivo e sono molti, a livello politico e culturale, che desiderano (forse a ragione, sia chiaro) vantare un apporto positivo alla buona conclusione della vicenda. Il sindaco, per ovvi motivi, incasserà un elevato ritorno di immagine e si percepisce, da parte di molti (e ripeto, forse non a torto) la determinazione di ottenerne una parte. Ho come l’impressione che un po’ tutti considerino conveniente un atteggiamento di mediazione ma la politica è anche questo.
    Rallegriamoci che si stia arrivando ad una soluzione accettabile e speriamo di poter arrivare, finalmente e in modo definitivo, alla tutela dell’area di Tuvixeddu.
    Ce lo meritiamo? Facciamo finta di nulla: vi siete impegnati in tanti e bisogna render merito a ciascuno degli sforzi profusi. Forse un maggior coinvolgimento degli attori avrebbe evitato il litigio, ma prendiamola come la vedo io: il segno che le cose stanno andando a buon fine e tutti reclamano un posticino sul palcoscenico.
    Per lo “splendido isolamento”, devo aver già detto da qualche parte che lei, essendo persona seria e competente nell’Italia d’oggi, si merita ogni male: se ne faccia una ragione! 🙂
    Cordialmente,

  20. Anonimo says:

    http://www.youtube.com/results?search_type=videos&search_query=tuvixeddu&search_sort=video_date_uploaded&uni=3

    P.S
    di questo passo blog e tv dovranno versare le royalty a Tuvi per l’altissimo share

    scherzo ovviamente

  21. Antonio Dettori says:

    Sai Vito, leggo della proposta di legge per l’istituzione del parco di Tuvixeddu-Tuvumannu, non è per far polemica ma sarei interessato a capire come hanno intenzione di acquisire le aree, come intendono chiudere l’accordo di programma visto che mi risultano non pochi dubbi sul recupero delle somme per questa operazione (vedi l’organo di vigilanza del settembre 2011).
    A questo punto bisogna capire se ci sono o ci fanno, se fanno il conto senza l’oste o se pensano che l’oste è un cretino……..ma ovviamente staremo a vedere 🙂

  22. C’è anche un’altra cosetta.

    Ieri la Giunta, quella guidata da Massimo Zedda, ha approvato la delibera – la numero 35, è sul sito istituzionale nella pagina dell’albo pretorio online) con cui il Comune si sfila dal ricorso al Tar contro il Ppr della Regione.

    In pratica la precedente amministrazione era schierata con Coimpresa contro i vincoli del Piano paesaggistico. Ora, io non sono un grande esperto come molti in questo blog, ma mi pare che la Giunta Zedda abbia deciso di cambiare rotta. E mi chiedo: è continuità o discontinuità?

    (Poi: non conosco la strategia del sindaco e non so se abbia o no un ufficio stampa degno di questo nome. Ma non è che alla fine, quando ci sarà da parlare, parlerà eccome?)

    Saluti.

    • Gentile mm,

      “Ma non è che alla fine, quando ci sarà da parlare, parlerà eccome?”

      in merito ho un’idea precisa, ma non posso esagerare in autocitazioni. Diciamo che non ha bisogno di rispondere perché Tuvixeddu verrà ricordato come una delle sue vittorie, mentre gli altri spariranno dalla memoria.
      Quando la vicenda verrà chiusa, ringrazierà tutti (anche e soprattutto Todde e Italia Nostra) poi aspetterà che la memoria collettiva si stabilizzi: Zedda sarà il sindaco che ha salvato Tuvixeddu, gli altri spariranno.
      Se non è una risposta questa!
      Cordialmente,

      • Ciao Gabriele! Condivido. Nella mia memoria personale però gli uomini che avranno salvato Tuvixeddu saranno due: Massimo Zedda e Paolo Frau.

  23. Crabarrubia says:

    Noto negli interventi di queste persone peraltro molto competenti nel loro campo un’assenza totale di conoscenza nel campo del diritto urbanistico. Detto questo vorrei far presente la definizione di concessione edilizia nata nel 1977 con la Legge Bucalossi e modificatasi fino ad arrivare a noi sotto la forma di permesso di costruire: tale permesso è oneroso, e viene rilasciato dalla pubblica amministrazione sotto la presentazione di un progetto. Nel momento in cui il permesso di costruire viene rilasciato diventa un diritto quasi inalienabile, non può essere revocato. Quindi questo significa che l’ex giunta, infischiandosene della vicinanza del bene archeologico a ridosso, ha concesso il permesso di costruire. Il punto è che nessuno potrà togliere questa concessione e si andrà avanti all’infinito a colpi di martelletti di tribunale: ci si potrà sempre appellare alla violazione di tutte le leggi sui beni culturali, e il costruttore potrà invece appellarsi al fatto che a lui la concessione è stata data e ha pagato al comune di Cagliari per poter costruire. Vorrei fare presente che i Cagliaritani sanno che esiste una necropoli punica, ma nessuno l’ha mai vista, e speriamo in questa vita di vedere il bene archeologico aperto e fruibile. Quindi la soluzione scelta dalla giunta, di risolvere il problema e non impantanarsi in un’aula di tribunale, è come minimo sensata se non vogliamo aspettare altri 40 anni per vedere questo parco finalmente aperto.

    • Neo Anderthal says:

      Io invece confesso: di leggi urbanistiche non capisco null’altro che quello che i -confliggenti- esperti riportano come spiegazione.
      Per cui sullo specifico dilemma “si tratta/giammai trattare” ho le idee confuse, come forse dovrebbe averle chiunque non sia un legale esperto con una sua valida convinzione.
      In conclusione la penso come te. Vorrei vedere un Parco a Tuvixeddu, prima di dovere a mia volta rifugiarmi in una necropoli moderna -o in alternativa essere sparso in quanto cenere qui o là- per raggiunti limiti di età.

  24. Andrea Delussu says:

    Gli orfani di Sardegna 24, caro Biolchini, devono pur comprarlo un altro giornale. E La Nuova ha fiutato odor di copie nuove ri-vendute a Cagliari. Del resto, quali notizie fabbricano in alternativa il sindaco Zedda e il suo ufficio stampa, se ce l’ha?

  25. E tu perché continui a cambiare continuamente nick? Sceglietene uno e tienilo. Questo è un avvertimento, dalla prossima non ti pubblico più nulla.

    • Anche io come sa ho più personalità. Sono passionale impulsivo schizofrenico vanitoso permaloso con Soru odio Soru con lissia contro Todde contro lissia per Tuvi contro Tuvi / non so chi sono cosa penso cosa voglio Sto a destra a sinistra al centro boh non sono chi sono

  26. Deliperi fa una grande confusione e confonde il giovane sindaco che teme di non avere carte sufficienti e invece è forte. Deliperi confonde i vincoli. Quello del 96 con quello del 97. Uno piccolo e l’altro grande. Uno ministeriale – quello richiamato da Zedda – l’altro regionale. Sorvola sulla subordinazione espressa dal Comune: che annuncia di stare in ossequio a Puc ovvero a Accordo di programma assunto in toto da Puc. Perché?

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