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Caso Holy Peep Show: la sovrana ipocrisia del rettore Melis, le letterine di monsignor Mani e i commenti nella fogna Democratica

Mi sono stufato di premettere, ogni volta che mi occupo del caso Holy Peep Show, che Tiziana Troja di Lucido Sottile è la mia compagna, e questo per avvertire voi gentili lettori di un possibile “conflitto di interessi”. Conflitto che proprio non c’è, visto che io sono un giornalista ma anche un autore teatrale (quindi la questione mi interessa da vicino), e anche perché la notizia non l’ho certo tirata fuori io ma addirittura L’Unione Sarda, per poi essere ripresa con grande risalto da tutte le testate isolane.

Dico questo perché mi sono stufato di tante cose, soprattutto dei post allucinanti letti sul sito di Sardegna Democratica, la cui sezione dei commenti (ripeto: la sezione commenti non il sito, ma tanto c’è sempre qualcuno che vuole capire quello che gli pare) assomiglia sempre più ad una fogna a cielo aperto in cui ogni idiozia è concessa.

Un po’ come succedeva ai tempi di Sassari Sera, ve lo ricordate? Ma almeno il povero Pino Careddu sapeva scrivere, era un libertario, non censurava nessuno e non si permetteva di dare lezioni di giornalismo. A differenza degli amici di Sardegna Democratica, inconsapevoli della regressione al dibattito che i commenti da loro autorizzati provocano.

Democrazia è anche la capacità di orientare la discussione per evitare che prenda pieghe sbagliate o ingiuste. Se invece per qualcuno è democratico pubblicare dei post diffamatori in cui alla rinfusa viene messo insieme il mio scrivere per Sardegna Quotidiano, la vicenda dello spettacolo e la visibilità mediatica data dallo stesso da Radio Press, allora la vostra democrazia non mi interessa. E ve la do io una lezione: lasciare stare, il web non fa per voi, state facendo danni, così il dibattito regredisce a livelli di volgarità e demagogia intollerabili. Fate altro.

Detto questo, ormai è chiaro quello che sta succedendo. Ieri nel corso di una seduta del Senato accademico, il rettore dell’Università di Cagliari, Giovanni Melis, ha risposto ad una interrogazione presentata dal rappresentante degli studenti, affermando bellamente che lo spettacolo non è saltato per effetto del suo tanto contestato manifesto ma solo a causa di “problemi tecnici”, e che i dirigenti dell’Orto Botanico che avevano dato il via libera a Lucido Sottile, non avevano i titoli per farlo.

Non si capisce bene chi il rettore Melis pensi di prendere per il culo in questo modo. Forse i suoi colleghi docenti universitari, forse la città. Forse.

O forse pensa di potersi comportare come un politico qualunque; forse non si ricorda di essere a capo di un’organizzazione che promuove la cultura e il libero pensiero, non l’ipocrisia e la negazione del principio di realtà.

Quante volte si è parlato di intellettuali sardi non all’altezza della situazione, pavidi e piegati al potere: ecco qua un fulgido esempio.

Affermare che lo spettacolo avrebbe danneggiato l’orto per effetto di un afflusso spropositato di spettatori è una squallida bugia, perché il rettore sa bene che gli accordi tra la compagnia e l’Orto Botanico prevedevano la presenza di non più di cinquanta spettatori per volta (l’equivalente di due scolaresche) lungo i sentieri utilizzati per le visite didattiche. E anche scaricare ora tutte le responsabilità sugli impiegati dell’Orto Botanico è meschino.

Ma perché il Magnifico spaccia per verità bugie così ridicole?

Non lo so. Non voglio dar credito alla voce che abbia ricevuto una sollecitazione (forse sotto forma di lettera privata) dal nostro reverendissimo ed eccellentissimo arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Mani, nella quale gli veniva gentilmente richiesto di adoperarsi affinché lo spettacolo non venisse allestito. Chissà, sono in tanti ormai a sussurrarlo. Così come sembra che la stessa missiva sia arrivata a qualche altro rappresentante istituzionale coinvolto nella vicenda. Sarà vero? Siamo purtroppo nell’ambito dei “si dice”, “pare che…”, “da fonti ben informate apprendiamo che…”.

Lettera o non lettera, la figuraccia che il rettore sta facendo fare all’Università è comunque pari solo alla vergogna provocata dalla censura vera e propria di uno spettacolo organizzato da una compagnia di professionisti in una città capoluogo di regione, non certo in una bidda sperdia.

Ma l’ipocrisia vuole le sue vittime, meglio se innocenti. E così il rettore Melis in un colpo solo non solo impedisce a Lucido Sottile di andare in scena, ma annulla anche un’innocua manifestazione per bambini organizzata da tempo all’Orto Botanico. “I problemi tecnici sono uguali per tutti”, verrebbe da dire. Che vergogna.

A salvare la faccia al momento è solo l’assessore provinciale alla Cultura, Francesco Siciliano. La lettera-appello inviata al rettore fa onore a lui e all’istituzione che rappresenta. Certo, è un attore e questo caso tocca le sue corde in maniera particolare. Ma non bisogna essere professionisti dello spettacolo per capire l’assurdità della vicenda.

E non si dica “con quali soldi viene fatto lo spettacolo” perché qui siamo al fascismo. L’arte è libera, lo spettacolo è libero, non è soggetto alla preventivo via libera di nessun potere o autorità. Anche gli spettacoli sono tenuti al rispetto della legge, e finora in questo caso non è stata infranta nessuna legge. Difendere “Holy Peep Show” significa difendere la libertà di tutti gli autori ed attori di scrivere e portare in scena ciò che è il frutto del loro ingegno, senza condizionamento alcuno. È una battaglia di libertà che riguarda tutti, non soltanto i fidanzati in questione.

Ieri la preside della facoltà di Scienze Politiche, Paola Piras, nel corso della seduta del Senato accademico, quando si è parlato del caso Holy Peep Show ha osservato un religioso silenzio. Ma è la stessa Paola Piras da poco nominata vice sindaco di Cagliari? O è un caso di omonimia?

E i cagliaritani non hanno un sindaco di sinistra di 35 anni e un assessore alla Cultura di 32? Non hanno niente da dire (posizione legittima, per carità). O anche a loro è arrivata la letterina di monsignor Mani?

Così, giusto per capire se ora è il nostro arcivescovo a dover decidere cosa va in scena e cosa no in questa città.

97 Commenti

  1. supresidenti says:

    cee o vito, ge das fatta bella a ti ponni a polemizzai cun tottus custus professoris, e pitticus is cummentus accademicusu chi si tocada a liggi. ma ti d’arregoras, o professorino mi chi ti partu de conca…

  2. Elio Turno Arthemalle says:

    Io sono amico storico di Vito, che è il compagno di Tiziana Troja, che è amica mia: quindi pur avendo un’opinione sull’accaduto dovrei avere la decenza di star zitto. La ragione, appunto, risiederebbe nel fatto che siamo amici.
    Mi sembra che non faccia una piega.
    Invece intervengo. Tra l’altro non vedo cosa ci sia di tanto aberrante nel sostenere i propri amici o gli affetti più stretti.

    Non intendo dire nulla (per incompetenza) sulla possibile blasfemia dell’immagine. Su questo non ho opinioni;
    Non intendo dire nulla sull’uso del danaro pubblico perché porterebbe il discorso da un’altra parte;
    Soprattutto non intendo minimamente discutere né lo stile né i contenuti di Lucido Sottile, il cui lavoro può e deve legittimamente sottoporsi al giudizio del pubblico e della critica (e non chiedo neanche competenza: ci ho rinunciato da anni);

    Dico solo che fuori da giudizi e valutazioni, l’episodio raccontato come semplice succedersi di fatti, parla da solo.
    a) Ad una compagnia viene garantito l’uso di uno spazio;
    b) La compagnia affigge dei manifesti pubblicitari che sollevano polemiche;
    c) Lo scandalo creato dai manifesti non genera la censura dell’immagine, ma la cancellazione di uno spettacolo di cui nessuno, al di fuori della compagnia, conosce i contenuti;
    d) La motivazione ufficiale di questo incredibile comportamento dell’Università di Cagliari non regge, tant’è vero che nessuno ha la faccia di ribattere quando viene smontata.
    Tutto qui, mi sembra.

    Ed è quanto basta per trasformare uno spettacolo in un episodio emblematico, in un fatto politico che costringe i commentatori a schierarsi.
    Io (come tutti) non so nulla di Holy Peep Show (e magari potrebbe non piacermi affatto), ma ritengo profondamente scorretto non prendere posizione.
    Ho una proposta per Lucido Sottile: se doveste riuscire ad andare in scena, perché non chiedete agli intellettuali, agli artisti, ai politici etc. di presenziare in scena, anche solo come presenze mute e immobili?
    Non so se questo sia possibile senza stravolgere la drammaturgia, ma sarebbe una bella occasione per capire quanti in questa città sentano il bisogno di esporsi su un fatto indubbiamente increscioso e inverosimile.
    Io, in ogni caso mi candido.

    • Anonimo says:

      intervento interessante e intelligente e in gran parte condivisibile ,era ora ,ma gli intellettuali in scena mi sembra demagogico . Le Istituzioni hanno gli strumenti e gli spazi per risolvere un problema importante ma non il più importante per la Città. Peccato perché l’orto botanico sarebbe stata una bellissima location e anche molto adatta .

    • Alessandro Valentini says:

      Posto che io invece, da vecchio brontolone, ho commentato sullo specifico del manifesto, dimostrando credo che percentualmente le somiglianze tra lo stesso manifesto e la scultura di Michelangelo (ma di “Pietà” ne esistono altre e figurativamente diverse) sono minime e chiedendo inoltre quando e come la scultura michelangiolesca, sia stata dichiarata “iommagine sacra” e “oggetto di culto” (sto ancora aspettando la risposta); posto tutto questo, sottoscrivo pienamente l’analisi logica del “mio amico” Elio e se dovesse andare in porto la sua proposta mi candido anch’io a fare la comparsa silente e non applaudita.

    • Franco Maria says:

      Storico?

  3. scusa VITO, ma perche’ e cosi’ tanto importante che questo spettacolo si faccia all’orto botanico,per una questione di principio, di spese che ci saranno in piu’, o perche’ non trovate altri spazi in citta’ per questo spettacolo ?

    • Roby, lo spettacolo è stato scritto proprio su misura per l’Orto Botanico. Le scenografie e sono state realizzate per quegli spazi precisi, lo stesso le coreografie: è lo spazio che ha ispirato il copione. Le cisterne romane, le fontane, zone precise dell’orto sono parte integrante dello spettacolo. Le Lucido Sottile da mesi stavano lavorando all’Orto. Poi i responsabili hanno visto il manifesto e hanno detto: “O lo cambiate o lo spettacolo non si fa”. Non l’hanno cambiato e così si sono inventati questa storia dello spazio inagibile. A parte questo, è chiaro poi che spostarlo costa, soprattutto dal punto di vista tecnico.

  4. rispetto incondizionato per chi, come vito Biolchini, persona seria e competente, svolge il proprio lavoro con coraggio, non asservito a inutili logiche di potere, i cui favori qualcuno fa a gara ad assicurarsi, come una coperta litigata dai senzatetto in una notte fredda d’Inverno.

    • Pille, non fai testo, siamo amici 🙂
      Forza Cagliari!

    • Guarda che di coperte litigate ce n’è ancora una di Billy a Torre… o Pilleeeee.
      Noi invece a Vito non perdoniamo il fatto di averci abbandonato più di un anno fa, lasciandoci in balia di troppe squadre composte da giovinetti che vanno a 100 all’ora, e permettendo in questo modo una annunciatissima espulsione dal torneo a metà stagione che decreta la fine, dopo 25 anni, della gloriosa 4 mori. Vitoooo, ma cali lucido sottile noi ti vogliamo con gli occhiali da kareem abdul jabbar nei campi di basketteeeeee.

  5. ZunkBuster says:

    Leggo su Sardegna Quotidiano: retromarcia dell’Orto Botanico sulle manifestazioni per bambini annullate, ma NON sullo show delle LucidoSottile.
    E come mai i problemi tecnici accampati dal Rettore d’incanto scompaiono, ma solo per alcuni e non per altri?
    Forse sarebbe il caso che di questa vicenda se ne occupasse la procura della Repubblica …

  6. Ah l’Amore trasforma uomini e sotria
    http://www.godotnews.it/public/home/rubriche/articolo_rubrica.asp?rubrica=Lettere_a_Godot&id=6

    Il direttore di Godot risponde alla lettera di accuse del presidente di Lucido Sottile: ‘Non si capisce come il nostro articolo possa aver favorito Riverrun. Altro che giornalista ‘militante’! E in ogni caso, su Godot non troverete mai la recensione di un mio spettacolo. Questione di buongusto, che qualcuno ha dimostrato di non avere’.

    L’ex Vetreria di Pirri

    La lettera di Ombretta Pisanu, presidente dell’associazione Lucido Sottile, ci consente di tornare sul lato oscuro dell’appalto che ha assegnato l’ex Vetreria di Pirri alla cordata Araxi Noa.

    Delle sospette lungaggini del Comune abbiamo già abbondantemente scritto. Degli apparentamenti politici un po’ meno. La rettifica di Lucido Sottile non rettifica, secondo noi, assolutamente nulla. Abbiamo infatti già scritto che ‘Se è vero che le cordate sono tutte più o meno connotate politicamente, è chiaro che quelle appoggiate dal centro destra non hanno trovato sponde nel mondo dello spettacolo. Ma che Forza Italia abbia sostenuto Omnia è lampante, così come Araxi Noa sia gestita da persone nate all’ombra della vecchia Dc’.

    Nessuno accusa Lucido Sottile o Niloluce di essere organici a Forza Italia, così come non ci sognamo di dire che Riverrun è interna all’Udc. Abbiamo solo scritto che la cordata di cui ha fatto parte Lucido Sottile ha trovato sponde non casuali proprio nel partito di Berlusconi. E questo perchè Omnia ha l’appoggio, più o meno indiretto, di alti esponenti del partito a Cagliari. L’hanno scritto giornali ben più autorevoli del nostro, ripeterlo è come bere un bicchier d’acqua.

    Quanto alle capacità divinatorie e alla profezia del ‘terzo incomodo’, non si capisce proprio come l’articolo avrebbe potuto favorire Riverrun. La gara era solo formalmente ancora aperta, il Comune aveva già preso la sua decisione. Noi abbiamo cercato solo di far capire tra le righe quello che sarebbe successo, continuando a sostenere fino all’ultimo (per motivi di giustizia e non politici) il rientro dei Cada Die nella loro sala. Forse Lucido Sottile non l’ha capito, ma lo ripetiamo: consideriamo ogni soluzione che tenga lontano i Cada Die dalla Vetreria un’ingiustizia. Anche se ha vinto Riverrun.

    Poi sui miei rapporti con la compagnia di Elio Arthemalle, una sola considerazione: su Godot non è mai uscita la recensione di uno spettacolo di Vito Biolchini, né mai uscirà. Un fatto di correttezza. Che qualcuno ha dimostrato di non avere.

    Prendo comunque atto che comunque la signorina Pisanu conosce i miei spettacoli, anche se purtroppo non posso ricambiare la cortesia. Infatti l’associazione Lucido Sottile a Cagliari non la conosce praticamente nessuno. Si ricordano suoi spettacoli alla fine degli anni ’80. Poi niente. Godot con tutta la sua buona volontà in due anni e mezzo di vita non ne ha potuto segnalare un solo spettacolo. Resta da capire, con un simile curriculum, come Lucido Sottile avrebbe potuto gestire l’ex Vetreria. E anche questi sono misteri cagliaritani.

    Vito Biolchini
    v.biolchini@tiscali.it

    • Correva l’anno 2002, forse 2001: dieci anni fa. Ma tu che posti quest’articolo non lo dici. Era una polemica sulla gestione dello spazio della Vetreria, che il Comune aveva messo a bando benché fosse stato “tirato su” dai Cada Die. Dieci anni fa. E tu questo non lo sai. E se vai sul sito di Lucido Sottile tutte le produzioni significative sono successive a quella polemica. Compreso il riconoscimento da parte della Regione e del Ministero. Questo lo sapevi?
      Ah, dimenticavo: la mail di Tiscali l’ho disattivata, non funziona più.
      Detto questo, siccome dieci anni fa attaccavo Lucido Sottile su una questione specifica, ora secondo te la mia posizione a favore della compagnia è data solo dal mio rapporto sentimentale? Trovi la mia opinione su Holy Peep Show discordante rispetto a quelle che ho espresso su altri temi simili in radio o su questo blog?

    • ZunkBuster says:

      Ecco, c’è un post uguale su Sardegna Democratica, solo che qui queste robe da macchina del fango vengono pubblicate, su Sardegna Democratica i post di chi dissente e fa notare la scorrettezza di certi metodi più consoni a Feltri che a chi si dice di sinistra viene censurato.
      In ogni caso quanto viene riportato nell’articolo incriminato, per quelli che sono i miei ricordi, è vero. LucidoSottile ebbe un inizio molto intenso verso la fine degli anni ’80 ed era allora una compagnia molto accreditata nel giro della sinistra cagliaritana, poi non se n’è più sentito parlare per molto tempo. Ma è pure vero che una compagnia che esiste da 25 anni è soggetta pure a cambiamenti e aggiornamenti nello staff, nella creatività e nelle proposte, inchiodare Biolchini a un giudizio espresso in una fase di “stanca” della compagnia sarebbe come che qualcuno affermasse che il PD è un partito di destra perché vi si riconosce tra gli altri Oscar Luigi Scalfaro, magari ricordato come quello che dava gli scapaccioni alle signore scollacciate e non come il difensore della democrazia italiana in una fase critica.

      • matteo murgia says:

        scusa zunk, non vorrei ti sembrasse una domanda stupida, ma è possibile a parer tuo che sul sito di sardegna democratica dove questo pomeriggio ho fatto un giretto, lo avrò fatto si e no 10 volte da quando esiste ad onor di cronaca, mi abbiano censurato un commento a loro non gradito? Perche io sono un romantico e per il momento credo sia stato un problema tecnico (anche se compaiono commenti successivi al mio). Gratziasa.

        • ZunkBuster says:

          Speriamo sia così … tra l’altro non brillano neanche per precisione, qualcuno ha scritto riferendosi a me che il loro sito era stato paragonato alla “macchina del fango” mentre io mi riferivo esattamente al commento che apre questo 3d di commenti, che si trova praticamente identico su Sardegna Democratica.

  7. valentina says:

    Non essendo stata molto presente a Cagliari in questo ultimo periodo, non ho seguito bene la vicenda, nè ho tempo x leggere ora i precedenti articoli e commenti; m’ inserisco così, dicendo che probabilmente se il Sig. Biolchini, come dite voi, sclera, è perchè censurare lo spettacolo è un fatto gravissimo di per se, ma dissimulare la censura è ancora più grave.
    E a proposito di censura, non mi risulta che Vito Biolchini la applichi nel suo blog, anzi; personalmente mi sono trovata ad esprimere il mio disaccordo su questo blog e ho sempre trovato spazio.
    Il manifesto pubblicitario dello spettacolo è sicuramente di forte impatto, poi bisogna cercare di andare oltre, capire qual’è il messaggio. Io trovo che sia veramente bello, del resto adoro Pasolini, e del resto ho studiato dalle suore…

    -“maestra, maestra”- domandavo -“ma come mai se Gesù è Palestinese, ha i capelli biondi e gli occhi celesti?”-

    -“Beh?…Che domande? Ma perchè è figlio di Dio”.

    -“Aaahhhh…!…Giusto, perchè DIO E’ BIANCO… come noi! Eppoi noi adesso lo vediamo che è vecchio, con la barba bianca e i capelli bianchi, ma da giovane aveva anche lui i capelli biondi, e gli occhi occhi chiari, che ce li ha ancora. Infatti per Natale, con la barba bianca e gli occhi chiari ..si mette il vestito e il cappello rosso…e insieme a Gesù Bambino, che è biondo e ha gli occhi chiari…infatti è suo figlio, viene a portarci i regali!
    Si si … è così, è sicuramente così… cioè…quasi certamente così; perlomeno…un pò così…boh???… Ma allora perchè anche la Madonna ha gli occhi e i capelli chiari?-

    La suora pensava di avermi convinto, ma fortunatamente oltre agli occhi celesti e i capelli biondi, io vedevo anche il naso di Pinocchio.

  8. Roberto Sedda says:

    Ma il link alla discussione su Sardegna Democratica si può avere?

  9. Finalmente viene fuori l’antiSorianesimo di Biolchini, è evidente che c’e’ qualcosa di personale…Meglio Soru.

  10. rita podda says:

    Ho letto le interviste alle Lucido Sottile sul loro spettacolo e vorrei che nessuno mi levasse la possibilità di giudicarne contenuto e performance. La religione cattolica ha invaso a tal punto (nella storia e nella contemporaneità) la vita individuale e collettiva di ciascuna/o da renderci difficilmente libere/i di scegliere presente e futuro; con questo sopratutto noi donne abbiamo dovuto fare i conti. “Puttane” o “Madonne”, per l’appunto. E per piacere mi si risparmi tutta la tiritela (non mi stupisce che diestro ci siano soprattutto “maschi”) sul “simbolico della Madre”! I dati e quanto ci stà sotto gli occhi ogni giorno ci dice quale considerazione concreta abbiano della propria e delle altri madri figli/mariti/società/istituzioni!
    Non è stato raro vedere nell’arte contemporanea opere che hanno veicolato la condizione soggettiva di disagio e rabbia verso il ruolo mistificatorio giocato dalla Chiesa dissacrandone le “icone”. Si può essere più o meno sensibili a questo tipo di linguaggio artistico ma non possiamo ignorare che esista e ha ragione chi ha detto che le varie autorità accademiche ed ecclesiastiche che a Cagliari hanno lavorato per censurare questo spettacolo hanno dato prova di “provincialismo”. A questo penso si riduca tutta la polemica sul “bello/brutto, ecc”. di quel manifesto.
    Poi, mi pare ci sia a sinistra, sopratutto nel Pd, un problema grande come una casa sul come essere pluralisti e laici. Grazie Vito, perchè attraverso il tuo blog ci aiuti a far venire i nodi al pettine.

  11. matteo murgia says:

    Caro vito, la posizione del rettore non stupisce chi, come me, ha avuto modo di conoscerlo personalmente. del resto è alla guida di una istituzione allo sbando, è stato bravo a mettere la data di scadenza ai fuoricorso come me (senza nemmeno porsi il dubbio del perchè si può arrivare a trentatre anni con gli esami conclusi, ma se vuole rettore melis le faccio un rendiconto delle mie entrate e le spiego cosa faccio nella vita per sopravvivere) mentrè è stato meno solerte nel mettere a lavorare tanti suoi colleghi, la mia facoltà di ingegneria ne è piena, che sono più concentrati sulle proprie parcelle di libero professionistai che sulla didattica. sono stato per anni forse lo studente che maggiormante si è opposto al regno di pasquale mistretta, ma conservo un ottimo ricordo di lui come credo sia lo stesso per il vecchio magnifico. in questo caso, parafrasando frankie hi nrg mc, verrebbe da dire, forti coi deboli e zerbini coi potenti.
    su i commenti nel sito di sardegna democratica ha gia scritto l’amico amos cardia e mi pare non ci sia nulla da aggiungere. su alcuni commenti qui sopra peccato che non ci si firmi con nome e cognome perche ho l’impressione che si annidi tra di loro qualcuno che, scusatemi, ha la faccia come il retro del manifesto che tanto sta facendo parlare in questi giorni..
    a si biri.

  12. Il Pungitore says:

    Ma guarda un po’. Quando su vari blog e forum, compreso il Suo, in un recente passato si sputtanavano allegramente persone che avevano l’unico torto di avere posizioni “in vista” in amministrazioni di centrodestra si trattava di libertà, democrazia, diritto di critica, e palle varie.
    Adesso, invece, in nome della democrazia si invoca la censura del web e si parla di “post diffamatori”… Troppo facile caro Sig. Biolchini. Quando conviene, a Lei e a gente come Lei, il web si usa come un randello contro i “nemici” ma se le randallate le prende Lei o qualcuno vicino a Lei….

    • Ma guarda un po’, Il Pungitore sta scrivendo dal computer di Mr. M. o di Mario B. Che in questo blog ha trovato spazio e ascolto quando qualcuno lo attaccava. Troppo facile cambiare nome, caro Signor B. quando conviene a Lei, e a gente come Lei, il web consente di cambiare nick in un attimo…

      • Il Pungitore says:

        Il nick lo cambio, e d’altronde come mi ricorda lo fanno in tanti, perchè ho già ricevuto, a suo tempo, abbastanza minacce e insulti col mio vero nome, purtroppo anche da frequentatori di questo blog i quali, ebbene si!, cambiavano nick da un sito ad un altro.
        Che lei potesse vedere l’IP del mio computer lo davo per scontato ma confidavo nella Sua riservatezza e correttezza… Comunque La ringrazio per aver dato l’opprortunità di riaprire le danze.
        Non avrei mai pensato di pensarla come Sardegna Democratica, vabbeh le cose cambiano.

    • Il Pungitore says:

      Dimenticavo…. oltre a sputtanare queste persone si sputtanavano anche i loro familiari…

    • zaccheo says:

      Totalmente d’accordo. Due pesi e due misure… rinnovo il mio invito a Vito. Anzi, è un inVito: ripòsati un po’, stai sclerando. Non è facile tenere d’occhio tutti gli attacchi. E ormai delle Lucidosottile si è parlato abbastanza. La tua missione è compiuta.

      • Caro Zaccheo, se anche oggi il caso Holy Peep Show e sui giornali non è certo per merito (o colpa) mia: è una notizia, fatevene una ragione. Non ho missioni da compiere, se non quella di non farmi prendere per il naso dal signor B. che, prima ha trovato ascolto su questo blog, e poi pretende di farmi la morale democrazia, internet e censura. Se vuole scrivere con due nick diversi, lo può fare. Ma almeno non si faccia cassare e stia prima attento a quello che scrive.

        • zaccheo says:

          Non è più una notizia, è un tormentone. E state ancora cercando di inventarne qualcuna di nuova per continuare a farne parlare.
          Leggendo questo blog è evidentissimo. Intendiamoci: per una persona cui si vuole bene, si fa questo ed altro. Su questo non ho nulla da rimproverarti.
          Basta dire le cose, e qualche volta astenersi dall’insistere troppo. Le notizie – anche quelle molto più importanti di queste, concorderai – dopo un po’ spariscono. Di questa si continua a parlare, perchè così ci si fa pubblicità. Ajò, è chiaro come il sole.
          Perchè non fai una cosa? Per dimostrare la tua onestà intellettuale e professionale, fissa un momento. E da quel momento non parlarne più (anche se ti costerà, e ti capisco). “Molla stare”, come si diceva da bambini.

  13. sardegnodemocratico says:

    chi di blog colpisce di blog perisce, lo spettacolo non rientra nelle priorità dei cagliaritani, caro biolchini è brutto trovarsi dall’altra parte della barricata vero?

    • ZunkBuster says:

      Vorrei capire le differenze tra questo “statement” e quello di un certo Tremonti secondo cui la cultura “non è commestibile”. Svelato l’arcano, Sardegna (Anti)Democratica è di destra.

  14. Solidarietà alle Lucido Sottile. Avete conquistato un nuovo spettatore: io.

  15. Banana says:

    Madonna santa, quanto bigottume sto scoprendo tra i commenti… il diritto a non essere offesi dei sedicenti cattolici (che di norma sono sepolcri imbiancati perchè si ricordano di essere cattolici solo quando fa comodo: vorrei sapere quanti di questi devoti commentatori seguono alla lettera tutte le assurde disposizioni della Chiesa) è sempre più diritto di qualsiasi diritto degli altri..

    • Oh Banana,
      ma tanti donau su patentinu de giudici??!!
      Parli di bigottume che si evidenzia dal diritto a non essere offesi esercitato da sedicenti cattolici…. Perdonami: ma come ti permetti?
      Premesso che sono fortemente convinto della buona fede e onestà di Biolchini, avrebbe scatenato il dibattito a prescindere dai suoi rapporti con la Troja.
      A me sembra che si stia facendo molta confusione.
      Il punto focale della discussione è uno solo: il manifesto pubblicitario delle Lucido, certamente accattivante, è oggettivamente offensivo per una categoria di cittadini. Non voglio, volontariamente, esprimere giudizi quantitativi su che fetta di società tale catoria rappresenti.
      Personalmente non mi frega nulla di che spettacolo si intenda organizzare, però non ho piacere che i miei figli vedano quel manifesto che ritengo irrispettoso della mia fede. E non mi si dica che sono bigotto perchè lamento l’affissione di 4 tette… quello che non piace è l’uso strumentale dell’immagine.
      I manifesti servono per pubblicizzare un prodotto/servizio/evento e le Lucido li hanno usati proprio per questo, era di palmare evidenza che un simile 6×3 avrebbe creato scalpore…. e infatti loro hanno raggiunto l’obiettivo: far parlare di se. Nessun quotidiano o blog le avrebbe dedicato tanto spazio per recensire la loro nuova opera.
      Quindi permettetemi: ma che male c’è a dire che con tutto sto casino alla fine la compagnia teatrale ha acquisito notorietà? E’ esattamente quello che sta accadendo.

      • Soviet says:

        Secondo te un manifesto pubblicitario a cosa serve? Lo dice la parola stessa, a fare pubblicità. Il manifesto di uno spettacolo intitolato “Holy Peep Show” secondo te come dovrebbe essere? Almeno provocatorio. Il tema non è se uno si senta o meno “provocato” da un manifesto, perché se non viola le leggi ciascuno si tiene per sé la provocazione e al limite gira la testa quando gli capita di vederlo, ma se la valutazione di alcuni – e qui sì che siamo nel campo dei giudici e con sentenza immediatamente eseguita, altro che Banana! – valga più di quella di altri fino a portare alla sostanziale soppressione dello spettacolo. E se questo sia rubrica ile sotto la scritta “censura”.
        Il problema non è quindi né il manifesto, né l’interrogazione di Felicetto Contu. Ma gli effetti che si sono prodotti, col contributo fattivo di un “magnifico” rettore di una istituzione che dovrebbe fare bandiera della libertà di espressione e di ricerca, anche artistica.

      • ho semplicemente commentato alcune incredibili affermazioni che ho letto nei commenti sottostanti, sintomo – l’ho scritto e lo ripeto – di una mentalità bigotta e provinciale. Io sono cattolico per formazione, ho rispetto di tutti i credo religiosi ma non trovo nulla da ridire su quel manifesto (a parte che è bruttarello). al pari di tutti gli altri aspetti della vita, anche la fede religiosa è qualcosa su cui si può scherzare o fare satira (penso a certe cose pesantissime di Luttazzi). se poi qualcuno si offende, è un problema suo.

  16. Entula Arrubia says:

    COMUNICATO STAMPA
    Noi studenti e studentesse del collettivo Entula Arrubia della Facoltà di Scienze Politiche di Cagliari intendiamo esprimere una posizione chiara sul provvedimento assunto dall’Ateneo di Cagliari in riferimento allo spettacolo teatrale “Holy Peep Show” del duo LucidoSottile. Esprimiamo il nostro profondo diniego alla discutibile decisione del Magnifico Rettore, Professor Giovanni Melis. Riteniamo, infatti, che l’Ateneo si sia reso corresponsabile di uno dei più gravi atti di censura verificatosi negli ultimi tempi nella Città di Cagliari. Consideriamo che la venuta meno degli accordi tra le LucidoSottile e l’Ateneo sia sostenuta, fino a prova contraria, da motivazioni non particolarmente consistenti. La giustificazione addotta, ossia l’inadeguatezza dell’Orto Botanico per questo spettacolo teatrale, ci sembra che sia disconosciuta dalla ricca programmazione culturale portata avanti in questa stagione all’interno dello stesso. Pensiamo al contrario che il fattore che abbia portato a questa incresciosa scelta sia da ricondurre alla forte polemica scatenata dal cartellone pubblicitario dello spettacolo teatrale.

    Siamo fortemente indignati per questa decisione, che pone in discussione alcuni dei principi essenziali che questa Istituzione dovrebbe rappresentare, ossia l’essere uno spazio libero da futili condizionamenti moralistici e luogo di diffusione della cultura.
    Come studenti e studentesse dell’Ateneo cagliaritano non ci sentiamo rappresentati da questa decisione. Siamo consapevoli che come noi anche altre componenti mostrino un forte disagio di fronte ad una scelta, che ci appare del tutto ingiustificabile. Invitiamo pertanto tutti i gruppi studenteschi, che non l’avessero ancora fatto, e tutto il personale strutturato e non dell’Ateneo ad esprimere una posizione chiara su questa questione.

    Ci auspichiamo pertanto che il Magnifico Rettore, Professor Giovanni Melis rispetti gli accordi precedentemente assunti con le LucidoSottile e stralci una decisione che non consideriamo rispondente al ruolo di piena rappresentanza di tutte le anime dell’Ateneo alla quale la sua figura dovrebbe rispondere.

    • Franco Maria says:

      Cari studenti, un comunicato stampa dovebbe essere scritto in buon italiano, sennò perde ogni valore. Il diniego non si “esprime”, si oppone. E poi a quel provvedimento non potete opporre un diniego, visto che il diniego richiede un obbligo di consultazione da parte di chi prende un provvedimento e un potere di veto da parte di chi oppone un diniego. Inoltre quel “ci auspichiamo” va segnato come errore grave. Sulla punteggiatura e il linguaggio da ufficio c’è da dire che depone male non solo per voi studenti universitari ma anche per i vostri pedagoghi.
      Questo premesso, ritengo che nessuno possa, come voi vorreste, rappresentare tutte le anime dell’Ateneo perché certe anime non si possono mettere d’accordo.
      Quanto alle “anime che animano” questa discussione asfissiante credo che dovrebbero occuparsi d’altro. Ma, si sa, ogni anima fa quello che crede.

    • Soviet says:

      Cari ragazzi, aldilà di qualche maestro elementare che crede di essere ancora a scuola e in diritto quindi di segnare in rosso o in blu ciò che altri scrivono, approvo in pieno il contenuto del vostro comunicato. Sono contento di essermi laureato nella vostra facoltà e vedo che mantiene sempre, almeno nella sua parte studentesca, l’attenzione su temi all’apparenza marginali, ma che invece sono spia di questioni molto più importanti, come il diritto all’espressione artistica.
      Sulla forma dello scritto, questa si acquisisce scrivendo: il comunicato stampa ha il suo stile. Ma d’altra parte corbellerie ne scrive anche chi dovrebbe redigerli per mestiere.

      • Francesco says:

        Quoto Soviet, bravi ragazzi! Sono in pieno accordo con il vostro comunicato. La libertà di pensiero e di rappresentazione costituisce un caposaldo della nostra università LAICA. Il mio prof di lettere era solito sfregiare con un 5 i temi provocatori e talvolta geniali per la grave pecca di un verbo senza accento o di un pronome fuori posto. Lo faceva perchè non possedeva alcun argomento alternativo, ne sapeva reggere una qualunque discussione “costruttiva”. Povero lui. Lo chiamavamo il maestrino dell’800. Voi continuate cosi, siete il futuro. Loro, i maestrini dell’800, sono in via di estinzione, fortunatamente.

      • Franco Maria says:

        All’Università si dovrebbe già saper scrivere. Non è vero che non è mai troppo tardi.
        Il diritto all’espressione artistica? Troppo difficile per me.

        • Soviet says:

          Non ne dubito, si limiti quindi a correggere i compiti se non ha argomenti per partecipare alle discussioni.

  17. m'hai rotto says:

    ah biolchini c’hai rotto le palle con sta storia..
    ti credevo diverso..e invece..
    che tristezza..

  18. Arainna says:

    Ma per Pietà! Avete sentito parlare di un certo Fabre, magari qualcuno l’ha citato nei post, è poco il mio tempo per leggerli tutti. E’ solo l’ultimo degli artisti che ha dissacrato la Pietà di Michelangelo ed è stato esposto alla Biennale di Venezia, proprio nel 2011.
    Cagliari si scandalizza? Vi stupite ancora, siamo sempre qui, a Cagliari, anche se dovrebbe esserci un vento nuovo.
    Stimo le Lucido Sottile, ironiche, intelligenti, a modo loro coraggiose, ma in questa occasione davvero poco originali nella scelta del manifesto. Banali, direi. Ma siccome mi sono simpatiche, sarei portata a pensare che hanno fatto la citazione della citazione, per scuotere Cagliari.
    Lasciate ogni speranza voi che entrate…siamo a Cagliari, la più provinciale delle provinciali, cosa vi aspettate…
    Le Lucido Sottile potrebbero stupirci se ora dichiarassero che dell’Orto Botanico e di una manifestazione, diciamolo, popolarestiva di scarso valore, non frega più niente, e ringraziassero invece per il vero e patetico spettacolo che dal rettore, ai politici (!!!!!), a quanti hanno detto le loro banalità provinciali, è stato dato.
    E’ andata in scena la Cagliari peggiore, la più vera purtroppo.
    C’è materiale per scrivere almeno due spettacoli, le Lucido sottile saprebbero farlo bene, se ne freghino della locandina. Meglio ragazze accollate e castigate (oggi sconvolgono di più), tanto chi continua ad abbassarsi e togliersi le mutande è sempre e solo Cagliari.

  19. Gioppi says:

    “Mi sono stufato anche io di tante cose, soprattutto di alcuni post allucinanti letti sopra. La sezione dei commenti (la sezione commenti non il sito, ma tanto c’è sempre qualcuno che vuole capire quello che gli pare) assomiglia sempre più ad una fogna a cielo aperto in cui ogni idiozia è concessa.”
    Fuori dalla citazione, mi pare di essere tornato in una assemblea studentesca anni 70 dove c’era sempre qualcuno “più comunista puro” degli altri.

    Marcello – Non condivido nulla del tuo intervento e al contempo lo trovo assolutamente plausibile, non riesco comunque per quanto mi sforzi a ricordare un solo caso, non solo a Cagliari ma in tutta Italia di una qualsivoglia censura nei confronti del pensiero cattolico.

    • Anonimo says:

      Gioppi – non parlo di censura del pensiero cattolico. Parlo di un pensiero molto presente ai giorni d’oggi. La Chiesa e quindi il cristiano non deve dare giudizi ed esprimere il suo parere
      Parlo di come è ritenuto scandaloso che un Vescovo possa esprimere (ammesso che l’abbia fatto e io mi auguro di si) un pensiero sul tema di cui discutiamo e possa scrivere ad un amministratore locale per dissentire di qualcosa. Se tutti lo possono fare, perchè se lo fa un cristiano, si grida allo scandalo?
      Parlo più in generale di quanto spesso ci si lamenta che la Chiesa dia giudizi morali di argomenti, che essendo politici, riguardano l’uomo, che dovrebbe essere il fine ultimo dell’azione politica. Perchè la Chiesa è accusata di intromettersi se dice la sua, lei che ha come scopo la salvezza dell’uomo.
      Gironzola in questa discussione e capisci meglio ciò che voglio esprimere.
      Perchè qualcuno dice “La chiesa non deve decidere cosa sia bello o brutto, spetta ai cittadini giudicare secondo il loro libero arbitrio”?
      Capisci perchè dico che non capisco lo scandalo che si crea perchè la Chiesa dice la sua..
      Non lo stiamo facendo tutti noi?
      Dove e quando i cittadini non hanno il libero arbitrio?
      Forse sono stati eletti Preti e Suore?
      Forse devo credere che la società oggi è così profondamente cristianizzata da non decidere secondo coscienza?

  20. Safetycar says:

    Abbiate pazienza ma si sta esagerando x un semplice spettacolo dai… Se avessero fatto un manifesto non così esagerato, oggi lo spettacolo si sarebbe fatto. A me sembra eccessivo e di cattivo gusto. Che si sia cattolici o no. Penso che bastasse avere un poco di furbizia x capire che sarebbe nato un putiferio e lo si potev evitare. Se invece e’ stato fatto x creare uno scandalo ad hoc x pubblicità allora missione compiuta! Chiudiamo la storia fate un manifesto dignitoso e nessuno avrà nulla da dire.
    Se non c’e’ il morto nessuno cOmpra i giornali no? 🙂

  21. carlo 76 says:

    Sono un elettore di centrodestra ma trovo assurda la posizione del rettore. La chiesa non deve decidere cosa sia bello o brutto, spetta ai cittadini giudicare secondo il loro libero arbitrio. Mani ha degli atteggiamenti assurdi e antiquati spero se ne vada al più presto.

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  23. Non nobis Domine says:

    Guarda un pò… Quando la provocazione viene fatta sulle vostre idee e convinzioni (teatro, arte, spettacolo, cultura…come la chiamate voi) scoppia un putiferio e si grida allo scandalo e alla censura operata da benpensanti. Quando invece la provocazione viene fatta sulle mie convinzioni religiose, che sono radicate in me in maniera essenziale, e che animano la mia fede – e quindi anche tutte le dimensioni della vita – devo stare zitto. Me la spieghi questa, Vito??

    • Quali convinzioni religiose verrebbero turbate? Lo sappiamo, sì, che nella Bibbia tutte le questioni sessuofobe non esistono? Neanche in Paolo di Tarso, alla fin fine. Solo in Paolo c’è un accenno di svolta sessuofoba sul quale si fonda tutta la sessuofobia del cattolicesimo. Che problema ci sarebbe ad immaginare un Cristo donna e nudo?
      Al limite il parallelo Cristo-Pinocchio. Ma qui entra il diritto moderno. Che problema c’è? E’ un opinione. Posso anche immaginare un Cristo assassino. E’ una mia opinione che non va minimamente ad offendere la profonda convinzione religiosa si tanti, che io rispetto profondamente e difendo. Posso immaginare Dio bugiardo. E’ una mia opinione. Come può turbare la convinzione di altri? Posso immaginare che Dio non esista (e questo è frequente). Non turba chi pensa che esista. Come viceversa. Così come non mi offendo se qualcuno pensa che l’ateismo sia una menzogna o che lo sia il liberalismo. Io spesso sfotto il comunismo, anche per provocazione. Si litiga. Si discute. E poi amici come prima.

      • Quali convinzioni? Semplicemente al primo posto nella vita di un Cristiano c’è Gesù, se uno offende lui offende tutta la vita e l’essenza stessa del cristiano. Viene prima della propria vita, della mamma, della moglie, dei figli, dei parenti, degli amici, della casa, della macchina…
        Pensa un pò con quel manifesto si offende ciò che di più prezioso ha un cristiano.
        Qui si parla tanto di libertà ma è libertà a senso unico!
        Libertà non significa fare tutto quello che si vuole, libertà è essere coscienti di chi si è e di cosa si ha bisogno per poter scegliere senza costrizioni, offendere a tutti i costi qualcuno pur di avere un pò di visibilità non è libertà ma schiavitù un compromesso che offende la dignità di chi chi offende, che se è costretto a tali sotterfugi non è libero di manifestare le proprie qualità artistiche ma solo schiavo del terrore di non avere successo!
        Care Lucidosottile abbiate più fiducia nei vostri spettatori ma soprattutto più fiducia in voi stesse!

        • Monica says:

          Ecco perchè esistono le guerre di religione, perchè ognuno è convinto che ciò in cui crede lui sia più importante di tutto quello che possono pensare gli altri e di tutto il resto del mondo. E questo mi riporta al perchè mi sono allontanata dalla religione e ho i mei dubbi sul fatto che Dio esista.

        • Non hai risposto, tecnicamente, al perché Gesù e chi crede in lui sarebbero offesi. Lo chiedo da essere umano e da studioso di Storia delle Religioni…

        • Tecnicamente forse prima di rispondere al mio post è meglio se lo leggi!

        • Ti posso giurare che TU non rispondi. Rileggi. TU dici SOLO: “se uno offende” (ma non spieghi perché offende) e “quel manifesto offende” (ma, anche qui, nessuna spiegazione). Insisto: voglio sapere: ti turba l’accostamento a Collodi o l’accostamento alla femminilità o alla nudità. Non ci sono altri elementi e, dunque, vorrei capire se una o due o tutte e tre. E, dopo che avrai scelto, dovrai spiegarmi dove stia l’offesa. Scusa, ma ho bisogno di capire. TU giri intorno all’argomento. Io ho motivato tecnicamente. E ho anticipato che, se il problema è l’accostamento alla femminilità o la nudità, il tuo (o vostro) è un errore storico-filologico e dunque religioso. Se si tratta solo dell’accostamento a Collodi, posso capire di più il fatto che tu possa essere turbato, ma qui subentra la legge. Diciamo che è un mio diritto legale turbarti (che è diverso da offenderti). Se poi una cosa che per la legge turba, ma non offende (per esempio dire: “mi sembri una persona distratta”), il problema è tuo e non della comunità Italia.

    • Monica says:

      No, le tue convinzioni cattoliche puoi esprimerle quanto e come vuoi. Nessuno toglie il diritto di critica. Nemmeno a me piace il cartellone, ma la mia è una critica puramente estetica, non dovuta alla rappresentazione. Quello che mal si sopporta è che in nome delle vostre convinzioni quelle degli altri non debbano essere espresse. Impedire uno spettacolo solo perchè il cartellone che lo publicizza non è di gradimento di chi ha i cordoni della borsa dei soldi di tutti o, come in questo caso, ha le chiavi di accesso di un posto pubblico, pertanto di tutti credenti e non, si chiama prevaricazione. Si pretende che la sensibilità offesa di uno, che non sta disponendo di casa sua ma di qualcosa che è anche mio, precluda la fruizione di un bene a chi invece la pensa diversamente. Non rivoltare la frittata. Nessuno sta costringendo chi non vuole e pensa di potersi sentire offeso a vedere lo spettacolo. Invece si fa in modo tale che chi lo vorrebbe vedere non possa farlo.

    • Neo Anderthal says:

      @Non nobis Domine.
      Perché mai divreste stare zitti? Potete dire tutto ciò che vi pare giusto. Solo non dovreste imporre i vostri dis-gusti agli altri, e esercitare la tolleranza.
      E la tolleranza è sempre tolleranza verso qualcosa che infastidisce e magari offende e non una indistinta tolleranza verso non si sa bene cosa -tutti infatti accettano la noia minore che può arrivare dall’inoffensivo, ma allora è solo esercizio di pazienza, e non di tolleranza in senso proprio-.
      In ogni altro caso c’è la legge a tutelare dagli abusi.
      Si vede bene quindi che questo è il punto che non è molto chiaro, per chi si lagna in continuazione dei difetti del Relativismo. Quello che viene definito in questo modo è però, alla fine dei conti, nient’altro che la libertà di pensiero, oltre i dettami della Chiesa e degli ipse dixit e di tutti i divieti di natura clericale.
      In conclusione vorrei riportare la questione ai termini essenziali, quindi reali: uno spettacolo teatrale autorizzato e posto in cartellone (nel senso di programmato) in una particolare ambientazione viene impedito, con giustificazioni pretestuose, a seguito di lagnanze varie.
      E’ giusto? Per me no, nella maniera più assoluta.

      • Marcello says:

        Scusami, ma non capisco ancora come posso dire ciò che mi pare giusto, ma non devo dire quello che non trovo giusto.
        Dovrei dire “questo secondo me non va bene” senza però far capire che proprio non va bene (secondo me).
        Questa non è una discussione fatta tra persone molto distanti su alcuni temi?
        Chi però mi tratta da antiquato,da quello che giudica tutti in nome di Dio, chi parla di “bigottumine”, (e potrei continuare..) mi da esmpio di tolleranza, se però io dico “questa cosa è proprio di cattivo gusto” (sempre secondo me), sono intollerante. Bo, scusami, son proprio ignorante ma questo discorso mi sembra un po a presa in giro, tipo “si, si, hai ragione, basta chi ri scittisi”.
        Un altra cosa strana, ma forse è questo il bello di un blog, è che si parte da un argomento, la discussione si accende su quell’argomento e poi si finisce a creare tante mini discussioni che quasi ti fanno dimenticare da dove si è partiti.
        In questo senso, fai bene a voler riportare la questione ai termini essenziali, e tu li hai già ricordati.
        Solo che (ora ricordo da dove son partito!), in questi termini essenziali c’è un particolare che mi è sembrato strano da subito: il riferimento a Mons. Mani. Messo in mezzo all’argomento come colpevole di qualcosa che potrebbe aver fatto, ma nessuno sa con certezza che l’ha fatto. Non so, mi sembra che siano quelle le “lagnanze” a cui ti riferisci nel riportare la questione ai termini essenziali.
        Queste lagananze (che bò, forse ci son state ma nessuno lo sa!), passano per essere la censura che ha impedito lo svolgimento dello spettacolo in questione.
        Qualcuno bene ha citato degli esempi di come la censura non ha più potere neanche all’interno della Diocesi, nel quale ci si potrebbe aspettare che debba funzionare, se esiste. Perchè? perchè non è una censura!
        Se Il Vescovo ha scritto agli amministatori comunali, o ha parlato direttamente, ha censurato qualcosa? O non avrebbe semplicemente esercitato questo “diritto di manifestare il proprio pensiero, etc. etc. (questi termini li abbiamo usati tutti cento volte in questi giorni)?
        Quello che ancora non capisco, perchè ho letto tutto quello che è stato scritto, ma a parte insulti vari verso cui esercito tutta la “tolleranza” di cui parli, nessuno ha saputo spiegarmi, è perchè non lo avrebbe dovuto fare! Cioè perchè solo lui non dovrebbe farlo, visto che ognuno parla, accusa, si schiera, si dissocia, lettere personali, comunicati stampa.. ognuno ha il diritto di prendere una penna e scrivere il suo pensiero, senza dover offendere nessuno.
        Ognuno può scrivere alla curia, al giornale Diocesano, alla mail personale dell’Arcivescovo (la trovate dappertutto). Solo lui è antiquato e opererebbe una censura, se dicesse (il condizionale è obbligatorio!): Quel manifesto a me non piace. Mi si deve spiegare come la eventuale lettera incriminata, diventerebbe una censura in senso operativo. Cioè questa società è veramente così cristianizzata da fare tutto secondo l’indirizzo della Chiesa? Ma ci siamo guardati intorno? E’ davvero così?
        Qualcuno l’ha detto bene: “a Cagliari non comandano i Preti”. Questo mi sembra chiarissimo, anche se gli si voleva dare un senso di rimprovero ai Preti!
        Poi sul resto, tutti siete informati più di me, e parlate con cognizione di causa: orto botanico, accordi tra le parti, sacrifici economici.. non posso certo metter lingua. Ma per il resto mi è piaciuto porre qualche domanda, o provocazione.
        Certamente sono molto imperfetto (dalle mie parti diciamo “molto peccatore”), ma non mi sembra di essere stato intollerante.

        • Neo Anderthal says:

          In conclusione vorrei riportare la questione ai termini essenziali, quindi reali: uno spettacolo teatrale autorizzato e posto in cartellone (nel senso di programmato) in una particolare ambientazione viene impedito, con giustificazioni pretestuose, a seguito di lagnanze varie.
          E’ giusto? Per me no, nella maniera più assoluta.

  24. ZunkBuster says:

    Le chiacchiere stanno a zero. A Cagliari non comandano i preti, e il rettore si deve dimettere IMMEDIATAMENTE così come la vicesindaco Piras per non essere in alcun modo intervenuta pur facendo parte del senato accademico.
    Questa è la sola morale della favola … certi “cristiani” reazionari, intolleranti e oscurantisti hanno conseguito il risultato di fare un’enorme pubblicità a LucidoSottile, forse era meglio che si stessero zitti e parlassero solo in chiesa. O anche fuori, ma che le cose si dicano e si facciano a viso aperto e con trasparenza, non con queste improvvise “inagibilità” di luoghi in strana connessione temporale con l’interrogazione codina di un consigliere regionale “cadrampone” appartenente a quello che, più dello stesso PDL, è schifosamente il partito del clericalismo più retrivo.

    P.S. 1: Quelli di Sardegna (Anti)Democratica hanno perso l’ennesima ottima occasione per tacere.

    P.S. 2: Sia ben chiaro, se il PD si allea con l’UDC anche solo per il comune di Pompu il mio voto se lo scorda.

  25. COMUNICATO STAMPA
    La libertà d’espressione in ogni sua forma è uno dei principi fondamentali per questa amministrazione comunale. Abbiamo seguito da vicino l’evolversi della vicenda legata allo spettacolo “Holy Peep Show”, e siamo a conoscenza delle difficoltà logistiche e organizzative che deve affrontare oggi, a pochi giorni dalla prima, la compagnia Lucido Sottile.
    Per garantire comunque lo svolgimento dello spettacolo, ribadiamo la nostra disponibilità a ospitare la rappresentazione in uno spazio comunale, secondo modalità e tempi da concordare con la compagnia. Lo stesso vale per le altre iniziative già previste nello spazio dell’Orto Botanico, certi che ogni forma d’arte – anche quando oggetto di polemiche – contribuisca allo sviluppo dello spirito critico degli spettatori.
    Enrica Puggioni
    (Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari)

  26. il giullare says:

    vi prego fatele fare questo spettacolo!!niente è più indegno della gazzarra inutile che si è sollevata!

  27. marcello says:

    Ciao Vito.
    Noto con stupore che in nome della democrazia, (quasi) tutti possono, giustamente, dire o fare tutto. Ogni occasione è buona e giusta per richiamare il diritto alla libertà di stampa, alla libertà di espressione etc. etc.
    Solo che rimango meravigliato quando questi che urlano continuamente questo sacrosanto diritto, vogliano sistematicamente negarlo (il diritto) a chi si dichiara cristiano, più nello specifico Cattolico e a chi rappresenta questi.
    Io, che non conosco, lo ammetto, niente di questo spettacolo, mi sento molto offeso dall’immagine che lo reclamizza affissa sui muri della città.
    Per un cristiano, Cristo non è semplicemente un leader politico, che domani sarà sostituito da un altro uomo con le stesse idee politiche o il mio cantante preferito, o il mio sportivo preferito, è molto di più!
    E’ il motivo e la causa della propria vita. E’ Dio stesso.
    Ovviamente è riconosciuto ad ognuno degli uomini il diritto di crederlo o non crederlo.
    Così è per la Madonna, riconosciuta (dal cristiano) madre di Dio e madre nostra.
    Liberi tutti di crederci o no, ci mancherebbe!
    Vogliamo fare un esempio molto banale, di quelli che non è necessario essere teologi per capirlo?
    Tu che sei cagliaritano tanto quanto me, e anche di più, perchè forse ci vivi tuttora, lo sai bene. A nessuno è consentito offendere mia madre. A Cagliari scatta subito il cazzotto.. “non cicchisi a mamma!
    Un manifesto del genere offende gravemente la mia persona, perchè ridicolizza gravemente i punti di riferimento della mia vita.
    Tu sei libero di non crederci, di non avere quei punti di riferimento, ma un manifesto del genere non è espressione di libertà perchè offende la mia dignità, e non credo di essere un integralista, un talebano per rivendicare io, questa volta, il diritto di non essere offeso in questo modo.
    Io non so se Mons. Mani abbia mandato lettere a chicchessia. Ma spero di cuore che lo abbia fatto!
    Non penso che abbia il potere di impedire lo svolgimento di questo spettacolo, ma credo che abbia il dovere di manifestare tutto il suo disappunto di fronte a queste immagini. Questo lo dico perchè spiritualmente mi sento rappresentato da lui. Del resto ognuno ha il diritto di esprimere un consenso o un dissenso, io, te e lui. o no?
    Dov’è allora lo scandalo?
    Semmai, secondo me lo scandalo è che un amministratore di una cittadina importante come Cagliari perda l’opportunità di dire una verità, e la voglia nascondere in un modo così banale e ridicolo.
    Era più opportuno dire che non si riteneva buona quella cosa, se come sembra chiaro, il motivo è quello.
    Ma si sa bene, purtroppo, per i politici è sempre più comodo non schierarsi…!
    Censura? a me sembra di dover richiamare il dovere del rispetto che si deve a tutti, compreso ai cristiani, i quali invece sembra che non debbano esprimersi perchè… sono cristiani!
    Eppure in prossimità delle elezioni politiche, nella mia cassetta delle lettere è pieno di biglietti da visita, di ogni colore!
    Nessuno si chiede se sono cristiano. Devo votare, ma poi il mio essere cristiano mi deve portare a non esprimere il mio pensiero, in rispetto a chi non è cristiano.
    All’inizio di questa discussione si parlava di ipocrisia…
    E se ho delle persone che mi rappresentano spiritualmente, e che possono far sentire la mia voce, non mi devo aspettare che parlino?
    Perchè?
    Ma scusa non lo stai facendo anche tu, io e chiunque può farlo!
    E se non ti piace qualcosa della Chiesa, non puoi tranquillamente esprimere il tuo dissenso scrivendo dove vuoi e a chi vuoi?
    Spero proprio che Mons. Mani abbia manifestato il mio profondo disgusto.

    • senzasenzo says:

      Ma non dovrebbero porgere l’altra guancia?

    • “… e non credo di essere un integralista, un talebano …”
      invece lo sei.
      e la cosa brutta è che non te ne rendi nemmeno conto … 🙁
      hai la tipica prepotenza di chi è convinto di avere dio dalla sua parte e quindi di avere il diritto di imporre la sua visione delle cose agli altri.
      non funziona così, o almeno non dovrebbe funzionare così.
      un giorno l’umanità guarira da questa sua malattia infantile chiamata religione e non sarà mai troppo presto

  28. Non capisco perché secondo i discorsi che vengono fuori da questo articolo chi è di sinistra deve essere per forza ateo o amorale!

  29. che tristezza vedere la sinistra che litiga su chi è più bravo a fare cultura,che brutti gli ultras biolchiniani scatenati in attacco contro sardegna democratica,soru e mongiu.Avete deriso gli indipendentisti per i loro litigi,voi in confronto sembrate al mercato di san benedetto.almeno loro parlavano di politica.Voi invece non essendo in grado di fare elaborazioni politiche,vivete all’ombra dei vari vendola,bersani,ecc.i soliti servi incapaci.

    • Neo Anderthal says:

      Giuro che mi era sfuggita.
      Ecco un esempio di settarismo e di linguaggio greve e inadeguato (perché senza argomenti, ma con insulti).
      “i soliti servi incapaci.”
      Ecco qua chi fornisce lezioni, dall’alto di un consenso iper marginale, dall’alto di una elaborazione politica finissima che evidentemente concede il lusso, per chi essendo “indipendentista” ha capito come risolvere tutto, di trattare gli altri da servi e da incapaci.
      Ma per favore, anzi, per carità…

  30. Mia personale opinione, da ateo anticlericale.
    1) Chiunque voglia censurare uno spettacolo dovrebbe vergognarsi;
    2) Il manifesto dell’iniziativa è un’evidente provocazione;
    3) Come tutte le provocazioni, occorre mettere in conto che qualcuno si incazzi, che l’iniziativa possa saltare;
    4) Come tutte le provocazioni, questa ha il vantaggio di regalare alle lucidosottile una grande visibilità e notorietà;
    5) Per questo, non mi straccio le vesti se il Rettore impedisce lo spettacolo. Il risalto è già talmente elevato che il saldo per le autrici è positivo; presto troveranno luoghi e organizzazioni ben migliori di questa.

    K

    P.S., ah, 6) tu Vito ti stai scaldando troppo.

  31. nemo72 says:

    Rabbrividisco solo all’idea che le voci di cui parli abbiano riscontro… certo che la sensazione è forte e fa pensare che se c’è un mandante, come è probabile, c’è anche un forte interesse dietro… e non fa differenza se questo interesse si chiama consenso, vanità, speculazione o mera mediocrità…
    D’altronde, se proprio c’erano delle coscienze da smuovere, da assoldare, da impiegare in una guerra santa, chi meglio del nostro arcivescovo aveva interessi (come quelli summenzionati) da difendere e tutelare?
    Ma forse si tratta pure di interessi legittimi, come hai sottolineato tu. In fondo è quella la giurisdizione del mons. Mani.
    La cosa che dovrebbe far pensare e che questi interessi e le presunte pressioni che hanno determinato siano tanto forti da piegare l’interpretazione di norme, della morale, del rispetto, a fini diversi da quello della civiltà, della fratellanza, del pubblico interesse e benessere.

  32. zaccheo says:

    hai perso la testa, ormai è evidente. prenditi un po’ di ferie. dammi retta

  33. In tutta sincerità mi sono un po’ rotto. è tutta pubblicità gratuita alle lucidosottile.. d’altronde anche manson, elvis e altri grandi sono stati criticati (e pubblicizzati) dal bigottismo. quindi per favore, basta! tra l’altro loro non sono neanche un granchè artisticamente parlando….

  34. BimboRosso says:

    Si è parlato tanto di soldi pubblici, ma in effetti non ho visto grande fermento per la valanga di soldi versati per il “campus” della curia, che oltre ad essere un fallimento rappresenta anche un grave caso di discriminazione dato che a quanto ne so io accoglie solo studenti maschi (e vogliamo parlare del più che probabile indottrinamento che ne può scaturire?). E di quei 25 milioni di euro in 5 anni donati dalla Regione Sardegna governata dal devoto Ugo Cappellacci per gli oratori? Quanti sanno che la causale del pagamento è appunto l’attività di oratorio ma che la curia non è obbligata alla rendicontazione sull’utilizzo di questi fondi? Anzichè cercare scuse per giustificare una censura, aggrappandosi a briciole date al settore cultura perchè Lor Signori tanto impegnati nella caccia allo spreco non si occupano di questi che scandali lo sono eccome?

    • ZunkBuster says:

      Evidentemente l’accozzaglia di democristiani di ritorno di “Sardegna Democratica” ha qualcosa da farsi “perdonare”. Non vorrei dire un’inesattezza, ma a mia domanda una fonte molto addentro alle cose della Curia ha confermato che le elargizioni per il faraonico campus della Curia furono fatte da un certo Renato Soru, e poi confermate da Cappellacci.

      • M.Ulpio says:

        oh ma itta c’intrara Soru e Sardegna Democratica con Holy peep show?

        • ZunkBuster says:

          Infatti non c’entrerebbe, sono loro che ne parlano fuori tema e a sproposito pur di andare contro Biolchini. Sono allergico ai gatti Soriani …

  35. amos cardia says:

    ‘Idu stimau,
    a dolu mannu su chi as scritu no mi spantat, ca giai apu connotu su traballu malu de su situ de “Sardegna Democratica”. In d-una chistioni de polìtica linguìstica [www.sardegnademocratica.it/culture/lettera-aperta-sulla-lingua-sarda-1.22167], una “Elsa Giacobbe” at difèndiu sa polìtica de Soru e at circau a genti de s’assòtziu miu cun custus fueddus:
    ————————————
    … Cari Oreste, Ivo e Perdu, dell’Academia onlus, mi fate pena. Non vi rendete conto che vi stanno usando per fermare tutto il processo di valorizzazione della lingua? Lo fanno da anni e vi lasciano le briciole. come a dei bravi canes de isterzu … Quando Milia, Lorinczi e Maninchedda avranno finito con quelli della lingua, non vi saluteranno neppure più. Sarete degli appestati per gli uni e per gli altri. Dei traditori, insomma. E di fatto lo siete, per poco prezzo … Maninchedda vi ha dato spazio perchè i suoi compari sassaresi non vogliono usare il sardo e gli uffici regionali gli hanno detto no esponendosi a qualsiasi ritorsione. Compresa la pubblicazione delle vostre bugie. Non vi vergognate neppure un po’ quando state per prender sonno la sera?
    ————————————
    Insandus eus scritu a s’arredaztioni custa litra:
    ————————————
    S’Acadèmia de su Sardu Onlus pensat de ai arriciu ofesa manna de is fueddus de Elsa Giacobbe, o de chini ddoi siat cuau apalas de custu nomìngiu, e duncas est abetendi is scusas de issa po custa farta chi noxit a sa màgini nosta e de is assotziaus nostus chi issa at circau in su cumentu suu (23/06/2011 22:46). Si-ndi parit finsas spantu chi unu situ chi si narat “Sardegna Democratica” potzat permiti ofesas diaici a assòtzius de òminis lìberus chi no ant circau ni ofèndiu a nemus e prus pagu puru a Elsa Giacobbe. Chi no eus a arriciri is scusas de Elsa Giacobbe e de su situ, seus averiguendi chi ddoi apant is conditzionis po un’atzioni de lei po defensai s’onorabilidadi nosta innoi e aundi totu si potzat presentai custu abisòngiu.
    ————————————
    E custa est s’arrespusta de s’arredatzioni:
    ————————————
    Sardegna Democratica non censura i post che arrivano al sito. La pubblicazione dei post e degli interventi a proposito della lingua sarda e non solo è la prova che questo sito è plurale e democratico nella sostanza e non a parole. Agli amici dell’Academia tutto lo spazio per argomentare. Cordialità, Redazione.
    ————————————
    Po nosu est acabada aici, a su mancu in su situ, ca cun custa genti ddoi est pagu cosa de arrexonai. Seus traballadoris, no genti chi passat sa giorronada a smanetai in is situs po si intendi importanti, cumenti parint medas de is chi scrint in “Sardegna Democratica”.
    A si biri.

  36. Più dell’essere collezionisti di servi, stupisce negli uomini l’attitudine ad essere servi, citando liberamente un celebre motto. Perché credo stia succedendo questo in questa surreale vicenda che ricorda più le censure degli Asburgo ci soggetti di Giuseppe Verdi che non le cronache del tempo presente. Credo fermamente nel nostro dovere di non fermare la polemica e di continuare ad alzare la voce su questo schifo. Attendo anche io una voce dalla nuova giunta appena insediata. Una voce chiara, senza dubbi. Lo aspettiamo in tanti, credo.

  37. Anonimo says:

    intervento condivisibile ma il problema non é Sardegna Democratica che reputo un sito di qualità e non una fogna , ma lo stesso strumento internet che per sua natura molto spesso è il luogo degli istinti e non della ragione , ricordiamoci le campagne denigranti su facebook o sui blog durante il toto assessori per la giunta Zedda o le mistificazioni al tempo della approvazione del ppr , tuvixeddu etc
    Il problema è che la rete molto spesso palesa anche i limiti dei propri navigatori.
    Credo comunque che non valga la pena dibattere sul tema specifico scadendo nella polemica fine a se stessa . La Città ha bisogno di dibattere e decidere su temi più importanti e stringenti.

  38. ZunkBuster says:

    Purtroppo in troppi abbiamo creduto a lungo che certi signori fossero davvero “democratici” e “di sinistra”. Tolti alcuni di ben altra levatura politico-intellettuale (ribadisco: Massimo Dadea, poi ho difficoltà a farmene venire in mente altri) i signori di Sardegna Democratica denotano preoccupanti tendenze reazionarie. Dovremo ancora una volta chiedere scusa ad Andrea Pubusa per aver irriso certe sue prese di posizione?
    Comunque, il silenzio assordante del sindaco Zedda, dell’assessore Puggioni e della neopresidente della commissione Cultura Ghirra è anodino e preoccupante. Pur condividendo che non si debba prestare il fianco a strumentalizzazioni, sarebbe opportuno venisse rotto. Su Paola Piras non mi faccio illusioni: è una docente preparata (non so con quale senso pratico, indispensabile per essere buoni amministratori) ma di sinistra evidentemente ha solo qualche vaga simpatia, come tanti altri docenti di sinistra che, nel calderone dell’ateneo cagliaritano scosso e condizionato da mille portatori di interessi particolari, finiscono sempre per “contestualizzare” all’eccesso.

  39. caro vito, questo più che un pezzo giornalistico sembra un personale libero sfogo. E vabè il blog è tuo e puoi scrivere quello che ti pare…

    • Ipazia says:

      Infatti! può scrivere proprio quello che gli pare…togliamo anche la libertà di parola e poi dimmi qual e’ la differenza rispetto al periodo fascista.

  40. Anonimo says:

    ti stupisci dell’atteggiamento del sindaco e della sua vice ……………………… forse in campagna elettorale erano stati tolti gli specchi …………………………………… i candidati avevano solo una differenza di eta’ ……………………………………………………. pero’ vi stà bene cosi’……………………………………………………..

  41. Francesco says:

    Condivido l’articolo. Ma la cosa sconcertante non è che Mani abbia fatto pressioni (ti aspettavi che stesse zitto??) ma che le nostre istituzioni accademiche “laiche” insieme a sindaco e assessore alla cultura si siano chiusi in “religioso” silenzio. Questo mi fa veramente incazz..re

  42. Franco Anedda says:

    Vito, hai affermato: “E non si dica “con quali soldi viene fatto lo spettacolo” perché qui siamo al fascismo. L’arte è libera, lo spettacolo è libero, non è soggetto alla preventivo via libera di nessun potere o autorità.”

    Siccome mi sento chiamato in causa ribadisco che “sapere da chi e in che misura è stato finanziato lo spettacolo” consente di avere una visione completa dei fatti e di poter essere solidali con le LS per i problemi ai quali vanno incontro nel “traslocare”.

    L’arte deve essere libera ma i fondi pubblici non devono essere né liberi né spesi in segreto.
    Secondo Soviet la mia domanda “è mossa di poca onestà intellettuale”, secondo te è “fascismo”.
    Ho solo chiesto una informazione che dovrebbe essere di pubblico dominio (motivando pure la ragione), perché mi insultate?

    Mi spiace pure che tu stia cercando di coinvolgere mons. Mani con illazioni tanto diffamatorie quanto infondate, secondo lo stile di Gianfranco Murtas, fallimentare in un contraddittorio.

    A proposito: se il nostro Arcivescovo fosse il feroce censore che dipingete voi, Don Cugusi, oggi non celebrerebbe più messa o soprattutto non potrebbe celebrarla a Cagliari, e invece che avviene?
    Da una parte io vedo la cristiana tolleranza, dall’altra un livore ed una aggressività che nulla hanno di cristiano.

    Capisco che l’amore rende ciechi, ma mi addolora vederti bruciare la credibilità che hai guadagnato in anni di lavoro…

    • Infatti l’informazione è di dominio pubblico: sul sito della Regione, con un po’ di pazienza, trovi tutto. Non ti insultiamo ma ti critichiamo perché chiedere chi paga lo spettacolo è, a questo punto del ragionamento, vagamente intimidatorio. Nessuno dà soldi in segreto, nessuno spende in segreto. Le amministrazioni pubbliche deliberano sulla base di criteri, le compagnie rendicontano. Se tu non conosci il meccanismo, non puoi far credere che sia segreto.
      Inoltre: la compagnia Lucido Sottile è sostenuta dalla Regione e dal Ministero, in minima parte dal Comune, e per questo progetto dalla Provincia (che ha promesso undici mila euro). Ad oggi, la compagnia ha investito risorse proprie, soldi pubblici non ne ha presi. Lo spettacolo sarà in gran parte realizzato dunque con risorse proprie della compagnia.
      Per il resto, cosa c’entrano Murtas e Cugusi? Se Mani ha veramente scritto agli amministratori pubblici chiedendo loro di non far rappresentare uno spettacolo sarebbe una cosa gravissima. E presto sapremo se è vero o no.

    • ZunkBuster says:

      Cristiana tolleranza hai detto? Ma sei sicuro di sentirti bene? Siamo noi che siamo stufi di tollerare una chiesa reazionaria ed integralista che vuole imporci quali spettacoli vedere e non vedere, se possiamo unirci in modi diversi dal matrimonio o meno, e tante altre cose tra cui come dobbiamo morire con la squallida oscurantista legge sul testamento biologico. Quanto ai fondi pubblici, signor Anedda, perché la turbano tanto i quattro soldi della Provincia per lo spettacolo di LucidoSottile, anziché la montagna di soldi della Regione buttati nel “campus” della Curia pressoché deserto? Ad ascoltare certi discorsi viene voglia di chiedere l’adesione alla Massoneria, altroché “cristiana tolleranza” …

    • Soviet says:

      Ancora con questa storia dei soldi? Si vede che gli argomenti scarseggiano…

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