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Comunali a Cagliari: basta anatra zoppa, parliamo di programmi! Dieci domande dieci per i due candidati, Zedda e Fantola

Ancora con l’anatra zoppa? E bastaaa! E parliamo di cose serie, parliamo di programmi e di progetti per Cagliari. Dieci domande fresche fresche e calde calde per i due candidati che si contenderanno al ballottaggio la carica di sindig’e Casteddu. Otterrò le risposte che cerco da Massimo Zedda e Massimo Fantola? Boh. Io comunque ci provo. E se mi va bene, ne ho pronte altre dieci.

1 – Iniziamo con una domanda facile facile: un problema risolto ed uno lasciato irrisolto dalla precedente amministrazione comunale.

2 – Sant’Elia: due cose da fare subito per combattere il degrado.

3 – Poetto: perché non trovare i soldi per effettuare un nuovo ripascimento? Fatto bene però! Oppure?

4 – Cagliari città universitaria: meglio il campus universitario o il campus diffuso? Niente scherzi, una risposta esclude l’altra!

5 – Caro aspirante sindaco, si impegna fin da ora a nominare, se eletto, un congruo numero di donne assessore?

6 – La città ha bisogno di nuovi parcheggi multipiano o di potenziare il servizio di trasporto pubblico?

7 – Anfiteatro romano: le tribune verranno smontate il…? Fissi una data e ci dica cosa succede dopo.

8 – La città perde residenti! Si impegna a far costruire nuove case popolari nel corso del suo mandato? Case popolari, non social housing!

9 – I primi tre atti che adotterà se diventerà sindaco saranno…

10 – Fantascienza! Il Comune vince al Gratta e Vinci 100 milioni di euro, il sindaco può spenderli come vuole. Ci dica come.

Oh, le domande sono per Massimo Zedda e Massimo Fantola. Ma se volete, potete rispondere anche voi.

43 Commenti

  1. tony randall says:

    Il degrado urbano non é solo di Sant’Elia ma di tutta la cittá!Bisogna svegliarsi siamo anni luce indietro rispetto alla maggior parte delle cittá europee.

  2. salvatore says:

    Vorrei segnalare anche il problema delle aree vuote cosidette strategiche del centro storico, la giunta uscente ha autorizzato lottizzazioni edilizie invece di destinarle a verde pubblico attrezzato e parcheggi che sono del tuttop insufficienti in seguito all’istituzione delle ZTL specie nel quartiere di Villanova, dove si trovano le grandi aree di Via San Saturnino/via Tristani e nell’area dell’ex mobilificio Cao in Via San Rocco
    Basta costruire il centro storico è asfittico senza verde ne vivibilità

  3. Cordialmente Punto G says:

    PIste ciclabili, piste ciclabili e ancora piste ciclabili….

    • docpretta says:

      ti quoto totalmente.. io abito a quartu e da quando il sindaco ha tolto la pista ciclabile in via san benedetto, i ciclisti e i corridori fanno lo slalom in mezzo alle macchine.. siamo tornati indietro nel tempo!

    • fabius realisticus says:

      Concordo cordialmente! Piste ciclabili e bike sharing a manetta!

  4. gentarrubia says:

    Là! tutti CT della Nazionale e Candidati a Sindaco

  5. E gli anziani ,che a Cagliari abbondano,li vogliamo ricordare?Si può pensare a rendere loro la vita più accettabile o vogliamo offrirgli i gamberoni il giorno della befana e boh come faceva la giunta uscente? E il verde? andiamo incontro all’estate con i ficus di viale Merello e viale Trieste non potati ma orribimente mutilati.Dulcis in fundo le Iacarande,dopo averle sfrattate da piazza Maxia sono state anche loro mutilate per par condicio nel largo Carlo Felice proprio quando stavano per ricoprirsi dei tanto celebrati fiori violetti di Cagliari.Penso che Siro Vannelli(famoso naturalista )che tanto li amava si stia rivoltando nella tomba,mentre Papoff gioisce.

  6. spigolo says:

    Secondo me c’è un problema che attraversa tutti i dieci lucidi quesiti proposti da Vito. La trasparenza amministrativa. Accesso agli atti, pubblicazione online, sul sito del Comune (in modo che si capiscano, non come ora), incarichi. Signor candidato sindaco, come la garantirà? Speriamo meglio di prima, che, forse, non ci basta…

  7. massimo says:

    1) Emmilio è stato previdente perchè ha risolto il problema Adalai prima di andarsene.
    La cosa irrisolta son le madrone nei canali ma non lo saprei cosa fare. A parte mettere vischio o trappole con formaggio…oppure non ci vai nei canali e festa finita.

    2) Le prima due cose da fare a Sant’Elia sono passare sabato mattina prima del ballottaggio a dare 25 euro a chi c’è c’è, e poi ripassare domenica per essere sicuri che glieli abbiamo dati. Anche li ci sono le madrone ma non fa a toccargliele. Se le mangiano in tutti i modi.

    3) I soldi si trovano, per il ripascimento del poetto, non ce ne vogliono tanti: una bella scarrigata di sabbia colorata di Furtei, e brillerebbe come non ha mai brillato brillerebbe.
    Si paga il cammion e via.

    4)Ma quale università: a trabballai! Studiare non mi è servito a niente, alla semoleria buttiamo giù tutto facciamo palazzi e ce li vendiamo alla regione. Tanto servono uffici. Quale università, e itta seusu… Cagliari non se lo può permettere di pensare a queste fesserie.

    5)Mi impegno fin d’ora a iniziare a cercare pelo e provare a vedere se sa fare l’assessore. Fin d’ora. Adesso. Anzi, guardi, devo andare.

    6) Ascolti, io col SUV ho già difficoltà a cercare parcheggio, ma magari una volta entrato lì me la metto nel cortile, la macchina. Ma parcheggio per me? Lo risolvo, grazie.

    7) 7 luglio. C’è il concerto di Vasco no segaisi is callonisi. Dopo quello, se volete, ne parliamo.
    Aiò che si sta comodi, nei sedili in legno. Mi faccia l’altra domanda…

    8) Perde residenti? Ma chi, Cagliari? Oooo….coso, passami quel foglietto….apsetti….ma è sicuro? di questa storia? dei residenti? (o coso…non è che funti coglionadasa de custu?)

    9) I primi atti….l’atto di dolore…..l’atto ….boh, non me ne ricordo altri…..altri ce n’è? no, ci devo pensare un attimo

    10) 100 milioni di euro già son molti: farei tante cose….altri 7 assessorati, un altro anfiteatro aicci d’agabbanta de segai is callonisi con quello vecchio ( dai, ragazzi, itta di ciccasa a quell’anfiteatro, è becciu!!!), demolizione del sant’Elia stadio, demolizione del Sant’Elia l’altro, demolizione di tutte le costruzioni a fianco alla chiesa di Bonaria ( che la coprono!), parcheggi sopraelevati al Poetto, pareggiamento dei cuccuri a fianco alla sella del diavolo, asfalto per il primo tratto della spiaggia fino a Quartu per le briccichette….eh, già ne farei di cose si.

  8. Ottime domande, Vito. Perfettamente complementari rispetto alle altre 10 che io e alcuni amici abbiamo rivolto ai candidati pochi giorni fa e le cui risposte si trovano nel blog: http://cagliarixtutti.wordpress.com/2011/04/29/le-domande/

    Ora ne vorrei porre un’altra (doppia).

    Cagliari ha bisogno di un Piano Energetico comunale in grado di abbattere alcuni sprechi e di realizzare una produzione distribuita di energia elettrica e calore da fonti rinnovabili? In caso di risposta affermativa, il prossimo Sindaco si impegna a elaborarne uno in tempi brevi per giungere alla realizzazione di una parte del suddetto piano entro il mandato?
    Grazie

    • Alla domanda sul Piano Energetico per Cagliari aggiungerei la richiesta di attivare un percorso di consultazione dal basso, un piano d’azione per lo sviluppo sostenibile, ovvero Agenda 21 locale.
      In qualche modo la sollecitazione di Vito ha susctitato proprio questo e ho letto proposte a mio avviso molto valide (in particolare quelle di neo anderthal, alec e pier nicola simeone) specie in relazione alla mobilità urbana. I due candidati hanno di che attingere da queste discussioni: fossi in loro prenderei appunti.

    • Elisabetta says:

      Belle domande anche queste; le risposte di Zedda non sono tutte puntuali, a volte rasentano la vaghezza (sul car sharing, ad esempio, glissa un po’), ma Fantola è preoccupantemente e permanentemente evasivo e generico. A volte proprio fuori tema. Son domande su temi troppo “di sinistra”, d’altra parte (ambiente, diritti, tutte cose che chissenesbatte… ahi ahi).

      Detto ciò, invio un link interessante per i candidati, il progettone mondiale Zero Waste (Zero Rifiuti, in Italia alcuni – piccoli – comuni sono già nel circuito); son certa che uno dei due Massimo ne abbia sentito parlare, sull’altro ho i miei dubbi: http://www.zwia.org/. Chissà anche quale dei due legge meglio l’inglese. Sarei curiosa di saperlo ma vabbè.

      • Grazie Elisabetta
        Solo un appunto. Attribuire un colore politico a temi che dovrebbero essere normale espressione civile (piste ciclabili, bike sharing, orti per gli anziani, autoproduzione energetica, riduzione degli sprechi, riduzione dei rifiuti, sostegno a festival letterari e scientifici) mi sembra un grave errore. Per il resto sono pienamente d’accordo con te.

  9. Mamma mia.. Sembrano le domande di un bambino.
    Metterei alla 11) A te che cartone animato piace di più?
    E alla 12) A che ora ti fa andare a dormire la mamma?

    • Neo Anderthal says:

      E io ne aggiungo due tutte per te, Talco.

      1) Questo tuo ricorrente -due volte in tre righe- richiamo alla figura materna è dovuto:

      A) Un complesso di Edipo non risolto.
      B) Una sindrome di mancato accudimento.
      C) Altro, a scelta.

      2) Considerato il debole risultato dei tuoi sforzi per fare dell’ironia: Sei davvero così esilarante sempre o in questo caso ti poni dei limiti, per evitare di farci smascellare dalle risate?

      • Ammetto di far ridere meno di Zedda

        • Neo Anderthal says:

          Non so cosa di Zedda faccia tanto ridere, ma ridi, ridi pure.
          Mi sorge un dubbio, amico Talco. Ma non è che per caso mamma ha fatto gli gnocchi?

  10. fabius realisticus says:

    Sarebbe bello mettere la socialità al centro del progetto d sviluppo della città! Mi sembra che sia in esigenza condivisa da molti di noi che hanno postato una risposta. E in questo senso c’è un filo conduttore anche nelle domande poste da vito. Se si parla di scarso senso civico e di disagio delle periferie (non solo sant’elia) penso che la risposta si creare delle strutture che facciano incontrare i cittadini in ogni quartiere, per risolvere i piccoli problemi quotidiani. penso a delle biblioteche dove si possano scambiare le ore libere con servizi, dove far incontrare i bambini e recuperare il senso delle comunità: perché la maggior parte dei problemi delle città di oggi É CHE NON CI CONOSCIAMO PIÙ!

  11. cernio says:

    Ooooo! E meno male! Finalmente qualcuno che smette di discutere di persone e parla di idee!

    L’ultima è bellissima, capace di mettere in crisi qualunque politico. E dove lo trovi uno che esce dal copione? Che ha idee sue? Che mostra la sua vera natura senza aver prima verificato il gradimento? Questa si che è una sfida.

  12. a.gregorini says:

    Vito
    le tue domande sono belle e pertinenti.
    I candidati sindaco avranno più di una occasione per confrontarsi in TV, mi piacerebbe invitassero te a moderare il dibattito.
    Secondo me te lo meriti!
    Ciao

  13. ilgiullare says:

    aggiungerei:

    11 fiera..che fare?
    12 san lorenzo..una piana dimenticata?
    13 turismo…2 nuove idee per turisti e cagliaritani
    14 padiglione Nervi e in generale i canli navigabili:li asfaltiamo o li sfruttiamo
    15 marina e castello:li abbandoniamo a se stessi o ci inventiamo qualcosa?e cosa?

    • Neo Anderthal says:

      Ma ‘sto fiume ce serve o nun ce serve? SCHERZI? I canali di Cagliari sono la foce dei corsi d’acqua e la via di smaltimento dell’acqua piovana. Se li “asfalti” dove defluisce l’acqua?
      Mi sembri il Gallo Cedrone di Verdone:

      Giullare, sempre sulla domanda 14. Li sfruttiamo come? Prima di tutto non sono navigabili se non con imbarcazioni leggere. Ci vanno infatti ogni giorno decine e decine di canoisti, e per quell’uso sono già sfruttati, ed è l’unico uso che razionalmente si può fare.
      Come via d’acqua per ipotetici trasporti pubblici non sono utilizzabili, il fondale basso non permette l’uso di imbarcazioni capienti o che offrano un piano rialzato abbastanza da vedere oltre l’argine del canale -non servono quindi per vedere davvero Molentargius- ma soprattutto i ponti che attraversano il canale sono bassi e non permetterebbero l’uso di eventuali bateaux-mouches e men che meno di “vaporetti” per il trasporto pubblico, che correrebbero paralleli all’asse mediano o a auspicate vie ciclabili o a linee della metro.
      Documentarsi. prego.

      • ilgiullare says:

        informati tu:
        – nessun canale di scolo di enssuna acqua piovana finisce nei canali di terramaini, che infatti sono stati bonificati
        – non mi risultano grandi società di canottieri che si allenano li, magari a te si…però, appunto si potrebbero ‘incentivare’
        – proprio il fatto che si snodino accanto allo stagno potrebbero essere dei fantastici punti per il birdwathcing (guarda quanti fenicotteri ci sono in questi giorni) per piccoli gruppi, ovviamente
        – tutte le imbarcazioni devono essere rigorosamente NON a motore, per via del basso fondale…ma perchè non prevedere invece un alto fondale, se servisse a valorizzarle?

        • Neo Anderthal says:

          Giullare, caschi male. A differenza tua io sono informatissimo.
          Ti confermo senza errore che le acque bianche, e in specie piovane, finiscono a Terramaini, e se ti prendi il disturbo di percorrere gli oltre 8 km che separano il Capannone Nervi dall’origine del canale, in zona gasometro/piscina comunale, vedrai continuamente le uscite dei condotti, a iniziare dai tubi di grande sezione che sboccano all’inizio del canale e che portano l’acqua che scorre sotto il viale coperto tra via Porto Botte e via Caracalla tra Pirri e Monserrato. All’altezza della curva del canale, vicino al ponte di Viale Marconi, sbocca il bacino del Bellarosa che raccoglie le acque residue che vengono dai monti e dalla pianura.
          Altro grosso sbocco sempre in funzione è all’altezza di Monte Urpinu- zona svincolo per il Binaghi.
          Quando piove molto infatti arrivano nel canale le carpe, pesci fluviali, che quando l’acqua dolce smette di arrivare e le maree riportano acqua marina muoiono per il cambio di salinità.
          D’altra parte il canale percorre la via d’acqua dei rii cittadini, e fu scavato proprio per non invadere con acqua dolce le Saline, alimentate di acqua di mare dal Rollone.
          Analoga questione per il canale che porta verso Quartu, dove trova un altro sbocco il Bellarosa quando tracima -quasi costantemente-
          Il fatto che non ti risultino “grandi società” di canottieri deriva dal fatto che evidentemente non conosci l’argomento.
          A parte il fatto che ho citato la canoa e non il canottaggio, sul canale si affacciano due società, una di sola canoa (Circolo Kayak Sardegna Le Saline) e l’altra di canoa e canottaggio (Circolo Nautico Terramaini), dotate di pontili visibilissimi -una presso il centro sportivo Le Saline che ospita la scuola calcio Gigi Riva, l’altra in zona Piscina Comunale – e se vai in un pomeriggio qualsiasi di qualunque giorno feriale troverai decine di ragazzini in canoa, specie nel tratto davanti all’Amsicora e lungo l’asse mediano.
          Anche le barche da canottaggio, che arrivano dal porto, percorrono spessissimo il canale, sono quelle della Lega Navale e della Canottieri Ichnusa, che non so se per te è abbastanza grande ma è la più antica società sportiva della Sardegna ancora in attività (fondata nel 1891).
          Quanto agli incentivi sono d’accordo, bisognerebbe dare una mano.
          Per il birdwatching, che è ordinariamente praticato, mi paiono logicamente più adatti gli argini piuttosto che i corsi d’acqua. Lungo il canale si possono osservare comunque gallinelle d’acqua, anatre e Aironi Cinerini.
          Il fondo, come tutto il canale, è stato interamente cementato una dozzina di anni fa, un eventuale dragaggio servirebbe solo a prelevare i detriti accumulati nel frattempo, impossibile scavare, e rimarrebbe inoltre il problema dei ponti, tutti bassi ad eccezione di Ponte Vittorio e delle passerelle pedonali tra Fiera e Stadio.
          La compresenza di canoe da gara e di barche a motore di grande dimensione è difficilissima in un canale stretto come il Terramani, li cui argini non sono tra l’altro stati studiati per assorbire le onde e sono a muro verticale. Una barca a motore a meno che non sia quasi ferma farebbe onde alte -per lo standard delle canoe e delle barche da canottaggio da gara olimpica- che non verrebbero assorbite dalle sponde e sarebbero un pericolo.

  14. paperopolitano says:

    Per il campus, entrambe la soluzioni, mi pare non ci sia altra scelta. Nell’area di viale la plaja è abbastanza sconveniente, per la vivibilità degli studenti stessi, costruire un mega complesso da 1000 posti letto o più , tale da coprire tutta la domanda per aventi diritto (quasi mille ci sono già, ne occorrono altri mille) . Mi spiego meglio, il campus di viale la plaja va costruito in via PRIORITARIA perchè è la cosa più rapidamente realizzabile, ma senza la pretesa di risolvere con esso il problema. Anzi, un po’ meno alloggi, ma più verde e spazi comuni..
    Per il resto, campus diffuso. Con questo intendo la riconversione a tal fine di immobili pubblici o privati in centro, anche col concorso del privato. Le formule di gestione possono essere di diverso tipo, così come il contributo economico richiesto al singolo studente in ragione della sua situazione di reddito o merito.
    Alcune delle case dello studente esistenti andranno dismesse perchè periferiche o troppo costose. Occorrerà quindi, nel medio periodo, una riorganizzazione complessiva della residenzialità Ersu che richiederà un MIX di soluzioni tra campus vero e proprio e campus diffuso nel centro storico

  15. zia pina says:

    possiamo piantare qualche albero per favore e smettere di tentare di ucciderli in tutti i modi?

  16. Daniele Addis says:

    O.T. sono molto deluso da Vito Biolchini e il suo compare Elio Turno Arthemalle dopo quello che hanno sostenuto sul nucleare: «L’esito del referendum consultivo tenutosi in Sardegna è significativo dell’atteggiamento della popolazione sarda e non della volontà dell’intera nazione». Elio&Vito, non si fanno queste cose!

    http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=166795&v=2&c=1489&t=1

  17. ZunkBuster says:

    Le mie risposte:
    1) Problema irrisolto, il più grave: le politiche della casa. Problema risolto: sinceramente non me ne vengono in mente.

    2) Sant’Elia va abbattuto e ricostruito risparmiando solo il vecchio borgo. Senza se e senza ma. Idem per altri quartieri irrisanabili, via Seruci, via Podgora, Santa Teresa.

    3) Dura in tempi di tagli tremontiani ma almeno fare qualcosa per evitare la fuga della sabbia ogni volta che tira vento …

    4) Meglio il Campus diffuso, gli universitari devono essere pienamente integrati nel tessuto urbano. I Campus tradizionali sono ghetti.

    5) Fossi io il sindaco almeno 50-50.

    6) Rafforzare i trasporti pubblici, ma ripensando la politica del commercio. Troppi ipermercati rendono la “spesa” inaccessibile ad anziani e non automuniti. Torniamo alle botteghe sotto casa.

    7) Cussu pudesciori de tribunasa? Comincerò a smontarle con le mie mani, i cittadini seguano il mio esempio.

    8) Farei quanto possibile coi fondi a disposizione, ma bisogna muoversi subito, almeno dare un segnale … e comunque oltre a costruire nuove case popolari porre fine con la forza allo squallido mercato nero di quelle esistenti, con fenomeni odiosi come l’esproprio di molti anziani.

    9) I primi tre atti: 1) Bloccare subito i cantieri a Tuvixeddu; 2) Prendere le iniziative per la costruzione di almeno 1000 nuovi alloggi popolari in tempi rapidi; 3) adottare provvedimenti a sostegno del piccolo commercio, delle piccole imprese e dell’artigianato, vera spina dorsale della città.

    10) Per costruire nuove case popolari e per demolire e ricostruire i ghetti.

  18. //www.youtube.com/watch?v=7WYYq4X http://www.youtube.com/watch?v=xVVyeKPKs_w ecco alcune delle risposte poste da VITO , un progetto complessivo sul riutilizzo delle ex servitù miliatari

  19. Mauro Peppino Succiabrebei says:

    Domandina per gli espiranti sindigu (che sono in apnea e non vedono l’ora di prendere fiato): “Quante chiappe daresti per vincere al ballottaggio?”
    (Non è ammesso dare quelle dell’avversario, però!)

  20. p. nicola simeone says:

    1- nessuno / pedonalizzazione centro storico e relativa questione parcheggi per residenti e per chi ci lavora con diverse fasce orarie per lo scarico merci/spesa, accompagno anziani e sosta strettamente limitata a queste funzioni;
    2- istituire il tempo pieno alla suola primaria e secondaria di 1° grado, istituire una vera biblioteca di quartiere, con molte attività collaterali; campagne di educazione alla legalità; politiche sociali reali, non clientelari, di sostegno alle famiglie; completare i servizi al quartiere, riqualificazione urbana e processi di bilancio partecipativi; intensificare anche il controllo di ordine pubblico (vigili urbani di quartiere, trasferimento della sede della polizia stradale che ora è in viale poetto con distaccamento ps),
    3- si, cogliendo l’occasione per un definitivo assetto dell’intero poetto ( viario, baretti, spazi pedonali, infrastrutture sportive, anche d’intesa con il comune di quartu;
    4-non sono d’accordo; la mia scelta va senz’altro al campus, ma anche se si riuscisse ad edificarlo per 2.000 posti, e magari ad uno più piccolo, 500 posti, in zona policlinico in accordo con i comuni di sestu e monserrato, resterebbe necessario, soprattutto, nelle zone dove sono le facoltà e nel centro storico, l’adozione di un campus diffuso utilizzando sia il patrimonio edilizio comunale sia investendo in nuove acquisizioni che avrebbero il merito di contrastare alcune speculazioni recentissime soprattutto nel centro storico ed avrebbero il merito di non snaturarne la popolazione;
    5- almeno il 40%;
    6- la priorità va alla riorganizzazione e al potenziamento del trasporto pubblico (non solo nuove linee ma anche integrazione arst, fs, metro e ctm con biglietto unico e armonizzazione orari); sono importanti per togliere auto dalla strada anche altre misure come le piste ciclabili, tariffe sociali per taxi, taxi collettivi a itinerari prefissati, car sharing; circa i parcheggi multipiano, va quantificato il problema delle auto dei residenti soprattutto nel centro storico o laddove necessario utilizzando la legge tognoli; laddove possibile, cortile interno del riva, usare il modello di parcheggio metallico prefabbricato come a sant’alinixedda; ma mai come parcheggi di scambio cui vanno destinati aree all’ingresso della città;
    7- entro un anno perché lo smontaggio possa esser fatto senza arrecare ulteriori danni e si possa coinvolgere la soprintendenza archeologica e l’università;
    8- si, occorre far partire un piano decennale di costruzioni che affronti il problema della casa, rivedendo tutta la gestione attuale del patrimonio immobiliare comunale (ma anche il social housing e l’autocostruzione non sono da liquidare come marginali visto che insistono su un diverso rapporto tra amministratori e cittadini);
    8- primo, destinare il carcere di buoncammino a casa delle associazioni che lavorano in campo culturale e sociale per una sorta di legge del contrappasso, individuare altre strutture in città, soprattutto ex militari, per dare un luogo operativo a tutte le associazioni con spazi comuni da gestire insieme;
    secondo, impostare le politiche sociali abbandonando le misure assistenziali con forti venature di clientelismo messe in atto dalla precedente amministrazione;
    terzo, chiedere alle amministrazioni militari il passaggio al patrimonio comunale di tutte quelle strutture presenti in città e dismesse da tempo e l’accorpamento di altre sottoutilizzate in modo da avere più strutture da utilizzare in altra maniera (esempio ex-magazzini esercito in via campania come punto del campus diffuso, ex caserma aeronautica in viale elmas come ostello di emergenza e mensa sociale….)
    9- cinquanta milioni li impiegherei per dare il tempo continuato a quelle scuole, elementari e medie, che non lo hanno;
    dieci milioni per dare copertura wi-fi a tutta la città di cagliari per dare un servizio utile a tutti cittadini e imprese;
    dieci milioni per rafforzare la lotta all’emergenza sociale;
    trenta li destinerei, anche chiedendo e cercando sponsor nel mondo delle imprese sarde, perché l’ atletica torni al sant’elia che potrebbe diventare campo scuola per l’atletica leggera, oltre che spazio per grandi eventi; grazie al nostro clima potremmo far diventare cagliari sede degli allenamenti invernali delle squadre d’atletica del nord mettendo in moto un importante settore turistico

  21. matteo murgia says:

    rispondo alla domanda n°4:

    in linea di principio meglio il campus diffuso ma si potrebbe realizzare solo in una città civile dove gli immobili costano quanto valgono e non quanto 4 costruttori hanno deciso che valgano (troppo liberista dire libero mercato= incontro tra domanda e offerta?). per cagliari quindi meglio il campus perchè c’è già l’area dove costruirlo (una delle migliori in città per una struttura simile sotto molti aspetti) e lo si potrebbe realizzare in fretta. non sono d’accordo che uno escluda l’altro, contemporaneamente creando una città vivibile e con servizi (tipo una piazzetta, ad esempio, a is mirrionis, abitato da studenti ma ufficialmente secondo l’istat abitato da ottantenni) avresti creato il campus diffuso visto che a cagliari vivono più o meno 15.000 studenti fuorisede che il campus diffuso lo stanno già facendo.. a si biri..

  22. aggiungo le domande che vorrei fare io:
    1. avete coscienza della mancanza di senso civico di buona parte della cittadinanza, all’origine del degrado dell’arredo urbano e degli intasamenti delle direttrici del traffico? avete un piano per risolvere questa mancanza?
    2. Se Cellino costrurà lo stadio a Elmas (a mio modo di vedere ne ha tutti i diritti) cosa ne faremo del Sant’Elia?
    3. Il Betile faceva così schifo? Si potrebbe pensare di riprendere il progetto?

    E ora rispondo all’ultima domanda:
    se io fossi sindaco, con 100 milioni potenzierei il trasporto pubblico e i percorsi pedonali, dopodichè darei a tutti i cagliaritani la possibilità di utilizzare i mezzi pubblici gratis per un anno, iniziando allo stesso tempo una bella campagna di sensibilizzazione per utilizzare le auto private il meno possibile. Nel contempo sarei inflessibile con le multe agli automobilisti indisciplinati, tolleranza zero. Aumenterei anche la vigilanza della polizia municipale nelle zone a rischio (bastione, centro storico) e (so che attirerò le critiche di molti) combatterei l’illegalità “tacitamente accettata” di venditori e parcheggiatori abusivi, creando però dei progetti in cui coinvolgere e integrare occupazionalmente queste figure.

    • barbara says:

      Alec assessore ai trasporti subito!
      LA precedente amministrazione ha creato 720 + 234 nuovi posti auto (Parco della musica + Via Manzoni) nel solo quartiere di San Benedetto, senza togliere un solo parcheggio dalle strade (magari ampliando i marciapiedi…che idea sovversiva)!
      E molti residenti a San Benedetto, miei vicini di casa, si sono dimostrati riconoscenti per i giardinetti sovrastanti i multipiano, ma non hanno capito che, senza una politica globale che permetta alla gente di spostarsi senza macchina, la città continuerà ad essere intasata, puzzolente e piena di macchine in doppia fila. Ma davvero vi piace così?

  23. medardo di terralba says:

    Ultima domanda: “Massimo sindaco” è l’unica cosa su cui siete d’accordo?

  24. aggiungerei:
    1. ospedale marino lo vogliamo rendere un fiore all’occhiello della città??
    2- servitù militare quando è che i cittadini potranno usufruirne con musei parchi e vi discorrendo??
    3-pedonalizzazione quartieri storici o almeno di parti di essi dove la gente circoli non via piccioni..ma via garibaldi manno corso vittorio o simili..
    4-raccolta differenziata- quando cala la tarsu? o quando verrà fatta in grazia di Dio la raccolta??
    5-piazza garibaldi e piazza gramsci 2 esempi di gioielli da ristrutturare ma non come piazzetta maxia ..o no?
    per oggi basta…

    • Neo Anderthal says:

      Pablo, ma allora sei vivo! Ti io, rispondo in qualità di anziano.
      1. Io sarei tentato di abbatterla, la “Colonia Dux”. Ma se proprio proprio dobbiamo tenere un rudere dei tempi bui sull’arenile, in spregio al buon senso, allora utilizziamolo. Ma i fiori dovrebbero essere altri.
      2. Via le servitù -tutte- ad iniziare dall’odioso privilegio degli stabilimenti balneari militari.
      3. ma i piccioni cosa ti hanno fatto? -pedonalizziamo, sono d’accordo, basta che ci sia CONTINUITA’ delle aree pedonali-
      4. Differenziata, ecco una priorità.
      5. Concorso internazionale di PROGETTI -non di idee, quelle le hanno tutti, compresi i deficienti- per definire le due piazze “gemelle”, meglio se unite da una LARGA corsia pedonale, come in nord Europa ce ne sono in tutte le città.

      6. queste le aggiungo io: Piste ciclabili in asse continuo -un asse viario che faccia il giro di Cagliari e se possibile della intera area urbana- e in sede protetta e assolutamente vietata ai veicoli con motore a scoppio,-pena il sequestro del motorino- si bici elettriche.
      7. Sistema di taxi scontato per utilizzatori frequenti e/o plurimi (es. persone che lavorano in posti vicini e abitano lungo uno stesso percorso) e per famiglie, portatori di handicap etc.
      8. Biciclette e bici elettroassisitite in parcheggi di scambio -come quelle che si vedono a Parigi- col sistema Velib.
      9. Biglietto familiare sui bus per le famiglie (paga solo il/i genitore/i, i bimbi e ragazzi no) Sistema FACILE di abbonamento ai bus.

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