Politica / Sardegna

Lo dicono i giornali: gli aumenti dei prezzi dei traghetti per la Sardegna li ha voluti il Governo Berlusconi! Che ora boicotta perfino la flotta sarda!

Riassunto delle puntate precedenti.
Con la scusa dell’aumento del prezzo del petrolio, tutte le compagnie di navigazione hanno aumentato a dismisura i prezzi dei biglietti dei traghetti da e per la Sardegna.

La Regione Sardegna, guidata dal presidente Ugo Cappellacci, prima ha protestato, poi ha deciso: utilizzando la Saremar (la compagnia di navigazione partecipata dalla Regione che garantisce i collegamenti con le isole minori) prenderà in affitto tre traghetti da utilizzare su due rotte e consentire i collegamenti a prezzi accettabili.

Oggi apro l’Unione Sarda e La Nuova Sardegna e cosa scopro?

L’Unione Sarda: “Flotta sarda, scontro col Governo”.
“L’idea di noleggiare le navi non sembra essere piaciuta al Governo che per due volte ha convocato i vertici della Regione, per chiedere, in buona sostanza, di fare un passo indietro sulla vicenda. L’ultimo vertice si sarebbe svolto ieri … Pare fossero presenti i ministri dei Trasporti e dello Sviluppo Economico, compreso anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il Governo, insomma, avrebbe chiesto alla Regione di rinunciare al noleggio delle navi da parte della Saremar, offrendo in cambio l’ipotesi di convincere le compagnie a praticare sconti sui biglietti.

E La Nuova Sardegna cosa ci dice?
“D’Andrea confessa: Matteoli ha autorizzato Tirrenia ad aumentare i biglietti”.
“La verità, alla fine, è venuta fuori. Ad autorizzare la Tirrenia ad aumentare le tariffe è stato il governo. Lo ha detto ieri, nell’aula della commissione trasporti della Camera, il commissario straordinario della compagnia di navigazione, Giancarlo D’Andrea. Presentata nel 2008, la richiesta di «poter agire nel libero mercato» nel 2010 ha ottenuto il via libera dal ministro ai trasporti e quest’anno le tariffe Tirrenia sono aumentate del 30 per cento”.

Qualcuno ha qualche commento da fare?

29 Commenti

  1. giangia says:

    il costo che paghiamo noi è a detrazione da quello che pagano x caricare i tunisini

  2. Alessandro Mongili says:

    La continuità territoriale aerea è onerosissima per chi la deve usare per (ad esempio) lavorare fuori, come me. L’idea stessa di attaccare le low cost mi sembra criminale, visto che con loro viaggiano non solo trasfertisti accademici come me, ma operai, studenti, malati, insomma la gente normale. Sulla continuità tarocca (a 83 euro a botta) ci ritrovi pure Fantola (mi è capitato!), ma soprattutto viaggiatori più ricchi e moltissimi che viaggiano “a spese di” (aziende, enti, ecc.). Le low cost assicurano la vera continuità territoriale come “diritto”, anche se imperfetto, in quanto ti costringono non solo alle loro norme tendenzialmente sadiche che devi anche incorporare nei tuoi comportamenti (assumendo una parte ryanair nel tuo cyborg personale, che francamente uno eviterebbe), ma soprattutto a organizzarti necessariamente i movimenti “à l’avance”, il che non va bene in quanto si dovrebbe avere il diritto di potersi spostare anche all’ultimo giorno senza doversi tassare con i costi esorbitanti della continuità territoriale “official”.
    Comunque ha ragione l’ottimo Omar Onnis: il trattato di Schengen per la Sardegna non vale.
    Per quanto riguarda invece il solito antisorismo di riporto e iperstrumentale (anche quando proprio non c’entra), Soru e Broccia hanno cercato di migliorare la nostra condizione in rapporto alla mobilità, e in parte ci sono anche riusciti. Credo anzi che queste vicende abbiano fatto maturare l’autonomismo in una maggiore propensione all’autogoverno in un’intera classe dirigente che, anche se per solo 5 anni, abbiamo avuto la fortuna di avere.

  3. Giorgia says:

    Ogni giorno passo la maggior parte del tempo in agenzia (viaggi) ad ascoltare viaggiatori e affittuari che si lamentano che nessuno verrà in Sardegna quest’anno e i dati lo confermano per noi (quindi manco la stagione lavorerò probabilmente….) ma la cosa assurda è che, ovviamente non con Tirrenia, offerte ce ne sono, noi facciamo biglietti anche a metà della quotazione e nessuno ne sa niente…. perchè oltre al danno la beffa che l’attenzione mediatica rimane comunque sulla cosiddetta compagnia di bandiera (bandiera-bufala come quella di Hamas di una certa Sig.ra Daniela!)

  4. in Italia sarebbe ora di fare un bella rivoluzione come in Siria e in Libia!

  5. medardo di terralba says:

    @ franco e daniele – Avete ragione parziale entrambi ma per la precisione aggiungo: la continuità territoriale aerea attualmente operante in sardegna è di due tipi. La prima per roma e milano non costa nulla alla regione e allo stato. La seconda pensata per le città “minori” come bologna, palermo, venezia, torino ecc, prevede un contributo finanziario. La compagnia che si becca anche il contributo opera le rotte in regime di concorrenza, la compagnia che invece non becca soldi opera in regime di monopolio. Meridiana, per esempio vola da sola, senza incentivi o contributi a bologna e torino. Concludendo: perche cazzo non si fa cosi anche per le navi?

    • La soluzione stile “continuità territoriale” non risolverebbe granché e ci esporrebbe comunque a fluttuazioni legislative, decisioni altrui, giramenti di balle dei privati, ecc. ecc.

      L’unica soluzione sul lungo periodo rimane una compagnia di navigazione con base, sede fiscale e amministrazione in Sardegna, a capitale misto pubblico privato, che possa operare in regime di concorrenza sulle rotte più remunerative e che garantisca come servizio pubblico le tratte commercialmente meno appetibili (così come i collegamenti nei periodi meno trafficati).

      La stessa ARST avrebbe le carte in regola per diventare titolare di una flotta. Ovviamente la gestione dovrebbe sempre rispondere a criteri di economicità e ci dovrebbero essere regole draconiane su sprechi, clientelismi, nepotismi e pasticci assortiti. Proprio in quanto servizio pubblico vitale, la tolleranza del tipico lassismo di certa gestione pubblica dovrebbe essere azzerata. Responsabilità chiare e verifiche costanti. Se chi amministra sbaglia, calcione nel fondoschiena e avanti un altro.

      Naturalmente, ciò comporterebbe un vasto risanamento nell’ambito politico e amministrativo sardo: ma di questo devono essere appunto i sardi ad occuparsi.

      In questo frangente, comunque, erano necessarie misure urgenti e immediatamente praticabili, come la richiesta perentoria e motivata al governo di prevedere un credito d’imposta commisurato al numero di passeggeri, ecc. Non un piagnisteo col cappello in mano, ma una richiesta vera e propria, magari con la minaccia di ricorsi alla Corte Costituzionale e alla giurisdizione europea.

      Stiamo parlando di un diritto, altro che turismo (per quanto importante sia questo settore). La Danimarca sospende il trattato di Schengen e sembra la fine del mondo. Ma per noi il trattato di Schengen non è mai entrato in vigore. O dobbiamo cominciare a imbarcarci sui gommoni e richiedere lo status di rifugiati politici, magari in Francia o in Spagna?

  6. E’ una anomalia tutta italiana che per aumentare la concorrenza nei prezzi tra linee traghetti per le isole si sia costretti a reintrodurre compagnie di navigazione pubbliche proprio dopo che è stato dimostrato da anni di pessime gestioni che il pubblico non ha funzionato. Forse l’antitrust dovrebbe dare un’occhiata a quello che è successo nel dopo Tirrenia

  7. Daniele Addis says:

    Ok, sul fatto che il governo italiano sia costituito da ciarlatani mi pare che siamo d’accordo. Siamo d’accordo anche sul fatto che la giunta Cappellacci sia ad esso appecorata, anche se ultimamente sta facendo finta di abbaiare e protestare (prima delle elezioni ovviamente).
    Ma la sinistra italiana? Non ho ben capito quale sia la posizione di PD e SEL per esempio, a parte il fatto che il centro destra sia cattivo ed incapace. A me sembra il solito “poche idee e tanta fuffa”… però poi si lamentano se vincono gli altri.

  8. Ma io mi chiedo: quale sarà il limite che vorranno toccare questi?
    Pensavo di aver visto tutto…ma questi ogni giorno che passa stabiliscono un nuovo record!
    A tipo Bubka e Vigneron quando hanno fatto 3 record del mondo in una sola serata.

  9. Alessandra says:

    quello che poi mi infastidisce è che quelli che fischiettano, facendo gli indifferenti quando il Governo di centro destra fa queste carognate alla nostra isola, sono gli stessi che si facevano venire un embolo a urla quando veniva proposta la “tassa sul lusso” perchè avrebbe affondato il turismo in Sardegna.
    Sarà un caso, ma dei miei conoscenti che venivano con macchina e famiglia al seguito in Sardegna in vacanza da diversi anni, molti vanno in Croazia ed altri in Calabria.

    Ecco qua.
    Grazie Berlu, mi segno anche questo e sto per finire il registro.

  10. Si, ho un commento da fare. E cioè che, parlo per la mia azienda ma potrei parlare per centinaia di aziende, si sarà un rapporto diretto, direttissimo, tra le cialtronate di questi personaggi senza dignità e i posti di lavoro nel nostro settore dal 2012. Vedrete, sta succedendo un casino sesquipedale. Le strutture ricettive sono disperate perchè c’è un calo del 20-25%.
    Speriamo bene.

  11. medardo di terralba says:

    Domandina: Ma perchè Cappellacci non chiede a Berlusconi di bandire una gara internazionale per imporre gli oneri di servizio pubblico al trasporto passeggeri sul mare? Esattamente come è stato fatto anni fa con il trasporto aereo. La continuità territoriale aerea nel bene e nel male funziona, perche non si fa altrettanto con il mare? In realtà non lo fanno perchè si concentrano due ragione deleterie per i sardi: Berlusconi vuole vendere tirrenia che senza le rotte non vale un emerito cacchio e Cappellacci non lo chiede a berlusconi perchè Cappellacci come presidente della regione non vale un emerito …

    • Daniele Addis says:

      La continuità territoriale aerea funziona? Ti faccio un esempio di un mese fa riguardante il volo Torino-Alghero: sul sito Alitalia in italiano ti chiedono se sei sardo e un sardo di solito risponde di si, convinto che la continuità territoriale lo agevoli. Il prezzo è di circa 82 euro e il sardo è sempre convinto che, godendo della continuità territoriale che è finanziata con i soldi delle sue tasse, pagherà sicuramente meno di un italiano o di qualcun altro di un’altra nazionalità. Essendo il Francia ho aperto senza pensarci il sito Alitalia in francese che non offre questa opzione e mi è venuto fuori un prezzo di 69 euro. Alchè sono andato su quello in italiano, convinto che la continuità territoriale mi avrebbe offerto un ulteriore sconto, e il prezzo era sempre 82 euro, mentre rispondendo no usciva ancora 69 euro. In pratica se io, in buona fede, avessi fatto il biglietto dicendo che ero sardo avrei pagato di più.

      Una bella presa in giro (l’ennesima) pagata con i soldi dei contribuenti sardi.

      • Filippo says:

        Daniele, questa è una porcata che alitalia ha sempre fatto, non è colpa della continuità. Prova sul sito di meridiana, almeno una cosa buona la fanno, se dichiari di essere sardo ti propongono comunque il prezzo migliore, ma attenzione, il prezzo fisso della continuità ti consente di portare il bagaglio in stiva e di chiedere il rimborso o la modifica fino a 4 ore prima della partenza, le altre tariffe quasi mai.

      • franco says:

        Daniele, la continuità territoriale aerea non è finanziata da nulla. Le compagnie aeree non incassano ne dallo stato ne dalla regione un euro di incentivo o rimborso.

        • Daniele Addis says:

          Davvero? Ma con l’accordo Prodi-Soru sulla vertenza entrate (altra fregatura che ci ha rifilato lo stato italiano) i sardi non si erano accollati gli oneri di sanità e continuità territoriale?

          P.S. per Filippo: ok per la modifica, ma il bagaglio in stiva lo consentiva pure il prezzo di 69 euro. E comunque è una presa per il culo inaccettabile e Alitalia andrebbe cacciata a calci dalla Sardegna per far posto a compagnie decenti che non siano dei carrozzoni.

        • Franco says:

          Si. E anche del trasporto pubblico locale. Ma ripeto, la continuità territoriale aerea non costa nulla ne allo stato ne alla regione. Le tratte onerate sono quelle delle lowcost che per venire in Sardegna

        • Franco says:

          – mi e partito l’invio, scusate – Le lowcost chiedono e ottengono contributi per poter venire in Sardegna. La questione e stata affrontata anche dalla commissione europea che ha contestato in quanto aiuto di stato non consentito questa modalità di incentivazione, ma sta di fatto che la regione sborsa milioni a beneficio di ryan air.

  12. Monica says:

    Non ci voleva un genio per rendersi conto del cartello. Ci sono arrivata anch’io, ma i primi di gennaio, non ad aprile. E io non sono un presidente di regione. Sono d’accordo sul fatto che al governo della Sardegna non frega assolutamente nulla, tranne che per permettere ad amici e parenti di farne scempio facendo leva sulla promessa di posti di lavoro e di far ripartire l’economia. Cappellacci terrà duro fino alla fine delle elezioni per evitare una debacle, ma sarà difficile che tenga testa al governo finito lo spoglio. A meno che non sia una trovata elettorale per dimostrare che il centrodestra sardo non è prono a Berlusconi. Io sinceramente dai governi nazionale e regionale attuali mi aspetto il peggio, e vengo puntualmente accontentata.

    • Neo Anderthal says:

      Il centrodestra, per citare il sempre valido Armandino su Giovunu, è prono a tutto!
      Altro che tenere testa, la testa gli serve per annuire senza fare rumore.

    • Daniele Addis says:

      No, guarda, le compagnie low cost ricevono soldi dalle società di gestione degli aeroporti a capitale misto, cosa che fanno anche in altri paesi europei tipo in Belgio (a Charleroi e la comunità europea ha stabilito che fosse legittimo e rispettoso delle regole del libero mercato).
      La continuità territoriale riguarda esclusivamente i voli che hanno una teriffa fissa per i sardi e viene coperta da Alitalia, Airone e Meridiana, che ricevono soldi per farla. Mica sono ONLUS.

  13. Povero Cappellaus.
    Poveri Sardi….e povero me, che pensavo di rientrare in traghetto per portare il cane a scoprire la Sardegna…

    Col cavolo!

  14. Banana says:

    oh, da qualche parte bisogna pur tirarli fuori i soldi per risanare il deficit statale!

  15. sergio cossu says:

    Mandiamo a casa gli italiani, noi sardi ne abbiamo abbastanza! L’autodeterminazione è la nostra unica salvezza!

  16. NOOOO!!!
    Gli smontano così una battaglia vinta!!!
    La settimana scorsa il ministro aveva fatto pure i complimenti a Ughetto e invece lo stavano prendendo in giro…
    Adesso si arrabbia e o gli fanno fare la flotta sarda o fa mettere Videolina sul tasto 7, vedremo se gli danno ascolto…d’altronde all’autoscontro di villa certosa aveva vinto lui.

  17. Andrea Cocco says:

    La cosa non mi sorprende affatto, ennesima dimostrazione di uno Stato che pensa tutto e il contrario di tutto….ma non di certo al bene dei sardi!. La vertenza entrate, coi 10 miliardi di euro “scippati” col consenso dei politici sardi, ne è altra dimostrazione.
    Purtroppo i sardi hanno le bende agli occhi, si rifiutano di vedere e sentire, schiaffeggiati da 60 anni di autonomia e incapaci di qualsiasi sussulto d’orgoglio per difendere la propria dignità.
    Rincaro carburanti?..ma per favore!..costano quanto nel 2002, basta vedere la quotazione euro/dollaro del 2002 e quella attuale per capire che è una truffa colossale!!.
    L’Italia privatizza la Tirrenia, l’Europa chiede di cessare gli aiuti di Stato, bisogna vendere ma…serve che sia appetibile, un rincaro tariffe generalizzato è l’uovo di colombo!.

  18. Chiaramente a Cappellacci, se non fosse stato per la campagna elettorale, non sarebbe saltato in mente di intervenire sul tema traghetti. Lo ha fatto un po’ obtorto collo e in gravissimo ritardo, benché il problema fosse evidente fin da gennaio.

    Non mi piace fare propaganda e non è questa l’intenzione, ma alcune proposte operative, concrete e praticabili per ovviare all’aumento sconsiderato e ingiustificato dei prezzi di trasporto qualcuno le aveva già fatte da tempo. Ne è stata pescata una, ma tardi e in modo maldestro. Per esempio alla dichiarazioni circa l’auspicabile presenza sarda tra il personale di bordo delle navi non si è accompagnata la decisione di avviare dei corsi specifici per conseguire il patentino necessario ad essere imbarcati. Tale professionalità in Sardegna manca, ma si può generare all’uopo, se davvero quello è uno scopo concreto e non un proclama demagogico.

    E mettiamoci anche il problema della concessione degli approdi, di competenza delle autorità portuali e in ultima istanza del ministero, senza la quale concessione noleggiare un traghetto diventa un’operazione idiota, dato che non avrebbe dove attraccare.

    Ma c’è soprattutto una misura ben più concreta che si sarebbe potuta mettere in campo. Pretendere dal governo la concessione di un credito di imposta basato sul numero di passeggeri (non sto a entrare nei particolari: in Grecia si fa, comunque), alla stregua di analoghe previsioni contemplate nell’ultima finanziaria dello stato, di cui però non ha beneficiato alcun settore produttivo sardo.

    Insomma, volendo si poteva fare di meglio, di più e molto prima.
    Non ci si può sempre lamentare che il governo è cattivo e la Sardegna bistrattata. I diritti e gli interessi dei sardi, per ragioni geografiche e demografiche innanzi tutto, non coincidono con gli interessi collettivi dell’Italia. Dovremmo averlo capito, no? È un fatto strutturale, non una manifestazione di ostilità nei nostri confronti. L’unico governo che può farsi carico dei nostri interessi e dei nostri bisogni è un governo che sia appunto anch’esso nostro. Poco da girare. Mi piacerebbe che venisse dimostrato il contrario, se si pensa che questa posizione sia errata.

  19. p. nicola simeone says:

    MANDIAMOLI A CASA!!!!!!
    Berlusca con tutti i Cappellacci che ha….

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