Cagliari / Elezioni comunali a Cagliari 2011 / Politica / Sardegna

Comunali a Cagliari: Comincioli si arrende, “Fantola sia il candidato del centrodestra”. Nel centrosinistra, il Pd sotto choc dovrà difendersi dalle liste civiche

Massimo Fantola sarà il candidato sindaco di tutto il centrodestra alle prossime elezioni comunali di Cagliari. Non date retta alle cortine fumogene sollevate dal duo DeloguNizzi che in un comunicato afferma che il Pdl “intende ribadire il ruolo guida di partito di maggioranza relativa”, facendo intendere che il candidato sarà un berlusconiano: non è così.

Romano Comincioli, da cui oggi amministratori e politici sardi sono andati in processione a Roma per chiedere cosa succederà a Cagliari, è stato molto chiaro: “Se non candidiamo il leader dei Riformatori, rischiamo di perdere la Regione”. Comincioli ha squadernato i sondaggi: “I numeri dicono che Fantola, Massidda e La Spisa sostanzialmente si equivalgono. Ma se non candidiamo Fantola, non solo rischiamo di perdere il Comune ma anche di aprire un periodo di pericolosissima instabilità alla Regione”.

Ora si faranno altri sondaggi per testare ulteriormente la forza dei due candidati berlusconiani, ma la decisione politica è già stata presa. Anche perché La Spisa sembra condividere la lettura di Ugo Cappellacci (che un mese fa aveva sostenuto apertamente la candidatura di Fantola e che negli ultimi giorni pare abbia letteralmente messo sotto pressione Comincioli), e Massidda è pronto a scendere in campo solo se il partito glielo chiederà esplicitamente.

Per cui, ora ci sarà un altro giro di sondaggi ma la strada sembra segnata: una settimana e Massimo Fantola sarà ufficialmente candidato di tutto il centrodestra. Il leader dei Riformatori dovrà reggere l’assalto dei berlusconiani che torneranno alla carica per chiedere garanzie precise su assessorati e cose simili. Ma, a quanto pare, Fantola ha già detto una serie di no molto chiari.

La decisione del Pdl di cedere alla candidatura di Fantola getterà nello sconforto quella parte del Pd che, nel caso in cui il centrodestra si fosse spaccato, avrebbe sostenuto (più o meno sotterraneamente) il leader dei Riformatori. Ora tutto il partito è invece costretto a sostenere Zedda. E lo deve fare con forza se non vuole rischiare (in caso di sconfitta) di vedere fortemente ridimensionata la sua presenza nell’aula di via Roma.

Non avere il traino del candidato sindaco indebolisce qualunque la lista, ma quella del Pd stavolta non potrà nemmeno contare sulla gran parte dei consiglieri uscenti, che non saranno ricandidati. Il partito dovrà pure reggere la concorrenza delle liste civiche, prima fra tutte quella che sta preparando Sardegna Democratica, ma anche quella già messa a punto dal consigliere comunale Claudio Cugusi, per non dire poi di quella che potrebbe essere guidata dall’indipendente Filippo Petrucci.

Insomma, il Pd deve riprendersi in fretta dallo choc. Senza il partito forte e motivato nessuno va da nessuna parte. Per vincere il centrosinistra ha bisogno del migliore Pd possibile. Bene ha fatto il segretario provinciale Thomas Castangia ad affermare in una nota che “occorre accettare il risultato senza polemiche, analizzando il dato del Pd negli organismi dirigenti che avevano fatto unanimente le scelte e rendendo visibili e chiari difetti ed errori, e da subito lavorare con tutto il centrosinistra per battere la destra con tutte le migliori risorse che abbiamo”.

E con il centrodestra compatto su Fantola, le possibilità di Massimo Zedda aumentano o diminuiscono? E’ chiaro che una divisione avrebbe portato quasi automaticamente al ballottaggio. Ma ora sarà più facile giocare su alcuni contrasti che tutti possono capire: giovane/vecchio, novità/continuità, sinistra/destra. Una chiarezza di fondo che non potrà non aiutare Zedda.

29 Commenti

  1. MASSIMO PINNA says:

    SA SARDINIA NO ESTE italia. A FORASA SOS TZERACCOSO E ISSOS PARTIDOSO ITALIANISTAS-UNIONISTAS-AUTONOMISTAS: I N D I P E N D E N T Z I A.

    • Neo Anderthal says:

      ECCO QUELLO CHE CI VUOLE! UN CONTRIBUTO AL DIBATTITO!

      CUSTU CI BOLIRI! UNU AGGIURU PO SA DISCUSSIONI!

      (solo una domanda, Signor Pinna: crede che postare un slogan insultante -servi non è un complimento- aiuterà Cagliari a essere amministrata meglio? I Sardi e lei stesso, con la sua parte politica, si gioveranno della sua posizione intransigente?)
      (O Sior Pinna, una chistioni scetti: si pensara chi scriri unu mottettu de scrammentu -zeraccus non esti unu complimenti- poriri aggiurai Casteddu a essi mellus guvernara? Is Sardus e fustetti puru, cun is attrus cumparis de partidu, s’anta a essi aggiuraus de custa posizioni aicci frimma?)

      Fatico a prenderla sul serio.

  2. T. Edda says:

    Credo che Tato intendesse dire che non serve attuare una strategia per vincere e basta, ma per vincere per saper poi saggiamente governare, perchè è doveroso rendere la “vittoria” elettorale feconda e non una sterile conquista; altrimenti si entra nel circolo nefasto berlusconiano che punta solo a catturare il consenso riempendo occhi e orecchie di offerte e proposte fatue e demagogiche!!Saper vincere per governare significa avere un’alternativa valida e strutturara di idee e di proposte concrete ma anche di valori su cui intessere e far risorgere la nostra società ormai piuttosto decadente……e i valori ci servono perchè è ora che alla politica cosidetta “del fare” (che spesso poi è del “non fare” o del “misfare”) torni ad unirsi una politica dell’essere e non dell’apparire, dell’appartenere ma del dialogare, del condividere, dell’essere solidali, ecc…..
    Questo è quando si deve pretendere sia da destra che da sinistra perchè tutti ci possiamo sentire al sicuro e tutelati di volta in volta da un governo di una parte o dell’altra!

    • Marcello says:

      Firmo e sottoscrivo il commento di T. Edda
      Resta il fatto che per dare lezioni di vittoria, bisogna aver vinto almeno una volta…se non è riuscito mai forse è il caso di fare qualcosa di diverso.

      • Marcello says:

        A parte il passaggio sulla destra e sulla sinistra: dalla destra non mi aspetto niente, ma dalla sinistra pretendo tutto!

  3. marghe says:

    oia vabbè adesso devo essere grata a fantola… ECCERTU

  4. Oggi Ninni Depau scrive sul sito del PD un sacco di cose che condivido e che penso tendano a fare chiarezza.
    Solo una frase non mi è piaciuta:
    “È possibile ricordare che lo scopo principale delle primarie è individuare il candidato che ha le maggiori possibilità di vittoria sul centro-destra?”

    Io penso che questo sia un punto di vista molto sbagliato. Le primarie non servono ad individuare il candidato con maggiori possibilità di vittoria, ma il candidato che meglio rappresenta l’elettorato di centro sinistra…
    La confusione di fondo è che “vincere” diventa più importante di come si vince.
    La Politica non è una manifestazione sportiva. Vincere tanto per vincere che senso ha?
    Forse è proprio il termine “vincere” che genera l’equivoco.
    Il PD dovrebbe capire che non deve puntare a “vincere prima di ogni cosa”, ma deve pensare a quali sono le idee, i progetti e i programmi che stanno dietro al loro partito e ai loro elettori e cercare un candidato che rappresenti quelle idee, vincente o non vincente che sia…
    Se il centro sinistra per vincere candida uno di centro destra, significa che il desiderio di potere è più forte della voglia di fare bene….

    • violadimare says:

      Tato hai fatto un analisi bellissima!

    • Marcello says:

      Una piccola osservazione: le modalità utilizzate per scegliere il candidato del centrosinistra nelle ultime quattro elezioni sono state le stesse adoperate per Cabras. Il risultato: quattro sconfitte.
      Allora il saggio, quello che continua a sbagliare ma non ripete mai lo stesso errore, una domandina semplice: com’è che ho perso? In questo modo ricostruirei tutte le fasi che hanno portato ad una scelta perdente. Come ho scelto Carlo Ciotti, Rita Carboni Boi, Paquale Mistretta e Gian Mario Selis? Come mai questi candidati non si sono dimostrati competitivi? Chi è più simile a questi candidati Cabras o Massimo Zedda?
      La verità è che Cabras è stato scelto con le stesse modalità (perdenti) con cui sono stati scelti gli altri e che non era il candidato più competitivo perché tutte le candidature precedenti, esperienza politica, amministrativa, gradimento al centro, rapporti con i poteri forti, li avevano – in varia misura – anche i candidati passati.
      Qui non si tratta di vincere ad ogni costo e fare scelte conseguenti, ma di perdere ad ogni costo. Questa volta abbiamo un candidato diverso da tutti quelli che già sono stati sconfitti, abbiamo la certezza che di peggio – perché a perdere sinceramente siamo buoni tutti – non potrà fare. E forse per paradosso o per quello strano fenomeno chiamato eterogeneità dei fini, il primo sindaco di centrosinistra da anni sarà frutto di un errore del PD. Esattamente come in Puglia.

      • Oh genio della lampadina, ti notizio che selis aveva partecipato alle primarie vincendole con il 47 per cento dei voti e con una partecipazione di oltre 7000 votanti. Di che parli?
        http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_54_20060130092646.pdf

        • Marcello says:

          Io sarò genio della lampadina, ma anche tu in quanto luminosità non scherzi…o ti risulta di aver avuto a Cagliari un sindaco di nome Gian Mario Selis? La prossima volta chiedo la cortesia a Banana di farmele a fotoromanzo le note, così magari le capisci!

        • Neo Anderthal says:

          Non so se sono genio abbastanza, ma la mia lampadina la tengo accesa.

          Vorrei chiedere, sul serio, agli amici dei candidati “ragionevoli” e moderati”:
          può mai esserci una strategia più perdente di quella che vuole un candidato “votabile” dall’altro schieramento più e prima che dal proprio?

          Mi spiego meglio: perché mai un elettorato moderatissimo dovrebbe voler votare un candidato targato PD, e fatalmente vincolato -quindi- ad alleanze con la sinistra che l’elettorato “moderato” -così come inteso dai fautori del “votabile mobile”- non vuole a nessun costo?
          Se io sono “moderato” convinto, non voto NESSUNA sinistra, da nessuna parte, manco riverniciata PD o come ti pare. Trovo offerte concorrenziali più rassicuranti dalle mie parti (vedi Fantola).

          Quindi? Iniziamo a sostenere un candidato che SPARIGLI, che rovesci il banco cominciando a parlare dei problemi veri -e questo lo fanno un po’ tutti, in realtà- ma in modo nuovo, non con il bilancino delle proporzioni politicanti ma con l’occhio del cittadino, anche di quello schifato o che si lascia trarre in inganno dalla retorica comoda del “sono tutti uguali”.
          Mettiamo al centro davvero le città che vorremmo, aperta la nuovo e con sguardo lungimirante, ma attento alle esigenze materiali della gente -casa e lavoro- non meno che alla tutela del patrimonio artistico e alla realizzazione di proposte innovative -betile etc.- ma non ancora pienamente mature nel sentire comune.
          Un progetto e una squadra che sappiano spazzare via le ragnatele e la muffa, che diano respiro alla città e operino una svolta, ma sul serio.
          Massimo Zedda è in grado di farcela, anche moltissimi elettori del centrodestra sono stanchi e stanno vedendo il bluff, molti aspettano che qualcuno proponga una Cagliari non solo migliore, ma diversa.
          Se poi non dovesse andare bene -ma potrà andare peggio che con Selis, Mistretta, Carboni Boi, Ciotti etc. etc.?- almeno si sarà speso un tentativo che vale la pena di sostenere con convinzione e forza.
          Io per quanto mi riguarda vado al Massimo (Zedda), e vado a gonfie vele…

        • Marco P says:

          In fondo è il dilemma irrisolto della sinistra in Italia. Mica niente.. Tra qualche mese sapremmo che esiti avrà dato l’esperimento anche a Cagliari.

          Aggiungo solo che per me e per altri che si definiscono moderati di centrosinistra Fantola non è per nulla rassicurante e non è quindi un’alternativa, soprattutto se come pare, si accompagnerà a taluni. E non è certo perchè vuole un paio di parcheggi sotterranei (a sassari li ha fatti una giunta di cn-sn) o perchè è favorevole ad una nuova trattativa pubblica con Cualbu e robe simili…
          Il problema grosso di questa città è farla uscire dagli ammanicamenti e dai condizionamenti sotto banco dei poteri forti. Da processi decisionali poco trasparenti e che non hanno come primo fine l’interesse collettivo, dei cittadini. Da una visione retriva e poco illuminata su tanti temi (la mobilità,l’edilizia, i beni culturali ecc) che sottendono comunque quasi sempre logiche di potere e la tutela dell’interesse di pochi. La città va liberata da una classe politica che preferisce mantenere nel sottosviluppo interi quartieri per conservare il potere del ricatto basato sulle clientele ecc. Di tutto ciò ha bisogno la città, di questa pulizia, di questo rinnovamento. Questo è il vero discrimine che deve portare i cagliartani a votare a sinistra.

        • Marcello says:

          Mi sembra un’analisi molto lucida, illuminante. Una sola osservazione: gli studi nelle scienze cognitive in relazione alla politica hanno definito, grosso modo due tipologie di elettore: quello per il quale funzionano le parole d’ordine del partito di appartenenza (e quindi si ritrova completamente nelle idee base conservatrici o progressiste), che non sono moltissimi ed una che è progressista su alcuni temi e conservatrice per altri (per dire, può essere per la tutela dell’ambiente, ma anche per la privatizzazione dell’acqua). Secondo questi studi non esiste il “moderatismo” come lo raccontiamo noi e quindi è inutile rincorrere il centro, ma è importante il contenuto del messaggio politico, che può “accendere” o meno le connessioni neurali legate all’una o all’altra convinzione.
          Il problema è che le soperte scientifiche sul funzionamento del cervello e sul rapporto tra mente e scelta politica, negli USA come in Italia, vengono sfruttate in modo spregiudicato dalle destre (capaci di usare anche la pubblicità subliminale: caso famoso lo spot republicano con la parola democrats che spariva lasciando per un istante visibile “rats”, topi) ed ignorate dalla sinistra.
          Poi ci chiediamo come abbia fatto Prodi a perdere un grandissimo vantaggio fino ad agguantare la classica vittoria di Pirro puntando tutto sul cuneo fiscale…

        • Lampadina fulminata ha scritto: “In questo modo ricostruirei tutte le fasi che hanno portato ad una scelta perdente. Come ho scelto Carlo Ciotti, Rita Carboni Boi, Paquale Mistretta e Gian Mario Selis?”.
          Lampadina fulminata scrive ma non sa leggere e se legge non capisce. Amen.

        • Marcello says:

          Ma lo sai che sei simpatico…cos’è ti è andata male con gli aperitivi di Zedda e adesso inizi con le lampadine? Ripeto, non posso far altro che chiedere nuovamente aiuto a Banana: tu hai bisogno di disegnini per capire le cose. E qui con te finisco, che tanto gli asini non sanno che farsene dello zafferano…

      • Marco P says:

        Può essere come dici, ma io darei questa lettura del risultato: i sondaggi che davano per vincente cabras non erano affatto sballati, la candidatura di cabras era effettivemnte più rappresentativa dell’elettorato moderato cagliaritano. Il problema è che al voto non è andato quello stesso elettorato che ha risposto ai sondaggi, ma la parte più motivata, che si è mobilitata di più. E qui Zedda ha avuto la meglio.
        A Tato rispondo dicendo che cabras non è un candidato di centro destra, ma un candidato di area moderata. E di moderati ce ne è tanti pure tra gli elettori di sinistra.. Io stesso ho un’attitudine moderata (so che per molti è una parolaccia, ma non ci posso fare nulla) pur votando a sinistra e infatti, analizzando semplicemnte le risposte alle tradici domande date in questo forum da zedda e cabras, io ho preferito quelle di Cabras. E se avessi dovuto basare la mia scelta su quello, senza conoscere altro dei candidati zedda e cabras, certamente avrei dato la mia preferenza a Cabras. Questo per dire che il problema del poco appeal di Cabras non è la carenza delle “idee, i progetti e i programmi ” che sarebbero poco appettibili alla grande pancia dell’elettorato di riferimento. E tantomeno la competenza o lo spessore politico che sono di tutta evidenza.
        Sono entrate in gioco altre valutazioni, la sua candidatura era debole per altri moltivi in particolare se confrontata a quella di zedda, più combattivo, più fresco, più determinato a fare e a combattere per realizzare. A parità di pensiero moderato credo che la verve di un Porcu avrebbe scosso maggiormente l’elettorato assonnato e disilluso a cui si rivolge il pd cagliaritano. Ma forse al pd caglairtano è proprio l’uomo giusto a mancare in questo momento.
        Zedda ne ha approfittato. Ora bisogna capire che intenzioni avrà. Rincorrere i moderati nelle proposte e nell’ approccio, o insistere su una idea più alternativa e di rottura, marcando in modo netto le differenze col centro dx e puntnado così a dare una scossa l’elettorato, i particolare i tanti disillusi della sinista e non solo.

        • Marcello says:

          Io sondaggi non ne ho visto e soprattutto non ho visto metodologia e domande. Magari iniziare con una domandina semplice semplice tipo: andrai a votare alle primarie del centrosinistra? Seguita da “quale candidato PD voteresti?” Avrebbe aiutato a capire oltre il gradimento del potenziale condidato, anche la reale volontà di partecipazione alle primarie. La verità è che i sondaggi misurano ciò che succede nell’esatto momento in cui vengono posti e quindi valgono meno quando si modificano le condizioni. A questo punto sono entrate in gioco le “altre valutazioni” che citi tu. Di fatto, da un lato c’era un candidato giovane e combattivo dall’altra un anziano che ci ha messo poca energia (almeno nei confronti pubblici).
          Resto del parere che il candidato più competitivo nei confronti del centrodestra è uno ben caratterizzato, giovane e con le idee chiare. Se il PD avesse messo in campo un candidato del genere (un po’ alla Renzi) avrebbe avuto molte possibilità in più.
          In Italia di Vendola, che parte da un partito del 6% la prima volta e addirittura con un partito ancora da costruire la seconda e vince primarie ed elezioni, ce n’è solo uno per adesso.

    • Stefano reloaded says:

      Alle elezioni si partecipa per vincere; alle gare sportive anche solo per partecipare.
      De Coubertin si occupava di organizzare olimpiadi non elezioni.

  5. Marco P says:

    al di la di tutto, Zedda ha colto di sorpresa un po’ tutti, soprattutto nel centro destra. Si aspettavano di doversi confrontare con un altro tipo di candidato. La candidatura di Zedda è spiazzante, pone alla ribalta la questione generazionale, il ricambio delle classi dirigenti e credo segnerà anche un rinnovamento nel modo di fare politica e raccogliere consensi.
    La sua campagna elettorale sarà molto incentrata sui questi temi e riuscirà a mobilitare energie e forze giovanili che non è sempre facile avvicinare alla politica. Sfrutterà un clima culturale propizio, portando argomenti forti, senza disdegnare la demagogia , risveglierà gli entusiasmi del movimento di opinione che, forte anche a Cagliari, si era levato a sostegno delle politiche di Soru, il quale, a leggere il sito della sua associazione, già l’ha eletto quale continuatore delle sue politiche in città. Non dobbiamo poi sottovalutare le modalità di diffusione del consenso legate alle nuove reti, ai social network che sinora in italia non si sono rivelati decisivi nello spostare il consneso, ma si sa che l’humus cagliaritano è fecondo e talora si è rivalato apripista per fenomenti di questo tipo. Insomma, si preannuncia una campagna elettorale interessante.

  6. Neo Anderthal says:

    Non escluderei, nel caso di una candidatura di Fantola, il colpo di testa da parte di Piergiorgio Massidda.
    Si è già pronunciato: “non posso deludere gli amici che in me ripongono fiducia e aspettative…”
    Come osservi giustamente, in questo caso si va -almeno- al ballottaggio quasi di sicuro, col risultato quindi molto più incerto.
    Ammenoché Massimo Zedda non vinca al primo turno. (MAGARA!)

  7. Banana says:

    finalmente il Pd ha il suo candidato! Fantolas!!

  8. Muttly says:

    Se devo votare per la mia città, uno scelto a Roma, vecchio, di nessuna utilità provata alla cittadinanza nei suoi lunghi anni di partecipazione alla vita politica possono pure scordarsi il mio voto.
    Visti gli effetti di dieci anni di Floris, questa volta voto il candidato di sinistra almeno non è ammanicato con i palazzinari che stanno facendo uno scempio dopo l’altro.

    • Io sono elettore di centro destra, atipico. Non mi piace il pdl tanto meno il PD. Non critico le scelte delle persone sul voto a Zedda al posto di Cabras o Petrucci perchè ognuno è libero di preferire chicchesia. Tanto meno critico chi vota a sinistra anziché votare a destra. Ancora (si spera) siamo liberi di farlo. Adoro le strisce del Banana tanto che sono fan della pagina fb e gli articoli “velenosi” di Vito. Tutto è ottimo per ragionare. Però quando vedo delle cose false (e credimi – sia da una parte che dall’altra) mi infastidisco.
      Mi spiego; sono arrivato ad urlare “Gloria e onore al PD ed al suo coraggio” che lo ha portato a celebrare le primarie secondo me massima forma della democrazia. E mi è dispiaciuto non aver potuto votare per scegliere il mio candidato. In effetti non c’è stata necessità perché nessun altro si è mai candidato. In effetti è stato proposto, come sicuramente saprai, da alcune liste civiche ed ha ricevuto subito l’appoggio di tutti i cosiddetti “partiti minori”.
      La cosa certa è che Fantola non è stato scelto a Roma (tant’è vero che da Roma non hanno ancora dato l’ok formale).
      Senza polemica e soprattutto senza voler provare a “convicerti” ma solo per giustificare il mio “fastidio” ti vorrei citare due esempi:
      Continuità territoriale – tu sai che se Fantola non avesse scritto la legge noi staremo ancora pagando 300 e passa euro (più del doppio) il biglietto a/r per Roma?
      Limite 3 legislature – sai che Fantola da consigliere regionale ha proposto di limitare a 3 mandati massimi l’elezione in consiglio regionale? sai poi chi non si ricandidò alla quarta legislatura?

      • Sono 10 anni che cerco di capire cosa sia il partito di Fantola e ancora non ci riesco….
        Tantissimi amici e conoscenti 10 anni fa si ‘buttarono in politica’ coi riformatori…partito emergente del centrodestra….cosa ne è rimasto? praticamente nulla!Una delle poche persone serie, già assessore comunale, è stato poi trombato per far posto ai soliti nomi.
        Fantola rappresenta in piccolissimo ciò che è il PDL un partito ad immagine e somiglianza del fondatore nel quale non vi è posto per nessuno sino a che il capo-bastone stesso non dichiari di aver avuto abbastanza (e non ho mai sentito dire a nessun politico di nessun partito ‘mi faccio da parte e lascio ai giovani).
        Una vera BELLA sfida per la città sarebbe tra ZEDDA e ANGIUS

        i Fantola lasciamoli ambire al consiglio regionale,se ci riescono

      • sveglia al collo says:

        sulla continuità territoriale prego citare fonti (sappi che io ne ho tante … ), sui mandati lassa perdiri: non si ricandidò alla regione fiutando la batosta che prese la destra contro soru (e quella personale che ne avrebbe consacrato la sua fine politica) e per prendere “gratis” uno scranno a roma nel centro destra del berlusca (unico atto parlamentare di rilievo la “battaglia” per i militari sardi fabici … figurarì).

        • Massimo says:

          Concordo con “sveglia al collo”, da stamattina cerco tracce della iniziativa legislativa fantoliana, ma trovo soltanto rimandi a Decreti del Ministero delle Infrastrutture e bandi di gara europea. Immagino che al Ministero qualche funzionario che sappia fare questi bandi, meglio e più di fantola, ci sia. O no?

      • Muttly says:

        @CMz
        Google non conosce Fantola + continuità territoriale, se non questa stessa pagina…

        Lo stato della città è responsabilita del sistema di relazioni e di potere dei partiti di destra, ed è a loro che bisogna presentare il conto.
        Nel mio piccolo visto, che non sembrano cambiati questi rapporti l’unica cosa che posso fare è votare la parte opposta.
        Finchè non ho tessere di partito e non devo nulla a nessuno posso liberamente votare il candidato e il programma che reputo migliori in piena libertà.
        Di Fantola e PDL, a parte sentirsi sicuri come sempre, come se il voto fosse loro dovuto senza merito o impegno, non è ancora pervenuto nulla, a parte notizie di viaggi a Roma…

      • Ciao a tutti,
        ho letto solo ora e non ho a disposizione il testo lo cercherò domani e posterò il link.
        Ripeto non è mia intenzione convincere nessuno, solo chiarire alcuni punti che profondamente non condivido.
        Sveglia al collo io non la leggo così per diversi punti. In primis perché alle elezioni precedenti fu il terzo più votato dopo pili e selis (prese qualcosa tipo 50mila voti) che penso sia una solida base per una successiva elezione. Il secondo (per me più importante) e perché sono convinto che l’abbia fatto per il motivo di cui sopra. Con il tuo ragionamento potrei dire che Zedda si candidò nella lista “La Sinistra per la Sardegna” solo per la pensione e che in realtà non gli interessava fare qualcosa di buono. Potrei aggiungere che non capisco per quale motivo non si sia dimesso dal cons. comunale… ma forse potrei pensare che il primo dei non eletti non fosse più un compagno di lista. Si potrebbe dire tutto ma è meglio di no.
        In ogni caso mi impegno a trovarvi quel documento.
        A presto

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