Cultura

Un penoso Odifreddi ci illumina sul Natale, “festa pagana”. E liquida la tradizione cristiana come “oscura confusione”. E adesso chi glielo dice a don Ciotti e a don Cannavera?

Provo una discreta pena nel leggere gli articoli di Piergiorgio Odifreddi. Soprattutto l’ultimo, quello sul Natale, pubblicato da Repubblica e ripreso misteriosamente anche dal sito di Sardegna Democratica: l’ho trovato venato dal solito narcisismo che pervade lo scienziato, il quale, dopo aver capito di avere trovato il filone giusto in grado di dargli sempre e ovunque una discreta visibilità, sermoneggia in ogni dove la sua morale laica che in realtà laica non è.

L’articolo, in sintesi, ricorda come la tradizione del Natale cristiano si sia innestata in una più antica, evidentemente pagana. Odifreddi lo rivela al mondo come se questa fosse una verità conosciuta solo a lui e non storicamente giustificabile.

Ma il messaggio che lo scienziato ci manda è un altro: “Voi vi dite cristiani, in realtà festeggiate una ricorrenza pagana”. Il suo obiettivo infatti è proprio questo: cercare di dimostrare che il cristianesimo e le religioni pagane pari sono. Anzi, che forse quelle erano anche meglio.

Non a caso, Odifreddi traccia anche un’analogia tra il Padre Nostro (la preghiera che Gesù ha insegnato e che è presente nel Vangelo) con la preghiera a Giove.

“E’ su queste oscure confusioni tra la luce e Dio da un lato, e tra il Sole e Cristo dall’altro, che si basa e prospera la mitologia cristiana”, dice il nostro.

In effetti, da duemila anni aspettavamo qualcuno che ci dicesse (senza dubbio alcuno) che la straordinaria tradizione spirituale e culturale cristiana è in realtà fondata su una mitologia.

Odifreddi dovrebbe spiegarlo ai grandi uomini che hanno fatto grande questo paese: don Minzoni, don Ciotti, i preti antimafia. Ma anche padre Morittu, don Ettore Cannavera. Tutti adoratori del Sole Invitto, tutti mossi da “oscure confusioni” che hanno dato loro la forza di portare avanti grandi iniziative.

Tra l’ateismo e il laicismo ci passa un oceano. Odifreddi questo non lo sa. O forse lo sa, ma ha capito che in questo paese, scristianizzato da una gerarchia cattolica corrotta e irresponsabile (e leggetevi l’intervista al cardinale Ruini pubblicata qualche giorno fa dal Corriere della Sera: quanta poca fede nelle sue parole!), mostrarsi atei al limite del paganesimo paga tantissimo in termini di visibilità (e quindi di diritti d’autore).

Il Natale sarà anche la festa del sole Invitto e il Padre Nostro sarà pure una preghiera a Giove. Ma a me Odifreddi ricorda tanto quel personaggio del Vangelo che, vedendo Gesù sulla croce, gli disse: “Se tu sei veramente il Figlio di Dio, perché non liberi te stesso?”. Gesù non si liberò, lasciando la possibilità a quelli come Odifreddi di dire quello che vogliono.

Ah, quante certezze in questo scienziato! E’ bello sapere che esistono al mondo persone che hanno capito tutto e per i quali la fede non è un rovello (spesso doloroso) ma solo “oscura confusione”.

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