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“W Riva, pellegrinaggio alla ricerca del mito”: il mio video-tributo per i 70 anni di Rombo di Tuono!

 

Venerdì 7 novembre Gigi Riva compie settant’anni e noi sardi non possiamo che fargli i nostri auguri più sentiti: e di cuore.

Nel 1997 girai una specie di documentario sul mito di Riva a Cagliari, esplorando i bar e le botteghe artigiane del centro storico (soprattutto del quartiere di Villanova, il mio quartiere) alla ricerca dei segni del passaggio del bomber rossoblù nell’immaginario delle persone. Andai alla ricerca di posti che in realtà conoscevo benissimo: perché ogni viaggio nella memoria è innanzitutto un viaggio nella nostra memoria.

E così scoprii che a distanza di oltre vent’anni la signora del bar di via Bacaredda conservava ancora il poster di Gigi che io ogni mattina vedevo prima di entrare all’asilo; intervistai mio padre Giorgio, che mi mostrò le prime immagini in bianco e nero scattate all’Amsicora all’inizio della sua carriera da fotografo a quel giovane calciatore che faceva impazzire le ragazze; intervistai il mitico Marius, primo tifoso rossoblù e titolare di quel bar museo di viale Trento da me quotidianamente frequentato negli anni del liceo Siotto; mi feci raccontare dal mio barbiere, il signor Francesco, la storia di quella specie di bassorilievo raffigurante Riva che conservava nel suo salone di via San Domenico. Storie così: storie di baristi, di sarti, di ciabattini e di confratelli (perché a Villanova ci sono le arciconfraternite “che nella Settimana Santa escono la processione”). Storie di uno scudetto memorabile.

Il documentario “W Riva – pellegrinaggio alla ricerca del mito” fu girato in pochi giorni, nel maggio del 1997: avevo 27 anni. A tenere in mano la telecamera fu mio fratello Elio (lui ventiduenne), che poi iniziato una bella carriera da operatore e regista. Lavorammo in condizioni a dir poco primitive, il digitale era una cosa impensabile, ma la strumentazione che avevamo a disposizione era lussuosa per gli standard domestici del tempo.

Le registrazioni audio delle partite del Cagliari me le diede il dottor Augusto Frongia, medico sociale del Cagliari dello scudetto (anche lui di Villanova).

Le immagini dei gol di Gigi Riva le ricavai da una cassetta contenente tutte le reti segnate dal bomber realizzata nella notte dei tempi da un tecnico Rai: non chiedetemela perché non so più dove sia finita, né come mi capito fra le mani.

Poi coinvolsi il mio amico attore Elio Turno Arthemalle, protagonista dello spettacolo “Rombo di tuono: scudetto e petrolio 25 anni fa” che scrissi due anni prima. Piombai nella sua casa di Castello e gli dissi quale parte doveva recitare. Lo fece senza fiatare e con grandissimo divertimento di entrambi (Buongiorno Cagliari ha avuto una lunga gestazione).

Il video fu presentato nel maggio del 1997 allo spazio Isolateatro di Quartu nel corso della rassegna “Ars Brevis” organizzata dal regista Enrico Pau. Diverse copie iniziarono a circolare e “W Riva” (così come lo spettacolo teatrale) fu citato in alcune biografie dedicate a Riva e nel volume “Calcio” scritto dall’inglese John Foot e edito da Rizzoli: momenti di gloria (quando voglio fare colpo su qualcuno tirò fuori il libro che riporta, una dopo l’altra, una frase di Gianni Brera, una di Pierpaolo Pasolini… ed una mia!).

Ora “W Riva” (da una scritta che a metà degli anni ’90 era ancora sul muro dello stadio Amsicora) è su youtube quale mio personale tributo al calciatore e all’uomo in occasione del suo settantesimo compleanno. Perdonerete le ingenuità tecniche, potrete ridere nel vedermi senza barba, pischello e impacciato; ma prendetelo come documento di una Cagliari che scompare e un omaggio ad un ragazzo che è diventato sardo e che continua ancora a farci sognare.

Tanti auguri Gigi, sei sempre nei nostri cuori. E forza Cagliari.

 

10 Commenti

  1. Vito, bello, bellissimo ! Giggisceddu intendo. Tu ancora imberbe mesu imbranau ma si capisce che saresti diventato l’intellettuale raffinato di oggi. Perché non hai targato o menzionato la mia proposta della statua in granito di Giggisceddu in Piazza Scopigno (ora Piazza Amsicora) ? E’ adesso che bisogna spingere e scuttulare l’opinione pubblica e il Comune di Cagliari. Un Sardus Pater va bene…ma non è visibile e toccabile come la statua.

  2. Caro Vito ho visto con interesse ad anche con emozione questo tuo video. Nel formulare gli auguri a Gigi Riva il giorno del suo compleanno ho postato “Caro Gigi, tanti auguri, io ti chiedo ancora scusa perché quando giocasti all’Amsicora la prima partita col Cagliari in Cagliari -Lazio il 9 settembre del 1963 (sostituivi la nostra ala sinistra, allora mitica, Congiu infortunato) non mi facesti grande impressione, anzi dissi agli amici con i quali assistevo alla partita che eri “debole ed esclusivamente mancino”. Invece un amico che non ne capiva di calcio e venne per la prima volta allo stadio disse che saresti diventato un grande campione. L’inesperto ero io. Comunque mi sono ricreduto nelle partite successive…

  3. Massimo Moi says:

    Caro Vito, non so perché, ma guardando questo tuo lavoro si conferma la mia convinzione che gran parte dell’identità cagliaritana si fondi sulla figura del mitico Riva e sulla sua straordinaria capacità di ridare un sogno alle strade e ai quartieri della Cagliari più popolana.
    Piccola riflessione: quegli anni, gli anni 90, appaiono in queste immagini come voci e colori del passato, eppure, allora, tutto sembrava già futuro, e si viveva nella supponenza che tutto dovesse essere futuro.
    Vedere che invece germogliavano ancora spazi per ricordare, per ritornare indietro con la memoria, per ricostruire pezzi di storie, documentarli, ci permette di ripensare a quel decennio come ad un tempo che ha lasciato tracce, significati, tentativi di ricomporre identità passate (com’è stato appunto questo documentario).
    Quelle generazioni che giocano a pallone nelle strade di Villanova, che inconsapevolmente omaggiano il mito, sono il segno di una volontà di muoversi, di inventare, di fare comunità, fermenti emotivi che pur senza grandi episodi (come avvenne in altri decenni) hanno attraversato tutti gli anni 90.
    W Gigi Riva. W l’analogico.
    Un caro saluto Vito.
    Massimo

  4. Cubomed says:

    Domani è il compleanno un po’ di tutti noi, sognatori, emigrati, bambini in fila per ore per un suo autografo.
    Grazie Gigi, per sempre “Rivisceddu”, grande cuore rossoblu. Grazie Vito per il tuo vero pezzo d’arte, materiale da cinefili dei prossimi anni.

  5. barbas says:

    Ma io ti ricordo ancora così, non mi dire che sei invecchiato. 😉 Bravo Vito. Bell’omaggio. Barbas

  6. o Vito … piticco il taglio tattico!!!!

    • complimenti per il documentario , ma quello con i capelli ricci non mi convince molto ma chini esti ? W SEMPRE GIGIRIVA SARA’ SEMPRE NEL MIO CUORE PERCHE’ PRIMA DI TUTTO OLTRE L’ATLETA E’ UN GRANDE UOMO. AUGURI

  7. Francesco says:

    Bellissimo. Complimenti.

  8. Susanna says:

    Grazie, Vito, con piacere guarderò il video!

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