Lingua sarda / Politica / Sardegna

Ecco come scaricare il correttore ortografico sardo! E tra le fazioni in lotta spira una nuova aria di paghe (ma anche di pache, pahe, paxe, paxi…)

La presentazione del Cros a Oristano. La foto è di Anzelu Canu tratta dal sito Limba Sarda 2.0

Prima notizia: se volete utilizzare correttamente la Lsc, la Limba Sarda Comuna, lo standard fissato nel 2006 per consentire ai sardi di scrivere tutti allo stessi modo, ora c’è Cros, un correttore ortografico con la bellezza di quarantamila lemmi che vi darà una grossa mano. La scheda in fondo a questo post vi chiarirà caratteristiche e qualità di questo strumento informatico, scaricabile e consultabile a questo link del sito Sardegna Cultura.

Seconda notizia: spira un vento di pace tra gli eserciti della lingua sarda. Certo, sono sempre botte da orbi ma inizia a farsi largo la necessità di ritrovare un sentimento condiviso di concordia per fare in modo che il bilinguismo faccia un salto di qualità. Chi ad Oristano si aspettava parole di fuoco contro gli storici oppositori dello standard è rimasto deluso. E le parole di Giuseppe Corongiu, direttore (in scadenza) del servizio Lingua Sarda dell’assessorato regionale alla Cultura, militante della lingua e tra i più convinti sostenitori della Lsc sono state chiare:

“Le critiche vanno bene e servono a migliorare il lavoro. Il messaggio che ci sta arrivando è che in tanti vogliono occuparsi di lingua. Alcuni dicono di volere una Lsc più democratica e noi non dobbiamo fare l’errore di chiuderci. Non ci sono dogmi, dobbiamo tenere la porta aperta ad ogni contributo ed evitare le divisioni. Però pretendiamo rispetto: non è vero che in questi anni non si è fatto nulla. Questo correttore è un importantissimo punto di arrivo, uno strumento che tre o quattro anni fa sembrava un’utopia. E se pensiamo alla situazione di dieci anni fa, dobbiamo ammettere che allora non c’era uno standard, non c’erano gli sportelli linguistici, non c’era il correttore, non c’erano i corsi istituzionali di lingua sarda. Molto dunque è stato fatto”.

Dal 16 maggio Corongiu lascerà la Regione (le norme sui comandi dalle amministrazioni locali non gli consentono di restare, per confermarlo ci sarebbe voluta una legge che finora non è arrivata e quasi sicuramente non arriverà) e nel suo discorso davanti a moltissimi operatori degli sportelli linguistici giunti da tutta l’isola ha ribadito la necessità di non chiudersi alle critiche. “Non siamo gli unici ad aver lavorato e non siamo una setta. Dobbiamo ascoltare ogni domanda di ampliamento e di democratizzazione dello standard” ha affermato facendo chiaramente riferimento alle richieste avanzate dal Comitato Bilingusimu Democràticu.

Per Corongiu però “il problema è anche tecnico. Servono linguisti in grado di dare risposte, e io non lo sono. Servono competenze per sciogliere i dubbi. Ma quando c’è la volontà, l’accordo si trova. Una cosa è certa: noi vogliano una lingua unitaria, non siamo per il doppio standard. Vogliamo una lingua nazionale sarda, nel rispetto delle leggi di tutela già esistenti che parlano infatti di ‘lingua sarda’, al sinolare. Ed è paradossale che lo Stato ci dice che noi abbiamo una lingua mentre in Sardegna c’è ancora chi vuole i dialetti”.

Infine due passaggi più politici: “La lingua sarda dovrebbe essere salvaguardata più della sanità perché è ciò che salverà la nostra autonomia. La nostra autonomia speciale è in funzione della lingua, e senza lingua sarda il nuovo centralismo che si vede all’orizzonte prevarrà. Questo correttore ortografico è poi per la lingua quello che è stato il piano paesaggistico per l’ambiente e le coste. Questa è la nostra norma di proiezione, questi sono i vincoli. Certo i vincoli spesso fanno arrabbiare molti, ma servono”.

Nel corso della presentazione del Cros è stato fatto anche il punto sulla sperimentazione della Lsc. A fornire i numeri è stato Michele Ladu, mentre Mariantonietta Piga si è soffermata sul modo in cui lo standard è stato percepito: “Le critiche sono state sempre soprattutto di natura pregiudiziale, ideologica. E dove la Lsc è stata presentata correttamente per quella che è, è stata anche accettata senza problemi”.

“Perché non è vero che la Lsc fa storcere il naso solo ai meridionali!”, ha affermato Cristiano Becciu, ozierese, tra gli esperti che hanno lavorato al del correttore. “Abbiamo dovuto faticare anche con i settentrionali perché Cros corregge anche il logudorese. È semplicemente uno standard che aiuta a scrivere, senza dimenticare poi che però ognuno di sardo deve parlare sempre quello che ha imparato a casa sua”.

Anche per Massimo Cireddu Cros “sarà di grande aiuto per il movimento linguistico”, mentre Francesco Cheratzu della casa editrice Condaghes “ora si tratta di continuare il lavoro, inserendo i termini specialistici, fino ad arrivare a 80 mila lemmi: questo è un lavoro che non si ferma mai. C’è voluto un grande coraggio a fare il correttore, ma ora servirà strutturare un correttore grammaticale e soprattutto preparare il dizionario della Limba Sarda Comuna.

Diego Corraine è ritenuto da molti il padre della Lsc. Anche lui, nel suo intervento oristanese, ha rimarcato alcuni punti fisso ma allo stesso tempo ha mostrato apertura nei confronti dei critici: “La Limba Sarda Comuna è una koinè e in quanto tale nasce per governare le differenze. È un contenitore aperto. Ma una lingua in due non si può spaccare. La Lsc ha preso tutto il sardo e ha cercato una soluzione intermedia”. Ad esempio? “Prendiamo la parola italiana pace. La Lsc propone paghe, uno dei tanti modi che in sardo si usano. Ma la parola paghe è primus inter pares, è una delle varietà che è stata elevata a rappresentare la lingua”.

Per Corraine “in quindici anni sono state fatte cose che altrove sono state fatte in decenni di lavoro. Ora però la politica linguistica deve essere incardinata nella presidenza. La lingua sarda non può essere limitata alla cultura ma deve interessare tutti gli ambiti della vita della regione. Per quanto riguarda la Lsc, ogni assessore ha tenuto conto del lavoro portato avanti dai suoi predecessori e lo ha fatto proprio”.

E la Firino? Poche parole: “Ora in assessorato faremo lo stato dell’arte per ripartire e per fare della lingua sarda una lingua viva, a cominciare dalle scuole”.

L’aria che tira in Regione non è delle migliori, i tagli agli assessorati saranno pesanti, al di là delle parole di circostanza e c’è da scommettere che anche gli investimenti sulla lingua sarda verranno pesantemente ridimensionati. Forse è proprio per questo che chi ha a cuore le sorti della lingua sarda deve trovare un punto di convergenza. Le contrapposizioni feroci fanno solo il gioco di chi vuole sbarazzarsi del bilinguismo.

Per cui io sono d’accordo con Adriano Bomboi che nel suo post dal titolo “Bilinguismu democràticu?” afferma “E poi cherjo ider sa die chi Diegu Corraine e Roberto Bolognesi s’ana istringher sa manu”.

***

Correttore Regionale Ortografico Sardo (CROS)

Dati e scheda tecnica

L’applicativo per Pc, scaricabile ed utilizzabile in tutti i sistemi operativi, risponde alla necessità di correggere vocaboli nella normale stesura di testi e documenti scritti in lingua sarda. Il Cros, già sperimentato dal 2010 negli sportelli linguistici regionali, rientra negli indirizzi del Piano triennale della Lingua Sarda, finanziato con i fondi del Bilancio Regionale 2011-2013. La sperimentazione ha riguardato l’applicazione del correttore automatico su traduzioni giuridiche, amministrative, saggistiche e scientifico-divulgative, traduzioni di classici rese disponibili anche sul sito web Istituzionale della Regione Sardegna, per il rafforzamento della valorizzazione e dell’uso effettivo della lingua sarda.

Il Correttore Regionale Ortografico Sardo (CROS) è uno strumento multi-modale e multi-piattaforma finalizzato a facilitare la scrittura dei testi in lingua sarda con l’ausilio dei mezzi informatici. Il CROS è stato realizzato per l’utilizzo presso la pubblica amministrazione regionale e locale, in particolare per gli sportelli linguistici.

Il programma è basato sulle norme di riferimento a carattere sperimentale per la lingua scritta in uscita dell’Amministrazione regionale adottate con D.G.R. n.16/14 del 18 aprile 2006 e, in una versione più allargata, alle altre varietà della lingua sarda. Data l’importanza e la grande richiesta da parte del pubblico, il CROS viene messo a disposizione gratuitamente, attraverso i siti istituzionali delle Regione Autonoma delle Sardegna, a tutti quelli che desiderano farne uso.

Moduli disponibili:

– Correttore ortografico online basato sulle norme di riferimento a carattere sperimentale per la lingua scritta in uscita dell’Amministrazione regionale che permette l’accesso attraverso i più comuni browser e rappresenta la norma di riferimento per quanto riguarda lo standard regionale;

– Correttore ortografico online delle varietà tradizionali che adotta un’ortografia più estesa alle varietà tradizionali del sardo, anche se in linea con le tendenze generali in uso per la lingua sarda scritta.

– Correttore ortografico offline basato sulle norme di riferimento a carattere sperimentale per la lingua scritta in uscita dell’Amministrazione regionale che può essere scaricato e utilizzato sul proprio PC (è disponibile una guida per l’installazione) attraverso le suite OpenOffice e LibreOffice gratuite e facilmente reperibili in Internet;

 

Il correttore, realizzato in tecnologie opensource, è disponibile in due modalità:

 online (sito RAS), accessibile gratuitamente con un qualunque browser;

 offline (suite gratuite OpenOffice e LibreOffice), da utilizzare su desktop con sistema operativo Windows, Linux o MacOS.

 

Oltre alla versione che segue le regole ortografiche della LSC esiste una versione che contempla le varianti della lingua sarda (in altre parole il correttore è disponibile in quattro versioni diverse).

 

Il CROS è stato realizzato in tre fasi:

 2010 (contratto 2009) – inserimento 10.000 lemmi base (versione LSC), regole di generazione delle parole, la versione per le varianti conteneva 75.000 lemmi base;

 2011 (contratto 2010) – incremento a 22.000 lemmi (LSC), suggerimento italianismi (online);

 2013 (contratto 2012) – superamento 40.000 lemmi (LSC) con generazione di oltre 3.000.000 di parole (plurale, coniugazioni, diminutivi, ecc.), prototipo thesaurus (online), strumento di lavoro collaborativo “faeddos”.

 

I costi sono stati i seguenti:

I fase – e. 41.667,00 (IVA esclusa);

II fase – e. 38.919,00 (IVA esclusa);

III fase – e. 23.975,00 (IVA esclusa).

Totale €104.561,00 (IVA esclusa).

 

Ci hanno lavorato (escluso personale della Regione che ha svolto la funzione di controllo e consulenza linguistica quando necessaria):

 I e II fase (due aziende coinvolte, Condaghes e Smallcodes)

– n. 2 programmatori informatici

– n. 3 esperti linguistici

– n. 2 project manager (distinti per versione online e offline)

– n. 6 collaudatori

– 3 esperti (membri del Comitato scientifico)

 

 III fase (Condaghes):

– n. 1 programmatore informatico

– n. 2 esperti linguistici

– n. 1 project manager

– n. 4 collaudatori

35 Commenti

  1. Pier Sandro C says:

    la LSC, in questo articolo, è diventata da varietà sperimentale per i documenti della pubblica amministrazione in uscita, così come è nata, a lo standard fissato nel 2006 per consentire ai sardi di scrivere tutti allo stessi modo. Mi manca, evidentemente, qualche passaggio. Quand’ è che è diventato “lo standard fissato nel 2006 per consentire ai sardi di scrivere tutti allo stessi modo”, e come? grazie

  2. alberto macis says:

    Un sacco di notizie importanti ! ma per acquistarlo o scaricarlo in prova come devo fare?

  3. Se in questi anni non hai imparato a leggere e scrivere nella tua lingua, è perché non l’hai voluto fare. Sei sempre in tempo però. A istudiare siat.

  4. Antoni Cossu says:

    Vito, ti lu naro cun totu su rispetu, pro ite sighis atzetende cummentos macos, iscritos dae gente maca, chi faghet essire a campu totu sa sardofobia, de macos, chi tenet ammuntonada in una vida trista e arrenegada in contras de totu e de totus, a comintzare dae issos etotu. Bastante bi nd’at cun rispòndere a sos contràrios a s’unidade e a s’istandardizatzione de su sardu, caratzadu calicunu cun berritedda acadèmica, pro chi nos devimus ocupare finas de sos chi iscrient in ogni blog chi si li parat a in antis.

    • Le regole che mi sono dato per i commenti sono semplici: io censuro solo chi offende, usa un linguaggio scomposto e fa affermazioni che non sono in grado di verificare. Quanto al resto, penso che ogni commento ci racconti anche il clima che stiamo vivendo.
      Ciao, grazie per il commento.

    • Napoleone Bonaparte says:

      “cherent a èssere carculados, a divènnere importantes, a cuare una vida de fallimentu o sa mandronia, a colare a s’istòria”
      “tenet ammuntonada in una vida trista e arrenegada in contras de totu e de totus, a comintzare dae issos etotu.”
      Ma perché si ripete? Abbiamo capito … Si rilassi … Ognuno ha avuto il suo momento di gloria, come me. Dopo ogni salita c’è la discesa. C’est la vie …

  5. Napoleone Bonaparte says:

    Mon cher Pierre, lassa-llu/ddu/dhu istare, stari, stai. Sa solo dire des gros mots. Como los niños. Vive le plurilinguisme! Vive le correcteur! Vivent les correcteurs du correcteur! Vivent les financeurs des correcteurs du correcteur! Lo devo dire anche in corso?

  6. Supresidenti says:

    Personalmente credo che un totale rinnovamento alla guida del servizio regionale non possa che far bene al sardo e ai sardi. Non mi sono mai addentrato nelle questioni tecnico linguistiche del dibattito che in questi anni si è sviluppato sul tema lingua sarda. Ma sulla gestione politica del tema lingua sarda la mia è una bocciatura totale di quanto fatto. E mi permetto di dirlo da semplice utente che desidera imparare a leggere e scrivere nella sua lingua. Saludi a tottus.

  7. Gico Nura says:

    Céééé come siete antichi ancora con la Lsc.
    Adesso c’è il traduttore automatico della lingua nuragica:

    https://montesprama.wordpress.com/2014/05/03/il-giggisanna-un-nuovo-strumento-digitale-per-linterpretazione-delle-antiche-scritture/

  8. Pingback: La malafede di chi non vuole nessuno standard | Bolognesu: in sardu

  9. Alessandro says:

    Giusto per saperlo, e per la trasparenza: quanto è costato ai contribuenti questo CROS? Come sono stati spesi esattamente i soldi?
    Sono riuscito a trovare solo questo:
    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20091222082703.pdf

  10. Pingback: Paxe, narat Biolchini, ma deo non bi creo | Bolognesu: in sardu

  11. Pingback: “Sardu in campu”, ovvero: il fallimento della LSC come “standard” | Bolognesu: in sardu

  12. Napoleone Bonaparte says:

    Invece c’è molto da aggiungere: “su chi cherent est a èssere carculados, a divènnere importantes, a cuare una vida de fallimentu o sa mandronia, a colare a s’istòria.” Quest’è la cosiddetta ‘proiezione’ (in psicanalisi). Per generosità – sono Napoleone – non dico cos’è esattamente, sta in Wikipedia. Ma basta così. Napoleone non deve perdersi in queste sciocchezze. Napoleone è stato incoronato imperatore, altri non hanno nemmeno superato un concorso, anche solo pro forma. Però continuano a dire (con garbo!) ‘noi vogliamo, noi non siamo, noi abbiamo’. ‘Noi’ a nome di chi? Noi = chi? Io sto tranquillo, sono già entrato nella storia, dal portone trionfale, dopo aver esautorato la Direzione, pardon il Direttorio. Adieu. Firmato: Noi, Napoleone.

  13. 1. Logudoresu PAGHE; campidanesu PAXI; LSC PAGHE.
    Ma càstia una bella scena! Est cumenti in logudoresu… Teniant duus cumbinus 50/50 (paxe/paghi) e puru est oguali a su logudoresu, e agoa nant ca sa LSC est una “soluzione intermedia”… “Ma come è bello il tuo orecchino al naso… E perché la tua sveglia al collo?”

    2. Ma sa LSC no fiat “varietà sperimentale per i documenti della pubblica amministrazione in uscita”? E insandus imoi poita su CROS iat a depi serbiri a totu sa genti? E candu acabat custu sperimentu “della pubblica amministrazione”?

    3. Sa lìngua unitària s’agatat de sèculus, no dd’at fata Corongiu ni Corraine ni deu, dd’at fata sa stòria (domandai a is stòricus de sa lìngua). Standard si ndi funt sempri agataus de candu is sardus scrint e a su mancu de cent’annus si ndi agatant duus (su logudoresu literàriu e su campidanesu literàriu), prus is atrus bessius in is ùrtimus trint’annus.
    Is sportellus linguìsticus no funt traballu de Corongiu (http://www.amoscardia.com/bilinguismo/anno.php?art=45, totu traballu fatu chena de issu e cumentzau candu issu mancu fiat in s’Arregioni) e no funt traballu de issu nimancu is cursus istitutzionalis de sardu, chi po istitutzionalis seus narendi comunalis o de is scolas, totu cosa chi giai s’agatàt (bella e de profetu) innantis chi issu arribessit a s’Arregioni (chena de essi mai fatu e bintu unu cuncursu po cuss’incarrigu arregionali).

    • Marinella Lorinczi says:

      Ho provato il correttore con questo brano tratto da Benvenuto Lobina, “Po cantu Biddanoa” (http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_49_20060420153549.pdf), ed. bilingue. Nel testo sardo, secondo i curatori, “si è provveduto a correggere l’indicazione grafica dell’accento, laddove errato, e ad aggiungerlo sulle parole tronche.” Dunque, nella sostanza, è il testo di Lobina:

      “Santu Giulianu intèndit comente unu titifrìus. Possìbili chi is manus tébidas, s’àlidu callenti de una picciocca ‘e bint’annus cun su bestìri abertu finza a sinzu dd’àpanta postu in movimentu su sànguni aintru de is venas de linna? O è su fragu de custus gravellus de costera chi ddi pòrtat s’arregordu di àturus profumus, di àtaras manus tébidas, di àturus carìnnius donaus e arricìus, diora meda, candu fut unu sordau, unu cumandanti, giòvunu, bellu, amanti de sa guerra e de sa vida, e no unu santu ‘e linna, sìat puru patronu stimau e venerau de custa bidda devota?”

      Gli interventi per opera del correttore in LSC sono ovviamente numerosi, intorno al 50%, però certe volte non riconosce la parola (es. “stimau”; per “dd’àppanta” viene suggerito “pantzedda” ??, per “aintru” viene suggerito “trainu”, per “bint’annus” viene suggerito “Sant’Anna”). Nel correttore diciamo dialettale, gli interventi sono molto meno numerosi (accenti grafici, lettere consonantiche doppie), ma voglio vedere chi si azzarderebbe ad intervenire sul testo di Lobina, tanto meno a tradurlo in LSC. Comunque, ci sono stranezze anche nel correttore ‘dialettale’, perché non riconosce “Giulianu” come tale, mentre il correttore LSC sì; suggerisce per “devota” “debota, devora , devotu, de vota, de-vota”. Però il principio d’intervento è sempre la correzione dei “faeddos isballiados”, cioè di un ERRORE. Errore rispetto a che? E perché insistere su ‘errore’?

      Pertanto, mi domando come è stato verificato il correttore. Nelle “domande frequenti” si dice: P: “Su curretore mi signalat comente isballiadas faeddos curretos, o mi ponet comente curretos faeddos isballiados. In prus, cando isbàllio carchi faeddu in is cussìgios non essit su faeddu chi cheria pònnere. Comente potzo fàghere? R: Su curretore ortogràficu est a sa primu versione ufitziale (1.1.8) e non tenet galu totus is faeddos de su sardu. Semus traballende pro nde fàghere una versione megiore!”

      Anziché prima versione ufficiale si doveva parlare più modestamente e più realisticamente di prima versione sperimentale. “Ufficiale”, ma chi l’ha decretata tale e con quale autorità? E a chi dovrebbe incutere soggezione chiamandola ‘ufficiale’? Ovviamente le istruzioni sono in LSC.

      Io ricorro spesso a Google traduttore, ma solo per capire sensi generali, mai (e guai) per altro e certe volte non funziona nemmeno per quello. E nessuno pretende che si tratti di procedure ‘ufficiali’. Si possono fare delle gaffes tremende.

      Ho fatto anche questa prova. Ho preso un brano della guida: “Su curretore mi signalat comente isballiadas faeddos curretos, o mi ponet comente curretos faeddos isballiados. In prus, cando isbàllio carchi faeddu in is cussìgios non essit su faeddu chi cheria pònnere. Comente potzo fàghere?”. Mentre per il correttore LSC il testo va bene, il correttore dialettale interviene su tre parole: isbàllio, isballiados e cussìgios. Perché?

  14. Marinella Lorinczi says:

    Cortesemente, si potrebbe avere l’elenco dei consulenti scientifico-linguistici? O dove è possibile reperirlo? Grazie mille.

    • Predu Pischeddu says:

      Bolognesu! Unu e trinu! 😀

      • Marinella Lorinczi says:

        L’ho trovato alla fine della guida: CROS – Curretore ortogràficu sardu est isvilupadu pro sa Regione Autònoma de sa Sardigna dae Condaghes s.n.c. a suta de sa lissèntzia GNU/AGPL 3.
        Ant collaboradu: Francesco Cheratzu: coordinatzione e responsàbile CROS
        Massimo Cireddu: responsàbile informàticu
        Gianni Muroni: responsàbile linguìsticu
        Cristina Mulas: controllu lessicològicu
        Roberto Bolognesi: controllu regulas morfològicas.

      • E tue ses bonu a ddi faer unu p……

        • Predu Pischeddu says:

          ¿Usted habla español?

          Bueno!

          Su fecha de vencimiento ha llegado! 😀

  15. Napoleone (credo di esserlo e dunque lo sono) says:

    Questa è megalomania pura: “”Dal 16 maggio Corongiu lascerà la Regione (le norme sui comandi dalle amministrazioni locali non gli consentono di restare, per confermarlo ci sarebbe voluta una legge che finora non è arrivata e quasi sicuramente non arriverà).”

    Legge regionale ad personam, per poter ora imporre il correttore come voleva imporre a tutti la LSC? Legge paesaggistica, tutela sanitaria? Ma che razza di paragoni? Vincoli linguistici? Lo stato vuole la lingua e qui si vogliono i dialetti? Ma che follie sono queste?

  16. fausto says:

    L’Assessora? totalmente estranea al tema Limba Sarda!!!

  17. ora apre, sarà perchè tra poco non potrà più chiudere?

    • Eh che palle, se non ci sono odio ed insulti non siete mai contenti vero?

      • Predi cuartesu says:

        Eco cosa dice il moderatissimo Giuseppe Corongiu qualche giorno fa:

        “Una limba normada serbit a sa polìtica linguìstica. E tando una cosa non si cumprendet. Chie atacat s’ùnicu standard legitimadu dae sa Regione Autònoma lu faghet pro chircare unu ruolu a isse matessi? E custu sena pensare a su dannu chi faghet a sa limba?

        E tando sa solutzione at a bènnere petzi cando custas persones s’ant a cuntentare de sa carriera insoro in sa polìtica linguìstica. Duncas est de badas a isperimentare: su chi cherent est a èssere carculados, a divènnere importantes, a cuare una vida de fallimentu o sa mandronia, a colare a s’istòria. Su standard depet cambiare, ma non pro generosidade o democratzia. In realidade pro mudare sa vida insoro.”
        http://salimbasarda.net/politica-linguistica/contra-a-lsc-pro-microegemonias-personales-e-non-megioru/

        Penso che ci sia poco da aggiungere…

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