Cultura / Lingua sarda / Sardegna

Nasce il Comitato Bilinguismu Democràticu: “Basta divisioni sulla lingua sarda, un anno di tempo e troviamo una sintesi”

Alexandra Porcu, Pedru Perra e Oreste Pili presentano Bilinguismu Democràticu. Photo Olliera

E adesso si scateneranno nuove polemiche o il clima si rasserenerà? Il mondo che crede nel bilinguismo deporrà le armi per cercare una sintesi di tante posizioni differenti oppure le posizioni si radicalizzeranno ulteriormente?

Quando si parla di lingua sarda il rischio è sempre quello di scatenare polemiche che poi degenerano in questioni personali difficilissime da superare. Il comitato Bilinguismu Democràticu nasce però con l’intento opposto: aprire una stagione di confronto senza pregiudizi su tutte le posizioni in campo, per provare ad arrivare nel giro di un anno ad una sintesi che poi dovrebbe essere sperimentata nei successivi cinque.

A presentare il comitato (a cui hanno aderito finora una trentina tra sigle e operatori) sono stati stamattina in municipio a Cagliari Pedru Perra, Alexandra Porcu e Oreste Pili. Che hanno mandato alcuni messaggi forti e chiari a chi si occupa di lingua sarda. Il primo: “La Sardegna senza il bilinguismo non va molto lontano. Quindi il bilinguismo deve essere il nostro obiettivo principale, al di là delle divisioni”.

Le divisioni, appunto. Come trovare una sintesi tra chi è per uno standard, chi ne vuole due o chi non ne vuole nessuno? “Parliamone, confrontiamoci”, dice Perra. “C’è chi è favorevole ad uno standard con due norme, chi ad uno con una norma sola, c’è chi ritiene valida la Limba Sarda Comuna adottata dalla Regione e chi la vorrebbe cambiare. Le associazioni e i gruppi che aderiscono al Comitato non hanno una posizione univoca. Quello che proponiamo è un anno di incontri e di valutazioni per arrivare in maniera democratica ad una sintesi che poi può essere sperimentata nei successivi cinque anni. Noi non siamo contro la LSC: il problema è che questo standard, nato in forma sperimentale, in realtà non è mai stato sperimentato e sta andando avanti solo con le risorse della Regione: non va bene. E quando quelle risorse non saranno più a disposizione, cosa succederà?”.

In realtà la Regione la LSC ritiene di averla sperimentata e proprio in questi giorni ha pubblicato sul sito Sardegna Cultura gli esiti del Monitoraggio sull’utilizzo sperimentale della Limba Sarda Comuna, anni 2007-2013, atto preparatorio alla redazione del piano Triennale Linguistico 2014-2016. Un documento che farà discutere e che da conto dell’attività svolta nel territorio con lo standard da più parti contestato.

“Chiediamo che la Regione inizi ad ascoltare tutti, perché per anni chi anche solamente ha espresso qualche riserva sull’operazione LSC è stato ostracizzato”, ha proseguito Perra. “Ci attende un anno di grande lavoro nel quale attiveremo comitati scientifici, coinvolgeremo le università, gli intellettuali, le associazioni, e prenderemo ad esempio le politiche portate avanti dalle altre minoranze linguistiche in Europa”.

Oreste Pili, fondatore del S’Acadèmia de su Sardu, da tempo porta avanti l’idea del doppio standard campidanese/logudorese, “e anche se sono un indipendentista non ritengo che per la Sardegna sia importante avere un solo standard, tanto più se creato in laboratorio. Però se una standard deve nascere, che nasca dal basso e in maniera democratica e non dall’alto come sta avvenendo ora. Non ha senso forzare i tempi e imporre qualcosa che non piace. Se anche dovessero servire vent’anni per trovare una sintesi, prendiamoceli”.

“Vent’anni forse no, ma è chiaro che bisogna prenderci un po’ più di tempo, con la fretta si rischia di pregiudicare tutto”, continua Perra. “Le basi della politica linguistica che oggi in Galles, ad esempio, sta dando frutti sono state gettate nel 1975”.

Il Comitato Bilinguismu Democràticu è pronto ad accogliere ogni posizione. “Sulla LSC io ed Oreste Pili non abbiamo, ad esempio,  la stessa opinione”, spiega Alexandra Porcu, “io voglio la LSC ma la voglio fatta bene, più aperta e democratica”. E Pedru Perra è chiaro: “Siamo pronti ad accettare il risultato di questo confronto. Il bilinguismo viene prima delle nostre divisioni”.

Il dibattito, ancora una volta, è aperto. “Anche perché non è vero che la lingua sarda sta facendo passi in avanti, da otto anni è tutto fermo”, continua Perra. Con la LSC c’è stata una battuta di arresto, prima ai corsi si iscrivevano 50 persone, ora cinque. Gli sportelli linguistici si limitano spesso a tradurre delibere che nessuno legge: a cosa serve? Serve invece un piano per il bilinguismo che non guardi solo al domani, ma soprattutto al dopodomani. Serve sperimentare”.

 

105 Commenti

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  6. Seu *A*R*R*O*S*C*I*U* de ligi pùligas mentalis inpitz’e su sardu. Chi est unu, chi funti catros, chi si iscrit diacci o de àtera manera, chi sa LSC est bona o nou, inpitz’e comitaus de xrobeddus chi parint sa NASA…

    Tocat a du imperai su sardu.
    Vito Biolchini, poita as scritu s’artìculu in italianu?

    • Ps. vorrei aggiungere una cosa. Sono disposta a sedermi ad un tavolo e parlare della LSC con le persone intelligenti e mentalmente flessibili in tutto questo discorso:

      Cristiano Becciu e Micheli Ladu.

      Persone che ho sempre stimato dal punto di vista intellettuale e aperti alle critiche… e sono anche disposta ad ascoltare dove loro vedono i problemi e ritengo molto utile le esperienze che hanno fatto loro negli ultimi anni.

      Questa non è una polemica.

  7. Giulliu says:

    Seu deu sa capu – narat Lisandra – totu si movit candu deu arribu a Sardinya. E Perdixeddu e Oresti, ita funti burrimballa? Cica de no ddus ofendi, po’ prexei, ca funti gherrendi meda prus de tui. O presumia !!!

    • Scusa. Hai ragione. Mi sono espressa male. Ovviamente loro combattono da anni… molto di più di me e così via… soprattutto da dentro E per il campidanese. Ho imparato molto da loro e non volevo dire questo. Intendevo per quanto riguarda questo progetto, la iniziativa è partita da me ad ottobre con la proposta conferenza a Cagliari organizzata poi da Ivo e Matteo. Da lì è partito. Poi ci siamo scritti tutti quanti per un paio di mesi e ora che sono tornata e abbiamo fatto azione! Io lo chiamavo sempre movimento X. Poi questo nome l’ha scelto Perdu. Ho scritto che si muovono le cose quando vengo… ma anche perché loro, tutti, sono gentleman e mi aspettano, visto che faccio parte del gruppo e abbiamo rispetto uno per l’altro… mi stavo semplicemente difendendo perché qualcuno qui ha fatto finta come se fossi una scema che Perdu e Pili stessero usando e prendendo per il culo! Ecco… ma comunque hai ragione. Mi sono espressa male perché ero incazzata con quell’altro. Ma intanto… loro e gli altri membri del nostro gruppo lo sanno che non sono presuntuosa e che comunque c’era anche bisogno di una persona da fuori che gli fa di nuovo coraggio. Tutto qui… grazie della tua osservazione.

  8. Michelli says:

    Sos primos resurtos de sa polìtica de su ‘Bilinguismu Demograficu’ : su caos linguisticu. Si pedit giai su reconnoschimentu de sa variante ufitziale baroniesa. At a èssere unu Vietnam sena sa Lsc. Seguru.
    http://salimbasarda.net/politica-linguistica/sa-trampa-prus-manna-de-sa-limba-sarda/

  9. Abdullah Luca de Martini says:

    ¿Ma de ita si fuèdhat tambèni? Jai chi is línguas sardas natzionalis funt cuàturu, donniuna siat ufitziali in sa terra sua. Su logudoresu disfrassau che LSU o LSC no at èssi arriciu mai a Cabu’e Suta. Is campidanèsus sa língua intzòru dha stujant.

  10. Sonu sardu iu! says:

    Sa gente certat, e su sardu morret 🙂 ta spassiu ca est..

  11. PSd'Az says:

    L’iniziativa proposta, lodevole o no, è dannosa perché funzionale, anche se non organica, a uno scenario nocivo.
    Il Centrosinistra al governo non ha interesse a spingere la questione linguistica. I tempi di Soru sono finiti: ora governano accademici e nazionalisti italiani. Il ruolo dei sovranisti è quello delle comparse (a parte Maninchedda). Pertanto, è quasi scontato che nei prossimi due o tre anni di lingua sarda si parlerà soltanto, la politica linguìstica che fino a oggi abbiamo conosciuto è finita. Si creerà un vuoto che deve essere riempito mediaticamente da qualcosa. E qualsiasi iniziativa basata sulle chiacchiere andrà bene.
    Qui si inserisce l’attivismo dei sostenitori della divisione ontologica del sardo che si sono riuniti nel fantomatico comitau democraticu. Si tratta indubbiamente di una iniziativa ‘spontanea’, anche in buona fede se si vuole, ma che, a sua volta, ha una chiara regia politica. Ci sono le ombre degli ispiratori e fiancheggiatori che si stagliano nettamente alle spalle degli organizzatori. Si intravedono nella cura dei toni, nelle finte concessioni alla Lsc, nella ipocrisia del dialogo che serve ad avvicinare gli attivisti in buona fede. E’ una regia che ha i suoi gangli vitali tra la l’estrema sinistra parolaia cagliaritana che vuole rifarsi il look con il sardo, i rossomorti dell’hinterland e qualche velleitario sovranista sedicente.
    Questo miscuglio di bassa politica localista e attivismo contro il sardo unitario crea una miscela perfetta che serve ai politici regionali per dire la frase magica che serve a lanciare l’incantesimo anti-lingua: ‘riapriamo il dibattito sulla lingua’. Che si traduce, in realtà, nello slogan operativo di sempre: ‘creiamo un gran polverone sulla lingua, in italiano, così confondiamo le idee alla gente e blocchiamo tutto’.
    Pertanto aspettiamoci che a questa (e ad altre iniziative magari accademiche) arrivino riconoscimenti e aiuti politici da quelle parti che ho già detto.
    Ancora una volta, come già successo in passato, la polemica anti lingua ufficiale servirà agli avversari del sardo per bloccare il cammino della lingua con l’aiuto del ‘fuoco amico’ dei vari Pili e Perra. Saranno in buona fede? Forse, non lo metto in dubbio. Ma con la loro costante azione polemica e distruttiva si rendono ‘oggettivamente’ strumenti in mano ai veri nemici del bilinguismo.
    E se anche conquistassero l’egemonia di questo piccolo mondo, diciamo, pensano di poter vivere e gestire tranquilli avendo contro i pezzi da novanta del fronte lsc? Non credo. Si rendono conto anche loro della precarietà e difficoltà della situazione. La loro politica delle chiacchiere e del dibattito (che piace tanto alla sinistra) uscirebbe già perdente dal confronto con le cose fatte in questi anni (poche e discutibili forse, ma reali e concrete e che hanno prodotto ottimi risultati simbolici e alcuni posti di lavoro).
    Che serve?
    Una ripartenza comune, se c’è buona fede da entrambe le parti. Altrimenti è solo un gioco politico cinico, provinciale e molto miope. Che arrecherà danni mortali alla questione linguistica.

    Un militante sardista

    • Bobore says:

      Sono contento che un compagno sardista abbia scritto, dal momento che anche io sono sardista da tanti anni ed è giusto che all’interno del nostro grande Partito ci siano voci differenti. Prendo ovviamente le distanze dalla battuta sui rossomorti, di cattivo gusto e non rispecchia il pensiero del Partito ovviamente.
      Detto questo non capisco in cosa l’azione di Pili e Perra e di tutti gli altri possa essere stata distruttiva in questi anni, avendo aiutato non poco la lingua sarda ad imporsi nelle amministrazioni e nelle scuole, creando anche tanti posti di lavoro.
      Di certo non posso dire di non essere di parte, avendo frequentato i corsi di Pietro Perra e Amos Cardia, ma giusto perché si sappia chi sono consiglio di leggere quello che sono riusciti a fare in questi anni, senza sponsor politici e avendo qualcuno che gli metteva il bastone fra le ruote ma con poco successo: http://www.amoscardia.com/bilinguismo/anno.php?art=45
      Si parla di pezzi da 90 del fronte LSC. Chi sarebbero? Corraine? Che non risulta essere più nemmeno il responsabile lingua sarda della provincia di Nuoro da anni. O Corongiu? Che presto tornerà a Quartu e sarà un semplicissimo dirigente come ce ne sono a centinaia in Sardegna. Insomma, pezzi da 90 che andrebbero un minimo ridimensionati, hanno fatto abbondantemente il loro tempo è giusto che si mettano da parte ora, si chiama politica del ricambio. Altri nomi d’effetto, non me ne risultano.
      Ottimi risultati simbolici raggiunti…la ciliegina è la pubblicità di promozione della lingua sarda (comuna) costata ai contribuenti una vagonata di euro e ignorata dai sardi meridionali in quanto estranea e derisa dai sardi settentrionali in quanto non naturale, un vero e proprio autogoal di chi era convinto di sapere fare bene le cose (pura presunzione autoreferenziale) ma che ha dimostrato con i fatti che sarebbe stato meglio non fare buttare così tanti soldi dalla finestra.
      E’ giusto che si apra una nuova stagione, in bocca al lupo.
      Militante sardista

      • Sardofono says:

        Finalmente la verità. E’ solo un ‘Ora tocca a noi’. Tante bugie solo per prendere il Palazzo d’Inverno che non c’è più perché i soldi son finiti. Bastava dirlo subito: volete solo sostituire Corongiu come avete fatto a Quartu e in Provincia. Facendo morire tutto in un mare di mediocrità come avete fatto a Quartu e in Provincia. Tra tante cose avrà pure sbagliato, ma almeno delle sue cose si discute. Ne discutete anche voi. Significa che ha lasciato il segno. E non sarà facile confrontarsi con lui che peraltro non era certo l’assessore. Ma voi non riuscite a produrre nulla. Solo odio, divisione e caos linguistico. Anzi, mediocrità. Auguri alla lingua sarda.

        • Nessuno vuole sostituire Pepi Corongiu. A me non me ne sbatte niente di ciò che è successo a Quartu… non so neanche di che cosa stai parlando… immagina…

          Come ha detto giusto la persona che ti ha preceduto. Loro hanno fatto la loro parte. Qualcosa di buono l’hanno fatta. Nessuno gli toglie questo. Ma hanno anche ignorato per anni la creatività e la conoscenza del sardo di tanti altri… soprattutto dei giovani sardi meridionali. Io critico prevalentemente questo.

          Nessun odio, nessun caos, nessuna divisione… noi siamo uniti… e se Pepi avesse avuto il coraggio e l’interesse di coinvolgere la forza del nostro movimento e solo un orecchio aperto, avrebbe già da anni convocato una conferenza di scambio con “L’opposizione” per migliorare la LSC in se e anche il prestigio del sardo tra i giovani… invece ha preferito di nascondersi e scrivere insulti con nickname nei vari blog per soffocare la gente “malata di oreintalismo” come lo chiama lui… per ciò… il “potere e la responsabilità” l’aveva lui e ha fatto altro.

          Ora basta… ma da quando… basta. Noi non vogliamo il posto al caldo, non vogliamo soldi, non vogliamo allori. Vogliamo il sardo nelle scuole, vogliamo che agli insegnanti venga dato finalmente uno strumento per insegnare il sardo, vogliamo giustizia, vogliamo essere liberi di esprimere il nostro concetto di bilinguismo e di standardizzazione della lingua sarda. Vogliamo sperimentare varie proposte di grafia… sperimentarle veramente, dal basso, non dall’alto, senza imporre niente a nessuno e senza spingere soldi a destra e sinistra

          perché a) non ne abbiamo soldi e b) perché non vogliamo creare nepotismo o c) perché qualcuno è in campagna elettorale o d) perché ci interessa occupare posti o e) per pubblicare libri …

          Lo facciamo perché ci crediamo… per tornare alle nostre radici, per migliorare la nostra terra da un punto di vista culturale… pensa tu… e lo stiamo già facendo con le nostre associazioni, con il nostro lavoro da volontariato e il nostro amore per il sardo …..da anni e anni e anni.

          Cumprendiu?

          • Sardofono says:

            Ti credo, ma non si può aspettare venti anni per usare uno standard in attesa che anche Oreste Pili si convinca. Non si può sparare a zero come fai tu offendendo le persone. Ti usano. E poi ti molleranno, da sola. Chi fa così viene isolato in Sardegna. Vuoi fare la fine di Bolognesi, solo con Perra che ha sempre distrutto? E poi continui a raccontare favole o bugie. Io ho assistito personalmente a conferenze regionali con Zedda, Murgia e Solinas invitati da Corongiu che hanno potuto dire la loro liberamente. Mi risulta che ci siano progetti realizzati anche. Corongiu poi ha sempre puntato su musica e giovani. E’ la scoperta dell’acqua calda. E poi non sai niente di come funzionano gli uffici in Italia. Il dirigente gestisce ciò che decide la Giunta. Fuori dalle direttive politiche il dirigente non può nulla. Ti hanno fatto credere che esiste il lupo, ma il lupo non esiste. Poi diranno che è colpa tua che sei una esagitata, rissosa e maleducata. E intanto i capi veri passeranno all’incasso e tu ti sarai fatta terra bruciata. Sei caduta in una trappola, ma lo capirai solo col tempo. Ora arrabbiati con me. Ciao, mi sei simpatica.

            • Bobore says:

              Perra il distruttore!

              •41 comuni serviti

              •52 progetti presentati e finanziati

              •950.000 € portati in Sardegna

              •20 giovani assunti come operatori e operatrici

              •centinaia di dipendenti comunali e di cittadini istruiti com i corsi gratuiti di lingua e cultura sarda

              •migliaia di cittadini serviti dallo sportello di consulenza linguistica e culturale gratuita

            • ma spero proprio che sostituiranno Sant’Ignazio di Laconi con Santo Giuseppe di Laconi.

              Ahhh… certo, tutti possono dire la loro opinione, ma poi cosa è successo? la LSC cambiata? No.

              Come ti permetti di dire che sono una bugiarda? Non dico bugie… le ho subito in persona le cose… leggi nel mio blog: “Is faulas de is baronis de sa lingua sarda” e saprai come sono andate le cose.

              In più, il movimento è in gran parte partito da me… o credi che sia una coincidenza che si muove tutto appena tocco terra sarda?

              Ma si può sapere, che “fine ha fatto” Bolognesi?

              Ha recentemente pubblicato un libro sulle Identià linguistiche dei sardi, ha tradotto il romanzo di Nanni Falconi dal sardo al tedesco e ha un blog sulla lingua sarda che leggono tutti… e pensa te… sperimenteremo anche la sua proposta, mai presa in considerazione dall’uficcio della lingua sarda.

              si bieus… se Pili e Perra non avranno bevuto il mio sangue.

  12. Predu Pischeddu says:

    Proadu b’ais a caddicare unas cantas bortas in prus? Fintzas si non paret, agiudat. Agiudat meda.

  13. Amalia says:

    Il clima si rasserenerà? Eja, credici.

  14. Giuanni sparadesu Contu says:

    Lodevole iniziativa e perfetti i proponenti. Checché ne dicano Cristina e òmine de mesu (che ovviamente sono la stessa persona). Gente che lavora con il sardo e per il sardo ormai da decenni, prima della legge 482, prima della legge 26, prima dei finanziamenti a pioggia, prima di Coròngiu e dei suoi amici. Per loro parlano le centinaia di sardi che hanno frequentato i loro corsi di sardo, le centinaia di traduzioni, le pubblicazioni, le conferenze e così via. Di certo non si faranno intimorire da qualche troll che sta impestando questa discussione, basse calunnie che arrivano da dietro un muretto a secco, tipico comportamento di un certo tipo di sardi che se sparisse da questa terra farebbe un piacere a tutti. Un consiglio, lasciate perdere questi vigliacchi che tanto non avranno mai il coraggio di affrontarvi (in una conferenza, in un convegno…) faci a pari, conoscono bene i loro limiti, infatti parlano solo davanti a platee amiche, lasciateli perdere, fatevi quattro risate, i tempi stanno cambiando e queste reazioni violente sono la dimostrazione della loro debolezza cronica!
    Buon lavoro e ad maiora

  15. Òmine de mesu says:

    La proposta è lodevole, ma i promotori sono sbagliati. Troppo rissosi e biliosi. Si crei una triade di mediatori indipendenti. Altrimenti è la solita guerra tra bande. La proposta è lodevole, ma i promotori sono sbagliati, bruciati. Si crei una triade di saggi indipendenti. Altrimenti è la solita guerra tra bande. Bona Pasca.

  16. Su chi narat prof. Bolognesi est pretzisu. Ma deo, chi non soe nè linguista, nè politucu ma petzi sardu faeddante/iscriente chergio torrare gratzie a Pepe Corongiu e non m’iniportat nudda de cussu chi pensat ateros. Est gratzie a isse (e finas a Bolognesu, Corraine e ateros) chi apo imparadu ite cheret narrere sa batalla pro unu istandard. Custu est su meritu, su meritu de nos faghere aberrere sos ogros, de nos faghere torarre sa gana de iscriere e faeddare in publicu (beru professò?). W Giuseppe Corongiu!!!!

  17. Òmine de mesu says:

    Deo so de acordu cun ‘Cristina’

  18. Custa proposta non at a serbire a nudda. Seis torra chertende pro kistiones personales betzas, ma rinfriscadas cun ingiurgios noos. Tzertu, non set fatzile a bosi nde scadescer ki bosi seis bogados sa matza a pare totus cusos annos, ma si su ki boleis est su bene de su sardu, s’unica manera est cussa. Lassade is kistiones personales a una parte e cunfrontade-bosi. Innoxe gente ki tenet sceti resone o sceti tortu non bi nd’at. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, pro abarrare in su tema de oe. Sa LSC esistit, ma non est una lege divina. Dae custu faet a partire. Is ki non blent ni-mancu unu standard e is ki si creent ki sa LSC siat su standard podent andare ambos a pascher dindos. Bastat ki is áteros si pongiant a trabballare.

  19. ZEPROF says:

    Mi fari lastima su chi seu liggendi, poitta s’intenzioni fiara de chistionai de sa limba sarda po da fai cresci e agattai pagu pagu de concocordia senz’e attaccai nisciunusu. mancu nau sa mettari e prusu de is cummentusu funti murrungius e malesas cuntra custu e cudd’artru. Tottu genti chi deu non connosciu, ne de ‘na parti ne de s’artra. ma mi pariri chi sighendi a certai senz’arribai de nisciuna parti a s’accabbu faesu sempri su giogu de chini non boliri chi is sardusu potzanta chistionai sa limba inzoru. Sa limba deppir’essi unu sonu de concordia, non sa scusi po si cumbatti tra fraris.

  20. Deo, a su postu bostru, dia precare chi sa Regione si lu mantègiat istrintu a Corongiu, chi in foras lìberu de faeddare e iscrìere no isco si bos cumbenit. Connoschende.lu non creo chi at a abbarrare mudu. Ma bos l’ammentates antis de fàchere su direttore? Nde faghiat de casinu. Nessi in sa Regione depet abbarrare mudu. Unu pacu….

  21. Pepyxeddu says:

    Credo che l’unico modo per arrivare ad un effettivo bilnguismo sia la soluzione che prospettò il compianto Ciccittu Masala in occasione del convegno del 03/12/1997 riguardante la legge sulla lingua sarda, appena varata dalla Regione:

  22. Iniziamo bene, per voler discutere civilmente! Forse sarebbe il caso che entrambe le parti decidessero di darsi una calmata. Perra dovrebbe chiedere ufficialmente scusa a chi ha insultato, ma così dovrebbero fare anche gli altri. Abbiamo capito che tutti vogliono far sapere quanto hanno lavorato per la lingua sarda (tanto, tutti), ma affossare il lavoro altrui non migliora di certo il vostro. Le premesse dell’idea sono buone, e sarebbe anche il caso di concludere questa diatriba dannosa ed inutilmente prolungata per quanto riguarda la standardizzazione del sardo. Il gruppo LSC ha fatto parecchio ed è più forte, attualmente, ma se vogliamo passare ad avere il sardo ovunque (sopratutto nelle scuole) bisogna trovare un punto d’incontro e lavorare assieme, lasciando perdere gli insulti passati che tanto ci sono stati da entrambe le parti. Se no tra 10 anni siamo nella stessa situazione.
    O vi entra in testa o vi entra in culo, scegliete voi.

    Sembra di stare alle scuole materne, porca Eva.

    • Cristina says:

      La proposta è lodevole, ma i promotori sono sbagliati, bruciati. Si crei una triade di saggi indipendenti. Altrimenti non si muove niente. Amen.

  23. Un'altra volta says:

    A proposito di ‘Monitoraggio’ . Il dottore se la suona e se la canta. Poi spuntano i dialetti, ma guarda un po’, chissà da dove, non era tutto unitario il sardo? E i diagrammi, percentuali di che cosa? Dei sogni megalomani dello scrivente ‘competente e garbato’?

  24. Giurista says:

    Lodevole iniziativa, ma fuori tempo massimo. La politica linguìstica ormai è in crisi e si fermerà per almeno due o tre anni. Corongiu ha chiuso, il servizio lingua sarda sarà assorbito in altre faccende, la Regione non può permettersi di spendere più neppure un soldo. In realtà gli “anni della Lsc” saranno ricordati come i tempi delle vacche grasse. Il gruppo Lsc è sempre il più forte e detterà le condizioni. Non credo che staranno a guardare. Scommettiamo che sta per essere presentato un altro comitato?

    • Opinionistu says:

      Ho i miei dubbi. Corongiu non ha chiuso di certo è una pellaccia dura. I soldi della 482/99 arrivano dallo stato e non dalla Regione, ci saranno sempre quelli.
      Ma se davvero fosse così, sarà un bene, due o tre anni di pausa non potranno che aiutare l’ambiente ormai compromesso, come si vede anche in questa discussione, con bassi insulti, attacchi scomposti, riversamenti di bile. In questi due o tre ani spariranno quelli che con il sardo hanno mangiato in abbondanza ma che non ci credevano. Sarà una selezione e chi continuerà a lavorare…a gratis…dimostrerà la buona fede e l’intenzione di arrivare davvero al bilinguismo.

      • Giurista says:

        Giuseppe Corongiu lo dice in ogni occasione pubblica che ha chiuso. Almeno alla Regione. Perchè non credergli? Se avesse voluto continuare avrebbe scritto un libro così pieno di verità scomode? Farsi tanti nemici? E’ riuscito dove Bolognesi ha fatto solo folklore. Costringere il potere accademico anti linguistico a emergere. Non credo. E’ uno intelligente, lo Sa anche lui che non può restare. Come sanno tutti gli operatori è da tempo che lo stato passa una miseria per la lingua e in questi anni si è andati avanti con il bilancio regionale grazie alle pressioni di Corongiu e del gruppo Lsc. Hanno fatto cedere gente tosta come Soru, Maninchedda e Milia, mica roba da poco. Gli altri, quelli che oggi presentano questo Comitato, stavano a guardare attenti a prendere le briciole, semmai facendo pesanti azioni di disturbo a quelli della Lsc (la calunnia immotivata l’arma più fastidiosa). In assenza di finanziamenti il gruppo lsc resterà comunque il più forte perchè continuerà la battaglia fuori dalla Regione. Intendo proprio questo. I tagli rafforzeranno la lsc e i suoi seguaci perchè nella guerriglia saranno i più bravi, visto che di sono fatti onore anche nell’amministrazione. Però non so se tra due o tre anni, dopo la cura Pigliaru, ci sarà ancora una politica linguistica. Auguri.

        • Giurista, spero proprio che non hai niente a che vedere con la giurisprudenza, visto che la tua ottica e prospettiva sulle cose è abbastanza sbilanciata.

          Giuseppe Corongiu ha fatto quello che voleva e non ha seguito il documento LSC, ignorando la delibera al massimo e organizzando solo ed esclusivamente serate e cose per i suoi amici.

          Chi non era d’accordo con lui, è stato cancellato dal movimento linguistico, invece chi era d’accordo con lui, poteva continuare a lavorare. Tutto qui e lo sanno tutti che sono stati coinvolti nella questione della lingua sarda degli ultimi 12 anni.

          In più il suo libro non ha nessun valore scientifico, ma neanche lontanamente. verità scomode? dai… vai nel mio blog e cerca di disdire con fonti le mie critiche al suo libro…

          in più… doveroso dirlo ha solo rubato pensieri di Roberto Bolognesi e del blog di Roberto Bolognesi… che grazie a dio, sa distinguere tra scrivere in un blog o scrivere un libro scientifico… q.e.d. il folklore, l’ha fatto solo Corongiu, creando ancora più miti che a lui stanno bene…

          raccontando faulas su ogni persona che non è d’accordo con lui… se ne va?

          Cosa hanno fatto gli LSC’isti a parte le scemenze che ho già elencato giù? 6 anni???? tu lo vedi il sardo a scuola? insegnanti preparati?

          tutte sigle stupide: “Bilinguismu creschet”.. ma aundi? molto fumo, poco arrosto.

          ma bai e circa…

          • Cassandra Crossing says:

            E noi dovremmo dialogare con questa elegante e raffinata signora? Mah!? Si commenta da sola.

            • Cassandra Crossing… mah hai qualcosa da dire o ti fermi sulla solita noiosissima storia dell’essere “political correct”?

              e “noi” chi sarebbe?

              Tui? Chini ses? linguista?
              deu cun tui no depu chistionai de nudda ca po mei non tenit nisciunu balori candu inghitzas gei diaici… faendi cumentus ca no nci intrant nudda?

              Insandus? bolis chistionai de su liburu de Pepi?

              Bolis chistionai de politica linguistica?

              deu seu innoi…

              no ti praxit sa manera mia de arrexonai?

              beni…

              su cumentu tuu no portat a setiu…

            • Cassandra… livello molto ma molto basso da parte tua. Infatti qui si vede che non hai argomenti, non vuoi discutere, ma solo cercare un modo per rendermi ridicola…

              Stile Pepi. Ma alunna sua sei?

            • Colpita? di che cosa? dell’ennesima persona che ride del mio italiano? ci riparliamo quando tu userai il congiuntivo giusto nella mia lingua materna 🙂

            • mahh.. neanch’io voglio insegnare ai sardi come devono scrivere e parlare… lo sanno loro perfettamente… la mia missione da linguista (e bada bene che la romanistica è nata in Germania) voglio solo che la gente prenda coscienza della ricchezza che ha). Osservo e consiglio, paragonando alrti paesi che hanno già fatto questo passaggio… sto imparando ogni giorno il sardo, grazie ai parlanti. Non oserei mai di dire ai sardi come parlare o scrivere, ma so che i processi della standardizzazione in ogni posto sono gli stessi… e visto che il sardo è una lingua normale, come tutte le altre, potrei dare dei consigli abbstanza utili.

            • Marieddu… sono discorsi infantili quelli che stai facendo tu.

              Mi sono laureata in romanistica (italiana, inglese e spagnola).

              specializzazione in sociolinguistica con l’ultimo allievo di Heinrich Lausberg con una tesi (non pubblicata), prendendo summa cum laude. Stavo facendo ricerche all’università di Potsdam per la tesi di dottorato, se cerchi, mi trovi. Ho deciso di non finirla perché ho uno stile di vita troppo esagerato e da linguista non guadagni un bel cavolo.

              Ho lavorato in una ditta turistica dove mi occupavo della comunicazione interna per anni e ho guadagnato troppi soldi per tornare a fare ricerche per un 4 dei soldi.

              A Berlino guadagni di più anche facendo il barista.

              Ho collaborato alla traduzione di Manuela Mereu “Soso patimentos de unu giovanu” e “Sa metamorfosi”, tre mesi fa è uscita la mia traduzione di “Su Cuadorzu” di Nanni Falconi al tedesco: “Der Fluch von Orioli”. Ora sto scrivendo un libro in tedesco. Un romanzo.

              Ho scritto vari articoli sulla lingua sarda, pubblicati in tutto il web, letti e apprezati dalla maggior parte dei cattedratici delle università sarde.

              Da ormai 10 anni organizzo al Circolo Sardo di Berlino (del quale sono la presidente) conferenze sulla lingua sarda, in collaborazione spesso e volentieri con la Freie Universität, laddove Mensching ha avuto la sua catedra.Se vuoi, ti faccio anche l’elenco degli interventi (saranno una cinquantina) che ho fatto nelle università ed istitutzioni tedesche e altrove.

              Se proprio vuoi essere puntiglioso, nel senso di “FARE la linguista”… non faccio più la linguista… ma lo sono effettivamente… se vai nel mio blog è più che evidente che della materia me ne intendo!

              Per ciò… se vogliamo fare i bambini, ajò, facciamoli, se vogliamo un attimo capire come funzionano le cose veramente dal livello scientifico, parliamo di linguistica e non di me.

              Ma se vuoi ti faccio anche un disegno del fatto che solo perché uno come Giuseppe Corongiu ha pubblicato 6 libri sulla lingua sarda e non è linguista e perché io non ne ho pubblicato e invece lo sono.

              …perché gli faccio 10 a 0… q.u.d. si veda le recensioni nel mio blog.

        • Giorgino di Pirri says:

          Giurista, tu davvero no ndi scis nudda! 🙂 i progetti fatti bene sono sempre stati finanziati bene dallo stato, tanto è che gli operatori progettisti professionisti che non si sono allineati hanno lavorato bene. Lo stesso non si può dire per altri evidentemente e per tutti quegli operatori dipendenti che hanno dovuto allinearsi per poter lavorare qualche ora alla settimana. Quindi da una parte abbiamo gli indipendenti nel lavoro e nella mente e dall’altra i dipendenti nel lavoro e conseguentemente anche nelle proprie scelte di politica linguistica! Il gruppo LSC non esiste, a parte un paio di padrini LSC la maggior parte dei ragazzi che ci girano attorno è per convenienza. Il gruppo A-LSC (alfa privativo) esiste dagli anni 90, è passato indenne e oggi ancora esiste ed è forte e coeso, proprio per le sue caratteristiche di indipendenza da tutto quello che è stato fatto in regione! 🙂 se ne sono fregati della LSU, della LSC, dei libri e proclami di Corongiu. In assenza di finanziamenti il “gruppo LSC” si sfalderà, tanti pseudo-amici per convenienza spariranno, qualcuno si ritroverà generale senza esercito e gli altri si faranno grasse risate.
          Buona Pasqua.

  25. Maurizio says:

    Comente mai custa ortada totu paris dae banda de cuddos chi ant semper imbrutadu su logu e campadu dae su chi s’imbolaiat dae sa mesa de su Movimentu Linguistìcu? Dae sos chi in s’interi chi nois fimis traballende guastaiant su traballu cun s’agiudu de sos acadèmicos? Dae sos chi ant prenadu su logu de ingiurgios e fàulas? Cale est su disinnnu? Chie sunt sos sugeridores? Blasco? Zedda? Cale est sa punna verdadera? E cherent faeddare ma sighint a nàrrere fàulas in a ‘isetu chi diventet realtade? Chie ponet fogu non si podet presentare a l’istudare comente chi esseret un ‘angheleddu.

  26. A tutti quelli interessati (linguisti, attivisti e studiosi): ignorate i commenti negativi. Tanto qualcuno a cui piace litigare e che non vuole trovare un accordo si trova sempre. L’iniziativa è ottima, e spero che si uniscano tutti, anche Bolognesi (che ne sembra contento) ed i sostenitori della LSC attuale come Corongiu e Corraine.

    Per quanto riguarda i corsi: sì, in effetti sarebbe il caso di smetterla di fare la gara a chi ce l’ha più lungo. Lasciate perdere il successo e l’insuccesso, dato che adesso non ha senso parlarne, e si rischierebbe solamente di far partire litigi inutili.

    • Marieddu says:

      La polemica sui corsi parte da un commento non sense di Perra. Da un lato propone la pace dall’altro non può fare a meno di offendere quelli che dovrebbero dialogare con lui. Una prova in più che non è all’altezza del ruolo. Messaggio ai registi del gioco: cambiate giocatori. Sa polìtica linguìstica no esti a pigai a spritzugadas is ativistas o is pipius.

  27. Salvatore S. says:

    Si sono dimenticati (oppure non avete riportato voi) un fatto che va conosciuto. Ogni anno lo stato decide il compenso orario lordo per i docenti di lingua sarda e per gli sportellisti. Solitamente è 50€ all’ora per i docenti e 25€ all’ora per gli sportellisti. In passato i comuni facevano le selezioni in base a CV e esame, facendo vincere la meritocrazia, con i migliori che riuscivano a prendere il posto di lavoro. Da qualche anno invece questo non succede più, tanti, troppi bandi premiano il fatturato delle aziende, cooperative etc, non le pubblicazioni, l’esperienza…così oggi abbiamo che la gestione dei progetti sul sardo siano in mano a cooperative, associazioni, che assumono ragazzi, spesso anche senza l’esperienza necessaria (corsi di sardo tenuti in italiano, traduzioni mediocri, assenza della più basilare conoscenza della ortografia sarda!) e che dei 50€ e 25€ dovuti, ne vedono 20€ e 10€!!! Insomma, esperti low cost qualcuno potrebbe dire…

    • Pietru says:

      Srabadori istimau, mi pari chi tui ti depis fai unu bellu cursu in materia fiscali diaci cumprendis Beni meda Cali est su prezziu de su traballu in Italia.

  28. Pietru says:

    A is cursus partecipant sceti 5 personas……..funt foras de donnia situatzioni. Andai a biri is cursus tentius in campidanu de genti chi tenit gana de traballai a sa seria e totu sa sperimentatzioni chi est stètia fata in su sulcis cun sa LSC. Est su movimentu linguisticu chi in custus annus ndi at fatu bessiri a pillu sa lingua sarda e gratzias a issus chi is politicus si ndi funt agataus e in donnia programma elettoralis ddoi fiat sa chistioni de sa lingua sarda. Seus totus po su bilinguismu, ma su standard est tropu importanti po fai a manera chi una lingua s’amanniada
    .

  29. Anzelu Ruju says:

    Se si vuole cominciare il confronto dicendo che per otto anni non si è fatto nulla. Si comincia proprio male…e non si va da nessuna parte. Sono tre personaggi già conosciuti senza nessun seguito personale. Ogni tanto creano una sigla nuova, vuota, ma sono sempre gli stessi. Siamo curiosi di vedere l’elenco delle adesioni alla nuova sigla. La posizione della signora tedesca poi è schizofrenica in quanto nel suo blog ha scritto più volte, in maniera molto maleducata, che lei è per due lingue sarde. I corsi del gruppo lsc in realtà vanno a gonfie vele: c’è la folla. Quelli di Perdu Perra vanno male perchè la qualità è bassa, il livello scarso e la lingua usata è un codice personale che non copre l’orizzonte regionale. Va bene confrontarsi, ma l’impressione è che queste siano poche persone arrabbiate perché tagliate fuori dalla politica linguistica che conta. Se vogliono rientrare va bene, ma questa non è la maniera giusta. Le loro polemiche di questi ultimi mesi porteranno sicuramente al taglio di tutti i finanziamenti. Sapremo dunque di chi è la colpa. Modestia per favore, prudenza. Diano segnali più chiari, così si perpetua la guerra.

    • Perdu Perra says:

      Anzelu Ruju, mai sentito nominare, mai visto ai miei corsi. Peccato, a Sanluri (verificabile facendo una chiamata al comune…) l’ultimo corso di sardo da me tenuto alla fine del 2013 ha avuto più di 40 partecipanti…assidui e soddisfatti, come verificabile da una semplice visita in paese.
      Era prevedibile che ad una iniziativa propositiva seguissero i commenti pieni di astio e di livore di chi sa di avere fallito e cerca in tutti i modi di stare a galla! 🙂
      Ottimo motivo per andare avanti! 🙂

      • Anzelu Ruju says:

        As a falliri un’atra borta cumenti a sempri. Su dinai est spaciau. Chini tenit unu traballu at a campai. Is atrus a pasci dindus.

        • Soldi finiti? Ottimo, così tanti ragazzi non saranno più ricattabili da gente senza scrupoli. 🙂
          Finalmente una buona notizia.
          Per quanto mi riguarda, il 2013 è stato il mio ultimo anno di lavoro con la lingua sarda, sto già facendo altro! 🙂
          Grazie per l’interessamento, apprezzo la tua preoccupazione! 🙂

    • Iniziamo con la signora maleducata e schizofrenica che scrive nel suo blog prevalentemente della mafietta che si è creata intorno alla lingua sarda… e che NON segue la delibera LSC, ma intanto fanno quello che vogliono e come lo vogliono.

      Chi dice che non sia così (che si fa un abuso dei fondi tra amici e amici) è lontano dalla realtà. IO non sono schizofrenica. IO sono PRO campidanese e ho scritto più di una volta nel mio blog che sono aperta ad ogni soluzione che sia DEMOCRATICA.

      Questo potrebbe essere una doppia norma, sarei anche a favore di questo, ma visto che voi non ci arrivate e continuate alla italiana con “una lingua-una nazione” (laddove intanto la LIMBA è sardo settentrionale”) non arriveremo ad avere una doppia norma, per mancanza di sapere che in altri paesi è una cosa normalissima.

      Per questo propongo la LSC … molto… ma molto emendata che poi alla fine sboccerà comunque in una specie di “Limba de Mesania” o in uno standard molto aperto che secondo me, sarebbe la soluzione più adatta, visto che ho le palle piene di continuare a sentire sempre gli stessi scillorius da gente come te che poi dice che siamo: “orientalistas”, “partzidoris”, “talebanus”…

      Volete la LSC? Bene, ci sto… ma allora seguiamo anche le regole della delibera… e divento veramente tedesca!

      Noi, in Bilinguismu Democràticu, ci siamo dati il compito di prendere in considerazione varie soluzioni (infatti democratiche). Se tu, caro Anzelu Ruju, non sai leggere tra le righe e se non segui veramente il mio blog e leggi veramente ciò che scrivo, conviene starti zitto, visto che l’unico maleducato qui sei tu che mi da la pazza senza neanche aver mai parlato con me, senza conoscere la mia qualificazione e la mia opinione.

      E torru… in questo caso per quanto riguarda il nostro Comitato, farò l’avvocato del diavolo. Essendo vecchia LSC’ista e conoscendo il documento vorrei sperimentare quella via, mentre invece Oreste si occuperà dell’idea della doppia norma.

      Scondo te siamo arrabbiati? Ma ci podis contai! Ma non perché siamo tagliati dalla politica linguistica… poi “che conta”??? Ma ses brullendi diaderus, ma scidadindi! Siamo solo arrabbiati perché qualcuno ci sta negando la nostra lingua… la nostra lingua scritta tra l’altro… sono arrabbiata perché tutto ciò che esce è logudorese… arrabbiata per il fascismo al sardo meridionale… bogau totu… arrabbiata perché arbitrariamente tolto la scescia la -X- dalla grafia…

      Buona giornata…

      • Ps. credo che in questo articolo che ho scritto a Gennaio, la mia posizione sia abbastanza chiara e coerente.

        http://alexandrarrexinisarrexonus.wordpress.com/2014/01/23/la-confusione-linguistica-dei-politici-sardi/

        • Anzeleddu says:

          Mi pare che tu sia confusa tra due soluzioni. Confermo. Schizofrenia voleva indicare questo. E troppo arrabbiata per cercare un vero dialogo democratico. Tu vuoi solo sopraffare i tuoi presunti avversari. Altro che fine della divisione.

      • Se iniziamo a definire i possibili interlocutori “mafietta” il dialogo non inizia di certo col piede giusto.

        • Maurizio says:

          Infatti, il problema è questo. Chi propone il dialogo è sempre stato un facinoroso che ha offeso e diffamato a gogo per anni mentre gli altri lavoravano e ottenevano risultati anche per loro. E continua anche qui. La proposta è buona, ma deve partire da altre persone. Meno compromesse nelle polemiche. Amen.

          • Zuanna says:

            Maurizio, hai una concezione della democrazia un po’ distorta, ora decidi tu da chi devono partire le buone proposte? Questa è un’ottima proposta, il fatto che tu cerchi di osteggiarla in questo modo fa pensare che evidentemente quelli della tuo entourage non abbiano nessun interesse al dialogo. Dite che la LSC si può cambiare, vi si dice va bene e voi come reagite?…non dovete esserlo voi a dirlo, ma altri!… che assurdità! Anche il ruolo dei poveri innocenti non vi si addice, vi siete fatti abbondantemente conoscere in questi anni. Certo è che ora si inizia a vedervi per quello che siete davvero.

            • Maurizio says:

              Non dico che dobbiamo essere noi, ma neanche gli incendiari che fanno finta di fare i pompieri. Peace and love.

          • Come dice Zuanna non importa il fatto che ci siano stati “dissapori”, la proposta è buona e se loro fossero pronti (se) a discuterne in maniera civile e produttiva dovreste farlo anche voi, punto.

        • 12212

          I “possibili locutori” non stanno ascoltando da 7 anni… la storia inizia così. Secondo te non hanno offeso? Secondo te, non si è creata questa situazione grazie a non voler ascoltare?

          non mi piace neanche tanto l’altro commento di Marieddu “Attivisti”, “Pipius”…

          ma tui chini ses? tutti forti nascondendovi dietro nickname… noi la faccia almeno la mettiamo!

          ma si può sapere chi siete?

          sono a Cagliari… ajò… tra un ora in piazza Yenne e vediamo cosa avete da dire veramente dal punto di vista linguistico!

          Noi, il nostro gruppo è composto da gente adulta che conosce la materia.

          Da otre 12 anni stiamo seguendo la così detta “politica linguistica” della Regione e le persone coinvolte. Millioni di euro buttati per che cosa?

          Traduzioni di delibere che nessuno leggerà mai… ma neanche in italiano! per spot lofius… per corsi FILS, FOOLS, FALSE… laddove hanno solo confuso gli insegnanti con roba poco utile…

          Io, nel mio piccolo, così come anche altra gente che ama la lingua sarda … senza soldi… non ci sono più soldi? Perfetto! Ora vediamo chi si muove anche senza!

          • “I “possibili locutori” non stanno ascoltando da 7 anni… la storia inizia così”
            E l’intento non sarebbe quello di cambiare le cose? Ma certo non si inizia un dialogo con “noi siamo pronti a parlare, anche con voi stronzi con i vostri corsi che nessuno caga…” (che non è vero) “…e la vostra politica fallimentare” (e non è vero neanche quello). Chi abbia iniziato ad insultare non mi interessa, siete “gente adulta che conosce la materia” ma vi state comportando come mocciosi, sopratutto se dite di cercare il dialogo. Ovvio che chi risponde con “siete un fallimento” (idem, non penso che i vostri corsi siano di bassa qualità o che lo siano le vostre altre iniziative o che nessuno vi caghi neanche a voi) si pone sullo stesso livello, che è molto basso. Non vivo a Casteddu, se no stai tranquilla che in piazza Yenne ci sarei venuto al volo.

            • Guarda… informati prima di parlare di cose che non sai. Se torni su e leggi i commenti, vedrai che io sono stata offesa da prima…è sempre stato così…
              in più, forse qui c’è anche un piccolino malinteso. NESSUNO ha detto che vuole parlare con loro! A me non interessa parlare con “loro”. A noi, per quanto riguarda il nostro “sperimento” interessa il popolo sardo… i parlanti ci interessano… perché l’opinione di Pepi & Co… la conosciamo già. ci saresti venuto al volo in piazza Yenne…? non riesci neanche a mettere il tuo vero nome qui… Ajò.

              • “non riesci neanche a mettere il tuo vero nome qui… Ajò”
                Benvenuta su internet, dove esistono i nickname. Spero lo troverai un posto divertente.
                Qui non fa alcuna differenza avere il proprio nome o no, furbona. Se ci fossimo incontrati sarebbe stato diverso (e mi avresti dovuto spiegare perchè ti metti a fare “minacce” ad uno che cerca solo di calmare gli animi, e come puoi leggere non solo i vostri). Qualcuno che conosci sa il mio nome e cognome, comunque. Vediamo se lo scopri. Se non vi interessa parlare con loro allora buona fortuna, perchè state tranquilli che così non si concluderà nulla.

            • Vuoi veramente continuare questo giochino sui nick name? più di una volta è successo (e sta succedendo anche qui) che qualcuno non vuole discutere perché non ha niente da dire e si renderebbe ridicolo mettendo il proprio nome. Io quando litigo o ho qualcosa da dire, lo faccio con il mio nome e tutta la forza che c’è dietro. Credo che sia un forma di rispetto, la più antica che esiste al mondo. Per questo noi abbiamo nomi e un identità e per questo ci presentiamo quando ci conosciamo. Questo, caro, non me lo lascio togliere da internet… perché fa parte della mia educazione che è più vecchia di internet.

              Detto questo. Il dividere tra linguisti e non linguisti è facile. L’ho scritto perché qualcuno stava dando importanza al libro di Corongiu, quasi mistificandolo, mentre dal punto di vista scientifico non ha nessun valore… e se permetti, della scienza -la linguistica-parlo con altre persone che ne sanno. Se non fossi interessata al dialogo con i parlanti, non scriverei dal 2000 in internet, iniziando con sa lista -limba-, tra l’altro nata in Germania all’università di Colonia e poi passata Berlino.

              Buona Paschixedda

              • “più di una volta è successo (e sta succedendo anche qui) che qualcuno non vuole discutere perché non ha niente da dire e si renderebbe ridicolo mettendo il proprio nome”

                Ah-ah, cess, ma davvero? Peccato che tutto quello che ti ho scritto l’ho argomentato, e si tratta di osservazioni molto semplici ed ovvie. Dato che non mi conosci, che tu possa trovare l2212, Pancrazio Sanna o Gigi Tesinanta non fa alcuna differenza.

                “Questo, caro, non me lo lascio togliere da internet… perché fa parte della mia educazione che è più vecchia di internet”

                Irrilevante, non è una tua scelta.

                “e se permetti, della scienza -la linguistica-parlo con altre persone che ne sanno. Se non fossi interessata al dialogo con i parlanti, non scriverei dal 2000 in internet”

                Sì, ma a questo punto, dato che gli unici 3 linguisti siete voi ed escludete gli altri, cosa vorreste sentire dai parlanti? La loro opinione pura e semplice? Non ha certo la valenza di una discussione scientifica, per cui vi state togliendo il contraddittorio. Se voto e parlo solo io ci riesco tranquillamente a darmi sempre ragione.
                Riguardo al libro di Corongiu poi non so a cosa si riferisse Giurista, ma con “verità scomode” non necessariamente si doveva riferire a questioni scientifiche.

                Bonu lunis de Pasca fintzas a tie.

            • Ciao.

              facciamola breve

              1. non uso nick. scelta mia, bene. viviamo in un mondo libero. ho detto solo la mia opinione e mi piace sapere con chi parlo, visto che ogni uno di noi è diverso e ha una formazione diversa. Proprio per questo nei sondaggi linguistici il profilo del parlante è importate. età, sesso, formazione e così via. La valutazione di ricerche linguistiche si basa sulle persone. Se uno dice semplicemente la sua opinione a me non può servire tanto dal punto di vista di evaluazione.

              2.Secondo me (così come scrivo sempre in altri luoghi), il processo di standardizzazione è un processo nel quale ogni parte ha una determinata funzione. Sono insieme si può raggiungere un bilinguismo orrizontale. In questo, il rapporto tra linguisti e linguisti e diverso di quello tra linguisti e parlanti, tra parlanti ed istitutzioni, tra istituzioni e scrittori, tra scrittori e linguisti e tra parlanti e parlanti. Volevo dire questo.

              3. Giueppe Corongiu avrebbe dovuto dare un altro titolo al suo libro. Tipo: “Espierienze e opinioni: La lingua sarda e la standardizzazione dal punto di vista del direttore dell’ufficio della lingua sarda”… o una cosa simile. Nel suo titolo invece usa termini linguistici. Addirittura lo mette come manuale o indroduzione alla linguistica… e lì che ha sbagliato lui. Se leggo un titolo così (essendo filologa tedesca con specializzazione in sociolinguistica) e mi ritrovo con fonti mal citate e una elenco di persone che a lui non piacciono, in più il voler mettere in dubbio la Romanistica degli ultimi 200 anni in maniera oscena… abbi pazienza.

              Per il resto… tra breve manderemo un comunicato delle nostre intenzioni. Forse sarà tutto più chiaro, visto che la conferenza stampa è solo il primo passo che abbiamo fatto.

              Grazie Vito dello spazio che ci hai dato.

              • Rispondo solo adesso, in quanto in questi giorni ero impegnato. Per concludere anch’io:

                2-Il punto è che per avere un rapporto tra linguisti e linguisti a parer mio dovrebbero essere comprese tutte le posizioni, semplicemente.

                3-Il libro di Corongiu non l’ho letto, rimedierò non appena posso. Quindi non so cosa ci abbia scritto, mi riferivo solo al “verità scomode” che poteva anche non centrare nulla con la linguistica.

                Per il resto, vedremo come andrà a finire, aspetto il vostro comunicato. Saluti.

            • ps… scrivo con il cellulare, visto che sono in giro… prima che qualcuno mi commenti i miei errori in italiano… ( a parte il fatto che sono tedesca e faccio comunque errori). Cosa normalissima quando si scrive in un altra lingua… credo che i sardi, scrivendo in sardo, debbano svilluppare anche una coscienza su questo… visto che spesso non scrivono o parlano il sardo, avendo paura di sbagliare… come vedete… una cosa normale 🙂

          • Maurizio says:

            Bel dialogo, complimenti.

            • ehhh… davvero, il mediatore 12212… meno male che non stai facendo polemiche, moderatore vuoi essere? mahh… eja… domani chiedo a tutti i miei amici se conoscono 12212342 o 883 o 007…

              in più non ti ho “minacciato” per niente…
              ti ho semplicemente detto, di informarti meglio… “minaccia” questa… ma sei di zucchero… o ti potzu tocai?

              nessuno ti ha chiesto di calmare le anime… intanto so benissimo come funziona internet…

              coloro che hanno qualcosa da dire, lo dicono mettendoci la faccia tutti santi giorni da anni, gli altri si nascondono … facile.

              noi siamo tranquilli.

              abbiamo le nostre idee chiare, senza cercare coloro che tanto non ascoltano.

              il nostro obbiettivo è il dialogo con i parlanti, con il popolo sardo.

              in più vorrei sottolineare che non siamo solo 4 gatti… su questo progetto ci stiamo lavorando da qualche anno 🙂

              • “coloro che hanno qualcosa da dire, lo dicono mettendoci la faccia tutti santi giorni da anni, gli altri si nascondono … ”
                E allora vedi che non capisci nulla del perchè dei nickname su internet, oppure fingi di non capire. Non ho millantato conoscenze di linguistica o affini, per cui dire il mio nome non ha alcun senso, dato che non devo dimostrare nulla a nessuno. A cosa servirebbe quindi? A deviare il discorso su attacchi Ad Hominem? Te li puoi tenere. Se non ti piace quello che dico rispondi su quello, e se non ti va bene ti attacchi. Di nuovo: benvenuta.

                Riguardo alle “minacce” (le virgolette ci sono per un motivo, rivediti il loro significato) mi riferivo al fatto che pensavi che faccia a faccia non ti avrebbe risposto nessuno. Ajo, “ci vediamo fuori da scuola!”. Ma ti ritiri?

                E riguardo al progetto: come ho scritto l’idea era interessante, ma farlo senza Corongiu e gli altri vuol dire cambiare nome al vostro gruppo e basta. Vorreste discutere con i parlanti? Strano, dato che poi scrivi roba tipo “Tui? Chini ses? linguista?”. Per cui tagliamo fuori i linguisti e studiosi che la pensano diversamente da voi, il risultato sarà sicuramente condiviso da tutti, democratico ed apprezzatissimo! Ma fammi il piacere.

  30. Pingback: Nasce il Comitato Bilinguismu Democràticu: “Basta divisioni sulla lingua sarda, un anno di tempo e troviamo una sintesi” (Artìculu de Vito Biolchini) | Acadèmia de su Sardu

  31. Pingback: Se Maometto non va dalla montagna | Bolognesu: in sardu

  32. Partimus dae “sa tassa mesa prena”. Alexandra narat: “io voglio la LSC ma la voglio fatta bene, più aperta e democratica”. Bene meda. A dolu mannu b’est finas carchi faula: “prima ai corsi si iscrivevano 50 persone, ora cinque”. Custa est una faula manna manna, mi!E deo so testimonzu de cursos cun gente meda e cuntenta. Deo naro gratzias a chie at triballadu finzas e como in sa Regione, ateru chi nono!. Nadu custu, si custa iniziativa servit pro agiuare su sardu bene, ma si servit a fagere gherra a tzertas pessonas isballiamus totu.

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