Cultura

Dal vostro inviato a Pernik, alla scoperta dei mamuthones bulgari (vedere per credere)!

“Avvicinati bambino, non avere paura del carnevale tradizionale bulgaro…”

Me lo avevano detto ma io non ci avevo creduto: “In Bulgaria ci sono delle maschere tradizionali uguali alle nostre”. “Ebbà, in Bulgaria? Ma veramente?”. “Uguali. A tipo quelle cose nuoresi a campanaccio”. “Non ci credo”. “Peggio per te”. E infatti adesso sono io che devo convincere gli altri che è tutto vero, che anche Bulgaria ha i suoi mamuthones. In effetti, perché questi signori slavi hanno la groppa piena di campanacci che muovono ritmicamente in maniera a me così familiare? Ma non eravamo unici al mondo? La mia autostima sarda vacilla. Ma ormai non posso tirarmi indietro: il mondo deve sapere. Basterà il mio racconto? Basterà una galleria fotografica? Non verrò preso per pazzo?

No, non fatemi domande. Non chiedetemi perché un mese fa io fossi a Pernik, una trentina di chilometri da Sofia. Il termometro segna meno dieci gradi ma il clima è quello delle feste paesane che piacciono anche dalle nostre parti: una specie di Santa Greca sotto la neve.

Sarà pure “la seconda città più brutta della Bulgaria” (come dice la mia guida) ma a Pernik (centro industriale in fase di dismissione, anche qui una storia di miniere di carbone inesorabilmente chiuse) da oltre vent’anni si organizza una specie di raduno mondiale di maschere tradizionali, una Champions League del campanaccio carnascialesco.

E che siano organizzati bene lo si capisce perché nei tre giorni nei quali è articolata la manifestazione ben ottomila maschere sfilano in un vero e proprio “mamuthodromo”, una sorta di rambla che termina in una grande piazza dove i gruppi si esibiscono davanti al pubblico locale.

Maschere: solo strane! E anche abbastanza paurose, a dire il vero. Migliaia di anni fa l’Europa provava ad ingraziarsi le divinità della terra e della fecondità in questo modo. E noi sardi eravamo in linea con le più importanti tendenze continentali. Non per niente qui a Pernik siamo di casa.

Quest’anno a sfilare è stato il gruppo di Fonni: impeccabile. Non so invece da dove provenissero gli isolani che diverso tempo fa fecero indispettire l’ambasciatore italiano, ospite d’onore a Pernik. La cosa andò così. I sardi, da buoni sardi, si erano portati dietro la bandiera con i quattro mori e la esibirono nel corso della sfilata. L’ambasciatore italico trasecolò e disse: “Cos’è quella bandiera? Dov’è il tricolore??”. Ora, ci sono più probabilità che dei sardi in trasferta si portino la bandiera svizzera che non il bianco rosso verde. Insomma, fu necessario giurare che il tricolore era stato perso o addirittura rubato nel corso della sfilata e l’incidente diplomatico si chiuse lì.

Se non fosse per i piedi congelati, direi che non fa neanche troppo freddo. Ci rifugiamo in un bar, poi andiamo a mangiare. Torniamo all’aperto che ha ripreso a nevicare. Ed è qui, in questo posto distante migliaia di chilometri dal mio mar Mediterraneo, in mezzo a questi colori che si stagliano nel bianco, che mi sento pervadere da una strana leggera felicità mai provata prima. Al mio ritorno provo a confessarlo ad Adorella. Che mi ascolta, fa una pausa, e poi guardandomi dritto negli occhi mi dice: “Ma ti piace la neve? Ma veramente? Mi fai pena. Vergognati”.

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“Sì, come potete facilmente leggere, siamo a… Sì… Sì, dalle parti di Fonni! Non lo vedete che c’è anche la neve?”

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“Quest’anno mia mamma mi ha vestito da lupo!”, “E la mia da orso! Gne gne gne gne-gne!”

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 Mamuthone, bolis tirai?

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“Oh, pivelle ce ne sono…?”

“Direi proprio di sì!”

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Un diavolo con corna e tutto. Paura

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Per non perdere l’orientamento

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 Dolor’e conca custa maschera a cono? Niente!

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Una foto per la stampa sarda

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Bulgaria Canta!

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Quello a destra è uno della Gioc infiltrato! Cambara e maccioni!

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L’angolo della metafora

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 Solo pelo!

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 Chi ha paura del lupo cattivo? TUTTI!

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Mamoiada, non ti temo!

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Dolor’e conca 2

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 Noooo! Anche qui i quattro mori? E chi li ha portati?

 

Ma i ragazzi di Fonni! Mitici!

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Gente strana in Bulgaria…

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“Ma noi non ci siamo già visti ad Orani? No? Sicuro?”

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 A tipo Sant’Efisio

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Direttamente dal set di Guerre Stellari

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“Cioè, esattamente da cosa siete vestiti…?”

 “Ah, ora ho capito… (dolor’e conca 3)”

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A torso nudo… A meno dieci…

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L’immancabile foto ricordo con la maschera tradizionale di Pitrvniczwxwxx

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Facci connotta sotto la neve

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Grazie Pernik, è stato bello conoscerti e  partecipare alla Champions League dei mamuthones. A presto!

 

 

21 Commenti

  1. Cercate immagini del Carnevale di Bielsa nei paesi baschi…..li usano costumi e maschere quasi identici ai nostri.

  2. Forse ci farebbe bene ad andare alla presentazione della Grammatica della Lingua Sarda PRELATINA di Salvatore Dedola a Cagliari, venerdì 21 marzo, ore 17,00, presso Istituto Prof. “Sandro Pertini”, via Vesalio

  3. giocasula says:

    Non ci crederete…ma anche in Svizzera (interna) ci sono maschere simili ai mamuthones….guardate….http://www.lebendige-traditionen.ch/traditionen/00147/index.html?lang=it

  4. I Kokeri! Quelli pelosi pelosi con la testa alta si chiamano “Kokeri” e sono chiaramente frutto dell’incrocio tra Chewbecca e un Alpaca.

  5. Petru Mari says:

    Mi piace u to viaghju in 4 dimensioni…
    Ma sottu a e mashere sò propiu umani ,?

  6. Popolo di DAN……che si è sparso per l’Europa.Grazie per il bel servizio

    • Eja, bravo Thor! Anche il Popolo di DIN e il Popolo di DON.
      Come insegna il mitico Melardo Leonis:
      https://www.facebook.com/melardo.leonis

      • Te ne sei accorto che c’erano le campane,quindi tutto fila…..

        • Mi prendi anche per il culo?Non ero a conoscenza del mitico melardo leonis, ora sò chi è.Per tua conoscenza,non credo alle fanta storie ,ma ti ricordo che per l’intellighenzia isolana i nuragici non navigavano ed oggi nuove conoscenze dimostrano il contrario.vogliamo parlare dei giganti di monti prama tenuti nascosti perchè andavano a retrodatare l’arte statuaria nel mediterraneo?Non sono molto preparato ma dai reperti in giro si deduce che un filo sottile accomuna i popoli europei e molto deve venire ancora fuori.I neanderthaliani seppellivano i morti e ponevano fiori nelle tombe….SALURI E TRIGU MERA A MELARDO LEONIS

          • @Thor&T’hor
            Ma figurarsi se mi permetto di prendere qualcuno per i fondelli.
            Ci mancherebbe!
            Le tribù nuragiche, o shardana, è lo stesso, erano tre. La Tribù di DIN, la Tribù di DON e la Tribù di DAN! La sacra triade DIN-DON-DAN. Per quale motivo credi che Soru abbia chiamato Nerina DirinDIN nella giunta? Era chiaramente un’adepta della tribù di DIN! Anche questo mica te lo dicono gli archeologi. Nascondono tutto!
            E certo che i nuragici navigavano! Sono loro che hanno inventato il peDANlò. Solo che gli archeologi hanno distorto il nome in peDAlò per non dover ammettere la grandezza dei nuragici! Adesso è un treid marc straniero. E le roialtis se le beccano i continentali!
            E la sacra triade ha inventato la DINamite, DON Matteo ma soprattutto il fondamentale CON-DAN il profilattico sharDANa (http://melardoleonis.wordpress.com/2013/10/01/il-con-dan-il-preservativo-shar-dan-dei-principi-di-dan/)
            Tutto si lega!
            E a volte si slega… dipende!
            E come dicevano i poderosi guerrieri shardana,
            Hasta Melardo Leonis! Siempre!
            https://www.facebook.com/melardo.leonis
            🙂

  7. Ecco perche da mesi ti stavi lasciando crescere la barba!!!! Per la trasferta al polo

  8. Claudia says:

    Due anni fa a Fonni vennero in visita i mamuthones sloveni, e so per certo che ci sono anche i mamuthones greci… mi sa che non abbiamo inventato niente! 😀 Bel reportage, Vito, e splendide foto… impagabile l’immagine di Olliera delle Nevi! 😀

  9. ZEPROF says:

    Vito non sapevi che lì li chiamano Mammutosky?

  10. Gianni says:

    A proposito di identità…

  11. gianni garbati says:

    Complimenti Vito, bel servizio e arguta testimonianza!!

  12. Al museo delle maschere mediterranee di Mamoiada: http://www.museomater.com/, si trova una bella sezione dedicata alle maschere tradizionali dell’arco alpino, della penisola iberica e della penisola balcanica. Un utile viaggio anche per chi non può permettersi di andare a visitare i luoghi d’origine delle maschere.

  13. giulia says:

    Chie no ischit est cumpàngiu de su tzegu: colui che non sa e simile ad un cieco.
    E si vede.

  14. Raimondo marras says:

    Complimenti ai fonnesi! Vito sei unico!!!!

  15. dávide.m says:

    su carrasecare in Ungheria, in Mohács, una biddighedda a làcana de sa Croàtzia, lu podimus assimizare a su sardu:

    http://www.mohacsibusojaras.hu/

    finas in Euskal Herria no paret chi semus in logu anzenu:

  16. Omar melon says:

    Qualche anno fa il comune di Orosei organizzo’ un incontro culturale con la Bulgaria durante il quale vennero messe in grande evidenza queste similitudini e analogie tanto evidenti tra “SosMamuthones” e le maschere bulgare.

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