Cagliari / Politica / Sardegna

Cagliari e Quartu senz’acqua: quando la comunicazione è un disastro

Il sito del comune di Quartu è stato il primo a dare la notizia dell’acqua non potabile 

Oggi siete andati a comprare l’acqua al supermercato? Ne avete trovato? Io no: le scorte finiscono in un attimo. Il perché è molto semplice: la gente non si fida di chi in extremis prova a rassicurare la cittadinanza e manda messaggi uno più contraddittorio dell’altro.

Questa vicenda dell’acqua non potabile distribuita in rete a Cagliari, Quartu, Selargius, Monserrato, Quartucciu, Maracalagonis ed Elmas, dovrebbe essere studiata all’università come un esempio di comunicazione disastrosa da parte di soggetti che invece dovrebbero fare del rapporto trasparente e chiaro con gli utenti un punto di forza.

Enas, Abbanoa e Asl 8 ora arrancano, cercando di recuperare il tempo perduto e lanciando messaggi contraddittori, non coordinati, scaricando responsabilità e, sostanzialmente, perdendo credibilità. E se a questo ci aggiungete le contorsioni dei giornali, la frittata è fatta.

Titolo virgolettato in prima pagina sull’Unione Sarda di oggi: “Nessun pericolo dai rubinetti”. Quindi l’acqua è potabile? Macché. Sempre in prima Giorgio Steri della Asl 8 spiega: “Non è idonea al consumo umano diretto, per questo consigliamo di non berla”. Ma se non c’è alcun pericolo, perché non la si può bere?

Ma non è finita qui. Il giornale dedica due pagine a questa incresciosa vicenda. A pagina 34 una semplice infografica prova a fare il punto della situazione. “L’acqua è potabile? No, ci sono livelli eccessivi di cloro”. Pagina 35, titolo virgolettato: “L’acqua non è pericolosa”. E ancora: “Le rassicurazioni della Asl: berla non causa danni”. Incredibile.

Lo stesso Giorgio Steri della Asl 8 che a pagina uno dice che l’acqua “non è idonea al consumo umano diretto, per questo consigliamo di non berla”, a pagina 35 afferma che “l’acqua della rete idrica, anche se bevuta, non causa alcun problema alla salute”. Ma una persona normale cosa deve capire da due affermazioni del genere, dette dalla stessa persona allo stesso giornale?

La comunicazione è una cosa seria, ed invece Enas Abbanoa e Asl 8 hanno toppato su tutta la linea. Se Enas, Abbanoa e Asl 8 fossero stati dei soggetti privati (e non fortemente condizionati dalla politica) dopo un caso del genere avrebbero visto dirigenti saltare come birilli per manifesta incapacità e si sarebbero dotati di professionisti della comunicazione all’altezza. Invece c’è anche chi dopo avere fatto disastri non chiede scusa alla cittadinanza e si permette perfino di minacciare querele a destra e a manca.

La notizia doveva essere data in maniera chiara, univoca, da tutti i soggetti interessati, magari con una conferenza stampa, con un numero verde a disposizione della cittadinanza e una pagina facebook per dare informazioni in tempo reale. Invece è stata data incidentalmente da un sindaco (quello di Quartu) e poi subito ridimensionata da tutti quando ci si è resi conto che la gente stava prendendo sul serio l’indicazione che l’acqua non era potabile. Improvvisamente i lavori dell’Enas che dovevano durare fino al 24 febbraio (come da comunicazione di Abbanoa di due giorni fa) avranno termine dopodomani, lunedì 17 (come comunicazione del’Enas di ieri), con una accelerazione impressionante. Forse qualcuno aveva sottovalutato la portata delle scelte che stava compiendo?

Tutto è nato dai lavori programmati dall’Enas. Il commissario dell’ente, Davide Galantuomo, ieri ha affermato che “l’emergenza si poteva evitare” e ha dato le responsabilità del disastro ad Abbanoa, abbondantemente avvertita per tempo. Ma se la responsabilità di questo casino è di Abbanoa perché allora è andato lui in tv due giorni fa a rassicurare la cittadinanza e non ha lasciato la patata bollente in mano ad Abbanoa? Se la colpa era di Abbanoa, perché Galantuomo ci ha messo la faccia? Mistero.

Inoltre, perché Enas ed Abbanoa non hanno cercato una linea comune? Perché dare il via ai lavori senza aver accertato prima che Abbanoa era pronta a mettere in campo un piano di emergenza? Se il piano era quello di bloccare l’erogazione dell’acqua proveniente dal Mulargia e attingere dal bacino del Cixerri, non si poteva verificare prima che l’acqua del Cixerri fosse di qualità accettabile?

Invece ieri Abbanoa ha scritto alla prefettura denunciando proprio questo: “La qualità delle acque grezze fornite da Enas, in relazione alle attività di manutenzione sulla centrale di Uvini, sono significativamente peggiorate. L’acqua fornita è derivata, a quanto ci è dato sapere, dall’invaso del Cixerri. Notoriamente la pesca da tale invaso non è regolabile e l’acqua contenuta è di assoluta pessima qualità”.

Come poteva pensare l’Enas di effettuare semplici quanto programmati lavori di manutenzione dando poi da bere a 280 mila persone acqua di “assoluta pessima qualità”? Perché l’acqua del Cixerri è purescia? Non dovrebbe Enas garantire un livello di qualità acettabile? Perché non lo fa?

Io, da cittadino che deve comprare l’acqua per farsi una normale pastasciutta (anche se l’Asl e Abbanoa dicono che non c’è pericolo, ma vengano a casa mia i signori che scrivono certe note e vediamo se hanno il coraggio di mangiare due malloreddus cucinati con l’acqua schifosa che esce dal mio rubinetto) mi faccio queste domande.

E mi chiedo anche se il dottor Davide Galantuomo (che vuole querelarmi per il mio post di ieri “L’ultimo regalo del centrodestra: Cagliari e Quartu senz’acqua per dieci giorni! Grazie Cappellacci, grazie Galantuomo!”) sia ancora commissario dell’Enas. Perché nel sito leggo che

attualmente le funzioni di indirizzo politico amministrativo del Consiglio di Amministrazione sono svolte da un Commissario Straordinario – Dr. Davide Galantuomo – nominato dalla Giunta Regionale e dal Presidente della Regione, rispettivamente con deliberazione n. 37/38 adottata nella seduta del 12 settembre 2013 e decreto n. 131 del 08 ottobre 2013 per un periodo non superiore a quattro mesi decorrenti dal 12 settembre 2013.

I quattro mesi sono scaduti lo scorso 12 gennaio. Da allora chi guida e con quale legittimazione l’Ente acque della Sardegna?

 

FacebookWordPressTwitterBlogger PostEmail.
Tags: , , , , ,

11 Commenti

  1. attilio says:

    Quindi ad oggi 17/02/2014 l’acqua a Cagliari puo’ essere bevuta in tranquillita’ o no?
    Poi vorrei anche dire che non si avvertono le persone quando il fatto e’ gia’ compiuto e si da ampio risalto alla notizia dato che si tratta della salute.
    Non so di chi sia la colpa,ma da cittadino tutto questo mi sa di inefficenza e colpa grave.

  2. Su Brigungiosu says:

    Primo dovere di un giornalista: controllare le fonti, sempre!

    Una affermazione fra tante che mi ha colpito: “Se Enas, Abbanoa e Asl 8 fossero stati dei soggetti privati (e non fortemente condizionati dalla politica) dopo un caso del genere avrebbero visto dirigenti saltare come birilli per manifesta incapacità”.
    Da qua potrebbero prendere il via numerosi interessanti ragionamenti e mi vengono alla mente subito alcune domande (retoriche ovviamente)…
    I soggetti privati non sbagliano mai in materia di comunicazione?
    I soggetti privati non sono mai politicizzati?

  3. Maurizio Bonetti - dipendente ENAS says:

    Io penso che dovresti semplicemente dire che hai scritto un articolo senza informarti. E continui a non farlo. Basta chiedere ai dirigenti responsabili e al direttore generale, persona normalmente disponibile, anche per sapere se Galantuomo è o meno ancora commissario.

    • Caro Maurizio Bonetti – dipendente ENAS fare domande non è reato. Io scrivo tenendo conto delle informazioni che sono a disposizione di tutti: tu ne hai altre diverse da quelle che io ho? Pensi che la comunicazione dell’Enas in questa situazione sia stata ineccepibile? Io penso di no. Anzi, l’ho anche dimostrato. Non sono io che scrivo senza informarmi: è l’Enas che non sa comunicare. secondo te un cittadino deve chiamare il direttore generale per sapere se Galantuomo è ancora commmissario o meno? Un sito non ce l’avete?

      • Non è l’Enas che ha il compito di informare i cittadini, ma chi eroga l’acqua potabile, e chi dovrebbe vigilare sulla salute e l’igiene pubblica. I potabilizzatori non sono più competenza dell’Enas da molto tempo. Tu non sei un cittadino in questo contesto. Sei un giornalista che dovrebbe informare. E a mio avviso prima di informare, e anche prima di porre dei quesiti, dovresti raccogliere informazioni, non dal sito web dove magari non viene riportata l’ultima delibera sulla proroga del mandato al commissario, ma direttamente da fonti, che andrebbero anche valutate per la loro attendibilità. Non stai solo facendo delle domande, stai attribuendo delle colpe. Operazioni come quella di qualche giorno fa, sono state già eseguite in altre occasioni, e non si è verificato alcun problema. D’altra parte la risorsa idrica “trasportata” dall’ente verso il potabilizzatore è acqua che può essere impiegata per uso potabile. Se poi non viene correttamente trattata non può essere certo l’Enas ad avvisare i cittadini, anche perché non ci sono noti i parametri in uscita. L’Enas ha l’onere, e mi risulta che l’abbia fatto, di comunicare per tempo ad Abbanoa la provenienza dell’acqua grezza che viene trasportata, perché questa utilizzi i diversi stadi dell’impianto per fornire acqua potabile ai cittadini.

        ps: il sito ce l’abbiamo, e mi risulta che sia anche uno dei pochi che rispetta le normative sull’amministrazione digitale, che non prevede che vengano fornite informazioni esatte sulle delibere di nomina degli organi politici, delibere che peraltro sarebbero da ricercare nel sito della regione.

        • Se l’Enas non ha il compito di informare i cittadini, perché Galantuomo si è fatto intervistare due giorni fa da Videolina? Se non era suo compito, perché lo ha fatto? E se il sito dell’ente non è aggiornato, a cosa serve?
          Non hai risposto a nessuna delle domande tecniche che io pongo nel mio post, nessuna. E intanto Enas e Abbanoa giocano allo scaricabarile, mettendo in pratica un “ritualismo burocratico” impressionante: tutti hanno fatto il loro dovere, peccato che migliaia di persone abbiano preso d’assalto i supermercati. Io in questo post mi sono posto invece proprio come cittadino comune che apre un giornale e non capisce quello che sta succedendo. Parlo di comunicazione disastrosa, infatti.

          • Perché è stato tirato in ballo ed è andato a chiarire la posizione Enas, considerata anche la cattiva e confusa informazione che è stata data, nonostante competenze e comunicati fossero abbastanza chiari: l’acqua non è da bere perché supera i limiti di cloriti. Il sito è aggiornato per quanto concerne i contenuti che “devono” essere pubblicati. La nomina del commissario dell’Ente non è l’Ente a farla, ma la giunta per cui dovresti cercare nel sito della Regione la delibera, e d’altra parte che c’entra questo con le competenze istituzionali dell’Ente e quelle di Abbanoa? E’ inutile a mio avviso mettere tutti insieme Enas, Abbanoa, Asl, e Comune di Cagliari. Ciascuno ha le sue competenze, ciascuno risponde per quelle proprie e non degli altri soggetti. Bisogna fare lo sforzo di capire come funziona il sistema idrico, e poi dopo fare le domande giuste. Sulle domande tecniche mi sembra abbia esaurientemente risposto il commissario. L’acqua del Cixerri non è “pudescia”, ce la siamo bevuti anche l’anno scorso a quanto mi risulta. In questo caso non è acqua del Cixerri ma acqua che proviene dalla traversa di Acqua Fiume. Anche questa ad ogni modo non è “pudescia”, ma acqua grezza che va come sempre potabilizzata. I lavori eseguiti sono stati programmati e comunicati per tempo, e non si tratta di semplici lavori di manutenzione, ma di lavori importantissimi. Sulla comunicazione Enas ha fatto quanto doveva, e sulla qualità dell’acqua non ha possibilità di sapere quali sono i parametri dell’acqua in uscita dal potabilizzatore, dal momento che da anni li gestisce Abbanoa. Infine sull’accellarazione dei lavori, c’è un problema non legato all’operazioni svolte dall’Enas, ma si cerca comunque di limitare il disagio, e ciò dimostra, se ve ne fosse bisogno, il senso di responsabilità dei funzionari.

  4. su scomunigau says:

    Ad un vecchio indipendentista come me la vicenda “ABBAPURESCIA”, nelle dichiarazioni dei Responsabili della situazione, ricorda tanto i mitici anni ’80, quando, sia le autorità politico-amministrative della colonia Sardegna che i Responsabili italiani delle principali associazioni ambientaliste, dichiaravano (sempre con ampio eco sull’informazione) che le servitù militari in Sardegna erano una garanzia per la salvaguardia dell’ambiente….
    P.S. Scusate se uso la punteggiatura tradizionale (cumenti is becius)…

Lascia un commento

Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: