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Il capolavoro del sindaco Zedda: Mauro Meli torna al Teatro Lirico di Cagliari

Ci voleva un miracolo per riuscire a far tornare alla guida del Teatro Lirico di Cagliari Mauro Meli: e Massimo Zedda evidentemente i miracoli li fa. Nomina ineccepibile dal punto di vista formale, curiosa da quello politico, con il sindaco e il suo neo consigliere di amministrazione (l’ex magistrato Mario Marchetti) travolti dai voti dell’ala destra del cda: Maurizio Porcelli, Giovanni Follesa e Giorgio Baggiani, più l’imprenditore Gualtiero Cualbu (che fu nominato in rappresentanza della Regione dal presidente Soru: misteri della lirica).

Sorridevo stamattina a leggere sulla stampa che Baggiani (dopo essere stato mortificato per quasi due anni) si accingeva a votare insieme al sindaco il nome di Miccichè: certo, come no? Perché avrebbe dovuto salvare il sindaco che lo voleva a tutti i costi fuori dal cda?

Zedda si è arreso subito alla nomina di Meli: tanto aveva combattuto per imporre il nome della sconosciuta e improponibile Marcella Crivellenti, quanto stavolta non è riuscito neanche a imbastire una soluzione alternativa a quella che lui, proprio lui, per mesi aveva agitato come conclusione spauracchio davanti a chi obiettava che l’ex responsabile della biglietteria non era all’altezza del compito: “Ma allora voi volete che a Cagliari ritorni Meli?”. Stupidaggine che i suoi zelanti adoratori ripetevano a pappardella. Missione compiuta, per l’appunto.

Il ritorno di Meli al Lirico di Cagliari è il segnale dell’avvenuta restaurazione in città, del fallimento di un progetto di partecipazione e innovazione politica che doveva avere nel giovane sindaco la punta di diamante e nella sinistra il perno del cambiamento dopo gli anni del centrodestra dei sindaci Delogu e Floris. Il Lirico doveva essere il luogo della rivoluzione: non è andata esattamente così.

La nomina di Mauro Meli è ineccepibile: nessuno potrà affermare che non ha i titoli né le competenze per guidare il Lirico. Ma la responsabilità politica del suo ritorno a Cagliari ricade per intero sul sindaco Zedda.

A destra ora indubbiamente gioiscono, a sinistra anche (penso al capogruppo del Pd in consiglio regionale Giampaolo Diana, da sempre strenuo sostenitore del maestro cagliaritano). Il Pd cittadino (placatosi dopo la nomina di due assessori di estrazione politica quartese, voluti dal partito per lanciare la volata all’ex sindaco Ruggeri) adesso si limiterà a mugugnare qualcosa (non l’avete letto qualche giorno fa il capogruppo Davide Carta affermare sull’Unione Sarda che “le incomprensioni con Zedda sono alle spalle”?), così come gli esponenti di Ipocrisia Sinistra e Libertà che affermeranno che “non si valuta da ciò che è successo al Lirico la qualità di questa amministrazione”. Certo, come no?

Tecnicamente, Zedda ha firmato la sua condanna quando ha cercato inopinatamente di far commissariare il teatro, inducendo alle dimissioni Antonello Arru e gli altri rappresentanti del comune. Ma Arru (da rappresentante non del Banco di Sardegna ma dello stesso cda) non poteva essere sostituito in tempi brevi, e questo ha cambiato la composizione del consiglio di amministrazione. Ovviamente Arru (da buon giurista) si è anche spaventato per il gigantesco casino combinato dal sindaco in merito alla vicenda Crivellenti: una cosa mai vista, incredibile, inspiegabile. E così, per effetto di una tenuta scellerata, Zedda si è trovato in casa l’ultimo tra i soprintendenti che ha sempre detto di volere. Un capolavoro.

Le ultime parole famose: oggi Massimo Zedda è finito in minoranza nel cda del Lirico. In città è in minoranza da tempo.

 

79 Commenti

  1. Caro Biolchini,
    spero lei possa pubblicare una semplice,banale notizia:lunedì 10,alle ore 11,CdA del Teatro convocato.Punto 1)all’ordine del giorno:”presentazione del Sovrintendente, e relativo contratto”(data di decadenza del Consiglio:16 Settembre 2014);punto 2):”assegnazione delle deleghe ai consiglieri,come previsto dallo statuto”.Mi perdoni:che faranno i sigg.Cualbu e Baggiani,la citeranno in giudizio,in quanto emergerà che si voteranno da sé,a maggioranza,le deleghe su Parco della Musica e programmazione artistica(rispettivamente),oppure sarà il Dr.Marchetti a verificare che la “manifestazione di interesse nazionale” circa la scelta del “manager” è stata riconvertita in “manifestazione di interessi personali”,e magari” interesserà” il Dr.Pilia?AVANTI,Biolchini,tenga alta l’attenzione sul Teatro,ora che si conta di parlare esclusivamente della” gassosa” di Berlusconi e Renzi!
    Molte grazie,Carlo Lomartire

  2. Francu says:

    Oh vito laghi che da quando è tornato meli vicino a casa mia si è aperto un buco in sa ruga. Segno premonitore?

  3. Lei è molto corretto,Caro Biolchini.
    Di ciò le sono grato:tuttavia,le informazioni in mio possesso riverberano la realtà.Lei adempie ad un ruolo importante:quello di saturare i vuoti lasciati da organi di informazione che tali sono solamente in modo eccessivamente parziale.Domani vedrà su “L’Unione quanto uscirà sull’annunziato ritiro del ricorso avanti al Consiglio di Stato da parte di Zedda.Quanto ai” signori della Lirica”,a me pare che qui di “signorile” ci sia Lei e pochi altri.In ogni caso,tenga,per cortesia,da conto quanto Le ho inviato.Giornalisticamente,ne riscontrerà la veridicità. Per il resto,invierò un esposto alla Procura della Repubblica di Cagliari.In un paese semi-libero,per buona sorte esistono ancora cronisti come Lei,che non si lasciano intimidire.Buona notte.Carlo Lomartire

  4. Ho inviato un post.Lo pubblicate,per cortesia?
    Grazie,Carlo Lomartire

    • Purtroppo no. Come ho già spiegato, devo tutelare me stesso e anche molti di voi dal rischio di essere querelati per diffamazione (anche solamente a scopo intimidatorio). I signori della lirica sono molto permalosi. Mi dispiace.

  5. L’insegnamento fondamentale di Vladimir Ilych Ulyanov? Peppino, Peppino. Così si va verso l’ignoto. Se ognuno fa citazioni per conto suo si esce fuori tema.
    La Crivellenti non aveva titoli e Meli ha toppato ovunque sia andato. Cagliari si merita questo, lo dicono i fatti.

    • La citazione di Lenin (un passo avanti, due passi indietro), era semplicemente riferita all’appartenenza politica di Massimo Zedda, al suo essere espressione di un movimento di sinistra-sinistra e al suo orizzonte storico culturale. Insomma, non credo che in SEL tutti abbiano rinunciato alla conoscenza del pensiero politico e delle architetture sovrastrutturali, delle rappresentazioni e degli interessi sociali. E poi chi lo decide se e quando si va fuori tema? Il caso Teatro lirico travalica il significato del fatto in sè, e nonostante la lapalissiana oggettività vede l’opposizione di diversi punti di vista. Ha aspetti ben più profondi, che hanno a che fare col potere, con l’innocenza, con la verità, con la coerenza personale ed il senso della nostra quotidiana fatica. Eppure si continua a prendere la storia di striscio…E già che ci sono cito anche Nietzsche:” Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica”.

      • paulsc says:

        Peppino, son proprio gli aspetti più profondi che lei cita, che dobbiamo analizzare. Perché se Zedda è espressione di un movimento di sinistra-sinistra, il cda del lirico è la migliore espressione della destra cittadina. Non c’è metafora migliore degli ultimi vent’anni di politica cittadina, del cda del lirico. Lirico che ha accolto l’ingresso di Zedda come un salvatore, ma Lirico che era nella bufera da anni e anni, perché i rapporti tra i precedenti sovrintendenti e i sindacati son stati sempre tesi, per usare
        un eufemismo. Come sono stata le prime riunioni del cda? Serene, con sorrisi e pacche sulle spalle? Non mi sembra. Baggiani, esautorato da Zedda e reintegrato dal tar, con chi si è allineato nella scelta di Meli? Inutile dirlo. In mezzo a questa bufura e ricorsi vari, una stagione che è andata avanti, la biglietteria reintegrata e lo sforzo di far quadrare i conti. Perché la sinistra-sinistra deve salvaguardare l’elemento più debole in tutta questa vicenda. I lavoratori. E mentre altre fondazioni pensano alla riduzione del personale, il lirico di Cagliari rimane a galla. Aspettiamo il bilancio consuntivo e, se come sembra, i conti saranno in ordine, almeno questo bisognerà riconoscere a Zedda.

      • Abbia cristiana pietà, Peppino, non usi le citazioni. Ci crediamo che ha studiato, ci crediamo. C’era tra i candidati della prima tornata qualcuno degno, degnissimo, anche nomi nuovissimi. E’ stata scelta una priva di titoli. Poi uno che titoli ne ha ma trascura di dire nel curriculum che ovunque abbia messo piede, è finita in tragedia. E siccome una qualche forma di giustizia esiste, cacciata dal Tar la Crivellenti (chissà se i suoi avvocati hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato o hanno scelto un dignitoso silenzio) ora finirà in breve anche l’epoca Meli che a giugno verrà eliminato dal Ministero.

        • Peppino, ha ragione. Lei è notevole. Grazie per i segreti che mi ha e ci ha confidato. Restano i fatti.

  6. Supresidenti says:

    Mick Jagger quando viene?

  7. Azzo D'Accursio says:

    Zedda non può ascoltare chicchessia in quanto è totalmente avulso dalla Città che , per disgrazia, si trova da amministrare,.
    La situazione è critica spaventosa.
    Si va dalle scuole di Santa Alenixedda, passando per gli impianti sportivi di Genneruxi, alla pruriens quaestio della CRIVELLENTI,
    Un disastro totale e qui si affrontano funambolismi verbali pazzeschi che nemmeno uno studioso di patristica avrebbe immaginato.
    Egregio Dr Melis, penso di averla vista al terrapieno per la questione degli alberi…..
    Katmandu è lontana, Cagliari è qua.
    Stia bene e pensi meno a Zedda, l’avulso, dal contesto cittadino.

    • Maurizio Melis says:

      Egregio Dr. Azzo D’Accursio, la ringrazio per i saluti che ricambio con piacere. Anch’io la invito a pensare meno a Zedda: non le fa per niente bene. Un bel viaggio a Katmandu la rilasserebbe.

  8. Di Legno says:

    Zedda sta amministrando benissimo la città.
    Zedda ha a cuore il bene dei cittadini tutti.
    Zedda è conscio dell’importanza del ruolo che ricopre
    Zedda ha gestito benissimo la vicenda Lirico, che comunque non è importante.
    Zedda non ha commesso reati penali o illeciti amministrativi nella vicenda Crivellenti.
    Zedda ha fatto tutto quello che poteva per evitare la nomina di Meli.
    Zedda è adatto a ricoprire il ruolo di sindaco.
    Zedda ha le capacità commisurate alla responsabilità che gli è toccata.
    Zedda ha avuto dalla sua due armi fondamentali: il suo eccellente consulente Ainis e la sua smagliante intelligenza per la quale era noto sin dai tempi del liceo.

  9. Indiscreto says:

    Con riferimento agli scambi col Sig. Maurizio Melis, preciso anche qui che nel descrivere la situazione mi ero rifatto al verbale del 17, che avevo letto da un sito dal quale la cronologia appariva imprecisa. Questo a scanso di equivoci. Cmq, la sostanza “politica” non cambia: il nome di Fanni, che aveva già dato adito a parecchie discussioni negli ambienti del Lirico, in particolare nel gruppo “Non zittite l’arte”, era stato proposto da Zedda “a balla sola” – poi sostituito con quello di Micciché, votato anche da Marchetti – a fronte delle “rose” proposte dagli altri quattro consiglieri. Resto convinto che la situazione “Nome unico” contro “Rose” possa aver inciso sul fatto che alfine i quattro si siano schierati sull’unico nominativo di Meli, benché con maggiore accortezza il sindaco avesse poi sostituito il nominativo di Fanni. Siamo sempre nell’ottica di una scarsa volontà politica di scelte condivise, forse reciproca, in cui però di certo Zedda non ha giocato al meglio la partita. Ovviamente a mio modesto avviso. E qui sta la sostanza politica di una sconfitta personale e politica che, purtroppo, per chi ha forti perplessità su Meli, e si è in tanti dentro e fuori dagli ambienti del Lirico, si è tramutata in una sconfitta generale.
    Adesso non è più tempo di politicismo e di partite a scacchi.

  10. Tristan says:

    Sarò ingenuo, ma è possibile che non ci sia un solo post che metta a confronto la capacità di stilare un programma di concerti da parte dei vari candidati e non le loro appartenenze politiche? il buco in bilancio di Meli é solo figlio suo o del CdA di allora che glielo fece creare? Se oggi il CdA terrà sotto controllo la spesa sono certo che Meli abbia la capacità di fare un ottimo lavoro anche con i mezzi ridotti correnti. La sensazione che ricavo da buona parte degli interventi é che tutti conoscano le relazioni politiche dei candidati, ma pochi distinguano Bach da Bruckner. L’Italia va a puttane perché anche il terzo movimento dell’Eroica viene visto come argomento politico.
    P.S. C’é una grande differenza tra aver fatto il Sovrintendente alla Scala, e essere andato via per dissidi , ma averlo fatto fino a quel punto, e essere stati nominati e aaer avuto la nomina revocata per illegittimità.

    • Tristan says:

      P.S.II Ovviamente Paolo Micciché ha altrettanti titoli di competenza musicale e organizzativa, e mi sarebbe stato non meno bene come Soprintendente, ma mi pare che le preferenze espresse nei vari post si basino più sull’appartenenza o sulla simpatia e sugli viluppi modesti delle vicende in questione che su problemi di adeguatezza professionale.

      • noamauro says:

        Caro Tristan mi dispiace dover constatare che Lei ha le idee molto confuse su cosa deve saper fare un sovrintendente.La programmazione di allora veniva scelta da Massimo Biscardi direttore artistico .Il sovrintendente deve essere un manager lo dice la legge deve: procacciare risorse anche da privati , deve decidere la progettualità del teatro, deve compatibilmente con il pareggio di bilancio impegnare le risorse e in accordo con il Direttore artistico e amministrativo decidere la stagione lirico sinfonica, ma la scelta artistica spetta al direttore artistico, che contatta le agenzie e sceglie sia i nomi che i titoli.Il Sovrintendente deve saper gestire un’azienda e deve aver avuto esperienza gestionale di un teatro con 20.000.000€ di risorse e 300 dipendenti. Miccichè potrebbe essere un bravo direttore artistico ma non un sovrintendente.Qui non si tratta di scegliere chi è più simpatico o la sua collocazione politica e se lo vogliamo dire in molti Sovrintendenti è difficile capire la collocazione politica perché spesso sono tutti trasversali.

        • noamauro says:

          Per Tristano e altri nostalgici : E’ doveroso ricordare a tutti che non esistono più gli enti lirici la legge Veltroni o legge 367 li ha trasformati in fondazioni di diritto privato, quindi innanzi tutto il bilancio non è quello di una ASL , ma esiste un patrimonio, che spesso è dato da : scene , costumi, attrezzature e beni immobili vendibili.Poi quello indisponibile che è dato dal diritto d’uso dell’edificio che per legge deve essere del comune. Quando il bilancio chiude in negativo si può pareggiare a scapito del Patrimonio. Quindi quando si era enti lirici tutto era più semplice : c’erano le entrate e le uscite stop. Il direttore artistico aveva più poteri del sovrintendente. Ora che si è Fondazioni il sovrintendente deve essere un amministratore delegato. quindi la responsabilità della chiusura in disavanzo è nell’ordine: Dei Revisori, del CDA e del Sovrintendente.Ricordo a tutti che da anni non esisteva il falso in bilancio e la responsabilità non è in solido degli amministratori. Quindi a questo punto la scelta deve essere fatta con un giusto equilibrio fra qualità e risorse ma sopratutto capacità attrattive spendendo il meno possibile .Bravo direttore artstico: colui che riesce a portare Maazel a metà cachet e non al doppio. Chiuso!!!!!!

    • Tristan, si informi anche sull’operato di Meli a Parma. E’ finita male ovunque e ora lo abbiamo a Cagliari. Si informi. Non è ingenuo.

      • Tristan says:

        A Cagliari lo abbiamo già avuto e abbiamo avuto le più incredibili stagioni di concerti che mai ci sognammo per decenni e per una città delle nostre dimensioni e non fu certo solo una questione di spendere e spandere. Non bastava il denaro per portare Kleiber o Solti. Lo ripeto, oltre al soprintendente esiste un CdA e conto su di quello per una buona amministrazione e sul soprintendente per buone scelte musicali, insieme al direttore artistico (forse si potrebbe pensare di risparmiare su questo doppio ruolo). Per avere stagioni come le ultime due tanto vale non spendere nulla e mandare tutti a casa ad ascoltarsi un CD. Il problema è che il dopo Meli non ha avuto le capacità di far fruttare l’investimento che l’indebitamento avrebbe dovuto costituire, quando il teatro di Cagliari era ormai un punto di riferimento anche internazionale (…si informi anche lei…), con un’orchestra che finalmente si poteva ascoltare senza il terrore di quello che sarebbe accaduto due battute dopo.
        Comunque staremo a vedere. Temo solo che il clima instauratosi ormai con tifoserie e faide impedisca a chiunque di fare musica e non trame. La sensazione è che per quasi tutto il CdA al musica sia materia oscura (è triste vedere quasi nessun membro di CdA ai concerti, quanto meno per rendersi conto dei vuoti che si andavano aprendo concerto dopo concerto tra il pubblico)

        • paulsc says:

          Concordo. E aggiungo che se non si fosse messo l’accento solo su polemiche più o meno montate ad arte, ci si sarebbe accorti che nella scorsa stagione lirica ci son stata opere meritevoli del prezzo del biglietto, come Macbeth e Pagliacci. Meritevoli almeno di attenzione. Ma siccome c’era la “bigliettaia”, anche Zeffirelli è stato liquidato come uno qualsiasi. E vabbè…

  11. Pietro says:

    Ah…non vi sta bene Meli? E secondo te Vito perchè Zedda ha voluto fortemente la Crivellenti by passando i curricula? Ora che ha aftto el cose per benino seguendo tutte le regolette agguantatevi colui che per primo ha affossato il teatro con la sua grandeur. E lo dice uno che allora era abbonato e ha goduto di quei bellissimi allestimenti ma che hanno portato al crac finanziario di questi anni.

    • Bruno Ghiglieri says:

      Pietro, se è vero, come sembra, che si correva il rischio di una restaurazione, Zedda avrebbe dovuto affinare il suo intuitu personae e scegliere non Marcella Crivellenti ma una figura di grande spessore, di grande esperienza, dal curriculum ineccepibile: un manager magari straniero, estraneo alle lobbies di potere locali e nazionali e per tutte queste ragioni inattaccabile. Non era un’impresa impossibile. A Massimo sarebbe bastato chiedere consigli a persone del settore in Sardegna, in Italia e all’estero. Avrebbe compiuto un atto davvero rivoluzionario, con una grande ricaduta anche in termini elettorali. Purtroppo ha scelto di seguire altre logiche, anch’esse, come quelle del cda, non esattamente riconducibili ai principi della buona amministrazione. Ad ogni modo, riguardo a Meli bisogna avere l’onestà intellettuale di ammettere che se il Lirico è diventato un’istituzione musicale di respiro europeo lo dobbiamo soprattutto al suo lavoro. Basti solo ricordare il livello qualitativo di coro e orchestra, davvero modesti, prima del suo arrivo a Cagliari. Per tacere della struttura organizzativa. Sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. In definitiva Meli sarebbe un eccellente direttore artistico se solo lavorasse alle dipendenze di un sovrintendente di ferro, uno in grado di costringerlo a trovare un punto di equilibrio tra progetti e fattibilità. Questo ruolo, se solo lo volessero, potrebbero svolgerlo i membri del cda. Ma qualcosa mi dice che non sarà così.

      • paulsc says:

        Bruno, concordo sulla seconda parte. Sulla prima ho qualche perplessità. Dopo che è stata indetta la manifestazione di interesse il nome doveva uscire dai 44 che avevavo presentato il curriculum. E’ quello che ha detto il Tar. Siamo, mi sembra, tutti abbastanza concordi nel dire che di questi 44 solo un paio avrebbero potuto contendere a Meli la vittoria. Il nome di Spocci, sicuramente valido, non è stato, a quanto ne sappiamo, mai suggerito nemmeno dai sindacati. Abbiamo un sms mai smentito, che suggeriva al presidente, un nome diverso. Poi c’è un’altra considerazione da fare. Il ricorso di Baggiani ha viaggiato in parallelo rispetto a quello di Meli e Spocci, per cui bisognerebbe valutare il caso che qualunque nomina fatta a suo tempo potesse essere inficiata dal fatto che un componente (Baggiani) fosse stato illegittimamente escluso. Per riassumere, i 4 voti che Meli ha avuto ora li avrebbe potuti avere anche al momento della prima scelta. Del resto, una delle maggiori pecche della scorsa stagione sono stati i troppi posti vuoti. Se si vogliono recuperare spettatori, il nome di Meli non è campato in aria. ps Ho letto su Democrazia oggi il plauso a Zedda per come ha agito negli ultimi tempi. Riflettiamo…

  12. Rossella says:

    Dev’esserci una scissione in corso in Sel casteddu se Sovjet scrive qui. Oppure è veramente un uomo libero.

  13. Giuseppe says:

    Quante pippi mentali
    ….prima ai sindacati non andava bene: Crivellenti senza requisiti, e precendente gestione disastrosa…….tottusu a bucca operta..
    ….ora va bene ai sindacati (qualcuno della CGIL, dentro il Lirico, azzarda un ridicolo 70% a favore e 30% perplessi….patetico) e ai pezzi destrorsi del CDA della Fondazione. Basta leggere le prime notizie su Meli e si capisce perchè c’è molto scetticismo da parte di molti (e del perchè il Sindaco Zedda ha votato contro). Nessuno è andatao a vedere la sua precedente gestione, come per la Crivellenti?

    Ora teniamoci il Signor Meli, maestro di bacchetta e di buchi di bilancio, amico di Floris e di Delogu.
    Evidentemente nei curricula si mettono solo le notizie belle e non quelle negative. O a qualcuno del CDA e dei sindacati è sfuggito il passato che evidentemente a Caglairi non pochi conoscevano già.
    Ma il passato non ritorna con tutti i fasti. Soldi non ce ne sono più per fare cagate ed elargire denaro a destra e a manca.
    Se un giorno si chiuderà altro che #colpadiZedda.
    Arrangiasì.

    • Continuate così, ad offendere la vostra stessa intelligenza, e vedrete quanti pochi resteranno ad ascoltarvi, anche fra quelli che fino ad ieri si lasciavano tentare dall’appartenenza e non dalla verità. Se Zedda non avesse incasinato così tanto le cose con la sua presunzione (mai fare un passo indietro, nonostante questo sia l’insegnamento fondamentale di Vladimir Ilych Ulyanov), e non avesse preteso di rovesciare il tavolo della buona amministrazione, il sovrintendente si sarebbe trovato allora, e ti posso assicurare che NON sarebbe stato Meli. Questa è quindi la degna conclusione di una insulsa presa di posizione iniziale, mai sottoposta a verifica o autocritica nonostante i tanti appassionati consigli, e grazie al vostro arroccamento in difesa di una indifendibile e scellerata decisione. Continuate così, a dire che “quel che fa il babbo è sempre ben fatto” e alla fine ne sarete veramente persuasi. Però con le macerie intorno.

      • paulsc says:

        I curricula di allora, al momento della nomina di Crivellenti, erano gli stessi che son stati valutati ora. Quello di Meli è il migliore ora come lo era a suo tempo. Avrebbe potuto fare ricorso al tar, in ogni caso. O pensate che abbia fatto ricorso per fare un dispetto a Zedda? Tra l’altro è il nome che vuole il pubblico e anche la critica. Basta leggere l’articolo della signora Masala sull’Unione Sarda oggi in edicola.

        • Guarda che meli e’ stato nominato non perché ha il curriculum migliore (non è questo il punto) ma perché nel cda si è formata una maggioranza (di destra) che lo ha votato. Tutto qui.

          • paulsc says:

            Vito, 44 iniziali. La rosa ridotta ad 8. Su questi 8 pochi avevano dubbi che sarebbe stato il favorito. Forse con qualche possibilità per Spocci. Certo che si è formata la maggioranza, ma se la stessa avesse scelto un nome con un curriculum inferiore, Meli avrebbe potuto fare ricorso con altissime possibilità di vincerlo. Lo stesso discorso che si può fare ora. Se qualcuno ritiene di avere le carte in regola per fare ricorso, può benissimo procedere.

            • Non è così: il nome della Spocci era a prova ricorso. E ti sbagli anche affermando che ora qualcuno può ricorrere contro Meli: Meli è in una botte di ferro, giusto il ministero può avere qualcosa da ridire (come spiega la Nuova di oggi).

              • Il Signor Lissia non è propriamente un fan di Meli, è risaputo….. basta tornare indietro nel tempo e leggere i suoi articoli in merito

              • paulsc says:

                Stiamo dicendo che su 44 curricula, l’unica che avrebbe potuto spuntarla (forse) era Spocci? Quindi, che c’entra Zedda? E poi non è che non possa ricorrere, avrebbe poche possibilità di vincere un ricorso, perché il currriculum di Meli è inattaccabile.E’ diverso il discorso. Il Cda ha quella composizione, che Zedda ha trovato, non li ha scelti lui. Ha cercato anche di cambiare la composizione stessa, ma il tar ha reintegrato Baggiani. Tutto nella norma. Nessun capolavoro. Lo dicono anche su Democrazia oggi. O lo leggiamo solo quando ci fa comodo?

              • Significa che, per esempio, non è vero che il ministero deve ratificare la nomina. il cda è completamente indipendente

      • Giuseppe says:

        “Continuate”? mi puoi dare pure del tu, non sono così formale….oppure stai cercando di relegarmi a qualche gruppo precostituito? In tal caso, 1) stai sbagliando persona perchè non so con chi mi stai confondendo; 2) questo servirebbe a poco, soltanto a sminuire i contenuti delle mie affermazioni.Tutto quà.
        Nel merito, invece, mi preme osservare che chiunque abbia lavorato per anni, come me, nel privato (intendo grosse aziende, dove ci sono i sindacati..) e nel pubblico ben sa come le trattative sindacali che mirano a rompere a prescindere hanno un solo destino: Fallire.
        La soluzione alternativa è che entri in merito la giustizia (come nel caso di Pomigliano, e come, seppure diversamente, nel caso Ente Lirico), ma i rapporti difficilmente di ricompongono (che ne pensate dei rapporti tra la Fiom e la Fiat anche dopo le sentenze del giudice ?)
        Quando i rapporti si incancriniscono tra le parti trattanti qualsiasi sindacalista (non ciappuzzo) sa benissimo che sono cazzi, perchè hai pregiudicato qualsiasi passo avanti positivo per i lavoratori, che sono gli unici che ci perdono. E questo, in qualsiasi contesto lavorativo, è considerato un fallimento sindacale. Per di più nei luoghi di lavoro l’attacco preventivo a un dirigente o un amministratore delegato diventa assolutamente rischioso quando ci sono in ballo gli stipendi dei lavoratori. Nell’Ente Lirico si gioca molto sull’ambiguità tra pubblico e privato, gestione privata con soldi pubblici. E i primi a essere confusi sono i sindacalisti che agiscono in quel contesto, perchè negli anni passati per loro non era mai stato un problema doversi scontrare con quella realtà che nel mondo esterno ha visto dilagare un fenomeno assai strano: non ci sono più soldi per nessuno che non sia un ricco, e soprattutto che nel pubblico si sta tagliando tutto. La differenza rispetto alle altre drammatiche realtà lavorative che noi tutti conosciamo (a meno che qui tutti lavorano o conoscono solo gente dell’Ente Lirico) però la fanno gli stipendi (che mi risulta non siano proprio tutti da fame) che vengono ancora elargiti, nonostante le crisi isteriche dei lavoratori e sindacalisti che gridavano allo scandalo e all’imminente disastro già oltre 2 anni. Ma i posti di lavoro e gli stipendi, e pure la programmazione al pubblico, è ancora stranamente li a disposizione di tutti.Non si può dire certo la stessa cosa in tutti gli altri contesti lavorativi che sono avvolti e stritolati dalla crisi economica, dove quando i sindacalsiti dicono “qui si sta chiudendo” poi si chiude veramente, e quando protestano i lavoratori perchè gli stipendi non arrivano poi la busta paga è veramente a € 0, mica faulasa. L’Ente Lirico per un lavoratore qualsiasi, che non sia figlio di papà o un dipendente pubblico a tempo indetermianto, è un posto privilegiato.
        In sintesi la questione Ente Lirico è anche una questione sindacale e devono farsi tutti il mea culpa: dal Sindaco Zedda ai lavoratori inzullati dai sindacalisti,ai sindacalisti di professione.
        Ognuno si prenda le sue responsabilità.

        • Basita (cit.) says:

          “Privilegiati”….. OSSIGNORE cosa mi tocca sentire…. Ma avete idea del mazzo che ci si deve fare per entrare a lavorare (da precari) in un teatro e quanto tempo occorra per preparare una “banale” audizione che, seppure con esito positivo, non ti da neppure la certezza di lavorare? Avete idea di quanto costi andare a lezione, seguire corsi (perché non é che ti danno il diploma e TAC! sei pronto a tutto…. NO! Non si smette di studiare UN giorno nella propria vita artistica), dover prendere voli/pernottare/mangiare (si spera) per fare audizioni che ti permettano di lavorare almeno pochi mesi l’anno? (Ovviamente nessuno ti rimborsa questi costi) di quanto sia difficile fare un mestiere dove guadagni il tanto che ti permette di pianificare le prossime audizioni (le volte che lo stipendio arriva, perché capita anche che non arrivi per mesi) e non la tua esistenza? L’unico privilegio che riscontro nel mio lavoro, è quello di fare esattamente quello per cui ho impegnato totalmente la mia vita da più di vent’anni a questa parte. Per il resto ringrazio il Signore di avere ancora i miei genitori, perché sono talmente ricca e privilegiata da non potermi permettere una camera in affitto.

          • Giuseppe says:

            Signora Basita, non si basisca!
            Privilegiato non significa scansafatiche o accozzato.
            Io di certo non penso che per lavorare al teatro lirico basti poco.
            Quello che descrive non è per niente dissimile da tantie catorgorie di lavoratori precari o aspiranti tali.
            Ne ha miai visto laureati lavorare nel call center? e nei concorsi pubblici ne ha mai visto 50 anni con 2 lauree? e dottori di ricerca che cantinuano a formarsi per cercare/trovare un contratto di 6 mesi…la lista è lunga. Tutti quanto hanno più o meno lo stesso percorso suo.
            Pervilegiati significa avere uno status più favorevole rispetto a intere categorie di lavoratori che non hanno più accesso alla cassa integrazione, o proprio non l’hanno mai potuta avere, oppure rispetto a ciò che succede nel pubblico diove da qualche anno di fatto non si può più assumere per la spending review.
            Esistono sacche che resistono alla mannaia del taglio indiscrimianto nel pubblico e nel privato: nell’Ente Lirico non succede ciò che sta devastando il privato perchè i buchi di bilancio degli anni scorsi avrebbero fatto implodere qualsiasi azienda, perchè mutui le banche no ne danno più dal 2008, ma l’intervento del pubblico (Regione, Ministero,ecc ha permesso di accendere un mutuo di 15 Milioni di euro a credito della Fondazione Ente Lirico (non so in quanti altri posti di lavoro la Regione garantisce per mutui bancari..)……, e non succede quel che capita nel pubblico, dove i dirigenti non sono cacciati via, per pregiudizio, da lavoratori e sindacati.

            • Basita says:

              “L’Ente Lirico per un lavoratore qualsiasi, che non sia figlio di papà o un dipendente pubblico a tempo indetermianto, è un posto privilegiato.”, l’ha detto lei. Un posto privilegiato. E mi permetta di contraddirla sulla questione della cassa integrazione di cui NON disponiamo (se ne parlò l’estate scorsa, ma ovviamente avrebbe coperto solo i dipendenti stabili e non il resto dei lavoratori).
              E la contraddico anche sulla questione assunzioni visto che, ci sono precari che prestano servizio da quasi 10 anni all’interno della Fondazione, e di concorsi neanche l’ombra, né per l’orchestra, né per il coro.
              Vorrei capire, inoltre, quale sarebbe il pregiudizio che causa la cacciata (!!) dei dirigenti… (ora spunta fuori Sa Die de sa Sardigna in salsa lirica..)

    • Indiscreto says:

      Spero che Zedda ascolti sempre meno chi è capace di elaborare simili “ragionamenti” che mirano a proseguire in un clima di scontro, anziché in quel clima di condivisione che è necessario per il bene dell’azienda-Lirico. Se non si svolta rispetto a questi atteggiamenti veterocomunisti, siamo perduti tutti, e ci avvieremo allegramente verso la prossima amministrazione Farris.
      A volte si farebbe meglio a tacere, caro signor Giuseppe …

      • Giuseppe says:

        E’ ovvio che Zedda non ha ascoltato me e nè i lavoratori e sindacalisti dell’Ente Lirico che hanno iniziato e proseguito da 2 anni il clima di scontro avvelanato veterosindacale. A volte è meglio informarsi e non improvvisare…

  14. Lantanio says:

    Questi fatti attestano che Zedda è una devastazione, uno tsunami della politica.
    E’ indifendibile. Giustamente, i pretoriani di Zedda lo difendono….ma pure Nerone , alla fine, non venne difeso dai pretoriani , in questo caso basta una bottiglia i plastica alla TAFAZZI

  15. Indiscreto says:

    Caro Vito,
    purtroppo è andata così, e la tua analisi non fa una grinza.
    Ai pretoriani del sindaco, alcuni riconoscibilissimi dietro i loro pseudonimi, bisognerebbe dire una cosa molto semplice, anzi urlargliela visto che sono durissimi di comprendonio: avete perso, fatevene una ragione.
    Il guaio è che con voi abbiamo perso un po’ tutti, noi cittadini intendo, e chi aveva a cuore un Lirico funzionante come azienda artistica e culturale, a prescindere da ogni altra logica.
    Dopo il disastro Crivellenti, la situazione era ancora rimediabile, ma Zedda, come sempre, ha giocato la partita nel modo peggiore, come tutti i giovani convinti di poter spaccare il mondo ma che spesso trascurano che chi “osa” dare sommessi consigli, e ce ne sono stati tanti che hanno tentato di darli disinteressati e gratuiti nel solo interesse di una buona amministrazione, non è che voglia “dettare l’agenda” a qualcuno – a parte che un amministratore pubblico DEVE farsi dettare l’agenda dai cittadini nella complessità delle articolazioni della società, e questa ricorrente espressione di Zedda rivela una mentalità autoritaria e “deu seu deu” poco piacevole – ma che magari, alla luce di una maggiore competenza su certe cose e soprattutto dell’esperienza, in certe cose ci hanno già sbattuto la testa.
    La situazione era ancora rimediabile, la nomina di Meli poteva essere evitata.
    Onestamente non si capisce perché Zedda si sia incaponito su un nome unico, quello di Fanni, che per molti versi era quello meno convincente e il cui pregio sembrava essere sostanzialmente quello di una qualche continuità con l’incubo della stagione Crivellenti, mentre nelle rose di nomi proposte dagli altri componenti la commissione figuravano come costante, oltre a quello di Meli, i nominativi di Vaccari e della Spocci, che sarebbero state forse soluzioni migliori.
    Può darsi che i quattro di centrodestra abbiano bluffato, ma tant’è. Forti dei numeri, in mancanza dell’insediamento di Marchetti, avrebbero potuto direttamente proporre un nome secco, quello di Meli appunto, e la proposizione delle terne e quaterne sembrava un chiaro tentativo di arrivare a una soluzione unitaria, il cui unico ostacolo è stato proprio il sindaco col suo incaponirsi su Fanni, su un nome unico, ci si augura stavolta senza “intuitu personae”.
    Il non voler sentire ragioni è tipico dei ragazzini un po’ capricciosi, e Zedda è comunque un politico, fa politica da quando aveva i calzoncini corti.
    Deve rendersi conto che non può posare da attivista 5 stelle con tutte le contraddizioni che si porta dietro, in particolare dopo aver risolto i “problemini” col Pd con un perfetto compromesso dello stile che usa in quel partito nominando assessori graditi ad alcuni capicorrente e abbracciando Cabras.
    E i politici accorti sanno quando possono tenere duro fino all’ultimo e quando invece è il tempo di accettare mediazioni.
    Purtroppo, la conclusione della vicenda Lirico è la certificazione di un disastro politico, lo specchio della piega che ha preso nel suo complesso l’esperienza Zedda.
    Dovrebbero rendersi conto che aldilà dei numeri del consiglio comunale che possono anche essere molto relativi – anche a Cagliari capitò che un’amministrazione, quella di Gaetano Giua, cadesse sotto la spinta di una mobilitazione popolare e delle contraddizioni interne alla DC, senza i “quasi forconi” come a Parma prima dell’elezione di Pizzarotti – hanno perso legittimazione e credibilità agli occhi della gran parte della cittadinanza.
    Ora è il tempo di ricostruire, ma bisogna, DAVVERO, cambiare atteggiamento.

    • paulsc says:

      Vorrei essere il pretoriano dei fatti. Un fatto è che la stagione Crivellenti non è stata affatto un disastro. Se lo dicessi io potrei essere tacciato di essere di parte, ma lo dicono nell’ordine: 1) i conti in ordine, con un avanzo di circa 500 mila euro, se non erro. 2) una lettera di Davide Livermore, liquidata da alcuni come “marchetta” al sindaco. Anche Livermore dev’essere un pretoriano di quest’ultimo. 3) gli stessi sindacati che per scongiurare l’ipotesi commissariamento, dichiarano, in conferenza stampa, che il Lirico è sano e può andare avanti con le proprie gambe 4) infine dal ministero stesso che dichiara il commissariamento non necessario, al contrario di 8 fondazioni liriche su un totale di 14 se non erro. Dal punto di vista artistico la stagione Crivellenti-Fanni è stata più che buona, ma non lo dico io, bensì le recensioni sia degli addetti ai lavori che del pubblico. Apro una piccola parentesi sul direttore artistico Fanni. Lo stesso Biolchini, su queste pagine, ne ha riconosciuto i meriti. Non mi sembra che Biolchini sia un pretoriano di Zedda, avrà solamenta valutato il lavoro del signor Fanni, per cui non mi sembra così campato in aria il voto di Zedda al momento di scegliere un sovrintendente che molto probabilmente sarà a breve termine. La stagione Crivellenti ha avuto, mi sembra, il demerito di una scarsa affluenza di pubblico, o almeno così ci si lamenta. Probabilmente è mancata una campagna di marketing, o non è stata incisiva, o la bufera che si è scatenata non ha contribuito all’afflusso del pubblico, o etc etc. Bisognerebbe analizzare i numeri e formulare delle ipotesi per il futuro. Considerazione personale. Penso che la stagione sinfonica appena presentata sia frutto del lavoro precedente, per cui Crivellenti-Fanni qualcosa devono aver pur fatto. Spero che qualcuno voglia rispondere sui fatti senza usare le parole: pretoriano, bigliettaia, Letta, era pringia 🙂 ps se qualcuno degli esclusi reputerà di avere dei titoli superiori a quelli di Meli, farà certamente ricorso alla nomina stessa, se succederà sapremo se la nomina in questione poteva essere evitata. Il resto sono nostre opinioni.

      • Maurizio Melis says:

        Finalmente un post che fa riferimento a fatti oggettivi e verificabili da tutti: complimenti a paulsc per la chiarezza!

        • Ah ah ah ah aha ah ah complimenti vivissimi per l’umorismo anglosassone. Questo a casa mia si chiama “perseverare nell’errore”: politico, storico, istituzionale, etico, razionale. In fondo, poi, aveva ragione Cicerone :”Praestat habere acerbos inimicos, quam eos amicos, qui dulces videantur: illos verum saepe dicere, hos numquam”.

      • noamauro says:

        Per capire quali sono i problemi e le difficoltà a volte bisogna vivere all’interno. Dall’interno in questi ultimi anni le situazioni sono state perennemente precarie.Tante funzioni svolte dai sovrintendenti, in assenza degli stessi, devono essere assolte dal Presidente, che purtroppo ha lasciato scivolare molte questioni, per la sua testardaggine di voler fare tutto da solo.
        La Crivellenti ha avuto la fortuna di trovare una situazione parzialmente risolta da Alessio Loi. Alessio ha veramente lavorato per il bene del teatro risparmiando in corso di gestione ben 4 milioni di euro che sono andati a sanare una parte di debito con fornitori e a creare un fondo di riserva che ha ammortizzato l taglio di un milione al Fus ricevuto a causa della scarsa programmazione voluta da di Benedetto , il bilancio consuntivo 2012 ( presentato nel 2013 ) chiuso in attivo era stato avviato da Lui.
        Non ti so dire se a lei si possa attribuire una sana gestione perché purtroppo non ho il bilancio,consuntivo ( 2013 che si presenterà a Marzo 2014 ) che concretizzerà la sua completa gestione.Ti riporto le affermazioni fatte da Paoli su un’articolo dell’Unione in risposta a Ruffi che dice: il bilancio a cui si fa riferimento ( quello di cui ha parlato zedda ) non è il consuntivo ma il previsionale che è stato presentato con 500.000 € di attivo.La Sig.Crivellenti ha avuto delle defaiance , che sono state denunciate su comunicati, ovvero non ha mai cercato di sapere in anticipo se le risorse impegnate dalla regione e dal comune stessero arrivando.Ovvero ha tradito a mio parere il suo mandato di Manager non cercando un contatto con gli enti erogatori.-Non è sufficiente purtroppo mandare una mail con pec .Io ho una mia idea e penso che in questo Zedda, che l’ha tanto voluta, avrebbe dovuto aiutarla e non lasciarla sola con un direttore amministrativo che era sconosciuto.
        Oltretutto anche Lei ha chiuso totalmente i rapporti con tutti i sindacati e con quasi tutti i lavoratori, ( forse su richiesta del presidente ? )se avesse fatto delle cose buone avrebbe dovuto a mio parere renderle note con più vigore, e forse l’opinione sarebbe cambiata chissà…. Per quello che concerne la stagione quella che si vende in questo momento è il frutto di una rielaborazione della stagione di Fanni rivista da Faelli .Quella di Fanni avrebbe dovuto cominciare a Dicembre ma dati i ben noti problemi in cda e il procrastinare della ratifica della stagione stessa la si è dovuta stravolgere.Sono dovuti intervenire pesantemente i consiglieri per far muovere la macchina della stagione, perché Massimo pensava alle sue strategie di crolIo del CDA ( 5 membri ) e ha lasciato fare ai consiglieri una grande figura, forse se avesse preso lui la situazione in mano chiamando dei consulenti e monitorando ciò che avveniva in Regione ( anche la storia dell’erogazione dei contributi l’hanno risolta i consiglieri ) a quest’ora la situazione sarebbe diversa a tale riguardo vedi anche la situazione del Teatrino del Parco abbandonato a se stesso e denunciata da Cualbu…..E’ lui che gli ha lasciato tutti i poteri…..Si sono fatti la guerra reciproca: prima battaglia vinta inizialmente da Zedda contro il CDA seconda battaglia CDA vince contro zedda e i lavoratori? carne da macello…..da tutte e due le part!!!Posso dire che ciò che a me non piaceva della stagione di Fanni era la sovrapposizione della Lirica e del sinfonico che creava problemi logistici per il montaggio della camera acustica che non si sarebbe potuta montare. Capisco la tua posizione di necessità virtù, ma non puoi non tenere conto che il Tar si è espresso per la Crivellenti e tutto è nato da una manifestazione d’interesse condotta in maniera sbagliata.A questo punto un ricorso non credo che ci sarà, perché allora chi lo fece lo potè fare per l’uso errato della manifestazione d’interesse.Meli ha i requisiti e gli altri ( Spocci,Tutino,Vaccari ) avevano gli stessi requisiti.Io avrei scelto un nome nuovo, una persona attiva e caparbia dalla faccia” pulita”e nota per saper coniugare al risparmio nel rispetto di bilancio la managerialità giusta.Ma per poter esprimere un giusto giudizio avremmo bisogno di vedere i loro progetti presentati al CDA. In tutto questo chi ha rovinato tutto è stata la mancanza di progettualità e la lentezza esasperante che ha fatto perdere al teatro mille treni…forse per questo i nostalgici vogliono Meli.
        l’irrigidimento di Zedda non ha aiutato e a mio parere, per il bene del teatro Lui avrebbe dovuto agire con più cautela e non condurre una battaglia contro tutti il cui risultato è sotto gli occhi di tutti…… lo sai che a volte si dimentica di firmare i mandati di pagamento e i lavoratori prendono lo stipendio in ritardo solo per una stupida distrazione???Io a volte mi domando se le persone che gli stanno intorno lo aiutino…..e sopratutto chi è il suo consigliere ( parlo di consigliere personale e non di cda ) di fiducia????

    • Maurizio Melis says:

      Non mi pare che “Zedda si sia incaponito su un nome unico, quello di Fanni”. E’ stata la sua proposta della seduta del 17 gennaio, ma nella seduta del 27 gennaio Zedda e il neo-consigliere Marchetti hanno votato per Miccichè, proposto da Baggiani, che evidentemente lo considerava all’altezza del ruolo di sovrintendente.
      Se Baggiani avesse sostenuto il nome di Micciché, da lui stesso proposto, ora il nuovo sovrintendente sarebbe appunto Paolo Micciché, visto che il voto del presidente vale doppio in caso di parità. Baggiani ha però preferito votare per Meli.
      Non mi pare che “… l’unico ostacolo a una soluzione unitaria sia stato proprio il sindaco col suo incaponirsi su Fanni, su un nome unico”: Zedda e Marchetti hanno votato per Miccichè.

      • Indiscreto says:

        Melis, mi sono rifatto al resoconto di CagliariPad, che lei ha postato nella forma uscita dall’Unione Sarda, che non ho il dispiacere di leggere, ma che su CagliariPad era apparso più incompleto. Poi quanto descrive qui sopra l’ho letto in un’altra indiscrezione giornalistica, non ricordo da quale sito. La cronologia era imprecisa inizialmente. Comunque, anche se giuridicamente è finita così, non cambia il “fatto storico” che Zedda si sia inizialmente incaponito su un unico nominativo, quello di Fanni che già tante discussioni aveva creato negli ambienti del lirico, a fronte delle “rose” proposte dagli altri consiglieri. Anche quando sarebbe entrato in “corso d’opera” Marchetti, si è cambiato da nome unico a nome unico, quando già si era evidentemente dato pretesto al fronte di centrodestra di compattare su Meli, secondo me non senza consultazioni informali con settori del Pd. Cambia l’ordine dei fattori, ma qualcosa suggerisce che il sindaco non abbia ancora inteso perfettamente la situazione. I rapporti di forza erano quelli che erano, e personalmente non mi piacciono affatto dato il loro sbilanciamento verso il centrodestra, ma è stato ampiamente dimostrato che il sindaco non aveva la forza giuridica per ribaltarli in altro modo, e sicuramente il fatto che abbia designato come consigliere un ex magistrato della levatura professionale del dott. Marchetti avrà portato anche miglior consiglio rispetto alle mirabilia di cui alle sentenze del Tar. Perché, signori cari, non dimentichiamoci che la gestione Crivellenti si è fondata su atti dichiarati illegittimi dal Tar e su cui è ancora in corso un procedimento penale, e che le deviazioni sul tema che propongono Paulsc e altri non possono certo nascondere il fatto che la stagione Crivellenti, quanto ai presupposti e all’atteggiamento complessivo, sia stata un disastro sul terreno della “legalità”, intesa non nel senso moralistico o di accusare chicchessia di aver commesso reati – come tutti, Zedda ha diritto alla presunzione di innocenza, al pari di Porcelli e Baggiani, anch’essi inquisiti per fatti non riguardanti il Lirico – ma nello stretto senso di “rispetto della legge” per come enunciata dagli atti legislativi e interpretabile alla luce dei principi del nostro ordinamento.
        Confermo

        • Indiscreto says:

          Preciso: quanto alla “legalità” mi riferisco ovviamente alla vicenda della nomina della Crivellenti, che ha comunque, a prescindere dalla correttezza o meno della gestione effettiva, avvelenato il clima per un anno intero.

          • paulsc says:

            Questo è un commento più razionale di tanti altri che ho letto. Sempre per rimanere sui fatti: dal punto di vista amministrativo c’è stata una sentenza del Tar, che è non definitiva. Ci si poteva appellare al Consiglio di Stato, allungando i tempi e forse le polemiche. Non lo si è fatto, il perché non lo so, ma è stato un gesto responsabile. A mio avviso. Dal punto di vista giuridico l’annullamento della nomina fa tornare la situazione al punto di partenza, come se la nomina non fosse stata mai fatta. Dal punto di vista artistico e contabile, la realtà è un pò diversa. La stagione è andata avanti e si è conclusa con tutte le opere proposte in cartellone, e il bilancio è stato chiuso con un avanzo. Questo significa lasciare al successore una situazione se non idilliaca, perlomeno tranquilla. Molto migliore, dal punto di vista del futuro del Lirico, rispetto a quella di altre fondazioni italiane. Questo dico. Se qualcuno ha altri dati in merito, può fornirli.

      • noamauro says:

        Maurizio avresti ragione se Miccichè ( che io comunque stimo )avesse avuto il requisito richiesto dalla 367: deve aver gestito teatri o enti consimili …..fatto che purtroppo non sussiste.Io penso che le uniche persone in possesso dei requisiti fossero la Spocci e Vaccari. Zedda e Marchetti avrebbero dovuto concentrarsi su nomi altrettanto titolati ( da curriculum ) rispetto a Meli.Con Micciché sicuramente sarebbero piovuti nuovamente i ricorsi.Hai ragione però quando dici che a quel punto ( quello della votazione ) fossero poche le vie d’uscita per Zedda .Propendo però per l’analisi espressa da Vito e per l’illuminata posizione di Peppino. Se la nomina si fosse affrontata a suo tempo Meli non sarebbe passato era troppo debole, lontano dai suoi sponsors trasversali e sopratutto il cda era diverso ed almeno uno, non l’avrebbe sicuramente votato.

  16. Certe volte penso che uno nel proprio curriculum possa scrivere davvero ciò che vuole. Meli ha fatto il sovrintendente alla Scala ma non dice che è stato buttato fuori. Come se io dicessi di avere il diploma anche se di fatto poi sono stato bocciato. Oppure la Crivellenti che scrive di essere stata sovrintendente ma di fatto non lo è mai stata perchè il Tar ha confemato la Nullità della nomina, cioè come se non fosse mai esistita. Meli ha gestito il teatro con i debiti, ma questo di dice, perchè lui ha portato i grandi nomi. Come se dicesse: non ti ho tagliato una mano, ma ti ho salvato l’atra.

    • Anche da Parma Meli è stato costretto alla ritirata in pratica insieme al vecchio sindaco. Certo il rimpianto è: se avessero da subito scelto un nome decente tra i titolati che avevano presentato la domanda, oggi non saremo a questo punto.

  17. Avete attaccato Zedda (che errori ne ha commesso di sicuro) indiscriminatamente?
    Bene, adesso tenetevi Meli! Attribuire al Sindaco le colpe per la sua nomina e’ sintomo, pacifico, di disonestà intellettuale.
    Buonanotte

    • Un presidente di una fondazione che si trova in una situazione simile e che viene messo in minoranza in questo modo, ha solo una cosa da fare. Altro che disonestà intellettuale.

    • Nanni ,il risultato della nomina di Meli è il risultato della fallimentare gestione del lirico da parte di Zedda.O no? Oppure lo dobbiamo premiare?
      La verita e che siete strabici vi accorgete solo delle politiche fallimentari di Cappellacci ma non dei vostri amici.
      gli elettori lo diranno fra due settimane.

    • Nanni, Vito ha espresso il concetto fondamentale nella risposta data, e io aggiungerei, che forse si darebbe dovuto dimettere immediatamente e non spianare la strada (politicamente parlando) al clan del centro destra, almeno da uno come lui di lunga militanza politica nei DS nel PD e in SEL poi…ha di fatto risuscitato le tre M & c cosi’ come Renzi ha risuscitato Belrlusconi. Di fatto c’e’ uan cosa fondamentale, i due personaggi, Renzi e Zedda sono tutt’altro che uomini di sinistra. Questo viene dimostrato da scelte politiche di metodo e perche’ no, spesso anche intelletuali.

  18. Maurizio Melis says:

    Vorrei proporre due semplici domande e cercare di rispondere brevemente.

    Zedda ha sostenuto in qualche modo la nomina di Meli?
    No. A questo riguardo il verbale del cda del lirico del 17 gennaio (secondo l’Unione Sarda) riporta che:
    1. Baggiani ha proposto Meli, Vaccari, Micciché e Spocci.
    2. Follesa ha proposto Meli, Spocci, Vaccari e Tutino.
    3. Cualbu ha proposto Meli, Spocci, Vaccari e Mura.
    4. Porcelli ha proposto Meli, Spocci, Tutino, Vaccari e Marcellino.
    5. Zedda ha proposto un solo nome: Fanni.
    6. Marchetti non era ancora insediato come consigliere.
    Secondo cagliaripad, in corsa sino all’ultimo c’era anche Paolo Miccichè, proposto da Baggiani, che evidentemente ha poi optato per Meli.

    Perché Zedda si è fatto mettere in minoranza?
    E’ evidente che intorno alle fondazioni liriche italiane ruotano interessi politici molto forti che hanno portato spesso al commissariamento dei teatri lirici (anche attualmente). Il presidente deve scontrarsi con consiglieri espressi da forze politiche opposte che sostengono i propri candidati e le proprie proposte. A Cagliari, ad esempio, Baggiani – rappresentante del Comune – è stato nominato da Floris a tre giorni dal ballottaggio, quando era ormai evidente la sconfitta della destra. Credo che il problema non sia se Zedda abbia saputo o no contrastare i giochi di potere intorno al teatro lirico, ma piuttosto il fatto che una fondazione finanziata con contributi pubblici sia ancora gestita secondo logiche politiche fatte di trappole e sotterfugi.
    Per sottrarre i teatri lirici al controllo della politica, il decreto valore cultura prevede che dalla fine dell’anno i sovrintendenti saranno nominati direttamente dal ministero. Un’altra novità importante è la possibilità per il sindaco di demandare la presidenza della fondazione lirica a un suo incaricato.

    • Insiste? Provi a farsene una ragione. Zedda è riuscito a fare ciò che neppure Chinggis Khaan avrebbe osato pensare nel suo visionario orgoglio. Restaurare il camaleonte solo perchè offeso dalla sua (di Zedda, non del camaleonte) non riconosciuta regalità da parte dei lavoratori del Lirico, privi per loro colpa ed onta del giallo caschetto dei lavoratori maschi e sovietici.

  19. Francesco Utzeri says:

    Egregio Biolchini, ancora una volta mi ritrovo nelle sue parole e questo fatto mi suona strano. Quando ho iniziato a frequentare il suo blog, trovavo sempre spunti di contrasto tra le sue tesi e le mie idee ( particolarmente quelle sul “sovranismo” ), ora mi ritrovo daccordo con lei. Bah, forse l’assonanza di idee è nata dal desiderio di nascita di una coalizione di sinistra/sovranista ( per me indipendentista, leggi IRS ) e dal suo “spendersi” perchè ciò accadesse, come poi è stato.
    Per la vicenda della nomina del maestro Meli, so solo quel che ne hanno scritto i media locali, molto, forse troppo, benevoli .La sua nomina non so se sia stata un bene o un male, certo è che con questa vicenda il giovane sindaco si è giocato gran parte della credibilità.

  20. Maurizio Melis says:

    Non capisco in che modo si possa imputare a Zedda l’elezione di Meli: sicuramente Zedda non l’ha proposto né votato, ma il cda si è espresso a favore di Meli per quattro voti su sei e dunque la nomina è legittima. Zedda non è il padrone del Teatro lirico e quindi non può che accettare le decisioni prese da altri nel rispetto delle leggi e dello statuto. La nomina della Crivellenti è stata invalidata dal Tar, e non si poteva che accettare la sentenza, e Meli è stato il più votato da un cda regolarmente costituito, e anche in questo caso non si può che accettare la scelta pur non condividendola.
    A mio parere la nomina di Meli è diventata inevitabile una volta che da più parti è stato chiesto di scegliere il sovrintendente fra i partecipanti alla manifestazione d’interesse con una procedura di tipo concorsuale: Meli ha un curriculum superiore a quello degli altri candidati e, se non fosse risultato vincitore, avrebbe potuto ricorrere di nuovo al Tar che probabilmente gli avrebbe dato di nuovo ragione.
    Ad ogni modo, dal prossimo giugno lo statuto di tutte le fondazioni liriche dovrà essere modificato e tra le novità ci sarà la nomina del sovrintendente da parte del ministero, nomina che dovrà essere effettuata entro la fine dell’anno (se ho interpretato correttamente il recente decreto valore cultura).

    • Maurizio, se un presidente si fa mettere un minoranza in una situazione fondamentale per le sorti dell’organismo che dirige come questa, ha solo un gesto da compiere: si deve dimettere.
      Il tuo commento non è esente da errori (se il cda avesse nominato, ad esempio, la Spocci, nessuno avrebbe potuto fare ricorso. Nessuno), e mi attribuisce posizioni che non ho espresso (sono stato io a dire per primo che la nomina di Meli è assolutamente legittima). Meli non era inevitabile: era inevitabile a fronte di tutti gli errori madornali che Zedda ha compiuto da un anno e mezzo fa ad oggi nella questione del Teatro Lirico. Questa è una sconfitta per Zedda, non una vittoria. Ma se vuoi pensare il contrario, sei libero di farlo.

      • lavoratore contento says:

        Gentile Biolchini, la Presidenza del CDA della Fondazione è, per legge, la conseguenza del suo ruolo di Sindaco. Per dimettersi da Presidente del CDA dovrebbe prima dimettersi da Sindaco, e non il contrario. Le cariche sono imprescindibili. Tanto per correttezza. Saluti e buon lavoro

  21. paulsc says:

    Ma scusate, c’era una manifestazione di interesse? Avevano presentato il curriculum in 44, e Meli, tra questi, ha indiscutibilmente il curriculum migliore nonché il favore di alcuni membri del cda. Con la reintegrazione di Baggiani, addirittura la maggioranza dei favori. Come si poteva evitare la nomina, qualcuno lo dovrebbe spiegare. Ci ha provato Zedda con una “forzatura” ed il ricorso non si è fatto attendere. Ricorso che ci sarebbe stato in ogni caso. Questo è. Tutto il resto sono congetture e analisi cervellotiche, nonchè pareri del tutto personali.

    • Infatti non c’era bisogno di forzature ma di atti amministrativi responsabili. Le analisi cervellotiche le lascio ai professionisti dell’intuitu personae che a Cagliari abbondano. Eppoi, se permetti, nel mio blog esprimo tutti i pareri del tutto personali che voglio senza subire alcun tentativo di essere delegittimato per questo.

      • paulsc says:

        Mi riferivo al parere di altri, non sono al suo. Anche il mio è contrario alla nomina di Meli. Ma sul suo operato non vi è alcun atto, alcuna inchiesta ed è perciò esente da qualunque accusa. Anzi, c’è il romantico ricordo, da parte del pubblico, come del sovrintendente che ha elevato il lirico di Cagliari da teatrino di provincia, a “Teatro di livello internazionale”. L’elezione di Meli non è colpa sua, nè mia, nè del sindaco Zedda, è la normale e prevedibile conclusione della vicenda.

  22. Barbara says:

    Un impegno concreto: più Tafazzi per tutti!

  23. Gianfranco Carboni says:

    Io che Lei non ci ho parlato, vedo ora che scrive, mi son ripromesso ed ho promesso di non parlare più del Sindaco di Cagliari. Gli dico: Lei ci ha ragione, peri, meli e banani sono i frutti.

  24. GhostWriter says:

    “Ma allora voi volete che a Cagliari ritorni Floris?” – Stanno riuscendo anche in questo. Complimenti.

  25. Dopo aver letto questa bella notizia, riflettevo quali parolacce usare ,quali aggettivi potevano meglio esprimere il mio stato d’animo per questa ennesima minchiata. Non mi è venuto nulla. Sono senza parole.
    Ma una cosa la voglio dire…per le prossime elezioni regionali questa scelta vale almeno 5 punti in meno al centro sinistra nella citta di Cagliari e non so quanti ne perdera’ Sel-

  26. paulsc says:

    Zedda, oggi, ha votato per Fanni.

  27. A parte gli amici di via Puccini, che non lasciano soli i compagni che sbagliano, ci sono anche gli amici del blog, che non lasciano da solo il tenutario, a prescindere dagli sbagli.
    Il post incriminato non l’ho trovato

  28. Quando ho saputo della nomina di Marchetti a consigliere del CdA ho subito capito che Meli sarebbe stato il nuovo sovrintendente. Perchè? Leggetevi l’Unione di quegli anni e capirete le connessioni.

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