Politica / Sardegna

Battere Cappellacci senza fare politica: la pericolosa illusione del Pd e di Michela Murgia

(L’immagine è tratta dal sito www.emigratisardi.com)

Con la flotta sarda, colpita e affondata da una decisione della Commissione europea, rischia il naufragio anche la macchina propagandistica di Ugo Cappellacci: oliata, organizzatissima, efficiente e ineccepibile: ma finta. Dietro gli slogan, il nulla. La flotta sarda è uno dei tre risultati sbandierati ai quattro venti insieme alla statale Sassari-Olbia (ancora ben lontana dalla sua inaugurazione, e che comunque i sardi si pagheranno di tasca) e alla zona franca (che, come recita un’azzeccata immagine che gira su facebook, “esiste solo se ci credi”).

Ora il presidente della Regione torna ad essere ciò che era cinque anni fa, cioè un perfetto berlusconiano, figlioccio dell’imbonitore per eccellenza. Non bastano i numeri (per quanto impietosi) a fotografare la pochezza della sua azione politica. Cinque anni in cui nessuna riforma è stata portata avanti, in cui nessuna base è stata gettata per consentire ai sardi di affrontare la crisi, in una legislatura conclusasi drammaticamente con l’arresto per peculato di tre consiglieri regionali del suo stesso partito.

Inizialmente, dopo lo schiaffo del G8 scippato a La Maddalena (e del cui spostamento a L’Aquila il presidente della Regione apprese dai giornalisti…) Cappellacci era stato costretto a sostenere anche davanti a sconcezze come quella del G8 il governo Berlusconi. Perché questo era il compito che gli era stato assegnato: non disturbare chi lo aveva voluto presidente.

Poi quando la stella del Cavaliere sembrava destinata a spegnersi in tempi rapidi, scommettendo su una rapida fine del suo sponsor Cappellacci aveva provato opportunisticamente a sganciarsi dal leader a cui doveva tutto. Furono i giorni della farsa dell’autosospensione dal Pdl, caratterizzati dalla furibonda lotta per il potere tra i capi del partito in Sardegna, e da cui Cappellacci alla fine è uscito vincente, facendo fuori tutti i suoi nemici o avversari: Pili, LombardoNizzi, Cicu, Floris.

A quel punto contrapporsi a Monti era evidentemente più semplice, e lui lo ha fatto, nelle forme e nei modi vuoti che hanno contraddistinto tutta la sua azione, fino al patetico ritorno all’ovile berlusconiano, con tutto l’ambaradan di modalità propagandistiche che ora contraddistinguono la sua campagna elettorale.

Ma se a 25 giorni dalle elezioni Cappellacci è, a mio avviso, ancora il favorito per la vittoria finale, è proprio perché sua pochezza politica ha illuso i suoi avversari di poterlo battere senza neanche faticare.

Un anno, un anno e mezzo fa, chi avrebbe messo in discussione la vittoria del centrosinistra? Nessuno. Ed è su questa certezza che il Pd ha costruito la sua rovina. Perché il partito ha smesso di fare opposizione e ha iniziato una logorante battaglia neanche tanto sotterranea per la conquista del potere. Tra posti alla Camera e al Senato, al Parlamento europeo e fondazioni bancarie, la spartizione è stata scientifica. L’ultimo tassello era quello di Francesca Barracciu, riluttante europarlamentare perché ingolosita dalla candidatura alla presidenza alla Regione. La deflagrazione dell’inchiesta sui fondi ai gruppi consiliari ha fatto saltare i giochi e mostrato il Pd per quello che è: un partito senza programmi, senza progetti, senza classe dirigente, diviso in clan retti da equilibri fragilissimi.

Per questo la Barracciu è stata fino alla fine la candidata ufficiale: perché un suo passo indietro avrebbe messo a rischio gli accordi di potere faticosamente raggiunti e che dovevano essere difesi a tutti i costi. Qualcosa evidentemente è andato storto. Anche perché (avviso di garanzia a parte) era proprio la candidatura di una rappresentante del ceto politico ad essere antistorica. Sia nel 1994 che nel 2004 il centrosinistra aveva vinto alla Regione presentando candidati lontani dai partiti (Federico Palomba prima e Renato Soru poi), con un approccio che doveva essere mantenuto a maggior ragione anche nel 2014, coni i partiti squassati dal grillismo e in evidente calo di credibilità. Invece è avvenuto proprio il contrario: la sicurezza di una vittoria a mani basse ha fatto credere al centrosinistra di potersi permettere finalmente una candidatura blindata, che non dovesse rendere conto a niente e a nessuno se non alle solite logiche di potere. E’ andata male.

Accettando la candidatura alla presidenza della Regione, Francesco Pigliaru ha tolto molte castagne dal fuoco al centrosinistra sardo: ma rischia anche di bruciarsi. Accolto dall’opinione pubblica come l’uomo della discontinuità, rischia di essere lentamente risucchiato nel gorgo delle logiche incomprensibili (in realtà comprensibilissime) del partito che lo ha scelto. Magari alla fine vince: ma al momento la sua campagna ancora non decolla, il suo profilo politico non è ancora ben definito, le sue parole ancora incerte. Serve uno scatto in avanti.

È vero, Pigliaru è stato scaraventato dall’oggi al domani nella mischia furibonda. Ma a che pro partecipare oggi a Cagliari ad un incontro insieme agli inquisiti (e neppure candidati) Chicco Porcu e Francesca Barracciu? Come spiegare la sua presenza suicida ad una iniziativa del genere, totalmente immotivata se non dalla necessità di non spezzare gli equilibri del Pd anche a costo di apparire come colui che legittima la posizione insostenibile degli inquisiti? Perché giocare ancora col fuoco della questione morale? A Pigliaru per vincere serve un progetto alto e ambizioso, non un onesto programma che sarebbe andato bene anche cinque anni fa e un approccio dal slalomista al tema della moralità in politica. Gli errori di Cappellacci non basteranno a consegnargli la vittoria, figuriamoci se ci aggiunge anche i suoi.

Anche Michela Murgia ha fatto lo stesso errore del Pd, anche lei ha pensato di poter diventare presidente della Regione senza fare politica. L’estate scorsa girava la Sardegna dei festival letterari gridando ai quattro venti di avere già in mano l’elezione, sbandierando sondaggi fantasmagorici (“Siamo al 46 per cento!”) e rifiutando sdegnosamente ogni interlocuzione politica che avrebbe potuto mettere in dubbio non il suo progetto, ma la sua leadership. Con questo atteggiamento di chiusura ha allontanato non solo le forze politiche più affini a Progres ma anche pezzi importanti del mondo soriano, facendo intorno a sé il vuoto di competenze e di esperienze: la sua giunta di nani (politici, si intende) e l’imbarazzante interim ai Trasporti che si è dovuta assegnare sta lì a testimoniarlo.

Anche la Murgia, come il Pd, pensava di vincere a mani basse, e invece adesso si trova nel centro di una battaglia durissima. L’infelice partecipazione a “Otto e mezzo” ha dimostrato quanto il gioco della politica sia spietato e che necessiti se non di esperienza, almeno di un adeguato allenamento, che però alla candidata manca del tutto. Il bombardamento mediatico a cui sottoporrà i sardi (alla faccia di chi, sul Fatto Quotidiano, ha avito il coraggio di affermare che la candidata sconta “il silenzio dei media”!) forse non basterà a farle vincere le elezioni, ma contribuirà ad aumentare la sua notorietà, perché comunque anche alle case editrici la Murgia deve restituire qualcosa in termini di visibilità.

Infatti, nonostante la poco convincente performance, Michela Murgia da qui al giorno del voto finirà ancora nei giornali e nelle tv nazionali, statene certi. La stampa “dipendentista” ama la candidata indipendentista, capace di mettere in campo relazioni e rapporti nel mondo editoriale sconosciuti agli altri pretendenti governatori.

Cappellacci conterà su Berlusconi, Michela Murgia sulle Darie Bignardi di turno. Un paradosso: una indipendentista che si candida forte della legittimazione dall’opinione pubblica “italiana” e che potrà vincere solo con la santificazione della stampa nazionale, costantemente alla ricerca di nuovi personaggi ma da sempre incapace di analizzare seriamente i problemi della Sardegna e la sua classe dirigente. Anche con Soru andò così. Preparatevi dunque a paginate su paginate di interviste nei maggiori quotidiani e riviste nazionali. Dove ovviamente di indipendentismo sardo si parlerà ben poco, e dove a uscirne con le ossa rotte sarà soprattutto il centrosinistra.

Post scriptum
L’ultimo capoverso l’ho preso di peso dal mio post dal titolo “Michela Murgia indipendentista a cucù: un po’ Soru e un po’ Grillo e tanta ambiguità per una candidatura decisa da tempo”, scritto appena sette mesi e mezzo fa.

 

 

 

40 Commenti

  1. Andrea caboni says:

    Vito – aspetto delucidazioni in riferimento al mio precedente post.
    Un saluto

  2. Vidarr says:

    Vito, per te il problema non è che Pigliaru abbia accettato la ricandidatura degli indagati (il processo inquisitorio è stato abolito nel 1989) nelle liste della sua coalizione, PD compreso.

    Il problema, per te, è che ha partecipato ad una iniziativa di campagna elettorale organizzata da due persone che non sono neanche ricandidate.
    Che volevano solo fare campagna al candidato Presidente e al Partito, e non raccogliere preferenze. Che diavoli!

    Ti rendi conto a cosa ti porta la tua spiccata inclinazione alle antipatie personali?

  3. Vito scusa la franchezza ,ti seguo da molto tempo,ma ho l’impressione che la Politica litighi molto con te e tu con lei.

  4. Che la zona franca integrale sia una bufala credo sia evidente sopratutto a chi approfondisce il tema e fa un giretto nel link consigliato dai zonafranchisti. E nessuno ci casca, ovvio. Ma non tocchino le cose serie su cui ancora possiamo contare per avere in cambio un’illusione, una favoletta.
    Affermare che la zona franca integrale è una bufala non è un insulto. Casomai è un insulto all’intelligenza proporla come roba che dovremmo perfino votare.
    Va di pari passo con la flotta sarda e con varie altre assurde balle che solleticano un irreale nazionalismo sardo.
    Vedremo presto come stanno le cose.
    Saluti.

  5. Paolo Bozzetti says:

    VitoCaro,
    nel prossimo post (naturalmente dopo che ci aggiornerai sull’ultima cazzata della Barracciu) potresti gentilmente dirci qualcosa su come Pigliaru sta metabolizzando le tematiche sovraniste.
    Sta dando risposte a tutte le lettere e gli appelli arrivati da mezza Sardegna?
    Nel mentre ho letto che ha avuto anche il coraggio di dire qualcosa sulla progettazione integrata, descrivendola come ” …uno degli esperimenti più importanti di politica economica in Sardegna da sempre.”
    Peccato che questo benedetto “esperimento” (fatto, ovviamente, a “palas anzenas”) fosse la più grande truffa ordita dalla Regione Sardegna e gestita dall’Assessorato dove, in posizione apicale (odio questa parola), siedeva il nostro FrankBronzeFace.
    È proprio vero che questi signori vivono lontani “dalla polvere”, sospesi per aria grazie al pallone gonfiato del proprio ego.

  6. pur di attaccare la murgia non si può uscire con certe panzane comunque. va bene essere in campagna elettorale, ma così si fa pure figura un po’ misera. oltretutto addossandole quello che è solo un problema del pd (pensare di aver vinto un anno fa).

  7. Voi che obiettivi vi date? Di Paolo Bozzetti.
    Io avevo optato per partito dei sardi ma Manin ha fatto troppi casini (e popolari, e democratzia, e progetto sardegna, e psd’az e su tiaulu chi da fattu perchè pensavo che avrebbe sostenuto Kelledda) , poi per Kelledda ma la candidatura di Pigliaru mi ha spiazzato. Poi Pigliaru non ha mandato a quel paese tutti i ruboni e sono tornato da Kelledda. Seu unu pagu incasinau. Comunque Kelledda perchè
    1 scrive davvero molto bene
    2 è donna
    3 non è indipendentista berritta e cambalis
    4 è timida e non guasta
    5 ha avuto molto coraggio rispetto alla ferocia degli interessi in gioco
    6 è discreta e sa ascoltare
    7 è riservata ma capace de ci fai ficchì in su……. a meras filus de……..
    Il fatto è che avrà a che fare con un sacco di casini più grandi di lei e questo potrebbe indurla a cedere il passo.
    E se vincesse Cappell e subito dopo lo arrestassero non sarebbe la soluzione migliore? Si ritornerebbe al voto molto meno incasinati. Però io non riuscirei mai e poi mai a dare un voto del genere anche se fossi sicuro del suo annientamento giudiziario.

  8. Grazia Pintore says:

    Signor Bozzetti,per informarsi meglio,le consiglio di andare domani 25 gennaio a S.Giusta(Sala Civica) ore 17,ci sarà l’innominato Gigi Sanna che presenterà il suo programma.Povero signor Vito Biolchini,ancora non ha avuto il tempo né di nominarlo né di presentare il suo programma,forse lo presenterà il primo aprile,ad elezioni avvenute.

  9. Paolo Bozzetti says:

    Dalla “gioiosa macchina da guerra” del mitico Occhetto, allo “smacchiamento del giaguro” del redivivo Bersani (che ha avuto la fortuna di godere di una seconda chance … speriamo che non se la giochi di nuovo in politica) le campagne elettorali del partito sono sempre all’insegna della miopia strategica, mischiata con la giusta dose di autolesionismo (salvo quando si è fatto ricorso a Romano Prodi, ovviamente).
    Quindi non stupisce la supponenza e la cinica brama spartitoria dei nostri PD locali (escludendo la oramai mitica Francesca Immacolata Barracciu, sulla cui pelle politica quel duo di malelingue di Biolchini&Murtas stanno lucrando un futuro d’oro).
    E, a proposito di futuro, il mio rovello quotidiano è capire su quale schieramento depositare il mio voto. Obiettivo principale che mi sono dato è votare chi potrà meglio fare il bene della nostra terra (che, tradotto dal versante pessimista del mio animo, significa anche votare chi potrà fare il minor danno possibile).
    In questi giorni sono fortemente orientato su Michela Murgia.
    Motivi:
    – ha letto due libri suoi, che mi son piaciuti;
    – si è impegnata nella campagna elettorale, con metodologie diverse;
    – è una donna;
    – non ha in lista Roberto Deriu.
    Voi che obiettivi vi date nel votare?

  10. lollina says:

    colpito e affondato,detto fatto!

  11. Andrea caboni says:

    Scusa Vito mi daresti qualche informazione circa questa tua uscita?? :

    “Michela Murgia ha pensato di poter diventare presidente della Regione senza fare politica. L’estate scorsa girava la Sardegna dei festival letterari gridando ai quattro venti di avere già in mano l’elezione, sbandierando sondaggi fantasmagorici (“Siamo al 46 per cento!”) e rifiutando sdegnosamente ogni interlocuzione politica che avrebbe potuto mettere in dubbio non il suo progetto, ma la sua leadership…”

    Dove a chi e quando ha rilasciato queste dichiarazioni?
    Grazie

  12. grazia pintore says:

    Signor Biolchini,lo sa la cosa che mi ha fatto dubitare di più della sua correttezza? “Pubblicherò il programma di Sanna”.Come mai in tutto questo periodo ha nominato tanti candidati e mai il nome di Sanna? Ci pensi,,a volte,ammettere i propri errori,evitando appiccicaticci,è liberatorio.

  13. Carlo Murtas says:

    ‘E evidente che un gruppo dirigente che si riduce a fare all’ultimo momento e per disperazione la scelta della candidatura Pigliaru, azzerando il precedente operato e la candidatura suicida conseguente, non può avere la lucidità necessaria per gestire al meglio la già difficile campagna elettorale. Anch’io ho ricevuto l’invito di Chicco Porcu e della Barracciu per l’incontro con Pigliaru al Caesar e leggendo l’SMS mi sono chiesto ma che cazzo c’entrano lì proprio adesso, perchè non hanno l’accortezza in questo momento di mettersi un attimo da parte; io sono un garantista convinto, lo so che in quanto meramente indagati non sono degli appestati, ma è possibile che questi due non siano in grado di sacrificarsi e lavorare nell’ombra per un risultato comune ? Possibile che non siano in grado, vista l’alta posta in gioco, di farsi “intelligenza collettiva” come auspicato da Pigliaru e accettare di svolgere un ruolo più defilato?
    Cappellacci e la Murgia spremono ora giustamente al massimo la macchina mediatica messa in piedi da tempo, e questa sarà alla fine determinante specie se ci sarà per es. un intervento finale di Grillo a favore della Murgia che può scombinare tutto.
    L’altro giorno ho avuto il piacere di fare una chiaccherata con il giurista ispiratore della Zona Franca Cappellacci e ho potuto toccare con mano che tutto il recente dibattito sulla fattibilità giuridica e sull’opportunità economica della Zona franca integrale, che ha visto l’intervento di specialisti del calibro di Moro, Razzu, Ciarlo dello stesso Pigliaru, non li ha sfiorati manco di striscio; le principali ragionevoli obiezioni formulate dai tecnici vengono eluse, e tutto alla fine si riduce all’evocazione fideistica di una manovra fiscale/ big bang che metterà in moto un miracoloso sviluppo economico aggirando di colpo tutti i problemi strutturali che lo stesso Cappellacci e chi l’ha preceduto non hanno saputo o potuto affrontare. Siamo alla mistificazione allo stato puro, ma è questa la merce elettorale che circola.
    E purtroppo dobbiamo prendere atto anche del fatto che, anche quando il bluff viene sbugiardato platealmente, come nel caso della c.d. Flotta Sarda ( vedi relazione PG Corte dei Conti e condanna UE ), Cappellacci può rilanciare sfrontatamente e trovare subito la stampa amica che lo fiancheggia
    Pigliaru purtroppo naviga controcorrente e ha poco tempo a disposizione, e da buon uomo di Sinistra ragiona sui fatti, fa ipotesi di lavoro, cerca con fatica di suscitare speranze. Il tempo stringe e la campagna elettorale è sempre più dura.

  14. L’idea che il PD e Michela Murgia abbiano pensato di vincere senza “fare politica” è ingenua. Ciascuno “fa politica” secondo gli interessi che esprime: Cappellacci, PD, Murgia.
    Il programma di Pigliaru esprime perfettamente la politica del PD, né è diverso da ciò che il partito ha espresso nell’ultimo quinquennio e continua ad esprimere adesso.
    Potrai dire che è una politica debole – per la regione, per la struttura del partito non è debole per niente – ma non che non sia politica. Vero ma non è una novità: avremmo dovuto aspettarci qualcosa di differente?
    Murgia non è indipendentista, ci mancherebbe, è tutt’altro che sprovveduta. La sua operazione è estremamente positiva perché, qualunque sia il bottino elettorale, diverrà un riferimento politico impossibile da ignorare. Sul lungo periodo, se andrà avanti e lo farà perché con i libri va maluccio, si toglierà qualche bella soddisfazione occupando un immenso vuoto creato da quella che di solito chiamiamo politica tradizionale o vecchia politica. Cioè la politica dell’ultimo ventennio.
    Gli indipendentisti sardi sono cialtroni e spesso ciarlatani, è verissimo. Un articolo recente di Angioni sul Manifesto lo sottolinea con una lucidità che di questi tempi è piuttosto rara. Anche con un pizzico di disincanto e rassegnazione.
    http://www.manifestosardo.org/vita-destino-della-cultura-sarda/

  15. Grazia pintore says:

    Mi dispiace tanto signor Biolchini,non leggerò più il suo blog.Aba,ha ragione da vendere.Che delusione!

  16. Alexandra Porcu says:

    Ciao. Sinceramente sono molto pervenuta nei confronti della Murgia per i motivi elencati da te, della serie ‘pubblicità personale’ e non mi piace Progres che è l’organo più grande nel corpus Sardegna Possibile… in più non mi è piaciuta quella storia della ‘tisana’ coll’assessore dell’agricoltura (era lui?).. Ma proprio ultimamente, la Murgia, mi sta piacendo proprio per la sua ‘ignoranza sincera’. Ha ragione… non deve sapere tutto e sopratutto non delle cifre delle quali si parlava in “otto e mezza”… la Santanchè lo trovata molto arrogante e secondo me la Murgia non ha fatto nessuna gaff… anzi…la Murgia ha messo in evidenza il sistema di accozzi con il quale l’Italia e la Sardegna funzionano attualmente… secondo me. E intanto credo che tanti stiano sottovalutando le due liste (Comunidades e Gentes), pieni di intellettuali e artisti cagliaritani… e se la Murgia conquista Cagliari… ce la può fare… Rimane la verità che Ugo è un pezzo grosso con uno Charme da qui alll’altra parte del mondo. Non è un segreto che ho un debole per Cappellacci. .. anche se non lo voterei mai… stiamo parlando di uno che sa benissimo come funziona il gioco e come si fa campagna elettorale… e sa chi e come influenzare la gente veramente … in più la gente in una crisi avrà più confidenza in un economista, la Murgia è una donna di cultura… ma ripeto… non deve sapere tutto, avrà bravi economisti nel suo staff… Alle ultime votazioni non sono scesa perché non potevo. Se fossi scesa, avrei votato Soru. Sono posizionata lì, ma i votatori del PD sono sensibili e il PD ha fatto troppi autogoal in questa campagna elettorale. Quest’anno ci sarò e arriverò anche qualche giorno prima. Le ultime impressioni decideranno dove mettere la X. Cari saluti da Berlino… e infatti… non sottovalutate gli emigrati. Questa volta arriviamo in tanti, almeno ho l’impressione che sia così 😉

  17. Manlio says:

    A me ha colpito una cosa: il promo del libro Einaudi della Murgia in coda alla trasmissione della Gruber. Cattivissimo gusto e caduta di stile. Se ti presenti come il nuovo in politica comincia con non mischiare i tuoi interessi privati di scrittrice con l’impegno pubblico di candidata alla Regione. Scene da peggio della Prima Repubblica. E dal punto di vista della comunicazione, dire che il ricavato sarebbe andato agli alluvionat sardi, non fa che peggiorare l’impressione generale

    • Pier Franco Fadda says:

      Il libro pubblicizzato in coda a Otto e mezzo, “Sei per la Sardegna”, è un libro dove i sei autori sardi che pubblicano per Einaudi (Marcello Fois, che ha coordinato il progetto, Paola Soriga, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia, Francesco Abate e Alessandro De Roma) hanno donato a titolo totalmente gratuito un loro racconto. Einaudi e gli autori non percepiranno un euro dalla vendita del libro i cui proventi andranno totalmente devoluti alla comunità di Bitti in seguito all’alluvione. Come Associazione Librai, stiamo cercando di sensibilizzare i colleghi, almeno in Sardegna, affinché anche la percentuale normalmente destinata alle librerie sia devoluta interamente alla causa. Si tratta di una iniziativa corale partita nei giorni immmediatamente successivi all’alluvione su impulso di Marcello Fois. Se adesso pubblicizzare un libro corale (la Murgia è solo uno dei sei autori) i cui fini sono benefici è motivo di polemica, vuol dire chiaramente la capacità di analisi è caduta veramente in basso. Direi “livello Santanchè” !! Certo, se ci si vuole attaccare a tutto. Invece i soldi pubblici spesi per farsi pubblicità da parte di Cappellacci sul sito della Regione “Detto fatto” , quelli vanno bene?

      • Manlio says:

        Signor Fadda io non ho niente contro il libro collettivo a favore dei sardi. Iniziativa positiva. Ho molto contro le modalita’ e il contesto in cui e’ stato presentato. Se la Murgia ci tiene ad avere una immagine di nuovo che avanza farebbe bene a evitare di mescolare le cose. Altrimenti inciampera’ nel conflitto di interessi, sul quale sara’ giustamente attaccata politicamente e si fara’ male come un sacco di gente prima di lei. Spero anche che si trovi un miglior responsabile della comunicazione. Se ne ha uno fa pena.

        • Pier Franco Fadda says:

          Il libro l’ha promosso la Gruber.

          • Manlio says:

            Provi a immaginare che il libro fosse di Cappellacci. Il resto tutto come si è visto. Immagino che lei per primo oggi commenterebbe quella “promo” in modo assai diverso. Se serve per capirci una volta per tutte.

  18. Franco says:

    La Murgia non è affatto interessata a vincere, tanto meno a fare entrare un indipendentista in regione.
    Altrimenti non avrebbe chiesto ad iRS e agli altri di cancellrsi, aderendo con i propri militanti ma senza simbolo. Non avrebbe chiesto a Sale, Zuncheddu e Cumpostu di non candidarsi.

    Il terrore che potessero far ombra alle sue liste farlocche o che potesse entrare in regione un indipendentista vero ha prevalso sulle ambizioni dei suoi adepti.

    Ha due funzioni: prendere voti al PD e distruggere l’ indipendentismo, per questo Cappellacci é il suo primo sponsor.

    E per assurdo se mai dovesse riuscire a piazzare qualcuno porterà dentro Valentina Sanna, ex presidente PD.

    • Supresidenti says:

      Immagino l’ombra che potrebbero fare Sale, Zuncheddu e Cumpostu, condannati all’oblio dai loro stessi sostenitori, non certo dalla Murgia. e mi permetto: MANDIAMOLI AFFANCULO INSIEME. Ecco, Progres era fuori dalla farsa delle elezioni comunali cagliaritane.
      Aver lasciato fuori dal discorso di Sardegna Possibile Rossomori, partito dei sardi e tutta una serie di soggetti a cui i temi della nostra isola sono molto cari, e che ora si trovano sparsi qua e la fra le altre liste, è stato un errore molto grave. E se perde per uno scarto del 5/7% il motivo sarà questo.

  19. Grazia Pintore says:

    Sinceramente,l’ho già scritto,non riesco a capire come Cappellacci,possa ancora incantare i sardi,è una cosa,per me,incomprensibile.A me va bene Murgia e Gigi Sanna,come mai,signor Vito,non ne parla?Bisogna rendersi conto che Cappellaccia ha dietro di sé i soldi di Silvio e di tanti sardi disonesti che vogliono continuare a distruggere la Sardegna.Gigi Sanna e Murgia faranno del bene alla nostra terra,ne sono sicura.Basta farsi incantare dalle false promesse,al comando della Sardegna ci volìgliono persone oneste che amano la loro terra.

  20. Altro tentativo di sondare gli elettori e altro stop. Ieri alle ore 13 sono partite le telefonate e a quota 80 si sono fermati.Soltanto 5 hanno risposto, si sono fermati prima delle 100 della volta scorsa. Ora, che Michela Murgia abbia fatto un azzardo a non fare accordi è vero però qui la partita si fa strana. Una decina di persone che si erano tolti il peso dell’indecisione sul voto al CSX con la candidatura di Pigliaru si ritrovano nuovamente indecisi tra Murgia e Pigliaru, causa la presenza indagati nelle liste PD. Il fatto è che questi sono tutti ex istituzionali, ex sindaci ecc. ecc. portatori in un modo o nell’altro di seguito. Vuole vedere caro Vito che se Grillo fra 15 giorni arriva in Sardegna e invita ad andare alle urne ma di non votare PDL e PD meno L finisce che Kelledda vince? Io non la invidio perchè i casini sono enormi e rischia di esserne travolta ma questo per dirle che non è la stampa nazionale che sta muovendo gli elettori ma è una voglia di ribellarsi che hanno le persone che sembrano stiano cercando l’occasione favorevole per farlo e dimostrarlo. Non c’è campagna elettorale. Quelli del CSX si vergognano e quelli del CDX non si vergognano ma dopo il primo vaffa si demoralizzano.

  21. GhostWriter says:

    1) Cappellacci poteva essere affossato in diversi momenti durante la legislatura, evidentemente faceva comodo e non solo alla sua parte politica.
    2) Il Pd non ha smesso di fare opposizione. Non ne ha mai fatta.
    3) Il nome Francesco Pigliaru è legato, nonostante tutto, al nome Renato Soru. Cosa non buona dal punto di vista dell’opinione pubblica.
    4) Il nome Francesco Pigliaru è legato al nome Giovanni Melis, rettore di Cagliari. Melis che spesso e volentieri ha contro le organizzazioni studentesche di SInistra legate, inutile negearlo, ad alcuni partiti. L’incoerenza si paga.
    5) Michela Murgia, pur con tutti i suoi limiti è vista in generale come qualcosa di nuovo e non credo proprio che il metro di giudizio sulle sue capacità sia un confronto con la più recente espressione del cubismo. E’ un’incognita grande come una casa, e ciò non si capsice in effetti se sia buono o cattivo.
    6) Oltre quelli chiamati “Leader” che poi non sono altro che prestanome bisognerebbe valutare ciò che sta dietro:
    – Cappellacci ha un buon numero di vecchie volpi, molte delle quali con condanne o procedimenti in corso, tutte abili a organizzare sindacati di voto; in più punta su un elettorato che, citando Tolkien, fa parte della Compagnia dell’Anello…al naso.
    – Pigliaru ha il PD (le correnti, gli spifferi e i vari peti) e un folto numero di partitini e liste farlocche che per la maggior parte del tempo passano il tempo a sfancularsi fra loro o a sparare sulla Croce Rossa (il PD stesso).
    – Murgia ha liste potenzialmente e/o storicamente nulle in termini percentuali. Tutto il peso di queste elezioni è caricato sulle sue spalle e parte dalla sua notorietà.

    P.s.: come Vito non parlo di Pili; se sparare sul Pd è come sparare sulla Croce Rossa, sparare su Mauretto è come passare con un carro armato su un cadavere in putrefazione.

  22. Roberto says:

    “Un paradosso: una indipendentista che si candida forte della legittimazione dall’opinione pubblica “italiana” e che potrà vincere solo con la santificazione della stampa nazionale” Dove per ‘nazionale’ intendi ‘italiana’. Però non riesco a vederlo questo paradosso. Vito, siamo indipendentisti, non leghisti. Non vogliamo l’indipendendenza perchè ci fa schifo l’Italia, per cui l’unico problema della stampa italiana è la sua generalmente bassa qualità, non il suo essere italiana. Spero che questo tu lo capisca perchè è fondamentale.

    • La bassa qualità della stampa italiana è data soprattutto dal suo alto tasso di “dipendentismo”: anche dai poteri editoriali. Altrimenti Michela Murgia e Pier Franco Devias avrebbero avuto la stessa possibilità di finire da Lilli Gruber (e non è così).

      • Atropa Belladonna says:

        E Gigi Sanna la stessa di finire da te. Scusami sai, ma te la sei cercata.

        • Sì, ma non l’ho capita. Io contro il candidato Gigi Sanna non ho assolutamente nulla, così contro Devias.

          • Atropa Belladonna says:

            Esatto: NULLA, hai detto la parola giusta. E’ quello che hai finora scritto su di lui. Però in più hai scritto, tempo fa, “quei ciarlatani della zona franca”. prima di usare certe espressioni, alla Gabriele Ainis, bisogna pensarci molto bene ed approfondire come vanno le cose. Altrimenti si fa insulto gratuito. C’è un sito adesso dove chi vuole può approfondire: incluso tu, che mi pare non ne sai nulla. Onestà di informazione vorrebbe che ne parlassi http://www.movimentozonafranca.com/.

            • I ciarlatani a cui ho sempre fatto riferimento erano evidentemente degli altri, ma forse non sono stato chiaro. Pubblicherò il programma di Sanna (li sto pubblicando tutti), di cui apprezzo la scelta di non farsi strumentalizzare da Cappellacci.

            • Gabriele Ainis – il vero nome è un altro – è stato indotto al silenzio da una sentenza di maggio 2013. Non lo sentirà più, caro Belladonna.

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