Politica / Sardegna

Pigliaru al bivio: può essere il candidato di sardisti e indagati? Lo chieda ai suoi elettori, non ai dirigenti del centrosinistra

Nata neanche due giorni fa, la pagina facebook “Francesco Pigliaru Presidente” ha già 2512 “mi piace”: praticamente gli stessi di quelli raccolti nella sua analoga pagina da Michela Murgia (in campo però dal mese di agosto). E chissà che in poco tempo Pigliaru non raggiunga i 12 mila e rotti di Ugo Cappellacci, presidente da cinque anni e ricandidato dalle destre.

Sono piccoli segnali, è vero. Ma che la candidatura dell’economista, già assessore della giunta Soru, alla presidenza della Regione da parte dell’alleanza di centrosinistra e sovranista sia stata accolta con evidente soddisfazione da parte di gran parte degli elettori e dei militanti, è tangibile. Basta però una candidatura presentabile a far vincere il centrosinistra?

Ad aprire i giornali di oggi sembrerebbe che due nodi politici fondamentali, quali la presenza dei sardisti nell’alleanza e la ricandidatura degli indagati, non siano ancora stati sciolti, e che anzi la tendenza sia quella di accettare il partito che per oltre quattro anni ha governato la Sardegna con Cappellacci sia di ripresentare i consiglieri indagati nella famigerata inchiesta sull’uso dei fondi consiliari.

Le elezioni non le vincono i partiti, le vincono i candidati alla presidenza: chi tra loro prende un voto in più, diventa presidente e si trascina dietro la coalizione. E storicamente, i candidati del centrosinistra prendono sempre più voti delle liste a loro sostegno (accadde perfino a Soru nella sconfitta del 2009). Decisa solo adesso, peraltro dopo la bocciatura della loro principale sponsor (Francesca Barracciu), la presenza dei sardisti nell’alleanza indebolirebbe la posizione di Pigliaru, impedendogli di attaccare frontalmente Cappellacci nel corso di questa durissima campagna elettorale. Allo stesso modo, la presenza nelle liste di consiglieri indagati per peculato sarebbe difficilmente comprensibile dall’elettorato: è evidente.

Ergo, per sfruttare al meglio i 40 giorni di campagna elettorale che gli restano, Pigliaru dovrebbe pretendere che i sardisti non entrino in coalizione che i partiti non presentino coloro che sono coinvolti nell’inchiesta sui fondi ai gruppi. Il Pd la pensa diversamente? Ma Pigliaru non è il candidato del Pd: è il candidato di uno schieramento più ampio, e soprattutto deve interpretare l’umore del suo elettorato e la sua voglia di pulizia e di cambiamento, e che infatti in questo senso ha accolto la nomina del professore alla guida del centrosinistra.

Accettando la candidatura, Pigliaru non ha fatto nessun favore al Pd, casomai il contrario. Perché dunque ora ne dovrebbe subire passivamente le volontà suicide del partito? Perché accettare anche queste clausole vessatorie che metterebbero a serio rischio le sue probabilità di vittoria ma che tutelerebbero la dirigenza di un partito passata come se niente fosse dall’appoggio acritico ad una indagata a quello di uno stimatissimo docente, come se questo cambio non dovesse presupporre anche un radicale cambio di approccio al tema del rinnovamento e della questione morale?

Questo è il bivio a cui si trova oggi Pigliaru: decidere se mettersi veramente a capo della coalizione, dettare le sue regole, togliersi la giacca del tecnico e indossare quella del politico (quale effettivamente è, perché nessun tecnico resta tale dopo aver fatto per due anni l’assessore regionale alla Programmazione), oppure accettare la candidatura “chiavi in mano” che il Pd sta cercando di imporgli e rischiare di andare allo sbaraglio, succube di giochi e giochetti di partito.

La situazione non è semplice, ma una via d’uscita c’è: ascoltare i cittadini, sentire gli elettori, sollecitare la società. Francesco Pigliaru chieda ed essi, nelle forme e nei modi che non mancano di certo a chi fa politica, se gradiscono i sardisti nell’alleanza o se ritengono opportuno che gli indagati per peculato (almeno quelli, perché inserire nel lotto degli incandidabili anche chi ha altri procedimenti in corso è solo un modo strumentale per candidarli tutti gli indagati, così come il richiamo ad un codice etico superato dai fatti è ridicolo) siano riproposti agli elettori.

Lo chieda Pigliaru ai rappresentanti dei corpi sociali chiamati a dare una risposta alla sofferenza di una regione come la nostra, lo chieda a chi in questi mesi (contro tutto e contro tutti) diceva che la strada percorsa dal Pd era sbagliata, che le primarie fatte in quel modo erano un errore, che persistere nella candidatura di una politica indagata per peculato era una follia. A costoro i fatti hanno dato ragione, non ai dirigenti di partito che ora, come se niente fosse, chiedono ai sardi di sostenere Pigliaru con la stessa incredibile arroganza con cui fino a dieci giorni fa volevano imporre un’altra improponibile candidatura.

Chieda Pigliaru ai sardi come superare questo difficile momento politico. Ascolti loro, non quei dirigenti del centrosinistra che finora hanno sbagliato tutto e che (proponendo sardisti e indagati) continuano incredibilmente a fare di tutto perché Cappellacci possa di nuovo governare la Sardegna.

Perché Cappellacci si può battere. Con una buona candidatura (quale quella di Pigliaru indubbiamente è), ma anche con una alleanza coerente e senza candidati impresentabili in lista. Non è su questi punti che c’è bisogno di esercitare la nobile arte della mediazione.

Ieri Francesco Cocco, una delle figura più nobili della sinistra sarda, ha scritto a commento di un post pubblicato da Democrazia Oggi, con il quale è difficile non essere d’accordo:

Se Francesco avrà le virtù paterne (e sono certo che non gli mancano) saprà tenere la barra dritta anche quando l’assedio dei “birbanti” (e sono legione) si farà pressante. So che come il padre ha il senso della sacralità della “cosa pubblica”, virtù di cui abbiamo la massima ed urgente necessità. Il padre, Antonio, era generoso e paziente sino al sacrificio personale ma aveva una tempra d’acciaio nel respingere tutto ciò che non era limpido. Francesco, ne sono certo, agirà sulla scia di quel grande insegnamento.

45 Commenti

  1. Francesco Utzeri says:

    Alt fermi tutti siamo su “scherzi a parte”, ho pensato leggendo che il Pd si è scoperto improvvisamente garantista. Tutto quello che si era detto sulla Barracciu e sulla neccessità di un passo indietro per garantire liste pulite, era tutto uno scherzo. E la barracciu che fà, approva in silenzio. Evidentemente, il fiele sputato dopo la sua cassazione, è stata una panacea per la sua rabbia O non è che le hanno “garantito” una poltrona altrettanto prestigiosa ?

  2. Maria Elena says:

    Ma insomma si può sapere da Espa come ha speso i soldi? Benzina anche lui? Gasolio? O gazzosa…

  3. casumarzu says:

    ei, si dice avversario, dire nemico non è gandhiano, bisogna pensare anche a loro, sennò come potrebbero entrare in coalizione?

  4. erighina says:

    Non si vogliono indagati in coalizione e mi sta bene, anzi no, benissimo.
    Non capisco però perché non si vogliano i sardisti e si prende invece in coalizione chi ha governato con il centrodestra essendo nel psd’az e ora fondatore di un altro partito. che senso ha?
    Inoltre, cosa dovrebbero dire Psd’az, Sel, Sovranisti, Rossomori, etc.etc. al pd? Non sta governando a Roma con il centrodestra da alcuni anni? Ma siate coerenti. Cerchiamo invece di portare tanti dentro la coalizione, è Capellacci e il centro-destra il nemico.

  5. Su Cooperadori says:

    Nell’area del Centrosinistra sembra serpeggiare fra i sedicenti elettori convinti e gli ipotetici presunti elettori (quelli con la puzza sotto al naso) lo sconforto (chissà se pilotato o meno) riguardo al rischio incombente dell’ammissione nelle liste elettorali di indagati o di “lungodegenti” in Consiglio Regionale.
    L’intemerata sarebbe: nel nuovo corso tanto enfatizzato con l’avvento di Francesco Pigliaru quale sarebbe l’atto di innovazione e di risposta positiva alle domande di chiarezza sostenute dagli “elettori del centro sinistra”?
    Mi assale la paura……. non è che la sindrome del M5S (se non posso avere tutto, preferisco non partecipare) stia contagiando anche l’area del centrosinistra?
    Il meglio non é sempre nemico del bene.
    Io penso che sia BENE votare COMUNQUE Francesco Pigliaru Presidente, ma sarebbe anche MEGLIO se nelle liste che lo sosterranno non venissero candidate persone che sono sotto inchiesta o che abbiano già completato due legislature in Consiglio Regionale.
    E’ certamente il momento di far sentire in tutti i modi possibili lo scontento, per le decisioni che sembra si stiano prendendo (secondo quanto indicato dalla stampa) ma che ancora non sono state confermate dai diretti interessati, affinché sia chiaro che eventuali candidature degli indagati o dei “lungodegenti” in Consiglio non sarebbero condivise dagli elettori del PD e del centrosinistra e creerebbero seri problemi alla campagna elettorale del futuro Presidente Pigliaru .
    Detto questo penso anche che, per l’ennesima volta, non si debba rischiare di “buttare il bambino con l’acqua sporca”.
    Se chi decide dimostrerà tanta ottusità nel non capire l’esigenza di pulizia che sta alla base di questo nuovo corso, sarà un grave colpa da imputargli per tutta la vita, ma non dovrà impedire di vincere le elezioni.
    Un appello agli ottusi: farsi da parte o tirarsi indietro non significa necessariamente una amissione di colpa ma è da considerare come un grande servizio al Popolo dei Sardi ed alla Sardegna.

  6. @Su Cooperadori
    Sono balle, perché la pagina di Pigliaru la leggo e c’è scritto che il programma deve essere fatto (infatti non esiste). Sugli editoriali che scrive: pubblicare articoli sul giornale siamo capaci tutti. Amministrare con una coalizione dietro le spalle è tutt’altra roba. Inoltre ho citato il M&B, creatura di Pigliaru. Una follia! Proprio perché, da mediocre economista qual è, quando si è trovato ad amministrare ha creato una mostruosità che va benissimo per gli editoriali ma non ha relazione con la realtà della Sardegna. Ecco: questo sarebbe parlare di merito e non di tifo calcistico. Pigliaru, quando ha amministrato, non ha combinato niente: perché dovrei dargli fiducia adesso?
    In ogni caso aspetto il programma, quando e se ci sarà. Se fosse la solita minestra, senza indicazioni precise riguardo le ricette che si vogliono mettere in atto, il PD non lo voto.

  7. casumarzu says:

    Si, è proprio così come dice Amsicora.
    Grazie Vito.

  8. Amsicora su Democrazia Oggi centra il punto della questione: “Caro Francesco, sarai l’alfiere del cambiamento o il salvacondotto dei mandarini?”
    http://www.democraziaoggi.it/?p=3234

  9. Caro Vito, capisco che questo per te è un mestiere e hai bisogno di contatti. Però, ogni tanto, non si potrebbe parlare di contenuti e non solo di tifo da stadio? Ad esempio: siamo certi che Pilgiaru, quello del Master&Back, una follia, sia una scelta corretta? Cosa avrebbe da proporre un candidato che di sinistra mastica pochissimo? Uno che ragiona per macroindicatori e non si è mai schiodato dalla propria poltrona di professore (soprattutto quando era al governo della regione)? Uno che ha già governato male? Abbiamo davvero bisogno di un Monti in salsa sarda per guidare, com’è prevedibile, una larga/stretta coalizione anche da noi?
    Capisco anche che le elezioni bisognerebbe vincerle, ma potremme anche essere in tanti ad essere stanchi di votare “contro” (Cappellacci) per prenderci un Pigliaru che potrebbe essere allo stesso livello. E non chiedermi se preferisco Cappellacci, non è questo il punto…

    • No, non ho bisogno di contatti perché non vivo di questo blog.
      Contenuti: chiedi a me di parlare di contenuti? E’ da mesi che cerco di farlo (e pure lo faccio), ma il problema non è mio, che non conto nulla. I contenuti li dovevano tirare fuori quei geni che sedevano al tavolo del centrosinistra e che per mesi si sono incontrati senza buttare giù uno straccio di programma e che adesso saranno anche premiati con una candidatura dai loro partiti. Eppoi di che contenuti vuoi parlare quando per oltre due mesi (quelli cruciali, subito dopo le primarie) ci siamo sgolati (in pochi, in realtà, alla luce del sole) per far capire che una candidata inquisita per peculato avrebbe riconsegnato la Regione a Cappellacci?
      Pigliaru: comprendo le tue perplessità ma per me non è un Monti in salsa sarda. Monti fu veramente calato dall’alto, in una manovra dai contorni ancora oscuri. Pigliaru è uno che non ha difficoltà a dirsi pubblicamente “di sinistra”, l’esperienza di due anni da assessore gli ha tolto l’abito del tecnico per farlo diventare un politico a tutti gli effetti.
      Quella di Pigliaru è stata una scelta corretta? Nella situazione in cui il centrosinistra si trovava e con i nomi in circolazione, sicuramente sì. Poi bisognerà pretendere un programma all’altezza delle aspettative. I rischi non mancano ma questo fa parte della politica.

    • Su Cooperadori says:

      I contenuti ci sono basta volerli vedere dato che sono piuttosto evidenti.
      Pigliaru non avrebbe quindi un programma ???????
      Ma perchè non andate a leggere gli editoriali che da anni Francesco pubblica sul suo sito, sono estremenete chiari, con proposte concrete e circostanziate su: potenziamento dei livelli di competenza delle persone, continuità territoriale, sovranità fiscale, trasparenza e semplificazione amministartiva, servitù militari, sviluppo armonico dei territori, ecc.?

  10. Francesco Utzeri says:

    Non si è ancora spenta l’eco delle “urla e delle botte da orbi” ( in senso metaforico, spero !) sentite nella direzione del PD, che ha deciso la candidatura del prof. Pigliaru, e già si discute su chi può candidarsi e chi no. Questa (pseudo) sinistra sarda non cessa mai di stupirci nella sua continua ricerca dell’autolesionismo masochistico. Ma di cosa si discute ? di regolamento “etico” del partito o dell’avvenire della Sardegna ? Cosa ha da proporci questo nuovo candidato, quali scelte di discontinuità politica rispetto al passato dei tecnocrati romani ( o meglio sardo/romani) vuole fare, quale autonomia di scelta e forza nell’imporla può mostrare ai suoi potenziali elettori rispetto a candidature improponibili?
    La Murgia, che ascolto con attenzione dal primo momento nel quale ha annunciato la sua discesa in campo, può non avermi “catturato” con i suoi discorsi, ma ha dimostrato che un’alternativa a questa destra padronale si può “costruire” senza attendere le direttive “dall’unto dal signore” di turno.
    La coalizione nata intorno a questa candidatura ( per me debole) sarà capace di fare altrettanto, nel poco tempo restante ?

  11. casumarzu says:

    SOTTOSCRIVO IL COMMENTO DI ANONIMO.
    CRISTALLO PURO

  12. Proporrei a Francesco Pigliaru un quesito semplice che, ne sono convinto, si pongono tutti gli elettori. Se La Barracciu era un candidata presidente zoppa perché inquisita, perché invece dovrebbero andare bene i candidati regionali inquisiti e perché se Soru era un candidato zoppo perché sotto processo per evasione fiscale dovrebbe andare bene come ministro?
    Il sillogismo giusto è: se la Barracciu non era idonea alla candidatura perché inquisita, allora non non sono idonei a nessuna candidatura neppure i consiglieri regionali inquisiti e neppure è idoneo a svolgere il ruolo politico di ministro un inquisito per evasione fiscale.
    Non credo che se ne possa uscire citando articoli del regolamento del partito. Sarà un’emorragia di voti e un cattivo inizio.

  13. gigi lai says:

    il psd’az ha governato con la destra. fuori tutti quelli che hanno governato con la destra. fuori anche tutti quelli che adesso governano con la destra, OPs dimenticavo che il pd ha fatto un anneetto con berlusconi e che adesso governa con un partito che si chiamo nuovo centro destra… ma d’altronde fare la doppia morale sembra diventato in questo periodo lo sport più diffuso…

  14. Se fossi un elettore di Pigliaru, alla domanda risponderei così: “Caro Pigliaru, la questione morale bisogna vederla bene tutta e non si deve usare solo per vincere le elezioni. Per esempio, se tu non fossi pronto per governare insieme ai tuoi alleati, saresti un imbroglione e un gran farabutto, a prescindere dall’assenza di inquisiti. I danni che si creano alla Sardegna e ai Sardi governando con improvvisazione e litigando con gli alleati di comodo elettorale, non sono certamente inferiori alla presenza di inquisiti.
    Per essere onesto, ti suggerirei di utilizzare insieme ai tuoi alleati almeno trentacinque di questi quaranta giorni disponibili, chiusi in un luogo riservato, per studiare, confrontarvi e provare a prepararvi per governare al meglio. Uscire poi solo se e quando sarete tutti veramente pronti e d’accordo su tutto. Se qualcuno si rifiuta, buttalo subito fuori dalla coalizione, in pasto ai giornalisti e a Vito Biolchini, che aspettano per tritarli!
    Quando sarete pronti (se riuscirete a prepararvi), possono bastare pochi giorni prima delle elezioni, per presentarvi serenamente e mostrare agli elettori idee chiare e conoscenza degli strumenti concreti da adottare per raggiungere gli obiettivi dichiarati.
    Ti suggerirei anche di evitarci la presenza dei leader nazionali, che magari ci chiedono il voto parlando ancora di Berlusconi!
    Come ben sai, nel PD sono ormai abituati a fare così. Non ci pensano i dirigenti PD che bisogna prepararsi per governare bene. Molti si sono specializzati e hanno costruito le loro carriere semplicemente attaccando la credibilità degli avversari politici, e ringraziano il centro destra che ha dato loro queste meravigliose opportunità di “crescita professionale”.
    Ora per alcuni dirigenti PD il ragionamento potrebbe essere il solito: ‘abbiamo trovato una faccia pulita (la tua caro Pigliaru), quindi facciamo un elenco di cose per la propaganda e cominciamo subito a gettare fango addosso a Michela Murgia e agli altri schieramenti avversari: più voti prendiamo più siamo bravi!’
    Ma, attenzione, parlare di onestà è un’altra cosa. Michela Murgia da molti mesi sta cercando di prepararsi con i suoi alleati per governare bene, e il Movimento 5 Stelle ha rinunciato alle elezioni sapendo che i suoi possibili candidati sarebbero stati imprepatrati e in forte disaccordo. Pensaci, sono due lezioni di onestà e sulla questione morale Michela Murgia è decisamente in vantaggio…”

  15. Su bixinu says:

    Vedo numerosi post in cui si accomunano politicamente PSd’az e i sovranisti, formazione di cui fa parte Paolo Maninchedda. Premesso che non ho nessuna intenzione di votare per questo centrosinistra ipocrita e fasullo, ritengo che tra i due soggetti politici differenze ne esistano eccome. E tante. Il PSd’az rappresenta ormai un rimasuglio male in arnese di quella gloriosa formazione che fu di Lussu e Bellieni, Columbu e Melis, dedito ormai esclusivamente al mercimonio politico, alla perenne ricerca di sedie e poltroncine, da qualsiasi parte esse arrivino. Ricordiamo la festa rovinata nel 2004 da Soru a Sanna, candidato trionfalmente alla presidenza della giunta da Paolo Fadda e dalla buonanima di Emanuele Sanna e rimasto a bocca asciutta a causa della rivolta popolare in seno alla sinistra, che seguì proprio alla sua designazione. Da allora è stato un susseguirsi di svendite morali e politiche dell’anima sardista, culminata pochi anni fa con la consegna della bandiera a Silvio Berlusconi. Ecco, questo è diventato il PSdaz: da Bellieni e Lussu a Serrenti e Sanna. Dal cavaliere dei rossomori a moro seduto.
    Paolo Maninchedda ha una sua storia personale, fatta di picchi di elaborazione politica e di visionarie quanto incaute cadute di coerenza, sovente alla ricerca di percorsi politici e ideali che solo lui e pochi altri intravvedevano come giusti per i destini politici dei sardi.
    Però ci ha sempre messo la faccia, pagando salate le sue prese di posizione e le sue “muliniaventate”. E mai ha fatto nulla per interesse personale per sè o per amici suoi. E certi suoi detrattori di corta memoria potrebbero stare anni a guardare negli segreti armadi della politica isolana senza trovarvi nulla di riconducibile al Maninchedda democristiano, popolare, sardista e sovranista.
    Non credo che ciò si possa dire per i suoi avversari moro italioti, ed è proprio qui la differenza: l’uno è visionario, guascone, affabulatore e persino un tantino parolaio, quando ci si mette, ma è moralmente integerrimo.
    Gli altri?

  16. anonimo says:

    Ah, questa mania di valutare il valore personale e politico delle persone in base ai mi piace di facebook è non solo nauseante ma profondamente sbagliato ed è causa di enormi e indimenticabili fregature, salvo dimenticarle per commettere lo stesso errore ebbri di tastiera.

  17. Il Psd’Az è, sino all’altro giorno, anche Maninchedda. Lo vedono tutti e conoscono la congenita tendenza del partito e dei suoi attori. Ovvio che il Pd si deve scrollare di dosso ogni forma di parassiti, meglio perdere e vincere da soli. Non si cambia idea ogni mese, ogni anno, né tanto meno ad ogni fine legislatura.

  18. Fourthciucciu says:

    Il PSdAZ no perchè ha governato con Cappellacci, Maninchedda invece si, ma non ha governato con Cappellacci anche lui? quando si dice coerenza

  19. Vito mi sembra che i dati siano incorretti:

    Michela Murgia 42.280 fan

    Sardegna Possibile 9.504 fan

    Francesco Pigliaru Presidente 2571 fan

    • Anna, sono stato chiaro: il paragone e’ con la pagina Michela Murgia candidata, non con quella sua personale di scrittrice o con quella della coalizione che la sostiene.

      • Scusa quello è un gruppo (Non PAGINA) non ufficiale gestito da sostenitori, il paragone è scorretto, permettimi.

        Non si può paragonare una pagina ad un gruppo è un incongruenza infinita. Al gruppo si accede per invito, mentre alla pagina si accede per volontà.

        Poi c’è da dire che la pagina Michela Murgia scrittrice è passata da 21mila a 42mila dal momento della candidatura.

      • gaetano says:

        …Ma di cosa parli? Fa’ parte del grande programma del PD? E’ proprio squallido tutto questo…Ma che bisogno c’e’….perche’ tanto odio?…Ah dimenticavo…Un po di Italico senso di appartenenza…Oh un po’ di italico arrivismo mascherato da sano giornalismo?…Cessu cessu….

  20. Francesco says:

    la vera domanda è quanto Pigliaru potrà decidere da solo. Non essendo ad ogni modo un leader politico, la paura è che venga quasi totalmente filoguidato da chi l’ha messo dove sta ora. Sempre ammesso che riesca a vincere

    • Quanto potrà decidere da solo? Ti ricordo che Pigliaru è quello che ha avuto il coraggio di sbattersi la porta dietro Soru. Tu avresti avuto il coraggio con un Soru che avrebbe potuto spremerti come un limone? Datti la risposta.

      • Francesco says:

        a parte che è Soru ad averlo rimesso lì, stiamo parlando di una persona che fino a poco prima non pensava certo di essere candidato alla presidenza. Difficile che uno scelto all’ultimo abbia dietro uno staff scelto da lui stesso adatto al compito nonchè un certo numero di “truppe” deciso a sostenerlo. E’ il vecchio trucco di sempre, mettere un politico debole per poterlo manovrare come si vuole ( la candidatura di Cappellacci alle scorse elezioni ti ricorda qualcosa?)

        • Ti informo che ha uno staff esattamente scelto da lui. Non c’è nessuno di alcun partito!
          Vecchio trucco? Se ci fosse stato un vecchio trucco la Barracciu sarebbe ancora li. Ti assicuro che Francesca era molto più “manovrabile” ( lo scrivo volutamente tra virgolette) rispetto a Pigliaru. Ovvero la Barracciu non era manovrabile e figurati Pigliaru. E ti informo che su suo nome Roma (o Firenze) non ci ha messo il becco.
          Non c’è nulla di losco, oscuro, murigato… te lo assicuro.

  21. simone says:

    d’altronde, se è caduta una candidatura alla presidenza forte di un consenso ottenuto alle primarie di partito, non vedo come possa passare liscia la candidatura di consiglieri che hanno lo stesso tipo di problematica.
    nessuno di loro, barracciu e consiglieri uscenti, sono colpevoli; hanno però addosso l’ ombra del sospetto. e questo rappresenta purtroppo un problema che non consentirebbe di distinguersi nettamente dalle candidature del centro destra.
    quanto ai sardisti non sono per l’ostracismo, ma dimostrino con la proposizione di punti programmatici forti di non inseguire un carro purchessìa.
    e si decidano a lasciare il loro presidente giacomo sanna ad altri hobbies, lui che è riuscito a mortificare un partito storico e glorioso riducendone le dimensioni e soprattutto l’immagine a macchietta

  22. casumarzu says:

    Pigliaru farebbe bene a guardare all’elettorato che ha smesso di identificarsi in questo o in quel partito. Gli elettori hanno già dimostrato, con le politiche, che i calcoli a tavolino e gli apparentamenti funzionali al recupero di voti di questo e quello non funzionano più. Vada avanti per la sua strada disegnando un programma strategico realizzabile che getti solide basi per l’amministrazione della regione, individui le priorità per i primi 100 giorni di governo e dica come intende affrontarle, senza nascondere le difficoltà a tutti arci note. Non si faccia infinocchiare da coloro che potrebbero sparire dalla scena politica isolana, sardisti, indipendentisti e altri eccellenti corrotti. L’onestà intellettuale che molti gli riconoscono è una dote che può certamente portare al successo. Spero che abbia la forza di non sciupare tutto pena un fatale Cappellacci-bis. Ci proponga un programma snello, comprensibile e fattibile. Conquisterà il voto di molti che avevano già deciso per l’astensionismo.

  23. Francesco says:

    “inserire nel lotto degli incandidabili anche chi ha altri procedimenti in corso è solo un modo strumentale per candidarli tutti gli indagati, così come il richiamo ad un codice etico superato dai fatti è ridicolo”. Se non ho capito male si pretende che solo gli indagati per peculato debbano essere considerati incandidabili. Ma allora se ne traggano, logicamente, anche altre conseguenze. Si pretendano a maggior ragione le dimissioni per coloro i quali, eletti o titolari di cariche nel partito, siano sopravvenute le stesse condizioni (almeno un segretario regionale e duo o tre parlamentari).

    • No, quello è il minimo. I reati non sono tutti uguali per l’opinione pubblica, è evidente.

      • Francesco says:

        Il fatto è che questa linea, che mi pare scontata, non sta passando sulla stampa. Ci si concentra sui candidati senza gettare uno sguardo sugli eletti! Pretendo anzitutto rigore morale da chi mi rappresenta in atto (gli eletti) nondimeno che dai miei rappresentanti potenziali (i candidati).

      • Neanche per la legge i reati sono tutti uguali, non solo per l’opinione pubblica.

  24. Salvatore Melis says:

    Se io fossi il candidato presidente del Csx, uscirei subito dagli uffici del PD. Mi libererei immediatamente di chi, ferito, agisce su forti tensioni emotive, e convocherei un tavolo di coalizione. A qualunque ora. Mi chiuderei con questa in una stanza e la riaprirei solo dopo aver elencato 10 punti di programma argomentati. Tutto ciò che sino ad ora avviene è incomprensibile. Ha senso questa mortificazione in nome del Psd’Az?

    • Ti informo che Pigliaru sta cercando un ufficio proprio perché è l’espressione non del PD o di SEL ma dell’intera coalizione!

  25. Alberto Pintus says:

    Maninchedda è del Partito dei Sardi …. ajo’

  26. Spiacente Geppo, Planetta non si candida.

  27. Sottoscrivo: no PSDAZ, no indagati. In ogni caso del Psdaz di questo Consiglio rimarrà ben poco: Paolo Dessì e Solinas sono con Caprellazzi. Sanna non si candida. Maninchedda è con il CX. Rimane Planetta.

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