Politica / Sardegna

Una disfatta senza onore. Cacciata da Renzi, Barracciu sparge il sale sulle macerie del centrosinistra. Tanti auguri!


No, non c’è niente di generoso nel passo indietro di Francesca Barracciu. Determinato dagli eventi (perché non si può, da sinistra, pretendere di diventare presidente della Regione con un accusa di peculato addosso), teorizzato da tempo nel Pd da chi da subito aveva capito che la situazione sarebbe degenerata (leggetevi questo mio post “Ecco il piano (poco) segreto per liberarsi dell’inquisita Barracciu”: è di settantun giorni fa) alla fine imposto dal segretario nazionale del Pd Matteo Renzi. Una disfatta senza onore.

Generoso il passo indietro lo sarebbe stato se fosse arrivato il 30 settembre, 91 giorni fa, subito dopo l’avviso di garanzia. Invece la Barracciu si è fatta cacciare direttamente via telefono da Renzi. Asserragliata per ore in una stanzetta, come in un B movie di pessimo gusto, teneva un ostaggio un intero partito e per rilasciarlo chiedeva un elicottero e un milione di dollari (magari in buoni benzina). Alla fine dice di aver ottenuto quello che chiedeva, cioè la possibilità di scegliere chi al posto suo concorrerà per la presidenza della Regione. Incredibile.

Con le sue dichiarazioni finali Barracciu ha voluto spargere il sale sulle macerie del centrosinistra e della politica sarda. E dopo due mesi e mezzo di dichiarazioni deliranti (“Sarò governatrice” affermava all’Unione Sarda appena una settimana fa…) dovremmo anche ringraziarla?

La giornata di ieri avrebbe dovuto ridare un po’ di dignità al Pd, e invece il partito l’ha persa tutta e continuerà a perderla nei prossimi giorni. Ieri non si è toccato il fondo, no. Perché con queste premesse nessun candidato scelto dal partito potrà governare le isteriche tensioni scatenate da Barracciu a fine serata, il cui obiettivo evidente non è quello di far vincere il centrosinistra, ma esattamente il contrario. Obiettivo condiviso da molti nel Pd, peraltro.

Primo fra tutti dal segretario regionale Silvio Lai: se si fosse dimesso il giorno in cui ha ricevuto l’avviso di garanzia per peculato queste tensioni non si sarebbero scatenate in maniera così devastante. Poi c’è Renato Soru: che prima ha minacciato di ricandidarsi, poi ha scelto la Barracciu, poi le ha tolto la fiducia. Soru non è fatto per la politica. Come molti, peraltro. Ma lui, che a differenza di tanti suoi colleghi politici, un lavoro vero ce l’ha, e sarebbe meglio per tutti che tornasse a fare il manager a tempo pieno e non l’apprendista stregone del centrosinistra sardo con smanie ministeriali.

Il peggio forse deve ancora arrivare. Le tensioni covate per mesi sono solo parzialmente esplose ieri e sono destinate a moltiplicarsi con la scelta del nuovo candidato e con gli sviluppi dell’inchiesta sui fondi ai gruppi. Cosa succederà nel caso in cui un esponente del Pd dovesse finire in carcere? Silvio Lai ieri ha continuato a negare l’esistenza di una questione morale, ma era proprio su questa che, ad esempio, i sovranisti chiedevano un atto di discontinuità. Ieri è arrivato? Secondo me no, ma proprio per niente.

E sul fronte delle alleanze cosa succederà? I sardisti verranno accolti come chiede la Barracciu? E gli indagati? Verranno candidati oppure no? Chi dovrà dare una risposta a queste domande?

Insomma, la vergognosa serata di ieri avrà degli strascichi pesanti. A meno che voi non crediate che il nuovo candidato alla presidenza riporterà la pace nel Pd, metterà tutti gli alleati d’accordo, convincerà gli elettori della bontà del suo programma e vincerà trionfalmente le elezioni fra appena un mese e mezzo: liberi di farlo.

Tanti auguri a tutti.

 

39 Commenti

  1. Ma che stanchezza. In Sardegna abbiamo il vizio di parlare male degli altri per poterci affermare. Anche in questo articolo. C’è astio, nei confronti della Barracciu, di Soru.. giusto che la Barracciu abbia rinunciato alla candidatura, vista la situazione in bilico, ma NON MI INTERESSANO le dietrologie. E riguardo a Soru, è stato un vero “illuminato”, di quelli che capitano una volta ogni 100 anni. Una vera sintesi tra un imprenditore, un uomo di sinistra e un sardo che la Sardegna la ama.

  2. Gianni 43 says:

    Desolato dall’andazzo “tutti contro tutti” , donota l’incapacità di essere gregari e di mischiarsi nelle sedi fisiche, ma di sparare la frasetta ad effetto nelle sedi virtuali.
    In questo modo si lascia campo libero a capibastone e portaborse.
    Chi scrive nelle sedi fisiche (sezioni o circoli che dir si voglia) ha continuato ad andarci per ascoltare, dire se era il caso, o fare manovalanza a gratis,talvolta percependo un certo compatimento. Ma penso che se troppi snobbano la vera partecipazione alla vita democratica e pensano di risolvere digitando un commento andrà sempre peggio.

  3. Ignazio Attene says:

    beh, io all’indomani dell’elezione di Renzi avevo pronosticato che queati avrebbe invitato la Barracciu a fare un passo indietro, ma era facile da prevedere, era il minimo che potesse fare. Difficile e impossibile è, a questo punto, che il mio (da un pezzo) ex partito, trovi un nome per vincere le regionali. Si parla di candidare un industriale sardo per attirare i voti del centrodestra e mi ricorda il mio passato in Veneto quando Veltroni usò la stessa strategia candidando alle politiche Calearo. Sappiamo com’è andata a finire ma per questo partito il perseverare evidentemente non viene ritenuto diabolico. Comunque, secondo me non c’è nome ormai che possa salvare questi impresentabili e mi accingo a votare, anche senza grande entusiasmo la lista di Michela Murgia

  4. Non sono esperta di giochi politici, ma da cittadina comune, simpatizzante del Pd, credo che si dovrebbe scegliere come candidato, il secondo uscito dalle primarie, che se non sbaglio è Ganau…non sarebbe più semplice?

  5. bachis efisi says:

    Ma perchè si continua a girare attorno al problema vero. Non mi piacciono gli ipocriti, i lanciatori di pietre e i giustizialisti. E la Barracciu alla fine mi è diventata pure simpatica. O sono migliori i capibastone? Il problema è il sistema partito del pd, una macchina per il potere nella pubblica amministrazione, costi quel che costi. Poi non capisco, ma veramente, questa vocazione dei sovranisti ed indipendentisti a salvare il pd. Come se la salvezza del pd fosse necessaria alla salvezza della sardegna. Si faccia questa alleanza dei sardi, possibilmente col Psdaz. Ma senza il pd; sostengano i suoi elettori l’alleanza.
    Mi chi su ‘entu s’est pesende. No lu frimmedas!

    • Sono d’accordo. Ma c’è chi ha lavorato per evitare l’unità dei sovranisti. E il giorno della presentazione delle liste sarà chiaro a tutti chi è. Poi c’è l’altra questione: si vuole vincere o delimitare un proprio territorio politico?

      • Buon Anno says:

        Da sempre centro destra e centro destra rosa italiano cercano di vincere le elezioni in Sardegna per diventare succursale di potere locale e mediatori degli interessi italiani, militari in primis, energetici, di materie prime e deposito scorie-spazzatura poi. Il tutto accompagnato dal depauperamento dell’ambiente, un’economia industriale non integrata al terriorio, sbilanciata a favore di settori consumistici e un settore dei servizi preponderante, figlio della non volontà di integrarsi in uno sviluppo reale delle proprie risorse, un sistema socio-economico precario e ricattabile e una classe dirigente cresciuta sulle clientele ed i favori.

        Se lo scopo è vincere, allora va bene anche il neologismo del “sovranismo”, coniato a seguito del fallimento dell'”alleanza programmatica” e va benissimo che a rappresentare il sovranismo siano persone che non vogliono e non credono nell’indipendenza, Lei ne é un esempio e – questo le va dato – lo ammette anche, o che hanno passato la loro recente esistenza ad entrare nel centro destra rosa a qualunque costo. Ecco allora i sovranisti in Sardegna sono una pattuglia non di poco conto in termini di figure di riferimento, io ci annovero anche Pili ormai, perciò vediamo di essere sinceri: il sovranismo é marketing politico, é un paravento dietro cui rifugiarsi per dire che si vuol parlare di Sardegna ma sempre subordinata e con una classe dirigente di nuova concezione, ma sempre borghese. In questo senso anche in Sardegna Possibile c’è molto sovranismo. Allora non fate gli schizzinosi e unitevi nel nome dell’interesse neo-borghese.

  6. James Bond says:

    Questa specie di centrosinistra non riuscirebbe a riprendersi neanche se candidasse Gigi Riva, altroché Siddi o Pigliaru o altri nomi della serie carisma il meno possibile così continuano a comandare Cabras e Fadda. La Barracciu sostiene che avrà una sorta di “diritto di veto” sul candidato e se è vero – potrebbe anche darsi sia una condizione strappata a un Renzi terrorizzato dall’emulare Veltroni con una bruciante sconfitta in una “swing region” come la Sardegna che potrebbe dettare una tendenza – sicuramente lo userà contro qualsiasi candidato sia anche solo alla lontana ben visto da Soru. Staranno a vedere loro. Se fossi nel centrosinistra temo che alla fine potrebbe aver ragione Gad Lerner …

  7. Democraticu reverde says:

    Con stupefaciente e cinica semplificazioni vien da dire che nel P.D. sardo è stato fatto un congresso dove il candidato dello schieramento perdente, che all’ultimo momento ha messo la maschera del candidato vincente nelle primarie per il segretario nazionale è stato archiviato. Questo spiega anche perchè Renzi ha preso meno voti in Sardegna, nel paese di certe candidate che ufficialmente erano per Renzi, Cuperlo ha preso più voti, malgrado l’autorevolezza della sostenitrice garantisse il contrario. Ma chi si credeva di prendere in giro. Nel P.D. non è la prima volta che un candidato si fa sostenere ufficialmente da una corrente ma dopo aver chiuso un accordo con la corrente contrapposta. In pagas paraulas una currente faghet comente a su maridu copertore, chi est babbu de unu mustrencu figiu de s’antziddu chi est de sa currente contraposta. La Destra del P.D.S. ci ha abituato a queste azioni ai vari livelli, tirando sempre la corda fino a quasi romperla ed ottenendo il massimo, ma questa volta per la prima volta si è schiantata con i suoi buon ultimi arrivati, segno dei tempi nuovi anche in politica. La Barracciu alla fine l’hanno fatta ritirare loro per non restare con un pugno di mosche sul tavolo delle vere trattative. Quante volte nel P.D. spesso o si dice una cosa ma si sottindente un’altra. Oggi la Sardegna non è quella delle campagne elettorali del P.C.I. e del P.D.S. dove una congrega dove spicca il capo (la testa) del solito velociraptor carnivoro con gli occhi ghiaccio, che non mangia solo i suoi figli, sceglie il nome che ha un buon appeal elettorale, fidato, anche con la garanzia D.O.P. del dirigente nazionale, magari di qualche trasmissione nazionale che con la Sardegna spesso non conserva nemmeno il luogo di nascita, o un docente universitario marchese tra i baroni che determinerebbe una reazione vemente dei sardo parlanti, o un medico conosciuto nel bacino cagliaritano che non ha mai letto una delibera comunale. Non funziona più. Capellacci oggi ha riqualificato la Destra sarda governando tensioni gravissime in modo egregio come un fantino alla guida non di un un cavallo lillipuziano ma di uno struzzo imprevedibile e inafferrabile. Capellacci ha dimostrato di avere la stoffa di un politico corso di lungo corso come Rocca Serra, Charles Pasqua. Oggi c’è un solo candidato che, se accetta, perchè c’è anche da vedere se accetta, ha la dignità per essere candidato ed è Ganau, perchè è un sindaco al secondo mandato, che ha una professione nella società civile, che era secondo nelle primarie, che è temperante perchè in questi giorni un inesperto avrebbe sbraitato al suo posto, perchè è autonomo anche dalla sua corrente di appartenenza. Ma in poche parole perchè è un bravo amministratore locale. Logicamnte andranno a dire che chi scrive è un tirapiedi di Cabras.Non è vero questo è un ragionamento da persona di centro di sinistra che esprime questa opzione perchè è una scelta autonomista e seria rispetto a certe candidature che si leggono su certi quotidiani per le quali mi viene un po da ridere. Se passerebebro vuol dire che si ha un grosso deficit di analisi della situazione attuale della Sardegna.

  8. Francesco Utzeri says:

    Faccio ammenda per non aver letto, a suo tempo, l’intervento da lei citato ma leggendolo oggi appare ancorchè “tiepido” nell’affrancarsi dalle posizioni dei cosidetti partiti sardo/italiani. Una sua più autorevole presa di posizione, allora, avrebbe giovato a creare un vero polo identitario che poteva ricomprendere tutte le anime della sinistra indipendentista e sovranista. Invece ecoo che lei si è accostato alle posizioni di Maninchedda……….è tutto dire.

    • Guardi, veramente io ho promosso la nascita di una associazione politica che ha lavorato per mesi per favorire la creazione di un polo identitario (come lo chiama lei) che ricomprendesse anche Michela Murgia, insieme a tutte le altre forze sovraniste/indipendentiste. Sono amico di Maninchedda e Sedda e le loro posizioni non sono disprezzabili (secondo me). Ma è libero di pensarla come vuole, io in ogni caso faccio parte di Sardegna Sostenibile e Sovrana, non del Partito dei Sardi.

  9. Francesco Utzeri says:

    Ad ascoltare le dichiarazioni della signora Barracciu, dopo il siluramente piovuto da Roma ( come al solito) dimostrano quanto sia la “pochezza” del personaggio in generale e del PD(-L) in particolare. Non ho mai nutrito dubbi su come sarebbe andata a finire questa vicenda tragicomica e per questo che mi sono allontanato da questa (pseudo) sinistra.
    Menomale che il vento indipendentista e/o sovranista che dir si voglia, che sta impetuosamente soffiando sulla campagna elettorale, sta raccogliendo tutte le anime sarde di (vera) sinistra.
    Caro Biolchini, è pur vero che lei è stato tra i primi a “smascherare” l’inganno della falsa candidatura della signora in questione, ma non ha mai voluto ammettere che il tempo dei partiti italiani è giunta al termine.

  10. Riccardo76 says:

    Aboliamo la Regione Sardegna, che tanto di autonomo non ha nulla. Azzeriamo il premiato poltronificio del Consiglio Regionale, che ci costa milioni di euro per niente. Torniamo alla “Fusione Perfetta con gli Stati di terraferma”” come nel 1847 ( stavolta anziché con Torino, con Roma). Tanto decidono sempre a Roma, tanto vale rimuovere il carrozzone della Regione Sardegna. Deleghiamo tutto ai comuni e allo Stato centrale. Problema risolto.

  11. GhostWriter says:

    Vicenda intrigante quanto la telenovela piemontese di Mai Dire TV: interpreti che cambiano ogni cambio di scena (Barracciu, Parisi (Heather?), Lai, ecc.); il protagonista, “Mario” detto il “solito Baluba” (Soru), unica pedante costante; una trama inesistente (il programma) e una spruzzata di comparse (partitini vari ed eventuali) in cerca di notorietà.
    Sembra che tutti stiano remando per la riconferma del “Mago Gabriel” Cappellacci…

  12. Fleetingf says:

    Che pena! E come tale va archiviata

  13. muttly says:

    Battle Without Honor or Humanity, Kill Bill http://youtu.be/F0Rgwqa3c0o

  14. Radio Londra says:

    Sono fiducioso io.
    Quando nel PD si litiga, quando il tempo stringe e le decisioni non possono essere più rimandate, finisce che qualcosa di nuovo o di “diversamente nuovo” viene comunque fuori.
    Ritengo che anche noi, nel nostro piccolo, a un nuovo Giorgio Napolitano (a sa sarda) possiamo ragionevolmente anelare (esattamente come Totò quando giustamente “anelava” ai servigi della finta moglie).
    O, se non proprio lui, a qualcuno che almeno un po gli somigli.
    NB
    Rimane comunque il fatto che ora il quadro politichese rischia di semplificarsi molto e che si ha netta l’impressione che stiano per crearsi le condizioni ideali per l’elettore-tipo del centro destra.
    Ora si rischia davvero che l’unico candidato Presidente imprescindibilmente indagato e che rischia di vincere (anche perché da quelle parti essere indagati è un titolo di merito che non va condiviso con nessuno) rimanga il mitico Hughigno e quindi si creano di nuovo anche le condizioni ideali per tornare, oltre che a parlare di toghe Rossonere anche……. di poter tornare ancora a parlare tanto di….. “garantismo”!!!
    (Aspettando naturalmente le prossime mosse si Silvio Lai e company perché non si sa mai).

    • Un Napolitano sardo? No! Meglio diventare tutti indipendentisti o sovranisti o come si dice. Ci roviniamo per sempre, ma almeno arriviamo subito alla rovina e poi si vede.Di Napolitaneddus ne abbiamo già collezionato un plotone. Avanti un’altra idea.

      • Radio Londra says:

        Ehhhhh
        Ora serve serve “andare a sintesi” (andare a sintesi Miiiii…..) e quando nel PD si sente quella frase tutto può capitare.
        Perfino un Napolitano sardo o un sardo Napolitano.
        Per almeno due motivi.
        Motivo n.1
        Questa volta ci sono ottime speranze dal conclave perché, se non si trova un Papa Sardo, sicuramente riusciranno a trovarlo almeno a Firenze (sempre e giusto per parlare un po do indipendentismo e di sovranismo).
        Motivo n 2
        A Napolitano viene chiesto il permesso per qualunque cosa debba fare il PD Nazionale e il Governo, compresa perfino l’elezione… del Presidente della Repubblica.
        E secondo te il PD Regionale e la Giunta Regionale cosa sono?
        Fillus de sa pudda bianca?

  15. Buon Anno says:

    Scusate ma perchè non si propone una cosa?
    Proponiamo Maninchedda come governatore, tanto non é nè di destra nè di sinistra, va bene per tutte le stagioni e per i tempi incerti che si vivono va benissimo. Al suo fianco va bene anche Sedda che, non sapendo che fare di concreto nella vita oltre che girare partiti come l’altro, può solo vivere di riflesso di Maninchedda, il quale non gradisce persone preparate e di carattere vicino a a lui altrimenti la sua luce immensa si attenuerebbe. Sempre nel Partito dei 2 Soldi ci stanno bene i pelouches che da mesi li allisciano. Poi ci mettiamo un pò di interesse Rossomoro e Psdazziano, un pò di pepe di iRS (il brizzolato decisionale onnipresente ma totalmente indeciso e ondivago di Sale ci sta bene con quello di Manin in una proiettica sovranista), mettiamoci Sel, Pd, Riformatori, Udc, Unidos e Pili e proviamo a proporre una bella squadra di assessori e dirigenti:
    – Pili ai trasporti, con le comparsate avrà imparato pure qualche dato e non copierà più i programmi di altri territori. Riconfermiamo l’ex Solinas al suo fianco almeno per i titoli virtuali.
    – Sedda nell’ufficio di gabinetto (o nel gabinetto, d’ufficio) del presidente a mettere le virgole di ciò che decide l’immenso.
    – Un Riformatore all’ufficio tutela delle acque perchè i campi da Golf in ogni comune sono un must che non si può perdere.
    – Direi di rimettere Oppi all’ambiente, perchè non é un settore strategico per le future generazioni e avendo gli enti-carrozza un insufficiente numero di persone lui saprà come effettuare le successive assunzioni.
    – Sel ce la vedo bene a nominare persone insieme al Pd, anche senza governare, assessorati alle nomine nei vari enti/assessorati/consorzi/asl, ormai lo fan tutti e Manin ci sta’ pure, basta che sia chi dice lui.
    – A Soru lo manderei ad un Master in Management del comportamento di primo livello con Tesi “Ciò che potevo fare ma che le mire italiane e capitaliste mi hanno impedito: riflessioni e criticità in tempo di crisi”, come relatori ci mettiamo tutti quei democratici che 5 anni fa capirono bene chi fosse il nemico e oggi si ritrovano con un pugno di mosche in mano perchè non sono stati capaci di favorire un processo serio e nuovo, ancorati ad una Costituzione, ogni giorno vilipesa da Capo dello Stato o troppo presi a scrivere nel solco della continuità democratica di cui vediamo i frutti.
    Se ci state in un mese tutto ciò si può fare, ci facciamo aiutare da un’OST della Murgia che ha imparato a mediare gli altri, ma non se stessa, e magari riusciamo a sconfiggere il perfidissimo Cappellacci, che non ha nessuna colpa, se non essere – forse – migliore dei proponenti l’alternativa.

    • cristina says:

      Sei ossessionato da Maninchedda. Ne hai paura.

      • Buon Anno says:

        Hai ragione: ho paura per i miei figli e per la mia terra governata dall’ego e l’interesse personale, prima di votare i trasformisti voto i il bidone vero, almeno non fa finta di essere quello che non é. A buona intenditrice..

        • Alte considerazioni Buon Anno; sai di spumante dozzinale di fine feste ma, si sa ognuno da quel che è, ma nasconde la sedia. Io sono per Maninchedda che ha sicuramente un sacco di difetti tra i quali, per te, l’intelligenza.

    • buon natale says:

      Credo che la tua preparazione intellettuale sia fuori dalla norma, perché non ti candidi così ti metti l’anima in pace?

  16. daniela says:

    ma cosa dobbiamo fare ora?Rassegnarci ad un altro quinquennio di Capellacci o sperare che tirino fuori un coniglio dal cilindro? Io prevedo una vincita ancora della destra, complici anche i creduloni di zona franca, ed allora mi va bene anche Parisi….

  17. Trizio82 maurizio piras says:

    Ma questa storia che il candidato possa essere Parisi, ne vogliamo parlare?
    Vito, risponderebbe alle tue esigenze? 🙂

  18. Mirko Monty says:

    La Barracciu ha mostrato generosità, umiltà e carisma in egual misura… zero!
    Ora pretende pure di fare la regista sulle liste e sul prossimo candidato.
    Dopo aver portato il PD in un vicolo cieco vuole essere lei a indicare la via per uscirne?

  19. Francesco says:

    La serata è stata poco onorevole. Ma nei tuoi commenti c’è da tempo un livore poco giornalistico e pochissimi argomenti.. La tua inadeguatezza ad occuparti di cose politiche è pari a quella di Soru.

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