Politica / Sardegna

Il Pd ostaggio della Barracciu, grillini spaccati, sovranisti inconcludenti, Murgia velleitaria, Cappellacci in bilico: la tempesta perfetta della politica sarda

Da mesi era chiaramente visibile all’orizzonte, quasi tutti l’hanno ignorata, ora è arrivata: una tempesta perfetta sta sconvolgendo la politica sarda, travolgendo tutto e tutti e non risparmiando nessuno. La nuova ondata di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di 19 consiglieri regionali di Pd, Pdl, Udc e sardisti ha dato un ulteriore, terrificante scossa al sistema dei partiti ad appena poco più di due mesi dalle prossime elezioni regionali (perché è molto probabile che al voto si vada il prossimo 23 febbraio).

Mai la politica sarda si era trovata in una tale condizione di debolezza e inquietudine, neanche negli anni di Tangentopoli. Tutti i partiti sembrano aver perso la bussola e vengono travolti da ondate sempre più alte e sempre più forti che rischiano di squassare organizzazioni sempre più deboli e delegittimate agli occhi dei cittadini. Nessuno sa nemmeno immaginare cosa succederà nelle prossime ore, nei prossimi giorni. Nessuno sa dire quale sarà la via d’uscita, quale il porto più vicino.

Il Partito Democratico, che fino a qualche mese fa sembrava essere destinato a vincere trionfalmente le elezioni, paga tutte e tutte assieme le contraddizioni di una classe dirigente politicamente decrepita, anche nei suoi quadri più giovani, tragicamente allevati a pane e trasformismo, e che di fronte a questa crisi epocale mostrano tutta la loro pochezza.

Simbolo di questa inconsistenza è la vincitrice delle primarie, Francesca Barracciu. Era entrata in consiglio regionale grazie all’innovatore per antonomasia del centrosinistra sardo, Renato Soru (ora trasformatosi in un notabile qualunque), ed ora tiene il partito in ostaggio nonostante un avviso di garanzia per peculato le abbia fatto perdere autorevolezza e credibilità presso gli elettori, e una condotta politica dissennata l’abbia resa indigeribile a gran parte delle forze che potevano allearsi con il Pd.

Il destino politico della Barracciu era già segnato dopo l’arrivo dell’avviso di garanzia oltre due mesi fa, ma l’ex sindaco di Sorgono (arrivata oggi ad occupare un seggio al parlamento europeo: quanta distanza tra lei e certi suoi predecessori come Mario Melis, Michele Columbu o Andrea Raggio) ha preferito far finta di niente e ammannire all’opinione pubblica, sempre più sgomenta davanti a tanta spudoratezza, un’acrobatica versione sull’uso dei fondi consiliari, fatta di tabelle Aci e rimborsi chilometrici.

Ora il Pd è in ostaggio della Barracciu. Perché se è evidente anche alla dirigenza nazionale che una candidata del genere non può essere presentata agli elettori, la preoccupazione del neosegretario nazionale Matteo Renzi è quella di non sconfessare lo strumento delle primarie né di far apparire il suo come un intervento di imperio. Situazione altresì paradossale, visto che a invocare un intervento romano è stato pochi giorni fa lo stesso segretario regionale Silvio Lai.

I vertici romani spesso sono intervenuti nelle questioni sarde, ma solo per dirimere conflitti insanabili non perché la segreteria rimetteva i suoi poteri al livello nazionale. Se c’era bisogno di una ulteriore dimostrazione della fine dell’Autonomia, Silvio Lai ne ha dato una definitiva rappresentazione.

Ora Renzi vorrebbe che la Barracciu facesse un passo indietro ma la candidata non ne vuole sapere. Sia perché pensa di essere nel giusto, sia perché la sua è una lotta per la sopravvivenza politica, sia perché ritiene di poter vincere anche con il 25 per cento: incredibile. Ma su un punto la Barracciu ha ragione: perché deve fare un passo indietro solo lei? Perché non chiederlo anche a tutti gli altri indagati, compreso il segretario regionale Lai (ora senatore) e i parlamentari Francesco Sanna, Siro Marroccu e Marco Meloni?

Ecco perché la situazione è complessa: perché Renzi vorrebbe disfarsi della Barracciu ma senza essere costretto ad azzerare i vertici del partito in Sardegna. Ce la farà?

Intanto il Pd inizia ad immaginare altri nomi da proporre alla presidenza della Regione: al segretario della FNSI Franco Siddi si aggiungono quelli dell’economista Francesco Pigliaru, del rettore dell’Università di Sassari Attilio Mastino, e del sindaco di Nuoro Sandro Bianchi. E se a invece si dovesse puntare su di un giovane? Pietro Morittu sembrerebbe fare al caso dei renziani.

Ma quale legittimazione avrebbe un candidato scelto in questo modo? E come sarebbe accolto dagli alleati?

Già, gli alleati. Sel e Centro democratico sembrano solamente aspettare un nuovo nome per allinearsi ordinatamente al Pd. Più complessa la situazione che riguarda l’area sovranista: nonostante tutte le sollecitazioni, il tentativo di creare un polo unico e di proporre una eventuale candidatura alla presidenza sembra non decollare. Rossomori, Partito dei sardi e Irs fanno i conti con paura, eccesso di tatticismo, oggettiva debolezza e un pizzico di opportunismo: però questo è il momento della verità. Davanti a tanto sfacelo, fermarsi alle dichiarazioni di principio non basta più. Perché così si rischia di diventare inconcludenti.

E poi c’è don Ettore Cannavera. Quale sia il ruolo che il religioso vuole giocare in questa fase ancora non è chiaro: forse neanche a lui stesso. Sta di fatto che a poco più di due mesi dalle elezioni e un mese dalla presentazione delle candidature, lo schieramento progressista semplicemente non esiste: perché non c’è un’alleanza, non c’è un candidato e non c’è un programma. E Cannavera continua a convocare incontri, non si sa bene a che pro.

Forse questa è la situazione che Michela Murgia sperava di trovarsi davanti, ritenendola la migliore possibile per le sorti del suo progetto politico. Ma ciò che la candidata indipendentista non ha capito è che a questo punto nessun partito andrà a prostrarsi davanti a lei, nessuno le regalerà i voti per sperare di vincere le elezioni. Troppa arroganza in questi mesi, troppa altezzosità e troppa incompetenza. Le sparate contro il Pd prima, poi le penose dichiarazioni contro gli uomini del Pdl hanno messo in evidenza negli ultimi dieci giorni tutti gli insuperabili limiti politici della scrittrice di Cabras.

Se la candidata di Sardegna Possibile avesse dialogato con le altre forze politiche, adesso si sarebbe ritrovata senza colpo ferire a capo dello schieramento progressista. Ora invece pretende che quel che resta dei partiti del centrosinistra le rendano omaggio e si arrendano alla sua potenza: chissà perché. La Murgia andrà per la sua strada, convinta come sempre di poter toccare il trenta per cento con il sostegno di tre liste esili esili.

Poi c’è il M5S: spaccato in due, litigioso, senza ancora né un programma né un candidato. Il suo risultato sarà però condizionato dalla presenza di Grillo in campagna elettorale. Perché Grillo sarà per i cinquestelle sardi ciò che è stato Berlusconi per Cappellacci nelle scorse elezioni del 2009. Cioè provocherà un imbarazzante consenso dopato.

E poi c’è il centrodestra. Quanto l’inchiesta giudiziaria sui fondi ai gruppi inciderà sulle sorti elettorali è incomprensibile. Non si capisce neanche se il candidato alla presidenza sarà Ugo Cappellacci. Eppure, nonostante tutto, l’impressione è che i berlusconiani possano vincere le elezioni è molto forte. E per la Sardegna sarebbe veramente il colpo di grazia.

Questa è la situazione della politica nell’isola oggi: un disastro che non sembra arrestarsi. Una via d’uscita però va cercata. Forse bisognerebbe far parlare i cittadini, chiedere loro quale soluzione immaginano e reputano migliore. Già, ma chi è oggi che fa parlare i cittadini? I partiti? I giornali? Chi?

 

27 Commenti

  1. Claudio says:

    Ma secondo te Vito a che percentuale si fermerà Sardegna Possibile? Realisticamente…

  2. Sa dimanda este cantu at a pigare su tzentruischerra chi in custas oras paret apant disinnadu de lassare sas cosas comente sunt? E custu ca sinduca abarrant in terra medas dirigentes ben assentados in su podere ma chi tantumatessi ant perdidu sas eletziones primargias pro su segreteri nazionale de su partidu democraticu. Rentzi non si pigat peruna responsabilidade si sos organismos regionales non pigant posizione crara. Tando cudda no est una dimanda de pagu importu. Su cambiu de su gubernu regionale est ligadu a s’imposta a custa dimanda. Oe sa Sardigna bivet una mengua de desarrollu cun unu produtu annanghidu brutu P.A.B. chi est unu de sos peus de su territoriu politicu italianu. Duos sunt sos campos inue si podiat intervennere pro megiorare su P.A.B. sicuramente su nivellu iscolasticu e su gastu publicu. Una fiscalidade agiuada in Sardigna, mutimu-la peri zona franca, diat fintzas megiorare sas conditziones economicas de s’isula. Sas leges promulgadas dae su parlamentu italianu non sunt cumprendidas nen dae sos dipudados e tantumantessi nemmancu dae sos senadores e illonghiant e complicant su gastu de sos recursos publicos. Custu no agiuat sa Sardigna. Su gubernu regionale diat depere intervennere cun brussu firmu cun su gubernu nazionale comente faghent sos corsicanos cun su gubernu frantzesu proite in Sardigna si pongiat unu limite a sa pressione fiscale massima, pro assimpru su bindighi pro chentu, pro un’importos fissados, podent essere sempere pro assimpru dughentamigia euros, pro calesisiat atividade impresariale. Sa politica in Sardigna non podet essere prus sa matessi de sos ultimo annos. Sos dirigentes de su P.D. dianteris aliados in Sardigna pro sas regionales e eris sustenidores de Cuperlo in su cungressu de su P.D. non ischint mancu anue si girare pro cumintzare a cambiare politica. Issos non si rendent contu de cantu siat cambiadu s’eletoradu in Sardigna. Sos argumentos chi cumintzant a essere chertos dae su pobulu sunt peri sa limba sarda in sas iscolas, sos trasportos e in custu su P.D. in custos annos no at ischidu essere craru. A narrere sa veridade si nde sunt unu pagu abigiados ca carchi cosa est cambiada cun s’ismurriunada de botos pigados dae Rentzi in sas eletziones primargias chi narat craramente ca sa gente cheret cambiamentu e no iscurtat prus sos cussigios issoro de botare Cuperlu. Eppuru partidos comente su nazionalista iscotzesu, sos nazionalista frantzesu de su Canada de su bloco de su Quebec, sunt totus de tzentru ischerra e fintzas sotzialdemocraticos. Inoghe custu non cheret essere cumpresu dae su P.D. sardu e pro resolvere sa sitzuatzione cramat sos drigentes natzionales e non si pessat ca custos non podent ispiricare s’aspia chi este in manos a sos organismos dirigentes regionales. S’incappa sa Catalugna s’at a curvertire in su 2014 in unu istadu nou in Europa. Sa Catalugna pro sa Sardigna est unu pagu comente su Tirolo pro su Sud Tirolo. Fortzis custu est propriu su tocu de sa campana de s’urtimu giru pro sos partidos natzionales e dae como in sus sos giovanos sardos de forza politicas comente Progres, Irs, Partidu de sos Sardos ant a bennere mutidos a una responsabilidade manna. Su tzentru ischerra non podet finghere chi non depat cambiare in su sensu de buscare fintzas issu s’autonomia prena pro sa Sardigna e custu cumportat unu cambiamentu de politica, de cuadros dirigentes e de riferimentos politicos.

  3. @ Walter Michela Murgia avrebbe dovuto dialogare con le forze politiche a lei più vicine perché il dialogo è l’essenza della politica. Tutto qui. Vincerà da sola? Buon per lei.

  4. Walter says:

    CIT: “Se la candidata di Sardegna Possibile avesse dialogato con le altre forze politiche, adesso si sarebbe ritrovata senza colpo ferire a capo dello schieramento progressista.”

    Perché avrebbe dovuto dialogare con le forze politiche responsabili dello smembramento del tessuto socio economico sardo? Forze politiche capaci di pensare che il progresso e lo sviluppo dell’isola dipenda da quanti soldi ha lo sceicco dell’Oman e da quanti ettari di territorio militarmente occupato garantiscono allo Stato italiano, passando da populistiche zone franche a facili concessioni di sfruttamento del territorio per la produzione di energia Non è tanto difficile da comprendere che l’alleanza la si deve fare con i Sardi che pensano agli interessi della Sardegna, non con i partiti italiani che giustamente mettono al primo posto gli interessi dell’Italia. Molti ancora non si rendono conto che gli interessi dei sardi, inevitabilmente cozzano contro quelli degli italiani.
    Se avesse voluto, Michela Murgia avrebbe vinto facile come giustamente scrivi, ma è evidente che il “come vincere” sia al centro del Suo pensiero politico e di una Sardegna Possibile.
    P.S Circola voce che tu, Vito Biolchini, sia un forte simpatizzante se non un probabile candidato del Partito dei Sardi di Maninchedda e Sedda, e che in cambio del tuo impegno politico ti abbiano promesso la direzione di Radio Sardegna.
    Naturalmente la mia non è una, affermazione, è una curiosità che ovviamente puoi anche non soddisfare.

    • Non la posso soddisfare?? Grazie per avermi reso questa domenica allegra fin dal primo mattino!!
      La voce che io possa diventare direttore di Radio Sardegna (ovviamente in cambio del mio impegno politico a favore del potentissimo Partito dei Sardi e non del Pd o del Pld) non solo non è vera ma è proprio priva di fondamento. La direzione di una sede Rai viene infatti assegnata dalla direzione dell’azienda a quadri.. dell’azienda! Cioè, per essere a capo di una struttura regionale (che è una struttura essenzialmente burocratica) bisogna essere dipendenti Rai: ti risulta che io lo sia? Direi di no! E non lo posso neanche diventare, né in qualità di giornalista (ora assumono per concorso e io ho superato i limiti di età) né per diventare programmista (non sono neanche nei cosiddetti “bacini”, cioè non ho accumulato quel minimo di contratti che dopo un tot di anni – cinque o sei – ti consente di essere stabilizzato). Insomma, fammi conoscere chi fa correre queste voci che lo voglio ringraziare per la botta di allegria che mi ha dato! 🙂 🙂

      • Walter says:

        E’ appagante essere tramite della della tua felicità odierna, come lo sarebbe una considerazione tua su quanto ho scritto prima del p.s. 🙂

        • Sì rispondo anche a quelle ma ora ho il live di Buongiorno Cagliari alle Saline. Il Partito dei Sardi mi ha promesso che se sostengo Maninchedda e Sedda posso continuare a fare la trasmissione!!

  5. Pro acrarare tantu de capeddu e vertera ammiratzione a cuddos cussigeris regionales intelligentes e de bista largana chi ant demustradu onestade in sa gerentzia de sos fundos de sos grupos e pro custu non sunt indagados, no est fatzile resisetre a su cuntzetu lu fago peri deo ca lu faghent totu, ammento Gian Valerio Sanna, Maninchedda, e gasi sighende peri custos ant sos titulos pro esserent candidados a sa Presidentzia de sa Regione pro su tzentruischerra. Pro non narrere unu sindigu comente Ganau bonuamministradore, sindigu de Tatari, pessone de gabale meda istimada in Tatari. Ma b’at petzi pagas dies a dispositzione. Pessonagios ghetados cun su paracaida a Sardigna dae terramanna nche diant grijare sa basa.

  6. Sos democraticos e si tzentruischerra sunt in unu arreile chentza essida, intre de su 2 de ghennargiu depent presentare sas candidaduras e bi sunt provintzias comente de sa de Nuoro chi non nd’ant nemmancu galu fueddadu in sos organismos dirigentes de su partidu de candidaduras. Chie sunt sos responsabiles politicos de custa derruta fea, sa terra segada inue nch’est urrutu su tzentruischerra sardu, siguramente sos cussigeris regionales sos diputados e sos senadores in carriga belle e totu indagados cun sa peschisa in pitzu de s’impreu de sos fundos de sos grupos de su Cossigiu Regionale. Ma sa crisi de su tzentruischerra in Sardigna no est naschida oe benit dae innedda. Sas cumboias de pagas pessones chi ant semprere detzididu in pagos in pitzu de sas candidaduras e de sas ischertas politicas prus importantes afutende-si-nde de sa basa e marghinalizende e abutinende sos cuadros de gabale chi podiant permitere commo su cambiu generazionale netzessariu, sa chinghia de trasmissione cun sa Confederatzione Generale de su Traballu, sa reuda de s’obietivu de s’autonomia prena in Sardigna, sa reuda de sa limba sarda, ant batidu a custa situazione e nointames totu custu sunt sempere custas pessones iscaratzadas meres mannos de sa politica de tzentru ischerra in Sardigna chi pessant commo chi si potzant galu candidare totus fintzas a su de tres mandadu a sas regionales comente chi nudda b’apat acaessidu. Oe su P.D. sardu podet galu sarvare sa situatzione ma depet pigare deretu in manos s’iscoba est a narrere no candidende a nemos de sos indagados e candidende pro su prus amministradores de sas autonomias locales chi ant dadu mustra cuncreta de bona amministratzione. Candidados ghetados dae su nivellu nazionale cun su paracaida a Sardigna podent solu derrotare prus de ateros. Ca sinduca Deus b’at a pessare e sos democraticos e su tzentruischerra sardos s’ant a collire su lis at a arribare.

  7. Ma non capisco cosa centri “sconfessare lo strumento delle primarie”, le primarie si sono svolte prima che arrivassero gli avvisi di garanzia.Renzi penso, che di questo sia chiaramente consapevole, lo strumento delle primarie è e rimane un ottimo strumento, certo se poi i candidati hanno gli scheletri nell’armadio…Noi poveri, sconcertati, delusi e scoraggiati elettori…ecc. ecc. ecc. abbiamo poche colpe. complimenti per l’articolo.

  8. su scomunigau says:

    In questo pezzo non si parla di Mauro Pili…o forse veramente non è candidabile, in base alla legge elettorale regionale, perchè doveva dimettersi da parlamentare ?

    • No, semplice dimenticanza. 🙂
      Pili è in campo e avrà anche un discreto sostegno da parte delle sue liste (si dice che saranno addirittura sette!).

      • Giovanni Panunzio says:

        Moltiplicando le liste Mauro Pili pensa di moltiplicare i voti. In realtà li suddivide. Però non diteglielo, potrebbe innervosirsi, e rispondere che i cretini sono sempre in agguato 😉

  9. La Barracciu ha problemi paurosi , situazione critica ai confini dell’indecenza…. posto che non siamo all’Astoria di tanti anni fa , raccomanderei meno oscenità—-

  10. Carlo Murtas says:

    Apprendiamo dalla stampa che sale a 64 il numero degli indagati per la vicenda dei Fondi consiliari. La bella notizia è che essendo solo 60 ora i posti in Consiglio ci verrà sicuramente risparmiato, se la matematica non è un’opinione, di vederne eletti almeno 4 di questi nella prossima legislatura.
    L’auspicio di Biolchini e di tutto l’elettorato del Centrosinistra per una ricomposizione del fronte progressista , purtroppo deve fare i conti non solo col narcisismo di alcuni personaggi-leader che si crogiolano nel loro inutile splendore, ma anche con l’istinto di sopravvivenza di una Casta di politici, che se si mettessero da parte, come è ragionevole che fosse, dovrebbero impararare a guadagnarsi la pagnotta giorno per giorno come facciamo noi poverelli, cosa che dubito abbiano intenzione di fare ora, viste le cattive abitudini che hanno acquisito in questi anni.
    Attendiamo dunque, visto che somos siempre locos y mal unidos l’interviento del Rotamador Florentino, con l’ esperancia que tenga los cojones para matar la nuestra bizzosa caballera Francisca Dos Kilometros.

  11. bachis efisi says:

    Tu Vito stai facendo la tua parte a partire dal tuo bagaglio ideale, come è tuo diritto. Siamo tutti molto preoccupati per il quadro triste che molto bene descrivi. A te non si può chiedere nulla in più di quanto già fai con onestà intellettuale. Ora non conta se abbiamo qualche differenza di veduta o se guardiamo talvolta da angolature diverse. Ti prego, per quello che puoi e per come non deve essere un candidato presidente della regione, che si consideri non candidabile chi ha mortificato la lingua, la storia e la cultura sarde per una carriera brillante romano/sardignola.

  12. Articolo illuminante! Bella la conclusione! “Chi è oggi che fa parlare i cittadini? I partiti? I giornali? Chi?”. Io risponderei: il volontariato; non quello rappresentato (per esempio) da Sardegna Solidale, verticistica e in mano alle fondazioni bancarie, bensì il volontariato di base. Ecco, don Cannavera dovrebbe adoperarsi per creare un gruppo di persone laiche, non sotto i riflettori, temprate ad aiutare il prossimo senza chiedere niente in cambio: persone che sentono e vedono sulle loro spalle, ma soprattutto su quelle dei cittadini più deboli e più indifesi, il peso dell’ingiustizia sociale. Sarebbe l’unica “alleanza” credibile, però bisogna fare presto! Riguardo gli altri candidati (Barracciu, Murgia, Cappellacci e Grillo, visto che poi sarà lui a trainare le 5 Stelle scadenti sarde, ovvero l’armata Brancaleone “de’ noantri”), non c’è nulla da dire, se non che coltivano ancora il culto della personalità e della notorietà di stampo berlusconiano: vecchiume che porta inevitabilmente al nulla, appunto.

    • Massimo Obinu says:

      Articolo illuminante Giovanni … sempre le stesse cose…

      • Giovanni Panunzio says:

        Sì, sempre le stesse, come la politica, sempre la stessa, con i suoi “nuovi” salvatori della patria, sempre gli stessi, a immagine e somiglianza dei predecessori, che non riescono a salvare proprio niente! Anzi no, a dir la verità i loro conti li salvano, i loro conti tornano sempre. Chissà perché?! Se il volontariato è l’unica “istituzione” di cui la maggioranza qualificata (e anche oltre) degli italiani si fida, ci sarà un motivo. O no? La risposta è semplice, caro Massimo: giustizia sociale. Dimmi se esiste un leader politico che la incarna e, soprattutto, che non la tradisce. Sono bravissimi, invece, ad incarnare la vanità, per voler passare alla storia (sic!). Ridicoli.

  13. 25% il PD?????? Eja…di gomma! Se la Barracciu persevera in questa scelta FOLLE finisce al 10% (per la cronaca un mese fa era al 14%…tanto per essere concreti).

  14. Ma insomma Vito…itta bolisi ?

  15. Gianni says:

    Mi sembra alquanto debole la critica alla Murgia, che al momento è e rimane l’unica proposta politica seria, innovativa e convincente. Quella che viene definita altezzosità, per me è semplicemente la volontà di non venire a patti con una classe politica ormai alla frutta e senza più nessuna capacità di proposta politica o programmatica. Tra l’altro pensare chi i voti siano proprietà di questo o quel partito mi sembra un’errore di valutazione abbastanza grossolano, visto che i voti sono dei sardi ed i partiti tradizionali riescono a mobilitare ormai ben poco. Infine, sul fatto delle liste, io aspetterei a vederle per poterle valutare, ed aspetterei soprattutto la presentazione della giunta, che credo ormai sia imminente. Se Sardegna Possibile saprà presentare una giunta di persone valide e preparate e tre liste formate da giovani e competenti, credo che sia per i partiti tradizionali che per i grillini (che in sardegna, mi spiace constatarlo, tranne qualche eccezione sono veramente poca roba) non ce ne sarà. Ed in effetti, vedere per la prima volta una presidente donna e per giunta indipendentista, sarebbe una bella novità che potrebbe far smuovere molti equilibri consolidati.

    • celeddu says:

      bello sarebbe se oltre che donna ed indipendentista fosse anche preparata

      • bhe….in quanto a preparazione gli avversari delle Murgia ne hanno davvero a vagonate…. 🙂

        • celeddu says:

          ci sono persone in consiglio che non hanno avvisi di garanzia sul groppone e che della loro preparazione ne danno dimostrazione quotidianamente… basta essere capaci di esaminare un pò in profondità il panorama di personalità e impegnarsi a verificare, non solo fidandosi dei giornali

          • Giovanni Panunzio says:

            Coloro che non hanno (per ora) avvisi di garanzia sono quelli che sapevano, hanno visto e, mafiosamente, non hanno detto nulla.

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