Giornalismo / Politica

Caro Grillo, ti ho dato più volte del fascista! Anche io voglio essere “Giornalista del giorno”! Altrimenti…

Gentile Beppe Grillo,

ho accolto con raccapriccio (ma senza sorpresa) la Sua sconsiderata iniziativa di segnalare al pubblico ludibrio i giornalisti che si permettono di criticare con toni aspri (secondo voi “diffamatori”) il Movimento Cinque Stelle. Raccapriccio doppio in realtà; sia perché ritengo questa iniziativa di puro stampo fascista, sia perché vedo che Lei sta privilegiando i giornalisti dei grandi giornali (come Maria Novella Oppo dell’Unità e Francesco Merlo di Repubblica), dimenticando invece i precari e i free lance che in piena libertà stanno criticando (volevo dire “diffamando”) il Suo movimento: non è giusto.

Per questo Le scrivo per avanzare la mia candidatura a “Giornalista del giorno”. Le referenze non mi mancano, essendo io un giornalista professionista che in questo suo blog non ha mai lesinato critiche a Lei, ai Suoi parlamentari e ai Suoi militanti. E sono perfino in imbarazzo nel selezionare i passaggi in cui io, in questi mesi, Le ho dato a più riprese del fascista e ho segnalato la pochezza della Sua creatura politica.

“Il Beppe Grillo di oggi non è molto diverso da quello che è sempre stato fin dal giorno della sua discesa in politica, ed è inutile ripeterci: il suo istinto fascistoide, la sua pochezza e la sua inconsistenza erano visibili fin da subito”

scrivevo lo scorso 30 maggio nel post “Beppe Grillo, un comico miracolato dal web”. Nel post scrivevo inoltre:

Davanti alle coglionate propinate con dosi sempre crescenti dal loro leader, cosa faranno i militanti e i parlamentari? Continueranno a chinare la testa o si ribelleranno? Quanto dovranno subire l’umiliazione di avere un capo che ogni giorno sfida le regole del buonsenso e del ridicolo? Chi avrà il coraggio di mandare (politicamente parlando) affanculo il suo capo?

Era il 19 febbraio quando, poco prima dell’esito elettorale, nel post “Senza controllo. Ecco perché anche Grillo diventerà un pericolo per la democrazia italiana” scrissi

Questo mi fa paura di Beppe Grillo: che non accetta che il suo potere sia limitato né dai giornali né dal parlamento né da nessuno. I suoi parlamentari e i suoi elettori capiranno presto la gravità di questa anomalia e dovranno da subito porvi rimedio se non vorranno vedere tradite le loro idee. Dovranno agire con decisione, perché da lunedì Grillo sarà uno degli uomini più potenti d’Italia.

Il 22 febbraio, nel post  “Il grillismo come fase suprema del berlusconismo”, scrissi:

Non ho mai avuto molta fiducia in Beppe Grillo, e ancora meno ne ho ora dopo l’ultima sparata fascistoide del comico contro la stampa italiana, esclusa platealmente dalla conferenza stampa che precede il comizio finale di Roma e riammessa solo dopo l’intervento della polizia. Settant’anni fa Mussolini faceva chiudere i giornali scomodi, oggi il Movimento 5 Stelle si accontenta di tenere i giornalisti lontani dalle notizie e adorare il blog del suo fondatore per scatenare lo stesso ribrezzo di chi crede nell’informazione libera come base di ogni democrazia.

Lascio a Lei il piacere di selezionare una frase qualunque dal post del 27 febbraio dal titolo “L’oscura fantademocrazia di Grillo e Casaleggio che spingerà l’Italia verso il baratro”, o da quello del 2 marzo (“Senza parlamento e senza dissenso: la fantademocrazia di Grillo e Casaleggio”), o da quello del 17 marzo dal titolo “Scusate, c’è un medico in sala? La deriva psichiatrica del Movimento Cinque Stelle”.

E che dire del post “Grillo, fascismo puro” dello scorso 19 giugno, in cui scrivevo

Grillo ancora una volta si è mostrato per quello che è sempre stato: un criptofascista, circondato da yes man adoranti, persone dalla scarsissima preparazione politica, incapaci di qualunque senso critico.

Ho scritto anche “Altro che Pd meno elle! Sono Beppe Grillo e il M5S i più grandi alleati di Silvio Berlusconi!” (24 marzo),  “Cari grillini, ma voi siete antifascisti? La pericolosa sponda del Movimento Cinque Stelle all’estremismo di destra (13 gennaio).

Direi che le mie referenze sono ottime, la Oppo e Merlo sono stati preferiti a me solo perché scrivono in grandi giornali foraggiati dallo Stato e non in un blog libero e indipendente come questo.

Grillo, sia coerente: dia spazio anche ai giornalisti a partita Iva come me (siamo migliaia, lo sa?), che esprimono in piena libertà il loro pensiero ma a cui però non può minacciare di togliere alcun finanziamento pubblico. Dia voce ai giornalisti che scrivono solo sulla Rete perché nei giornali non li fanno lavorare!

Caro Grillo, glielo chiedo con grande sincerità: mi nomini “Giornalista del giorno”. Me lo merito.

In caso contrario, a nome anche di migliaia di giornalisti italiani di cui sento di poter interpretare il pensiero, La inviterei molto democraticamente a sbattermi la faccia in culo. Invito che ovviamente estendo al suo amico Casaleggio. Anzi, mi sbatta la faccia in culo in ogni caso, anche se non mi dovesse nominare “Giornalista del Giorno”: sento che è la cosa più giusta.

Per quanto riguarda la mia foto, ne potrà trovare tante in rete ma mi raccomando: non ne pubblichi una in cui sono senza barba: i Suoi militanti rischierebbero di non riconoscermi.

Certo di un Suo sollecito cenno di riscontro, Le porgo i miei più distinti saluti.

Vito Biolchini
Tessera Ordine Giornalisti n° 060589

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48 Commenti

  1. Antonio Piras says:

    Devo però ammettere che questa sequenza di insulti (vedi sotto) a cui si sono abbandonati questi attivisti, è veramente brutta e forse si potrebbe effettivamente intravedere qualche venatura fascista o perlomeno violenta. Pensate che mi sono bastati 5 minuti per raccoglierli… adesso vedo se perderci un’altra decina di minuti e inviare il tutto alle recitanti di modenesi delle Officine Tolau, così le faccio girare altre 2 ore di video. Che dite? Lo faccio?

    Dimenticavo. Sono gli insulti indirizzati a Nuti (M5S), provenienti da simpatizzanti PD. https://www.facebook.com/ricnuti

    Armando D’Asdia Posso dirti che, dopo il tuo intervento di oggi, ti considero una incommensurabile testa di cavolo (eufemismo)? Ecco, te l’ho detto.

    Paola Talamonti Squadrista.

    Carmelo Pinto fascista a 5 stelle nonche mafioso

    Maurizio Benny Moretti pirla

    Carmelo Pinto non ti vergogni di quello che hai fatto cittadino della stupiidita ?
    15 ore fa · Mi piace · 3

    Diego Sposetti dimettiti, pericoloso insulso incapace!

    Angelo D’Antonio Nuti sei un pezzo di merda che non sa parlare italiano e che non si sa per quali acquisiti meriti è stato votato da altrettanti imbecilli per andare a fare il deputato a spese dei cittadini. Spero che il pseudomovimento pseudodemocratico a cui appartieni abbia anche qualche elemento più istruito di te. Ah dimenticavo, complimenti per il tablet da 600 euro (acquistato con i soldi di chi?) sul quale ti sei appuntato le puttanate che hai sparato l’altro giorno alla Camera.

    Ivan Asr Panella SE HAI LE PROVE VAI IN COMMISSARIATO…invece di fare il BUFFONE a 13000 euro al mese….la DIARIA????

    http://www.palermobugs.com/posts/notizie/faraone-e-il-voto-di-scambio

    Gioacchino Sanfilippo Sei vile ,infimo e vomitevole !

    Margot Sirag Povero nuti, vittima inconsapevolmente patetica di quel fascista di grillo.

    Francesco Capasso Lo stile è quello che conosci da sempre Mafioso…Ora vogliamo il tuo indirizzo….e rinuncia alla impunità

    Cinzia Tavera cittadino nuti sei un mascalzone,e tu saresti un onorevole?? ma vai a spalare neve in siberia farabutto

  2. anonimo says:

    Temo che 5stelle sarà un’occasione perduta anche in Sardegna. Ci sono, sul carro, molti che ci sono saltati sopra perché scorie dei partiti che, pure, sono male in arnese. Andrà molto male, salvo che non trovino un gruppo di persone serie con cui raccogliere voti.
    Ma non credo neppure che il Pd – che a giorni cambierà candidato presidente – riuscirà a radunare una parte buona della società intorno a sé. Neppure ci riusciranno gli indipendentisti che hanno una consolidatissima storia di insuccessi e di duelli sanguinosi al proprio interno.
    Vinceranno i più riconoscibili dall’elettorato, ossia quelli del Pdl che con il solito messaggio di felicità e ricchezza abbindoleranno ancora gli elettori.
    Scommetto.

  3. ninosardonico says:

    [Paolo Barnard]
    Perché non rispondo più su Grillo e M5S.

    Il M5S ha un problema gravissimo, le cui proporzioni sono quelle di un brontosauro che sta nel tuo bagno. Ma non lo vede. Non lo vede per ciò che ho già scritto, perché Casaleggio lavora per annullare i cervelli di centinaia di milioni di persone attraverso programmi di massificazione e massmanipolazione della Rete che sono apertamente descritti dalla sua azienda. Non ne fa neppure un mistero, non si nasconde come fece Gelli, lo dice alla luce del sole, tale è la sua arroganza e sicumera in quello che fa.

    Il M5S è diventato una setta molto più cerebralmente annullata di Scientology, è totalmente inutile discutere con loro, non hanno più reazioni neuronali vive.

    Il brontosauro:

    A) La Casaleggio Associati detta tutto ciò che Grillo fa e dice, espelle, caccia, accetta, dirige, e il comico obbedisce.

    B) La Casaleggio Associati è un’impresa con legami a 360 gradi nel mondo bancario internazionale, delle Telecom, della speculazione in equities, ha un fatturato e deve rispondere a quello.

    C) Il M5S è il primo partito italiano nella storia del Paese che è interamente controllato da un’azienda privata specializzata in massificazione e massmanipolazione di massa. Assai più radicalmente del PDL. Neppure negli USA questo è mai stato possibile.

    D) Alle primarie del M5S potevano partecipare come votanti gli iscritti al movimento “che devono però essere controllati da noi su chi sono e cosa fanno” (Grillo). Neppure la Stasi aveva questa regola.

    F) Il M5S deve sgobbare gratis per anni perché “noi non abbiamo soldi”, dice Grillo, che dichiara 4 milioni di euro all’anno. Per non parlare del fatturato di Casaleggio.

    G) Grillo dice “io non ti devo dimostrare di essere onesto, o ti fidi o non ti fidi”, proprio come in Scientology, o come nelle dittature.

    Basta, il brontosauro è già completo, anche se ci sarebbe molto di più, come la vicenda Salsi ecc.

    I grillini non vedono nulla di queste aberrazioni ignobili. Sono morti neuronali. Inutile insistere. Casaleggio è un pericolo nazionale, sa cosa fare con la Rete per infettare con la morte neuronale decine di milioni di persone. Questo è il suo progetto, leggetelo.

    E questi sono la novità pulita della politica italiana. Spariamoci. Non ne discuto più, è tempo gettato ai folli.

    * fonti: le dichiarazioni in video di Grillo, il sito Casaleggio.

  4. Caro giornalista, quando cerco una notizia, della tua opinione non mi frega niente. E anche se così non fosse, quando esprimi un opinioni, sei un opinionista. E la tua iscrizione all’ordine non da valore aggiunto alla tua opinione.

  5. La tua candidatura a “giornalista del giorno”, con molta probabilità, non sarà presa in considerazione.
    C’è una referenza che non hai: l’usufrutto del finanziamento pubblico all’editoria.
    La referenza è fondamentale perché l’obiettivo non è quello di rovinare economicamente una famiglia, con una denuncia per diffamazione aggravata a mezzo stampa, ma quello di affermare che la diffamazione diventa intollerabile se utilizza, per mantenersi e riproporsi in modo seriale e metodico, soldi pubblici.
    Diffamazione, senza virgolette, perché l’accusa di fascismo, associata ad un movimento, può essere intesa come accusa di apologia di fascismo, che è un reato. Oppure diffamazione aggravata per aver scritto il falso, come accade spesso nei confronti del m5s.
    Finora non è stato denunciato nessuno perché una rappresentanza politica deve tutelare la libertà di stampa come descritta nell’ art.21, però la situazione è degenerata al punto che qualunque insulto, per la categoria dei giornalisti, è sempre una “critica”, e chi cerca di difendersi dagli insulti sta attaccando la libertà di stampa.
    Quindi le segnalazioni dei giornalisti non sono funzionali al pubblico ludibrio, ma alla denuncia per diffamazione aggravata.
    Le reazioni violente che si leggono nei commenti poi sono abominevoli e rivelano un livello medio culturale molto preoccupante.
    Per questo è necessario lavorare molto, dal punto di vista culturale (avete fatto bene a metterlo come primo punto), però bisogna sempre ricordarsi che l’approccio deve essere funzionale all’obiettivo. F. Madrigali direbbe “Deve capirlo il mio fruttivendolo” (che buttata così sembra un po’ classista ma leggendo il pezzo il dubbio si risolve con un sospiro di sollievo).
    A volte mi sembra quasi che utilizziate un approccio fine a se stesso. La forma è si sostanza, ma solo fino a quando non finisce per distruggerla, la sostanza.
    Se approcci con insulti, accuse e con parole come “fascista” (usata anch’essa spesso come un manganello – guarda tu che razza di corto circuito logico!), allora ottieni solo un muro impermeabile e l’obbiettivo va a farsi benedire.
    Se nel post di grillo si fa evidente un substrato violento (che è sempre comunque una piccola parte, sarebbe anche bene ricordarlo), non è neanche corretto dire che questa violenza nasce da grillo: quella è una violenza che c’è già, esiste già, si muove strisciando ed emerge in occasioni diverse facendosi più o meno evidente. Non è una violenza che nasce da una persona: nasce dallo stato sociale delle persone che ha ormai superato l’indigenza.
    Per combatterla ti ci devi prima sedere affianco, anche se è difficile, cercare di comprenderla, anche se è difficile, perché un atto violento ha sempre dietro di sé una storia da cui poter partire per cercare di risolverlo. Se invece ci sputi sopra, questa violenza non fai che alimentarla.
    La reazione scomposta che hai avuto, molto simpatica anche se cozza un po’ col discorso sulla cultura, ha provocato a valanga una reazione a catena di gente che auspicava la faccia di grillo nel loro culo (contenti loro…). Un auspicio enunciato con gioia e soddisfazione, come se si sentissero liberati da un peso perché potevano finalmente sfogare un po’ di odio represso. Questo sull’onda dell’emulazione, perché se tu sei intellettuale antifascista e dici queste cose, allora anche loro possono, senza sentirsi violenti.
    In pratica, nel criticare un casino fatto, stai ingigantendo lo stesso casino.

    • I colleghi modenesi delle Officine Tolau hanno, in un video, letto tutti i commenti postati nel blog di Grillo contro la giornalista Oppo. Penso sia la migliore risposta a questo tuo dotto commento.

      • Sentiti ringraziamenti per il “dotto”. Non me lo aveva detto mai nessuno. Non credo di meritarlo comunque.
        La risposta non so se è la migliore, sto cercando di capirne il senso.
        Cosa vuoi dimostrare? Hanno letto i commenti abominevoli.

        Ne hanno letto circa uno ogni 6 secondi, per 47 minuti, quindi quasi 500.
        Gli iscritti al m5s sono poco meno di 500k, quindi siamo all’1per mille di violenti accertati. E sto mettendo per buono che siano tutti iscritti, ma non è detto. Tra questi non c’è nessuno che ha un ruolo di rappresentanza, lo dico perché se ci fosse un eletto che ha scritto un commento violento questo sarebbe giustamente sulle prime pagine di tutti i giornali. Ma non c’è.
        Quindi quelli sono commenti di persone che non sono direttamente riconducibili al m5s, ma solo indirettamente e col beneficio del dubbio.
        Poi?
        Mi stai dicendo che mi sto sbagliando a voler testardamente continuare a seguire il m5s? Perché ci sono sostenitori violenti?
        Il m5s è come una stanzona aperta: chi vuole ci entra e la maggioranza di chi sta dentro decide la linea politica da seguire. Se io esco il mio posto lo prende magari uno dei violenti, e la linea politica cambia.
        Se il m5s ha portato in parlamento la proposta sui diritti lgbt, fatta dal movimento lgbt, è perché dentro il m5s c’è una maggioranza di persone che, come me, ritiene sia corretto far valere i loro diritti. Questo per fare un esempio.
        Quindi non credo che sia un errore quello che sto facendo.
        Se però la risposta ha un ulteriore significato adesso non mi viene. Ci penso.

        • La vita è per qualcuno una partita a scacchi, per qualcun altro un inseguire accordi di liuto, per altri ancora rassegnarsi a tifare una squadra di calcio. Ognuno è come è, non come crede di essere. E’ troppo facile affastellarsi nel gruppo, chè la fotografia non viene bene, e dimenticare che c’è una ragione che spinge ognuno di noi a prendersela o no con xenon. Straniero per fantasmi nostri, credo, e non perchè così deve essere. Attenzione allora, perchè qui stanno le basi del razzismo. Nel senso più nascosto e rimosso. Grazie Ale, che me lo hai ricordato.

          • Caro Peppino, la sua prosa, spesso, si può leggere come poesia.
            La questione dello straniero alle porte è stata anch’essa utile per produrre un profluvio di insulti di razzismo e fascismo nei confronti di grillo.
            Potrebbe essere presa come paradigma dell’incapacità di lettura e di approfondimento che invece dovrebbero caratterizzare chi fa informazione sulla carta stampata.
            Con un po’ di approfondimento si ritornerebbe al punto che ho affrontato prima: l’approccio ed il metodo da utilizzare per raggiungere l’obiettivo.
            Perché per Grillo, l’obiettivo riguardo gli immigrati è questo:
            http://www.youtube.com/watch?v=N5_rP-uG6ak
            Ma in tanti pensano che sia l’esatto opposto.

      • Antonio Piras says:

        E quindi? Quegli stessi giornalisti, se fossero intellettualmente onesti (stiamo freschi!), ora dovrebbero prendersi la briga di andare in una pagina FB collegata al PD, leggere in un video tutti gli insulti contro il Mov 5S e inviarlo a Repubblica chiedendo di metterlo in home page con la stessa evidenza. Probabilmente non faticherebbero a raggiungere l’ora di registrazione. E quindi, ripeto? Se questo è il livello dei tuoi colleghi, caro Vito, c’è qualcosa di profondamente sbagliato nelle modalità d’accesso alla professione…(avevo già il dubbio a dire il vero..)

    • New Entry says:

      L’unico punto che non mi sento di condividere in questo commento è quando si definisce la reazione scomposta di Biolchini come “molto simpatica”.
      E personalmente credo che liberare il giornalismo dal servilismo a spese del contribuente sia azione degna di stare sullo stesso lato della barricata della difesa, per esempio, dei giornalisti di Sardegna Uno (ai quali va tutta la mia solidarietà).

      • Beh, era simpatica: infiocchettata e scurrile. E poi mi ha ricordato una scenetta doppiata da Is Callonarasa su Rambo (si chiama “Vecchie Facce” e si trova su youtube).
        Ai giornalisti di Sardegna Uno va anche la mia solidarietà, ma non se ne fanno niente della nostra solidarietà.
        La critica che una volta aveva mosso Neo Anderthal era di incoerenza rispetto alla questione: come si può dire di sostenere la libertà di stampa se si vogliono togliere i contributi pubblici alla stampa?
        Io una risposta che risolve l’incoerenza ce l’ho. Tu cosa risponderesti?

        • Neo Anderthal says:

          Chiamato in causa rispondo.
          Caro Ale. Non vedo nessuno scandalo nell’uso -che è sempre responsabile, perché è soggetto alle leggi contro la diffamazione et.etc.- della libertà di espressione dei giornalisti anche quando questa è esercitata per contestare un gruppo politico e/o i suoi esponenti.
          Così come non vedo quale sia lo scandalo dei fondi pubblici per sostenere l’editoria, ovviamente al netto degli imbrogli assoluti che esistono in questo campo come in generale nella società italiana.
          Lo stato, o per meglio dire la “mano pubblica”, sostiene da sempre moltissime iniziative private in campo economico, ma anche e direi soprattutto in campo culturale, tutte destinate a essere in perdita, ovvero a non trovare “nel mercato” la possibilità di sostenersi in misura autonoma.
          Grillo, e con lui tutti i teatranti compresi naturalmente i comizianti alla Travaglio o i vari improvvisati del palco, infatti non è la persona più indicata a fare la predica a nessuno sui “fondi pubblici” che sostengono -strano ma vero- un bene pubblico come la libertà di espressione che anche i giornali garantiscono.
          Per il semplice motivo che quando ci si esibisce in un teatro -o anche in altri pubblici spazi e ritrovi, comprese le piazze- incassando un biglietto lo si fa senza pagare altro che una frazione minima dei costi effettivi.
          Basta un pallottoliere e qualche minima conoscenza dei dati -reperibili facilmente, tra l’altro- per saper per esempio che i teatri hanno costi complessivi di gestione, includendo ovviamente anche quelli di costruzione, impiantistica, ristrutturazione e adeguamento a norme di sicurezza, enormemente superiori a quanto incassano dai biglietti.
          Se si dovessero pagare i costi effettivi le poltrone del teatro dovrebbero costare centinaia di euro a serata.
          Non si vede quindi perché, a tutela del diritto alla informazione e alla libera espressione dei differenti punti di vista, non debbano essere tutelati gli organi di stampa.
          Forse perché qualche giornalista ha la brutta abitudine di scrivere qualcosa che non piace al Potente du turno -e Grillo è un potente, con un centinaio di parlamentari ai suoi ordini-?
          Altro appunto: gli spazi on-line, siano blog o anche pagine FB hanno la possibilità di essere moderati. Esattamente come fa il “tenutario” di questo blog che talvolta non pubblica alcuni interventi, o li pubblica curando di contestarne toni o contenuti.
          Se immani e violente puttanate -scusa la scurrilità- vengono rovesciate su una persona indicata come “Giornalista del giorno”, per lesa Grillità, e questo per giorni e giorni dai commenti sugli spazi web riconducibili a Grillo o ai 5stelle, e tutto senza che nessuno dei responsabili intervenga né a cancellare, né a contestare o a riportare il tutto a toni civili, non devo pensare che questi toni e queste accuse rappresentano bene anche l’opinione corrente e anche lo stile stesso del movimento, a partire dal Capo?

          • Io aspettavo la risposta di new entry, ma sembra che non sia più entry da un po’…
            Se la solleciti allora avanzo la mia.
            Leggendo il primo appunto mi è sembrato formalmente corretto: uso responsabile… libertà di espressione… contestazione.
            Il ragionamento fila perfettamente però non tiene conto del lato pragmatico della situazione: è vero che le leggi contro la diffamazione sono uno strumento di garanzia, ma ad un politico o in generale ad un gruppo di rappresentanza si è sempre fatta implicita richiesta di tolleranza, rispetto appunto alle critiche, anche se queste assumessero toni diffamanti. Quando questa tolleranza viene meno, quando un politico denuncia un giornalista, la categoria si schiera per denunciare a sua volta un tentativo ti bavaglio alla stampa, indipendentemente dal merito della questione.

            Questa difesa è sempre stata giustificata sulla base di una immunità presunta, derivata dal postulato secondo il quale il giornalista raccontava fatti e/o esprimeva opinioni sempre in buona fede, senza cointeressenze personali, senz’altre ambizioni che non fossero quelle di fare il cronista o di contribuire al dibattito politico, culturale, economico etc.
            Era una balla, naturalmente: i giornalisti – in buona parte – non sono mai stati così, almeno in Italia.
            (Le ultime due frasi sono di Gilioli).

            Da qui il problema: la stampa è diventata organica alle formazioni partitiche e quando è arrivato il terzo incomodo si è orientato contro di questo un fuoco di sbarramento bipartisan, rendendo ancora più evidente la funzione partitica, e non più di garanzia, del quarto potere.
            Si pone quindi un problema importante: come si fa a ripristinare la funzione di garanzia?
            Perché gli imbrogli assoluti di cui parli hanno ormai assunto carattere epidemico.
            La situazione non è mica semplice, perché si pone la questione dell’informazione come bene comune. E come tale deve essere tutelata.
            Visto che le variabili sono poche si deve per forza approcciare una di queste: quella più dirompente è sempre il denaro.
            Il sistema di finanziamento utilizzato per tutelare questo bene comune non sta funzionando a dovere: si sono create corporazioni di vecchi giornalisti che occupano posizioni di privilegio e poi c’è un esercito di nuove leve schiavizzate. Inoltre l’imparzialità non esiste perché i grossi gruppi editoriali sono privati, rispondono a interessi privati, legati a doppio filo con i due grossi partiti storici o alla confindustria.
            Io ci vedo un problema grosso non tanto perché si scrive il falso sul m5s, ma soprattutto perché si tacciono informazioni utili alla popolazione, quando queste vanno contro gli interessi dei gruppi privati di controllo.
            Questi gruppi privati di controllo sono gli stessi che stanno imponendo, adesso, a livello comunitario, un sistema economico di stampo Friedmaniano. E’ lo stesso potere economico che ha finanziato il fascismo, mostrandosi come potenza militare, imperialista e colonialista. Adesso i soldi si fanno con l’alta finanza, sulla pelle dei ceti poveri nei diversi Stati.
            Quello stesso potere economico adesso sta finanziando i partiti e gestisce i grossi gruppi editoriali.
            E’ per questo che bisogna partire dal denaro.
            Bisogna tagliare le gambe al gigante.
            La libertà di stampa e di opinione, ma soprattutto il bene comune dell’informazione pubblica può essere rispettata e anche aiutata ripensando assieme un metodo di sostegno che sia slegato da questi gruppi di potere.
            Ed è per questo che il m5s è fissato con la Rai. Perché se si attuasse la proposta di ristrutturazione del servizio pubblico e della tv proposta dal m5s, crollerebbe una buona fetta di questo potere di controllo che adesso esiste sull’opinione pubblica. Stiamo parlando di informazione pubblica però. Il sistema dell’informazione pubblica deve quindi essere forte e slegato da interessi economici particolari.

            Riguardo gli organi di stampa privati poi c’è da fare un discorso collaterale: per me è giusto supportare una attività privata, quando questa concerne un servizio pubblico riconducibile ad un bene comune. Però il privato deve operare in libera concorrenza con altri privati, per cui non è giusto drogare il sistema della libera concorrenza con sovvenzioni continue e infinite.
            Per me si può sovvenzionare all’inizio, con un prestito una tantum e senza interessi e da restituire con comodissime rate, una attività con le caratteristiche suddette, sulla base di un progetto editoriale/industriale che rispetti regole prefissate (per evitare abusi del finanziamento). Poi basta, ci si deve arrangiare con le proprie gambe e se va male si chiude e si ricomincia a fare altro.

            Riguardo l’ultima accusa.
            Sul blog di grillo si scrivono commenti violenti tutti i giorni. In un normale giorno della settimana questi commenti sono rivolti a grillo. Il blog ha dichiarato tante volte che questo tipo di commenti è deprecabile e chi li scrive se ne assume la responsabilità. C’è un riferimento esplicito a questo passaggio nel riquadro dei commenti. L’altro giorno si è anche dissociato in modo esplicito dai commenti violenti e ha dato piena disponibilità alla polizia postale per identificare gli autori.
            Cancellare questi commenti non serve a niente. Sono troppi, sempre, e anche cancellandoli non è che cancelli anche la violenza che sta sotto. La rendi solo invisibile. A volte è più intelligente renderla invece visibile.
            E’ importante comunque che si sia sempre ribadita la lontananza da questo genere di commenti, e sarà sempre così.

  6. bachis efisi says:

    Mi piaghede meda, bravissimu Vito! Non paret beru. Atteru che radicalchic! Cando bi cheret bi cheret, Tue, maninchedda e bolognesi sezzis iscrinde bonas relatas, de abberu fundadas. E nois no ischimos galu cale partidu e candidadu seberare pro sas regionales. Ponideche in mesu a Kelledda e proamos a binchere. E si non binchimos pro tantu de siguru podimos andare a votare.

  7. Batmanunza says:

    Lista di proscrizione rev. 2.0

  8. Que Se Vayan Todos says:

    Caro Biolchini, questo post crea qualche difficoltà. Per l’apprezzamento che comunque ho per il suo impegno civico e per la sua dedizione competente a temi come quelli della cultura e della lingua sarda, mi sforzo di fare il “grillino” il meno possibile.
    Tuttavia secondo me sta sbagliando di grosso.
    Proprio lei, che va fiero di essere un giornalista libero, indipendente, e che di questa indipendenza sembra dare effettiva prova quotidiana, ad esempio per quanto si tratta l’atteggiamento verso l’azione del sindaco Zedda, fa malissimo ad unirsi al coro dei mistificatori della stampa di regime, che sono una cosa ben diversa dai blogger indipendenti, dai tanti precari, dai giornalisti a partita iva creati proprio dal sistema corporativo del Disordine dei Giornalisti, residuato del fascismo che si segnala per la sua assoluta inutilità non tutelando affatto la deontologia professionale – altrimenti sarebbero stati da tempo radiati i Sallusti, i Feltri e tanti altri pennivendoli, mi scusi il dispregiativo, meno noti ma forse ancora peggiori e non tutti di destra, non solo i casi limite come il noto Liori – e facendo si, come tutte le corporazioni d’Italia, che i piccoli si illudano di essere parte di un sistema facendo il realtà il gioco dei grandi con sedere solidamente poggiato sulle poltrone dei grandi quotidiani, lauto stipendio assicurato e nessuna rogna, purché ci si presti a fare quotidiano esercizio di servilismo.
    Come dice Marco Travaglio, il quale, va ricordato, non è nato assatanato “grillino”, ma viene dalla scuola di Indro Montanelli e si è sempre definito un liberale, c’è un giornalismo in Italia che agisce da tempo all’insegna della scomparsa dei fatti, e quello praticato dalla Oppo, da Merlo e da tanti altri – i due suddetti non sono neanche i peggiori – appartiene appieno a tale categoria. Con questo genere di giornalisti non ci sarebbe mai un Watergate, niente a che vedere con la tradizione di indipendenza del grande giornalismo americano. Solo servilismo e scomposte invettive.
    E’ semplicemente vergognoso, paragonare in qualsiasi forma al fascismo il MoVimento 5 Stelle, che è un movimento rigorosamente nonviolento, la maggior parte dei cui attivisti hanno solidi radici nell’ambientalismo e nei movimenti pacifisti.
    Le porto ad esempio il comportamento di Roberto Fico, presidente M5S della Commissione di Vigilanza Rai, il quale, contattato da un gruppo di giornalisti Rai vicini al MoVimento che intendevano costituire un’organizzazione parasindacale che portasse avanti le posizioni dello stesso nell’azienda pubblica, ha risposto con chiarezza che al M5S non interessa avere giornalisti schierati con Grillo, bensì giornalisti davvero indipendenti.
    Le sembrano, queste, posizioni da fascisti?
    Lei fa male, molto male, a regalare la sua intelligenza ai suoi colleghi dei quotidiani paludati – tra cui quelli come l’Unità che senza finanziamenti pubblici sarebbero da tempo falliti, vendendo in modo irrisorio dato che anche nel Pdmenoelle è insignificante la quota di elettori che leggono le menzogne che quotidianamente somministra – che ogni giorno tradiscono il messaggio del giornalismo indipendente, il tutto per fobie assolutamente ingiustificate e per un malinteso spirito di casta e di corporazione.
    Le corporazioni vanno abolite, ma se vogliono sopravvivere con una qualche utilità sociale devono rendersi conto che la loro credibilità è accresciuta dall’isolamento e dalla punizione di chi tradisce l’etica professionale e sa solo attaccarsi all’articolo 21 quando si tratta di invocare la solidarietà corporativa: è un discorso che non vale solo per il giornalismo, ovviamente, ma anche per i medici, per l’avvocatura, perfino per la magistratura.
    Gli Italiani l’hanno capito e lo dimostreranno. Beato chi ci arriverà senza dover attendere l’ineluttabile.

    • Matteo says:

      Niente, è più forte dite. Pennivendoli, pdmenoelle…niente, parole tue niente. Eri stato così bravo e invece eccoti di nuovo cadere nel fascismo lessicale.
      Ok, bene così, o come dice il caro Scanzi, vamos.

      • Que Se Vayan Todos says:

        Ti sei attaccato ai due soli “grillismi” che ho usato in un discorso che voleva dire qualcosina di più. Devi proprio essere un vecchio comunista di quelli di un tempo, eppure chi viene da certe esperienze politiche dovrebbe ben sapere cosa è la stampa di regime. Ha retto per decenni le menzogne del regime democristiano mentre il PCI era all’opposizione. Memoria corta?

        • Matteo says:

          ahahahahahahahahahahah. Io vecchio comunista ahahahahahahahah. 33 anni e votato grillo alla camera alle ultime elezioni, pentendomi amaramente. Ciao caro, magari elimina i pregiudizi perché voi siete riconoscibili al primo aggettivo che usate, mentre siete meno bravi a riconoscere gli altri che per voi sono tutti uguali. Chapeau, aspettavo da un bel po’questo tuo giudizio ad un mio commento e puntualmente…

          • Ghostwriter says:

            Il problema è che dietro un profilo internet possiamo dire quello che vogliamo. “33 anni e ho votato Grillo” lo può dire chiunque. Io posso dire di essere un prestigioso lord inglese di lunga stirpe reale 81° in ordine di successione alla corona e aver votato per il Partito Comunista dei Lavoratori. Chi scrive una tantum non credo possa godere della stessa credibilità di chi come Que ecc.ecc. scrive puntualmente e ha mantenuto una certa coerenza. Scusa ma ho difficoltà a dare per vero quello che scrivi, per me puoi essere un tretatreene che ha votato Grillo, come un cinquantenne che ha votato Casa Pound, o un settantenne che ha votato Centro Democratico.

            • matteo says:

              “Il problema è che dietro un profilo internet possiamo scrivere ciò che vogliamo”. Cavolo, sai che hai ragione? È proprio ciò che fanno i grillini. Comunque arrivi tardi, commento qui da ben prima che arrivassi tu e idem per que se vayan. Poi, a sa fini, che ci creda o meno mi interessa poco, è era e sarà sempre un problema tuo.

            • Neo Anderthal says:

              “Il problema è”
              Forse uno dei problemi è che alla fine l’anonimato internet ha almeno un vantaggio: si dovrebbe di COSA si è scritto, e non di CHI lo scrive.
              L’argomento era stato già affrontato su questo stesso blog, tra l’altro.
              La cosa presenta vantaggi e svantaggi, naturalmente, ma mi pare che questo non sia chiaro. Che cosa importa se Matteo sia o no la persona che ha le esperienze cui fa riferimento?
              Potrebbe essere vero o no, cosa cambia?

              • Ghostwriter says:

                Cambia, perché per rafforzare un concetto si può sparare una qualsiasi balla. Sostiene di aver fatto un’esperienza per confutare ciò che dice Que… comportandosi esattamente come un grillino che a quanto pare è ciò contro cui si batte. Credo che in qualche modo lui stesso poi volesse darmi del grillino , continuando ad essere una contraddizione di se stesso.
                In definitiva io critico il fatto che non abbia parlato del COSA, del ragionamento personale esposto (che tra l’altro non condivido, leggere qualche commento sotto) da Que… ma soffermandosi su un paio di parole per definire il CHI per poi rispondere ad un etichettatura (un altro CHI, questa volta di Que…) identificandosi con un ulteriore CHI. Di COSA da parte sua non ho letto un bel niente.

                • Matteo says:

                  Ma davvero ti devo rispondere? Cioè, arrivi, ti inserisci in un discorso che parte da lontano e dove non c’entri nulla e pretendi anche di giudicare e capire? Che problemi hai? Non ho mai scritto di essere grillino, ma che ho votato Grillo alla camera alle ultime politiche, cosa ben diversa. Per me, giusto per spiegarti, i grillini sono una cosa diversa dagli elettori del m5s. Due piani compltamente diversi. E, per me, quelli che per esprimere un concetto usano parole di altri, in questo acso Grillo, e per di più parole che tendono sempre a sminuire l’avversario con toni sprezzanti che hanno anche preso all’anima (pdmenoelle, pennivendoli ecc ecc), toni che categorizzano un intero sistema, un intero gruppo senza alcun tipo di discorso nel merito, insomma, quelli come que se vayan, dovrebbero iniziare a diventare elettori del m5s e non grillini, pendendo dalla penna del blogger più famoso d’Italia. Per il resto contenti loro e contento tu, evidentemente proprio un’idiozia non l ‘ho scritta se ci dedichi così tanto tempo al mio commento.

    • muttly says:

      Il problema è che l’italiano medio non distingue le differenze, così un giornalista “servo”e un giornalista “indipendente” diventano la stessa cosa, così come i partiti in quanto tali significa dividere il mondo in bianco o nero, quello che normalmente si dice buttare l’acqua sporca con il bambino.
      Siccome in Italia c’è la mafia mandiamo tutti gli italiani a casa (di qualcun altro in qualche altra parte del mondo) e ci mettiamo altri cittadini non italiani in Italia ? E’ paradossale ma è quello a cui si arriva con questo ragionamento semplificatorio.

    • Antonio Piras says:

      “Lei fa male, molto male, a regalare la sua intelligenza ai suoi colleghi dei quotidiani paludati – tra cui quelli come l’Unità che senza finanziamenti pubblici sarebbero da tempo falliti, vendendo in modo irrisorio dato che anche nel Pdmenoelle è insignificante la quota di elettori che leggono le menzogne che quotidianamente somministra – che ogni giorno tradiscono il messaggio del giornalismo indipendente, il tutto per fobie assolutamente ingiustificate e per un malinteso spirito di casta e di corporazione”

      Que Se Vayan Todos, non potevi essere più efficace e solido nelle argomentazioni. Davvero complimenti.
      Vito, un consiglio spassionato: stampati questo intervento, leggilo, possibilmente più volte e rifletti. La tua faziosità anti Mov5S pare inguaribile, ma non bisogna mai disperare.

  9. Appena condiviso su FB. Ormai il M5S è diventato un trampolino per gerarchetti rozzi ed ignoranti, che frequentano i Meetup e le assemblee del Movimento al solo scopo di ritagliarsi uno spazio a gomitate ed urla, infischiandosene delle più elementeri regole della democrazia. Oggi, non per niente, la maggior parte degli elettori di Grillo sono fuoriusciti della destra estrema e forzitalioti della prima ora. La “sinistra grillina” è ormai estinta, divorata dall’arroganza dei nuovi iscritti e fuoriuscita in seguito alla deriva fascista del Movimento. Il fatto preoccupante è che neanche Grillo riuscirà a contenere l’onda di piena di questi loschi personaggi che forse avranno i numeri per arrivare in Consiglio Regionale ed in Parlamento. Oiommumiatiarrori.

    • Evviva la passione per il feuilleton ! Della serie: ne ho visto 2 ..ho giudicato. Meno male che il confronto, anche aspro è apertura mentale. Altrimenti ..E ggi seus acconcius da pensiero ingabbiato e paraocchi.Avanti tutta,che c’è spazio ancora per buttare altro fango..Montecristo resta il mio mito. Pazienza, ci vuole pazienza.

  10. Beppe Formica says:

    grande Vito!

  11. Ah, la pars e-ludens !
    Ma dai..il giornalismo VERO, quale anche tuo, non calunnia e non è volgarmente partitico. Vero ?
    Vedi un po’ … Vedete TUTTI. Poi seguite meglio. Perché, in Parlamento e Senato non è Grillo a parlare e proporre..e votare.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/06/stampa-prego-laccompagno-giornalisti-scortati-al-senato-ma-non-tutti/803118/

  12. Mi candido anche io,oscura blogger solo pubblicista che ha sempre guardato con ribrezzo al fascismo di Grillo. Ho però un incommensurabile vantaggio: sono donna,e come tale offro più spunti per il sobrio stile critiche che caratterizza il M5S.

    • Antonio Piras says:

      E del PD, alleato con personaggi fascisti come gasparri e con delinquenti abituali come berlusconi, che ci dici? Però non scrivono cose così sconvenienti? Ah…ecco, l’importante è quello. Loro agiscono, non scrivono … adottando provvedimenti stile fornero,marchionne&C che danno in testa a quei lavoratori a cui hanno rubato i voti… ma per voi, conformisti che vi scandalizzate per un articoletto su un blog, in tutto questo non c’è scandalo. Lo scandalo, per voi benpensanti, è criticare una giornalista che si mette sotto i piedi la deontologia professionale e scrive falsità sapendo di scriverle con lo scopo di ingannare l’opinione pubblica. Bello così, vero? Niente da dire per voi. Ma almeno, poi, non vi lamentate del precariato, della mala amministrazione e del malaffare che nella sistematica disinformazione della pubblica opinione trovano la loro base. E poi l’avete letto il post? Un post di critica, in una forma originale, nei confronti di una giornalista chi scrive falsità, niente di più niente di meno.
      E poi vedo che anche lei si è inscritta al boldrinismo per cui ogni critica rivolta a una donna significa automaticamente discriminazione di genere. Così facendo dimostrate di esser voi le vere fautrici della discriminazione perché chi sente il sacro fuoco di dover catalogare ogni azione in base al genere è la prima ad alimentare la discriminazione.

      • Gentile Antonio,
        ho letto il post e soprattutto i commenti riferiti alla giornalista. Non ho letto nulla, invece, da parte di Grillo o dei dirigenti M5S, che stigmatizzasse quelli che potremmo definire “effetti collaterali” dell’esposizione di una persona al pubblico ludibrio (perchè di questo si tratta). E’ una modalità fascista, e mi sembra difficile, stavolta, fare dei distinguo, anche relativi alla presunta disonestà della giornalista in questione. Per intenderci, visto che siamo gente di mondo: io non darei della “succhiacazzi” o della “baldracca” o della “racchia” a nessuna, in nessun caso. come vede, sono insulti riservati esclusivamente alle donne (quindi sessisti, quindi segnale di una discriminazione di genere). Più che benpensante, mi definirei nauseata.

        • Que Se Vayan Todos says:

          Signora Francesca Madrigali, la situazione che descrive non sembra onestamente diversa da quando frequentemente si dileggiano uomini chiamandoli “caghineri”, “froci”, eccetera, anche quando si tratta di persone insospettabili di omosessualità e tali insulti sono del tutto scollegati a volontari riferimenti alla stessa.
          Deprecabili in ogni caso, ma forse il dato comune a questi insulti, che alcuni che scrivono sul blog di Beppe Grillo (ma ciò non significa che siano “grillini”, magari sono provocatori come il patetico renziano che ha fatto una trollata a base di fucili puntualmente sgamato dallo staff del blog), ma in privato spesso e volentieri anche persone di sinistra, è il bigottismo cosciente o inconscio di una larga fetta del popolo italiano, che ricollega ciò che si ritiene sconcio alla sfera sessuale.
          Certo, c’è un sottofondo di machismo, perché nessuno si sogna di insultare un uomo chiamandolo “stallone” oppure “Rocco Siffredi”.
          Ma di qui a dire che giocoforza il ricorso a insulti di repentorio scontato verso una donna significa volerla annichilire in quanto donna è uno di quegli inutili boldrinismi e kyengismi, tipici della cultura politica radical chic di quella sinistra che da sempre è il maggiore ostacolo a una vera rivoluzione in Italia, che sul terreno della lotta per le pari opportunità si sono rivelati controproducenti.
          Si tratta semplicemente di biasimo verso una persona che è stata ritenuta non fare il suo dovere come dovrebbe, almeno se il giornalismo ha ancora una deontologia e non solo l’obbligo di servire dei padroni, siano essi di colore rosso, bianco, nero o giallo pentastellato; purtroppo, voi femministe radical avete l’abitudine a indicare il dito anziché la luna, ma commettete l’errore di considerare la gente comune più scema di quanto sia.
          Lei ci è già caduta, sposando la tesi per cui un’oscura agente teatrale che si è scoperta poi avere amicizie in alto loco berlusconiano venisse attaccata in quanto donna, e non in quanto incompetente per quel posto di sovrintendente del Lirico. Suvvia, non offenda la sua intelligenza in questo modo!

        • Antonio Piras says:

          Se vuole allargare la panoramica, la invito a collegarsi a qualche pagina FB del Piddì appena un po’ frequentata e a prender nota degli insulti che ricevono grillo e il MOv5S. Secondo la sua bizzarra logica vince chi ne riceve di più? Cioè, se io le consegnassi una lista di insulti rivolti a grillo&C che supera la sua allora dimostrerei che lei ha torto perché neppure Renzi o altri del PD si sono preso la briga di “stigmatizzare” quegli insulti? Mi dica, mi faccia comprendere perché son curioso di capire a quale azzeramento della razionalità può portare la faziosità. Se vuole, poi, potrebbe pure approfondire un altro filone, quello degli insulti riferiti ordinariamente soltanto al genere maschile e dunque anche al capo dei pentastellati: rotto in c****, fr****, puttaniere, pederasta, impotente, etc… Sono insulti sessisti anche questi e quindi segnale di una discriminazione di genere?? Ma ci crede davvero a quello che scrive? Guardi, la faraonica figura di cacca consumatasi ieri pomeriggio, quando un presunto commento minaccioso apparso sul blog di grillo è stato prontamente usato per rinnovare l’accusa di grillo-fascista ma poi si è scoperto esser stato inserito da un fervente attivista Piddì, è l’emblema della faziosità anti Mov5S di tutta la grande stampa.

          • Signori, io non devo convincervi di alcunché. L’evidenza del sessismo di certi insulti non la devo dimostrare io, é chiara come il sole. Quanto alle definizione di “femminista”, giova ricordare che non é un insulto,anzi, le femministe mi paiono sempre necessarie. Un pò come gli antifascisti,insomma.
            Cordialità

            • Antonio Piras says:

              E quindi? Anche tra i simpatizzanti PD ci sono quelli che usano insulti sessisti. Secondo la tua logica allora il PD dovrebbe essere un partito sessista.
              E’ questo il nocciolo della questione, perché sviare continuamente?

              • Antonio, mai negato che nel Pd (a cui io non appartengo)ci siano quelki che usano insulti sessisti (esemplare il “caso Piras” , lo ricorda?), per il semplice fatto che sono ovunque. Non é rilevante la provenienza politica, ma la struttura mentale di chi utilizza queste modalità di distruzione dell’avversario. Il discorso é complesso e rischiamo di andare fuori tema,ma se le può interessare sul mio blog troverà numerosi spunti femministi (non partitici) che chiariscono meglio il mio pensiero, se può essere di qualche interesse.

              • Antonio Piras says:

                (riferito al commento sotto)
                Appunto, ora dunque sostieni tutto l’opposto di quanto hai scritto nel primo commento…la faziosità produce questi risultati, cara Francesca…

  13. GhostWriter says:

    Vito, non so se hai letto gli articoli di questi che chiamare giornalisti mi pare un’offesa a quelli veri (come te) ma si tratta di attacchi gratuiti, subdoli e offensivi nel mucchio del M5S. Comportamenti come quelli della Oppo e di Merlo sono uguali a quelli di un Sallusti, di un Porro, di un Facci, di un Feltri da macchina del fango. L’Unità e Repubblica sono il rovescio della medaglia del Giornale e di Libero nè più nè meno. Il solo volerti paragonare a loro dovrebbe svilire te i bravi colleghi e in genere la professione che svolgi.
    Come si evince dai tuoi articoli un giornalista stila critiche mirate e ben argomentate e non sequele di insulti e invettive scomposte che ogni giorno vomitano i suddetti giornaletti (tutti di partito, è bene ricordare).
    Sul concetto che esprimi tu nei confronti di Grillo mi trovi d’accordo, ma è tutt’altra cosa rispetto a cosa scrivono gente come la Oppo o Merlo che mi ricordano tanto la propaganda fascista o quella berlusconiana.

    • “sequele di insulti e invettive scomposte che ogni giorno vomitano i suddetti giornaletti “.
      Trovo una profonda ironia in questa frase, visto che proprio Grillo ha fatto delle sequele di insulti e invettive scomposte il cuore, l’anima della sua “politica” e del suo blog.

      • Ghostwriter says:

        Appunto. Io condanno Grillo quanto condanno questa gente. Non è che se l’altro è più colpevole questi ne escono puliti. Sono entrambi colpevoli.

  14. aladywriting says:

    Grande.

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