Politica / Sardegna

“Oggi in Sardegna esiste una questione morale. Chi lo nega fa lo struzzo e uccide la politica”, di Enrico Lobina

(La foto è tratta da Casteddu on Line)

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 ***

La maggioranza dei consiglieri regionali sardi della legislatura 2004-2009 è indagata per peculato. All’orizzonte appaiono nuovi filoni di indagine, ed ogni giorno ha la sua novità. In quasi tutte le regioni d’Italia sono in corso indagini, alcune antecedenti ed altre successive a quella sarda. Il punto non è il finanziamento pubblico per attività politiche determinate, bensì il suo utilizzo distorto.

Non possiamo sapere precisamente quali effetti genereranno sul mondo politico queste indagini, ma da Tangentopoli sappiamo quanto possono essere deflagranti.

Questi eventi scatenano, negli strati popolari e tra le élite politiche, reazioni diverse.

Tra le classi sociali più colpite dalla crisi è nettamente prevalente la considerazione per cui sono tutti uguali: tutti hanno rubato senza pensare al ruolo che avevano. Come dare loro torto? Chi ha sentito e subito per decenni proclami, e vede le condizioni materiali di vita proprie e dei propri figli nettamente peggiorate, come dovrebbe reagire?

Vince il qualunquismo, anticipatore del cesarismo, che può essere progressivo o regressivo.

Tra le élite politiche prevale il ragionamento per cui si tratta di casi isolati e, quindi, una questione morale non esiste. Berlinguer, anche a sinistra, va bene in qualche manifesto, ma la famosa intervista a Scalfari, che già allora era indirizzata tanto all’interno del PCI quanto all’esterno, oggi non viene ritenuta adatta a descrivere la situazione in cui viviamo.

Al contrario, sono sempre più le eccezioni, gli intellettuali, sindacalisti, politici e rappresentanti delle istituzioni che riconoscono, pur nel principio della non colpevolezza degli indagati, l’esistenza della questione morale.

Il problema non è di un singolo o una singola, per quanto importante essa sia, bensì di un “sistema”.

La corruzione di chi sta al potere non è tema di oggi, e non è tema che interessi solamente la Sardegna o l’Italia. Basti pensare a chi, nobile nelle origini, ancora ha qualche reminiscenza della visione patrimoniale dello Stato propria della monarchia.

La stessa ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), in maniera vagamente ipocrita e manichea, pone la corruzione quale grande elemento negativo nello sviluppo dei popoli e delle loro organizzazioni statuali. La verità è che il fenomeno “corruzione” attiene al rapporto tra economia, classi dirigenti, costruzione dello stato e partecipazione popolare. A seconda di come questi elementi si incontrano e si relazionano storicamente vi è un determinato utilizzo delle risorse pubbliche e del potere acquisito.

All’inizio dell’età repubblicana Alcide de Gasperi, padre della costituzione e democristiano, possedeva solamente una modesta casetta a Sella di Valsugana. Berlinguer, a capo del più importante partito comunista dell’occidente capitalista, non è mai stato sfiorato dall’idea di avere dei privilegi personali per via della propria posizione. E gli esempi potrebbero essere migliaia.

Oggi la questione morale, in Sardegna e Italia, esiste. Chi lo nega fa lo struzzo. Servono atteggiamenti coerenti, che pongano l’interesse dei sardi, e di ogni popolo, davanti all’interesse personale e dei cosiddetti partiti. È il primo passo, al quale deve seguire una analisi profonda delle ragioni della mancanza di una classe dirigente nello stato italiano, che da poco ha festeggiato i 150 anni, e di come la Sardegna non può certo prendere ad esempio ciò che accade oltre Tirreno.

Altrimenti insieme a tanti singoli affonda la politica, che è l’unico mezzo per i subalterni per migliorare la propria condizione di vita.

La politica è morta, viva la politica!

Enrico Lobina

 

10 Commenti

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  2. grazia pintore says:

    Vauro,l’altro giorno a Servizio -pubblico ha detto:il comunismo è finito con Berlinguer.Non solo è finito il comunismo,che non rimpiango,con Berlinguer è finita la sinistra che si occupava degli operaie della gente nomale.Credete voi che i consiglieri regionali, in questo tragico momento,
    rinuncranno ad una parte dei loro lauti emolumenti?Di sicuro no.Povera Sardegna e poeri sardi,che stanno dimostrando la loro solita grandedignità.

  3. paolo55 says:

    La questione morale è molto più ampia molti “politici di professione ” durante la campagna elettorale coinvolgono i cittadini nell’elaborare un programma condiviso ponendosi degli obbiettivi da raggiungere nell’interesse generale salvo poi dimenticarsi il giorno dopo l’elezione degli impegni presi, circondandosi di pochi amici fidati in una sorta “cerchio magico ” con in compito di “murare” i cittadini che cercano di chiedere conto del proprio operato rispetto agli impegni presi e l’elenco potrebbe essere lungo e dettagliato…..

  4. Francesco Utzeri says:

    Ho letto con interesse questo intervento che, in una situazione normale, sarebbe apprezzabilissimo e anche condivisibile; ma i giorni che stiamo vivendo non sono normali,
    la disafezione di noi cittadini verso la politica non è un fenomeno temporale legato agli avenimenti attuali, o comunque recenti. E’ cresciuta nel tempo, di pari passo alla corruzione che si è impossessata di ogni più piccola piega della macchina politico/amministrativa.
    Riesce difficile fare delle distinzioni tra il politico onesto o corrotto, ancora più difficile individuare politici ” per passione”, o perlomeno noi cittadini non ne vediamo all’orizzonte.
    L’unica alternativa, mio parere, è quella di provare ad affidarsi a chi è lontanissimo da qualsiasi intreccio o legame con i vecchi partiti, e pazienza se non ha esperienza e ( forse) all’inizio potrà commettere qualche errore.

  5. ninosardonico says:

    PREHADORIA A SANT’ANTONI ‘E SU OHU.—–
    OH SANT’ANTONI MEU DE SU OHU
    AZUDAMI HA SO UNU POLHARJU
    E TI PRUMINTO I’SU MESE E JENNARJU
    TI HAHIMOS SA ESTA IN CADA LOHU

    OTTANTA POLHOS DE GASTA MISURA
    CHE LOS’APO INGRASSANDE I’SA REGIONE
    MA MER VENINDE PREOCCUPAZIONE
    PRO SA PESTE AFRICANA E PRO SA URA

    ESSENDE POLHOS DE DIVERSA RAZZA
    TRA ISSOS NON BI VOLEN AMEDDARE
    SOLU A S’ORA ZUSTA ‘E MANDIHARE
    JUHENE TOTTUS SA MATESSI VAZZA

    A MORRER NON BI MORIN DE SA GANA
    A SU MANZIME ER VONU E ABBUNDANTE
    MA SA HOSA PRUS PREOCCUPANTE
    E’SA PESTE SUINA:”S’AFRICANA”

    EO MI UO AHENDE HONTOS MANNOS
    SI NON BESS’ ERE HUSTU CASCAVELLU
    A MI LOR VENDES TOTTUS A MASELLU
    HANDO URIN GRASSOS,DOPO SOS HIMB’ANNOS

    SANT’ANTONI POLHARJU E PROTETTORE
    ILHA DE EVITARE HUSTU DANNU
    SI HUSTA PESTE LA SIGHIDI OHANNU
    NON BINDE CAMPA MANNU NE MINORE

    OTTANTA POLHOS EST’UNU CAPITALE
    SI MORINI PRO ME E’SA RUINA
    IMBENTA TUE ALHI MEDIHINA
    E PONELI RIPARU A HUSTU MALE

    SANT’ANTONI HA TUE SES POTENTE
    PREH’A DEUS SOS POLHOS A SARVARE
    HANDO POI TORRAMUS A VOTARE
    TI HAHIMOS A TIVI PRESIDENTE

    SI SOS POLHOS MI MORINI IN CASTEDDU
    PRO MI PASSARE TRISTURA E DOLORE
    AMUS A FAHER BALLOS A TENORE
    TOTT’IMBRIAGOS A BINU NIEDDU

    TANDO PRO AFFRONTARE SU DISASTRU
    MI RITIRO EREMITA I’ SU PADENTE
    HOMENT’ AS’ ATU TUE PRO SA VENTRE
    A MI GAMPARE A LANDE E A PIRASTRU.

    UN ELETTORE…

    E COME DICEVA FORREST GUMP,DETTO QUESTO NON HO ALTRO DA AGGIUNGERE.

  6. Francesco says:

    Caro Enrico, da Berliguer alla Barracciu! Com’ e’ cambiato il mondo!

  7. Caro Enrico e caro Vito,
    domenica Sel ha celebrato il suo secondo congresso provinciale.
    È stato approvato un documento politico programmatico denso di contenuti. Questa la parte che riguarda la candidata Presidente. Penso sia un interessante contributo al dibattito.

    4. La risposta a queste crisi non può essere la fuga dalla politica, ma una sua rigenerazione. Rigenerazione che non può prescindere da due elementi: la promozione di una nuova classe dirigente che sia educata alla sacralità della dimensione pubblica e al contempo attrezzata sul piano delle competenze tecnico politiche e adeguata alla dimensione dei problemi che si trova ad affrontare. È indispensabile quindi riscrivere un patto sociale che rimetta la ricerca del bene comune, la ricostruzione della comunità civile, non solo la tutela ma l’ampliamento dei diritti alle sue fondamenta. Per fare ciò abbiamo bisogno di rilanciare in modo forte la sfida del centrosinistra in Sardegna, promuovendo il dato dell’innovazione, sia sulle persone capaci di trarci fuori dalla tempesta, sia sugli strumenti che devono avere una forte connotazione anticiclica.
    Sentiamo forte l’esigenza di dare un segnale forte fin da subito, a partire dalle imminenti elezioni regionali, che assumono una particolare importanza perché saranno banco di prova per verificare la reale consistenza del centrosinistra futuro. Per questa ragione non possiamo che ribadire l’esigenza di una candidatura alla presidenza che sia davvero espressione di un nuovo modo di intendere la politica e capace di vincere le elezioni. Crediamo che la candidatura emersa dalle primarie regionali non sia in grado di garantire né la necessaria sintesi fra le forze che compongono la coalizione, né la forte innovazione e discontinuità necessaria per riconciliare il centrosinistra ai suoi potenziali elettori. Le vicende giudiziarie, che impattano certo molto di più sull’elettorato di sinistra che su quello di altre parti politiche, contano ma non esauriscono tutte le ragioni di una nostra richiesta di cambiamento di candidatura: è necessario dotarsi di un programma di forte innovazione e recuperare le relazioni con alleati e corpi intermedi messe forse avventatamente a rischio; è necessario costruire un legame profondo basato sulla fiducia tra le personalità che si candidano a governare la regione e il popolo sardo, alla ricerca di un riscatto e di un protagonismo nuovo; risulta improcrastinabile avviare una stagione di radicale cambiamento e nella gestione della cosa pubblica e nell’attuazione di politiche anticicliche, dal punto di vista della crisi sociale ed economica.

  8. Grande Enrico Lobina, il nostro super eroe di riferimento, l’unico consigliere comunale rosso a Cagliari.

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