Politica / Sardegna

Questione morale, si avvicina la tempesta ma il Pd sardo fa finta di niente! Ecco le tre mosse per salvare il salvabile!

Una persona normale riesce a capire se quando esce di casa c’è bel tempo oppure no. Se fa molto caldo non si mette un maglione, se tira vento e sta piovendo si copre bene e si porta dietro l’ombrello. Che opinione avreste di chi fa finta di non vedere il temporale che si avvicina e alla vostra richiesta di prendere un ombrello vi risponde “No grazie, non mi serve, tanto non piove?”.

Oggi sia l’Unione Sarda che la Nuova Sardegna informano che l’inchiesta sulla gestione dei fondi ai gruppi consiliari è destinata ad allargarsi. “Coinvolti tutti i gruppi” titola il quotidiano cagliaritano, “La voragine si allarga” annuncia quello sassarese.

Già l’invio degli avvisi di garanzia a 33 esponenti del centrosinistra esattamente il giorno dopo lo svolgimento delle primarie doveva dire qualcosa al Pd. Era un segno di rispetto da parte della magistratura ma anche un evidente input che il partito doveva interpretare al volo. Invece non lo ha fatto.

Ora il pm Marco Cocco manda un altro messaggio inequivocabile. “Era un andazzo condiviso, parrebbe che ci sua stato un accordo tra consiglieri”: di partiti diversi, però. Quel know how fatto di false fatturazioni sarebbe stato condiviso tra gruppi politici.

La tempesta si avvicina. E giovedì ci sarà la prima sentenza nel processo che vede sotto accusa il consigliere Adriano Salis da cui si capirà come potranno andare a finire tutti gli altri procedimenti in corso.

Un partito è fatto di uomini e di idee. Ci sono momenti in cui per evitare che le idee vengano travolte dai comportamenti degli uomini, questi ultimi siano chiamati a fare dei dolorosi passi indietro. Non per ammettere la propria colpevolezza ma per tutelare quel bagaglio di valori che è patrimonio di tutti, non solo degli iscritti ad un partito o dei loro dirigenti.

La tempesta si sta avvicinando e il Pd sardo e nazionale deve decidere cosa fare: in fretta. Finora ha fatto finta di niente, negando l’esistenza di una questione morale e parlando semplicemente di questione giudiziaria, cioè legata al comportamento dei singoli. È evidente che non è così.

A questo punto chiedere solamente che la vincitrice delle primarie Francesca Barracciu, tra i 33 indagati per peculato, faccia un passo indietro non ha alcun senso: è tutta la classe dirigente del centrosinistra coinvolta in questa inchiesta che lo deve fare, in primis il segretario regionale Silvio Lai. Il maggiore partito del fronte progressista non può affrontare questa campagna elettorale con il suo segretario regionale indagato e la sua candidata alla presidenza pure: è una follia. Né può pensare che i politici sotto inchiesta possano essere ricandidati.

Sono queste le tre mosse necessarie al Pd per salvare il salvabile e conservare una pur flebile speranza di vincere le elezioni. Mosse da fare ovviamente prima che dalla procura trapelino particolari sull’uso dei fondi o disgraziatamente il magistrato decida che sia necessario impedire l’inquinamento delle prove o la reiterazione del reato da parte di qualche politico del centrosinistra coinvolto nell’inchiesta. In parole povere, di arrestarne qualcuno.

La tempesta si avvicina: perché dalle parte di via Emilia si vuole continuare a far finta di niente?

 

17 Commenti

  1. Giovanni Sanna (Cagliari) says:

    Ci sono anche consiglieri regionali del Pd non indagati, seri e capaci, lo possiamo cercare tra questi il candidato presidente alla prossime regionali.
    Condivido il suggerumento di Biolchini che tutta la classe dirigente del Pd e gli indagati si facciano da parte.
    Giovanninosn@tiscali.it

  2. Mi spiegate se la questione morale per il PD si pone solo per gli avvisi di garanzia ai consiglieri regionali e non “anche” o “soprattutto” perché governa con Berlusconi?! O questo è meno grave?

  3. Pingback: Questione morale o questione culturale? | Bolognesu: in sardu

  4. Andrea T. says:

    Vista così sembra che preferiscano perdere restando immobili. Dopo le elezioni, una volta sacrificata la Barracciu, giocheranno tutti a smarcarsi dalle responsabilità per conservare il posto. In pratica, per quanto non la trovi adatta al ruolo, mi fa molta meno paura la Barracciu della feccia nascosta dietro, ferma che aspetta. Da capogiro.

    • Que Se Vayan Todos says:

      Il centrosinistra sa da mesi che le elezioni le perderà. Come si sa bene che sono già pronte per dopo le elezioni le larghe intese in salsa sarda. Purtroppo il MoVimento difficilmente potrà impedire questo, perché quanto è successo con la scomunica dei meetup da parte di Casaleggio non sarà ininfluente e farà il gioco della finta alternativa di Michela Murgia.

  5. tortillai says:

    1) accreditamento permanente con il potere finanziario 2) europeismo acritico senza valutare come far funzionare la BCE come la Fed americana per abbassare il costo del denaro e emettere moneta sopperendo al male del secolo che oggi affigge l’economia la carenza di liquidità 3) incentivi alle imprese dalle banche a tassi di usura e non dagli enti pubblici a tassi di prestito vantaggiosi 4) legge elettorale copiata dalla Turchia “porcellum” che non selezione claase politica rappresentativa 5) centralismo statale 6) avversione alla lingua sarda e alla piena autonomia dell’isola 7) partito leggero e evanescente… ecc. Questi sono alcuni mali che affliggono il centro sinistra oggi.

  6. Que Se Vayan Todos says:

    Caro Biolchini, non sono sicuro che le cose vadano nella direzione da lei auspicata. Tutto un complesso di fattori, dall’inchiesta sul Lirico a carico di Zedda, allo scandalo per la telefonata di Vendola ad Archinà – Beppe Grillo, giustamente, ha messo in rilievo che l’aspetto scandaloso più che la risatina è il “mettersi a disposizione” – fa si che la sinistra o cosiddetta tale apparirà in queste settimane e in questi mesi straordinariamente di destra nel ritirare fuori il garantismo peloso. Ha notato l’assenza assoluta di commenti sugli arresti di Sanjust e Diana? Se si escludono alcuni militanti di base del Pd(menoelle), che, poveretti, credono ancora in buona fede nel partito ma sono sempre più infuriati, anche i più granitici giustizialisti da quelle parti tacciono, magari gli stessi che fanno fuoco e fiamme sulla vicenda Cancellieri, altra splendida medaglia al petto dell’ipocrisia del governo Napolitano-Letta-Alfano. Stessa assenza di commenti per quanto riguarda Zedda, e anche su Vendola, nonostante l’accusa formulata dalla Procura di Taranto sia addirittura di concussione, si tende a sfumare, a contestualizzare. E non dimentichiamo che lo scandalo dei ladrocini dei fondi dei gruppi non riguarda certo solo la Sardegna, i magistrati sono arrivati anche al cuore dell’impero piddimenoellino, l’Emilia Romagna, con Errani che si affanna per far approvare una qualche sanatoria, chissà in che forma. Beh che dire, alla fine della fiera ciò che ne risulterà sarà che Berlusconi avrà vinto su tutti i piani, soprattutto su quello della cultura della legalità. Unitamente agli altri capibanda della partitocrazia, Berlusconi ha capito che non c’è alternativa alla sua decadenza, e che il voto palese riuscirà perfino a ingannare il popolo sulle reali cose che il Pdmenoelle pensa sottobanco. Perché tutti hanno capito che il fiduciario del renziano De Benedetti, Luigi Zanda, quando difendeva la Cancellieri dopo aver attaccato all’ultimo sangue il nano pelato, faceva sforzi sovraumani per non ridersi in faccia. Perché si da il caso che anche De Benedetti cominci ad avere seri guai con la giustizia, soprattutto per gravi reati ambientali. Le dice niente che Renzie abbia parlato insistentemente di riforma della giustizia e addirittura di responsabilità civile dei giudici?
    Da tutto questo ne usciranno vincenti solo il nano e tutti i berlusconiani, purtroppo anche per colpa del M5S che in Sardegna si condanna all’irrilevanza. Grillo ha sconfessato il meeting di oggi pomeriggio, e seppur formalmente ciò sia coerente con le regole del “non statuto”, la decisione, improntata a rigidità eccessiva e sicuramente adottata da Casaleggio – Beppe aveva detto di risolverci i problemi da soli – porterà il M5S ad autocastrarsi quanto a poter proporre per le regionali candidati veramente rappresentativi, che pare dovrebbero provenire unicamente dalle solite Cagliari, Sennori, Alghero e Quartucciu, con l’aggiunta di Assemini. Chiunque capisce come senza la coperta del Porcellum, con cui si vota soprattutto Beppe e la sua visibilità e veramente i candidati possono permettersi di essere “cittadini punto e basta”, in questo modo alle regionali si andrà al massacro.
    Risultato: molti dei nostri si faranno ingannare da Michela Murgia, forse una parte della base dell’elettorato di sinistra, molto più sensibile alla questione morale della sua nomenklatura, voterebbe per il M5S, ma a livello locale le conoscenze, anche in negativo, contano, e diversi cittadini-portavoce del M5S in Parlamento non è che si siano fatti notare tanto bene. Più probabile l’astensione, e a quel punto, con l’area indipendentista frammentata, ci si terrà Cappellacci, data l’indifferenza dell’elettorato clientelare del centrodestra alla questione morale.
    Non vorrei dare dritte all’avversario, ma se vogliono ancora avere qualche speranza, Pdmenoelle, Sel e dintorni a questo giro dovrebbero eclissarsi e presentarsi solo con liste civiche che siano quanto più possibile “a 5 stelle”: nessuno che abbia fatto più di un mandato, nessun indagato. In ambito M5S purtroppo ci stiamo rivelando troppo stupidi per riuscire a cogliere un’opportunità storica, temo si ripeterà la storia del Friuli dove la regione è stata regalata alla finta riformatrice pidimenoellina Serracchiani partendo da quasi il 30% alle politiche.

    • Matteo says:

      Non entro nel merito del commento, ma questo continuo Pd(meno elle) è insopportabile, Potresti anche cercare parole tue, battute tue, non per forza fare Grillo 2 la vendetta. Su, uno sforzo di fantasia, anche perché la battuta pd(meno elle) è matematicamente e linguisticamente errata.

  7. Mi scusi Vito, ma lei al posto loro che cosa farebbe? Farebbe il passo indietro? A che pro? Io credo che il passo indietro significherebbe ammettere di essere ladri. Davvero lei crede che possano fare una cosa del genere? Se lo scordi. Mi dia ascolto, cerchi di convincere tutti quanti e lei stesso che se si vuole imboccare una strada nuova c’è una unica possibilità: abbandonarli. Luoghi e spazi per ricominciare esistono a cominciare da questo sito. E quando un partito o movimento non merita un voto non bisogna darglielo neanche se a vincere è l’avversario. Guardi che i ladri sono sempre avversari che siano di destra o di sinistra. O crede anche lei che un ladro di sinistra sia migliore di un ladro di destra? Sempre che non si caccino via (nessuno escluso) tutti quanti a furor di popolo e a son’e corru il PD sardo rimarrà tale per almeno altri 20 anni. Ha presente che cosa fecero gli estoni con i russi? Gli bogarono occupando lo stadio di Tallin; e cantarono per tre giorni consecutivi in segno di disobbedienza. Ecco lo stesso bisognerebbe fare con i gruppi di potere che hanno in mano il PD sardo. La saluto cordialmente Enzo Dessena

  8. Paolo Bozzetti says:

    Vedo Biolchini come un Super-eroe (SuperVito) che, calatosi nei panni di una cassandra locale (Cas-sarda), profetizza tempeste e calamità apocalittiche, cercando di salvare il PD sardo da una sonora sconfitta elettorale.
    Il tentativo è nobile, ma la missione è impossibile.
    Primo, perché il PD ( compreso il suo elettorato) ha iniziato a perdere queste elezioni quando ha perso le precedenti, preferendo bruciare Soru che evitare Cappellacci (e questa sciagura vale, politicamente, molto di più di tutti i reati che verranno provati alla fine di questa inchiesta sui fondi dei gruppi.
    Secondo, perché la sconfitta è stata gestita splendidamente (cito solamente il buon Soru che ancora svolge un ruolo nella politica sarda, nonostante abbia svolto il suo mandato con molte ombre e qualche luce – comunque meglio di tanti altri -, facendo scelte discutibili e suicide – dimostrando un intuito politico alla fine meno che ridicolo – è riuscito anche a farsi beccare ad evadere le tasse).
    Terzo, perchè gli errori fatti non sono stati metabolizzati per riorientare i contenuti ed i comportamenti, ma addirittura la visione del futuro della nostra terra (e delle azioni da mettere in cantiere) è totalmente fuori fuoco.
    Quarto, evito di parlare dei PD che amministrano (comuni, provincie, enti) perché poi diventa buio o fa giorno.
    Il PD è zombie, esiste solo perché ancora campa Berlusconi.
    Pensate che la Sardegna e il suo futuro siano nei loro pensieri? Che interessi veramente vincere o perdere le elezioni? Ciò che interessa è “esserci”, “sedersi”, “gestire”.
    Buona fortuna SuperVito.

  9. ninosardonico says:

    VI RICORDATE UN CERTO ANTONIO GRAMSCI ?

    Carissima mamma,
    sto per partire per Roma. Oramai è certo. Questa lettera mi è stata data appunto per annunziarti il trasloco. Perciò scrivimi a Roma d’ora innanzi e finché io non ti abbia avvertito di un altro trasloco.
    Ieri ho ricevuto un’assicurata di Carlo del 5 maggio. Mi scrive che mi manderà la tua fotografia: sarò molto contento. A quest’ora ti deve essere giunta la fotografia di Delio che ti ho spedito una decina di giorni fa, raccomandata.
    Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi.
    Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione.
    Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso. Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente.
    La vita è cosí, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini.
    Ti abbraccio teneramente.
    Nino
    Ti scriverò subito da Roma. Di’ a Carlo che stia allegro e che lo ringrazio infinitamente.
    Baci a tutti.

  10. su bixinu says:

    L’immobilismo del Partito Democratico è aggravato dalla consapevolezza del fatto che nei prossimi giorni la svolta dell’inchiesta porterà probabilmente, se non sicuramente, qualcuno dei big del partito in carcere o agli arresti domiciliari. In Via Emilia danno per certi almeno due arresti.
    La domanda è dunque: cosa aspettano? Un intervento da Roma, giustificato proprio dall’esplosione della vicenda giudiziaria? Oppure che maturino i tempi per una soluzione chiesta dall’esterno, e a cui non poter opporre diniego (vedi alleati che si sfilano)?
    Oppure ancora un accontentarsi di mantenere le posizioni attuali, anche andando a perdere le elezioni a favore di Ughetto e Giorgio, che come hanno fatto finora garantirebbero una cogestione in grado di soddisfare tutti?
    Oppure tutte e tre le cose.
    Una cosa è certa. Se si votasse oggi il PD e la coalizione di csx perderebbero le elezioni.

  11. Millo Merigi says:

    La situazione e’ oltre il limite del credibile. L’inchiesta giudiziaria che fa emergere il malcostume diffuso nella gestione dei fondi destinati all’attività dei gruppi consiliari nelle recenti legislatura determina una crisi profonda della rappresentanza nell’istituto centrale dell’autonomia. Qualcuno riuscirà a giustificar si, altri no. E’indubbio però che il sistema della rappresentanza ne viene travolto. Sopratutto il centro sinistra subisce un crollo. È nota la particolare sensibilità del suo elettorato. Allora, come si fa, nel Pd, a far finta di nulla e dedicarsi a questa sorta di primariette per pochi intimi. Qui c’è un problema di ricambio generalizzato della rappresentanza, che passa attraverso l’azzeramento del vertice regionale del partito. Occorre un evento forte, traumatico, una rivoluzione politicamente cruenta. Ma cosa vuol rottamare RENZI se non propone una soluzione drastica per la Sardegna, anziché preoccuparti di tutelare la Barracciu? Perché il segretario regionale Lai non rimette il mandato e apre una fase di emergenza dichiarata? Credo che ci sarebbe molta parte del Pd capace di capire . Se si continua ad aspettare riusciremo a salvare il Pdl in Sardegna.

  12. bachis efisi says:

    E se fosse nel DNA di quella parte politica far finta di niente, cercare a tutti i costi di vincere le elezioni per spartirsi il bottino ( nomine nella pubblica amministrazione) e umiliare gli avversari?

  13. O Vitoooo!….Sembra di parlare di Corda a Casa dell’Impiccato…..totu mutos….

  14. Per ora ho inviato un tweet identico a Pittella, Cuperlo, Civati, Renzi ed Epifani:
    “hai tempo per esprimere due parole di censura sulle vicende del PD sardo e sul comitato d’affari che l’ha sin qui gestito?”
    Qualcuno risponderà?

  15. Non resta altra strada se non l’occupazione permanente del PD sardo: per impedire ai soliti comitati d’affari di gestore in maniera dissennata quel che resta del patrimonio storico, politico e culturale d’un’altra sinistra, casa comune di un’infinità di persone perbene sinora estromesse.
    Urge un riscatto morale e politico in questa direzione.
    Occorre mobilitarsi per salvare l’identità e l’onore tradotto da i pochi attivisti che hanno usato il partito per interessi privati e per soddisfare vizi personali.

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