Politica / Sardegna

La Sardegna al bivio: questione morale o questione giudiziaria? (Peraltro, i 24 milioni di euro di fondi ai gruppi dove sono finiti?)

Ieri, solo ieri, la politica sarda ha capito quanto questa inchiesta sulla gestione dei fondi ai gruppi consiliari sia una cosa seria, terribilmente seria. Per mesi ha preferito far finta di niente, evocando sì “imminenti terremoti” ma solo per esorcizzarli e non certo per provare a costruire dimore sicure in cui rifugiarsi qualora la scossa fosse realmente arrivata.

Il terremoto rappresentato dagli arresti dei consiglieri Mario Diana e Carlo Sanjust, devasta un panorama già traballante e lascia tutti nello sconcerto più assoluto ad appena quattro mesi dalle prossime elezioni regionali.

Ciò che colpisce è infatti il silenzio. La politica sarda, ogni giorno loquacissima, in queste ore tace: terrorizzata. Nessuno può infatti giovarsi in qualche modo, anche solo strumentalmente, di un’inchiesta che in altri tempi avrebbe inesorabilmente affossato i partiti coinvolti e rilanciato le quotazioni di tutti gli altri.

Il silenzio del centrosinistra è silenzio di tomba: praticamente tutta la classe dirigente regionale del Pd è formalmente coinvolta nella stessa inchiesta che ha portato in carcere Diana e Sanjust, se non in altre. Cosa potrebbe mai dire contro i due consiglieri della destra fatti oggetto di accuse così impressionanti?

E l’Italia dei Valori, con il neo segretario regionale Uggias che risulta tra i rinviati a giudizio, cosa può dire?

Tace Sel e con essa tutta la sinistra; e si consegna al silenzio anche Michela Murgia, divisa tra una imbarazzante difesa d’ufficio dell’inquisita Francesca Barracciu (cosa c’entri la questione di genere in un caso così lo sa solo lei…) e una condanna di maniera contro l’uso disinvolto dei fondi consiliari.

Paradossalmente tacciono anche i grillini sardi, talmente divisi al loro interno da non poter avere neanche una voce autorevole in grado di levarsi contro questo scandalo.

L’impatto mediatico di questi arresti è devastante per tutti i partiti, con pochissime eccezioni. Si salvano sicuramente i Rossomori (che per tempo avevano lanciato l’allarme sulla questione morale) e il Partito dei Sardi (il cui leader, Paolo Maninchedda, è uno dei pochissimi consiglieri regionali ad essere uscito indenne dall’inchiesta sui fondi ai gruppi).

Nonostante il clamore, ancora però non si capisce se l’opinione pubblica sarda consideri gli arresti, i processi e gli avvisi di garanzia legati allo scandalo dei fondi ai gruppi un caso di questione morale o la manifestazione di una semplice questione giudiziaria. Se questa inchiesta sia cioè il simbolo della degenerazione della politica in Sardegna o solo un episodio che riguarda i singoli.

La differenza fra le due fattispecie è abissale: la questione morale interessa la classe politica nella sua interezza senza distinzioni tra schieramenti e, più in generale, riguarda tutta la classe dirigente; quella giudiziaria riguarda invece solo i singoli politici coinvolti in casi specifici.

La questione morale impone un radicale cambiamento di approccio alla cosa pubblica e alla politica, nelle questioni giudiziarie ci si accontenta invece di vedere i colpevoli passare la mano e uscire di scena.

Questo scandalo costringerà la politica sarda a rinnovarsi profondamente senza aspettare le sentenze della magistratura oppure le dinamiche del potere resteranno inalterate?

È evidente che la politica sarda ritiene che si sia davanti ad un caso di questione giudiziaria: “E’ solo un’inchiesta, gli avvisi di garanzia sono a garanzia degli imputati, ogni posizione è differente dalle altre, chi verrà condannato pagherà, ma il sistema è sano”. Ma gli elettori come la pensano?

Negli anni ’90 Tangentopoli esplose per l’effetto combinato di diversi fattori: tra questi, la pressione dell’opinione pubblica catalizzata dai giornali e la dura presa di posizione di un’area culturale del paese, quella progressista (ma anche quella della destra sociale) contro ogni forma di corruzione e malaffare, anche quella che vedeva protagonisti esponenti dei partiti in cui ci si riconosceva. L’intransigenza non come giacobinismo ma come risposta a chi cercava di salvare qualcuno o qualcosa con argomentazioni strumentalmente sofisticate. Perché si era alla fine di un’éra politica, al punto che anche chi non era stato colpito dalla scure giudiziaria capiva che era venuto comunque il momento di farsi da parte.

Sta avvenendo questo oggi in Sardegna? Le inchieste giudiziarie sono il segno della fine di un mondo politico ormai inadeguato o sono solamente una delle tante scosse che ciclicamente colpiscono gli eletti nelle istituzioni?

I giornali avranno un ruolo importante nel determinare la svolta che la Sardegna dovrà prendere davanti a questo bivio. I primi segnali sono contraddittori. Nel suo editoriale di oggi (“La questione morale ci riguarda tutti”) il direttore dell’Unione Sarda Anthony Muroni parla sì di questione morale, ma chiamando in causa gli elettori (definiti “conniventi”) di fatto getta un salvagente alla politica, in definitiva corrotta solamente perché espressione di una società malata.

Ma anche da sinistra giungono segnali ambigui. La Nuova Sardegna pesta duro sui berlusconiani (d’altra parte in queste ore non si può fare altrimenti), ma quasi sembra non voler credere (è così che leggo le parole dell’editoriale di Luciano Marrocu) ad un possibile pesante coinvolgimento della sinistra, dando quindi ancora credito alla questione giudiziaria.

A spingersi un po’ più in la è il direttore di Sardinia Post, Giovanni Maria Bellu. Già all’indomani degli avvisi di garanzia ai 33 esponenti del centrosinistra aveva voluto mettere sullo stesso piano gli inquisiti con i politici voltagabbana (Da questione morale a questione umorale), per poi provare a distinguere tra coloro che hanno usato i fondi in maniera evidentemente distorta con chi invece li ha usati sì in maniera impropria ma comunque per fare politica (“Lo tsunami è arrivato e ora devono arrivare le spiegazioni”). Un concetto contenuto anche nella odierna riflessione dal titolo “Il futuro politico sardo ‘appeso’ a due sentenze”).

In effetti, anche negli anni ’90 c’era chi si difendeva dalle accuse dei magistrati affermando che aveva “rubato per il partito” e che avevano fatto tutti i così. Ma agli elettori queste distinzioni non piacquero. E a me neppure.

È finito un ciclo della politica in Sardegna e la questione giudiziaria ora certifica questa crisi. Se i consiglieri inquisiti devono rispondere ai magistrati, i partiti devono spiegare ai sardi come hanno speso la bellezza di 24 milioni di euro di fondi ai gruppi in nove anni. Ventiquattro milioni di euro dal 2004 ad oggi sono una enormità.

Il tribunale dell’opinione pubblica è sempre aperto e attende una risposta a questa domanda, a prescindere dall’inchiesta in corso.

Infine, il ruolo della magistratura. Oggi un anonimo ascoltatore di Buongiorno Cagliari mi ha accusato di avere cambiato idea sulla magistratura, avendola io “accusata” mesi fa di essere restia ad allargare l’inchiesta ai gruppi più importanti del Consiglio. Quello che ho scritto resta negli archivi di questo blog e tutti possono leggerlo quando vogliono. I magistrati stanno facendo un lavoro importante e vanno rispettati, ma questo non vuol dire che giornalisti e giornali debbano limitarsi da fare da megafono alle procure. Anche su questi arresti di Diana e Sanjust forse occorrerebbe fare un ragionamento, magari sulla scorta di quello proposto da Andrea Pubusa e dal titolo “L’arresto dei consiglieri e le ragioni del garantismo”. Una riflessione interessante che arriva da sinistra e che meriterebbe un serio dibattito. Con il permesso degli ascoltatori anonimi, ovviamente,

 

 

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18 Commenti

  1. Li hanno beccati con le mani nella marmellata e non si parla d’altro. Ma è una vera svolta nella concezione delle prerogative del pubblico amministratore o con tutto questo parlare si vuole fare solo in modo che si taccia su qialcos’altro? A ben riflettere, tutta la questione potrebbe apparire come mera campagna elettorale delegittimante l’attuale casta al potere. I consiglieri regionali coinvolti, molti, troppi, fanno la figura di banali ladri di polli. Hanno rubato quanto a loro disposizione, limitatamente nel tempo e nello spazio (più dell’intero monte di fondi ai gruppi, non avrebbero potuto rubare). Tutto questo clamore sullo sputtanificio di singoli individui agenti a titolo personale (non certo in associazione), fa cadere in secondo piano la questione dell’inquinamento privato dell’azione amministrativa. Vi ricordate? La questione interinali, cooperative, lavoro e voto di scambio, concorsi idonei e precari, qualifiche genuine e fasulle, e non solo (http://www.vitobiolchini.it/2012/02/11/lo-scandalo-degli-oss-del-brotzu-dietro-le-agenzie-interinali-ce-una-lobby-lo-dice-il-braccio-destro-dellassessore-de-francisci-ecco-laudio-segreto/). L’ingerenza privata nella gestione dell’intera cosa pubblica, dotata di risorse illimitate nel tempo e nello spazio, richiede un’azione sinergica e coordinata, tra pubblici amministratori coscienti e consapevoli in associazione ai poteri occulti ingerenti e disponenti, per perpetuarsi nella garanzia dell’impunità. Pare quasi che tanto darsi da fare più che a difesa degli interessi del contribuente, agisca ad oblio della regia parallela (sulla quale non si è mai voluto fare chiarezza), incapace di rispettare i limiti della decenza, fino al punto di essere costretta a consegnare il Consiglio Regionale a nuove e diverse forze politiche.

  2. grazia pintore says:

    ” una spruzzata di garantismo e elimini un etto di di vecchia ideologia comunista”Signor Antonio,non so perchè ma devo sempre difendere il signor Vito;di garantismo ce n’è a bizzeffa in quest’Italia,guardi quanti parlamentari condannati sono a piede libero.Per quanto riguarda l’ideologia comunista le chiedo:dov’è il comunismo in Italia?La prego me lo indchi,vedo solo un rosina pallido,pallido nel PD, che presto sarà nelle mani del superdemocristiano di destra Renzi.Non pensi minimamente che sono comunista,sono solo una sarda-italiana disgustata dalla politica.

  3. antonio says:

    Gentile Vito, posso dire, da persona non di sinistra, che il tuo articolo moderato e anche garantista mi è piaciuto molto? Secondo me se continui così ed aggiungi alla tua ricetta giornalistica un pizzico di moderazione, una spruzzata di garantismo e elimini un etto di di vecchia ideologia comunista ti guadagni la lettura e la stima di tanti lettori liberali di centro destra ( anche se magari la cosa ti farà orrore). Le qualità culturali e l’onestà umana credo non ti manchino e di persone così abbiamo tanto bisogno sia a destra che a sinistra. Un caro saluto dall’altra parte del Fronte Occidentale 🙂
    Antonio Roccabianca, ex tuo stagista, infiltrato…ovviamente 🙂

  4. grazia pintore says:

    Signor Alessio,come mai voi”grillini” siete sempre così aggressivi? Lei si rende conto che il vostro movimento avrebbe potuto fare grandi cose ed invece siete sempre alle dipendenze decisionali di di un” povero” miliardario? Non vi sentite offesi dal fatto che,agendo in buona fede”voi”,dovete avere sempre il consenso del capo supremo:Grillo?Il giorno in cui riuscirete a camminare e decidere con le vostre gambe,farete grandi cose.Ribellatevi a Grillo e Casaleggio.

  5. grazia pintore says:

    “ciò che non è giusto per me
    non è giusto per gli altri.
    Per il bene di tutti e di ciascuno”.Il mio sogno è trovare dei politici che fanno loro questa frase del signor ninosardonico,ma è pura utopia.
    Rispondi

    • ninosardonico says:

      Cara Grazia
      quello che ci manca è la grazia ritrovata,basterebbe a molti cumpudarsi le tasche e restituirla a tutti.

  6. petru mari says:

    Molto interessante

  7. Carlo Murtas says:

    Quella che viene chiamata questione giudiziaria ovviamente riguarda la eventuale responsabilità penale dei singoli politici coinvolti nell’inchiesta e sotto questo profilo ben valgono le pertinenti considerazioni di Andrea Pubusa.
    ‘E vero che la questione morale riguarda la classe politica sarda nel suo complesso, o meglio tutta la classe dirigente sarda e nazionale, ma il rischio è sempre di fare le solite generalizzazzioni che tutti coinvolgono e che di conseguenza tutti assolvono o far risalire le questioni nel tempo a partire dall’ottocentesco ” Discorso sui costumi degli italiani ” sino alla solita intervista di Berlinguer a Scalfari sulla “questione morale” ( peraltro sempre attuale).
    Comunque di fronte a questo silenzio assordante lamentato da Biolchini, si tratta capire se qualcuno dei politici coinvolti ha o meno consapevolezza della questione morale riproposta con la vicenda dei fondi consiliari, oppure ci sia una chiusura a catenaccio in attesa che passi la nottata.
    La domanda è la seguente: a fronte di una situazione in cui le risorse pubbliche a favore della collettività per i servizi sono sempre più esigue, e la pressione fiscale nei confronti dei cittadini sempre più pesante, come si concilia con la morale pubblica il fatto che un ristretto gruppo di politici, che controlla in modo ferreo i propri partiti, grazie anche e soprattùtto alle ingenti risorse economiche di provenienza pubblica di cui dispone senza seri controlli, pretenda di utilizzarne altre in aggiunta a queste ( 24 Milioni di € dal 2004 sino a oggi, secondo i dati riferiti nel Post ), approfittando dell’elastica interpretazione della normativa di riferimento ?
    Resto in attesa di risposta.

  8. Sappia che a giocare col fango si rischia di sporcarsi.
    Caro Vito Biolchini i “grillini”, come lei ci definisce, lavorano notte e giorno alla realizzazione di un programma che sia fattibile. Senza supercazzole o slogan. Urlare al lupo cavalcando l’onda è tipico della politica da cui lei stesso prende linfa. Servono fatti e non parole. Ci vediamo sul territorio dove noi lavoriamo quotidianamente senza fari puntati addosso o giornalisti a farci da lacchè.

  9. «Domenica non parteciperò al congresso provinciale dell’IDV, né a quello cittadino, così come ho fatto per quello regionale, insieme alla maggioranza degli iscritti non solo di Cagliari, ma di mezza Sardegna»
    «Prima dell’inizio della fase congressuale con vari documenti, avevamo posto a gran voce il problema della questione morale dentro il partito, prima che nelle istituzioni, partendo da una questione irrinunciabile: chi aveva procedimenti penali in corso per ragioni connesse all’esercizio del proprio mandato, doveva fare un passo indietro.
    «La vicenda sui fondi regionali ha creato una voragine di sfiducia tra la politica e la gente comune, perché ha mostrato un’intera classe politica (con alcune eccezioni) impegnata più a trovare un modo di giustificare (congruamente o meno a seconda dei casi) il rimborso di spese istituzionali in aggiunta al proprio lauto emolumento, che a scrivere delle buone leggi per lo sviluppo della Sardegna.
    Questo è la ragione per cui – pur nel rispetto di tutte le persone coinvolte e della presunzione di innocenza che l’ordinamento gli riconosce – tutti i partiti debbono voltare immediatamente pagina.»
    http://www.giovannidore.it/index.php/?p=2641

  10. ninosardonico says:

    Questione molare e mancanza di dentisti,questo è il problema!
    Che apprendisti odontotecnici pretendano col silenzio di curare un male che sembra inarrestabile(gulp!)in una terra peraltro già devastata da inquinamenti REALI originati dalla politica mi pare connivente follia.
    Gli struzzi non corrono nelle redazioni a strombazzare bla bla perchè attualmente a testa in giù.
    E le procure sempre letargiche su lorsignori accennano un timido risveglio per dimostrare italica efficienza da opporre alla sarda fraudolenza.
    Resta il popolo a dannarsi,incazzarsi,stupirsi,meravigliarsi di beniamini ricchi e osannati che rubavano la sapa dalla dispensa comune.
    Lo stesso popolo letargico,abulico,indifferente che si vede cadere il mondo,da lui stesso creato con ignoranza e malafede,sulla propria non innocente testa.
    Che fare?
    Si potrebbe provare ad essere onesti,piano piano ma irresistibilmente,come cantava Silvie Vartan.
    Si potrebbe onorare noi stessi pensando e vivendo giorno per giorno il detto:
    ciò che non è giusto per me
    non è giusto per gli altri.
    Per il bene di tutti e di ciascuno.

  11. amsicora70 says:

    Caro Vito,
    l’ascoltatore anonimo di stamattina (ormai ieri mattina per precisione), interviene ora nel tuo blog.
    Scrivo anche qui perché mi sento tirato in ballo dalla chiusura del tuo post.
    sono intervenuto tante volte, sia qui che in trasmissione, molte volte ho avuto la tua stessa opinione, molte altre volte no.
    Stamattina in risposta al mio messaggio hai concluso dicendo che bisognerebbe leggere con maggiore onesta intellettuale il tuo precedente post; io ritengo sommessamente che l’onesta’ intellettuale debba essere la tua, per ammettere un cambio di opinione sulla portata del lavoro della magistratura cagliaritana per la vicenda in parola. Basterebbe una frase:’effettivamente allora avevo sottovalutato il lavoro degli inquirenti’. Punto.
    Stamattina hai detto un’altra cosa importantissima:’non sono uno di quei giornalisti che fa il portavoce della procura della repubblica; sono pronto, quando è il caso, anche a criticare i magistrati.’
    Cosa buona e giusta, ma era questo ‘il caso’? Ritengo di no; ecco il nocciolo del mio pensiero.
    Hai un grande, grandissimo merito (tra i tanti): dici quello che pensi e ci metti la faccia (e anche questo l’ho scritto diverse volte). Io non voglio comparire perché non mi interessa farmi pubblicità, specialmente in un blog seguitissimo come il tuo; hai il mio numero di cellulare, se mi dai un indirizzo mail ti fornisco tutte le mie generalità (anche codice fiscale e gruppo sanguigno).
    Un abbraccio (senza polemiche),
    Marco

  12. Giovanni says:

    ciao Vito,
    allora non sono solo voci sei proprio un sostenitore del trasformismo dei sovranisti.

  13. E allora lei, Biolchini, voterà chi è uscito indenne dall’inchiesta? Sono vari attuali consiglieri, oltre il suo Maninchedda. C’è, per esempio, Gian Valerio Sanna. Cosa si fa? Li facciamo presidenti della Regione?

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