Politica / Sardegna

Pili divide (ma non troppo), Barracciu desaparecida, Michela Murgia non decolla: per Grillo ottime notizie dalla Sardegna!

 (Mauro Pili in una foto di Simone Serra)

La cosa peggiore che il Pd sardo in questo momento potrebbe fare è di esultare per la discesa in campo di Mauro Pili: niente di più sbagliato. Perché il leader di Unidos soltanto in extrema ratio toglierà voti al nemico giurato, il candidato del Pdl Ugo Cappellacci. Il primo effetto della candidatura di Pili sarà invece quello di bloccare l’emorragia di consenso dell’elettorato di centrodestra verso il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Seppur diviso in due tronconi, il blocco conservatore isolano sta dunque cercando di non dilapidare il suo capitale di voti.

Non solo: Unidos è in grado di conquistare il consenso di un elettorato moderato stanco dei partiti nazionali e delle loro contraddizioni ma poco propenso a buttarsi tra le braccia degli indipendentisti. Le prospettive di crescita sono evidenti. Anche perché, che vi piaccia o no, Pili resta pur sempre uno che fa politica da vent’anni in ruoli di responsabilità ed è dunque ancora capace di parlare al popolo del centrodestra con una discreta credibilità.

Peraltro (e questa è la cosa più importante), la discesa di Pili condannerebbe il centrodestra alla sconfitta solo con Cappellacci candidato: in un caso diverso, magari con la candidatura del senatore ed ex sindaco di Cagliari Emilio Floris, la coalizione raggruppata intorno ad Unidos si trasformerebbe in un importante valore aggiunto per tutto il centrodestra.

Con Cappellacci dirottato al pari di Renato Soru in Europa e con l’alleanza solidamente guidata da un democristiano di lungo corso come Emilio Floris, il centrodestra avrebbe da temere solo la furia grillina, non certo Francesca Barracciu.

Certo, con una alleanza vera (che al momento non c’è) e con un candidato credibile la partita sarebbe già stata chiusa a favore del centrosinistra: ma così non è. E questo la dice lunga sulla debilità di quello che resta del Pd e del centrosinistra sardo, costretti ad avere paura di politici del calibro di Floris e Pili… Ma così stanno le cose oggi in Sardegna.

***

Altro che “pancia a terra”: dopo la vittoria delle primarie tre settimane fa, Francesca Barracciu è letteralmente scomparsa dalla scena. Gli sviluppi dell’inchiesta sui fondi ai gruppi consiliari sta paralizzando il Pd e dunque anche l’ipotetica candidata dell’ipotetico centrosinistra sardo. Dove, peraltro, partiti come Sel e Idv hanno due posizioni ufficiali (una opposta all’altra) riguardo l’opportunità di candidare un politico che rischia un rinvio a giudizio per peculato… La Barracciu non può reggere una situazione simile, e mi sembra strano che da Roma non sia già arrivato l’ordine di mettere in campo un piano B.

In realtà, un partito serio che volesse veramente vincere le elezioni avrebbe già trovato un modo per ringraziare la vincitrice delle primarie di Pirro e rimettere tutto in discussione, magari proponendo una alleanza a Michela Murgia. Chissà, forse potrebbe realmente accadere. Ma la scrittrice di Cabras non sembra aver capito quanto debole sia il suo schieramento e fragile anche la sua proposta politica, fatta di tre liste di cui una indipendentista e due no: un pasticcio.

La scelta di non fare alleanze politiche ma di provare a rosicchiare uno ad uno i voti al centrosinistra peraltro non la porterà molto lontano, così come la sciagurata scelta di ufficializzare la candidatura in piena estate sta già facendo mancare ossigeno alla macchina organizzativa.

I passaggi che dividono il centrodestra dal suo assetto vincente (Cappellacci eurodeputato, Emilio Floris candidato Pdl alla presidenza della Regione e alleato con Unidos di Pili) sono meno problematici di quelli che porterebbero il Pd a giubilare Francesca Barracciu, a stringere un accordo programmatico con Michela Murgia e a trovare un candidato alla presidenza credibile, preparato e senza problemi con la giustizia.

Ovviamente in che modo tutto ciò potrebbe avvenire è difficile dirlo: ma una politica seria e responsabile, cioè che ha come unico obiettivo di battere la destra ed impedire che rimanga al governo della Regione Sardegna, un accordo così lo troverebbe a tutti i costi.

L’alternativa sarebbe quella di dare una storica chance di vittoria a quell’armata Brancaleone che è in Sardegna il Movimento Cinque Stelle, con Beppe Grillo che farebbe a pezzi due candidati inquisiti, un terzo ex presidente copione di programmi e una scrittrice dalle idee ancora molto confuse.

Se è questo che volete, basta dirlo.

 

34 Commenti

  1. Sa cosa chi non si cumprendet est proite Renato Soru chi totus naraiant chi esseret pro su candidadu sindigu de Tatari Ganau depustis at cambiadu candidadu? Fortzis ca no est unu politicu?
    Oe prus s’apresiant sas eletziones prus si pesat una pruerargia manna.
    Comente a sas eletziones politicas su tzentru ischerra podet andare falende su cunsensu cantu prus s’andat a dainnantis.
    Su tzentru ischerra podet mantennere su cunsensu chi li permitat de binchere?
    Como cheret a bidere ghite s’at a determinare in su tzentru ischerra.
    Custa Barracciu chi est una femina de su populu si diat depere essere sostituida dae carchi Marchesa de su Continente diat essere galu peus.

    Tzertu est chi si Atene pranghet Isparta non ridet.

  2. Carlo Murtas says:

    Lo sappiamo bene che la candidatura della Barracciu era già decotta prima ancora della celebrazione delle Primarie, solo che nè lei e nè l’arrogante gruppo dirigente del PD hanno voluto prendere atto della realtà ed ora, con le aggiuntive complicazioni giudiziarie si trovano incartati all’ennesima potenza.
    La combattiva Francesca ha comunque il 28 Ottobre prossimo l’opportunità di chiarire e documentare davanti al P.M. se ha fatto o meno un uso corretto dei soldi pubblici dei Gruppi Cionsiliari. Se riesce a farlo bene altrimenti abbia l’accortezza di mettersi subito da parte perchè la sua insistenza a candidarsi potrebbe creare danni incalcolabili a tutta la coalizione di Sinistra.
    Anche la Destra è mezzo incartata,tra Sovranisti immaginari, Zonafranchisti virtuali e P3isti in presunta operatività , ma il loro elettorato potrebbe risentirne di meno; comunque se il piano B del CentroDestra si materializzasse nel ricorso a Emilio Floris vuo dire che anche loro sono alla frutta.
    In questo rovonoso contesto, astraendoci per ora dall’incognita 5 Stelle, la più in palla mi sembra la Michela Murgia che continua a tessere giudiziosamente la sua tela politica aumentando gradualmente i tasselli della sua coalizione. Si consigliano i gruppi dirigenti dei Partiti di CentroSinistra di convergere verso quella direzione, almeno imaparano qualcosa di buono.

  3. Sardisco says:

    La Baracciu è in preda ai giochi di apparato , i burattinai romani insomma giostreranno il tutto e sistemeranno i tasselli. Cappellacci darlo per spacciato è la cosa piu’ sbagliata del mondo…capeggia un’area di zonafranchisti urlanti e speranzosi ; Pili è posizionato e sicuramente andrà a Caccia con doddoriani e andrea prato con l’aggiuntina di andrea impera altra area di zona franca yes, riproponendosi quel grande Rivoluzionario che è sempre stato ( de linna ) . La Murgia non suscita , arrogante, saccente, attrae piu’ che altro un po di scena intellettualoide radical chic , potrei sbagliarmi ma non va oltre il 3, massimo 4 % se spinge tutto l’accelleratore. Le sue proposte sono romantiche e palesemente una sorta di pasticcio grillino-indipendentista. La SARDEGNA POSSIBILE , alla yes we can insomma non tira e tra i banchi dei supermercati la gente parla di Lavoro, di figli che partono, di imprese che chiudono e non certamente di case di marzapane, coltivatori di violette o di grano capelli. Non dimenticherei caro Vito il fronte unito nato dall’input di ampi di Sabino che sta marciando dritto verso l’unovirgola ma a testa alta e con quella dignità che contraddistigue i Duri e Puri ; c’è poi tutto uno stuolo di personaggi e di sigle come iRS, Zuncheddu, Bustianu cumpostu, sardi liberi, sardi per sempre e via discorrendo che non sono ancora entrati nella mischia. Grillo piglia tutto ? Mah non so certo è un suo bel 18, 20 % se lo tira, lassaddu calai in sardigna cun su camper 🙂 adiousu ..PS la non candidarti cun manichedda mi …

  4. ninosardonico says:

    Pro Tziu Vito.
    Disordine e confusione,clientelismo modello Caritas,berrittas kene conkas,larones betzos kin bistires novos,alcuni persino in kosinzos,un Maria De Filippi a sa sarda.
    Come Vito trovi una sua bussola per orientarsi trovo sia uno dei meravigliosi misteri della mente umana.
    Un’umile e rispettosa domanda:
    in sa cantina de Sardigna as pompiau?O non b’est propriu nudda?
    Con simpatia.

  5. Aiò Vito, poche storie. Vai a scaldarti, togli la tuta,tirati su i calzettoni…” arbitrooo, cambio alla prossima !”

  6. rosanna says:

    provaci ancora sam, oppure ritenta sarai più fortunato. Possibile mai che i sardi abiano memoria tanto corta da dimenticare le bugie? Anche Pili le sue belle rogne con la giustizia le deve sbucciare prima o poi ed anche lui farebbe bene a mettersi da parte paziente ed aspettare le sentenze. Per non parlare del poco col vuoto intorno (almeno per ora) della Murgia. La sintesi è che questi due candidati hanno spaccato il mondo indipendentista. Strategia cercata, voluta e raggiunta

  7. ..sarà anche così..ma a me il “pasticcio” piace tanto

  8. Riccardo76 says:

    Esiste anche la terza via : astensione totale dalle urne. Credete forse che i sardi siano ancora disposti a perdere tempo andando a votare questa gente? Credete che i sardi, col loro voto, siano disposti a dare uno stipendio da consigliere regionale a queste persone?? La Sardegna affonda, ma i partiti o pseudo tali, si preoccupano solo di alleanze, sondaggi e mantenimento delle posizioni di potere. Dopo le province andrebbero abolite anche le Regioni, tutte. Si sono dimostrate solo degli inutili centri di spesa. Lasciamo solo lo Stato centrale e i Comuni. Cos’altro serve per far funzionare bene uno Stato?

  9. Ieri 19 sono andato a Bologna per un incontro pubblico di Michela Murgia con i disterrati. Lei non è arrivata ma devo dire che c’era davvero molta gente e molto interessata. Se la Murgia ha lo stesso grado di coinvolgimento in Sardegna non mi sorprenderebbe la sua vittoria alle elezioni. Non è facile in tempi come questi rendere interessante e piacevole un incontro politico.

    • viaquesada says:

      i disterrati???????????? ma tdgz

    • Edmondo Costa says:

      Un commento veramente singolare.
      Prima i disterrati (i “senza terra” o , magari, i Sardi lontani dalla loro terra?), poi tanta gente, interessantissima, che attende la Murgia che non arriva.
      A che cosa era interessata tanta gente?
      Comunque ho saputo la ragione per cui la Murgia non era presente: era in Sardegna ma l’aereo che l’avrebbe dovuta “trasportare” a Bologna non è potuto decollare.
      Sentendo la Murgia, il pilota si è rotto dal pianto!

  10. Con il PDL diviso il peso politico degli alleati del pd (sel, rossomori, maninchedda) vale ancora meno in quanto lo stesso PD sarà meno propenso a cedere alle (legittime) pressioni di questi sapendo di poter battere da solo il PDL. Per cui potrebbe delinearsi uno schieramento speculare a sinistra con SEL, rossomori, maninchedda che potrebbero tentare alcuni partiti indipendentisti e forse Murgia. M. In quel caso il PD verrebbe insidiato anche da questo gruppo che potrebbe arrivare al 12%.

  11. Shardana says:

    Ma in tutto questi giochi di alleanze, la Sardegna dov’è?

  12. se lo dici tu che Sardegna Possibile non decolla… forse non decolla in certi ambienti (per ora), forse non decolla nei mass media isolani, ma tutta la gente che conosco e che votava il centrosinistra (per disperazione) questa volta è un plebiscito totale per Murgia, e mancano ancora molti mesi dal voto. Se non è decollare questo? Come lo definiresti? addirittura vedo sostenitori di Zedda che già ora son vicini a Sardegna Possibile. Possibile che li veda solo io? Di solito sei il primo ad accorgersi dei mutamenti

    • Non so, non ho le tue stesse impressioni. Michela Murgia non può pensare di convincere i singoli sardi a votarla, deve trascinare nel suo progetto pezzi di società e coinvolgerli nel progetto, non annetterli. Poi è chiaro che in tanti la stanno seguendo, ma non in numero sufficiente da poter consentire al suo schieramento di potersi ragionevolmente giocare la vittoria. Se si vota domani, Michela Murgia non arriva prima. E neanche seconda.

      • chiaro che domattina è terza (andando bene), ma è palesemente in forte crescita. Sui pezzi di società ne ho sentite alcune, ma non voglio fare gossip. Vedremo meglio tra un paio di mesi, dipende come va avanti la cosa, quel che ora sento fisso io da gente che ha sempre votato a sinistra è che la Barracciu non la vuole votare nessuno. E ovviamente si passa a Murgia. Riguardo però alla tua ipotesi che butti così, di Michela Murgia alleata del centrosinistra, ci son due enormi ostacoli e non son nè la scarsa lungimiranza di un partito che tu stesso non reputi serio, nè quella di Murgia. Il primo si chiama programmi inconciliabili, ed il secondo è il percorso ed il metodo che sta costruendo il gruppo di Sard. Poss. che è inconciliabile, a questo punto, con il “sediamoci con loro e ri-discutiamo tutto” (compreso il programma, ma non è l’unica cosa inconciliabile anche se la più evidente). Sarebbe come buttare nel cesso tutto il lavoro del gruppo di SP. E mi limito a considerare i programmi, al di là delle distanze tra persone, scazzi, etc etc

        • Se i programmi fossero veramente inconciliabili, Murgia non avrebbe deciso che a guidare due delle tre liste che compongono la sua coalizione fossero Romina Congera e Valentina Sanna, ex Rifondazione ed ex Pd, per nulla indipendentiste per loro stessa ammissione.
          Ridiscutere tutto non significa buttare tutto al cesso, significa prendere atto della realtà, guardarla bene negli occhi. Michela Murgia si sta chiudendo in una riserva indiana. Libera di farlo. Ma così facendo non vincerà le elezioni. Non le vincerà.

          • boh io li ho “letti” e mi appaiono inconciliabili, non è importante se ci sia Congera od altri. I programmi son una cosa più importante delle persone. Ad ogni modo attendo l’uscita ufficiale del programma per riparlarne. Tu li hai “letti”?

            • Se fossero così inconciliabili, non ci sarebbe questa emorragia di consensi dalla sinistra alla Murgia di cui parli tu. Infatti non sono inconciliabili ma semplicemente, per certi aspetti (ma non tutti) diversi. La politica appiana le differenze e cerca l’unità di intenti. La Murgia e i suoi sostenitori sbagliano di grosso se pensano che il voto in fuga dal centrosinistra vada automaticamente a loro. Molti non andranno direttamente a votare.

        • Edmondo Costa says:

          Tonio, di quali programmi parli?
          Sai che i programmi di SP nascono dalla gente, quindi non ci potranno ancora essere prima della fine della campagna elettorale.
          Poi, come fa ad essere credibile una vera Sarda, come afferma di essere il tuo idolo, se non sa neanche quanto lattosio contiene il latte delle nostre pecore, nonostante sia circondata da una marea di consiglieri, gli adoranti militanti di Progres, con grandi competenze e conoscenze enciclopediche?

    • io parlerei più che di mutamento, di “mutuamento”. Diciamo che la Murgia sa navigare bene in tanti mari e ne sa confondere pure i venti, disorienta e ci si aggrappa lei stessa per farsi coccolare dalla intellighenzia sx. Ma so anche che ci stanno parecchi che non cadono dai suoi premi letterari o oltre combriccole festivaliere, Dio sia lodato. Io, che son laico credente, ma favorevole alla libertà d’opinione, aspetto ancora che si dichiari Ella forte e chiara sulla 194, che lei definisce, testè, “aborto, si dice aborto” – ma vorrei lo dichiarasse con convinta voce al mondo cattolico, quello che conta, non il moderato, ma quello che se riesce a beccare bene la porta sicura sicura al primo posto e nemmeno dovrà più scaldarsi nei comizi o bersi una birrozza con gli amici, vedasi Zedda…

  13. condivido, DonVito sa che di solito non nutro simpatie, ma questa volta ha centrato e levo il cappello… DonGaetano (Marino)

  14. gesuino muledda says:

    Mi hanno raccontato che ,forse, se Biolchini lo consente ,esiste ,su questa questione un partito che si chiama Rossomori. E’ certamente un lapsus.

    • Qui non si tratta di semplicemente “esistere” ma di proporre soluzioni alla crisi. Rossomori dice no alla Barracciu un quanto indagata (e siamo ampiamente d’accordo). Ma per il resto cosa propone? Da chi sarebbe composta l’alleanza? Come sarebbe individuato il nuovo candidato alla presidenza?

  15. paolo55 says:

    Zedda-Floris, la sfida possibile. E Maninchedda lancia Vito Biolchini

    I possibili, clamorosi nuovi scenari della corsa alle elezioni regionali
    Autore: Jacopo Norfo il 20/10/2013 01:34

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    Zedda-Floris, la sfida possibile. E Maninchedda lancia Vito Biolchini

    Chiedetevi come mai il sindaco Massimo Zedda negli ultimi giorni sia diventato più umano: stringe mani, abbraccia giornalisti, va davanti alle telecamere a ricordare che lui, il biglietto allo stadio, lo ha sempre pagato. Campagna elettorale. Che lo vedrà probabilmente e idealmente contro il suo predecessore: Emilio Floris è al momento il favoritissimo per la leadership del centrodestra alle prossime elezioni regionali. Berlusconi ha in mano i sondaggi che vedono Cappellacci in netto calo, l’inchiesta giudiziaria sulla P3 e la richiesta di condanna a tre anni di carcere sono una spada di Damocle troppo pesante per sperare nel bis. Nonostante la difesa di avvocati richiesti e non richiesti in zona Santa Gilla. La discesa in campo di Mauro Pili con Unidos può spaccare il fronte, ma è anche una provocazione. Emilio Floris favorito, con Piergiorgio Massidda outsider e candidato sindaco in pectore per Cagliari. Dunque? Zedda contro Floris, uno scenario possibile: tutti i partiti sanno che le elezioni regionali si vincono o si perdono a Cagliari. E se il centrosinistra dovesse crollare, a quel punto sarebbe davvero “colpa di Zedda”. Dunque il sindaco è sceso in campo cercando di recuperare visibilità e popolarità, ignorando le polemiche sul taglio degli alberi a Terrapieno o le contestazioni al suo assessore Frau alla Marina. E Il Pd prende ancora le distanze dal sindaco chiedendo risposte sul nuovo quartiere di Su Stangioni. Ovvero, sull’edilizia che scotta.

    Nel frattempo Francesca Barracciu è in bilico, importante o forse decisiva sarà la riunione di coalizione di domani. Chi sarà davvero il candidato? Anche la Barracciu ha un’inchiesta giudiziaria in corso, morbo che ha contagiato gli aspiranti Governatori della Sardegna. Anche qui c’è un fronte che si sgretola: Michela Murgia può valere il dieci per cento, e c’è sempre l’incognita Grillo. Zedda torna a sorridere proprio mentre il suo partito, Sel, chiede al Pd un passo indietro sulla Barracciu. Sarebbe anche la prova perfetta dell’inutilità delle primarie. C’è chi sussurra e spera: e se alla fine tornasse Soru? Nel frattempo c’è l’alleato probabile, Paolo Maninchedda, che sul suo blog lancia dei nomi nuovi. Ne fa uno su tutti, quello del giornalista Vito Biolchini. E scrive: “giornalista, uomo di culltura, attore, certamente una persona che intepreta correttamente l’esigenza di competenza e di cambiamento; una persona che unisce la cultura riformista non comunista con l’antifascismo e con la migliore tradizione cattolica; una persona che non lascerebbe le cose come stanno; una certezza di cambiamento”. Non sappiamo se il collega Vito abbia gradito l’assist di Maninchedda, ma certamente in molti potrebbero vedere in lui un nome nuovo, un piccolo Renzi made in Cagliari. Un candidato esterno ai partiti, forte sotto il profilo mediatico? Prepariamoci alle sorprese.

    – See more at: http://www.castedduonline.it/rubriche/il-diavolo-sulla-sella/10044/zedda-floris-la-sfida-possibile-e-maninchedda-lancia-vito-biolchini.html#sthash.3EcB6ckC.dpuf

  16. Casu axedu says:

    Insonne per via di questi dubbi? Eddai Vito dopo la pubblica incoronazione che ti ha fatto Maninkind dovresti essere almeno contento del fatto che, sembrerebbe, ci possano essere una decina di competitori che potrebbero fare fuori il terribile centrodestra sardo. Mi spiace però dire che stavolta il professore ha sbagliato, e di molto. L’unico che potrebbe avere una qualche possibilità di riuscita mi sembra Pigliaru, ma non so se e quanta voglia abbia di candidarsi. Eppoi vorrei vedere la delegazione che va a chiederglielo. Con la Barracciu però è 2 fisso! Non vorrei essere un dirigente del csx sardo…

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