Cagliari / Cultura / Sardegna

Il murale distrutto: e se il Comune di Cagliari chiedesse scusa a Sciola e commissionasse all’artista una nuova opera d’arte?

Sull’incredibile caso del murale di Pinuccio Sciola distrutto a Cagliari, il consigliere comunale dell’Idv Giovanni Dore ha presentato stamattina una interrogazione urgente, molto apprezzabile, con la quale si chiede al sindaco Zedda e agli assessori competenti di “dare dettagliata contezza della pratica edilizia in questione, rilevando se sono stati seguite tutte le disposizione di legge, tanto in termini di comunicazione al pubblico dei dati contenuti nel cartello appeso alle impalcature, quanto – soprattutto – di stravolgimento dei prospetti esistenti”.

Dore non esclude la possibilità di “valutare l’emissione di un’ordinanza urgente di ripristino, alla quale – in caso di danneggiamento irreversibile del murales – si potrà ovviare mediante un accordo tra il Condominio e l’artista Sciola”.

Per Dore “la modifica dei prospetti, avrebbe necessitato della istruzione della pratica con l’invio delle tavole, attraverso le quali gli uffici avrebbero potuto attivare una verifica di compatibilità degli interventi con la sovrintendenza dei beni culturali”. In parole povere, non si poteva mandare avanti la pratica come se niente fosse, come se quella fosse una semplice facciata cieca da ritinteggiare e nulla più.

Inoltre, “il predetto murales, benché non risulti sottoposto a vincolo, né di proprietà pubblica, costituisce patrimonio identitario della città di Cagliari e dell’intera zona della piazza che, invero, non brilla di “luce” architettonica e di beni culturali di pregio”. Ed è questo il punto.

Nessuno vuole mettere in dubbio (fino a prova contraria) l’assoluto rispetto delle norme che hanno regolato l’intervento. Ma qui non stiamo parlando di legalità, ma di cultura e di politica. Di arte come bene comune che modifica gli spazi di vita, che migliora la città, e dunque le persone che la abitano. Quel murale era di tutti, non solo del condominio di piazza Repubblica 2b.

Il consigliere Dore mi invita a non buttarla in politica ma è difficile non farlo. Perché in questo caso è emerso con estrema chiarezza che la giunta e il sindaco non hanno il pieno controllo della macchina amministrativa comunale. E questo è un limite gravissimo.

Io penso che il sindaco Zedda dovrebbe adesso far chiarezza sulle procedure che hanno portato alla distruzione dell’opera di Pinuccio Sciola e contestualmente chiedere scusa all’artista e commissionargli uno o più murales in segno di risarcimento a lui e alla città.

Ripeto, che lo scempio sia stato compiuto con il via libera del Comune è un dato di fatto, e che sia responsabilità più degli uffici che della porte politica dimostra solo l’assoluta incomunicabilità tra questi due settori dell’amministrazione.

Gli errori si fanno ma si possono anche riparare. Perché un sindaco non è un capocondomino, un sindaco può e deve sfruttare questa occasione per rilanciare il tema dell’arte come fattore di crescita di una città. Non basta dire di aver rispettato le regole per uscire immacolati da questa situazione: il Comune di Cagliari ha evidentemente sbagliato. Si tratta solo di capire se questa Giunta vuole avere ragione anche quando ha torto oppure vuole approfittare di una sconfitta per conseguire una nuova vittoria.

Ammettere un errore è politicamente un atto di forza, non di debolezza.  I tifosi, i militanti ottusi, non aiutano certo l’amministrazione Zedda a fare bene il proprio lavoro. Temo che quando lo capiranno (se mai lo capiranno) sarà purtroppo troppo tardi.

Post scriptum
Nel palazzo in questione, come ci ricorda Dore nel suo post, ha lo studio un ex sindaco di Cagliari. Indovinate chi… Chissà come avrà votato nella riunione di condominio nella quale si è deciso di distruggere l’opera di Sciola

 

102 Commenti

  1. è (o meglio era …) una ******* pazzesca, non ci riconosco arte, non mi è mai piaciuto il murales (parere personalissimo naturalmente). In genere tutte le opere di Sciola non mi sono mai piaciute e non ci vedo nulla di identitario, per i nostalgici, possono sempre andare a Quartu nella sede dell’ex pensionato comunale, è presente una simile bruttura che per fortuna non viene esposta in una piazza con alta visibilità quanto pzza repubblica …

  2. Clacug says:

    Nel nuovo giardino al Terrapieno sono giá previste delle sculture di Sciola. Se vuoi prenderti il merito di questa scelta fai pure.

  3. grazia pintore says:

    Biolchini,fomentatore?Rivoluzione di piazza? Ma di che parla signora Silvia?Secondo me è anche troppo paziente ad accettare tutte le vostre aggressività.Per stare tranquilla smetta di leggere il suo blog,sarebbe la soluzione migliore per lei.

  4. grazia pintore says:

    Signor Pietro ma come fa a proprorre a Pinuccio Sciola di rifare il murales?Non è mica un imbianchino che quando una facciata è sporca si ripulisce!Forse qualcuno non sa bene chi è Sciloa.Nemmeno se mi dessero milioni di euro,fossi lui,la rifarei.dopo che l’hanno distrutta.Ma la dignità sapete cos’è?.

  5. New Entry says:

    L’opera di Sciola (non mi esprimo se sia arte o meno, anche perchè mi sembra che si stia solo considerando, con un certo feticismo, la firma della stessa) ha potuto essere vista da tanti e per tanti anni. Buon per lui, perchè sono tanti gli artisti che non hanno uguale visibilità. Visto che non è il primo venuto, persona priva di visibilità o di credito anche istituzionale, io credo che magari lui per primo avrebbe dovuto attivarsi in tutela della sua opera, o altrimenti evitare di indignarsi (non so se sia stata questa la sua reazione), e noi per lui.

    • Claudia says:

      Che razza di discorsi! Sciola non vive a Cagliari , non è a capo della Spectre e non ha spie sguinzagliate in giro per la Sardegna a guardia delle sue opere; come diavolo avrebbe potuto sapere ciò che stavano combinando in piazza Repubblica, se in otto mesi non se n’è accorto nessuno del Comune, che invece mi risulta abbia sede a Cagliari? Tra l’altro, non si è affatto indignato, il suo commento alla notizia della distruzione della sua opera suonava più o meno come un ”pigheisidda muru muru” ( è proprio il caso di dirlo!), e alla proposta di dipingere altrove un suo nuovo murale, ha generosamente chiesto che si dia spazio a giovani artisti emergenti. Se non hai voglia di indignarti per la perdita di quest’opera, nessuno ti obbliga.

      • New Entry says:

        Se rileggi quanto ho scritto vedrai che io non ho affermato che l’artista si fosse indignato, ma piuttosto che sarebbe stato da parte sua più appropriato non farlo, e infatti fra tutte trovo la sua la reazione più appropriata. Il punto, secondo me, è che si stanno confondendo i diversi piani di approccio all’opera d’arte: quello meramente commerciale (e allora ci stanno i discorsi sul valore dell’immobile o sull’importanza della firma), quello storico (l’opera dell’artista come testimonianza), e quello più prettamente artistico, determinato dall’impatto dell’opera sul mondo a lei contemporaneo e su quello futuro. Bisogna prima chiedersi quale posto dare all’opera di Sciola all’interno di questi contesti (che possono incontrarsi ma che sono ben distinti) e poi parlare di tutto il resto, ed eventualmente gridare allo scandalo e valutare le responsabilità, di pubblici e di privati.

  6. senzasenso says:

    Non voglio entrare nella polemica perchè non conosco a fondo la questione,
    certo fa un po’ specie vedere tanti compagni che tra l’interesse privato e l’interesse pubblico difendono a spada tratta l’interesse privato…

  7. Riflettevo sulla stucchevole vicenda e sono giunto a fare alcune considerazioni: 1) questa Giunta comunale non finirà mai di stupirmi, salvo poche eccezioni, in negativo; 2) anche se dovessero offrire a Pinuccio Sciola uno spazio per un’altra opera d’arte, non potrebbero mai riparare all’offesa che gli hanno fatto; 3) d’ora in poi, se fossi un artista, farei sottoscrivere ai privati o alla pubblica amministrazione un regolare contratto, prima di eseguire l’opera richiesta/offerta; 4) questa Giunta, che tanto si bea di avere il sindaco più giovane mai eletto a Cagliari, non riesce a fare politica, bensì si limita ad applicare pedissequamente leggi e norme, senza dare un’impronta chiara al suo mandato. Mi chiedo: è questo il nuovo che avanza? Sono questi i giovani cui si riferiva il Papa, pochi giorni fa?

    • Anch’io mi trovo in questa situazione come artista: ho progettato anni fa una fontana per una piazza e poi il comune x problemi di dispute tra uffici e sedicenti problemi tecnici ha evitato di fare manutenzione e la fontana è stata purtroppo mezza distrutta dal vandalismo. Negli anni le mie proteste sono state ignorate. Ora un assessore in disputa col primo vuole ristrutturare la piazza ed eliminare la mia fontana senza nemmeno interpellarmi o accettare che io mi si resa disponibile x studiare una nuova soluzione. I diritti d’autore sono sempre miei, e io sono incazzata…voi che ne pensate? Non si può agire cosi senza rispetto.

  8. grazia pintore says:

    Ma come si fa a dire che il murales di Sciola era brutto?Ho la sensazione che molte persone non sappiano nemmeno chi è veramente e non conosce la sua fama internazionale.Un consiglio (non richiesto)per chi è tanto aggressivo nei confronti del signor Vito.primo :si può criticare una persona senza essere aggressivi,secondo : se non ritenete Vito un bravo giornalista perchè entrate nel suo blog?Ignoratelo,è meglio per voi.

  9. grazia pintore says:

    Signori:boh e signor muttly,magari potessi vedere il campanello!Scrivo in questo blog perchè amo la Sardegna ma,purtroppo,non ci vivo.Ho fatto la domanda se,in quello stabile,abitava Soru,era una domanda;e voi non sapete quanto ho tifato per lui, ma pare che i sardi amino più Cappellacci.Mi scuso,ho fatto confusione,Soru non è stato sindaco ma presidente della regione.Molti sardi mi hanno detto che Soru non è stato un bravo presidente na io tifo sempre per lui che ama la sua terra ed ha cercato di dare dignità ai sardi.

    • muttly says:

      La aiuto a capire di chi si parla, é un ex sindaco che ha lo studio in piazza repubblica dove ci sono tanti altri studi di avvocati…

  10. Personalmente di Sciola ho perso stima da quando l’ho sentito insultare a Marina Café Noir una band rock sassarese (tra l’altro capace), che aveva accompagnato un reading su Gramsci, prima che lui si esibisse, insieme ad una formazione sperimentale, nel far suonare le proprie pietre (in un’operazione dal risultato discutibile). Non c’entra molto con questa polemica… o forse sì.

    • be’, è più forse no, caro amico. Non c’entra niente il suo livello di stima per Pinuccio Sciola e non c’entrano neppure i giudizi sulla bellezza del murale.

  11. E’ evidente che Lei, sig. Biolchini, di edilizia privata, pratiche, amministrazioni condominiali ecc. ecc. non sa NULLA. ZERO totale. Io non sono un paladino della giunta Zedda ma lei si dovrebbe come minimo porre delle domande sul fatto che le sue notizie, se non suffragate da indagini e approfondimenti riguardo materie che lei non conosce assolutamente, sono notizie degne di Studio Aperto e Rete 4 e denotano un suo stato rancoroso su cui io mi concentrerei prima di scrivere il prossimo articolo.

    • Le do una notizia: il murale non c’è più. Il Comune ha autorizzato lo scempio. Si informi. Io l’ho letto sull’Unione Sarda di oggi.

    • Aggiungo che La invito lunedì al comune in via Nazario Sauro così Le illustro le procedure per una pratica di edilizia privata condominiale. Magari ci imbatteremo sull’assessore o il sindaco che ci daranno qualche dritta riguardo la nostra pratica visto che di solito sono sempre li in giro a controllare che i cattivi non facciano i furbi.

      • Io vengo con Sciola, va bene?

      • Sul fatto che il murale non ci sia più ne sono al corrente. Mi pare anche ovvio che il Comune abbia dato l’autorizzazione. Non capisco quale sia la sua notizia però visto che quella facciata non sottoposta a nessun vincolo imposto significa che vale quanto una facciata presa a caso con il disegno di un cuoricino….Io credo che se lei fosse stato Assessore o Sindaco non avrebbe visto quella pratica e adesso sarebbe dall’altra parte della barriccata. Mi dispiace per il murale anche se non mi piaceva. E aggiungo che se un pezzo di quell’intonaco con i colori di Sciola avesse ferito qualcuno gravemente lei adesso cosa avrebbe da scrivere? Quindi in conclusione credo che le responsabilità siano un pò di tutti riguardo questa faccenda ma a quanto pare lei è lanciato a tutta velocità verso il nulla più totale. PS Non legga troppo l’unione sarda

        • Oltre Sciola faccia venire pure Giorgio Todde che è una persona che stimo molto.

          • Mi sono dimenticato una cosa…Essendo una palazzina privata le spese per il mantenimento dell’opera di Sciola sarebbero state a carico dei condomini. Ovviamente sarebbero stati tutti felici di pagare fior di quattrini per sistemare il murale. Ma loro evidentemente non erano dello stesso avviso e adesso l’opera non c’è più. Quindi il concorso di responsabilità è evidente ma lei non lo vuole proprio vedere. A lei fa comodo fare la sua battaglia politica. In questo caso la responsabilità politica è quella di non aver a suo tempo tutelato l’opera. Tutto ciò a mio modesto avviso.

            • silvia porru says:

              Responsabilità ???? quali ??? non costituisce reato. l’unico reato è quello che commette biochini fomentando rivoluzioni di piazza

              • Arrestatemi! E se mi fucilerete, voglio morire in viale Fra Ignazio, a ridosso della scritta “Cugusi, perché non la usi?”. E niente benda, mi raccomando.

              • bello o brutto che fosse quel murale per responsabilità intendo che nessuno, sia privato (condominio) che pubblico (comune, vecchie, meno vecchie e nuove gestioni) si sia occupato di un’opera di un artista di fama internazionale…..questo è quanto poi se lei vuole essere il polo opposto al sig Biolchini allora non ha capito bene che io non sono ne il paladino della giunta zedda ne l’avvoltoio pronto a piombare su zedda ogni volta che il piccione caga……riguardo le rivoluzioni del sig Biolchini le do ragione e rifletto sul fatto che lui avendo una certa visibilità a Cagliari (questa visibilità c’è l’ha perchè noi vogliamo che l’abbia) potrebbe regalarci un servizio migliore invece di perdersi nella lotta politica.

        • Abbia almeno la cortesia di leggersi la nota dell’assessore Frau prima di lanciarsi in spericolate ricostruzioni. in ogni caso, se io fossi stato assessore o sindaco non avrei comunque dato la risposta che ieri hanno dato quest’assessore e questo sindaco (una pezza peggiore del buco), ne stia pure certo.
          Dire poi che “quella facciata non sottoposta a nessun vincolo imposto significa che vale quanto una facciata presa a caso con il disegno di un cuoricino” la denota per quello che è.

          • La mia comparazione molto netta riguardava i termini giuridici della questione….ma lei fa finta di non capire e mi strumentalizza.

            • Guardi, sta facendo tutto lei, mi creda. Come ho detto ad altri, lei confonde le procedure con la politica, un capocondomino con un assessore e un sindaco. In questo caso i termini giuridici non possono essere disgiunti da quelli politici e da quelli artistici. Ma lei vede solo le norme tecniche.

              • La politica doveva agire molto prima che quella facciata arrivasse a un tale stato di deterioramento da richiedere una manutenzione straordinaria. E’ evidente che il fatto che non ci fosse nessun vincolo storico-artistico abbia fatto si che quella facciata e quella pratica edilizia siano passate per gli uffici del comune in maniera del tutto anonima. Mi sembra che sia sacrosanto che lei abbia dato la notizia ma onestamente disprezzo il modo strumentale e poco oggettivo nell’attaccare la giunta. Riguardo l’intervento dell’assessore, che effettivamente non avevo letto, penso che abbia raccontato un sacco di c……te dovute al fatto che il polverone da lei alzato è stato epocale. Per quanto mi riguarda quelli che dovrebbero chiedere scusa a Sciola sono i condomini che, stupidamente, hanno diminuito il valore del loro palazzo cancellando quel murale. Complimenti a loro.

  12. cuddu muru fiat totu sciusciau, o Vito chi ti arruiat in conca ita scriasta? sa nexi est de is chi nci abintant in su palatziu, ita c’intrat su sindigu?

  13. Scusate, mi spiegate il senso di tutto?
    Hanno commesso un danno, ormai non più rimediabile, ora vorrebbero dare il ” contentino” all’artista che manco avevano contattato per dirgli che sarebbe accaduto?
    Doveva proprio venirlo a saperlo dai giornali?
    —-

    E guarda caso, subito dopo arrivano scuse e tentativi vari per rimediare alla gaffe.
    —–

    Come è possibile che in Comune nessuno, ripeto, nessuno, ne sapesse nulla?
    Daiiii.

    Ora ci vogliono mettere una ” pezza” e ciò dimostra ancora di più, che ne siano responsabili pure loro, quanto meno per Indifferenza.

    • roberta says:

      Non è stato commesso nessun danno, è naturale che un dipinto all’aperto si consumi ed è anche naturale che le facciate abbiano necessità di essere ristrutturate per cui se la proprietà ritiene opportuno sarà l’artista a dover ripristinare il dipinto a sue spese e soltanto previa autorizzazione della proprietà.

  14. Cittadino says:

    Ma davvero c’è qualcuno convinto che quel riempitivo grafico fosse un’opera d’arte o, addirittura, come è stato detto ” patrimonio identitario della città di Cagliari”? Davvero la città ha bisogno di raccogliersi attorno ad un brutto disegno che era già brutto, se non ancora peggiore – come ha sottolineato lo stesso Sciola – quando fu realizzato? Ricordo bene l’impatto che quel muro ebbe sulla piazza e sfido Biolchini a trovare qualcuno che a suo tempo fosse soddisfatto del risultato. Siamo seri, ogni evento è strumentalizzabile, poi in un periodo pre-elettorale come questo…, ma ruminare per giorni sulla perdita di quel brutto lavoro (perdono, maestro!). Tanto varrebbe difendere quel pericoloso accumulo di vetri rotti che fa mostra di sè nel mezzo della facciata di un palazzo in Piazza Galilei. Anche lì qualcuno riuscirebbe a trovare motivazioni identitarie…

  15. Massimo says:

    Vito è uno dei Post nei quali penso che hai esagerato. Vabbè ora hai iniziato la polemica e non puoi tirarti indietro; di sicuro, seguendoti da tempo, ne sei anche convinto.
    Ed è vero esistono gli ottusi fan (sempre meno) della giunta Zedda.
    Ma… esistono anche polemiche oltremisura con l’obiettivo sbagliato.
    Questa è una di quelle.

    • Quindi come avrei dovuto trattare la notizia?

      • Massimo says:

        :)) acc. Vito, mi prendi in contropiede, oltretutto non sono un giornalista. Dal punto di vista della notizia come notizia, certo, come l’hai impostata ha il suo impatto.
        Io forse non ho la tua stessa sensibilità nei confronti delle opere d’arte e ho difficoltà a giudicarne la natura identitaria; ma provando a mettermi dalla tua parte ne avrei fatto una articolo duro ma più di costume.
        Un’articolo su una città distratta che non sa preservare quello che crea e che difende troppo le cose antiche e pochissimo quelle moderne.
        Di fatto pare che questa immagine non fosse ufficialmente catalogata come bene da preservare ed è anche e soprattutto questo che ne ha decretato la sparizione.
        il “topos” Zedda in questo caso, lo dico sinceramente, non mi sembrava al centro di quello che è accaduto. Non sempre i problemi hanno nome e cognome.

      • Viste le argomentazioni pubbliche di ordine burocratico fornite da Sindaco e Assessore competente, sulla vicenda e viste le disposizioni del vigente regolamento edilizio del Comune di Cagliari che va letto, capito e soprattutto applicato da coloro che hanno facoltà e obbligo di legge, e fatto salvo sempre l’uso del buon senso che sia previsto o meno da leggi e regolamenti, sul piano politico la posizione del comune fa diluvio, sul piano procedimentale e burocratico pure.
        Come dice il mio amico scultore il più grande murales che ho dipinto è un muro bianco.
        ART.2 DEFINIZIONI*
        *Articolo modificato con variante adottata con Del C.C. n°66 del 11.04.2006 e approvata con Del C.C. n°124 del
        19.12.2006 – BURAS 23.02.2008
        Il processo d’intervento è regolato dalle seguenti definizioni e parametri.†
        *
        Il testo dell’art. 1 della Legge 10/77 è il seguente:
        Trasformazione urbanistica del territorio e concessione di edificare-.Ogni attività comportante trasformazione
        urbanistica ed edilizia del territorio comunale partecipa agli oneri ad essa relativi e la esecuzione delle opere è
        subordinata a concessione da parte del Sindaco ai sensi della presente Legge.
        Il testo dell’art. 4, secondo comma della Legge Regionale n. 33/90 è il seguente:’
        Ai fini della presente Legge:
        a) per opera edilizia si intende il risultato di un’attività di costruzione o di modificazione fisica relativa a qualsiasi
        immobile o insieme di immobili;
        b) per processo di intervento si intende ogni successione di operazioni, tra loro correlate temporalmente e
        organizzativamente, finalizzate alla realizzazione o alla modificandone fisica o funzionale degli immobili;
        c) per operatori si intendono i soggetti, pubblici o privati, che a qualsiasi titolo partecipano al processo di intervento.

        Per la scelta degli indici da utilizzare nei parametri di concessione/autorizzazione edilizia, è opportuno fare riferimento
        alle definizioni di Su, Sn, Vu che meglio definiscono il carico urbanistico effettivo stabilendo Inoltre i rapporti con
        CAPO XIII
        PRESCRIZIONI VARIE
        ART.88 MANUTENZIONE E SICUREZZA DELLE COSTRUZIONI
        Gli edifici e le loro parti devono essere mantenuti in condizioni di pubblico decoro e di
        sicurezza in conformità alle disposizioni vigenti in materia.
        Quando tali condizioni vengono a mancare, i proprietari devono provvedere alle
        opportune riparazioni, previo ottenimento, se necessario, di concessione o autorizzazione edilizia.
        Qualora non provvedano, il Sindaco potrà ordinare l’esecuzione delle opere necessarie
        al fine del mantenimento della sicurezza, incolumità e decoro.
        Nei casi in cui ricorrano condizioni di pericolo per la stabilità degli immobili e
        l’incolumità delle persone, il proprietario procede mediante un “intervento urgente” alla rimozione delle condizioni di pericolo temuto, senza preventiva autorizzazione o
        concessione edilizia, ma sotto la sua personale responsabilità anche per quanto riguarda l’effettiva esistenza del pericolo. E’ comunque fatto obbligo al proprietario di dare immediata comunicazione dei lavori al Sindaco e di presentare, entro 30 giorni dall’inizio degli stessi, la richiesta di autorizzazione o concessione.
        In ogni caso, ove il proprietario non provveda, si darà corso all’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 106 del T. U. 1934 della Legge Comunale e Provinciale.
        ART.89 FACCIATE DEGLI EDIFICI ED ELEMENTI DI PREGIO
        E’ prescritta la conservazione degli elementi architettonici aventi caratteristiche storicoartistiche di pregio, nonché interesse di testimonianza storica, quali fontane, esedre,
        muri di confine, lapidi, edicole sacre, maestà, antichi numeri civici, fittoni, ecc.
        Negli edifici classificati tipologicamente o comunque di età superiore a 50 anni, il rifacimento dei paramenti (intonaci, rivestimenti, faccia a vista, infissi esterni) va eseguito con l’impiego di materiali tradizionali o con essi coerenti. Nel caso di tinteggiature, dopo l’approvazione del colore, si raccomanda l’impiego di pitture a calce o silicati di potassio con pigmenti inorganici naturali.
        Un edificio con prospetto architettonicamente unitario deve essere tinteggiato in modo omogeneo; detta omogeneità va mantenuta anche se gli interventi di tinteggiatura
        avvengono in tempi diversi.
        La scelta del colore della tinteggiatura di edifici non vincolati è sottoposta all’approvazione degli uffici comunali competenti.

        ART.90 MATERIALI, INTONACI E COLORITURE
        Tutti i muri dei fabbricati ad eccezione di quelli in pietra naturale o stilati a faccia vista, devono essere intonacati o convenientemente rivestiti. I muri nuovi o riattati devono
        venire intonacati entro il termine di un anno dalla loro costruzione. Il Sindaco può consentire proroghe a detto termine, solo in casi di giustificato impedimento.
        I fronti esterni formanti in complesso un unico corpo architettonico, anche se di più edifici
        appartenenti a diversi proprietari devono far corrispondere a tale unità di soluzione
        architettonica anche l’unitarietà delle tinte e degli altri materiali di finitura e di rivestimento.
        Qualora le tinte dei prospetti di costruzioni o di muri di cinta non presentino un aspetto
        decoroso, il sindaco può ordinare una nuova tinteggiatura, fissando un termine per
        l’esecuzione.
        Negli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, devono essere conservati e valorizzati gli
        elementi di pregio ambientale e tradizionale, quali , ad esempio, portali e finestre con archivolto, insegne, trabeazioni, fregi, elementi decorativi, manti di copertura, etc. Negli interventi di demolizione parziale o totale, il Sindaco può chiedere fotografie del complesso e delle parti da demolire e può prescrivere, sentita la Commissione Edilizia, le modalità di salvaguardia e di eventuale recupero degli elementi di pregio sopra indicati.
        Fatte salve le prescrizioni più puntuali delle norme di attuazione degli strumenti urbanistici, per tutti gli interventi in zona A e per quelli, anche in altre zone omogenee,
        su edifici di pregio ambientale o tradizionale, è prescritto l’uso di murature intonacate e tinteggiate con colori tenui, da sottoporre all’approvazione della Commissione Edilizia,
        o con la gamma cromatica delle terre. E’ consentito l’uso di pietra e di conglomerato cementizio a faccia vista, col consenso, caso per caso, della Commissione Edilizia.

      • magari con professionalità, interpellando il comune. O vuoi davvero far credere di non avere un numero di telefono cui rivolgerti?
        magari.

        • Ma se ne sapevano meno di me, come ha ammesso lo stesso assessore Frau! Cosa dovevo farmi dire, la favoletta del “ci dispiace ma noi non c’entriamo niente, non potevamo fare niente, tutto regolare”? Io faccio il giornalista, non l’addetto stampa del comune (con rispetto parlando, ovviamente. ma a ciascuno il suo).

  16. DI PIETRA (da Pietro di New York)
    Oh Vito, deu no seu unu polemicu cumenti a tui…e credo pure nella buona fede e nelle motivazioni ben esplicate sull’utile FB da Zedda e Frau. Ho dato un consiglio al Comune di Cagliari (così come ho scritto su sardinia post) : proporre lì davanti, su un piedistallo a 10 metri dal muro una sua nuova opera in pietra vera. Che magari riproduce (in scala) quello stesso disegno del murales cancellato inopinatamente. Di pietra di granito..chi sònara puru cun su maestrali…

  17. gengis kanu says:

    la questione rimane spiacevolmente nebulosa. Pensare che al giorno d’oggi con tante tecniche e prodotti di avanguardia non si possa salvaguardare una facciata di nemmeno 30anni è però abbastanza puerile. Poi se vogliamo mettere una foglia di fico sull’accaduto facciamo pure.

  18. grazia pintore says:

    Signor Vito,non mi dica che è Soru che abita in quel condominio?Le hanno detto che non deve buttare in politica,ma come si fa a non buttarla in politica? E’ possibile che l’amministrazione non debba essere a conoscenza? Complimenti al signor Dore.

    • Signora Grazia, Lei si è persa alcuni passaggi della recente storia cagliaritana. Non per difendere Soru, che non mi interessa, ma lei ricorda le polemiche e gli scontri per i rifiuti campani davanti alla villa di Soru a Bonaria? Ecco, lui pare non abita lì.

      Si è persa anche la storia recentissima, di oggi: cioè la risposta del sindaco e dell’assessore Frau. Ma non si preoccupi di questo. Anche il tenutario del blog pare non se ne sia accorto. Boh. Meno male che qualcuno l’ha postata tra i commenti.

    • muttly says:

      Ex-Sindaco Soru non è un ex-sindaco, guardi i campanelli e scoprirà l’arcano

  19. Massimo says:

    Mi sembra una tempesta in un bicchier d’acqua, non hanno mica abbattutto la statua di Carlo Felice…e di quel murales non so se ci fosse più di un centinaio di cagliaritani su 180.000 casteddai che ne erano a conoscenza….
    …ajo, e non meniamocela su uffici e parte politica che non dialogano per niente, che allora forse non ci avete mai lavorato dentro una pubblica amministrazione per avere “contezza” di come deve e può funzionare la struttura di un Comune…o mi volete dire che ogni lettera o comunicazione di un Dirigente Comunale deve passare la vidimazione dell’Assessore competente?…poi nel caso di una demolizione di parti pericolanti della facciata di un edificio, che non poteva non essere demolita per questioni di pubblica incolumità?…………dai, queste non sono neanche crastulate, un pò di serietà

  20. Maurizio Melis says:

    Nessuna amministrazione comunale potrebbe giustificare una spesa di centinaia di migliaia di euro per recuperare una parete totalmente compromessa di un condominio privato, soprattutto in un periodo di crisi come questo dove ogni centesimo è importante per sostenere famiglie in difficoltà o riparare scuole che cadono a pezzi.
    Chi grida allo scandalo oggi per la perdita del murale di Sciola avrebbe potuto attivarsi prima, essendo evidente già da tempo lo stato di degrado di quella parete: i tanti che oggi si addolorano per la scomparsa del murale avrebbero potuto, ad esempio, cercare sponsor privati che finanziassero i lavori di restauro oppure avrebbero potuto promuovere raccolte fondi mirate al recupero di quell’opera.
    Mi sembra assurdo pretendere che un’amministrazione pubblica utilizzi i soldi di tutti per recuperare un edificio privato: sicuramente in quel caso le stesse persone che oggi si scandalizzano per la perdita del murale avrebbero denunciato l’uso improprio di soldi pubblici da parte del comune di Cagliari. Né sarebbe stato possibile obbligare i condomini di quell’edificio a sostenere spese enormi per il restauro dell’opera realizzata sul loro palazzo, per quanto bella e importante potesse essere.

    • muttly says:

      Ma ch si deve attivare i cittadini o le amministrazioni pagate per questo ?

      • Maurizio Melis says:

        Le amministrazioni sono pagate per risolvere i problemi dei cittadini usando lo scarso budget che in questo periodo di vacche magre è rimasto loro: tra un murale su una casa privata e una scuola pubblica frequentata da centinaia di bambini il Comune non può che scegliere la scuola.
        Ovviamente anche l’arte è importante, ma in altri paesi sono i finanziatori privati a sostenerla attraverso associazioni o fondazioni di cittadini che si prendono a cuore il problema.
        In Italia la questione centrale è che per decenni sono stati mandati al governo politici che hanno tagliato a tutto spiano i fondi per la cultura (arte o scuola che sia). Adesso non si può delegare ai Comuni, senza più risorse anche per le necessità più impellenti, il compito di sostenere tutte le iniziative culturali: bisognava pensarci prima di votare partiti e politici che hanno affossato ogni tentativo di fare cultura o di promuovere l’istruzione e la formazione.

        • muttly says:

          Il fraintendimento è che il comune debba metterci del denaro, il comune se ci lavorano persone sveglie alza il telefono e chiama degli imprenditori e gli chiede, “vuoi fare bella figura in città e avere gratis i cartelloni in strada in piazza Repubblica “? Ci sarebbe un restauro da sponsorizzare. Questo fanno dei politic svegli, che evidentemente a Cagliari non abbiamo ora e in passato.

          • Maurizio Melis says:

            Esistono imprenditori disposti a pagare centinaia di migliaia di euro “per fare bella figura in città”? Allora bisognerebbe chieder loro di fare bella figura ristrutturando abitazioni per le famiglie che ne sono prive o dando un lavoro a chi non ce l’ha o sostenendo i molti che oggi non hanno neanche da mangiare tutti i giorni. Credo che ognuna di queste cose farebbe “fare bella figura” a un imprenditore, molto più di un restauro e del relativo cartellone pubblicitario in strada.

            • muttly says:

              Per prima cosa dovrebbe spiegarmi perché ci vorrebbero centinaia di migliaia di euro, non é la gioconda che é vecchia di secoli, seconda cosa il “bella figura” significa che metti il tuo logo sul cartello del restauro. Terza cosa il restauro che propone ha come beneficiari solo gli abitanti dello stabile e non l’intera comunità, questo lo rende meno redditizio.Ovviamente non stiamo parlando di beneficenza.

          • geniale! ma come mai nessuno ci aveva pensato prima?

            • muttly says:

              Le confido un segreto, sono decenni che si fa cosí, il restauro di san Pietro nel 2000 é stato pagato in buona parte dall’ENI che ci ha fatto pubblicità per alcuni anni. Esca dal bar e giri il mondo.

  21. il murale ormai schiarito da tempo, era un semplice murale insignificante e che saprebbero fare anche gli studenti di 2′ classe del liceo artistico.

    • muttly says:

      Oltre alle tontese sa dire cose intelligenti ? Perchè non cancella la gioconda e la rifà, tanto è solo un ritratto che saprebbero fare anche gli studenti di seconda del liceo artistico.
      Per le sue idee schiarite le consiglio lo scallatoio, forse alla seconda la rifanno meglio

  22. Pietro says:

    Vito, stavolta hai toppato…e di brutto pure.
    Mi dispiace. Dovresti essere tu a chiedere scusa. giusto invece proporre a Sciola di farne un’altro. Ma quello era irrecuperabile. Purtroppo. E molti di noi che viviamo da quelle parti non abbiamo mai nemmeno saputo che quel murale fosse di Sciola….mea culpa ma è così.

    • Per cosa dovrei chiedere scusa?

      • Valentina says:

        Per l’approssimazione populista con cui hai commentato una notizia senza conoscerne i dettagli.

        • Quindi il comune di Cagliari non ha nessuna responsabilità? E di chi è la colpa di uno scempio simile? Del dirigente? Una pratica simile è stata per mesi all’attenzione dell’amministrazione e l’assessore Frau ammette di avere scoperto il fattaccio solo ieri!
          Io so che un’opera d’arte è stata distrutta, che il comune ha dato il via libera e che l’assessore Frau afferma che non c’è stata nessuna violazione. L’analisi dei dettagli la lascio a lei.

          • L’opera di Sciola e’ andata persa perche’ non si poteva fare diversamente, esiste una relazione tecnica e onestamente chiunque sia passato la’ sotto e abbia alzato lo sguardo potra’ confermarla. Non c’e’ colpa in questo da parte del Comune, poiche’ si tratta di un proprieta’ PRIVATA e neppure sottoposta a vincoli. Semmai la colpa e’ del Condominio che non ne ha avuto cura. Frau scopre il tutto solo adesso perche’ queste pratiche sono ordinaria amministrazione e non passano sul sul tavolo, questa e’ la realta’. Non c’e’ stata nessuna violazione, che ti piaccia o no. E gli scempii sono altra cosa, Tuvixeddu, e ripascimento del Poetto solo per citare quelli macroscopici.
            La conoscenza e l’analisi dei dettagli sono la base della notizia, diversamente si fa solo demagogia e disinformazione. Oppure militanza politica.

            • E’ inutile, lei confonde un assessore o un sindaco con un capocondomino. Lei parla di violazioni, io di politica.

            • roberta says:

              sono d’accordo con te,biolchini dimostra di essere un dilettante un giornalista che non analizza i dettagli della vicenda, ma che soprattutto lede l’onorabilità del condominio, la professionalità del direttore dei lavori e del comune di cagliari.

  23. http://www.facebook.com/notes/paolo-frau/le-mie-verifiche-sulla-vicenda-del-murale-di-piazza-repubblica/10201117249467337

    Dalla pagina Facebook dell’assessore Paolo Frau:

    Stamattina per prima cosa ho sentito al telefono Pinuccio Sciola, al quale sono legato da anni da un rapporto di stima e affetto. Gli ho detto quanto mi abbia addolorato la vicenda relativa al murale di Piazza Repubblica. Gli ho anche promesso che avrei indagato a fondo sulla cosa.
    Della vicenda, voglio chiarirlo subito, sono venuto a conoscenza solo ieri sera, nei momenti conclusivi del Consiglio Comunale, e quindi solo stamattina ho potuto occuparmene.
    Vi illustro gli esiti della mia verifica, citando in carattere corsivo i punti salienti della relazione tecnica dei lavori.

    A seguito dell’intervento dei Vigili del Fuoco, il condominio di Piazza Repubblica ha comunicato all’amministrazione comunale, come prevede l’articolo 88 del Regolamento Edilizio, di dovere procedere alla demolizione di parti pericolanti della parete esterna dell’edificio, a tutela della pubblica incolumità.
    L’articolo 88, voglio ricordarlo, in circostanze simili dà ai proprietari la facoltà di adottare misure urgenti dimessa in sicurezza, senza la necessità di autorizzazioni espresse.
    Nel corso dei lavori è venuta alla luce una situazione ben più grave di quella apparente.
    Il muro perimetrale era costituito da due pareti di mattoni, separate da una camera d’aria. La parete esterna, realizzata con mattoni da 8cm disposti a coltello, «per un originale difetto di cottura dei manufatti, e per il dilavamento a cui essa è stata assoggettata nel tempo» è stata interessata da un «diffuso sfondamento […] con l’apertura di consistenti brecce.»
    «Tuttal a superficie del prospetto è interessata da una diffusa “ragnatela”di microlesioni che ne pregiudicano un efficace risanamento».

    Il prospetto dell’edificio, in sintesi, già nella fase di messa in sicurezza risultava compromesso. Successivamente, nello studio dell’attuale intervento di ripristino, è emerso che:
    «In conseguenza della fenomenologia riscontrata appare pertanto non realizzabile la ricucitura delle fessurazioni e delle lesioni, e la ripresa della tinteggiatura del prospetto e del dipinto murale esistente, che appare irrimediabilmente danneggiato. […]
    Si rende necessario […] la demolizione dell’intero strato esterno in laterizio della parete […] la ricostruzione della parete esterna con”foratoni” in laterizio da 12cm.»

    Non si è trattato quindi di una semplice tinteggiatura, o della rimozione di un intonaco e del murale che lo ornava, ma della demolizione dell’intera parete esterna dell’edificio, che per motivi strutturali non era più in grado di reggere.
    Vorrei ora precisare che pratiche di questo tipo, e così motivate, non passano dalle scrivanie di Sindaco e Assessore, ma sono gestite dai tecnici comunali sulla base di fondate documentazioni che ne giustifichino la necessità e la legittimità. Aggiungo, solo per completezza di informazione, che il murale non era sottoposto a nessuna tutela da parte della Soprintendenza.

    Mi attiverò assieme agli altri colleghi della Giunta perché la perdita del murale di Piazza Repubblica sia compensata prestissimo da altre occasioni di intervento su scala urbana per Pinuccio Sciola e altri artisti.

  24. Il sindaco ha risposto a me, nella sua fanpage, su facebook:

    “Mi sono informato e gli uffici mi hanno detto che si tratta di un intervento che il condominio deve fare per “rimozione stato di pericolo”. C’è stato anche un intervento dei vigili del fuoco. La richiesta del condominio è di ottobre 2012. La nostra autorizzazione è di febbraio 2013, ma non era necessaria perchè ai sensi dell’art. 88 del Regolamento Edilizio quando c’è pericolo di crolli il proprietario può intervenire subito prescindendo dalla nostra autorizzazione.
    Ho incontrato Pinuccio Sciola anche di recente e lo stiamo coinvolgendo insieme ad altri artisti su tanti fronti. L’assessore alla Cultura sta promuovendo diversi interventi sulle pareti grigie presenti in città, spero che possa essere ripristinato anche quello di piazza Repubblica.
    A presto, Massimo Zedda.”

  25. anonimo says:

    Tranquilli, tranquilli. L’assessore all’urbanistica,Paolo Frau, ha fatto le sue verifiche e sarà un terremoto, come al solito. Ha anche telefonato a Pinuccio Sciola per partecipargli il suo dolore.

  26. Di Legno says:

    Non è possibile che la amministrazione comunale di Zedda si potesse occupare di una cosa privata come il murale di Sciola. Regolamenti alla mano non si poteva fare nulla.
    Non è possibile rinfacciare alla amministrazione di Zedda la chiusura del Teatro dell’Arco: mica era uno spazio comunale!!!
    Non è possibile incolpare l’amministrazione di Zedda per non aver preso posizione sulla Manifattura Tabacchi ancora chiusa: mica è uno spazio comunale!!!
    Mica si può incolpare l’amministrazione di Zedda di non avere inserito gli spazi della manifattura e del teatro delle Saline nel piano della cultura: mica sono spazi comunali!!!
    Mica si può incolpare l’amministrazione di Zedda dello scarso successo dei soldi spesi per l’Arena Puggioni: e mica è colpa di Zedda se gli organizzatori non sono abbastanza bravi!!!
    Mica si può incolpare l’amministrazione di Zedda per la situazione in cui versa l’Anfiteatro e per non avere alcuna idea su cosa fare: è in preparazione un concorso di idee perché qualcuno tiri fuori l’idea, appunto. E mica è l’amministrazione comunale a dover avere idee per il governo della città. E poi è tutta colpa di Delogu e di Meli e di Emilio Floris e di Cappellacci e di Monti e di Letta e di Berlusconi, mica di Zedda.
    Non è possibile incolpare l’amministrazione di Zedda per il fatto che i bandi per gli spazi pubblici sono in alto mare: si sta procedendo secondo la legge e decidono tutto i funzionari che sono cattivi perché nominati dalla destra. Mica è colpa di Zedda.
    Mica si può incolpare l’amministrazione Zedda per come sono distribuiti i fondi per la cultura: decide tutto un algoritmo e c’è una commissione di persone che nessuno conosce, che non conoscono nemmeno la città in modo da non essere influenzabili ma che decidono quali sono i progetti che possono avere il migliore impatto sulla città che non conoscono. Mica l’Amministrazione Zedda deve entrare nel merito di come spendere i soldi della cultura.
    E non si può mica criticare l’amministrazione Zedda buttandola in politica. Mica una amministrazione comunale fa politica: semplicemente applica la legge e basta.
    Sono sicuro che non si possano fare colpe a questa amministrazione che sta lavorando benissimo e che sicuramente darà il suo contributo al trionfo del centrosinistra alle regionali.
    Di sicuro.

  27. ORMAI IL DANNO E FATTO…

    ED E SCONTATTO CHE GLI EVENTUALI O L EVENTALE RESPONSABILE NON VERRA MAI FUORI….LA PROPOSTA DI VITO E’ GIUSTA ….. ” chiedere scusa all’artista e commissionargli uno o più murales in segno di risarcimento a lui e alla città “

  28. asociacion circolo sardo ichnusa madrid says:

    SOLIDARIETA`ALL’ARTISTA PINUCCIO SCIOLA. Caro Pinuccio, l’appoggio e la solidarietà di tutti i sardi a Madrid per l’incredibile distruzione del tuo murale che, per anni, aveva contribuito ad abbellire la vita nella città di Cagliari.
    Asociacion Circolo Sardo Ichnusa Madrid

  29. giuseppe m. says:

    “..commissionargli uno o più murales in segno di risarcimento a lui e alla città”. ma che pazzia è? sarebbe ancora più schifoso verso l’artista. meglio lasciar perdere come si fa ormai con tutto in Italia. lasciate perdere anche voi, non ne parlate più. metteteci una pietra sopra.. scusate. che schifezza incredibile.

  30. paulsc says:

    Il Sindaco Zedda ha già risposto nella sua pagina…

      • Stefano Pili says:

        Mi pare sia questa la risposta, l’ha pubblicata Thomas Castangia sul profilo privato di Massimo Zedda su FB: “La vicenda ha colpito e stupito anche me. Mi sono informato e gli uffici mi hanno detto che si tratta di un intervento che il condominio deve fare per “rimozione stato di pericolo”. C’è stato anche un intervento dei vigili del fuoco. La richiesta del condominio è di ottobre 2012. La nostra autorizzazione è di febbraio 2013, ma non era necessaria perchè ai sensi dell’art. 88 del Regolamento Edilizio quando c’è pericolo di crolli il proprietario può intervenire subito prescindendo dalla nostra autorizzazione.
        Ho incontrato Pinuccio Sciola anche di recente e lo stiamo coinvolgendo insieme ad altri artisti su tanti fronti. L’assessore alla Cultura sta promuovendo diversi interventi sulle pareti grigie presenti in città, spero che possa essere ripristinato anche quello di piazza Repubblica.
        A presto, Massimo Zedda.”

      • Ajo, oh Vito. Tu che sei un giornalista di razza dovresti fiutarle al volo queste cose. Mo’ che sei anche su Facebook dovresti averla già letta. Comunque c’è anche quella dell’assessore Frau: tutta roba che, tu che sei un giornalista di razza, avresti potuto scoprire con tre telefonate.

  31. Riccardo says:

    Vito, sono d’accordo con te. E’ surreale che il sindaco e l’amministrazione pubblica non abbiano maggiore controllo dell’operato dei dipendenti comunali, ma ti ricordo che siamo in italia, questo controllo limitato è stato concepito per evitare che il sindaco di turno potesse obbligare i tecnici a istruire pratiche arbitrariamente decide dal Sindaco o dalla giunta regionale senza che vi fosse l’approvazione della cosa come norma o legge da parte del consiglio comunale.

    L’esempio del murales di Sciola a parer mio metterà luce su anche altri beni identitari da salvaguardare che erano stati ignorati dal adeguamento del PUC al PPR del 2009.

    E comunque ripeto nessuno nell’amministrazione pubblica ha la sfera di cristallo per sapere che succede in ogni ufficio comunale dell’edilizia Privata, e anche se fosse così ripeto i tecnici sono li per concorso e ne il sindaco ne le giunte di qualsivoglia partito li possono influenzare più di tanto se non aggiungendo norme a salvaguardia.
    Il sindaco è un sindaco non è un imperatore la cui sola parola costituisce legge.
    Poi è chiaro che ne stai facendo una questione politica ed è tuo diritto in quanto siamo in un paese democratico in cui ogni cittadino ha il diritto di esprimere le proprie convinzioni giuste o sbagliate che siano.
    Io non sono ne a favore ne contro Zedda, in quanto per alcune cose mi è piaciuto per altre no. Io ho solo contestato la tua valutazione delle responsabilità che sono fuorvianti e a mio parere, perché anche io come te ho diritto alle mie opinioni, si sta strumentalizzando la perdita di un opera d’arte solo per fare propaganda gratuita.
    Se ci fosse stato Fantola in questo momento starei difendendo la sua giunta le mie critiche non hanno colore politico, le mie critiche hanno l’amaro in bocca che la discussione su chi ha la responsabilità politica del fatto distolga dal dialogo su come rimediare alla cosa.
    Come amico di Pinuccio io spero tanto che l’amministrazione assieme al condominio del palazzo in questione possano arrivare a un intesa e magari far sostituire l’opera con la medesima o forse con un altra. Perché è anche vero che ogni opera d’arte è unica e magari potrebbe essere questa l’occasione per Pinuccio di poter compiere una nuova opera.

  32. casumarzu says:

    senza entrare nei tecnicismi urbanistici e culturali che altri meglio di me sapranno illustrare, vorrei approfittare di questo blog per dare atto al mio amico Paolo, co-frequentatore della piazza Repubblica di quegli anni, che per primo tra noi apprezzò e riconobbe la grandiosità dell’opera. Altri che frequentavano la piazza Repubblica negli anni delle retate disposte con il decreto ministeriale “Cossiga”, dopo un approccio polemico, incominciarono ad apprezzare quando l’illuminazione valorizzatrice pose fine al deposito di siringhe e urine che si accumulava su quel lato dell’UPIM.
    La storia siamo noi

  33. Aggiungo che in pizza Galilei l’altrettanto importante opera di Rosanna Rossi, il Cerchio di luce, attende ancora un’adeguata illuminazione notturna. Un altro caso di commissione privata da trattare comunque come bene pubblico. Per quanto riguarda Sciola credo che il danno sia irreparabile.

  34. Gianfranco Carboni says:

    Caro Giovanni, caro Vito, a Cagliari abbiamo un problema. Stiamo andando avanti a figuracce, io Vito tenevo molto a quel prospetto di Piazza Repubblica. Altrettanto al puzzle in Piazza Galilei. Andando di questo passo ci rimane, dopo il doveroso ringraziamento ai romani ed ai pisani per le Torri, solo il THOTEL come espressione di contrassegno urbano. Nel frattempo caro Giovanni, il PUL aspetta il PPR pure, il PPCS in discussione ancora dopo anni. Non è chiaro nulla, senza polemica rancori o che dir si voglia incolpare chi scrive, Abbiamo molto creduto in una rivoluzione dei metodi e delle politiche, durante e dopo le elezioni amministrative, facendo 20 passi indietro. Purtroppo dobbiamo constatare che: Houston non risponde ed è un problema. Avevamo aspettative normali, che che si dica, ormai siamo al dispiacere fondato sull’analisi dei risultati. E salutando lascio ad altre occasioni la questione degli spazi musicali. Con affetto.

  35. Sul fronte politico, nell’interrogazione, ho fatto una richiesta che ripeto in continuazione anche in aula (non in solitudine, per fortuna) è che spesso è alla base di scelte sbagliate o frammentarie di fondo:

    “anche al fine di scongiurare ulteriori situazioni di danno per la città di Cagliari, quale sia lo stato dell’arte dell’adeguamento del PUC al PPR e se sia in corso la mappatura dei beni culturali e architettonici da salvaguardare.”

    Su tale programmazione il Comune di Cagliari è in ritardo dal 2006. La precedente amministrazione non lo ha fatto per 5 anni, speriamo che anche questa non raggiunga tale triste traguardo. Però rilevo – con rammarico – che anche tanti miei colleghi di maggioranza sono molto più interessati ad interventi “spot” anche di rilevante impatto urbanistico, piuttosto che ad una obbligatoria pianificazione del suo insieme. Se così sarà non avremo fatto nessun passo in avanti rispetto al passato.

    • Vorrei che fosse chiaro alle tifoserie pro e contro sindaco, che la questione del murales è il sintomo non la malattia.Cosa che appare abbastanza chiara all’estensore dell’interrogazione, che condivido e che avevo sollecitato già ieri.
      Il punto politico è che non c’è una visione, un progetto di quale città si vuole delineare, sul piano economico,urbanistico e culturale. E non perchè manchi la strumentazione ordinamentale, quella è conseguente all’idea che si ha del tipo di sviluppo della città. Essendo Cagliari la capitale dei sardi questa assenza di progetto-visione produce danni al sistema Sardegna non solo alla città in sé o al suo hinterland. Non ci sono scorciatoie mediatiche che tengano; i grandi temi delle città-regione, sono complessi e hanno bisogno di visione e capacità di governo in senso lato.
      La dico con una battuta: non basta candidare Cagliari a capitale europea della cultura per avere un progetto culturale che faccia della cultura un fattore di sviluppo. E a onor del vero, neanche Cagliari capitale della Sardegna.

      • Lasciamo perdere capacità e visone. E’ legittima caro Mororosso tua analisi peraltro mi chiedo e ti chiedo per comprendere meglio se esistono due “Poetto” divisi dai confini acquatici nel mare. No. Ne di Quartu, ne di Cagliari eppure si fanno due PUL come se il mare dividesse i problemi. questo per significare che o sia ha una visone d’insieme o le varianti o i progetti per stralci non portano da nessuna parte.

        • Carisimo Gici, trovo intelligentemente marzulliana la tua interrogazione,il che non esime chi amministra dall’avere cognizione e capacità di delineare un’idea e del come realizzarla. I confini geopolitici con i quali fare i conti attengono al gioco e al confronto-scontro democratico. In ogni caso anche se non esistessero, in assenza di progettualità d’idee, saremo sempre lì.

        • Gianfranco osservazione corretta (che, invero, ha sempre condiviso anche Massimo). Il danno fu fatto all’atto della costituzione del parco perchè i due capoluoghi pretesero diritto di vita e di morte sul poetto di propria competenza nella speranza di costruire persino sulle saline alberghi e casinò (inutile evocare il nome del proponente che non c’è più).
          Il riparo sulle grandi speculazioni lo ha posto Soru, col PPR, sebbene Cappellacci, col piano casa 1,2,3,4,5, ecc. lo stia minando per pezzi (già arrivano le prime autorizzazioni a costruire un piano in più fronte mare …).
          Ora teniamocelo diviso e speriamo che i due sindaci (e i relativi consigli) siano capaci di ricongiungerlo idealmente.

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