Cagliari / Sardegna

Ci scrive Sulaiman Hijazi: “I musulmani cagliaritani incontreranno il Papa e digiuneranno con lui. Contro la guerra e contro il razzismo”

Sul caso Kyenge a Cagliari ci sono due correnti di pensiero: la prima è che il ministro abbia rinunciato alla sua presenza in città in occasione della visita di Papa Francesco il prossimo 22 settembre in seguito alle furiose polemiche scatenate dalla destra (con le ignobili prese di posizione dei giovani del Pdl e di Fratelli d’Italia) che hanno fomentato (in parte) una vergognosa campagna razzista sui social network; la seconda corrente di pensiero ritiene invece che la presenza della Kyenge in realtà non è mai stata ufficializzata e che anzi (come ha scritto per giorni La Nuova Sardegna) non c’è mai stato alcun elemento che potesse far credere che il ministro sarebbe stato a Cagliari.
Dopo “l’annullamento” della visita del ministro di origini congolesi, la comunità musulmana di Cagliari aveva dunque deciso di disertare l’incontro col Papa. Ora però ha cambiato idea e annuncia che sarà in prima fila il 22 a salutare Francesco, oltre ad accogliere il suo invito di un digiuno per la pace in Siria sabato 7. Mi sembra una buona notizia.

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Abbiamo accolto la notizia della visita del Papa con grande gioia fin dall’inizio e sono stato io a fare richiesta per poterlo incontrare a nome della comunità musulmana. Quando poi abbiamo saputo che sarebbe stato il ministro Kyenge ad accoglierlo ci aspettavamo delle polemiche, ma non fino a questo livello e abbiamo deciso quindi di non entrare nel merito della discussione, fino a quando l’Unione Sarda non comunica la decisione, da parte del governo, di sostituire il ministro Kyenge con il ministro Cancellieri a causa delle numerose polemiche. A questo punto abbiamo deciso di non incontrare più il Papa come forma di protesta, non verso di lui, ma nei confronti di chi ha preso questa decisione.

La nostra decisione è stata presa non contro il Papa, ma nel rispetto delle sue parole, contro il razzismo e la discriminazione.

Dopo questa nostra presa di posizione, siamo stati contattati da diversi esponenti della politica cagliaritana, i quali ci hanno assicurato che il cambio di programma non è stato per motivi di razzismo, ma per questioni pratiche e organizzative.

Se queste sono le vere motivazioni saremo in prima fila per salutare il Papa e accogliamo il suo invito a digiunare durante la giornata del 7 settembre per la guerra in Siria.

Sulaiman Hijazi
Presidente dell’associazione islamica El Hoda

 

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