Politica / Sardegna

Come si legittima una leadership? Oltre le primarie, l’intrinseca debolezza di Francesca Barracciu e Michela Murgia

Chi legittima i candidati alla presidenza della Regione? Come si certifica la loro leadership? La questione non è di poco conto. Il centrosinistra, consapevole dei limiti sempre maggiori del sistema partitico, in questi anni ha chiamato i suoi elettori ad essere parte attiva attraverso lo strumento delle primarie. Il centrodestra, al contrario, ha sempre delegato ogni scelta a Silvio Berlusconi: tanto più il leader supremo decide in solitudine, quanto più la sua indicazione è ritenuta di qualità. Tutti altri partiti, in assenza di alleanze (e dunque non avendo la necessità di fare sintesi), hanno sempre affidato la scelta agli organi di partito.

Ora però nel centrosinistra sardo la macchina delle primarie si è pericolosamente inceppata. Cos’è accaduto?

Il primo grande errore è stato commesso dal Pd che ha cercato proprio di non farle le primarie. La situazione politica nazionale e i nodi irrisolti regionali (primo fra tutti il ruolo di Renato Soru e la valutazione, mai effettuata, della sua esperienza di governo) hanno spinto a lungo la dirigenza democratica a cercare un candidato unitario così forte da poter contemporaneamente unire il partito e scoraggiare gli alleati dal cercare una possibile alternativa.

Questo approccio ha però rafforzato la volontà dei piccoli partiti di evitare il confronto con gli elettori, generando tra i cespugli fantasie malsane rappresentate da improbabili “candidati di sintesi” in grado di fottere quello designato dal maggior partito della coalizione e garantire loro una rendita di posizione (e questo è il secondo errore), lontano dalla legittimazione delle urne.

Solo che ai cespugli è andata male: perché il Pd, in assenza alla fine di una posizione unitaria, le primarie le ha dovute convocare a marolla e loro sono rimasti senza braghe e con una serie di argomentazioni una più inverosimile dell’altra, tra cui “queste sono solo le primarie del Pd!”.

Ma cosa ha impedito a Sel, Rossomori, Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi, Idv e Upc di candidare qualcuno alle primarie? Niente, se non la volontà di quasi tutti questi partiti di far saltare le consultazioni. Peraltro, proprio la presenza di quattro candidati di area Pd avrebbe dovuto spingere i cespugli a presentare un candidato, le cui possibilità di riuscita (vista la frammentazione dei democratico) sarebbero state oggettivamente alte. Invece niente.

Il terzo errore lo ha commesso Sel, un partito che con la sua condotta sta letteralmente vandalizzando il centrosinistra sardo. Dopo aver scelto di non presentare alcun candidato, prima ha incredibilmente teorizzato il superamento del sistema delle primarie, poi ha cercato di intorbidire le acque proponendo con modi e tempi sbagliati l’allargamento dell’alleanza al M5S e a Michela Murgia, poi ha chiesto il cambio delle regole delle primarie, poi ha cavalcato candidature inverosimili (don Ettore Cannavera), poi ha definitivamente delegittimato le primarie al punto tale che la situazione è ad un bivio: o saltano le consultazioni già fissate per il prossimo 29 settembre o il partito uscirà dal centrosinistra.

Oggi la seconda opzione mi sembra la più credibile, visto il tono delle ultime dichiarazioni di Michele Piras e Luciano Uras e dall’emorragia di consensi verso la candidatura di Michela Murgia. Prima Romina Congera (già assessore al Lavoro nella giunta Soru) ed ora Lilli Pruna (presente nello sfortunato listino di Soru nel 2009 poi candidata alle ultime politiche con Sel) hanno deciso di sostenere la causa indipendentista. Se queste sono le scelte dei dirigenti, figuriamoci quelle degli elettori… Se tutto continua così, non mi sorprenderei se fosse Sel tutta intera ad abbandonare il centrosinistra e finire tra le braccia della Murgia.

In questa situazione, da cosa sarà legittimato il vincitore delle consultazioni già fissate per il prossimo 29 settembre? Soltanto dal numero degli elettori che si presenteranno ai seggi, come dice oggi ai giornali il segretario del Pd Silvio Lai? È un po’ poco e soprattutto, è insensato: le primarie dovrebbero legittimare a prescindere dal numero dei votanti, un po’ come le elezioni, che se anche si presentano in dieci ai seggi sono valide.

La verità è che, polemiche a parte sull’assenza di un programma e sul quadro incerto delle alleanze (elementi importantissimi ma usati finora in maniera strumentale) e sulle “primarie del Pd”, i due candidati maggiori (Francesca Barracciu e Gianfranco Ganau) sono oggettivamente deboli: non “sfondano”. La loro legittimazione è tutta interna alle correnti che li sostengono, e niente più. Peraltro, ai fattori di debolezza politica che li contraddistinguono rischia di aggiungersene un altro, legato a questioni giudiziarie. E se malauguratamente la Barracciu dovesse essere coinvolta nell’inchiesta sui fondi ai gruppi consiliari (che da lunedì dovrebbe avere una nuova accelerazione), cosa succederebbe?

Gianfranco Ganau (che qualche problemino con la giustizia ce l’ha già), in una intervista all’Unione Sarda ha provato a delineare l’approccio possibile del Pd alla questione morale.

Ma la sua vicenda giudiziaria non è un handicap per la sua corsa alla carica di governatore?
Sì, lo è. Ma io ho la coscienza pulita e sento il dovere, oltre il diritto, di continuare la mia attività. (…) La forza per andare avanti deriva dalla certezza di non aver commesso alcun illecito e dalla fiducia nei giudici che certificheranno la mia onesta”.

Ma gli elettori del centrosinistra accetteranno un atteggiamento così autoassolutorio da parte di un candidato indagato?

Alla Barracciu (la grande favorita) per essere legittimata non basterà aver raccolto ventimila firme a sostegno della sua candidatura né vincere le primarie sconfessate dagli alleati: dovrà anche convincere gli elettori degli altri partiti del centrosinistra, dovrà convincere l’opinione pubblica. Al momento invece la sua è una candidatura intrinsecamente debole, tutta interna alle correnti del Pd.

E quindi che si fa? È possibile oggi fermare la macchina delle primarie e trovare un candidato per il centrosinistra con maggiori chance di vittoria rispetto a quello che eventualmente uscirebbe dalle primarie del 29 settembre? Ed è possibile immaginare che la legittimazione arrivi sempre dal popolo e non dai partiti?

Io non penso che si possa prescindere dalle primarie, ma non penso neanche che questa situazione di stallo possa perdurare, se non con effetti devastanti. Il Pd non può perdere alleati e allo stesso tempo neanche allargare la sua base di consenso. Serve chiarezza. Serve una via d’uscita politica a questo casino.

Le primarie sono imprescindibili, ma così come si stanno prefigurando, per colpa e responsabilità di tutti i partiti della coalizione, rischiano di essere una inutile prova di forza. Così diviso, il centrosinistra perderà. Ma anche Michela Murgia perderà: perché la sua legittimazione (e lì torniamo) arriva da un piccolo partito e dai giornali nazionali: troppo poco per poter vincere le elezioni. Troppo poco.

A questo punto, per come si stanno mettendo le cose a poco più di cinque mesi dalle elezioni, per battere il centrodestra ci vuole uno sforzo di buonsenso, intelligenza e di unità fra tutte le forze democratiche sarde. Con le primarie come strumento sovrano di selezione di una candidatura che non può essere né debole né autoreferenziale, ma realmente condivisa dal popolo e aperta a tutti coloro che ritengono che il rischio di una conferma del centrodestra alla guida della Regione vada evitato ad ogni costo.

Francesca Barracciu e Michela Murgia devono fare al più presto i conti con l’intrinseca debolezza delle loro candidature e dei loro schieramenti. Altrimenti le elezioni le rivince Cappellacci. Sicuro.

 

21 Commenti

  1. Caro Vito, ti informo che tra gli alleati del csx sardo ( ma anche nazionale) esiste il Centro Democratico. Roberto Capelli è uno dei deputati che rappresentano la Sardegna in Parlamento. Grazie per l’attenzione e complimenti per i tuoi articoli. DADA

    • chiricheddu says:

      Centro Democratico che con soli 5 mila voti ha eletto un deputato in Sardegna? Deputato Roberto Capelli, già assessore alla sanità con il centro destra e accerrimo nemico del PPR? Il csx sardo ha di che esultare per simili alleati!

  2. Lilli Pruna says:

    Caro Vito, quello che penso delle primarie l’ho scritto mesi fa e la situazione in cui siamo sembra proprio darmi ragione, purtroppo. Non ho affatto deciso di sostenere la causa indipendentista, sono andata ad incontrare Michela Murgia perché mi interessa quello che dice e il modo in cui lo dice. E’ una donna di straordinaria intelligenza e con una energia incredibile. Se vuoi farti una risata, a proposito della “causa indipendentista”, ho detto a Michela che la mia aspirazione è che la Sardegna diventi un protettorato cinese, così avremmo una 131 completamente finita in meno di 3 mesi…
    Il mio sguardo sul mondo non passa dall’identità ma dalle disuguaglianze. E’ per questo che SEL rappresenta il mio ambito di riferimento politico. Però capisco quanto sia forte e motivato, oggi, l’anelito di indipendenza.
    Per il resto, caro Vito, resto convinta che si debba costruire un programma – fatto di punti semplici, chiari, irrinunciabili e condivisi (non 100 pagine che non legge nessuno ma pochi fogli) – attraverso assemblee territoriali aperte, e che da questo si debba partire. Un programma per una coalizione ampia e coesa. Ci sarà? Non lo so, ma si deve provare. E in fretta, lasciando perdere le polemiche inutili.
    Ciao, Vito.

    • Francu says:

      La compagna pruna la pensa come me! Io però preferivo consegnare le chiavi di casa ai tedeschi, ma diarerusu però! Atru chi indipendentismu. Una dipendenza solida che finalmente esalti al meglio il nostro spirito servile. Ma almeno ci troviamo un padrone che ci porta benefici (ma cummenzendi a traballai però)

  3. Io ritengo che l’egoismo e la scarsa lungimiranza dimostrati fino ad ora dai Dirigenti di tutti i partiti del centrosinistra, metterà in serie difficoltà tutti.
    È così difficile sentire la base?
    Perché sono stati i dirigenti a decidere chi poteva candidarsi?
    Perché persone benvolute e con seguito, sono state messe in panchina per far spazio ai soliti noti, che ora, allo stato dei fatti, non entusiasmano più nessuno?
    Perché in Sardegna i veri outsider stentano a venire fuori?
    Io credo che qua’ in tanti debbano fare un bel ” mea culpa”, ed analizzare bene la situazione.
    Condivido il post precedente: una candidatura vera può venire solo dalla gente comune.
    Dei segnali in tal senso, in sondaggi in Facebook c’erano già, ma qualcuno furbescamente ha preferito,ignorarli, ma ora ci si scontra pesantemente con la realtà.
    Se il centrosinistra vuole essere credibile e non autoreferenziale, corregga il tiro, e si riproponga collaborativo alle forze minori, le cui motivazioni non sono da ridursi semplicemente al ” sono Primarie del PD”.
    C’era anche la difficoltà di raccogliere 5000 firme ad agosto per i partiti non strutturati come il PD, e lei stesso Biolchini ne parlò in un post ” provocatorio” sulle CD primarie ” fintamente” aperte.
    Ed è ciò che sta accadendo e che hanno ” svelato” e ” sventato” i partiti minori.
    Ed è giusto e doveroso ricordarlo!
    Qua’ il punto è un altro: le candidature femminili attuali, non entusiasmano.
    e’ un dato di fatto, e le loro ” diatribe” mediatiche, hanno fatto perdere loro tanti punti.
    Ad ognuna di loro!
    Ormai il danno di immagine, di comunicazione è fatto; quindi, non so se suggerendo loro di unirsi come propone lei, Biolchini, si salvino ” capra e cavoli”, anzi.
    Noi crediamo si debba cercare un’ altra alternativa, altrove; si cerchi qualcuno in grado di fare ” sintesi” e di ottenere più gradimento, non dai circoli letterari, né dai meri supporter di partito.
    In tal senso, condividiamo invece il commento precedente.
    Si cerchi nella CD. Società civile, nel mondo del volontariato, nel terzo settore: gente molto, molto preparata, ma sopratutto con tanta humanitas ce ne è tanta.
    Informatevi, oppure fate un sondaggio: il nome verrà fuori senz’altro, anche se gli “addetti ai lavori” e ufficiosamente parlando, già lo si conosce.

  4. a sostegno di una candidatura Forte di donna del non profit! says:

    Concordo sul discorso della necessità di stilare un programma, e che questa sia la priorità rispetto al nome del candidato Governatore super partes, ammesso che ci sia ( ma non perché non ci siano persone degne, quanto piuttosto perché con le gelosie dell’essere umano, mi sembra difficile che avvenga).

    Dato che, ai fatti ciò non è avvenuto, che vogliamo fare?
    Andiamo avanti, o continuiamo a perdere tempo nella speranza che tra gli attuali scesi in campo, si crei un’empatia generale/consenso che non c’è ?

    Trovo che la proposta di R. Sia condivisibile.

    In questa bagarre attuale abbiamo: politici “di professione”, nuovi ” tecnocrati” ( credo che già solo questa parola evochi paura!), studenti universitari.

    Questo è il massimo che poteva mettere in ” vetrina” il centrosinistra?
    Mi auguro proprio di no…

    Ho letto il link postato sul Terzo settore; è fuor di dubbio il suo valore, e il fatto che il
    Più delle volte chi fa volontariato si sostituisca alle carenze delle istituzioni.
    Perché negarlo?

    La realtà e un’altra: il centrosinistra aveva paura della candidatura di Cannavera, ed ora ha paura a fare la candidatura di un’altra persona, giovane, magari anche donna, proveniente dal Terzo settore.

    Tutto qui’.

    Perché?

    Io ho delle risposte, ma mi farebbe piacere iniziare con voi tutti, una discussione seria su questo aspetto.

    Perché secondo me, una Rappresentante della cd. “società civile” sarda, ci vuole, eccome!
    Ripeto, ” provocatoriamente”: Di cosa si ha paura?

    • Comunista (non di SEL) says:

      Quando sento parlare di società civile metto mano alla pistola. Qui abbiamo bisogno di persone preparate ed esperte quanto a far funzionare i PRIMI SETTORI; il terzo, in un Paese che funziona, è di complemento e tale deve restare, perché se c’è qualcosa che gli fa perdere credibilità, come capita pure spesso alla magistratura quando i magistrati scendono in politica (pratica nota nel partito dell’ennesima salvatrice della patria di cui non si fa neanche il cognome …) è che ci siano soggetti che si mettano ambizioni politiche.

      • Terzo settore forever! says:

        Ma guarda che gente che lavora come esperto nei ” primi” e “secondi” settori, che poi fa anche volontariato nel Terzo settore ce ne è tanta davvero.

        E lo dicono i numeri ed i curricula che per alcuni di loro, sono pure visionabili in Internet.
        Guardati anche le CD vacancy per ricoprire gli incarichi pubblicate dappertutto: sono dei super-esperti.

        Quindi perché mai pensi che chi lavora per il volontariato, non dovrebbe essere competente, o lo sia meno degli altri?

        In realtà è tutto l’opposto,
        informati meglio.

        Ed hanno anche un grande seguito, sai: per cui, catalizzerebbero i voti.
        O è proprio questo che si teme?
        Meglio tanti capi, correnti, correntine/aree, che pochi ma buoni?

        P.s. Non vogliamo né politici di professione, né letterati ” prestati” alla politica, ne tanto meno pseudo/tecnocrati!
        —————
        Desideriamo gente preparata e competente, che se oltre al lavoro, dedica pure il suo tempo ai più deboli, allora ci convince di più!

        • Casu axedu says:

          Anche qualche consigliere regionale del pD viene dal volontariato, ma mi sembra che non abbia brillato…

          • Re: candidato terzo settore says:

            Si Casu Axedu, ma per una ” mela marcia” non vuol dire che le altre non siano rimaste intatte e belle!
            🙂

            Quindi, non sbarriamo la strada a gente in gamba solo per una pregiudiziale nei confronti di casi specifici; generalizzare non serve.

            Infatti, il candidato/a del Terzo settore deve essere cercato con accuratezza ed avere requisiti di competenza, riconoscibilità e professionalità di tutto rispetto.

            Ma non cadiamo nell’esagerazione di volere un superuomo/ superdonna ( permettimi l’uso di questi termini), perché gli stessi requisiti non mi sembra siano stati ” pretesi” per gli attuali candidati.

            Io incrocio le dita.
            😉

            • Casu axedu says:

              Volevo, soltanto, far notare che qualche volta il benemerito terzo settore viene utilizzato come trampolino di lancio per carriere politiche incolori ma fruttuose dal punto di vista economico. Solo questo.

      • Giancarlo says:

        Hai ragione da vendere ! La situazione quindi é questa: il centrodestra ricandida Cappellacci (alla fine Pili torna nei ranghi dopo aver venduto cara la pelle, mentre la Lombardo aspetta un giro), ed il centrosinistra ? Purtroppo ha ragione Vito, perché la legge elettorale non dà alternative , la Murgia non sfonda, la Barracciu stravince le primarie … e poi senza accordo con i M5S (che tanto restano nel loro angolino inutile e inutili) … il risultato è quasi raggiunto. Que viva Ugo !

  5. Gianfranco Carboni says:

    Ciao amico mio, ben ritrovato, Buon Capudanni. Sarò ottimista anzi no. Da settembre a settembre ,sara’ un bel vedere,in tutti i campi: sociali economici e politici.

  6. Lorella Sassu says:

    Concordo con l’analisi fatta, ma non si può prescindere dal nodo: chi candidare?
    Prima i programmi, il “dove vogliamo andare”, il “che Sardegna abbiamo in testa” ma alla fine si deve arrivare inesorabilmente (anche se questo può sembrare semplicistico se non addirittura cinico) ad un nome da candidare per vincere. Perchè per governare bisogna prima vincere! E che piaccia o no non si vince con i programmi ma con i nomi.
    Nell’orizzonte politico sardo non si scorge molto. I vari partiti del centro-sinistra non fanno candidature non per dissenso nei confronti dei DS, ma perchè non hanno uno straccio di nome; altri non hanno le caratteristiche di affidabilità e serietà necessaria. E’ pensabile che si abbia un governatore dal quale, giorno per giorno, non si sa cosa ci si può aspettare?
    La Barracciu ha ora una carta in più: il secondo affossamento della doppia preferenza di genere. Questo l’hanno capito in molti, visto che non è apparso nessun commento negativo, sull’argomento, nei vari blog che la prima volta avevano alimentato l’ondata di sdegno (reale o fasullo che fosse).

  7. Maurizio Sale says:

    Un amicu mi narat :
    -“Biolchini est onestu, narat du chi pensat e non depet nudda a nemos!”
    Zeo l’apo torrau cust’imposta:
    -“Eia, Vito est onestu,che a su bonu de nois.
    Nemos si lu negat intas a sentèssia contra.
    In totu custas disaminas chi costumat fàchere però, lassat semper calicunu chene cussideru.
    In mesu a totu custos pischeddos de pira birde e pruna cundia, in mesu a totu custas tzìccheras de soru chi non cazat e de de murza chi non salit, calicunu arrumbat semper in foras dae su liminarzu de Biolchini. Intas si su travallu suu, ( cussu fatu intas a como e su chi est fachende in campagna po sas primarias ) mi paret seriu , de zudissiu e chene medas missaleddos mancari non si che bidat lòmpiu a missa prima!

  8. Bruno Lai says:

    La vedo grigia. Con la Murgia Marongiu che continua a fare la puritana, scaricando tutto il malumore sulle nefandezze della politica vecchio stile, salvo poi chiudersi a riccio in un tessuto narrativo piacevole ma effimero, i passi da fare saranno 40 mila, non uno, non due. Tra le altre cose, la mia visione politica è che la Murgia con Progres non sfondi: facendo quindi coalizione resterà fuori e Progres non pianterà nuovi alberi al servizio dell’ambiente. In questi casi si sacrifica il più debole, cioè Progres appunto, il cui nome girerà come opzione di appoggio, ma non potrà finire dentro come simbolo. Correndo come opzione civica, la squadra della Murgia, potrebbe anche superare la soglia del 5%, ma di fatto lei starebbe fuori. Poi occorrerà capire cosa diranno gli elettori del VOLTAFACCIA, visto che fino a poco tempo fa, continuava ad assegnare ai due gruppi PD e PDL una certa uguaglianza. Insomma, scenari ancora tutti da definire, forse con gli assessori di Ottobre tutto si chiarirà… in pratica, o si inventano che li comunicano dopo e quindi resta aperta una linea di dialogo, oppure di alleanze non se ne parla proprio. La PDL and Co. se puntano sulla Lombardo stravincono anche se a SX dovessero fare alleanze. I punti deboli sono Cappellacci e Pili, ma portano in ogni caso voti, per non parlare di Oppi che non è di certo l’ultimo arrivato.

  9. Cari miei, qua’ la situazione e’ come l’ha dipinta Vito, ma farei delle controproposte.
    Ecco le mie semplici considerazioni.

    Non basta l’endorsment a favore della Barracciu, ed alla Murgia non basta l’ausilio di altre letterate/narratrici.

    Il numero perfetto e’ tre!

    Se le suddette cercano il confronto ed il dialogo anche con una rappresentante della società civile, allora ce la possono fare.

    Perché in un fatto avevano ragione quelli di Sel: trovare un candidato del Terzo settore disposto a ridare credibilità a questo centrosinistra litigioso.

    Non è avvenuto con Cannavera, ne prendano atto, ma il settore ha elevate competenze che lavorano con ottimi risultati in Sardegna.
    Quindi, trovare un altro/a esponente del Terzo settore sardo, non penso sia così difficile; basta chiedere in giro, leggere i giornali, andare agli eventi di raccolta fondi, ai Convegni.

    Insomma, chi è nel settore conosce tutti!

    Per cui, ora se le due donne citate, e chi decide spero, con loro, capiscono che per vincere devono allearsi ed aprirsi ad un target diverso, allora la situazione potrebbe cambiare.

    Attenzione alla scelta: persona nuova, arrivati a sto’ punto, donna, conosciuta in Sardegna e con ” seguito”.
    Se entrambe smettono di fare le prime donne, qualcosa potrebbe cambiare, altrimenti vi assicuro che vince di nuovo la destra.

    • Giancarlo says:

      Scusa, ma non mi associo a questa santificazione del terzo settore. Le cose non stanno così: non é certo la provenienza che ti può dare la patente di “giusto”. Ricordo, per esempio, una nota famiglia che ancora infesta la politica sarda, e che proprio da lì trae la sua fortuna … politica (per i più giovani: intendo AIAS e i Randazzo’s ).

      • Fabrizio says:

        Si, Giancarlo la ” provenienza” non ti da’ certo la patente di giusto, ma chi fa vero volontariato per aiutare il prossimo, e sa cosa sia la solidarietà, ha un valore aggiunto rispetto agli altri, e questo è innegabile!

        Chi si adopera gratuitamente per aiutare i più deboli, e presta il suo tempo dedicandosi a chi e’ in difficolta’, ha sicuramente un quid pluris rispetto agli altri.

        Eppoi la Sardegna e’ la regione italiana con il numero maggiore di associazioni non profit, tra Onlus, cooperative, Aps ed Ong.
        Perché anche noi, come avrai capito, sono un volontario, non possiamo avere un nostro rappresentante, scusa?

        Ti posto questo link interessante:
        http://www.vita.it/non-profit/volontariato/il-volontariato-vale-8-miliardi-di-euro-ma-la-politica-non-se-ne-accorge.html

        Buona lettura!

        Un volontario da vent’anni

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