Politica / Sardegna

Don Cannavera? Meglio vescovo che candidato di una sinistra sarda in piena crisi di identità

Forse mi sbaglio ma secondo me passerà ancora qualche giorno e poi dell’ipotesi di candidatura di don Ettore Cannavera alle prossime regionali non parlerà più nessuno. Perché ritengo che il Vaticano oggi non sia nella condizione di poter concedere al sacerdote quella dispensa di cui ha bisogno per poter partecipare alla contesa elettorale. Sarebbe un precedente pericoloso e creerebbe non poche difficoltà anche al Papa, atteso fra meno di due mesi a Cagliari.

Quello di don Ettore è un atto di generosità importante, un segnale di coraggio che deve servire come esempio a tutti coloro che (credenti e non) oggi preferiscono stare lontani dalla politica. Se Cannavera è pronto ad una sfida così impegnativa, tutti lo dobbiamo essere. Non c’è niente che valga più dell’esempio, della testimonianza, e il messaggio che don Ettore ci dà è ancora una volta di grande speranza. La Sardegna non è però il Sudamerica squassato dalle dittature, dove spesso la candidatura di un religioso è stato veramente il punto di equilibrio che ha consentito a molti paesi di uscire dalla crisi. Da noi una candidatura di un sacerdote rischierebbe di creare più problemi di quelli che generosamente si propone di risolvere. Dividerebbe più che unire: anche gli stessi cattolici.

Personalmente sono d’accordo con l’intellettuale Salvatore Cubeddu (cattolico, promotore del gruppo Cresia a Cagliari, già segretario nazionale del Psd’az) che oggi dalle colonne dell’Unione Sarda afferma che sarebbe meglio che il Vaticano nominasse vescovo don Ettore: questa sì che in effetti sarebbe una novità in grado di dare una sferzata alla chiesa isolana. Una vera rivoluzione che avrebbe ricadute enormi sulla nostra società.

La disponibilità di Cannavera a candidarsi ha suscitato reazioni diverse. Gli ambienti cattolici del Pd stanno mostrando una certa freddezza, i militanti di Sel sono invece in piena euforia. Perché? Perché i comunisti sono entusiasti di un candidato che sarà tale solo dopo aver avuto il via libera dal Vaticano?

Le reazioni che si registrano in casa Sel sono la certificazione del sostanziale fallimento politico del progetto che si è riconosciuto intorno alla figura di Nichi Vendola. Il partito in Sardegna non ha un candidato spendibile alle prossime primarie e, dopo aver cercato di delegittimarle e di farle saltare, ora prova ad intestarsi personalità che con la tradizione storica e politica della sinistra non c’entrano nulla.

Siamo arrivati al paradosso che la sinistra sarda tratta Cannavera come se fosse il suo miglior campione, mentre è un sacerdote, un ministro di Dio, una straordinaria figura di religioso che da decenni onora il Vangelo di Cristo con le parole e con i fatti.

Ripeto, il problema non è (solo) la candidatura di un religioso alla guida della Regione  ma il fatto che il maggiore partito della sinistra in Sardegna si stia disperatamente aggrappando ad essa come un naufrago ad un pezzo di legno in mezzo all’oceano, che ha bisogno di un prete per rendere credibili battaglie di uguaglianza e di giustizia sociale che da troppo tempo combatte ad intermittenza, senza coerenza e senza più la necessaria credibilità.

Se la sinistra sarda appoggia la candidatura di don Ettore Cannavera significa che non sa più esprimere figure sufficientemente rappresentative della sua storia e della sua tradizione politica: cioè che è moribonda. Poi ci sarà sempre qualcuno pronto a mascherare questa scelta con un atto di generosità, di “apertura” alla “società civile”. Ma aperture di questo genere arrivano solo quando non si sa chi candidare, in caso contrario i partiti piazzano sempre i loro fedelissimi rappresentanti nei posti che contano. O mi sbaglio?

 

19 Commenti

  1. Giovanni says:

    Interessante analisi ! Ma perché allora non padre Morittu, Don Pittau ,Don follesa …o altri sono persone ugualmente autorevoli di chiesa e che forse hanno fatto le stesse o realizzato e continuano, in silenzio attività sociali e le opere che fanno parte del loro ministero! Ma possiamo ancora credere ad un messia che guarda caso non e’ stato proposto da movimenti cattolici ma dall’amico Paolo fadda che di più vecchio non c’è nel panorama della politica in Sardegna ?

  2. Se è vero come si dice che c’è dietro Paolo Fadda… meglio niente…

  3. Caro Vito,
    probabilmente la scelta di domani del Vaticano potrebbe darti ragione nella non concessione della dispensa a Don Ettore. Vedremo. Certo è che Ettore, anche se non sarà candidato governatore, nei fatti apre uno scenario diverso nel panorama di come un credente con i voti, intende impegnarsi nella società in cui la scelta politica fa parte del proprio impegno. Diversamente da quanto il potere clericale ha fin ora spesso fatto in Italia influenzando una certa sparizione del potere e delle risorse. (no parlo della Chiesa dei poveri ovviamente….)
    Una logica che tutti sanno essere ben diversa di quella vissuta da Ettore, e forse per questo può essere scomoda a qualcuno.
    Non siamo in Sudamerica, certo, ma siamo in uno stato in cui è considerato normale mettersi in politica perchè così curi i tuoi interessi o del tuo enturage, della tua lobby sia essa massonica o altro.
    La disponibilità di Ettore deve essere vista come una scelta personale e un modo anche di esprimere la propria fede. Non capisco perchè un certo potere ecclesiastico può operare, spesso non alla luce del sole, e i testimoni veri di Cristo abbiano veti a farlo, soprattutto se votati dalla maggioranza di una regione intera. Le scelte politiche di un suo possibile governo non sono le scelte nè di Dio (non siamo nel medioevo) nè della Chiesa (non siamo nell’800), ma di un uomo, un uomo di valore e di fede che è disposto a dare il meglio di sè anche su questo fronte. Allora Don Sturzo, La Pira, Balduzzi? Della possibile spaccatura dei cattolici (che giustamente possono avere tante idee politiche diverse, pur nella comune visione di fede) non mi preoccuperei. Ci sarebbe lo stesso anche senza Ettore. Come nel PD e in tutte le realtà ad ampio spettro.
    Sul fatto che (alcuni) cattolici PD possano essere dubbiosi credo che dipenda da due fatti: o perchè profondamente credenti e allora sono preoccupati più per Ettore, che possa essere bruciato dalla macchina infernale della politica e ci tengono a lui più che alla sua discesa in campo (vedono in casa PD cosa succede….) o perchè abituati alle logiche spartitorie e pensano sia meglio un politico d’hoc. Ma questo non è quello che la soceità civile vuole.

    Se SEL, invece vede di buon occhio la candidatura di Ettore (e posso confermare che nei fatti l’ha promossa nel suo nascere) è perchè la sinistra intera (non SEL) non ha candidati spendibili che siano vero cambiamento del modo di concepire la politica (non solo di semplice azione politica). Ettore supera inoltre sinistra e destra…..
    Va preso atto inoltre che esiste un legame centrato sui temi degli ultimi che trovano sinergici SEL e le attività culturali a La Collina, di cui sono testimone benchè non sia militante di SEL.

    L’eventuale scelta di avere come vescovo Ettore, questione che non vedrei come alternativa o azione meritoria nei suoi confronti, non credo (almeno ipotizzo il pensiero di Ettore) sia quello a cui lui aspira. Lui, sono convinto crede che certi problemi si risolvono coinvolgendo la politica e lui vuole risolvere quei problemi. Poi se diventasse vescovo li affronterebbe non solo con la sua capacità ma anche con il suo ruolo.

    Il Papa sta facendo la sua rivoluzione, perchè anche noi nel nostro piccolo non accettiamo di convertirci? Perchè mettiamo paletti di vario genere? Ah quanto è duro il cambiamento, soprattutto verso la genuinità…. ne abbiamo tanto bisogno.

    Carlo Crespellani Porcella

  4. Andrea Mereu says:

    Ho avuto don Ettore Cannavera come insegnante al Siotto, e ricordo bene il giorno in cui, nel lontano 1979, disse a noi alunni che non sarebbe stato più un professore di religione, perché non era soddisfatto di quel lavoro e voleva portare avanti la sua missione in maniera diversa.
    Mi ha sorpreso quest’idea di candidarlo, e secondo me non è un buon segno. Sembra che la sinistra non sappia più a che santo votarsi.

  5. A pensar male ... says:

    Basta così, non siamo in Iran. I preti pensino a pregare. Poi a Bergoglio nonostante le apparenze i “teologi della liberazione” stanno piuttosto sui santissimi. Non darà MAI la dispensa. Punto.

  6. Il Medievista says:

    Appunto. E io dovrei continuare a votare questa sinistra moribonda?…

  7. luca vadilonga says:

    Caro Vito, sai che raramente commento i tuoi Post ma questa volta sento la necessita’ di farlo con grande forza.
    Condivido appieno la tua analisi e devo dire che spero che Don Ettore non arrivi alla candidatura e continui a fare il suo meraviglioso Ministero cosi’ come ora fa.
    Ho avuto la fortuna di conoscere Ettore da ragazzo quando e’ stato il nostro insegnante di Religione al Siotto. Un Sacerdote anomalo, non in linea con i dettami tradizionali. Lui in accordo con la “Teologia della Liberazione” l’ha portata avanti per tutta la vita.
    Noi abbiamo bisogno di Leaders morali come Ettore non i Partiti decotti.
    Ognuno di Noi fa splendidamente “Politica” con la P maiuscola oggi se fa il suo dovere, se cura la sua professione con passione e resiste agli stimoli negativi di un Mondo ammalato e marcio.
    Quindi Ettore continua ad essere un “catalizzatore” di anime e non di voti per chi vuole rubarti l’immagine.

  8. Anche i riformatori con Vargiu candidano Cannavera? Sarebbe una buona coalizione

  9. Francesco Utzeri says:

    Egregio Biolchini,
    è’ da un pò di tempo che seguo con interesse, talvolta con piacere, il suo blog e trovo degli spunti “stimolanti”. Pur essendo fermamente convinto che la Sardegna, per un avvenire migliore, debba affrancarsi dall’italico protettorato, mi sono sempre riconosciuto nelle idee del socialismo e pertanto seguo, da cittadino/elettore, il dibattito che si sviluppa nell’area della sinistra sarda che, per la verità, non sempre è entusiasmante; specialmente in questi ultimi tempi.
    Cio’ premesso le scrivo, non per farle delle osservazioni, ma per complimentarmi con lei su quanto postato in merito alla proposta di candidatura di don Cannavera: un vero paradosso della sinistra sarda. Siamo arrivati, veramente, alle “comiche” finali !.

  10. Carissimo Vito. Per la conoscenza e la profonda stima che ho di Ettore (mi onoro di essere stato suo collaboratore per anni) dico che la sua “candidatura” debba considerarsi una testimonianza coraggiosa, un nuovo stimolo ai tanti giovani e gruppi (religiosi, volontari, operatori dell’impegno sociale) che lo seguono da anni. Ai tanti, tra noi, che rimangono affascinati dalle parole rivoluzionarie e profondamente politiche di Cristo ma che procrastinando o delegando impegno e passione civile, sono di fatto complici silenti e indifferenti delle tante ingiustiizie del nostro tempo.

    Sono convinto che i singoli e i gruppi che partecipano alle tante iniziative culturali, solidaristiche, multiculturali e ovviamente Politiche (nel senso piu’ alto del termine) che in senso partecipativo promuove da anni non possano che guardare con attenzione a questa proposta inedita. La sua è infatti una proposta di testimonianza che parte dal suo essere educatore e operatore di condivisione che agisce per un cambiamento possibile e condiviso senza steccati ideologici o religiosi (vi invito a partecipare alla giornata ecumenica che si svolge ogni anno presso la Comunità La Collina per rendervi conto).

    Ettore, quando commenta un brano del Vangelo o della Bibbia; traduce e attualizza in senso politico il significato concreto del vivere da cristiano, da laico, da ateo o semplicemente da Uomo alla ricerca di Senso. E’ esso stesso un Uomo prima che Uomo di Chiesa che si interroga sul senso dell’Istituzione di cui fa parte, una persona appassionata che ama le sfide e persegue il sogno di un mondo piu’ equo piu’ solidale. Ecco…è come se Ettore ci dicesse.: “Io… che ho oltre 70 anni e da circa 40 mi occupo di persone fragili…non mi rassegno all’idea che la nostra comunità di Sardi non possa attivarsi, partecipare, crescere, riscattarsi come l’esperienza della Collina dimostra ogni giorno. Non credo dunque che il senso della sua candidatura intenda rispondere ad una caritatevole disponibilità per una sinistra in difficoltà e alla ricerca di leadership carismatiche. Non credo che Ettore si presterebbe ad un artifizio da vecchia politica con il risultato di creare opposti sentimenti anche all’interno della sinistra e della stessa comunità ecclesiale. Credo che, come tu opportunamente auspicavi, la Chiesa romana, in questo intenso e delicato pontificato, debba piuttosto chiedersi se non sia il caso di valorizzare lo straordinario spessore umano e religioso di un “prete senza parrocchia” che puo’ senza dubbio diventare un ottimo Vescovo che sia di stimolo con la sua caratura morale, ogni giorno (e non per un solo e chissà quanto breve mandato politico) gli Uomini Politici che avranno, come Ettore il coraggio di mettersi al servizio della propria comunità.

    Ringraziandoti, caro Vito, per gli stimoli sempre interessanti che offri a noi fedeli lettori del tuo Blog, vorrei regalarti una frase di un grande Vescovo sostenitore della Teologia della Liberazione, verso cui certamente Ettore non avrà difficoltà a riconoscersi… « Quando io do da mangiare a un povero, tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista. » (Dom Hélder Câmara)

  11. Carlo Murtas says:

    Le menti più lucide del Centrosinistra, che si trovano in questo momento evidentemente dalle parti di Paolo Fadda e di Sel hanno giustamente tirato le somme e sono arrivati alla mesta conclusione che, come Centrosinistra, arrivati a questo punto anche ‘sta volta, come al solito, siamo alla frutta.
    E non hanno tutti i torti, perchè i personaggi che stanno scaldando i motori per la candidatura alle primarie danno la stessa affidabilità di quel pullmann che è andato a schiantarsi sul guard-rail della sfortunata gita dei napoletani in Irpinia.
    Ecco che allora non ci risparmiano neanche l’ultima pirotecnica trovata di Don Cannavera candidato; personaggio che sicuramente ha a che fare anche con la cultura e la sensibilità di sinistra, ma non certo compatibile con un impegno politico-governativo e al massimo della responsabilità.
    Insomma un’ennesimo diversivo per prendere tempo, mantenere acceso il dibattito nel versante di Sinistra e nascondere il vuoto di idee di progetti di personalità di questa Sinistra sarda senza spina dorsale.
    Mi permetto per l’ultima volta di dare un consiglio al gruppo dirigente del centrosinistra: che la pianti, visto che il tempo stringe, di inventarsi improbabili candidati a tavolino, che sia lo scrittore o il giornalista glamour o il prete di frontiera la sostanza non cambia; si decidano a fare delle primarie aperte ed inclusive e vedranno quanti candidati interessanti ed appassionati sbucheranno fuori e soprattuttùtto quanti militanti ed elettori parteciperanno e si daranno da fare.
    Capisco che una cosa così normale, così ragionevole, così democratica e di sinistra può apparire un pò strana e a qualche dirigente può far paura; ma magari in questo modo anche loro riescono a trovano un candidato che non si vergognano di votare, e chissè, forse potremo anche rischiare di vincere le elezioni.

  12. Mauro Tuzzolino says:

    Tra la Comunità La Collina e SEL esiste un consolidato rapporto di collaborazione. Nel corso delle primarie nazionali Nichi Vendola ha incontrato don Ettore e si è confrontato con la comunità. Sel Sardegna ha inoltre organizzato in collaborazione con La Collina un importante evento sul tema del carcere e delle pene alternative. Infine lo scorso aprile il Forum delle idee di Sel e La Collina hanno dato vita ad una tre giorni di formazione politica “Trame di contemporaneità”. Per il prossimo ottobre è prevista la seconda edizione della medesima scuola.
    Quindi nessuna improvvisazione, nessun “papa straniero”, nessuna voglia di riempire con leggerezza spazi vuoti o presunte assenze di candidati; ma la consapevolezza,qualora Ettore confermi la sua volontà e dispensa vaticana permettendo, che si possa aprire una grande stagione di innovazione per la Sardegna; sia per i contenuti che andrebbero in agenda, lotta alla povertà, politiche di inclusione e seri interventi per l’occupazione e lo sviluppo, sia per le persone che ne sarebbero interpreti.
    Se poi le cose andranno diversamente personalmente sarò lieto di continuare a collaborare con don Ettore sui contenuti. E saluterò con gioia una sua eventuale nomina a vescovo da parte del vaticano: ne guadagnerebbe tutta la comunità sarda dei cattolici.

  13. anonimo says:

    Pietro Ciarlo fa parte del consiglio di 35 “esperti” scelti da Enrico Letta che non hanno battuto ciglio per la modifica dell’articolo 138 della Costituzione che resiste perfino ai 35 saggi. Ciarlo, però, ha iniziato molti anni fa ad essere nominato saggio (saggi si diventa, non si nasce) e fu il saggio che formulò in Sardegna i parametri, bocciati puntualmente dal Tar, per la scelta dei Direttori Generali delle ASL. Se poi servono altri titoli il curriculum inanella molte perle. E’ invotabile. Non è sardo – e magari questo sarebbe un pregio – ma lo è diventato. E non è neppure tanto saggio.

  14. Michele Piras says:

    Ciao Vito, come spesso ultimamente accade, non condivido (ma rispetto) la tua opinione. Non credo infatti che Ettore non c’entri nulla con la “tradizione storica e politica” della sinistra. E se anche così fosse non capirei il problema.

    A meno che non lo si ritenga un conservatore o addirittura un fascista. Ma così non è (e del resto non credo nessuno possa dirlo) e tu non credo che lo pensi.

    Ci tengo solamente a sottolineare una cosa fondamentale: ciò che ho dichiarato nell’intervista all’Unione non è la posizione di SEL (che ancora deve esprimersi e decidere) ma più banalmente la mia opinione.

    Cari saluti
    Michele Piras

  15. Neo Anderthal says:

    Ma il “maggior partito della sinistra sarda” è SEL, allora?

  16. E’ assurdo che la candidatura di don Ettore venga portata avanti proprio da chi, fino all’altro giorno, ha inveito contro il Vaticano e il suo potere in Italia e da chi non fa passare giorno senza criticare quella stessa chiesa di cui don Ettore è testimone

    • Si vede che non si sa di che si parla: don Ettore lei evidentemente non lo conosce! E’ testimone del messaggio del Vangelo non di certo della chiesa come istituzione e del Vaticano!!

  17. A pensar male ... says:

    Non è la sinistra sarda, sono solo Sel e Fadda (che non è più di sinistra di Oppi). Comunque per comprendere il momento di confusione totale che non è solo del Pd e di Sel, vedasi IDV, con Federico Palomba che un giorno riempie di elogi il prete cattocomunista Cannavera, mentre il giorno dopo il partito propone un’altra candidatura, quella del costituzionalista Pietro Ciarlo.

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