Politica / Sardegna

Il nuovo Partito dei Sardi, le altre formazioni sovraniste e quelle domande che Maninchedda non può eludere

Con la nascita del Partito dei Sardi salgono a cinque i partiti e/o movimenti isolani che potremmo definire “sovranisti”. Tre li ritroviamo nel centrodestra: l’Uds di Mario Floris, Fortza Paris e Unidos di Mauro Pili. Dall’altra parte ci sono i Rossomori di Gesuino Muledda, e al centrosinistra guarda anche appunto la nuova formazione di Paolo Maninchedda e Franciscu Sedda, nata ieri nel corso di un’assemblea a Losa.

Il fatto che esistano ben cinque formazioni sovraniste la dice lunga sulla sterilità del dibattito riguardante la primogenitura di questo nuovo approccio politico. Piuttosto bisognerebbe concentrarsi su ciò che differenzia o accomuna queste formazioni.

A prima vista si direbbe che tutte queste sigle sono il punto di arrivo di carriere politiche lunghe all’interno di grandi partiti nazionali: Mario Floris nella Democrazia Cristiana, Gesuino Muledda nel Pci (poi il Nuovo Movimento di Grauso e i sardisti), Mauro Pili in Forza Italia/Pdl (dopo l’esordio nelle liste civiche). I fondatori di Fortza Paris avevano diverse provenienze, ma spiccava l’appartenenza democristiana di Pasquale Onida e di Silvestro Ladu (ma ricordo anche Gianfranco Scalas, sardista prima poi candidato con An). Anche Paolo Maninchedda ha già una lunga carriera politica alle spalle, partita nei Popolari nei primi anni ’90, proseguita con Progetto Sardegna, poi con il Psd’Az. Franciscu Sedda è tra i fondatori della formazione indipendentista Progres, oltre che in precedenza esponente di spicco di Irs. Conclusione: sovranisti si diventa, non si nasce.

A parte Unidos (che potrebbe fare una scelta diversa), tutti questi gruppi hanno finora scelto di aggregarsi ai due grandi poli “italiani” di centrodestra e centrosinistra, non hanno fatto cioè la scommessa di andare da soli alle grandi competizioni elettorali, se non in rari casi in cui non si avevano trovato l’accordo con i partiti di riferimento del rispettivo schieramento. Conclusione: il sovranismo sta dentro il bipolarismo italiano e cerca di condizionarlo. Fuori dai poli, non esiste.

A parte Fortza Paris (che ha assunto nel tempo una dimensione liquida, dando casa soprattutto agli ex dc e al notabilato politico presente nei territori) , Uds e Rossomori hanno una leadership fortissima che ha trasformato le rispettive sigle in partiti e/o movimenti più o meno “proprietari”. Al di là delle alchimie congressuali e dei vari apporti arrivati nel tempo, in questi partiti non si è creata una vera e propria classe dirigente in grado di tenere testa al fondatore, dalla schiacciante biografia politica (è curioso sottolineare la specularità del percorso politico di Mario Floris e Gesuino Muledda, entrati entrambi in Consiglio regionale nel 1974 e diventati assessori regionali a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, tra il 1979 e il 1980. La conversione sovranista arriverà per entrambi molto più avanti, dopo svariate legislature nelle fila della Dc e del Pci). Anche Unidos (in fase di incubazione in questi mesi ma dalla caratteristiche già ben precise) sembra destinata a voler replicare lo stesso schema tendenzialmente “proprietario”.

Un’altro punto di contatto lo ritrovo nel fatto che nessuna di queste formazioni sovraniste ha mai teorizzato o fatto una seria battaglia per la lingua sarda (che invece a mio avviso è il vero punto di partenza per ogni serio ragionamento che porti all’autogoverno).

Sarà per tutti questi motivi che la consistenza elettorale dei gruppi sovranisti finora è sempre stata limitata? Nati tutti con l’obiettivo di “aggregare”, di “andare oltre le singole militanze”, di “rinnovare la classe dirigente”, alla fine sono riusciti solo nell’intento di strappare qualche sindaco nelle zone dove erano più forti, qualche seggio in diversi consigli comunali, nei casi più fortunati un assessore provinciale, raramente un posto in consiglio regionale (se non per il loro leader). Di sicuro i fondatori hanno prolungato la loro carriera politica, potendosi sedere ai tavoli di concertazione anche a fronte dell’esiguità dei consensi raccolti dai partiti che alla fine avevano creato.

Brutalmente potremmo dire che i partiti sovranisti sardi hanno dunque finora vissuto di rendita, grazie alle lunghe e importanti carriere politiche (ex presidenti di Regione e assessori) fatte dai loro fondatori nei grandi partiti italiani e che hanno consentito alle nuove sigle di poter contare su di un tesoretto di competenze e rapporti personali valido anche a distanza di decenni.

Ora è nato il Partito dei Sardi di Maninchedda e Sedda. Che strada vorrà prendere? In che modo vorrà distinguersi dagli altri partiti sovranisti?

Se vuole evitare di diventare un partito del 2/3 per cento dovrà aprirsi veramente ad altri apporti, anche quelli che sembrano più lontani, e soprattutto evitare che la leadership prevalga sul progetto: altrimenti rischierà di fare la fine dell’Uds o dei Rossomori. C’è bisogno di generosità, senza la generosità delle classi dirigenti e politiche che sono in campo da decenni la Sardegna non si salva.

E sulla lingua sarda, al di là delle generiche aperture al bilinguismo, quale sarà la posizione? Quale il progetto?

Poi c’è bisogno di chiarezza. Nessuno può fare le analisi del sangue a nessuno, sia chiaro; ma un conto sono i trabocchetti dei politici concorrenti, un conto le sacrosante domande che pongono gli elettori.

Se Paolo Maninchedda (di cui mi onoro da anni di essere amico) non spiega pubblicamente e chiaramente quali ragioni lo hanno portato a sostenere nel 2004 Soru e nel 2009 Cappellacci ed ora a guardare nuovamente nel centrosinistra con il Partito dei Sardi (senza peraltro essere ancora ufficialmente uscito dai sardisti), la sua nuova formazione non decollerà e sarà condannata a ripercorrere la strada delle altre sigle sovraniste: una strada molto breve.

Queste spiegazioni Maninchedda non le deve dare certamente a me (che conosco benissimo il suo pensiero) ma a tutti quegli elettori che guardano a questo nuovo progetto con interesse. Non si possono saltare passaggi, le scelte personali e politiche vanno motivate in pubblico, con chiarezza. Altrimenti si corre il rischio di far aumentare la confusione e di essere oggetto di giuste critiche ma anche di prestarsi ad attacchi strumentali che banalizzano il progetto appena nato. O, peggio ancora, lo neutralizzano. E sarebbe un vero peccato, perché al centrosinistra (ma più in generale alla politica sarda) l’intelligenza e le capacità di Paolo Maninchedda e di Franciscu Sedda farebbero veramente molto comodo.

 

89 Commenti

  1. pàulu pisu says:

    Deu puru ia a bolli sciri in pagus fueddus e cun pagus “troghillus” cali est sa positzioni asuba de sa lìngua de Maninchedda e fintzas de Sedda, personis e polìtigus stimaus siat craru (ma ia a bolli sciri fintzas sa postura insoru faci a sa scola stràngia e allena de Sardigna ca sighit a si dennegai su deretu de connosci sa stòria e sa cultura nosta). Deu seu andau a ascurtai a Abbasanta e m’est praxu su chi ant nau. Perou asuba de sa lìngua ant fatu sceti passàgius tropu lestrus, aici lestrus ca mancu m’arregordu beni su chi ant nau. At nau meda de prus Vito Biolchini in su bellu interbentu cosa sua candu at nau in duus “passàgius” s’importu de sa lìngua sarda definendi “sa prus infrastrutura imateriali de importu de is sardus” e ca depit essi su fundamentu po calisisiat polìtiga de soberania, cust at nau prus o mancu. Incapas calincunu no si nd’est acatau ca custus passàgius asuba de sa lìngua ant sucau, prodùsiu unu tzacamanu, “applauso” mannu e longu de su pùbblicu. Po su chi ndi sciu Rossomori tenit una polìtiga linguìstica crara, posta in ispicu de Pàulu Zedda in d-unu de custus cumentus e comente comunu de Sàrdara, cun issu, rossomori e IDV, CSS, Acadèmia de su Sardu onlus e Rinascimento Sardo, eus portau in parlamentu una proposta de emendamentu a sa proposta de ratìfica de sa Carta Europea de is Linguas de minoria, e custu dd’at arregordau Pàulu etotu. Cumente issu deu puru in consillu comunali de Sàrdara su prus de is interbentus ddus fatzu in sardu, mancai sa minoria pedat sempri de ddus furriai in italianu ca narant ca no cumprendint…

  2. Pingback: Le orfanelle della lingua | Bolognesu: in sardu

  3. Caro Biolchini, non si faccia sfuggire la notizia di Cagliari candidata a diventare capitale europea della cultura sponsorizzata da Zedda e i 15 milioni di euro della fondazione banco di Sardegna. Fa dieci a zero a Cagliari capitale del mediterraneo. Adesso è d’Europa. Bellissimo esempio di sardi al centro del mondo, perno del mondo, motore del mondo. Maninchedda potrebbe essere al centro.

  4. toni mura says:

    le risposte stanno negli atti del consiglio, nei provvedimenti costruiti e in quelli votati.
    è ora di parlare di cose, non di ologrammi

    • anonimo says:

      Appunto. Ce ne dica uno, caro Mura. Almeno uno di questi “provvedimenti costruiti e votati”. E le elencherò le cose gravi, alcune gravissime a proposito delle quali mai si udì verbo.

      • toni mura says:

        vada a vedere chi ha promosso e votato la riduzione (consistente) dei compensi ai consiglieri, le norme sulle agevolazioni al commercio dei prodotti sardi, l’impiego dei cassintegrati presso le amministrazioni pubbliche, i cantieri verdi nelle zone ad alto “sacrificio ambientale”, le norme per la nascita e l’ affiancamento di nuove imprese nelle zone industriali (riprese e copiate a piene mani da altre regioni), per esempio…
        a Lei la parola

        • Una risposta semplice. Azioni ininfluenti e, però, è divertente la faccenda del “sacrificio ambientale” che sa di capretto sgozzato. Altro? Lei dimentica la proposta su Tuvixeddu e l’adesione al “sacrificio politico” della bandiera. Da lì non esce, caro amico. Al suo posto lascerei perdere. Sulle agevolazioni alla commercializzazione dei prodotti sardi si vedono già i risultati. Anche i consiglieri sono impoveriti grazie all’onorevole Maninchedda. E cosa dire del suo silenzio sul piano casa? E della felicità dei cassintegrati? Mi offenderei per la sua risposta se non sapessi che, in fondo, lei scherza.

        • Cantieri Verdi? ancora lavori improduttivi?
          ma l’ente foreste, la megafabbrica ente foreste, cosa sta producendo per permettersi di avere ulteriori investimenti?
          ah si, ora ricordo…
          i voti per oppi e i dirigenti di nomina cda!
          quasi mi dimenticavo del fatto che siamo in sardegna e che c’è pieno di persone affamate disposte a vendersi il culo, non solo il voto, per questi politici “moderni” della realpolitik di cdx e csx.
          capitale della cultura?
          magari fosse.
          ma che non si limiti tutto ad un semplice e comune modo di fare….ovvero,
          “spendere 100 e non fare nulla, quando basta 1 per offrire il gelato a tutti”
          cerchiamo di non farci trascinare dai detti populisti berlusconiani.
          tutta questa sardità manifestata nell’ultimo anno è la dimostrazione che il politico sa seguire la corrente populista e non il bisogno delle piccole realtà di questa terra!
          GAZZOSA!
          Oramai tutti pronti al nuovo “piano di Rinascita”
          dai, cavolo!!!
          non è possibile che crediate ancora a questi spruzzoni.
          venderanno le nostre terre.
          mi piace pensare di essere un indiano di sardegna al quale domani mattina toglieranno anche l’orticello di casa per il “progresso”.
          lo sapeva anche lussu che in sardegna si rischiava questo.
          quindi, basta gazzosa!

          poi, per quello che riguarda le produzioni regionali, “le imprese”, spiego veloce.
          qualsiasi persona lucida capirebbe che un governo o una regione, come in questo caso, ha bisogno di produrre ex novo. se devi ipotecare la tua terra ad uno sfruttatore “finanziamenti esterni”, non hai capito un piffero di sovranità.
          la storia insegna.

  5. Massimo says:

    Beh, non si può non ammettere, visti gli interventi di Paolo Mureddu e altri, che Maninchedda sia stato mal visto, in passato e nel presente, sia dal cdx che dal csx. Personaggio scomodo o ambiguo?
    Ma la domanda è: come può pretendere il Partito dei Sardi, o meglio, uno dei due fondatori Francisco Sedda, che Maninchedda possa diventare (per mezzo delle primarie) il rappresentante del centrosinistra, e di tutte le sue anime?
    Ci racconta Mureddu che quando i Rossomori lasciarono il PSd’AZ, che andava a destra da Capellacci, Maninchedda seguiva il PSdAz per sostenere il fantoccio di Berlusconi (…Silvio, uno che di sovranità e autodeterminazione dei sardi ne sa molto, e ha capito come ridicolizzarla).
    Il PSdAz, il cui segretario Sanna, a suo tempo, aggrediva e definiva Maninchedda servo di Soru.
    Maninchedda rimane 4 anni nella maggioranza di centrodestra con Capellacci, fanno prima ad abbandonare la maggioranza e Capellacci alcuni esponenti di spicco del PDL: Nizzi, Diana e la Lombardo,
    Mica niente, se si pensa che sono uno il coordinatore regionale del Pdl, l’altro il capogruppo in Consiglio regionale e l’altra il Presidente del Consiglio regionale.
    …………
    E’ l’estate del 2011, due anni fa. Maninchedda ancora lì, nella maggioranza di Capellacci. Fino a qualche mese fa ( e cmq dopo le elezioni politiche di Febbraio 2013, non si sa mai che il PSdAz tirava buone percentuali….)
    Che dire? Forse Nizzi e la Lombardo avrebbero più titoli a rappresentare me e molti altri che hanno valori riconducibili al centrosinistra, valori che non penso proprio siano compatibili con ammiccamenti a Berlusconi e sui fantocci,gente che ha umiliato la Sardegna, e la dignità dei sardi, ridotti a berci balle colossali come le telefonate internazionali di Berlsconi a Putin per il Sulcis, o le cricche di Dell’Utri e Verdini e la P3 pronte a spartirsi la torta dell’eolico e delle rinnovabili in Sardegna,o a farci pigliare per il culo con la scandalosa nomina a capo della Carbosulcis di un ragioniere di 28 anni con falsa laurea.
    ….
    No, ci voleva ben altro per convincersi a prendere le distanze da questo schifo, ma nessuno, noi del centrosinistra, ha capito cosa. A Roma le “temporanee” larghe intese sono giustificate da alcuni come atto di responsabilità verso il Paese,
    in Sardegna l’appoggio quandriennale di Maninchedda a Capellacci era per senso di responsabilità verso chi?
    Altro che veti o clamorosi errori stile-PD contro Renzi (appunto, Renzi…uno che riunisce le larghe intese, non certo l’elettorato di centrosinistra): si tratta di prendersi le proprie responsabilità sul proprio passato e sulle proprie azioni, chiamare le cose con il giusto nome.
    E’ a farsene una ragione, non tutto può essere revisionato: vale anche per le posizioni politiche assunte da Maninchedda.
    C’ è tanto posto in politica, proprio al centrosinistra devi chiedere alloggio?

    • Caro Massimo, la risposta ai suoi quesiti è nel silenzio che è seguito. Lo sanno, lo sanno che non reggono, nel senso che la loro proposta non sta in piedi, che c’è un limite al tollerabile, che questo limite è superato e che non verranno eletti. E’ prevedibile che siccome il consiglio regionale non cambia da sé lo cambieranno gli elettori.
      Quanto alle scandalose nomine, be’ vengono al pettine anche i nodi del Pd..

      • toni mura says:

        il silenzio che segue, caro anonimo, può essere anche semplice presa d’atto del fatto che al riassunto di anni di storia politica proposto da Massimo in evidente scarsità di analisi e di conoscenza dei fatti, anche se sicuramente in buona fede, non si può rispondere…

        • anonimo says:

          Non vedo risposte neppure alle obiezioni più elementari quali, ad esempio, come si possa cambiare bandiera come hanno fatto di continuo in tanti dichiarando di voler cambiare le cose da dentro o facendo la comoda parte della spina nel fianco saltando da un fianco all’altro.

        • Massimo says:

          Non è che ci voglia grande analisi per sintetizzare i fatti già citati da altri (ben più autorevoli del sottoscritto), poi che Nizzi, Lombardo&co siano usciti dalla maggioranza prima di Maninchedda è un dato di fatto, o vorresti anche un’analisi accurata su questo?
          Io la farei anche, ma Maninchedda ha già fatto capire che non intende dare giustificazioni, e siccome non sono mica io a volermi cadidare per le primarie del centrosinistra, credo poco che alla gente di questo blog o più in generale del popolo del csx, importi molto le pipe che posso scrivere io sui fatti che ho già citato.
          Magari Maninchedda non ci passa più in questo blog, magari lo farà se verrà riscritto un articolo che lo riguardi. O magari, puó essere che ci stia leggendo anche in questo momento ma non intenzioni di degnarci di un cenno.

    • Se nessuno mutasse mai le sue idee o le facesse crescere non si sarebbe diversi dalle fondamenta delle montagne visto nella parte esterna anch’esse mutano costantemente. Per vincere, ciascun contendente, opera affinchè parte degli avversari modifichino la loro posizione iniziale e dunque cambino accogliendo l’altra proposta. Alle elezioni scorse molti elettori dell’estrema sinistra, incantati da promesse funamboliche, votarono la destra, che non disdegnò. Ora cosa si dovrebbe fare? Secondo certi assiomi la soluzione dovrebbe essere: siate stati a destra, stateci. Grande idea progressista

  6. anonimo says:

    Fa sorridere il coro di appelli all’unità della via lattea indipendentista. Tutti a gridare “uniamoci sotto la bandiera dei sardi, la mia, s’intende”. Tutti presi ad autocertificarsi come unici nell’universo. E tutti provenienti da esperienze rovinose. Maninchedda, dice lui, era la spina nel fianco del centrodestra e comunque sia, qualunque cosa succeda lui fa la spina nel fianco. E sorveglia le cose dall’interno, si infigge nel fianco e non esce più oppure esce ma solo per infiggersi in un altro fianco, non importa se è un fianco destro o sinistro, tanto i fianchi in genere sono uguali. Era infisso nella commissione bilancio della Regione e a giudicare dai risultati disastrosi del bilancio regionale la spina doveva essere avvelenata. Magnifico esempio.

  7. A pensar male ... says:

    Il solo fatto che rottami della politica estremista come i vari partitini di Rifondazione Comunista e dell’IDV, con contorno di una Sel che da tempo in Sardegna ha perduto ogni credibilità tra le cazzate di Zedda e quelle di Uras, alzino il muro di sbarramento contro Maninchedda mi fa venire voglia di votarlo e sostenerlo. Maninchedda presidente allora!!! Penso che da un’apertura venga maggior vantaggio piuttosto che chiudersi in un recinto (quel perimetro storico “de sinistra” disegnato da Prodi e che lui per primo ha visto scoppiare tra le sue mani con la fine anticipata di ben due governi) dimostratosi muffo, fallimentare e premoderno. Poco importa se qualche vagone di coda si sgancerà e andrà magari a corteggiare il fenomeno di cartapesta Michela Murgia, anzi, meglio!!!

    • Mi scusi, ma se Michela Murgia è, a suo avviso, di cartapesta, di quale materiale sono fatti Maninchedda e la sua spalla Sedda? Nessuno vuole chiudere nessuno in perimetro di sinistra, per carità, che nessuno lo dica mai. Ma l’onorevole Maninchedda viene dal perimetro di destra. Oppure lei non vuole perimetri e tutti possono fare ogni giorno il contrario di quello che hanno fatto il giorno prima? Un consiglio: non usi tanti punti esclamativi, non fanno bene.Un’osservazione: è ridicolo scrivere osservazioni da tifoso di squadra di calcetto.

  8. Gianni Campus says:

    Visto che ci siamo, sentiamo anche Nichi.
    Non, non quello a cui state pensando; l’altro, quello vero: Grauso.
    Se ci si fosse creduto di più (anche se non è stato un episodio da poco, con due consiglieri regionali), si sarebbe potuto evitare di disturbare Soru, che faceva bene le sue cose, e magari anche Grillo, che invece non faceva niente da un pezzo.

  9. Giagu Ledda says:

    Torro a èssere infadosu, ma lu chèrgio repìtere, semper isetende una risposta dae sos promotores de custu partidu. Sa pregunta est custa: unu partidu polìticu chi si presentat comente “Partito dei Sardi”, e chi in sa presentatzione pùblica sos oradores faeddant in una limba chi no est sa sarda a in antis de unu cartellu chi cheret resùmere su programma, cartellu finas custu iscritu in una limba furistera, si podet nàrrere sardu? Unu partidu fiammingu si presentat in frantzesu? Unu partidu catalanu e catalanista si presentat in ispanniolu. Nono.

    • salv.sanna says:

      Giagu, a mie su sardu no mi l’at imparadu nemos, po cussu l’iscrio male e lu faeddo peus.
      si carchi die ap a tenner ideas bonas, las poto narrer? o mi cuo e mi rigonzo ca in domo e in iscola si faeddait s’italianu ebìa e mi caglio a sa muda?

    • pàulu pisu says:

      Tenis arrexoni Giagu. Su chi mi spantat est ca Sedda, torru a nai polìtigu stimau (chi si firmat Frantziscu Sedda) connoscit sa semiòtica antzis dda imparat fintzas a is àterus! Sedda m’at a perdonai chi nau ca unus cantu annus a oi po sa FESTA manna de irs in Sardara – Santamariàcuas iant presentau su lìbburu cosa sua “la bandiera dei sardi”, deu fia andau a ddus ascurtai e sigumenti no iant nau mancu unu fueddeddu in sardu, deu su libburu no ddu ia comporau!

  10. Le stesse domande di Vito, ma in versione ironica:

    http://www.sardiniapost.it/pronto-intervento/corsivo-la-ricetta-maninchedda-e-luso-della-carne-nelle-diete-vegetariane/

    D’altronde sta ancora nel partito che ha consegnato la bandiera dei quattro mori a Berlusconi.

    • salv.sanna says:

      Certo sara, come fidarsi di chi ha regalato la bandiera sarda a berlusconi?
      Giusto.
      E per giunta, come fidarsi del pd, coacervo di ex comunisti ed ex democristiani che per decenni si sono fatti la guerra e adesso vanno a braccetto fra di loro e a braccetto con gli avversari del pdl?
      E per di più, come fidarsi del pdl, partito costituito da dipendenti di berlusconi?
      E come fidarsi di alleanza nazionale, formata dai nipotini del duce?
      E come fidarsi dei vari partiti socialisti, tutti figli di craxi e quindi del malaffare tangentizio?
      E come fidarsi dei grillini, che non sono neanche d’accordo tra loro se la diaria parlamentare va incassata o restituita e che parlano solo se autorizzati da grillo?
      E come fidarsi dei vari riformatori e partitini di centro che hanno inquisiti ad ogni livello?
      E come fidarsi di SEL, che annovera esponenti che auspicano di lasciare un’avversaria politica in mano a dieci extracomunitari?
      Me ne manca qualcuno…

      • senzasenso says:

        Per sua informazione Garbin è stato immediatamente espulso da SEL.

        • salv.sanna says:

          certo, così come la bandiera regalata a berlusca era di trincas e non mia e di chissà chi altro; non per questo il psdaz deve pagare caxxate di uno squinternato così come non le deve pagare SEL

          • senzasenso says:

            Non sono di SEL e SEL ha fatto tanti errori, ma non tutti gli errori sono uguali. Lo dicevo per sottolineare questo aspetto.
            SEL annoverava (non annovera) un esponente etc.etc. e l’ha giustamente cacciato.

            Il PSDAZ ha fatto i conti con il proprio recente passato? Il PSDAZ dove si colloca?
            E Manichedda ha fatto autocritica per questi anni con cappellacci?

  11. Ricordo da ragazzino la storiella del soldato giapponese che, persosi nella foresta, ha continuato a combattere perchè non si era accorto che la guerra era finita, e da molto. Abbiamo riso tutti. Il fascismo era scomparso e i vecchi fascisti capita la lezione erano ora DC, PCI, PSI, PLI, PRI, ecc. ecc. senza che molti avessero forse fatto maturare seriamente le loro idee. Nessuno si scandalizzò, era arrivata la democrazia; o no? In molti, o forse tanti, abbiamo auspicato la Sardegna stato indipendente senza pensare, forse, che questa indipendenza deve essere voluta dai più e perciò anche da chi indipendentista non era di nascita e neppure lo è ancora. Ma qui mi viene un dubbio: chi è indipendentista di nascita? L’Indipendenza è un valore di coscienza, di formazione culturale e di scelta individuale che poi si concretizza nell’incontro e nella volontà collettiva. Ora io conosco poco il sig. Maninchedda ma apprezzo che abbia fatto un passo in questa direzione così come approvai che il sig Muledda prima assessore PCI, sia poi diventato PSd’Az e poi Rossomori, e l’ho apprezzato non perchè ha lasciato il PCI sia ben inteso, ma perchè ha voluto permeare di “sinistra” l’autonomismo del PSd?az e poi è andato oltre. Ma ho apprezzato anche tanti altri che non convinti del percorso iniziato hanno deciso di cambiare strada, sbagliando prima o sbagliando dopo? quello che mi interessa è che il traguardo sia quello dell’indipendenza della Sardegna che , come ho letto in un blog è una corsa a tappe e non una scalata in verticale ed è l’esplorazione delle vie nuove e la pratica della sovranità la certezza che prima o poi il risultato sarà raggiunto. Sempre che non si voglia imitare il soldato giapponese continuando a combattere, senza conoscenza e sicuramente anche senza coscienza, nella foresta.

  12. Carlo Murtas says:

    Che cos’è questo sovranismo declinato da destra a sinistra da partitini personali vecchi e nuovi se non lo sbocco finale dell’opportunismo di questa classe politica sarda; affetta da un infantilismo politico che non consente neanche alla sinistra, in una situazione di grave emergenza per tutte le categorie sociali, di fare uno sforzo di generosità per ritrovare uno straccio di visione comune ed elaborare una proposta politica concreta nell’interesse dei sardi.
    Ecco qui allora la parolina magica: sovranismo, espediente verbale per nascondere l’egocentrismo e l’infantilismo di una classe dirigente non all’altezza della situazione.
    A destra Cappellacci cavalca ad ampie falcate con la berritta in testa verso la zona franca del nulla e forse verso la sua rielezione se Berlusconi riesce a metterli d’accordo.
    Un centrosinistra senza alcuna passione che sbanda tra gli ammiccamenti e i rifiuti di questi nuovi sovranisti continua a dare di sè uno spettacolo indecoroso.

  13. Per chi volesse schiarirsi le idee sui termini del sovranismo, ecc: Facciamo chiarezza: http://www.sanatzione.eu/2013/07/breve-dizionario-dei-termini-sovranismo-indipendentismo-federalismo-ecc/

  14. Caro Vito,
    ogni tanto. girendi su mundu, mi capita di leggere i tuoi blog (quando non son pallosi) per farmi una idea giusta su certi argomenti.
    Per esempio:
    quale ‘partito sardo’ verrò a votare da New York a Casteddu alle prossime Regionali ?
    Seu cuminzendu a ci pensai e mi tocca a circai tra igustusu chi si nanta ‘sovranistasa’.
    Leggendo le tue analisi politiche ineccepibili, spiritorse, faziosamente democratiche mi aiuta più di tanti incontri personali o trasmissioni televisive e cartacee precotte.
    Che alle volte mi faccio inghiottire dal dibattito…… che quando è così ricco e qualificato come questo di Manichedda arrosto, vale anche più del tuo stesso articolo (anche se nessunuo ti distoglierà il titolo di originario ‘insulatore’).
    Bene, quando avrò capito chi vorrò votare ve lo dirò…con le motivazioni
    Questa tua parte seria dall’altra parte del non vetro mi praxiri troppu.

  15. antoni mura says:

    Il mestiere di appostarsi dietro il muretto a secco e sparare su chi passa è facile e redditizio, specie se si è nascosti dall’anonimato e si può dire qualunque falsità alimentata solo dal luogo comune e dalla non conoscenza dei fatti e delle storie.
    Manichedda, alcuni lo definiscono un opportunista, altri un voltagabbana, altri ancora traditore.
    Maninchedda ha dalla sua la sua stessa storia: è stato tanto opportunista da rinunciare alla sua comoda poltrona pur di non accondiscendere supinamente i voleri del capo, ricordate, ai tempi di Soru (o ricordo male?). E’ un voltagabbana che ha sempre detto che occorre superare le categorie destra e sinistra a favore di una visione che metta la Sardegna prima di tutto e tutti!
    E’ “salto della quaglia” rimettere in discussione l’adesione ad una coalizione quando è palese che non sta dando i risultati programmati? C’è qualche altro che possa vantare di aver studiato e sviscerato e denunciato i problemi della dipendenza energetica, del comparto del latte, della burocrazia regionale incompetente, degli accordi traditi dallo stato, dell’istruzione pubblica, delle lobbies dei trasporti, e via discorrendo, come lui ha fatto?
    Ci sono tanti altri che, come lui, hanno avuto frugate le tasche, il conto corrente, le telefonate, le mutande, dalla magistratura, senza rilievo alcuno?
    Dire che le entrate devono essere riscosse prima di tutti dai sardi invece che dallo stato centrale, è di destra o di sinistra?
    E che la macchina burocratica che costa un casino di soldi ai sardi deve funzionare, è di sinistra o di destra?
    Che il pozzo senza fondo della sanità vada razionalizzato è di destra o di sinistra?
    Che chi percepisce gli ammortizzatori sociali, CIG o mobilità, possa in qualche modo contraccambiare con una prestazione di lavoro, è di destra o di sinistra?
    Che la Sardegna che paga costi ambientali altissimi per la produzione di energia debba ottenere quest’ultima a prezzi accettabili, è di sinistra o di destra?
    La storia di Maninchedda non bisogno di mentori; è li, testimoniata dai provvedimenti promossi, dalle cose dette in pubblico senza timore di confrontarsi con chiunque; attestata da una presenza in prima persona e mettendoci la sua faccia sulle cose fatte e non fatte. Non certo circoscritta da “pinchiate” tipo la bandiera a berlusconi e altre amenità, che nascondono solo l’offuscamento di chi da adolescente ha deciso che il mondo è diviso in buoni e cattivi (sinistra o destra fa lo stesso, scegliete voi), e da quelle categoria non uscirà neanche quando le erezioni giovanili non saranno che un pallido ricordo.

    • Bello scritto, complimenti. L’avrebbe dovuto, per coerenza, scrivere in limba. Però con anonima gentilezza le chiedo come si possa giustificare il silenzio del suo candidato su provvedimenti terribili di questi ultimi anni e come si possa rivendicare in questo modo il privilegio di cambiare come gira il vento. E’ così evidente a tutti che immagino non occorra più parlarne. Posso dirle dal mio divano, e non da dietro un muretto a secco, che spero nessuno voti la “nuova” compagine. Almeno sino a quando si può, civilmente, esprimere un parere.

      • antoni mura says:

        Sa chistione ‘e sa limba est su chi in italianu li naran “foza ‘e figu”. Mia diat piàghere a chstionare in limba gai comente l’iscrìo. Prus a prestu mama e babbu an dezisu de mi pesare in atera manera, e non est neghe mea ne insoro.
        no soe su defensore de maninchedda ma a narrer chi at chirradu de adurare mudu in fatu de “provvedimenti terribili” mi diat piàghere de ischìre cales.
        “è così evidente… non occorre più parlarne”: aberu ‘de ses cunvintu?
        nono, grabosu senzalumene. est tzivile ma tropu codomu a distrùere senza fagher un’atera proposta. e lu cumprendo, ca dae su divanu no benit bene. ateras cosas eia, ma a bi ponner sa cara no benit bene, dae su divanu

  16. Francu says:

    L’autonomismo é morto, l’indipendentismo é morto e anche il sovranismo ( visti i personaggi che vorrebbero rappresentarlo tra cui manichedda) non si sente tanto bene. Ma anche questa ridicola moda finirà. Ora scusate che ho il corso di ballu tundu e poi il dettato di campidanese

  17. Francesco Utzeri says:

    Ebbene eccolo ! alfine è nato il “sovranismo” tanto atteso e spiegato in tempi recenti dal direttore di questo blog. Noi, poveri, ignoranti e poco avezzi alle discussioni in italico politichese, non avevamo capito. Ora che, alfine, si è svelato l’arcano mistero, abbiamo finalmente intravisto la “verità”. Gli unti del nuovo sardismo si affacciano alla ribalta delle prossime elezioni regionali e, trombati, tromboni, megafoni della partitocrazia italiana, si (ri)presentano alla ribalta con una nuova verginità : sovranismo !

    • antoni mura says:

      si, signor Francesco.
      mentre percepisco il suo sottile sarcasmo, non altrettanto vedo una sua proposta per rispondere alla partitocrazia italiana.
      sa, anch’io sono ignorante e poco avvezzo

      • Francesco Utzeri says:

        Caro Antoni,
        la mia ironia è l’ironia amara di chi non vede prospettive positive su quanto si va sviluppando nel quadro politico regionale.
        La disaffezione palese degli elettori sardi verso questa politica becera e corrotta, ne è l’esempio più efficace.
        Vedi Antoni, io, che non ho mai praticato questi “territori” occupandomi della politica solo da cittadino, non mi sono mai riconsciuto in nessuno dei cosiddetti partiti nazionali; men che meno in un “Partito Sardo D’azione” che ha sfarfalleggiato a destra e sinistra, secondo gli interessi di questo o quel capo manipolo.
        Concludendo, dico solo che la mia proposta è che non ho proposte ma solo il sogno di potermi svegliare, un giorno non lontano, cittadino Sardo e non cittadino italiano di serie B.

  18. G. Franco Piras says:

    Gianluca, tenes totu sa resone de su mundu cando iscries chi sa distrutzione de sa Sardigna comintzat cun sa distrutzione culturale, in antis de totu faghende·nos ismentigare chi tenimus una limba. Custos de su “Partito dei Sardi” sighint su matessi caminu: nos faeddant in una limba furistera.

    • anonimo says:

      Di nuovo con questa faccenda di prima di tutto la lingua? Guardi che Floris ha detto tutt’altra cosa. La parola “cultura” ha un senso molto lato. Il monotematismo fa male alla sua causa.
      Quanto Maninchedda non è credibile, anzi, è incredibile davvero. E non perché non parla il sardo. C’è stata una fisiologica e condivisibile rivolta generale all’idea che possa essere candidato dal centrosinistra. La bandiera a Berlusconi è indimenticabile.

      • Su bixinu says:

        Manninchedda ha la stessa credibilità di tutti gli altri, nè più nè meno. Quanto al regalo della bandiera a Berlusconi, è vero, è indimenticabile e indimenticato. Ma non fu Manninchedda a regalarla. Furono altri. E con quelli il centro sinistra sta disperatamente cercando un accordo. Se l’elettorato del csx non si rivolterà davanti a un simile accordo, non vedo perchè dovrebbe farlo dinnanzi ad un apparentamento politico serio con il partito dei sardi.

  19. Benvenga ogni uomo [ e donna] che vuole mettere le sue energie e l` intelligenza al servizio dell identita nazionale sarda senza dover chiedere la patente di sardista a nessun partito ” storico”. Non credo al diritto di primogenitura.

    Saluti.
    Frank Muroni

  20. Olandese Volante says:

    Suggerisco a lei e a tutti i suoi nuovi amici sovranisti di stare attenti alle parole utilizzate.
    Le parole sono importanti e lo sono ancora di più le persone che le pronunciano. Perché sono le loro storie personali e le loro azioni a conferire alle parole significati molto diversi.
    E in bocca ad alcuni, parole come queste, suonano davvero molto male.
    Ricordano ad esempio ben altri esempi di sovranisti. Come quei mercenari e rinnegati assoldati dai re di francia per sgozzare i propri concittadini durante le loro guerre di conquista nelle lontane colonie. E non serve pensare francese o scomodare Henry Lévy per ricordare a tutti cosa sia il vero veleno in società liquide e molto confuse come la nostra:
    http://www.egaliteetreconciliation.fr/BHL-Le-vrai-poison-c-est-le-souverainisme-15909.html
    Non è nemmeno necessario essere filosofi per capire quali siano i veri scopi di vecchi e nuovi professori con dottorato di ricerca in salto della quaglia.

  21. Noi sardi non siamo un popolo unito. Le polemiche politiche in vista delle prossime regionali lo dimostrano. Non riusciamo ad unirci nemmeno attorno a pochi fondamentali punti indispensabili nell’interesse della Sardegna, del nostro territorio, della nostra casa. Il dibattito è invece sempre e solo sui personalismi e mai sui contenuti. Io, per esempio, sono convinto che l’unica nostra prospettiva da perseguire nell’immediato futuro sia l’autonomia politica e amministrativa dei territori. Ma vedo che in Sardegna ciò non è possibile perché manca quello che è il vero collante: la coscienza di essere un popolo-nazione con una identità. Le polemiche di questi giorni purtroppo lo dimostrano con evidenza. Nessun dibattito sul progetto di sviluppo della nostra terra, delle nostre campagne, delle nostre città. Nessun dibattito sulle prospettive future a medio e lungo termine per la Sardegna. Solo un disarmante frattale di divisioni e di scissioni progressive, di guerre particolari, basate su vecchie e nuove ruggini. Nessun respiro di inclusione sui contenuti ma solo continue divisioni in nome di ragioni che sono sicuro i più trovino incomprensibili. A mio personale modo di vedere, la devastazione della Sardegna, prima ancora della sciagurata industrializzazione predatoria, delle servitù militari, del mancato riconoscimento negli scorsi decenni della nostra lingua e della nostra cultura, della cementificazione selvaggia, è quella culturale. Non siamo riusciti a costruire una identità culturale di popolo, non siamo in grado di unirci attorno a pochi progetti fondamentali perché non abbiamo il senso dell’appartenza a noi stessi, alle nostre radici e alla nostra storia. Noi non siamo un popolo, a leggere delle polemiche politiche di queste settimane. Spero ardentemente di essere smentito dai fatti, ma non ho troppa fiducia.

    • anonimo says:

      Caro Gianluca, le diranno che inizia tutto dalla lingua. Di tutto il resto neppure discutono. Eppure è la stessa lingua che dimostra la divisione tra le persone.

    • Gianfranco Omar Meloni says:

      La prima mossa da fare per andare verso l’unita’ politica dei sardi consiste comunque nel buttare nella pattumiera tutti quei residui della politica italiana fatta dai loro partiti con piedi in Sardegna e cervello in Italia .( E mi si venga a dire che anche la Sardegna è Italia…)

  22. Franco Dettori says:

    “E sulla lingua sarda, al di là delle generiche aperture al bilinguismo, quale sarà la posizione? Quale il progetto?”, chiede Biolchini. Ma ce lo chiediamo in molti altri, e attendiamo una risposta. Ma per favore, che sia chiara, non in politichese, come abilmente sanno scrivere i promotori del nuovo partito.

  23. E’ incredibile il numero di partitini col bollino sardista che stanno proliferando come funghi. Scissioni, divisioni, fissioni sino all’infinito. E neppure una risposta comune sulle questioni di fondo. Alla domanda su dove vadano e come si dovrebbe fare questa benedetta indipendenza danno tutti la stessa risposta.”i sardi sono maturi”. Quindi, per un comico sillogismo, sono maturi solo quelli che li votano. Gli altri – e questa è una delle ultime stupidaggini in voga – sono dipendentisti e, poveretti, non sanno diventare adulti come Sale e Compostu, come Maninchedda e Sedda ecc. ecc. E non sanno cosa si perdono con il sardex.

  24. Maninchedda ha sostenuto, letteralmente sostenuto questi rovinosi cinque anni (che volgono al termine ma, non dimentichiamolo, possono essere bissati) della Giunta Cappellacci. E allora ci sarebbe di nuovo la consegna della bandiera dei quattro mori al nemico. Povera bandiera.
    Le giravolte possono essere mortali sopratutto se sono, come nel caso di Maninchedda, doppie e carpiate.
    Può contare, l’onorevole, sull’elevata possibilità di fregare ben più di una volta sola l’asinello sardo.
    Ma non c’è da aver paura,il piccolo esercito dei sovranisti, indipendentisti, separatisti, secessionisti è talmente spezzettato sino all’ultimo atomo che si dissolveranno nel cosmo. L’onorevole bipolare a forza di passare da un polo all’altro inciampa o, come direbbero i nostri templari, farà cuccurumbeddu ( o cucurumbeddu?).
    Ma un posticino se lo beccherà in consiglio regionale, e poi una commissione e poi di nuovo un salto. E così per l’eternità. Auguri, onorevole.

    • antoni mura says:

      devo dire che una tale accozzaglia di luoghi comuni non è la prima volta, che si sente

      • Luoghi comuni? Verità assodate alle quali lei, signor Mura, non può opporre una sua verità perché la verità è quella che ho descritto in breve. Quanto ai “luoghi comuni” mi pare che questi abbondino tra le schiere di chi si riempie la bocca di sovranismi e roba del genere senza dire mai come s fa semplicemente perché un come non esiste. Si vede che vi basta chiacchierarne con qualche strillo. Ma non basta sentirsi sovrani per esserlo, proprio no.

  25. Giovanna says:

    Caro Vito,
    mi spiace ma la tua pulizia nel porre i problemi è troppo poco sofisticata rispetto ai maneggi disinvolti di casa PD.
    Chiedi alla Barracciu di smentire che ieri, sabato, ha incontrato a Sassasri Giacomo Sanna e altri esponenti Psd’az, per chiudere un’inesa che il Consiglio Nazionale del Psd’az dovrebbe ratificare sabato prossimo a Tramatza?
    Ti spiego, permettini, la disinvoltura. La Barracciu va a parlare con colui che, per candidarsi alle amministrative contro Ganau, ha fatto rompere l’alleanza del Psd’az col centrosinistra a Sassari; il Psd’az è colui che ha inguaiato Ganu con le polemiche sul Puc; il Psd’az è alle origini delle polemiche sulla collocazione dell’area del Campus universitario. La Barracciu, indifferente a tutto questo, cerca l’alleanza col Psd’az per indebolire Ganau a Sassari e va da Sanna il giorno dopo la rinuncia di Soru, vero spauracchio di Sanna.
    Giacomo Sanna, dal canto suo, sta inseguendo le mosse di Maninchedda per cercare di tamponare l’emorragia, ma lo fa da par suo, con la parte del Pd che ospita tutto il vecchio: Ladu, Marroccu, Fadda, tutto ciò che è schierato con la Barracciu.
    Se Gianfranco non reagisce, non lo voterò mai più.

  26. @ Paolo Maninchedda
    La ringrazio per l'”egregio”.
    Il riferimento al consenso non lo trovo più interessante…
    Apprezzo invece la sua intenzione di aprire una discussione in pubblico riguardo i valori a cui si vuole far riferimento.
    Credo che non ci possa essere pubblica piazza più frequentata di questa, virtuale ma non troppo, in cui – ulteriore pregio – non è neanche necessario infilarsi i pantaloni buoni e la camicia inamidata, prima di ritrovarsi a discutere di “cosa” e “come”.
    Quindi: le parlo dei valori che ho imparato a riconoscere e scegliere come mie punti di riferimento.
    Sono 6, le persone che me li hanno insegnati: i miei genitori e i miei nonni.
    Mio nonno paterno è stato partigiano, mio nonno materno invece ha passato la vita sul Gennargentu: pastore. Mia nonna paterna faceva l’ostetrica e mia nonna materna casalinga (ha cresciuto 6 figli, il lavoro più difficile lo ha fatto lei). Mio padre fa il medico e il tempo libero lo dedica al volontariato, mia madre insegna lettere.
    Io faccio medicina.
    Sono stato educato all’empatia, all’altruismo ed alla solidarietà, avendo come punti di riferimento il valore dell’antifascismo ed il valore della terra su cui poggiamo i piedi.
    Ho imparato, strada facendo, che il concetto di antifascismo è stato rovinato (si, rovinato) dal suo abuso. Adesso non viene più riconosciuto come universale, ma come espressione di parte, partitico. Lo si è usato come una bandiera determinando un danno culturale enorme e l’unico modo che io vedo per porvi rimedio è spezzettare il concetto di antifascismo nelle sue idee di base; ricominciare quindi da queste: pace, uguaglianza, solidarietà, tolleranza, le ha citate anche lei.
    Io ne aggiungo una: fratellanza, legata al concetto di comunità.
    Se non ricominciamo a costruire un senso di comunità tutto sarà vano.
    Per ricostruirlo è necessaria una rivoluzione culturale: serve un pensiero nuovo che sposti l’attenzione delle persone dal bisogno di possesso (consumismo) al bisogno di conoscenza (cultura). Conoscenza della nostra storia (nostra nel senso della nostra famiglia, non sto parlando di nuraghi) e della nostra terra, per iniziare ed avere un punto di riferimento culturale da usare negli scambi culturali con altre persone. E anche per avere cognizione di causa quando si affrontano problemi di carattere socio-economico.
    Va bene anche la lingua sarda, basta che non trasformiate anche quella in una bandiera, altrimenti siamo punto e accapo, o che non diciate che è la cosa più importante, altrimenti diventate una macchietta.
    Siamo un milione e mezzo: il lavoro non è impossibile.
    Il punto è che bisogna fare in fretta. Questa rivoluzione culturale passa dall’impegno sociale di quante più persone possibile. La partecipazione è la chiave di volta.
    Dare importanza alla partecipazione, sia idealmente che materialmente, significa stimolare il confronto, il dialogo, lo scambio di idee.
    E’ fondamentale sia dal punto di vista sociale, che culturale, che democratico.
    Perché questa partecipazione si manifesti sono necessarie diverse premesse.
    1. Tutte le persone devono sentirsi parte attiva, devono poter prendere parte alle decisioni che li riguardano direttamente.
    2. Tutte le persone devono avere accesso ad una informazione imparziale, completa, che abbia quindi anche un ruolo pedagogico in funzione del punto precedente.
    3. Devono crollare tutti i muri ideologici che tendono a separare le persone in tifoserie, si deve ritornare alle idee di base anche per questo. Se le persone lasciano cadere a terra le bandiere e si ritrovano in un faccia e faccia, sedute attorno ad una tavola rotonda, il confronto renderà evidenti i bisogni comuni.
    4. Le persone devono poter controllare direttamente e costantemente l’operato dei rappresentanti eletti nei consigli comunali e regionale. Questi rappresentanti devono emergere, per competenza, da una riunione di popolo. Eletti in quanto rappresentanti – in senso stretto – dei cittadini per un tempo limitato e quindi sostituiti da un ricambio continuo.
    Deve diventare logicamente impossibile un contrasto tra “classe dirigente” e popolo, come, per esempio, per la questione del progetto Eleonora.
    Ritornando ai valori della cultura sarda ed europea: prima di arrivare a discutere del concetto di comunità esteso a tutta Europa, dobbiamo prima fare un po’ di ordine in casa. Riguardo alla Sardegna quindi credo siano sufficienti quelli che ho citato – e che comunque sono piuttosto universali – per cominciare.
    Quindi riassumendo: rispetto per la nostra terra, come fonte di vita e di ricchezza; educazione alla conoscenza, come fonte di ingegno e di ricchezza; rispetto per le persone, come fonte di democrazia e di ricchezza.
    Per concludere
    vista la sua indiscutibile competenza
    secondo me lei farebbe opera utilissima se, invece di continuare a concorrere per occupare un ruolo di rappresentanza o di delega alle prossime elezioni, scegliesse di rinunciare in favore di un ruolo diverso, sempre politico, però pedagogico, non operativo. Penso che ci sarebbero benefici maggiori, proprio in termini di cultura e partecipazione.
    E questo naturalmente è un invito rivolto a tutti i politici di lungo corso, diciamo – per fissare un limite – tutti quelli che hanno più di due legislatura alle spalle.

  27. arthemalle carlo says:

    Credo sia fuori luogo parlare di dimostrazione di coraggio, quantomeno azzardato, poi se lo si fà in riferimento alla nascita di quello che viene definito un movimento politico. Direi, molto più semplicemente, che ci vuole (come la storia ha ampiamente dimostrato) la faccia per fare la cosa al momento . Solo questo serve a chi è riuscito in così poco tempo a passare: dal centro alla sinistra, dalla sinistra alla destra, e adesso come se niente fosse, nuovamente dalla destra alla sinistra. Chiedo scusa per la confusione, ma con tutte queste giravolte finisce proprio che pure io non ci capisco più niente. Auguro, in particolare per chi si appresta a fare questa ulteriore scelta, che sia finalmente quella definitiva per lui, e che riesca a farlo star bene ed in pace con tutti. Buona serata!!!!!

  28. paolo zedda says:

    Caro Vito, sai quanto ritengo importante il tuo apporto al dibattito politico sardo, e quanto salutare la tua conversione (passami il termine) alla questione della lingua sarda, che io ritengo, come te, imprescindibile fondamento di ogni sardismo, vecchio o nuovo. Proprio per questa ragione, voglio essere puntuale su due questioni:
    1) il mio segretario è Tore Melis (non Gesuino Muledda). Tore è stato eletto nell’ultimo congresso con un plebiscito, ed ha portato nel mio partito una serie di nuove istanze che ritengo fondamentali per il progetto che vogliamo offrire alla Sardegna per i prossomi decenni, nelle politiche della energia, del turismo, della lingua e delle culture nostre, solo per citare alcuni punti;
    2) Io ho preso la tessera Rossomori, la prima tessera della mia vita, dua anni fa, proprio per le scelte concrete del partito nella politica linguistica, in particolare per l’apporto alla normalizzazione della grafia del campidanese, che è stata pubblicata nel testo “Arregulas…”, poi presentata al consiglio Provinciale di Cagliari, sottoposta a verifica e, in seguito, messa ai voti e approvata all’unanimità. E, secondo me, si tratta dell’unico risultato serio nella standardizzazione del sardo.
    Con i Rossomori ho collaborato all’organizzazione di un convegno internazionale sulla lingua, cui hanno partecipato come ospiti sia Michela Murgia che Franciscu Sedda, e che ha dato molte indicazione concrete sulla gestione della politica linguistica sarda.
    Con i Rossomori ho collaborato, nell’inverno appena trascorso, a stendere alcuni emendamenti alla Carta Europea delle Lingue Minoritarie e Regionali, gli unici che sono stati presentati in parlamento.
    Sono consigliere comunale da dua anni e, in aula, ho sempre parlato solo in sardo. Credo di essere l’unico in Sardegna. Così ho sempre esposto le mie relazioni in sardo negli incontri promossi dal mio partito, e parlo sempre in sardo col mio segretario. Parlo sempre e solo in sardo com mia madre, con mia moglie e con i miei figli. Ho messo in pratica prima di tutto nella mia famiglia il progetto in cui credo e per cui combatto. Non tutti lo fanno.
    Con Rossomori sto lavorando ad una nuova legge sulla lingua sarda che abbiamo in programma di presentare prima del prossimo appuntamento elettorale, ed a un’altra proposta di legge per la tutela delle culture orali della Sardeegna, anche questa fondamentale ed urgentissima. Non so se questo basta a qualificare come efficace e concreta la nostra politica linguistica, credo onestamente, però, che ci siamo mossi sempre con onestà, competenza e serietà.
    E anche in questo caso, non tutti l’hanno fastto.

  29. angelo says:

    caro direttore ho l’impressione che questo nuovo soggetto ha una progettualita e una strategia che andra ben oltre il 3%.. il prossimo futuro ci dira’

  30. Giagu Ledda says:

    Apo a èssere finas infadosu, ma lu chèrgio nàrrere: unu partidu polìticu chi si presentat comente “Partito dei Sardi”, e chi in sa presentatzione pùblica sos oradores faeddant in un’àtera limba chi no est sa sarda a in antis de unu cartellu chi cheret resùmere su programma, cartellu finas custu iscritu in una limba chi no est sa sarda, si podet nàrrere sardu? Unu partidu fiammingu si presentat in frantzesu? Unu partidu catalanu e catalanista si presentat in ispanniolu. Nono.

  31. “Queste spiegazioni Maninchedda non le deve dare certamente a me (che conosco benissimo il suo pensiero) ma a tutti quegli elettori che guardano a questo nuovo progetto con interesse.”
    Mi ricorda quel passo di “Io speriamo che me la cavo” dove il bambino dice qualcosa come “io lo so dove è la droga, e anche Luigi lo sa”.
    Se lo sai, dillo! Perché questa falsa pudicizia, certamente è adatta ad alcune dame dei romanzi ottocenteschi, meno ad un giornalista serio ed indipendente; la tua amicizia e simpatia per Maninchedda è cosa pubblica e gioverebbe di più, a mio parere, una posizione più netta che questo mezzo abbozzo di volata.

    • Maninchedda deve dare una risposta ai sardi non a me, questo è il senso della frase. Io non sono il suo esegeta né il suo difensore d’ufficio né gli tiro la volata. Maninchedda ha presentato pubblicamente il suo progetto ed io pubblicamente gli ho fatto notare (in questo blog e ieri a Losa, con parole molto chiare) che nel suo ragionamento mancano dei passaggi cruciali che lui ha l’obbligo di chiarire se vuole fare realmente quello che dice di fare (e gli ho anche scritto e detto che invitare Cabras è stato un errore). Se non spiega pubblicamente quali percorsi lo hanno portato a sostenere nel 2004 Soru, nel 2009 Cappellacci ed ora con il Partito dei Sardi a voler fare le primarie del centrosinistra (senza essere di fatto ancora uscito dal Psd’az), il suo progetto per me non è politicamente sostenibile e non va molto lontano. Dimmi tu se questa non è una posizione netta!

      • Questa è una posizione netta. Sono stato tratto un inganno dall’inciso tra parentesi (che conosco benissimo il suo pensiero) che io ho inteso come “so che hai le risposte, quindi ti prego di darle” invece somigliava di più a “risposte che fatichi a dare perché sappiamo entrambe che non ce le hai”.
        Resta comunque interessante quello che sai tu, cioè la tua personale opinione sul merito di quei passaggi mancanti.

  32. Paolo Maninchedda says:

    Vito, sto intervenendo troppo proprio per rispondere, ma ho esagerato. Taccio.

  33. Pingback: Osservazioni varie sul neo-partito dei Sardi di Sedda e Maninchedda, e non solo

  34. paolo mureddu says:

    caro biolghini, credo che tu oggi abbia offeso con questa nota, molte persone, sicuramente la totalità delle donne ed uomini che nel lontano , fine 2009, hanno fondato i Rossomori. eravamo il gruppo dirigente della federazione del PSD’AZ di Cagliari. Debbo ricordare a te, ma a tanti altri quello che è successo nel 2009. La federazione di Cagliari era tra le più attive del Partito Sardo, era la più organizzata, era stata l’unica ad eleggere un consigliere regionale alle elezioni del 2004, era la federazione che deteneva più del 50% degli iscritti al partito, è stata la federazione che rielaboro la linea sovranista del PSD’Az datata 1921 (Lussu, Sale ed altri) ai tempi moderni di oggi, alla presenza dell’Europa, alle battaglie dell’ALE il gruppo dei partiti delle nazioni senza stato nel parlamento europeo; federazione che porto ai congressi 29° e ° 30° d’Arborea la tesi ” Soberania est indipendentzia – la via ed i contenuti della Sovranità” . noi quei congressi, almeno uno l’abbiamo perso per l’intervento dall’esterno di due personaggi in quei tempi non del PSD’Az, il presidente della provincia Onida e dell’on. Maninchedda. chiedilo a Maninchedda in una di quelle domande previste. e chiedi anche perché visto che ero stato io ad invitarlo per la prima volta ad un congresso del PSD’AZ perchè tenne quel comportamento; io in quel congresso lo difesi quasi fisicamente dalle violente aggressioni del segretario nazionale Sanna, che lo accusava di essere un servo ed un domestico di Soru; perchè si comporto in quel modo? nessuno di noi gli aveva chiesto niente solo di venire a parlare di riforme costituzionali ad un congresso del suo futuro ( ora non più) partito. dov’era la sua sovranità? chiedili questo.
    torniamo ai Rossomori. il Partito è degli iscritti, il nuovo segretario è stato eletto a grande maggioranza dal consiglio Nazionale con uno astenuto su 120 votanti, è organizzato in federazioni e questa primavera si sono svolti i rispettivi congressi, esistono i responsabili di zona. abbiamo consiglieri comunali ( 34 nella prov . di Cagliari), consiglieri provinciali ed assessori, ma non abbiamo padroni ne politici ne finanziari.
    caro Biolghini Vito nel secolo scorso l’unica vera ideologia è stata il SARDISMO per noi sardi: per quanto ha significato nel sentire di se, in termini di soggettività di popolo distinto, diverso dagli altri popoli, innanzi tutto. ma per l’affermazione dell’idea di nazione, della necessità e del diritto a essere stato sovrano e padrone del proprio futuro. da li nasce Rossomori, da li nascono tutti gli altri movimenti indipendentisti. tutti ! senza esclusione per nessuno.
    credo di averti inviato a suo tempo i nostri documenti politici, basta leggere per capire chi siamo. perchè il confronto con altre organizzazioni personali, che non hanno iscritti che non fanno congressi che non sono partiti. Perchè? dove vuoi arrivare, quale scopo di delegittimazione vuoi instaurare? vuoi fare politica? impegnati! sporcati le mani ( nel senso buono) amministra , elabora soluzioni per i problemi gravi dell’isola, crea consenso al tuo o al progetto politico del Partito dei Sardi. I rossomori sono disponibili al confronto con tutti, ma chiediamo rispetto per quello che siamo e per quello che abbiamo fatto e per quello che vogliamo realizzare per dare speranza ai sardi.
    ricorda ” soberania est indipendentzia” in politica e nella vita privata.
    Paolo Mureddu

    • Anche per l’assessore Muleddu vale la stessa considerazione fatta in precedenza: il suo commento mette in difficoltà i Rossomori più di quanto io non abbia fatto con il mio post.

    • Paolo Maninchedda says:

      Paolo, che tu mi abbia difeso anche fisicamente è vero, e se lo facevi era per quel che dicevo allora come oggi sulla sovranità. Su ciò che dicevo ci sono scritti, non parole. Io a quei congressi non esprimevo un solo delegato, come sai. Noi siamo stati divisi dal diverso giudizio su alcuni aspetti della politica di Soru, non su altro. Questa voglia di litigare per forza è una malattia, non la capisco.

    • Così di casa li cacciai senza ritegno
      senza badare a chi mi palesava sdegno
      li accompagnai per strada e chiuso ogni sportello
      tornai in cucina e tra i barattoli uno che….

      “Che bello
      col giradischi acceso e lo spinello
      non sarà stato giusto si lo so
      ma in 15 eravamo troppi o no?”.
      E questa
      amici miei è una storia disonesta
      e puoi cambiarci i personaggi ma
      quanta politica ci puoi trovar

  35. Vincenzo Di Dino says:

    Perfino Berlusconi, per vincere (nonostante soldi e tv), ha dovuto mettere insieme un’accozzaglia di partiti (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega, UDC) nel senso che gli unici collanti che avevano erano Berlusconi e la sete di potere e non certo i loro ‘ideali’ politici ma molto più concreta dell’armata Brancaleone messa in piedi dal centrosinistra (che non sto a riassumere perché dimenticherei sicuramente qualcuno). Se le varie componenti elencate da Vito riuscissero a correre insieme magari con una lista dal nome ‘per la Sardegna’ o ‘Sardegna’ son sicuro che potrebbero aggregare un seguito di gran lunga superiore al 2-3% del singolo soggetto politico. Il risultato sarebbe migliore delle ‘performance’ che csx e cdx, logorate dall’esperienza inciucista lettiana, riusciranno ad esprimere. La formazione potrebbe contare su un’esperienza decisamente superiore rispetto a M5S e i vari leader avere le carte in regola per fare gli assessori ‘torra’. Enzo Di Dino

  36. Vito sei molto poco informato su Fortza Paris che ha ripreso da due anni la sua strada sarda e non conta tra i suoi aderenti nessuno dei notabili democistiani ….sono passati dal 2009 al PDl e Onida non è da oltre due anni più nel partito.Per eventuali ulteriori aggiornamenti del tuo scibile aspetto che mi chiami se lo ritieni cosi potrai scrivere cose attuali e non cose desuete o obsolete e per nulla rispondenti su Fortza paris ciao

    • O colonnello, stavo parlando degli esordi del partito, e allora Onida c’era, eccome se c’era! 🙂
      Comunque adesso attendo anche le reazioni di Mario Floris e Mauro Pili e direi che all’appello non manca nessuno.

  37. Gianni Campus says:

    Pocos y male unidos.
    Fossero almeno locos!
    Ma no, li conosco quasi tutti: sono intelligenti e colti.
    E allora?
    E allora, vuol dire che – almeno in Sardegna – la cultura e l’intelligenza creano il sovranismo del sovranismo: l’individualismo.
    Vi abbraccio con affetto

  38. gesuino muledda says:

    sono gesuino muledda. devo difendere il gruppo dirigente di rossomori dall e ingiuste valutazioni di biolchini sulgruppo dirigente di rossomori. il segretario nazionale di rossomori si chiama salvatore melis. ha una sua storia personale che biolchini dovrebbe conoscere . e se non la conoscere ,prima di parlarne si documenta. tore melis è stao sindaco di silius appena maggiorenne. ha subito attentati e intimidazioni.è stato dirigente del partito dei ds,membro della segreteria provinciale di quel partito. è stato dirigente per le attività di assistenza finanziaria di una associazione artigiana. è imprenditore nel settore delle energie rinnovabili.campa di suo.secondo biolchini il padrone di rossomori muledda lo lo usa come sua protesi.biolchini è decisamente offensivo.nei confronti di tore melis,ddei militanti di rossomori che hanno svolto, senza che lui ne abbia parlato, un congresso molto partecipato e ,soprattutto democratico. e offende gesuino muledda perchè biolchini mi attribuisce ambizioni di allungamento di carriera e atteggiamenti padronali. gesuino muledda e altri hanno fondato rossomori solo perchè hanno sentito insopportabile per la propria dignità,offensiva per la propria storia, insultante per la loro militanza che il psdaz si schierasse con il centrodestra berluschino. cioè con l’esatto contrario del sovranismo.perchè il neoliberismo è compressione e omologazione ,non esaltazione delle identità- e ,se lo vuole sapere,ma lo sa e lo tace,biochini a maninchedda deve chiedere conto della responsabilità dell’aver concorso a spostare il psdaz a destra . a snaturarlo.dandogli perfino una giustificazione teorica. a modo suo.e partecipando delle nefandezze della giunta capellaci per ben quattro anni da presidente della commisione bilancio e nominando direttori di asl a nuoro prima a oristano poi.gesuino muledda non prova fastidio degli accostamenti che biolchini fa della sua persona ad altre storie molto lontane della politica di sardegna. una cosa voglio dire a biolchini.lui deve rispetto a chi di sovranismo ha parlato e scritto tesin circa quindici anni fa. deve anche rispetto a chi ha fondato un partito con l’unica certezza di avere ben altre cure da seguire che una rinnovata carriera politica. e non vado oltre.io ,gesuino muledda non appoggerò mai una candidatura come quella di biolchini. e ancor meno quella di maninchedda. poi dite che noi siamo chiusi . che non vogliamo primarie aperte. noi vogliamo avere rapporti con chi rispetta la dignità di alleati presenti e ancor più di alleati futuri.

    • Caro Gesuino,
      con questo commento metti in difficoltà i Rossomori più di quanto io non abbia fatto con il mio post.

      • alberto atzeni says:

        Caro Vito, le cose scritte da Muledda e da Paolo Mureddu non mettono in difficoltà i ROSSOMORI. Mettono in evidenza che sei poco informato sulle attività e linea politica del nostro partito. Il post di Paolo Zedda di Sinnai ti ha dimostrato una parte di quello che i ROSSOMORI stanno facendo per la lingua sarda. ….. a proposito …. anche un’altro consigliere comunale ROSSOMORI, Gigi Melis di Sant’Andria ‘eFrius chistionada scetti in sadru in un su Consillu Comunalli

  39. Paolo Maninchedda says:

    Vito, quando vuoi facciamo un’intervista e a domanda rispondo.

    • Anonimo0 says:

      Maninchedda, lei conosce benissimo i meccanismi dei news.. Non ha certo bisogno di un menù di quesiti in questo sito.. Ci sono molte persone, che non leggono Vito, molto ansiose di capire cosa è successo nella testa (e nell’animo, se l’etica risiede anche in quei territori..) di una persona che ha avuto responsabilità strategiche nella Giunta di destra di Cappellacci e, cogliendo l’attimo (mi scusi la citazione banale..) volge sguardo, pensieri, opere (futuribili) e altro a left… Insomma, se proprio è capace di superare i vasti sospetti pubblici di “opportunismo”, spieghi pubblicamente (anche e non solo su questo sito) il suo “travaglio”(?)

      • Paolo Maninchedda says:

        Nessun travaglio, Anonimo, proprio nessuno. Solo una coerente pratica politica che non si iscrive al bipolarismo italiano. È ovvio che se si ritengono naturali e immutabili le due caselle con cui la legge elettorale determina una sintesi per costrizione delle diverse posizioni politiche, la mia azione può apparire innaturale e pertanto sbagliata. Se invece si ritiene innaturale il bipolarismo e lo si giudica dannoso per la Sardegna, allora la razionalità di ciò che sto facendo è più evidente. Quanto ai vasti sospetti di opportunismo, beh, a un’accusa generica non si può rispondere, la si incassa e punto. Però è strano che siano meno vasti dei consensi che si stanno registrando in ambienti che prima si rivolgevano alle immacolate stanze dei partitoni italiani dove vi sono deigli accademici del compromesso specializzati in verginità elettorale. Quanto al discuter in pubblico, io certamente lo faccio da sempre: mai nascosto, mai scappato; organizzo dibattiti pubblici mediamente ogni due mesi; ho uno dei blog più longevi dove rispondo a chi interviene. Se mi sta chiedendo di giustificarmi di fronte e un tribunale, non ho niente di cui giustificarmi, non riconosco i tribunali speciali e li combatto da quando ero ragazzo. Peraltro, in tema di dibattiti pubblici, io mi firmo, sempre, Lei no.

        • Sono abbastanza sicuro che l’anonimo non intendesse riferirsi al concetto di sacralità ed immutabilità delle due fazioni contrapposte nel sistema bipolare. Il quale – tra l’altro – sta stretto pure a me e la stessa citazione mi riporta inevitabilmente alla mente il disturbo psichiatrico (psicosi maniaco-depressiva).
          Credo piuttosto volesse riferirsi ai valori che sono riassunti nei concetti di “destra” e “sinistra”.
          Esiste un contrasto di valori tale per cui sarebbe necessaria una delucidazione robusta, almeno quanto i sospetti di opportunismo.
          E’ la stessa richiesta che le fa anche Vito: quali sono le ragioni del sostegno a due persone che rappresentano due mondi contrapposti?
          Sono sospetti che esistono e se a lei interessa fugarli non è sufficiente rispondere con sufficienza.
          Usare poi il consenso come scudo mi pare altrettanto insufficiente: le immacolate stanze adesso sono piene di crepe e minacciano di crollare. Le crepe vanno stuccate per bene se non li si vuole far scappare ancora.
          E il sospetto di opportunismo è una crepa bella grossa.

          • Paolo Maninchedda says:

            Egregio Ale,
            mai fuggito da un confronto sui valori. Intanto non ci sono solo valori di Destra o di Sinistra. Anzi, i migliori valori (tolleranza, uguaglianza di fronte alla legge, libertà di accesso alle opportunità, relativismo democratico, pluralismo culturale, politico e religioso, solidarietà disinteressata) sono distanti mille miglia sicuramente dalla pratica storica della Destra e della Sinistra italiane, ma spesso anche da alcuni loro presupposti teorici. Non si capiscono alcuni intellettuali italiani come Sciascia o, prima di lui, Salvemini, se non si recupera questa consapevolezza. Io penso che piuttosto che dichiarare a quali valori civili della Destra e della Sinistra italiane ci si riferisca (cosa a cui non mi sento in alcun modo obbligato), sia opportuno dire a quali valori della cultura sarda e europea si faccia riferimento. Apriamo questa discussione anche in pubblico e io sono pronto. Il riferimento al consenso è stato provocato dall’autocertificazione della vastità dell’accusa di opportunismo. Se uno mi accusa di essere un opportunista, capisco che ce l’ha con me e lascio perdere. Se mi dice che tutti pensano che io sia un opportunista, mi difendo dimostrando che in tanti non la pensano come lui. Quanto alle immacolate stanze, io penso e scrivo da sempre che la vita non è immacolata ma piena di crepe e di ombre, sed tenebrae non praevalebunt.

        • Trovo ammirazione, per il coraggio dimostrato da Manichedda, nel presentare un nuovo movimento politico. In questo momento non è semplice staccare la spina per chi ha potuto godere di privilegi che ai semplici cittadini sono negati. Un atteggiamento positivo specialmente se si pensa che preparare le liste non sarà compito facile, senza un’organizzazione “partitica” alle spalle, dove i così detti grandi della politica locale sarebbero nulla. Manichedda ha sempre dimostrato di saper leggere oltre le righe dando nel momento giusto l’impulso necessario al cambiamento della nostra realtà.
          Scelte, fatte anche in momenti difficili che potrebbero essere prodromi al cambiamento: ma si sa, anche nostro malgrado, che i Sardi non sono pronti a cambiare rotta perché sono conservatori e diffidenti a tutti gli effetti. Questa deve essere la vera forza di qualsiasi movimento che si proponga al governo della Sardegna. Lavorare per dar vita ad una nuova intesa con nuove figure in attesa delle contromosse dei tanti “principi sardi” ingordi solo di potere e non al servizio della collettività. Non mi rimane che esprimere, anche a questo nuovo movimento un sincero in bocca al lupo.

        • Anonimo0 says:

          Allora, first of all.. , please! Legga bene il nickname. Anonimo0 (glielo scrivo per esteso, non si sa mai..: Anonimozero). Ecco, così possiamo riniziare sottolineando che negli spazi web come questo – ma penso che capiterà anche sul suo, che dichiara essere uno dei più longevi (manca un termine di paragone – del mondo, del Paese, dell’Isola?? Mah… Lasciamo perdere..) – e’ assolutamente normale firmarsi con nickname che nel tempo, almeno per chi esce dalle stanze del proprio egocentrismo e frequenta altri mondi virtuali, diventano delle identità riconoscibili. Ma questo, evidentemente non e’ il suo caso.
          Ma la bistecca non e’ questa. E’ la sua scelta di riposizionarsi a sinistra dopo aver attivamente frequentato la destra, detta molto brutalmente. Il bipolarismo c’entra poco, visto che c’è anche il centro, così come non c’entra niente la faccenda dei tribunali speciali.
          Sicuramente conosce Elster che, ma non e’ l’unico – sottolineava come l’oppotunismo fosse assolutamente ascrivibile alla dimensione dell’azione razionale (Ulisse e le Sirene). Così… Giusto per mettere qualche riferimento ad una futura (spero) chiacchierata.

          • Paolo Maninchedda says:

            Anonimo0, non riesci a vedere oltre le due case che ti interessano, la Destra e la Sinitra. Io mi sono confrontato con entrambe, sulle cose e per le cose, ma frequento casa mia. Il mio professore di etimologia era molto esigente e non consentiva retractationes ardite come la sua.

            • Anonimo0 says:

              Maninchedda, a quanto pare lei frequentava anche il Centro. Ma a volte e’ meglio avere attacchi di amnesia…
              Comunque, al di la’ delle banalità come le “retractationes”, che poco attengono al contendere… Mi sembra che lei sottovaluti – e se ha preso, come sembra, il sentiero del confronto per cariche apicali nella sfera della nostra politica regionale, fa molto male – la questione della coerenza. Vede, anche se forse lei non se ne accorge per motivi magari molto intimi e profondi ma che, molto superficialmente tanti altri (me incluso) legano ad una dimensione dell’ego ipertrofica e ad una smodata ambizione – le persone (quello che tecnicamente vengono definite elettorato attivo) cercano soprattutto coerenza nelle persone che possono rappresentarle in spazi politici. E’ vero, aveva ragione anche Weber, a volte c’è il carisma che obnubila le menti perché capace di parlare al cuore ma, se mi consente, lei sta dimostrando di non riuscire a parlare n’è all’uno ne’ all’altro.
              Poi… Sulla faccenda dei professori possiamo anche discuterne meglio.
              Ps. Se lo legga Elster (o Pizzorno); male non fa.

    • Angela says:

      Interessante. A Giorgio Pisano sull’Unione Sarda non vuole rispondere, invece sul blog dell’amico sì. Avanti così, onorevole Maninchedda, sempre con coraggiose e controcorrente!

  40. petru mari / corsica says:

    ho letto la tua analisi. vista dalla corsica e’molto intetessante. ma devo capire una cosa: il sovranismo del quale parli, e’ sovranismo nel senso sardo o nel senso italiano?

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