Cagliari / Politica

A Cagliari il peggior rimpasto possibile: Zedda dimissiona l’assessore Sassu! Ora nel mirino Piras e Orrù!


A dirglielo sono stati i messi comunali, che stamattina le hanno recapitato una lettera. Così, in maniera burocratica, senza avvisare nessuno (né l’interessata né i partiti di maggioranza) il sindaco di Cagliari Massimo Zedda oggi ha ritirato le deleghe all’assessore al Personale, Luisa Sassu, uno dei pochi esponenti della giunta vicini (ma non espressi) al Pd, una vita passata nella Cgil cittadina.

Se la forma è sostanza, questo è il peggior modo possibile di dare il via al rimpasto dell’amministrazione cagliaritana di centrosinistra (l’assessore al Bilancio Gabor Pinna aveva già lasciato per via della contestata norma introdotta dal governo Monti sulle incompatibilità). Peggior modo possibile perché i consiglieri di maggioranza non sono stati avertiti dal sindaco del benservito alla Sassu, ma anzi pensavano che le trattative per una ridefinizione della giunta fossero appena iniziate. Invece Zedda non ha rispettato nessuna regola della buona politica. Se non è una dichiarazione di guerra alla sua maggioranza, poco ci manca.

Certo, che i rapporti fra il sindaco e l’assessore Sassu fossero tesi non è una novità, visto che già da qualche settimana si parlava apertamente di dimissioni imminenti. La vicenda che ha incrinato il rapporto è legata al trattamento di salario accessorio dei dipendenti. Chiusa con successo la vertenza appena pochi giorni fa, dopo mesi di tensioni culminate addirittura nella dichiarazione di stato di agitazione, oggi è arrivata la decisione di Zedda. A quanto pare irrevocabile.

La Sassu pensava alle dimissioni già da tempo ma era stata bloccata dal Pd (anche a livello regionale) che voleva invece evitare che si creasse un caso politico e trattare in maniera più ampia la questione del rimpasto. Ecco perché ora i consiglieri di maggioranza sono imbufaliti: non tanto per le dimissioni in sé (che il rapporto tra il sindaco e la Sassu fosse ormai deteriorato era noto a tutti) quanto per il modo in cui sono maturate.

Intanto il sindaco da settimane va in giro facendo i nomi degli assessori con i quali il rapporto fiduciario si sarebbe rotto: insieme alla Sassu, nella lista ci sono l’assessore agli affari generali e vicesindaco Paola Piras, e l’assessore alle politiche sociali Susanna Orrù.

Se per la Piras il paracadute si è aperto qualche settimana fa, con una nomina nel cda della Banca di Sassari, per la Orrù la questione è diversa: perché proprio in questi giorni è stata difesa a spada tratta dal suo partito (Sel), che poi sarebbe anche quello del sindaco. La sua posizione è dunque molto delicata.

Il punto allora è questo: per valutare un assessore pesa di più il rapporto fiduciario o la qualità del lavoro svolto? E’ più importante che sia in perfetta sintonia con il sindaco Zedda o anche che abbia portato a casa dei risultati? Perché se l’unico criterio è il rapporto fidiciario, non c’è dubbio che la Piras e la Orrù faranno presto la fine della Sassu. Ma se si dovesse introdurre anche il criterio della qualità del lavoro svolto, molti in maggioranza fanno notare che gli assessori da sostituire sarebbero altri, titolari di deleghe ben più pesanti di quelle al personale o agli affari generali.

Anche se in effetti Susanna Orrù non sembra uscire indenne da una valutazione complessiva fatta dai consiglieri, ci sono anche altri nomi di possibili prossimi “ex assessori”. Li volete? Enrica Puggioni alla Cultura (tra le tante cose, leggetevi la recensione fatta dalla Nuova dell’operazione “Piccolo caos” a Sant’Elia, se vi capita..), Paolo Frau all’Urbanistica (impietosa l’inchiesta nell’Unione Sarda di oggi sui ritardi degli uffici nel disbrigo delle pratiche, sostanzialmente in due anni non è cambiato nulla), e l’assessore ai Servizi Tecnologici Pierluigi Leo (il nuovo appalto per la differenziata tarda ad arrivare e la città è più sporca che mai). Tre assessori ritenuti però affidabilissimi dal sindaco.

Il punto è tutto qui: fedeltà o capacità? Cosa conta di più al Comune di Cagliari?

Una cosa è certa: la giunta, quell’organo previsto per legge al pari del sindaco e degli assessori, a Cagliari non esiste. Qui esiste un sindaco ed esistono assessori da lui espressi. Che quando non sono più in sintonia con il primo cittadino, saltano. Evidentemente la lezione Soru non è servita a nessuno.

 

22 Commenti

  1. Pingback: Il rimpasto di Zedda: dentro la quartese Loi e il professor Minerba! Piras in bilico: sarà la Marras il nuovo vicesindaco? - vitobiolchini

  2. Il documentario finale era solo l’ultimo risultato atteso da “Piccolo Caos” ed è stato solo l’ultimo ad essere dis-atteso. Alcuni esempi tratti dal sito http://www.mondipossibilicagliari.it/residenze/

    … coinvolgerà l’intera comunità dei cittadini di Sant’Elia, e qualsiasi cittadino cagliaritano che voglia partecipare
    … un’opera collettiva che sarà espressione dell’anima del quartiere e della sua gente
    … punta alla valorizzazione del quartiere e del suo territorio
    … punta a coinvolgere oltre mille cittadini
    … Una troupe di cittadini non-professionisti che riceveranno uno specifico training per ogni ruolo della produzione cinematografica, realizzerà le riprese, il suono, la post-produzione e la regia insieme all’artista

    Nessuno di questi obiettivi mi pare sia stato raggiunto
    L’analisi che si può leggere su La Nuova è impeccabile. Pochi soldi per una vera produzione troppi per quello che si è fatto. Ancora una volta grandi aspettative andate deluse.

  3. caro vito. penso che saprai sicuramente chi prendera’ il suo posto.

  4. voleva fare semplicemente gli interessi dei dipendenti comunque si sa gia’ chi prendera il suo posto , e un ex assessore della provincia.

  5. Solo Nam says:

    cit:
    La vicenda che ha incrinato il rapporto è legata al trattamento di salario accessorio dei dipendenti. Chiusa con successo la vertenza appena pochi giorni fa, dopo mesi di tensioni culminate addirittura nella dichiarazione di stato di agitazione

    Sicuri sicuri che la vertenza sulle competenze accessorie sia chiusa (per tacere del “successo”)?

  6. Siamo quasi a metà mandato e su alcune cose di sicuro l’azione del sindaco lascia molti dubbi.
    Le nomine “a simpatia” più che “a competenza” lasciano alquanto inquieti così come le prese di posizione inamovibili. Probabilmente una persona che è cresciuta con una certa cultura politica che poco ci piace, non riesce ad uscire da quelli schemi (pur riconoscendogli una dose di onesta almeno sulla gestione del denaro pubblico non sempre presente nei politici vecchio stampo).

    Credo che “Evidentemente la lezione Soru non è servita a nessuno.” sia una perfetta sintesi di quello che sta accadendo; è un vero peccato perché la sinistra sarda poteva aver trovato una persona su cui appoggiarsi e costruire un futuro differente ed invece anche noi “zedda boys” non possiamo fare altro che prendere atto di quello che sta succedendo e diventare sempre meno “zedda boys”… speriamo che la situazione cambi…

  7. Adriano says:

    Lezione Soru?
    Che c’entra? Forse è il Presidente (a qualsiasi livello, regionale, provinciale e comunale) che ha sostituito meno assessori nella storia d’Italia.

  8. Una Giunta nata di per sé debole ha perso due dei suoi pezzi migliori, tra i pochi assessori in grado di occuparsi (perché avevano le competenze) realmente dei settori loro assegnati. Ovviamente, l’illuminato Signor Sindaco ha ben pensato di difendere ad oltranza i più meritevoli di defenestramento… L’ottusità con cui si muove questo giovanotto è incredibile!

  9. A pensar male ... says:

    Come insegnava il divo Giulio, a pensar male si commette peccato ma spesso ci si azzecca. Luisa Sassu è espressione della CGIL, di quella CGIL che in persona di Enzo Costa ha lanciato un’autentica “fatwa” nei confronti del sindachetto a proposito dei casini combinati al Lirico, ed essendo persona seria si è guardata bene dall’associarsi alla canea delle femministe in malafede, le Lilli Pruna e altre, che hanno messo su la patetica difesa della Crivellenti “in quanto donna”, sebbene tra le presentatrici delle famose manifestazioni di interesse che ancora il PM Pilia sta chiedendosi perché siano state gettate alle ortiche non mancassero le donne, e alcune con un curriculum che ne avrebbe permesso un’ineccepibile nomina a sovrintendente. Caso strano: Zedda è tuttora indagato per abuso d’ufficio per quella squallida vicenda, e l’inchiesta è partita da un esposto dei sindacati, tra cui anche la CGIL, che forse il sindachetto credeva dovesse fare da “cinghia di trasmissione” di Sel e di un Pd mai capace di prendere una posizione chiara, netta e determinata sullo sconcio del Lirico. Due giorni fa il sindachetto pare abbia ricevuto un avviso di proroga del termine di durata delle indagini preliminari, che, traducendo dal legalese, significa che l’inchiesta va avanti, che il dottor Pilia se ne guarda bene dall’archiviarla pacificamente ma vuole vederci chiaro fino in fondo, altre persone dovranno essere interrogate, altri accertamenti dovranno essere eseguiti. A stretto giro di posta, arriva la stizzosa revoca della Sassu con la giustificazione del venir meno del “rapporto fiduciario”, già come quell'”intuitu personae” che secondo il sindachetto poté scavalcare una quarantina di manifestazioni di interesse per imporre la Crivellenti. Curioso, vero? Comunque tutto questo ormai è ininfluente, anche se magari si riuscirà a coprire i buchi in giunta con qualche perdente posto della decaduta amministrazione provinciale (difficilmente Piero Comandini, che aspira al consiglio regionale e non sarà così fesso da imbarcarsi in una giunta fallita): la città ha deciso, Zedda non è più il sindaco di Cagliari, e si attende solo che si degnino di mandarci a votare per mettere nero su bianco il responso popolare. Ora sta al PD decidere se potrà ancora sperare di incidere nel futuro della città, scaricando finalmente questo inutile e incompetente sindachetto, ovvero se preferirà rilanciare de facto un centrodestra ancora sotto choc, inconsistente e ininfluente, se non addirittura far vincere gli assenti grillini cagliaritani (che però sul Lirico hanno preso una posizione chiara …).

  10. …però, Vito, è toga questa cosa che usi i giornali solo quando ti fanno comodo. Cioè, un giorno i nostri quotidiani fanno cagare e il giorno dopo portano la verità.

    Su Piccolo Caos, a guardare solo il corto, qualche dubbio l’ho avuto pure io. Però c’ero, la sera della presentazione ai Giardini Pubblici. E le persone che ci hanno partecipato – al di là del ruolo e del quartiere di provenienza, visto che non c’era solo gente di Sant’Elia – erano contente di averlo fatto. Mica tutti vogliono un ruolo da primadonna, sai?

    E poi, a Alba: basta con ‘sta storia delle donne, che vi squalificate da sole! Non è questione di essere uomo o donna o gay o lesbica o quello che ti pare, le qualità devono essere altre. E quindi, torno a Vito, la trattativa sul salario accessorio chi l’ha chiusa, che tu ad arte non lo scrivi? Zedda, piaccia o non piaccia.

    E poi, da che mondo e mondo, le decisioni finali sulla Giunta le prende il sindaco. Chiunque esso sia. Cioè, si può discutere e discutere, ma poi uno decide. Perchè il punto non è la vicenda Soru. Trovami un capo di una giunta che ha fatto e disfatto la sua giunta accettando tutte le condizioni dei consiglieri: se ce ne sono, suicidi di sicuro sono o sono stati.

    L’opposto estremo è la famosa Giunta del bigliettino, ti direi per controbilanciare le tue argomentazioni. Mi pare in qualche occasione ne abbia scritto pure tu, ricordi? Forse no, erano altri tempi. Però è come l’esempio della bontà dei giornali, che si usa quando fa comodo!

  11. Frau ha praticamente distrutto il Poetto e si appresta a varare una ristrutturazione del lungomare orfana di un PUL inattuabile.
    Se non viene “dimissionato” prima, sarà in grado di fare danni ancora maggiori di quelli causati dal ripascimento.
    Leo ha mentito al Consiglio Comunale, il 2012.07.17, quando ha affermato: “Sono stati portati via tutti i pezzi di cemento amianto”.
    http://www.youtube.com/watch?v=hibRWOa04nI

    Questa è una Giunta che ha paura di dialogare con la Città perché spera, chiudendosi nei propri uffici, di riuscire a nascondere la propria inadeguatezza.
    Nel frattempo i problemi si accumulano irrisolti e Cagliari sta morendo.

  12. Gpd976 says:

    Biolchini ma tu non eri tra quelli che ballavano in Piazza del Carmine?

  13. Ma caccia tutte le donne? Ha problemi solo con le assessore ? Ha problemi di confronto e/o di competizione?

  14. Lacrima Christi says:

    Un “Piccolo caos”, quasi inesistente
    Fonte: La Nuova Sardegna12 luglio 2013
    Luci e ombre del corto realizzato a Sant’Elia dalla regista Marinella Senatore

    di Daniela Paba

    CAGLIARI

    “Piccolo caos “ melodramma in 3 atti, progetto ideato da Marinella Senatore per comune e Musei civici e curato dalla società milanese Connecting Culture è diventato un cortometraggio, presentato giorni fa in prima assoluta ai Giardini pubblici a un pubblico curioso. Il film mette insieme materiali raccolti durante un mese di attività residenziale della regista salernitana, coinvolgendo artisti e semplici cittadini in workshop con gli abitanti di Sant’Elia: danza, cinema e sceneggiatura. Il corto testimonia un work in progress che nelle intenzioni dei suoi ideatori “rappresenta un percorso dove la creatività e la cultura diventeranno protagonisti del tessuto urbano e sociale, un viaggio per realizzare un’opera collettiva, espressione dell’anima del quartiere e della sua gente”. Così se le scene di danza mantengono una propria astratta bellezza, degli abitanti di Sant’Elia e delle loro storie restano solo i provini del casting: domande aride e impersonali che potrebbero essere fatte dovunque a chiunque. I volti in primo piano, espressivi come sempre capita nei quartieri popolari, non escono dallo schema, non raccontano né se stessi né un quartiere così peculiare. S.Elia non c’è, non si vede. Di sceneggiatura non si può parlare, se non l’elenco di intenzioni dei primi giorni di laboratorio al Teatro Massimo. Ma di montaggio neppure, perché il materiale è cucito a blocchi. Nel momento in cui prendono forma le coreografie d’insieme si vedono aggiungersi adulti e bambini danzanti – unico momento di bellezza significativa – il film finisce. Al di là delle buone intenzioni, restano i dubbi sul senso dell’operazione, sulle ricadute reali sul territorio, sulla retorica dell’arte dal basso con le “signore di Sant’Elia che vanno al museo”. Con le risorse limitate di un progetto a basso costo si sarebbero potuti garantire laboratori più lunghi e proficui, con danzatori, musicisti e registi locali. Sensibilità in grado di raccontare, alla fine di un percorso più approfondito di quello di un mese, quell’umanità che la Senatore dichiara di aver vissuto nell’intervento letto la sera della prima ma che nessuno ha visto nel cortometraggio.

  15. Un caso è un caso. Due casi sono due casi. Tre casi sono perlomeno un indizio. Una donna,due donne, tre donne. Sto cercando di fondare il PdM, Partito dei Maschilisti. Massimucio mi vuoi dare una mano?

  16. fulvia says:

    Comincio a pensare che il problema vero sia il sindaco …tante speranze riposte male …

  17. qualcuno può linkare l’articolo sul piccolo caos? grazie
    Marcello

  18. Michele says:

    mi era sfuggito l’articolo della nuova sul piccolo caos, lol

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