Politica / Sardegna

“Aundi seus andendi? Dalla crisi dei partiti alla crisi degli elettori”: un intervento di Piero Marcialis

Il drammaturgo e attore Piero Marcialis ci offre questa perfetta istantanea della situazione politica sarda. La trovate anche sui siti della Fondazione Sardinia, Tramas de Amistade e aladinpensiero.it.

***

La febbre sta salendo. Le elezioni regionali sono l’emergenza più sentita, non ancora sulla bocca di tutti, ma nella testa sì.

Tutti sognano di fare il Presidente della Regione o almeno il consigliere.

Qualcuno lo ha già detto, qualcuno già si sente vicino al traguardo.

Siamo al Trionfo della Vanità, all’anteporre la gioia effimera per un titolo falsamente onorifico alla bellezza di vivere l’avventura storica di liberare un popolo dalle sue catene.

Cappellacci fa di mani e di piedi per arrivarci: commissaria province, corre a tutti i microfoni, canta la canzone della zona franca, dice che ha resuscitato Sant’Elia…

Michela Murgia decide il 3 di agosto.

Certo, fosse da scegliere tra questi due, il mio voto andrebbe sicuro a Michela Murgia.

Ma la lista è più lunga. Più forte sarebbe Renato Soru, ma non sembra che lui si senta forte. Allora c’è Francesca Barracciu, ma si oppone Deriu di Nuoro (per non dir di Lai e di altri ancora).

Certo, tra Deriu e Barracciu, sceglierei Barracciu. Ma tra Barracciu e Murgia?

Murgia però dicono che non ha possibilità, un piccolo gruppo indipendentista il suo.

Barracciu però è del Pd, un partito che s’è messo a governare con Berlusconi.

E gli indipendentisti che dicono? E che dicono a sinistra?

Ma chi è la sinistra? Il Pd che sta col Pdl? Al massimo sarebbe centro. Sinistra sarebbe Sel, ma se va col Pd? Allora sinistra è chi non va con nessuno? Il Movimento 5 Stelle? Rifondazione? E l’Idv che fine ha fatto? E Ingroia?

E Rossomori? È sinistra? È indipendentista? Tutt’e due? Sovranista, dicono.

Gesùmmaria… Meno male che anche dall’altra parte c’è poco da ridere.

Cappellacci non piace a tutti. C’è Mauro Pili che fa concorrenza.

E il Pdl è centro o è destra? Non è Oppi il centro? O il centro vero è il Psd’Az?

Eh, il Psd’Az è furbo, ora qui, ora là, dove meglio se po’ magna’.

In conclusione: ma che cosa vogliono i sardi?

Il cambiamento? Tipo pasticcio di Roma?

Cinque anni a denunciare Cappellacci e infine ce lo sposiamo?

L’unità della sinistra? Con chi? Con chi non ne vuole sapere o con chi “siete tutti di destra, tranne me”?

L’unità dei sovranisti? Che cosa sarebbe? Un pezzo di Pd e Sel, Rossomori, Indipendentisti (quelli buoni, poi si vede), Idv, Rifondazione, Azione Civile, ecc. ecc.?

Mandare via tutti? Maggioranza assoluta al Movimento 5 Stelle? Oppure maggioranza assoluta agli indipendentisti (se uniti) con in più i movimenti (pastori, artigiani, commercianti, ecc.) ma, sia chiaro, senza “italiani”?

C’è da perdere la speranza nel vedere che questo popolo non riesce a trovare una sua via, a riconoscersi in un programma, a voler collaborare con sé stesso.

Perduti tra mille proposizioni, incantati da futile propaganda, chiusi negli angoli della subalternità, questuanti nei corridoi del Palazzo, oppure ribelli fiduciosi nelle guide che li fanno vagare di qua e di là, per sentieri sperduti che non si incontrano mai.

Un popolo che non trova i suoi intellettuali organici, quelli che danno voce ai problemi della gente, uomini di grandi ambizioni, non quelle piccole di leader che perdono il sonno, sognando ad occhi aperti un posto all’ombra della falsa saggezza, saggezza che divide e non unisce, l’antico motto dell’egoismo sardo “budda beni sa pingiada mia”, che sembra sopravvivere a sinistra e a destra.

Tanti bravi sardi, amano la Sardegna, ma non amano i sardi.

Siamo certamente una nazione, ma forse non siamo ancora un popolo.

Piero Marcialis

 

3 Commenti

  1. Sicuramente Michela Murgia rappresenta l’Intelletuale organico sardo per eccellenza. Lo e’ piu’ di molti altri intellettuali che fanno anche bella mostra di se stessi intorno ai rispettivi partiti o movimenti,ma non arrivano mai al suo livello!

    Vedrete quindi che ce la ritroveremo a parlare di indipendenza e di quanto ella si ritenga intelligente più di loro e di noi sardi tutti che NON la voteremo. E lei per convincerci parlerà per mesi, a ruota libera e di tutte quelle cose sarde che ci circondano con la pretesa di conoscerle sempre meglio di chiunque altro, lo fara’ con la stessa supponenza, banalità e arroganza con la quale parla da tempo di dio, di tutto o del nulla, (cose che poi diventano, grazie alla sua scrittura monotona e insulsa, quasi la stessa cosa).

    Rassegnatevi, ve la ritroverete tra i piedi per i prossimi mesi, senza sosta, ovunque e in qualsiasi occasione. Da oggi in poi, quindi, per smaltire “organici” di simile stazza credo si renda ancor più necessario dotarsi di appositi cassonetti per la differenziata.

  2. polielvi says:

    alcune cose non mi tornano:

    1) dire che la murgia è ” non ha possibilità, un piccolo gruppo indipendentista il suo.” contiene 3 errori: il primo è che non si sa se sia “piccolo” perché non si è mai presentato prima alle elezioni e potrebbe succedere lo stesso boom che ha avuto il m5s alle nazionali italiane; il secondo è che il gruppo indipendentista non è “suo” perché ProgReS ha una propria organizzazione della quale lei non ha mai fatto parte; terzo e più importante la murgia stessa ha detto che si candida a guidare una forza civica che metta assieme più anime oltre a quelle indipendentiste, quindi perché le si vuole qui limitare il campo quando di solito in altri post la si accusa di rubare voti al pd?

    2) cosa vuol dire “Indipendentisti uniti ma senza italiani” ? è ovvio che si uniscono (oppure no) ma non si alleano con i partiti italiani

    3) la murgia è un intellettuale organico ed ha sempre parlato dei “problemi del popolo” come delle contraddizioni degli abitanti del Palazzo

    ..4) secondo me siamo un popolo senza nazione invece 🙂

  3. Tu LASCERAI PRIMO perchè POLSI RICAMERAI

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