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“Materia oscura”, lo straordinario documentario sulla base di Quirra domenica 14 luglio a Cagliari

 

Segnatevi questa data: domenica 14 luglio, ore 21.30, centro culturale Villa Muscas, via Sant’Alenixedda, Cagliari. Appuntamento al Festival delle Terre con “Materia oscura”, uno straordinario film-documentario sul poligono sperimentale del Salto di Quirra, firmato dai registi Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, e che per la prima volta verrà proiettato in Sardegna.

Straordinario perché non si tratta di un documentario qualsiasi ma di una vera e propria opera d’arte che vuole raccontare in modo cinematograficamente coraggioso e originale i danni provocati dal poligono all’ambiente e alla salute delle persone e degli animali.

“Materia oscura” sta riscuotendo successi in tutt’Europa ed è stata presentata per la prima volta al Festival di Berlino. Quella di Cagliari è dunque un’occasione imperdibile.

Per informazioni: www.festivaldelleterre.it

 

 

17 Commenti

  1. Giampaolo Salvatore says:

    Questo è in assoluto il miglior servizio che sia mai stato prodotto e pubblicato sull’argomento. E’ un prodotto di alto respiro, aperto ed obiettivo nel pieno stile del vero giornalismo angloamericano! http://nyti.ms/1dFs93m

  2. Giampaolo Salvatore says:

    Confermo a sentire alcuni amici il film è stato una ciofega. L’effetto boomerang si sta rivelando per tutti i detrattori…….Vito Biolchini in testa

  3. Ho visto il film e, se avessero consentito un dibattito dopo la proiezione, avrei voluto spiegare che il vitello della mucca Natalina non era vittima dei militari, ma dei veterinari.

    E’ nato nel 2002 quando si era in piena campagna vaccinazioni per la lingua blu: i sintomi che aveva nulla potevano avere a che fare con le attività militari del PISQ ma erano chiari segni di sofferenza encefalica da vaccino.
    Pure l’agnello a due teste rientra tra gli effetti collaterali previsti per il vaccino sudafricano: per questo ne era vietata la somministrazione alle pecore gravide ma tale divieto non era stato rispettato.

    Il reading di Mama Sabot, pateticamente ancorato al mito dell’uranio impoverito, ha degnamente introdotto un filmato noioso e male assemblato.

    Dopo il video ha applaudito un terzo degli spettatori: segno che la faziosità riscuote poco consenso.

    Con angoscia ho guardato il pubblico, ho visto tante giovani donne e ho pensato a quante di loro avranno figli rovinati dalle vaccinazioni.

    Cӏ chi per seguire le propri convinzioni antimilitariste travisa i fatti, chi collabora con il depistaggio, chi diffama il territorio di Quirra, terra di centenari con una spettanza di vita media da Guinness dei Primati,

    Chi fa questo, se lo fa in buona fede è uno sprovveduto, se lo fa in mala fede è un criminale.

    http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/cronaca/bluetongue/bluetongue/bluetongue.html

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/12/05/lingua-blu-il-giorno-della-rivolta.html

    https://www.facebook.com/groups/uranioimpoverito/

  4. Biolchini, si paga il biglietto per ogni proiezione o si paga una sorta di abbonamento per tutte el giornate?

  5. Vergognoso propagandare documentario falso e tendenzioso. Ciò che sta emergendo da studi scientifici è la salubrità dell’aria e la genuinità dei prodotti. Leggete il parere del Ministero della Salute, recentissimo, per capire la vera realtà. Intanto in Ogliastra, compresi i paesi vicino alla Base Militare, si registra una logevità da Guinnes…….meditate gente meditate.

    • Secondo me tu sei completamente fuori dal mondo non leggi nulla…del miele inquinato degli agnelli deformi dei pastori morti giovanissimi vergognati

      • C’è ancora gente che legge i titoli dei giornali e crede di aver consapevolezza della realtà.
        E si aspetta che siano gli altri a vergognarsi.

        Ministero della Salute
        COMITATO NAZIONALE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE
        PARERE N. 10 DEL 19/11/2012
        Parere sul rischio legato alla presenza di torio in matrici alimentari
        Vista la richiesta di parere scientifico della Regione autonoma della Sardegna del 7.10.2011, prot. n.022799, illustrata dall’Ufficio II ex-SNVR della Direzione generale degli organi collegiali per la tutela della salute nel corso della riunione del Comitato Nazionale per la Sicurezza
        Alimentare del 14/12/201, con la quale è stato richiesto un parere in merito alla presenza di torio in campioni di prodotti di origine animale raccolti nel territorio delle Province di Cagliari e dell’Ogliastra;
        Vista l’integrazione alla documentazione trasmessa con nota del 4.11.2011, prot. n. 0025107, della Regione Sardegna – in risposta alla richiesta del Ministero della salute, Direzione generale degli organi collegiali per la tutela della salute (DGOCTS), prot. n. 510-P,del 19.10.2011- con cui è stata evidenziata la presenza di alcuni metalli nel suolo e la loro capacità di passare nella
        catena alimentare;
        Vista la nota prot. n. 602 del 30.12. 2011, con cui la DGOCTS, in ottemperanza a quanto deliberato dal Comitato nazionale per la sicurezza alimentare nella riunione del 14 dicembre 2011, ha invitato la Regione Sardegna a fornire ulteriori informazioni su:
        – metodi analitici impiegati per la ricerca del torio;
        – risultati del Piano nazionale residui (PNR) e di eventuali controlli extrapiano con riferimento ai radionuclidi ed in particolare al torio;
        – criteri di scelta delle zone di controllo;
        – eventuali risultati ottenuti da controlli condotti sulle carni degli animali testati, anche di specie diverse dagli ovi-caprini;
        – riferimenti meteo-climatici della zona interessata, con particolare riguardo alla direzione ed ai movimenti dei venti;
        ed ha altresì chiesto:
        – se i metodi analitici impiegati per la ricerca del torio siano conformi a quelli impiegati dal centro di referenza nazionale per la radioattività (IZS Puglia e Basilicata) ovvero se tali metodi risultino comunque accreditati;
        – se siano individuabili le fonti di contaminazione da torio nelle zone interessate;
        Vista l’integrazione alla documentazione inviata dalla Regione Sardegna con nota prot. n. 0018070 del 12- 07- 2012, esaminata nella seduta del CNSA del 17 settembre 2012;
        Esaminato il documento Programma di monitoraggio ambientale del Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ) “stato di avanzamento delle attività dell’ARPAS nella supervisione del programma di monitoraggio ambientale del PISQ” (ARPAS – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna – febbraio 2012).Esaminato il “Database_dati matrici biologiche_elaborazioni_organi_animali_RAS_Torio”
        disponibile nella documentazione inviata dalla Regione Sardegna;
        Considerato il documento “Toxicological Profile for Thorium” dell’Agenzia Statunitense “Agency for Toxic Substances and Disease Registry” dell’U.S. Public Health Service (ottobre 1990);
        Considerato il documento “Radiological and Chemical Fact Sheets to Support Health Risk Analyses for Contaminated Areas. Argonne National Laboratory-Environmental Science Division e U.S. Department of Energy-Richland Operations Office, 2007” disponibile sul sito
        “www.evs.anl.gov/pub/doc/ANL_ContaminantFactSheets_All_070418.pdf” che definisce standard internazionalmente accettati per stimare il rischio cancerogeno per l’esposizione per il tempo vita a radionuclidi;
        Considerato il database sui consumi alimentari per fascia di età e per tipologia di alimento dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) “The EFSA Comprehensive European Food Consumption Database” disponibile sul sito “www.efsa.europa.eu”;
        Considerata la relazione “Trasferimento di torio alle catene alimentari: valutazione dei possibili rischi”, elaborata dal gruppo di lavoro istituito nella seduta del 8 novembre 2011, composto dal Dott. Alberto Mantovani e dal Dott. Leonello Attias, che si allega al presente parere
        quale parte integrante dello stesso;
        Il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare:
        RITIENE
        che sulla base di una stima cautelativa del rischio cancerogeno associato al consumo di vari alimenti
        prodotti in loco, è improbabile un incremento apprezzabile del rischio cancerogeno dovuto ad un consumo anche elevato e prolungato di tali alimenti; inoltre, per alcuni alimenti per cui è stato possibile effettuare una valutazione comparativa, i dati non mostrano un evidente incremento
        rispetto ad un area considerata come non esposta;
        che i dati disponibili, pur rappresentando componenti plausibilmente importanti dell’alimentazione
        locale nonché validi indicatori/accumulatori del Torio ambientale, non consentono ancora una valutazione esaustiva dell’esposizione alimentare umana al radionuclide;
        RACCOMANDA
        Alla Regione Sardegna di effettuare ulteriori campionamenti sulla presenza di Torio in:
        – una più ampia varietà di alimenti umani di origine animale e vegetale prodotti in loco (aree a rischio e controllo)
        – altri organismi eduli, oltre i mitili, da acque costiere a diversa distanza dalle aree a rischio, allo scopo di ottenere una valutazione basata su dati più accurati e con minori margini di incertezza,
        AUSPICA
        il perdurare della vigilanza sulle matrici alimentari prodotte in loco considerando la possibile presenza di forti consumatori di determinati alimenti e i potenziali effetti cancerogeni del torio;la valutazione dell’opportunità di effettuare una stima dell’esposizione aggregata, considerando sia l’esposizione attraverso l’aria sia l’esposizione del bambino tramite il suolo.

        IL PRESIDENTE DEL CNSA
        IL SEGRETARIO Prof. Ferdinando Romano
        Direttore dell’Ufficio IV ex- SNVR
        Prof. Ferdinando Romano
        VISTO
        IL DIRETTORE GENERALE DGOCTS
        Dr. Giuseppe Viggiano

        • Marcello says:

          Riportare il parere del Ministero della Salute italiano sui risultati di indagini e pareri scientifici è come dare fiducia ad un broker che che vende derivati tossici e ti dice che l’investimento è sicuro. Molti ci hanno creduto e io spero siate solo dei creduloni. E’ normale che chi detiene il potere mostra quello che vuole e blocca, omette, nasconde quello che vuole.

          Anche il Ministero dell’Ambiente ha dato il parere positivo sul caso Ilva di Taranto per non creare problemi nelle filiere dell’acciaio e di carattere sociale ma le evidenze socio sanitarie mostravano ben altro.

          Così, in Sardegna, lo Stato italiano e i suoi lacchè possono dire quello che vogliono, perchè la piattaforma per sperimentare armi e tattiche di guerra é strategica e attualmente insostituibile. Almeno finchè daremo retta a persone che questo stato di cose non vogliono cambiarlo totalmente. E queste persone e forze politiche sono ben note…

          • Marcello says:

            Ovviamente, quando parlo di “potere” non auspico certo una sua riproduzione per la Repubblica sarda.

            • Fino a prova contraria è opportuno fare riferimento alle fonti competenti.
              C’è pure una inchiesta giudiziaria in corso che ha messo in luce l’incapacità della Procura a trovare un qualche inquinamento nel PISQ.

              Qualcuno preferisce prestare fede ai deliri di certi personaggi unicamente perché concordano con i loro sconclusionati progetti.

              Sto ancora aspettando che vengano resi noti i nomi dei sub milanesi rimasti senza denti dopo una immersione.

            • Marcello says:

              Una fonte competente sarebbe stata una fonte indipendente, decisa, a prescindere dalle indagini odierne, insabbiabili e manomissibili, da un governo del parlamento sardo non corruttibile o compromesso con le catene della dipendenza e del business delle armi.

              Perchè si, é vero, bisogna essere molto lucidi, coerenti e non sconclusionati per descrivere il “progetto” che l’Italia ha condotto in vaste aree della Sardegna. Un progetto lucidissimo che solo per il poligono del PISQ ha visto derubate 15mila persone, uomini donne e bambini, della possibilità di poter costruire un avvenire prospero, legato ad attività produttive sane come stavano incominciando a fare con la cooperativizzazione agricola. A distanza di 57 anni lo Stato italiano ha raggiunto il suo scopo: diventare nonostante l’articolo 11 della sua Costituzione l’ottavo esportatore mondiale d’armi (fonte Sipri: http://armstrade.sipri.org/armstrade/html/export_toplist.php), essere compartecipe al 31% alle multinazionali italiane che producono armamenti, come le controllate e partecipate e la stessa Finmeccanica, che nel mondo conta miglia di dipendenti, di cui 39mila e 400 solo in Italia e ben 17 in Sardegna. (praticamente l’occupazione di una piccola cooperativa). Ma l’aspetto sconcertante non è certo questo ma che il poligono venga utilizzato da queste multinazionali e venga affittato a 50mila euro l’ora (ad entità statale) agli eserciti di mezzo mondo per fare ciò che vogliono in tutta segretezza. Un territorio che con l’estensione a mare supera l’intero territorio della Sardegna (http://www.albertomasala.com/wp-content/uploads/2012/03/1a_quirra_002.jpg).

              Qui non si tratta di sub che perdono o non perdono i denti, ma di persone realmente malate molte delle quali sono morte (http://www.ilminuto.info/2011/01/se-55-anni-vi-sembran-pochi-dagli-espropri-della-terra-alla-sindrome-di-quirra/) e di un uso del territorio sardo che non è più compatibile con gli interessi economici e militari di uno Stato che non ci permette di svilupparci. Che per mantenerci in questo stato di cose ci ricatta limitando il nostro potere di trasporto delle merci e delle persone, non ci permette lo sviluppo socio economico che potremmo realizzare.

              E se oltre a questo si dice chiaramente che i rapporti con gli altri popoli del bacino euromediterraneo e del mondo che intendiamo instaurare sono di natura ben diversa, di maturità e pace é lecito o non è lecito chiedervi cortesemente di togliervi dalle scatole e di andare a sviluppare i vostri business altrove?

      • Giampaolo Salvatore says:

        Gent.ma Alessandra non è semplice parlare con persone ignoranti, ti do una mano e ti faccio sapere che il miele Ogliastrino è il migliore della Sardegna. Leggi con calma per capire bene. Un saluto.

        Qualificati studi hanno dimostrato come le api siano particolarmente sensibili all’inquinamento e sono ritenute dei veri “indicatori biologici”, sono i veri testimoni del livello di qualità della vita. Le api sono insetti indispensabili nei sistemi ecologici e ci avvertono, di ciò che sta accadendo nel nostro ambiente e, dall’osservazione del loro comportamento si hanno dati interessanti sulla qualità dell’aria. Questi insetti hanno un rapporto diretto con l’ambiente raccogliendo nettare e polline dai fiori, melata dalle piante, propoli dalle gemme delle piante, acqua dalle sorgenti e torrenti, così compiendo un minuzioso lavoro di campionamento del territorio. Ogni ape operaia compie fino a due milioni di microprelievi al giorno, in un raggio di azione di 7 KM2. Le api durante i loro voli intercettano sul corpo peloso le particelle inquinanti presenti nell’aria (metalli pesanti). Dunque, dall’analisi delle componenti biologiche (miele, cera, polline) si è in grado di verificare il grado di contaminazione del territorio. Recentemente, in Sardegna è stato organizzato dall’agenzia Laore il concorso ” Premio qualità mieli tipici della Sardegna”. Hanno partecipato alla gara, nell’ambito delle sezioni e sottosezioni individuate, apicoltori provenienti da tutte le parti della Sardegna con 138 campioni di miele. Sono stati premiati 24 mieli, la parte più cospicua l’ha ottenuta l’apicoltore Graziano Lai di Perdasdefogu vincitore con due mieli, Rosmarino e Melata, ottenendo così due ambiti attestati regionali. Significativa l’affermazione in quanto i mieli sono stati sottoposti a rigorosissime analisi sia chimico-fisica, residuale, che melissopalinologica (dei pollini) e sensoriale. Un’ulteriore dimostrazione della qualità e genuinità dei prodotti di Perdasdefogu, il miglior miele della Sardegna proviene dalle api Foghesine.

  6. Sono spezzoni di filmati fatti nel tempo, i militari non hanno niente da nascondere, se c’è qualcos’altro è stato fatto con l’inganno, come in passato

  7. Penso invece che il ministero della difesa abbia collaborato con loro. Altrimenti non sarebbero in possesso delle riprese fatte dai militari. O si tratta di un nuovo datavate tutto italiano?

  8. Costruito ad arte, ma con chiara posizione antimilitarista, tagliato nei punti giusti per far apparire solo ciò che vogliono. Dovrebbero essere denunciati dal Ministero della Difesa

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