Politica / Sardegna

Altro che Michela Murgia! Per far perdere il centrosinistra bastano e avanzano le strategie di Sel e di monsignor Luciano Uras!

“La Murgia può far perdere il centrosinistra” titola Casteddu On Line. Almeno fosse, dico io, sarebbe già qualcosa: perché vorrebbe dire che la scrittrice sarebbe in grado di determinare una sconfitta che invece il centrosinistra al momento sta certosinamente preparando senza aver bisogno di alcun aiuto esterno. Lasciate perdere la scrittrice, lasciatela correre per le sue verdi praterie grillo-sorian-indipendentiste, lasciatele credere che basti raccontare un’altra realtà per cambiare questo schifo che abbiamo attorno (e se proprio volete approfondire l’argomento c’è Roberto Bolognesi che nel suo blog strattalla da par suo la scrittrice di Cabras). Concentratevi invece su ciò che sta succedendo nel cosiddetto “tavolo del centrosinistra”.

State leggendo i giornali? Avete capito di cosa stanno parlando? La questione è molto semplice: Sel sta cercando di far saltare le primarie già fissate per il prossimo 29 settembre. Sì, proprio Sel, il partito che senza le primarie non avrebbe avuto il successo nazionale che ha avuto, il partito che grazie alle primarie governa la Puglia, Milano e Cagliari, ora ci avverte che le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Sardegna non vanno bene.

E perché? “Perché non funzionano e perché i partiti devono riprendersi il loro ruolo”, chiosava qualche settimana fa Lilli Pruna, suscitando vivo sconcerto tra l’intellettualità cagliaritana che pure era pronta spingere la docente, esperta di sociologia del lavoro, verso l’eventuale leadership dello schieramento progressista. Chi benevolmente assolveva Pruna perché “la prima si perdona”, dopo la sua inverosimile e imbarazzante (per lei) difesa della sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari Marcella Crivellenti si è chiuso in un rispettoso silenzio. Evidentemente anche un docente universitario quando prende la tessera di un partito inizia a ragionare in maniera diversa, altre spiegazioni non ce ne sono.

Quindi i sellini all’annullamento delle primarie ci credono veramente, e questo è il loro piano, congegnato da monsignor Luciano Uras, specialista in sottigliezze gesuitiche di prim’ordine.

Dunque, il Pd è incasinato: molto. Ha almeno quattro aspiranti candidati alle primarie: Roberto Deriu (presidente della provincia di Nuoro, l’unico che finora è uscito allo scoperto, provenienza Margherita), l’europarlamentare Francesca Barracciu (area Ds), l’ex presidente Renato Soru (area deu seu deu) e il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau (area Cabras). Il segretario regionale Silvio Lai non sa come uscirne, non sa come fare sintesi, non sa che pesci prendere: se non il suo. E infatti questo è il silviolai pensiero: “Lasciamoli litigare, incasiniamo il luogo il più possibile. Se i quattro si sbranano prima delle primarie, meglio così: chi sopravvive sarà il prescelto. Se le quattro candidature invece restano, e sarebbe inverosimile, bisognerà a quel punto avanzare una proposta unitaria, in grado di evitare che il partito si disintegri. La candidatura che io propongo è quella del segretario regionale del Pd. Cioè, di me”. Qualcosa da dire avete?

Silvio Lai è pronto alla discesa in campo, ma è pronto anche alle primarie: perché sa che la macchina elettorale va rodata. Quindi se le bande piddine si mettono d’accordo, se dei quattro ne resta vivo uno o anche due, l’appuntamento è per il 29 settembre, tutti con un euro in mano. In caso contrario, sarebbe lui a compiere il sacrificio supremo per il bene della Sardegna.

Ma monsignor Uras ne sa due righe anche lui, mica l’elezione a senatore l’ha trovata nel pacchetto delle patatine. Ha capito il giochetto di Silvietto e lo aspetta al varco, facendogli saltare tutti i passaggi. “Il Pd mette in conto come extrema ratio di non fare le primarie? E allora io dichiaro direttamente di non volerle! Lo annuncio, lo teorizzo e anche metto in scena il copione dell’indignazione. Pronti siete?”.

Sel al momento non ha un coordinatore regionale, perché Michele Piras si è misteriosamente quanto improvvisamente dimesso proprio mentre le trattative per le regionali entravano nel vivo (strano, vero?). Ad entrare in scena è dunque Francesco Agus, da Cagliari: il compito di recitare il copione dell’indignazione scritto da monsignor Uras è tutto suo. “Che vergogna parlare prima del nome del candidato e poi del programma!”, tuona il chierichetto. “Vergogna, così non si fa! Prima il programma poi il candidato, questo è il modo giusto! Dov’è il programma del centrosinistra, dov’è??? Eppoi serve il codice etico! La Idem si è dimessa per non aver pagato l’Ici, e noi? Noi accettiamo che si candidino personaggi con un avviso di garanzia?”.

Asco’, o Francesco: posto che le primarie servono proprio ai vari partiti per presentare il loro programma attraverso un candidato; posto che è poi il vincitore a dover far sintesi; posto che anche alle ultime comunali cagliaritane è avvenuto così e non hai avuto niente da ridire; posto che è strano ora voler ragionare su un programma, visto che le forze che stanno all’opposizione in Consiglio regionale un programma lo dovrebbero avere già bello che pronto, altrimenti non si capisce che cazzo di opposizione hanno fatto in questi quattro anni; posto tutto questo, è evidente che trattasi di polpetta avvelenata.

Perché se il tavolo del centrosinistra dovesse varare la norma che vieta la candidatura alle primarie per chi ha ricevuto un avviso di garanzia, Soru e Ganau sarebbero immediatamente fuori gioco. Ma rischierebbero anche Barracciu e Lai, appesi all’indagine della procura di Cagliari sui fondi ai gruppi del Consiglio regionale che ora sta indagando su ciò che è successo anche nella precedente legislatura 2004-2009 (e il segretario del Pd allora era nell’aula di via Roma). Bellu casinu, od amici. Bellu casinu.

Ecco perché Sel non vuole le primarie: sia perché non ha un candidato credibile da spendere (l’opzione Zedda, se mai è esistita, è tramontata da tempo…), sia perché, viste le difficoltà del Pd, preferisce far saltare le consultazioni e giocarsi tutte le sue chance in un giro di poker. Calando i suoi assi. Cioè due candidati “di sintesi” da contrapporre a Silvio Lai.

Il primo è Franco Siddi, giornalista e segretario nazionale della FNSI, il sindacato unitario dei giornalisti: un sindacalista che iniziò la sua carriera con una tessera della Dc in tasca: per questo piace anche all’ala del Pd rappresentata dal viceministro alla Salute, Paolo Fadda. Il mio amico Franco, quatto quatto, è in campo da tempo, ma di primarie non ne vuol sentir parlare: designazione diretta o niente. O Franco, ma cosa c’hai paura del voto popolare? In ogni caso è lui il candidato ufficiale di Sel e di monsignor Uras. Ma forse anche di Soru, se lo sciagurato di Sa Illetta dovesse fare un salutare dietrofront. Uras e Fadda sostengono dunque al momento lo stesso candidato, che potrebbe avere anche l’appoggio di Soru. Il tutto senza primarie: togo, vero?

E l’altra opzione? Pensiamoci: magari per contrastare Michela Murgia serve una donna… Secondo voi a chi sta pensando monsignor Uras?

E gli altri partiti del centrosinistra? Zitti e muti. L’Italia dei Valori e il Centro Democratico hanno detto che per loro le primarie se ne possono anche andare affanculo, da Rossomori, Rifondazione e Comunisti Italiani non si hanno a proposito segnali di vita.

Questo è quanto. La situazione è inverosimile, perché senza primarie aperte, vere, partecipate, senza l’ingresso nell’alleanza di nuove forze, il centrosinistra non riesce a ripartire ed è condannato alla sconfitta. I pochi elettori ancora motivati non capirebbero perché improvvisamente l’unico strumento che hanno avuto in mano per contare qualcosa verrebbe messo da parte per far decidere lo sfidante di Cappellacci alle solite nomenklature di partito: sarebbe una follia. Perché uno schieramento progressista è tale solo se è inclusivo, plurale e moderno. Altro che Michela Murgia, io ho molta più paura delle ipocrisie del tavolo del centrosinistra.

La cui vittoria  passa solo ed esclusivamente da primarie vere, con tanti candidati, con tante posizioni che poi il vincitore dovrà sintetizzare. Il resto sono solo parole ipocrite che nascondono maldestramente la volontà dei leader di questi partiti allo sbando o inesistenti di salvare se stessi, ma non di salvare quello che resta del centrosinistra. Né tantomeno la Sardegna.

Gli elettori del centrosinistra e i suoi militanti si meritano molto di più. Primarie, primarie, primarie: altra strada non c’è.

Post scriptum
Ma Uras è diventato senatore dopo essere stato scelto con delle elezioni primarie, vero?  E adesso perché non gli piacciono più?

 

29 Commenti

  1. nuraghe says:

    siate sinceri con voi stessi e per una volta dichiarate il vero: nessuno di voi è mai stato di sinistra, tanto meno sinceramente democratico. Spiegatemi a che titolo dovrebbe essere candidata la signora Murgia e perché non è logico ciò che afferma Uras. Per quanto riguarda Siddi vi ricordo che all’interno del sindacato nazionale dei giornalisti (dove i delegati sardi sono poco più d’una decina e non centinaia, come laziali o lombardi) si è affermato grazie alla sua intelligenza, al suo equilibrio ed alla sua capacità di lavorare a tempo pieno. trovare di meglio non è impresa di poco conto (ag).

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  3. Altro che Michela Murgia! Per far perdere il centro sinistra basta e avanza il centrosinistra! Del resto, quando si fa di tutto per riuscire a diventare la nuova Democrazia cristiana, e non ci si accorge che la DC non è mai morta ed ha continuato a governare imperturbabile ed imperitura, e non ci si rende conto che non è l’ordinaria amministrazione del particulare che salverà il nostro mondo, ma la definizione dei nuovi orizzonti e la consapevolezza dei futuri limiti, si è storicamente destinati a sparire. E lo sappiamo tutti da almeno trent’anni che siamo al capolinea di una civiltà che si è costruita sullo spreco e sull’ingiustizia. Sappiamo che ci sarà lavoro solo per una piccola parte dell’umanità. Sappiamo che dovremo tornare a livelli di consumi immensamente più bassi di quelli consentiti/imposti fino ad ora, compatibili con gli scenari futuri. Sappiamo che dobbiamo (siamo obbligati) investire tutte le risorse e tutte le intelligenze per definire un nuovo contesto sociale, dove tutti possano dignitosamente vivere, che abbiano un lavoro pagato o meno… Vi sembra una visione apocalittica? A me no, purtroppo. Ed è per questo che spero le primarie si facciano. Anche solo per denudare i re che poi le vorrebbero manipolare o strumentalizzare o tradire. Perchè sara anche ora che qualcuno si incazzi davvero e mandi all’aria baracca e burattini, all’ennesima filosofeggiante presa per i fondelli da parte di gente che, per ottusa e vile prudenza, ha permesso con sussiego e raffinato incedere che si aprissero i cancelli alle orde di Attila. Perchè se è vero che al toro, infastidito ed eccitato dalla muleta, basta e avanza un matador armato di stocco, ci saranno in giro 10.000 matadores per far fronte a 10.000 tori tutti insieme contemporaneamente enojados?

  4. oh, scusate, ma qualcuno ha già osservato che se michela murgia si accorda con i grillini il centro sinistra e il centro destra si possono prendere un paio di mesi di ferie perchè non ci sarebbe partita.

  5. Te l’ha mai detto nessuno che sei logorroico? Manco Eugenio Scalfari su Repubblica scrive pipponi di questo genere…

  6. MICHELA MURGIA E LO STORYTELLING POLITICO: DALLA TEORIA ALLA PRATICA PER UN INDIPENDENTISMO POSTMODERNO http://www.cagliarifornia.eu/2013/07/michela-murgia-e-lo-storytelling.html

  7. Massimo says:

    veramente Piras l’aveva già dichiarato pubblicamente 3 mesi che doveva dimettersi, come imposto da Vendola a tutti i segretari territoriali del partito eletti poi in parlamento a febbraio:
    era proprio nel corso dell’incontro a Serdiana, la stessa volta del vibrante litigio tra Zedda e Piras (come riporta castedduonline).
    e prima che Zedda passasse al PD tramite Antonello Cabras.

  8. Massimo says:

    Andare a spendere altri 2 € per votare alle primarie una coalizione del centrosinistra che si è sciolta nell’acido a causa del PD, maggior partito della coalizione, che se ne è andato a braccetto con Berlusconi..
    ……..meccanismo assurdi di iscrizione per votare…..
    …….doppio turno……
    …….regole fatte ad hoc per bloccare o sbloccare candidati ( per boicottare Renzi, Bersani imposto di non far votare i 16-enni, al contrario di quanto sempre fatto dal 2007…che tristezza….).
    Non so voi, ma io non sono entusiasta questa volta.
    La primarie per Prodi mi piacevano, mi sembra che nel tempo abbiano voluto rovinare consapevolemnte questo strumento, forse perchè non si potevano controllarne adeguatamente gli esiti finali.

    Le guerre dentro i partiti non mi enstusiasmano, e nel PD, per queste imminenti primarie, si annuncia appunto una guerra tra bande.
    Non sarà un caso che nel tavolo del csx tutti i partiti, ad esclusione del PD, sono piuttosto scettici su come si stà impostando (o imponendo) il discorso di coalizione.
    Ce la vedete Rifondazione Comunista in una coalizione che, magari dopo le elezioni è vincente ma senza numeri per aver la maggioranza, stare nella stessa giunta con l’UDC e Oppi?

    Vorrei chiedere almeno che per le primarie ci facciano firmare un documento che dica che posso revocare il voto dato alle regionali se il PD, dopo le elezioni, fa le larghe intese con l’UDC o i Riformatori.
    Solo questo.

    Ma a questo punto attendo con interesse cosa succede nella galassia Michela Murgia, magari si capisce cosa vogliono fare concretamente per la Regione.

  9. Pingback: IL TORO E LA MULETA: PRIMARIE, CHIERICHETTI E MONSIGNORI « Marcello Sovjet Cadeddu

  10. anonimo says:

    E se 5stelle azzecca il candidato? Tutti questi ragionamenti saltano per aria.

    • Neo Anderthal says:

      La probabilità che il M5S azzecchi un candidato è proporzionale alle pratiche democratiche sviluppate all’interno del movimento nelle recenti occasioni: prossime allo zero.
      Vale a dire che sino a che il principale requisito per essere bene accetti al Capo Politico -© prof. Becchi, “ideologo”- e saper battere i tacchi, demandando ogni presa di posizione al Capo medesimo e al suo “staff”, non c’è la minima possibilità di vedere dei cittadini rappresentanti minimamente all’altezza.
      A meno che il sopracitato Movimento -ovverosia la s.r.l. Grillo & Casaleggio- non compia una svolta epocale, trovando un candidato non fantoccio, ma reale, nel qual caso è altamente probabile che possa prima incassare l’elezione e poi salutare la compagnia.

  11. Vito, solo una domanda. Anche ponendo il caso che il centrosinistra vinca, che cos’ha da offrire oggi alla Sardegna? Sono il nulla politico, non hanno un’idea, non hanno un progetto, non hanno niente. Sono un’accozzaglia di correnti che litigano per spartirsi le poltrone e i posti.

  12. Carlo Murtas says:

    Sì , c’è una diffusa percezione di un Centrosinistra completamente paralizzato e impelagato in irresoluti tatticismi con cui cerca di mascherare un vuoto di idee e di iniziativa politica sempre più desolante.
    Sono anche d’accordo che In questo momento come militanti della Sinistra l’unica cosa che possiamo fare ( l’abbiamo detto e ripetuto tante volte ) è di spingere con determinazione perchè si celebrino delle vere primarie e quanto più aperte possibile; chi ne saranno i protagonisti per ora poco importa, almeno lo strumento partecipativo che abbiamo a disposizione cerchiamo di tenerlo in piedi, per poter eventualmente rientrare in gioco, altrimenti è proprio finita.
    E in questo vuoto mortificante che altro dire, se non che attendiamo ancora un progetto credibile fondato sulla partecipazione su cui poterci ritrovare.

  13. Alessandro Mongili says:

    Questa mappa dello sfascio dell’ex-sinistra è consistente. Credo che la candidatura di Michela Murgia sia un fatto positivo perché crea un collegamento fra i giochetti di queste figure minori e i problemi della Sardegna, portandoli a un livello di scala un po’ diverso e più interessante per noi elettori. Infatti, come si può pensare a una candidatura del Bachisio-negato Silvio Lai, o di altri oscuri apparatchik contro di lei? Sarebbe uno sfascio totale. La candidatura di Murgia allarga l’arena, i luoghi e i temi del dibattito, e questo è il suo pregio forte maggiore.
    Per quanto riguarda Letizia Pruna, anche se si tratta di una ricercatrice, occorre dire che ha un legame politico con SEL che è organico, non capisco di che cosa vi meravigliate. Nel suo caso, come in tanti altri, si tratta di giocare con le apparenze. Sarebbe come dire che Floris di Ballarò è solo un “giornalista”. Certo, è un giornalista, ma le sue mosse si situano nel continuum politico-mediatico, su un punto nodale importante, peraltro. Allo stesso modo, la Pruna si situa su un continuum politico-accademico-di “genere”. Anche se, certo, è una ricercatrice.

    • Anonimo0 says:

      Beh.. non è che Mongili, con la semplice e banale sincerità appena dimostrata, sottolinei il suo ruolo di ricercatore ogni volta che nei suoi fantastici post qualcuno lo appella “Professore”! Anche lui è un ricercatore. E quindi..?

  14. AleSestu says:

    Epperò, con questo linguaggio violento e un poco turpiloquesco, sembri quasi grillino…
    Stai per caso virando?
    (voce tremula e molto profonda)
    “Viiiiiiitooooo, passa con noi al lato oscuuuroooooo.”
    “We have coooookieeesss.”

  15. Neo Anderthal says:

    Anche se alcune puntualizzazioni polemiche non le capisco fino in fondo, condivido senz’altro la conclusione: senza primarie non si va da nessuna parte.
    Che possano essere un meccanismo che a volte fornisce più problemi che soluzioni mi pare evidente (vedi numerosi casi e l’esempio negativo della Sicilia), ma con buona pace dei ragionevoli argomenti della Professoressa Pruna, che in parte condivido, mi sembra certo che ormai l’elettorato di centrosinistra non è disponibile ad accettare di buon grado e ordinatamente una scelta compiuta nelle segrete stanze.
    Un esito quindi più che probabile sarebbe una fuga di massa -o perlomeno di “massa critica”- verso la candidata Michela Murgia e/o verso il M5S.
    Anche se la questione potrebbe essere pura fantapolitica, io non vedrei male delle primarie aperte, con la partecipazione della stessa Murgia -o come minimo con un invito a partecipare- e che vinca il migliore, altrimenti si rischia di regalare altri cinque anni al rappresentante di Berlusconi (e Verdini, e tanti altri) e sarebbe una sciagura.

  16. ahemm… sociologia del lavoro, non diritto del lavoro, la Lilli dico

  17. bruno lai says:

    Non mi risulta che il centro destra sia messo meglio del PD, anzi: tra processi, botte di soldi da pagare, pubblicità lancio paghi due prendi uno e simili, dare l’immagine che le problematiche siano unicamente nel centro sinistra, è molto, molto limitante. A destra, ugo e mauretto si fanno pubblicità assurde tutti i giorni: sono inventori di ogni cosa… zona franca a modo loro, continuità territoriale che scopriamo aver lasciato buchi interessanti a carico della regione e simili… che sia tutto ok da quel lato e che possano fare un mazzo tanto alla sinistra è tutto da vedere. Intanto nei prossimi mesi saranno MAZZATE di TARES a tutti i livelli e l’invenzione non passerà inosservata, come inutilizzata in tutti i comuni dell’isola. Verrà carcato il capro espiatorio e sarà anche trovato nella scellerata politica berlusconiana. Quindi, da questo punto di vista, ci sarà molto da trattagasare anche da loro. Perchè a Uras non piacerebbe il passaggio per le primarie? Semplice “ammesso che sia così”… ma perchè i tesserati li ha il PD, e da che mondo e mondo, se paghi il biglietto, vuoi vedere il tuo film. Tanto vale, potrebbe aver pensato: che senso ha se sono una maggioranza schiacciante… non è più una lotta pari, ma impari: meglio quindi concentrarsi su altro, ad esempio il programma, che è importantissimo – abbiamo troppe emergenze da risolvere – che dal sulcis si stanno espandendo al medio campidano e giù, giù fino a Cagliari. La cosa “loffia” è che abbiamo fatto la tontesa di diminuire il numero di Consiglieri, quando avremmo dovuto riddurre a cifre più normali le indennità, per scoraggiare l’appropriazione indebita e garantire maggiore rappresentatività, visto che stiamo andando a chiudere le province. Insomma, c’è tanto di che pensare… tipo, ma il partito sardo, è di destra, resterà a destra? Boooo!

    • Mundeddu says:

      “Loffia” è loffia, la diminuzione del numero dei consiglieri e la conseguente riduzione della rappresentatività, ma non mi sembra proprio una “tontesa”: è stata una consapevole – vergognosa – furbata ……

  18. Su Balente says:

    Caro Biolchini, vedrà che per disperazione il centrosinistra sarà costretto ad appoggiare la candidatura di Michela Murgia, il meccanismo che nel 2004 portò all’affermazione di Soru può ripetersi. Qualunque altro candidato, vuoi perché divisivo, vuoi perché dopo la farsa delle primarie parlamentarie una designazione senza primarie (la sola che Siddi potrebbe accettare, come dice lei) sarebbe per l’elettorato del centrosinistra un affronto intollerabile, rischierebbe di far vincere Cappellacci e forse di far arrivare il centrosinistra addirittura terzo, anche dopo il Movimento 5 Stelle. Il centrosinistra sardo si trova nella stessa situazione in cui si trovava quello della Terramanna di fronte all’incapacità di designare un Presidente della Repubblica senza un centinaio di franchi tiratori per volta. Alla fine il centrosinistra terramannese, liquidato l’inconsistente e ondivago Bersani, si è dovuto arrendere al vecchio Napolitano. Qui Napolitano non c’è … E comunque quanti consensi pensa di attirare questo centrosinistra con iniziative quali la difesa ad oltranza delle Province, raccontando di voler difendere le autonomie locali da un attacco incostituzionale di Cappellacci, e invece – non siamo scemi Silvio Lai – mirando a mantenere ancora in servizio per un po’ la pletora di assessori, consiglieri e membri staff che hanno usato le Province come ufficio di collocamento? Ma fatemi il piacere …

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