Politica / Sardegna

Michela Murgia indipendentista a cucù: un po’ Soru e un po’ Grillo e tanta ambiguità per una candidatura decisa da tempo

Contrariamente a quanto scrivono oggi i giornali, non bisognerà aspettare il prossimo 3 agosto per sapere se Michela Murgia si candiderà alla presidenza della Regione, e questo per il semplice motivo che la scrittrice ha deciso di farlo oltre un anno fa. La sua campagna elettorale è infatti già partita da tempo, come sa bene chi ancora si ostina a mettere assieme fatti, notizie e avvenimenti e trarre le opportune conclusioni.

Io, ad esempio, lo scrissi il 10 giugno dell’anno scorso che la signora stava lavorando per capitalizzare con una candidatura alle regionali la sua grande notorietà mediatica (da poco ho riassunto tutto nel post Il mondo deve sapere: Michela Murgia si vuole candidare alle prossime elezioni regionali! Sì, ma con chi? E per fare cosa?). La scrittrice non la prese tanto bene, disse e fece dire rabbiosamente ai suoi sodali che io parlavo di lei solo per avere un po’ di visibilità (disse proprio così), scrisse “questa persona ha bisogno di molto aiuto, qualcuno gli stia vicino”, ma alla fine i fatti mi hanno dato ragione (e io non avevo alcun dubbio a riguardo).

Che tipo di candidatura è dunque quella di Michela Murgia? Un po’ Soru, un po’ Grillo e soprattutto tanta, tanta ambiguità.

Che la scrittrice sia da sempre un’indipendentista lo sanno anche le pietre (non ci risultano precedenti militanze politiche); che abbia fatto più volte campagna elettorale per Progres con tanto di appelli al voto idem. Eppure adesso il suo partito diventa “loro”, non “noi” (“Quello che mi convince nel loro progetto”, dice riferita a Progres nel post manifesto “Se è vero che mi candido”): perché? Perché questa presa di distanze? Perché sull’Unione Sarda di oggi, nell’interessante intervista rilasciata a Giuseppe Meloni, la scrittrice tiene a precisare di non essere iscritta a Progres?

Per il motivo di cui sopra: questa candidatura, maturata in tempi già politicamente lontani (lo scenario di un anno e mezzo fa era totalmente diverso da quello attuale, stravolto dalla novità Grillo o condizionato dalla legge elettorale voluta dal Consiglio regionale) è frutto essenzialmente di una ambizione personale che precede il progetto condiviso che ora dichiara di vorrebbe realizzare.

Un progetto che non è indipendentista né può esserlo: perché oggi l’indipendentismo sardo è spaccato e soprattutto non ha radicamento sociale. Perché, che piaccia o no, l’indipendentismo in Sardegna spaventa ancora molte persone e soprattutto non convince chi sta a sinistra (ne è la prova lampante il confronto dialettico tra Luciano Marrocu e Omar Onnis in questi giorni sulla pagina dei commenti della Nuova Sardegna). Non sfonda cioè in quell’area di elettorato che,  più di qualunque altra,  è in cerca di collocazione.

Michela Murgia candidata di Progres raggiungerebbe a stento il 5 per cento. Ma la signora vuole vincerle le elezioni: come fare allora? Annacquando la natura indipendentista della sua militanza e proponendosi come generico punto di riferimento della “società civile”. Cioè cannibalizzando il centrosinistra. Operazione furba ma non nuova: anche un anno fa alla festa di Repubblica a Bologna, Murgia disse tutto di sé, salvo poi nascondere la sua militanza politica (e Roberto Bolognesi se ne accorse subito e ci scrisse pure su un caustico post: “Kelledda e l’indipendenza a cucù: a volte c’è e a volte non più”). Anche quello era un segno.

In questo mese che separa la decisione dall’annuncio ufficiale, il tentativo della Murgia sarà dunque quello di occultare il più possibile la presenza di Progres dall’operazione in atto (se io fossi in lei chiederei anzi a Progres di togliersi proprio di torno) e di esaltare invece gli apporti che arriveranno da altri mondi, nonché pompare la sua candidatura con benedizioni mediatiche calate dall’alto. Cappellacci conterà su Berlusconi, il M5S sardo sulla presenza constante di Grillo, Michela Murgia sulle Darie Bignardi di turno. Un paradosso: una indipendentista che si candida forte della legittimazione dall’opinione pubblica “italiana” e che potrà vincere solo con la santificazione della stampa nazionale, costantemente alla ricerca di nuovi personaggi ma da sempre incapace di analizzare seriamente i problemi della Sardegna e la sua classe dirigente. Anche con Soru andò così.

Preparatevi dunque a paginate su paginate di interviste nei maggiori quotidiani e riviste nazionali. Dove ovviamente di indipendentismo sardo si parlerà ben poco,  e dove a uscirne con le ossa rotte sarà soprattutto il centrosinistra, colpevolmente incapace di opporsi al centrodestra. Un approccio grillino, è evidente (peraltro tra il mondo di Progres e quello isolano del M5S i rapporti sono molto stretti).

Ma l’operazione Murgia ricorda innanzitutto quella intorno a cui tra il 2003 e il 2004 maturò la candidatura di Renato Soru. Anche allora il candidato godeva di una visibilità nazionale straordinaria e la società civile lo sostenne soprattutto per reazione ai veti e alle chiusure che il centrosinistra ufficiale stava ponendo al rinnovamento. E anche allora gran parte del mondo culturale appoggiò il candidato emergente, un po’ per convinzione e un po’ per disperazione: esattamente come succederà adesso con la Murgia. E non stupitevi se fra breve al suo fianco troverete intellettuali, artisti e scrittori ex soriani di ferro. Perché lo schema è lo stesso: “Il centrosinistra ufficiale non ci vuole o non ha niente da garantirci, allora saliamo sul carro della vincitrice,  una persona così potente nei salotti della cultura italiana è meglio non mettersela contro. E male che vada, una comparsata in un festival letterario, o in un salotto televisivo, ce la garantirà”.

Ma c’è una differenza tra Soru e Murgia e sta tutta nella natura intimamente grillina dell’operazione che ora la scrittrice di Cabras sta portando avanti. Che è basata soprattutto sulla sua forza mediatica, in grado di mascherare e occultare ambiguamente l’inconsistenza elettorale della proposta (Progres praticamente non ha consenso, il centrosinistra che sosteneva Soru invece sì) e sulla critica generica ai maggiori partiti.

Lo schieramento che la Murgia rappresenterà sarà di pura matrice indipendentista? No (strano, perché Progres è sempre stata molto netta a riguardo). Sarà sovranista? “Per carità”, ha detto la candidata all’Unione. E allora qual è il suo progetto? Come lei stessa afferma, solo “una coalizione trasversale con liste civiche in cui confluiscano varie provenienze: anche chi arriva dai partiti, ma crede di non poterli riformare”.

La Murgia afferma di voler rappresentare un terzo polo, che però non è ispirato né a valori di sinistra, né di destra, né indipendentista, né sovranista, né grillino, né ovviamente crede nelle virtù taumaturgiche del leader. Insomma, di cosa stiamo parlando?

Se l’indipendentismo duro e puro di Progres ora si annacqua al tal punto da non mettere più al centro della sua azione il raggiungimento dell’obiettivo storico che il partito si è posto, se il fantomatico terzo polo è alla fine solo una evocazione strumentale, perché Michela Murgia non si candida alla primarie del centrosinistra? Se il mondo a cui parla è soprattutto quello degli scontenti del Pd, perché non tentare direttamente di conquistare la candidatura attraverso la consultazione degli elettori di centrosinistra già fissata per il prossimo 29 settembre?

Perché, come lei stessa afferma “dal mio punto di vista, che vincano Pd o Pdl è lo stesso”. Questa è la dichiarazione più inquietante resa dalla Murgia oggi all’Unione Sarda. Una affermazione in puro stile Progres, ma anche tanto cara ai grillini di ogni latitudine, una affermazione che sigilla inequivocabilmente la natura ambigua della candidatura della scrittrice di Cabras e che me la rende politicamente inverosimile.

Saranno pronti ad abbracciare questa confusione e ad equiparare il Pd al Pdl quei gruppi e quegli intellettuali che, nati nell’alveo della cultura democratica e di sinistra, ora guardano alla Murgia come modo per bypassare il blocco imposto da Silvio Lai (ma anche dai Muledda e dai Palomba e dai Luciano Uras) ad ogni nuovo apporto nello schieramento di centrosinistra? Sardegna 2050 (che ambienti Progres danno già trionfalmente per acquisita alla causa della scrittrice di Cabras) da che parte sta? E Marcello Fois?

La fortuna elettorale di Michela Murgia dipende solo ed esclusivamente dal centrosinistra. Che se non si aprirà a nuovi apporti farà convogliare (per scelta, per necessità o per sola convenienza) molti ambienti democratici nel progetto della scrittrice. Un progetto volutamente ambiguo e che avrà come risultato secondario quello di far vincere nuovamente il centrodestra di Ugo Cappellacci (quello primario è di dare un po’ di respiro alla scrittrice, che non ha paura di affermare che da questa candidatura guadagnerà “in incontri e relazioni”, le paginate sui giornali nazionali di cui sopra, e di dare al gruppo dirigente di Progres l’opportunità di sfruttare furbescamente questa situazione, di contare ben oltre le sue ad oggi risibili percentuali elettorali).

Ovvio, se questo dovesse avvenire, se Cappellacci vincesse nuovamente le elezioni, non sarebbe certo colpa di Michela Murgia (che infatti a domanda specifica dell’Unione risponde “Cappellacci? E chi lo rafforza più del Pd?”). Ma chi da sinistra è pronto a trasferirsi armi e bagagli alla corte della signora di Cabras senza avere fatto prima un tentativo serio di innovazione dello schieramento di centrosinistra, questa consapevolezza la deve avere.

La Murgia vincerà le elezioni solo ed esclusivamente a condizione di riuscire a cannibalizzare tutto il consenso del centrosinistra, di fatto sostituendosi ad esso dal punto di vista elettorale. Se questo non dovesse avvenire, se lo schieramento della scrittrice dovesse solamente scalfire il consenso del Pd e dei suoi alleati, il risultato sarebbe quello di una vittoria del centrodestra, oggi sempre più unito.

Non è un caso che tra i primi sponsor della Murgia c’è l’Unione Sarda (anche Massimo Dadea se n’è accorto nel suo intervento pubblicato da Sardinia Post con il titolo “Uno spettro si aggira per la Sardegna…”). Oggi una lunga intervista (laddove la Nuova si limita a un pezzo riassuntivo), la settimana scorsa sei giorni di lancio promozionale con la firma in prima pagina: perché l’Unione Sarda (che di centrodestra era e di centrodestra resta) sa bene che il progetto Murgia toglie voti al centrosinistra, mica a Cappellacci. E dunque per questo va assecondato.

Il centrosinistra è ad un bivio: o si apre al confronto e all’innovazione o subirà la fuga di parti consistenti del suo elettorato verso Grillo o verso la Murgia, e dunque perderà.

Io resto del mio parere: al centrosinistra servono apporti nuovi, serve soprattutto una lista sovranista che, senza le ambiguità e gli opportunismi della Murgia e le chiusure miopi degli indipendentisti isterici, coniughi i valori della Costituzione a quelli dell’autogoverno della Sardegna, mettendo al centro i valori della nostra identità e del bilinguismo: questo è il sovranismo. Un progetto serio, di sinistra, e soprattutto concreto: per governare l’isola e toglierla dalle mani del centrodestra. Perché per me, Pd e Pdl non sono la stessa cosa (e non per questo sono contento del Pd, ci mancherebbe altro), centrodestra e centrosinistra pari non sono. Questo lo pensano Grillo, Progres e Michela Murgia, non io.

 

87 Commenti

  1. Pingback: Battere Cappellacci senza fare politica: la pericolosa illusione del Pd e di Michela Murgia - vitobiolchini

  2. Massimo says:

    La verità, Vito, è che sei un “paragnosta”. Firmato Marcello Fois. Oggi sulla Nuova Sardegna. Ora, noi possiamo dire che Fois è un paraculo?

    • Beh sì, il paragnosta sono io! Lo metto nel biglietto da visita: “Paragnosta, orfanello del giornalismo”.

      • Massimo says:

        Vito….solo una domanda: ma quanto gli rode? 🙂

      • Nieddu Stampu says:

        Salve,
        sono la XV incarnazione del Maestro STAMPUNIEDDU. Secondo il 3° Segreto di S.N. è in atto un complotto per far fuori una possibile candidatura di Vito. Verranno a lui richieste 5000 firme da raccogliersi nei paesi della Sardegna con meno di 100 abitanti, firme che andranno debitamente autenticate nelle notti di plenilunio.

  3. Pietro Zambelli says:

    Dunque, riassumendo e coniugando questo con l’altro articolo dal titolo “Altro che Michela Murgia! Per far perdere il centrosinistra bastano e avanzano le strategie di Sel e di monsignor Luciano Uras!”, se ne deduce che la Sardegna si salverà solo quando il CSX si deciderà a candidare Vito Biolchini alle primarie di coalizione, magari contro un mazzo di candidati con pendenze penali in corso. Auguri.

    • Caro Pietro, la Sardegna si salverà se la politica sarà in grado di proporre una strada nuova e credibile. Quanto a me, farò quel che potrò, come sempre. Tu invece cosa farai, ironia a parte?

      • Pietro Zambelli says:

        Ciao Vito, non c’era ironia nel mio commento, ma l’esplicitazione di qualcosa che, tra le righe dei tuoi commenti politici, mi sembra di percepire.
        Quanto a me, non vedendo alcuna possibilità di autoriforma del CSX, che continua a identificarsi in un gruppo dirigente sempre più autoreferenziale, auspico il formarsi di un fronte sovranista e di sinistra la cui ampiezza – in teoria capace di spaziare dall’area indipendentista a quella sardista, dai fuoriusciti della sinistra ai movimenti titolari delle battaglie civili di oggi – possa assicurare una buona possibilità di affermazione.

        Dal confronto tra questi attori politici e le parti sociali sulle cui spalle grava il peso del degrado dell’isola, potrà nascere un programma di governo.
        Il Presidente della Regione, io credo, dovrà essere la sintesi del percorso e del progetto.
        A questo siamo chiamati tutti, donne e uomini di buona volontà.
        Con affetto, Pietro

        • Caro Pietro, ricambio l’affetto e rilancio: ma tu il fronte sovranista (e sono assolutamente d’accordo con te sulle sue potenzialità) lo vedi dentro o fuori il centrosinistra?

          • Pietro Zambelli says:

            Fuori da questo CSX che, fermo un giro, dovrà ritrovarsi se non vuole scomparire. Fuori dai denti, essere di sinistra ed essere con questo centrosinistra diciamo istituzionale, non è la stessa cosa. Per ulteriore chiarezza, io di sinistra e nell’ottica del dialogo che faccia sintesi di posizioni politiche diverse, ero convinto sostenitore del progetto PD. Ma, hic et nunc, oggi e in Sardegna, no.

  4. Marcello says:

    Ci risiamo, se i dirigenti di Progres o ex dirigenti condividono questa linea qua:
    http://www.regione.sardegna.it/j/v/491?s=233257&v=2&c=1489&t=1
    non se ne esce. Tanto vale ripetere gli sbagli madornali del governo Soru, cingersi di aurea spocchiosa e regalare nuovamente il presente e il futuro ai trasformisti e illusionisti d’oltre mare e alla classe compradora locale. I facilitatori hanno tutt’altra funzione, chi ha esperienza la deve mettere a disposizione della comunità, chi ha responsabilità di dirigenza deve sopratutto saper delegare e non giudicare. Se si seguirà questa strada e si intrupperanno persone alla M. Fois, meglio nulla. Arrivederci.

  5. MICHELA MURGIA E LO STORYTELLING POLITICO: DALLA TEORIA ALLA PRATICA PER UN INDIPENDENTISMO POSTMODERNO http://www.cagliarifornia.eu/2013/07/michela-murgia-e-lo-storytelling.html

  6. occhè, la murgia vuole solo aggiungere una statuetta al suo curriculum e ingolfare il già rutilante ego con una manata di nuova approvazione ed importanza mediatica, noi siamo la variabile indipendente che sta dietro la sua figura intenta a specchiarsi, la cosa non può certo lasciare tranquilli all’idea di vederla prendersi responsabilità di governo, ma ella punterà a una posizione di instancabile coscienza critica e dorata opposizione, che vende di più e non incrina l’immagine.

    si approprierà di tutte le vertenze territoriali serie degli ultimi anni, nonostante l’indifferenza o talvolta l’ostilità di chi quelle vertenze ha portato avanti in prima fila, vero (forse, mica detto però, gli opportunismi si sgamano).

    nel farlo si accalappierà molti voti sinistroidi delusi dall’inconcepibile evanescenza di quella inesistenza politica che è l’attuale “centrosinistra”, vero, forse (ma la cosa non è poi così disastrosa, il centrosinistra deve morire, punto), in ogni caso non ci si dimentichi di quel 6% e rotti irsuto disperso in varie mene interne dagli intipentendisdi.

    sentendo parlare di “opzione maninchedda” mi viene da ridere come un ebete per ore ed ore ed ore ed ore, verissimo.

    se la murgia ruberà voti all’inesistenza politica centrosinistra (forse), il movimento cinque stelle si candida a rubare voti all’inesistenza politica centrodestra, che il 30% in provincia d’oristano non lo fai rubando a sinistra, è matematicamente impossibile, la noia da cappellacci e tanta e di qui a un anno le 5 stelle potrebbero essersi assestate e ricominciare a macinare consenso sull’evidente agenda antiumana del governo in carica.

    continuare a credere in una soluzione politica positiva per qualunque luogo, mordor compresa, che abbia al suo interno un’entità anche solo somigliante a quella roba chiamata Piddì, è un segno di beata ingenua incapacità di cedere a compromessi con la realtà. si prega gli affetti da questa malattia di astenersi dal tentare di propagarla, essa è assai più devastante della trichinellosi.

    il piddì è nato morto, ma i medici si son dimenticati di dirglielo, solo per questo cammina, con perfetta andatura da film di romero. se qualcuno lo spiega anche a sel, forse si può ricominciare a usare il termine “sinistra” con un minimo di senso.
    forse, e sicuramente dopo una lunga cura riabilitativa che per forza di cose escluderebbe la prossima competizione elettorale.

    d’altronde il parlare di politica solo in funzione delle competizioni elettorali è il canchero che ha ucciso ogni forma di “sinistra”. ci sono molti posti in cui stanno costruendo il futuro economico dei prossimi trent’anni di mezza sardegna letteralmente sotto il culo delle genti, urge presa di coscienza del fatto.

    urge altresì presa di coscienza del fatto che ciò è molto più importante di qualsiasi disquisizione (peraltro in genere asfissiante tanto è il puzzo di naftalina patriottarda ottocentesca) su sardo, sardità, sardismo, sardezza, sardezzosità.

  7. Adriano says:

    Non ti meravigliare. Chi conosce i personaggi e un po’ di crastulame sa che è almeno un anno che tramite gli amici di Sardex si sono create un sacco di relazioni e di scambi “culturali”. Con Zuncheddu, Mazzella…. Insomma, a tutte le ruote. Zuncheddu farà provare alla Murgia l’ebbrezza del candidato forte, poi Berlusconi inietterà un po’ di soldi sull’affannata Unione (già lo sta facendo: guardate le paginate Mediolanum di questi giorni, e un po’ di nuova pubblicità che gira, verosimilmente tramite Pubblitalia….). A quel punto tutto tornerà come prima.

    • senzasenso says:

      Io sono sempre più confuso.
      Vabbe’ non sono nè sardista nè indipendentista nè sovranista etc.etc.etc. e voterò PCDL

  8. Non riesco proprio capire il significato di “sovranismo di sinistra”, in particolar modo di quale sinistra si va parlando. Forse della ” sinistra” che governa a braccetto con il nemico giurato nano di Arcore ? O forse di quella “sinistra” che ha permesso a Ugosilvio di sgovernare l’isola, con il tacito silenzio/assenso sulle malefatte ? O forse quella “sinistra” che ha permesso la farsa delle parlamentarie, per poi far eleggere i soliti scherani del potere di Roma?
    Ben venga una Sarda che si oppone a questa “sinistra”, totalmente asservita alle direttive dei notabili romani; che si oppone a questa destra becera e vassalla del “padrone del vapore”. Personalmente auspico questa candidatura e non mi importa con quali mezzi potrà combattere questa battaglia. Nel mondo di “squali predatori”, quali quelli della politica nazionale e regionale, si deve combattere con tutti i mezzi leciti per raggiungere il fine della vera sovranità, che non è ne di destra nè di sinistra.

    • Prossimamente su questi schermi la spiegazione del concetto di “sovranismo di sinistra”.

      • Caro “compagno” Biolchini ( permettimi il tono confidenziale, ma tra noi di “sinistra” ci stà ) scusami, ma evidentemente non sono in grado di capire i concetti espressi nel tuo post.
        Proverò a rileggere con più attenzione il soggetto di questo “film” cosicchè, durante la proiezione su questi schermi, ne carpirò i contenuti.
        Attendo, con ansia, la programmazione.

    • È tipo la supercazzola con scappellamento a destra, hai presente?

  9. Rosella Soliani says:

    I concetti espressi dalla Signora Murgia Michela nel settembre 2010 a mio parere fanno da cartina di tornasole alla puntuale quanto verosimile analisi elaborata dal Signor Biolchini Vito. Per non parlare poi delle lungimiranti osservazioni del Signor Carboni Mario.
    http://www.cagliarifornia.eu/2010/09/indipendentismo-su-facebook-scambio-di.html

  10. Nicola says:

    Vito che dire. Se il grillismo sta fallendo per l’incapacità di darsi una struttura solida sui territori conquistati. Lo stesso vale per il PD, che recuperi i rapporti con il territorio, metta in campo programmi e dialoghi subito con i suoi elettori a tutti i livelli. Se no rischiamo questa politica da reality, dove prevale il casting del candidato…. è bravo, scrive per Einaudi……….., si però ,sa fare politica? Bohh

  11. Ho riassunto per voi il prolisso articolo di sopra:

    “Un anno fa, io che ne capisco, avevo buttato là che Michela Murgia voleva fare la governatrice sarda. Lei si è incazzata perché ho tentato di bruciarla.

    Ma poi con chi si candida?
    No riesco a capire quale ambizione abbia questa donna, è di IRS o Progres che dir si voglia e lì deve restare, diamine!
    Ah quando c’era Soru… lui si che ci ha fregato tutti, facendoci credere che non era del PD solo per poi cercare di prenderselo lui, il PD.

    Michela guarda che rubare i voti al PD è troppo facile, così non vale!
    Astieniti che sennò rivince Cappellacci.

    PD fai qualcosa per non perdere, non lasciarmi solo, io sono ancora qua!
    Non farmi fare ancora una volta la figura del giapponese a difendere le isole sperdute a guerra finita.”

  12. Andrea says:

    Vito io a volte mi chiedo se i post li scriva tutti tu.
    Le primarie del centrosinistra per cosa? Per ritrovarsi con Alfano, Quagliariello, la Biancofiore e compagnia cantante al governo?
    Per ritrovarsi una novantina di bombardieri F-35 in terrazzo? La TAV? Un’altro po’ di Afghanistan?
    Se PD e PdL pari non son, che cazzo ci fanno lì sopra a braccetto?
    Ajò, basta.
    In tutto questo, la Murgia non mi esalta certo nè come scrittrice nè come politica. Purtroppo però il PD mi ha abituato alla dialettica del “meno peggio”…

  13. Marcello says:

    Soru fece intravedere una grande opportunità di cambiamento per questa terra, una voglia di riscatto e di capacità di poter aggregare attorno a questo processo di trasformazione la gran parte dei sardi. Ottenne quel risultato senza candidarsi in partiti italiani e sopratutto facendo intravedere il bene dei più semplici. Non ha usato temi indipendentisti ma il suo agire libero dagli schemi e personaggi asfittici precedenti lo rendevano sicuramente una novità giudicata positiva da parte dei più. Ottenuto il grande successo invece si è riunito con le sue elite intellettuali, ha partorito con esse le grandi trasformazioni (da quelle della ras a quelle di tutela ambientale), legandosi a processi di trasformazione calati dall’alto e sopratutto con operatori socio economici che di semplice e piccolo, legato alla realtà sarda, non avevano nulla, non prevedendo per queste realtà alcun percorso di formazione e miglioramento dell’innovazione diffusa. Rimanendo agli esempi che si possono citare senza conati: io alla signora Hadid dello star system dell’architettura internazionale preferisco la nostra signora Ducato e tutto il lavoro di tessitura e ricucitura socio economica che sta operando per il distretto della bioedilizia del sud Sardegna. Ma Soru poi ha pensato bene di fare carriera in un partito (il Partito Democratico), nato in Italia per tagliare le ali delle opposizioni, esattamente come il Pdl, aiutati da leggi elettorali truffa. Nessuno lo autorizzò mai ad utilizzare il suo mandato elettorale per fare questo. Cappellacci ebbe il successo che ebbe esattamente per questa serie di tradimenti e prospettive cupe che una rielezione di Soru facevano presagire.

    Equipapare la Murgia a Soru é una forzatura fuori da ogni buon senso. Ella abbraccia un movimento e un partito (ma ce ne sono altri) che da sempre ha avuto nella sua prerogativa quello di non essere leaderistico e centralistico e sopratutto di voler costruire processi di trasformazione basati sulla partecipazione e lo studio dei problemi, non della gestione clientelare degli stessi come alcune colombe dimenticano. I primi centri di elaborazione di iRS ne furono testimonianza e molti di quei ragazzi sono ancora li a presidiare (insieme ad altri) dove altri non muovono un dito se non quello sulla tastiera per fare la prima donna, loro. Ragazzi poi, quelli di Progres, che hanno dimostrato la loro generosità e preparazione nelle piccole realtà comunali.

    Il percorso di Cappellacci lo conosciamo: è un prestanome di interessi che stanno fuori da qui e conosciamo quel che il centro sinistra ha da dare, fare l’omologo del Pdl in tutti i settori strategici che riguardano la nostra terra: dalle politiche industriali, a quello agroalimentare, a quello dei trasporti al ricatto delle servitù militari, per finire nel sistema di accozzaglia negli enti pubblici.

    Chi non ha capacità di vedere un futuro diverso si rifugia nel già visto, nelle cose dette da altri per spalleggiarsi e nell’annacquamento vero, il sovranismo nel centro sinistra italiano. Tutti giri di parole per dire che nei momenti cruciali, quando ci sarà da fare scelte strategiche si sarà legati a doppio mandato con chi sui fallimenti e il genocidio di un popolo ha creato il suo sostentamento. Fino ad ora…

  14. Carlo Murtas says:

    Speriamo che Michela Murgia, che ha già dimostrato un notevole fiuto letterario quando partorirì il fortunato romanzo della sua consacrazione al successo, riveli altrettanta sottigliezza nella complicata manovra di aggiustamento politico della sua proposta.
    Nello scenario politico attuale, lo spazio dello scontento ancora non organizzato è immenso soprattùtto a Sinistra ed allo stato abbandonato a sè stesso , mentre la Destra Sardo-populista di Cappellacci recupera consensi e sembra navighi con il vento in poppa.
    La Murgia dovrebbe fare ancora un piccolo sforzo di puntualizzazione, e, visto che si considera culturalmente “di “Sinistra” , tentare di sintonizzarsi con l’area dei delusi dei partiti blindati e cercare di inserirsi nel confronto delle Primarie del Centrosinistra.
    Certo, non si può nascondere, come rilevato da Biolchini, un’affinità di un perscorso di questo tipo con la prima candidatura di Soru; anche quella volta, come Centrosinistra, eravamo alla frutta, ed adottammo nei nostri ranghi il businness-man che si era nel frattempo autocandidato.
    La spinta verso la candidatura, data dell’effetto mediatico del personaggio, non consentì una ponderata analisi dello stile e degli intendimenti del candidato e la delusione purtroppo arrivò abbastanza in fretta; il rischio anche questa volta può essere lo stesso, anche se lo spessore culturale della Murgia è ben altro rispetto al patron di Tiscali; penso comunque che, anche se l’ambizione politica della Murgia non risulta ancora sostenuta da un progetto ben definito, e dovremo in ogni caso accostarci all’ipotesi di una sua eventuale candidatura con la cautela e gli approfondimenti dovuti, nello stesso tempo dovremo anche rivolgerle la benevola attenzione che merita una persona che si mette con coraggio in giòco.

  15. francu says:

    l’accabadora definitiva del centrosinistra sardo.

  16. Giuliana Adamo says:

    Bravo Vito, averne giornalisti con la tua testa e la tua libertà di dire fatti e non vacue parole.

  17. antonio says:

    Cappellacci mette 20 milioni di euro in finanziaria da spendere in sardex. La società sardex guadegnerá (facilmente) un po di quattrini sulle mediazioni. Il proprietario di sardex è il segretario politico di Progress. Progress candida Michela Murgia alla presidenza della giunta. Una candidatura che non punta a vincere (chi vuole vincere cerca alleanze e crea il terreno per cosruire sostegno, invece, murgia michela spara su tutto, persino sul sovranismo.. senza capire cosa sia. L’Unione Sarda fa un contratto alla murgia e quasi tutti giorni compare sulla prima pagina (taglio basso) un suo articolo/racconto con tanto di foto. Un sondaggio, con numeri non da capogiro (ampiamente sotto il 10%) dimostra che il consenso di murgia m. viene dal centrosinistra. Ora, chiarito che chi vince le elezioni probabilmente non arriverà al 40% e che pochi punti percentuali faranno la differenza, di chi e a cosa è candidata Murgia Michela? Io lo so, e voi?

    • Franco says:

      sarà interessante seguire questo dibattito sulle regionali quando si inizierà a parlare finalmente di temi politici, anzichè di persone e di tattiche politiche, e sentire che argomenti avranno i sostenitori del “sennò vince Cappellacci”. Credo soltanto questa ultima frase.

    • aaaaahhh adesso si capiscono un bel po’ di cose!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • senzasenso says:

      Nessuno che possa o voglia confermare o smentire queste informazioni?

      • A me sinceramente sembra fantapolitica. Ogni elemento riportato ha dei tratti di verosimiglianza ma da qui a immaginare un complotto del genere ce ne passa. Secondo me.

        • Michele says:

          A me piace molto questa ricostruzione, magari è fantascienza. Comunque c’è abbastanza materiale per un romanzo migliore di qualsiasi scritto della Murgia

    • La Murgia punta a vincere, il PD a far perdere Cappellacci. Questa è la differenza

    • ci sono parecchie cose che non trovano riscontro. due su tutte, la Sardex s.r.l. non percepisce più “mediazioni”, più correttamente definite “commissioni” sul transato, quindi non avrà alcun beneficio economico dalla manovra della Regione, che è di dieci milioni e non di venti; ancora, il segretario politico di Progres non è proprietario della Sardex s.r.l., che conta un c.d.a. nel quale sono presenti diverse anime, non un proprietario. Il segretario di Progres, non è neanche amministratore o rappresentate della società. [ri-fogna.azione]

      • Michele says:

        peccato, stavo per scriverci sopra un romanzo

      • senzasenso says:

        In primo luogo grazie per le info. Se ho capito bene è un membro del CDA, giusto?

          • senzasenso says:

            a ok. Allora non c’entra nulla con la sardex s.r.l.?
            A questo punto aspettiamo una contro-smentita (documentata) di Antonio.
            Altrimenti non si tratterebbe di fantapolitica, ma di una balla.

      • Interessante allora sarebbe capire come funziona Sardex. Qualsiasi sia il senso del giocattolo inventato dai ns. amici di serramanna che mi risultano gravitare intorno a Progres da sempre (Littera per primo) e’ chiaro che e’ circuito con moneta di scambio alternativa all’euro. Che risente di tutti i suoi difetti. Il tasso e’ virtualmente ancorato ad esso 1 a 1. Ma non e’ prevista nessuna uscita. e’ corretto che non ci sono royalties sulle transazioni come un paypal qualsiasi. Ma L’ingresso nel circuito costa da 300 euro a 1500 secondo la dimensione e poterci restare costa fino a 2500 euro l’anno come canone. Quindi e’ probabile che quelli che dovessero ricevere la “sovvenzione” in sardex dovranno comunque iscriversi, fosse anche al minimo costo. E le aziende che spendono 2500 euro l’anno solo per stare li dentro da qualche parte delle loro vendite, che diventeranno appetibili con l’indotto “regionale” cresceranno e dovranno scaricare i costi sui loro prodotti oppure rimetterci per causa della concorrenza. Insomma, alla fine, fatti 4 conti, l’unico soggetto che guadagnera’ da tutta questa storia sara’ comunque solo uno. Indovinate chi?

        • La Sardegna, che vedrà aumentare il proprio commercio interno senza far indebitare ulteriormente i propri imprenditori

          • commercio interno? Dovresti aprire gli occhi. Se si tratta di un circuito chiuso il cui accesso costa mi pare che non ci guadagni la Sardegna come dici tu. Del resto non mi pare che la’ dentro si vendano o scambino solo prodotti rigorosamente Made in sardinia! Passi quando la cosa e’ una libera scelt tra produttori e consumatori ma se la Regione regala senza nessun bando 10milioni di euro a quel sistema privato non trovi che sia poco equo? Anzi, siccome mi pare che sia Sardex a decidere i nuovi ingressi di aziende, puoi esser sicuro che diventa anche illegale in quanto con fondi pubblici si agevolano pratiche di oligopolio commerciale e concorrenza sleale dato che i consumatori sono obbligati a rivolgersi solo a loro.
            Infine, un aspetto da non sottovalutare, e’ capire come il discorso tasse venga gestito nelle transazioni Sardex. Nessuno ne parla ma una valuta sostitutiva non convertibile mai significa che non potresti mai certificare un reddito o un costo sostenuto in quella moneta di scambio. Ora il livello di scami del circuito pare sia intorno ai 10milioni di euro. coi fondi regionali raddoppierebbe. In soldoni, chi e quando pagherebbe IVA, IRPEF, contributi o qualsiasi altro obbligo fiscale o previdenziale che si pretende da una impresa esterna al circuito? Paga Sardex per tutti o pagano ognuno per se? Se ognuno paga per se il paradosso sarebbe che non incassi mai soldi veri ma li devi cacciare in tasse e allora la quota Sardex e’ un costo addizionale che non molti potranno sostenere. Se invece non si pagasse tutto, la Sardex avrebbe inventato una fantastica scatoletta cinese degna del miglior paradiso fiscale. E la Regione starebbe alimentando pratiche di esenzione fiscale illecita che sottraggono fondi pubblici due volte. La prima con i 10milioni e la seconda con trasferimenti erariali che non incassera’. Dopo le immense cappellate che cappellacci si sta vendendo ai sardi pirla sulla zona Franca non mi stupirei di nulla..!
            E se questi presupposti fiscali del mercato interno sono quelli su cui dovrebbero basarsi le teorie economiche dei profeti dell’indipendentismi stiamo tutti freschi!

    • Grazie Antonio, Questa non la sapevo; il discorso fila e troverei assurdo il contrario. Questo secondo me non è pensar male ma essere con i piedi per terra.

  18. Francesca says:

    L’ unica cosa sulla quale non sono d’accordo con te e’ quando la chiami “signora”.

  19. Viviana says:

    Peccato, speravo nel partito dei Sardi, speravo che vi sareste uniti, ma all’interno di questo centrosinistra non ha nessun senso…non ti capisco davver

  20. Pingback: Regionali 2014: Gli indipendentisti di Michela Murgia, la legge elettorale, la mafia e le riforme

  21. “coniugare i valori della Costituzione a quelli dell’autogoverno della Sardegna” è un ossimoro. Un po’ come tutto l’articolo, ancora a cercare qualcosa di buono dentro il pd..Sono anni che dicono di non essere uguali al pdl e alla fine ci governano, si spartiscono la torta e si proteggono a vicenda con il pdl..Dov’è questa differenza?? Cosa c’entra il pd con la sinistra? è di sinistra costruire caserme a nuoro al posto dell’università? è di sinistra comprare gli f35? è di sinistra sostenere il progetto eleonora e la saras? è di sinistra mettere uno sbarramento al 10 % per escludere il tuo avversario? è di sinistra bocciare la doppia preferenza di genere?
    Potrei continuare per giorni..

  22. Sandro says:

    E se Grillo scegliesse proprio lei come cavallo su cui puntare? Le batoste locali potrebbero convincerlo che servono anche “nomi” non solo burattini

    • bruno lai says:

      Grillo non la sceglierà, perchè non è lui che sceglie, ma la base… al più può proporre, pena la definitiva scomparsa del M5S, che di certo non si farà dire da Regress, quello che deve o non deve fare. L’assurdo è che c’è chi dice che lady Renzi de noiantri sia di sinistra! A giudicare da quello che ha rilasciato nelle interviste, se per lei PD e PDL non fanno differenza, che creatura mitologica si appresta a Governare 1.600.000 e passa PERSONE… si rende conto di ciò che le spetta? Per cortesia, non paragoniamola a Soru, perchè, per quanto lui si inceppi, non ha mai dato idea di voler gestire la cosa stile gita delle medie!

  23. Analisi acuta e stringente; piaccia o non piaccia. L’idea della Murgia candidata un anno fa mi affascinava: guardo all’indipendentismo e lo condivido diceva, aveva scelto un campo dove realizzare il suo impegno e questo era positivo. Poi ha preso a navigare, ad avere un orizzonte a 360 gradi amicando tutti e praticando il qualunquismo più di moda: PDL e PD pari sono, poi invocando la partecipazione del mondo civile pratica, come si dice, il pascolo abusivo in mezzo ad altre greggi senza avere per altro praticato la scuola del pastore. Una ventina di anni fa ad un seminario di preparazione alle elezioni comunali intervenne un giovane di bella presenza e buone doti oratorie che offrì la sua candidatura come sindaco. Finito l’intervento tornò raggiante tra gli applausi al suo posto a fianco a un vecchio militante che le porse la mano e si complimentò per il bell’intervento poi soggiunse: non hai detto però per quanti anni hai attaccato i manifesti?. Già, quanti anni un candidato deve aver attaccato i manifesti? Domanda da niente!

  24. Molenteddu says:

    Come al solito i cagnolini della Murgia, abbaiano sui social network contro vito ma naturalmente qui non ci mettono la faccia… vabbe che mangiano grazie a lei…

    • Molenteddu says:

      E naturalmente sui social network si sentono anche toccati… senza cmq ribattere qui… evidentemente però non sono rientrato tra la pulizia contatti…
      meglio discuterne qui che è il luogo adatto

  25. Su Balente says:

    Cosa c’entra il PD col sovranismo? Il PD sardo pensa solo a mangiare il più possibile dalle istituzioni coloniali italiane, e ad utilizzare affiliazioni coloniali italiane per fini di lotta interna. A parte Graziano Milia, peraltro abbondantemente bruciato per noti motivi, nessuno ha più tirato fuori non dico un discorso sovranista ma neanche un barlume di discorso federalista. Anche qui come nella Terramanna la lotta è tra civatiani, bersaniani, lettiani etc., l’unica variabile veramente sarda del partito coloniale e colonialista PD è l’area Soru, però sempre più “soriani” sono poco convinti che l’originario disegno soriano già imperniato su Progetto Sardegna possa avere ancora un qualche slancio all’interno di questo PD. E’ forse in quest’area che Michela Murgia potrebbe pescare. Signor Biolchini, difendere la barricata del centrosinistra penso abbia ben poco senso se il risultato è difendere la carriera personale di un burocrate come Silvio Lai o le sfrenate ambizioni personali della Barracciu, anziché l’ennesimo tentativo, sicuramente fallimentare come quello fatto con Palomba, di appellarsi alla società civile in veste di Siddi o di altri. Forse per lei ha un senso sentimentale, ma ciò che conta è che qualcuno faccia veramente l’interesse dei sardi, che si legge, se non con indipendenza, con SOVRANITA’. Helis Helis Arborea Arborea!!!!

  26. chissà quanti salvatori della patria Sarda salteranno fuori da qui alle elezioni! La Murgia sfrutta la sua notorietà letteraria per fratturare il voto. la conclusione e’ che non e’ certo a destra che raccoglie voti ed in Sardegna fra partiti di sinistra, indipendentisti e m5s chi ci guadagna e’ Cappellacci o chi per lui che va a prendere il premio di maggioranza. Continuiamo a farci del male proprio in un momento in cui anziche’ dividere occorre unire le forze democratiche progressiste. C’e’ da augurarsi che i sardi capiscano le tresche di bassa bottega elettorale

  27. Qualcosa mi dice che in questa fuga in avanti , non tutto e’ trasparente, sembra quasi che si voglia scardinare una possibile unione fra i movimenti indipendentisti. prima ci si incontra, si fanno gli accordi per unire, ed eventualmente le primarie per far decidere al popolo da chivorrebbe essere rappresentato. Tutto l’altro e’ gioco sporco per far vincere gli altri.

  28. Che la Sardegna possa diventare una grande Assèmini, è stato già detto. Basta trovare il personaggio adatto. Con una “Sardinalia”, è presto fatto. Ma, è ancora il caso di ripeterlo? la Casaleggio-Grillo è sempre in tiro? Forse da noi sì, chè siamo sempre gli ultimi a “fragare” le cose.

    Il problema è piuttosto un altro: se si “tifa” per la sinistra o per la destra (qualunque cosa voglia dire sinistra e destra) italiane, scordiamocela l’unità di intenti per poterci governare in libertà e autonomia. Vito Biolchini è un maledetto tifoso “de sinistra” che ostenta disprezzo per la “curva” di destra. A forza di beccarci e rimbeccarci, ciascuno dal proprio spalto, continueremo a fare la fine dei polli di Renzo. Lasciamola a dopo, a cose fatte (ma candu?) la scelta fra destra e sinistra, ammesso che convenga ancora parlarne.

  29. Agnese says:

    Vito chi potrebbe rappresentare la lista sovranista? intendo dire da quali partiti o da quali aree politiche o della società civile convergeranno i candidati?
    Se il progetto sembra affascinante sarà poi vitale capire chi potrebbe incarnarlo degnamente…

  30. Franco says:

    io non credo che sia Michela il problema, o alcune sue considerazioni (tra l’altro attualmente riguardo alla politica sarda condivido più o meno tutto quello che dice, ad esempio su saras o sui comitati, sulle politiche di sviluppo, etc), o magari contraddizioni, che stai cercando di evidenziare. Possono anche esistere queste contraddizioni, ma non credo che sia questo il problema politico.
    Vito secondo me stavolta sbagli spostando l’argomento da temi politici alla denigrazione dell’avversario, che avversario non è, perchè se parliamo di sovranismo l’avversario è il pd, cosa che qui si sta bellamente ignorando.
    D’accordo, il pdl e il pd non son la stessa cosa. Ciò non toglie che il pd, se guardiamo da un ottica sovranista, non è qualcosa da riformare (non credo che apparati di potere che conosciamo tutti molto bene si lascino democraticamente riformare lasciando passare nel centrosinistra posizioni opposte alle loro), ma semplicemente da combattere politicamente, perchè le loro posizioni su tutti i temi di politica sarda son incondivisibili ed opposte a qualsiasi seria politica sovranista.
    Tra l’altro, affermando che una candidatura di Murgia toglierebbe voti solo al centrosinistra, stai di fatto ammettendo che la loro proposta è decisamente di chiaro stampo progressista. Cosa dovrebbe fare un’area che magari sin d’ora non ha avuto grandi consensi elettorali ma che ha chiari obiettivi diversi ed opposti al pd? evitare di candidarsi e di crescere, perchè sennò vince cappellacci? boh

  31. bruno lai says:

    Vito Biolchini, a mio avviso, questa volta ci ha visto benissimo e dimostra una lungimiranza mnemonica che va ben oltre ma media nazionale. Chi sa cogliere e capire certi segnali, sa benissimo che questa verità POLITICA, matura nelle intenzioni della Murgia da almeno 1 anno: proprio come ha scritto lui. Ammetterlo, sarebbe segno di forza: è il non ammetterlo che fa invece riflettere… forse per via della professione, forse per via di Liberos (un progetto in cui la credevo presente per almeno qualche anno). E invece, come un fulmine a ciel sereno (via, dimissioni per una campagna elettorale che la vedrà a fianco di Cappellacci, in un vittimismo quasi egocentrico). Se si dichiara di voler unire le varie anime e poi si AUTO-DECIDE di essere il collante, di certo qualcosa si è già sbagliato: si è IMPOSTA la propria PRIMER-SHIP, ovvero, si è subito giocato a “ULTIMA IN PORTA”. Questo giochino non funziona così e se le azioni sono antitetiche alle dichiarazioni, si rischia addirittura un gran bel flop, con la corsa dei soliti BIG a dire: LO VEDETE, GLI indipendentisti sono disuniti… cento teste, cento berritte! E come dargli torto, se si sparano candidadure stile estrema unzione… chi con una lunga storia politica alle spalle, ACCETTERA’ MAI l’imposizione di una candidata ad opera degli ultimi arrivati? E’ politicamente assurdo tutto ciò… perchè allora non fare LE PRIMARIE SARDISTE e accettare più candidate, non solo l’auto proclamata repubblica della Murgia? Una investitura dal basso è l’ideale. Sappiate che ESISTONO altre persone che dispongono di competenze 100 volte superiori, che lavorano tutti i giorni in Regione, cui però non viene data risonanza pubblicitaria per ovvi motivi!

    • Adriano says:

      Lui l’aveva detto! Per un altro partito e per altre elezioni ma lui l’aveva detto, svegliaaaa1111!!!111

  32. Daniela Serra says:

    Certo che il fatto che Zuncheddu dia alla Murgia spazio nel suo giornale mi lascia assai perplessa…con buona pace degli amici indipendentisti e, soprattutto, ambientalisti.

  33. grazia pintore says:

    Ho sempre pensato che dove ci sono ideali ci sono divisioni ed il PD è maestro insuperabile nelle divisioni.Nel PDL ci sono solo interessi pecuniari e Cappellaci lo dimostra ancora una volta vendendo al Quatar le coste sarde.Non ho sentito nessuna ribellione contro questa nefandezza.Se i sardi fanno rivincere ancora Cappellaci vuol dire che non ci sono speranze per la Sardegna. Riguardo alla Murgia posso solo dire che,come scrittrice,mi piace,politicamente non sono in grado di esprimere giudizi.

  34. kazzenger says:

    Federico Moccia, dopo aver saputo della candidatura di Michela Accabadora Murgia alla presidenza della regione sarda, ha sciolto subito la riserva e ha deciso di candidarsi pure lui. Moccia dice di essere il candidato ideale perché, come per la Murgia, non glielo ha chiesto praticamente nessuno ma ritiene di essere avvantaggiato perché è già sindaco del suo paese, ha fatto moltissime vacanze in Sardegna e soprattutto perché ha scritto molti più best sellers di successo.

  35. Angela says:

    Almeno Murgia ha avuto le palle di dirlo, che sta iniziando una campagna elettorale. Vito, tu quando hai intenzione di usare trasparenza e dichiarare che lavori all’opzione Maninchedda? Così magari capiamo meglio tutti che sconto bisogna applicare alle tue disinteressate analisi politiche.

    • Io sono talmente trasparente che tutti i lettori del blog da tempo sanno che secondo me servirebbe una lista in grado di portare avanti nel centrosinistra le istanze sovraniste. Lo sanno i lettori del blog che sopportano da mesi i miei post, lo sanno tutti coloro che mi hanno sentito recentemente parlare in occasioni pubbliche. Sovranismo di sinistra dentro il centrosinistra, non fuori. Se questa è l’opzione Maninchedda, io sono per l’opzione Maninchedda! E sono a favore di quest’opzione anche se Maninchedda non c’è. Sono per questa opzione e basta. Perché io a differenza della Murgia non dico che Pd e Pdl pari sono, non lo dico proprio.

      • Angela says:

        Lo sanno tutti cosa, Vito? Nemmeno due mesi fa vagheggiavi di un nuovo “partito dei sardi” e scandivi che il centro sinistra era morto e che “parlare di centrosinistra non ha più molto senso”, oggi invece il centro sinistra è diventato la casetta diroccata dove si può innestare a titolo di restauro il “nuovo” che è avanzato dai giochi di altri tavoli, compreso il tuo che a quello di un assessore di Soru ci hai anche mangiato.
        Dicci cosa ti passa per la testa adesso, invece. Partito dei sardi, partito di centro sinistra, partito di centrosinistra dei sardi e partito dei sardi di centrosinistra? Magari è questa la domanda giusta, mentre la Murgia si sta già cercando le sue risposte.

        • Se non conosci la differenza tra lavorare e il concetto di “mangiarci” non puoi andare molto lontano, ogni possibilità di comprensione di qualunque scenario politico ti è preclusa. Peccato.

      • E dove lo avrebbe detto che pari sono? Parla di terza via, quindi li considera diversi. Nella loro diversità a lei non piacciono entrambi, mentre a me fanno proprio cagare, però in maniera assolutamente diversa.

        Cosa vuol dire “sovranismo di sinistra dentro il centrosinistra”? No, lasci perdere, ognuno ha diritto di tenersi stretta la propria supercazzola.

  36. So come andrà a finire: Il centrosinistra sarà costretto a recarsi a Canossa, pardon a Sanluri, per salvare bottega e carrozzoni…Solo che le condizioni questa volta le detterà altri!!!

  37. campidanesa58 says:

    ….e molto Cappellacci

  38. Mundeddu says:

    Caro Vito, se la cosiddetta “sinistra” fosse di ‘sinistra’, in Sardegna, i militanti stessi avrebbero dovuto far sciogliere sia il PD che SEL: abbandonare le organizzazioni politiche italiane e fondare ex novo un soggetto politico “sovranista” aprendo ai “nuovi apporti” di cui si legge. Le primarie del centrosinistra sardo sono soltanto una americanata poco appassionante e che convince meno di quanto appassiona.
    Centrosinistra e centrodesta non sono pari, certo, ma hanno prospettive simili che giovano sempre meno alla comunità politica che rappresentano/vorrebbero rappresentare. Preparate la campagna per il “voto utile”, ajò! ……. e crescerà l’astensione, anche grazie alla bella legge elettorale di coloro che “pari non sono”.
    Coraggio, meglio il “cucù” che gli altri orologi ‘senza corda’.

  39. campidanesu says:

    Analisi a tratti condivisibile , estremamente lunga ma interessante. Non credo però akka solita solfa del… poi cosi fate vincere cappellaccione… che la sinistrina sarda si prenda le sue responsabilitá e parli chiaro sul progetto Sardegna e sulla nostra sovranitá. La murgia ha fatto uno slancio pericoloso in avanti. Concludo dicendo che l.indipendentismo in questi anni forse non ha una grande classe dirigente ma nella societá sarda è penetrato eccome. Del resto non si hanno caro vito Clienti…feudi…soldi…tessere…sindacati…etc…come i partiti monolitici italodipendenti.

    • Solo un obiezione: senza clienti, feudi, tessere e sindacati il M5S alle ultime politiche in Sardegna ha preso il 30 per cento. E Progres? Bollino nero…

  40. walter says:

    Non sono riuscito ad andare oltre 1/4 dello scritto.Il livore e l’invidia sono una brutta bestia!

  41. fabriziopiludu says:

    Che ne sappiamo?
    Potrebbe andar con la doppietta a caccia di cinghiali!

  42. Andrea says:

    Murgia Presidente? A questo punto meglio Oppi! http://www.facebook.com/meglioppi

  43. Gianni Campus says:

    Ho molta stima di Michela Murgia scrittrice; ho anche simpatia per la stessa, come persona e come intellettuale.
    Quello che mi chiedo, è se la Sardegna abbia bisogno di una bandiera (il che potrebbe essere), o di un Governatore (il che sembrerebbe assolutamente ragionevole).
    Perché si pensa che la Murgia potrebbe ben governarci?
    Ricordo che Soru era un importante imprenditore, e lo era – evidentemente – agli occhi di tutti i Sardi, fossero o meno di sinistra: certamente la cosa indusse molti a vederlo come possibile interprete di una nuova stagione di innovazioni.
    Quanto agli altri Presidenti delle ultime legislature, erano dei politici, con discreta militanza. Che piaccia o meno, Ovidio Marras non fu eletto, e Palomba dobbiamo ancora capirlo: erano i prodotti del mondo civile, ma quel mondo rimase accuratamente fuori dalla porta del Consiglio Regionale.
    In sintesi: Cosa dovrebbe fare la Murgia?
    Non dite: “por fine alle sofferenze della Sardegna…”, vi prego. Sarebbe di cattivo gusto.

  44. Previsiones Politicas
    Bersani non si chert ritirare
    cheret lotare cun manos et pedes
    fatent’ider ha su popul’Italianu
    chi sas cosas cheret cambiare.
    Ma Grillu non chert iscultare
    anzis mi paret tottu istranu
    leges proponet ha sera manzanu
    pero manc’una nde chert accopiare.

    Ma su tempusu est’istringhende
    mezus chi cambiet subit sa pedina
    si chert mantenner su timone.

    Ca si arrabat sa popolatzione
    ca tando simovet fintzas sa mischina
    Michela Murgia si propohet candidada
    cando ha su famine sidet’ arrivende

  45. Non contesto la tua analisi, anzi; però ho una domanda, seria e sincera: quante volte ancora dobbiamo inseguire la chimera di riformare/allargare/migliorare con “apporti nuovi” il centrosinistra?
    Io non vedo nessuna possibilità di riuscita, purtroppo. Non vedo un polo disposto a concedere spazi reali a chi gli è esterno. Checché se ne voglia dire.

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