Politica / Sardegna

Zona franca, persino l’Unione Sarda sbugiarda Cappellacci e fa più opposizione del Pd! Il M5S intanto…

Ci sono politici incapaci e poi quelli che mentono sapendo di mentire. All’inizio della legislatura il presidente della Regione Ugo Cappellacci ha fatto parte della prima schiera, poi ha deciso che anche stare nella seconda poteva dare i suoi vantaggi, elettoralmente parlando. La farsa della zona franca integrale ne è la dimostrazione più evidente. Un mito costruito a tavolino, rilanciato ad arte da giornali amici, cavalcato da azzeccagarbugli di provincia elevati al rango di fini giuristi, celebrato da consigli comunali storditi dalla grancassa mediatica e che non potevano dire no ai descamisados che premevano alle porte del palazzo e che gridavano “Zona franca! Zona franca!”, manco fossero le plebi di manzoniana memoria che assalivano i forni e che almeno chiedevano pane. Oggi i sardi sono talmente disperati che si accontentano di essere illusi.

L’assenza di una opinione pubblica seria consente ad ogni potere forte (cioè ogni potere direttamente riconducibile alla politica e all’economia) di servirsi dell’informazione per propagandare le sue “verità”. Cellino ha sempre ragione, Cappellacci pure, Pili anche, Cabras diventerà presidente della Fondzione Banco di Sardegna “come se niente fosse” (come ha ben sottolineato Sardinia Post)

Eppure la verità, quella vera e senza virgolette, è a portata di mano. Prendiamo la zona franca. Oggi l’economista Beniamino Moro, in un editoriale in prima pagina sull’Unione Sarda, ha letteralmente demolito la posizione del presidente Cappellacci. Con un linguaggio chiaro e semplice, Moro ha spiegato che la zona franca integrale, di cui parlano il presidente e i vari comitati, semplicemente non esiste: è una balla colossale.

Esistono invece i porti franchi (e l’unico già per legge attivabile, quello di Cagliari, non è mai decollato, eppure a capo del porto di Cagliari c’è un ex senatore del Pdl…) e la fiscalità di vantaggio. La quale ha bisogno per essere adottata di un accordo con lo Stato, sulla scorta di quanto già avvenuto in altre regioni a statuto speciale, (Friuli, Valle d’aosta, Trentino). Accordo che Cappellacci non ha mai sottoscritto.

Questa è la realtà. Il resto sono solo balle, balle, balle. Diffuse consapevolmente a piene mani da Cappellacci e dai comitati, e che oggi l’Unione Sarda ha smascherato (anche se poi temo che il pensiero di Moro difficilmente diventerà pensiero comune dei giornalisti dell’Unione Sarda). E in ogni caso, il professor Moro sulla zona franca immaginaria con un solo articolo ha fatto più opposizione di tutto il centrosinistra messo assieme, il bello addormentato.

E quelle stupidaggini sulle altre regioni europee che avrebbero beneficiato dei prodigi della zona franca? Smontate senza pietà dalla Nuova Sardegna di oggi. Giovanni Razzu è un economista sardo, consulente del governo britannico. Sentite cosa dice delle Canarie, a destra e a manca esibite a modello di regione insulare dove la fiscalità di vantaggio esiste da tempo, in questa intervista dal titolo “La zona franca sarebbe un boomerang”:

Dal 2000 le Canarie hanno la tassa locale sui consumi al 5 per cento. Oggi le Canarie presentano dati di fatto tanto inequivocabili quanto disastrosi: povertà al 38 per cento, disoccupazione al 44, quella giovanile al 60, venti punti in più che in Sardegna.

E questo è niente, leggetevi tutta l’intervista, perché è molto interessante.

Intanto sulla farsa della zona franca, in attesa che nel centrosinistra smettano di capire come perdere senza dubbio alcuno le prossime elezioni regionali, si muove a sorpresa (e bene) il Movimento Cinque Stelle.

I senatori grillini, su input dei sardi Serra e Cotti, hanno infatti presentato una interrogazione con la quale cercano di stanare il governo Letta sull’ipotesi dell’istituzione di una fiscalità di vantaggio nell’isola. Mossa opportuna, visto che il Pdl nazionale tende ad assecondare gli sciollori elettorali di Cappellacci & co., senza che gli alleati del Pd muovano un dito…

Morale della favola: oggi sulle sciocchezze della zona franca propagandate da Cappellacci fanno più opposizione l’Unione Sarda, un economista vicino al centrodestra e i grillini che non il Pd e tutto il centrosinistra messo assieme. Eppoi stupitevi se i sondaggi sono quelli che sono…

Post scriptum
Per chi volesse approfondire la questione della zona franca, segnalo questo interessante intervento pubblicato da Antonio Lai sul suo blog.

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36 Commenti

  1. patta antioco says:

    Il professore militante a gettone B. Moro, solamente pochi anni orsono, scriveva esattamente il contrario (sempre a pagamento)……Moro e diversi altri “soloni” dimostrano di non conoscere la realtà delle Canarie (basta evidenziare che la disoccupazione citata in realtà è occupazione per 8 mesi all’anno e che la povertà di cui trattasi è statistica e basata sui parametri convenzionali della U.E. ma quella reale nelle Canarie non esiste…..infatti si vive con la metà dei soldi che servono da noi)…..quanto alla zona franca, punti, porti, depositi…..mi pare che ci abbiate capito propri poco. Saluti anche all’Unione Sarda, dove non c’è un solo giornalista che conosca la materia “zona franca”.

  2. Pingback: Elezioni Regionali in Sardegna: perché voto Michela Murgia | Lettere Moderne

  3. Come Antonio Ladu fa a pezzi le fantascientifiche teorie giuridiche del Comitato Zona Franca…
    http://www.antonioladu.it/analisi-del-volantino-la-zona-franca-integrale-spiegata-ai-cittadini/#more-1017

  4. Giuseppe says:

    In sardegna si sta benissimo, pero bisognava farlo sapere a tutti quelli che in questi mesi si sono suicidati,poveri ignoranti non avevano conosciuto voi scienziati.

  5. A proposito di zona franca. Francamente non si capisce la timidezza di Pd e centrosinistra nel contrasto alla campagna demagogica di Cappellacci e soci sulla zona franca. Vero è che il Pd si è mosso nell’ambito del dibattito, mettendo in campo illustri esperti che hanno chiarito tutto quello che c’era da chiarire. Ma il tutto è rimasto quasi esclusivamente in ambiti ristretti: quelli dei già convinti. Occorre invece una campagna di comunicazione di massa, quella che arriva alla maggior parte dei cittadini. Per esempio si potrebbero fare manifesti che comunichino una cosa molto semplice: l’unica zona franca che si poteva fare da dodici anni e che dunque si può fare subito è quella doganale di Cagliari e, entro breve tempo, quella di altri 5 punti franchi, già previsti dalle norme attuative. Perchè non si fanno? Sapete chi è il responsabile n. 1? Proprio Ugo Cappellacci, il “benaltrista”, quello che a parole vuole “benaltro”, cioè la zona franca integrale (che allo stato non si può proprio fare) e che di fatto non fa niente di quello che potrebbe subito concretamente fare, quindi imbroglia i cittadini. E’ difficile far passare questo messaggio?

    • E’ difficile perché anche a sinistra, in mezzo a tanti onesti, è carico di ignoranti, di faziosi e di opportunisti che non hanno interesse a fare opposizione costruttiva.

  6. Riandiamo controcorrente: Zone franche inutili? A Shangai nel 2012 ben 100 miliardi di dollari di capitali, ma perché in Europa non brillano? http://www.sanatzione.eu/2013/06/zone-franche-inutili-spiegatelo-al-gigante-asiatico-della-globalizzazione-e-non-solo/

  7. Salvatore says:

    Sono pienamente d’accordo con le proposte di Biolchini. L’autogoverno è la soluzione: stacchiamoci da questo casino politico che è l’Italia. L’importanza della Regione Sardegna è come l’importanza di un quartiere di Roma……..il peso politico di una Regione, in termini molto pratici, dipende da quanti voti noi possiamo dare ai partiti politici italiani: siamo un milione e mezzo di abitanti, quindi a livello politico contiamo quanto un quartiere di Roma….cioè niente e questo viene sistematicamente comprovato dalla realtà: guardatevi la vertenza entrate, guardatevi le sistematiche leggi nazionali che vanno a bruciare le nostre leggi regionali………altro che autonomia. Siamo 1.500.000 di abitanti ………cioè quattro gatti e stiamo morendo di fame, con un territorio splendido per posizione nel Mediterraneo e per caratteristiche sue di unicità. Svegliamo e stacchiamo da questo casino che si chiama Italia, ci sono le potenziali risorse (agricoltura di tipo industriale e turismo per esempio) e le competenze: liberiamo da questi politici “marchettari”.

  8. Cristian Caddeo says:

    Il tono dei post delle persone che credono nella zona franca è inquietante. Questo dimostra, a mio modo di vedere, quanto pericolosa sia l’operazione elettorale messa in campo (perché solo di questo si tratta).
    Non esiste confronto, dubbio o analisi, o si fa come dicono loro o sei un nemico, un mantenuto, un privilegiato.
    Qualche giorno fa ho parlato con un assessore comunale che è andato a Roma con Cappellacci alla famosa manifestazione (anch’essa elettorale). Conoscendone le idee ero sorpreso del fatto che ci fosse andato. A mia domanda diretta ha risposto:”sono andato perché non volevo si dicesse che il nostro comune non era presente ma è comunque una grossa presa per i fondelli”.
    Questo dimostra, se non altro, che molti comuni hanno approvato la tanto sbandierata delibera solo perché messi sotto pressione da gruppi di persone che a causa della disperazione in cui vivono sono disposti a credere a tutto e sempre mossi dalla disperazione usano toni che lasciano veramente poco spazio alla lucidità.
    Dando per scontato che alla zona franca non si arriverà mai ideologicamente penso che sarebbe comunque una grande sconfitta per la Sardegna, come quello studente che non riuscendo a laurearsi decide di affidarsi a Cepu. Stiamo dicendo che, con le regole che seguono tutti, noi non siamo in grado di stare al mondo al pari degli altri per cui accozzateci, non fateci pagare le tasse che vedrai che bravi che diventeremo. Veramente sconfortante. Bene ha fatto Vito a mettere in evidenza in un precedente post che il vero problema della Sardegna è l’ignoranza ma purtroppo nell’ignoranza i venditori di fumo ci sguazzano come i maiali nelle pozzanghere e finché i sardi non lo capiranno non c’è zona franca che tenga.

    • Salvatore says:

      Beh Cristian mi permetta……….noi in Sardegna abbiamo già una situazione di iniziale difficolta e di svantaggio competitivo rispetto agli altri, legato proprio all’insularità della nostra terra quindi non è una questione di “accozzateci” ma semplicemente di rendere competitiva la nostra economia e la soluzione può essere sicuramente………..come lo vogliamo chiamare: porto franco, fiscalità agevolata, zona franca integrata, il concetto non cambia se il fine è quello che di dare alla Sardegna una giusta opportunità per sopperire allo svantaggio competitivo che è sotto gli occhi di tutti.

      • Casu axedu says:

        Invece la Gran Bretagna è un continente, cosi come il Giappone che, come risaputo, non è neanche sismico…..ma per cortesia. Il nostro svantaggio siamo noi stessi e il nostro modo di percepirci, tutto il resto viene dopo, molto dopo.

      • Cristian Caddeo says:

        Vede Salvatore, io ho un opinione completamente differente dalla sua e credo che l’insularità della Sardegna non solo non sia uno svantaggio ma, pensi lei, per me è un vantaggio. E’ un vantaggio perché ci ha permesso di mantenere le nostre coste quasi del tutto incontaminate, è un vantaggio perché gli scenari naturali a cui possiamo assistere in Sardegna difficilmente sono rintracciabili in altre parti del mondo, è un vantaggio perché, per quanto se ne dica, sono ancora convinto che la qualità della vita in Sardegna sia meglio che a Milano, è un vantaggio perché in Sardegna c’è tanta gente che ha voglia di fare e se non ci riesce non è certo colpa delle tasse ma di un sistema che fa fatica a farglielo fare.
        Un indipendentista poco tempo fa mi diceva che la provincia di Parma produce più prodotti agricoli dell’intera Sardegna e contemporaneamente la Sardegna importa più prodotti agricoli di quelli che produce. Ora, si guardi intorno e mi dica se in Sardegna ci sono o non ci sono i presupposti per produrre gran parte dei prodotti agricoli che ci servono. Io credo di si. E perché non lo facciamo? Per colpa delle tasse? Come è possibile che in Spagna in Francia in Germania (quest’ultime due con costi del lavoro e imposte superiori alle nostre) sono in grado di produrre prodotti agricoli e farli arrivare in Sardegna a costi inferiori a quelli prodotti qui? Eppure, lì, le tasse le pagano. Si immagini che una nota marca di patatine prodotte in Sardegna è costretta a prendere le patate, da lavorare qui, dalla Germania e dalla Francia perché qui in Sardegna non c’è nessuno in grado di fornirgli la quantità annuale necessaria agli stessi prezzi.
        Mi dispiace ma faccio fatica a pensare che la colpa sia delle tasse o dell’insularità (anzi in questo caso l’insularità ci dovrebbe avvantaggiare visto che loro devono pagarsi anche il trasporto fino a noi). Sono molto più convinto che le colpe siano da ricercare nell’incapacità da noi finora dimostrata di fare sistema, di creare filiere corte, di valorizzare in nostri prodotti in contrapposizione a quelli che vengono da oltremare.
        Sulla nostra incapacità di organizzarci ritengo che non sia un caso che la Sardegna sia una delle ultime regioni al mondo in cui non si è riusciti ancora a debellare la peste suina. Basterebbero pochi interventi ben coordinati ma ahi noi, non siamo in grado di fare nemmeno quello. L’hanno fatto in tutto il mondo ma noi non ci riusciamo. E allora cerchiamo le scorciatoie, le bacchette magiche. Mi dispiace Salvatore, babbo natale non esiste e se non ci rimbocchiamo le maniche tutti insieme non c’è zona franca che ci potrà salvare!!!

  9. cosa aspettano tutti i “cacciatori sardi ” ad impugnare le armi e ad avviare una rivoluzione???

  10. antonio says:

    Ciao mi chiamo Antonio Basciu, di professione pescatore da circa 40 anni,vorrei dire solamente una cosa, ho i coglioni pieni di tutte le cazzate che sento sia dalla destra che dalla sinistra, siete un branco di lupi che vuole sbranare la povera gente… vergognatevi!

  11. Giuseppe Musina says:

    questa gente che cerca ogni occasione per deridere chi lotta per cercare un futuro migliore,gioiscono quando alcuni cercano di fermare questa speranza di cambiamento,non fanno proposte,perchè per loro va bene questo stato di cose,a loro non frega niente di chi muore di fame o si suicida.almeno un po di vergogna.

    • Guardi Musina, ognuno è libero di credere nella speranza di cambiamento che vuole, c’è perfino gente che da poco ha visto gli ufo a Settimo San Pietro, li ha pure fotografati, la notizia è uscita sull’Unione e nessuno ha avuto da ridire. Ma almeno ci risparmi il cattivo gusto, non parli di gente che muore di fame o che si suicida per la crisi, sia gentile.

  12. Stefano reloaded says:

    Segnalo questo articolo dell’On. Maninchedda a riguardo.
    E’ del 24 febbraio e ricordava, tra l’altro, che il 24 giugno 2013, a norma dell’art 188 del Codice Doganale Comunitario, scadeva il termine per l’individuazione delle zone franche da parte degli Stati membri. Cappellacci è al corrente?

    http://www.sardegnaeliberta.it/?p=4680

  13. Carlo Murtas says:

    E infatti non c’è da stupirsi se i sondaggi sono quel che sono.
    Ho letto anch’io l’articolo di fondo del Prof.i Moro sull’Unione che faceva seguito all’intervista al Prof. Ciarlo sulla Zona Franca apparsa qualche giorno su Sardinia Post, che faceva a pezzi la propaganda mistificatoria portata avanti in materia dai partiti e dai movimenti ed evidenziava invece la loro inerzia sulle iniziative in concreto praticabili.
    Non si può certo dire che l’informazione di qualità in materia di Zona Franca non stia circolando, e chi volesse farsi un’opinione ragionevole troverebbe sicuramente gli strumenti a disposizione per farlo, comnpresa la classe dirigente della Sinistra.
    I tentennamenti e gli strafalcioni in materia di Zona Franca del Centrosinistra, che sta lasciando il campo libero a degli irresponsabili venditori di illusioni, che imperversano quasi indisturbati, sono l’evidente manifestazione non solo della scarsa preparazione della sua classe dirigente, ma soporattùtto della della sua pochezza morale.

  14. G.I.U. says:

    Ahimé non sono in grado di dire nulla sulla questione zona franca, non ho basi al riguardo. Mi interessa invece che (magari con un post apposito) parlassi più a fondo della “nuova” Unione Sarda di Muroni, che in breve ha corretto il tiro rispetto alla (per me i-gno-bi-le) deriva populistica della precedente gestione Figus. Vedi la scomparsa dei famosi sms della g-g-g-gente su Cagliari e Z-Z-Zedda. L’avrai notato anche tu, no?

  15. roberto says:

    Riporto la risposta della Dott.ssa Randaccio, che Demolisce l’articolo farsa del Professor Moro, che giustamente avrebbe fatto bene a parlare in termini economici e non giuridici, visto che non sono di sua competenza:

    “La Memoria Corta dei Docenti Universitari Cagliaritani

    Sulla prima pagina de l’Unione Sarda di oggi Venerdi 28 giugno 2013 il Prof. Beniamino Moro ci dimostra di aver perduto la memoria, ossia l’unico strumento di lavoro utilizzato dai Docenti Universitari, in assenza del quale ( la memoria) dovrebbero avere il buon senso di abbandonare il campo lasciando spazio ai piu’ giovani che di quello strumento ( la memoria) sanno fare uso migliore.
    Infatti il Prof. Beniamino Moro sottoscrivendo l’articolo pubblicato sul nostro quotidiano dimostra di aver palesemente dimenticato quanto da Lui stesso sostenuto in un saggio a quattro mani assieme ai colleghi universitari dal nome prestigioso quali:
    – al Prof. Gianfranco Sabatini,
    – al Prof. Antonio Sassu e
    – al Prof. Giuseppe Usai
    saggio effettuato nell’anno 1986 per conto della Regione Autonoma della Sardegna intitolato
    “ La zona Franca in Sardegna “ e dove a pagina 144,145, 199,200 e 201 gli illustrissimi Professori Universitari sostengono che l’unica soluzione ai problemi dei sardi e della Sardegna sia l’adozione della Zona Franca al Consumo chiamata anche Zona Franca Integrale, identica a quella in vigore nella Regione a Statuto Speciale della Valle d’Aosta e nella Provincia di Gorizia.

    I Professoroni evitano accuratamente di citare le leggi a riferimento che sono :
    – art. 12 legge Costituzionale n. 3\1948
    – art. 11 Legge 1438\1948
    – art. 20 bis legge 28\1965
    – art. 2 dpr 43\1973
    – art. 1,7,30,38 bis dpr 633\1972
    – art. 1,2,5 legge 762\1973
    – art. 1 legge 122\1983

    Leggi che se fossero state richiamate avrebbero suscitato la curiosita di qualche benpensante che sarebbe andato a cercarle e avrebbe capito che lo stesso diritto alla Zona Franca al Consumo concessa dal legislatore agli abitanti della Valle D’Aosta e agli abitanti della Provincia di Gorizia competeva

    “ A TERMINI DI LEGGE “

    Anche agli abitanti nell’Isola della Sardegna.
    Infatti le leggi succitate sono tutt’ora in vigore, leggi che assieme al dlgs 75\1998 che ha istituito la Zona Franca su tutto il territorio della Sardegna e alla Legge Regionale n. 10\2008 emanata dopo l’entrata in vigore della legge costituzionale n. 3\2001 che ha apportato modifiche al titolo V della Costituzione e la modifica all’art. 114 Cost. dove si prevede che “ La Repubblica e’ costituita dai Comuni, dalle Province , dalle Citta Metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato “,
    e alle ultime delibere emanate dal Presidente Cappellacci, consentono tutt’ora ai Sardi e alla Sardegna di rivendicare oltre il diritto alla zona franca su tutto il territorio dell’Isola ai sensi del
    dlgs 75\98 ( zona franca integrale) ,
    – anche il diritto alla Zona Franca al Consumo , nonche’ i diritti speciali sui beni al consumo riservati ai territori qualificati come “EXTRADOGANALI” in quanto “ ZONE FRANCHE” come precisato dal legislatore all’art. 14 della legge Costituzionale n. 4\1948 e dalla legge 623\1949.
    Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio”

    In più risponderei al grande Economista emigrato Razzu di origine Bocconiano e Neoliberista (e questa gia la dice tutta) riportano parte di un commento:

    “Ma parliamo del problema da lui toccato ovvero la disoccupazione tanto elevata nelle Canarie. Chiaro detta così senza alcun filtro sembra che abbia ragione ovvero dare un dato inconfutabile e paragonarlo immediatamente al sistema economico. E che il signorino ha dimenticato una cosa importantissima e fondamentale nel commentare tale dato ovvero la crescita che le Canarie hanno avuto fino al 2008 e fino alla bolla speculativa spagnola. Ovvero, in parole povere, oggi stanno così perchè ieri sono cresciuti non tanto, ma tantissimo e in più si è messa di mezzo la bolla speculativa immobiliare che ha chiaramente drogato il dato. In più confrontare il sistema economico delle canarie con quello sardo e soprattutto con la nostra posizione è una pazzia. Quindi concludo che il grandissimo economista di sto farebbe bene a starsi zitto e non chiamare la nuova ” di cui è grande lettore” al fine di voler aiutare i suoi compaesani lontani…… oggi come domani di economisti come lui ne abbiamo veramente poco bisogno.”

    Quindi al finale di tutto Cappellacci starà, come dice lei cavalcando l’onda, sta di fatto che voi pur di andargli contro, buttereste vostra madre dal burrone invece di pensare le vere ragioni sociologiche nella ricerca disperata di una soluzione economica che oggi si presenta sotto il nome di Zona Franca.

    • Beh sì, in effetti i termini giuridici sono di competenza della dottoressa Randaccio, come tutti sappiamo. Per il resto registriamo a solita inutile sfoddata di leggi, norme, articoli, squadernati per impressionare il popolo dolente ma non certo chi ha conseguito con un certo successo almeno un diploma di scuola media superiore. A termini di legge, ovviamente.

      • Andrea says:

        Ma veramente la gente si fa imbambolare dalla prima che passa?
        Adesso ci mancava solo la Signora Coriandoli e l’Avv. dei miei stivali! Il gatto e la volpe che, pur di elemosinare un po’ di visibilità, sparano questa cazzata colossale della Zona Franca Integrale per illudere centinaia di poveri cristi che gli stanno dietro. La cosa bella è che hanno un bellissimo modo per confrontarsi: o la pensi come loro, oppure ti scaricano addosso una marea di insulti (essere contrari alla loro idea di “Zona Franca” significa essere “nemici del Popolo Sardo”, “manipolatori delle coscienze”, “pagati dal PD”, “disinformatori”, “polli”, “traditori” e mi fermo qui per amor di patria).

        Si sono addirittura creati un gruppo su FB (“ZonaFranca: I NEMICI”) per “denunciare i fatti e le persone che contrastano la ZONA FRANCA INTEGRALE”. Pubblicano le foto e i nomi di politici, sindacalisti, giornalisti sardi che bisogna -cito testualmente- “sparare”, mandare “AL ROGO” o fargli fare un “bagno in acido solforico”. Praticamente preparano i bersagli. Il fucile, presto o tardi, lo lasceranno impugnare al disperato di turno.

        Mi ricorda molto il clima di odio e discredito che si creò intorno alla figura di Biagi prima che le BR lo ammazzassero. Con la differenza che i brigatisti erano sì terroristi, ma almeno erano persone di cultura. Questi invece sono asini armati “solo” (si fa per dire) di tastiera, connessione a internet e diritto di voto, che ovviamente eserciteranno a sostegno del loro paladino Cappellacci.

        Vito purtroppo la gente crede a tutto. E’ il risultato dell’ignoranza, del rincoglionimento mediatico e della disperazione. E in genere i creduloni si fanno sempre guidare dal gatto e la volpe. Lodandoli incondizionatamente.
        Ma si sa: asinus asinum fricat!

      • roberto says:

        Si peccato che basta andare a cercare i riferimenti normativi e con il suo diploma di scuola media superiore anche lei avrebbe potuto sincerarsi della bontà della battaglia ZFI. Anzi se avesse avuto voglia sarebbe bastato entrare nel sito http://www.zonafrancasardegna.com e non avrebbe neanche faticato a cercare tutte le leggi che vengono giustamente citate dalla Randaccio. Diciamo che invece fa comodo vedere l’articolo come una sfoddata di leggi ( buttandola chiaramente sul ridicolo senza discutere di fatti concreti), tanto a lei fa comodo essere contrario a priori in quanto Cappellacci non è il referente della sua parte politica. Concludo sperando che voglia perdere qualche attimo della sua frenetica vita (in quanto questa non è una battaglia di parte) per verificare fonti, leggi e notizie racchiuse nella risposta della Randaccio. Lasci per un attimo la maglia del giornalista tifoso e dedichi 5 minuti a informarsi sull’argomento come è stato fatto da migliaia di sardi.

        Nb: per aumentare la sua curiosità le allego:
        “d.p.r. n.18 del 18.02.1971 all’art. 2, rubricato “territori doganali e territori extradoganali”, dove il legislatore nazionale affermava, ai commi 4 e 5: “i territori dei comuni di Livigno e di Campione d‘Italia, nonché le acque nazionali del lago di Lugano racchiuse fra la sponda ed il confine politico nel tratto fra Ponte Tresa e Porto Ceresio, non compresi nel territorio doganale, costituiscono i territori extra-doganali. Sono assimilati ai territori extra-doganali i depositi franchi ed i punti franchi di cui agli articoli 5 e 6 del presente decreto nonché le zone franche istituite con leggi speciali, nei limiti indicati nelle leggi medesime””

    • Gianluca says:

      Ma mi posso fidare di chi si firma “dottoressa” e non sa scrivere in italiano? Se utilizza i codici e l’ermeneutica con la stessa disinvoltura della sintassi e della scrittura siamo messi bene.

  16. roberto says:

    Dato che;sei così edotto dimmi qual’è la soluzione per uscire da questa crisi per la Sardegna,e non sto qui a enunciarti tutti i suoi problemi dall’emigrazione all’emarginazione ai suicidi alla disoccupazione e chi più ne ha più ne metta.Tu hai la soluzione dimmela,o quanti anni dovrà stare incazzato!

    • La soluzione? Le soluzioni! Soluzione mica ce n’è una sola! Primo: impedire che il centrodestra rivinca le elezioni, perché i danni che fa il centrodestra non li ha fatti mai nessuno schieramento politico. Secondo: sovranismo, cioè autogoverno della Sardegna, con classi dirigenti che non devono rendere conto all’Italia e alle sue logiche. Terzo: puntare sull’istruzione, far studiare di più e meglio i sardi. E’ l’istruzione la nostra vera emergenza, non la zona franca. La zona franca crea illusioni, non posti di lavoro.

      • Francesco says:

        Impedire che il centrodestra vinca le elezioni ? e questa sarebbe la soluzione?
        Con questa risposta ti riempi di ridicolo, sei un poveretto e tutto quello che scrivi e proponi vale come la lettiera del mio gatto ma studia !
        Forse non hai idea manco di dove hai i piedi, non è certo per colpa di Cappellacci e soci che stiamo andando affondo da 30 anni, perchè sono 30 di declino quello che stiamo vivendo in sardegna, se cambiamo la classe politica ma la struttura pubblica -enti pubblici – gestione pubblica e funzionari rimane la stessa non cambia un piffero!
        La ZFI non è la panacea di tutti i mali ma prima di tutto bisogna ascoltare le autorevoli campane di chi la vuole e chi non la vuole e poi chiedersi , cosa conviene alla Sardegna e ai Sardi ? parlo sia dei cittadini e degli imprenditori.
        Fatti un giro tra chi lavora veramente e vedi che soluzioni ti trova, soluzioni terra terra ma efficaci perché quando stai morendo di sete è l’acqua che ti serve e subito, non costruire tra 30 anni una diga.

        • Ma non facevi prima a scrivere “Vota Cappellacci”?

          • luca melis says:

            Ovviamente occorrerebbe districarsi nel labirito delle norme e delle applicazioni ma credo la questione sia un’altra: pagare tutti meno tasse non porterebbe un gettito fiscale inferiore a quello esistente? E i servizi che invece dovrebbero aumentare (dato l’auspicabile aumento degli investimenti) dovrebbero essere sostenuti dallo stato (che già deve all’isola miliardi per mancata redistribuzione di proventi fiscali)? Non ci sono precedenti assimilabili in Italia e non credo sia utile sovrapporre modelli di altre nazioni alla nostra, altrimenti saremmo già diventati la Germania o il Giappone. Cosa fa pensare che l’autoproclamazione di questo “stato di grazia” cambi improvvisamente le cose? I presunti investimenti che correrebbero a frotte in vista degli sgravi fiscali, ingolositi dalle moderne sovrastrutture e dall’abbondanza di personale qualificato? Proprio vero che al sardo (ma anche all’italiano) piace credere a soluzioni enormi e plateali purché gratuite per tutti piuttosto che accendere il cervello e rimboccarsi le maniche mettendoci ognuno pensieri e fatica. Se i sardi avessero pensato già decenni fa alla loro cultura, avessero difeso il diritto all’istruzione quanto quello all’occupazione, avessero salvaguardato le loro terre con la stessa tenacia con cui invocano adesso l’aiuto di stato forse oggi quest’isola sarebbe un posto migliore. Credo che per una regione, uno stato o anche solo una persona i problemi siano le conseguenze di azioni e le soluzioni inizino dove mutano le azioni. E i sardi mi pare abbiano una proverbiale testardaggine, ahimè.

  17. D’accordo su quasi tutto, Razzu tuttavia non spiega che i dati delle Canarie non sono imputabili alla presenza della zona franca ma a tanti altri fattori, mentre per quanto riguarda la realtà internazionale non è affatto vero che le zone franche siano in difficoltà. In Cina continuano a spuntare come funghi, in Europa vengono ancora proposte mentre Ras Al-Khaimah negli Emirati ha registrato 875 nuove registrazioni d’impresa nel primo semestre 2010, una ZF che esiste da solo 10 anni. Un record. Le generalizzazioni e le interpretazioni parziali non servono mai a stabilire dei modelli univoci, ogni caso dev’essere studiato a se in base alle caratteristiche del territorio e fin’ora questi studi in Sardegna continuano a mancare, solo rimpalli da campagna elettorale. Ci sono centinaia di ZF nel pianeta che funzionano benissimo e non ci sono ragioni per smobilitarle.

    • Se magari restringiamo l’analisi alla comunità europea ragioniamo meglio, benchè sia vero che la crisi delle Canarie sconti altri fattori straordinari.

      • Non solo straordinari, ad esempio la dispersione scolastica nelle Canarie potrebbe avere similitudini col caso Sardo…perché dove non c’è formazione, ci sono solo disoccupazione, emigrazione, o camerieri in conto terzi..questi ultimi aumentano se i grandi nomi del turismo internazionale vanno ad investire in paradisi fiscali… Infatti quando si fa una zona franca bisogna pure capire se serve solo a quelli che arrivano…

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