Politica

Grillo, fascismo puro. Con l’espulsione della Gambaro il M5S imbocca la strada dell’autoritarismo

 

Se la democrazia parlamentare fosse una questione privata, di stretta pertinenza dei partiti e dei loro leader, allora la vicenda dell’espulsione dal Movimento Cinque Stelle della senatrice Adele Gambaro sarebbe un fatto marginale, da riportare in una “breve” in una pagina qualunque di un qualunque giornale: fatti loro, il paese ha altro a cui pensare.

In realtà ciò che è successo oggi interessa tutti e non solo i militanti grillini, ed il motivo è molto semplice. Ciò che avviene in parlamento condiziona sempre e comunque la vita di tutti, del nostro modo di pensare, e incide sulla scala di valori che l’opinione pubblica poi utilizza per valutare questioni che apparentemente con la politica non hanno nulla a che fare.

L’espulsione della Gambaro, rea di avere liberamente espresso in tv il suo severo parere contro Beppe Grillo (accusato di aver contribuito con le sue “sparate” antiparlamentari alla débacle elettorale del M5S alle recenti amministrative, accusa peraltro pertinente), determina un netto arretramento della nostra democrazia, e riporta al centro della scena italiana il concetto di autoritarismo, cioè (come ci spiega il vocabolario) di una “degenerazione in senso antidemocratico dell’autorità”. Non un suo surrogato (perché che da sempre l’autoritarismo è la tentazione di chi fa politica) ma proprio la volontà dei leader di prevaricare in maniera spudorata e violenta nei confronti di un militante o (cosa assai grave), addirittura di un parlamentare.

Quello di Grillo e dei suoi seguaci è stato, tecnicamente, un atto di puro stampo fascista.

Adesso, dopo la vergognosa espulsione della Gambaro, in tanti altri ambiti della nostra quotidianità potrà essere ritenuta una pratica democratica quella di ridurre al silenzio e allontanare chi osa dissentire dal capo. Grillo farà presto scuola, così come ha fatto scuola Berlusconi con le sue soubrette portare nelle assemblee elettive, le sue leggi ad personam, i suoi affari spudorati. Da domani, grazie a Beppe Grillo e ai suoi fanatici seguaci, restringere la libertà di opinione e di pensiero, la libertà di esprimere liberamente le proprie critiche in pubblico contro chi è più potente di noi, potrà essere ritenuto “un fatto lesivo” dell’autorità in qualsiasi modo definita e costituita.

Questo è fascismo.

Il parlamento non è solo lo specchio del paese ma anche una sorta di teatro dove nuove dinamiche e nuove simbologie vengono praticate e proposte all’opinione pubblica. L’espulsione della Gambaro è dunque un fatto gravissimo che rischia di devastare ulteriormente un paese che da anni cerca di ritrovare una normale dialettica politica.

Grillo ancora una volta si è mostrato per quello che è sempre stato: un criptofascista, circondato da yes man adoranti, persone dalla scarsissima preparazione politica, incapaci di qualunque senso critico. Ieri, mentre il gruppo alla Camera del M5S attaccava vergognosamente su Facebook la propria deputata Paola Pinna, il senatore sardo Roberto Cotti ci informava che “in merito al nuovo modello di difesa europeo” bisognava “ascoltare anche i nonviolenti”. Ogni commento è superfluo.

La democrazia non tollera l’autoritarismo, non può consentire alcuna limitazione nella manifestazione del pensiero e delle opinioni. Per questo per me tra Berlusconi che riduce al silenzio Enzo Biagi e Beppe Grillo zittisce ed espelle una sua parlamentare non c’è nessuna differenza, ma proprio nessuna. Anzi, ormai mi fa più paura Grillo. Ma molta di più.

Post scriptum
Per anni abbiamo preteso che anche l’ultimo consigliere circoscrizionale di Forza Italia prendesse le distanze dalle follie di Berlusconi, e ci siamo scandalizzati quando questo non avveniva. Ma ora perché non chiedere pubblicamente ai parlamentari sardi del M5S di dare una valutazione di questa espulsione? E perché non chiederla anche al neo sindaco di Assemini? Cosa ne pensate, cari amici grillini rappresentanti delle istituzioni? Anche voi siete pronti ad usare con chi lavora con voi lo stesso metro di valutazione che Grillo ha utilizzato con la Gambaro? Attendo fiducioso.

 

65 Commenti

  1. Vito, non dici nulla sui tentativi agostani di manomettere l’art. 138 della Costituzione? Penso che chiunque abbia il timore di nuovi fascismi prossimi venturi, come quelli da te manifestati in questo articolo, dovrebbe preoccuparsi non poco.
    Anche se la manomissione non l’ha sta portando avanti il M5S ma il PD/L.
    Sempre che non sia un gridare al fascismo a gettone…

    • Guarda, me ne parlava proprio ieri il mio amico Pino, non ne sapevo nulla e sono rimasto a bocca aperta! Ora mi manda qualche elemento in più e stai sicuro che non farò finta di nulla. Ridurre i tempi di approvazione di una modifica costituzionale (da tre mesi ad uno solo) non è accettabile.

      • @vito
        parole di una collega dell’ufficio legale:
        “vogliono arrivare a poter modificare le norme/principi costituzionali come fossero dei decreti legge, senza alcuna maggioranza qualificata. Molto pericoloso.
        consideriamo inoltre che la qualità della legiferazione si è oltremodo deteriorata, le leggi recenti sono malscritte e ombrose e traspirano poca conoscenza delle materie su cui interviene gettando nello sconforto i veri destinatari di quelle norme; ecco, immaginiamo ora quel legislatore maldestro che modifica un principio costituzionale. Brividi.
        e soprattutto,se si scardina il meccanismo di modifica e revisione costituzionale, si apre la porta a facili emendamenti, da applicarsi come fossero decreti legge o decreti legislativi!
        Calamandrei si rivolta nella tomba.”

        @juri
        quando hai scritto “l’ha” è scoppiato un incendio nell’accademia della crusca. stanno ancora combattendo con le fiamme.

  2. Marcello says:

    Spero che qualcuno ieri abbia visto lo speciale andato in onda su rai edu sull’operazione blue moon con la quale chiaramente è stato spiegato come in Italia e in altri paesi occidentali sia stato mantenuto a qualunque costo l’ordine costituito: le opposizioni vanno annientate e annichilite (ripeto a qualunque costo) e chi opera nell’ombra non lo fa seguendo i principi cavallereschi e democratici della pseudo costituzione più bella del mondo tanto vantata da taluni, che tra l’altro é quotidianamente non rispettata dagli stessi rappresentanti dello Stato e dagli organi di garanzia costituzionale. Qui c’è un articolo che ne parla: http://www.contropiano.org/cultura/item/7842

    Se nei mesi scorsi, gli attacchi intimidatori, distruttivi della vita personale, subiti dai parlamentari del movimento 5 stelle fossero stati subiti dai partiti liquidi e collusivi che sono il Pd e Pdl si sarebbe gridato allo scandalo e invece tutto ciò è potuto avvenire nell’indifferenza dei rappresentanti dello Stato e dei tromboni cosiddetti democratici.

    E’ successo anche in Sardegna con i movimenti indipendentisti e succederà ancora finchè non ci daremo un ordine statuale nuovo e costruiremo una democrazia vera in Sardegna che per ragioni strutturali e storiche non può essere legata a dinamiche decise altrove.

    Cercate di guardare i fatti con una visione più ampia e senza scherzare sulle tragedie, “Questo non è un paese per Gambaro”.

  3. Marcello says:

    Mentre gli imprenditori delle loro città si suicidano, i tromboni panciapiena del politically correct, dello scoop e della gazzosa mediatica che galleggiano nel fallimento dei partiti italiani non muovono un dito sulla tastiera per questa porcheria http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/26/f35-passa-mozione-di-maggioranza-381-si-bocciato-testo-sel-m5s/638308/ che riguarda anche la Sardegna e il futuro con la quale é costretta a convivere anche per colpa loro.

    • E, oltre alla dilapidazione di soldi pubblici, siamo pure davanti ad una evidente usurpazione delle prerogative del Parlamento.
      Ma l’importante è che non abbiano detto né parolacce, né usato parole sconvenientemente forti. Anzi, il ministro Mauro ha persino parlato di pace, per spiegare la decisione del governo, e dunque la Grande Stampa può riprendere serenamente a dedicarsi alla celebrazione dei dissidenti del M5S e a etichettare il movimento come fascista.

      • Neo Anderthal says:

        E le Foibe, dico, vogliamo ignorare?

        • Sarebbe molto più d’attualità parlare delle manovre per aggirare l’art, 138 delle Costituzione, magari. E anche molto più pertinente a un posto che grida al ritorno del fascismo.

  4. Marco Mereu says:

    I fascismi non si riconoscono! Nella loro forma embrionale, nella fase in cui cercano il consenso popolare, sono sempre ben camuffati, solo chi possiede una memoria attenta riesce ad intravederli dietro quella loro innocua maschera “comica”. Nel film “Il Grande Dittatore”, Chaplin non ci mostra una caricatura di Hitler e Mussolini, li mostra cosi come appaiono realmente. Il suo scopo è quello di farci riflettere e di porci una domanda immediata: chi l’avrebbe mai detto che due cosi …………… con quei baffetti cosi carini……………. Fino a qualche anno fa seguivo con molto interesse gli spettacoli di Grillo, in particolare quelli contro il sistema consumistico “usa e getta”, ambientalmente insostenibile, ed entravo spesso nel suo blog. Cinque anni fa circa girovagando su youtube mi sono imbattuto in un suo vecchio spettacolo, forse del 2001 trasmesso allora su Tele+, in cui Grillo diceva di essere contro la memoria, in quanto causa di guerre e conflitti. Le persone presenti allo spettacolo chiaramente ridevano, ma riflettendoci, allora come oggi, non riuscivo a capirne la comicità; e poi perché la memoria, perché non la stupidità umana o peggio la sete di potere o l’avidità? Era una provocazione dirà qualcuno, però, aggiungo io, senza senso e un po’ fascista.

  5. Ragusa, un’iscritta PD si rifiuta di votare il candidato PD (fino a poco tempo fa vicesindaco UDC) e viene fatta “decadere d’ufficio” dal PD medesimo. Caro Vito, urge altro articolo per denunciare l’esplodere del fascismo anche nell’estremo sud-est della Trinacria.

    http://gek60.altervista.org/2013/06/valentina-spata-pd-espulsa-ha-annunciato-di-votare-5-stelle-e-non-il-candidato-ex-centrodestra-del-proprio-partito/

    p.s. pare che la Grande Stampa abbia ignorato al notizia. Pare che, a parti invertite (M5S che espelle un’iscritta), quella stessa Grande Stampa avrebbe sparato la notizia in prima pagina e nei titoli dei TG e la ragazza sarebbe istantaneamente diventata una star.

    • Se per te un’iscritta di Ragusa è come una senatrice della Repubblica hai scarse conoscenze sia di diritto che di giornalismo. Sei un grillino perfetto, insomma.

      • Capisco la tua stizza, che ti porta, molto a vanvera, a darmi del grillino ignorante: è come se io scrivessi che tu sei il portavoce del PD imbeccato dai vertici, una scemenza appunto…
        Ma, se leggi bene, evidenziavo proprio come a parti invertite (il M5S che espelle), anche il più oscuro esponente locale sarebbe stato trasformato, dalla Grande Stampa, in una star mediatica. È già successo tantissime volte, non ti ricordi i consiglieri comunali emiliani grillini inseguiti dalle TV e dai giornalisti dell’intero stivale non appena rompevano con Grillo?
        Eppoi la difesa di un principio fondamentale, come quello della libertà di parola, che tanto calorosamente hai difeso nel caso della Gambaro, non dovrebbe certo dipendere dal soggetto che è stato vittima di una sua presunta compressione. Anzi, ti dirò di più. Una senatrice ha una forza, anche mediatica, enormemente superiore di una sconosciuta iscritta di provincia, ma questo dovrebbe rendere l’espulsione di quest’ultima ancor più odiosa e censurabile. E invece, per te, siccome è solo un’iscritta di Ragusa, chi se ne frega. Mah..

        • Neo Anderthal says:

          Tra il caso che rappresenti (quello della militante democratica ragusana Valentina Spata) e quello della senatrice pentastellata Adele Gambaro ci sono delle differenze che non possono che essere sottolineate: la signora Spata non è neanche stata espulsa, ma è considerata automaticamente, a norma di statuto, decaduta dall’anagrafe degli iscritti avendo fatto esplicita dichiarazione di voto contro il candidato espresso dal partito, mentre la Gambaro è stata sottoposta prima ad un umiliante e grottesco processino -previa lapidazione via social network- e poi espulsa due volte: prima dal gruppo parlamentare o per meglio dire dalla sua maggioranza relativa, e poi da uno sparuto plotone di aficionados del Sacro Blog, riuniti virtualmente dalle 11 alle 17 del 19 giugno.
          Detto che gli automatismi del genere “ti sei messa fuori dal partito” per me non hanno senso e sono l’effetto di una distorsione cavillosa degli statuti associativi, mi sembra che tra i due episodi ci siano differenze sostanziali: mentre una è una militante di base, l’altra è una rappresentante del popolo -bada, del popolo italiano, non del Signor Beppe Grillo-
          Per una parrebbe essersi applicata una norma preesistente, per l’altra si è accondisceso all’umore dell’iracondo ortottero ligure.
          A dimostrare il fatto che si tratta di una alzata di ingegno -o magari dei classici 5 minuti- di Grillo è proprio il fatto che una analoga “pena” non è stata inflitta alla deputata cittadina (di Quartucciu) Paola Pinna, che pure si è espressa in termini analoghi alla Gambaro e ha censurato anche la ridicola -o drammatica, ma siamo sempre nel campo dello spettacolo- procedura adottata per il caso. Grillo in persona le ha paternamente telefonato, lei ha confidato il suo malessere e Grillo, che ha avvertito l’impopolarità della censura adottata, ha generosamente perdonato. Commovente.
          Per sintetizzare: per una (la Spata) si è creata una situazione di incompatibilità “automatica”, e probabilmente suscettibile di analisi da parte di ulteriori organismi di garanzia competenti, ma a norma di un qualche statuto, per l’altra (la Gambaro) quello che ha agito è il malumore del Capo e la logica acquiescente del “mob”, senza norme, senza statuti, senza istanze di garanzia.
          A patto di non essere molto ignari degli usi democratici -non senso del partito, ma nel senso dei princìpi- o davvero volenterosamente invulnerabili all’evidenza, non si vede come i due episodi possano essere posti su uno stesso piano.

          P.S.
          Premesso che pur non conoscendo praticamente nulla della questione locale, molto probabilmente se mi trovassi a Ragusa, la mia scelta per il candidato “di centro sinistra” non sarebbe per nulla scontata, pur essendo convintamente un elettore dello schieramento, come non sarebbe stata scontata a Napoli o a Palermo. Per quello che leggo la Spata ha ragioni decisamente forti, per essere in dissenso e spero e mi auguro che la questione possa essere risolta, per il bene dello stesso PD.

          • Guardate che quanto affermo prescinde totalmente dal merito delle due vicende, almeno in questo ultimo scambio. Sto sottolineando – pensavo fosse chiaro – il grottesco sdoppiamento della stampa italiana “mainstrem” (come usa dire oggi, per indicare quella ortodossa e conformista che ha come editori grandi gruppi industriali: il 90% della stampa italiana, come ho detto), che ha ignorato o quasi questo caso mentre ha assurto ad autentiche celebrità nazionale sconosciuti consiglieri comunali non appena sono tornati utili alla battaglia anti M5S. Se la signora Spata fosse stata del M5S e avesse subito “la decadenza” dal movimento, oggi sarebbe inseguita da telecamere e taccuini e il suo caso oggetto di pensosissimi editoriali molto allarmati per un’epurazione profondamente anti-democratica.
            Sul merito, dico solo una cosa. Cosa c’è di democratico in un partito “democratico” che candida un vecchio arnese UDC già referente di Toto Cuffaro e poi fa “decadere automaticamente” i propri iscritti che dopo essersi tappati naso e bocca per troppo tempo, ora soffocano e si rifiutano di continuare a votare gli impresentabili che gli vengono “somministrati” dai vertici del partito e osano farlo sapere? Ma davvero vi basta far rientrare il tutto in una qualche forma (statuto, commissioni c.d. di garanzia, organismi farsa, come sapete benissimo anche voi…) per mettervi in pace? Ma davvero?

            p.s. la Gambaro certo che è rappresentante del popolo e infatti siede ancora in Parlamento nel pieno delle sue prerogative, senza alcuna limitazione. E ci mancherebbe pure!

            • Neo Anderthal says:

              Che il PD sia un coacervo di contraddizioni non lo scopriamo ora, tanto è vero che nessuno batte i tacchi, quando il Leader Ordina, non ti pare? Il PD siciliano, dedito alle manovre fino al punto di imbarcare come candidato un esponente “cuffariano” e giustamente punito nelle urne anche e non secondariamente dai propri elettori, non fa eccezione.
              La “esclusione” -non la estromissione dopo un processo farsa- di una militante è frutto di un automatismo, e resta da vedere se sarà applicata in concreto, io credo e spero di no.
              La Gambaro è stata buttata fuori perché si è permessa di criticare, su pure questioni di metodo, il Capo.
              “Non vale nulla”, disse Egli, e sembra di sentire Don Rodrigo: “escimi di tra’piedi…” e i bravi Cittadini eseguono.

  6. Dai vito, anche tu esageri… il fascismo sappiamo cosa ha fatto e come è andata; il M5S ha un grosso problema che è quello di non poter criticare il leader…cosa che mi fa schifo… nel fascismo, criticare il leader significava finire in galera e prendere botte e sangue… non mi pare che si possa fare questo confronto, che trovo assolutamente esagerato, se non fuori luogo. A me preoccupa anche il fatto che attualmente il PD, il partito in cui sei militante, sia il più grande alleato di Silvio berlusconi, ed in italia sappiamo tutti cosa hanno fatto esponenti del PD con i soldi pubblici…oppure dobbiamo dimenticarci che la merda che ogni giorno viviamo sia solo colpa di Silvio?? non discostarsi da questi personaggi, ma anzi farci affari, (loro che veri fascisti sono) mi pare che significhi legittimare quello che Silvio ha fatto.

    • “Pd, partito di cui sei militante”? Ho la tessera del Pd? Partecipo alle riunioni del Pd?? Ma stai scherzando, od amico?

      • Sei un sostenitore del PD sfegatato. A qualunque costo e costi quel che costi.
        Qualunque boiata fatta dal PD la denunci per poi sostenerlo perchè alla fin fine è sempre il PD: che vuoi far vincere il Fascismo di Grillo e Berlusconi ?
        Quindi dacci oggi la nostra palata di letame sul M5S e anche sul povero sindaco di Assemini che ne ha di gatte da pelare con i problemi lasciati dai vecchi sindaci, altrochè chiedere se si dissocia o non si dissocia da Grillo o dalla Gambaro.
        eh

  7. a Carlo Murtas : mi-ti ripeterei, se lasciassi un commento, perchè concordo in toto su quanto tu scrivi.”decisione sciocca ed autolesionista” è quanto mi sento di ripetere.Sbaglio che si aggiunge a SBAGLI ( vedi l’atteggiamento nei confronti di Stefano Rodotà 🙁 Ma sono certa che VITO, da persona intelligente, colta e profonda quale è conosce bene il FASCISMO,cioè la forma biega e autoritaria che ha espresso.Ma anche le purghe Staliniane non sono meno bieche ed autoritarie, e..dalla Primavera di Praga sino al Dittatore della Corea del Nord, per non perdermi in troppi meandri geografici non mi pare si possa parlare di LIBERA ESPRESSIONE! Quanto alla vergognosa situazione della coalizione Pd – Pdl, non ci è stata forse imposta? E dalle larghe Intese non stiamo forse passando alle larghissime CONTESE ?!? Non vedo segni di Democrazia in tutto questo Minestrone, ma solo la Confusione che genera in noi, Impotenti cittadini, che ci siamo appoggiati ad un’Illusione ( e vorrei precisare che non ho votato per Grillo!):quella che in questa Italia ci fosse qualche sussulto di dignità.Parola che ormai è obsoleta..e rara ! Marlene Carboni

  8. Mah, secondo me è stato solo un pessimo atto politico. Trovo tecnicamente più fascista che ci sia stato imposto un governo (al riguardo ricordo la minaccia di Boccia, spalleggiato da Zanda “chi non vota la fiducia è fuori”) che nessuno ha votato e che la gran parte dei cittadini rigettava. La legittimità delle istituzioni, così spesso rivendicata da chi è al timone, è oramai diventato il paravento entro cui i maggiorenti di pd e pdl continuano a fare i propri porci comodi. Non è che se Grillo sbraita e Letta sorride, le oliate di ricino che ci riversa quest’ultimo con la sua composita banda mi siano meno indigeste, anzi.

    • Sono d’accordo, l’espulsione è opinabile ma rientra nel rango degli atti politici ordinari e non certo delle svolte fasciste o amenità del genere. E trovo indecoroso, per non dire altro, che la stampa ortodossa e conformista (ossia il 90% ), cieca (anzi complice) davanti a 20 anni di brutale svuotamento della democrazia (azione, questa sì, riconducibile a fenomeni di “fascistizzazione”), ora riscopra – ma solo nei confronti del M5S – un rigore critico che se fosse stato applicato nei confronti di tutte le forze politiche non ci saremmo mai ritrovati con la peggiore partitocrazia dell’occidente.
      Rispetto a quanto dice Mark, evidenzio un altro aspetto che a me pare davvero grave. E cioè: alla Camera il partito più votato è stato il M5S (25,55% contro il 25,42% del PD), che però ha poco più di un terzo (108) dei deputati del PD (292, !!). Questo ribaltamento è stato possibile grazie al premio di maggioranza, di cui il PD ha usufruito grazie all’alleanza con SEL. Poi, però, il PD ha subito “mollato” SEL e la maggioranza l’ha fatta con il PDL!! Dunque, ha usato i seggi ottenuti “in nome” di un’alleanza con un partito di sinistra per poi fare un Governo con la forza politica contro la quale il PD aveva basato la campagna elettorale. Cosa c’entra in tutto questo la volontà popolare è un mistero.
      Però, a quanto ci raccontano i terrorizzati da Grillo, possiamo dormire sonni tranquilli, perché la forma è salva, Letta parla bene e anche se al primo provvedimento “serio” del Governo espropria il Parlamento della sua funzione (imponendo la fiducia), non scriverà mai un articolo sguaiato per denunciare che il parlamento è morto. Cosa vogliamo di più?

    • Neo Anderthal says:

      Il senatore Ignazio Marino, prossimo alle dimissioni dal senato, attuale Sindaco di Roma ed esponente del PD -fino a concorrere per l’elezione a segretario, vorrei ricordare- non ha votato al fiducia, come è noto ed acclarato.
      Risulta qualche sanzione?

      • New Entry says:

        No, solo molta confusione per gli elettori.

        • Neo Anderthal says:

          Quella che chiami “confusione” altro non è che dialettica democratica. Che è cosa diversa dal battere i tacchi davanti agli ordini del Capo.
          Un piccolo esempio, per restare a Roma e al Sindaco Marino.
          L’offerta di entrare nella giunta capitolina fatta da Marino al M5S è stata approvata “dalla rete”, ma bloccata dal capo.
          Alla faccia dell’Uno vale Uno.
          Per chi non si vuole tappare gli occhi è chiaro che l’uno in questione è uno solo, Grillo e gli altri si accodino dietro nel ruolo degli zero, come nella poesia di Trilussa…
          http://www.romasparita.eu/storia-cultura/361-luno-e-lo-zero

          • New Entry says:

            Trilussa! 😀

            Comunque ci sono infiniti spazi di discussione per alimentare la dialettica democratica, ma un partito, o un movimento, deve sempre discutere all’interno del programma per il quale è stato votato. Per il momento il M5S dimostra coerenza con il suo, Invece il giochetto del PD di essere tutto e il contrario di tutto (forse per raccattare voti dove può) a me personalmente non soddisfa, E’ un mio punto di vista naturalmente,

            Comunque il tuo commento mi ha fatto tornare in mente come è stata presa in considerazione dai vertici del partito la volontà espressa con le primarie sarde del PD, davvero una grande prova di democrazia!

            • Neo Anderthal says:

              Non devi faticare a convincermi: non li ho votati e non li voto, in genere. Ma se parliamo di primarie, dico, vogliamo parlare delle “parlamentarie” di Grillo?
              Daiiii….

  9. New Entry says:

    Non mi sembra che in parlamento i 5 stelle parlino solo di scontrini, tanto che per il loro “ostruzionismo” si rende necessario un voto di fiducia. Sinceramente, ben venga parlare di questa espulsione, ma ci sarebbero comportamenti del Governo ben più interessanti da esaminare (tra l’altro Letta adesso sostiene che la legge elettorale non sia poi così urgente!). Ne vogliamo parlare? E’ forse democratico disattendere completamente il voto degli elettori? E’ così detestabile invece cercare,anche in modo un po’ scomposto, di mantenersi il più possibile vicini alla linea per la quale si è stati eletti? E’ peggio un’inesperienza manifesta o una “furberia” strisciante (e reiterata)? Altrimenti non esistono più scale di valori!

    • Neo Anderthal says:

      Non mi pare proprio che l’espulsione della senatrice Gambaro -salutata dai più forsennati attivisti a 5 stelle con inni e peana dedicati alle supreme virtù della epurazione- possa rientrare nel campo della “inesperienza manifesta”, dato che il MoVimento è guidato con imperiosa voce, anche in queste peristalsi depuratorie, da un settantenne.
      E se un settantenne non ha almeno l’esperienza necessaria a capire che il delitto di Lesa Maestà è un retaggio dell’ancìen régime, e non una manifestazione di democrazia dal basso, e che è in sostanza un bell’autogol, allora il pur aitante vegliardo ha capito ancora poco del mondo e della vita, non solo politica.
      Ha davvero il sapore della beffa sentire i 5 stelle lamentarsi del (pessimo!) governissimo Letta-Alfano, quando non si è voluto fare nulla per costruire una possibile alternativa, nemmeno “vedere il bluff” che si imputa a Bersani, nemmeno controproporre un nome, uno qualunque.

      • New Entry says:

        I 5 stelle la loro alternativa la stanno costruendo. Poi c’è chi la rifiuta con onestà intellettuale, chi non la capisce e chi fa finta di non vederla.

        • Neo Anderthal says:

          A non capirla più -o magari ad averla capita davvero, svanito il vapore delle plaudenti adunate di massa- pare siano la gran massa degli elettori che a febbraio votarono 5 stelle e che alla prima occasione utile hanno smesso, e anche qualcuno dei Cittadini eletti, pare.
          Personalmente io non la vedo, e non faccio finta. Vedo come Grillo in persona sta agendo in modo da frustrare quelli che nel M5S hanno davvero creduto che si potesse discutere e decidere “dal basso”, e che si sono trovati a dover scegliere tra applaudire o uscire dal teatro.

          • New Entry says:

            O che fanno fatica a capire che, se esiste un progetto di cui si deve rendere conto agli elettori, esistono precisi doveri di coerenza con esso. Ed è al suo interno che si devono muovere le proposte, Per tutto il resto esistono infiniti spazi alternativi, che nessuno gli preclude.

  10. Critico says:

    Biolchini, il PD ti fa male! Ma forse ti candidano lo stesso alle prossime elezioni regionali, tieni duro!
    A proposito di fascismo, vogliamo parlare della proposta di legge presentata circa un mese fa dal magico duo Zanda-Finocchiaro? A, no! Quelli sono del PD, e quindi “democratici”!

    • Si si, mi candido col pd!

      • Critico says:

        Bravo! Ma della proposta di legge, questa si fascista, presentata da Zanda-Finocchiaro non ne parli? E non parli nemmeno di tutte le altre porcate di questo pseudo-governo?
        No, eh! E poi osi definirti giornalista? Mah!

        • senzasenso says:

          Apriti un blog e parlane tu. Nei blog si dovrebbe rispondere nel merito del post pubblicato dal blogger.

          E come se io volessi imporre a Grillo nel suo blog di parlare del processo in cui è stato condannato per omicidio colposo . L’unica differenza è che se provo a scrivere nel blog di Grillo
          “Bravo, Ma invece di parlare contro la Gabanelli parla della tua condanna…..” vengo bannato a vita.

  11. Neo Anderthal says:

    Vito, su un punto dissento decisamente.
    Il paragone col fascismo in questo caso mi sembra improprio, perché la similitudine è a mio avviso più vicina -nel tempo- e più lontana -geograficamente-.
    Si tratta secondo me della riproposizione (che come da manuale, essendo stata tragedia la prima volta, ora si presenta come farsa) dei processi pubblici ai “nemici del popolo” fatti dalle Guardie Rosse nell’infausto periodo della cosiddetta “Rivoluzione Culturale Cinese”.
    Come allora il Grande Timoniere non può essere criticato: chi osa sarà trascinato verso la gogna dalle Avanguardie Popolari, e giustamente invitato a fare pubblica ammenda e a chiedere perdono. Solo il Capo potrebbe essere clemente, e non vuole.
    Nel frattempo le nuove guardie rosse a 5 stelle sventolano il tablet rosso, fermo sulla pagina del Grande e Sacro Blog della liberazione universale, quella del Bep-Tze-Tung Pensiero.
    E chi ha opinioni diverse è un venduto, un traditore, un servo del Nemico che accerchia e reprime il Grande Movimento e il suo Capo: quello che solo sa, vede e si/ci dirige verso ciò che è Giusto, Buono, Necessario e Santo.
    Naturalmente -e aggiungo per fortuna- la farsa è incruenta, ma i meccanismi di “mob”, con tutti contro uno quando il Capo dà il via, non sono diversi.
    A questi esiti portano le strutture basate sullo schema Profeta/seguaci e le spinte settarie -come le attese miracolistiche- del genere di quelle che si possono catalizzare intorno a un personaggio più che discutibile come il Gabibbo 2.0, folgorato sulla via del web in discreto ritardo, ma pronto a lanciarsi nella crociata contro Tutti -chiunque provi ad interessarsi di politica e a non essere d’accordo con Lui su qualche punto è svillaneggiato e deriso, dal Capo o dai fedeli- in nome della visione futuribile indicata dal visionario Casaleggio.
    E attenzione ce n’è davvero per tutti, anche per il già sostenitore Flores D’Arcais -elegantemente chiamato “portasfiga d’annata”.
    Tutto questo mentre i problemi dell’Italia, ma soprattutto delle classi popolari si vanno facendo sempre più pesanti e difficili -e non faccio l’elenco, lo conosciamo tutti-
    Mi chiedo solo se gli entusiasti elettori del Sulcis saranno davvero contenti del fatto che i principali argomenti che impegnano i “cittadini” in parlamento siano di questo genere, riferiti a sé stessi, incuranti di quello che conta ma impegnati a contare scontrini.
    ma in fondo non c’è da meravigliarsi, è un movimento ad alta caratura spettacolare, e fa spettacolo, immagine, agitazione. E in fondo non sfugge a qualcuna delle meno simpatiche caratteristiche di buona parte della “gente di spettacolo”, occuparsi di sé stessa, della “bella figura” che può fare, e fottersene del resto.

    P.S. Messora è un giornalista? DAVVERO?

  12. New Entry says:

    Sul piano formale personalmente non trovo semplice farmi un’idea in proposito, perchè non riesco a capire bene le motivazioni dell’espulsione. Se è stata cagionata dai contenuti dell’intervista allora non ritengo ci fossero gli estremi, se dipende dal fatto di aver rilasciato un’intervista dopo che il gruppo aveva valutato un’altra linea di condotta, come sembra far capire il primo intervistato nel seguente video, allora se ne può discutere (avendo lei preso preciso impegno di seguire le decisioni della maggioranza del gruppo):

    http://www.youtube.com/watch?v=SvJgVV5ppYY

    Avrei preferito una maggiore informazione e un tempo più lungo di riflessione prima della votazione, perchè così secondo me lascia un po’ il tempo che trova, è solo di pancia e non di testa, il che è solo un danno.

    • Le motivazioni sono semplici.
      La Gambaro ha esplicitato una posizione di conflitto col gruppo del M5s, in un modo talmente palese, evidente, da posizionarsi automaticamente all’esterno di esso, usando le motivazioni avanzate in quella intervista come pretesto.
      Atteggiamento distruttivo.
      Quella intervista arriva dopo una riunione in cui il gruppo aveva deciso di sbrogliare tutti i conflitti interni in lunghe assemblee, evitando quindi di dare in pasto ai diversi corvi che popolano le redazioni il loro piatto preferito: una qualche notizia di conflitto da approfondire e rilanciare e amplificare in modo compulsivo, per creare un “caso” con cui vendere qualche copia in più.
      Puntuale, dopo che è stata presa questa decisione, la Gambaro va a dichiarare quanto riportato nel video.
      Questa è la realtà.
      La mossa è talmente evidente e talmente eloquente, da apparire come una precisa richiesta di espulsione.
      Accontentata.
      Tutte le altre ricostruzioni che si leggono sono davvero ridicole e rivelano – quando non una intenzione diffamatoria – per lo meno una profonda ignoranza riguardo quanto concerne il M5s e il lavoro che stanno facendo in Parlamento.
      Riguardo invece gli accadimenti ultimi, con le ulteriori trasmigrazioni verso il gruppo misto.
      Si è avanzata l’ipotesi di un lavoro sotterraneo del Pd, in particolare dell’area di riferimento di Bersani, con Barca, Civati e compagnia bella, che mira a destabilizzare il Governo attuale, per riuscire a staccarsi da Berlusconi e governare da soli, utilizzando le defezioni del M5s al Senato e Sel.
      Riguardo la tua ultima, comprensibile richiesta.
      C’è anche stata una discussione accesa riguardo la proposta di espulsione della Gambaro, all’interno del gruppo parlamentare. Bisogna avere la pazienza di approfondire da soli, perché i corvi di cui sopra, queste informazioni le filtrano sistematicamente. Si è discussa l’opportunità dell’espulsione perché sapevano che avrebbe suscitato clamore mediatico, subito sfruttato così come poi abbiamo visto. L’alternativa era quella di tenersela in casa con la prospettiva che si sarebbe allontanata come stanno facendo adesso gli altri.
      Io propendevo per questa seconda scelta: sarebbe stata meno traumatica.
      La decisione comunque non è stata presa di pancia.

  13. Carlo Murtas says:

    Non so se sia il caso di scomodare il Fascismo per l’espulsione della senatrice in polemica diretta col capo che non tollera critiche al suo operato, visto che si tratta soprattutto di un atto veramente stupido ed autolesionista; in ogni caso il Movimento 5 Stelle, visto che si propone come un modello di democrazia patecipata, in alternativa ai partiti PD e PDL blindati ed inaccessibili, deve una volta per tutte affrontare seriamente il problema del legittimo esercizio del dissenso interno rispetto alla linea data dal leader carismatico, sempre che voglia continuare a connotarsi come un movimento a forma democratica.
    Anche se è vero che questa prima generazione di parlamentari grillini deve elettoralmente tutto al demiurgico laeder che li ha plasmati quasi dal nulla, Grillo deve pur capire di avere a che fare con esseri pensanti; quindi, se qualcuno, come la senatrice scioccamente espulsa, vuole, utilizzando correttamente gli strumenti della dialettica democratica, fare le scarpe al leader del quale non condivide più la linea, nel senso di tentare di far diventare la sua opinione, da minoritaria a maggioritaria, conquistando il resto del movimento, Grillo e i parlamentari che ne seguono la linea, non devono averne paura; se sono convinti, come sono, della bontà della linea politica seguita, devono giustamente insistere ad affermarla con ancor più fermezza, ma adoperando argomentazioni persuasive in un libero confronto tra eguali e non lanciando anatemi come se fosse stata violata un’ortodossia sacra ed inviolabile; è con il rispetto della minoranza e l’accettazione che questa possa a sua volta diventare maggioranza che funziona la democrazia, altrimenti si scade nel peggiore settarismo e si scredita il pur prezioso lavoro fatto finora dal movimento; l’espulsione in ogni caso ha servito sul piatto d’argento alla tutt’altro che sprovveduta senatrice, un’amplificazione della visibilità ricercata con le sue esternazioni, trasformandola da semplice dissidente rispetto alla linea ufficiale in una “martire” della democrazia.

  14. francu says:

    questi del movimento 5 stelle sono dei dilettanti. Ai tempi gloriosi del centralismo democratico il reo non si sognava manco di pensare ad una critica e nel caso sarebbe stato costretto all’autocritica. Baffone li avrebbe epurati anche fisicamente facendo seguito allla massima che il partito che si epura si rafforza. Questi sono 4 scalzacani vegani, scimprusu de pirri (o quartucciu) che come ho da tempo pronosticato appena anti biu su dinau si funti ammacchiausu e ora sono pronti a mollare grillo per la zolfa o a essere suoi zerbini.

  15. Analisi superficiale e grossolana.
    Nel gruppo parlamentare ci sono diversi parlamentari che hanno la stessa idea della Gambaro.
    Uno in particolare, Aris Prodani, ha detto esattamente la stessa cosa. Hai sentito parlare di scomuniche verso Aris Prodani? Epurazioni? Eliminazione del dissenso?
    Niente di tutto questo.
    Lo sai perché? Credo di no.
    Perché il modo in cui si propone una discussione, o si afferma il dissenso, conta molto.
    Prodani ha proposto la questione nelle assemblee che – tutti i giorni – i parlamentari fanno dopo il lavoro nelle camere. Ne hanno discusso e c’è stato un risultato: la strategia comunicativa è variata, c’è una maggiore presenza in tv in trasmissioni di approfondimento giornalistico.
    In queste si usano toni pacati, argomentativi, polically correct.
    La Gambaro non ha mai espresso la questione in tale modo, ha usato invece un metodo distruttivo, non per l’immagine di Grillo, ma per quella del gruppo parlamentare e, in generale, di tutto il movimento. In parlamento la conoscono bene, ma anche dall’esterno, se si utilizza un poco di onestà intellettuale, si riesce a distinguere molto facilmente un atteggiamento malevolo dagli altri.
    E’ stata espulsa per questo.

    • Ah, quindi in questa dichiarazione la Gambaro sarebbe stata distruttiva?

      • Neo Anderthal says:

        Vito, Mi pare che questo non sia assolutamente il punto: la Gambaro ha irritato il Capo, e mi sembra che (per loro) questo basti e avanzi.
        Poi intendiamoci: nella neolingua del MoVimento il “metodo distruttivo” comprende qualsiasi critica che ponga qualche dubbio sulla infallibilità del Capo -o magari su altri articoli di fede del genere “sono tutti uguali”-, e la relazione con la reale distruttività di una critica è una componente accessoria rispetto al fastidio manifestato dal Capo.
        Non so se sia coltivata come idea di partenza, ma di certo il punto di approdo è la sindrome da accerchiamento, la stessa che ogni setta degna di questo nome cerca di suscitare in tutti gli adepti, e chi dubita quindi va messo fuori, esecrato obbligatoriamente e emarginato anche fisicamente.
        Scientology ha fatto scuola.
        Loro per identificare adepti rosi dal dubbio, o loro congiunti, parenti o amici che cercano di strappare qualche paraocchi, usano l’espressione “persona soppressiva”. Gli adepti di Scientolgy devono rifuggirli, per loro vige il bando, così come per i pentastellati è d’obbligo l’insulto per i “distruttivi” Giovanni Favia e Federica Salsi e ora anche per la senatrice Gambaro -e per chissà quanti altri, diamogli tempo-.

  16. Maurixio says:

    Vede Biolchini, io capisco che l’uso del termine “fascismo” fa presa e , naturalmente, fa paura. Ma il fascismo è stato un’altra cosa. La storia mi ha insegnato altro. Qui nessuno impedisce agli “espulsi” di continuare a fare politica ; il parallelo con “l’edito bulgaro” di Berlusconi è inappropriato; come ha fatto notare un altro lettore, parlava da presidente del consiglio ha ordinato il licenziamento di giornalisti.
    Mi sarebbe piaciuto, inoltre, che lei avesse avuto lo stesso atteggiamento quando, qualche mese fa alcuni giornali ( e nessun telegiornale) hanno pubblicato la notizia dell’espulsione, da parte del pd, di alcuni amministratori “non in linea” con le direttive del partio.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/07/03/espulso-dal-pd-ex-sindaco-no.html

    Saluti Maurizio

    • In tutti i partiti espulsioni ci sono sempre state e ci saranno. Solo che nei partiti seri ci sono commissioni di garanzia, nei partiti padronali decide il padrone e i servi applaudono.

      • Vito, la tua risposta illustra bene esattamente quella forma di caricatura di democrazia per cui basta dare i nomi giusti alle cose e possiamo tutti star felici e contenti.
        Dunque, secondo il tuo ragionamento, sarebbe bastato che Grillo e Casaleggio si fossero inventati una “commissione di garanzia” mettendoci 3-4 loro fedelissimi, con tanto di chilometrico e dottissimo regolamento, per tranquillizzare tutti. Ci sarebbe stata la “commissione di garanzia” a decidere!

        La democrazia italiana è in agonia proprio per questa ragione: completamente svuotata, ma ricchissima di apparenti luoghi dove esercitarla, in realtà del tutto privi di funzioni concrete, saccheggiate dalla peggiore partitocrazia dell’occidente.
        Il caso della Val di Susa è emblematico: il PD non si candidava, si sono presentate due liste, il PD da Torino ha d’autorità, a posteriori, dato il bollino di PD-approved alla lista pro-TAV. Così, arbitrariamente, con una decisione dei vertici di Torino, in sfregio della volontà delle popolazioni della Valle, che infatti hanno eletto l’altro sindaco, quello scomunicato dai vertici del PD nel più totale arbitrio. Poi, per far fuori in modo formalmente ineccepibile i No-TAV, si scomoda l’apposita “commissione di garanzia”, formata da fedelissimi dei vertici del PD torinese, che cacciano gli esponenti del PD che hanno raccolto il consenso delle popolazioni ma che ai vertici non garbavano per nulla.
        Se a te questo va bene solo perché c’era la brava commissione persino “di garanzia”, sarebbe il caso che forse ti interrogarsi su chi è davvero immune da tentazioni fasciste e chi no.

        • Scusa, potresti farmi capire meglio? Perché secondo te le espulsioni effettuate dal Pd sono ingiuste invece quella della Gambaro giusta?

          • A mio parere è molto più grave espellere dal partito chi ha il consenso della popolazione contro una devastazione ambientale. Ma possiamo pure porli sullo stesso piano. Anzi, facciamolo pure, entrambe errate allo stesso modo. Adesso però mi dovresti spiegare tu perché per l’espulsione dei sindaci No-TAV non è volata mosca e invece per la Gambaro si grida al fascismo a reti, blog e giornali unificati.

            • A parte che non è vero che non sia volata una mosca (tu stesso hai messo il link di un articolo di Repubblica!!), faccio quello che mi chiedi con gran piacere!
              Le espulsioni del Pd (per quanto controverse) sono state decise seguendo regole precise di garanzia a tutela degli iscritti “sotto processo” e sono state decise per motivi concreti, cioè di sostanza: nello specifico l’appoggio o meno alla realizzazione della Tav. Ma nessuno nel Pd viene espulso perché osa criticare, anche duramente, il segretario nazionale! La Gambaro invece paga questo: aver criticato Grillo in tv. Nella sua intervista la senatrice non esprime alcuna divergenza sostanziale rispetto alla linea politica condivisa dal M5S ma soltanto una critica sulla tattica da seguire: i post contro il parlamento ci fanno perdere voti, questo linguaggio (e non, attenzione, la nostra linea politica) ci fa perdere voti. Tutto qui. ecco perché per le espulsioni no Tav non fanno notizia come l’espulsione della Gambaro. Perché le prime sono l’esito di una divergenza politica, la seconda solo quella del capriccio di un capo.
              Peccato che la democrazia sia tale perché prevede la tutela del dissenso e delle minoranze interne. In questo caso Grillo ha invece mandato un segnale fortissimo: chi ora criticare il capo rischia grosso.
              Buona fortuna.

              • Interessante. Espellere chi difende il territorio da uno scempio che rovina l’esistenza di una popolazione va bene, purché ci sia la commissione di “garanzia”.. Auguri davvero..

    • Già, sarebbe piaciuto anche a me. Evidentemente le espulsioni, a seconda di chi le attua, passano da corretto adempimento delle regole di partito a orrende manifestazioni di fascismo da strapparsi i cappelli, uno ad uno.
      L’indignazione a geometria variabile.
      Ma forse un motivo c’è: leggo che nel caso del PD l’espulsione è stata decisa dalla sicuramente democraticissima “commissione di garanzia provinciale del partito”. Il nome stesso consente di rimuovere ogni allarme e dormire sonni tranquillissimi: c’è persino scritto che è “di garanzia”!, come potrebbe mai odorare di fascismo? Senza tralasciare che il partito è democratico anche nel nome!

      Eppoi, vogliamo mettere le questioni in gioco? Nel caso delle espulsioni del PD si tratta soltanto di mettere alla porta chi si oppone a un’immane scempio ambientale ed economico (al PD solo a parlargli di opposizione al TAV gli viene l’orticaria e nessuno pensi che sia una questione di interessi!), nel caso del M5S si tratta di togliere la possibilità ad un parlamentare di parlare a nome del gruppo 5S.
      Poi il fatto che il M5S sostenga le popolazioni della val di Susa, che si oppongono al TAV, è un dettaglio del tutto insignificante (e infatti i mass-media lo ignorano), che non può certo rimuovere il grave vulnus democratico rappresentato dalle parolacce di Grillo.

  17. Supresidenti says:

  18. La libertà di pensiero, di parola e di voto della Gambaro non può esser messa in discussione da nessuno e ci mancherebbe. Se qualcuno lo facesse queste reazioni così accese sarebbero sacrosante.Anche quelle da fine-di-mondo che si leggono in questo articolo.
    Il fatto è che nessuno lo ha fatto e neppure ci sta provando.

    Tanto che la Gambaro anche domani e dopo e fra 6 mesi sarà liberissima di pensare, parlare e votare ciò che vuole. Liberissima.
    Lo potrà benissimo fare da un altro gruppo parlamentare.
    Non vedo nulla di scandaloso se un movimento politico decide che chi agisce come il più acceso dei suoi detrattori, debba esser espulso. E basta vedere il video della Gambaro per capire che la discussione, la critica e l’approfondimento non c’entrano nulla con le sue dichiarazioni alla TV. Che sicuramente una domanda la fanno sorgere: ma com’è che gli eccessi verbali di Grillo, prima delle elezioni, avevano conquistato la Gambaro e dopo soli 3 mesi, ma, a scranno acquisito, le sono diventati insopportabili? Mah..
    Quanto al paragone con berlusconi, mi pare una clamorosa topica: mister B. agiva come presidente del Consiglio, dunque non come capo-partito, ma soprattutto ha imposto il licenziamento o l’epurazione di giornalisti dal loro posto di lavoro. Cosa possa avere un simile, gigantesco abuso- questo sì di stampo fascista – con l’allontanamento di un parlamentare da un gruppo e il suo ricollocamento in un altro, non è dato sapersi.

  19. Credo che il.miglior modo di discutere le defaiance in un rapporto amoroso sia quello di rapportarsi col.partner, o al.max col proprio medico si fiducia. Se rendo un intervista a Sky magari il partner si risente..e se non mi molla mi fa di certo capire che l’idillio ammesso ci fosse, e’ si certo finito.

  20. Caro Vito,
    non c’è alcun motivo di scandalo e l’espulsione di un parlamentare da un gruppo è un fatto normale, quando non avviene per “migrazione” spontanea.

    I portavoce del Movimento in Parlamento hanno preso l’impegno di essere, appunto, portavoce delle decisioni della base e di accontentarsi di uno stipendio che, per la media italiana, può essere considerato dignitoso.

    Purtroppo certi individui hanno difficoltà a mantenere gli impegni presi quando sono tentati dai propri interessi.

    L’attuale situazione richiede la “chiusura del recinto” per mettere fuori quanti non lavorano per il Movimento ma cercano, palesemente come ha fatto la Gambaro, le telecamere per danneggiarlo.
    Il tempo è galantuomo, vedrai quanto saranno coerenti i fuoriusciti e quanto rispetteranno degli impegni da loro sottoscritti.
    Certi individui fanno meno danni da fuori che da dentro.

    Se vuoi sentire la versione di chi ha partecipato in prima persona agli eventi, ti consiglio di leggere Messora.

    http://www.byoblu.com/post/2013/06/19/tecno-fascismi-e-purghe-staliniane.aspx

    • Il post inizia così: “Nelle comunità primitive”. Peccato che il parlamento non sia una comunità primitiva. Inoltre, l’espulsione da un gruppo non è un fatto normale, non lo è mai stato. Con Grillo lo diventerà. Prima si chiudono i recinti in parlamento, poi nelle scuole, nelle università, negli uffici…

      • Magari se leggi tutto hai maggiori possibilità di comprendere il senso del testo ed esprimere una replica più appropriata..

        “Non è un caso che un gruppo parlamentare sia, di fatto, una associazione privata e abbia uno statuto (o un “non statuto”). Inoltre, il carattere distintivo che lega un parlamentare al suo gruppo è di natura prevalentemente fiduciaria.”

        Dovrebbe essere chiaro.

        • Il post vuole solo giustificare l’ingiustificabile. Anche il virgolettato riportato è chiaro nella sua assurdità. La democrazia è un’altra cosa, la Costituzione è un’altra cosa, chi dice queste bestialità ad un’esame universitario viene cacciato.

        • Claudio Messora è un bravo giornalista, ma dovrebbe ripassare un po’ di diritto costituzionale. Il più “estremista” dei costituzionalisti, Rescigno, notoriamente marxista, sostiene che i gruppi parlamentari sono una “associazione volontaria”, ma non si sognerebbe mai di dire che sono un’associazione privata perché i gruppi parlamentari, per quanto nella sostanza subordinati ai partiti, sono indiscutibilmente organi delle camere (dalle quali ricevono soldi pubblici per il loro funzionamento) e in quanto tali hanno una natura pubblicistica.
          Tra l’altro anche la definizione di “associazione volontaria” è quanto meno discutibile, considerato che i deputati e i senatori sono obbligati a costituirsi in gruppi dai regolamenti parlamentari; chi non lo fa, viene assegnato d’ufficio al gruppo misto. I regolamenti parlamentari, tra l’altro, stabiliscono che ogni gruppo abbia un presidente a prescindere dal fatto che il regolamento interno dei gruppi lo preveda o meno.
          Quindi, è pur vero che ciascun gruppo parlamentare ha tutto il diritto (in senso giuridico) di espellere un proprio appartenente, perché «il carattere distintivo che lega un parlamentare al suo gruppo è di natura prevalentemente fiduciaria», ma considerato che quel gruppo è un organo dello Stato pagato con i soldi dei contribuenti (Grillo lo sa?), ciascun cittadino ha il diritto (in senso morale) di denunciare come antidemocratica l’espulsione di una parlamentare da un gruppo per avere liberamente e pubblicamente espresso una semplice opinione che poneva una questione politica legittima.
          Altrimenti ha ragione Berlusconi: essere “l’utilizzatore finale” di una prostituta è un atto tecnicamente legale, quindi non rompetemi il cazzo con la morale.

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