Sardegna

Morire di cancro, in carcere, a Sassari. E vergognarsi della magistratura e di questo schifo di paese

Morire di cancro, in carcere, lontano dal proprio paese, lontano dalla propria famiglia. Chiedere ai giudici di poter rivedere i propri figli e ottenere il differimento della pena ma essere costretti, perché “la legge” si oppone, a dover restare in carcere. E lì morire. Dieci righe in cronaca per raccontarlo, oggi su La Nuova Sardegna. È successo a Sassari, nel terribile carcere di San Sebastiano (ci sono passato davanti pochi giorni fa, e mentre guardavo quelle mura ho pensato che, una volta chiusa, la prigione la si potrebbe tranquillamente radere al suolo: sarebbe un atto di giustizia).

Non ci sono molti commenti da fare su questa notizia. Sul sito del Partito Radicale ho trovato anche la storia di Jacques De Decker, un trafficante di droga belga che già negli anni scorsi, dopo aver scoperto di avere un tumore al pancreas, aveva più volte chiesto di potersi curare nel suo paese.

Il magistrato di sorveglianza gli aveva anche concesso il differimento della pena ma (come spiegava lo stesso detenuto in una lettera pubblicata tempo fa dalla Nuova Sardegna) le porte del carcere non si erano aperte perché “il tribunale ordinario ha disposto la custodia cautelare in carcere per un altro processo in cui sono imputato e non intende revocarla”.

Il caso di De Decker era ben noto a tutti, ma questo non è servito a nulla. Nei giorni scorsi l’uomo è morto nel centro clinico del carcere di San Sebastiano. Aveva 62 anni. La legge è stata rispettata, per carità, e nessuno perderà il sonno. La politica molto probabilmente non avrà niente da dire. Sono solo dieci righe in cronaca, e di casi De Decker ce ne sono a decine in Italia.

E noi cosa possiamo fare? Purtroppo i continui e strumentali attacchi di Berlusconi alla magistratura hanno costretto la sinistra ad appiattirsi in una posizione di difesa acritica delle toghe e dell’apparato giudiziario alla lunga insostenibile. Il buon elettore di sinistra la magistratura e i giudici non li critica mai, e anzi li candida appena può.

Ma io di un sistema giudiziario che fa morire in carcere un uomo malato di cancro sinceramente mi vergogno. Anzi, vorrei che qualcuno fosse chiamato a rispondere di una bestialità del genere. Ma so bene che non succederà.

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4 Commenti

  1. MammaTigre says:

    Orribile.

  2. Caro Vito, hai notato quanti pochi commenti per questa notizia?

  3. Grazie Vito. Mi vergogno anch’io di fronte ai De Decker (tanti). Zia Grazia Marine, 76 (settantasei) anni e gravi problemi di salute ha avuto da poco “i domiciliari”, dopo 10 anni di battaglia. Quando guardo IL CARCERE mi domando dove sia la civiltà di questo paese, e non capisco dov’è la convenienza dello Stato…

  4. E’ solo l’ultima delle troppe morti in carcere…54 dall’inizio dell’anno…gurdate questo sito
    http://www.radiocarcere.com/home.aspx

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