Politica / Sardegna

Né Soru né Barracciu: perché il centrosinistra sardo ha bisogno di leader nuovi

Evocare i polli di Renzo sarebbe troppo facile e quindi non lo faccio. Ma la rissa scatenatasi su facebook tra i sostenitori di Renato Soru e quelli di Francesca Barracciu (ben riassunta da Sardinia Post) ci fa comprendere come sia l’uno che l’altra non sono i candidati giusti del centrosinistra sardo che si prepara alle prossime regionali. Però loro ci credono, e le schermaglie telematiche che vedono protagonisti i loro sostenitori raccontano benissimo le ambizioni (se mai a qualcuno fossero sfuggite) della consigliera regionale (e parlamentare europea) nonché dell’ex presidente della Regione (entrambi esponenti del Pd) di guidare il loro schieramento alla vittoria.

Certo, a decidere saranno le primarie. Ma secondo me né SoruBarracciu sono i candidati giusti: perché per affrontare la sfida portata dal centrodestra e soprattutto dal M5S il centrosinistra sardo ha bisogno di leader nuovi. E né Soru né la Barracciu lo sono.

Il mio è dunque un ragionamento di metodo (e dopo scenderò nel merito) che mi porta ovviamente ad affermare che neanche Silvio Lai dunque va bene, neanche Giampaolo Diana, né Mario Bruno, né Tore Cherchi, né qualunque altro politico o amministratore attualmente in circolazione nelle varie assemblee elettive (comuni, province, regione, parlamento). Il candidato presidente del centrosinistra alle prossime regionali dovrà essere pescato fuori da questo giro. Esattamente come si fece in occasione delle ultime due volte in cui lo schieramento progressista ha vinto le regionali: nel 1994 con Federico Palomba (allora estraneo al sistema dei partiti ed espressione della società civile) e nel 2004 con Renato Soru.

Qualunque candidatura già marchiata da una appartenenza partitica e nelle istituzioni sarebbe perdente di fronte alle proposta di assoluta rottura del Movimento 5 Stelle. E mi sorprende come sia Soru che la Barracciu (ottime e degnissime persone) non si rendano conto che anche loro sarebbero spazzati via dallo tsunami grillino.

Soru può dire quello che vuole, ma le sue pendenze giudiziarie nonché il suo ruolo di capitano d’impresa sono un ostacolo enorme alla spendibilità della sua candidatura. Inoltre ha già perso le elezioni di quattro anni fa, dentro il Pd è molto isolato e soprattutto non ha ancora elaborato il lutto della sconfitta. Soru continua a raccontarci di avere fatto grandi cose, e le ha anche fatte: ma poi i sardi non lo hanno riconfermato: qualche errore lo avrà commesso anche lui, o no?

Di Francesca Barracciu che dire? Politicamente è stata inventata proprio da Soru, che la fece entrare in Consiglio regionale grazie al listino. Poi si è data da fare, ha trovato una sua dimensione, però non mi sembra che abbia fatto negli anni quel salto di qualità necessario per essere riconosciuta come potenziale leader di tutto il centrosinistra. Ha fatto anche molte battaglie di retroguardia (penso alla sua difesa dei piccoli ospedali, ormai indifendibili: gli argomenti della consigliera ricordano molto da vicino quelli che gli esponenti di centrodestra usavano per attaccare l’assessore Dirindin), e qualche altra uscita un po’ strumentale in vista di una candidatura a cui sta evidentemente lavorando da tempo.

Neanche dalla vicenda europea ne è uscita bene, perché da subito ha mostrato di non gradire il seggio a Strasburgo. Poi in silenzio lo ha accettato ma adesso tarda ad esercitare la necessaria scelta tra il ruolo di parlamentare europeo e quello di consigliere regionale.

Insomma, sia Soru che Barracciu (benché sulla scena politica da soli dieci anni) sono percepiti dalla gente come politici di lungo corso, e soprattutto rischiano di dividere il centrosinistra anziché unirlo.

Certo, poi saranno le primarie a designare il candidato presidente. Ma al centrosinistra sardo serve una scelta di rottura vera, serve un rinnovamento vero e profondo. Altrimenti la sconfitta è molto più che probabile. E credere che non sia possibile trovare un candidato vincente fuori dai soliti giri significa in realtà non avere fiducia nelle potenzialità del centrosinistra, nel suo progetto politico, nel suo elettorato, nelle forze vive della società che si riconoscono in questi valori.

Penso che Francesca Barracciu proverà a giocarsi le sue carte fino in fondo, mentre Soru invece potrebbe fermarsi prima. E sarebbe un bene, perché in questo modo l’ex presidente potrebbe concorrere all’individuazione di un candidato credibile e forte, capace di portare avanti le idee di innovazione e tutela dell’ambiente che gli stanno così a cuore e che hanno caratterizzato gli anni del suo governo. Il sorismo esiste ed è un valore del centrosinistra sardo: ma non può più essere Renato Soru ad incarnarlo. speriamo che anche l’ex presidente lo capisca in fretta.

 

24 Commenti

  1. Bobo Tendas says:

    Totu at essere determinadu dae cantos botos pigat su M5S. Si podent faghere ipotesis, pro cantu si balent sas ipotesis, si est solu su M5S podet faghere binchere su tzentru deretza ca su M5S podet pigare de prus da su tzentru ischerra. Si su M5S est alliadu cun sos indipendentistas e custos cungiant s’alliantza cun issos e ant unu bonu candidadu, pro assimpru unu amministradore locale de esperientzia ( ma unu echilibriu gosi est comente a iscucare unu boto a tiros de fusile dae duos chilometros de atesu) podent binchere sas eletziones regionales contrariamente a totu sas previsiones. Su tzentru ischerra podet binchere si agatat un echilibriu e ischirriat unu candidadu ebia, autorevole, medas candidados in sas primarias non podent faghere profetu a custa allintza. In dogni casu su megius alliadu de tzentru deretza sunt sempere sos isballios de su tzentru ischerra fintzas in custa ocasione.

  2. Alessandro says:

    Ma, scusate, perchè non candidare Gianfranco Ganau in scadenza da sindaco di Sassari?

    Nel Governance Poll 2010 realizzato da IPR Marketing per Il Sole 24 ORE è risultato essere il quinto Sindaco più popolare d’Italia, e il Sindaco più popolare in Sardegna, col 64% di gradimento fra i cittadini intervistati, mentre nella 14ª edizione del Monitor Città della Fullresearch è risultato il terzo Sindaco più popolare, col 65% di gradimento.

    unico neo che personalmente gli addebito è l’aver nominato David Harris segretario generale del comune di Sassari, per il resto ha ben governato

    • New Entry says:

      Non credo sia opportuno candidare Ganau essendo al momento rinviato a giudizio per abuso di ufficio, udienza fissata per l’8 maggio.

      • Alessandro says:

        vero.
        Ma se, come credo, riuscirà a dimostrare la correttezza dei comportamenti e delle delibere assunte e, contemporaneamente, la magistratura opererà in tempi non biblici ad arrivare a sentenza, secondo me potrebbe rappresentare una risorsa su cui puntare.

  3. SEGNATEVI QUESTO CHE STO DICENDO. Il candidato che vincera’ sia le primarie del Pd eche le regionali si chiama FRANCO SIDDI.

  4. Paolo Bozzetti says:

    Confesso che sono stanco di queste asfissianti ricerche di uomini e donne dotati di carisma che possano incarnare la figura del giusto leader per vincere le elezioni.
    Cerco di spiegarmi meglio.
    So che il sistema attuale è costruito attorno alla figura del Governatore, ma non si può pensare di gestire la situazione dei nostri giorni (invertendo la rotta verso il declino) solo con un “leader” quando anche fosse un grande trascinatore.
    Contano le idee su “cosa” fare e contano gli uomini che sappiano “come” realizzare queste idee.
    Allo stesso modo, ho anche un’altra certezza: questa non è una guerra per pochi “titani”.
    Se vuoi vincere, devi coinvolgere quante più persone nel tuo progetto, i problemi sono tanti e le diverse “culture” (amministrativa, politica, imprenditoriale …) da cambiare sono radicatissime e, perlopiù, tendenti all’inefficacia.
    Se il PD e il centro-sinistra vorrebbero essere credibili nel proporsi per le prossime elezioni (che, se si faranno, corrono anche il rischio di essere le ultime, per un po’ di tempo), dovrebbe costruire un “gruppo” di governo,
    Composto da persone qualificate (con al suo interno un capace Governatore) ricche di conoscenza sul “cosa” fare nei diversi campi strutturali, ma anche capaci di “come” realizzare il “cosa”.
    Basti pensare che una delle priorità assolute è la riconversione (qualitativa, quantitativa e strutturale) della macchina amministrativa regionale, il vero “buco nero” in cui sta sparendo l’economia (compresa di sanità, intervento sociali e culturali, ricerca …) di tutta la regione, l’unico vero Elefante Burocratico pagato interamente da contribuenti sardi, per far crescere operatori economici di altre regioni e nazioni (si pensi che, ottimisticamente, di tutte le risorse economiche gestite dalla Regione, e per la Regione, probabilmente ricada in Sardegna un misero valore 10%, il restante 90% attraversa il Tirreno al seguito delle tante Imprese, Fornitori, Consulenti e Studi, non sardi, che lavorano nell’Isola).
    Una priorità del genere, per esempio, Soru l’aveva giustamente individuata, ma non sono operazioni da poter realizzare dal classico “uomo solo al ponte di comando”.
    Un nuovo gruppo di governo per un partito che si apra alle energie del territorio.
    Questo sogno per il centro-sinistra.

  5. Non solo coi candidati si vincono le elezioni. Bisogna in primis capire cosa fare per i disoccupati, che direzione dare all’industria, cosa fare per l’agricoltura e l’agroalimentare in genere, come sviluppare il turismo, i trasporti ecc. Purtroppo a verità è che siamo poveri di idee!!!

    • Paolo Bozzetti says:

      Le idee, almeno nella, così detta, società civile, non mancano.
      Ho ancora conservato il libro che conteneva il programma di Soru, molte di quelle idee sono ancora valide, ma …
      Il solito fastidioso “ma”.
      “Sardegna insieme – con Renato Soru”, così recitava la copertina del programma (forse lo slogan era di Gavino Sanna).
      “INSIEME” è uno dei principali problemi della Sardegna (e del PD sardo).
      Di questa parola, purtroppo, non esiste una declinazione concreta (e corretta) nella nostra cultura di vita.
      Nella vita politica, poi, non se ne parla, basti pensare alla parabola della vita politica di Soru, e chiedersi cosa mai potesse significare quel “insieme” utilizzato nello slogan del movimento.
      Insieme può voler dire un gruppo coeso di governo.
      Insieme può voler significare creare una rete nel territorio, dove il partito valorizzi le idee, le esperienze e le competenze (e non vada solo a cercare i voti).
      Insieme si potrà governare con efficacia e condivisione.
      Si tratta solo di voler cambiare abitudini e culture che, purtroppo, sono già obsolete e improduttive.

  6. spessotto says:

    Forse sono fuori tempo massimo per intervenire in questo dibattito tuttavia mi stavo chiedendo se una figura come quella di Enzo Costa non possa andar bene per le prossime elezioni….è vero, fa parte del solito giro però rispetto agli altri elementi che schiera il centrosinistra…

  7. Anonimo says:

    Non ho capito perchè la politica sui piccoli ospedali “è ormai indifendibile”, cosi’ , giusto perche’ vogliamo tutti fare gli economisti della domenica, con la salute degli altri però.

  8. Devo dire che condivido le valutazioni di Vito. Non amo il termine rottamare, ma la vecchia guardia del PD, dopo il successo alle politiche dei grillini, dovrebbe capire senza sforzo che farsi da parte è la cosa migliore da fare affinché si possa – anche nell’immediato futuro – parlare ancora di politiche di sinistra. La miscela grillina, inconsistente dal punto di vista dei contenuti progettuali e solo arrampicata ad alcune battaglie in parte condivisibili, presenta pericoli e rischi di derive che giorno dopo giorno si manifestano con grande evidenza. Ritengo ancora significativo parlare di “sinistra” e di “programma di sinistra”: il solo problema – ma enorme – è riconoscere degli interpreti capaci di sottrarsi e sottrarci alla vecchia politica autoreferenziale. È sicuramente necessario che bandiere della sconfitta come Soru, Cherchi, Barracciu, Deriu e compagnia bella si mettano da parte. Se posso aggiungere qualcosa di più al discorso di vito ritengo che questo rgionamento vale non solo per il candidato alle regionale, ma deve valere per tutta la squadra che andrà in Consiglio. Se le primarie non presenteranno alcuna novità lasceremo il campo alla pochezza dei grillini e alla drammatica riaffermazione delle clientele di Cappellacci che sta mandando in rovina la nostra isola. È necessario che nel mondo della cultura, della economia, della società trovianmo le persone in grando di garantire novità e progetto. Basta guardarsi attorno: ci sono, ma sono tenuti lontano dalle bande che gestiscono le istituzioni. Sono tenuti lontani perché magari pensano con la loro testa e non sono inclini alle mediazioni sotto il tavolo. Sono tenuti lontano anche dal partito di grillo, che non ama circondarsi di persone che pensano con la loro testa ma solo di portaborse, portalettere e portavoce.

  9. Marco Mereu says:

    Il ragionamento che proponi è pienamente condivisibile. A tali considerazioni aggiungo un ulteriore motivo per il quale è assolutamente necessario trovare un candidato “fuori dai soliti giri”. Se infatti si analizza la scelta del voto di sinistra degli ultimi vent’anni, non si può fare a meno di riflettere sulla componente antiberlusconiana, ossia sul quel diffuso sentimento che ha portato, tanti elettori di centro-sinistra, a votare comunque i partiti d’area, nonostante l’assenza di nuovi contenuti politici. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: una classe dirigente, sarda e nazionale, non confrontabile con quella passata e un ricambio generazionale formato da giovani ben selezionati dai dirigenti. Pensare di poter uscire politicamente dal berlusconismo proponendo magari quei nomi che da esso hanno tratto vantaggio, significa solo, come giustamente fai notare, cedere il passo al grillismo.

  10. Noto una estrema prudenza nell’ipotizzare il nome/nomi del possibile prossimo leader del centrosinistra: giusta cautela per non “bruciare” il candidato valido o davvero il vuoto che ci si spalanca nella mente, perchè semplicemente “non ce n’è”?

  11. domenico says:

    Condivido l’articolo in toto. Non sono un elettore Pd e non ho mai votato Pd. Ho votato e sostenuto Soru sia nel 2004, convintamente, sia nel 2007 con qualche dubbio. Ho una grande stima per Soru, ma condivido anche il commento di Casumarzu.

  12. Carlo Murtas says:

    Già 10 anni fa il centrosinistra si era trovato senza uno straccio di candidato interno da proporre per il governo della Regione quando Soru col suo movimento intercettò quell’esigenza di rinnovamento profondo che l’elettorato e l’intera società sarda in quel momento richiedeva; ricordiamolo, pur avversato dalla parte preponderante della dirigenza partitica locale, alla fine impose la sua candidatura a Premier regionale grazie al suo carisma, che mise in fibrillazione la base elettorale del centrosinistra, e le indicazioni della dirigenza nazionale che, come al solito, dettarono la linea alla succube dirigenza locale.
    La situazione oggi è analoga, con l’aggravante della presenza di una devastante crisi economica e l’impossibilità, da parte di chiunque, di poter giocare la carta dell’uomo fatale, magari catapultato da una benigna provvidenza , e che possa far sognare epocali cambiamenti di rotta per la nosta isola.
    Ma non è certo solo per questo motivo che Soru non è la persona adatta per la candidatura a Premier regionale; le luci e le ombre lasciate dalla sua gestione politica le conosciamo bene, e anche se richiederebbero un maggior distacco di prospettiva temporale per un’analisi più seria, resta il fatto che l’elettorato punì il suo Governo senza dubbi di sorta, preferendogli un avversario veramente molto modesto, sbucato fuori quasi dal nulla.
    In secondo luogo, come capo dell’opposizione in Consiglio Regionale, ha dimostrato, col suo sistematico assenteismo, di preferire la cura dei suoi affari a quella della cosa pubblica, quale gli competeva per la funzione di controllo che avrebbe dovuto svolgere come Consigliere Regionale. Chi ci garantisce che adesso dopo 5 anni di menefreghismo in Consiglio regionale sia cambiato, e voglia prendere le distanze dall’esigenza di una prioritaria cura dei propri interessi aziendali ? Nessuno e neppure lui stesso lo può fare; c ‘è poi la questione, non certo irrilevante, delle gravi pendenze giudiziarie, e se è vero che per la questione della pubblicità istituzionale è stato penalmente assolto, non ci ha mica fatto in quella vicenda una bella figura, non c’era mica da applaudirlo alla fine del processo ! O no ?
    Non vorrei però essere frainteso, Soru ha fatto anche cose molto importanti per la Sardegna, ma penso che, anche a causa del suo modesto spessore culturale, non sia in grado di discernere con adeguata nettezza quella che è la cultura aziendale da quella che è la cultura di governo, il comandare dall’amministrare; Soru ha per questo motivo la propensione ad asservire i collaboratori che sceglie, e anche il rapporto con il mondo della Cultura, durante la sua gestione, è stato disastroso; ricordo, per es. a proposito dei festeggiamenti per la Liberazione, che Soru riuscì a farsi mandare a quel paese, proprio il 25 aprile dal palco di Piazza del Carmine , dal Presidente dell’Unione dei Partigiani Sardi , che rivendicava inutilmente dalla Regione da Soru governata, quei 4 soldi che per Legge gli spettavano per preservare la memoria storica della Liberazione, in una città che dedicava le piazze ai podestà fascisti.
    Certo, gli altri politici di “lungo” o “medio” corso , Barracciu compresa, saranno tutte “brave persone” ma non sono personaggi allo stato competitivi nell’attuale mercato elettorale, dominato da una più che giustificata volontà punitiva verso ciò che è percepita come una “Casta” privilegiata ed autoreferenziale, avulsa dalle preoccupazioni del quotidiano, che pensa ai fatti propri e al massimo a quelli dei prossimi congiunti.
    Qual’è l’alternativa ? Dobbiamo forse attingere al bacino delle “eterne promesse” della politica locale, nella speranza, parafrasando Arbasino, che a furia di fare le eterne promesse, non si siano ormai trasformati nei ” soliti stronzi” ?
    Non lo so, non sto diventando un grillino, però ho l’impressione che anche il nostro elettorato desideri oggi avere a che fare con persone c.d. “normali” , inserite nel mondo del lavoro o dello studio, certamente più preparate culturalmente e politicamente rispetto all’elettore medio, ma con tutti i problemi che hanno i comuni cittadini, nello sforzo di mandare avanti una professione, un lavoro, un’attività, cercando di far quadrare il bilancio familiare: in altre parole gli elettori non si fidano più, ed io stesso come elettore non mi fido più, di quelli che sono diventati i “Professionisti della Politica”.
    Di un ” Quinto Moro” non ce facciamo nulla, forse anche le “eterne promesse” della politica potrebbero essere già arrivate alla scadenza, e penso che tutti vorremmo oggi avere, dentro e non fuori dal centrosinistra, un leader “normale” e dei politici “normali” e non di professione.

  13. senzasenso says:

    Sento parlare, di Espa (soprattutto per quanto riguarda il sociale).
    Sarebbe un nome nuovo per il PD?
    Chiedo da esterno e ignorante in materia (non conosco Espa e non voglio fargli campagna elettorale), è questo il tipo di figura che intendi ?

  14. C’è del nuovo e c’è del bello; ciò che è bello non è nuovo, ciò che è nuovo non è bello. (Gioacchino Rossini).

  15. casumarzu says:

    non capisco le persone che ancora si entusiasmano per una possibile ricandidatura di soru. rispetto assoluto per le cose buone fatte durante l’esecutivo che ha guidato, ma ha fatto pure molte porcherie che viste dall’esterno dell’amministrazione regionale sembrano pure buone. Soru è un imprenditore e quando si è trattato di scegliere tra la politica e l’azienda… ha scelto l’azienda! perchè non si è dimesso lasciando il posto a qualcuno, forse, più disponibile ad esercitare una opposizione efficace. Dei voti ricevuti alle ultime elezioni regionali cosa ne ha fatto? Si dirà: e allora prenditi capellacci e non lamentarti. Siamo alle solite: andiamo a votare qualcuno in opposizione ad un’altro.

  16. marcop says:

    Penso che lo stesso Soru sia molto combattuto su una sua eventuale ricandidatura, e alla fine decidera di non ripresentarsi.

  17. Aligusta says:

    Sono d’accordo, tranne che sul sorismo come valore (sono allergico agli “-ismi”) e sulla speranza conclusiva che temo rimarrà vana.

  18. Massimo says:

    Bravissimo, condivido anche le virgole.

  19. ugolino says:

    Zedda, va bene?

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