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“Così Cabras ci ha detto: Zedda vuole passare al Pd!”. La storia vera raccontata da chi c’era

“Sì, io c’ero. E in effetti c’eravamo in tanti quando Cabras ha detto quello che ha detto”. Cioè, quanti? “Quindici, venti persone. Consiglieri comunali, ma anche consiglieri provinciali, regionali, parlamentari eletti a Cagliari, rappresentanti del partito a vari livelli: perfino la municipalità di Pirri. E dopo mezz’ora in giro si sapeva già tutto, anche se forse era meglio che la notizia non circolasse. Ma…”. Ma? “Ma se una persona dell’intelligenza politica di Antonello Cabras dice ad una riunione a cui partecipa tutta questa gente che il sindaco di Cagliari Massimo Zedda sta pensando di passare al Pd, è difficile pensare che non volesse proprio farlo sapere a tutti. E che stesse millantando non è nemmeno da mettere in conto”.

In effetti, la notizia è uscita. Prima su Sardegna Quotidiano (Cabras rivela i progetti di Zedda, manovra di avvicinamento al Pd), poi su questo blog (Gli ultimi giorni di Sel! Zedda si affida a Cabras (e Soru) per potersi accasare nel Pd!). Ma questi sono tempi grami per i giornalisti: nessuno ci crede. Chissà perché.

Lunedì 18 marzo 2013. Per le 15.30 è organizzata in via Emilia a Cagliari, nella sede del Pd, (“al secondo piano, negli uffici del regionale, un tavolo grande, poltroncine blu, la sala che si vede sempre in tv”) una riunione che anticipa la direzione cittadina, convocata con all’ordine del giorno un solo punto: analisi del voto. “Ma sapevamo che non ci saremmo fermati a discutere solo del quadro nazionale”.

La riunione a che ora inizia?
Poco prima delle 16.

Chi parla?
Due relazioni introduttive: una del segretario cittadino Yuri Marcialis e una del capogruppo in consiglio comunale, Davide Carta. A seguire tutti gli altri.

Senso degli interventi? Cosa vi siete detti?
Che il voto di Cagliari non era pienamente soddisfacente e che c’erano profondi legami tra l’azione amministrativa della giunta Zedda e le scelte degli elettori che non premiavano il centrosinistra, e questo per via di problemi ben noti a tutti e segnalati al sindaco da un anno a questa parte.

Tipo?
Ormai tutti ci chiedono del Poetto. Tutti.

Sì, ma poi cosa vi siete detti?
Con la gestione di Zedda il tono degli interventi è stato tra il molto incazzato e l’incazzatissimo. Di tutti gli interventi. E nessuno ha posto la questione in termini di spartizione del potere.

In che senso?
Nessuno ha detto che la giunta sta andando male perché il Pd non è rappresentato. Anzi, al contrario si è sottolineato come l’amministrazione non sta girando, che ogni settimana saltano fuori questioni spinosissime e le soluzioni tardano ad arrivare. E noi del Pd, a torto o a ragione, veniamo percepiti come coloro i quali sono corresponsabili, pur non avendo nessun tipo di gestione diretta nel Comune.

Brutta situazione. E Cabras?
Cabras parla verso la fine, penultimo o terzultimo.

Perché era lì? Che ci faceva?
Bella domanda. Poteva tranquillamente non partecipare, contemporaneamente c’era anche un’altra riunione, pensavamo andasse lì. Invece ha deciso che doveva essere presente e intervenire. E lo ha fatto. Una cosa rapida: cinque minuti.

E cosa ha detto?
Parte in maniera cauta. Seppur non negando le difficoltà, dicendo che “sì, ci sono problemi per l’amministrazione” (e così dà il contentino a tutti), poi fa il pompiere e cerca di raddrizzare la situazione. Dice che il partito deve sostenere il sindaco perché laddove noi avessimo aperto un fronte con Zedda, col governo per aria (stiamo parlando di una riunione tenuta una settimana fa, Bersani non aveva ancora ricevuto l’incarico), con lo spettro della campagna elettorale a giugno, noi ci saremmo trovati in difficoltà.

E poi?
E poi dice: “Io, su sua richiesta, ho incontrato il sindaco per un caffè. In realtà in questo periodo mi chiama spesso, per sfogarsi di come vanno le cose. Ci siamo visti e abbiamo parlato per due ore, due ore e mezza: saremmo rimasti più a lungo se io non avessi avuto un impegno. In questa occasione Zedda mi ha espresso l’ipotesi di un suo passaggio al Pd”.

E lei come ha reagito? Cos’ha pensato?
Sono rimasto basito. Una notizia del genere data davanti a tutte quelle persone! Per un attimo ho pensato anche che Cabras stesse millantando, poi evidentemente ho capito che invece voleva proprio che la cosa si sapesse in giro. Però poi ho anche pensato che era assurdo che Zedda non trovasse di meglio che parlare con Cabras della situazione politica cagliaritana. Cabras, quello che sembrava essere il suo nemico giurato… Che il sindaco vada a sentire la vecchia guardia del Pd mi lascia quantomai perplesso, anche perché alle tante sollecitazioni di tanti esponenti del partito nelle istituzioni non ha mai dato alcun riscontro…

E poi, Cabras che dice? Non dice altro?
Come no? Dice: “Per il sindaco Sel non ha un futuro, anche del suo gruppo in consiglio comunale Zedda non è molto contento. Per questo sta meditando, ragionando e riflettendo sull’entrare nel Pd. Anche se poi si è anche lamentato del fatto che noi ci rivolgiamo a lui solo per chiedergli qualcosa”.

Ed è vero?
Ma quando mai! Quando ci ha proposto i due posti nel cda del Lirico li abbiamo rifiutati. Quando Zedda è in difficoltà con un partito o una persona mette in giro la voce che gli ha chiesto qualcosa, anche se non è vero!

Altre considerazioni?
Ripensando alle parole di Cabras, io ho capito che lui volesse comunicarci proprio l’intenzione di Zedda di passare al Pd. Per quasi tutti il senso è stato questo, mentre per qualcun altro dei presenti, con i quali mi sono confrontato in seguito, Zedda stava parlando di un ingresso di Sel dentro il Pd, un po’ come si sente dire da settimane a livello nazionale, di una fusione. In ogni caso, secondo Cabras, Zedda ritiene conclusa l’esperienza di Sel, per cui a livello personale o di partito sta pensando ad una alternativa. E l’alternativa è il Pd. Perché è consapevole delle difficoltà nel quale si trova il gruppo di Sel, sia a livello locale che nazionale.

E Cabras che ne pensa di questo passaggio di Zedda al Pd?
L’impressione è che lui sia favorevole. I rapporti fra i due sono di lunga data.

Poi cos’è successo?
A quel punto la riunione è finita in fretta perché era tardi e doveva iniziare la direzione cittadina. Abbiamo così avuto giusto il tempo di condividere lo sconcerto per quanto era avvenuto. Ci siamo detti: “Cabras non è un frillo, sa quel che dice, non può averci preso in giro”. A tutti era evidente che la notizia che Cabras ci aveva dato era una bomba e tutti ci siamo ripromessi di tenerla riservata. Poi però è uscita su Sardegna Quotidiano…

Alla fine come avete valutato questo possibile passaggio di Zedda al Pd?
Molto semplicemente: dipende solo ciò che questa scelta porta. Se per Zedda entrare nel Pd vuol dire aderire alla linea del Pd, per noi è positivo perché la nostra linea è vincente. Se invece vuol dire che comunque in città non cambia nulla e che semplicemente quella del sindaco è una mera opzione di tipo opportunistico-elettorale, che gli permette di evitare le primarie che inevitabilmente il Pd chiederebbe alla scadenza del suo mandato, allora no. Se Zedda pensa che passando al Pd diventa il nostro candidato e se la scapotta, ha fatto male i conti.

Addirittura?
Se domani a Cagliari ci sono le primarie per il candidato sindaco, non ce n’è per nessuno. Tutto il Pd sarebbe fortemente motivato a sostenere un suo candidato ritenuto affidabile. Gli errori commessi alle primarie in cui si impose Zedda non verranno più ripetuti. Nessuno prenderà sottogamba la situazione.

Come proseguirà adesso questa vicenda?
Beh, di sicuro Cabras non è titolato a parlare con Zedda di una ipotesi simile, il sindaco se vuole passare al Pd deve interloquire innanzitutto con il livello cittadino del partito. Diciamo dunque che parlare con Cabras non è stata una genialata. In ogni caso il livello regionale segue con attenzione e interesse la vicenda. Forse Zedda si sente più protetto da quella sorta di “caos organizzato” che si trova oggi nel Pd che non da una posizione netta quale quella espressa da Sel. Una cosa per è certa: la situazione di Cagliari, la sua amministrazione, crea imbarazzo a tutti.

Anche questa notizia, però.
Al Pd no, a Sel di sicuro. Ha notato come nel giro di pochi giorni il partito ha ammesso prima che a Cagliari c’è ancora molto da fare, e poi ha rivolto una interrogazione al sindaco sulla vicenda del concerto di Unica 2.0? Sono segnali.

Un’ultima domanda: con chi ho parlato?
Questa intervista mette assieme le risposte date da quattro politici presenti all’incontro e che lei ha sentito stasera. Niente nomi, per carità, non avrebbe senso. Non scriva niente, ci consideri “fonti fiduciarie”. Le abbiamo solo raccontato quello che è successo, che lei, da giornalista qual è, ha verificato e che nessuno potrà mai smentire. Gli amici di Sel se ne faranno una ragione.

Grazie.

 

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27 Commenti

  1. La Fine del Lirico says:

    A nessuno interessa una crisi al Comune in questo momento. Non si sa quale sarà la nuova maggioranza, e qualunque sia il PD corre seri rischi, dalla scissione alla dissoluzione. In ogni caso si tornerà a votare presto, di sicuro per le regionali a febbraio, forse anche prima per le politiche. Si continuerà a vivacchiare e magari Zedda avrà un grosso rilancio se riuscirà a vincere la scommessa dell’allentamento del patto di stabilità e del rinvio della TARES, ovviamente insieme agli altri sindaci dell’ANCI. Probabilmente è veritiero che politicamente Zedda ha più a che vedere col PD, magari con la frazione che si riconosce nel circolo Copernico, che con Sel, tuttavia non potrebbe uscire senza rischi. Senza Sel in ogni caso non avrebbe più la maggioranza (o forse l’avrebbe di un voto, ma a quel punto basta un qualsiasi consigliere del PD che si ribella per fargli fare ciò che vuole) e pasticci coi riformatori o l’UDC non sono immaginabili. Se in cuor suo ha rotto con Sel, ci penserà in un momento più opportuno.

  2. gengis kanu says:

    ora che Zedda ha rinnovato le tesser di SEL (e dando per scontato che nè Biolchini, nè Zasso si siano inventati la notizia) le opzioni possibili sono: o ha detto una balla Cabras, o hanno detto una balla i 4 moschettieri piddini, o Zedda si è divertito bluffando un po’ per capire i movimenti dei suoi “avversari” attuali. Una cosa è certa, con tutti i suoi limiti, è ancora molto più avanti di loro.

    • Per me si è trattato di un messaggio politico rivolto sia ai suoi che al PD.
      Una smentita era attesa. La mossa astuta è stata quella di dare, con il rinnovo della tessera, la risposta nel senso che ci si attendeva, senza rispondere per davvero ed evitando così di affrontare l’argomento.. Ma rimane intatto il sospetto che certi pensieri siano li, a tentare il sindaco. Pensieri che potrebbero tradursi in azioni a seconda di come si metteranno le cose: avvisati entrambi, PD e SEL.

      • Andrea says:

        Si, gli stessi pensieri che hanno tentanto Cabras a far vedere alla base del PD, in fermento contro gli ultrassessantenni del partito, che lui è ancora lì, a disposizione, perchè lui conta ancora!……..nonostante le sconfitte alle primarie del 2011, nonostante sia stato nominato per andare a capo della Fondazione del Banco di Sardegna, nonostante gli scandali MPS che hanno dato una bella botta al PD nella campagna elettorale, nonostante in Italia ci sia aria di rottamazione della vecchia nomenclatura dei partiti, nonostante i malumori dei circoli cagliaritani del PD…… operazione “restyling Cabras”….Vecchio è bello!!

  3. Se domani a Cagliari ci sono le primarie per il candidato sindaco, non ce n’è per nessuno.. basta e avanza.si sta lavorando molto male, nel senso che non tanto per la qualità degli interventi, che non sono nè più nè meno incisivi di quelli della giunta precedente, vista l’effettiva difficoltà che il governo di una città come Cagliari presenta.. visti gli interessi dei diversi potentati, e la disonestà politica di fondo nel guardare sempre e comunque al risultato della propria bandiera, piuttosto che all’effettiva riuscita e realzizzazione o meno degli intenti dell’amministrazione in carica..Ciò che amio modo di vedere manca, è la comunicazione, tanto dele cose da fare, (fatte e non fatte ), tanto delle risposte e smentite eventuali, quantomeno del chiarimento delle proprie posizioni, in merito alle varie questioni, tra cui, questa fantastica megaminchiata dell’ipotetico passaggio al PD.
    MEGAMINCHIATA per 2 motivi: o si tratta di una cazzate mega tolta fuori da Cabras, o si tratta di una megaminchiata fatta o ipotizzata o da Massimo Zedda, o da Sel.. che tutto dovrebbe fare tranne che puntare ad essere assorbita da una forza politica le cui dinamiche cancellerebbero di fatto ancora di più la sparuta truppa di Sel.

  4. “Forse Zedda si sente più protetto da quella sorta di “caos organizzato” che si trova oggi nel Pd che non da una posizione netta quale quella espressa da Sel”.

    eh? caos organizzato ?

  5. Roberto Copparoni says:

    Il problema del Sindaco Zedda si riporta alla crisi di identità che SEL da mesi sta attraversando….. Si è detto che SEL rappresenti la sinistra sinistra dello schieramento politico italiano ma mi domando forse lo era di più Rivoluzione civile che non ha fatto scelte utilitaristiche nelle elezioni e che non ha “fatto patti con il PD” pur di ottenere una soglia di sbarramento più agevole per entrare in parlamento con il 2% alla Camera e il 4% al Senato, proprio come ha fatto SEL. Operazione riuscita solo in parte visto che buona parte del suo elettorato non ha votato SEL che, fra l’altro, ha anche rischiato di non avere rappresentanti al Senato.
    Peraltro molti degli ecologisti e Verdi che erano stai in buona fede intercettati da SEL hanno cambiato idea anche alla luce della linea politica che Vendola ha dato al partito.
    Penso ad esempio alla richiesta fatta proprio da Vendola di voler aderire al gruppo socialista europeo anziché ai Verdi europei e poi penso ai silenzi sulla vicenda Taranto e a tante altre cose…
    Alla luce di quanto esposto credo che per Zedda, vista anche la sua giovane età, sia anche naturale pensare ad una sua diversa collocazione nello scenario politico e che, facendo di necessità virtù, possa decidere di ritornare su i suoi passi e chiedere “ospitalità” nel PD. Magari, al suo interno, giustificando la mossa, come una battaglia politica per far spostare il baricentro politico del PD più a sinistra. Proprio come ha fatto Vendola a suo tempo per giustificare la sua “discutibile” scelta.
    Ma di quale sinistra stiamo parlando …di quella utilitarista?

    • Nazionale Senza Filtro. says:

      No, aspetta un attimo. Zedda può far spostare “a sinistra” la politica del Pd? Vuoi dire che in questi due anni Zedda ha fatto qualcosa di sinistra? E cosa? Non ha mai voluto sentire nessuno che nemmeno un dittatore sudamericano, manda vigili e avvisi di sgombero che in confronto Maurizio Merli era un commissario dialogante, della cultura non ne parliamo con bandi falliti per cercare di affidare tutto ai privati e con la ormai mitica arena sei grandi eventi. Ma di cosa stai parlando? Zedda è di sinistra quanto è vero il mio nick

    • Di Gomma says:

      e a tante altre cose…

  6. Nino60 says:

    Magari vista la malaparata del suo amministrare , intuendo che se perdura questa situazione si troverà col sedere per terra e, considerando che trattasi di fuoricorso (laureando in giurisprudenza…) senza un mestiere per le mani cerca rifugio da qualche parte per avere un futuro più o meno garantito??? Sai anche funzionario alla regione magari con un concorso ad personam…. Tanto con buona probabilità l anno prossimo il Pdl e i suoi accoliti passerano la mano .. Egli fra un po’ (ipotizzo) si sarà bruciato definitivamente e qualche cosa dovrà pura fare nella vita…. Spiace dirlo però ….

  7. Di Gomma says:

    Mai il PD si rivolge a Zedda per chiedergli qualcosa.

  8. Da tutto questo capisco soprattutto una cosa… Zedda si fida di gente di cui non si dovrebbe fidare… mi viene da pensare chissà a quanta gente improponibile ha chiesto consiglio o aiuto in questi mesi, persone che poi hanno agito per screditarlo o metterlo in crisi approfittando della sua confidenza (come ha fatto adesso Cabras…)
    Insomma, più passa il tempo più mi sembra che Zedda sia un politico (e su questo non c’erano dubbi) che vuole fare politica classica (aimè) ma che viene regolarmente mangiato dai vecchi squali che di politica e di politica classica ne sanno ben più di lui…
    Zedda secondo me non ha capito una cosa fondamentale. Lui è (era) l’immagine del nuovo che può spaccare la politica locale “mandando a casa” tutti i vecchi dinosauri… per questo chiunque faccia politica da tempo lo vuole eliminare… dovrebbe fare più attenzione e soprattutto girare a proprio favore la sua sempre più sbiadita immagine di nuovo…

    Infine dico che come opinione personale trovo positivo che Zedda passi al PD, almeno per fare un po abbassare la cresta ad un po di gente al comune che crede di essere il padrone del mondo avendo preso 500 voti…

    • La Fine del Lirico says:

      Gentile Tato, molti critici “piddini” dell’amministrazione Zedda non è che impazziscano di gioia per la vecchia politica, anzi … magari si tratta semplicemente di sensibilità diverse, che magari vorrebbero un Zedda meno “grillino” nei programmi (con questo assurdo senso delle priorità che privilegia le piste ciclabili ed altre amenità radical chic su tutto) e più “grillino” nell’approccio democratico e partecipativo coi cittadini, coi CITTADINI molto prima che coi partiti. Sa com’è, la libertà di pensiero consente anche di pensarla diversamente da Sel, unitamente al diritto di non vedersi accusare in modo capzioso e talora diffamatorio di perseguire sempre e comunque secondi fini. Quanto ai cattivi consiglieri di cui Zedda si è circondato, mi sa che deve cercare soprattutto dalle parti di Sel e fiancheggiatori, vedansi precari miracolati da uno stipendio a carico dei cittadini, certi giri universitari e giornalistici opachi, personaggi semplicemente mossi da una visione settaria e tragicamente non al passo con la storia (e dal 2011 al 2013 è già cambiato più che nel decennio precedente), i vari Gabriele Ainis. Secondo me se si libera di questa gente Zedda ha ancora la possibilità di far ripartire l’amministrazione e ripristinare la fiducia dei cittadini nella politica senza che questi debbano rivolgersi (ancor più) massivamente all’incognita a 5 stelle. Ovviamente è un’opinione …

  9. Carlo Murtas says:

    Il resoconto della riunione del PD che anticipava la Direzione cittadina conferma in pieno la fondatezza delle indiscrezioni sul tentativo di riposizionamento di Zedda sullo scacchiere politico della disastrata sinistra cagliaritana.
    Certo, immalinconisce non poco il fatto il giovane leader trovi conforto per lenìre i dolori derivanti dalla fatica di amministrare proprio nel suo principale antagonista alle primarie ( uomo della vecchia guardia complice dell’attuale degrado della sinistra), ed il lui cerchi la mediazione necessaria per uscire dalla situazione di stallo legata anche all’insufficienza delle sue scelte e inerzie politico-amminnistrative.
    E deprime ancor di più che tutto venga discusso in riunioni pseudo-segrete con l’informale incursione dI uno dei padroni del partito e le finte fughe di notizie da parte di anonimi dirigenti di partito; in effetti, questo modo di fare, la dice tutta sulla concezione del partito che hanno i partecipanti a queste adunanze, dove tutto deve rimanere celato perchè tutto si diffonda, e dove il confronto democratico sulle questioni trattate, e la necessaria comunicazione delle decisioni che ne conseguono nelle opportune sedi istituzionali, è ormai solo un miraggio sempre più lontano.
    Quanto a Zedda che dire di più, sia che stia cercando in questo momento di trovare una sistemazione per sè stesso o per la gracile formazione politica di cui fa parte, anteponendo o facendo concidere questo intento con l’uscita dallo stallo amministrativo in cui si trova la sua giunta, non cambia molto la questione di fondo; ha evidentemente esaurito la forza propulsiva verso il cambiamento per ii quale l’elettorato cagliaritano l’aveva generosamente eletto e si avvicina a passo accelerato verso l’ambito territorio popolato dalla Casta.

  10. Proviamo a fare un ragionamento per assurdo. Zedda vuole cambiare Cagliari scardinando i “poteri forti” che hanno messo le mani sulla città dai tempi di Francesco Crispi. La giunta da lui formata perchè lo sostenga in questa immane battaglia gli volta le spalle e lo lascia da solo. Isolato e duramente avversato da Ainis in un seguitissimo blog nazionale trova rinnovate energie nella meditazione e nella pratica de i ching. Le mutazioni esagrammatiche gli ispirano la lettura dei manuali che gli saranno da guida nella rinnovata tenzone politica: “tutta un’altra vita” di Lucia Giovannini, “il metodo” (E’ facile migliorare la tua vita se hai il metodo giusto) di Stutz e Michels, e soprattutto il fondamentale “Puoi fidarti di te” di Raffaele Morelli. Si devono a questo fecondo periodo le “illuminazioni” che lo hanno reso celebre, a partire dall’ontologico “Intuitu personae” che tanta fama gli procurerà. Ma viviamo tempi difficili e nella esacerbatezza della vita quotidiana tanti rifiutano la comprensione dei suoi sforzi, non capiscono e addirittura criticano le sue scelte, anche quelle che, a loro insaputa, li avrebbero resi migliori. Persino i miltanti del circolo “Sergio Atzeni”, che a sancire il loro distacco passano dal mojito allo spritz. A tutto questo si aggiunga poi l’avanzare impetuoso di quei “disperati” del Movimento 5 stelle, che agitando algoritmi dello Yucatan si portano dietro periferie intere, tifosi delusi, massaie rurali e studenti di primo pelo. Che fare? Ma la politica non è l’arte del compromesso?, credo sia stato il suo conclusivo determinamento. “Pronto, Antoneeello!!!”.
    P.S. “E’ solo per merito dei disperati che ci è data la speranza” Walter Benjamin.

  11. La Fine del Lirico says:

    La situazione di Cagliari è terribile, come è complicata quella del Paese, e non penso che Sel voglia disarmare a breve a livello nazionale, almeno non prima che sia chiarita l’inevitabile resa dei conti tra Renzi e tutta l’ala riformista e liberal del PD da una parte, i residuati bellici di comunismo reale dall’altra. Se questi ultimi non prevarranno, ben difficilmente Vendola scioglierà il suo partitino settario e autoreferenziale nel PD, ammesso e non concesso che non si vada a una scissione. Molto francamente ed onestamente, ritengo che sulla figura di Massimo Zedda la verità stia nel mezzo, ossia per un verso non ha aiutato molto coi suoi atteggiamenti spesso autoritari e autoreferenziali soprattutto verso il partito che vanta 13 consiglieri al Comune (a dire il vero suddivisi in almeno tre frazioni), per altro verso, a causa soprattutto dell’atteggiamento settario, intollerante e perfino villano di Sel, che ovviamente salve le eccezioni virtuose a Cagliari rappresenta il peggio della sinistra settaria e conservatrice della vecchia politica e delle rendite di posizione (litigano coi grillini, ma sono molto peggio di loro quanto all’approccio stile “influencer” senza vergogna), si è innestata una situazione in cui di tutto si da la colpa a Zedda, spesso anche da parte di chi dovrebbe essere informato sulla reale origine di certe problematiche (che non sono tutte sotto la responsabilità di Zedda), a Zedda non si crede neanche la verità. Se il sindaco vuole uscire da questo circolo vizioso che fa male alla sua immagine, ma soprattutto fa male a una città in cui un senso di disistima nei confronti della politica si diffonde sempre più, e vuole lasciare al proprio destino la setta Sel per raffrontarsi con la ben diversa dialettica di un partito plurale ed articolato culturalmente come il PD, ben venga; magari altri militanti di Sel che sono fondamentalmente in buona fede e risorse positive per la buona politica lo seguiranno, abbandonando al loro destino i rottami della peggiore partitocrazia di sinistra (purtroppo presenti anche in una parte significativa della componente “bersaniana”, in realtà molto articolata), magari senza finanziamenti e fondi pubblici da cui trarre un’alternativa retribuita all’assenza di un vero lavoro da svolgere. Staremo a vedere, la situazione del PD è ancora da chiarire e la partita per il Governo sarà decisiva, siamo nelle mani di Bersani. Quanto a Sel, la sola cosa che ci si può augurare per il bene della sinistra è il suo scioglimento e l’abbandono della politica da parte di un inconcludente dinosauro nella mente (prima ancora che nell’anagrafe, ha solo 55 anni) come il signor Nichi Vendola. Chi vorrà andrà con Grillo, chi crede ancora in una prospettiva di sinistra democratica e di governo verrà nel PD, magari nel nuovo partito di Renzi se alla peggio ci sarà una scissione.

  12. Coolpirri says:

    Questa notizia è arrivata giorni fa anche a casa di una madre pirrese che ormai è fuori dal mondo da mesi!!!!

  13. matteo says:

    Mi sa tanto che qualche piccione che secondo alcuni volava sulla tua testa ora si trova dalle parti di via puccini. La butto lì, sapendo di spararla grossa: se cabras e zedda sono così amici, non è che sotto sotto le famose primarie erano una partita senza avversari, ma deciso a monte?

  14. Alessandro says:

    A mio avviso il discorso è un altro, purtroppo. partiamo che chi se ne frega se Zedda va da sinistra sinistra a sinistra e basta, e questo è il primo punto. Secondo punto è che Cagliari, aimè, è rappresentata da una persona che sembra quasi che non la ami. Adesso se ci saranno altri commenti saranno del tipo…. Poverino si è dovuto sobbarcare tutti i problemi della vecchia amministrazione e quindi non riesce a fare tutto, ma chi se ne frega! Sei salito in municipio prendi decisioni e fallo in fretta.. Tutto questo te lo dice una persona che è dovuta andare via da Cagliari perchè non offre niente e che aveva una mezza intenzione di tornare, ma che purtroppo non lo farà.. Svegliatevi tutti quanti e capite che alla gente non gliene frega niente se saltate da un partito ad un altro.. Cagliari non è il sindaco, Cagliari è fatta da abitanti che la amano..

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