Cagliari / Politica / Sardegna

Gli ultimi giorni di Sel! Zedda si affida a Cabras (e Soru) per potersi accasare nel Pd!

È proprio vero che la sorte a volte è ironica. Che il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, preoccupato per il precipitare della situazione (ormai in città ci sono ci sono manifestazioni di protesta ogni giorno) si stesse guardando attorno e che da qualche settimana stesse fissando intensamente il Partito Democratico, era cosa risaputa negli ambienti più ristretti e ben informati della politica.

Ma che l’enfant prodige di Sel, l’amministratore vendoliano doc buono per ogni talk show, avesse scelto Antonello Cabras, il grande sconfitto alle primarie di due anni fa, per iniziare una “interlocuzione” che lo portasse nelle braccia del partito di Bersani, questo no, questo lo abbiamo scoperto stamattina leggendo Sardegna Quotidiano. Per Cabras si tratta indubbiamente di una bella rivincita. E per Sel di una discreta figuraccia.

Ma perché Zedda ora bussa alla porta del Pd? Essenzialmente per due motivi, uno di carattere generale ed un altro più legato a ciò che sta avvenendo in città.

Partiamo da quest’ultima situazione. Dopo appena due anni, l’amministrazione di centrosinistra che governa Cagliari è ormai senza fiato e senza idee. Lo dice il Pd, lo dicono i Rossomori, lo dice perfino Sel. In realtà, che le cose in città non stessero andando bene c’era qualcuno che lo stava dicendo da più di un anno, ma evidentemente era soltanto un artista mancato o un giornalista bimbominkia.

Tutti i partiti imputano a Zedda la responsabilità di questo stallo. E nel Pd la consapevolezza è più marcata. Il sindaco ha cercato di ammorbidire il partito, proponendo qualche incarico di sottogoverno (vedi consiglieri di amministrazione al Lirico), ma il Pd non solo non si compra con due ceci ma soprattutto sa che se fallisce a Cagliari fallisce anche alle prossime regionali: e quindi non può più permettersi di scherzare.

Così, di fronte alla rigidità di Zedda, ha iniziato a immaginare un percorso politico, riassumibile in questo modo: “Caro sindaco, tu non ci ascolti? Non cambi la tua politica fallimentare su Poetto, Teatro Lirico, Sant’Elia, cultura, lavoro e urbanistica, e che tanti voti rischia di farci perdere alle prossime regionali? Perfetto, vai avanti per la tua strada. Noi non ti chiediamo nulla, neanche un assessorato. Però fra tre anni ti mettiamo in discussione proponendo nuove primarie, candidiamo un nostro uomo e ti spazziamo via. Perché il Pd ha il 30 per cento e Sel il 5, e un altro caso Cabras non si ripeterà”.

Zedda il messaggio l’ha capito benissimo. Ma anziché cambiare politica ha pensato innanzitutto a cambiare partito. “Caro Pd, tu mi minacci? Benissimo: e io mollo Sel e divento uno dei tuoi. In questo modo sarà più difficile per te, caro Pd, fra tre anni non difendermi, e per me sarà più facile essere riconfermato sindaco”.

Anche perché dove va Massimo Zedda con Sel? Esiste ancora Sel? Evidentemente no. La nomina alla presidenza della Camera di Laura Boldrini (voluta da Bersani ma non da Vendola, che avrebbe preferito eleggere un rappresentante di Grillo…) ha eroso ogni margine di manovra del partito, che adesso si ridurrà ad essere una corrente del Pd. Sel è destinata a scomparire, con una parte che sosterrà Bersani ed un’altra che invece proseguirà il suo percorso a sinistra, cercando di mettere assieme i pezzi sparsi di uno schieramento ormai ridotto all’irrilevanza.

Zedda ha scelto evidentemente di buttarsi sul Pd. Anche perché non condivide la linea dei parlamentari Luciano Uras e Michele Piras, che alle prossime regionali (e non è certo un segreto) vorrebbero collocare il partito su posizioni vicine al mondo indipendentista. A Uras e Piras una candidatura di Soru, ad esempio, non garberebbe per niente, mentre non sono in pochi ad aver notato le recenti e frequenti interlocuzioni fra il sindaco e l’ex presidente della Regione, che nella giunta Zedda ha un assessore (Barbara Argiolas) e che non dice nulla delle contraddizioni urbanistiche (eufemismo) dell’esecutivo cagliaritano.

Ma Zedda guarda al Pd perché ha bisogno di stare in un partito che gli possa garantire un futuro, perché a questo punto, con questi chiari di luna, fra tre anni (ad appena quarant’anni) rischierebbe di vedere conclusa la sua carriera e di doversene inventare una completamente nuova. Ecco perché ora Zedda chiede al Pd a quali condizioni lui può entrare nel partito.

Ed il punto è tutto qui. Perché se Zedda passa da Sel al Pd sono anche fatti suoi, ma poi si tratta di capire cosa cambia nel governo della città. Ad esempio: sulla vicenda del Lirico Zedda e il Pd hanno posizioni distantissime: con il sindaco targato Bersani cosa cambierebbe? Zedda si allineerebbe alle posizioni del Pd o viceversa? E sul Poetto? E sul Sant’Elia?

E la giunta? Perché è chiaro che a quel punto almeno metà esecutivo sarebbe targato Pd. E che ruolo e peso dovrebbe avere Sel? Quanti assessori? E scelti da chi?

In ogni caso, lo schema è chiaro: se Zedda lascia Sel per il Pd, viene sostanzialmente commissariato dal suo nuovo partito, ma ha in tasca la chance della riconferma alla guida del Comune di Cagliari o comunque la possibilità di entrare nel giro degli incarichi possibili in un futuro che verrà. Oppure resta in Sel, è costretto a prendersi la responsabilità politica di ogni stupidaggine commessa dalla sua amministrazione e fra tre anni deve cercarsi un lavoro.

Insomma, l’uscita della notizia di Zedda che va a trattare con Cabras un suo eventuale passaggio al Pd (con Cabras che fa da pontiere e placa le ire di tanti esponenti Pd inferociti col sindaco)  segna idealmente uno spartiacque nella storia di questa amministrazione comunale di centrosinistra. Dimostra che è arrivato il tempo di fare i conti con la realtà, che non ci si può più nascondere dietro ad un dito. Se passando al Pd Zedda recupera un minimo di lucidità, ben venga questa novità.

Certo, gli amici di Sel saranno sotto choc e se ne dovranno fare una ragione. Cosa succede se il loro campione li lascia per finire addirittura tra le braccia dell’odiatissimo Pd? Come giustificheranno questo disastro? Ma si sa che dalle parti di via Puccini sono dei finissimi argomentatori, e basta mettere in giro due voci velenose per rimettere tutto in sesto e continuare a credere cha a Cagliari vada tutto bene.

 

77 Commenti

  1. Ghostwriter says:

    Ricordavo questo articolo. A distanza di quasi 3 anni si configura ciò che si stava preparando già dal 2013. Al tempo forse non vi era la ragione di opportunità, ora, probabilmente, i tempi sono maturi, anche perché altrimenti la candidatura di Zedda per il PD sarà cosa difficile da sottoscrivere.

  2. Pingback: “Così Cabras ci ha detto: Zedda vuole passare al Pd!”. La storia vera raccontata da chi c’era - vitobiolchini

  3. Di Legno, Di Ghisa, Di Ghiscio. Di Gesso e Devessere (la nipotina di Di Legno) says:

    Finalmente è arrivata la smentita di Massimo Zedda: “Rimarrò in SEL e non ho mai avuto nessuna intenzione di andare col PD”.
    Soviet aveva proprio ragione

  4. New Entry says:

    Mi scuso di nuovo, il mio commento non dovrebbe comparire in cima ma in risposta ad un post di Peppino.
    Ma visto che ci sono aggiungo qualcosa. Trovo sgradevole insinuare che sia un male diffondere contenuti solo perchè provenienti da persone ritenute sgradite. Si ironizza tanto sulla democrazia informatica di Grillo, ma Grillo è per il web libero, il che significa poter leggere oltre al suo sito anche mille altri contrari al suo per idee. Se poi tornerò al suo sito sarà per convinzione, non per costrizione. Questa è democrazia e non fascismo delle idee. Altrimenti ci comportiamo come il marito geloso che chiude la moglie in casa. Spero di aver espresso con chiarezza il mio pensiero.

  5. New Entry says:

    Però sarebbe stato corretto mettere un link alla pagina web dove si trova la discussione citata, perchè estrapolare equivale a manipolare la fonte.

  6. Pingback: Una difesa del ruolo del giornalista. Anche se Vito Biolchini non ne ha certo bisogno. | Vigilare per difendere la democrazia

  7. Ilaria says:

    A me puzza molto questa storia, perchè c’è di proprio Cabras,dopo essere finito su tutti i giornali per la storia della Fondazione del Banco di sardegna, in un momento in cui politici come lui sono visti come la casta da mandare a casa ( e di cui anche il PD sta iniziando a fare a meno).
    Ho il sospetto che alla riunione del PD abbia millantato cose…..

  8. New Entry says:

    Chiarimento:il mio post è una risposta alla domanda “Chi è Ainis?” fatta da qualcuno. Non so perchè ma quando rispondo direttamente poi il messaggio viene inserito in posizione differente, in cima a tutti gli altri post.

  9. New Entry says:

    Un individuo cattivissimo, la cui presenza malefica aleggia in questo blog. D’ora in avanti propongo di riferirsi a lui come a Cloui Che Non Deve Essere Nominato.

    • pappa e citti says:

      Chiamalo se vuoi.. Paolo Z., come diceva quello.

      • E’ una battuta o lo si pensa davvero? Cioè, che la persona che si fa chiamare G. Ainis si celi dietro uno pseudonimo è evidente a tutti. Però vorrei far presente che tale Gabriele Ainis fece irruzione in rete prima che Zedda figlio potesse anche solo immaginare di diventare sindaco. Ai tempi seguivo il blog della buonanima di G.Pintore. Parliamo della prima parte del 2009. E tutti si chiedevano chi diavolo fosse. Era ancora sconosciuto ai motori di ricerca, una new entry diciamo, come testimoniava Pintore in questo intervento:
        http://gianfrancopintore.blogspot.it/2009/05/il-consenso-scientifico-non-si-cerca-su.html

  10. Luigio Guastardo della Radica says:

    Cess, oh Biolchini..se Zedda rivince non puoi neanche più fare festa a gagliardetto tirato e palchetto! Ti toccano dieci anni affengiato..

  11. Roberto says:

    Ma Zedda non farebbe prima a fare un rimpasto e mettere Assessori del PD per coprirsi le spalle? E’ quello che chiedono non tanto sottovoce da mesi……
    D’altra parte dopo le elezioni sono stati piuttosto incazzati del fatto che nessuno del PD è stato messo in una Giunta con Assessori “esterni”.
    Anche in queste ultime settimane si riparla di rimpasto…

    e allora:
    Zedda non farebbe prima a mettere gli Assessori del PD, che passare al PD e avere gli stessi Assessori di ora? Gli Assessori non sono mica figli suoi, mica li manda al macello se gli toglie l’incarico.
    A me sembra invece che passando al PD si condanni ancora di più a dover ubbidire al partito PD.
    E poi penso proprio che ci sarebbero forti conseguenze anche in consiglio comunale : SEL è partito della maggioranza…rimarrebbe a guardare Zedda che se ne va dal PD, dove peraltro è scappato qualche anno fa proprio perchè non davano spazio ai giovani??
    Io sinceramente non capisco, qualcuno magari me lo spiega?

    Magari poi nel PD Zedda ci va per ragioni riconducibili al nuovo scenario nazionale (un giovane Sindaco, già conosciuto al grande pubblico sarebbe proprio quello vorrebbe Renzi…ma Renzi ancora non c’è, forse ancora per poco).

  12. Ci sarà pure una responsabilità politica del clima di incomunicabilità da disamoramento che ci affligge tutti da in po’ di tempo in qua? E ci sarà pure la responsabilità di chi ha permesso che il linguaggio degenerasse, offrendoci la superlativa qualità dialettica dei bimbiminkia e delle sorelle materassi? Ma tant’è. Quando soffia il libeccio manicheo le intelligenze si inchinano e il buon senso si chiude a chiave nello sgabuzzino delle scope. Ci voleva molto ad ammettere che Zedda, non potendo conoscere come le sue tasche l’interezza della complessità dei problemi da affrontare, avesse bisogno dell’aiuto di chi quei problemi come le loro tasche invece conoscevano? Giammai! Zedda non sbaglia mai. Se sbaglia sbaglia per il bene comune, e chi lo fa notare è un avversario cui il livore ha ottenebrato la capacità di esprimere giudizi obbiettivi. Da una parte la fine intelligenza strategica di chi lavora per il futuro, dall’altra l’invidia rancorosa dei giornalisti frustrati e dei mancati artisti. Ma, io mi chiedo, esiste davvero una visione del futuro lì sul ponte di comando, un’idea di quale strada seguire? Più passa il tempo e più mi convinco del contrario. Esiste il potere, e se non hai sviluppato quegli anticorpi che riesci ha trovare, con fatica e dolore, solo dopo aver frugato nella profondità e nella difficoltà del tuo essere uomo fra gli altri uomini, sarà il potere a guidare sempre le tue azioni. O, per dirla in altri termini, se vuoi davvero cambiare le cose, devi anche trovare un modo diverso, più umile di quanto il tuo orgoglio ti consigli, per arrivare alle scelte che necessariamente dovrai fare. Ascoltare, capire, condividere, imparare. Io ritorno sempre al caso del teatro lirico, o per essere più esatti al caso della signora Crivellenti, perchè lo considero emblematico della mancanza di visione del futuro e dell’infantile, estremistica chiusura intorno a beceri luoghi comuni, espressione purtroppo ancora condivisa da tanti sedicenti “maìtre à penser” della nostra sinistra. Recentemente ho inviato un mio commento al blog dell’ineffabile Ainis, al quale, di fronte all’ultimo brutale attacco contro Biolchini e Floris, ho rispiegato per l’ennesima volte il senso e il fulcro del problema. La sua risposta (andate a leggerla se non mi credete) è quanto di più reazionario e illiberale potessi immaginare: ” Gentile Peppino,
    non dica cazzate! Lei continua a sostenere che Crivellenti sia una iattura: dove sarebbe il merito?? Lei è un buon esempio di ciò che vado ripetendo da tempo: un gruppo di lavoratori privilegiati che vorrebbe scegliersi i dirigenti (come è accaduto in passato e ancora accade) nei teatri lirici.
    Cordialmente,” Questo è l’atteggiamento consueto di chi difende, senza mai entrare nel merito, ma, è proprio il caso di dirlo, per “partito preso”, scelte di cui ci dovremmo tutti vergognare. Arrivare a parlare di lavoratori privilegiati, perchè ancora difendono i pochi diritti che ai lavoratori sono rimasti, è un atteggiamento disonorevole, da contrastare con ogni mezzo da parte di ogni coscienza libera. Ma forse sono io che non ho capito niente, e da povero illuso ho creduto che il potere potesse non cambiare le persone, in peggio, ma aiutarle ad essere aiutate. Mi accomiato con le parole di Georges: Si, quand un emmerdeur le met
    En rogne, on ne le voit jamais
    Lever sur l’homme une main leste.
    C’est qu’il juge pas nécessaire
    D’humilier un adversaire,
    C’est un modeste.
    Si tu n’as pas tout du grimaud,
    Si tu sais lire entre les mots,
    Entre les faits, entre les gestes.
    Lors, tu verras clair dans son jeu,
    Et que ce bel avantageux,
    C’est un modeste.

  13. New Entry says:

    Se per gestione fallimentare di Zedda si intende lo strano esito della questione assegnazione ex Liceo Artistico posso essere d’accordo. Era in queste cose che volevo più incisività.

  14. LUCIDA says:

    Ma davvero ti hanno chiamato bimbominkia ?

    • Gianfranco Carboni says:

      No signora lucida chi è stato bimbominkia? Ma scusi Signora lucida mente e sottilmente ogliera ha la barba paridi garibaldi e lo feriscono cosi’. Na o Zedda guarda che ti lancio i componenti di Voltron e di mazinga Zzzzzzze

  15. Mi sono ricordato un aneddoto.

    Premetto una cosa: so bene che il fattore “sticazzi” è sempre dietro l’angolo, e che potrei benissimo prendermi un doppio vaffanculo, corale, visti gli animi un po’ caldi. Però non fa niente…
    Mi è tornato in mente l’incontro dei sostenitori del blog, che Su Presidenti ha organizzato parecchi mesi fa.
    Quando sono arrivato era ancora un po’ presto, ho visto te e Sovjet che chiacchieravate, vicino al muro che fa da limite destro della piazzetta. Mi sono avvicinato per stringervi la mano e chiedervi “come va”. Mi avete guardato e vi è comparso un punto interrogativo gigante al posto della faccia. Ero anche pronto al “chinigazzusesi”, ma non me lo avete chiesto. Troppo gentili.
    Vi ho chiesto come mai stavano stendendo per terra tappeti e cuscini, se quella era l’area per accogliere i bambini, ma Sovjet ha avanzato l’ipotesi dell’area per fare i bambini. Sarebbe stata un’ottima idea (prendi nota, Su Presidè).

    Quell’incontro mi è piaciuto davvero tanto. Era l’aria di festa e anche la evidente voglia che tutti avevano di incontrarsi per chiacchierare. C’era un atmosfera bellissima perché tutti erano li per “costruire” qualcosa.

    Quello è un obiettivo che vale la pena di perseguire.

    Leggendo lo scambio un po’ iroso mi è tornato in mente quell’incontro. Sono fatto così. Mi piacerebbe che quell’incontro si ripetesse, con la stessa atmosfera.

  16. Cesssss nervosetti in via puccini… itta è… pappingiu??? 😀

  17. Pingback: MASSIMO ZEDDA E IL PD: DEL MONTARE GLI ALBUMI A NEVE « Marcello Sovjet Cadeddu

    • Quando l’amico Sovjet capirà come lavorano i giornalisti e a cosa servono, forse sarà troppo tardi per tutti noi. E comunque, la mia fonte non è Sardegna Quotidiano, perché io su questa vicenda ho le mie fonti. By giornalista bimbominkia.

      • Claudia says:

        Eh già , Vito ! Mentre i giornalisti bimbominkia coltivano un pio desiderio , c’é chi riflette sulla preparazione delle meringhe e chi si dedica allo studio dei miti delle civiltà morte ! 😀

      • Tasi Nanta says:

        Comprendilo, poverino. Lui non ha capito che il problema è: Cabras ha detto o non ha detto la frase: “Zedda vuole passare con noi”? I casi sono solo due: o l’ha detto o non l’ha detto. Siccome quando l’ha detto c’ero anche io assieme a un sacco di persone, allora vedremo con quali ventose stile “Mission Impossible” per scalare grattacieli di vetro il buon Sovjet (già pseudo-Ainis) inizierà la arrampicata.
        Mischini in via Puccini. Loro Massimo lo adorano davvero, come la mia cognatina adorava Miguel Bosé negli anni ottanta.

      • Caro Vito, io mi sono semplicemente limitato a leggere quanto tu hai scritto. Le fonti, a parte l’articolo di SQ, non le ho trovate.
        Sul fatto che non so come lavorano i giornalisti e a cosa servono hai ragione. Ma io sono un semplice impiegato. Mi pare però che questa lacuna ce l’abbia anche qualcuno che invece dovrebbe farlo di professione.
        Per quanto riguarda il termine “giornalista bimbominkia”, non mi piace, non lo uso e lo ritengo un pochino offensivo.
        Per il resto, continuo a ritenere che quando ti occupi di Massimo e di Sel perdi quell’oggettività che riesci ad avere quando tratti altri argomenti.
        O almeno, questo è il mio parere, per il poco che vale.

        • Caro Marcello, nel post sul tuo blog ti sei semplicemente limitato a mettere in dubbio la mia professionalità, come con sempre più frequenza fai quando ti trovi in difficoltà davanti alle contraddizioni di questa amministrazione comunale di cui (a differenza mia, che non devo niente a nessuno) sei un acritico sostenitore.
          Le fonti non le hai trovate perché sono riservate, evidentemente. Non sono tenuto a rivelarle, né a te né a nessun altro: sono un giornalista professionista che risponde ad un codice deontologico e non ho certo bisogno delle tue lezioni di giornalismo, te le puoi ampiamente risparmiare. Sei effettivamente un semplice impiegato, che però purtroppo ogni tanto gioca a fare il dirigente politico: sei meglio come impiegato. Altrimenti solleveresti il telefono e chiameresti un dirigente qualunque del Pd e ti faresti raccontare come l’altro giorno Antonello Cabras ha comunicato, in una riunione riservata, di aver incontrato il sindaco Zedda il quale gli ha manifestato il suo interesse a passare al Pd. Questa è la notizia. Forse Cabras si è inventato tutto? E’ possibile. Ma quelle dichiarazioni ai dirigenti del Pd le ha fatte.
          Il tuo post è estremamente scorretto, ma ormai ci sono abituato, siete patetici e tu più di tutti. Mi ricordi quei tifosi del Cagliari che sono arrivati quasi a minacciarmi perché ho osato dire che fare lo stadio a Is Arenas era una follia.
          E comunque il tuo parere vale per quanto riesci ad argomentarlo: in questo caso, nulla.

          • Vedi Vito, se ti rileggessi con un po’ più di serenità questa tua risposta, cosa che magari succederà tra qualche tempo, non potresti far altro che darmi ragione. C’è un livore inutile e sovradimensionato rispetto al tema di discussione. Intanto, non ho messo in dubbio la tua professionalità, ho detto solo che, al pari di Travaglio e Furio Colombo, ci sono argomenti che ti rendono troppo emotivo per essere obiettivo (per quanto lo si possa essere).
            Poi, francamente, non capisco cosa vuoi dire con “sempre più di frequente”. Non mi pare di essermi occupato né di te, né di quello che scrivi con molta frequenza. Certo, non la pensiamo allo stesso modo su questa amministrazione, ma detto questo credo che si viva bene entrambi occupandoci poco delle cose degli altri.
            Poi, vedi caro Vito, tu forse non dovrai niente a nessuno, cosa che non metto in dubbio, io invece sarei pure in credito…
            Vedi, chiamare i dirigenti del Pd non è compito mio, semmai chiamo i dirigenti del mio partito e chiedo. La risposta che ho avuto è che non è vero niente. Quindi, tra chi conosco e chi non conosco, scelgo facile. Poi, può succedere tutto, vorrà dire che mi sono sbagliato.
            Sul fatto che sia meglio come impiegato che come dirigente politico, può essere, ma credo che tu non sia esattamente quello che può esprimere giudizi di valore in merito.
            Il mio post scorretto? Manca di argomentazione?
            Sarà…Ma fallo giudicare agli altri… Ah, dimenticavo, chi non è d’accordo con te è per forza un “acritico sostenitore”.
            Non paragonarmi ai tifosi del Cagliari, il tifo non è esattamente la mia caratteristica principale, tanto meno quelli che minacciano. Non è il mio stile.
            Abbi cura di te.

            • Continua a fare l’impiegato.

              • francu says:

                Questo commento non ti fa onore vito. Sgradevole e inutilmente offensivo. Credo che tu abbia ragione nella sostanza, ma come sai la forma è importante e la caduta di stile fa perdere efficacia alle tue ragioni che sottoscrivo. Peraltro Marcello non è mai maleducato nei modi ed è un peccato anche per il blog.

                • Marcello è più che maleducato: è ipocrita. Perché fa ritenere che abbia io scritto quella notizia perché “odio Sel”, perché fa finta di essere un “semplice impiegato”, perché difende l’identità reale di un diffamatore seriale, i cui post lui diffonde a piene mani. Sono contento di essere riuscito ad essere finalmente sgradevole: con gente così ambigua e scorretta lo sarò sempre di più.

            • Francesca says:

              Ma non eri tu che approvavi e rilanciavi le schifezze che Ainis scriveva su Biolchini? Guarda che l’abbiamo visto tutti!

          • Caro Vito, da quando ti seguo sia su questo blog e sia alla radio durante il tragitto sulla 131 (prima di entrare sul posto di lavoro), posso dire che non hai sbagliato un colpo. E se tanto mi da tanto, ritengo che ciò che tu hai scritto, sia fonte di verità. La parola “endorsement”, tanto di moda in questi giorni, non può essere utlizzata in questo frangente. Ho letto tante accuse nei tuoi confronti e un pochino trovo delle analogie con la polemica Grasso- Travaglio. Come per Travaglio, quando scrivevi contro la Giunta Floris, eri l’eroe della sinistra cagliaritana. Un pamphet.. Ricordo ancora quando hai intervistato Zedda a Radio Press…Addiritttura vi davate del tu, sebbene il protocollo radio televisivo imponga del lei.A distanza di un bienno, ciò che scrivi attualmente è lo specchio di quello che molti elettori di centrosinistra e non, provano nei confronti dell’attuale Sindaco. Io c’ero in piazza del Carmine quando tutti insieme abbiamo festeggiato la vittoria di Massimo. E pochi ricordano che tu stavi sul palco dietro a lui con la foto del Cagliari Campione d’Italia. Ebbene, io penso che le tue parole siano il frutto di tanta delusione accumulata in questi due anni di nulla. Il nostro Sindaco, si è arroccato su questioni come lo Stadio Sant’Elia, il Teatro Lirico, i ricciai, i chioschetti nel rispetto , forse, della legge. Ma sino ad oggi, e a malincuore, penso che Zedda sia il Sindaco dei gay ( con l’unione di fatto) e degli zingari ( con l’eliminazione del campo nomadi). Oltre alle piste ciclabili (in città, ho sentito si mormora che il presidente dell’associazione pista ciclabile sia il cognato dell’assessore Coni) gradite, non trovo niente di significativo in positivo per l’uomo della strada. Mi sembra troppo testardo nelle sue decisioni non calcolando il Consiglio Comunale, dimenticando che ogni singolo consigliere, che sia di destra o sinistra, è uno stakeholder, o se preferiamo, un “legittimo portatore di interessi”. Ognuno di essi rappresenta una fetta di città ed è dunque lecito attendersi il massimo rispetto per i rappresentanti dei cittadini. Nella mia completa ignoranza e vorrei sbagliarmi, sembra quasi che il Sindaco si muova solo dietro consigli del suo staff. Due anni fa, Zedda veniva visto come l’aria nuova. Era molto cool, faceva tendenza insomma. Oggi viene “sputtanato” quando cazzia una professoressa al Liceo…MMMh..secondo me c’era qualcosa di arrexiu dai tempi in cui era studente. ahi..che delusione.

        • Bruno Ghiglieri says:

          Guarda, quando scrivi che Zasso e Biolchini avrebbero dovuto telefonare a Cabras e Zedda per verificare la notizia fai quasi tenerezza. 🙂

        • gentile Sovjet,
          ho letto il tuo lungo post (di cui apprezzo soprattutto la colonna sonora) e mi limito a due precisazioni di carattere tecnico:
          – se in ogni articolo dovessi trovare citate le fonti, sui giornali ci sarebbero solo comunicati stampa
          – e se bastassero i “dicunt” e i “pariri” per scrivere, non troveresti un giornalista a piede libero.

          Ps: Vito, ci sono voluti i frastimi per scrivere il mio primo commento…

          • Gentile Zasso,
            anch’io ho letto il suo articolo, ma purtroppo non vi ho trovato alcuna colonna sonora.
            Capisco che citare le centinaia di nomi delle fonti del suo articolo in effetti avrebbe appesantito oltre il lecito la sua scrittura.
            Comunque, la ringrazio dell’attenzione, non pensavo avesse tempo da perdere con un impiegato un po’ patetico.
            Stia bene e mi raccomando, mi aspetto da lei la prima intervista di Zedda con la maglia del Pd!

            • Caro Marcello (evito il gentile per incompatibilità ambientale), io mi dispiaccio del deterioramento dei rapporti, ancorchè virtuali, e me ne dispiaccio soprattutto perchè in lei avevo intravisto l’interlocutore disposto ad alzare, di volta in volta, l’asticella dei ragionamenti e delle argomentazioni. Mi aspettavo che lei puntasse come me alla visione più alta del sentire politico, l’antropologia, e si chiedesse il perchè gli esseri umani interagiscono tra di loro, e con quali meccanismi di potere, e con quali scopi. E si chiedesse come me perchè il senso di colpa faccia di noi, come uno spirito maligno, quello che siamo e quello che diciamo. Che è diverso da quello che pensiamo. Io penso che lei sia condizionato da un senso di inferiorità (alto/basso- io ti salverò) nei confronti di Ainis, e lo consideri un maschio à penser alfa, a cui lei è costretto a “fare la tara” per giustificarne l’insostenibile inconsistenza. Guardi, e glielo dico come un fratello maggiore, Ainis è un laido manipolatore, un venditore di idee morte e sempre, costantemente, perbeniste. Un ego ipertrofico determinato a colpire chiunque, perchè chiunque ha avuto dalla vita più di lui, e quindi bersaglio del suo odio. Sì, odio è la parola giusta, e io ne ho profonda paura, se questo ha a che fare con i destini di noi tutti. Se non lo fa Ainis, lo faccia almeno lei, di guardarsi dentro fino all’abisso, fino alla disperazione dei desideri abortiti. E allora vedrà, capirà che la sincerità, nei rapporti umani. è più importante di una linea politica.

              • Se scrive direttamente sul mio blog provo a risponderle.

                • Peppino says:

                  Sono stato in silenzio per tanto tempo, ad occuparmi dei miei gatti. Se ho ripreso a scrivere le mie sciocchezze è perchè ho trovato questo blog, che oltre ad ispirarmi fiducia e simpatia, mi garantisce libertà. Ho provato, mosso da insane ragioni che hanno a vedere con il 77, il PCi e Amendola, a dialogare con Ainis, e la delusione è stata tale che ho deciso di lasciar perdere. Preferisco il bar e la “serie B” al salotto. Qualunque salotto.

  18. Caro Vito, posso con orgoglio dire di essere tra gli artisti mancati che avevano che avevano predetto tutto insieme a qualche giornalista bimbominkia:)
    http://tavorartmobil.blogspot.it/2012/03/cagliari-priva-darte-contemporanea.html

  19. Carlo Murtas says:

    Se fossero vere le indiscrezioni sulla presunta “interlocuzione” di Zedda col PD per il cambio della casacca di partito, il Sindaco dimostrerebbe di aver perso per strada quel coraggio e quella fierezza dimostrata quando si candidò alle primarie per la carica di Sindaco lasciando poi un comodo scranno di Consigliere Regionale. Con i suoi avvicinamenti ai vertici del PD potrebbe c’entrare anche il rinnovato attivismo di Soru, ( guida dell’opposizione e grande assenteista del Consiglio Regionale, e questo la dice tutta sui risultati del contrasto alla dappocaggine delle giunte Cappellacci) che ripropone il vecchio copione di farci sognare il cambiamento nella politica sarda, senza però essere in grado di cambiare sè stesso.
    Cari Zedda e Soru il tempo dei sogni è finito ( mi auguro almeno per quelli che vorrebbe evocare Soru ), e se Zedda dovesse considerare i suoi interessi di carriera più importanti del governo della città, vuol dire che ci stiamo avvicinando davvero al capolinea di questa amministrazione.
    Mi piace quindi pensare che l’indiscrezione giornalistica sull’interlocuzione col PD sia priva di fondamento e che Zedda si dedichi, se ne ha la stoffa, a provare a dare la giusta sterzata alla rotta smarrita dalla sua amministrazione.

  20. Personalmente ho smesso di illudermi sulla possibilità che la giunta Zedda risolva almeno uno dei problemi per i quali i cagliaritani l’hanno votata.
    Non sono interessato ne al futuro di Sel e tantomeno della carriera politica di Zedda:
    aspetto solo che passi!

  21. Adriano says:

    Francesca, leggiti quello che ho scritto a Geppo. Carta è più fido di Arru che di Soru, anche perché sono legatissimi da almeno 5 lustri. Qiuindi Arru chi deve assumere ad un incarico di sua fiducia? Te o me? Non fate i grillini a tutti i costi. Informatevi. Carta non è entrato alla Fondazione prima proprio “causa Soru”. Poi, che sia giusto o sbagliato è un altro discorso. Qui si stava trattando di chi è fido di chi.

  22. Adriano says:

    Geppo, sei informato malissimo.
    Allora, è risaputo che Carta è fraterno amico del Presidente della Fondazione, quindi non c’è bisogno di Soru perché venga assunto ad un incarico di stretta fiducia.
    Anzi, è risaputo pure che l’assunzione di carta sia avvenuta nel 2011 e non nel 2006, 2007, 2008….proprio per “colpa” di Soru, che non voleva essere associato a questa assunzione.
    Così come è risaputo tra gli intimi di Soru, e non solo, che quest’ultimo vede come il fumo negli occhi Cabras alla Fondazione, perché Cabras esercita un potere troppo pesante nel partito e con la Fondazione rischierebbe di aumentarlo.

  23. Prima di andare avanti nello, spero, proficuo dibattito gradirei avere il parere di Soviet.

  24. Pingback: INCREDIBILE. Massimo Zedda pronto a passare al PD? | Sardegna Remix

  25. ospitone says:

    “La chance della riconferma alla guida del Comune di Cagliari”. Su questo piano Zedda è fuori gioco: non sarà riconfermato perchè ha fallito su tutta la linea.Sopratutto su quella del cambiamento.La gente di Cagliari si aspettava questo….un vero cambiamento.”Entrare in futuro nel giro degli incarichi possibili”??Punta solo ad una carriera politica nazionale ,come altri suoi predecessori;con buona pace di tanti che come me si sono illusi, votandolo.Forse, altri 40 anni di governo del centrodestra, basteranno per riflettere!

  26. nicolas says:

    Zedda non ha bisogno di Cabras, lo farà entrare Renzi quando avrà le chiavi del PD

  27. Nicola says:

    Infatti, era solo un puntino sulla i, non sia mai si dimentichi 😉

    • appunto, da questo post: “Chi mi conosce, sa chi sono e che non avrò timore a criticare Zedda quando sbaglierà. Ora sono qui e festeggio….”

      • Nicola says:

        infatti era per mettere i puntini sulle i, non sia mai la memoria corta giochi brutti scherzi… perché poi il pezzo che hai citato tu prosegue: “Perché oggi non è solo la Liberazione: è la nostra Bastiglia che cade, è il nostro muro di Berlino che crolla. Un Comune da oltre 60 anni in mano alle forze conservatrici, che soprattutto negli ultimi anni ha mortificato le straordinarie energie che questa città ha per favorire i soliti noti e i soliti incapaci”

  28. francesca says:

    eh si, il grande Soru che piazza i suoi fidi

  29. Biolchini di solito è ben informato.. Se Zedda venisse “commissariato” dal PD sarebbe un gran bene.. che è tutto dire..

  30. Bruno Ghiglieri says:

    “(…) sulla vicenda del Lirico Zedda e il Pd hanno posizioni distantissime: con il sindaco targato Bersani cosa cambierebbe? Zedda si allineerebbe alle posizioni del Pd o viceversa?”. La seconda che hai detto: “viceversa”. Perché in definitiva il Pd non ha mai assunto una posizione chiara sul Lirico, come dimostra anche l’uscita dal partito di Gianluca Floris. Sono pronto a scommettere che il Pd farà sua la “visione” di Zedda. Spero ovviamente e caldamente di essere smentito.

  31. Roberto Copparoni says:

    I Verdi l’avevano detto e previsto…
    Vito Biolchini dovrebbe riportare un fatto che è stato trascurato da molti ma che resta pur sempre un fatto significativo.
    In tempi non sospetti, a circa un anno dalla nomina del Sindaco Zedda, i Verdi hanno lasciato tutti i tavoli del centro sinistra: comunale, provinciale e regionale.
    La cosa non ha di certo destato molta preoccupazione nella opinione pubblica, peraltro spesso distratta da mille contingenze e amenità, spesso sollevate ad arte allo scopo di non far pensare troppo sulle cose davvero importanti per la nostra città, provincia e regione. Ma è stato un primo inequivocabile segnale di rottura di certi equilibri e rapporti.
    Dopo essersi autosospesi per circa un anno e confidando nel buon senso e nella speranza che vi fosse un ripensamento da parte di qualcuno, la Federazione dei Verdi a luglio dell’anno scorso è formalmente uscita da queste ibride coalizioni. L’accusa era ed è quella di aver parlato in un certo modo nel corso delle numerosissime riunioni dei vari tavoli programmatici e di avere assunto una serie di impegni, nel corso delle campagne elettorali e poi di non averli rispettati. Una manifestazione assai chiara ed evidente, proprio di quella più becera politica che a parole dicevamo di voler combattere e che spesso animavano le nostre interminalbili discussioni elettorali. Questa era, fra l’altro, una delle maggiori critiche mosse proprio al centro destra. Con il senno di poi il centro sinistra ha dimostrato di riuscire a fare lo stesso e, sotto certi aspetti, forse anche peggio di altri…Almeno con il Sindaco Floris, pur con tutti i limiti del caso, riuscivo ad avere degli incontri ed essere ricevuto e ascoltato, cosa che con Zedda è stato praticamente impossibile. E come dicono i vecchi saggi: Chi è causa del suo male …pianga se stesso.
    Roberto Copparoni
    Referente regionale della Federazione dei Verdi della Sardegna

    • giuseppe says:

      Gentile Copparoni, il problema è che in città solo Floris l’ascoltava.
      Gli elettori, a lei e ai verdi, vi hanno mollato da un pezzo. Tanto è vero che della vostra assenza nei tavoli comunali, provinciali,regionali nessuno se ne accorto.
      Non se ne è accorta neppure l’opinione pubblica, che aveva scarso interesse nei confronti dei Verdi durante le elezioni, e non si capisce per quale strano fenomeno avrebbe dovuto essere intrigata dopo dalle vostre posizioni. Senza offesa, ma se ne faccia una ragione.

      • Roberto Copparoni says:

        Sig. Giuseppe non è proprio così, perché non ha idea di quanta considerazione abbiamo avuto almeno dagli addetti ai lavori. Infatti se avesse partecipato ai lavori dei tavoli se ne sarebbe accorto…I Verdi fanno sempre comodo a tutti,,,prima. Il problema e il poi….Ricordo l’interesse che suscitò la mia candidatura alle primarie
        per la Presidenza della Provincia di Cagliari, oppure quando rendemmo possibile la nascita della lista civica Rosso Mori, o quando aderimmo alla coalizione di centro sinistra per sostenere Zedda e demmo un significativo contribuito sui contenuti del suo programma di governo…Vedi illuminazione a led e risparmio energetico, parcheggi rosa, piste ciclabili e altro…

    • Ma la casa popolare a Bonelli alla fine gliel’avevano data?

  32. Marco Magno says:

    A parte che la dicotomia Sel-PD sarebbe quanto meno da giustificare (anche perché essendo parte della stessa coalizione sono sottoinsiemi, non insiemi disgiunti) , ma comunque le varie teorie alla Vanna Marchi sono alla base di un colloquio tra il sindaco e uno dei massimi esponenti della sua coalizione nella sua regione??

  33. Aligusta says:

    E se il tentativo di Bersani per un nuovo governo non riuscirà (molto probabile) a chi si affiderà Cabras (e Soru)?

  34. Adriano says:

    Uno che ne sa dice che è un wishful thinking, addirittura

  35. Allora….
    Primo…già da prima delle Politiche in via Emilia i militanti e dirigenti hanno più volte manifestato pubblicamente il loro incazzo perchè il PD si sente ostaggio di chi non ha la maggioranza in Consiglio.

    Secondo…..ma non è che si sta riaprendo la questione della riqualificazione di Sant’Elia e Cabras, visto che è stato estromesso dal vecchio mastrer plan sta tentando di rientrare in gioco?

    Terzo..visto che Cabras è fuorigioco per la Presidenza Fondazione Banco di Sardegna (nonostante l’accordo, palesemente tradito, con Soru) e visto che Renato il suo uomo lo ha messo ugualemente (Franco Carta, Segretario generale della Fondazione), non è che Antonello si sta rifacendo su Massimo nostro? Ovvero sta dicendo a nuora perchè suocera intenda?
    FORZALARRYYYY!

    • Giuseppe says:

      Scusa, ma il PD non si è lamentato “di chi non ha la maggioranza in Consiglio” (SEL?), ma del Sindaco.

  36. Tasi Nanta says:

    Adesso tutti a sconchiare dal thinktank del sindaco per attendere la posizione ufficiale.

  37. muttly says:

    Ma così difficile era fare bene dopo il nulla precedente ?
    In effetti era difficile anche incasinarsi con il lirico…

  38. Antonio D.R. says:

    Nel loro piccolo, ma piccolo-piccolo-piccolo, Zedda & C. sono l’esempio plastico del perchè moltissimi italiani, poi diminuiti a molti, adesso diminuiti a parecchi, hanno votato per anni Berlusconi, nonostante tutte le sue magagne e magagnone.
    Peggio del centro-destra in Italia c’è solo questa sinistra. E mica da oggi.

  39. Di Legno says:

    E invece se si mette con il PD Zedda lo rieleggono di sicuro. Altrimenti dovrebbe a fare il lavoro che faceva prima.

Lascia un commento

Follow

Get every new post delivered to your Inbox

Join other followers: