Elezioni politiche 2013 / Giornalismo / Politica

La sfida di Grillo al giornalismo italiano: che se non si rinnova subito, muore

Lo avete notato? Grillo tace su Berlusconi. Proprio mentre il Cavaliere di Arcore rischia seriamente di finire agli arresti domiciliari (le condanne ormai iniziano ad essere troppe anche per lui) il leader del Movimento Cinque Stelle, invece che attaccare il capo della destra in evidente difficoltà, preferisce concentrarsi sul Pd. E sui giornalisti.

Dovremo farci l’abitudine agli attacchi e alle stupidaggini di Grillo. Peraltro, il suo repertorio non differisce di molto da quello sciorinato negli ultimi vent’anni proprio da Berlusconi, quindi possiamo anche dire di essere vaccinati.

Però c’è un però. Il gioco di Grillo è diverso rispetto a quello di Silvio. Il comico (quello di professione) mira a spaccare in due la società italiana, creando due opposti estremismi che in realtà non esistono, in quanto la situazione è molto più articolata. Ma Grillo vuole semplificare: quindi da una parte ci sarebbe il suo partito, dall’altra tutti gli altri (perché per il M5S, Pd e Pdl e tutti gli altri pari sono).

Allo stesso modo, Grillo esalta la libertà di informazione che si crea nella rete, e contemporaneamente si scaglia contro il giornalismo killer al servizio dei partiti ed ora concentrato a demolire il M5S.

Grillo in questo modo può tenere unito il suo partito, accrescere i consensi e trovare un modo per difendersi dalle imbarazzanti scoperte che i giornali iniziano a fare sul suo conto, ma certamente non aiuta la società italiana.

Perché è vero che il giornalismo italiano è in gran parte compromesso con la politica, ossequioso nei confronti dei potenti (e anche i grillini iniziano a sperimentarlo, visto le patetiche prese di posizione di Michele Serra e Ernesto Galli della Loggia, scopertisi opinionisti a cinque stelle a urne abbondantemente chiuse), incapace di mettersi sempre e comunque solo dalla parte dei lettori. E non c’era certo bisogno di Grillo per saperlo.

L’operazione che il guru fa è un’altra e più pericolosa: associare tutto il giornalismo ai partiti (corrotti per definizione) e dunque tentare di demolire assieme l’uno e gli altri.

In questo modo Grillo vuole zittire le voci critiche, vuole costringere chi contesta i partiti ma non è diventato grillino a sembrare uno strenuo difensore di questa partitocrazia ormai insopportabile; e allo stesso modo vuole costringere chi difende la liberta di informazione dai folli propositi del M5S a prendere le difese anche degli Emilio Fede di turno.

Perché è evidente che io difendo la democrazia rappresentativa e il ruolo dei partiti riconosciuto dalla Costituzione, non certo la degenerazione della partitocrazia; e difendo anche l’informazione e le sue prerogative e non certo i miei colleghi incapaci di essere altro dal potere della politica.

Grillo sta cercando di mettere in un angolo tutte le persone di buona volontà e che non vogliono votare per lui. Come si esce da questo che potrebbe essere un vicolo cieco? Solamente accettando la sfida.

Così come la politica, anche il giornalismo italiano deve rinnovarsi, deve rigenerarsi. Il cambiamento della società italiana passa anche dal cambiamento del nostro modo di raccontare la realtà. Più libero dai condizionamenti della politica, più rispettoso dei lettori, meno ossequioso nei confronti dei potenti, finalmente forte con i forti e giusto con i deboli.

Questo è il momento in cui i giornalisti per bene, davanti ai propositi fascistoidi di Grillo (perché il primo ad avere avuto l’idea di smantellare la Rai mica è lui ma nientemeno che Licio Gelli), devono avere il coraggio di cambiare se stessi e la loro professione. Questo è il momento. Domani potrebbe essere troppo tardi.

 

47 Commenti

  1. Carletto says:

    Ma per quale assurdo motivo Grillo dovrebbe allearsi in qualcosa con gli altri partiti? Ma perché? L’invidia é una brutta bestia.

    • senzasenso says:

      e allora elezioni.

    • Claudia says:

      Che c’entra l’invidia ? Se Cinquestelle non si accorda per la nascita di un governo con qualcuna delle altre forze in campo , nessun governo potrà esistere e le riforme tanto auspicate dai suoi elettori non potranno essere nemmeno discusse . Bel risultato , stiamo tutti morendo d’invidia ! Secondo Grillo non resta che andare a nuove elezioni , quindi , a meno che il Movimento non voglia conquistare il Parlamento manu militari per ottenere il 100×100 dei seggi , come nella migliore tradizione democratica …

  2. Marco 70 says:

    Caro Vito, ti ringrazio per lo spazio che dedichi ai tuoi commentatori più arguti. Un piacere leggere tante argomentazioni che “demoliscono” il tuo astio per Grillo. Il movimento 5stelle ne esce fuori alla grande, non tanto dai tuoi articoli ormai intrisi di paranoia ma dalle interessanti risposte di contenuta a smentita degli stessi. Buon proseguo.

  3. senzasenso says:

    Cinque Stelle, bando per assistenti parlamentari. Crimi: “Sono necessari”
    Il Movimento lancia il bando sul sito con un’email alla quale spedire i curricula. La capogruppo alla Camera Lombardi: “Cerchiamo persone che vogliano aiutarci a far uscire dal buio questo Paese”. L’omologo al Senato: “E’ tutto più complesso di come sembra”

    Nooo, il DIritto amministrativo, la normativa comunitaria, il codice degli appalti, la politica economica sono bazzecole, non basta consultare la rete?
    Ma una brava casalinga non sarebbe stata un migliore Ministro dell’economia di quelli che hanno governato per gli ultimi 20 anni?

    Sprecate i nostri soldi, i soldi pubblici, siete la Casta!!!

    • Paolo Tripodi says:

      Mi permetto di fare un commento al suo post, perchè lo trovo alquanto futile e fortemente erroneo. I politici devono avere una visione, indicare degli obiettivi da raggiungere, discutere in parlamento con tutte le forze politiche cercando, così, di non provocare effetti collaterali non previsti. Il M5S sta chiedendo supporto alle persone in grado di partecipare attivamente in modo da essere il più possibile efficaci nelle azioni. Come saprà, i tecnici sono di nomina politica e durano il tempo della legislatura. Secondo lei, bersani o berlusconi o qualsiasi altro politico ha mai scritto il testo di una proposta da presentare al parlamento?
      Hanno indicato quali dovevano essere i punti salienti delle proposte, nulla di più, hanno poi utilizzato i tecnici per rendere formali le loro indicazioni.
      non sia così aggressivo, non disperda energie, partecipi…….
      la prima azione per la partecipazione è la propria faccia…senzasenso
      cordialità

      • senzasenso says:

        Signor Tripodi, non ha colto a pieno l’ironia.
        So benissimo che qualsiasi politico si avvale di tecnici (e meno male che lo fa), ma alcuni li hanno descritti fino a pochi giorni fa come sprechi della casta .

  4. Paolo Tripodi says:

    Ciao Vito,
    mi fa piacere aver scoperto il tuo blog, uno spazio in cui si possa esprimere la propria opinione e di confrontarla con gli altri interlocutori. Leggendo i post mi sono convinto a partecipare.
    Ho 49 anni, un livello di istruzione molto elevato, lavoro in ambito internazionale nel campo della ricerca scientifica e tecnologica, ho vissuto all’estero per alcuni anni (USA, Giappone).
    Generalizzare è sbagliato, è indice di stupidità. Purtroppo nel nostro Paese le singolarità positive per quanto riguarda la politica e la comunicazione sono a portata di pochi. In un periodo storico in cui è iniziata una transizione sociale importante, dovuta sopratutto al servilismo della politica nazionale alla politica estera e all’assenza totale di collegamento del sistema politico con la realtà sociale del Paese, qualcosa bisogna sacrificare per poi dare nuova rinascita appunto alle singolarità. Il sistema produttivo italiano non riesce più a mantenere la Corte, la speranza è di arrivare ad una transizione rapida e con poche perdite.
    Ho votato il M5S, non Grillo, Grillo ha un ruolo importante di catalizzatore, ma esiste il M5S, migliaia di persone mediamente colte che non riescono più a star ferme, vogliono agire per il bene comune, ognuno per le proprie competenze e non c’è preclusione di alcun tipo alla partecipazione ognuno può fare la sua parte, a cominciare dalla comunicazione.
    cordialità

    • Grazie Paolo, qui ci si confronta in libertà, tutte le opinioni sono ben accette. Grazie per il tuo commento e a presto.

    • Questi interventi mi stuzzicano positivamente.
      Volevo porre l’accento sul concetto dell’impegno di tante persone, che vogliono dare il proprio contributo.
      Questo è il nodo centrale. L’autoaffermazione delle persone, in quanto tali ed in rapporto con gli altri, sta diventando la proiezione meravigliosa di un nuovo umanesimo. Una forza enorme, incalcolabile. Da una forza così grande può nascere qualunque cosa, può nascere il più grande dei capolavori così come il più terribile dei mostri. Questo perché è acerba, impulsiva. L’esperienza ed il giudizio di persone illuminate, come tanti frequentatori di queste pagine ed anche il tenutario, sono fondamentali perché cresca in modo sano.
      Un approccio aggressivo a questo movimento non lo indebolirà, servirà solo a creare mostri.
      Noi ci troviamo di fronte ad un sommovimento di animi che si è visto, l’ultima volta, alla vigilia della rivoluzione francese. Dario Fo lo ha solo accennato. Anche allora è entrato in crisi il sistema della rappresentanza, perché corrotto e completamente slegato dalla realtà. Le persone riconquistarono il concetto di autodeterminazione ed il Terzo Stato, divenne Stato. Le persone si definirono “citoyennes”. Cittadini.
      Continuano a prendere in giro l’uso di questa parola – cittadino – senza rendersi conto che non è uno slogan. E’ l’affermazione di un nuovo umanesimo.
      Una nuova primavera. E, come diceva qualcuno, “Non potete fermare la primavera…”

      • Passare dall’analisi delle idee a quella dell'”essere” delle persone nel loro universo mondo e nell’intreccio complicato dei rapporti fra mondi a volte distanti e a volte vicini… Questa potrebbe essere una piccola rivoluzione. Ho sempre guardato alle idee altrui, fossero o meno da me condivise, attraverso la lente della mia vita, delle mie scelte, dei miei atteggiamenti. E ho guardato la vita, le scelte, gli atteggiamenti degli altri per capire se quelle idee rispecchiassero almeno in parte la loro anima, così come le mie idee rispecchiano la mia. E come per me esigo coerenza, e soffro se la perdo per strada, così vorrei che anche le idee degli altri rispecchiassero il loro modo di vivere. Un uomo arrogante, maschilista, prevaricatore, attento al consenso sociale (non crede ma si sposa in chiesa, per esempio), consumista di oggetti, tempo e spazio, potrà anche manifestare il suo brillante pensiero su industria, futuro del mondo, rinascita civile e sociale, ma per me sarà innanzitutto un uomo arrogante, maschilista, attento al consenso sociale, e non mi fiderò delle sue idee, del perchè delle sue idee. Che dovrebbero portarlo a conoscere se stesso, e poi a cambiarlo, rendendolo affine e compatibile alle sue idee. Ma questo non accade quasi mai, frutto in primo luogo della doppia morale cattolica che permea la nostra civiltà, e in secondo della nostra assuefazione al considerare “piano alto e nobile” la politica rispetto al nostro essere soltanto persone. E frutto della politica che niente fa, se non accrescere la distanza tra il suo mondo e quello delle terrene e comuni aspirazioni degli uomini. Ed è per questo che mi riconosco nell’affermazione di un nuovo umanesimo. E che venga la primavera.
        Piccolo omaggio di Mikis Theodorakis
        Una è la primavera
        con la rondine verrà
        ma il sole per tornare
        quanto sudore chiederà
        Per far girare il sole
        serve forza nelle ruote
        dei vivi serve il sangue
        non solo la pietà
        Nel buio più profondo
        incatenato aspetterò
        la primavera che ritornerà
        e avrà il profumo
        della libertà.

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  7. GARGAMELLA says:

    NON CIAPPU CUMPRENDIU NUDDA LO SAI SCRIVERE L’ITALLIANO !!!

  8. C. Paulis says:

    Hai scritto bene, Vito. In questa fase storica in cui non si può più parlare né di una destra e di un sinistra novecentesche, né di un giornalismo tradizionale che in linea di massima è diventato portavoce dei potenti di turno, ma in cui sono sempre esistenti le lott edi classe, occorre rispondere a Grillo (qualunque possa essere la sua intenzione di governo insieme a Gianroberto Casaleggio e i suoi legami con una parte dei poteri forti), attraverso un reale rinnovamento che, tuttavia, i vertici della società italiana danno sempre l’idea di eludere in maniera gattopardesca!

    Se si legge questo articolo di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio l’invito per la gente comune è certamente quello di essere cittadini pensanti e non tifosi (con secondi fini). Interessante poi il riferimento a Monti che sembrava avere comunque la vittoria già in tasca dopo le elezioni. Perché? Francamente, io sono stanca di un’intera classe politica ambigua (Pd in testa!), che di fatto ha avvallato politiche scellerate in nome di un’ipotetica “crisi” reale, che se non avesse avuto effetti devastanti farebbe ridere non solo le menti diaboliche che ci sono dietro.
    Cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/12/elezioni-siamo-cittadini-o-tifosi/497154/

    Puntualizzo di nuovo che se Grillo mi avesse convinta un po’ di più l’avrei votato anche io invece di disperdere il mio voto, e francamente non so cosa farei se si tornasse al voto a breve termine. Ma quali solo le alternative concrete? Tuttavia, dal momento che tante persone non hanno più l’anello al naso in qualunque caso potrebbero costringere lo stesso Grillo a rispettare la volontà del “popolo sovrano” sempre più disperato, oltreché in molti casi attento e preparato su tematiche sensibili al giorno d’oggi.

  9. anonimo says:

    Il Ministero dice che la nomima della Crivellenti è valida. E il giornalismo italiano che dice?

    • Come intervenire all’interno di una discussione seria pur di affermare “avevamo ragione!!!”, anche se l’argomento, pur con tutta la buona volontà derivante dal nostro amore e rispetto verso i poveri di spirito, cui sarà il regno dei cieli, ci appare inserito in modo pretestuoso, aggressivo e arrogante, anzi per essere tolleranti direi semplicemente stupido. Per cui, gentile anonimo. come direbbe Ainis che esulta nel suo blog per gli stessi motivi, ti beccherai la mia risposta. Che poi piaccia a te o al tuo sindaco/leader sellino, (la “bassezza ” dello stile è in questo caso, come capirai, voluta) sarà solo un problema tuo/vostro.
      La lettera del ministero non cambia di una virgola il problema politico. Lo spiego per quelli che non capiscono un’acca di teatro lirico. O che cercano di spiegarne i parafernali con categorie vecchie di quarant’anni. A questo proposito lascio un appunto all’amico (unilaterale per il momento) Marcello, che nel suo personale blog parla di teatro e di attorialità come se ne parlava prima di Jerzy Grotowski e della sua rivoluzione teatrale. Per capire e, come spesso accade, schierarsi, bisogna guardarsi bene intorno e poi studiare, studiare e ancora studiare. Il problema politico è questo, facile da capire e da spiegare. Nell’Italia della deriva liberista due sono i bersagli sotto attacco: lo stato sociale e la cultura. Se per quanto riguarda il welfare sappiamo tutti cosa succede, per la cultura si sa e si capisce molto meno. Iniziò tutto con Veltroni, succube dell’inganno americano, per arrivare a Bondi e, udite udite, Nastasi. Rivolto essenzialmente alle fondazioni lirico-sinfoniche. Per ridurle all’osso. Per riuscire nell’intento di perseguire il sogno del liberismo cuturale: abolire o almeno ridurre ai minimi termini le auto-produzioni, le opere prodotte in proprio per capirsi, allo scopo di imporre e favorire la circolazione “chiavi in mano” delle opere preconfezionate e ben sistemate nel mercato. Dare quindi il pallino in mano alle grandi organizzazioni internazionali, ai circuiti farlocchi, agli organizzatori di eventi, agli intermediari. E non c’entrano niente i bilanci. Tutte balle, fumo negli occhi degli allocchi. Serviva, ed io lo so come so come mi chiamo, un sindaco/presidente tanto ingenuo e ignorante della materia da essere convinto, così come lo è stato, di perseguire un fine rivolto alla soluzione positiva di una crisi finanziara del teatro lirico e invece attore (spero inconsapevole) della sua rovina. E la Crivellenti è stata scelta per portare alla rovina il teatro. Ma lo sapete che in una nota interna ha confuso gli attrezzisti con i trapezisti, chiedendo a quale altezza si esibissero? In ogni caso d’ora in poi servirà che di questo problema si parli, da parte di tutti, con le cognizioni opportune, almeno quelle di base. Altrimenti non ci sarà differenza alcune con il calcio, Cellino e i suoi tifosi.

  10. pietro says:

    “Giusto per essere chiari, in nessun passo dell’intervista con il Time Grillo ha minacciato che ci sarebbero state violenze. Anzi, stava chiarendo che nella sua visione il M5S previene la violenza incanalando la rabbia del Paese all’interno del dibattito democratico. Il Corriere avrebbe dovuto avere l’attenzione di inserire la frase nel contesto originale, sembra più il prodotto di negligenza e ricerca di sensazionalismo che un deliberato e improprio uso.”

    Stephan Faris, autore dell’intervista a Beppe Grillo sul Time
    https://twitter.com/stephanfaris/status/309687592268472320

    If you compare @Corriereit Grillo headline with his interview http://world.time.com/2013/03/07/italys-beppe-grillo-meet-the-rogue-comedian-turned-kingmaker/ … you start to think he has a point about Italy’s media

    Caso analogo quello dell’intervista della giornalista tedesca Petra Reski per “Focus”.
    Altro esempio lo scoop dell’Espresso su Walter Vezzoli (‘autista’ di Grillo) che, però, dice la sua al Fatto Quotidiano di oggi:

    Molto probabilmente il giornalismo italiano è già morto.

  11. Mi pare che si tenda a mettere un po’ troppo da parte il peccato originale da cui parte (e forse nasce) il M5S: il secondo governo Prodi (quello cui Grillo all’atto dell’insediamento consegnò una lettera per ricordargli come fossero dipendenti dei cittadini italiani) che fece come primi atti il raddoppio del numero dei sottosegretari, Mastella alla giustizia e Bertinotti presidente della Camera (altrimenti minacciava di far cadere subito il governo); atti cui seguirono, negli anni, ad esempio la scellerata e acritica adesione alla TAV (ma perchè lanciarsi sempre in grandi opere fini a se stesse e spesso deleterie, mentre il nostro “piccolo” territorio frana dappertutto e i pendolari viaggiano come deportati?), o alla base DalMolin (in completo spregio delle richieste della popolazione)… Per non parlare dell’incapacità di fare una seria opposizone al ritorno di Berlusconi.
    Si è poi fatto caso a certe dichiarazioni dei deputati del M5S? : “una delle cose che più ci ha impressionati durante i mesi scorsi è che quando andavano a parlare con i lavoratori di aziende in crisi, questi ci ringraziassero solo per il fatto di esserci fermati ad ascoltarli, perchè non lo fa più nessuno”.
    Prende pienamente nel segno la battuta di spinoza.it dopo la giornatona di riunione del comitato PD: “D’Alema spiega i motivi della crisi del csx; mai quanto gli applasi che riceve alla fine”.

    ps- Sui giornali, è innegabile il continuo travisare buona parte delle dichiarazioni di Grillo e del Movimento e il tuo appello finale, impossibile davvero non condividerlo, è davvero l’unica strada, mentre dire che il repertorio di Grillo non differisce granchè da quello di Berlusconi, mi sembra davvero un obbrobrio che offende la tua intelligenza

    ps2- perchè dovrebbe parlare ancora di colui che ha sempre definito il psico-nano? Ormai è “cieco”, solo il PD potrebbe ormai fargli recuperare la vista e porlo battistrada

    ps3- nei forum e nei social, noto che gli attacchi al MoVimento arrivano soprattutto da coloro che si qualificano di sinistra… coda di paglia per non essersi saputi scuotere dalla loro inerzia mentre il paese andava allo sfascio e invidia perchè qualcun altro invece l’ha fatto?

    • Esatto. Ma non lo è per quello che dice ma per la distanza abissale con quanto l’autore ha detto in precedenza. Della Loggia si è scoperto grillino fuori tempo massimo, questa è l’indecenza. Il solito vizio di salire sul carro dei vincitori.

      • Pietro F. says:

        E del pezzo di battista che mi dici invece? Uno che ha lisciato il pelo per 20 aa a leghisti e Forzisti….

      • Aligusta says:

        Anche durante le primarie del PD G.d.L. aveva rilevato la forte resistenza del gruppo dirigente al cambiamento, tanto comunque si sarebbe “vinto facile” (secondo loro), quindi questa distanza abissale non la vedo.

  12. senzasenso says:

    Tra le cavolate che girano in rete vi è quella che i contributi all’editoria esistano solo in italia.
    Come dimostra questo studio, tutto ciò E’ FALSO!.
    “Abbiamo rilevato che una delle argomentazioni più
    ricorrenti dei sostenitori dell’abolizione del sistema di contributi è la constatazione che la
    situazione italiana sia un’anomalia rispetto agli altri Paesi dell’Unione. I risultati di questa
    ricerca dicono l’opposto. […]
    Per questa ragione abbiamo pensato che una rassegna delle legislazioni dei Paesi
    dell’Unione Europea in materia fosse utile, proprio al fine di alimentare il dibattito in materia.
    Purtroppo non è stato possibile prendere in considerazione tutti i Paesi, in particolare mancano la Norvegia e la Finlandia, oltre ai Paesi di recente adesione.”
    http://www.ccestudio.it/%5Cpublic%5CDoc%5Ccontributi_editoria.pdf

    Dopodichè ognuno può continuare a pensarla come vuole.

    Tra i contributi diretti ce ne sono molti che utilizzano dei criteri di assegnazione dei fondi più virtuosi di quelli italiani. Questo per spiegare a chi so io che si può essere anche a favore di un sistema che riconosca dei contributi all’editoria (per garantire il pluralismo), ma essere contro il “metodo italiano”.

  13. E certo il problema dei giornali è Grillo.
    Non è che invece tutte, ma TUTTE le volte che ho letto sul giornale qualcosa di cui avevo conoscenza diretta, l’argomento era sempre del tutto travisato. Tendenzialmente per sensazionalismo fine a se stesso, alcune volte in maniera assolutamente sfacciata e incredibile. E non parlo di quotidiani regionali, ma delle prime pagine dei quotidiani nazionali che per poter scrivere il titolo a effetto si inventano qualsiasi cazzata.
    Ci fosse almeno un intento “criminale” dietro questi comportamenti lo potrei perfino capire, ma la realtà è che di solito si cerca semplicemente di spararla più grossa degli altri, anche quando si sa con certezza che la notizia non esiste.
    E ancora… non serve internet per riconoscere le minchiate, basta un po’ di esperienza. Internet da solo l’alternativa al giornale e al TG al bisogno di informarsi.

  14. Il Medievista says:

    Si, ma il giornalista che non si piega viene licenziato… oppure se lavora in una radio, costretto ad andare via e a cercare di ricominciare da n’altra parte, se ci riesce.

  15. Io ho notato che tu ti sei messo in testa un’idea: Grillo è fascista. E adesso non te la toglie più nessuno.
    “Qual’è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia intestinale? Un’idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un’idea si è impossessata del cervello, è quasi impossibile sradicarla. Un’idea pienamente formata si avvinghia qui, da qualche parte.”
    (cit.)

    L’ultimo accostamento che fai, con Licio Gelli, mi ha fatto quasi arrabbiare. Quasi eh! Perché ho raggiunto uno stato “zen” che a Roma traducono con “A me, me rimbarza!”.
    Lo sai benissimo che le idee della P2 e del M5s non sono neanche lontanamente accostabili. Sono proprio opposte. Uno dice “dissolvere la RAI-TV in nome della libertà di antenna ex art. 21 Costit.”. L’altro dice “Un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale, indipendente dai partiti”.
    Eppure li accosti. Boh…

    Dici che il giornalismo italiano è in gran parte compromesso con la politica (pure tu confondi politica e partiti), incapace di mettersi sempre e comunque solo dalla parte dei lettori, e poi ti arrabbi se gli arrivano critiche dure e feroci.
    Dici che sei contro la degenerazione della partitocrazia e contro i tuoi colleghi incapaci di essere altro dal potere della politica (partiti), e attacchi la sola forza politica che denuncia questi due fatti.

    In questi giorni abbiamo visto:
    la D’Urso che si inventa un grillino dell’ultim’ora per far fare una figura di merda a tutto il M5s;
    la ricerca sistematica dell’eletto a 5s nell’ordine: incompetente, fascista, idiota, pazzo, antidemocratico, disagiato;
    per due volte, giornalisti stranieri, hanno dovuto precisare che la loro intervista era stata completamente travisata, in modo strumentale, dalle maggiori testate informative italiane, in funzione di discredito verso Grillo;
    l’Espresso che prende un progetto di costruzione per un villaggio eco-solidale e lo trasforma in una oscura vicenda che coinvolge l’autista di Grillo, e la cognata;
    e l’Huffington Post che riprende a caratteri cubitali “LA COGNATA DI GRILLO”.

    Sessantunesimo posto nella Classifica mondiale della Libertà di Stampa 2011-2012

    Fai bene a dire che il giornalismo deve rinnovarsi e rigenerarsi. Una signora del mio paese a caso direbbe “Bucca tua Santa!”.
    Fanno anche bene quelli del M5s a dire che non parlano con giornalisti di Paesi che stanno sotto il 25° posto, nella suddetta classifica.

    • Ti stimo fratello!

      • I’ll tip my hat to the new constitution
        Take a bow for the new revolution
        Smile and grin at the change all around me
        Pick up my guitar and play
        Just like yesterday
        Then I’ll get on my knees and pray
        We don’t get fooled again
        Don’t get fooled again
        No, no!

        The Who Won’t get fooled again

  16. Monica says:

    Preso da Facebook e copiincollato:
    Non leggere questo Blog!
    Riporto quello che scrive @fabiochiusi su fb (ah, notizia: si può criticare Grillo ed il movimento, argomentando, e allo stesso tempo gli eccessi di certa stampa nei loro confronti, o le infamie degli avversari):

    Oggi tutti i quotidiani o quasi sbattono in prima pagina la frase di Grillo al Time, «senza di me violenza per le strade», «se falliamo, violenze in strada» o come la si voglia tradurre. Sbattendola decontestualizzata in pagina come fosse una minaccia e non un’analisi politica (che stava a dire quello che Grillo ha già detto mille volte: noi siamo il canale pacifico di sfogo di una protesta che altrimenti, senza sbocchi, potrebbe degenerare in violenza). E questo nonostante il giornalista di Time, autore dell’intervista con la frase incriminata, avesse già condannato i titoli apparsi ieri nel pomeriggio sulle principali homepage.

    Risultato? Chi vuole terreno fertile per delegittimare i giornali in toto ha un argomento in più, e i giornali ne hanno uno in meno.

    Ah, sempre di ieri sono anche le seguenti frasi: «È giunto il momento di mettere in atto iniziative clamorose» (A. Mussolini); «Il popolo italiano reagirà in ogni piazza, innanzi alla volontà di assassinare politicamente Berlusconi, la sua famiglia e quel che resta della democrazia italiana» (M. Biancofiore); «Aspettiamoci una ribellione» (S. Bondi); «È in atto una strategia volta ad eliminare dalla scena politica il leader del Pdl» (S. Vicari); «Oggi difendere Silvio Berlusconi significa difendere la democrazia» (D. Capezzone); «La caccia all’uomo continua» (L. D’Alessandro) (http://ilnichilista.com/2013/03/07/caccia-alluomo/).

    Non ho visto prime pagine al riguardo.

    Motivo?

    • Claudia says:

      Il motivo é semplice : queste dichiarazioni sulla volontà di annientare Berlusconi da parte della magistratura i parlamentari del Pdl le ripetono da anni ; ogni volta che si profila una condanna o un nuovo procedimento contro il loro leader parte il ritornello che ripetono in coro , che si può sintetizzare in ” Attentato alla democrazia !! ” ; non sono certo notizie su cui fare titoli in prima pagina . Lasciamo perdere il finto grillino di Barbara D’Urso ,sedicente giornalista stipendiata da Berlusconi , é una cosa che si commenta da sé . Le cose preoccupanti sono che a delegittimare la stampa e l’informazione in toto sia un signore che auspica un Parlamento composto al 100 per 100 da eletti di M5S , che vuole abolire i sindacati , che considera gli avversari politici tutti ugualmente indegni ,che impone ai suoi di non rilasciare dichiarazioni , e autorizza i soli portavoce a diffondere il Verbo del Movimento . Questo atteggiamento lo accomuna molto a Silvio Berlusconi , e infatti non é un caso che gli attacchi di Grillo siano rivolti principalmente a Pd e giornalisti . Il sistema dei contributi all’editoria esiste in moltissimi paesi civili , il nostro presenta delle storture e va riformato , senza dubbio , eliminando per esempio i contributi ai fogli di partito ; ma il sistema di informazione é il cardine della democrazia e se necessario va tutelato anche finanziariamente .Nel blog di Grillo e nelle bacheche degli eletti pentastellati sono spariti tutti i commenti contrari e quelli in cui li si esortava ad assumersi delle responsabilità in questo momento cruciale ; non é un buon segno , questo . Intanto siamo in attesa di conoscere le decisioni fatali che prenderà per il nostro Paese il Signore di Genova , ovviamente quando avrà tempo tra una corsetta e l’altra sulla spiaggia . Visto che ha schifo dei mezzi di comunicazione tradizionali , ci trasmetterà tutto automaticamente attraverso i microchip sottopelle .

  17. Monica says:

    Il rinnovo del giornalismo italiano passa dal reset. Al momento attuale più che di giornalismo, per molti di quelli che amano definirsi giornalisti, si può parlare di tifoseria. Chi tifa centrosinistra e sottolinea solo le magagne del centrodestra, chi tifa centrodestra e ha fatto del travisare la realtà e della delegittimazione un mestiere proficuo. La cosa che non capisco è perché si danno i contributi ai giornali di partito, tanto più che ci son giornali che non vendono nemmeno un numero che ricevono contributi. Io preferirei che i giornali di partito venissero sovvenzionati dagli stessi partiti di cui sono portavoce. Non è vero che non si può sopravvivere senza contributi, e il Fatto Quotidiano sta li a dimostrarlo. Secondo me più che preoccuparsi delle parole di Grillo, ci si dovrebbe preoccupare dello stato del giornalismo italiano e chiedersi se davvero in certi casi più che di giornalismo non si dovrebbe parlare di propaganda. E la propaganda, come tutta la pubblicità, dovrebbe ricadere come costi esclusivamente nelle tasche di chi la commissiona

  18. Se l’Italia è al 57° posto al mondo come libertà di informazione, dietro al Niger e al Botswana, non si può certo dar la colpa a Grillo. Tutti i giornali che hai messo nella foto prendono dei finanziamenti pubblici per poi strumentalizzare le notizie a seconda del padrone. La stessa Unione Sarda (on line) stamattina aveva in prima pagina una foto di Grillo che sembra mangiafuoco (tattiche già utilizzate da Emilio Fede) e il titolo fa presumere che Grillo inviti alla violenza quando al Times ha detto solo che il M5S ha fatto da cuscinetto allo scoppio della violenza. Per non parlare dei servizi montati dai TG che hanno mostrato solo i candidati più impacciati (non a caso sono andati a intervistare proprio quello che sembrava il più strambo già alla presentazione per poi sputtanarlo con la storia dei microchip = i candidati 5S sono tutti così…) Per non parlare della storia del fascismo: anche il PD dialoga con Casapound…ma se Grillo dice che se uno di loro (incensurato) si candidasse al M5S non avrebbe problemi= Grillo fascista. Poi i titoli di TGCOM24: capigruppo del M5S “la mamma e il boy scouth” anzichè far menzione di aspetti ben più importanti del loro curriculum…mi dispiace ma Grillo ha perfettamente ragione…

  19. Franco says:

    Se riguardi l’intervento di Travaglio a Servizio Pubblico ieri, capisci che non fa una piega l’atteggiamento di Grillo nei confronti del PD (con la dirigenza attuale, largamente la stessa da 20 anni di errori e inciucini col PDL) e buona parte della stampa che ti ricordo che, come i partiti, si avvale del finanziamento pubblico, altra distorsione del nostro ordinamento, ondivaga negli umori e mai capace di prendere una netta posizione nei confronti della banda che ci ha governato. Anche se non ne hai la certezza è chiaro che il dubbio ti venga.

  20. Vito, mi sa che ti manca qualche tassello: nel m5s da diversi giorni si sta portando avanti la petizione per estromettere Berlusconi dal Parlamento nella maniera più ‘legale’ e ‘democratica’ possibile, ovvero per il conflitto di interessi derivante dal suo possesso di giornali e tv. Piuttosto chiediti perchè Berlusconi non parli di Grillo. Chiediti perchè il PDL non nasconde la sua completa disponibilità ad un governissimo, che peraltro darebbe a Grillo la possibilità di demolire PD e PDL (e monti) nel loro lato migliore: il consueto consociativismo che da sempre li Lega. Quanto poi alle inchieste dei giornali su Grillo e sulla ‘guardia del corpo’, ti prego, non cadere anche tu nel tranello del nulla mischiato con aria. Walter Vezzoli non solo non ha mai nascosto nulla, ma anzi è orgoglioso dei suoi ‘resort’ extralusso (come li definisce l’espresso) che altro non sono che villaggi equi e solidali in cui poter particare turismo sostenibile nell’unico Stato al mondo privo di Esercito. I tuoi colleghi dell’Espresso hanno preso una clamorosa cantonata (già solo la traduzione di sociedad anonima in società ANONIMA da la misura dell’incometenza e del pressapochismo con cui i giornali pretendono oggi di informare: socidad anonima significa in pratica SRL nell’ordinamento del Costa Rica!!!!!) Grillo è ricco? si, lo sappiamo, da anni lo vediamo sguazzare in costa smeralda come un turista cafone o milanese qualsisasi. Grllo è miliardario e Bersani figlio di Meccanico? TUTTO quello che Grillo ha, lo deve al suo lavoro di comico prima, di ‘intrattenitore’ di informazioni che nessuna dava poi, di attività para-politica, oggi. Tutto quello che Bersani ha lo deve solo alla politica, perchè mai in vita sua ha lavorato.
    La responsabilità dei giornali in questi 20 anni è gravissima! Non nascondiamoci dietro ad un dito, perchè la rete ormai vi sbugiarda e vi smentisce nella frazione di un attimo! Ieri Repubblica apriva con un titolo a 9 colonne sulle dichiarazioni di Digregorio, oggi le dichiarazioni di Lusi (‘Il partito mi ha chiesto di falsificare el fatture’) non trovavano spazio nè su Repubblica, nè sul Corriere. Questa non è informazione equesto non è giornalismo. So bene che Grillo, minacciando di eliminare i fondi ai giornali insieme a quelli ai partiti, vi pesta qualche callo, è comprensibile. Ma chiedetevi perchè. Ieri, candidamente Mentana (alla presenza di Santoro, Travaglio e Rosi Bindi) ammetteva che quella che fa le vacanze più sobrie di tutti in quel consesso era senza dubbio la Bindi, mentre loro avevano un tenore di vita sicuramente più elevato, ma agli occhi del mondo la cattiva era la Bindi. Il giornalismo dovrebbe informare, dare anche una visione del mondo,se si è capaci di farlo, ma non a tutti è data questa capacità e spesso se la si ha, la si usa ‘contro’ qualcuno o qualcosa, e non a favore dell’utente finale. Su Repubblica online di oggi c’è un’ottima analisi di Arianna Ciccone, ti invito, con estremo rispetto, a leggerla a e proporla ai tuoi colleghi. Internet e i social network hanno cambiato totalmente (assieme all’alto gardo di scolarità) la vostra capacità di ‘capire’ e spiegarci il mondo. E se non si comprano più i giornali, non è certo per ignoranza di ritorno, ma perchè ci siamo stufati di notizie false, faziose, notizie nascoste, notizie menomate.
    Ci meritiamo di meglio. Tutti

  21. Gianluca says:

    Quindi ha ragione Vito, gentile Asia.
    Il giornalismo si deve rinnovare, ma innanzitutto diciamo che non tutti i giornalisti e tutti gli organi di stampa sono andati a Marina di Bibbiona. Diciamo che c’è qualche differenza tra un articolo dell’Espresso che scova le società nascoste in Costa Rica della moglie e dell’autista di Girllo e quei coglioni che inseguono Grillo incappucciato.
    Bandiamo il “sono tutti uguali”.
    Perché io non mi sento uguale a chi vota Razzi e Scilipoti (beninteso, nemmeno quando stavano nell’Idv, all’epoca molto in sintonia con Grillo).
    Ma non mi sento nemmeno uguale a un mio caro amico che ha votato Grillo “perché gli altri sono tutti uguali” però poi è a favore della TAV, della Olbia-Arzachena a 6 corsie, al parco giochi in spiaggia, all’emiro del Qatar e all’abbattimento del PPR.
    Ti giuro che questo mio amico esiste, è imprenditore del settore edile e ha votato Grillo.
    Io non ho votato Grillo, ma su quei temi credo che Grillo sia molto più vicino a me (lui, perché io queste cose le credo da un bel po’, da prima che sfasciasse i pc sul palco) che al mio amico.
    Insomma, non siamo tutti uguali.
    Nemmeno i giornalisti.

    • Tra quelli dell’espresso e quelli di Bibbiona non so chi è peggio. Le società in costa Rica non solo non sono nascoste (anonima non vuol dire nascosta in spagnolo!) ma sono talmente alla luce del sole che l’autista (che poi è cognato di Grillo) le ha postate in rete dal 2009!!!
      ACCENDETE IL CERVELLO basta usare google (un pò meglio di come fanno i gironalisti schierati)
      http://www.byoblu.com/post/2013/03/07/Ecco-il-resort-dellautista-di-Grillo.aspx

    • Casu axedu says:

      Ne conosco anche io di tipacci del genere. Gente che la TAV la vuole perchè il calcestruzzo porta benessere e raddoppierebbe la nuova SS 125 perchè le domeniche di luglio e agosto devono andare a Villa in 10 minuti. E io, che l’ho percorsa stamattina da Cagliari a Muravera, tra le 8.40 e le 9.25 (quarantacinque minuti da piazza Giovanni) ho incontrato solo tre macchine in senso contrario e superato un camion nel rettilineo di S. Priamo. Ti credo: esistono e sono tutti di destra, ma hanno votato Grillo senza capire perchè.

      • Lino Grill says:

        beh, è evidente il che in tanti votanti del m5s hanno seguito l’onda del votare Grillo per dare una scossa al PAese, scossa che se venisse attivata direttamente o indirettamente li danneggerebbe (come quel precario alcoa della miniera di Serbariu). A destra come a sinistra sarebbero stati voti buttati o astesionismo. comunque voti che nè berlusconi nè bersani sono stati capaci di intercettare. chiedetevi perchè.

  22. Credo invece che stavolta Grillo l’abbia vista giusta.
    Non si è mai visto un assalto alla diligenza ed uno sciacallaggio mediatico di questa portata.
    Non solo: si è deciso di distruggere il leader e il suo movimento ancor prima di vederli all’opera.
    Dice bene Martinelli:
    “Non si era mai visto che un leader di partito, o di un movimento, venisse fotografato e ripreso a casa sua. Della villa di Beppe Grillo, giornali e tivù hanno diffuso tutto e di più. Le immagini esterne della dimora, dettagli sulle persiane, panoramiche del giardino in cui circola il figlio minorenne del comico, riprese a grandangolo della via, zoom sul numero civico… Il tutto, non solo a Genova, ma anche all’altra dimora di Beppe, quella affacciata sulla spiaggia di Marina di Bibbona. Della casa di Bersani, che vive a Piacenza in via Campesio e di quella di Berlusconi, che vive ad Arcore in via San Martino, invece non ci sono immagini, tantomeno postazioni di decine di reporter. Anzi, al contrario, quando il fotografo Antonello Zappadu immortalò con un potente obiettivo le vacanze sarde e nudiste dell’allora premier Berlusconi nella villa intestata al ragionier Spinelli, tra cerbiatte in topless e politici europei (indimenticabile la “virtù” di Topolanek), venne subito preso, gli furono sequestrate le macchine fotografiche e finì sotto processo.”
    “Attenti ai lupi” quindi è perfetto come titolo dell’ultimo post sul blog di Grillo.

  23. Francesco Sechi says:

    Grillo porta oggi in parlamento vent’anni di denunce da lui portate avanti nei suoi spettacoli e alle quali nessuno ha mai voluto dare risposta. Vale lo stesso per le inchieste di Report, dopo ogni puntata pensi che l’indomani scoppi il finimondo e invece? Niente di niente, tutto tace tutti rimangono ai loro posti. Gli elettori di Grillo non gli chiedono di governare, ma di mandare a casa quelli che da decenni si spartiscono il potere. E’ un po’ come quando, finita la fase diplomatica, le alleanze occidentali decidono di bombardare un paese governato dal dittatore di turno e preoccupandosi solo dopo di ricostruire ciò che hanno distrutto. Intanto ti bombardo poi penserò a come ricostruire I grillini in parlamento sono le bombe lanciate da un quarto dell’elettorato italiano che ha come priorità quello di non vedere più la vecchia classe politica, al dopo ci si penserà poi. Riguardo poi al fatto che non parli più di tanto di Berlusconi, questo non è diverso dal copione dei suoi spettacoli dove a mia memoria ne ha mai parlato più di tanto. Grillo infatti è più portato a denunciare il “sistema” dei poteri forti, molto più potente di Berlusconi, e che mette dentro destra e sinistra, personaggi noti e personaggi che si “nascondono”.

  24. Paolo Curreli says:

    Continuo a essere perplesso, il grillismo non mi sembra così negativo

  25. Ciao Vito, condivido la tua analisi, tranne nel fatto che nella realtà delle cose penso che l’imparzialità non esista e non può esistere, ma ci sono giornalisti che fanno domande anche scomode verso la parte politica che più gli rappresenta.
    Ovviamente i pusillanimi prezzolati, che non riescono a fare nemmeno una critica ai propri referenti, danneggiano solo i giornalisti con la G maiuscola, che hanno il coraggio delle proprie azioni.
    Citando Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo: bisogna cambiare tutto per non cambiare nulla, questa è la politica di Grillo.
    Temo che a forza di fare buchi per terra troverà il petrolio.

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