Elezioni politiche 2013 / Politica / Sardegna

Contro Grillo serve una nuova militanza. Per difendere la Costituzione e rinnovare la democrazia. Veramente

 

La fantademocrazia di Grillo e Casaleggio si delinea ogni giorno con maggiore chiarezza. Se qualcuno aveva dei dubbi sulla cieca obbedienza che i due leader del Movimento Cinquestelle avrebbero preteso ai loro deputati e senatori, consiglio di leggere la dichiarazione di Grillo sull’articolo 67 della Costituzione, che regola il cosiddetto “vincolo di mandato”.

“L’articolo 67 recita: ‘Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’. Questo consente la libertà più assoluta ai parlamentari che non sono vincolati né verso il partito in cui si sono candidati, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori. Insomma, l’eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno”.

L’articolo 67 è uno dei cardini della libertà parlamentare. I costituenti immaginarono questa regola proprio per evitare che i deputati e i senatori potessero essere costretti a votare contro la loro volontà. Grillo con questa dichiarazione cerca di riportare indietro le regole della democrazia italiana di sessantacinque anni. Non ci riuscirà.

Non voglio ripetere cose già scritte in post precedenti: è evidente che adesso è a rischio la nostra Costituzione, la cui percezione nell’opinione pubblica il Movimento Cinque Stelle pensa di modificare a proprio piacimento. Grillo non vuole cambiare la politica italiana ma vuole stravolgere la nostra democrazia. Bisogna opporsi a questo tentativo.

L’escalation delle dichiarazioni di Grillo è inarrestabile, ed è evidente che non ci sono le condizioni per il centrosinistra di stringere con il Movimento Cinque Stelle anche una alleanza basata su pochi punti programmatici. Tornare alle urne sarà inevitabile, e bisogna prepararsi fin da ora perché in gioco non ci sarà solo il governo del paese ma qualcosa di molto più importante.

Prepararsi a resistere, prepararsi ad agire. Come?

Intanto pretendendo che il centrosinistra faccia delle liste migliori di quelle che ha presentato agli elettori una settimana fa. Servono primarie vere, aperte a tutti e non solo agli iscritti. Basta con i giochetti, con le mogli e con le fidanzate candidate, con i burocrati dell’apparato, con i nomi imposti da Roma, con le rendite di posizione, con gli accordi sottobanco, con le contraddizioni insopportabili: dalla Sardegna il Pd ha mandato a Roma uno dei suoi deputati meno convincenti (per non dire peggiori) come Siro Marroccu, e ha lasciato a casa due ottimi parlamentari Giulio Calvisi e Guido Melis. Quanti voti si sono persi in questo modo?

Per non parlare poi di Sel che, pur di salvare i suoi vertici regionali, ha spaccato il partito e ha perso ogni contatto con i movimenti. Questi errori non potranno più essere tollerati. Pd e Sel dovranno realmente aprirsi al rinnovamento e gli elettori dovranno pretenderlo.

Eppoi è evidente che se non vorrà rischiare di perdere le elezioni il centrosinistra dovrà accettare di allearsi con una miriade di liste civiche che dovranno essere messe in campo per cercare di conquistare il maggior numero di voti possibile. Esattamente come ha fatto il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, che in questo modo ha recuperato consenso in maniera impressionante.

Eppoi ci sono le scelte personali. I grillini ci sfidano sul terreno della militanza. In tanti siamo rimasti ai margini della politica in questi anni, giustamente schifati dai giochetti dei partiti del centrosinistra, giochetti e contraddizioni insopportabili su cui il Movimento Cinque Stelle ha costruito le sue fortune politiche. Ora però non ci si può più tirare indietro. Ognuno si prepari a fare la sua parte. Io la farò.

 

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78 Commenti

  1. Federico says:

    E stiamo sorvolando sulle pesanti responsabilità di Napolitano, eh? Emmenomale che viene dal PD…

  2. L’articolo 67 è uno di quelli fondanti della nostra democrazia (parlamentare). Se un parlamentare dovesse rispondere a un eventuale mandato dei suoi elettori, non avrebbe più senso la discussione in assemblea; non potrebbe mai cambiare opinione. Ogni deputato risponde del voto nel suo privato all’organizzazione (partito, movimento o associazione) a cui appartiene , che decide, in base alla propria trasparenza, di espellerlo in caso di voto contrario alle proprie direttive.
    Ogni deputato e senatore, rappresenta l’intero popolo italiano e non il proprio partito.

  3. Riccardo76 says:

    Vito, credo che tutta questa tua paternale sulla costituzione in pericolo derivi dal fatto che sia il M5S a proporre quei cambiamenti che il tuo centrosinistra in fin dei conti ha sempre promesso,senza mai trasformare tali promesse di rinnovamento istituzionale in qualcosa di concreto o incisivo : sempre riformette, tanto per dire che qualcosa veniva fatto, un brodino caldo per il malato grave insomma. La tua sembra più frustrazione, perchè la tua parte politica si è fatta sottrarre l’agenda dal M5S, che per i metodi non convince affatto neanche me e infatti non li ho votati. Anzi,stavolta dopo 20 anni, non ho votato nessuno. Dopo aver tante volte votato il Pd “turandomi il naso”( come il rimpianto Montanelli diceva riferendosi alla DC) , pur di non votare altri improbabili candidati sparsi altrove, tra sinistra, destra e centro, non mi sono fatto trascinare dal M5S, perchè abbiamo avuto fin troppi salvatori della patria. Ma una cosa è certa, e sono convinto la pensi così anche tu : se i grillini usassero metodi più soft, appoggeresti in buona parte il loro programma rinnovatore….serve aria nuova alla democrazia italiana. E servirebbe una vera classe dirigente anche in Sardegna…ma questa è un’ altra storia…
    Cordialmente.

  4. Montesquieu says:

    P.S. : il post qui sopra era in risposta ad Andrea Zedda (4 marzo h 11:14 )

  5. New entry says:

    Mi sembra che ci sia già sufficiente apprensione per ciò che sarà senza bisogno di approfittarne. Si vedrà col tempo chi era in buona fede (e non mi riferisco necessariamente a Grillo).

  6. Montesquieu says:

    sì, l’hai proprio sparata grossa!Qui ormai siamo alle chiacchere da BAR.Prima TUTTI si credevano grandi allenatori, adesso ci si improvvisa costituzionalisti, dalla mattina alla sera.
    Andria, ho paura della Tua saccenza.Anche Mussolini e Hitler erano degli innovatori e il nazionalsocialismo proponeva soluzioni innovative in grado di modificare il flusso decisionale.Non basta invocare la Rete per ottenere nuova o maggiore partecipazione.Sei a digiuno di Diritto Pubblico, ma devi ripassare anche la Storia.
    Salude e trigu.
    In bono hora

  7. Radio Londra says:

    Mi piacerebbe tanto capire, ad esempio, per quale arcano motivo il M5S, in merito alla Legge Elettorale, fa sapere con Grillo che… “tanto non ne faranno niente”…
    A si?
    E loro per che cosa ci sono?
    E, trattandosi di stabilire regole generali che dovrebbero valere per tutti, come mai aspettano a votare le proposte degli altri e non propongono?
    O vogliono andare a nuove elezioni co questa legge elettorale?
    Anche perchè sarà vero che quelli di sinistra sono portati a spaccare il capello in quattro e non perdonare niente a nessuno (soprattutto a quelli di sinistra) ma sono proprio sicuri di smuovere le truppe di Zio PAPYrone che non si sono fatte impressionare più di tanto neanche dopo che in Lombardia sono rimasti solo 4 non inquisiti?
    Non sono convinto che, andando ad elezioni adesso, il M5S prenderebbe il 40% dei voti.
    Se non si assumeranno delle responsabilità la gente finirebbe per non capire e li punirebbe (soprattutto al Senato).

  8. Lei Sig. Biolchini di quale parrocchia è? di sinistra? allora di quale sinistra? quella che vuole l’Europa del MES e del Fiscal Compact? quella che con Prodi c’ha fiondato di peso nell’OCA snza curarsi delle conseguenze disastrose? quella che ha stravolto la costituzione che lei vuol difendere, per inserire il pareggio di bilancio? anche lei a fare disinformazione e a demonizzare un movimento che avrà molti limiti, ma cha almeno mette in dubbio la bontà di un sitema che voialtri finti rivoluzionari non avete mai veramente osato abbattere. Complimenti, continui così, tanto disinformatore più, disinformatore meno, non fa differenza.

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  10. Vidarr says:

    Illuminante anche la lezione di storia che ci impartisce la neoeletta capogruppo alla Camera del M5S, Roberta Lombardi:

    – “Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismo. E quindi solo in parte riconducibile ad esso. Seconda questione, e questo per me è il punto fondamentale, sono 30 anni che fascismo e comunismo in Italia non esistono più.”

    O anche, in un passaggio del testo molto, molto colto e significativo:

    – “Se parliamo dei sindacati chiedendone l’abolizione, ti tacciano di voler tornare indietro alla rivoluzione industriale.”

    http://robertalombardi.wordpress.com/2013/01/21/italia-sotto-formaldeide/

    Chissà se qualcuno dei compagni del presidio antifascista di Cagliari ha votato per questa gente. Secondo me sì.

    • Vedrete cosa succederà il 25 aprile, vedrete… La festa della Liberazione è la cartina al tornasole di tutti i qualunquismi. Ne sentiremo delle belle, altroché! E poi non dite che non vi avevo avvertito!

  11. Anonimo says:

    Confermo che hai le idee confuse, chi sono e cosa hanno fatto i due ex-idv lo so benissimo. La questione è che in una situazione normale (cioè con una legge elettorale con le preferenze) i comportamenti riprovevoli dei due sarebbero prontamente puniti dagli elettori nelle consultazioni successive, nessuno voterebbe due voltagabbana del genere! Neanche quelli che votano lo schieramento nel quale i due si sono rifugiati!

    • Lino Grill says:

      già, è una vera disdetta che pd e pdl non abbiano voluto cambiarla e ce li ritroviamo ancora!

  12. Radio Londra says:

    Comunque ho letto sul Fatto Quotidiano che fra un po danno la diretta della riunione di Roma degli eletti del Movimento 5 stelle.

  13. Ignazio says:

    Premetto che non ho votato Grillo perche’ non mi sento italiano e quindi non voto partiti italiani.Le consiglio di leggersi l’analisi del voto fatta sul quotidiano basco Gara(lo trova in rete “Reflexiones sobre el movimiento 5 estrellas”di Giovanni Giacopuzzi e’ on-line,e’ in castigliano ma si capisce bene)

  14. Radio Londra says:

    Diciamo pure che è andata male a tutti.
    E’ andata male a Bersani, che era convinto di vincere in entrambe le Camere anche se era obiettivamente difficile visto che, con questa legge elettorale, bisognerebbe vincere praticamente in tutte le Regioni e Veneto e Lombardia non le schiodi neanche se leghisti e Pdellini si macchiano dei più efferati delitti.
    Non ha vinto o ha quasi vinto (o quasi perso) Berlusconi perchè comunque è finito in minoranza sia alla Camera sia al Senato.
    E’ andata male anche a Grillo, che non era preparato al successo elettorale e aveva esclusivamente puntato a fare opposizione.
    Rivotare in queste condizioni, senza una Legge elettorale seria, non servirebbe assolutamente a niente perchè ci ritroveremo la fotocopia del risultato attuale magari con l’unico cambiamento delle truppe di Zio PAPYrone maggioranza alla Camera ma comunque col Senato ingessato.
    E allora, svanito il sogno di Grillo di poter continuare a mandare AFFA tutto e tutti, alla fine diventerà giocoforza anche per “i suoi” sporcarsi un pochino le mani.
    Anche perchè fa bene il PD a non stare ai giochini di chi vorrebbe il governissimo per attaccare a destra e a manca.
    Diciamo insomma che anche Grillo è stato sgammato perchè quelli eletti sono comunque Deputati e Senatori come tutti gli altri.
    E, come tutti gli altri, sono stati eletti per svolgere un ruolo che, in questo caso e per loro sfortuna, non si è rivelato quello a cui Grillo e Casaleggio aspiravano.
    Ritengo comunque che anche se ci fosse stato Renzi al posto di Bersani non sarebbe cambiato assolutamente nulla (la santificazione di Renzi era semplicemente una strategia della Destra e niente di più).
    Tutto è cambiato con la questione del MPS che nessuno poteva prevedere sarebbe scoppiato proprio in campagna elettorale.
    Berlusconi non ha potuto cavalcare neanche un po la tigre in quanto i suoi c’erano dentro fino al collo ma lo ha fatto, al suo posto, Grillo.
    A quel punto Grillo ha eroso solo a sinistra e questo ha fatto si che si arrivasse al quasi pareggio.
    Detto questo, il monocolore non lo fece neanche la DC per cui, lecito posizionarsi all’opposizione ma pretendere di farlo imponendo agli altri scelte auspicate (governissimo da attaccare un giorno si e l’altro pure) senza arrivare a cambiare la legge elettorale non va bene.
    Non vogliono fare l’alleanza col PD?
    OK.
    Allora però facciano un governo con tutti dentro (PDL, PD, Monti, M5S) finalizzato solo a quello.
    Troppo comodo attaccare tutto quello che fanno gli altri senza sporcarsi le mani.
    NISBA.

  15. Lino Grill says:

    Proposta di legge n°1287 anno 2001, in cui si propone la decadenza del mandato per i voltagabbana:

    http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stampati/pdf/14PDL0012370.pdf#nav

    Chi è l’antesignano di quell’antidemocratico e cattivone di Grillo? Berlusconi? no!.. Fini?..no! Quel fascista di Storari…? no Di Pietro,allora?…no!
    ONOREVOLE GIULIANO PISAPIA, sindaco di Milano!!!
    Vito (e tutti gli altri scandalizzati e moralizzatori!!)…che mi dite ora?

  16. Personalmente non ho votato Grillo e condivido alcune perplessità sul personaggio di Grillo (fascistoide a tutti gli effetti) e Casaleggio.
    Sul discorso dell’art. 67 Cost. trovo tuttavia che Grillo abbia ragione. Quella norma, nata con i migliori auspici nell’Italia post-fascista, è diventata il grimaldello con cui nel Parlamento si sono creati meccanismi politici completamente scollegati dalla realtà del paese.
    Credo sia giusto, nel 2013, rivedere questa norma e ricordare agli eletti che sono stati eletti (soprattutto in questo pessimo sistema elettorale) per rappresentare le istanze di chi li ha votati e non per fare i porci comodi una volta seduti nell’emiciclo.

  17. Anonimo says:

    Eliminare l’art.67 è tecnicamente improbo. Come si fa a dimostrare quale è il mandato a cui rispondere?. A meno che non si limiti tale vincolo alla sola appartenenza allo schieramento in cui si è stati eletti. Ma cosa succederebbe se costui, non piu’ convinto dei propositi e delle proposte del propio schieramento, votasse contro? E quando si deve votare per particolari provedimenti che investono piu’ da vicino la sfera personale di ognuno ( si pensi all’eutanasia o al testamento biologico, per es.) cosa succede? Si vota tutti compatti e non c’e’ piu’ il voto di coscienza?
    Normare una simile violazione (quella, presunta, di mandato) è complicatissimo oltre che essere eticamente un abominio.

  18. Anonimo says:

    era in risposta a Lino Grill

  19. Anonimo says:

    Scilipoti e Razzi sono in parlamento per via di una legge elettorale infame (quella dei listini bloccati) e non per l’art.67, non confondi le idee per cortesia.

    • Lino Grill says:

      Informati tu, anonimo! Scilipoti e Razzi sono stati eletti nella passata legislatura in seno all’IDV.Nel 2010 hanno votato la fiducia a Berlusconi, contribuendo in maniera DETERMINANTE (esattamente come per Degregorio nel 2006, il cui voto fece cadere Prodi) alla sua permanenza. Tra 5 o 6 anni scopriremo, forse, cosa hanno guadagnato i due italioti, nel frattempo sono diventati politici del PDL a tutti gli effetti, ricandidati e rieletti. Il tutto in barba al mandato elettivo, ma nel pieno rispetto della Costituzione, per la vostra serenità notturna.

  20. Se da un lato trovo le parole di Grillo assolutamente non condivisibili, al momento non mi sento ancora di allarmarmi… certo che tengo gli occhi aperti, perchè certi segnali non mi piacciono, ma mi chiedo se siano più gravi le parole di grillo o la compravendita di parlamentari che sta venendo fuori con la questione di De Gregorio…
    Quello è GRAVISSIMO, altro che grillo!!! Quello è il vero attacco alla democrazia ora e dovrebbe anche farci porre delle domande su come il pdl abbia vinto in Lombardia, Campania, Veneto e Sicilia… chiediamocelo perché questi comprano gente e voti altro che Grillo!!!
    Che poi, non mi sembra che i parlamentari del pd-pdl non siano totalmente soggiogati alle decisioni delle segreterie nazionali… ogliamo forse credere che 320 senatori vdel pdl credessero davvero alla storia di Rubi? ovvio che sono stati “obbligati” a seguire la linea del partito… o forse vogliamo ricordare dei parlamentari espulsi dal centro sinistra quando hanno votato contro un intervento militare all’estero qualche anno fa?
    e l’articolo 67 della costituzione dove era in quel caso?

    il problema non è solo di Grillo, il problema è che Grillo lo dice apertamente mentre gli altri lo fanno da 20 anni senza dire nulla e nascondendosi dietro la parola “democrazia”, “rispetto degli elettori” ecc ecc…

  21. robespierre says:

    Piccolo giochino, individuate gli autori di queste frasi:

    A) “Tutti i grandi movimenti devono la loro origine a grandi oratori, non a grandi scrittori”
    B) ” Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola”
    C) ” Regimi democratici possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l’illusione di essere sovrano”
    D) “La disciplina deve essere accettata. Quando non è accettata, deve essere imposta”
    E) “Fedeltà, dedizione e silenzio devono essere alla base di una grande nazione”
    F) “Tutto ciò che è grande in questo mondo è frutto di un solo vincitore. I successi riportati da coalizioni portano già in sé il germe di futuri sgretolamenti”
    G) “La capacità delle masse di comprendere è molto limitata, ma la loro capacità di dimenticare è infinita”
    H) “Solo una massa resa fanatica può essere guidata”
    I) “La nostra intransigenza non è formale, è sostanziale; e a questa intransigenza non rinunceremo mai”

    • L) la moltitudine è una cosa ben diversa dalla massa e dal popolo. La massa era quella che ascoltava Mussolini o che partecipava alle celebrazioni nella Piazza Rossa, la moltitudine è un insieme di singoli, più caotico. E’ diverso anche dal concetto di popolo che solitamente è legato alla nazione. La moltitudine è una connessione di soggettività resta quindi fondamentale l’attivazione degli individui

  22. Gianluca Meloni says:

    L’articolo 67 della Costituzione – l’assenza di vincolo di mandato per i parlamentari – non è un’invenzione italiana, ma è un caposaldo di tutte le democrazie liberali. Senza vincolo di mandato cade un elemento fondamentale della rappresentanza democratica. L’attacco si Grillo non è casuale o legato a polemiche contingenti, ma è funzionale alla sua idea di funzionamento delle istituzioni, ed è coerente con quella mostruosità rappresentata dalla proposta di “referendum propositivo senza quorum”. Quest’ultima proposta è estranea a qualsiasi democrazia liberale (e non parlate della Svizzera perché nel paese ellenico funziona in modo differente) ed è diretta a comprimere le funzioni del parlamento, a favore di una forma di governo plebiscitario. Il M5S è un’organizzazione politica anti parlamentare, contraria ai basilari principi della democrazia liberale. Vogliamo parlare delle proposte in materia di informazione? Il M5S vuole l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, il divieto per i grandi gruppi industriali di avere testate giornalistiche e il divieto per un soggetto privato (non pubblico…) di possedere una testata giornalistica nazionale (azionariato diffuso con proprietà massima del 10%): in teoria sarebbe una buona idea… peccato che i giornali si facciano con i soldi, e una soluzione di questo tipo porterebbe alla chiusura della gran parte dei quotidiani nazionali.

  23. grazia pintore says:

    Grillo e Casaleggio(ma chi è veramente?)considerano i grillini delle pedine da usare.In parlamento devono fare solo ciò che vogliono queste due persone non elette.A voi questa sembra democrazia?Credo che il Movimento 5 stelle sia più una setta che un partito.Mi auguro ardentemente che i grillini eletti in parlamento riescano a pensare col loro cervello e,di conseguenza,agire.E’ sconcertante che si usi la buona fede di queste persone per distruggere e non cambiare il marciume.Se i partiti si fossero accorti,in tempo,della ribellione dei giovani,forse Grillo non avrebbe avuto milioni di adepti.

  24. i toni stanno diventando altissimi, l’allarmismo estremo e per quanto mi riguarda immotivato. Sarà che sono un ottimista, un ingenuo, fate vobis, ma continuare a parlare di fascismo, attentati alla democrazia mi sembra un cosa completamente fuori luogo e soprattutto una reazione scomposta.
    Se c’è un merito che bisogna riconoscere al movimento 5 stelle è quello di aver rimescolato le carte sul tavolo e aver posto degli interrogativi. Cambiamento, rinnovamento son parole che molti auspicano ma che di fronte alle loro manifestazioni pratiche tentennano, cullandosi nel mito dell’età d’oro e in de su connottu.
    Lo schiaffo del m5s , l’entrata in scena di un buffone che fa battute volgari, una organizzazione per ora arraffazzonata (ma sempre democratica, non giudicate leggendo i giornali ma andate a vedere come lavorano ai meetup!) non ci deve fare paura ma deve essere vista come un’opportunità, perché pone quesiti e dubbi che sono alla base di ogni cambiamento.
    La democrazia può cambiare, si può evolvere, la storia procede e sarà sempre diversa da quel che abbiamo idealizzato e da quel che i nostri cervelli si aspettano.
    L’unico modo per controbattere il fenomeno grillo non è arroccarsi in posizioni conservatrici, come la difesa a qualunque costo della costituzione, che sembra oramai sempre più la difesa dei 10 comandamenti, ma proporre soluzioni innovative che modifichino pesantemente lo scenario politico attuale.
    ne sparo una:
    Nuovi metodi di partecipazione altamente inclusivi, utilizzando soprattutto (ma non solo) la rete, senza quindi centri di potere in grado di modificare arbitrariamente il flusso decisionale.
    in pratica politiche pubbliche wiki.
    Paura eh?

  25. L’osservazione di Vito è più che fondata ma mi chiedo quale possa essere il rimedio giuridico che possa impedire che il voto espresso nella “gabina elettorale” sia stravolto dal parlamentare. Stravolgimento dettato dalle migliori o anche dalle peggiori (nella maggior parte dei casi) intenzioni. Un programma elettorale non può essere onnicomprensivo e prevedere con precisione chirurgica tutte le questioni politiche possibili e immaginabili che si potranno presentare nel corso del mandato elettorale. E’ vero che i mezzi di oggi come internet potrebbero in teoria consentire una consultazione perenne e in tempo reale dell’elettore ma sarebbe la fine della democrazia rappresentativa. La fatica dei referendum, per esempio, ne ha determinato la fine del senso originario, non vorrei che si logorasse definitivamente anche il senso delle consultazioni elettorali ordinarie. Sul piano politologico la questione è molto interessante, sul piano reale è inquietante.

  26. Va bene che voti PD/SEL, caro Vito, e che non provi simpatia per il M5S, però credo che quello scritto da Grillo sia chiaro: “non si deve usare il posto in parlamento come il luogo in cui fare i propri comodi senza rispondere ai cittadini che ti hanno dato quel posto, e soprattutto al programma a cui gli elettori hanno creduto”. Penso sia ovvio, capire che non si “può fare ciò che si vuole in parlamento” e farla franca. E’ scontato in ogni azienda che, se tu non rispondi agli interessi aziendali, sarai punito dalla stessa azienda che ti manderà a casa chiedendoti anche i danni arrecati. In parlamento abbiamo avuto persone (del PDL ma anche del PD) che hanno fatto i loro porci comodi, non rispondendo al loro programma ed ai cittadini. Se cambiare questo è una deriva “reazionaria”, allora coloro che hanno rubato essendo protetti dalle loro immunità e scudo parlamentare, che sarebbero?? Senza contare il fatto che, con il tuo consiglio alla militanza, stai dando una esortazione che il M5S ha già fatto e che è stato il suo successo… sei reazionario anche tu?? PS, se ci fosse anche il solo pensiero di una “deriva”, come circa 60 anni fa, credo che, non solo grillo e casaleggio, ma tutti i parlamentari “Grillini”, verrebbero appesi a testa in giù nel primo distributore disponibile…

    • Guarda che chi usa parole violente e fuori luogo sono i grillini: che parlano di “colpo di grazia”, che dicono “arrendetevi”.
      E invece che si debba usare il parlamento per fare i propri comodi chi lo ha mai teorizzato?
      E il paragone parlamento/azienda dove lo abbiamo già sentito?

  27. Non bad’ispera

    Como bene semus cumbinados,
    s’istivale ses mesu iscosidu,
    e bidende totu so resultados.

    Su populu in trese es divididu,
    cando paria poninde giuditziu,
    ses’ de nou a su peus cunveltidu.

    A dolu mannu non pelde su vitziu,
    de faghede sa solita faina,
    sinnu ca no nde tene giuditziu.

    E bastada solu una ramanzina.
    una littera frassada che giuda.
    cun d’un’achilibrada manfrina.

    E torradu che l’ana sena duda,
    su nanu,acontzat is conto suos,
    s’italia comente fidi restat nuda.

    No pessat is contos mios e tuos,
    cussos no los at mai pessados ,
    ca fatu ses pius ricu a cungruos.

    Deliquentes e mafia is alleados,
    faeddat De Gregorio e furiosa,
    si pesat sa basa, so magistrados,

    tenen culpa. Po sa famada isposa,
    si leat battor’annos de galera,
    sena contare totu s’atera cosa.

    Senadores comporat a manera,
    chi leat a contu sou su podere,
    ma como su pede in sa matzonera,

    c’a bettadu.e canta su miserere,
    una giusta giustiscia a cunfrontu,
    ch’es cotilosu no la fetat de mere.

    M’auguro e auguro su tramontu,
    chi siat abberu custu iazu,
    ca po s’italia es su peus afrontu.

    Sos cumpanzos in su muntonalzu,
    a seberadu e lis narat eroes,
    ubidientes lis pienat s’iscalzu.

    Hai Bersani s’ocasione as tentu,
    como ses postu palas a muru,
    ca cumbintu nde fisi lassas lentu,

    su nodu.Como paret peus puru,
    a l’isolvede no ses tranquillu,
    non ti so idende siguru siguru.

    S’azudu deves dimandare a Grillu,
    ma grillu mancu mi paret d’acoldu,
    a mes’asta es rutu su vessillu.

    Armonias non bada ne cuncoldu,
    semus a s’isculisetzida rutos,
    po vint’annos l’aimis su baloldu.

    In europa che cateddos iscutos,
    ca sa peus mazada l’amos nois,
    disocupados e sena tenne frutos.

    po gai sighimos tra ais e ois,
    non bat’ispera de cambiamentu.
    Ite alet a bi pessare a pois
    c’a nudda balet onni cumentu.-

  28. Marcello says:

    Se li tenga pure i signori Marroccu, Calvisi, Melis e compagnia bella:

  29. Questa uscita nel blog non l’ho capita bene neanche io. Però mi sa che tu l’hai capita ancora meno… Quando chiedi a Luca Zunino “E se a cambiare programma o idea è il capo di un partito, che si fa?” stai dando per scontato un salto logico che invece non è tanto scontato.
    Si ragiona invece sul presupposto di un gruppo politico che non ha un capo/leader. Quindi una organizzazione a carattere assembleare, che si presenta alle elezioni con un programma e chiede il voto agli elettori con riferimento a quel programma. Niente capi che cambiano idea. Se il programma necessitasse di modifiche, a causa del mutare della situazione contingente, il gruppo valuterebbe le eventuali modifiche e le presenterebbe all’elettorato. Questo risponderebbe si/no e si andrebbe avanti.
    La distorsione secondo me dipende molto dalla legge elettorale. Senza la preferenza l’elettore ha meno potere sulla riconferma o meno del parlamentare manchevole.
    Se l’elettore potesse scegliere un nome, avrebbe anche più influenza sul parlamentare a cui ha dato il voto. Se non si sentisse più rappresentato potrebbe farsi sentire dal suo eletto e poi, dopo, non votarlo più. Adesso tutto questo è impossibile.
    Quindi già cambiando la legge elettorale la situazione migliorerebbe. Ci sono poi situazioni particolari come quella di De Gregorio. Mi domando: in questi casi è opportuno aspettare la fine del mandato di 5 anni, e poi non rivotarlo più, o è meglio bloccarlo prima?
    E’ più costituzionale lasciarlo li o toglierlo da li?
    Con De Gregorio è troppo facile. Prendiamo un caso meno estremo.
    Un parlamentare del Pd che ha fatto una bella campagna elettorale, molto corretta, molto di sinistra, ma non troppo. Il giorno dell’insediamento però si siede assieme a quelli del centro-destra. Il fatto è che lui ha idee di centro-destra, però per farsi eleggere ha dovuto fare una campagna di centro-sinistra, perché il suo elettorato è di centro-sinistra.
    Circonvezione di elettore.
    Che si fa?

    • Di Gregorio non ha cambiato idea: è stato pagato per cambiare idea. Confondere la causa con l’effetto nuoce gravemente alla salute.

      • E infatti De Gregorio è un caso troppo estremo, perché si parla di reato penale.
        Prendi il secondo caso, che non è campato per aria. E’ successo veramente. Oppure prendi lo stesso caso De Gregorio, senza però che noi si sappia della corruzione.
        Si può ragionare in questi termini?
        Ragionando in questi termini, secondo te, cosa si dovrebbe fare in questi casi?

      • Chiedo per davvero il tuo parere. Perché non ho le idee chiarissime. Lasciamo tutto così com’è? Proviamo a discutere su possibili integrazioni all’Art.67? Cambiamo la legge elettorale e ci facciamo bastare quella?

        • Guarda, il problema è cercare di non creare più problemi di quanti non se ne risolvano. Il mio parere? Fare finalmente una legge sui partiti, oltre che cambiare la legge elettorale.

  30. Lino Carrui says:

    Fammi capire Lino Grill, perchè mi state confonfendo voi del M5Stelle. Siete per la democrazia diretta, addirittura il superamento del parlamento, quindi tutto affidato ai cittadini, una testa, un voto etc., poi Grillo attacca l’articolo 67 della costituzione che questo definisce per i parlamentari: l’assenza di vincoli di mandato, la possibilità che ogni testa in parlamento sia un voto, e adesso cambiate idea? Quanto alla vicenda De Gregorio, la gravità non consiste nell’essere un voltagabbana ma nell’essere stato comprato per esserlo.

    • Lino Grill says:

      Quindi? La volontà popolare è stata sovvertita in maniera palese, 7 anni fa, e non è stato detto/fatto nulla!!! LA cosa è di una gravità inaudita, roba da repubblica delle banane, e l’inica cosa che sapete dire è’ difendiamo la costituzione?!!?

  31. Francu says:

    Il problema é l’organizzazione partito. Ai tempi del Pci l’eletto aveva una rigida disciplina di partito, versava parte del suo emulumento stesso al partito e se si sognava di andare contro le indicazioni ideali dello stesso veniva epurato. L’organizzazione leninista é quella che a dispetto delle anime candide pseudomocratiche é quella che a distanza di 80 anni funziona meglio ( tanto che la lega unico partito organizzato é quello che funziona meglio). Tutto il resto é fuffa.comunque questi grillini fanno ben sperare. Sono sicuro che molti di loro si venderanno giustamente alle regole parlamentari e non mancheranno di fare il loro dovere…

  32. Trizio says:

    Il senso dell’obbedienza. In una democrazia un “capo” dovrebbe avere forte questo senso, più degli altri. Verso chi? Verso i suoi elettori.
    Dal 2004 a oggi l’Italia, con dei brevi intermezzi, ha avuto un “capo” che ha pensato di non dover rendere conto a nessuno. Ma un “capo” così è malato. E la maggior parte degli italiani se ne è accorta.
    Il guaio è che questo tipo di malattia ha colpito molti gruppi dirigenti delle organizzazioni rappresentative: i partiti, i sindacati (non è un caso che siano stati presi di mira da Grillo).
    E la maggior parte degli italiani se ne è accorta.

    Grillo ha raccolto il suo consenso intorno al bisogno di libertà che la classe dirigente di questo paese ha cancellato, commettendo un crimine gravissimo, enorme.

    Ora abbiamo la necessità di persone che sentano il senso dell’obbedienza.
    Un eletto dovrebbe avere forte il senso dell’obbedienza: verso chi lo ha eletto.
    Ma Grillo non è stato eletto. Allora verso chi dovrebbe sentire l’obbedienza? Qui sta il punto preoccupante.
    Come si crea il consenso in questo movimento, intorno a cosa? A qualsiasi sparata del suo leader?
    Occorre vigilare.

    E se siamo arrivati a questo punto forse è perchè non abbiamo vigilato.

    • Quanti ce se ne sono nel Pd di politici di professione con queste caratteristiche?e nel PDL? e nella LEga, e in SEL e con Monti? E quante ne servono di politici così in Italia…solo a Roma o anche nelle regioni. E nei comuni? E chi li forma, chi li prepara questi politiici?E quanto li paghiamo questi ‘professionisti’..più o mneo di un commercialista?

  33. Codice di comportamento degli eletti in Parlamento, ultimo punto: da segnalare come Beppe Grillo avochi a se il controllo della comunicazione dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, affidandola a una struttura di comunicazione scelta da lui, che gestirà direttamente i contributi spettanti ai gruppi (che per il M5S dovrebbero aggirarsi intorno ai 10 milioni l’anno)
    http://www.beppegrillo.it/movimento/codice_comportamento_parlamentare.php

  34. Anonimo says:

    Signori, questo mi sembra un buon momento per riflettere sul concetto di “opinione”. Sparare a zero coglionate sulla rappresentanza senza vincolo di mandato, oggi come oggi, significa parlare a vanvera, semplicemente. Quello che non si sa si studi, porca miseria. E ogni volta che apriamo la bocca per dire “secondo me”, chiediamoci almeno tre volte se sappiamo di cosa stiamo parlando e quanto possa essere pericolosa una nostra frase buttata lì per dire che c’eravamo anche noi. Basta con i discorsi da fila alle poste: la gravità di quello che accade nel paese è realmente inaudita.

  35. luca zunino says:

    io voto qualcuno perchè porti avanti un programma: se cambia casacca ne porterà avanti uno diverso. non voto per la bella faccia. se un parlamentare cambia opinione, cosa più che legittima, va a casa non dall’altra parte. se si riesce a rendere la politica meno vantaggiosa per chi la fa questo ragionamento funziona. e funziona ancora meglio se si pensa al limite dei due mandati, fosse valido per tutti. la cosa che si rimprovera a grillo, una delle tante, è il “non esiste più destra o sinistra”: bè pensando invece che ci sia ancora una netta distinzione dovrebbe venire in salita l’accettare che un parlamentare di destra passi a sinistra o viceversa, in soli 5 anni (quasi mai 5 per lo più). hai votato uno non molto legato alla tanto importante ideologia no? oppure il parlamentare in questione ha trovato convenienza a farlo… siano soldi o altro.

    • E se a cambiare programma e idea fosse il leader del partito e non il parlamentare, non ci hai pensato? Cosa dovrebbe succedere? A chi dovrebbe restare fedele il parlamentare, ai suoi elettori o al suo leader di partito? Ritorni al prossimo appello, grazie.

      • luca zunino says:

        hai risposto tanto per rispondere?

        • No no, io ho risposto! Rispondi tu piuttosto! E se a cambiare programma o idea è il capo di un partito, che si fa? Cosa fa il parlamentare? Vota contro la sua volontà? Mi sembra una ipotesi molto interessante.

          • luca zunino says:

            ma sei serio? (il tono è in linea con “Ritorni al prossimo appello, grazie.”) quindi stiamo parlando di un capo di partito che impazzisce e cambia il programma per cui è stato eletto. in effetti è una eventualità che bisogna prevedere. allora diciamo che il capo è uno dei parlamentari eletti col partito, o movimento, e viene sostituito ogni sei mesi da un altro parlamentare, naturalmente non tirato a sorte. cioè il partito non ha un capo. può andare no? naturalmente non citare anche a me il manuale di diritto costituzionale, mai preso in mano,

      • Mandato a quel Paese says:

        Senza contare che la fedeltà richiesta all’eletto è ancora più alta e impegnativa: è alla Nazione che deve essere fedele, altro che partito, movimento, elettore o territorio. Gesù, ma come fate a dargli retta? Poi facciamo i risentiti se lo chiamano clown.

  36. De Ghisciu says:

    Lino Grill, anagrammato GRILLINO, conosce molto bene la Costituzione, davvero molto bene. Soprattutto è consapevole del fatto che se il mandato parlamentare fosse governato dalla logica cara a Grillo e a lui – e un tempo a Berlusconi – l’Italia sarebbe probabilmente sbattuta fuori dalla UE, dal Consiglio d’Europa, e dalla Ocse. Ma è del tutto infondato ritenere che il fine di Grillo sia catapultare l’Italia in un incubo peronista, senza neppure le risorse dell’Argentina, quindi che il risultato è che faremo la fine della Grecia.

    • Adesso è colpa di Grillo se finiremo come la grecia. E’ colpa di Grillo se Berlusconi si compra i deputati (ma nel rispetto della Costituzioni noi nemmeno protestiamo). E’ colpa di Grillo se l’IDV è morto, come partito, ma Scilipoti e Razzi sono ancora in Parlamento col PDL. Tutto è colpa di Grillo. Bene così…

  37. Caro Vito, concordo con la tua analisi, certo il PD poteva fare di più con le primarie, ma credo che meglio del PD in fatto di democrazia interna in Italia non ci sia!
    Partendo dal fatto che tutto è perfettibile ora con il senno di poi dobbiamo riconoscere i nostri errori, per ripartire e per riuscire a sventare la minaccia di questi personaggi quali Grillo e Casaleggio.
    Certo era comprensibile che uscissero queste dichiarazioni contro la costituzione in tutto e per tutto simili a quelle che Berlusconi ci ha propinato negli anni del suo incontrastato dominio/delirio!
    Non so fino a che punto gli eletti del 5 Stelle siano in grado di mantenere la loro facoltà di libero arbitrio, spero non si trasformino in droni da combattimento nelle mani del gatto e la volpe!

  38. Presente. Non ho mai sopportato chi ha voluto fare di tutta l’erba un Fascio.

  39. Caro Vito,condivido la tua preoccupazione,in parte,perche’ il consenso che raccoglie il M5S non puo’essere comunque frutto di una ipnosi collettiva ma di un sentimento diffuso che non ha trovato altro sfogo. Probabile che Grillo voglia davvero cambiare le regole parlamentari,e cosi come davamo a Berlusconi dell’eversore,dovremmo farlo anche con la coppia Grillo-Casaleggio. Sull’autocritica dei partiti la vedo molto dura…la verita’ e’ che siamo passati dagli impresentabili agli irresponsabili!

  40. Sono con te! Se qualcuno vuole la guerra, io sono pronto!
    Stop a qualunque dialogo: nessun dialogo!
    Vogliono andare alle elezioni? Anche loro dovranno affrontarle nuovamente.
    Sono certo e consapevole che ci faremo male TUTTI. Ma TUTTI TUTTI!
    E’ un rischio che correrò volentieri. Tanto abbiamo già capito: o vivere o morire.
    E ora insultatemi pure: SALVATEVI, ME NE FOTTO!

  41. Il Medievista says:

    Vito, il tuo intervento si basa sull’assunto che dovrà essere il centro sinistra a salvare il Paese e non anche qualche altro movimento o partito di diversi orientamenti politici. Quel centro sinistra, fra l’altro, al quale tu chiedi di rinunciare a fare tutte le schifezze che ha sempre fatto e che tu stesso denunci. Un po’ come chiedere a un disonesto o, perlomeno, a un furbone di natura di essere il contrario di quello che è. Non lo farà mai, ho idea. Per militante politico mi sforzerò di intendere: chiunque voglia davvero servire il suo paese, nell’ambito della Costituzione e delle leggi vigenti. Quindi non il centro sinistra a prescindere, che non ha l’esclusiva di pensare di salvare il paese (e per questo non sfonda mai oltre il suo elettorato storico). Io il mio voto starò bene attento a chi consegnarlo, detto da chi per anni ha votato in quell’area.

  42. Che io sappia Grillo ha tirato in ballo l’articolo 67 in riferimento alla compravendita di parlamentari, soprattutto alla luce dello “scouting” annunciato da Bersani nei confronti dei militanti 5 stelle…della serie: Venite da noi che anzichè 2500 euro potrete prendere lo stipendio pieno e riempirvi la pancia e ingrassarvi alle spalle dei cittadini italiani come nostra abitudine…

    • Fede, cerchiamo di capirci. La compravendita di parlamentari è tecnicamente quella di cui è accusato Berlsuconi, che per i magistrati ha versato tre milioni di euro a Di Gregorio per “convincerlo” ad abbandonare Prodi: quella è una vera compravedita. Se un parlamentare invece eletto in una lista passa invece ad un’altra questa non si chiama “compravendita”, ma una libera scelta del parlamentare consentita dalla Costituzione. Ma non era Grillo che diceva tempo fa che ci dovevamo riappropriare del vero senso delle parole?

      • Vito, qualla compravendita ha fatto cadere Prodi. Ovvero ha avuto il potere di sovvertire il risultato delle elezioni…da allora (non da oggi) . C’era democrazia allora? Se quel fatto gravissimo fosse accertato, noi scoprirem domani (o dopodomani) che cambiando la costituzione (o i partiti, visto ciò che accadde poi all’idv) potevamo risparmiarci gli ultimi 5 anni di centrodestra. Da quel fatto (ma queta è una mia piccola battaglia) sostengo che un eletto che non si ritrovi più nella linea di partito si debba semplicemente dimettere. Qua non si tratta di ‘cambiare ‘dea’. Dare o togliere la fiducia al partito o alla coalizione con cui si è stati eletti è semplicemente fuori da ogni logica! tradisci il mandato elettorale in nome di cosa? di soldi…come sempre si è saputo.

        • Ma un manuale di diritto costituzionale non l’hai mai preso in mano? Non dico studiarlo, anche solo leggerlo. Sul serio, ti è mai capitato?

        • efisio erriu says:

          Giustamente, un parlamentare una volta eletto deve rispettare quanto gli dice di fare il partito, deve eseguire.
          Anzi dirò di più i parlamentari non ci stanno proprio a far niente, bastano i capigruppo, così risparmiamo sui costi della politica.
          Ottima idea.
          Credo che però ci sia arrivato qualcuno prima di me. Chi era?

          • Bene,allora teniamoci stretta la Costituzione e i Degregorio. E confidiamo che la democrazia possa essere ‘salvata’ da Bersani che si compra i grillini. Contenti voi…

            • efisio erriu says:

              Visto che siete in sintonia alleatevi con Berlusconi per le prossime elezioni; anche sul falso in bilancio e sui condoni credo ci sia piena condivisione visto che se non fosse per queste leggi gli evasori (cioè LADRI dei soldi degli Italiani) Grillo e Berlusca si farebbero compagnia in cella…

              • Lino Grill says:

                ti farebbe comodo,vero..sarebeb molto più semplice per tutti e grillo fosse davvero di destra e sfacciatamente fascista. Peccato che non sia così e peccato che illustri costituzionalisti più in gamba di te e di em e pure di Grillo, teorizziono da tempo qualcosa di più efficae della ‘cosceinza’ percontrolare i salti della quaglia dei nostri eletti

  43. Giusto! Contro Grillo facciamo delle primarie serie (strano, avevo inteso che quelle del PD erano le miglior primarie dell’universo, che hanno garantito la migliro classe politica italiana…ma forse avevo capito male io)! E poi, guai a toccare i voltagabbana, gli scilipoti i razzi e (scopriamo oggi, o forse no) i degregorio! Berslusconi SI COMPRA i voti, ma al PAese va bene così. Bene così!

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