Elezioni politiche 2013 / Politica

Senza parlamento e senza dissenso: la fantademocrazia di Grillo e Casaleggio

Grillo non vuole cambiare la politica, vuole cambiare la democrazia. Non vuole sostituirsi al potere esistente, ma lo vuole stravolgere; vuole rifondare le basi che regolano il rapporto tra il cittadino e lo Stato, la sua partecipazione attiva alla cosa pubblica. Grillo, come ha detto lui stesso, se non lo avete capito vuole “cambiare il mondo”.

Ecco perché suscita tante preoccupazioni soprattutto in chi crede nella centralità delle assemblee elettive, nell’importanza fondamentale e unica del parlamento come luogo in cui il popolo sovrano esercita i suoi poteri e si difende dai poteri privati che cercano di condizionare la vita pubblica.

Grillo suscita inquietudine perché è un antiparlamentarista convinto. Per lui il parlamento è il luogo dove la politica diventa una cosa cattiva, dove la volontà popolare si corrompe. Il parlamento va “aperto come una scatola di tonno”. Per questo che lui e Casaleggio ne stanno fuori: a tutela (secondo loro) della loro purezza, della loro buona fede da sbandierare davanti agli elettori esasperati dalle nefandezze della “casta”. Per questo i parlamentari grillini adesso rappresentano se stessi come dei monaci, il cui unico obiettivo è quello di evitare la corruzione mondana, le tentazioni della politica romana.

Non vogliono essere chiamati onorevoli, immaginano di vivere nella capitale in case comuni, ostentano la loro distanza dai luoghi del potere in cui sono stati chiamati (“non so dov’è Palazzo Madama”, dice un neoeletto). A loro tocca di stare in parlamento come se fosse una punizione. I loro capi infatti in parlamento non ci stanno. Loro sì che sono onesti, credibili e disinteressati, che non cedono alle lusinghe del potere ma lottano per il bene comune.

La vera grande anomalia del Movimento Cinque Stelle consiste nel fatto che i suoi due fondatori, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, non stando parlamento, non possono essere controllati; eppure controllano direttamente un foltissimo gruppo parlamentare ed esercitano oggi un potere straordinario al di fuori di qualunque istituzione.

Grillo e Casaleggio oggi senza stare in parlamento ne decidono le sorti. Controllano senza poter essere controllati: la negazione della democrazia.

Ma i 163 parlamentari del M5S obbediranno sempre e comunque alla direttive dei capi? O verrà un momento in cui esploderà il dissenso e bisognerà in qualche modo comporlo? E se sì, come verrà fatto?

Se la democrazia è il sistema che meglio di qualunque altro garantisce le minoranze, come verranno garantite le minoranze del M5S? In questi giorni i guru Grillo e Casalaggio, davanti alle proteste dei loro elettori che nel blog chiedono di non chiudere la porta in faccia al Pd, hanno detto che si tratta di “infiltrati”. Come inizio non c’è male.

Non c’è democrazia senza un parlamento in cui gli eletti, liberamente eletti, si esprimono liberamente e liberamente votano. Non possono esserci poteri esterni al parlamento in grado di condizionarlo pesantemente. Oggi invece Grillo e Casaleggio condizionano in maniera intollerabile i gruppi parlamentari del Movimento Cinque Stelle. Che sono impossibilitati anche a fissare le regole per il loro stesso funzionamento. Chi le ha scritte le prime 18 regole di comportamento? Chi ha deciso quanto guadagneranno i parlamentari del Movimento? Forse gli eletti? Evidentemente no.

Il Movimento Cinque Stelle ora è il primo partito in Italia; ma finché non darà concreta dimostrazione di saper gestire il dissenso interno e di poter controllare i suoi due capi, il consenso di cui gode è destinato a generare inquietudine e non potrà essere ritenuto un elemento di crescita democratica da parte di chi quel partito non lo ha votato.

Perché io di Grillo ho paura. Io di Grillo non mi fido. Perché lui non crede nel parlamento, crede nella Rete. E ho detto tutto.

 

57 Commenti

  1. Pingback: Caro Grillo, ti ho dato più volte del fascista! Anche io voglio essere “Giornalista del giorno”! Altrimenti… - vitobiolchini

  2. anonimo says:

    Gentile Biolchini, secondo lei dovremmo preoccuparci per Grillo e per i milioni di voti che per fortuna ha ricevuto e perché c’è qualche rincoglionito tra i rappresentanti di 5stelle?
    La cronaca della mattinata di oggi e del corteo per Is Arenas (bandiere indipendentiste e una mamma rossoblu che sospira: un segno) dovrebbe preoccuparla molto di più.

    Cagliari, il popolo rossoblù chiede il suo stadio
    “Vogliamo soltanto vedere una partita di calcio” Tifosi in piazza Unione Sarda

    La manifestazione “Is Arenas is now” è stata organizzata per chiedere la riapertura dello stadio di Quartu. Il corteo con Lopez e Pulga in testa è partito da piazza Unione Sarda dopo le 11 e trenta e si è sciolto in piazza Yenne attorno alle 13. Una piccola delegazione di tifosi e il giornalista sportivo Ivan Zazzaroni si sono poi recati in Prefettura.

    Tifosi e giocatori insieme per far aprire lo stadio Is Arenas: capitan Conti e compagni in prima fila dietro lo striscione che ha aperto la grande marcia per le strade della città per manifestare contro la situazione di stallo del nuovo impianto di Quartu Sant’Elena.

    Poi oltre seicento supporter, ma anche vecchie glorie del Cagliari dello scudetto come Mario Brugnera, indipendentisti con la bandiera dei Quattro mori, giornalisti sportivi della carta stampata nazionale che hanno sposato la causa di Is Arenas come Ivan Zazzaroni.

    Un caso, quello del nuovo stadio del Cagliari, che ormai si trascina da settembre tra polemiche, inchiesta e arresti. Il corteo è partito alle 11.45 da Santa Gilla e dopo aver attraversato viale Sant’Avendrace e viale Trieste, si è diretto verso piazza Yenne: lì, attorno alle 13 si è conclusa la manifestazione.

    Una delegazione di tifosi (una decina tra gli organizzatori della manifestazione) e il giornalista sportivo Ivan Zazzaroni si sono poi recati in Prefettura per un incontro a porte chiuse con il Prefetto Giuffrida.

    IL CORTEO – Cori da stadio dei tifosi tra contestazioni al sindaco di Cagliari Massimo Zedda ed inviti ad aprire lo stadio. Le strade interessate dal corteo sono state chiuse al traffico.

    LA CRONACA DELLA GIORNATA – Fin dalle prime ore della mattina si sono dati appuntamento in piazza Unione Sarda. “Siamo qui per il Cagliari”, dice Romeo, sciarpa rossoblù al collo che sta sfidando gli ultimi residui di pioggia che dopo qualche ora lascierà spazio al sole. “Un segno” sospira Marianna, mamma rossoblù che accompagna i figli alla manifestazione “Is Arenas is now”. Centinaia i tifosi, gli appassionati dello sport ma soprattutto tanta gente comune che si sono dati appuntamento questa mattina in piazza Unione Sarda. Tanti ragazzi con la tuta del Cagliari che discutevano dello stadio e della voglia di vedere la loro squadra del cuore in campo. “Esattamente questo è lo spirito di questa riunione”, osserva Ivan Zazzaroni, anche lui non è voluto mancare a questo raduno spontaneo e popolare. Un lunga scia rossa e blu. Tre generazioni a confronto in una piazza con un comune denominatore: “La passione per il Cagliari”, sbuffa Cristiano, 5 anni, che è seduto vicino alla fontana aspettando l’arrivo della squadra.

    Mercoledì 06 marzo 2013 10:10

  3. Al Sign.Vito Biolchini gli rode il culo,e vabe’ cene faremmo una ragione.

  4. per un mondo migliore says:

    tutto quello che sta succedendo è l’effetto di una decisione presa oltre trenta anni fa quando il burattinaio, ovvero l’elite del potere capitalistico, decise di investire la decima parte del loro capitale nei paesi emergenti (cina,india,albania ,polonia,russia,brasile ,etc.)in modo da ottenere lo stesso rendimento dell’intero capitale investito nei paesi industrializzati fino a quel momento,preservando l’8o%del capitale nei paradisi fiscali(isole caiman,svizzera,etc), lasciando a rischio solo il restante 10% nei paesi d’origine in quote azionarie bancarie ,assicurative,e immobiliari per avere le basi per la futura eventule ricrescita economica quando per essi non sarà più conveniente continuare a investire negli attuali paesi emergenti per l’aumentato costo del lavoro.La politica in questi oltre trentanni ha fatto il gioco voluto e pagato da questo potere capitalistico economico in Europa e soprattutto in Italia,prendendo in giro sia la classe media che quella proletaria,facendo chiudere le fabbriche e le varie attività produttive,senza impedire l’esportazione dei grossi capitali frutto del lavoro di noi lavoratori. Una parte di questi capitali( quel 10%) sono finiti in quei paesi dove c’era” carne da macello a basso costo” in cui molti bambini e donne lavorando fino a 20 ore al giorno erano capaci di produrre fino al triplo a costi che erano oltre la decima parte del costo di un operaio occidentale,tutto questo in nome della cosiddetta globalizzazione,voluta solo perchè i poteri economici sfruttando si arricchissero molto di più di prima incuranti dell’umanità e del degrado e dell’inquinamento dello stesso pianeta di cui siamo ospiti. Il pastore fino ad oggi ha pensato solo a sfamare con quantità sempre minori di cibo(=stipendi) le proprie pecore per aver sempre più latte( =produzione di beni derivanti dal lavoro) tenendole e facendole vivere in condizioni sempre più disumane sorvegliate dai suoi cani(=politici) mettendone alcuni a sinistra, altri a destra, altri al suo fianco,in modo da non farle scappare dal gregge,se poi alcune scappassero ci penserà qualche altro cane a raggrupparle per non farle sperdere.Questo Capitalismo economico ( o pastore) è ancora troglodita in quanto non ha ancora capito che se le pecore non vengono sfamate a sufficienza e non vivono degnamente sono difficili da governare, rendendogli difficile la vita, ottenendo anche un latte di pessima qualità.Il nuovo Capitalismo ( pastore) dovrà pensare in maniera diversa e gestire il gregge in maniera più intelligente -capitalismo etico- supportato da scienza e tecnica, facendo vivere le proprie pecore meglio e in ambienti non inquinati ,ma salubri, in modo da produrre latte di ottima qualità.Chissà se il cane che raccoglierà le pecore scappate dal gregge col suo abbaiare non riesca a far capire al proprio pastore che forse è tempo di cambiare il suo atteggiamento nei confronti delle pecore, anche perchè così ne trarrà egli stesso un beneficio,altrimenti le pecore si ammaleranno e moriranno ed egli stesso non sopravviverà al suo gregge.

  5. Il Sig. Vito Biolchini esprime dei timori che, in altri contesti, sarebbero stati fondati se… se l’Italia non avesse I precedenti che ha.
    Perchè mi pare che nessuno, prima, si sia indignato invocando “l’importanza fondamentale e unica del parlamento come luogo in cui il popolo sovrano esercita I suoi poteri” quando nel parlamento venivano insediate le MIGNOTTE che abbiamo avuto il piacere di appellare “ONOREVOLI”, dimenticando che tale appellativo deriva dalla parola “onore”.
    Nessuno si è ricordato che “non c’è democrazia senza un parlamento in cui gli eletti, liberamente eletti, si esprimono liberamente e liberamente votano” quando I parlamentari venivano comprati al libero mercato, o quando le leggi “ad personam”venivano fatte the tali “liberi” parlamentari, iscritti a libro paga the personaggi che, oltre a non frequentare il Parlamento, incassavano il relativo lauto compenso.
    L’autore dell’articoletto trova “intollerabile” che qualcuno abbia scritto un regolamento (spiacenti, il monte Sinai era un po’ fuori mano…), peraltro pervaso the elementare buonsenso, che ciascuno dei candidati era perfettamente libero di accettare o meno.
    Adesso Grillo fa paura: ma nessuno ha avuto la stessa paura quando il ministero della difesa era nelle mani di un FASCISTA FONDAMENTALISTA come Ignazio La Russa, o quando altre cariche fondamentali dello stato sono state INFANGATE dalla bovina ottusità dei LEGHISTI. E l’elenco potrebbe continuare…
    La base del M5S, in effetti, ha già dimostrato di saper gestire la dialettica (o il “dissenso”, come preferisce definirlo l’autore dell’articoletto) in occasione della “sparata” di Grillo su “casapound” ma di questo si preferisce tacere! Si preferisce insinuare subdole paure, vaghi timori verso fantomatici “nemici” che ricordano, un po’, I “comunisti” di Berlusconi.
    Nessuno può escludere che all’interno del movimento possano nascere divergenze di varia natura, ma è indice di assoluta MALAFEDE presumere che non vi sia, o non vi sarà, l’intelligenza e la capacità di ricomporle a vantaggio dei cittadini italiani.
    Perchè è una STRUMENTALE BUGIA che Grillo non creda nel Parlamento: Grillo non crede in QUEL PARLAMENTO al cui indecente spettacolo siamo stati, finora, costretti ad assistere.
    Ed, infine, “Grillo crede nella rete… Ho detto tutto”:
    giusta chiusura per confermare come tutto il ragionamento sia stato condotto con la logica dei “Fratelli Capone”.
    Grillo crede nella rete, con buona pace degli ignoranti che, ancora, non ne hanno capito l’importanza.

    – Nella città degli orbi, la vista è una pericolosa mutazione.

    • Sì, non si è indignato mai nessuno in Italia per le mignotte in parlamento, per le leggi ad personam, hai ragione. Stavamo aspettando voi… Il livello di mistificazione sta raggiungendo livelli patetici.

  6. Arrivano le prime picconate alla Costituzione. Adesso che hanno i parlamentari, e iniziano a leggere la Costituzione, scoprono che è democratica e non gli va bene.

    Grillo ha attaccato l’articolo 67, ovvero l’assenza di vincolo di mandato. Il fondamento della democrazia. Avevo scritto, poco più sotto, che non mi aspettavo nel breve periodo un discorso 2.0 sul “bivacco di manipoli”. È arrivato, invece.

    Vito, ti rivolgo un invito: convocate immediatamente una assemblea pubblica dell’ANPI. Prepariamo un 25 aprile importante, tutti insieme.

    I Partiti si devono radicalmente rinnovare, e gli elettori e militanti del M5S devono espellere queste tossine autoritarie. Altrimenti nessuna primavera italiana, ma un inverno ancora più rigido.

    • Vitelio says:

      In pratica i parlamentari M5S entrano in parlamento senza dichiarare di voler modificare l’art. 67 (controllare programma per credere).
      Per assurdo modificano l’art. 67 per imporre il vincolo di mandato.
      Automaticamente facendo una cosa che non era prevista nel loro programma devono essere subito cacciati via (come dice il loro leader) perché non hanno rispettato il vincolo di mandato.
      Contenti loro!!!!

    • Giancarlo says:

      Hai ragione da vendere Egidio T., avevo appena letto dell’ultima sparata di Grillo sull’art.67 della costituzione … adesso non va bene neanche la costituzione. Eppure quell’articolo non nasce a caso, serve a far sì che i parlamentari eletti non siano dei burattini, che rispondano con la faccia delle loro decisioni, senza potersi trincerare dietro la disciplina di partito (o di fantomatiche direttive più o meno segrete).
      Mi era sembrato di capire che si voleva un parlamento più efficiente, così si avrebbe un juke box. Magari la costituzione bilsogneebbe leggerla tutta, e non civuole neanche tanto!

    • Claudia says:

      Le parole di Grillo ”apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno ” facevano intuire con chiarezza le sue intenzioni .Che poi i neoeletti e i militanti del M5S siano in grado di espellere le tossine autoritarie , é tutto da vedere . In troppi hanno un approccio fideistico alla loro appartenenza politica e sono quindi manovrabili con facilità . Non ci resta che sperare nelle famose lezioni di diritto costituzionale , che mi sembrano urgentissime . Intanto apprendiamo che nella riunione superblindata, alla faccia della trasparenza, tenutasi oggi a Roma , non é stata presa alcuna decisione . Dev’essere passata la mozione Rossella O’Hara :” non ci voglio pensare oggi , ci penserò domani !” . Si sa , domani é un altro giorno .

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  8. Antonio says:

    Vito scrive: “Perché io di Grillo ho paura. Io di Grillo non mi fido. Perché lui non crede nel parlamento, crede nella Rete”.
    Condivido in pieno questa valutazione.
    Governare un Paese è un’attività difficilissima, direi drammatica in condizioni normali, figuriamoci in una situazione di tragedia economico-sociale come la nostra. Da tangentopoli in poi è stata condotta una guerra senza quartiere ai cosiddetti “professionisti della politica”, categoria meritevole di dannazione a causa delle ruberie dei vecchi partiti. Visto il panorama desolante degli ultimi vent’anni, salvo qualche rara eccezione, io rimpiango i politici della cosiddetta prima Repubblica. Lo so, per molti sembrerà una bestemmia, ma pensiamo a che livelli è scaduta la politica e ripensiamo ai personaggi politici degli anni sessanta-settanta-ottanta: molto grigiore, molta retorica, molta astrattezza, poi purtroppo molte ruberie, ma anche molta cultura, molto pensiero e molta vicinanza alla gente.
    Oggi le ruberie sono le stesse, forse peggio, il livello dei politici si è tremendamente abbassato, qualche magistrato manettaro s’è dato alla politica con i risultati miseri che abbiamo visto, qualche altro ci ha provato e ha ricevuto solo fischi e pernacchie, e Grillo ha raccolto i frutti. In realtà ha raccolto solo le macerie di questo sventurato Paese, che dopo decenni di dignitoso benessere si ritrova ormai con le pezze al culo.
    Si accorgerà ben presto che nella vita non si improvvisa nulla e che per governare un Paese non basta mandare tutti affanculo.

  9. Vitelio says:

    Caro Vito nonostante condivida la tua posizione e le tue critiche nei confronti di Grillo credo che l’errore più grande, come sempre, lo stia commettendo il centrosinistra.
    Personalmente mi sono rotto le scatole di un CSX che anche quando vince (male) le elezioni la finisca con il cospargersi la cenere sul capo.
    In questi giorni si sta assistendo ad un dibattito senza fine sull’assoluta necessità di avere la fiducia al Senato senza la qualche sembrerebbe finire il mondo. Eppure negli ultimi anni è stato proprio lo strumento della fiducia a svilire il Parlamento che si era trasformato in un luogo di mera formalizzazione di quanto già deciso a priori.
    Che che se ne dica l’unico coerente nella fase post elettorale continua ad essere Grillo che non sbaglia neanche quando evidenzia il cambiamento di atteggiamento da parte dei vari esponenti che nel dopo elezioni si cimentano in proposte di accordi con chiunque in nome della fantomatica stabilità.
    Ce la siamo vista brutta, è vero. Se Grillo avesse avuto la maggioranza sarebbe stata una tragedia. Per fortuna non è accaduto. Gli italiani hanno deciso di dare un’altra opportunità al CSX. Anche se le premesse ci sono tutte mi auguro che non venga sprecata perché ciò significherebbe davvero consegnare il paese a Grillo.
    Bersani non è un leader, siamo d’accordo, ma la smetta di trattare Grillo come un interlocutore. E’ evidente che Grillo non lo è, non lo vuole essere, e non lo sarà mai.
    Faccia i leader prendendo in mano la situazione ed estrapolando quello che di buono si può cavare da questa nuova situazione.
    Onestamente credo che sia difficile per un elettore di centrosinistra prendere il programma di Grillo e, avendo la facoltà di depennare le proposte che non condivide, arrivi a cancellarne più della metà di esse perché, come notavi tu prima delle elezioni, Grillo ha preso i voti di persone che avrebbero dovuto votare i partiti di sinistra e invece preferiscono affidarsi a lui:

    http://www.vitobiolchini.it/2013/02/06/piu-stato-meno-disuguaglianze-cosi-grillo-ai-15-mila-di-cagliari-che-voteranno-lui-e-non-sel-o-ingroia-perche/

    Questo perché i partiti di sinistra si sono chiusi in se stessi, non sanno comunicare e non sanno neanche ascoltare.
    Per cui Bersani la smetta di piagnucolare e inizi a fare il suo dovere senza inseguire Grillo ma usandolo per fare finalmente delle vere politiche di sinistra per cui:

    – prenda in mano le redini del paese e dimostri di essere un leader di centrosinistra;

    – faccia politiche che riducano le disuguaglianze e se necessario più estreme di quelle proposte da Grillo e a cui i parlamentari del M5S non potranno dire di no;

    – approfitti per fare finalmente una vera legge sul conflitto di interessi superando, grazie a Grillo, anche le barricate di quella fazione della sua coalizione che glielo impedirebbe;

    – faccia una legge elettorale come si deve che permetta, perlomeno, agli elettori di scegliere i propri rappresentanti;

    – la smetta di fare finta che non esista commistione tra politica e grandi poteri (banche, finanza, ect) e faccia quello che può per estirpare queste brutte abitudini, il M5S lo appoggerebbe;

    Se Bersani capisce la straordinaria opportunità che si trova tra le mani e comincerà a pensare più ai cittadini che agli apparati di partito, che agli equilibri interni, che agli interessi dei più forti, eviterà di perdere ulteriore consenso a favore di Grillo e magari la prossima volta le elezioni le vincerà senza dover chiedere a nessun’altro di votargli la fiducia.

  10. Antonio says:

    Caro Vito perche’ questa diffidenza verso la rete? mi dispiace perche’ viene da uno che grazie alla rete ha dato vita ad un forum aperto a tutte le voci, compresa la mia.te ne do merito. Dopo di che il mondo si evolve: 150 anni fa noi italiani eravamo analfabeti e se avevi un diploma venivi acclamato sindaco del paese. dovevi “rappresentare” una moltitudine di ignoranti che stentavano a leggere i titoli del giornale. Oggi purtroppo se vogliamo studiare scientificamente l’analfabetismo di ritorno e non vogliamo camminare troppo il posto ideale e’ palazzo montecitorio. Il Parlamento in se non e’ che uno strumento e il parlamentarismo e’ una forma storica data di democrazia ma non la esaurisce. Immagina un’ Italia dove ogni cittadino ha una PEC e quindi puo tecnicamente esprimere il proprio pensiero e istantaneamente i suoi concittadini possono conoscere il suo pensiero, condividerlo ampliarlo oppure disapprovsrlo. Prova a sostituire “esprimere il proprio pensiero” con ” proporre una legge” e “condividerlo ampliarlo oppure disapprovarlo” con “legiferare” Io credo che Giuseppe Grillo abbia questo in testa. Antonio.

    • Forse dirò qualcosa di impopolare, ma la democrazia diretta portata all’eccesso, non mi seduce. Come se si risolvessero tutti i problemi nel momento in cui ciascun cittadino avesse la possibilità di esprimere dissenso o assenso rispetto a un provvediemento, pigiando direttamente un bottone. La democrazia parlamentare non diverrebbe di colpo inutile. Personalmene non proverei piacere all’idea di dovermi esprimere rispetto a provvedimenti per i quali avrei bissogno di nformarmi, di competenze, di tempo, che non ho. Per questo eleggiamo i nostri delegati, che vengono pagati per occuparsi solo di quello. Per informarsi, per studiare i problemi, per rappresentarci.

    • Mikonos says:

      Insomma….fantascienza

  11. Io ho votato M5S non per vedere Grillo al governo, ma per vederlo all’opposizione. Si, all’opposizione, perché credo che in Italia negli ultimi trent’anni non si sia fatta alcuna opposizione seria, e credo che l’opposizione sia un ingrediente dello sviluppo importante come un buon governo.
    E poi, chiedo scusa, Bersani, Rosy Bindi, D’Alema, Fassino ecc… non sembrano solo persone mediocri, lo sono. Sono vecchi in senso anagrafico e mentale, non offrono alternative, idee, speranze. Io credevo che ce l’avrebbero fatta anche stavolta, per fortuna mi sono sbagliato….

  12. Francesco Sechi says:

    Il M5S è l’effetto non la causa. La causa risiede nell’inadeguatezza della classe dirigente dei 2 maggiori partiti di Centro Destra e Centro Sinistra. Se ci fosse stato Renzi………..ok con i se e con i ma non si va avanti, allora che Renzi ricominci la battaglia per la rottamazione, si vada quanto prima a nuove primarie del PD e, a seguire, nuove votazioni. Il PD andrebbe liscio oltre il 40%.

  13. andrea says:

    su su Biolchini, sei triste per il cambiamento? consolati con zedda e la sua gestione medievale e nepotistica della cosa pubblica…. fate ridere, anzi solo sorridere,da quanto non capite minimamente ciò che sta accadendo. quando vi taglieremo soldi e privilegi, allora non avrete + alibi.

    • Pietro F. says:

      Sono commenti idioti come il tuo che fanno male al M5S.
      Ma certi “geni” li trovi in ogni luogo….tocca sopportarli.

  14. Neo Anderthal says:

    Al Pacino?

  15. aladywriting says:

    Sono d’accordo con lei e un paio di aspetti della situazione di questi ultimi giorni è davvero molto preoccupante. Sono d’accordo sull’anomalia rappresentata da dal fatto che a parlare di quello che succede o sucederà in Parlamento non siano i candidati a pendervi posto ma due portavoce. Lei li definisce incontrollabili, ed è vero, ma a me sembrano soprattutto non avere titolo a parlare, adesso. Grillo doveva candidarsi e così Casaleggio, se volevano dare un’impronta così personale e diretta agli eventi conseguenti le elezioni. L’altro aspetto che lei solleva, dichiarandosene preoccupato senza inutili giri di parole, è il concetto di democrazia rapportato alla rete. Sorriderei di questo binomio, se non fosse così importante il contesto in cui compare, in cui è utilizzato. Come si può parlare di democrazia esercitata tramite la rete? La rete è anarchia. Rappresenta quella sana e buona anarchia necessaria alla vita democratica. L’anarchia buona è quella vissuta dal singolo, quella che non pretende di assurgere a sistema. Ben venga, individualmente, ma la democrazia è altro ed è necessario che diventi sistema. Fra le tante affermazioni, considerazioni che mi sono arrivate dai politici e non, dai tecnici di Governo e non, attraverso i media prima e durante la campagna elettorale, ce n’è una che ho ben ferma nella mente; l’hanno espressa quasi tutti gli schieramenti, chi a parole, chi con i fatti ed è: le ideologie non esistono più. Non c’è più destra o sinistra nella cultura politica del Paese. A mio modesto parere questo non è vero. Lo dimostra molto bene il risultato di queste elezioni; dimostra in modo chiaro che la cultura politica italiana è ancora pervasa, per la metà abbondante, non da ideologie ma da ideali e sono quelli della Sinistra. Il PD ha sbagliato a liquefarsi in questo compito, a dichiarare “liquida” la propria idea politica. Non ha capito quanto fosse importante uscire da un ventennio di sogni di pancia con sogni di testa. È difficile far sognare la gente di sinistra, perchè sogna di testa, di cuore, di coscienza. Ma sogna. Esattamente come chi sogna di IMU, come chi sogna di pancia. E la voglia di sognare a sinistra, fra la gente, era ed è così forte che molti hanno votato Grillo pur di farlo. Io sono di sinistra e ritengo sia responsabilità dell’espressione partitica più forte, il PD, se ci troviamo oggi, adesso, in questo nuovo pantano. Di tutto quello che arriva in casa, attraverso i media, della nostra situazione politica, una cosa mi preoccupa particolarmente: l’uso tutt’ora distorto delle parole: rete come democrazia, quando invece è comunicazione; testimonial di un movimento presi per candidati eletti; necessità di modificare il vocabolario istituzionale. Non ho votato Grillo, ma la tentazione è stata forte: avevo anch’io bisogno di sognare, era ed è un mio diritto. Se lo avessi fatto cosa mi sarei aspettata, io di sinistra, da un sogno così? Che entrando con così tanta autorevolezza in Parlamento questo Movimento rileggesse a tutti gli Italiani la definizione di Parlamento stessa: cos’è, come dovrebbe funzionare, perchè esiste e poi fatto questo ripartisse proprio da lì, dal suo semplice e sublime funzionamento. Ma non è così. Da ciò che si vede non è affatto così. Mi attengo per ora a quello che vedo, giudicherò poi riguardo al Movimento 5 stelle, mentre mi sento in dovere di giudicare il mio partito, quello in cui mi sono riconosciuta e da cui mi sono fatta rappresentare prefino concedendogli un’inspiegabile assoluta fiducia…il mio partito ha perso in questi ultimi vent’anni molto più dell’onestà di molti suoi rappresentanti. Ha perso la sua natura, la sua identità, ma non sono pessimista per questo. Delusa sì, arrabbiata anche, ma non pessimista. Gli ideali di sinistra non si estinguono come i conti in banca. Rimangono saldi, nella loro logica semplicità, come un’architettura a prova di sisma o di tsunami, come il concetto di Parlamento che è e sarà sempre la massima espressione della democrazia italiana. Basta solo ricominciare a chiamare le cose col loro nome.
    Grazie
    Un caro saluto

  16. Caro Biolchini, ottime tisane rimettono a posto l’umore. Non è nulla di grave. Ma non vada in astinenza da PD e SEL. Le rimangono Uras, Zedda, Silvio Lai, Caterina Pes ecc. ecc. Poi ha sempre la speranza di Giuliano Amato. Non si preoccupi. Buona giornata.

  17. Lino Grill says:

    Comprensibile la tua ‘paura del diverso’ Vito, ma la tua analisi non sta in piedi.
    Parto da questa tua affermazione:”La vera grande anomalia del Movimento Cinque Stelle consiste nel fatto che i suoi due fondatori, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, non stando parlamento, non possono essere controllati; eppure controllano direttamente un foltissimo gruppo parlamentare ed esercitano oggi un potere straordinario al di fuori di qualunque istituzione.” Per te questo esprime la grandezza del potere oscuo, per me esprime la TOTALE IMPOSSIBILITA’ per i due geni del male di controllare il voto e l’operato degli eletti. Ergo, paadossalmente, checchè ne dica Grillo nelle segrete stanze del potere di Napolitano, saranno loro, i ‘grillini’ a scegliere o no di alzarsi ed uscire. Sarano loro a decidere o no se votare e cosa votare la fiducia al governo. Qualsiasi governo. Grillo e casaleggio non saranno lì, a controllarli, ad obbligarli, ad incitarli e (perchè no) a pagarli (è cronaca di ieri la vicenda di Degregorio) per votare questo o quest’altro. E per quanto manchi il dissenso ‘interno’ (ma perchè c’è dissendso nel PDL? e nell’IDV? e in SEL?mai sentito una parola di dissenso) Grillo non ha nessun potere diretto sugli eletti. Può mandargli una raccomandata per impedirgli l’uso del ‘logo’ (ma questo è nella normale prassi dei voltagabbana in questi 20 anni) ma non può obbligarli a votare contro. Ergo, forse sono più liberi i grillini che non quelli di SEL, o della lega. E se di questi 150 se ne perderanno le tracce (con el future elezioni), gli altri che verranno eletti saranno sottoposti alle medesime ‘poco vincolanti’ regole. Perciò stai sereno. Abbiamo 158 deputati che sono LIBERI, liberi dagli intrghi del potere, liberi dai dettami del partito, liberi di decidere cosa votare. Sono un pericolo per la democrazia?. Non credo. Per come vedo la democrazia io è ben più pericoloso che un partito si COMPRI la fedeltà di un deputato, o anche solo il suo voto. Per come la vedo io, è molto più grave che il partito chiamato a governare chieda a tutti gli italiani di tirar fuori dei soldi per ripiananre il debito di una banca controlalta da quel partito (MPS). Strano che tu non abbia sentito l’esigenza di dscrivere nulla su questa vicenda scandalosa….strano che non abbia chiesto un commento a Silvio Lai, ad Uras, al sindaco di Cagliari….
    LA democrazia è in pericolo, Vito, ma da 20 anni e non certo per colpa di Grillo.

    • Mai sentita una parola di dissenso? Forse perché non hai voluto ascoltare e non ti sei informato bene! Vogliamo parlare dello scontro all’interno dell’Idc regionale? E Sel, con la lettera pubblica dei dieci militanti del nord Sardegna a pochi giorni dalle elezioni? E l’uscita dal partito di Maurandi e Attili? E sto facendo solo un esempio!
      Mps: ma cosa c’entrano Uras, Zedda e Lai! Ma secondo te possono avere un ruolo in una vicenda del genere?

      • Lino Grill says:

        Fammi capire se ho capito: Maurandi (che già era uscito ai suoi tempi dai DS), si stacca pure da SEL (dicendo tra le altre cose che è un partito ‘personale’ e in cui non c’è rispetto delle minoranze) e questo dovrebbe dimostrarmi che c’è dissenso? A me questo non mi dice nè più nè meno di tanti che dal M5s se ne sono allontanati per le stesse ragioni, ma senza clamore. Ma anche si (cerca l’intervista a videolina di Francesco Perra di settembre, ad esempio). E su Mps, davvero i responsabili regionali non hanno nulla da dire???Non dico che siano implicati, dico che potrebbero avere l’onestà intellettuale di dire che è uno schifo, uno scandalo, che bisogna riformare le fondazioni che comandano le banche… invece non hanno detto NULLA!!!Domani si ritroveranno (o avrebebro voluto ritrovarsi) a ratificare il prestito da 4 miliardi a MPS e non sentono l’urgenza di dire ai loro elettori, nonchè a tutti gli italianiù: faremo chiarezza e modificheremo la legge?

  18. andrea says:

    Io ho avuto paura quando Napolitano ha imposto Monti, ignorando tutte le regole che stanno alla base della democrazia.
    Io ho avuto paura di un governo sostenuto da una maggioranza improbabile (Pd e PDL) e lontana quanto mai prima d’allora dagli italiani e dalle loro esigenze reali.
    Una maggioranza che ha votato per 13 mesi senza dibattito parlamentare, un governo che ha chiesto solo voti di fiducia, cancellando definitivamente il ruolo del Parlamento.
    Dove era la base del PD allora? Perche’ avete paura adesso di Grillo e nessuno invece ha mai osato fiatare sulle decisioni prese dalla dirigenza PD? Non era “dittatura” anche quella?
    Allora anche a me verrebbe da dire “Senza parlamento e senza dissenso” per quei 13 mesi del governo Monti.

    • Guarda, di Monti e Napolitano evidentemente avevamo paura assieme (come numerosi post su questo blog dimostrano). Non è vero che la base del Pd e gli elettori del centrosinistra hanno subito in silenzio, non è vero. Tutto si può dire del centrosinistra, tranne che manchi il dibattito interno. Che invece è clamorosamente assente dentro il M5S.

      • Lino Grill says:

        E cosa ha portato il ‘dissenso interno’? A guardare a Monti come spalla (in campagna elettorale) di un possibile governo! A che serve il dissenso se poi i vertici se ne fregano beatamente?

        • Alex Play says:

          Ecco il vero punto, Il PD è stato negli ultimi anni schiavo dei suoi vertici che hanno prese una dopo l’altra numerose decisioni che la base non ha gradito. Condiamo tutto con una campagna elettorale delirante fatta di giaguari smacchiati e immobilismo mediatico ed ecco a voi la migrazione di massa verso il M5s, al quale darei il beneficio del dubbio almeno per altri 2-3 mesi, in fondo più danni di quelli che ha fatto Berlusconi negli ultimi 20 anni penso sia impossibile che li facciano

  19. Aligusta says:

    Non sono un elettore del movimento 5 stelle ma voglio, a differenza di questo post, guardare a ciò che di positivo può portare all’interno della massima assemblea rappresentativa del Paese. Non è vero che negli ultimi anni il Parlamento è stato svilito nella sua funzione dai diktat di partiti e partitini che volevano soltanto tutelare se stessi a scapito del bene comune (leggi governo Prodi)? Non è vero che per difendere un solo uomo e i suoi interessi si sia andati avanti a colpi di fiducia per anni con la sola responsabilità di premere un tasto sullo scranno dal martedì al giovedì (leggi governo Berlusconi)? Non è infine vero che nell’ultimo anno messi di fronte alla propria pochezza e tutelati dal cosiddetto “pericolo Grecia” i parlamentari abbiano dovuto far lavare i propri panni sporchi ad un gruppo di tecnici (leggi governo Monti)? La prudenza e la diffidenza consigliata ai neofiti del movimento 5 stelle è il segno di quanto sia giunto in basso il ruolo del rappresentante del popolo nel sentire comune, se è vero che apriranno le porte ai cittadini e che l’onestà sarà di moda ben venga, stanno rischiando loro per primi, altri per troppi anni si sono nascosti.

  20. Pingback: Porteranno la Sardegna in Italia? | Bolognesu: in sardu

  21. Aspettavo un articolo di questo tipo. Mi sto facendo le stesse domande da due giorni. Alla tua analisi aggiungerei, però, la fede cieca di parte della base che, in diverse discussioni, mi ha detto che il nostro non è un sistema democratico, salvo poi non sapere esattamente cosa sia un ordinamento giuridico, il ruolo della costituzione ecc. Mi spaventa Grillo, ma mi spaventa di più il constatare che, nonostante gli insegnamento della storia, non sappiamo riconoscere i segnali di una limitazione della libertà! Loro non vogliono il bene del paese: vogliono tutto il potere ( parola di casaleggio

  22. Grillo non vuole entrare nel governo alleandosi con altri partiti. Ma, di grazia, come farà a far approvare tutto ciò che di giusto ha sbandierato ai quattro venti? Da solo il movimento 5 stelle non può governare perché non ha la maggioranza assoluta dei seggi, e allora ritorniamo a votare? E Grillo è sicuro di prendere più voti? Non è possibile che ne prenda meno, considerato che ha avuto la possibilità di governare ed ha rifiutato?
    Grillo ha sempre dichiarato che non è il leader del movimento e che decidono i cittadini, allora perché non lascia decidere democraticamente i nuovi parlamentari del movimento anziché tiranneggiarli? Può organizzare un congresso per dialogare con questi nuovi sbandati.
    Altro che garante, Grillo con i suoi editti si sta rivelando un DITTATORE e gli italiani non volevano questo.

  23. Pietro F. says:

    Ma di cosa hai paura? Che prenda il potere a colpi di Vaffa?
    Non c’è dubbio che molte cose sono inquietanti come minimo, ma sta demonizzazione tout court la trovo veramente assurda.
    M5S NON è Grillo, ma le migliaia di cittadini che sotto l’ala prottretrice della capacità oratoria grilliana, stanno finalmente dando vita a quella democrazia partecipativa che da sempre si sognava. E senza sparare un colpo.
    E finiamola con le paure di dittatura che sinceramente si sta scadendo nel ridicolo.Detto con stima e anche un po di affetto.

    • Sì, hai centrato il problema: ho paura che prenda il potere a colpi di vaffa, proprio così. Pietro, io non sto demonizzando nessuno, sto spiegando perché ho paura. E’ diverso. Anche tu dici che molte cose sono inquietanti, però non mi sembri inquieto. Perché?

      • Io sono d’accordo con te; è evidente che studiare la storia, come nascono i totalitarismi e come gli stessi siano a “presa rapida”, non basta! A mio parere, le Istituzioni sono ” cosa delicata” e non devono essere alla portata di tutti, nel senso che si dovrebbe avere una certa formazione, apertura mentale, che non vuol dire solo titolo di studio, prima di poter far l’ “altrui bene” e questo processo personale, non si sviluppa senz’altro sulla rete…. Ricordo un libro in cui si insisteva sul diffidare, a pre scindere, delle persone che dicono “lo faccio per il tuo bene”, perché dietro si nasconde una tale volontà di riscatto personale che acceca….. Ma tant’è ….

      • alessandro coronas says:

        perche forse per fare dei grandi cambiamenti ci vuole coraggio? quando mai si fanno grandi cambiamenti stando seduti fermi sopra la paura a giudicare un seme che è appena stato piantato ed è ancora sotto-terra? Comprendo l’impellente necessità umana che tutti, piu o meno, abbiamo di esprimere un’opinione e un giudizio appena possibile ma in questo caso, oltre che avere coraggio, trovo sia saggio pazientare prima di esprimere opinioni cosi precise da renderti già impaurito. è evidente che tutto questo ha una presenza nuova e una forma mentis nuova, delle quali azioni effettive non sappiamo ancora niente e non abbiamo visto niente. l’unico modo per un alchimista di scoprire nuove trasformazioni è provandole. sperimentandole.

        • Casu axedu says:

          Certi esperimenti uno, se vuol fproprio farli, li fa a casa sua…

          • Lino Grill says:

            E infatti il Pd ci ha chiesto qualcosa, prima di ‘sperimentare’ su quali titoli tossici investire per recuperare i soldi di uan tangente….Po però ci pensa Monti a chiedere a noi cittadini di contribuire a recuperare il buco creato dai ‘grandi’ sapeinti che controllano il montePAschi…per favore..

            • Casu axedu says:

              Ma guarda che non è stato il PD a “sperimentare” su titoli tossici ma i vertici di una banca in cui alcuni uomini, legati in qualche modo al PD,hanno deciso di fare delle operazioni (che io non approvo) permesse dalla legge. E come se si volesse imputare ai tifosi dell’Inter la vendita di Eto’o per comprare Rocchi. Non sta ne in cielo ne in terra questa storia. Il fatto che molti cittadini soffrano di queste decisioni è una cosa di cui mi dispiaccio, ma se gli stessi cittadini avessero guadagnato da queste operazioni (che io, ripeto, non accetto), non credo si sarebbero lamentati all’incasso della cedola. Il salvataggio consiste in un prestito, ad interesse elevato, da restituirsi da parte di MPS il cui patrimonio è tale da poter giustificare la concessione del prestito stesso.

              • Lino Grill says:

                No, non ci siamo capiti. Qua non si tratta dell’aumento dell’abbonamento dell’Inter per pagare l’acquisto di Cassano, qui TUTTI gli abbonamenti costano di più, perchè lo Stato presta 4 miliarid di euro ad una banca che ha un buco di 20!! Non sono solo gli azionisti e i piccoli risparmiatori che ci stanno rimettendo i soldi, siamo pure noi. Che al massimo domani (per l’incompetenza o la malafede di personaggi SCELTI DAL PD) ci ‘regalerà (come nazione) una banca in perdita!!!E ci mancava il possesso di uan banca in perdita, in Italia, ne sentivamo l’esigenza. Per favore!

      • Pietro F. says:

        Perdonami per il ritardo Vito.
        Perchè non sono inquieto? Perchè si tratta comunque di un salto nel vuoto. Tutte le cose nuove, spt in politica, si portano dietro diffidenza e paure perchè di niente vi è certezza.
        Anzi, una c’è: che la vecchia politica ci ha portato quasi al collasso.
        E allora vigiliamo, antenne belle dritte, ma non facciamo opposizione senza se e senza ma perchè in passato spesso “il cambiamento” ha portato situazioni peggiori.
        Stiamo forse vivendo una vera rivoluzione: facciamo in modo che ci porti ad una nuova fase nel migliormodo possibile. Ma basta col “terrorismo mediatico” caro Vito…l’Italia del 2013 non è la Germania della Repubblica di Weimer del 1930…lo sappiamo tutti benissimo.

      • “Grillo e Casaleggio oggi senza stare in parlamento ne decidono le sorti. Controllano senza poter essere controllati: la negazione della democrazia.” Hai ragione. bisogna aver paura. La dittatura è sempre nata a causa della sottovalutazione di una democrazia imperfetta e la democrazia imperfetta è la democrazia diretta, di milioni di persone irresponsabili che si fidano del Capo come se fosse un dio

  24. Diegone says:

    Sono d’accordo su tutto, ero convinto fosse condivisibile il modo con cui Grillo teneva “stretto” il movimento prima delle elezioni, probabilmente un movimento così giovane e particolare lo tieni in piedi solo così.
    Pensavo che dopo le elezioni le cose sarebbero cambiate, e invece mi pare stiano peggiorando e non sono contento di dover andare su twitter o sul suo blog per vedere che cosa succederà…
    Staremo a vedere, io penso che ci saranno dei parlamentari che non ci staranno, almeno spero…

  25. Vito, mi sembri uno dei pochi che mantiene la lucidità in questi giorni, nell’impazzimento generale, sul M5S. L’idea di uno Stato fondato su una tecnologia di comunicazione è semplicemente aberrante.

    Ho fiducia che i parlamentari M5S siano persone sinceramente democratiche, e spero che sia presto dimostrata con i fatti la distinzione tra “provocatore/frontman/comunicatore” e “capo assoluto”.
    Quindi non mi aspetto, per ora, un discorso 2.0 sul “bivacco di manipoli”. Dopodiché, leggo, molti dei nuovi parlamentari sono vegani, e mi torna un po’ di paura.

    Il PD ha certamente molti difetti, la sua dirigenza più ha scarso appeal. Ma insomma, un po’ di schiena dritta quando si tratta di mettere in sicurezza le istituzioni democratiche.
    “La Lega è una costola della sinistra” è un film che abbiamo già visto, e il sequel finiva molto male.

    • Stupi Dotto says:

      In verità gli stati moderni e soprattutto gli stati democratici si fondano su tecnologie di comunicazione, prima il quotidiano, poi la TV e adesso la rete.
      Mi spiego meglio anche se la cosa è alquanto banale e dovrebbe essere patrimonio fondante per chiunque ha diritto di voto. O qualcuno pensa di formarsi le opinioni autonomamente?
      Comunque mi spiego:
      Come posso io cittadino sapere come e da chi viene amministrata la cosa pubblica pur non avendo contatto diretto con i luoghi e i personaggi del potere? Attraverso i media. Anche per questo si paga un canone Rai ed è per questo che i giornali cartacei prendono un contributo pubblico.
      I mezzi di comunicazione sono l’unico strumento che ho io cittadino per sapere o perlomeno farmi una idea di cosa succede al di fuori della mia stretta sfera di conoscenze dirette. Sono anche l’unico strumento che ha la politica per far conoscere a me cittadino il suo operato e i suoi progetti. E grazie ai mezzi di comunicazione se io posso votare un partito.
      Quindi l’idea che uno stato si fondi sulla tecnologia di comunicazione nn è aberrante è la realtà consolidata della democrazia, è aberrante chi vorrebbe continuare ad utilizzare una comunicazione unidirezionale dall’alto e si spaventa sbraitando quando nn si hanno i mezzi per capire il cambiamento in atto, chi vorrebbe riproporre in rete gli stessi schemi degli altri mezzi di comunicazione, chi non capisce che le tecnologie di comunicazione per forza di cose cambiano il pensiero, il modo di rapportarsi ma soprattutto rimettono in gioco gli schemi precostituiti. Capisco che si tenda a difendere posizioni di privilegio negando la novità e il cambiamento, ma così è. Fatevene una ragione.

      • Non sono d’accordo, non confondiamo le regole delle istituzioni con una visione generale del funzionamento della democrazia. Ragionando così immagino che negli anni ’80 si dovesse sostenere che i partiti politici potevano essere sostituiti dal televoto. In realtà abbiamo avuto solo comunicazione politica fatta in TV (pure troppa)

        È quasi banale dire che l’informazione (e ancor prima la Scuola) sia alla base della formazione di un’opinione pubblica consapevole e civile (di quelle che inorridiscono quando si apostrofano gli altri come morti e cadaveri, per interderci). In qualsiasi paese avanzato del mondo ogni nuovo strumento di comunicazione ha contribuito all’evoluzione dell’opinione pubblica e in varie misure al cambiamento della società.

        Eppure nessun paese ha fatto a meno della dialettica politica. Esistono ancora destra e sinistra, eccome! Sono categorie antiche, certo, ma credo che abbiano la stessa età di quelli che dicono “non c’è destra nè sinistra” come fa Grillo. Più o meno come l’uovo e la gallina, direi.
        La struttura della società, in senso economico e sociale, non ha risolto le contraddizioni, e ogni parte politica ha la sua lettura (storica) di quali siano queste contraddizioni.
        Questa è la politica.

        Negli USA, per fare un esempio, hanno inventato e diffuso “La Rete”, i social network e più o meno ogni strumento di comunicazione sin qui conosciuto. Ciononostante risulta ancora perfettamente valida e funzionante una Costituzione che ha 226 anni. Con il parlamento e i partiti. La destra e la sinistra.

        Nessuno nega il cambiamento, bello e importante, che Internet ha portato nelle nostre società e nelle nostre vite.
        Chiedo solo di non confondere il Tom-Tom con il conducente: è meglio per tutti, credetemi.

        • Stupi Dotto says:

          In questo senso ci troviamo assolutamente d’accordo. Ribadisco comunque che in questi anni l’evoluzione vorticosa delle comunicazioni ha stravolto la vita di ogni individuo e tutta la società in generale, ma i politici in Italia sembrano ancora legati a schemi totalmente appartenenti al passato, un cambiamento radicale è inevitabile. Grillo intercetta il cambiamento di prospettiva, che è anche quello di non ragionare più per blocchi destra/sinistra, ma avere un pensiero non ideologico su ogni tema basato sull’informazione capillare che la rete mette a disposizione. Viene premiato dall’elettorato perchè questo è il tipo di pensiero che stimola la rete e le nuove tecnologie, non lo si può contrastare, lo si può assecondare, sono fenomeni molto più grandi di una persona, una nazione o un continente. Nessuno ha interpretato la realtà in questi termini, solo chi conosce la comunicazione, Casaleggio appunto e Grillo. Vedremo cosa succederà.

          • Ecco, su questo siamo d’accordo. Anche io sono convinto che non sia necessario un approccio ideologico ad ogni singola questione di governo. Però continuo a pensare che esista ancora (le premesse non mancano) la distinzione di fondo tra destra e sinistra.
            E, naturalmente, che possano convivere PACIFICAMENTE in una democrazia parlamentare, alternandosi al governo.

            Segnalo, è davvero una interessante lettura, questo collage di testi dei Wu Ming. http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=11977

            L’affermazione di Grillo è figlia di molti fattori e istanze. Alcune molto nuove, altre vecchie come il mondo e anche un po’ inquietanti.

            Quello che il M5S ha fatto è comunque importante. Ha definitivamente imposto nella “narrazione politica” di tutti i partiti alcuni elementi che in troppi davano per superati.

            Il partito liquido, un approccio post-ideologico (ma non qualunquista, please), una dose digeribile di democrazia diretta (primarie, referendum sui temi).
            Se ci pensiamo sono molte delle intuizioni di Walter Veltroni, che andrebbe un pochino rivalutato, secondo me.

            Se aggiungiamo un TOTALE ricambio della classe politica, i partiti, in futuro avranno ancora molto da dire. E il M5S sarà ricordato per avere fatto fare un grosso passo in avanti all’Italia, come un tempo fecero i Radicali.

            Dopodiché ci saremo definitivamente tenuti lo sdoganamento del’insulto più becero, l’inserimento dell’annientamento dell’avversario in un programma politico e tante altre tossine che si aggiungono a quelle somministrate da Berlusconi.

            E anche questa è una responsabilità storica. Non tanto di Grillo, non tanto dei giovanotti che gli vanno appresso. Ma dei tanti intellettuali che assecondano e giustificano tutto questo. Che pensano di potere cavalcare la tigre, ma le tigri non si cavalcano. Vedremo.

  26. Non so…rivolgo lo sguardo al PD e vedo che all’indomani del risultato elettorale è stato riunito il conclave per l’analisi del voto, partecipanti: Bersani, D’Alema, Veltroni, Violante, Bindi, Fassino, Finocchiaro…Bindi esclusa sembrava la Federazione Giovani Comunisti di 40 anni fa. Fammi capire, questi sarebbero un miglior esempio di democrazia di Grillo? Ciascun candidato PD in buona posizione ha versato al partito un contributo elettorale camuffato da “erogazione liberale”, in media € 20.000,00. Perché questa esigenza se lo stesso PD riceve i rimborsi elettorali? Barriera all’entrata per bloccare chi i 20.000,00 non ce li ha? Affinché la possibilità di candidarsi possa essere riservata solo ai ricchi? Democrazia? Insomma…un gruppo dirigente che resiste a dispetto di tutto e tutti, che mette le mani nella marmellata bancaria come chiunque altro, che privatizza aziende pubbliche facendo fare affari ai privati. Sarebbe questo il gruppetto di persone chiamato Pd da salvare in ossequio al problema della salvezza nazionale? Pensiamo davvero che Grillo possa instaurare un regime nazista sulle ceneri di una Weimar italiana? Sinceramente Berlusconi e D’Alema mi fanno molta più paura di Grillo: il corruttore per antonomasia uno e la peggior specie di Principe machiavellico l’altro. Te lo dice uno che a Grillo non lo ha votato e che turandosi il naso e cercando di non vomitare ha sostenuto Bersani.

  27. akratros says:

    perché pensare alla democrazia come miglior sistema che garantisce le minoranze e non provare a far si che non esistano più minoranze e maggioranze?

    • Neo Anderthal says:

      Caro Akra, è semplice. Perché quello che tu descrivi è uno stato che in natura non esiste, esisteva forse ai tempi in cui non si discuteva, non si eleggevano i parlamenti e un Re o un Imperatore dettava legge, la applicava, gestiva il suo microcosmo con diritto all’ultima parola su tutto.
      Se esistesse adesso si chiamerebbe totalitarismo.
      Non credi che tra -faccio solo un esempio per estremi- chi sostiene politiche di espulsione degli “stranieri” e chi propone la loro inclusione senza limiti esistano differenze non riducibili? E che questi estremi e una delle moltissime posizioni intermedie ci sia o ci possa essere un rapporto definito anche per quantità con minoranze e maggioranze?
      Uno stato “organico” come quello che ipotizzi, anche se su progetti differenti, ha avuto nel secolo scorso almeno due precedenti che hanno condotto l’intenzione fino alle estreme conseguenze, Hitler e Pol Pot.
      Ti sentiresti rassicurato?

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