Cagliari / Sardegna

Cagliari, una città spaccata in due. Zedda, la sinistra dei fighetti, lo stadio che non c’è e le “grondaglie”

 

Cagliari si sta spaccando in due. Più di quanto non lo sia mai stata prima. I segnali sono inequivocabili. Settori sempre più ampi della città avvertono l’amministrazione Zedda sempre più distante, e ne denunciano il disinteresse su temi di grande impatto popolare e collettivo. L’ultimo e più clamoroso esempio è legato alle sorti del Cagliari e dello stadio. Da via Roma tutto tace. Ma la gente vuole risposte e, se non arrivano, ragiona di conseguenza.

Scrive Antonio su questo blog:

“La colpa di Cellino è di essere popolare e anche popolano se vogliamo (il fatto che sia ricco non significa nulla), nulla a che fare con la cricca radical-chic con la puzza al naso che sta somministrando giorno per giorno l’eutanasia a Cagliari (non al Cagliari, che sarebbe il meno, ma proprio alla città). Dopo vent’anni di governo cittadino degli incolti, ignoranti e grezzi destrorsi servi del demonio di Arcore, ora abbiamo gli ILLUMINATI, I COLTI, I RAFFINATI, GLI ELEGANTI, GLI ONESTI, I PURI, che fanno tutto, ma proprio tutto, anche quando dormono, mangiano e vanno al cesso, nel RISPETTO DELLE REGOLE, DELL’ONESTA’ E DELLA MORALIT-T-T-A’”.

Amici che governate Cagliari, amici del Pd e soprattutto amici di Sel: questo è quello che una parte crescente della città sta pensando di voi.

Che rappresentate una sinistra di fighetti lontana dai problemi della gente comune, di quelli che per voi sono solo dei “gaggi”. Una sinistra radical-chic. Che parla di rispetto delle regole perché ha paura di sporcarsi le mani nei quartieri popolari (perché non li conosce), che detesta le persone umili, povere, poco istruite, che detesta il calcio, il carnevale e tutte le manifestazioni popolari. Una “sinistra fashion” come l’ha definita un mio amico qualche giorno fa; “una sinistra che prende più voti a San Benedetto che non a Sant’Elia”, come mi ha amaramente confessato un compagno (un compagno vero).

Una sinistra per laureati. Cioè per pochi.

Due esempi: qualche giorno fa sul palco di piazza del Carmine, in maniera assai scomposta, un gruppo di rappresentanti dei gruppi che organizzano il carnevale a Cagliari si è impossessato del microfono e ha accusato Zedda di “dare i soldi ai caghineri” invece che alla Ratantina. Affermazione fuori luogo e sbagliata (il Gay Pride non è costato nulla al Comune) ma comunque utile per capire come sta ragionando (nel bene o nel male) una parte della città. Reazione di Sel: “Siete omofobi, andate ad acculturarvi nei teatri e nei musei”.

Ma in questo caso l’omofobia c’entra poco o niente, al massimo possiamo parlare di ignoranza (cioè di mancata informazione), perché quello di omosessualità è un concetto raffinato che appartiene ai ceti più istruiti: per tutti gli altri,  gli omosessuali (che piaccia o no) funti caghinerisi, con buona pace degli accademici della Crusca e dei compagni di via Puccini.

Dietro un’uscita profondamente sbagliata e offensiva, espressa però con un linguaggio proprio delle classi popolari e che non deve spaventare nessuno, c’è in realtà una precisa accusa politica, che va ovviamente decodificata: “Zedda pensa ad altro e non pensa a noi. Pensa alle minoranze (agli omossessuali, agli “zingari”, ai ciclisti, agli ambientalisti) ma non alle maggioranze che abitano nei quartieri popolari. Non pensa alla gente semplice”. Reazione di Sel: andate nei teatri e nei musei. Un capolavoro.

La città popolare, la città “normale” inizia a sentirsi abbandonata da Zedda. Ma la sinistra, che il linguaggio dei ceti più bassi non lo capisce più, ne fa una questione estetica, di buona educazione.

Ed ecco il secondo esempio. Ricordate il video delle “grondaglie”? Fa ridere, è vero. Ma rappresenta appieno questo gigantesco equivoco in cui parte della sinistra cagliaritana (completamente borghese per estrazione sociale, come la stessa composizione di questa giunta dimostra) sta cadendo in maniera drammatica e che parte dell’amministrazione sta alimentando

Nel video (una parodia di Gangnam Style) i personaggi della città dolente intervistati da Antonello Lai lanciano il loro grido di dolore. Ognuno fa il suo mestiere e gli autori del video hanno fatto un bel prodotto che si presta a tante interpretazioni. Ma dopo le risate, cosa resta? Solo lo scherno per i poveri abitanti delle case popolari abbandonati al loro destino?

In questa città per troppo tempo i poveri sono stati presi in giro: prima dalle promesse della destra, oggi dal fastidio estetico della sinistra.

I problemi dell’amministrazione Zedda sono tanti: il primo ora è quello di ricucire le diverse anime della città intorno a progetti forti e condivisi. Cagliari si sta spaccando, drammaticamente. I segnali sono evidenti. Serve un’idea politica più ampia, serve un progetto che unisca e non divida, che metta assieme la borghesia con le classi popolari.

Serve un linguaggio nuovo che spieghi alla Cagliari con la terza media perché è giusto fare il Gay Pride, costruire le piste ciclabili, dare una casa ai rom difendere l’ambiente. La sinistra cagliaritana questo linguaggio non ce l’ha, non l’ha trovato. E neanche sembra volerlo cercare: propone di andare in teatro o nei musei.

In settori sempre più ampi della città cresce l’impressione di avere a che fare con una nuova classe dirigente con la puzza sotto al naso, con una sinistra di fighetti, di figli di papà, tutto aperitivi, belle parole e niente più. Una amministrazione distante dalla gente normale, dai suoi problemi e dalle sue aspirazioni.

Solo un problema di comunicazione?

Fine del sermone domenicale. E forza Cagliari.

 

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213 Commenti

  1. GARGAMELLA says:

    signor pisenti, forse lei ha sbagliato post ?

  2. Antonio says:

    Questa inchiesta sullo stadio sta assumendo sempre più le sembianze di una farsa. Adesso si accorgono che pure la copertura della tribuna centrale non sarebbe a norma e quindi abusiva. Intanto i guardiani della legge confinano Cellino in campagna, trattandolo alla stregua di un furfante da quattro soldi bisognoso di recupero, in realtà con l’intento di isolarlo per fiaccarne sempre più il sistema nervoso. Eh sì, sono avidi di confessioni questi ayatollah della legalità, ripuliscono la società dal marciume pescando a strascico un bel caprone espiatorio, ricco, famoso, pure antipatico, sbruffone e rompicoglioni, in più presidente della squadra di calcio della città. Ah il calcio, basta con sto calcio, togliamocelo di torno, con tutti i problemi che ha il mondo questi stanno a pensare al calcio? Stai al confino Cellino e con te vadano raminghi i tuoi stupidi tifosi. Tra poco sul tuo stadietto si abbatterà la nostra mannaia: macerie, macerie, solo macerie, questo è il nostro compito. I Talebani della giustizia.

  3. De Ghisciu says:

    I partiti hanno sicuramente compreso la lezione delle urne. Lo dimostra il fatto che un circolo del PD locale, quello che vanterebbe tra le sue fila quell’autentico genio politico del segretario provinciale del PD (si, il PD ha un segretario anche se nessuno se n’era accorto) abbia fatto la tessera alla Puggioni salvandola, pare, da rischi di rimpasto. E’ totalmente infondato affermare che dirigenti politici come Matteo Lecis Cocco-Ortu, finché avranno voce in capitolo, saranno ogni giorni lodati e ringraziati dai GRILLINI per contribuire in modo decisivo alla conquista della Regione da parte del Movimento 5 Stelle. I maligni dicono che basta sentirli parlare per votare Grillo, ma sono solo calunnie.

    • Como bene semus cumbinados,
      s’istivale ses mesu iscosidu,
      e bidende totu so resultados.

      Su populu in trese es divididu,
      cando paria poninde giuditziu,
      ses’ de nou a su peus cunveltidu.

      A dolu mannu non pelde su vitziu,
      de faghede sa solita faina,
      sinnu ca no nde tene giuditziu.

      E bastada solu una ramanzina.
      una littera frassada che giuda.
      cun d’un’achilibrada manfrina.

      E torradu che l’ana sena duda,
      su nanu,acontzat is conto suos,
      s’italia comente fidi restat nuda.

      No pessat is contos mios e tuos,
      cussos no los at mai pessados ,
      ca fatu ses pius ricu a cungruos.

      Deliquentes e mafia is alleados,
      faeddat De Gregorio e furiosa,
      si pesat sa basa, so magistrados,

      tenen culpa. Po sa famada isposa,
      si leat battor’annos de galera,
      sena contare totu s’atera cosa.

      Senadores comporat a manera,
      chi leat a contu sou su podere,
      ma como su pede in sa matzonera,

      c’a bettadu.e canta su miserere,
      una giusta giustiscia a cunfrontu,
      ch’es cotilosu no la fetat de mere.

      M’auguro e auguro su tramontu,
      chi siat abberu custu iazu,
      ca po s’italia es su peus afrontu.

      Sos cumpanzos in su muntonalzu,
      a seberadu e lis narat eroes,
      ubidientes lis pienat s’iscalzu.

      Hai Bersani s’ocasione as tentu,
      como ses postu palas a muru,
      ca cumbintu nde fisi lassas lentu,

      su nodu.Como paret peus puru,
      a l’isolvede no ses tranquillu,
      non ti so idende siguru siguru.

      S’azudu deves dimandare a Grillu,
      ma grillu mancu mi paret d’acoldu,
      a mes’asta es rutu su vessillu.

      Armonias non bada ne cuncoldu,
      semus a s’isculisetzida rutos,
      po vint’annos l’aimis su baloldu.

      In europa che cateddos iscutos,
      ca sa peus mazada l’amos nois,
      disocupados e sena tenne frutos.

      po gai sighimos tra ais e ois,
      non bat’ispera de cambiamentu.
      Ite alet a bi pessare a pois
      c’a nudda balet onni cumentu.

  4. avete visto cosa fa la politica locale nei confronti del cagliari calcio, niente, usa lo stesso metodo per difendere i posti di lavoro, chiudono le aziende le miniere e loro stanno zitti,le basi militari inquinano e continuano a contaminare il nostro territorio e loro stanno zitti, cellino, e in carcere anche per colpa loro e loro stanno zitti, ecco cosa fare il politico sardo stare zitto e far finta di niente, ma la maggior parte di noi non dimentica questo forte silenzio, p.s. e poi si lamentano che beppe grillo prende un mare di voti, voi continuate a fare silenzio.

    • In verità, la politica locale (soprattutto quella di centrodestra) ha fatto sin troppo, in questi anni: a Cagliari ha chiuso letteralmente gli occhi, mentre il Cagliari di Cellino non pagava il canone d’affitto e non ottemperava agli obblighi contrattuali in termini di manutenzione dello stadio Sant’Elia. A Quartu è andata come sappiamo, e ora non si parla più di tentato bensì di consumato peculato: così si metteranno l’anima in pace i soloni che parlavano di persecuzione e di provvedimenti esagerati nei confronti degli incriminati. Allora smettiamola di mettere sullo stesso piano Cellino e il sindaco Zedda: quest’ultimo avrà altre colpe (vedi Ente lirico) ma ha fatto bene a pretendere che venissero rispettati gli impegni assunti a suo tempo. Troppa gente si dimentica che parliamo di soldi pubblici. Avviare trattative serie con Cellino, come è noto, è impresa non facile perché lui non ama trovare soluzioni equilibrate: pensa soltanto a se stesso. Perciò, lasciamo perdere i disoccupati, i cassintegrati e gli operai delle miniere, per favore: quella è roba seria, che non ha niente a che spartire con questa squallida vicenda di furbetti del quartiere.

    • Cellino è in carcere con varie accuse (due condanne sono in giudicato) e per fortuna ci pensano i giudici e non lei, caro Roby. Con lei, invece, sono d’accordo che molti di quelli che ci hanno amministrato hanno colpe peggiori. Ma il fatto è che li abbiamo votati noi, almeno sino all’altro giorno. Lei, a giudicare dai suoi commenti, dovrebbe votare Berlusconi e il giornale, l’Unione, che lo sostiene. Saluti cordiali.

      • E FACILE FIRMARSI ANONIMO,PRIMA DI TUTTO SONO ORGOGLIOSO DI NON AVER MAI, DICO MAI VOTATO BERLUSCONI, E I SUOI DERIVATI,IO SONO SEMPLICEMENTE TIFOSO DEL CAGLIARI E ANCHE ABBONATO DA MOLTI ANNI, E GUARDI CHE DIFFENDERE CELLINO ,NON VUOLE DIRE PER FORZA ESSERE UN BERLUSCONES, SE LEI AVESSE DEGLI AMICI CHE SONO TIFOSI DEL CAGLIARI CAPIREBBE,VITO, FORSE SI RICORDA CHI SONO E SA COME LA PENSO, MA SOLO AL PENSIERO CHE IO VOTI IL CAVALIERE MI VIENE GANA MALA.

  5. ANONIMO.,DOVRESTI SAPERE CHE,IL GRNDE JUVENTUS STADIUM E STATO COSTRUITO CON MATERIALE NON A NORMA,C’E’UN INDAGINE IN CORSO, E DEVI SEMPRE SAPERE CHE IL PREFETTO E IL SINDACO DI TORINO OGNI DOMENICA FIRMANO PER POTER FARE GIOCARE LA JUVENTUS NEL SUO STADIO E IN CARCERE DELLA JUVE NON C’E’ NESSUNO I TIFOSI POSSONO ENTRARE DENTRO LO STADIO, DOMANDA. PERCHE’ LORO POSSONO ENTRARE ALLO STADIO E NOI TIFOSI DEL CAGLIARI NO ,PERCHE’ CELLINO E IN CARCERE, E IL PRESIDENTE DELLA JUVENTUS NO ???

    • Giovanni Serreli says:

      Non conosco la vicenda. Ma forse perché il materiale dello stadio della juve, pur non essendo a norma, non crea pericoli, mentre le criticità evidenziate più e più volte per Is Arenas sono pericolose per l’incolumità pubblica e per il rispetto delle norme che riguardano le tifoserie. E poi, non mi vorrai mica paragonale lo stadio della juve con quello costruito da Cellino (da solo?) a Quartu, dentro l’area parco?!?!?! Non sai quanto mi piacerebbe veder giocare il Cagliari nel suo stadio gremito di tifosi. Ma uno stadio a norma che, se privato, sia fatto con denari privati (solo) e se pubblico non sia lasciato andare in malora dai privati… L’erario pubblico spende già tanto (coi soldi delle tasse dei tifosi e dei non tifosi) per questo bellissimo gioco e per permettere ai tifosi (quelli corretti e le poche belve che rovinano tutto) di godere delle loro passioni.
      Gianni Serreli

      • Antonio says:

        Criticità evidenziate più e più volte per Is Arenas? Boh!
        Ah sì, è vero, una domenica pioveva a dirotto e mi son dovuto togliere persino le scarpe allagate: non funzionò il maxi ombrello elettronico per coprire lo stadio. Un altra volta ho pestato una pupù di cane, chissà se le 2.500 telecamere installate avranno ripreso il cagnetto sporcaccione. Comunque ho sporto regolare denuncia alla Polizia, ai Carabinieri, alla Forestale, ho fatto un esposto in Procura e ho persino informato gli ambientalisti: troppa pupù vicino a Is Arenas!
        Lo stadio S.Elia non è stato mandato in malora certo da Cellino. O lo ha fatto lui il maquillage pessimo per i mondiali del ’90? Lì fu persa una grandissima occasione: dare al Cagliari e a Cagliari lo stadio del 2000.

        • Sei male informato, Antonio: Cellino (cioè il Cagliari Calcio) aveva l’obbligo, secondo quanto previsto nel contratto stipulato in accordo con il Comune e da lui liberamente sottoscritto), di provvedere alla manutenzione ordinaria. Cosa che non ha fatto per anni, salvo piccoli ritocchi qua e là. Che poi nel 1990 abbiano fatto i lavori di maquillage a pera, è un altro paio di maniche, ma Cellino ha colpe evidenti, indipendentemente dalla vicenda Is Arenas. Difenderlo a prescindere da questi ragionamenti, fa trasformare le persone in ultrà, e non in tifosi (men che meno in sportivi).

          • Antonio says:

            Sì lo difendo a prescindere, proprio come voi detrattori lo detestate a prescindere. E allora? Ma sì, ma perchè perdo tempo con certa gente……..

            • Io non sono un detrattore, e non ho l’abitudine di difendere o accusare una persona a prescindere dai fatti. Sennò sarei un fazioso come te, Antonio. Libero di pensarla come vuoi, ma già il fatto che ritenga di perdere tempo soltanto perché ti confronti sotto il profilo dialettico, la dice lunga sulla tua supponenza…

  6. GARGAMELLA says:

    IO NON SONO LAUREATO,E TI POSSO DIRE CHE.,DOVE LAVORO MOLTI LAUREATI NON CAPISCONO UN’AKKA DEL MONDO DEL LAVORO , E HANNO UNA MENTALITA’ MOLTO MA MOLTO BUROCRATICA , E SONO LENTI NEL SBRIGARE PRATICHE,SE POI PER TE IL MALE DI CAGLIARI E MASSIMO ZEDDA NON LAUREATO NON HAI CAPITI ABBASTANZA DELLA VITA.

  7. Lavoro al lirico says:

    Mi piace soprattutto “… una sinistra per laureati”.
    E Zedda è li rappresenta benissimo, visto che si è laureato nella stessa facoltà di Oscar Giannino!

  8. Incredibile, ci sarà una manifestazione perché “Burocrazia e inchieste stanno uccidendo il vero calcio. Difendiamo quanto ci è stato donato”.
    Non è che stanno uccidendo il calcio gli interessi che girano intorno, i corrotti, processati e condannati anche dalla giustizia sportiva, le scommesse, i costi surreali,i giornalisti sportivi che producono uno spettacolo inverecondo, i tifosi razzisti?

  9. CELLINO, IN CARCERE PER 20 MILA EURO,FIORITO, DELLA REGIONE LAZIO SI E MESSO IN TASCA 15 MILIONI DI EURO E GIA FUORI, CHE DISPARITA’ TREMENDA E SENZA SENSO, IL CAGLIARI PRESO A CALCI NEL SEDERE DA UN PREFETTO CHE SEMBRA IL NUOVO VICE RE’

    • Roby, Cellino ha due condanne passate in giudicato. Altro che dentro per 20.000 euro. Alla fiaccolata c’erano anche dei simpatici filippini. Chissà quanti saranno presenti alla manifestazione che parte dall’Unione Sarda a sostegno degli imputati. Una città che manifesta per questi motivi non ha molte speranze di progredire.

  10. grazie per questo meravglioso 4-3 piu’forti dei divieti degli arresti e del prefetti sempre e solo forza cagliari.

  11. Antonio says:

    Vito, capisco che ci siano problemi ben più gravi di un Cellino qualunque chiuso al gabbio. Ma ti chiedo se puoi scrivere due righe su questa vicenda che secondo me nasconde molto di più di quanto emerge ufficialmente. Conosco la tua posizione sullo stadio e non la confuto, anche perchè io la penso in maniera diametralmente opposta e quindi non ci sono possibilità di incontro su questo punto. La riflessione che invece faccio riguarda il trattamento a mio giudizio vessatorio che stanno subendo i protagonisti della vicenda. Non si tratta di non rispettare il lavoro dei magistrati, per carità, anche se non ho mai capito come mai sia una categoria di intoccabili e rispetto al cui operato non si può osare dire alcunchè.
    Il gabbio preventivo è previsto dal codice, quindi i giudici agiscono nel rispetto zelante delle norme, per cui la questione dovrebbe, secondo qualcuno, chiudersi qui. E invece no.
    Molti interrogativi aleggiano intorno a questa storiaccia.
    1) il cantiere ha lavorato alla luce del sole per quattro mesi. Come mai nessuno ha avuto nulla da obiettare, per esempio bloccando i lavori?
    2) perchè gli ambientalisti hanno fatto l’esposto da cui è partito tutto? Quali reali motivazioni ci sono dietro? Che lo stadio turbi, disturbi o in qualche modo danneggi l’area protetta è ridicolo. Basta avere buoni occhi per vedere, per accorgersi che non è così.
    3) negli anni il nostro territorio cittadino ha subito scempi di ogni tipo, visibili ad occhio nudo anche da chi non è esperto di norme urbanistico-paesaggistiche. Perchè tanto accanimento contro un’opera nient’affatto invasiva?
    4) perchè tutto questo zelo e la ricerca di un’impossibile perfezione per aprire lo stadio, dopo che per anni si è permesso di aprire al pubblico quella bomba a orologeria per l’incolumità dei tifosi che è il S. Elia?
    5) perchè Cellino sta così sulle palle ai piani alti di tutte le istituzioni? Solo antipatia per i suoi modi poco british, o c’è dell’altro? Ha pestato qualche callo che non doveva pestare? Non ha accettato di svendere il Cagliari a qualche avventuriero con le pezze al culo? Ha tenuto alla larga dalla società personaggi desiderosi di mettersi in mostra a spese del Cagliari?
    6) se sono stati consumati o sono stati tentati dei reati, va da sè che bisogna pagare il conto con la giustizia. Però io sento puzza di accanimento ad personam. Qui a Cagliari non siamo abituati alle inchieste scottanti, non siamo abituati a vedere al gabbio personaggi importanti dell’imprenditoria, della politica, insomma mi pare che chi comanda a vario titolo questa città l’abbia sempre potuto fare molto tranquillamente. Del tipo, non disturbate il manovratore.
    E, infatti, non sono stati disturbati, ma mi pare che di porcheriole ne sono state fatte diverse in tanti anni. Ora finalmente si è trovato il capro espiatorio.
    Del resto è perfetto per la bisogna: ricco, ex figlio di papà, ex donnaiolo ancora piacente, imprenditore d’assalto, modi spicci, vaffa frequenti dispensati a destra e a manca, arrogante, scorbutico, popolano, sgradito all’intellighentzia casteddaia au caviar. Eppoi, colpa delle colpe, è presidente del Cagliari da più di vent’anni. Diciamo la verità, dicono puzzi puzzi, basta con questo calcio, roba da bestie selvatiche e senza materia grigia, basta con questi tifosi fanatici che non hanno altro da fare nella vita se non pensare a 22 uomini in mutande che seguono un pallone, però, uuuh, quanto piacerebbe a tanti mettere le mani su quel giocattolo che ti da visibilità, potere, consenso e, perchè no, un bel pò di miliarducci.
    Cellino resta al gabbio e ho paura che ci resterà per un bel pò.
    Ma tante, troppe cose non mi convincono.

    • 1) Potrei darti due risposte. La prima, la più semplice: il progetto era una cosa, quanto realizzato un’altra. La lettera del prefetto pubblicata ieri è chiarissima a proposito. Secondo tipo di risposta: ci sono state delle complicità sulle quali la magistratura sta indagando.
      2) Gli ambientalisti hanno fatto l’esposto perché questo è il loro modo di fare gli ambientalisti: attraverso la presentazione di esposti! La loro condotta è limpidissima.
      Purtroppo non è ridicolo affermare che lo stadio danneggia l’area protetta. Ci sono delle normative internazionali precise che tutelano l’area. Non è necessario che un danno per essere tale sia visibile ad occhio nudo.
      3) Definire uno stadio “opera non invasiva” mi sembra eccessivo! Detto questo, La magistratura non ragiona così: la magistratura esamina gli esposti che vengono presentati. E non mi sembra che a Quartu sia rimasta con le mani in mano (ci sono casi clamorosi, anche recenti).
      4) Una casa vecchia in cui vivi da tempo la arrangi come può, se vai a vivere in una casa nuova questa essere perfetta. Non ci possono essere deroghe per una casa nuova, per una vecchia sì.
      5) perchè Cellino sta così sulle palle ai piani alti di tutte le istituzioni? Tutte? E il deputato del Pdl Mauro Pili? E la regione che gli ha dato il via libera ambientale? E il capo dell’Udc Oppi e il senatore Delogu che guardano insieme a lui la partita al Sant’Elia? E il nuovo arcivescovo Miglio che va all’inaugurazione di Is Arenas?
      6) Non penso che Cellino sia il capro espiatorio. Dal punto di vista politico, l’arresto di Contini è molto più rilevante. E ti ricordo che è in carcere da mesi anche il sindaco di Carloforte, ti ricordo che il sindaco Zedda è sotto inchiesta, che Cappellacci è sotto inchiesta, che molti consiglieri regionali sono stati rinviati a giudizio, che Soru è stato a rinviato a giudizio. Questa magistratura non ha bisogno di un capro espiatorio come Cellino.

      • Antonio says:

        Anzitutto ti ringrazio per l’attenzione.
        Le nostre posizioni restano molto distanti.
        La giunta precedente a questa di centrodestra, giunta Ruggeri per intenderci, presentò, non so se sia corretto definirlo progetto con tutti i crismi, diciamo un’idea di stadio che era dieci volte più grande di questo. Basta vedere il pannello metallico affisso nella cancellata vicina al palazzetto dello sport, lì presente da tempo immemorabile. Peraltro lo stadio lì rappresentato è bellissimo, tutto coperto e molto, molto più grande di questo. Se fosse stato realizzato, avrei proprio voluto vedere come si sarebbero comportati i talebani dell’ambientalismo. Del resto lo sappiamo, qui in Italia è così: se una cosa la fai tu Tizio, nessuno ha nulla da dire e viene considerata come il non plus ultra; se quella stessa identica cosa la faccio io Caio fa schifo, danneggia l’ambiente, viola le leggi e così via.
        Ribadisco che il cantiere era lì, alla luce del sole diurno e delle fotoelettriche la notte. Bastava bloccarlo subito e tutto questo casino non sarebbe successo. Le due curve e i distinti sono stati montati in un batter d’occhio, a fine giugno-primi di luglio c’erano già. Invece niente. I lavori sono proseguiti, poi all’improvviso è scattata la mannaia. Io trovo tutto questo molto strano, oltre che odioso nei confronti della squadra e di noi tifosi. Ma, naturalmente, per coloro che parlano dalla mattina alla sera di diritti-diritti-diritti, il diritto degli sportivi di seguire dal vivo la propria squadra del cuore è solo un vizio, uno stupido hobby che non merita alcuna tutela.
        Per te è tutto secundum legem, e io rispetto la tua opinione.
        Quanto ai personaggi di rilievo in carcere o sotto inchiesta.
        Per me la carcerazione preventiva è un abominio, per tutti, e non lo dico certo adesso perchè c’è il presidente del Cagliari di mezzo. So bene che è prevista dal codice di procedura penale, e per molti reati. Questo non mi impedisce di dire che andrebbe applicata con molta più attenzione di quanto viene fatto da certa magistratura inquirente.
        Il sindaco di Carloforte è in galera perchè accusato di bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture false. Lascio a te giudicare se si tratta di fattispecie di reato più gravi di quelle per cui è accusato Cellino. E, comunque, per me è ingiusto tenere in galera uno anche per questi motivi.
        Soru è stato rinviato a giudizio per una presunta evasione fiscale da 10 milioni di euro (altro che tentato peculato per 750 mila) e non ha avuto la sventura di trascorrere neppure un secondo in carcere. E giustamente, aggiungo io.
        E’ stato poi processato e assolto per la vicenda Saatchi (accusato di abuso d’ufficio e turbativa d’asta) e anche in quel caso neanche un secondo di carcerazione cautelare. E ripeto, per me giustamente. Due pesi e due misure? Tizio trattato coi guanti e Caio trattato manco fosse un criminale incallito? Mah!
        Quanto ai “piani alti” cui sta sullo stomaco Cellino.
        Beh, se Pili, Miglio e Delogu sono personaggi potenti, della Cagliari che conta……dai, non ci credi manco tu.
        Posso concordare su Oppi, ma a quello del Cagliari e di Cellino non frega un cacchio, lo sai meglio di me. Il fatto che guardasse le partite insieme al presidente non significa nulla. Io vado allo stadio dal 1978 e non mi è mai risultato che Oppi fosse un tifoso del Cagliari. Quella è gente che ha così tanto pelo sullo stomaco, più dei miei tre gatti messi insieme, non fanno mai niente per niente.
        Per me e per tanti Is Arenas rappresentava un sogno che si realizzava. Il nostro Cagliari che giocava finalmente in uno stadio piccolo, accogliente, con le tribune a ridosso del campo, una piccola bolgia capace di entusiasmare i tifosi e di trascinare la squadra. Sì, lo ammetto, un sogno forse infantile, da appassionato che segue il calcio ancora con entusiasmo, nonostante i miliardi, gli scandali, le tivù, la violenza. Un sogno capace di cancellare in un amen troppi anni trascorsi in uno stadio orribile, con le tribune distanti un km dal campo, vecchio, inutile in tutta la sua triste grandezza.
        Capisco di non essere capito da chi non sogna mai, da chi assegna una funzione catartica e salvifica alla magistratura, agli ambientalisti, alle REGOLE, ai PRINCIPI, ALLA LEGALITA’, ALLA MORALITA’. Tutte entità bellissime e correttissime, per carità, ma che noia, che tristezza, che grigiore. Mai uno scatto di fantasia, mai uno scatto di reni.
        Is Arenas è un paradigma dell’Italia. Tutto fermo, tutto immobile, tutto muore. E chi non è ancora morto, che lo faccia in fretta. L’UOMO MORALE ha fretta di pulizia.

  12. anonimo says:

    Sono a Roma per sentire Grillo. Peccato non poter essere alla bella fiaccolata in viale Buoncammino per sostenere gli abusi di Is Arenas. Però mi dicono che a Cagliari piove, le fiaccole si spengono e le polveri si bagnano. Chiederò a Grillo una parola sullo stadio di Quartu. Sarà certamente solidale. Buona fiaccolata.

    • oh anonimo la solidarieta’ si da e si riceve, e un piccolo segno di sta dentro e soffre, e quindi fai attenzionee a usare la tua scontata ironia, perche’ un giorno potresti avere tu bisogno di solidarieta’ !!!

      • Ne ho già avuto bisogno, ne ho avuta e non ho rotto le palle a nessuno. Ho avuto il massimo della soddisfazione in giudizio e non ho fatto fiaccolate. La mia non è ironia. E’ un sincero disprezzo per queste manifestazioni.

  13. Be’, l’elenco del telefono di Matteo è uno dei momenti più divertenti del blog di Biolchini. Fiero l’occhio, svelto il passo.
    Arpino, Audisio, Balestrini, Barba, Barberi Squarotti, Bene, Ghezzi, Benni, Berselli, Bettanini, Mastrolonardo, Bianciardi, Bottiglieri, Brera, Bruno, Cacucci, Caminiti, Cela, Cerretti, Cojazzi, Colombo, Del Lago, Desiderio, Dimitrijevic, Galeano, Garlini, Ghirelli, Governato, Grass, Hornby, Levi, Kapuscinski, Marchetti, Marias, Marino, Mathieu, Morelli, Ormezzano, Pasolini, Portinari, Pastorin, Petrini, Piccioni, Raffaelli, Regazzoni, Riccarelli, Ricci, Saviano, Sconcerti, Soldati, Sollier, Soriano, Vazquez Montalban, Vendrame, Villoro, Voltolini, Zigoni e ultimo Borges.

    • Matteo says:

      Quindi? A parte la citazione fascista, non ho capito perché lo definisci un elenco divertente. Senza polemica, mi spieghi questa risposta? Ancora non ho scritto che tipo di elenco sia, ma tant’è.

  14. trovatore says:

    Cari Antonio e Matteo, non credo che Borges sarebbe andato in uno stadio che la Prefettura, e non chiacchiere da bar, giudica inagibile. Mi sa che il livore e la cecità (Borges era cieco ma allo stadio andava) vi travolge al punto da negare l’evidenza.
    “La Commissione di vigilanza si riunisce il 25 febbraio per esaminare i progetti sullo stadio Is Arenas presentati dal Cagliari Calcio al Comune di Quartu e poi girati alla Prefettura. Ecco il quadro della situazione Is arenas che arriva da Palazzo Viceregio sul campo da gioco dei rossoblù: “Problematiche di rilievo continuano a persistere, sebbene rilevate fin dallo scorso mese di novembre, per alcuni importanti aspetti, come l’avvenuta realizzazione, non approvata dalla Commissione, di cancelli a scorrimento veloce posti tra le tribune ed il campo da gioco, ritenuti particolarmente pericolosi e non a norma, la presenza di fosse settiche non a norma, la realizzazione di alcune finestrature negli spogliatoi, la realizzazione di un secondo posto di pronto soccorso, l’assenza di un sistema viario per l’accompagnamento delle tifoserie ospiti e, soprattutto, la totale assenza dell’obbligatorio sistema di prefiltraggio per tutta l’area della via Olimpia”.
    Si lamentano ancora ritardi nella consegna dei documenti: ” tra i quali quelli relativi alla collocazione dei tifosi diversamente abili, per i quali non è stata ancora realizzata un’area adeguata allo scopo e non sono stati riservati posti sufficienti secondo la normativa del Coni. Da quest’ultimo organismo si attende poi il parere obbligatorio su tutte le varianti finora apportate, parere senza il quale la Commissione, che l’aveva richiesto sin dal 20 novembre, non può, per legge, esprimersi. Detto parere non è stato sinora prodotto”.
    In pratica: “Su tali criticità, rilevate già da alcuni mesi e che incidono sulla generale sicurezza dell’impianto nonostante lo stesso risulti apparentemente in grado di ospitare il pubblico, la Commissione, verificata la carenza delle risposte fornite, ha assegnato un termine per l’adempimento, scaduto il quale non ha ancora ottenuto i chiarimenti richiesti”.
    La Prefettura non transige: per l’agibilità definitiva occorre l’esecuzione dei lavori e non basta l’ok ai progetti”.
    Mi spiace, cari Antonio e Matteo, ma non basta neppure il vostro ok.
    E neppure quello dell’Unione Sarda e del suo padrone.
    Buona giornata.

    • Matteo says:

      É evidente. Non sapete leggere. Oltre Biolchini for dummies, d’ora in avanti propongo anche i commenti for dummies. Quale parte della mia disistima verso Cellino non avete capito? Quale parte del mio sostegno alla scelta di Zedda non avete capito? Eppure scrivo in italiano. No, qua gli unici accecati siete voi, non il sottoscritto. Dire che sarebbe necessario avere uno stadio e non demonizzare il calcio tout court da quando in qua vuol dire essere dalla parte di Cellino e dell’Unione Sarda? Mi spiegate che problemi cognitivi avete? Vi annuncio una cosa: noi, io, Antonio, ma anche voi anonimi e trovatori morirete, mentre il calcio ci sarà ancora. Fatevene una ragione.
      Per l’anonimo di prima, mi dispiace ragazzo, ma hai toppato sull’elenco. Riprova, sarai più fortunato. (Quanto siete arroganti e saccenti, io e Antonio vi facciamo pene, ma non vi rendete conto che la cosa è reciproca. Toh, stiamo dando ragione al titolo di Biolchini, non vi pare?)

    • Antonio says:

      Cavolo, meno male che hai riportato la lettera del sig. Prefetto pubblicata sul giornale di quel rozzo palazzinaro. Potevi fare di meglio, però, avresti potuto spiegarcela parola per parola. Sai, noi calciofili siamo molto ignoranti, pensiamo solo al pallone e non abbiamo avuto nemmeno il tempo di fare le elementari.
      Lo stadio è chiuso, voi siete contenti, il SIG. PREFETTO è contento, l’amichetto vostro Zedda è contento, forse sarà dichiarato abusivo e gli ambientalisti saranno contenti, e allora perchè non ci lasciate in pace una buona volta?

      • Casu axedu says:

        Allora te ne stai facendo una ragione…uno stadio per la serie A, in quattro mesi, non si può costruire, perché sconterà una serie di errori di progettazione ed esecuzione. Così come è successo, al netto delle questioni giudiziarie che entrano, per un altro verso, nella faccenda. Nessuno gode di questa situazione ma le norme bisogna rispettarle e lo stadio, a quanto dice la prefettura, ne rispetta pochine. Potrà anche sembrare carino (lo ammette anche la prefettura) ma è come quelle villette al mare costruita da impresari senza scrupoli (Villasimius style), con poco cemento e molta acqua. Il progetto, poi, a babbo morto.

  15. Antonio says:

    Bene bene, e così per i tutori della GIUSTIZIA in salsa casteddaia, Stefano Riina Lilliu merita di stare al gabbio. Troppo pericoloso rimetterlo in libertà, potrebbe derubare qualche vecchietta, o magari rapinare un piccolo market di quartiere armato di siringa infetta, o persino mettere un ordigno esplosivo in un centro commerciale per vendicarsi dell’ingiusta detenzione. Tra qualche ora sapremo se usciranno dalle patrie galere Massimo Provenzano Cellino e Mauro Brusca Contini. Si rassegnino, ho paura che resteranno ancora un pò al fresco. Troppo gravi i reati di cui sono accusati.
    Pare siano responsabili nell’ordine: della crisi dell’Alcoa e di tutto il comparto industriale di Portovesme, dei licenziamenti a Fiumesanto, della crisi millenaria della Keller, del disastro industriale della zona di Ottana e di Tossilo, della chiusura dello stabilimento dell’Unilever a Cagliari, del ciclico ripetersi dei fenomeni di blue tongue, di peste suina e perfino della comparsa di focolai della zanzara tigre. Notizie di corridoio li vedrebbero coinvolti anche in alcuni sequestri di persona avvenuti tra il 1970 e il 1980.
    E, attenzione alle visite, perchè adesso la PROCURA DI CAGLIARI ha avviato un’inchiesta anche sulle visite ricevute da Cellino di tal Zuncheddu Sergio e di Gigi Riva, noti criminali, a questo punto a forte rischio di gabbio. Avrebbero infatti parlato in gran segreto di progetti criminosi predisposti dal Cellino e che, se realizzati, avrebbero portato alla costruzione, in combutta col Zuncheddu e con la benedizione del Riva, alla costruzione di modernissimi stadi adibiti al giuoco del calcio in ogni comune della Sardegna, in spregio alle NORME URBANISTICHE-PAESAGGISTICHE-DI TUTELA AMBIENTALE-DI ORDINE E SICUREZZA PUBBLICI-AL PROTOCOLLO DI KYOTO-ALLA CONVENZIONE DI RAMSAR e ai 10 COMANDAMENTI.
    Si salvi chi può!!!!

  16. Matteo says:

    Stanco di leggere la sequenza di corbellerie sul calcio scritte nei vari commenti, mi limito a fare un piccolo elenco. Chiedo, ai critici tout court del mio amato pallone, di trovare il denominatore comune di questa serie di nomi. Dopo averlo trovato, pensate e pensate e pensate a quanto siete superficiali, arroganti e soprattutto intellettualmente razzisti.
    Arpino, Audisio, Balestrini, Barba, Barberi Squarotti, Bene, Ghezzi, Benni, Berselli, Bettanini, Mastrolonardo, Bianciardi, Bottiglieri, Brera, Bruno, Cacucci, Caminiti, Cela, Cerretti, Cojazzi, Colombo, Del Lago, Desiderio, Dimitrijevic, Galeano, Garlini, Ghirelli, Governato, Grass, Hornby, Levi, Kapuscinski, Marchetti, Marias, Marino, Mathieu, Morelli, Ormezzano, Pasolini, Portinari, Pastorin, Petrini, Piccioni, Raffaelli, Regazzoni, Riccarelli, Ricci, Saviano, Sconcerti, Soldati, Sollier, Soriano, Vazquez Montalban, Vendrame, Villoro, Voltolini, Zigoni e ultimo Borges.
    Ora, dopo aver letto questo elenco e fatto personale ammenda per la propria arroganza, i detrattori del calcio in quanto tali mi ricorderanno tutte le malefatte di Cellino e del calcio in assoluto. Bene, prima di essere attaccato su questo, specifico che Cellino, a parte la questione carcerazione preventiva, ha la mia assoluta disistima come uomo di sport, come imprenditore e come trascinatore di masse tramite il calcio. Specifico che ha fatto benissimo Zedda a fare tutto ciò che ha fatto con il Sant’Elia e che spero che da oggi, con la manifestazione d’interesse, inizi una nuova era per Sant’Elia e il Sant’Elia (sempre che questa manifestazione d’interesse sia meno farlocca della precedente per il Lirico).
    Specifico, inoltre, che sono assolutamente contrario all’associazione tifoso=cerebroleso. Un conto sono gli ultras (fra i quali è pieno comunque di persone con la testa sulle spalle), un conto i tifosi in toto: piantatela di fare di tutto il tifo un fascio.

    Poi, infine, ci sarebbe da chiedersi come sia possibile, fin dal titolo del post, non riuscire a capire una beata mazza di quanto scritto nel post e a non capire sono proprio coloro che millantano una superiorità di pensiero e che possiedono anche un piedistallo su cui ergersi. Per questo motivo, e qui mi rivolgo a Vito, consiglierei al tenutario di fare doppi articoli, il primo dove scrivere ciò che crede e il secondo intitolato “Biolchini for dummies”, dove spiegare a chiare lettere e parola per parola il senso, sia chiaro che recondito, delle sue parole e dei suoi pensieri.

    Chiudo con una richiesta: si riesce ogni tanto, fra i commentatori, a rimanere nel tema? O la difficoltà nel capirlo è così elevata che non si può evitare di prendere fischi per fiaschi?

    p.s. Quasi dimenticavo. Volete sapere cosa accomuna quella lista di nomi? Ah, davvero? Non eravate voi le menti superiori da “il calcio è uno sport violento per persone senza né arte né parte”? Ecco, allora continuate a leggere, non si sa mai che iniziate a capire cosa sia davvero il calcio per un appassionato e quali siano le cause di questa passione.

    • anonimo says:

      Be’, Borges e Cellino mancavano. Ed è arrivato solo alla B. Alla P c’è Pasolini che giocava pure bene. Il problema non è il calcio che è bellissimo. E’ la roba maleodorante che c’è intorno. E’ bello anche costruire, ma fanno schifezze. Sono belle un sacco di cose. Ma non quando degenerano. L’elenco di persone intelligenti alle quali piace il calcio ce lo risparmi. Abbia pietà e torni con argomenti, non con guide del telefono.

    • Antonio says:

      Ottimo intervento. Peccato che i destinatari siano come le tre scimmiette: non vedono (accecati dal disprezzo), non sentono (ascoltano solo se stessi, gli altri sono un incidente della storia), e se parlano è solo per sputare veleno o fare prediche.
      Lascia perdere, con quelli è tempo sprecato

  17. Antonio says:

    C’è un Signore, molto celebre, che in giro si dice sia il mèntore dell’attuale eccellente sindaco di Cagliari, che il 28 maggio 2014 si dovrà presentare in tribunale per la prima udienza del processo per una presunta (si badi bene, vale la presunzione di innocenza) evasione fiscale di circa 10 milioni, dicasi 10 milioni di euri.
    Il suddetto Signore, come è nel suo pieno diritto, ha sempre proclamato la sua innocenza.
    Ora, forse mi sono distratto, però Renato Soru, e sia ben chiaro giustamente, non ha dovuto subire l’onta di nemmeno un nanosecondo di carcerazione preventiva.
    Ribadisco, secondo me giustamente. Ritengo la custodia cautelare un abominio, salvi i casi di eccezionale pericolosità sociale del soggetto.
    Al contrario, Cellino, Contini e tutti questi sfigati che hanno avuto l’avventura di impelagarsi nella vicenda stadio, stanno là a Buon Cammino a marcire, sentite, sentite, per tentato peculato e falso ideologico.
    Mi risulta che siano in libertà ex terroristi, pentiti di mafia, assassini seriali o gente che ha rubato i soldi dei cittadini per miliardi e miliardi.
    Dite quello che volete, per me è una follia.
    Poi mi vengano a dire che non c’è qualcos’altro sotto.

  18. Antonio says:

    Gigi Riva è andato a Buon Cammino a trovare il pres. Cellino.
    Grande gesto, di un uomo che conferma la sua grande statura ed il suo amore intramontabile per il Cagliari. Confermo le mie critiche sulle posizioni che ha assunto in passato circa l’intoccabilità del S. Elia e ribadisco che dall’alto della sua autorevolezza e del profondo rispetto che suscita presso tutti i sardi e non solo, avrebbe potuto dare una grande mano per favorire una soluzione accettata da tutti.
    Ma pazienza, in questo momento conta solo sottolineare questo suo bellissimo gesto di vicinanza verso il presidente e, conseguentemente, verso tutti i tifosi del Cagliari, di cui lui è il primo.
    Una ventata di aria pulita dopo giorni tremendi. Ma purtroppo altri ne verranno.
    Noi non ci arrendiamo!!!

    • Pietro F. says:

      Thò Antò, rilassati e spera che il tuo meraviglioso Cellino si snebbi il cervello e colga al volo l’opportunità. Ci sono persino 32 milioni di euro pubblici per fare tutto…quasi quasi m’incazzo….:)
      Anvedi il Sindachino snob!
      http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1361

      • Antonio says:

        Ascù oh Pietro ma da tenis cun mei? Mi stai un pò rompendo i gioielli di famiglia con stà storia. Mio meraviglioso Cellino un cacchio, ma che ti credi che i soldi per mangiare me li da lui?
        Se a te Cellino sta sulle palle son problemi tuoi. Io so solo che ha garantito al Cagliari vent’anni di dignitosissima permanenza nel calcio dei grandi, pur tra alti e bassi, con i suoi mille difetti (che vedo benissimo da solo senza bisogno del tuo illuminante aiuto) e i tanti pregi (ne ha, ne ha).
        O per caso, tu e i tuoi compari dediti al pistolotto moralistico quotidiano vi credete perfetti?
        A te il calcio non piace più, ti disgusta perchè è sporco mentre tu, come ti invidio!, vivi in un mondo dove esistono solo persone oneste, pulite e sante? Bene, e chi ti dice niente? A me invece il calcio piace ancora: lo pratico, lo vivo, lo guardo, lo seguo. E vorrei che non mi venisse tolta la possibilità (come vedi parlo di possibilità, non di diritto, così i bigotti acculturati son contenti) di andare ogni 15 giorni a sostenere la mia squadra del cuore dal vivo in uno stadio decente.
        E allora? Pazienza, finirò all’inferno nel girone dei tifosi.
        Comunque, tranquillo, al di là del tono sono rilassatissimo.
        Anche perchè alla fine la guerra (perchè di questo si tratta) la vinceremo noi.
        Ti offro un caffè quando vuoi, purchè non parliamo del Cagliari……..e del tuo sindachetto moccioso e inconcludente.

  19. mi sa’ tanto che lei frequenta cagliari citta’ o segue il cagliari in tv, ma non e abbonato come il sottoscritto da tanti, altrimenti le sue parole erano ben diverse.

  20. a gittoriu says:

    Lasciamo perdere i commenti sulla sinistra fighetta perchè cerca di apportare cultura “nell’ovile” ma molti pastori e servi pastori ci sono arrivati prima di molti miei concittadini, è una questione di apertura mentale e di nuove strade…ma se la strada non si apre la mente rimane chiusa e chi ci prova è fighetto. O ci si arriva a capirlo da soli, o altrimenti è inutile spiegarlo a chi si spacca la schiena al lavoro o a cercarlo…le comunicazioni non le leggono sono stanchi e hanno bisogno di ridere.
    Al contrario di molti (tra cui un ex ministro) credo che il pane arrivi o possa arrivare, anche ma sopratutto nel caso dell’Italia e Cagliari, dalla cultura.
    Condivido il fatto che la cultura sia e debba essere anche quella della conservazione delle tradizioni. Credo, però, di ricordare che sia stato il vescovo Mani a incominciare a “spezzare le gambe” alla cultura carnascialesca di Cagliari, “levando da sotto i piedi” la sede della G.I.O.C. nella chiesa sconsacrata di Santa Restituta”.
    Per tutto il resto e per gli errori dei nostri giorni si può discutere, senza prescindere dal fatto che: “su dinai è sempri prus pagu” e che alcune opere non siano state fatte a favore della comunità ne è una conferma il fatto, che il molo Ichnusa è zona quasi totalmente off-limits ( lavori della precedente giunta) e comunque con vari muri e recinzioni che ne hanno limitato totalmente o parzialmente l’usufruizione da parte dei cagliaritani “chi andànta a passillai o parcheggiai”(il terminal per le navi da crociera inutilizzato dopo anni, perchè ha un fondale insufficiente, è un esempio chiarificante delle opere “pappa dinai” della destra che ha governato Cagliari senza migliorarla ma rendendola sempre più schiava del solito gruppo, quelli si, di fighetti col loden).
    I baretti del Poetto, era la giunta regionale a dover completare il p.u.l. ma senza andare contro la legge; perchè altrimenti tutti sarebbero stati capaci, di realizzare qualsiasi opera; ottenendo facili consensi, salvo poi prendersela con i magistrati quando arrivano avvisi di garanzia o accuse di aver favorito gli uni, gli altri…o rovinare l’ambiente…come si è visto: “con Zirone, Balletto e Poetto il disastro può dirsi completo” (ops…è colpa della magistratura)
    Se invece vorreste che il sindaco Zedda andasse contro leggi e le regole, di cosa vi lamentate quando vi rivolgete “alla legge” per far rispettare le vostre ragioni nonché diritti? Anziché seguire leggi e regole meglio tirare la monetina …chi esce vincente, ha ragione!?
    Se poi volete dire che imprenditori, magistrati, avvocati, fillus de ba….a e altri si conoscono tutti negli ambienti della massoneria e fanno e disfano come vogliono allora è un altro paio di maniche (ma come è noto non propendono per la sinistra, pur essendoci qualche… sinistrato).
    Sono un tifoso del Cagliari, ma se Cellino ha sbagliato e vuole farsi le regole (tra cui non pagare l’affitto dello stadio S.Elia) non ci stò, perchè altrimenti dovrei essere d’accordo con tutti i furbi di questo paese che si inventano i diritti passando sopra quelli degli altri….quelli che in questo articolo poco lungimirante vengono definiti fighetti.
    A si biri piccioccus e intanti mi tengu su baveru arziàu!…..ah no scusaimi….ma il teatro non era in passivo di “qualche euro”…prima che ci arrivasse Zeddaman???

    p.s.: ci si dimentica che i veri fighetti sono coloro che escono agghindati, abbronzati da lampade e imbrattati di creme con le macchine di lusso e la spocchia che li soverchia…aria di berluscones…mera dinai ma pagu de si virai.

  21. anonimo says:

    Caro Antonio, la colpa del presidente Cellino non è né quella di essere popolare, né quella di essere popolano. E neppure siamo noi ad attribuirgli colpe. Sono stati i giudici che per due volte lo hanno condannato ed è per le due condanne passate in giudicato che il giudice Casula lo definisce in un certo modo nell’ordinanza.
    Oppure lei ritiene che il presidente di un club di calcio sia esentato dall’obbligo di rispettare le leggi?
    Ho letto nel sito del Cagliari Club frasi tipo “andiamo a rompere il culo a questi magistrati di merda”. Chi cura il sito non doveva neppure far apparire commenti del genere. Ma si sa che i tifosi cosiddetti ultras sono uno dei motori del sistema, vengono cinicamente sfruttati e allora vanno bene anche le minacce.
    Be’, si tratta di poveretti, evidentemente. Sono vittime. Ma rappresentano un mondo che esiste. E lei, caro Antonio, lo giustifica e in qualche modo lo sostiene. Ma non lo spiega perché dovrebbe ammettere che dietro c’è un truce disegno di sfruttamento di questi poveretti.
    Altro che puzza sotto il naso. Altro che radical chic e altro che fighetti. Un mondo del genere, così violento e primitivo, oltretutto avvallato da persone come lei, fa orrore. Se ne convinca. Il vero razzismo è nel suo bonario ammiccamento.
    La maggior parte delle persone non ne vuole sapere di violenze, di cellini e di stadi. La maggior parte sostiene la magistratura sapendo che non è una compagine di uomini perfetti ma sapendo che ci sono i gradi di giudizio e molte garanzie. E sa che con quelle garanzie l’attuale presidente è stato condannato due volte. Si informi e si guardi intorno. Vedrà che c’è una diffusa richiesta di legalità anche se qualcuno come lei sembra chiedere il contrario e vorrebbe un mondo dove vengano giudicati quelli che non vanno allo stadio con trombette e petardi.
    Cagliari non è spaccata in due, oppure, se lo è, si tratta si due parti: una grande parte di gente normale e una piccola parte di ossessionati da un pallone che, come si sa, non porta bene a nessuno. E se la sua vita, caro Antonio, ruota intorno al Cagliari calcio allora, a costo di essere considerato da quelli come lei un fighetto, non la invidio. Buona giornata.

    • De Ghisciu says:

      Questo anonimo conosce molto bene la realtà cagliaritana. Davvero molto bene.

    • L’anonimo ha ragione. Preoccupa che ci sia tanta gente che giustifica qualunque cosa, in nome del calcio e di certi personaggi che sguazzano in quel mondo. Lo dico io che amo il calcio, frequento il Cagliari da quando avevo 3 anni (avete letto bene: 3 anni; ho foto che lo documentano), seguo con piacere la squadra ma, non per questo, sono disposto a tollerare palesi violazioni delle leggi vigenti. Chi ama davvero il calcio e il Cagliari, non può chiudere un occhio di fronte a certe porcherie. E’ legittimo chiedere uno stadio moderno e accogliente, un vero impianto dedicato al calcio (e non quel rudere del Sant’Elia, inadatto ma diventato un cumulo di macerie per colpa soprattutto della società rossoblù, che non ha rispettato il contratto liberamente sottoscritto). Ma la gente onesta vuole vedere uno stadio costruito nel rispetto di leggi e norme, senza speculazioni e pagamenti sottobanco, senza sotterfugi e furbate. Basta con questi espedienti! Non c’è bisogno di essere fighetti, o di avere la puzza sotto il naso, per dire queste cose. Basta il buonsenso.

      • De Ghisciu says:

        Siamo fermamente convinti che buonsenso sia lasciar cadere il bene comune in rovina e cercare di sfangarsela dando la colpa ad altri, anziché adoperarsi perché questo sia preservato. Così come è davvero un bel modo di fare il sindaco pensare che poiché a Zedda del calcio non gliene frega niente non gliene deve fregare niente neppure a tutti i Cagliaritani. Siamo sicuri che la Corte dei Conti non avrà nulla da obiettare.

    • Antonio says:

      Solita arroganza, solita paternale, solito atteggiamento ex cathedra, sprezzante e bigotto. Sì, uffff!, va bene!, mi guarderò intorno, imparerò molto, ma molto-molto-molto da Lei e da quelli come Lei, cercherò di non far ruotare la mia vita intorno al Cagliari (se lo dice Sua Eccellenza che è così, sarà così!), mi presenterò al Palazzo di GIUSTIZIA a chieder scusa ai magistrati (che non ho mai offeso peraltro), mi informerò, mi guarderò intorno, uscirò dalla caverna dove abitiamo noi poveretti tifosi del Cagliari, mi iscriverò a tutte le associazioni ambientaliste del mondo così contribuirò ad evitare altri scempi come quello di Is Arenas.
      Mi sa che mi riscriverò a scuola, partendo dalla materna.
      Farò tutto questo, glielo gggiuro!
      Ma per favore, da oggi in poi mi faccia la grazia di ignorarmi, Ella così colto e intelligente.
      Mi lasci perdere, và!

      • anonimo says:

        Antonio, sei in minoranza. E poi te la sei cercata. Sei tu che hai scritto:” a tutti i responsabili di questa situazione vergognosa e a tutti coloro che ne godono: se c’è un Dio, che vi maledica!”.
        Oppure scherzavi?
        Dimmi che scherzavi, ti prego.
        Sennò faresti bene a mantenere la promessa di studiare e informarti.

        • Antonio says:

          Solo in questo blog sono in minoranza, forse.
          Ma poi a quelli come Ella non stanno a cuore le minoranze?
          Addio

        • De Ghisciu says:

          Questo anonimo, oltre a conoscere molto bene la realtà cagliaritana, ha letto molto bene anche questo blog. Sicuramente ha consultato gli ultimi sondaggi clandestini, che danno il partitino a cui di certo fa riferimento al 3,5%, praticamente il vecchio PRI. E oggi con la pubblicazione da parte di Panorama della foto di un povero acchiappanuvole che doveva diventare premier a cena con la giudice che poi l’ha assolto da un’accusa di abuso d’ufficio, sprofonderà ancor di più nel guano. W Gigi Riva, W Cellino, abbasso Zedda e SEL!!! E soprattutto FORZA CAGLIARI SEMPRE!!! Salvarì, o anonimo!

          • Casu axedu says:

            La stessa De Felice, ne mesi scorsi, quando le venne assegnato il processo Vendola, aveva segnalato ai suoi superiori di aver partecipato ad alcune cene con la sorella del governatore, Patrizia, ma che la loro non era un’amicizia, bensì una semplice conoscenza. Il capo dei gip di Bari, Antonio Diella, a cui lei si era rivolta, non ritenne di intervenire chiedendole di astenersi nel giudizio.”

  22. la riflessione says:

    Se Cagliari e il Cagliri calcio sono senza stadio la responsabilità è solo di Cellino. Certo, questa verità non piace sentirsela dire…, si è lobotomizzati dal calcio, non si ragiona, non si capisce più nulla quando si parla di calcio. Analizziamo il merito della vicenda e piantomola con la propaganda idiota, con gli slogan e la retorica.
    Cellino ha distrutto il Sant’Elia. Non pagava il canone d’affitto e non ha provveduto alla manutenzione ordinaria e straordinaria, come pure la convenzione lo obbligava. E bene ha fatto Zedda a buttarlo fuori. Cellino non è al di sopra della legge. Per Is Arenas : lì non si poteva costruire, punto e basta. Tanto meno si potevano utilizzare fondi pubblici, cioè soldi di tutti, per costruire uno stadio a Cellino, il quale doveva pagarselo tutto da solo. La gente prima di parlare dovrebbe informarsi. E ragionare con il cervello, non con un pallone da calcio, che è solo gonfio di aria e non di neuroni….

    • Kalymer says:

      Cellino certamente ha contribuito al degrado del Sant’Elia, ma bisogna ricordare che lo stadio è stato dichiarato inagibile in tre settori nel 2002 ,chi conosce la precedente convenzione ? …il problema per i mancati pagamenti in gran parte relativi alle precedenti gestioni, se non sbaglio sono stati risolti con il pignoramento dei diritti tv. Zedda non ha responsabilità dirette sul S’Elia , ma come Cellino è stato costretto a onorare i debiti compresi quelli ereditati ,anche Zedda ha il dovere e l’obbligo di risolvere i problemi ereditati dai suoi predecessori. Vorrei aggiungere che se le mancate manutenzioni della Cagliari Calcio hanno portato in rovina il S’Elia, Zedda ha il dovere di chiedere i danni.

  23. spessotto says:

    Parlo da cittadino e non da sociologo, anche perchè non lo sono e non ho mai avuto la pretesa di esserlo. Più che le tifoserie violente sono terribili le persone violente e razziste. Vado in curva da più di 25 anni e ti confermo che il razzismo è presente tra alcuni elementi ma pensare che ci sia un gruppo compatto che fa del razzismo il suo credo…bè…questo mi sembra abbastanza improbabile. Purtroppo una certa intolleranza verso alcune etnie è presente in questa città e faremmo un errore a pensare che sia confinata alle persone incolte o ai cosiddetti “gaggi di periferia”. In passato ho lavorato in un’edicola di un ricco quartiere cittadino e ti assicuro che i discorsi razzisti si sprecavano anche tra alcuni clienti molti dei quali erano professionisti. Quanto al rispetto delle regole sono pienamente d’accordo. Da tifosissimo del Cagliari non ho problemi a dire che la magistratura sta facendo il suo lavoro e se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. Questo però non giustifica la passività della giunta comunale. Ci siamo liberati di un centrodestra colpevole di immobilismo ed ora Zedda ha il dovere di dare una risposta a tutti i cittadini cagliaritani che chiedono uno stadio decente per poter ospitare partite di calcio, concerti, raduni ecc.

  24. Antonio says:

    Ancora una volta, con molta probabilità, verremo privati del piacere di tifare per il nostro amato Cagliari. Invito tutti i tifosi di buona volontà a recarsi a Is Arenas per far sentire ai ragazzi il nostro sostegno fuori dalle mura.
    A tutti i responsabili di questa situazione vergognosa e a tutti coloro che ne godono: se c’è un Dio, che vi maledica!

    • VISTO CHE IN ITALIA CI SONO STADI PEGGIORI DEL NUOVO IS ARENAS E LO DICO DA MESI E NON HO BISOGNO DEI CONSIGLI DEL SIGNOR ZAZZARONI, E VISTO CHE SONO ABBONATO IN CURVA SUD DA MOLTI ANNI ,MA NON SONO ABILITATO AD ENTRARE,SICURAMENTE NON SONO NE ANCHE ABILITATO A VOTARE DOMENICA PROSSIMA .

      • Monica says:

        Modo sbagliato. A loro non gliene può fregare di meno se a votare non ci va nessuno. Anzi, meglio: decideranno parenti e fedellissimi dei politici. Le elezioni sono valide anche se va una sola persona a votare. Non esiste un quorum

        • cara monica, sicuramente hai ragione ma non ci riesco piu’a dare il mio voto e la mia fiducia a questa gente che usa la severita’ nei confronti del cagliari e dei suoi tifosi l’ultima perla di oggi si gioca a porte chiuse e noi abbonati ancora una volata a casa perche’?

    • anonimo says:

      Indirizzi, caro Antonio, le sue maledizioni agli affaristi e, magari, a chi ah commesso illegittimità gravi come sembra affiorare. Non sarà un violento gruppuscolo, né povero né emnargianato, ma violento e aggressivo a fermare la legge. E cambi i suoi maestri di pensiero. Non valgono granché.

  25. stanislao says:

    maledetto il momento in cui la sinistra vince le elezioni….

  26. Le risposte di questo post hanno toccato punte di incomprensione mai viste. Eppure il discorso era semplice. La critica non verte sul merito, sulla percezione di cosa è giusto o sbagliato. O sull’affermazione di cosa è giusto o sbagliato. Il pallino rosso di Sel è appiccicato a quello del tenutario.
    La critica riguarda il metodo.
    Anche secondo me non ci si deve porre in modo didattico. Sennò si finisce per dire le stesse cose di Monti, che pensa “i politici sono uomini che guidano altri uomini”.
    Per me i politici sono uomini che rappresentano altri uomini.
    E il Sindaco rappresenta tutti i cittadini, assieme a tutte le loro contraddizioni. Da questo punto di vista non ci sono “persone che hanno capito” e “persone che devono ancora capire”. Ci sono solo persone che hanno interessi diversi. Devono essere rispettati tutti, e poi si cerca una mediazione, nei limiti del possibile e della convenienza collettiva.
    E qui centra anche il difetto di comunicazione. Perché se questa fosse valida si discuterebbe meno di metodo e più di merito. Sarebbe già un bel passo in avanti.

    Anche io sono sempre stato vicinissimo alle posizioni di Sel (il pallino lo conferma). Tante volte ho pensato di iscrivermi. Poi ho lasciato perdere perché mi sembrava più un atto di autoaffermazione che uno di impegno civile. Tutte le iniziative mi trovavano d’accordo, tutte belle persone, tutti principi condivisibili. Era un pacchetto già bello confezionato su di me. Mi immaginavo le conversazioni:
    “bellissima iniziativa, sono completamente d’accordo”
    “anche le iniziative in programma sono tutte bellissime”
    “ottimo discorso, molto incisivo, sono pienamente d’accordo”
    “è un’ottima idea puntare su questo”
    “uuh che carina quella ragazza! cosa ne pensa dell’amore libero?”

    Scusatemi sto divagando.
    Il punto è che mi sarei sentito in paradiso, così, di punto in bianco, assieme ad una cerchia ristretta di beati.
    Io in paradiso ci voglio arrivare, per passando prima dall’inferno e poi dal purgatorio. Ci vorrà del tempo ma volete mettere la soddisfazione, quando ci arrivo? E nel farlo cerco anche di trascinare con me tutti i “dannati”, che non sono una cerchia ristretta: sono milioni e milioni.

    Ogni aiuto è ben gradito.

  27. New Entry says:

    Così come l’anonimato non pregiudica la bontà di un pensiero espresso, spero che davvero non si voglia alimentare la stupida rivalità fra chi “è” studiato e chi no, l’ennesima rivalità da strumentalizzare, le ennesime tifoserie da fomentare al di la dei reali contenuti. C’è già tanta TV spazzatura che fa ciò.

    Dopo di che i problemi sono tanti, non facili da risolvere in cinque minuti (e se non verranno risolti avremo modo e tempo di capire il perchè e criticare), credo sia normale che chi ha meno strumenti critici abbia quanto meno meno pazienza.
    Anche se poi mi viene il dubbio su chi stia dimostrando di avere meno strumenti critici, viste certe reazioni scomposte non si capisce bene a cosa.

  28. Scrivono due intervenuti nel blog che:
    “dobbiamo avere l’umiltà, mi ci metto anch’io, di chinarci ad ascoltare, piuttosto che pretendere che siano gli altri ad arrivare a noi” e che “la gente ha bisogno di cose molto meno ‘nobili’, oltre che di parole semplici”.
    Un esempio perfetto di razzismo. Al mondo dei semplici dobbiamo dare cose meno nobili di un film, dire parole, appunto, semplici e dobbiamo (questo è il colmo e rivela un complesso di superiorità notevole) addirittura “chinarci” ad ascoltare.
    Quindi, secondo Monica e Lino Grill, loro, come San Martino, devono dare un lembo del mantello al povero ed esprimere concetti elementari perché il buon selvaggio li capisca.
    Una visone del mondo da crocerossini. Però devono essere due generosi che ogni tanto dispensano alla plebe qualche loro perlina. Grazie.

    • Monica says:

      Strano, sono sempre stata convinta che ascoltare quello che hanno da dire anche le persone con cui non sono d’accordo e cercare di parlare agli altri in maniera tale che capiscano fosse tutto tranne che razzista. Io continuerò con il mio presunto ( da parte tua), razzismo. Tu continua pure a pensare che ergersi in cattedra e pretendere che gli altri capiscano senza spiegare nulla invece sia un segno di vicinanza alla popolazione. Pace e bene

  29. Lino Grill says:

    Vito…quanto è vera e giusta la tua analisi!!!! Ma non credo sia un problema ‘recente’…da qualche decennio ormai il ‘popolo bue’ è lasciato in pasto alla destra che lo foraggia di ‘paure’ e di voti di scambio… a sinsitra si continua a proporre il cineforum di nanni moretti, ma la gente ha bisogno di cose molto meno ‘nobili’, oltre che di parole semplici.

  30. Monica says:

    Sinceramente non capisco perché ci sia gente che prende l’articolo di Vito come attacco personale e anziché spiegare le proprie motivazioni, lo attacca con astio. Le situazione che Vito descrive, è ben visibile a tutti. Da una parte ci sono i vincitori delle elezioni che hanno portato Zedda alla poltrona di Sindaco di cagliari, e dall’altra ci sono quelli che Zedda non l’hanno votato, oppure che lo hanno votato ma solo perché votare a destra gli faceva schifo, e che si sentono tagliati fuori. Non si discute del fatto che sia vero o meno, ma si sentono tagliati fuori e, quando si governa una città, la si deve governare ascoltando anche le persone che non la pensano come noi. Se si va in giro per Cagliari, di gente che pensa che i soldi per le piste ciclabili, quelli per dare una sistemazione ai Rom e quelli che credono siano stati dati per il Gay Pride ( e non ne sono stati dati, ma loro non lo sanno), siano stati tolti a tutti gli altri. Molte di queste persone sono ignoranti, con poca cultura, sono persone che devono fare i conti con la sopravvivenza e che sono state convinte da certi politici che per vincere parlano alla pancia della gente, che i loro diritti siano stati scippati da minoranze radical chic: ciclisti, gay e amici dei Rom. Anche essere gay viene ritenuto radical chic e, verosimilmente, il definirli caghinerisi è un tentativo di riportarli allo stesso livello delle persone che cercano di offenderli, un toglierli dal piedistallo. Tutto questo sappiamo non essere vero, ma girarsi di spalle facendo gli scandalizzati davanti a parole omofobe senza cercare di capire come si è arrivati a tanto e fare spallucce pensando che con certa gente sia meglio non averci a che fare, senza cercare di capire le motivazioni che possono avere portato a questo, sa tanto di supponenza. E’ vero, la cultura è una cosa meravigliosa, ma se non si ha un lavoro, si è analfabeti, si vive di espedienti, si passa la giornata a cercare di cucire il pranzo con la cena, vedere che all’apparenza si pensa prima al superfluo e i problemi più importanti vengono tralasciati, capisco possa dare fastidio. Dal mio punto di vista Zedda ha fatto sicuramente molto di più di quello che ha fatto il precedente sindaco, probabilmente però si è dimenticato di comunicare in maniera adeguata sia le cose che ha fatto, sia quelle che attualmente sta facendo e che farà. Manca la comunicazione elementare, quella che probabilmente farebbe sentire le persone che attualmente cercano di attirare l’attenzione mettendo in evidenza la propria parte più becera, razzista, intollerante e omofoba, facente parte a pieno titolo dei progetti che interessano la città. Capisco sia una cosa difficile, anche io ho difficoltà a dialogare con quel tipo di persone, ma io non sono obbligata a farlo, perché non amministro una città. E’ dovere invece di chi amministra dialogare con tutti, anche con le persone peggiori, nel tentativo di cercare, informandole adeguatamente, di far loro cambiare idea. Dobbiamo avere l’umiltà, mi ci metto anch’io, di chinarci ad ascoltare, piuttosto che pretendere che siano gli altri ad arrivare a noi.

    • Casu axedu says:

      Giusto perchè con questa storia avete letteralmente scassato i cabasisi, vi informo che, in una occasione pubblica, l’assessore Coni ha comunicato che per la realizzazione dei percorsi ciclabili sono stati spesi, allo stato attuale, 11mila euro. Ripeto 11mila euro. Se per 11mila euro ci dovete ancorara martoriare allora ricordatevi cosa fece dei soldi la precedente giunta: vi basta pensare a Ken e Barbie o all’agile libretto Gala Teo… Per cortesia discutiamo su tutto, sul metodo, sui bisogni e sulla mancata comunicazione ma basta con questa storia delle piste ciclabili.

      • De Ghisciu says:

        I cagliaritani sono sempre stati perplessi per il costo delle piste ciclabili, e non perché sono completamente inutili.

      • Monica says:

        Io lo so, non è me che dovete convincere. Ho solo riportato quello che ho sentito in giro.

  31. Antonio says:

    Col permesso di tutti i frequentatori di questo blog felici per la tristissima fine che rischia di fare il CAGLIARI a causa della mancanza di un suo stadio, riporto quanto ha scritto il noto giornalista sportivo Ivan Zazzaroni su Twitter.
    “Oggi è Cagliari. Domani sará Palermo o la mia Bologna o Brescia. E cosí anche la domenica la passeremo davanti alla tv a guardare gli altri”.
    “Esiste un politico anche non sardo disposto a darsi da fare per garantire 2 ore di svago nel loro stadio ai cagliaritani o prevale la paura?”.
    Segue l’invito ai tifosi del Cagliari: “Si presentino allo stadio con una scritta sulla maglia: Io sono agibile? Ho pagato e sto ancora pagando”.
    E’ incredibile, si preoccupano di questa vergognosa situazione più in Continente (da settimane ne parlano diverse radio nazionali, non solo sportive) che qui in Sardegna.
    Resto sempre più convinto di un fatto, e non mi riferisco solo a questa vicenda: abbiamo davvero le istituzioni che ci meritiamo.

    • Giovanni Serreli says:

      Non penso ci siano sardi felici della situazione: seguo il Cagliari assiduamente da quando avevo 6 anni. Ma è necessario, prima di ogni analisi, porsi una domanda: a chi si deve addebitare il degrado dello stadio Sant’Elia (costruito con soldi pubblici negli anni ’60 e rimesso a nuovo, sempre con soldi pubblici, per il 1990)? Chi è che non ha fatto le manutenzioni dovute? Chi è che ha continuato a incassare (giustamente peraltro) gli introiti pubblicitari?
      O pensiamo ancora che qualcuno debba guadagnare (vedi pubblicità, introiti vari) e alla pubblica amministrazione debbano restare le rogne e le spese? E poi, magari, ci lamentiamo delle troppe tasse….
      Leggiamoci il contratto che vitobiolchini aveva messo in rete qualche tempo fa.
      Per ogni effetto c’è una causa e se oggi la soluzione è difficile da trovare il motivo va cercato nella spudorata speculazione politica che alcuni individui hanno provato a fare della vicenda. E anche nello scarso rispetto delle norme e delle istituzioni…

      • kalymer says:

        Ok, di che è la colpa?…dobbiamo fermarci a capire chi sono stati i responsabili, prima di intervenire?…e allora quando li risolviamo questi problemi?…Cellino doveva dei soldi? ok tre milioni e mezzo pignorati…Siamo certi che il degrado del S’Elia sia imputtabile a Cellino?…bene chiediamo un risarcimento….ma risolviamo il problema stadio. O dobbiamo far affondare il Cagliari perchè Cellino non ci piace?

    • Casu axedu says:

      Zazzaroni: Mourinho, sempre sia lodato, fosse stato ancora in Italia (e ci sarebbe servito per rivoluzionare il corto circuito, persistente, calcio-informazione) lo avrebbe definito. P.I. Prostituta Intellettuale.
      Facile parlare quando non si rischia niente del proprio patrimonio.
      Statevene a casa e chiedete il rimborso dell’abbonamento, se non l’avete già fatto per le partite a cui non avete partecipato, alla Cagliari Calcio S.p.a.

  32. Menefischio says:

    Eia!!!!
    Sono d’accordo con te, in questa città per troppo tempo i poveri sono stati presi in giro, e nessuno dovrebbe ridere dei personaggi della cagliari popolana:
    No agli scketch di Grondaglia styles! no ai personaggi caricature dei quartieri popolari, no a sign. Armandino!
    No pigheisi po su culu su casteddaiu ignoranti!!!

    Non si deve più vivere delle vocine dei personaggi dei quartieri popolari o farci sopra trasmissioni radiofoniche.
    “Perchè dopo le risate, cosa resta?”…gli ascolti e gli incassi della pubblicità!!

    Niente Grondaglia, niente Armandino = nessuno equivoco (di destra o di sinistra)
    Gli ascoltatori di Buongiorno Cagliari se ne faranno una ragione.
    Tagazz, boh???!!

    • Armandino è un personaggio di fantasia, nel video ci sono voci vere di persone vere. Te ne farai mai una ragione?

      • Menefischio says:

        Infatti Armandino e’ la parodia di personaggi che a Cagliari non esistono, giusto?….Questo e’ il segreto del loro successo: che si vede che abitano a Generuxi, o a Monte Urpini….spopolano per questo! Eiiaa!!!

        • Neo Anderthal says:

          Ma Armandino è un popolano -e un “uomo di mano”- tutt’altro che ignorante, lo hai ascoltato-asclotoat bene?
          In scienze esoteriche e mitologia fairi ses a zero a tottusu!

        • Cristina says:

          Concordo con Menefischio.

    • Qui c’è troppa confusione. Si confonde il popolare con il popolaresco, le tradizioni con la sociologia, l’antropologia con la storia e via e via. La sinistra dovrebbe sforzarsi di parlate “alto” rivolgendosi a tutti (questo è il senso di popolare) e utilizzare gli strumenti linguistici adatti, per convincere, persuadere, spiegare ciò che pensa e cosa vorrebbe fare. Cinquant’anni di regime democristiano, vent’anni di regime berlusconiano, passando per Craxi e corte dei miracoli, hanno prodotto un danno tanto immane che i primi ad esserne contagiati e cambiati sono stati proprio il modo di pensare e il modo di agire della sinistra. Per il “popolo” ci aveva già pensato il fascismo. E di fronte a questa montagna da spianare ed abbattere nessuno ha le idee chiare. E’ chiaro solo il dato temporale: serviranno generazioni. E serviranno tutte le formichine che giorno per giorno lavoreranno per preparare la risalita, nelle scuole, nei posti di lavoro, nelle istituzioni, nelle famiglie, in piazza o nei vicoli, nei teatri, nelle feste, nei quartieri o nei campi di calcio. Quello che a noi sembrava un inizio di riscossa si è in breve trasformato nella sosta sonnacchiosa e annoiata di quattro amici al bar.Che non parlano più di lotta fra le classi ma solo di come zittire gli antipatici artisti.

  33. Pingback: Un esame di coscienza. - Loc-Nar

  34. Dolcino says:

    C’è qualcosa di vero in questo articolo ma di molto confuso: anche i giornalisti dovrebbero fare qualche bel corso di formazione per capire quali sono le variabili dipendenti e quelle indipendenti dei fenomeni sociali.
    Il problema della sinistra non è quello che non riesce più a comunicare più alle classi sociali meno abbienti, non riesce a comunicare punto. E per il semplice fatto che non ha più vision e non ha più una mission (che è invece è stato il punto di forza della destra in questi anni).
    Il resto dell’articolo mi sembra veramente opinabile: sono figlio di persone con licenzia media a cui è stato insegnato che è importante studiare, leggere libri, tollerare gli altri e come me tantissimi altri. E non sono nè di sel, nè faccio politica e voterò GRILLO 🙂

  35. Fissazione e paranoie? Quando mai si mettono in discussione diritti civili, ambiente, ecc. Leggo l’articolo di Angela ed altri commenti, fra cui quelli del mio caro amico Antonello, suggerisco a tutti noi di evitare l’avvitarsi sui personalismi e le dietrologie. Penso che ci sia una grande verità in ciò che scrive Vito. Quello che non si capisce invece è del perche’, se la percezione dell’essere “fescion” è di tanti, non risolvere o confutare con l’argomentazioni. Tutt’altro del chiudersi in difesa nel fortino, che poi finisce per essere un Fort Apache, con da una parte che accusa di interessi non ben precisati dall’altra si chiede conto di professioni, incarichi e lavori, dove, chi sei. Abbiamo, chi ha commentato e chi scrive, sostenuto l’attuale amministrazione e lavorato da decenni per avere questa opportunità diamoci TUTTI UNA CALMATA. LE ELEZIONI FINISCONO E POI NE’ PARLIAMO.

    • De Ghisciu says:

      Raccogliamo l’invito dell’ex presidente Carboni. Perché siamo sicuri che dopo le elezioni i consiglieri del PD recupereranno l’orgoglio di uomini di sinistra, non disposti a subire politiche di destra che tali pretendono di non essere solo per il marchietto SEL, ma soprattutto di Cagliaritani, non più disposti a lasciare che un insulso e incapace sindaco renda la città che amano sempre più un posto dal quale emigrare. Quindi daranno un aut aut a Zedda: premesso che non sei adeguato a fare il sindaco di Cagliari se non per puro ruolo di rappresentanza, ricambia la squadra degli amministratori con persone capaci e preparate, limitati a firmare ciò che pensi non rischi di farti finire in galera, oppure salti la porta e si va ad elezioni anticipate. Ne sono assolutamente sicuro, ma davvero!

  36. Peppino says:

    A leggere i commenti fin qui postati mi vengono spontanee alcune considerazioni. Uno. Parecchi fra coloro che scrivono non sanno leggere o, ancora peggio, considerano superfluo quello che leggono perchè si sentono obbligati dalla Storia a dire la loro, a prescindere.
    Due. Se si parla di linguaggi, segni, modi e nodi di comunicazione considerano l’argomento troppo astratto e neanche lo prendono in considerazione. Tre. Si esaltano sono di fronte a temi come l’omofobia, probabilmente perchè da essi ritenuto argomento mooolto politically correct e mooooltissimo politically chic, ma non ne colgono la profondità. Quattro. Si sentono depositari della Verità che non conosce incertezze o dubbi, e considerano perciò la città divisa tra la loro integerrima elite di “pensatori dell’aperitivo”, superbamente azzimati nella loro divisa sanfedista, e la vasta schiera dei “descamisados” bevitori di birrette e scioppini.
    Può darsi che ci siano arrivati ieri o il giorno prima, a decidere di “uccidere il padre” e così allontanare da sè tutto il ciarpame borghese che li ha nutriti fin dalla nascita. Ma non sanno e non capiscono che la strada è lunga e faticosa, che il mondo è molto più complicato di quello che possano pensare, e che molte e complicate sono le strade che portano anche solo a vederli i problemi. Per capirli e cercare di risolverli servono non solo gli anni e il contributo di tutti, ma anche e soprattutto un diverso atteggiamento.

  37. E intanto questo post ispira anche la nascita di una pagina facebook!
    http://www.facebook.com/LultratifosoTifoECivilta/info
    🙂 🙂

  38. De Ghisciu says:

    E’ sicuramente casuale l’apparizione di una serie di ultimi post, da quello di Anzeledda che, a leggere il suo blog, in genere sfracassa le palle al suo uditorio col suo fidanzato i suoi gatti e amenità varie, allo sproloquio di Peppa, all’immancabile tirata pro-Zedda di Giuseppe Cojana. Quando arrivano gli intellettuali “de SEL” quasi quasi rimpiangiamo Gabriele Ainis, e non sto scherzando. W MASSIMO CELLINO!!!!!!!!!!!!!!!!! AVETE ROTTO!!!!!!!!!!!

  39. E curioso notare come l’interpretazione di Biolchini di quella che sarebbe la percezione da parte delle classi popolari dell’omosessualità vista come un fenomeno delle classi agiate o addirittura dei fighetti non si discosti molto dall’idea di ogni totalitarismo fascista o comunista, che ha sempre visto l’omosessualità come una manifestazione delle decadenti classi aristocratiche o delle pervertite élite intellettuali. L’omosessualità è qualcosa che riguarda sempre gli altri, mica i ruspanti e normali esponenti del popolo.
    Considerato il recente avvicinarsi al sentire “della gente comune” che secondo il Biolchini degli ultimi tempi si esprimerebbe, “con buona pace degli accademici della crusca” con il più becero e triviale gergo cagliaritano, in futuro magari intercalato da monosillabi, rutti e scoregge, non sorprende una giustificazione dell’uso di un termine come “caghino” . Del resto è in atto un curioso mutazione del linguaggio da parte degli esponenti della autoproclamata élite culturale cagliaritana, che sembra aver fatto proprio un linguaggio triaviale gergale del più becero e sboccato vocabolario cagliaritano. E lo ostentano nei loro post internettiani con orgoglio. Fateci caso, è in atto la loro riconfigurazione. Dopo aver tentato negli anni passati con l’indolenza e la pigrizia caratteristica dei figli di papà di provincia di darsi una qualche collocazione culturale, hanno gettato la spugna. Troppo faticoso studiare, imparare, viaggiare, confrontarsi con ciò che viene dall’esterno e mettersi alla pari senza rete di protezione. E anche qui in città incominciavano a non calcolarseli più nessuno. Figuriamoci spostarsi, andare dove le cose succedono, mettersi in gioco, tentare di farsi prendere in considerazione oltre il campidano.
    Dopo aver scimmiottato tutto lo scimmiottabile, dal punto di vista letterario, teatrale, culturale dopo aver ridicolmente amicato a tutto ciò che d’oltre Tirreno sembrava fighetto, gli impareggiabili esponenti della nostra élite intellettuale hanno tirato i remi in barca, e per la loro collocazione nell’etá matura hanno avuto un’ idea, secondo loro originalissima: si sono riappropriati del “linguaggio del popolo”! E che linguaggio! Su internet , sulle emittenti locali , negli articoli dell’unione é ormai tutto un profluvio di un patois italo cagliaritano, intercalato da espressioni di un linguaggio basso quando non volgare finalizzato a suscitare la risata facile. E il sardo delle classi popolari, perbacco, adeguatevi! ci dicono i nostri, neo convertiti al sardo stile Lapola, con la presunzione di farci credere nella loro inarrivabile versatile capacità di “decodificare” il mondo utilizzando tutti i registri verbali che la lingua ha messo loro a disposizione. Il sardo del pensiero a livello zero, buono per una serata ad alto tasso alcolico passata in un ristorante della Marina, ma che portato su internet è a dir poco imbarazzante.

    Caro Biolchini, I gay fanno parte della città popolare, sono la città che molto infelicemente definisce , per ben due volte, “normale”. Tutta l’Europa civile ha emanato leggi fondamentali per i gay e ha cercato di porre la parola fine alle discriminazioni, con pronti interventi da parte dei suoi leader ogni volta che la dignità dei gay veniva offesa dal deficiente di turno. Con buona pace dei “ceti popolari” che, qualunque cosa significhi questa parola, esistono ovunque e non sono, vorrei informarla una specialità locale cagliaritana DOC. E la sorprenderò, caro Biolchini, rivelandole che all’interno delle classi popolari c’è una percentuale di gay uguale a quella di ogni altra classe. E infine, si tenga forte: si può essere una famiglia gay e non avere nemmeno il diritto di sognarla una di quelle fatiscenti case popolari, a meno di non esserci nati. Semplicemente perché i gay non esistono per il welfare italiano. Nemmeno alla “voce omosessuali” e tantomeno “caghineri”.
    Il sardo manca di un termine non basso per definire l’omosessualità così come manca di termini che non siano mutuati dall’italiano per parlare di omofobia, razzismo e intolleranza. Questo non significa che, in quanto sardo-parlanti, dobbiamo fingere che non esista l’omofobia il razzismo e l’intolleranza. In sardo non esiste nemmeno il termine contributi regionali per la lingua sarda, contributi alle radio e all’editoria, contributi per lo spettacolo, ma questo non impedisce di farne richiesta senza scomodare il vocabolario più volgare.
    Vada in giro per Sant’Elia a chiedere come la pensano a proposito della costruzione di una moschea a Cagliari, da lei auspicata in uno suoi tuoi post, e poi vada a decodificare gli insulti al suo esotico, omofobo, intollerante, sessista e inquisito amico convertito all’islam del quale ha ospitato gli interventi tempo fa.
    E triste vedere come la lingua sarda o il suo scimmiotamento ignorante sia usata come rifugio da persone che hanno cercato di cavalcare un po’ tutto ciò che ideologicamente e culturalmente si poteva cavalcare e sono state disarcionate puntualmente. Mi rattrista che quando non si ha più nulla da dire, non si è capaci di farsi entusiasmare da ciò che succede appena oltre il proprio naso, finendo per essere ridicolmente autoreferenziali, si strumentalizzino le tradizioni e ci si ritiri nell’ultima spiaggia della riscoperta del sardo popolare e gergale che finisce per essere un abbassamento pauroso del livello del dibattito culturale. Con degli interventi che hanno con gli intercalari, itta cazzu e cuddu cunnu giusto di calcio e caghinerisi si può parlare. Ma se questo è il linguaggio che vogliamo utilizzare almeno si ambisca all’umorismo inoffensivo dei Lapola.
    Quando lei é andato, dietro al codazzo del sindaco, al gay pride del poetto non sembrava preoccupato della lacerazione tra radical chic e classi popolari nella quali si divide Cagliari ( a proposito , lei a quale fazione appartiene?)
    Per concludere, un insulto omofobo va interpretato soltanto per quello che è, ossia violenza nei confronti di altre persone che al momento attuale in Italia sono meno tutelate di altre. Se le va le chiami minoranze, io li chiamo cittadini. Un insulto omofobo per lei può essere segno della sofferenza delle classi popolari ( del resto assai considerate dalle precedenti giunte…) l’equivalente di un affettuoso buffetto oppure il postumo di una cattiva digestione, ma per il resto del mondo civile, fighetto e non, è un atto finalizzato a disumanizzare il suo destinatario e apre le porte alla violenza fisica della quale, se malauguratamente dovesse esserci un seguito a Cagliari, saranno responsabili morali gli autori degli insulti e tutte le persone che li giustificano, lei compreso.
    Peppa

    • Il messaggio è inspiegabilmente arrivato privo di tutti gli apostrofi, me ne scuso e spero che ciò non ne pregiudichi la leggibilità.

      • Anonimo says:

        Non è che non si capisca.. è che sembra evidente che tu non abbia capito molto.

      • muttly says:

        Peppa io ho visto la prima coppia omosessuale trenta anni fa alla fiera di Cagliari, a parte la mia cusiosità di bambino che non capiva l’atteggiamento di una persona della coppia non mi ricordo nessuna offesa sberleffo o mancanza di rispetto di chi camminava abbracciata in mezzo ad una “manifestazione” popolare. Che si possa migliorare sempre, nel rispetto di qualsiasi elemento della società è un dato che prendiamo per acquisito, ma non mi sembra che a Cagliari ci siano azioni contro persone omosessuali, se si va a cercare in siti specializzati si scopre anche che la particolare accoglienza sarda non viene meno anche in riguardo delle coppie omosessuali, basta chiedere alle coppie (spesso di lingua non italiana) che si trovano spessissimo in primavera e in estate in città.

  40. spessotto says:

    Il danno di questa città è che continua ad essere governata in prevalenza da una borghesia che non sa vedere oltre il proprio naso. Parte di questa borghesia si identifica da un punto di vista elettorale con il centrodestra, un’altra parte con il centrosinistra. Con le vecchie giunte fu il trionfo della borghesia degli affari e soprattutto degli intrallazzi. In questo caso le classi popolari erano una ricca riserva di voti da conquistare con misere regalie che facevano leva sulla disastrata situazione economica dei quartieri “difficili”. Con l’elezione di Zedda sembra si sia invece affermata la borghesia colta, quella che si vorrebbe illuminata, i cosiddetti intellettuali di sinistra. Questa giunta ci tiene a mettera in evidenza la diversità dalle precedenti. Una delle conseguenze è che le classi popolari ora vanno “educate”, bisogna liberarle da 20 anni di rozza “cultura” berlusconiana. Intenti se vogliamo nobili, anzi nobilissimi peccato però che la nostra classe politica locale si stia dimenticando che stiamo affrontando la più terribile crisi economica dalla guerra ad oggi e non si vede uno straccio di provvedimento che vada in direzione di alleviare questa situazione. Non basta risparmiare su alcune cose come il capodanno, il carnevale ecc. Sono necessarie politiche che vadano davvero incontro alle esigenze di tutti i cittadini. Penso ai problemi delle case, sia quelle che mancano che quelle che crollano (o quasi), penso alla necessità di formare ragazzi che oggi non studiano e non lavorano, penso alle politiche per l’infanzia e per la terza età e la lista sarebbe troppo lunga. Concretizzare alcune di queste cose significa parlare la stessa lingua del “popolo bue”, quello che in questa città, purtroppo, non ha mai contato un c..o. Perchè quando per tutta la tua vita ti sei scontrato con amministrazioni che se ne sono fottute del fatto che sei disoccupato, che hai la casa popolare che ti cade in testa, che non hai uno straccio di servizio funzionante allora te ne freghi di chi si ricorda di te solo per dirti che non è non è giusto chiamare “caghino” un omossessuale, che il calcio è uno sport volgare e che ora con le piste ciclabili Cagliari è una città più civile.

    • No, il calcio è bello. Sono terribili le tifoserie violente e razziste e chi le capeggia. Tutto qua. Inutile difenderle e distribuire etichette a chi schifa cori violenti e capipopolo. O è un bel fenomeno da coltivare, insieme al fastidio per le regole, i giudici? Ci illuminino i sociologi dei blog.

  41. Nicola Casu says:

    Il Comune di Cagliari credo che abbia investito su tutti i fronti, non solo quelli culturali. Ad esempio per natale ha organizzato un evento dedicato ai commercianti per il quale ha investito 20.000 euro in una grande campagna di promozione delle attività commerciali. Quali sono stati i risultati? Ci sono stati ritorni in termini economici?

  42. OH ANONIMO BASTA DIRE CHE NON TI PIACE IL CALCIO, E NON HAI NESSUN INTERESSE VERSO IL CAGLIARI , E POI NON TUTTI VANNO ALLO STADIO PER TIRARE PETARDI E INSULTARE, SI VA’ ALLO STADIO PER PASSIONE , MA TU FORSE QUESTO TERMINE NON LO CONOSCI,GENERALIZZARE COME FAI TU E FIGHETTO DEL CENTRO SINISTRA , UN ABBONATO DEL CAGLIARI.

  43. no quella delle bombole e’ una esclusiva di un ex assessore!

  44. Da quando in qua chiedere il rispetto della legge e delle regole è da fighetti? E da quando è da fighetti opporsi alla volgarità? E’ da fighetti leggere un libro, un giornale, informarsi, fottersene del Cagliari calcio e preoccuparsi dello stagno e dei fenicotteri che sono molto più importanti di Cagliari-Pescara? E’ radical chic (chissà cosa cacchio vuol dire) considerare una vera schifezza la dedica di una curva dello stadio agli Sconvolts? E’ radical chic affermare che chi se la prende con gli omosessuali è un ignorante buzzurro? Bisogna equipararsi a questi livelli bestiali per non essere considerato radical chic? Meglio, molto meglio, evidentemente, essere radical chic anche se non so bene cosa significa. Però so che è di moda e che tutti lo ripetono come pappagalli, così, tanto per dire.
    Non è necessario essere laureati o diplomati per giudicare male gli esseri antropomorfi che urlano insulti razzisti allo stadio. E’ sufficiente un modesto quoziente intellettivo e una normale educazione per capire quanta brutalità è contenuta in chi disprezza gli omosessuali e si vanta di essere un maschio, anche se, magari, sull’orlo della B.
    In tutti i casi si vede che i fighetti e i radical chic sono in aumento perché i poveretti che se la prendono con gli omosessuali e con i giudici, confondendoli, mentre considerano sacra la figura del presidente di una società di calcio perennemente sull’orlo della serie B (sarebbe uguale se fosse sull’orlo dello scudetto, ma questo “rischio” non esiste per il Cagliari), quei poveretti, dicevamo, sono un piccolo plotone disperato e per fortuna decisamente minoritario. Quando saranno estinti allora vorrà dire che le scuole funzionano, che le televisioni non trasmettono porcherie, che le famiglie hanno di nuovo un valore nell’educazione e che nessuno passerà più col rosso.
    Non mi ero mai reso conto di essere fighetto, né di essere radicale e, ancora meno, chic per il fatto che del calcio non me ne frega niente e che, invece, mi preoccupo dei tassi demoralizzanti di scolarizzazione della nostra deprimente città dove esiste ancora qualcuno che crede che lo stadio sia il perno della vita e il calcio il centro dell’esistenza.Vadano a quel paese le scuole, l’università, i tribunali e tutto il resto.
    Insomma, non mi offenderei se mi dessero del radical chic. Anzi, mi sono convinto, osservando e parlando con il gruppetto di persone davanti a Buoncammino, è un complimento. Mi offenderei, invece, se mi confondessere con un tifoso urlante che lancia petardi e insulta uno perché non è un puro sardo ariano o il colore diverso dal nostro tradizionale verde oliva.

    • muttly says:

      No as cumprendiu nudda

    • Kalymer says:

      L’invito al Sindaco è quella di guardare le esigenze anche delle classi popolari,e di non limitarsi a risposte come .”“Siete omofobi, andate ad acculturarvi nei teatri e nei musei”. I musei sono importanti, così i cinema , le scuole gli impianti sportivi,le biblioteche, gli stadi per il calcio, i parchi, il trasporto pubblico ,tutto ciò che risponde alle esigenze dei cittadini senza distinzione di scolarità, è importante. Lei sta nel torto, non perché è.contro le manifestazioni omofobe o perché è contro la violazione delle leggi, ma perché in risposta alle istanze delle classi popolari si pone un gradino al di sopra e prende le distanze senza curarsi delle difficoltà che incontrano queste persone.Definiamola “puzza sotto il naso”, per non definirla razzismo.

      • anonimo says:

        Caro Kalimer, lei persiste in un’idea ormai morta di “classi popolari” che esistono evidentemente nella sua testa ma non nella realtà e alle quali si deve parlare con gli infiniti, sennò non ti capiscono. La puzza sotto il naso e il razzisimo sono, evidentemente, un suo appannaggio. Lei userebbe in congiuntivi nel suo ambiente e “parole semplici” con gli Sconvolts. I miei complimenti per la sociologia fatta in casa.

    • Antonio says:

      Ti dico che cosa intendo io per radical-chic.
      Per me sono tali coloro che fondamentalmente disprezzano tutti coloro che non appartengono al loro genus antropologico-sociale-culturale.
      A me piace il calcio, io adoro il calcio, stimo per tanti aspetti (per altri molto meno) Massimo Cellino (ma non lo ritengo sacro, non diciamo scemenze!) e vorrei che il Cagliari avesse un suo stadio? Per te e per quelli come te sono un “buzzurro”, uno che si trova ad un “livello bestiale”, un “poveretto che fa parte di un plotone disperato e per fortuna minoritario”. Eppure, ti assicuro, pur non essendo e non ritenendomi colto, ma poichè ho un’arsura desertica di imparare, leggo quotidiani di diversa matrice ideologica, leggo libri, ho anche altri interessi oltre al calcio, e, pensa un pò, sono un grande appassionato di natura e di ambiente.
      Mi trovo spesso in contrapposizione con Biolchini e con altri che scrivono in questo ottimo blog, ma non mi sono mai sognato di dare del buzzurro, del poveretto o della bestia a nessuno.
      Radical-chic sono coloro che pontificano su tutto e su tutti, che trovano sempre il pelo nell’uovo ovunque, specie quando una cosa non gli aggrada e specie contro le idee e le proposte di coloro che reputano nemici per la pelle solo perchè hanno una diversa visione dalla loro su certi temi.
      Radical-chic sono coloro che hanno la superba pretesa di insegnare sempre qualcosa agli altri, ritenendoli peggiori di se stessi, che vorrebbero che fossimo amministrati non da semplici uomini chiamati semplicemente a migliorare la qualità della nostra vita, ma da educatori, da pedagoghi incaricati di insegnare al povero cittadino rozzo, sozzo ed ignorante cosa è bene e cosa è male.
      Insomma, vorrebbero lo Stato etico, la polis etica, il quartiere etico, il condominio etico.
      Dimenticando che siamo tutti uomini, imperfetti, peccatori e, soprattutto di passaggio. Tu che auspichi l’estinzione di noi poveri disgraziati che amiamo il calcio e il Cagliari, gentaglia pericolosissima responsabile del cattivo funzionamento delle scuole, delle porcherie che danno in tv e dello stato comatoso della scolarizzazione in Sardegna, ricordati che un giorno tutti ci estingueremo, compreso tu. Ovviamente ti auguro il più tardi possibile.

      • Lei parla proprio come un radical chic, caro Antonio. Buona serata.

        • Antonio says:

          Hi hi hi, questa è la migliore barzelletta che abbia sentito in vita mia. Meglio ritirarsi in convento che radical-chic-c-c-c-c

  45. Anonimo says:

    Avrebbe dovuto essere dedicata allo zio. Invece la dedica è per lui… A Paolo Z.

  46. insisto anche se non vi piace:
    Indipendendentzia! cazzu!
    è tautologico.

  47. anonimo says:

    Zedda dovrebbe provare a distribuire bombole aggratis…..è un’idea.

  48. Sandrino says:

    Quello di tutela della lirica come patrimonio storico artistico è un concetto raffinato che appartiene ai ceti più istruiti: per tutti gli altri, i musicisti e quelli del Lirico (che piaccia o no) funti genti chi po traballu si scraffiri su culu, con buona pace degli accademici della Crusca e degli illuminati amici di Biolchini.

  49. Luigi Alfonso says:

    Caro Vito, negli ultimi cinque-sei mesi è aumentato in maniera esponenziale il numero delle persone “normali” (cioè gente comune, non giornalisti,politici, intellettuali o comunque addetti ai lavori) che parla di Massimo Zedda come una persona indisponente, presuntuosa, irascibile e lontana dai veri problemi, pronto a scattare per un nonnulla, soprattutto se gli fanno notare un presunto errore o una dimenticanza. All’inizio pensavo che fosse un fatto del tutto casuale: nessun sindaco al mondo è in grado di accontentare tutti, lo sappiamo bene. Poi, però, mi sono accorto che queste cose non le diceva perlopiù il popolo del centrodestra, cioè coloro che non avevano votato Zedda, bensì quello del centrosinistra. Poi ho notato un’altra “stranezza”: si trattava di persone dai 40 anni in su, di cultura media o medio-alta, quasi sempre riflessive e non impulsive, gente che si è spesa molto durante la campagna elettorale (a favore di Zedda, intendo) e che, sino a poco tempo fa, spesso lo incontrava in un locale o per strada e riusciva a scambiare serenamente due chiacchiere, senza alcun problema. E’ possibile che tutta questa gente sia improvvisamente impazzita? E’ possibile che abbia ragione soltanto lui e torto tutti gli altri? Nemo propheta in patria, diceva uno decisamente più grande (sotto il profilo morale e intellettuale) di noi. Ma qui si parla di altri aspetti, riconducibili alla tua riflessione domenicale. Anche in questo caso, come in tanti nel passato più o meno recente, in ambito locale come in quello nazionale, la sinistra mostra un aspetto contrario a quello che aveva portato il Pci ai livelli record degli anni Settanta: e cioè, è lontana anni luce dalla “sua” gente. Non riesce più a dialogarci, spesso mostra persino fastidio nell’essere avvicinata dalla gente comune. Ha perso il polso della situazione, ed è convinta di agire nel migliore dei modi, pur non ascoltando ciò che chiedono i cittadini. Anzi, spesso facendo l’esatto contrario. Contenti loro…

    • muttly says:

      Tranquillo, Gabriele Ainis guiderà la prossima campagna elettorale, visto che è lui che si è speso per convincere persone che MAI avrebbero votato ne a sinistra ne tantomento per SEL.
      Il giorno che qualcuno dira ma se il 60% dei votanti ha votato per noi ma noi non abbiamo tanti tesserati, possiamo permetterci di continuare a non ascoltare tutte queste persone che ci hanno dato la loro fiducia ?
      Purtoppo bisogna essere intellettualemente onesti, per capire questa cosa, probabilmente basta anche essere un minimo svegli e fare due conti per smetterla di dire e pensare che SEL sa di cosa hanno bisogno le persone senza starle ad ascoltarle e capirle (discussione e confronto non avvengono solo nei circoli dove le persone normali senza tessere non entrano…).

  50. Giuseppe says:

    scusa, ma proprio ci devi spiegare il nesso tra la parodia del Gangam style, il video di Ziu Lai e la sinistra.
    Cioè, qualcuno ha tirato fuori le interviste di zona franca, ci mette la base di Psy, e tu ci vedi l’equivoco con la sinistra cagliaritana??
    cioè?? il video che l’ha fatto?

  51. S.Andrews Boy says:

    p.s. Ma con il lirico è impossibile pensare ad una politica culturale che coinvolga anche le classi popolari. Coinvolgendo quartieri e scuole, e magari uscendo dal lirico per portarlo in città? Non sarebbe questa una politica di sinistra?
    O i debiti del lirico li devono pagare i cittadini che il più delle volte non hanno i soldi per pagarsi il biglietto?

  52. S.Andrews Boy says:

    La sintesi di tutto il discorso.
    —-Eppure, sarà il mio essere radical chic e piccolo borghese, io preferisco un sindaco che al “panem et circensem”, alla creazione del consenso a tutti i costi, preferisca azioni giuste, per quanto impopolari——
    In democrazia oltre al giusto (cosa sempre opinabile, a meno che non si abbiano i biglietti di andata e ritorno per un qualche iperuranio) conta il consenso. Perchè poi si vota. Se no ci mettiamo qualche supertecnico e non ci pensiamo più. Sai il risparmio che faremmo!

    Quello che ad oggi non si riesce a capire, è con quale programma la coalizione si è presentata e quali sono le sue priorità. In molti speravamo che da un centrodestra concentrato solo sul centro si passasse ad un centrosinistra capace di rilanciare le periferie.
    A S.Avendrace, tutti hanno criticato Zuncheddu, giustamente, io in primis. Ma se oggi chiedeste un po’ ai santavendracini, chi ha fatto di più per il quartiere dando una piazza in più dove andare, la risposta non sarebbe Zedda.
    Sono convinto che viale S. Gilla e a viale Trieste non dovrebbero rimanere in mano ai magnacci e agli avventori delle povere disgraziate che ci sono.

    Consigli per gli acquisti:
    Cristopher Lasch, La ribellione delle èlite.

  53. Esattamente chi ha pronunciato la frase “Siete omofobi, andate ad acculturarvi nei teatri e nei musei”? Zedda?

    • Insomma, la frase incriminata non l’ha detta nessuno. Non è così che si fa informazione, se si vuole attaccare Zedda si usino argomenti più concreti, grazie.

  54. Ciao Vito, sono Michele di Signorafranca, ti ringraziamo per averci attribuito la paternità del video Grondaglia Style, che è eccezionale, purtroppo però non lo abbiamo fatto noi.
    sul resto dell’articolo ti do un appoggio netto e deciso.

  55. Fanculo il calcio e divertimenti da beoti.

    seppure…

    ai radical shic non concederei mai troppo potere. Sono come un gelato d’inverno.

    Per finire: fuoco agli elettori, quelli normali, quelli di stato.
    e … Qualità! Qualità! Qualità!

    INDIPENDENTZIA! cazzu!

  56. Antonio says:

    Io non ho ancora capito quale misterioso disegno abbia portato la sinistra sarda e cagliaritana a candidare Massimo Zedda alla carica di sindaco della capitale della Sardegna.
    Eppure le forti personalità, non solo dal punto di vista della capacità di amministrare, ma anche sotto l’aspetto carismatico, non sarebbero mancate. Il primo nome che mi viene in mente è quello di Graziano Milia. L’incipit della biografia su Wikipedia lo descrive come “Studioso di storia medioevale, giornalista, consulente storico e culturale”, quindi mi paiono ottime credenziali per la sinistra colta de noantri….pardon de casteddu.
    Oltretutto, mi pare abbia dimostrato di saper coniugare la sua storia di uomo di sinistra con la praticità che richiede il dover amministrare e prendere decisioni concrete giorno per giorno. Stranamente, invece, da tempo è piuttosto defilato.
    Non sarà perchè è scivolato sulla buccia di banana di un’ inchiesta? Ah già, per certa sinistra il fatto di aver avuto a che fare con la GIUSTIZIA costituisce, ipso facto, un motivo valido per la condanna all’emarginazione politica in saecula saeculorum.
    Davvero, non capisco perchè ci siamo trovati per sindaco questo ragazzo, contro cui, per carità di Dio, non ho nulla, anche se sono lontano da molte sue idee. Mi sembra gli sia stato affidato un incarico e, forse, una croce, troppo più grandi di lui. Tutto qua.
    Poi se alla prossima tornata elettorale ci dovessimo ritrovare a sindaco un figura sbiadita e mediocre come il Floris di turno, la sinistra non versi lacrime di coccodrillo!

    • francu says:

      una condanna per abuso d’ufficio ti sembra una buccia di banana?
      Poi dice che uno vota grillo…

      • Antonio says:

        E’ facile fare il comiziante spargendo guano su tutto e su tutti, poi quando si tratta di amministrare e di prendere delle decisioni ci si accorge che bisogna anche sporcarsi le mani.
        Vogliamo davvero condanna alla damnatio memoriae tutti coloro che abbiano subito inchieste e condanne?
        Benissimo, purchè valga per tutti però.
        Sbaglio o anche tra i partiti forcaioli e giustizialisti più d’uno ha degli scheletri nell’armadio?

        • De Ghisciu says:

          Ma che dici? E’ del tutto falso che il sindaco Zedda sia indagato per abuso d’ufficio e falso ideologico, che la Procura abbia aperto un’inchiesta sulle meraviglie della scuola civica di musica … i malfattori sono solo Cellino, Contini e Milia. Legalité, Moralité, Fraternité, santo Dio!!!

  57. Si dice. says:

    Domanda. Ma anche dentro Sel Sardegna non c’è divisione sull’operato del sindaco e della giunta? La cosa mi pareva abbastanza risaputa

  58. New Entry says:

    In questa città per decenni si sono fatti gli interessi di pochi.Il cittadino comune assisteva tragicamente rassegnato, come se fosse un male inevitabile. Adesso tutti sgomitano per avere il loro posto al sole, perchè che piaccia o no esiste una speranza che prima mancava. Il problema è che nel frattempo si è completamente perso il senso di cos’è una società civile, e tutti vogliono tutto, egoisticamente e acriticamente.

  59. Giusto per un contributo.
    “Radical-chic” è un termine che compare per la prima volta come titolo di un libro di Tom Wolfe nel 1970. Il libro parlava dei “Rivoluzionari da salotto” e scherniva acidamente i vezzi degli appartenenti alla classe alto borghese newyorkese che si atteggiavano a paladini delle istanze rivoluzionarie del “popolo”. Descriveva i salotti degli appartamenti di Central Park south che aprivano le loro porte alle “Pantere Nere” e ad altri pericolosi rivoluzionari che normalmente non avrebbero mai assaggiato un cocktail con vista su Central Park.
    ma i “Radical Chic” erano personaggi del calibro di Leonard Bernstein, se vi par poco.
    Qui è meglio parlare di “fighetti” perché, francamente, di persone dello spessore culturale di quella gente citata da Wolfe io nel magic circle di Zedda francamente non ne vedo.

  60. Contador says:

    A proposito di quello che stavamo dicendo, sarà passati sei mesi che Giggetto Banastra iara arroppau sa mulleri.
    Giggetto su fillu de signora Pisu, bonanima, e de cussu delinquenti de su babbu, Banastra di naranta.
    Una notte, a izzerriusu e rumore di cose e di ossa rotta. Di fil’e bagassa e de custa borta ti bocciu. Tottu su bixinau affacciau ascurtendi.
    Giggettu ha pigau su viziu de su babbu chi candu arroppàra a signora Pisu bonanima du intendianta finz’a Bingia e Matta.

    Viziu leggiu. Io alla mia Angela mai che l’avevo toccata. Giai non fazzu su spazzinu po da mantenni, mi arziu dogna mengianu a is 4 e poi me la rovino pure.
    Già non sono come a quel basucco di signor Gesuino della bottega di fronte a mia suocera che bene già stava bene, ma su dinai du spendiara a cartasa e a sa mulleri d’iara fatta bagassa. E cos’è successo? Che signora Federica la bagassa s’esti innamorara de unu crienti e d’ari mollau. A solu, cun setti fillusu chi du zerrianta zio.
    No, che già non la facevo scappare così io ad Angela.

    Angela sa mulleri mia che ci era rimasta sprammata, quando aveva visto sa mulleri di Giggetto al marchert, sa di doppu de tottu su casinu. De s’inferru in domu de cussu delinquenti fillu de signora Pisu bonanima. Ma si può vivere ind’unu quartieri deaicci de merda quando sei spazzino e ti devi svegliare alle 4 tutti i giorni? Che miga sesi accozzau come a Mariolino che si sveglia alle 8 po fai finta e traballai. E lassara is arrugas incaddozzarasa.

    Comunque, m’ha nau Angela sa mulleri mia chi cussa pobura femmina teniara is occhialonisi de su mariru e zoppiccara. Cummenti a biu a Angela in su marche s’è posta a prangi e d’ari contau tottu.
    Cussu maccu de Giggetto fiara giai nervosu poitta non si sciara chi custu cazzu e Zedda arrennesciara a fai sa stagioni 2013, e d’ari arroppara poitta issa non teniara gana de andai a su Lirico. A chi s’Alexander issu non si du poriara perdi. Caghino.

  61. Gianni says:

    Caro Vito, hai fatto una fotografia impeccabile della realtà e di quanto sta accadendo sotto gli occhi di tutti. L’amministrazione comunale farebbe bene a prestare più attenzione a rilievi critici, ma sinceri, come questi, piuttosto che alle lisciate di pelo, in gran parte ipocrite e interessate, dei tanti lacchè arruolatisi d’ufficio nella vecchia arte del panegirico.
    Mentre leggevo le tue parole pensavo a cosa avrebbe detto di tutto questo un uomo che alla Cagliari popolare ha dedicato tutta la sua esistenza, all’interno di un partito, con tutti i suoi limiti, che non solo sapeva parlare alle classi subalterne ma ne era composta, mi riferisco a Giuseppe Podda.

  62. Mi sono permessa di dire la mia in un articolo nel mio blog personale: http://anzeledda.org/wp/2013/02/18/radical-chic-e-priorita-una-risposta/

    • De Ghisciu says:

      I cagliaritani saranno sicuramente persuasi dalle argute argomentazioni della signorina Angela Loi, che ricordano tanto quelle dei sostenitori di un certo Renato Soru, che pensa di potersi ricandidare alla guida della Regione forse per attuare il miracolo di far rivincere Cappellacci. E’ del tutto destituito di fondamento dire che alle prossime elezioni Sel cagliaritana prenderà col suo sindachetto una scoppola epocale e scomparirà nella pattumiera della storia politica cittadina, così come è assolutamente folle pensare che la maggioranza dei cagliaritani si augura che queste benedette elezioni vengano indette al più presto. Infatti per nulla al mondo vorrebbero privarsi di amministratori che il mondo ci invidia come Enrica Puggioni, Susanna Orrù, Paolo Frau, Mauro Coni, Gabor Pinna. Nessuno, davvero nessuno, in città pensa “aridatece Emilio Floris, Giuseppe Farris, Anselmo Piras”, così come è folle credere che abbia alcuna presa la netta impressione che la legalità sia usata dal sindaco e dalla sua corte dei miracoli come pretesto per giustificare la propria totale incapacità amministrativa. Perché Massimo Zedda è un grande amministratore che sta conducendo Cagliari nello splendore, come si è constatato in occasione dell’ultimo sfavillante carnevale cagliaritano. Notoriamente il problema è che qualche sottoproletario dia del “caghineri” al sindaco, non il fatto che quest’ultimo con le sue politiche insensate stia facendo roteare gli attributi all’intera città che non vede l’ora di liberarsene.

    • Cervellini buddiusu in salsa bulgara says:

      “Se ho capito bene, in fondo non sono una giornalista e questo non è che un blog personale, l’autore consiglia al sindaco di Cagliari di lasciar perdere politiche incomprensibili al “popolo” delle periferie per dedicarsi a qualcosa di più “popolare” nella doppia accezione di vicino alle classi povere e di creatore di consenso, ..”

      A parte i deficit di sintassi (ma si sa.. il capitale umano non è eterogeneamente distribuito..), hai proprio capito male; e da qui le considerazioni svolte a seguire non vanno al succo della faccenda: l’azione del governo cittadino (attraverso il dizionario utilizzato nella comprensione dei bisogni e diffusione dei propri programmi) è in grado o meno di sollevare l’asticella del benessere diffuso tra gli strati sociali più deboli e marginali? Se citi le mense devi citare la Caritas e non il governo cittadino Anzeledda.. Non confondiamo la nutella con la cacca..

    • Cervellini buddiusu in salsa bulgara says:

      “Cara compagna Anzeledda, che condividi con me il tormento per sostenere un leader “caghineri” e radical-chic…
      …condivido tutto il tuo articolo…
      Ma, purtroppo, avendo io in comune con il nostro leader “caghineri” anche una formazione ed una profonda visione cristiana, devo ricordare (avendolo constatato da tempo col nostro sedicente giornalista, “cugurra” e astioso con chi non la pensa come lui) che Qualcuno disse: “Non date ai cani ciò che è santo, perché non si rivoltino contro di voi per sbranarvi. Non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino con le zampe” [Vangelo di Matteo: Mt 7,6.12-14]
      Ciò che scrivi, spero che serva a qualcun altro.
      Ma certo non scalfirà la superbia dell’isterico bloggista…!”

      Ora, se questo è un modo intelligente di porsi di fronte ad argomenti e critica argomentata… Grillo avrà un senso (così come Ingroia) per molti ex sostenitori di Sel..

  63. madmax says:

    ma ci siamo già dimenticati csa c’era prima? purtroppo cosa vuoi dire a certe persone, spiegare cosa? tempo perso

  64. A Modest Proposal says:

    Concordo con il suo intervento Biolchini. L’amministrazione Zedda sta mostrando un’incapacità e un’inerzia imperdonabile e un disinteresse per le classi popolari che richiede scelte concrete. Ad esempio, piuttosto che difendere i caghinerisi e fare le piste ciclabili, perchè non si occupa dei poveracci delle case popolari e dei senza casa e, come aveva promesso mesi fa la Puggioni, non libera i locali dell’ex liceo artistico, ancora occupati abusivamente da associazioni come lucido sottile e batisfera? Dagli affitti e dalle bollette mai pagate da queste associazioni potrebbe trarre denaro da assegnare ai poveri delle case popolari, o ancor meglio ricavare appartamenti per i senza tetto. Non trova? Questo e’ il linguaggio da usare, altro che teatro e cultura. Questa e’ roba per fighetti.

    • De Ghisciu says:

      Jonathan Swift, se non fosse morto da qualche secolo, sarebbe orgoglioso dell’uso creativo del titolo di un suo noto intervento per introdurre questa brillantissima ed intelligentissima proposta. Sicuramente dallo sfratto di associazioni casualmente coincidenti con quelle in cui lavorano la compagna di vita ed amici fraterni del titolare di questo blog si ricaverebbero molti soldi, molti di più di quelli che potrebbe ricavare la Corte dei Conti facendo pagare di tasca alla signorina Enrica Puggioni e ad ogni altro responsabile il costo dello smontaggio dell’inopinata “arena concerti” di Sant’Elia che ballò per una sola estate, stimato da qualcuno nella miseria di 100.000 euro. Il sindaco Zedda, che oltre ad essere preparatissimo e soprattutto democratico e trasparente è di gran lunga un fine politico e non certo un rattristante ragioniere di provincia, ignorerebbe comunque il suggerimento. Egli sa bene che il risparmio non è tutto, e si guarderebbe bene dal portare la fissazione per il risparmio al punto da ripetere con poche varianti in occasione di uno dei più visti talk-show della Rai una frase al riguardo attribuita a quel democratico statista chiamato Benito Mussolini. Pare che a Ballarò sia incorso in ciò tale Massimo Zedda, ma sebbene si trattasse di un giovane uomo di 37 anni, sicuramente si è trattato di un caso di omonimia, come quello in cui è incappato il giudice Casula nell’attribuire un inesistente fratello a libro paga di Cellino all’assessore comunale quartese Stefano Lilliu.

    • Anonimo says:

      Sarebbe carino se si rivedesse la Puggioni in quegli spazi cercare di imporre ad alta voce un “tutti fuori” ! Grazioso orpello di un modo feudale di intendere il ruolo assessorale. Ma dev’essere un vizio in questa sinistra radical chic.. Già la Mongiu, in veste di assessore regionale, prese parte a questa commedia con lo stesso ruolo teatrale..

    • A Modest Proposal says:

      De Ghisciu, io concordo completamente con ciò che dice lei e con quanto affermato Biolchini in ogni passaggio del suo intervento. Mi ha talmente convinto al punto che cerco solo di immedesimarmi nel pensiero della classe popolare e di suggerire la messa in atto della nuova strategia di comunicazione alla “città normale” proposta dall’ottimo Biolchini. L’amministrazione non dovrebbe perdere tempo con i caghinerisi , come è linguisticamente più corretto chiamare da oggi i gay per non offendere la sensibilità degli abitanti delle case popolari. Quindi trovo anch’io giusto che la Puggioni paghi per l’inutile arena, che vengano liberati gli spazi dell’ex artistico abusivamente concessi dall’amministrazione Pdl alle associazioni batisfera e lucido sottile ed altre. Anzi proporrei una raccolta firme al mercato di Sant’Elia perché ciò venga fatto al più presto. E propongo anche la chiusura del Teatro Lirico e di tutti gli altri luoghi di cultura perché trovo sia difficile far digerire di questi tempi ai poveri cittadini “normali” e comunicare con il giusto linguaggio le ragioni per l’esborso di tanto denaro pubblico per spettacoli d’élite, denaro che si potrebbe devolvere per organizzare un cancioffali degno di questo nome.

  65. balossumidunaudeu says:

    Ohh e finalmente Vito Biolchini s’indè scirau! E itta è? E’ accabbara la luna di miele? Fiara ora. Lo vogliamo capire che Zedda e la sua giunta sono completamente inadeguati?

    I casi sono due: o lo dormo io o mi dorme lui (Udella dixit), cioè o cambiamo i componenti della giunta (Massimeddu puo’ restare) oppure cambiamo Massimeddu..

  66. Neo Anderthal says:

    Carissimo Vito credo tu abbia, come un famoso mister, “completamente ragione a metà” e quindi concordo con te in proporzione.
    Sulla questione “sinistra fighetta”, presa in esame come dato di tendenza generale, non mi pare ci sia nulla di nuovo o di specificamente cagliaritano -e nello specifico credo che siano un bel paio di decenni che la sinistra prende più voti da altre parti che non a Sant’Elia-
    L’argomento è davvero rilevante, e amplissimo -basta ricordare che grado di istruzione e ceto economico sono scollegati come non mai, e spesso il laureato precario è economicamente molto più “proletario” del ricciaio con -forse- la terza media.
    Da decenni la sinistra, risolte molte o forse solo alcune tra le più importanti questioni di sopravvivenza dei ceti popolari, anche grazie ai successi riportati sul piano sindacale e politico, sviluppa tematiche che in realtà non sono direttamente e in senso stretto popolari, e questo dato è presente in tantissime parti del mondo, come negli USA dove tra gli strati sociali più accanitamente tradizionalisti e ostili ai temi dei diritti, e quindi alla sinistra che li sostiene, sono i proletari bianchi, i “rednecks” degli stati del centro e del sud.
    Il tema dei diritti delle minoranze infatti non è di per sé e storicamente un tema “di classe”, e in questo senso “popolare”, basta pensare alla adesione alla retorica antisemita, che non trovò particolari ostacoli a diffondersi o risvegliarsi nelle masse quando in Germania e in Italia i governi fascisti decisero di spingere in questo senso.
    È noto poi che proprio da una parte consistente di appartenenti agli strati più bassi economicamente e culturalmente che proviene la più feroce avversione contro gli immigrati, anche perché visti come pericolosi concorrenti sia per l’accesso alle misure di assistenza che al lavoro meno qualificato, e non a caso, dal momento che l’abitante del quartiere popolare e/o “degradato” entra più facilmente in contatto/attrito con gli immigrati dell’abitante dei “quartieri alti”.
    La destra poi, e sino dall’alba dei movimenti libertari, etichetta a volte con successo le battaglie di civiltà come caratteristiche di una fatua e annoiata “gauche caviar” che vive in un suo dorato mondo, un esempio per tutti è quello delle femministe (in grande parte donne dal background altoborghese) che in America e in Gran Bretagna sostenevano il suffragio femminile: il tentativo di ridicolizzarle, contrapponendole alle “concrete esigenze delle brave donne del popolo” è in parte riuscito, consegnandole alla storia come le ridicole “suffragettes” entrate in parte nell’immaginario collettivo nella versione caricaturale che ne fa per esempio il notissimo film “Mary Poppins”, né si può dire che il tema dei diritti delle minoranze, e segnatamente dei diritti LGBT, sia patrimonio prevalente e diffuso nei “ceti popolari”, come ben testimonia l’episodio di squallida ignoranza (e secondo me anche di omofobia) che riferisci.
    La questione non è per nulla diversa per le questioni ambientali -basta fare un piccolo riferimento alla opzione “caccia si/no” per capirlo- eccezion fatta forse per le problematiche legate alla salute sul luogo di lavoro, e sappiamo tutti che il partito dell’abuso edilizio e del mattone selvaggio ha un suo radicamento piramidale, che va dal grande speculatore ai manovali.
    Che fare quindi? Certamente lavorare “nel sociale”, e riportare la sinistra nelle parole e nelle aspirazioni delle persone, senza spocchia e senza degnazione, ma senza rinunciare a nessun contenuto. Ma è indispensabile anche capire che la sinistra del XXI secolo, proprio perché ha vinto o fatto vincere alle classi popolari le lotte basilari per la sopravvivenza, deve proiettarsi senza complessi e senza arretrare verso tutti i temi del progresso civile, che una volta erano appannaggio di ridotte avanguardie libertarie. Non farlo sarebbe -quello sì- populismo, e della specie peggiore.

  67. Umanesimo e libertà says:

    Quando quelli governano o amministrano dividono le comunità, ovunque, non solo a Cagliari. E’ successo così anche al mio paese. Sinistra radicalchic, prepotente, proterva, acrimoniosa, giustizialista, falsa; ma soprattutto cattiva.

  68. cristiano says:

    Questa cosa “quello di omosessualità è un concetto raffinato che appartiene ai ceti più istruiti” mentre per gli altri ci sono “i caghinerisi” è una delle castronerie più grosse che si siano lette ultimamente in giro per il web. Ma vergognati.

    • A Cagliari chi ha la quinta elementare non dice “omosessuale”, dice “caghineri”. Perché non conosce un’altra parola possibile per esprimere lo stesso concetto e dunque usa l’unica che ha a disposizione, senza spesso neanche dargli quell’accezione dispregiativa che ha invece per noi, che grazie a dio abbiamo avuto modo di studiare. Per capire chi hai davanti devi capire che linguaggio usa.
      E infatti, come ho scritto nel post, “serve un linguaggio nuovo che spieghi alla Cagliari con la terza media perché è giusto fare il Gay Pride, costruire le piste ciclabili, dare una casa ai rom difendere l’ambiente. La sinistra cagliaritana questo linguaggio non ce l’ha, non l’ha trovato. E neanche sembra volerlo cercare: propone di andare in teatro o nei musei”.

      • my2cent says:

        Ineccepibile; è infatti tutto troppo reale e realistico per i nostri “radical chic” acculturati di sinistra. Ma andava giustamente spiegato a “loro” che sono cresciuti a pane e Costanzo show. Ottimo articolo.

      • io vivo in Veneto. Nel Veneto leghista ed ignorante. E ti assicuro Vito che non c’è linguaggio che può educare l’ignoranza fascista e legaiola. Certo la sinistra “fighetta” non aiuta. Ma non c’è nulla da fare davanti al popolo beota che appoggia prima Gentilini e adesso Tosi…e se volete capire cosa è la disfatta della cultura, venite in Veneto…il Veneto delle supermostre milionarie appaltate a commercianti di fumo…il veneto dell’opera svenduta alla ‘prova del cuoco’..il veneto del nulla. Fortuna che c’è Venezia..che come i veneziani sottolineano, non è veneto

        • efisio erriu says:

          Mi trovi d’accordo, ma anche qui l’ignoranza si taglia a fette così come in Sicilia, in Lombardia e in Campania…
          Berlusconi e la Lega hanno sdoganato l’ignoranza (come i fascisti, i razzisti, gli evasori e i tangentari), l’hanno esaltata, le hanno dato potere.
          Hanno insomma abituato il corpo a mangiare feccia e il fisico si è ammalato.
          Hai voglia ora di imputare al centrosinistra una certa lontananza dalla cultura quando c’è da dialogare con chi non si sa esprimere se non a gesti o gestacci.

  69. matteo says:

    Vito, mi sono ricordato di aver scritto una cosa simile il 16 aprile 2012. Curioso, dopo un anno vale ancora…tra l’altro avrei una domanda per simone: a parte in fase elettorale, è mai stato nei quartieri che cita? Comunque ecco cosa scrissi quasi un anno or sono. “Dopo le polemiche delle ultime settimane, all’improvviso provo il bisogno di fare alcune domande ai detrattori dell’attuale amministrazione comunale. Piccola premessa, prima che qualcuno possa pensare che il sottoscritto sia più realista del Re: Zedda ha dei limiti, chi lo segue pure. Nasco in un quartiere popolare da una famiglia del ceto medio e sicuramente la colpa principale dell’attuale sindaco e del suo seguito è quel loro essere, diciamo, radical chic (termine abusato). Mi spiego meglio. Zedda sembra quasi non volersi sporcare le mani nei quartieri popolari con la “scusa” che siano comunque persi e di proprietà del centrodestra, ma è anche vero che un sindaco dev’essere il sindaco di tutti, da Via Podgora a Via Schiavazzi, dalle case parcheggio di Piazza delle Muse a Via Tintoretto. In quelle zone, a parte un parchetto aperto a nome di tale Bile come contentino, nessuno squillo di tromba, anzi, sono stati ben lontani dal mischiarsi con il “gaggio” medio cagliaritano.

    Ho come l’impressione, in sostanza, che Sel nel cagliaritano (non so altrove) abbia quella che può essere definita “puzza sotto il naso”, fino all’autoreferenzialità che ricorda gli ultimi anni d’oro dei circoli del Pc. Riguardo a questi temi ebbi nel periodo delle primarie anche uno scontro epistolare con l’attuale sindaco, da me definito, come anche da tanti altri, il sindaco con le Hogan. Scontro risolto con il mio sostegno al sindaco, ma con il beneficio del dubbio ancora nel cassetto e con l’attesa, ancora disattesa, di una risposta differente alle istanze dei quartieri meno chic della mia città.

    Fatta questa premessa, ciò non toglie che su alcuni temi spinosi affrontati dall’attuale amministrazione ci sia una sorta di ignoranza diffusa nel cagliaritano medio, soprattutto nella borghesia palazzinara che viene sostenuta a spada tratta dal principale organo di disinformazione cittadino, L’Unione Sarda.

    Ignoranza con dolo, perché chi ne contesta le scelte non è poi culturalmente ignorante, bensì semplicemente intellettualmente disonesto e pronto a trascinare con sé i veri ignoranti pronti ad abbaverarsi a qualsiasi fonte della demagogia senza mai verificare la verità o le diverse campane.

    1) Anfiteatro.

    Zedda e con lui il consiglio comunale sono stati a più riprese contestati per l’assenza di uno spazio concerti in città e per aver deciso di eliminare l’Anfiteatro e la sua legnaia come luogo per i concerti estivi. Non mi dilungo sulle varie motivazioni, ma faccio una sola domanda ai detrattori: visto e considerato che la legnaia sarebbe dovuta essere tolta già da dieci anni come ordinato dalla Sovraintendenza, sia perché avrebbe progressivamente rovinato un monumento importantissimo per la città (e il fatto che in precedenza non sia mai stato sfruttato come tale non vuol dire che in futuro non possano cambiare le cose) sia per la sua evidente pericolosità dettata dal legno sempre più marcio, cosa direbbe un domani il cagliaritano bene se, restando la struttura, si verificasse il crollo di una tribuna? A chi darebbero la colpa?

    2) Campo Rom

    Il cagliaritano se lo deve mettere in testa una volta per tutte: esiste un diritto europeo che tutela le minoranze etniche. Giusto o sbagliato che sia, va rispettato e quindi i Rom che occupano il campo sulla 554 non possono essere mandati via dalla nostra città, pena non solo un richiamo dell’Unione Europea, ma una figura barbina a livello mondiale (si veda Sarkozy nel passato). Il campo va ristrutturato e bonificato e gli occupanti da qualche parte vanno pur messi. La situazione che si è venuta a creare va risolta, volenti o nolenti, e obiettare non con altre soluzione rispetto a quelle proposte dall’amministrazione, ma con la demagogia di stampo leghista non è ne’ corretto ne’ legale. Certo, in un momento come questo la decisione di dare loro delle case che i cagliaritani faticano a permettersi e ad ottenere stona, ma qualcosa va fatto e non è colpa certo di Zedda se si è arrivati a questa situazione per il totale disinteresse dell’amministrazione precedente a guida Floris

    3) Stadio

    Gli Sconvolts hanno sempre contestato Cellino, ora contestano improvvisamente Zedda. Questo dovrebbe bastare a chi imputa al Comune l’attuale situazione. In ogni caso, per non dilungarmi, ricordo che l’attuale stato delle cose è figlio di un mancato rispetto di una convenzione stipulata da Floris nel 2002 e mai seguita dal presidente Cellino, i cui gesti non sono mai stati impugnati dallo stesso Floris. Cellino ha un debito, il Comune ha un credito, punto. Ora, cosa direbbe il cagliaritano medio se per pagare un debito non suo il Comune, al contrario di quanto ha deliberato ad esempio su Imu e Irpef, aumentasse le tasse ai cittadini? La questione stadio non si può ridurre ad una questione da Ultras, e l’episodio Trieste dovrebbe aver aperto gli occhi a chi ancora riteneva che Cellino ragionasse nell’interesse dei tifosi.

    Poche righe, forse troppo poche, ma spero abbastanza per mettere all’angolo chi mente sapendo di mentire.”

  70. efisio erriu says:

    Andatevi a vedere la mostra ‘in difesa della razza’ organizzata da Itzokor in occasione delle iniziative per la ricorrenza dei 70 anni del bombardamento di Cagliari, si leggono slogan ed espressioni (tratte da ‘illustri’ riviste nate ad hoc per diffondere la propaganda razzista del fascismo – altro che deriva imposta da hitler) che oggi possiamo tranquillamente risentire andando allo stadio e perfino frequentando qualche salotto buono.
    Chiaro che il fascismo trovò terreno fertile in una cultura impregnata di ignoranza e dell’antisemitismo predicato nelle chiese, ma è anche vero che quell’opera fatta 70 anni fa lascia tutt’ora le sue tracce deleterie su una società che pur essendo cresciuta non si è affrancata da un certo modo di pensare.
    Che fare? Si deve dialogare con questa parte di società? Come approcciarsi con chi allo stadio ulula i giocatori di colore e poi va a sostenere cellino a buoncammino?
    con questo non voglio giustificare la giunta zedda, voglio solo dire che ci sono posizioni che stanno al di fuori dalla società perchè una società si organizza con delle regole e queste regole vengono scritte democraticamente. chi le vìola sta al di fuori della società perché danneggia chi queste regole rispetta.
    sto discorso vale per i razzisti, come per cellino, per i ricciai abusivi, per gli evasori, per gli abusivi.
    una società che ha gli anticorpi si difende da queste categorie di persone. In Italia no. in Italia esiste un partito che fa di queste categorie di persone il bacino dei propri voti, che rappresenta queste persone, che è fatto da queste persone.
    Sono una minoranza. Ma continueranno a contare più della maggioranza delle persone oneste, se questa maggioranza tace di fronte al chiasso fatto da questi impostori e se si divide accettando di farsi governare dai cialtroni.
    quindi dico che la critica alla giunta zedda può avere senso ma attenzione a non farsi annoverare nel gruppo di persone che questa domenica pomeriggio osannava il presidente incarcerato e insultava zedda il fighetto paladino dell’onestà e della moralit-t-tà

  71. Matte Gi. says:

    Sottoscrivo tutto…analisi lucida, non qualunquista e che inquadra perfettamente il problema, perchè ormai lo è, dello snobismo di sinistra nella nostra città.

  72. Francu says:

    Il tema é molto serio. La sinistra ha una lunga tradizione che oggi chiamiamo radical chic, ma che in passato toccó perfino Marx, che disprezzava il lumproletariat, che potremmo tradurre come il gaggio qualunquista che se ne fotte di tutto tranne del chiagliari. A Cagliari, cittá di destra, il fenomeno é saltato fuori sopo la vittoria di Massimo Zedda. Oggi passavo per caso davanti buoncammino e con orrore e disgusto ho vista la feccia sottoproletaria che inneggiava al Cagliari e a Cellino, tra panini dei caddozzoni, birrette e cori contro Zedda, i comunisti e anche le piste ciclabili, che ci sta sempre bene.
    La sinistra cagliaritana peraltro ci mette del suo. Quando Gianluca Floris uscí con l’isterica e infelicissima reazione sul perché dare soldi alla cultura affermando che lui era invidiato perché dava gioia, faceva il piú bel mestiere del mondo, bla bla la reazione popolare non puó che essere “o floris mabaccagá tui e su dinau fuliau per il teatro”. Quando Giovanni Dore parla di legalità, di non costruire a Su stangioni, la reazione della giovane coppia precaria diventa viscerale e gli chiede in quale condominio di lusso cagliaritano viva lui. Per non parlare di Lecis cocco ortu, Rodin (tutti bei cognomi nobili) esponenti della nouvelle vague del Pd, che per cultura estrazione, sono ben lontani dal popolo di sant’elia. Mi scuso con loro, non li conosco, se non per le cose che leggo, ma conosco invece il gaggio sopracitato, che in fondo anche io disprezzo (ebbene si sono radical chic), ma con cui ho a che fare per nascita e lavoro. Lo stesso Massimo Zedda, che personalmente stimo, é molto lontano da quel mondo popolare che oggi chiede risposte acuite dalla crisi. E in piazzetta savoia con uno spritz in mano, o a un vernissage, o a un dibattito sul signoraggio in via puccini quel popolo non lo conquisti e non lo educhi.

  73. Radio Londra says:

    L’analisi critica è sempre lodevole e, se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
    In fondo eravamo consapevoli tutti, quando abbiamo votato Zedda, che difficilmente avremo eletto un Andreotti, un Dottor Sottile o anche solo un Antonello Cabras e forse neppure un Fantola.
    Eppure forse anche per questo lo abbiamo votato.
    Sicuramente ha commesso tanti errori (di gioventù o d’altro lo scopriremo solo vivendo) ma attenzione anche alla “moda dominante” che pare abbastanza propensa al “dagli all’untore” sempre e comunque.
    E attenzione anche a un’altra cosa: al rischio reale che, proseguendo su questa strada, diventi per lui sempre più difficile arrivare a quella richiesta di “coinvolgimento” che sarebbe senz’altro auspicabile ma che potrebbe risultare impossibile se venisse profressivamente e sempre di più screditato.
    Conosciamo bene e lungi dal negare la “puzzetta al naso” di qualcuno ma sappiamo anche bene che certi nodi di intendere sono abbastanza consolidati e difficili da contrastare a meno che non li si condivida.
    Ma allora tanto valeva eleggere direttamente Farris (neanche Fantola) senza farla tanto lunga.
    Sfido chiunque a convincere “quello che ha preso il microfono” che è meglio dire omosessuale che caghineri senza sentirsi rispondere “inzà ses caghineri tui puru”.
    E sfido chiunque anche a convincere il tifoso che propone la santificazione e la dichiarazione di martirio di Cellino che bisogna rispettare i vincoli paesaggistici e che, se Molentargius è unu muntronaxiu, ci andava costruito uno stadio invece di valorizzarlo per quello che vale e rappresenta.
    Secondo voi quel tifoso avrebbe avuto qualche problema se lo stadio fosse stato realizzato a Tuvixeddu o anche al Poetto?
    In fondo Tuvixeddu non è pieno di topi, non ci passa nessuno e non sarebbe tutta un’altra cosa se ci avessero costruito una bella strada per arrivare allo stadio e anche calincunu spuntoneddu per bere la birretta?
    Ormai l’impressione è che qualunque cosa faccia il povero Zedda, sia esecrabile a prescindere e sia diventata una moda non fargliene passare una.
    C’è l’assmblea con gli studenti del Siotto?
    E ti pare che non arriva la professoressa che sale in cattedra e spara professorate sull’IMU e sui tempi di approvazione del Piano Particolareggiato senza sapere neanche lontanamente quale sia l’iter di approvazione di un piano urbanistico?
    Realizza le piste ciclabili che troviamo in quasi tutte le altre città italiane ed europee e ti pare che la gente non s’incazzi perchè è più difficile parcheggiare in doppia fila?
    Per lo stadio l’impressione è che, anche in questo caso, è che non si può calcare tanto la mano dopo aver applaudito… altrimenti magari avrebbe potuto fare meglio.
    Probabile ma chi è che, a posteriori, non poteva far meglio?
    Ora, anche da questo punto di vista, lo si accusa di essere tifoso non ho capito bene se dell’Inter o della Iuventus.
    Anche per l’anfiteatro molti dicono che avrebbe fatto bene a non togliere la legnaia e che lo ha fatto perchè “voleva fare il fighetto”.
    Perchè non accusarlo anche di questo insomma e raggiungere la perfezione?
    Le critiche, lo ripeto, vanno bene e contribuiscono a far diventare migliori ma attenzione anche al solito vizietto della sinistra: la capacità riconosciuta di farsi del male.
    NB
    Sto scrivendo con un PC 10 pollici e vedo solo 3 righe. Spero di non aver fatto troppi danni.
    E così per tante altre cose.

  74. vox borgo says:

    Io vorrei che gli amministratori dicessero cosa intendono fare per fare di Cagliari una città più benestante e attraente. Solo così potranno crearsi nuove opportunitá per chi ci abita.

  75. Gianni Serreli says:

    Sostanzialmente sono d’accordo con te, caro Vito.
    Ma mi viene un dubbio: vogliamo che l’Italia, la Sardegna, Cagliari, i nostri paesi, siano i luoghi delle deroghe, del provvisorio, “de s’arrangiai”, dove è facile fare gli imprenditori incamerando gli utili e socializzando le perdite (là… a dasas pagai nosu), dove le cose provvisorie diventano fisse, dove le cose amovibili sono più radicate de una cardanca (là… a tipo anfiteatro)…
    Oppure vogliamo che in Italia, in Sardegna, nelle nostre città, nei nostri paesi viga un minimo di legalità e senso civico…
    Non mi dirai mica che sei d’accordo con Claudio Bisio (si fa prima, cioè, a cambiare gli italiani)… che mi deprimo troppo…
    Comunque forza Cagliari (intendo squadra che ci rappresenta e ci fa gioire e soffrire).
    Gianni Serreli

  76. Chi critica quanto detto da Biolchini secondo me si sente toccato dall’argomento e rafforza ancora di più quanto scritto, difendendo la propria parrocchia e mistificando quanto scritto.
    Il pensiero critico è in estinzione, credo che sia il succo di quanto è stato scritto.

  77. Cervellini buddiusu in salsa bulgara says:

    Ma di quale Sel stai parlando Vitò? Sel, proprio quella Sel baciata dalla fortuna durante le ultime elezioni comunali? Quella Sel cha ha avuto la grandissima fortuna di stimolare fascino e aspettative di larghi ambiti della popolazione cagliaritana centrando l’attenzione su un giovane che fino a quel momento aveva una cognizione della quotidianità degli strati deboli della città come quella di Pellico versoi francesi di Lione? Quella Sel che ha avuto la botta di culo (che dura tutt’ora) di trovarsi nello schieramento di sinistra un partito che chiamarlo partito farebbe ridere anche Nietzsche, completamente fratturato al proprio interno da lotte intestine e incapace di leggere e proporre una visione della realtà convincente e aderente ad un minimo di concretezza? Parli di quel Sel che ha avuto la botta di culo di trovarsi di fronte alle primarie un’arlecchino che si compatta sul grandissimo nome innovativo di Cabras? Parli di quel Sel che avendo vinto le elezioni decide di capitalizzare il successo puntando sulle donne nella composizione della Giunta? Quel Sel per cui, automaticamente donna significa competenza? Quel Sel che nella testa del sindaco ha permesso che una donna che mai ha fatto politica se non accademica diventasse vicesindaco e assessore; quel sindaco che pensa che basti aver pubblicato un libro di poesie, avere un dottorato in mano e vantare lunga amicizia reciproca per poter ricoprire la carica di assessore alla cultura? Quel Sel che nomina assessore alle politiche sociali una donna che mai si era occupata di welfare ma solo di politiche attive del lavoro? (tutte brave persone, per carità, .. ma che ha a che fare la correttezza civica con la dimensione dell apolitica attiva?) Quel Sel che vanta larga presa di partecipazione collettiva e mette il bastone fra le ruote a tutti i circoli del territorio che dissentono minimamente dalla linea Uras? Quel Sel che, concentrandosi su via Puccini, si dimentica di Sassari e di mezzo campidano? Quel Sel che mette primo in lista alla Camera una bravissima persona, per carità, ma che ha vision politica autonoma come e quanto Pulcinella conosce Torino? Quel Sel che nelle parole del sindaco “non si può fare, smontate tutto” e dopo die giorni arriva la proposta di Uras “forse si può fare, voi in Ras, lavoriamo insieme”? Quel Sel che “ora tocca a noi” significa “voi, baccagai…”? Quel Sel che scimmiotta le frasi di Vendola non avendo nulla da dire sul piano locale, mette in rete il ballo di Vendola con il fidanzato, ha un repertorio enorme di foto delle feste in via Puccini, e “guai a chi ci tocca..!!”
    Si, forse parli proprio di quel Sell, che pecca di delirio di onnipotenza e incompetenza, non avendo la misura, la giusta misura del grandissimo colpo di culo che ha avuto nella partita cagliaritana. Quel Sel che avrebbe dovuto lavorare con più stretta umiltà con gli altri. Ma l’umiltà è di San Francesco, che non era laureato…

  78. Gianfranco Carboni says:

    Forza Sau Meravigliauuuuuuuuuuuuu. Forza Chiagliari!!!!!!! Abbasso la Chiagliari FESCHION de SINISTRA.

    • Ospitone says:

      “La Chiagliari Feschion,puzza sotto il naso”…..categoria trasversale da sempre esistita nella nostra città (70/80/90/2000).Apartitica.Però è bello, sentire che dopo tanto tempo in molti, ne hanno piene le balle.W il pensiero critico e is Kascionis de Cossu Andrea.

  79. Pietro F. says:

    Booooo??
    Io non sono mai stato di sn, ho votato Zedda convinto però dal nulla dei 10 aa di Floris, e assisto senza parole a questa eutanasia della sinistra cagliaritana che è fenomenale nel farsi seghe mentali e spt dare retta a chi ha il solo pregio di saper urlare di più e meglio.
    A me interessa che la Città funzioni. Punto. Andate a vedervi in che condizioni sono le scuole elementari di Piazza Giovanni per es…un insulto alla civiltà. E qua ancora si discute di stadi da regalare ad una azienda che fattura 40 milioni di euro all’anno e che quando gli va bene deve pensare agli interessi del povero imprenditore e quando invece ha problemi diventa un bene comune….oppure si discute di 4 imbecilli che non sanno fare altro che insultare “i caghineri” e il sindaco Zedda. Magari sono pure esponenti del PDL….
    In questa Città si sta uscendo di senno.
    Ovviamente Zedda è ora che abbia uno scatto di reni nella sua azione politica e cominci a usare come si deve anche quei media che i suoi avversari, persino presunti amici, sanno fare così bene. Il carnevale ridotto al lumicino è sicuramente un atto sciocco ma spt lo è non spiegarne il perchè.
    Per il resto, non vedo l’ora che finisca questa maledetta campagna elettorale. E pure il campionato di serie A così si finirà di discutere di questo stramaledetto stadio. Che qualcuno aveva in convenzione da oltre 20 aa e prima lo ha lasciato marcire e poi lo ha abbandonato. E allora che si arrangi…lui e tutti quelli che senza calcio pare non riescano a vivere.
    Detto da chi non ha mai votato a sn in vita sua ed è cresciuto in un quartiere popolare e con 20 aa di Curva Nord.
    Forza Sindaco Zedda!

    • De Ghisciu says:

      Ma lo sai che hai ragione? Una città senza stadio, senza Teatro Lirico, senza carnevale, con Sant’Efisio dimesso e in minore, senza teatri, senza cultura, ma in compenso con tante utilissime piste ciclabili, sarà certamente una città a misura d’uomo. Un po’ come Marrubiu. Anzi no, a Marrubiu il carnevale almeno c’è. Facciamo come Maracalagonis.

      • Pietro F. says:

        Hai finito di scrivere corbellerie? Cagliari sarebbe senza Teatro Lirico e senza teatri? E senza cultura?
        Scemo io che do retta e ti rispondo.

    • m@user says:

      Come non essere d’accordo…

  80. simone says:

    Caro Vito,
    c’è chi la politica la fa nel territorio, parlando con le persone, accogliendo sfoghi, insulti, ,suggerimenti e qualche volta complimenti.
    Io ieri ero a volantinare per SEL al mercato di via Quirra, questa mattina al mercato di Sant’Elia.
    Poi c’è chi vuole insegnare agli altri a fare politica dietro lo schermo del computer, con il sedere bello comodo sulla sedia, sistema rispettabile, ma permetterai più facile da realizzare.
    È una delle poche volte che vengo discriminato perché sono laureato, ma la cosa non mi infastidisce, non voglio dirti i sacrifici personali che ho fatto per laurearmi, ma quelli che hanno fatto i miei genitori, un operaio che si è trovato disoccupato a 40 anni con due figli e si è reinventato artigiano e un’impiegata che il lavoro lo ha perso tre anni fa…e come me ci sono altri compagni e altre compagne che tu definisci fighetti e presuntuosi con esperienze simili…forse dovresti conoscerci, dovresti venire in via Puccini o alle nostre iniziative che facciamo nei vari quartieri della città o che in qualche modo li riguardano, forse capiresti chi è davvero il fighetto che lavora per far contenti altri quattro fighetti e chi invece (sicuramente commettendo errori) lavora per il bene di ciò che lo circonda.
    Un altro errore lo sto probabilmente commettendo commentando questo tuo articolo, dovresti essere ignorato quando scrivi queste cose e per questo mi scuso.

    • E pensi con questo commento di avere risposto alle mie argomentazioni? Con chi credi di parlare? Con uno a cui hanno regalato tutto nella vita o a uno che come te ha fatto tanti sacrifici per avere quel poco che ha?
      Voi di Sel vi offendete per qualunque cosa vi venga detto e l’unica vostra reazione è quella di ignorare chi non la pensa come voi.

      • simone says:

        Ma io infatti non volevo rispondere alle tue argomentazioni, non mi interessano. E non sono offeso 🙂
        Comunque hai ragione, torno ad ignorarti, vedo che lo fanno in parecchi ultimamente, spero votino tutti per SEL! 🙂
        Buon lavoro 🙂

        • Andrea says:

          Simone, non scendere dal piedistallo, non fare un pò di sana autocritica, continua ad essere convinto di essere sempre e comunque nel giusto. Vedi, anch’io ho votato SEL, che tu ci creda o no, ma la critica la ho già iniziata prima di tutto nei miei confronti perchè forse mi sono sbagliato nel credere che solo noi potevamo portare il cambiamento. Ignora pure le opinioni di Vito e se vuoi anche le mie, però la sensazione è di avere a che argomentare con gente fuori dalla pratica realtà. Senza rancore. 🙂

        • muttly says:

          Se invece te le chiedo io che ho votato Zedda per quello che ha proposto ma che non sta facendo cosa mi rispondi ? Devo passare in via Puccini per avere una risposta ?

        • matteo says:

          Simone, quello che quando mi sono permesso di criticare zedda da elettore convinto, mi rispose “il tuo voto puoi tenertelo non ce ne facciamo un cazzo!”? Dai, sono davvero sorpreso di questa sua risposta.

          • Roberta Mascia says:

            Caro Simone non è modo di rispondere ad argomentazioni che non ti piacciono… l’analisi di Vito non è offensiva ma solo critica e la critica fa crescere quindi va presa come una cosa positiva. Tu hai studiato perciò dovresti conoscere la dialettica e sapere che l’antitesi è indispensabile alla crescita.

    • De Ghisciu says:

      Costui, in modo molto trasparente, ci ha informati di essere a libro paga di Sel, precisamente del gruppo consiliare al Comune. O forse chi scrive è Simone Cristicchi reduce dal Festival di Sanremo, e non Simone Tanda?

    • Gianni Selis says:

      come se volantinare per Sel (ci sono elezioni) fosse fare qualcosa per i quartieri popolari… comica questa cosa

    • Roberta Mascia says:

      Caro Simone non è modo di rispondere ad argomentazioni che non ti piacciono… l’analisi di Vito non è offensiva ma solo critica e la critica fa crescere quindi va presa come una cosa positiva. Tu hai studiato perciò dovresti conoscere la dialettica e sapere che l’antitesi è indispensabile alla crescita.

    • my2cent says:

      Ecco, hai in un colpo solo dato forma e corpo ai concetti fin qui espressi. Grazie mille, siamo tutti lieti di questa tua grande capacità. Adesso puoi pure tornare giustamente a volantinare.

  81. Sergio says:

    caro vito, per te l’episodio di Carnevale è un problema di buona educazione: come fare un rutto al microfono. Ognuno al suo metro di giudizio.
    D’altra parte se Grillo fa l’occhiolino a casa Pound è uno scandalo, se fa le battute sui immigrati di colore che dovrebbero essere picchiati se ne parla in tutta internet.
    Se invece vengono derisi insultati gli omosessuali, o chiunque si possa riconoscere nella comunità L.B.G.T. il problema è che per la gente cagliaritana loro sono caghineri.
    la cui accezione del termine (anche se tu fai finta di niente) è negativa. Con buona pace della tua apertura mentale verso tutte le classi sociali.
    Ancora più grave che tu decodifichi e sostieni un ragionamento becero che prevede che gli omosessuali siano una minoranza, come i ciclisti e gli ambientalisti e non “maggioranze che abitano nei quartieri popolari”.
    Xioè:
    gli omosessuali non possono appartenere ai quartieri popolari? non possono essere solo automobilisti e non ciclisti? sono tutti fighetti radical chic
    che non hanno problemi di lavoro? Sono tutti laureati e non possono essere ceto basso?

    Ma stiamo scherzando? Ma che ragionamenti si sente fare?
    Sarebbe perlomeno il caso che si leggesse il comunicato dell’ARC di Cagliari, vallo a spiegare a loro che non possono essere ceto basso:
    “L’omofobia è sempre espressione di ignoranza e violenza, ma in alcuni casi lo è di più”.
    E questo a pochi giorni dalla giornata contro le violenze sulle donne.

    Se i quartieri popolari sono rappresentati da due cazzoni che hanno detto quello che sappiamo da un palco durante un’iniziativa pubblica, tu lo vedi come l’espressione e l’indicazione del malcontento dei quartieri popolari, io la vedo come una cosa grave che si chiama omofobia.
    Talmente grave che anche il gruppo di Stampace e il Dopolavoro Ferroviario hanno immediatamente preso le distanze dall’episodio.
    Eppure loro sono rappresentativi della Cagliari popolana, non certo di quella radical chic. Si sono vergognati, e non volevano essere messi un mezzo in una cosa dove non si sentono rappresentati, neanche di fronte al disagio di non aver avuto soldi per il Carnevale 2013. Forse sono troppo raffinati anche loro.

    Forse sono troppo raffinati anche i ragazzi delle comunità L.B.G.T, si può andare a chiedere loro cosa ne pensano dell’omofobia, o cosa ne pensano dell’omofobia le centinaia di ragazze (e ragazzi) che sono andati al flash mob del One Billion Rise solo qualche giorno fa. Non penso che siano molto propensi a fare distinzione di quartieri o di istruzione.
    Che quà a Cagliari già non siamo in Iran. Ognuno è libero di prendere le posizioni che vuole e di dire ciò che vuole, ma si assume le responsabilità di quello che dice. Anche se ha solo la 5° elementare.

    Ma per i quartieri popolari, e tu che li interpreti, le donne sono solo “udde”. Bisognerà quindi capire il disagio dei maschi quando saliranno sul palco, o sulle gradinate di uno stadio,
    quando urleranno che un politico ha tolto i soldi per il loro stadio per fare invece delle iniziative per le “udde”.
    Si sa, per “loro”, le donne sono udde, e poi mica vivono in quartieri non popolari…..saranno anche “minoranze”, e forse anche radical chic. Bisognerà capire il malcontento: “gli hanno tolto i soldi per lo stadio, scherziamo?! Eccheccazzo!”
    Che ci sarà di strano?

    • Caro Sergio, quello che ho scritto ho scritto. Sicuramente mi sono spiegato male, ma anche no. Se non vuoi capire, mi dispiace. Non stiamo parlando di omosessualità o di omofobia, ma di linguaggi e di segnali che arrivano dai ceti più popolari e che questa amministrazione non sa decodificare.
      Il fatto di piazza del Carmine è grave (e chi lo ha mai negato?), e bene hanno fatto gli organizzatori a dissociarsi. Ma ci dice più di quanto non sembri. Se vuoi confinarlo ad un episodio di omofobia sei libero di farlo, e io sono con te a condannarlo. Ma secondo me c’è anche dell’altro. Libero di vederlo oppure no.

      • Io di solito seguo con attenzione e ottima considerazione quel che dice e scrive Vito, ma stavolta sono totalmente in disaccordo: usare termini dispregiativi verso i gay soprattutto davanti a bambini e adolescenti è diseducativo e devastante soprattutto in quanto ancora oggi, ed in qualunque classe sociale, esistono ancora gay, soprattutto giovanissimi, che vengono osteggiati in ogni modo all’interno delle proprie famiglie, e talvolta cacciati di casa in quanto gay.
        Spesso si parla di certe questioni in maniera superficiale, e così come può capitare che un politico sia distante dai veri sentimenti della gente, può capitare anche che un giornalista, dal quale si può dissentire senza per questo essere accusati di “non capire”, la faccia fuori dal vaso.
        Dire che il concetto di gay è per accademici della crusca e che per tutti gli altri i gay sono e rimangono “caghineri” significa vivere su Marte, ed è offensivo verso chi (come me) è cresciuto e vive ancora in un quartiere popolare, è gay dichiarato e militante, si è conquistato dignità e rispetto in famiglia e in società semplicemente essendo se stesso, e nessuno, ma proprio nessuno, a partire dai suoi splendidi vicini di casa spesso (tra i più anziani) con neanche le scuole dell’obbligo completate, si è mai sognato di chiamare “caghineri”.
        Il vero concetto snob e fuori dal mondo è quello che hai espresso tu, offendendo in un sol colpo gay e appartenenti ai quartieri popolari.
        Gli esempi sia positivi che negativi su queste questioni sono trasversali, puoi trovare l’avvocato che caccia di casa il figlio gay e l’ambulante del mercato di Via Quirra che per il figlio gay si butterebbe sul fuoco.
        A proposito, sono anche tifoso del Cagliari e amo il carnevale, ma quando Zedda ha dato il patrocinio gratuito al Gay Pride non ho pensato che questo fosse alternativo alla risoluzione del problema dello stadio ed altre questioni ancora pendenti.
        Ragionare in questo modo è fuorviante, perchè mette le questioni relative a diritti e discriminazioni sempre in fondo alla lista delle priorità. Per alcuni, viene e verrà sempre prima qualcos’altro.
        Rispettosamente, e sperando di vederti sfilare insieme a noi al prossimo Gay Pride (stai tranquillo, nessuno penserà che sei “caghineri”),
        Marco.

      • Sergio says:

        Dunque, Allora lo spiego meglio..
        io penso che ti sia spiegato bene. Se poi io esamino un aspetto della questione che poni tu, in particolare uno dei 2 esempi non è che la gente non ti vuole capire.
        Però non devi fare la vittima se non discuto solo delle conclusioni che tu vuoi proporre, ma discuto anche del modo con cui tu ci sei arrivato.
        Ovvero dell’esempio di piazza del Carmine per carnevale che hai fatto, hai argomentato e interpretato (decodificato)
        perchè per te è una delle evidenze che ti hanno portato a sostenere che:

        “Cagliari si sta spaccando in due. Più di quanto non lo sia mai stata prima. I segnali sono inequivocabili….”

        “Amici che governate Cagliari, amici del Pd e soprattutto amici di Sel: questo è quello che una parte crescente della città sta pensando di voi.
        Che rappresentate una sinistra di fighetti lontana dai problemi della gente comune, di quelli che per voi sono solo dei “gaggi”. Una sinistra radical-chic”.

        Tu tiri fuori due esempi per confermare questa tesi. il 1°, secondo me, lascia il tempo che trova.
        1) quei due (da chi era presente il giorni sembrano state due le persone salite sul palco.)
        potrebbero essere espressione di come ragiona un parte della città, oppure no? Sono più rappresentativi dei quartieri popolari più di quanto lo siano i gruppi di Stampace o del Dopolavoro ferroviario
        (gente semplice anche loro, mica fighetti come quelli di via Puccini….) che si sono dissociati e che non hanno detto una parola sul fatto che il Carnevale di Cagliari quest’anno non ha avuto fondi dal Comune, cosa più che vera…..Oppure no.

        Tu lo vedi come un evidente indicatore del malcontento, io lo vedo solo come un evidente elemento di omofobia contro i caghineri.

        Altro aspetto delle tue argomentaizoni è legato al fatto che sembrebbe che ci sia a Cagliari qualcuno piuttosto schifato del fatto che si usi il termine “caghineri” e non “omosessuale”. E questo io proprio non lo capisco, pur leggendo i comunicati, articoli sui giornali, ecc.
        C’è qualche elemento che ti ha fatto capire che il fastidio sia l’uso del termine e non invece il problema di discriminazione nei confronti della comunità gay di Cagliari ( e non solo cagliari, visto che per il gaypride sono arrivati da tutta la Sardegna) ???

        Il problema non è il termine “caghinerisi” al posto di “omosessuali”. Quindi non di accademia, ma tu la metti sull’uso del termine. Scusami, ma sembra che proprio che a te questo serva per arrivare ad altro ( a dire che la sinsitra a cagliari sia fighetta e schizzinosa).
        Quelli di SEL, come anche quelli dell’ARC, come i gruppi del Carnevale si sono sistemati la cravatta per rispondere in merito sul corretto utilizzo del termine caghineri? E’ abbastanza chiaro che ne hanno fatto un discorso di principio, tutti quanti, nessuno ne ha fatto un problema di “estetica di linguaggio” come la chiami tu.
        E’ piuttosto tendenzioso che tu voglia mettere il comunicato di SEL esclusivamente su un livello di utilizzo di termini (“gli omosessuali che piaccia o no funti caghinerisi, con buona pace degli accademici della Crusca e dei compagni di via Puccini”).
        E questo, te lo dico sinceramente, toglie abbastanza alla forza delle tue argomentazioni, perchè si percepisce
        che diversi tuoi giudizi siano forzati (“Ma la sinistra, che il linguaggio dei ceti più bassi non lo capisce più, ne fa una questione estetica, di buona educazione”) per rappresentare solo l’ennesima mossa della tua battaglia personale contro quelli di via Puccini.

        Saluti e forza Cagliari.

        • muttly says:

          Una controprova semplice semplice, un comunicato politico cambia il modo in cui un omosessuale viene descritto dai ceti popolari indicati dal post ?
          Se No ha ragione Vito dicendo che a sinistra ci si occupa della forma e del galateo ma non della sostanza e questa è una presa in giro per chi come te deve essere rispettato non formalmente ma umanamente come persona, se Si invece hai ragione tu, basta dissociarsi e condannare per cambiare la coscienza e l’atteggiamento delle persone.
          Il problema però è un altro ed è che non si capisce quello che le persone poco educate e con scolarizzazione molto bassa stanno chiedendo a chi governa la città, fa cadere le braccia sentire il sindaco dire che le lamentele e le critiche sono un buon indicatore per l’azione di chi governa, peccato che il sindaco precedente fosse al centro di lamentele e critiche e il suo continuatore ha perso sonoramente le elezioni.
          Meno male che doveva essere democrazia partecipata, forse chi ha votato il sindaco non aveva capito che partecipava solo chi aveva la tessera di partito.

        • Sergio, mettiamola così: in piazza del Carmine tu hai visto solo omofobia, io ho visto omofobia più qualcos’altro.
          Secondo: la sinistra a Cagliari non siete solo voi, la mia critica riguarda anche le altre formazioni (e ovviamente il Pd).
          Terzo: con questa storia della mia battaglia personale contro via Puccini state diventando patetici.

          • my2cent says:

            Vito, il vero problema è che nella lingua sarda non esiste un modo politically correct di dire omosessuale.. basta, rivoluzione, serve un neologismo, altrimenti la sinistra va in panne e bandisce la lingua sarda. Al via le proposte…

    • De Ghisciu says:

      Questa affettata dissertazione del capogruppo di Sel in consiglio comunale convincerà sicuramente le masse popolari a votare in massa a sinistra.

  82. Amsicora70 says:

    Posso dire la mia? Vito questo tuo attacco continuo, incessante alla giunta Zedda ormai ha stancato. Arrivi a difendere, cercando voli pindarici abbastanza comici l’indifendibile pur di attaccare chi governa Cagliari. E allora vai a manifestare pro cellino sotto buon cammino , scherzato a favore della rantantina contro il gay prode etc… Scoprirò ‘popolàno’ insomma. Peccato che fine poco tempo fa sostenevi idee esattamente opposte, ma questo poco importa, ora c’è da demonizzare Zedda

    • muttly says:

      Se chi governa Cagliari fa tutto il contrario di quello che ha promesso non è mica tanto strano attaccarlo.

  83. Il Richiamo Della Coscenza
    Frastornato ultrasuono
    Che mi confonde,
    tratto e chino il viso
    al lancio della sordità
    ondulo tra la parete.
    Frastornato dall’ insidia
    Dell’ ignoranza
    Che mosse il mio turbamento
    Nella perdizione della coscienza.
    Arso il tappeto dorato,
    folta e arricciata
    la gelata barba
    che segna dal rasoio
    dell’ apparenza
    le porte dell’ Inverno.
    Sussurrerà un amico
    Al vento
    All’ ombra di un ramo
    Che trasporterà con leggerezza
    La brezza marina
    Tra il maestrale,
    languida essenza turchina
    il sorriso,
    il tesoro piu’ vitreo
    impregnato nelle
    nostre coscienze.
    Vincenzo Tatti

  84. iskida says:

    Si dice ‘fighetti’ si scrive Mancini, Puggioni, Frau …. E non sono poi così colti. Sono mediamente colti, leggono Repubblica, sono divulgatori del vulgato di Stato, non hanno letto Pasolini, perché difficile, e neanche Moravia che è l’auotre della loro classe, ma non lo sanno. Sono Panciapiena più che fighetti.

  85. Frafri says:

    Beh certo se compito delle amministrazioni cittadine o dei governi nazionali è quello di dare sfogo alle pulsioni deteriori, assecondando manifestazioni retrograde solo perché comuni alla massa – siano esse l’abbronzatura del presidente usa o il caghineri tutto nostrano – e non invece quello di tracciare un percorso che conduca sempre al meglio (con un maggiore rispetto di tutti, con sempre meno macchine in giro che inquinano e impediscono agli anziani di uscire in sicurezza da casa, con più aree verdi fruibili a tutti!) beh allora è davvero inutile impegnarsi in politica… Indicare Sant’Elia come cartina di tornasole del gradimento politico dell’amministrazione comunale fa sorridere e denota davvero un atteggiamento snob a contrario…..bisognerebbe avere il coraggio di ricordare dove il nostro governatore cappellacci ha fatto il pieno di voti alle ultime elezioni regionali.

    • muttly says:

      Bisognerebbe avere il coraggio di rileggere più volte, chiedersi se si è capito il senso di un discorso prendere il vocabolario e tradurre la seguente frase se non si è capita nelle riletture:
      “Serve un linguaggio nuovo che spieghi alla Cagliari con la terza media perché è giusto fare il Gay Pride, costruire le piste ciclabili, dare una casa ai rom difendere l’ambiente. La sinistra cagliaritana questo linguaggio non ce l’ha, non l’ha trovato. E neanche sembra volerlo cercare: propone di andare in teatro o nei musei.”

      Invece si posta e gli altri lettori si chiedono ma perchè scrive di altro rispetto a quello che voleva dire il blogger ?

  86. Valentina Serra says:

    E mi dispiace confermare quanto letto in questi mesi.
    Gente che a parole sogna, difende, propone cose mai viste nella nostra città, ma solo a parole destinate a sé e ai loro tre amichetti. Persone, tante delle quali ben conosciute anche fuori dall’Università che, quando si tratta di avvicinare “la diversità”, storce il naso o cambia elegantemente il centro del discorso. Uno snobismo vomitevole, ignobile direi. Mi dispiace parlare così di gente che pensavo migliore, in certi casi addirittura amica, che la politica l’avrebbe dovuta intendere in modo collettivo e non privatamente personale. Ma purtroppo io non ho parole ottimiste per chi vede il disagio con gli occhi Maria Antonietta. Credo solo che questa sia stata l’ennesima occasione perduta.

  87. MammaTigre says:

    Lodevole il tuo modo di esporti, provocare, dare fastidio, ma parlarne. D’accordo su tutto, tranne sulla questione stadio (che divide anche i radical chic. E io non lo sono, conosci le mie umili ma dignitose origini 😉

  88. De Ghisciu says:

    Se Massimo Zedda si dovesse dimettere, fosse sfiduciato o magari per par condicio con Contini venisse arrestato dalla magistratura, i cagliaritani lo rimpiangerebbero molto. E’ talmente amato che un gruppo di cittadini sta pensando di fargli un gradito dono: un biglietto aereo per la Patagonia. Di sola andata.

  89. difendere l’ambiente a colpi di multipiano?

  90. IL problema non è solo CASTEDDU ma de s’intera SARDIGNA. Non è questione di maldestri o sinistri politicanti ASCARI e SERVI de s’italia. Sardigna NO ESTE italia e finchè non ci liberiamo dae sa TIRANNIA italiana su populu Sardu a de aturai STRECAU e prima s’indè liberaus mentzus este pro nois.
    Sosteniamo Questa nobile causa PERilBENEdiTUTTI i Sardi e della Sardegna, CONDIVIDETE e FATTE GIRARE GRAZIE Per tutti quelli che sono interessati alla petizione possono mettersi in contato con l’avvocato Sollai al N° FAX 070 301994 al N° UFF. 070 304635 o tramite MAIL avv.gianfrancosollai@gmail.com https://www.facebook.com/photo.php?fbid=4912204334173&set=a.1670492613406.2083899.1570085004&type=1&theater

  91. ANDREA COIS says:

    NONCCEDDINAI! CUN SA TREDDICCESIMA MI SEU PAGGAU SIMMU MO CUN SA QUATTORDDICCESIMA MI DEPPU PAGAI SATTARES! E SU CONDOMINIU ARRUENDINDI IN CONCA, HO SU SINDIGU MI DA’ARRANGIASA SA DOMU?

  92. E dire che ci credevamo così tanto says:

    Certo, andate nei musei, troverete tante operazioni mediocri sotto l’etichetta “arte partecipata” (avessero almeno studiato cos’è..)

  93. ittadinanta says:

    Ehm!!!! Di che teatro parla???in ogni caso non mi sembra che la cultura ci abbia guadagnato con Zedda

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