Cagliari / Sardegna

“Caro Zedda, salva il Cagliari, riapri in fretta il Sant’Elia!”: lettera aperta di un giornalista-tifoso al sindigo de Casteddu

Caro sindaco Zedda,

questa è una lettera aperta scritta da un tifoso del Cagliari, da quasi trentacinque abbonato in Curva Nord. Ma è anche la lettera di un tuo elettore, nonché di un giornalista che ha apprezzato il modo con cui hai trattato con il presidente del Cagliari Massimo Cellino nel momento in cui il Comune ha preteso il pagamento dei canoni arretrati dello stadio Sant’Elia e il rispetto della convenzione che legava la società sportiva all’amministrazione.

Ti sei mosso bene, con la giusta fermezza di chi, ricoprendo una carica pubblica, deve essere rispettoso delle norme e del buonsenso, senza cedere alle pressioni di uno dei poteri più forti di questa città.

La decisione di Cellino di portare il Cagliari a Quartu è stata sciagurata, e gli ultimi sviluppi lo stanno dimostrando drammaticamente.

Ora la giustizia seguirà il suo corso e chissà quando sapremo se Cellino, Contini e tutti gli altri arrestati sono innocenti o colpevoli.

Intanto però c’è il Cagliari, la squadra della nostra città. A questo punto le preoccupazioni dei tifosi sono tante, perché secondo quale piega prenderà la vicenda giudiziaria, non è escluso che lo stadio di Is Arenas venga posto sotto sequestro perché ritenuto abusivo.

La squadra rossoblù è un patrimonio della nostra città. Un patrimonio di affetti, di memoria, di identità. Un patrimonio anche economico. Il rischio concreto è che la squadra si trovi allo sbando più totale nella fase più delicata del campionato, senza stadio in cui conquistare una salvezza quest’anno più difficile che mai.

Lo stadio Sant’Elia oggi versa in uno stato di sostanziale abbandono. È vero, non risponde più alle esigenze del calcio moderno. Però è di fatto l’unica struttura in Sardegna nella quale il Cagliari, fatti gli opportuni lavori, potrebbe essere autorizzato a giocare.

L’amministrazione che tu guidi è chiamata ad un gesto di generosità e di lungimiranza politica nei confronti di squadra nella quale i cagliaritani si riconoscono.

E il gesto è molto semplice: fare tutto il possibile perché lo stadio Sant’Elia possa riaprire in fretta, possa avere in tempi rapidi una pur minima agibilità in grado di consentire al Cagliari (nella malaugurata ipotesi che Is Arenas venisse chiuso) di giocare all’interno del suo storico stadio le partite di campionato.

Sì, si tratta di spendere soldi, di trovare ingenti risorse per risistemare l’impianto quanto basta perché possa (comunque in deroga alla normativa nazionale) ospitare nuovamente le gare del Cagliari. Sono tempi di crisi, ma tu sai bene che sarebbe un investimento che troverebbe l’appoggio della stragrande maggioranza dei cagliaritani. Sarebbe una soluzione di emergenza, perché questa è evidentemente una emergenza.

Si dice sempre si dice sempre che le squadre sono dei tifosi. Ecco, oggi i tifosi del Cagliari hanno paura che la loro squadra venga travolta dagli eventi giudiziari. Il Comune di Cagliari non può assistere in silenzio, deve muoversi immediatamente perché la situazione ormai rischia di degenerare, coinvolgendo insieme ai vertici societari, anche la squadra rossoblù, il nostro Cagliari.

Il Comune deve fare tutto quello che è nelle sue possibilità per scongiurare il peggio. Non sarebbe solo un gesto di generosità, ma (ripeto) anche un atto di lungimiranza politica. Il Cagliari fa parte di questa città, della nostra storia: non può rischiare di sprofondare. E il Comune che tu guidi non può restare a guardare.

Un caro saluto

Vito Biolchini

67 Commenti

  1. Stadio, tre consiglieri chiedono a Zedda
”Quanto costa riaprire subito il S. Elia?”
    http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/305417

  2. che scemenza!

  3. Non ho votato per Zedda nè condivido la sua amministrazione.
    Però se devo scegliere tra il Comune della mia città e Cellino non ho dubbi: scelgo la mia città.
    Il Cagliari ha giocato 20 anni al S. Elia e se oggi siamo a questo punto le responsabilità sono diffuse ma certo non si può tener fuori un personaggio come Cellino dipingendolo come una vittima. Credo che ogni sindaco di qualunque colore avrebbe preferito che la squadra restasse in città possibilmente con uno stadio degno di questo nome ma se ciò non è stato possibile è perchè CELLINO, a mio avviso, non ha mai avuto la seria intenzione di risolvere il contenzioso che lo contrappone al comune. E da quanto sta emergendo dalle inchieste mi fa piacere che non ci sia invischiata l’ amministrazione della mia città.

    • Marco 70 says:

      Ooooh finalmente un pò di sano egoismo…W la mia città. Se su Planu è pulito W Selargius e fanculo al Brotzu che non mi appartiene e non mi interessa…perché il mio giardino è il mio necessario. Poco importa se da Selargius al Brotzu ci sono due cacche di cane come distanza…

      La squadra è sarda e non di un insignificante attaccamento ad uno spazio di confine cittadino, quando la Città si confonde con un area che solo gli ottusi non riconoscono. Pensare che la stessa Elmas in passato era Cagliari non conta? ipotizzare che Pirri diventi Comune vi turberebbe l’esistenza nel caso in cui nel 2030 lo stadio sia presso baracca manna? W il giardinetto e lode all’egoismo…

    • Dartagnan71 says:

      Bg, se dici che Cellino non ha mai fatto niente per rimodernare quell’area dici un sacco di inesattezze. Riguardati i progetti dell’area del Sant’Elia, (le trovi sul web) ignorate sia da Delogu che da Floris e poi da Zedda. Sono circa 11 anni che Cellino vuole buttare giu’ e ricostruire quello stadio che il tempo sta polverizzando, grazie ai miseri materiali utilizzati sia per costruirlo e poi per ristrutturarlo con soldi pubblici nel 90 in occasione dei Mondiali. Cellino lo farebbe a spese sue senza chiedere un euro alla Città, farebbe rivivere in positivo tutta quella zona, in cambio chiede solo la concessione gratuita di tutta l’area per 25/30 anni, dopodichè sarà in toto del Comune di Cagliari che chiederà il canone di locazione. A Udine la concessione è stata pagata una ventuno milioni di euro ma sarà di proprietà della società per 99 anni. Una bella differenza non credi?

  4. Marco 70 says:

    Io dopo ieri e le mie impulsività non volevo più scrivere sino a cose fatte ma…ragazzi Riva è veramente un Mito. Un uomo che può essere confutato per la sua idea anacronistia di non demolire il Sant’Elia è fallibile, un Mito che nonostante tutto vada a porgere solidarietà a Cellino è motivo di grandi emozioni. Non l’avrei mai detto e per me è una grande Vittoria di Valori.

    Gigi Riva merita e stramerita, non è un dogma come gli sfigati recitano ma è un persona nobile…con i suoi difetti e con le sue virtù. Con questo gesto ha smerdato i bigotti ottusi (nemici di Cellino che strumentalizzavano a loro piacimento il Dio anni 70) ed ha dimostrato che l’uomo è grande a prescindere dal “tifo islamico”.

    Caro Pietro mi sa che devi cambiare Eroe

  5. il vero tifoso è (dovrebbe essere) prima di tutto un cittadino con capacità di giudizio e un sano senso di giustizia e legalità

    • Marco 70 says:

      Paolo che fai come quelli che beatificano la legalità a tipo dogma indiscusso senza riflettere sulle modalità e sopratutto sulla comparazione con cui essa si propaga? Ben bengano allora per te le indagini, i dubbi, sulle visite di Gigi Riva in carcere…ah ah anche lui tra un pò è inquisito (parossistico ragionamento-provocazione) e tu sarai tra quelli che accetti tutto in nome della toga indiscussa? faccio domande eh

  6. Francamente, non auguro al Cagliari un futuro nello stadio Sant’Elia. Però, dinanzi alla necessità di un impianto su cui giocare, se Is Arenas venisse chiuso, l’ipotesi andrebbe esplorata, quantomeno in via provvisoria.
    Il Sant’Elia è uno stadio obsoleto, anacronistico, ormai inutile. Come è anacronistico che gravi sulla parte pubblica l’ onere di impianti che potrebbero e dovrebbero essere realizzati e gestiti dalle ricche società di calcio, con maggiore soddisfazione e benefici per tutti. Il Pubblico dovrebbe invece occuparsi dell’impiantistica per piccole società e sport minori.
    La verità è che il Sant’Elia non risponde più a nessuna logica che ne giustifichi i costi di adeguamento e manutenzione. Lo si capirà forse più avanti. Buona parte dell’opinione pubblica pare non aver ancora preso pienamente coscienza di questo, anche per irresponsabilità di politici e opinion leader. Anzichè un concorso di idee che produrrà tanti bei disegnini colorati, conditi da belle promesse, che forse faranno fare bella figura al sindaco durante la prossima campagna elettorale, perchè non fare uno studio di fattibilità tecnico-economica, che ci dica in che misura un intervento di questo tipo risponderebbe a criteri di utilità sociele e sostenibilita economica?
    Rimane l’affetto, i bei ricordi e l’orgoglio di disporre di un impianto olimpico, di valenza regionale.. Se proprio lo si vuole tenere in piedi, in quanto bene di rilevanza regionale, proporrei di trasferirlo di corsa al patrimonio regionale.. Il Comune scarichi alla Regione, che è anche proprietaria delle aree su cui sorge, la patata bollente, con tutti gli oneri di adeguamento e gestione.

    Il Cagliari è amato dai cittadin, che esprimono bisogni e istanze, per quanto non legate a bisogni primari, che chi amministra la città, non può trascurare. Questo sindaco verrà ricordato anche per essersi dimostrato più vicino ai tifosi “fighetti” della Dinamo, per i quali installò i maxischermi all’ExMa. Beh, dal punto di vista comunicativo, passa questo..
    Forse il sindaco non ha neppure mai chiesto un incontro coi tifosi, per sentirne le ragioni.. Per chiedere loro, che allo stadio ci vanno davvero, se preferiscono il Sant’Elia o uno stadio nuovo..
    Il Cagliari è una risorsa per la città, è un patrimonio storico e sociale. Porta il nome della città in giro per l’italia e per il mondo, molto meglio di costose campagne di promozione turistica. Le partite creano indotto economico, anche se i più non ci fanno caso E potrebbero portarne molto di più, in una concezione moderna dell’ evento sportivo domenicale, con le famiglie che frequentano stadio. Gli impianti moderni, che vivono 7 gioni su 7, in contesti attrattivi, piaceevoli, sicuri, sono indispensabili in questo senso. Il sant’elia, da questo punto di vista, è stato un elemento che ha accentuato il degrado e la separazione del quartiere dalla città. Un errore e un oltraggio urbanistico.

    Un sindaco inoltre dovrebbe, tanto più in periodi di crisi, cercare di attrarre investimenti privati, facilitando i processi e massimizzando le ricadute sociali all’interno di accordi nei quali è il pubblico a dettare le regole e a porre le condizioni. Le amministrazioni comunali che si sono succedute avrebbero dovuto/ dovrebbero, a mio avviso, operarsi per aiutare l’imprenditore a individuare un’area sulla quale realizzare il nuovo stadio. Che sia Sant’Elia, San Lorenzo, che sia Su Stangioni o altre.. Intanto perchè spetta all’Amministrazione pianificare e orientare lo sviluppo della città decidendo, di concorso col privato, l’area migliore per infrastrutture e servizi di questo tipo. Insomma, si tratta di guidare e facilitare il processo, senza fare ragali ma neppure disinteressandosi o facendo ostruzionismo attivo o passivo. Santa Caterina e Is Arenas per me sn conseguenze di un deficit di pianificazione pubblica..
    Ad un certo punto si è parlato dell’area di via San Paolo. Pare che l’area messa a disposizione dal Comune (quella del circo), fosse insufficiente. Ma perchè il discorso non è stato portato avanti coinvolgendo aree contermini in un piano più vasto e ambizioso? Sarebbe potuta essere l’occasione per “risolvere” dal punto di vista urbanistico un’area degradata, che potrebbe divenire un parco verde e sportivo attrezzato nel lungo laguna, a beneficio di quartieri storici che ne sono da sempre carenti.
    All’amministrazione chiederei un impegno di questo tipo. Si provi a riallacciare i contatti col Cagliari per capire se la società è disposta a ragionare su queste cose. Ma bisogna che anche il sindaco lo sia….

  7. Francesco says:

    Non capisco per quale motivo il Comune dovrebbe fare tutto questo, visto l’atteggiamento di Cellino da “signorotto feudale”.
    In sostanza l’istituzione deve passare sopra ogni cosa, nel nome del calcio.
    Guarda che con un ragionamento simile manterresti il crocifisso nelle scuole, sempre per “lungimiranza politica”.
    E tanti saluti a tutti quegli interessi della collettività che non hanno mai potuto godere di un tale trattamento di favore, perchè non sono il calcio.

  8. che vergogna di sindaco….oggi sara’ triste ..visto che il Cagliari ha vinto………faccia chiudere fino a mezzanotte anche Elmas per dispetto..cosi’ i giocatori atterrano a Olbia e devono farsi tre ore di macchina…..

  9. pier paolo says:

    qualcuno che non ha neanche il coraggio e buon senso di indicare almeno il proprio nome si dimentica che anche Zedda e’ indagato(vedi teatro lirico).i Vorrei sapere cosa intende per Cagliaritano medio?Una persona al di sotto di chi la pensa come lui?Fiero di esserlo.Tenetevi il vostro Sindaco che passera’ alla storia per le cazzate fatte e per aver mandato via il Cagliari da Cagliari.dimenticavo: complimenti per il carnevale cagliaritano!!!

    • muttly says:

      Ti sbagli passerà alla storia come quello che ha chiesto di onorare un contratto firmato, sai come è sono soldi mica panini e birra

  10. Antonio says:

    Di Cellino si può pensare tutto, ma una cosa è certa: è un uomo vero. Non nel senso di eroe, di grande uomo, o sciocchezze simili. E’ vero nel senso di autentico, si presenta per quello che è, non ha maschere, non ha atteggi, non finge. Se deve mandarti affanculo ti manda affanculo, è diretto, scostante, irascibile, magari brusco, rozzo e gaggio per tanti, ma passionale, in fondo generoso. La testimonianza più bella la stanno dando i detenuti di Buoncammino, che se lo coccolano da mattino a sera. La sua colpa è di essere popolare e anche popolano se vogliamo (il fatto che sia ricco non significa nulla), nulla a che fare con la cricca radical-chic con la puzza al naso che sta somministrando giorno per giorno l’eutanasia a Cagliari (non al Cagliari, che sarebbe il meno, ma proprio alla città). Dopo vent’anni di governo cittadino degli incolti, ignoranti e grezzi destrorsi servi del demonio di Arcore, ora abbiamo gli ILLUMINATI, I COLTI, I RAFFINATI, GLI ELEGANTI, GLI ONESTI, I PURI, che fanno tutto, ma proprio tutto, anche quando dormono, mangiano e vanno al cesso, nel RISPETTO DELLE REGOLE, DELL’ONESTA’ E DELLA MORALIT-T-T-A’.
    Ora il NEMICO è in galera, gran sollievo, grandi feste e ricevimenti a Palazzo, e i sostenitori di quello sport volgare, per plebei affetti da nanismo culturale che è il calcio, sono in lutto perchè prossimi alla privazione del loro giocattolo rossoblu.
    Ovviamente il tutto con la solerte collaborazione di MAGISTRATURA, BURO-TECNOCRAZIA, AMBIENTALISTI e FORZE POLITICHE BEN IDENTIFICABILI, la nuova aristocrazia che lascia il deserto al suo passaggio.
    Buona domenica presidente

    • francu says:

      Cellino piace perché rappresenta l’italiota medio. Maleducato, arrogante, prepotente, ignorante, opportunista, gretto, pronto a incularti alla prima occasione, se ne fotte delle regole, parcheggia il suv in seconda fila, insofferente alle regole del vivere civile. Non sorprende che piaccia ai detenuti. Nessuno é felice perché é in galera. Si é felici quando in galera ci sono i delinquenti. Uno come lui nei paesi civili come Inghilterra, germania sarebbe disprezzato come merita. Che si permetta di fare la metà delle cose che fa qui a Miami poi vediamo.

  11. un dubbio mi assale says:

    E’ giusto che Biolchini faccia il suo lavoro: “io do le idee, agli amministratori realizzarle”, ma credo che Giovanni Dore, in quanto amministratore – e non esattamente supporter del sindaco – abbia toccato il punto: non è fattibile, salvo illegittime forzature.

    Non si può liquidare tutto dicendo: sei sindaco assumiti le responsabilità.

    Contini l’ha fatto, e non saranno i tifosi del Cagliari a risolvergli i problemi ora.
    Floris ha dato le proroghe ai baretti, e ora deve risponderne alla magistratura.
    Ora Zedda dovrebbe, secondo l’Unione e il cagliaritano medio (ma forse anche secondo Biolchini) ripetere gli stessi errori di questi due, sapendo che a loro è già andata male….

    Ma siamo davvero convinti che per essere un buon sindaco bisogna violare la legge?
    io finora pensavo fosse pacifico il contrario.

    • Evidentemente non mi sono spiegato bene: ci riprovo. Io non chiedo che il Comune assecondi Cellino e il Cagliari. Chedo che il Comune, in tempi rapidissimi, si faccia un’idea di quanto possa costare (in termini di tempo e risorse) una riapertura minima del Sant’Elia per ospitare il Cagliari dopo l’eventuale chiusura di Is Asenas. Chiedo che il Comune lavori su questa ipotesi, prendendo contatto con la Lega Calcio, con Sky, con il Cagliari, con tutti i soggetti interessati. Per scoprire se si può tornare al Sant’Eliae a quali condizioni. Oppure per scoprire definitivamente che non si può, che è una ipotesi irrealizzabile. Nessuno chiede a Zedda di violare la legge: solo di fare politica. Di fare il sindaco.

      • Anonimo says:

        Vito…ma non li leggi?
        Ma lasciali nel loro brodo. Al diavolo il calcio……

      • stesso dubbio says:

        Biolchini, leggeva Bonvi?

        il comandante ai soldati:
        cosa volete burro o cannoni?
        tutti zitti uno: cannoni!!!
        la mattina dopo tutti trovavano miniature di cannoni da spalmare sul pane…

        ecco, posto che il calcio è sport, e sport è cultura, penso che solo la progettazione preliminare dello stadio (necessaria per capire quanto costerebbe realizzarlo) assorbirebbe tutti i (magri) fondi per la cultura da oggi fino al termine del mandato del sindaco.

        e lei cosa vuole, burro o cannoni ?

      • paulsc says:

        Concordo. Aggiungerei che il Cagliari, oltre al suo valore storico e sportivo, rappresenta una risorsa economica per i dipendenti (e non parlo dei giocatori) e l’indotto che gira intorno al fenomeno prettamente calcistico. Il Comune, se trovasse una soluzione, salverebbe anche tanti posti di lavoro che, allo stato attuale, sono fortemene a rischio. Sempre nel rispetto delle regole, sia chiaro..

  12. Marco 70 says:

    A proposito di Democrazia e di personaggi pubblici che si riempiono la bocca di libertà e rispetto per poi oscurarti e bloccarti nei vari profili FB o Blog vari ogni qual volta sei polemico e non accetti le tesi di casa…
    Dopo ieri sera ringrazio Vito Biolchini per la sua spiccata capacità di confronto. L’ho apprezzato molto nonostante mi stia sulle parti intime per argomentazioni non condivise. Credo che sia un esempio di alta comunicazione la sua e se lo scrivo è per pura onestà nel riconoscergli merito. Confrontarsi e non cancellare delle opinioni e dei giudizi scomodi è degno di stima…a prescindere da tutte le argomentazioni sul discorso stadio.

  13. pier paolo says:

    Belle parole,peccato che siano indirizzate alla persona sbagliata,a chi ha mandato via il Cagliai da Cagliari ,a chi ha pensato di usare il teatro come un suo gioco personale ,a chi vuole toglierci i baretti del poetto ,a chi ha riconsegnato ai topi l’anfiteatro ,a chi ha preso in giro i ricciai,a chi ha realizzato le piste ciclabili senza una logica,a chi ha buttato soldi per un arena per quattro gatti e per 2 spettacoli all’anno,a chi ha cercato di rovinare anche le piccole compagnie teatrali.Puo’ bastare in un anno e mezzo? Caro signor Biolchini mi sembra che la sua richiesta non abbia un destinatario. La saluto.

  14. Francesco Sechi says:

    Lo so, è da pazzi spendere oggi soldi per lo stadio del Cagliari ma immaginare di vedere un giorno il Sant’Elia pieno come ai vecchi tempi vale tutta la pazzia di questo mondo!

  15. Elisabetta says:

    Vabbè, Vito, capisco che quando si parla di calcio c’è una regressione ad uno stadio (!) emotivo che colloca il tifoso medio tra i cinque e i sette anni d’età mentale, ma stavolta il post mi lascia veramente basita. Ma scherzi? Stai chiedendo veramente a Zedda di fare una mossa demagogica, di buttare soldi pubblici per un’impresa promozionale scendendo a patti col Cagliari calcio (o comunque cercando un accordo da galantuomini, e ho detto tutto) per non dispiacere i tifosi!? Ma chi se ne frega dello stadio! Giàllosai che in città c’è bisogno di ben altro, per tutti i cittadini, per il turismo e pure per gli sportivi. Se proprio proprio c’abbiamo monetine che ci stressano, e pensiamo ai veri diritti negati: un paio di asili nido, la famosa moschea, un parco – vero – in centro, qualche biblioteca e qualche campetto moderno di quartiere, il sistema dell’aliga, le pavimentazioni, le ristrutturazioni, una mostra di livello, uno spazio – a proposito! come siamo messi quest’anno? – per gli spettacoli estivi…

    • De Ghisciu says:

      I supporter dell’efficientissimo, preparatissimo e soprattutto democratico e trasparente sindaco di Cagliari, come questa signora Elisabetta, non depistano mai dal problema di turno dicendo alla maniera di Veltroni, noto responsabile di una delle più epocali scoppole elettorali della sinistra, che il problema è “ben altro”. Peraltro, è totalmente falso che tra un “ben altro” e l’altro, a parte le utilissime piste ciclabili che ci invidiano perfino ad Amsterdam, l’efficientissimo, preparatissimo e soprattutto democratico e trasparente sindaco di Cagliari non stia facendo niente. No, le critiche nei confronti di questo insostituibile amministratore sono tutte profondamente ingiuste, ha ragione Giovanni Dore.

      • Elisabetta says:

        E certo, de ghisciu! Facciamo orsù lo stadio che vivremo tutti molto meglio! (Che poi, le posso dire? Il gioco di ironie la sta frastornando, ha proprio capito male: se dico che ci sono altre priorità, e parlo di cose fondamentali, guardi che vuol dire che il sindaco non le sta facendo! capisce? è una critica, non un elogio da supporter!)

    • Cara Elisabetta, qui parliamo di calcio, che è uno straordinario fatto sociale. Ignorarlo non serve a molto, se non a continuare a far aumentare le distanze fra una città “illuminata” e una “regredita”, cioè quella città tutta moschea, diritti negati, biblioteche e mostre, e una che vuole solo lo stadio e poco altro. Ecco, io penso che una amministrazione di sinistra debba trovare un modo per mettere assieme queste due città, che non sono assolutamente in contraddizione. Una cosa non nega l’altra, e sai che sulla moschea sono stato il primo (e finora l’unico, mi sembra) a dire che andrebbe costruita con soldi pubblici.
      La mossa di Zedda non sarebbe demagogica, ma intelligente. Lo so che in città c’è bisogno anche di altro, ma c’è bisogno anche di uno stadio. Negarlo non ha senso.

    • Matteo says:

      Scusa Elisabetta, una domanda: per tutto l’indotto che crea una squadra di serie a e uno stadio (compresi i lavoratori da assumere per risistemerlo o costruirlo ex novo) mi dici quale sarebbe la soluzione? Perché qua si parla dello stadio come un’entità astratta, che non da lavoro, che non serve a una cippa. Ora, a me va benissimo, eliminiamo il calcio dalle nostre vite, gli stadi di qualsiasi ordine e tipo etc etc, però mi date una soluzione ai lavoratori impegnati nel campo? Perché si è tutti bravi a dire “a me il calcio non interessa e non voglio che per 25000 persone ipotetiche si spendano i soldi della comunità”, però oltre le 25000 ci sono tantissime alter migliaia impegnate in tutto l’indotto. Avete uan soluzione anche per queste persone, in un momento di disoccupazione come questo?

  16. bravo vito, afforrasa is cuccurre

  17. Marco 70 says:

    Che poi, come mai il nostro Vito rappresenta quei pochi a cui non ho mai sentito una parola positiva quando è stato aperto lo stadio, o quando Is Arenas si è trasformato in una grande festa (v. Cagliari Milan o Cagliari Napoli)? “cosa è” che puntualmente e sistematicamente ricompare in caso di disgrazie??!! Le stesse cugurre festanti che osannavano il prefetto ai tempi delle ordinanze per Cagliari Roma e che avvalendosi della parola (“gonfia”) legalité deturpavano la morale di chi parlava di incongruenza di quei provvedimenti? Buona pace a tutti
    Ps: ho preso ispirazione da un commento saggio di tifoso allibito…perché non è solo qui che si discute su questo appello-minchiata

    • Non hai mai sentito parola positiva perché non mi hai mai sentito su Radiolina, ospite di Mara e Lele Casini: fatti mandare le registrazioni e ne riparliamo. Se poi non sai leggere neanche quello che ho scritto in questi mesi non è colpa mia, ma tua.
      Buona pace anche a te (piuttosto, anche tu abbonato o tifoso comodo seduto in poltrona?).
      Salutami le cugurre e forza Cagliari.

      • Marco 70 says:

        Vito carissimo, Io abbonato e “vivo”…non portarmi male eh:)
        Ma poi…in questi mesi? e sarò pure orbo di comprendonio ma mi parevi “lontano” dalla gioia…eh eh comunque è sempre un piacere confrontarsi. Se poi non so leggere prenditela con la mia cara maestra, del resto non sono verità e se ti detesto relativamente al contesto stadio ci sarà pure una ragione che esula dalle mie farneticazioni…o no? ma anche ni…o se preferisci “bo” (che sintetizza il beneficio del “dubbio”)
        ps2: occhio alle tombe romane antiche che se è mi stanno facendo ingiallire l’erba

      • Valleyman says:

        Quanto mi infastidisce la frase “sei abbonato o tifoso comodo seduto in poltrona”. Frase che lascia sottoindendere che solo i primi hanno diritto di parola (critica ed elogi) mentre i secondi sono dei tifosi di serie B. Secondo questo assurdo assioma i “veri tifosi” possono essere al massimo 16.500. La capienza di Is Arenas.

  18. Vito, lo spirito della tua lettera è condivisibile.

    Sono uno dei consiglieri che più si è interessato di stadio, organizzando dibattiti
    http://www.giovannidore.it/index.php/?p=1320

    facendo approvare il concorso di idee per la ristrutturazione in senso polifunzionale
    http://www.giovannidore.it/wp-content/uploads/2012/01/ODG-2-sElia-25.01.2012.pdf
    http://www.giovannidore.it/index.php/?p=1105
    http://www.giovannidore.it/index.php/?p=786

    evidenziando la necessità che noi amministratori pagassimo un biglietto di ingresso
    http://www.giovannidore.it/index.php/?p=1487

    ho denunciato l’inesistente manutenzione da parte della società nel silenzio delle amministrazioni passate
    http://www.giovannidore.it/index.php/?p=1155

    e chiesto con forza che la società pagasse i propri debiti
    http://www.giovannidore.it/index.php/?p=1297

    e infine contestato la vergogna sportiva, prima che di rispetto verso la città, del capriccio di Trieste
    http://www.giovannidore.it/index.php/?p=1389

    Proprio la settimana scorsa ho presentato una interrogazione per chiedere che fine avesse fatto il concorso di idee e sollecitare la riapertura dello stadio alla città (attualmente “bloccato” proprio da una diffida di Cellino !) agli sport e campionati minori e perfino al Cagliari ove la società ne avesse richiesto la disponibilità
    http://www.giovannidore.it/index.php/?p=1605

    La realtà è che, comunque, se anche l’amministrazione desse un’accelerata (ed una risposta in questo senso mi auguro venga data in aula), credo che ci vorrebbero alcuni mesi per riaprire lo stadio per la serie a ed il rispetto di 3 condizioni:
    1) il pagamento degli oneri pregressi e la stipula di un nuovo contratto stante la risoluzione per inadempimento della convenzione;
    2) la realizzazione di tutta la rete di protezioni e dei tornelli portati via e montati ad Is Arenas, con i conseguenti tempi per ottenere l’agibilità;
    3) la possibilità di ospitare i tifosi solo nella parte agibile (tribuna centrale e laterale), posto che il resto è stato mandato in malora dopo il posizionamento delle tribune metalliche sulla pista.
    Il Sindaco (nonostante gli ingiustificati attacchi personali ricevuti) ha sempre dato, anche pubblicamente, questa disponibilità. Bisogna capire se la società abbia la volontà di tornare in città e se è disponibile a comportarsi come un normale contraente o preferisca invece continuare nel proprio anomalo percorso in zone e terreni che a tutto possono essere adibiti tranne che ad uno stadio di serie a.
    Saluti.

    • balossumidunaudeu says:

      O Giovanni Dore ma quanta demagogia!
      Il Sant’Elia era già inagibile dal 2002, si andava avanti con la firmetta domenicale del primo cittadino di turno ma nessuno mi risulta sia stato nè denunciato e nè tantomeno arrestato.
      Al s.elia non si puo’ giocare, la Lega ha già detto no l’anno scorso perchè non si puo’ sempre derogare in A un impianto che puo’ contenere al massimo 10.000 spettatori (quelli della tribuna centrale).
      Le tribune innnocenti (tanto criticate) sono state quelle che hanno consentito di giocare la B e la A in quell’impianto cadente in attesa che il Comune facesse gli interventi straordinari (questo è stato lo scopo della convenzione del 2002) su distinti e curve. Dove sono questi interventi? Il cemento armato sta crollando altro che mancata manutenzone ordinaria del Cagliari!

      E ora il Cagliari dovrebbe riportare a sue spese le tribune innocenti la dentro, e dovrebbe pure metterci i tornelli ( a proposito anche quella spesa sarebbe stata a carico del Comune , cosi’ prevede la Legge Pisanu, invece fu’ fatta a totale carico del Cagliari, che infatti, giustamente, se li è portati a Quartu)?
      E certo, il comune intanto aggiusta con le reti da pescatore i passaggi interni che vanno ai distinti e alle curve e pure i cornicioni che sono crollati nella tribuna centrale (che ad una visitina dell’IMPARZIALE commissione di vigilanza dovrebbe essere a questo punto sbarrata completamente!), eja , di gesso..

      Ma faccittime ‘o piacere…

  19. De Ghisciu says:

    I cittadini, di sicuro, hanno compreso alla perfezione i motivi per cui un sindaco che, pur commettendo grossi errori, agisce, deve finire in galera, mentre un suo confinante collega che sta sprofondando la propria città nel declino e nell’immobilismo sta tranquillamente a piede libero. Infatti se Contini sbaglia su Is Arenas si tratta di peculato, se Zedda fa cazzate sul Lirico certamente i veri colpevoli sono coloro che lo accusano. Lo ha detto il Papa, per questo si è dimesso.

  20. Marco 70 says:

    Sciagurata è stata la scelta di non mettersi d’accordo con Cellino ed ABBATTERE quel rudere inagibile ed inutile. Ora che siamo stati abituati ad un gioiellino di stadio, per funzionalità e sicurezza, dovremo tornare in quella bruttura insicura solo perchè si cavalca l’onda delle sentenze facili facili? ma coricatevi e dormite…
    Sciagurata è questa inchiesta che non ha capo ne coda, accanimento su tutto e tutti per trovare un pretesto di abbattere uno stadio tra i migliori della serie A. E meno male che ci sono le intercettazioni che spiegano paradossalmente tutta la volontà di Cellino di costruire uno stadio nonostante mille impedimenti. Credo che ad Is Arenas, durante i pienoni, si sia visto solo spettacolo e sicurezza, si sia finalmente goduto il calcio da vicino in una struttura quasi perfetta e per nulla invasiva come molti vorrebbero far credere: due lenzuolina bianche a coprire del ferro amovibile non sono certo pezzi di calcestruzzo che cadono ogni 10 anni post ristrutturazione. Sveglia gente e basta con questi articoli patetici. Se ci saranno delle illegalità dovevano innanzitutto venir fuori prima e sono a priori “attenuate” dalla vergogna dell’eterno aspettare prima che un opera venga permessa. Sciagurato uno che va in galera solo per aver voluto completare un’opera contro tutti e tutto mentre l’Italia gode di una lista infinita di opere incompiute e la stessa 131 è un perenne disagio? ah ah tentato peculato e falso ideologico e va in galera per custodia cautelare? che poi sul tentato peculato vorrei ancora capire (Cellino è un amministratore?)

    • Antonio says:

      Parole sante, intervento perfetto, condivido tutto parola per parola.
      Ma qui ormai c’è tutto un clima che non fa presagire nulla di buono, si parla addirittura di demolizione. Questi sono pazzi da legare!

  21. Il presupposto è corretto : senza uno stadio dove giocare la squadra della città muore ed è una perdita gravissima per la città e per la regione, perché il Cagliari Calcio è un bene identitario indiscutibile senza alcuna finta retorica. Il problema è che questo ragionamento andava fatto un anno fa non adesso. Credo che per recuperare il degrado di un anno senza cura occorrano fondi e tempo e soprattutto l’interesse di un’amministrazione che ha sempre dimostrato che la squadra di calcio e i suoi tifosi sono l’ultima delle sue priorità

  22. Antonio says:

    La speranza di Vito è destinata a rimanere tale. Al S. Elia il Cagliari non giocherà mai più, forse perchè non giocherà mai più da nessun altra parte.
    Quello stadio è un rudere, l’unica soluzione sarebbe stata quella di raderlo al suolo e rifarne uno nuovo, più piccolo e con tutti i confort. Proprio ciò che voleva fare Cellino.
    Ma no, non si può. Il S. Elia è lo stadio olimpico della Sardegna disse il vate Giggirriva, è contabilizzato per 50 milioni di euro (barzelletta), è patrimonio dell’umanità, è più pregiato del Colosseo, della torre di Pisa e del campanile di Giotto.
    Ma andassero tutti a ca………..

    • Pietro F. says:

      Ah, mo critichi anche Gigi Riva ma spt lo sfotti? Cioè, quel signore che ha reso il cagliari una leggenda e nel cui mito noi tifosi siamo cresciuti? Sempri po sa facci de Cellinu? Io e te siamo stati tifosi anche in C e se neccessario lo saremmo ancora. Io di sicuro. E sta tranquillo che una gallina da 30-40 milioni di euro all’anno non fallirà…se accade eè solo perchè quel signorotto arrogante deciderà di portarlo nelle fogne assieme a lui. Cellino, il nuovo pifferaio magico…

      • Marco 70 says:

        Gigi Riva è un Mito, la leggenda. Il Gigi Riva che afferma la minchiata anacronistica “Olimpico della Sardegna” è un uomo come tutti che ha espresso un parere confutabile e criticabilissimo. E poi basta auspicare la serie C solo per l’obiettivo di liberarsi di Cellino, vai tranquillo caro Pietro che resteremo ancora in A nonostante le tue preghiere:)

      • Antonio says:

        Uè datte na’ carmata però! E chi sarà mai Giggirriva (che, detto tra noi, saluto sempre con grande piacere quando mi capita di incontrarlo per strada) la reincarnazione di Gesù Cristo per non poterlo contraddire? Sul S. Elia ha preso una posizione per me sbagliatissima, non solo, ma dall’alto della sua autorevolezza avrebbe potuto “fare opinione” a favore di un nuovo stadio per il Cagliari.
        Invece, in nome dell’odio verso Cellino, si è opposto ad ogni intervento su quel rudere schifoso. Tutto qua.
        Io sarò anche troppo “celliniano”, però anche tu non mi pare sei molto obiettivo, sei troppo roso dall’odio, non so per quale motivo poi.
        Tu dici che il Cagliari non fallirà. Vedremo.
        Soprattutto vedremo chi se lo comprerà un domani, forse solo allora capiremo perchè sta succedendo tutto questo casino.
        Ciao

    • muttly says:

      Cellino voleva che lo stadio fosse raso al suolo a spese del comune.
      Considerano 150.000 gli abitanti di Cagliari e 10.000 quelli che vanno allo stadio (da tutta la Sardegna) mi sembra una spesa non giustificabile, non credi ?

      • Marco 70 says:

        Son giustificabili i soldi da spendere in manutenzione per un rudere che avrà perennemente bisogno di cure? un rudere dichiarato inagibile dopo gli sforzi di una ristrutturazione mondiali 90? un rudere che col calcio non ha nulla a che fare per poca o nulla funzionalità moderna? Cellino lo stadio lo avrebbe costruito a spese sue e mi pare che con quel progetto della Karalis ce ne sarebbero andati parecchi visto che ad Is arenas 16 mila ci vanno per le partite importanti (con il resto dei potenziali paganti a casa per il tutto esaurito). Comunque ora si ride perché la patatona bollente è nelle mani di Zedda…sai che bello il nuovo ex ospedale marino. Ps: tengo a precisare poi che i canoni pretesi giustamente da Zedda sono del Cagliari Calcio glorioso anni 70, cioè sono arretrati che risalgono a quel periodo, così mi pare ricordare.

      • 150.000? Da quando in qua Cagliari è solo Castello? L’area urbana, incluse Quartu, Pirri, Sestu, Settimo e Assemini conta quasi mezzo milione di abitanti, corrispondente a un quarto di tutta la Sardegna. E in uno stadio buono con annesso museo, cittadella e altro il Cagliari farebbe almeno 25.000 spettatori a partita. Ma al sindaco che gliene frega? Lui è interista….

        • muttly says:

          150.000 sono i cittadini che dovrebbero devolvere parte delle loro tasse anzichè in servizi per loro, per servizi di svago (il calcio) a 25.000 (ipotetici) da tutta la Sardegna .
          Bisogna anche chiedersi ma con Cellino che fa i suoi interessi per avere una squadra che gioca solo per restare a galla e prendere denaro con la sola permanenza in A ha senso fare questi sforzo di denaro pubblico ?
          Si lottasse per lo scudetto o la Uefa sarebbe tutto un alto discorso di immagine.

  23. De Ghisciu says:

    Sicuramente Massimo Zedda prenderà molto a cuore questo appello. Il suo attaccamento alla squadra che porta il nome della città di Cagliari è pari alla sua preparazione amministrativa, alla sua democraticità e alla sua capacità di dialogo. E’ del tutto falso affermare che perché qualcosa torni a girare per il verso giusto in questa città Massimo Zedda debba emulare il nobile gesto del cardinale Joseph Ratzinger.

  24. MammaTigre says:

    Caro Vito, comprendo bene il tuo punto di vista, fedele ed appassionato alla tua squadra. La maggior parte delle volte mi sono sempre trovata d’accordo con te, ma questa volta no. Sinceramente, del calcio (e non solo) e del suo marciume farei volentieri a meno. Anche se riconosco che sin da bambini correre dietro ad una palla, e farlo in squadra, sia potenzialmente una delle cose più educative di questo mondo… Ti lascio una riflessione a me cara, con un brano di Reverendo Jones, “il Paese degli allocchi”, che rende l’idea di come la penso. Con la stima di sempre! http://www.youtube.com/watch?v=L9hvdC88tXo

  25. adrena says:

    sono d’accordo sul ripristino dello Stadio sant’elia…..una cosa che si sarebbe dovuta fare da subito…..ma a volte le vie della politica sono incomprensibili…..

  26. Su giornalista chi ari scritu sa lìtera “aperta” a su sindigu, m’arregordara unu cumpàngiu miu de iscola chi scriiara in su giornalinu de is istudentis. Custu “giornalista” si presentara a s’intrara de s’Ansicora ,dogna borta chi nci fiara una partira. Ndi bogara unu cartoncinu frorigiau de timbrus e firmas e, amostendiddu a su guardianu ddi narara: “Stampa!” e-i cussu dd’arrispundiara: “Ascu’, stampamìnci sa faci in cu'”.

  27. Pietro F. says:

    Se si trovasse uno sponsor privato che si accolla le spese si potrebbe pure fare….ma ora arriva la Tares e sono altri 11 milioni di euro presi dalle tasche dei cagliaritani….e quei soldi dovrebbero essere spesi po sa facci de Cellinu?
    Il cuore del tifoso direbbe si, ma il cervello e le mie tasche no. Però Zedda qualcosa dovrebbe almeno provare a inventasela. Sempre nei limiti della legalità però.
    Se poi il signor Max Cellino decidesse finalmente di vendere sarebbe tutto molto più facile.
    Ma temo che non lo farà mai. La grana che gli frutta la passione dei tifosi è troppa…..

    • Antonio says:

      “Se poi il signor Max Cellino decidesse finalmente di vendere”.
      Sì, eppoi il Cagliari ce lo compriamo noi, magari facciamo una bella colletta. Oppure se lo comprano gli ambientalisti, o magari l’amichetto facoltoso de su signor sindigu – sì ti ricordi? – quello che ha fatto il presidente della Regione e che doveva rivoltare la Sardegna come un calzino e che è stato accusato di cosucce un pò più gravi di quelle che avrebbe fatto Cellino ma non si è fatto neanche un minuto di gattabuia.
      Ma va là, oh Pietro!

      • muttly says:

        Accusato, processato e risultato innocente.
        Questo ti sei dimenticato di aggiungerlo.

        • Antonio says:

          Sì, è vero, mi sono dimenticato. Come tu ti dimentichi che non si è fatto nemmeno un nanosecondo di carcere preventivo, a differenza di altri….

  28. Non sò quali siano i tempi per ripristinare il manto erboso e gli ingressi secondo le regole (tornelli etc.) , ma muovendosi subito e con la collaborazione della Cagliari Calcio, della Lega, della Questura, della Prefettura e di chi altro non si sa, SI PUO ‘ FARE !!! SI DEVE FARE !!!
    Contando sul fatto che gli organi preposti a riallestire il Sant’Elia e a dare le autorizzazioni, avrebbero un atteggiamento diverso verso il Comune di Cagliari, rispetto a quello ‘abettiosu’ dimostrato nei confronti di Cellino. E i cagliaritani risponderebbero con generosità. Ajò Is Arenas libero o Sant’Elia…ma non fateci dinuovo emigrare con le navi della Tirrenia e le valige legate a spago…..

    • Il Medievista says:

      Non si farà mai, non ci sono stati mai dei segnali in proposito dall’amministrazione comunale e lo stesso sidaco si è guardato bene dal proferir parola anche in questi giorni. Certi silenzi sono più espliciti di mille dichiarazioni o promesse.e anche tu, Vito, non perdere tempo a scrivere lettere che non verranno mai lette.

  29. Antonello Casini says:

    Vito, molto spesso sono stato d’accordo con te ma stavolta mi trovo in completo e totale disaccordo. Non abito più a Cagliari e ho giocato nelle giovanili del cagliari centro addestramento sin dalla sua fondazione con Gigi Riva. Credo quindi di non poter essere sospettabile di scarso attaccamento ai colori rossoblu. Fatta questa premessa, reputo che, come da te stesso richiamato dall’articolo, con il Cagliari Calcio, il Comune di Cagliari ha un contenzioso aperto, per cui, qualsiasi ulteriore spesa che il Comune dovesse effettuare in questo senso, penso verrebbe vista molto male da qualsiasi organo di giustizia amministrativa.
    D’altronde mettiamoci anche nei panni di quei cittadini di Cagliari non tifosi: il Comune al quale pago diverse tasse e contributi, non solo non riesce al momento ad incassare un credito dovuto da questa società, ma, in sovrappiù, destina parecchi dei suoi fondi (penso che anche tu sappia bene che, forse mai come in questo periodo, le risorse a disposizione dei Comuni, siano scarsissime!) alla ristrutturazione di uno stadio del quale, verosimilmente, usufruirebbe un unico soggetto: proprio quella società debitrice!
    Mi sembrerebbe veramente troppo per un cittadino di Cagliari non tifoso!

    • Cristiano says:

      Sono perfettamente d’accordo con Antonello. Anche io ho avuto per parecchi anni l’abbonamento in curva nord, per poi iniziare a fregarmene del calcio. Adesso, con la città in crisi, se si spendessero dei soldi per il sant’elia senza un progetto che lo destini a tutta la città ma solo per far giocare qualche partita in casa al Cagliari, onestamente mi farebbe perdere la fiducia in questa amministrazione. I soldi si utilizzino per le emergenze, che sono tante…

  30. Antonio says:

    Ti ringrazio Vito, ti ringrazio di cuore. Sono stato da sempre molto critico, anzi, detto chiaramente, in totale dissonanza rispetto a quanto tu sostieni su Is Arenas. Però ti riconosco una rara onestà intellettuale e, particolare di non poco conto, ci accomuna l’amore, non voglio chiamarlo nemmeno tifo, per il nostro Cagliari, che io seguo dal 1977 e come abbonato dal 1980.
    Speriamo che Is Arenas non chiuda, almeno per questo campionato. Se proprio è fuorilegge, ma, come ho scritto in altri commenti, certe leggi sono assurde e criminogene, mi auguro davvero che il sindaco Zedda ti ascolti. Ne dubito, però. Egli mi appare altero, superbo, sprezzante (non dico che lo sia, non lo conosco). So che non sarai d’accordo con me, ma, ti dico la verità, preferisco la sincera rozzezza ed irruenza di Cellino. Certo, quando il sangue scorre troppo impetuosamente nelle vene ti fa fare anche cazzate, e il presidente & C. forse ne hanno fatte, ma preferisco loro, che magari hanno agito per interesse ma anche per passione, a chi semplicemente non ha agito, si è voltato dall’altra parte, forse non vedeva l’ora che il Cagliari togliesse il disturbo.
    Una cosa è certa: senza Cellino e senza stadio per il Cagliari sarà la fine.
    Davvero può esserci qualcuno in questa città che vuole questo?

  31. vox borgo says:

    Scusa Vito, ma questa cosa che hai scritto è patetica

    • Pibincu Seu says:

      Concordo…la squadra è di Cellino.lui guadagna, non i tifosi o il comune!! O girerebbe i diritti televisivi al Comune??
      e su basta è uno sport…nulla di piu’

  32. Se 50000 tifosi del Cagliari, vista l’importanza della posta in gioco, mettessero ciascuno (in media) 1000 €, i soldi per ricostruire il Sant’Elia ci sarebbero, o no? Se si, lato sindaco e resto della cittadinanza, servirebbe la parte autorizzativa, svelta.

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